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Fiori di zucchina ripieni di Insalata di pollo: quando il sale è un’Opera d’Arte…

insalata di pollo nei fiori di zucchina-001

La forma piramidale di questo sale è incredibile, unica ed il suo aroma regala un tocco particolare a qualsiasi pietanza gradisca la nota affumicata, io lo abbino spesso alle zucchine e la ricetta di oggi nasce davvero per caso.

fiori di zucchina e sale affumicato-006

Ingredienti:
  • degli splendidi fiori maschi di zucchina raccolti al mattino nel campo di Milva,
  • un avanzo di pollo allo spiedo,
  • cipolline sott’aceto,
  • cetriolini sott’aceto,
  • sedano,
  • carota grattugiata,
  • prezzemolo,
  • maionese fatta in casa o comperata se vi va,
  • fiocchi di sale affumicato Falksalt.

collage fiori di zucchina ins pollo-001

Come fare:

cuocere al vapore i fiori di zucchina, dopo averli puliti deliatamente e tolto il pistillo, per dieci minuti nel microonde.

aprirli delicatamente e riempirli di insalata di pollo, tutto qui.

Questa semplice insalata di pollo può trasformarsi, per la presentazione nel fiore di zucchina, anche in finger food.

fiori di zucchina ripieni di insalata di pollo-001


Insalata di Topinambur e Mela Kanzi: è nato un amore, anzi due.

   

Qual miglior modo  per iniziare la settimana se non parlando d’amore?

Ormai l’amore nato tra me e il topinambur è noto a tutti ed anche se tra poco dovremo separarci, la certezza che ci ritroveremo tra qualche mese rende meno doloroso il “distacco”, in questi mesi ci siamo conosciuti meglio e c’è l’affinità sufficiente per continuare a sperimentare assieme.

Un altro grande amore è quello nato in febbraio tra me e la mela Kanzi a Identità Golose e alla quale dedicherò presto un post ed una ricetta perchè di questa mela c’è molto da raccontare, ho preparato una scheda su GDF, la potete trovate qui     se volete saperne di più.

Mi dispiace che la sua presentazione, peraltro curatissima e raffinata, sia stata penalizzata (nelle presenze) dalla concomitanza, nella Sala Auditorium, dall’intervento di un attesissimo Massimo Bottura, peccato, a saperlo prima avrei scelto la presentazione della mela Kanzi,  Massimo Bottura avrei potuto conoscerlo meglio leggendo i resoconti delle altre blogger presenti.

   

Unire questi miei amori in una ricetta è stato un gioco, la ricetta di topinambur con le mele non è una mia idea, la cooperativa di piccoli produttori locali che c’è a Santa Caterina mi ha regalato un piccolo ricettario che comprende anche quest’insalata.

Ho già gustato il topinambur crudo qui , l’ho apprezzato per la digeribilità ed ho notato che a crudo  il sapore di carciofo che acquista in cottura non si percepisce affatto, non amanti del carciofo siete avvisati.

Insalata topinambur mela Kanzi part.-1   

Ingredienti x 4 persone (facilmente divisibile x 1 :-D ):

  • 400 g. di topinambur,
  • 400 g. di mele (io Kanzi per sempre),
  • 250 g. di coste di sedano tagliate a fiammifero,
  • olio evo (io olio di semi di vinacciolo per non interferire con i sapori),
  • succo di limone sia per evitare l’ossidazione dei topinambur e delle mele che per l’emulsione,
  • sale (fior di sale),
  • pepe (verde),
  • senape al dragoncello (facoltativa ma consigliata),
  • frutti di cappero (facoltativi ma  consigliati),
  • olio di semi di zucca per decorare (facoltativo),
  • prezzemolo per decorare (facoltativo).

Come fare:

lavare e spazzolare i topinambur, asciugarli ed eliminarne i bitorzoli, sbucciarli col pelapatate, sbucciare anche le mele.

Affettare sottilmente topinambur e mele con la mandolina ed irrorarli con poco succo di limone per evitare l’ossidazione.

Tagliare a fiammifero le coste di sedano, a parte preparare il condimento con olio, limone e senape, mescolare bene e condire l’insalata mescolando delicatamente, decorare con una goccia di olio di semi di zucca ed un frutto di cappero.

Nelle foto vedete la versione così descritta, ho voluto provare anche la versione con i frutti di cappero frantumati ed uniti al condimento, consiglio questa variante, se non avete i frutti di cappero potete usare i capperi normali controllando però la sapidità.

   

Vi auguro una splendida settimana.


Insalata di Topinambur alla moda di Bahia: a qualcuno piace Crudo.

Non chiedetemi come mai si chiami così, questa insalata l’ho trovata su un supplemento al n° 9 di Amica del 3 marzo 1978 (La cucina superveloce) e per non pubblicare cloni ho fatto una ricerca, non c’è e ve la presento.

Strano titolo alla moda di Bahia per un tubero invernale, forse per i suoi fiori gialli con i quali alla fine dell’estate rivela dove sarà possibile trovarlo qualche mese dopo?

Siccome in questi giorni sto vedendo e rivedendo il film Into the Wild (nelle terre selvagge, sono un pò condizionata) e, se Alex avesse trovato i topinambur ce l’avrebbe fatta, si, i topinambur si possono mangiare crudi senza avere problemi come invece succede a mangiare molte patate crude.

Beh, io, mi conoscete, quando mi affeziono a qualcosa o a qualcuno parto in quarta e quest’anno ho abbracciato la causa topinambur con entusiasmo e foga.

Finalmente vedo in giro per i blog ricette che valorizzano al meglio il mio amico Topinambour, sono queste le cose che amo del web e che me lo rendono  digeribile.

Noi foodblogger, piccole, grandi, vip o nop abbiamo il potere di divulgare, creiamo le mode, facciamo conoscere a tutti spezie, verdure, cereali, prodotti diversi dal solito quotidiano, contribuendo così a stimolare i produttori a non mollare.

Ultimamente, con le rifatte si sta aiutando a trasformare la celiachia da babau alla normalità e credo che questo sarà di grande utilità e di stimolo anche a quei ristoratori normali a pensarci un pò su, ci vorrà tempo ma io vedo chiaro all’orrizzonte.

Noi non siamo abituati a trattare la diversità, la temiamo e la vestiamo con un mantello scuro ed inquietante ma, se ci pensiamo ci accorgiamo che siamo tutti diversi l’uno dall’altro, ma come ci sono capitata in questo discorso che richiederebbe altra sede e altro post? Boh, sarà la mia diversità.

Non sarà mica che il titolo risente dell’ influenza Caraibica e rilasci gli effluvii di Rum?

Ho definito il Topinambur: una patata che sa di carciofo, ma è molto di più perchè è una patata che si può  mangiare anche cruda,  da bambina mi dicevano di non mangiare le patate crude perchè fa mal de pansa (fa male al pancino) ed è vero, contiene la solanina che, se ingerita in dosi elevate può causare disturbi anche gravi.

Anche se non peso mai gli ingredienti per un’insalata perchè, diciamocelo, a meno che non sia l’insalata russa, capricciosa o di pollo ecc. dove ci dev’essere un equilibrio, in questo tipo d’insalata è facile andare a occhio.

Io, ligia alla corretta condivisione per la riuscita della ricetta vi do le dosi originali che sono per 4 persone.

Ingredienti:

  • 600 g. di topinambur,
  • 6 filetti di acciuga dissalati (io ho adoperato quelli sott’olio),
  • 1spicchio d’aglio,
  • 4 uova sode,
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato finemente,
  • 5 cucchiai di olio evo,
  • 2 cucchiai di succo di limone,
  • sale,
  • pepe (verde).

Come fare:

sbucciare i topinambur (per evitare la bitorzolutaggine io li elimino e pelo agevolmente i topinambur col pelapatate, i bitorzoli che rimangono li scotto, li sbuccio con facilità e sono pronti per altre preparazioni), lavarli velocemente, asciugarli e tagliarli sottilmente con la mandolina.

Per non farli annerire metto subito il succo di limone.

In un padellino sciogliere i filetti d’acciuga in 2 cucchiai d’olio assieme ad uno spicchio d’aglio vestito/schiacciato e quando le acciughe saranno diventate poltiglia toglierlo e versare il composto sui topinambur.

In una ciotola schiacciare le uova con la forchetta (io li trito creando un effetto mimosa), lasciarne una parte per decorare ed unire il prezzemolo.

Preparare a parte il condimento con il restante olio, succo di limone (io ho aggiunto poco aceto di mele che mi piace), sale e pepe verde, emulsionare ed unire al composto di uova, solo quando è tutto ben amalgamato condire i topinambur mescolandoli delicatamente.

La ricetta diceva di fare tutto nella ciotola ma si rischia di fare una pappa.


Insalata di Ramolaccio, carote e Montasio, e non spacchiamo il capello in 4, ma in 2.

Lo so che il proverbio lo spezza in 4 ma io, dopo il secondo trovato nei funghi della mia tagliata mi sono fermata e non ho indagato se ci fossero anche il terzo ed il quarto.

Non essendo eccessivamente schizzinosa il primo capello l’ho giustificato pensando fosse mio, ma il secondo no e, con riluttanza  ho rimandato indietro il piatto: unico vantaggio? Che non l’abbiamo pagata… ma neanche mangiata.

Di fatto un bel fine settimana in relax, un pò di Austria, dove uno splendido sole ed un’aria frizzante ci hanno accompagnati a curiosare per i mercatini e poi a mangiare il pollo fritto nel cestino guarnito dal classico prezzemolo fritto.

Mi sono sempre chiesta come riuscissero a farlo così buono e ben cotto anche vicino all’osso e, finalmente, dopo anni di frequentazione ho capito che viene fatta una precottura nel brodo vegetale, il prezzemolo fritto invece dev’essere soltanto messo e tolto e lui rimane bello verde e croccante.

Dopo anni ieri ho fatto anche la penichella pomeridiana, proprio un bel fine settimana.

E per finire in cucina una mail di Tiziana con una bella insalata di Ramolaccio, carote e Montasio, perfetta per scoprire o far riscoprire questo povero Ramolaccio che fa tanto bene ma porello ha un sapore che non fa innamorare nessuno.

E pensare che assieme all’aglio è stato il primario alimento dei costruttori delle Piramidi d’Egitto e lì ce ne sarà voluta di energia vero?

Beh a noi può essere utile per costruire la nostra Piramide alimentare quella che ci consente di alimentarci in maniera sana ed equilibrata e qui la rima con Insalata capita a fagiuolo.

Ingredienti:

  • ramolaccio (pelato),
  • carote,
  • formaggio Montasio (3 mesi),
  • Olio evo,
  • limone,
  • semi di zucca tritati,
  • sale.

Come fare:

pelare il ramolaccio e tagliarlo sottile con la mandolina, metterlo sotto sale per fargli perdere l’acqua di vegetazione che a qualcuno potrebbe risultare indigesta, risciacquare e spremere un pò di limone per mantenere il colore bianco.

Tagliare a rondelle (sempre con la mandolina) le carote, a lamelle il Montasio.

Preparare una citronette (olio, limone, sale), unire i semi di zucca tritati e condire l’insalata.

Per presentarla in maniera appetitosa Tiziana ha fatto delle torrette.

Vi consiglio un linkinteressante e ricco di informazioni, buona lettura…

Ora vi faccio una confidenza..però mi raccomando non ditelo a nessuno..sssssssssssssssssssssttt.

Se il mio ello è difficile, non avezzo alle novità, diffidente ecc. ecc. ecc. il marito di Tiziana lo è ancora di più.

La sua frase tipo è cossa te se ga inventà de novo ‘dess? No te pol cusinar normale? (Cosa ti sei inventata ora? Non puoi cucinare normale?)…beh, nonostante tutto l’insalata è andata a ruba.

Buona settimana a voi e grazie della pazienza avuta la settimana trascorsa…vi bacio.

Ora, per la storia intorno vi racconto cosa mi  successe nel 1986.

Abitavo ancora a Trieste e ritornata a casa all’ora di pranzo, come ero solita fare misi un disco (ce l’ho ancora, quello in vinile) dei Weather Report.

Mio padre (viveva allora in Toscana) era ricoverato all’ospedale, feci la solita telefonata e mi dissero: suo padre si è spento un’ora fa.

Qquesta era la musica che stavo ascoltando e sapete cosa c’è scritto tra parentesi sotto il titolo?

Dedicated to the memory of my parents (Dedicato alla memoria dei miei genitori)


Insalata di barbabietole in agrodolce con pesto ai semi di zucca.

Non è un mistero che io sia innamorata dell’Austria, non sono esterofila e ritengo la mia/nostra Italia il paese più bello del mondo, ricco di tutto e di più ma, quando oltrepasso quel confine (che ora non c’è più e torna solo in alcune circostanze), cambia l’atmosfera, cambia il paesaggio ed entro in una dimensione quasi magica.

L’erba sembra più verde (forse perchè è “l’erba del vicino”?), iniziano subito i pascoli, vedi mucche e cavalli e penso che  soltanto qualche centinaio di metri più in là ci sono gli stessi prati, la stesse valli ma…di mucche e cavalli nemmeno l’ombra.

Paesaggio invernale Austria.

Sui lati delle stradine le cataste di legna pronte per essere portate nelle segherie a dimostrazione di una pulizia sistematica e controllata dei boschi che, si sa allunga la vita agli stessi mentre, soltanto qualche kilometro più in là se ti viene in mente di andare a fare una passeggiata su qualche sentiero del Cai e non torni a casa pieno di zecche perchè l’erba ti arriva alla vita, ed entrare al’interno del bosco diventa un’impresa titanica.

In primavera la sezione alla quale sono iscritta organizza le prime gite proprio per ripulire i sentieri ed io sono orgogliosamente in prima fila, pregusatando già le passeggiate future senza necessariamente il “machete” in mano (per tagliare l’erba né? ;-) )

Ho scritto questo perchè spesso mi domando perchè in certi posti la natura sia così poco curata e lasciata a se stessa, anche nelle nostre Valli abbiamo boschi impraticabili e ricchi di  castagni  ormai quasi tutti ammalati, in autunno le famiglie percorrono la strada sterrata che costeggia la montagna e raccoglie i ricci caduti sulla strada, perchè è tutto soffocato dai rovi e raggiungere un albero è quasi impossibile, sarebbe bello ed educativo che i bambini potessero avere accesso sicuro alla natura…ma speriamo in un futuro

Beh, ho davvero “sconfinato” stavolta… tutto per un’insalata, però un’insalata del Hotel Sacher, libro fonte d’ispirazione e dal quale attingo a piene mani quando ho a disposizioni gli ingredienti.

Ci giravo intorno da un pò perchè, me tapina edi incapace d’informarsi con i potenti mezzi del web, non sapevo che si trovassero anche qui le “rape rosse”, ma rosse rosse, proprio come quelle che vendono precotte nei negozi o quelle che in Piemonte vendono cotte al forno.

Ma è arrivata in soccorso la mia “super-Milva” con una cassa di barbabietole.

Ma sono di due colori :-)

Si, dice, qualcuna è di quelle rosse rosse.

Ailoviu le ho detto sorridendo e ne ho prese 2, mi mancavano proprio quelle rosse per fare questa ricetta.

Il meraviglioso Cavolo rapa

Ingredienti per 4 “tortine”:

  • 1 barbabietola rossa media,
  • 1 carota gialla (va bene anche la nostra arancione),
  • 1/2 cavolo rapa,
  • 2 scalogni tritati finemente,
  • 2 cucchiai di uvetta sultanina tritata finemente,
  • olio evo,
  • 1 cucchiaio di zucchero,
  • cumino macinato al momento,
  • semi di coriandolo tostati e macinati al momento,
  • 50 ml di aceto di mele,
  • pesto ai semi di zucca
  • sale e pepe q.b.

Per la vinaigrette:

  • 2 cucchiai di olio evo, 1 cucchiaio di aceto di mele,
  • 1 pizzico di sale,
  • una punta di coltello di senape dolce (ho usato quella all’estragone/dragoncello).

Per la guarnizione:

  • a piacere speck (io), o prosciutto affumicato crudo o cotto, bresaola..insomma, quel che vi pare ;-)
  • listerelle di pan carrè tostate o col burro o in una pentola antiaderente,
  • frutti di cappero,
  • foglie di rucola (io) o spinacina, bieta o le foglie stesse della barbabietola.

Come fare:

pelare la barbabietola, la carota, il cavolo rapa e tagliare a dadini di c.ca 3 mm.

Far appassire gli scalogni nell’olio con lo zucchero, unire i dadini di verdura e rosolare bene tutto, irrorare con l’aceto ed aggiungere l’uvetta, aromatizzare con le spezie, aggiustare di sale e pepe e portare a cottura (c.ca 20 minuti), le verdure devono rimanere croccanti, mettere in fresco.

Nel frattempo preparare il pesto ai semi di zucca come spiegato qui.

Preparare le porzioni con un coppapasta, decorate con l’insalata condita con la vinaigrette, i frutti di cappero e le striscioline di pane tostate.

A parte la presentazione da “Hotel” quest’insalata, mangiata in una terrina con un bel panozzo in parte è quanto di più godurioso ci sia, pensate che l’ha mangiata persino il mio “ello” (però non gli ho detto che c’era l’uvetta ;-) )


Insalatadi Zucchine, Asiago e noci e il test: Siete ottimisti o pessimisti?

Mi piaceva, a proposito di ottimismo, fare un piccolo omaggio a Francesca Schiavone, prima tennista italiana a vincere il Roland Garros ed entrare nella storia!!

(foto presa dal web)

Brava Francesca, complimenti..alla prossima!!!

…….già, è un pò come il “bicchiere mezzo pieno – mezzo vuoto”,  di primo acchito propendete per la prima sequenza o la seconda?

Intanto che ci pensate su io metto la ricettina :-)

Faccio un “quasi” copia/incolla, la ricetta è dell’anno scorso, ma con le zucchine che iniziano a luccicare nell’orto è perfetta anche quest’anno ;-)

Ingredienti:

  • 2 pere Kaiser (ho usato le williams verdi e sode)
  • 150 g. formaggio Asiago,
  • 3 zucchine piccole freschissime,
  • qualche gheriglio di noce,
  • prezzemolo,
  • succo di limone,
  • olio evo,
  • pepe e..sale affumicato (regalo di Sonia)

 

Come fare:

tritare il prezzemolo, tagliare il formaggio, le zucchine ed 1 pera a fiammifero, raccogliere tutto in una ciotola;

preparare il condimento spremendo il limone, unire il sale, pepe, olio, prezzemolo e qualche gheriglio di noce tritato non troppo finemente.

Emulsionare con una frusta.

Condire l’insalata e fare insaporire intanto che tagliate a fettine sottili l’altra pera per la decorazione, regolatevi secondo le dimensioni del vosro piatto, è carino anche fare dei piattini monoporzione.

La vostra insalata è pronta e non aprite al contadino.


Insalata di pollo, il bello della dieta.

 

Quand’ero ragazza ed ero perennemente a dieta,  leggevo 100 modi per dimagrire, ce n’erano 100 appunto, uno addirittura diceva di prendere per 3  dico 3 giorni,  soltanto 1 litro (al giorno) di una soluzione di acqua tiepida e sale amaro (sale inglese), ricordo che alla fine del consiglio c’era scritto: lascio il commento a chi avrà il coraggio di provare! Io non ero e non sono ancora così coraggiosa.

Non ne ho mai seguito uno, concordo con Luisanna Messeri che la dieta delle 3 EMME è la più efficace: Mangia Meno Maialona, però tra i consigli ce n’ era uno che mi piaceva molto, quello di concentrarsi sul pasto, anche se miserello.

Apparecchiate la tavola, anche se siete sole, come se aveste ospiti di riguardo, mettete un piccolo fiore davanti a voi e impiattate con stile ed eleganza anche il solito petto di pollo.

Io così ho fatto, ieri, sotto lo sguardo esterefatto di colui che se non fossi attenta mangerebbe anche me.

Ho gustato, masticando lentamente, boccone dopo boccone, piano piano ed ho capito che stavo mangiando il petto di pollo, le mele, sgranocchiavo le noci, assaporavo l’amaro dell’indivia belga e l’aspro dello yogurt, le mie papille cercavano, trovandolo, l’affumicato del sale.

Muoviti che alle 2 ci aspetta lo zio e dobbiamo andare a riempire le bottiglie d’acqua.

Ed immediatamente sono ritornata sulla terra,  anche il narciso  si era un po’ piegato da una parte, ah gli uomini.

 

 Ingredienti per 1 persona:

  • 1/2 petto di pollo c.ca 120 g,
  • 1 mela Granny Smith.
  • 1 gambo di sedano bianco,
  • 1 vasetto di yogurt magro (sostituibile con olio extravergine di oliva),
  • 2 cucchiai di succo di lime,
  • 30 g  di gherigli di noci,
  • sale affumicato (o normale),
  • pepe verde (facoltativo),
  • 1 insalata belga per decorare.

 

Come fare:

cuocere il petto di pollo sulla bistecchiera, preferibilmente vintage e farlo raffreddare.

 

Questa bistecchiera è deceduta pochi mesi dopo.

Sbucciare la mela, pulire il sedano dai filamenti e tagliare tutto con la mandolina, irrorare con 1/2 succo lime.

Tritare grossolanamente le noci  lasciando 2 gherigli per la guarnizione, preparare il condimento con lo yogurt (olio), il succo di lime, sale e pepe.

Tagliare il pollo a striscioline ed amalgamarlo con gli altri ingredienti, coprire con la salsa allo yogurt (emulsione all’olio) e far riposare in frigorifero per 1/2 ora, mescolare nuovamente ed appoggiare sul piatto che avrete guarnito con le foglie d’ indivia belga.

Decorare con i gherigli e godetevi questo pranzo bello, buono, leggero come fosse una carezza.

Non c’entra con l’insalata di pollo, ma volevo presentarvi la micia dello zio, non ha un nome, lo zio non umanizza gli animali, ieri mi ha accompagnata per i campi ed al ritorno, stanca, si è messa in posa per me!!

 

Anche la micia dello zio se n’è andata.

 


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