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Doman xe Nadal: La Granda Cusina ♥ (Domani è Natale: La grande Cucina)

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Perla tra le mie braccia nella mia “Granda Cusina

LA GRANDA CUSINA (poesia di SILVIO DOMINI)

La granda cusina la sà de sbrovada
de i stissi che fuma la xe luminada;
par la barconela che varda in contrada
se vede che casca ‘na roba
‘ngiazada.
 
Doman xe Nadal!
Da un sterp de zanevra pindula do
pomi,
e soto sta rama i putei, boni, boni
i varda so pare picar contentoni, tre datui, carobule e quattro
bomboni.
 
Doman xe Nadal!!
la bora de fora la suffia zidina,
ma al nono sfuriga cu’na bachetina
le bronze e domila falis’cie sbusina
più bele de stele in ‘sta vecia cusina
Doman xe Nadal!

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LA GRANDE CUCINA

La grande cucina odora di rape (la sbrovada è una verdura cotta che si mangia d’inverno)
è illuminata dagli stizzoni che bruciano nel caminetto;
per la piccola finestrella che guarda verso la via
si vedono cadere piccole gocce ghiacciate.
 
Domani è Natale!
Da un ramo di ginepro pendono due mele
e sotto questo ramo i bambini, buoni, buoni
guardano, contenti, il padre che appende tre datteri, carrube e quattro caramelle.
 
Domani è Natale!
la bora (tipico vento del Friuli venezia Giulia) fuori soffia pungente
ma il nonno con un rametto ravviva le braci nel caminetto e si formano duemila scintille
più belle di stelle in questa vecchia cucina.
Domani è Natale!
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Un tempo erano i profumi, gli odori che inondavano le vie, le case, ad anticipare la festa: frittelle a Carnevale, la Pinza per Pasqua (a Trieste), Presnitz, Putizze, Strucoli a Natale.

A Trieste era il profumo dei crauti ad annunciare l’inverno, e quello dello zucchero filato ad annunciare la Fiera di San Nicolò; ricordo ancora una mia foto con San Nicolò sulla porta di Orvisi, il più famoso negozio di giocattoli di Trieste fino a qualche anno fa.

Il progresso ha cancellato negozi, profumi, tradizioni, ma io non mi arrendo, non rinuncio al profumo del Kuguluf, dei Krapfen dei  Buchteln di Nonna Flora e quest’anno, il mio regalo per chi mi segue e mi vuole bene è un profumo.

Un profumo firmato, firmato da voi, dalla vostra passione per la cucina, dalla vostra voglia di stare insieme.

Voglio regalarvi un profumo che conserverete per sempre, che potrete raccontare ai vostri bambini, ai vostri nipoti, il profumo del Calore Familiare, quello che nessun telefonino, hi pad o quant’altro potrà mai sostituire, imitare o consolarvi nei momenti bui e tristi.

I profumi dell’infanzia, della cucina di casa hanno determinato i destini di molti di quegli Chef che oggi ammiriamo e seguiamo.

Il profumo dei bei ricordi, una goccia dietro ad ogni orecchio, per sentirsi le persone più felici e ricche del mondo ogni qualvolta lo si desideri…

Buone Feste a tutti voi che, pazientemente, mi avete seguita in questo lungo, a volte difficile 2013.

Panettone Scarello Albicocche Picolit nastro nuovo corn-001

Come andò a finire…

Vi lascio con l’omaggio virtuale del panettone degli Amici di Godia il cui Staff è stato per me grande fonte d’ispirazione tant’è che, ispirandomi al loro stile ho vinto il contest dell’ISIT (Istituto Salumi Tutelati Italiani), il cui pacco-premio mi è arrivato proprio mentre stavo scrivendo.

Auguri: Accantoalcamino e Perla


Donne con la Pipa di TI MI: l’ispirazione è un attimo…

L’ ispirazione è un attimo, un lampo che ti illumina e ti lascia dentro  qualcosa, si apre una porta che non sapevi ci fosse  che ti porta in un mondo tutto da scoprire.

Chissà quante persone hanno chiesto a Ti Mi (Tiziana) che cosa l’avesse ispirata e così, all’entrata della sala che ha ospitato quest’anno la mostra “Donne con la Pipa” c’era questo quadro con questo testo, ecco è partito tutto da là, da quello sguardo fiero, da quella mano forte che stringe la pipa, solitamente simbolo di “forza maschile”.

Le Donne  sono considerate (erroneamente) “deboli” probabilmente perchè senza “appendice” e la pipa le trasforma, il loro sguardo cambia, si riempie di orgoglio, di forza, di grandezza, praticamente rimangono se stesse…

Basta osservare i quadri di Tiziana ( quest’anno la serie si è arricchita di splendidi quadri a matita in bianco e nero (il nero è acrilico) per scorgere in quei reticoli di rughe il racconto della vita, ogni volto svela qualche segreto, in ogni sguardo, sono sicura, ogni donna  riconosce un pò della propria storia.

Io non sono critica d’arte e non so spiegare i quadri di Tiziana come farebbe una/uno “di mestiere” , io so soltanto che i suoi quadri, anche dopo un anno e dopo averli visti molte volte, mi trasmettono emozioni nuove, probabilmente sono io che “cambio” e riesco a vedere in quelle rughe, quelle espressioni, quegli sguardi il mio tempo che passa…

Per terminare la giornata con altra magia Carla ed io siamo andate a casa sua, l’imbrunire avvolgeva ogni cosa ed ho sentito forte il profumo della primavera, una passeggiata nel parco…

…poi un caffè in veranda, splendido epilogo per una splendida giornata, grazie Tiziana e grazie Carla♥♥

Vi auguro una bella domenica, con affetto.

Links:

Ulderica da Pozzo

Tiziana

Carla


Da pupattola a pupattola: il Piatto Primavera.


Lo so, siamo in estate (forse) ma con l’atmosfera che si respira in casa “Sapori Divini” mi sa che la primavera sarà la stagione regina per molti anni.

Questo piatto nasce dalla mente fervidamente artistica di Tiziana che me l’ha spedita via mail proprio a primavera ma, sapendo della visita estiva di Blanca abbiamo aspettato il momento giusto per farla assieme.

Al tempo c’erano ancora le cime di rapa che abbiamo (ha) sostituito con un golosissimo pesto di rucola.

Ingredienti:

  • petto di pollo,
  •  zenzero in polvere,
  •  zafferano,
  • vino bianco,
  •  cime di rapa (versione attuale con pesto di rucola)
  •  aglio,
  •  philadelphia,
  •  semi di papavero,
  •  sale
  •  olio evo.
  • peperoni rosso e giallo,
  • striscioline buccia di cetriolo.

Come disegnare il Piatto Primavera:

salare le fettine di pollo, rosolarle in un filo d’olio assieme allo zenzero, sfumare con il vino bianco, aggiungere lo zafferano e portare a cottura.

Togliere il pollo dalla padella, farlo raffreddare per ritagliarlo con le formine ( fiori e farfalle ), tenere da parte il sughetto di cottura.

Lavare le foglie delle cime di rapa, metterle in una padella con un filo d’olio evo, l’aglio tritato, il sale e farle appassire.

Lasciar raffreddare e quindi passarle nel mixer assieme a un cucchiaio di Philadelphia.

Riscaldare la salsina verde, in un’altra padella riscaldare le formine di pollo nel sughetto di cottura , quindi impiattare appoggiando i fiori e le farfalle sulle salsine decorando poi  con i semini di papavero.

Questo succedeva nella ricetta originale ma Blanca ha deciso di fare i fiori con i peperoni rossi e gialli, ha voluto fare i cuoricini, ha voluto fare un cielo.

ogni tanto la nonna” voleva metterci mano.

Alla fine bisogna creare un “set fotografico” ma se nessuno ti dà una mano, anzi, si diverte a farti i “dispetti” come si fa?

Ditemi voi se sono facce da fare ad un’anziana signora che sta  fotografando, mah, valle a capire queste pupattole.

Blanca, la nonna, Perla (deve sempre metterci il nasino ) e l’anziana Signora offrono questo piatto ad Alice Ginevra, la meravigliosa Pupattola del web, non so se Alice vorrà farlo assaggiare a mamma e papà, ma questo lo saprete più in là.

E dopo aver trascorso un meraviglioso pomeriggio con Blanca, la nonna ed il papà di Blanca che, purtroppo ha, nel frattempo, ricevuto una brutta notizia (Enrico un abbraccio affettuoso) me ne sono andata via con una bella zanzarona costruita proprio da Blanca con un palloncino (ma secondo me c’è ancora lo zampino della nonna).

Io le ho lasciato una scatolina/decoupage (finalmente dopo tanto tempo ho ripreso l’attività) dove mettere le sue collane (l’ha detto lei).


Risi e bisi col Piron, che bon.

Il gesto dello sgranare i piselli, creare disegni nel piatto, infilare quelle perle verdi per farne collane o  venderli improvvisando una bottega durante un pomeriggio di gioco con le amichette, ecco, questo mi fa ritornar fanciulla.

Questa ricetta è classica della Bisiacaria , me l’ha spedita Tiziana.

La frase del titolo è la stessa che la sua maestra d’asilo usava a mò di filastrocca per far mangiare la minestra ai bambini che, quando vedevano arrivare quel piatto, mettevano su un’espressione imbronciata (sapete quella col labbro inferiore all’infuori?), altra strategia era renderla risotto da mangiare, appunto, col piron (forchetta).

É presa dal libro   MAGNARI BISIACHI di Luisella Paoli

Ingredienti per  4/6 persone (io metà dose):

  • 300 gr. di piselli freschi già puliti,
  • 4 cucchiai di olio extravergie oliva,
  • 1 cipolla (cipollotto),
  • 3 patate,
  • 150 gr. di riso (Vialone nano),
  • prezzemolo,
  • sale pepe,
  • formaggio grana (omesso),
  • 2 litri d’acqua.

Baccello con piselli

Come fare:

imbiondire la cipolla tritata nell’olio a fuoco basso, aggiungere i piselli e 4 cucchiai d’acqua, coprire e cuocere lentamente per 10 minuti finchè l’acqua sarà evaporata.

Aggiungere le patate tagliate a dadini, sale e pepe, l’acqua bollente e  far bollire per 30 minuti.

Quando i piselli saranno cotti  aggiungere il riso.

Dopo 15 minuti circa, prima di spegnere il fuoco,  aggiungere il prezzemolo tritato e una manciata di formaggio grana.

E se avanza? Tortina salata.

Ingredienti (teglia da 11 cm.):

  • avanzi di risi e bisi,
  • formaggio di capra a pasta molle,
  • prosciutto cotto tagliato a dadini,
  • creme fraiche (o panna),
  • pasta sfoglia pronta.

Come fare:

in una terrina unire gli ingredienti e versarli in una teglia foderata con la pasta sfoglia bucherellata, coprire con fiocchetti di formaggio di capra e la creme fraiche (questi 2 ingredienti vanno anche nel ripieno), formare delle striscioline di pasta ed infornare a 200°C. per 25/30 minuti fino a doratura.


Ho vinto, il “Cuore” vince sempre.

Manco da qualche giorno, stamattina accendo il pc, controllo la posta e la prima mail è quella delle Sorelle in Pentola, strabuzzo gli occhi e rileggo:  “Vincitore Concorso l’Arte in Cucina”.

Stravolti i programmi, stravolta la giornata, stravolta io, ora lo posso dire (mi aveva impedito di farlo prima.. ;-) ) Tiziana (la mia ospite cuoca) aveva insistito molto e quando “recalcitravo” lei insisteva ancor di più, per questo la ringrazio…….col cuore :-)

Poi ringrazio me, blogger polemica..a volte “rompi…” a volte troppo impulsiva, di aver tirato fuori  il bello che c’è in me e di averlo “appoggiato” su questo piatto.

Grazie anche al maestro Celiberti ed alla moglie.

Ora basta sennò si alza la glicemia di chi legge ;-)

Felice giornata a voi.

Mi è arrivato un omaggio floreale da Tiziana, come dice lei: ogni vittoria ha i suoi fiori….


La prima doccia……

Buona settimana a voi, oggi voglio lasciarvi questo video tratto dal film “Vai e vivrai” che mi ha consigliato Tiziana (musa ispiratrice di ricette e non solo) :-)

A volte bisogna fermarsi a riflettere, anche se la nostra vita sembra lontana anni luce da tutto ciò.

Io rifletto, spesso concentrata su cose di poca importanza, perdendo di vista altre più importanti.

Forse non c’entra con la cucina, ma l’acqua la usiamo in cucina, a volte …..(diciamocelo in un orecchio che non ci sente nessuno) ne sprechiamo parecchia ;-(

Sono riuscita dopo qualche anno ad insegnare a “lui” a non far scorrere l’acqua durante tutto il tempo della rasatura e del lavaggio-denti, ora che ha imparato anche a riconoscere i funghi ho l’uomo perfetto ;-) ah dimenticavo…divide la spazzatura per la differenziata :-)

Spesso, quando mi sento triste, insoddisfatta o sono abbagliata  da finti lustrini e paillettes, passo da lui ed entro in un’altra dimensione, di colpo mi sento fortunata, anche se l’impotenza non mi fa sentire completamente serena.

Andate a trovarlo, si può rimanere delle blogger sciccose, raffinate, eleganti anche uscendo dai salotti, un’occhiata in giro e di corsa si rientra, ma intanto, volta per volta alla collana del cuore si aggiunge una piccola perla, arricchendo l’anima e lo spirito..is it?

Quale musica migliore?


Ovi in fonghet 2.

Un’idea per inaugurare la mia nuova cocottina e provare un piatto unico, veloce e completo, ho usato il forno ma nulla vieta di usare il microonde nella funzione forno, solitamente l’uovo scoppia e non era quello che volevo.

Ingredienti:

  • finferli o funghi a piacere,
  • scalogno tritato,
  • burro di soia,
  • prezzemolo o coriandolo fresco tritato,
  • brodo vegetale,
  • panna di soia,
  • sale,
  • peperoncino o pepe,
  • ricotta affumicata, o altro formaggio a piacere.

Come fare:

tritare lo scalogno e metterlo in un tegame con il burro, far stufare a fuoco basso, alzare la fiamma ed aggiungere i funghi  lavati e tagliati a pezzi, salare e pepare, bagnare un pò alla volta col brodo vegetale e portare a cottura, alla fine aggiungere poca panna di soia e mantecare.

Metterli in una cocottina, creare  il buco al centro per appoggiare l’uovo, coprire ed infornare fino a farlo rapprendere.

Grattugiare il formaggio scelto e servire.

Ed ora vi faccio vedere il primo “raccolto” del mio lui  che andando ad un appuntamento di lavoro all’andata aveva intravisto una “macchia gialla” sotto un albero…..:-) , al ritorno, incurante che le scarpe non fossero adatte a “cinghialar nei campi” è andato a vedere (munito di coltellino, non si sa mai ;-) ) ..et voilà!!!! Bravo el me omo :-D

Buona domenica a tutte/i.


Zuppa inglese con le pesche by Tiziana, of course.

In attesa di preparare il post dell’incontro Veneziano e rendere onore alla famosa Fava Tonka , al Pepe Lungo ed alle altre spezie finalmente trovate vi delizio con questa zuppa, ricetta di Tiziana, che non poteva che essere così: BUONISSIMA.

Ingredienti:

  • 6 pesche ben mature ma sode,
  • 2 cucchiai di zucchero,
  • 2 limoni bio.
  • 4 tuorli,
  • 2 cucchiai di zucchero (rasi),
  • 2 cucchiai di farina (colmi),
  • 1 pizzico di sale,
  • 1 limone bio,
  • 3/4 lt. latte,
  • Savoardi q.b.,
  • Alchermes q.b. (liquido delle amarene al naturale).

Preparazione:

mettere in una terrina le pesche tagliate a spicchi ( 8 spicchi per pesca), aggiungere lo zucchero ed il succo di 2 limoni, tenere da parte per circa 1h. (non in frigo, ogni tanto mescolare).

Nel frattempo preparare la crema pasticcera con i 4 tuorli uniti allo zucchero, mescolare fino a renderli schiumosi,

aggiungere il sale, la farina e piano piano unire il latte.

Con la parte gialla della buccia del limone, formare una striscia e unirla al composto.

Portare a ebollizione sempre mescolando per non formare grumi, quando la crema si sarà addensata togliere dal fuoco,

mescolare ancora un po’ e togliere la buccia di limone.

Ora, con i savoiardi imbevuti di alchermes, foderare la base di una pirofila con bordo alto (25×15 circa),

coprire con metà crema, appoggiare sopra la metà degli spicchi di pesca poi aggiungere l’altra metà di crema e finire con il resto delle pesche.

Mettere in frigo per 2h. circa prima di servire.


Le mie piccole personalizzazioni :

semplicemente, ho alternato ai 2 strati di pesche uno di savoiardi che ho bagnato nel liquido delle amarene al naturale, tutto qui.

L’alternativa è la monoporzione, più fotogenica, ma se della fotogenia nonvepòfregardemeno fate come me, mettete la zuppa al centro e con il cucchiaio gustatevela tutta assieme al vostro lui/lei e chi più ne mangia più ne mangerebbe.

Io ho omesso l’alchermes perchè non amo i dolci liquorosi.

Provate, provate, provate,  le diverse consistenze, la freschezza di questa zuppa la rendono indimenticabile.

Grazie ancora Tiziana♥


Torrette di melanzane, tofu e pomodori.

Da un’idea di Tiziana.

Tempo fa mi aveva mandato una ricetta: le parmigianine, ieri sera, in corso d’opera e desiderando dare un contributo a Luby per la sua raccolta ho fatto questo esperimento col tofu, stravolgendo, ma neanche tanto la ricetta originale.

Ingredienti per 2 torrette:

  • 1 melanzana viola grande,
  • 180 g. di tofu,
  • 2/3 pomodori rossi ramati (dipende dalla grandezza),
  • basilico,
  • origano,
  • pane grattugiato,
  • olio evo,
  • sale.

Procedimento:

tagliare a fette di 1 cm la melanzana e grigliarla.

Eliminare i semi dai pomodori, tagliarli a cubetti piccoli e condirli con olio evo, sale, basilico e origano.

Grattugiare finemente il tofu ed unirlo ai pomodori, lasciandone da parte un pò per la copertura.

Mescolare bene  e distribuire il composto sulle fette di melanzane fino ad esaurimento (io ho usato 4  fette per porzione).

Mescolare il tofu rimasto con il pane grattugiato, origano e basilico.

Coprire l’ultima fetta di melanzana, irrorare con olio evo ed infornare a 200° C. fino a doratura.