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Lasagna di Piattoni, Finferla, la loro salsa e Formaggio Latteria Turnaria, soltanto 3 mesi ma col sapore della maturità.

lasagna di piattoni sfornata tovaglietta-001

Quando parlo di cucina di casa parlo di questa cucina, parlo delle ricette nate dalla casualità: una cassetta di Finferla,  un sacchetto di piattoni che, essendo la prima volta che li vedo, destano la mia curiosità: è proprio vero che non si ha mai finito né d’imparare né di conoscere.

Il mio amico mi racconta che la moglie li conserva in vaso (mi farò spifferare la ricetta), mi dice che sono buonissimi, che non hanno il filo, sono tenerissimi, buoni ed io gli credo, provenendo dalla mia amata Val Resia, avranno certamente qualcosa di magico: sotto lo sguardo amorevole di queste montagne, possono crescere soltanto cose buone e belle.

gruppo Canin-001

Gruppo Monte Canin.

Le dosi sono a vostra discrezione io, considerato che volevo fare una prova, ho scelto una piccola pirofila che potesse contenere una fila di piattoni aperti nella loro lunghezza, se considerate i legumi come il solito rettangolo di sfoglia, decidetene voi la misura.

piattoni in pentola-001

Solitamente, fagiolini, tegoline ecc. li faccio bollire senza aver prima eliminato le estremità per evitare che si aprano in cottura e si riempiano di acqua.

Ingredienti per una pirofila rettangolare 14×10:

  • 15 piattoni, possibilmente della stessa lunghezza e larghezza, aperti ma non separati,
  • funghi finferla oppure altri funghi a piacere, trifolati in precedenza con aglio di Resia,
  • formaggio Latteria Turnaria 3 mesi, Presidio Slow Food, sostituibile con un’altra eccellenza Regionale Italiana,
  • pane grattugiato da mescolare col formaggio per la gratinatura dell’ultimo strato,
  • olio extravergine di oliva per irrorare lo strato finale.

collage finferla polvere

Ingredienti perla salsa ai funghi:

non la chiamo besciamella perchè, come il pesto, anche la besciamella ha il suo implicito disciplinare io, per legare le preparazioni faccio cuocere nel microonde (consiglio di una foodblogger della mia regione) variando di volta in volta; raramente adopero il latte, se non quello di soia o riso ecc. comunque senza lattosio: mai il burro, né mascarpone, né yogurt: ho notato che alla fine del risultato ogni eventuale aggiunta risulterebbe ininfluente.

A me la salsa serve soltanto per dare cremosità ed accentuare il sapore degli ingredienti contenuti nella ricetta: se scorrete il blog troverete molte altre idee partite comunque da quella iniziale consigliata da lei.

  • liquido di cottura dei funghi,
  • farina di riso,
  • sale affumicato,
  • polvere d’aglio di Resia,
  • funghi finferla trifolati.

Come fare la salsa ai funghi:

stemperare la farina di riso nel liquido di cottura dei funghi e cuocere in microonde a media potenza per 1 minuto alla volta, dopo il minuto controllare e mescolare.

Regolare di sale ed aggiungere la polvere d’aglio (io di Resia, voi quella che avete: l’Italia è ricca di aglio buono), unire una manciata di funghi trifolati ridotti in crema col minipimer ed amalgamare bene.

 collage lasagna di piattoni

Come fare:

lessare per 7 minuti i piattoni in acqua bollente salata ed immergerli immediatamente in acqua e ghiaccio per mantenerne il colore e la cottura.

Aprirli nel senso della lunghezza senza dividerli e disporli su una base di salsa ai funghi, alternare piattoni, salsa, funghi, formaggio o nell’ordine che preferite: con 15 piattoni si fanno 5 strati, terminare con funghi, formaggio mescolato al pane grattugiato, irrorare con un filo d’olio extravergine d’oliva,coprirecon un foglio di stagnola  ed infornare a 200°C. per 30 minuti,  togliere la stagnola e gratinare sotto al grill per 5/7 minuti fino adoratura, spegnere e lasciar riposare prima di servire.

Non ho fatto la foto dell’interno per via della luce ma garantisco/garantiamo (anche ello) sulla sua bontà.

Perla panchetta io sullo sfondo-002

Garntisco anche sulla bontà di questo batuffolo bianco♥

Link utili:

Formaggio di Latteria Turnaria

Polvere d’aglio di Resia

Vi auguro in anticipo un sereno fine settimana, io devo ancora metabolizzare la morte di Daniza, lo so, vi sembrerò folle ma credetemi lo sono davvero, parola di lupetto ;-)

 Mafalda

 


Torta integrale di carote e noci, cardamomo e cannella, senza burro né zucchero.

 torta integrale carote noci n

Non amo mettere due post in un giorno ma voglio ritornare in cucina, anche se con la morte nel cuore, si, lo so, dovrei farmene una ragione, prendere atto che è così che funziona il mondo, ma non ci riesco;  questa notizia è stata per me il colpo di grazia.

Probabilmente è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: sono mesi che ingoio rospi e mi tocca incassare continuamente le famose 5 lire de mona in scarsela.

Ora queste 5 lire de mona in scarsela stanno diventando migliaia di €uro ed i rospi che ho ingoiato mi saltellano sulla punta della lingua chiedendomi di farli uscire ma non posso, devo continuare a deglutire perchè così si deve fare,  ingoiare anche se so che prima o poi salteranno fuori ma, certamente non in questa sede.

Oggi voglio chiudere in dolcezza, ingoiando questa torta, integrale, sana, profumata con le spezie che io adoro: una torta che è soltanto per me perchè ello non ama la cannella e così ne ho messa tanta, tantissima.

Anche questa torta, che ho trovato su un fascicolo 40 anni fa, ha a che fare con la maionese che tanto scalpore ha fatto nel web.

torta integrale carote noci alto pp.1-001

Ingredienti per una teglia a bordi scanalati da 23 cm. (io una del LIDL,antiaderente, apribile col fondo in vetro) :

  •  200 g. di farina integrale,
  • 3 uova,
  • 70 g. di malto di riso (NATURA SÍ),
  • 70 ml di olio di mais,
  • 1 cucchiaino da caffè colmo di cannella,
  • i semini di 2 baccelli di cardamomo pestati nel mortaio,
  • 70 g. di noci tritate,
  • 1 cucchiaino di buccia grattugiata di limone,
  • 150 g. di carote grattugiate,
  • 1 pizzico di sale marino,
  • farina di cocco, stecche di cannella e bacche di cardamomo per decorare,
  • farina di semi di zucca per cospargere la teglia.

torta integrale carote noci da infornare-001

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Intiepidire il malto di riso ed unirlo ai tuorli in una ciotola; azionare le fruste ed aggiungere l’olio a filo come si fa per la maionese; quando l’olio sarà perfettamente assorbito unire la farina, le spezie, la buccia di limone, le noci tritate e le carote; amalgamare il tutto ed incorporare gli albumi  montati a neve ben ferma col pizzico di sale .

Ungere la teglia e cospargerla con la farina di semi di zucca o con quello che adoperate di solito, versare il composto ed infornare per 50 minuti, spegnere il forno e lasciare riposare la torta all’interno ancora per 10 minuti.

Sfornare e spolverarizzarela superficie con la farina di cocco e decorare a piacere.

torta integrale carote noci fetta pp.-001

Di seguito troverete un link interessante ed esaustivo sull’uso del malto di riso e non solo:

Torta di carote

noi in fondo

Io vi saluto, augurandovi un sereno fine settimana, ed anche oltre.


Bocconcini di pollo al basilico, di Lella, la cucina di casa.

pollo basilico pp-001

Il fascino della cucina di casa, quella da reinventare tutti i giorni, per due volte al giorno, rimane immutato nel tempo; le donne di oggi conducono una vita frenetica: la necessità di lavorare fuori casa, un po’ perchè uno stipendio non basta più, un po’ perchè la donna vuole sentirsi realizzata a livello personale, le porta spesso a farsi ammaliare dai quattro salti in padella o dalle piramidi che non sono quelle d’Egitto ma tant’è, ognuno deve pensare a se medesimo, come dice la suocera…

Lella è una mia fan: ci sentiamo forse 3/4 volte all’anno, ci scriviamo poco ma, un giorno all’anno (questa è la terza volta) ci troviamo a casa del figlio/nuora/3 nipotini (ora uno in arrivo) che si trova sul Carso Triestino: per me è anche l’occasione per avvicinarmi alla mia città e respirare quell’aria cristallina che mi rigenera.

Briko in giardino

Briko nell’ adiacente giardino abbandonato, deve aver avvistato una mosca, ne va matto :-D

Quest’ anno Lella ha portato anche il suo cane Briko, che ha preso il posto dell’altro cane che è mancato 2 anni fa: Briko girovagava per le strade di Puglia, qualcuno lo aveva abbandonato, dopo avergli fatto patire la fame, averlo bastonato e fatte subire di tutti i colori.

I soliti angeli lo hanno avvicinato, portato al canile, posso solo immaginare con quante difficoltà visto il terrore che aveva nei confronti dell’ “uomo”, ed hanno iniziato a cercare un cuore buono che potesse riscattarlo da tanta sofferenza.

Briko sotto l'albero

Briko ha blindato la mosca.

Così, Briko, accompagnato da un angelo è arrivato a casa di Lella che,  con pazienza e tanto amore, lo ha curato sia nel corpo che nell’anima, perchè, anche se a scuola, a religione, mi avevano insegnato che gli “animali” non hanno l’anima, nel corso della vita ho verificato che invece sono proprio gli “animali” ad averla…

Oggi, Briko, seppur ancora provato, si sta rendendo conto che per lui è iniziata una nuova, meravigliosa vita e il bacio che mi ha dato sulla guancia/bocca non lo dimenticherò mai: in fondo tra “trovatelli” ci si capisce…

Passo alla ricetta, semplice e buona, io l’ho replicata a casa con la fesa di tacchino, eccellente.

basilico-001

Ingredienti:

  • bocconcini di pollo ricavati dal petto,
  • farina q.b. per infarinarli (per chi è celiaco lafarina senza glutine),
  • scalogno tritato finissimo,
  • burro+olio evo per la rosolatura,
  • buon vino bianco per la cottura,
  • foglie di basilico fresco spezzettate con le mani,
  • pinoli (Lella li ha omessi perchè non sapeva se Giulio, il piccolo di casa, li avrebbe graditi: ah le nonne ♥),
  • aglio (i nipotini lo adorano),
  • olio evo,
  • sale.

pollo al basilico2-001

Come fare:

spezzettare le foglie di basilico e fare una salsina con olio evo, aglio e pinoli, se li adoperate; se gradite la “moderna nota croccante” potete tostarne qualcuno da aggiungere alla fine per decorare il piatto.

Tritare finemente lo scalogno e metterlo in una padella, cuocerlo dolcemente in burro e olio; infarinare i bocconcini di pollo, scuoterli per eliminare l’eccesso di farina e rosolarli a fuoco vivace, girandoli.

Versare il vino, non sulla carne ma ai lati ed alzare la fiamma al massimo per dealcolizzarlo, io lo fiammo.

Quando sarà evaporato l’alcol coprire e terminare la cottura, sempre a fuoco vivace, muovendo la padella.

Quando il vino si sarà ridotto ed avrà creato una deliziosa cremina, aggiungere la salsa al basilico ed amalgamare bene unendo pinoli tostati a piacere.

I cani parlano con l'anima

Immagine da Pinterest.

Un abbraccio ♥


Illusione di Panna cotta ai Fiori di Sambuco, da Christian Milone, l’ispirazione.

Panna cotta senza panna ai fiori di sambuco bicchiere-001   

In febbraio, a Identità Golose ho potuto vedere all’opera un intraprendente, creativo e vulcanico giovane Chef, Christian Milone della Trattoria  Zappatori di Pinerolo che, abbandonato il ciclismo (evidentemente ciclismo e passione per la cucina vanno a braccetto ;-) ) è entrato nel Ristorante di Famiglia per continuare l’attività, mantenendo le tradizioni del locale ma riuscendo a ritagliarsi uno spazio personale dove liberare  curiosità, fantasia ed entusiasmo, concedendo nello stesso tempo un meritato riposo ai suoi genitori, un “riposo attivo”, per tornare al linguaggio ciclistico, infatti il padre, che era seduto accanto a me, segue insieme con la moglie il lavoro del figlio del quale sono comprensibilmente orgogliosi.

Christian Milone a Identità Milano-003   

Christian Milone e staff.

Il padre mi ha raccontato che ogni volta che capita in cucina trova un cambiamento, Christian non è mai scontato, non è mai soddisfatto, è un perfezionista, coinvolge col suo entusiasmo tutto lo staff trasformando il lavoro in un gioco consapevole e responsabile ; beh, non è un mistero che lavorare in disciplinata armonia paghi, in tutti i sensi ed in tutti i campi.

collage panna cotta Milone-001   

Panna cotta alla nocciola di Christian Milone.

Il tema era La leggerezza dell’acqua (anche per onorare uno dei Partner dell’Evento) e lui aveva preparato una panna cotta ottenuta emulsionando acqua e olio di nocciola; tutti sanno che emulsionando olio ed acqua il composto diventa bianco, la consistenza l’aveva ottenuta con la colla di pesce, la dolcezza con l’aggiunta di zucchero.

Un po’ di riposo in freezer, poi in frigorifero ed ecco pronto un dessert stupefacente, senza lattosio, senza glutine e volendo anche senza zucchero adoperando i vari dolcificanti disponibili ultimamente sul mercato.

Qui non è facile trovare l’olio di nocciola ed il suo prezzo particolarmente elevato mi ha portata a cercare una variante e così ho avuto l’idea; era da un po’ che non rinfrescavo il mio menù al sambuco ed ecco fatto: sono pienamente soddisfatta del risultato ed ello pienamente soddisfatto dell’assaggio, da rifare.

Panna cotta senza panna ai fiori di sambuco barattolo chiuso-001   

Ingredienti per la mia versione:

  • 200 g. di sciroppo di fiori di sambuco,
  • 80 g. di olio ai fiori di sambuco ottenuto con olio di semi di mais dove ho fatto macerare per 2 giorni 50 g. di fiori secchi di sambuco,
  • 5 g. di colla di pesce (per i vegani adoperare l’agar agar)*.

collage passiflora   

Ingredienti per il topping:

la polpa di alcuni frutti di Passiflora edulis.

Come ho fatto:

ho ammollato la colla di pesce in acqua fredda, l’ho strizzata e sciolta perfettamente nello sciroppo di fiori di sambuco tiepido.

Ho unito l’olio ben filtrato dai fiori secchi, non ho aggiunto lo zucchero essendo lo sciroppo già dolce; ho emulsionato col minipimer per qualche decina di secondo.

Ho fatto riposare cinque minuti e dopo ho frullato nuovamente per altri dieci secondi per stabilizzare l’emulsione come insegna Christian; mettere il composto nei contenitori scelti per il servizio e porli in freezer per un’ora, dopo spostare in frigorifero fino al momento di portare a tavola.

Io ho decorato con la polpa di passiflora edulis.

Panna cotta senza panna ai fiori di sambuco bicchiere cucchiaio-001   

Buonissima, una ricetta dalla quale partiranno infinite varianti, geniale, grazie Christian per aver condiviso questa idea.

Trattoria Zappatori Pinerolo       

La panna cotta senza panna di Christian Milone    

Come utilizzare l’agar agar, un’idea. 


Bocconcini di Scarpaccia, dalla tradizione Toscana una ricetta vegana.

scarpaccia bocconcini-001

La rima baciata è puramente casuale, come la scoperta di questa ricetta una domenica di luglio, giornata un po’ grigia e piovosa; unica nota di colore delle piccole zucchine ed un cesto dei loro fiori da utilizzare.

Solitamente immaginiamo la cucina vegana irraggiungibile, complicata, spesso priva di appetibilità ma non ci accorgiamo che basta curiosare tra  le ricette della tradizione regionale per scoprire che molte di queste sono vegane, certo non per scelta etica e morale, ma per necessità.

Per molti ceti sociali era difficile, se non impossibile, disporre di fonti proteiche e quelle ottenute con i baratti si esaurivano presto.

Aggiungiamo che non c’erano frigoriferi e congelatori e l’orto e la campagna rimanevano spesso gli unici fornitori di cibo e questa ricetta è un meraviglioso esempio di cucina Povera: ho consultato il web ed ho scoperto che la Scarpaccia è una ricetta della Versilia: a Viareggio si fa in versione dolce, a Camaiore in versione salata: ecco cosa significa far di necessità virtù.

Anche i nostri Cjalzòns possono diventare vegani, basta sostituire la ricotta affumicata col tofu affumicato, il burro col burro di soia o, semplicemente con l’olio extravergine di oliva ed il gioco è fatto.

Solitamente la prima volta che faccio una ricetta trovata su un libro (in questo caso I Buonissimi-antipasti), rivista ecc., seguo pedissequamente le indicazioni e così ho cercato di fare anche questa volta: cercato, appunto, perchè la ricetta dei Buonissimi contempla 12 fiori di zucca , 4 zucchine ed 1 cipolla, io ho abbondato utilizzando tutti i fiori che avevo.

zucchine raccolto Milva-001

Ingredienti per una teglia rettangolare di cm. 20×28, tra parentesi le dosi della ricetta, io ho abbondato, senza contare né pesare:

  • (12) fiori di zucchina puliti, privati dei pistilli e tagliati a striscioline,
  • (4) zucchine, lavate e tagliate a rondelle sottili (robot o mandolina),
  • (4 cucchiai di olio extravergine di oliva), io aromatizzato al basilico,
  • (1) cipolla bianca tagliata a fette sottili,
  • (poca farina bianca) la ricetta scrive di metterne fintanto si sarà formata una pastella,
  • foglie di basilico fresco spezzettate finemente: mia aggiunta,
  • (sale) affumicato,
  • (pepe), peperoncino di Calabria in polvere.

scarpaccia sfornata teglia rettangolare-001

Come fare:

mettere le verdure in una terrina, salare, mescolare, coprire e far riposare fintanto le verdure rilasceranno l’acqua di vegetazione; a questo punto nel libro c’è scritto di lavare le verdure ed aggiungere 1 dl. d’acqua, io non ho l’ho fatto.

Preriscaldare il forno a 180°C. (la prossima volta userò la funzione ventilato)

Aggiungere all’impasto, poca alla volta, la farina necessaria a formare una pastella morbida, condire con l’olio al basilico e le foglie, aggiustare di sale; se lavate le verdure sarà necessario aggiungerlo, pepare.

Amalgamare bene il composto e versarlo nella teglia unta con olio evo, io l’ho foderata con carta forno per poterla rovesciare facilmente.

Infornare per 30 minuti, scritto nel volumetto, 40/45 io; se voltete una crosticina croccante passare la teglia sotto il grill.

Come avrete immaginato, questa ricetta si presta ad un’infinità di varianti: a bocconcini, come ho fatto io adoperando un piccolo coppapasta, sono perfetti per un buffet, per arricchire degli spiedini, alternandoli a cubetti di tofu o seitan.

Con formaggio, prosciutto ecc., per i non vegani, diventa un pasto completo.

scarpaccia bocconcini pp.1-001

 Provate, se vi va e per invogliare i vostri bambini a mangiare la verdura, coinvolgeteli nel creare varie forme, quelle che non verranno bene, certamente finiranno nella loro boccuccia ;-)

Alla prossima

Link:

Scarpaccia


Shortbread al Sambuco: senza glutine, con Farina di Saraceno e Glasse Floreali ♣

  shortbread glassa-001       

Ecco, questa è una di quelle ricette che mi riconciliano con la vita; per un attimo avevo temuto di aver perso entusiasmo e fantasia per quanto riguarda la cucina in fiore, pensavo di prendermi una stagione di pausa invece, mumble, mumble, ecco l’idea, ispirata da Terry che mi aveva omaggiata, durante la nostra ultima scorribanda, con i suoi splendidi shortbread            .

Io mi tenevo alla larga, ogni tanto, anche su pinterest, incappavo in qualche ricetta ma a me le cup, le cap, gli spoon &Co. sono ostici e, nonostante alcune foodblogger di tutto rispetto ed affidabilità mi abbiano fornito signore tabelle di conversione, beh, io sono ancora grammo-dipendente :-D

La presenza della farina di riso in un’altra delle sue ricette             mi ha stimolato a volerli fare senza glutine ed ho optato per la farina di grano saraceno (mi raccomando, i celiaci controllino che sul pacco ci sia la spiga), un occhio di riguardo anche per quanto riguarda lo zucchero a velo che può contenere glutine io, per sicurezza (e risparmio) lo faccio macinando lo zucchero nel macinino da caffè).

I fiori di sambuco sono quelli che faccio seccare di anno in anno e che sono continua fonte di ispirazione.

Sono partita dalla sua collaudatissima ricetta base che prevede 1 parte di  zucchero, 2 di burro, 3 di farina.

shortbread sambuco senza glassa-002       

Shortbread senza glassa, formato grande.

Ingredienti:

  •  200 g. di farina di grano saraceno,
  •  160 g. di farina di riso,
  •  240 g. di burro a temperatura ambiente,
  • 120 g. di zucchero a velo ottenuto come indicato sopra,
  • 2 cucchiai di fiori di sambuco secchi, 1 macinato assieme allo zucchero, l’altro messo nell’impasto.

Ingredienti per la glassa:

  • zucchero a velo,
  • scorza di limone grattugiata,
  • succo di limone.

collage shortbread1-001       

Come fare la glassa:

inserire nello zucchero a velo e la scorza grattugiata, poco alla volta, il succo di limone e mescolare fino ad ottenere una glassa liscia e fluida ma non troppo liquida.

Questa glassa potete arricchirla, di colta in volta con petali o quanto vi piaccia, i biscotti li potete spennellare o intingere.

Per decorare:

  • petali secchi di calendula,
  • fiori freschi di sambuco,
  • petali di papavero tagliuzzati.

 collage shortbread sambuco-001       

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Sbattere il burro con lo zucchero a velo (in questo caso con i fiori di sambuco) e quando il composto è ben amalgamato unire, poco alla volta, le farine e il cucchiaio di fiori di sambuco.

Lavorare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo (ho adoperato il robot da cucina) e formare un panetto da stendere sulla spianatoia infarinata ad uno spessore di 1 cm o più (in forno gli shortbread si adagiano un pò, almeno i miei si).

Io, non avendo lo stampo apposito ho adoperato dei coppapasta merlati di due misure 6 e 8 cm.

Infornare per circa 10/12 minuti.

Gli shortbread hanno la particolarità di essere pallidi, come le damine del ‘700 ma questi sono della scuola di Chanel che aveva lanciato la moda dell’abbronzatura, fino a quel tempo appannaggio emarginante della Classe Contadina ;-)

 Shortbread fiori sambuco glassa     

Per oggi è tutto, vi auguro un sereno primo maggio.


Lasagna Vegana di Tofu, Ragù di Soia, Zucca e un pò di Storia.

Lasagna di tofu al ragù di soia e zucca cornice

Se in occidente le cucurbitacee possono essere sinonimo di insipida stupidità oppure, come vedremo, contengono le luci tremolanti della notte dei morti e assumono sembianze spaventevoli, in alcuni stati africani i semi prodotti dalla zucca hanno tradizionalmente l’effetto che noi riteniamo proprio del fosforo.

Per il saggio Oriente, infine, le forme rotonde di una generosa zucca richiamano i segni della fertilità, dell’abbondanza, della rinascita.

In Laos, ad esempio, le genti fanno risalire le loro remote origini a delle enormi zucche, appese all’asse del mondo (la grande Liana, come viene chiamata laggiù), da cui nacquero i progenitori degli uomini.

La stessa idea, a ben vedere, l’hanno avuta i Taoisti con le cosidette zucche celesti, grandissime ed esistenti prima del mondo; nella loro pancia, custoditi da millenni, contengono tutti i generi umani, tutte le innumerevoli varietà di riso esistenti sulla Terra e i manuali delle scienze segrete.

L’uomo, il nutrimento, la scienza: tutto ciò che serve al mondo racchiuso in una primordiale zucca, la quale, ovviamente imbandita sulle tavole delle cerimonie e delle grandi occasioni, viene assunta come cibo dell’immortalità.

Cibo, ma anche viatico, ascesi, panciuto contatto tra il cielo e la terra. Il progenitore dei cinesi si chiamava P’an-Ku e un giorno gli fu concesso di sopravvivere ad un grande diluvio.

Se Noè aguzzò l’ingegno con un’enorme zattera, P’an-ku aguzzò l’ingegno con un’enorme zattera, P’an-Ku trovò rifugio in una altrettanto gigantesca zucca.

Da quel giorno, le zucche crescono anche nelle isole degli immortali: procurandosi un passaggio per mezzo di esse, dalla terra ci si può avvicinare al regno dei beati e raggiungere il cielo.

E cosa fare con i semi commestibili, racchiusi nel divino ventre di questo vegetale di passaggio? Si mangiano durante l’equinozio di primavera, giorno del rinnovamento e della rinascita, quando tutta la positività dello yang si sprigiona sulla terra.

Rotonda come solo certe enormi zucche sanno essere: ed infatti nella lingua cinese, che osserva leggi e regole difficilmente comprensibili in Occidente, la parola ′zucca′ designa la circonferenza del nostro pianeta.

Ramusio, nel Sommario delle Indie Orientali, narra di una zucca misteriosa, così grande da poter contenere il figliolo morto di un potente uomo chiamato Jaia: mito cosmogonico con cui i nativi delle Isole spiegavano nientemeno che l’origine dei mari e degli oceani, che fuoriuscirono dal gigantesco ortaggio una volta fatto cadere e frantumato.

Il mito si collega in qualche modo a quello indiano di Brahma, raccontato nei sacri libri di Veda, che racconta di una zucca imperatrice dei vegetali e ′regina del cosmo′.

Agli inizi dei tempi, tutto era immerso nell’oscurità; ′colui che sussiste per se stesso′ creò poi l’universo dalla propria sostanza, facendo sgorgare le acque e piantando un seme che divenne un uovo splendente come il sole.

Dentro l’uovo galleggiante sulle acque nacque Brahma, che vi rimase nascosto per un anno intero.

Brahma divise poi l’uovo in due parti, costruendo il cielo e la terra e lasciandovi in mezzo le acque, le stesse da cui era nato il seme splendente. (La Zucca-Paolo Morganti-Chiara Nardo pagg.58/59)

Quanta storia dietro ad una zucca, l’ho scoperta solo da qualche anno, non appartiene alla cultura gastronomica di Trieste, la mia città; troppo poco lo spazio, troppo ostile la tipologia del terreno, così sassoso, di natura carsica.

La prima cenetta romantica che ho preparato per ello, sono stati proprio degli gnocchi di zucca, conditi con burro, salvia e ricotta affumicata… Solo più tardi scoprii che ad ello la zucca non piaceva, potere dell’ esordiente amore

Oggi ello la zucca la mangia, recalcitra ancora ma più per uno, ormai smascherato orgoglio maschile, che per convinzione.

Pensate che ha persino mangiato questa lasagna di tofu fatta col ragù di soia, besciamella di zucca e parmigiano vegano, ma chi ha detto che le persone non cambiano? Allora ho ancora qualche speranza? Vi voglio bene, siete così pazienti e comprensivi con me ;-)

L’ispirazione è arrivata dopo aver assaggiato, a Trieste, in un ristorante vegano che mi ha fatto conoscere la mia “compagna di San Nicolò”, una lasagna di tofu con ragù di verdure, buonissimo, lo dico senza esitare, uno dei piatti più buoni che abbia mai mangiato e va da sè che, appena uscita dal ristorante il mio neurone curioso abbia iniziato ad attivarsi.

Lasagna di tofu al ragù di soia e zucca pirofila-001

Ingredienti per la lasagna:

  • tofu morbido tagliato a fette sottili,
  • ragù di soia,
  • besciamella di zucca,
  • parmigiano vegano a modo mio,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale affumicato
  • nastri di zucca a vapore per decorare.

Ingredienti per il ragù di soia:

  • granulare di soia,
  • brodo vegetale,
  • rosmarino,
  • sedano,
  • cipolla,
  • aglio,
  • la polpa della zucca ricavata dalla centrifuga,
  • peperoncino fresco,
  • sale.

Come fare il ragù di soia:

per reidratare il granulare di soia seguite le indicazioni sul pacco, io l’ho fatto bollire per 10 minuti in un brodo vegetale preparato al momento, ho spento e lasciato riposare.

Nel frattempo ho rosolato a parte la polpa di zucca in una padella con poco olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio vestito che poi ho tolto, ho aggiustato di sale, ho profumato con un pò di rosmarino ed ho preparato la besciamella di zucca, anche se il nome è inappropriato, essendo questa besciamella senza latte e senza grassi.

besciamella alla zucca e ragù di soia-001

Ingredienti per la “besciamella di zucca”:

  • 200 ml. di centrifugato fresco di zucca,
  • 20 g. di amido di riso,
  • sale affumicato.

centrifugato di zucca

Centrifugato di zucca, a differenza delle carote, sia il succo che la polpa non ossidano e mantengono il colore.

Come fare la “besciamella di zucca”:

ho sciolto l’amido di riso in una parte di succo, ho mescolato per evitare grumi, ho aggiunto il resto del liquido e salato.

Ho introdotto la ciotolina nel microonde ed ho fatto cuocere a più riprese per pochi secondi, mescolando ogni volta, fino alla consistenza desiderata, ho messo da parte.

Parmigiano Vegano e le altre preparazioni:

il parmigiano vegano a modo mio l’ho preparato utilizzando i fiocchi di lievito che vengono usati nella ricetta classica, del tofu affumicato grattugiato, sale affumicato e un mix di semi tostati, ognuno per conto suo, che mi ha regalato una conoscente.

Per la decorazione ho tagliato con l’affettatrice dei nastri di zucca con la buccia e li ho cotti al vapore in microonde.

Non conoscendo le reazioni del tofu in forno e, temendo uno spatascio, ho preferito cuocere la lasagna in una pirofila con olio evo, olio che poi ho messo da parte per un’altra preparazione; lo spatascio non è avvenuto ed ho trasferito la lasagna nel piatto decorando con i nastri di zucca.

collage lasagna tofu

Spero, fino ad ora, di essere stata esaustiva, queste ricette le sviluppo più con l’ istinto che con la tecnica e la conoscenza, le dosi sono approssimative, se vi avanzano ragù, besciamella, nastri di zucca ecc, potere riutilizzarli per altre preparazioni, diciamo che questa è la cucina di casa.

In questa preparazione compare il sale affumicato, l’ho scelto perchè trovo che l’affumicato si abbini perfettamente alla zucca, regalando alla lasagna un sapore in più ma, se non amate l’affumicato a voi la scelta alternativa.

Assemblare la Lasagna:

io non ho trovato il tofu grande, probabilmente quel ristorante lo produce da se, quindi, ho unito 2 fette a formare una “sfoglia”.

Sulla base della pirofila ho messo un pò di ragù di soia mescolato con poca besciamella, ho posizionato le fette di tofu, ho aggiunto ragù di soia, besciamella, parmigiano vegano, un’ulteriore grattuggiata di tofu affumicato proseguendo per 3 strati.

Ho terminato con ragù, besciamella ed un abbondante strato di parmigiano vegano e tofu affumicato, ho aggiunto un pò di sale affumicato, un filo d’olio evo ed ho infornato, coperto per 10 minuti a 200°C. e, scoperto, sotto il grill per altri 5 minuti.

Ho trasferito la lasagna sul piatto e decorato con nastri di zucca e semini vari, provare per credere… Se lo dice ello ;-)

Lasagna di tofu al ragù di soia e zucca forchetta cornice2

Vi auguro una splendida settimana, splendida come il sole che illumina oggi il cielo di Udine e dintorni, il sole per me è vita.


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