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Gelatina di pesche e Lapsang Souchong.

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Un breve saluto prima di partire “fisicamente”, un mese impegnativo, per me, questo agosto, in tutti i sensi.

Un breve saluto prima di partire “fisicamente”, un mese impegnativo, per me, questo agosto, in tutti i sensi.

Non vedo l’ora di incamminarmi la mattina presto, dopo la piscina, dopo una bella colazione  Austriaca, zaino, bottigliona d’acqua, anche se lungo i sentieri l’acqua si trova facilmente, compreso il bicchiere in acciaio col manico per berla.

L’ispirazione per questa ricetta l’ho trovata sul libro: Il piatto in un bicchiere di Anna Prandoni e Fabio Zago, pagina 176 (libro regalatomi dalla mia ex socia in occasione della visita a casa sua), soltanto l’ispirazione perchè ho cambiato anche il procedimento non amando “ribollire” il te e l’agar agar l’ho sciolto nell’acqua che ho aromatizzato facendo bollire la buccia della pesca.

Ho adoperato un the affumicato che adoro e che con la pesca, secondo me, ci sta d’incanto.

Contempla l’uso dello zucchero e indica un’improbabile dose di agar agar che rassoderebbe una tinozza di gelatina (45 grammi).

A volte m’incavolo quando leggo le dosi delle ricette sui libri di cucina (che hanno anche un costo), capisco un’errore qui, nei nostri blog, la fretta ecc. però qui non vendiamo ed abbiamo la possibilità di correggere e la fortuna di avere qualche lettore che ci fa notare l’errore, ma un libro che prima di andare in stampa passa di mano in mano, viene controllato dai correttori di bozze, beh, qui l’errore non è tollerabile.

Per fortuna io ho un ottimo rapporto con l’agar agar, una specie d’istinto che mi fa sempre azzeccare la dose giusta, in questo caso la gelatina doveva essere cremosa e avere la consistenza di un budino.

Salutiamoci con una gelatina di pesche e Lapsang Souchong.

Ingredienti per me:

  • 2 pesche gialle Bio (queste dolcissime, succose e profumate),
  • 100 ml. di the affumicato Lapsang Souchong,
  • 1/2 cucchiaino di succo di limone,
  • 50 ml. d’acqua per l’nfusione di bucce di pesca,
  • 1,5 g di agar agar in polvere,
  • 1 grano di pepe del Madagascar e foglioline di menta per decorare.

Come fare:

preparare il the nel solito modo e lasciarlo da parte, sbucciare le pesche e mettere in infusione le bucce, frullare anche la polpa col succo di limone ed amalgamarla al the.

Sciogliere l’agar agar nell’infuso di bucce di pesca e far bollire per 2 minuti, frullare e versare sul composto di the e pesche, mescolare.

Versare nel bicchiere o coppa e far raffreddare in frigorifero per c.ca 2 ore.

Io ho decorato con 1 grano di pepe del Madagascar (solo per rimanere “fedele” alla ricetta originale) e una piccola fogliolina di menta.

Buon proseguimento d’estate, vi lascio con questi Raggi al tramonto, voglio la reflex, babbo Natale, se mi senti, voglio la reflex.

Salutiamoci con una gelatina di pesche e Lapsang Souchong.

E non può mancare Lei, l’amore della mia vita che, mi sa, è già in vacanza.

Salutiamoci con una gelatina di pesche e Lapsang Souchong.


Risotto alla Calendula

Risotto alla Calendula.

Ingredienti per 1 persona:

  • 100 g. di riso vialone nano friulano (Domenico Fraccaroli),
  • fiori secchi e freschi di Calendula più foglie,
  • 1 piccolo scalogno,
  • infuso di Calendula,
  • mandorle,
  • fiocchi di lievito,
  • sale,
  • pepe bianco,
  • olio evo,
  • burro di soia.

Come fare:

preparare un infuso di calendula, filtrare e mettere i petali, assieme allo scalogno grattugiato in una pentola con olio evo e burro di soia.

Lasciar cuocere lentamente aggiungendo poco alla volta l’infuso, quando lo scalogno sarà diventato trasparente, frullare e rimettere in pentola.

Aggiungere il riso e farlo tostare, continuare la cottura aggiungendo l’infuso, aggiustare di sale, una grattugiata di pepe bianco e portare a termine la cottura aggiungndo un cucchiaio abbondante di petali freschi.

Nel frattempo sbollentare le foglie di calendula per togliere la punta di amarognolo, frullarle assieme a delle mandorle, olio evo, sale e mettere da parte.

Raggiunta la cottura del riso, spegnere il fuoco e mantecare con la miscela di fiocchi di lievito e mandorle tritate (io ho usato mandorle per non alterare il sapore delicato della calendula).

Impiattare a piacere (o ho adoperato uno stampo a ciambellina), decorare con la salsa ottenuta con le foglie ed un fiore che è commestibile ;-)