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Giallo in Pasticceria…un’altra fiaba di Elena…

Una domenica soleggiata, non fredda, una domenica malinconica come spesso sono le mie domeniche.

Perla dorme e pur desiderando di stringerla forte al petto non voglio svegliarla, ello non c’è, il lavoro ha ripreso a ritmi forsennati ed  è via così accendo il pc, leggo la posta, faccio qualche considerazione e poi..sorpresa, una mail da Elena Pravato la scrittrice che aveva scritto la favola per la mia ricetta del fiocco rosso.

Ecco la sua mail che ha spedito anche ad un’altra persona:

Gent.me Signore,
Signora Libera e Rossella
finalmente penso di aver messo a posto il problema della connessione  e allora ne approffitto subito per ringraziarVi per aver pubblicato le mie fiabette ed è per questo che Vi voglio sottoporre il giallo in pasticceria. Anche senza pubblicarlo se non Vi piace ma terrei volentieri in considerazione un Vs. parere.
Grazie mille Signore

Come non pubblicarla? Avrei voluto sistemarla nella spaziatura per renderla più scorrevole per chi legge ma lo farò un pò alla volta.

GIALLO IN PASTICCERIA

Mi presento:

sono Bebè, ho 9 anni e abito a Sweetland, certo, voi direte:  ma che nome sarebbe Bebè ?

Veramente mi chiamerei Betti Bignè. Il problema è che tra tutti i dolci che esistono l’unico che proprio non riesce a piacermi è il bignè,  e allora ho pensato di fare a meno del Bignè e includerne un pezzettino nel mio nome, o meglio, soprannome : Bebè.

Sono molto conosciuta e anche un po’ invidiata nella mia città, sono, infatti, la figlia della pasticcera più famosa e brava di tutto il paese e a mio parere anche di tutto il mondo.

La mia mamma è infatti la proprietaria della Pasticceria chiamata Sogno al Cioccolato e Cannella , dal nome del famoso dolce che da  centinaia di anni è richiamo per gli abitanti di Sweetland e per i viandanti, solo la mia bisnonna,  la  nonna e  mia mamma conoscono la preziosa  ricetta del Sogno al cioccolato e cannella e naturalmente anche a me, il giorno del mio decimo compleanno, dovrebbbero esser consegnate le segretissime istruzioni  e l’elenco dei prelibati ingredienti per  fare la magnifica torta.

Dimenticavo di presentarvi i miei amici , Dorilla e Toby.

Dorilla ha la mia stessa età, e porta due occhiali spessi spessi, ma è proprio questo che la rende simpatica e speciale.

Toby e io invece oltre ad esser molto amici siamo anche cugini, però, bisogna precisare che io sono più grande di ben due anni,  che Toby  è una vera peste ed è un gran chiaccherone.

Ora che ho finito le presentazioni posso iniziare a raccontare la mia storia:

mancavano solo pochi giorni al mio decimo compleanno  e soprattutto al fatidico giorno in cui avrei ricevuto la preziosa ricetta del Sogno al Cioccolato e Cannella, e tornando da scuola con Dorilla e Toby sentii uno strano vociare di persone che si dirigevano verso il centro del paese, non mi rimaneva che seguire  questa piccola folla, anche perchè anche io andavo in quella direzione, dovendo raggiungere la pasticceria della mamma che si trovava proprio nel corso centrale del paese.

Proseguendo ci rendemmo conto che tutta quella gente stava accalcandosi proprio davanti al nostro negozio e per fortuna riuscimmo a passare e a raggiungere la porta della pasticceria, dove notammo subito un cartello con la scritta “Chiuso per furto”.

Subito i nostri occhi si incrociarono, Dorilla ed io ci guardammo in volto stupite mentre Toby con un’espressione interrogativa in volto chiedeva cosa ci fosse scritto sul quel foglietto, non riuscendo ancora a leggere, poichè affisso troppo in alto per lui.

Proprio grazie a Toby riuscimmo ad entrare, iniziò a piangere e a strillare così forte, perchè non gli davamo retta e non gli dicevamo che cosa ci fosse scritto sul cartello, che riuscì a catturare l’attenzione della mamma che si trovava all’interno della pasticceria e che certo non si sarebbe accorta di noi con tutto quel chiacchericcio assordante.

Quando entrammo, notammo la mamma e la nonna che correvano da un lato all’altro del negozio, come delle palline da ping pong.

Ad un tratto da dietro il bancone fece capolino uno strano copricapo. Mentre avanzavamo tutti e tre pian piano la figura con il cappello divenne via via definita.

Dal bancone spuntò prima il berretto blu con visiera e una medaglia color oro appuntata, poi un grosso paio di baffi, folti e ben curati, e infine un’uniforme stirata e inamidata di tutto punto: era il tenente Toscow.

Il Tenente era di origine russe ma da che io mi ricordi ha sempre abitato qui da noi a Sweetland.

La figura era molto possente e certo a tutti incuteva molto timore ma non a me, dato che conoscevo molto bene il suo punto debole: i cannoncini con la crema pasticcera.

La domenica, infatti, era solito passare dalla pasticceria, appena prima della chiusura in modo che nessuno lo notasse e potesse così conoscere i suoi vizi di gola.

Comprava sempre due dozzine di cannoncini, il tenente diceva che erano per tutta la caserma, ma naturalmente mai nessun agente vedeva arrivare una sola pasta.

Io, Dorilla e Toby cercavamo di capire che cosa fosse accaduto ma la mamma e il tenente parlavano talmente concitati che si riusciva a sentire solo qualche parola ogni tanto: ricetta, libro, sparito, denuncia, furto.

Mettemmo assieme quanto detto e pensammo che fosse stata rubata una ricetta.

Ma quale ricetta veramente valeva un furto? La più preziosa ma sopratutto la ricetta che a breve  avrei finalmente conosciuto: quella del Sogno al Cioccolato e Cannella.

Si trattava, quindi  solo di un terribile furto oppure  di un caso di spionaggio industriale !

La mamma ci accompagnò, però, subito nel  retrobottega, dicendo che non erano cose da bambini e di rimanere lì tranquilli.

Le nostre testoline iniziarono a pensare: chi avrebbe potuto rubare la ricetta? Chi avrebbe potuto intrufolarsi nel negozio, scovare il ricettario e sottrarlo così abilmente?

Dorilla improvvismanete sobbalzò ed esclamò: “Tranquilla Bebè, la ricetta la ritroveremo noi !”. Toby e io, stupiti:” Ma come?”.

Dorilla non esitò : conosciamo  benissimo tutti gli abitanti di Sweetland, il luogo del fattaccio, e soprattutto abbiamo un’ottima copertura, siamo bambini, chi sospetterebbe di noi?  Saremo degli ottimi investigatori!”

Subito accettammo, bisognava però avere un piano per iniziare le indagini e passare inosservati, compilammo un breve elenco dei clienti abituali della pasticceria e soprattutto degli affezzionati del Sogno al cioccolato e cannella:

la signora Armonia, un’anziana signora paffutella e po’ curva che portava sempre con sè l’amabile e irrequieto cagnolino Birba;

la signora Bistrot  la presidente del comitato cittadino organizzatore de  “La grande sagra di Sweetland” durante cui si svolge il grande concorso per il miglior dolce di Sweetland (naturalmente la nostra pasticceria detiene da anni il titolo di vincitore);

il signor Calendula, il giardiniere della città, abile nel creare vere e proprie sculture da un cespuglio o da una siepe;

la signora Farina, la fornaia che ha il negozio proprio di fronte alla  pasticceria, e che molto spesso attraversa la strada per divorare fette e fette di Sogno al cioccolato;

il conte Gelatina, ovvero il caso in cui  il cognome  fu più giusto, infatti ha paura proprio di ogni cosa, ad esempio non appena vede un cagnolino inizia a tremare proprio come gelatina;

la signora Limetta, la parrucchiera che dice sempre di esser a dieta anche se ogni buon proposito fallisce miseramente passando davanti alla nostra pasticceria;

il signor Brontoli, un vero e prorio brontolone, l’unica cosa su cui non ha mai da ridire è proprio il Sogno al cioccolato;

la signora Grissini, la moglie del signor Brontoli, tanto magra  quanto simpatica.

Quando viene in pasticceria lascia sempre un fiorellino per me e la mamma.

Ah, dimenticavo,  la signora Grissini è la fioraia e ha il negozio dall’altro capo della città;

Il capitano Tabacchi, un capitano di Marina ormai in pensione, che dovunque vada, viene annunciato a metri di distanza dallla puzza di tabacco dei terribili sigari che fuma.

Infine il sindaco Dolce, il nostro primo cittadino, che per il Sogno al cioccolato farebbe follie.

Una volta stilata la lista di tutti i cittadini che proprio non potrebbero fare a meno del nostro dolce, Dorilla voleva procedere ad esaminare i possibili moventi del furto. Io e Toby subito la guardammo stupiti.

Cosa voleva dire scoprire i moventi? Dorilla, allora. ci spiegò che aveva letto tutti i libri di Sherlock Holmes e che si diceva proprio così : cercare il movente significava cercare il motivo che avrebbe spinto il colpevole a rubare la ricetta.

Spiegato tutto ciò, ci fu tutto più caro: dovevamo cercare la persona più golosa!

“La  signora Limetta, secondo me, avrebbe potuto rubare la ricetta: è troppo golosa del Sogno al cioccolato ed è per questo che ogni tentativo di iniziare una dieta naufraga.

Accade sempre così: la mattina apre il negozio verso le 8.30 e verso le 10.00 quando la mamma inizia a sfornare i primi Sogni, il profumino la conduce dritta dritta in pasticceria.

Rubando la ricetta avrebbe eliminato ogni tentazione di trasgredire alla dieta. ” dissi io.

Ma Dorilla mi rispose che anche il capitano Tabacchi avrebbe avuto motivo di rubare la ricetta: diceva sempre, infatti, che avrebbe potuto scambiare qualche stellina che aveva guadagnato in Marina proprio con la ricetta del Sogno. Riusciva a sentire i sapori solo del Sogno, tutti gli altri cibi dolci, piccanti, salati o  insipidi non avevano gusto per il capitano Tabacchi. Tutto ciò che mangiava aveva il terribile gusto di tabacco, di cui faceva gran uso  fumando i suoi sigari. Le soluzioni erano due : o smetter di fumare o scoprire cosa contenesse  il Sogno al cioccolato. La prima via però risultava impossibile dato che, sebbene sapesse che il fumo gli nuoceva, diceva sempre che non esiste un capitano di Marina senza sigari ! Avrebbe tanto voluto scoprire gli ingredienti del Sogno che avrebbe potuto persino rubare.

Secondo Toby,  invece,  la signora Armonia era la colpevole: la signora aveva un simpatico cagnolino di nome Birba .

Certo però che Birba era molto disobbediente e l’unico modo per far ascoltare i comandi della padrona a Birba era proprio dare qualche pezzettino del Sogno al cagnolino pestifero.

Come Birba addentava il famoso dolce , la signora Armonia comandava “seduto ” ” a cuccia ” ” dai la zampa ” e Birba immediatamente eseguiva.

Inoltre a breve la signora Armonia con il suo fido amico avrebbe partecipato alla più rinomata competizione canina per barboncini e sicuramente Birba avrebbe potuto vincere per bellezza ma la sua obbedienza lasciava un po’ a desiderare.

Ecco allora che il Sogno al cioccolato poteva diventare fondamentale per vincere la gara canina. Il luogo dove si sarebbe tenuta la competizione era, però, troppo distante per  assicurarsi un regolare rifornimento dalla nostra pasticceria, e quindi la ricetta sarebbe stata veramente indispensabile alla signora Armonia per superare la prova di obbedienza canina.

“Ma allora” disse Dorilla “perchè non la signora Farina! Nella via fin dalla mattina presto si diffonde il profumo di pane appena sfornato ma dalle 10.00 quando in pasticceria iniziano a sfornarsi i Sogni non c’ è profumo che possa superare quello proveniente dalla  pasticceria. Tutti i clienti traghettano puntualmente da un lato della strada all’altro.”

Mi venne allora in mente che anche la signora Bistrot poteva avere un valido movente per il furto. Da anni la Bistrot era l’organizzatrice della grande sagra di Sweetland durante cuisi svolgeva il concorso per il dolce migliore della città .

Litri di crema, chili di cioccolato, decine e decine di torte venivano sottoposte al giudizio della severa giuria formata da  lei medesima in qualità di organizzatrice, del Sindaco e del tenente Toscow.

La stessa signora Bistrot era una battagliera contendente, nell’ultima edizione aveva persino ideato la Fantasia al cioccolato e cannella ma non era neppure comparabile al nostro dolce.

La signora Bistrot consumava decine di Sogni proprio per cercare di capire la ricetta, da anni tesoro della nostra famiglia.

Secondo Toby non bisognava nemmeno escludere il signor Calendula. Infatti era l’unico dei sospettati ad esser a conoscenza, oltre noi tre , la mamma e la nonna, di un ingrediente del dolce.

L’unico ingrediente di cui conoscessi l’identità era proprio quello che forniva il sig. Calendula, ovvero l’ibisco.

L’essenza di questo fiore infatti proviene dai giardini di Sweetland, mentre tutti gli altri ingredenti provengono da luoghi lontani, visto i pacchi che arrivano in pasticceria con i timbri postali di tutto il mondo. Per il signor Calendula quindi sarebbe stata forte la voglia di conoscere i restanti ingredienti dato che era un assiduo consumatore del Sogno e che già aveva cercato di conoscere gli altri fornitori con continue domande.

“E che dire dei coniugi Brontoli.” disse Dorilla ” i signori Brontoli abitavano infatti proprio sopra la pasticceria e il signor Brontoli si lamentava sempre di tutto il fracasso che facevano i clienti quando si affollavano davanti il negozio.

Rubare la ricetta sarebbe stato l’unico modo per zittire il vociare dei clienti, togliendo alla pasticceria la nostra maggior attrattiva: il Sogno al cioccolato e cannella.

Naturalmente però a lui non sarebbe mai mancato il dolce, potendolo cucinare secondo le indicazioni della ricetta” Subito sobbalzai ” Ma perchè sospettare la signora Grissini, la moglie del signor Brontoli?

E’ così gentile con noi!” , ” Certo” rispose Dorilla ” ma povera signora, l’unico momento di pace, in cui il marito non brontola per qualsiasi cosa, è proprio mentre si gusta una fetta di Sogno al cioccolato.

Come non scusare il suo furto, cucinare al marito il dolce sarebbe stato l’unico modo per addolcirlo senza spendere una fortuna in pasticceria”

Anche Dorilla aveva ragione, ma allora anche il Sindaco avrebbe avuto un movente : aveva infatti da alcuni mesi emanato un’ordinanza dal titolo “Ciò che di buono c’è a Sweetland,  rimanga a Sweetland”.

Secondo questa ordinanza le specialità cittadine non potevano varcare i confini della cittadina se non con il pagamento di un pedaggio.

I viandanti, i turisti avrebbero potuto venire a Sweetland a gustare il famoso dolce ma nessuno avrebbe potuto portarlo con sè tornando alle  proprie città di provenienza senza pagare una tassa. Questo aveva fatto arrabbiare, e non poco, la mamma dato che era convinta che la ricetta era un dono per gli uomini da dovunque essi provenienti e anche per tutti coloro che non potevano recarsi a Sweetland.

L’attrito tra la mamma e il sindaco era forte in questi mesi e quindi il primo cittadino avrebbe potuto rubare la ricetta per rabbia.

Infine Toby affermò che neppure il conte Gelatina poteva escludersi dall’elenco dei possibili colpevoli.

Il conte Gelatina  era il promesso sposo, ormai da anni, della signorina Matita, la nostra maestra.

La signorina, che non si decideva mai a sposare il conte, aveva fatto una promessa al suo innamorato: quando il conte avesse compiuto un’impresa eroica, dimostrando coraggio, senza tremare per ogni cosa, allora lo avrebbe sposato . Quale impresa più ardita che rubare l’unica, originale ricetta del Sogno al cioccolato e cannella. Con questo sconsiderato ma sicuramente coraggioso gesto, infatti,  avrebbe finalmente potuto sposare la sua maestrina.

All’improvviso piombò nella stanza la mamma e ci disse che dovevamo andare a casa e che il negozio sarebbe rimasto chiuso per alcuni giorni.

Naturalmente Toby e Dorilla rimasero da noi per il pranzo e quest’ultimo fu anche l’occasione per approfondire la nostra indagine.

Chiesi alla mamma verso che ora si presumeva esser stata rubata la ricetta e mi rispose che la mattina quando aveva aperto la pasticceria  il libretto con la ricetta era  al solito posto.

Quindi  era stata rubata da un cliente, approfittando di un momento di confusione, proprio mentre la mamma era occupata  o a sfornare o a  servire altri clienti.

Dorilla chiese allora alla mamma se si ricordasse chi fossero stati i clienti di quella mattina.

Guarda caso, erano proprio le stesse persone che facevano parte della cerchia dei nostri sospettati.

“La prima cliente entrata è stata la signora Armonia, come al solito con il suo Birba” disse la mamma “mi ricordo benissimo dato che Birba con un colpo di coda  ha fatto cadere la biscottiera di cristallo che teniamo nello scaffale più basso dell’espositore davanti al bancone.

Proprio mentre raccoglievo i cocci e mentre la signora Armonia non faceva che scusarsi per l’accaduto, è entrato il conte Gelatina, che terrorizzato da Birba ha iniziato ad agitarsi ed urlare”.

” Poi il signor Calendula mi ha portato la fornitura di Ibisco che aspettavo, appoggiando il pacco sotto al bancone, mentre la signora Farina  mi aveva già lasciato il pane fresco in cambio di una fetta del Sogno.

Sono entrati  poi il sindaco e il capitano Tabacchi che si sono messi a discutere con il conte Gelatina di un certo affare via mare, e proprio mentre cercavo di capire cosa stessero farfugliando, è arrivata la signora Bistrot urlando che quest’anno si sarebbe aggiudicata il premio per il dolce migliore di Sweetland.

Si sa che è un po’ sbruffona.

Successivamente è entrata la signora Limetta che mi ha stupito perchè non ha comprato  il Sogno ma solo una scatola di cioccolatini da portare alla signora Grissini in segno di buon augurio per l’inaugurazione della nuova fioreria.

Mi ha detto che ormai non aveva più bisogno del cioccolato e che ora la sua dieta avrebbe funzionato.

Poi mentre riordinavo gli scaffali dei cioccolatini sono entrati i coniugi Brontoli che hanno acquistato un’intera forma di  Sogno dovendola portare all’inaugurazione della fioreria.

Con tutta le persone che andranno  all’inaugurazione il sig.

Brontoli diventerà molto nervoso e il Sogno gli sarà sicuramente d’aiuto!” di colpo la mamma fece un sussulto “Dimenticavo, siamo tutti invitati all’inaugurazione, prepariamoci bambini e usciamo. Siamo già in ritardo!”

Arrivammo al nuovo negozio di fiori .

Non appena entrammo la mamma si diresse a congratularsi con la signora  Grissini e Toby fu bloccato dalla signora Bistrot che avanzava a grandi passi dal fondo del negozio trascinando una strana borsona di stoffa. Naturalmente dopo decine di buffetti, di “oh ma quanto sei bello”, “oh ma quanto sei cresciuto”,  Toby trovò il coraggio di divincolarsi e  domandò alla signora Bistrot, da vero curioso qual è ,  cosa avesse nel borsone che portava con sè.

La signora Bistrot accenando un sorriso beffardo  affermò che in quella borsa c’era il suo futuro e che presto avrebbe avuto bisogno di tutto il nostro appoggio .

Dorilla ed io saltammo alle conclusioni : quelle parole erano una confessione ?

La signora Bistrot era già morsa dai sensi di colpa  e chiedeva la nostra comprensione ? E  soprattutto la ricetta era in quella borsa?

Proprio mentre pensavamo a tutto questo, Dorilla sentì il conte Gelatina e il capitano Tabacchi che dicevano  al sindaco : ” Ora che ci hai dato quel benedetto pezzo di carta, possiamo dare il via alla fornitura che arriverà via mare e inizieremo il prima possibile”

Di quale fornitura parlavano? E di quale pezzo di carta ? Adesso che avevano la ricetta stavano pensando di ordinare gli ingredienti del Sogno al cioccolato ? Allora era il sindaco il colpevole mentre il conte e il capitano i complici!

Non finimmo di  ascoltare Dorilla che ci riferiva quanto aveva sentito, che fummo  chiamati dalla mamma per salutare la signora Grissini  che raggiante in volto  affermò: ” Oh cari bambini, non sapete quanto sia felice, non solo per la fioreria ma anche  per il signor Brontoli , vedrete che  non si lamenterà più del chiacchiericcio dei vostri clienti.

E’ così felice  ora!”. Non ci potevamo credere  davvero: il sig. Brontoli che non avrebbe più brontolato! Doveva esserci qualcosa sotto!

Effettivamente  guardando il sig. Brontoli era davvero contento, stringeva mani, salutava i bambini che  per lui erano come sabbia negli occhi.

Strano davvero! Merito forse di una sfornata extra di Sogno al cioccolato?

Non avevamo ancora visto però la signora Armonia che sicuramente era stata invitata all’inaugurazione.

Stava, invece, facendo il suo ingresso la signora Limetta con un’acconciatura nuova di zecca e un profumo che  gareggiava con quello che emanavano i fiori da cui eravamo circondati.

Dorilla si diresse verso la signora Limetta che si era intrattenuta con la signora Farina   per ascoltare le loro parole: “Pensare che fino a ieri non  lo avevo mai visto sotto questo lato, non avrei mai pensato che dentro di lui avesse tanta bontà , tanta dolcezza. Solo ora so come è fatto veramente!” diceva la signora Limetta.” Ecco vedi: fino al giorno prima pensi che una cosa sia irrangiungibile per te poi ti si presenta l’occasione, la cogli e ti cambia la vita.

Anche io  pensavo che non sarei mai riuscita a fare qualcosa di così originale ed unico che verranno anche le tv nazionali a intervistarmi!” Ma avevamo perso di vista Toby, ci girammo e rigirammo  fino a che non notammo una scarpetta che usciva dalla tovaglia del banco buffet .

Cosa stava facendo sotto al tavolo? Alzammo un lembo della tovaglia e ci gettammo anche noi sotto al tavolo. Toby  non aveva resistito alla sua curiosità e stava frugando nella borsa della signora Bistrot e non crederete mai a cosa trovò. Stemmi adesivi, manifesti, cartelloni  con scritto a caratteri  cubitali  “Per  Bistrot Sindaco di Sweetland”, “Vota Bistrot ” . Ecco svelato il motivo della richiesta di appoggio e il perchè, alla mattina, in pasticceria aveva detto alla mamma che quest’anno avrebbe vinto il concorso del dolce migliore di Sweetland .

Diventando sindaco sarebbe diventata di diritto due volte  giurata del concorso della sagra di Sweetland.

Quindi se prima poteva esprimere solo un voto su tre facendo parte della giuria anche il tenente Toscow e il sindaco Dolce, ora aveva poteva esprimere due voti su tre, essendo allo stesso tempo organizzatrice e sindaco.

Il suo dolce avrebbe sicuramente avuto la maggioranza dei voti e avrebbe sicuramente vinto il concorso del dolce migliore di Sweetland.

Potevamo, allora, escludere dai sospettati la signora Bistrot ma eravamo ancora lontani da scoprire il vero colpevole.

Intanto notammo che anche il signor Calendula non s’era visto alla festa, oltre alla signora Armonia.

Avremmo comunque visto la padrona di Birba l’indomani perchè dovevamo aiutarla nella tosatura del barboncino in vista della gara canina.

Arrivò subito l’ora di rincasare anche perchè per la mamma era stata una giornata pesante. Accompagnammo a casa  Dorilla e Toby, dato che la mattina dopo dovevamo andare a scuola e soprattutto dovevamo continuare le nostre indagini.

L’indomani, come al solito ci ritrovammo sullo scuolabus, e facemmo un piano: bisognava assolutamente capire quale fornitura aspettavano il conte Gelatina e il capitano Trapani, inoltre dovevamo scoprire cosa stesse architettando la signora Farina e soprattutto cosa aveva cambiato la vita alla signora Limetta.

Per non dimenticare la goia dei coniugi Brontoli.

Scendemmo dall’autobus e tanto pensierosi come eravamo, andammo quasi a sbattere contro la cariola del sig. Calendula che stava sistemando il giardino della scuola.

Ripeteva fra sè e sè : ” Ora sì, la mia vita cambierà, basta rastello e inaffiatoio, sono ricco!

Ne avevo sempre solo uno ma ora tutti li ho presi, tutti” Certo il discorso avrebbe avuto senso solo se si stava riferendo agli ingredienti del Sogno: ne conosceva solo uno, l’ibisco di cui era il fornitore, ma ora li conosceva tutti !

Un altro possibile sospettato.

La campanella suonò e dovemmo entrare in classe.

Lì ci aspettava però un’altra sorpresa: la maestra Matita, stava piangendo a dirotto, mentre aspettava i suoi alunni.

Lasciato Toby alla sua classe, io e Dorilla andammo dalla maestra e le chiedemmo perchè piangesse tanto. “Tranquille bambine sto bene!

Non vi preoccupate per  me “. Io e Dorilla però insistemmo e la maestra rispose: “Il conte Gelatina, il mio fidanzato mi ha lasciata!

L’ho fatto aspettare troppo e quella sciacquetta della Limetta ne ha subito approfittato! Me lo ha portato via sotto il naso!

E’ bastato che andasse a tagliarsi i capelli da quella donna e subito l’è caduto ai piedi!”

La maestra Matita era veramente disperata ma quello sfogo ci era stato molto utile. Affermai: “Quindi possiamo escludere la signora Limetta e il conte Gelatina dai possibili colpevoli!” ma Dorilla mi fermò in quanto le parole che avevamo sentito all’inaugurazione dalla Limetta avevano un senso: infatti tutto quel discorso su quanto era buono e dolce, era riferito al conte Gelatina.

Inoltre si giustificava anche il fatto che non avrebbe più sentito esigenza di cioccolato, era innamorata e quindi questo le avrebbe dato la forza per rispettare la dieta.

Il conte però poteva ancora esser il colpevole. Infatti dovevamo ancora verificare quale fornitura doveva arrivare via mare, anche se il conte non aveva più da preoccuparsi di   compiere un gesto eroico per sposare l’irraggiungibile maestra Matita.

Non vedevamo l’ora di finire le lezioni per dire tutte le novità a Toby.

Ci incontrammo fuori dalla scuola e come al solito andammo verso la pasticceria.

In quei giorni il negozio era rimasto chiuso al pubblico e la mamma ne aveva approfittato per fare un po’ di ordine.

Un enorme camion che giungeva ad alta velocità per le vie  del centro attirò la nostra attenzione.

Sul telone dietro la cabina del guidatore notammo la scritta : Cambusa e figli , Trasporti marittimi e terrestri.

Dovevamo seguire quel camion e vedere se il suo carico era quello che attendevano il conte e il capitano Tabacchi.

Iniziammo a correre tutti e tre, anche se Toby non aveva letto del tutto cosa fosse scritto sul camion.

Per fortuna il mezzo si fermò pochi metri più in là  proprio davanti un negozio che era sfitto da un bel po’ di mesi dopo che la fruttivendola aveva deciso di ingrandirsi trasferendosi in un’altra bottega.

Non appena il trasportatore scese dal camion, dal negozio dismesso uscì il capitan Tabacchi che si affrettò a scaricare delle casse di legno.

Intanto noi camminavamo adagio adagio proprio per osservare tutta la scena e capire finalmente cosa contenessero le casse.

Arrivò, trafelato, anche il conte Gelatina che esclamò : ” Finalmente! Apriamo una cassa in modo da verificare se la qualità è quella che aveva descritto lei, capitano!”.

Mai parole ci furono più gradite.

Il capitano allora prese dalla tasca il suo colltellino da marinaio, aprì una cassa ed estrasse….un sigaro!

Fummo colti da un pizzico di delusione: speravamo di aver trovato i colpevoli e che in quelle casse ci fosse del cacao o della cannella, invece, solo, solamente sigari!

Il conte aggiunse: ” Ora potremo finalmente aprire la nostra bottega di Tabacco, mancava solo la merce e l’autorizzazione del Sindaco!”

Ecco svelato anche quale pezzo di carta aspettavano dal sindaco: non la ricetta del Sogno ma l’autorizzazione per aprire la bottega.

Eravamo quindi ad un punto morto delle indagini. Raggiungemmo la pasticceria e mentre aspettavamo l’orario di chiusura potemmo fare il punto della situazione.

Dorilla elencò chi ancora poteva esser colpevole: la signora Farina aspettava la televisione per un evento straordinario, il signor Calendula aveva detto che ora “li aveva tutti”, ma non si sapeva a cosa si riferisse, la signora Armonia non si era più vista dalla mattina del furto.

Inoltre non sapevamo ancora a cosa fosse dovuta la contentezza dei coniugi Brontoli.

Infine il sindaco aveva ancora dei dissapori con la nostra pasticceria per via della tassa sul Sogno al cioccolato.

Secondo Dorilla avremmo dovuto cercare chi aveva avuto l’occasione di rubare la ricetta: sapevamo che la signora Armonia, avrebbe potuto approfittare del momento di scompiglio creato da Birba che aveva fatto cadere la biscottiera; il signor Calendula aveva portato un pacco di ibisco che la mamma aveva finito e quindi era presente la mattina del furto in pasticceria.

Di certo sarebbe stato lesto nel sottrarre la ricetta, con la velocità e l’abilità che le sue mani avevano nel potare le siepi a modo di sculture. Poi c’era la signora Farina che avendo il negozio proprio dinnanzi alla pasticceria avrebbe potuto fare un salto al negozio vedendo tutto quello scompiglio creato da Birba e nessuno se ne sarebbe accorto.

Stesso discorso valeva per i conugi Grissini: abitando sopra la pasticceria entrambe avrebbero potuto sentire il caos in pasticceria e  approfittare del momento.

Fummo interrotti improvvisamente dalla mamma che urlò: “Bambini sbrigatevi , c’è la televisione alla panetteria  della signora Farina!”.

Ci guardammo allibiti : era già arrivata la tv e pensai alla delusione della mamma nello scoprire che la signora Farina aveva confezionato una torta del tutto uguale al suo straodirnario dolce, dopo averle sottratto ignobilmente la ricetta che da secoli era appartenuta alla nostra famiglia. Anche Toby tentò di dissuadere la mamma dall’uscire, improvvisando uno dei suoi proverbiali capricci: ” No, non voglio uscire, mi vergogno, c’è la tv!”

La mamma però uscì comunque e dopo di lei  anche noi. La giornalista stava già intervistando la signora Farina : “E come ha avuto l’idea? ” e la signora Farina tutta impettita rispose: ” Ho sempre avuto sotto al naso per anni quel profumo, finchè un giorno mi è venuta l’idea: Il profumo all’essenza di pane .

Chi non vorrebbe entrare in una casa con il profumo di pane appena sfornato?

Da oggi tutti, anche le persone che non hanno tempo per preparare il pane fatto in casa, potranno annusare  questo magnifico e appetitoso profumo, grazie alla mia essenza!” .

Tutti e tre esclamammo : “Era questa allora la cosa originale ed unica che aveva preparato la signora Farina!” e fummo talmente felici della notizia che esultammo e brindammo, naturalmente con la Coca Cola, insieme alla signora Farina.

Ad un tratto udimmo una voce dalla finestra sopra la pasticceria :”Aspettate, abbiamo qualcosa anche noi da festeggiare”.

Era la signora Grissini, finalmente avremmo scoperto cosa avevano per esser tanto felici e perchè il signor Brontoli non si sarebbe più lamentato, sperando naturalmente che non si trattasse della ricetta del Sogno al Cioccolato.

Una volta scesi, i coniugi Brontoli impugnando due calici, dissero:”Siamo lieti di annunciare a tutti voi, cari amici, che presto saremo in tre, è in arrivo un piccolo Brontoli”. Tutti scoppiarono in un fragoroso :”Auguri! Congratulazioni!” La lieta notizia aveva fatto proprio un gran effetto al sig. Brontoli, sarebbe stato un bravo papà a giudicare da quanto fosse felice.

Arrivò, intanto a brindare, oltre ad un folto gruppetto di compaesani, anche il tenente che si avvicinò alla mamma per aggiornarla sulle novità dell’indagine ufficiale. Ci avvicinammo anche noi per conoscere il punto a cui le indagini della polizia erano arrivate e se il tenente avesse scoperto qualcosa in più di noi. Il tenente affermò: ” Signora , mi dispiace moltissimo, ma credo che la sua preziosa ricetta non verrà mai più ritrovata. La sua pasticceria è come un porto di mare , gente che va, gente che viene , potrebbe esser stato chiunque!” . Capimmo che avremmo dovuto fare tutto da soli! Un grido inquietante ci fece ad un tratto sobbalzare: “Tenente, mi aiuti, ho perso tutto, tutto! Il mio biglietto è sparito, sparito!” Era il signor Calendula ed era davvero disperato. Il Tenente allora con la sua solita autorevolezza:” Si calmi sig. Calendula e mi dica tutto: a quale biglietto si sta riferendo?” ed egli rispose: ” Il mio biglietto,non c’è più è sparito. Vede l’avevo riposto nella tasca della mia giacca ieri sera ed oggi sarei andato a riscuotere!”.”Ma quale biglietto?”lo interruppe il tenente. “Il biglietto della lotteria vincente! Avevo tutti i numeri vincenti, ero il vincitore del primo premio della lotteria di Sweetland e oggi avrei riscosso la cifra. Non c’è più! Non lo trovo più! ho cercato ovunque, qualcuno me lo ha rubato! “.

Povero signor Calendula, e noi che l’avevamo sospettato d’averci sottratto la ricetta mentre anche lui ora era vittima di un furto.

Ecco spiegato cosa farneticava fuori dalla scuola. Quando diceva che li aveva presi tutti, si stava riferendo ai numeri vincenti.

Due furti in due giorni. Molto strano.

Purtroppo non potemmo continuare a sentire cosa fosse accaduto perchè la mamma  ci  prese per mano dicendoci che dovevamo pranzare perchè quel pomeriggio dovevamo aiutare la signora  Armonia a tosare Birba.

A questa punto la signora Armonia era rimasta la sola sospettata oltre al Sindaco.

Non potevamo credere che una così adorabile vecchina  avesse commesso un tale atto.

Nel pomeriggio avremmo comunque avuto tutto il tempo necessario per indagare.

Pranzammo velocemente, lavammo i denti e poco dopo eravamo già pronti per andar dalla signora Armonia.

La simpatica vecchina abitava in una bella villetta con un meraviglioso giardino pieno di ortensie e camelie. Toby e Dorilla si affrettarono a suonare il campanello e la signora Armonia ci aprì.

Stranamete era tutta scapigliata, il suo meraviglioso chignon  era  disordinato, uscivano ciocche di capelli qua e là, “Bambini, meno male siete  qui !

Avevo appena fatto il bagno a Birba ma è scappato.

io mi diressi sul retro della casa e Dorilla  andò a suonare il campanello dei vicini per chiedere se avessero visto Birba.

Mentre cercavo  nella casetta con gli attrezzi da giardino notai  della terra appena rimossa proprio dietro la cariola .

Tolsi il rastello che vi stava davanti  e poi la cariola ed  ebbi una sorpresa che non mi sarei mai aspettata.

Birba era lì e stava rosicchiando  molto animatamente un pezzo di carta.

Cercai di afferrare quel foglietto tutto pieno di bava, ma prima rassicurai gli altri di aver trovato Birba, urlando “Birba è qui, venite!”.

Ebbene  sorpresa delle sorprese: il barboncino dispettoso aveva mordicchiato la nostra meravigliosa ricetta, non si riusciva a leggere se non poche sillabe.

La ricetta che avrei conosciuto dopo pochi giorni  era distrutta , non avrei mai  potuto preparare il Sogno al Cioccolato e Cannella .

Sarei stata la prima di una lunga dinastia di pasticceri a non poter confezionare il famoso dolce.  Non appena Dorilla arrivò e notò che Birba teneva sotto lo zampino un altro biglietto.

Lo raccolse: era il  biglietto vincente del signor Calendula e per fortuna Birba non aveva ancora iniziato a  distruggerlo.

Almeno per il signor Calendula avevamo una bella notizia mentre per me e la mamma  sarebbe stata la giornata più triste del mondo.

Arrivò anche la signora Armonia che, dopo aver sgridato Birba, dicendogli che non avrebbe più mangiato dolci, nè Sogno nè alcun altro dolce, ci avvertì  che saremmo dovuti andare tutti dal tenente a raccontare l’accaduto.

Ci fermammo prima in pasticceria dato che la mamma aveva già riaperto il negozio.

La signora Armonia si diresse subito  verso la mamma : ” Signora mi scusi tanto, non so come sia potuto accadere, sono disposta a risarcire tutto il danno, mi scusi signora !”

La mamma naturalmente ancora all’oscuro di tutto,  non capiva cosa stesse dicendo la signora Armonia.

Spiegammo allora che era Birba il colpevole dei furti e che purtroppo la nostra preziosa ricetta risultava illeggibile.

La mamma con una calma inaspettata,  tranquillizzò la signora Armonia e disse che saremmo dovuti andare al più presto dal tenente perchè il caso era chiuso.

La mamma colse però la mia delusione e mi accarezzò rassicurandomi: “Tranquilla Bebè, nulla è perduto.

Ho chiamato il tenente per il furto solo per esser sicura  che in giro non ci fosse un ladro  senza scrupoli che potesse compiere altri furti.

Ma  pensi veramente che la ricetta con tutti i suoi segretissimi ingredienti  fosse tenuta qui in negozio dove chiunque avrebbe potuto sbirciarla ?

Vedi, la nostra ricetta viene tramandata  da secoli tramite una semplicissima filastrocca , ma solo  tra qualche giorno  potrai conoscerla”.

Fui talmente sollevata, quella giornata si trasformò improvvisamente dalla più brutta alla più bella della mia vita. Ero la bambina più felice del mondo.

Finalmente arrivò  il giorno del mio compleanno e la mamma mi svegliò portandomi il mio regalo in una scatola regalo.

Era il regalo più bello che avrei mai potuto desiderare:  una cane ! Voi direte : ma come ? Non desideravi tanto la ricetta ?

Ma certo che desideravo conoscere la ricetta del Sogno al cioccolato e cannella, ma quello non era un regalo di compleanno, era come se fosse un incoronazione: avete presente quando una principessa diventa erede al trono, ecco io mi sento proprio così, una principessa che invece di ereditare un regno, ereditava una tradizione pasticcera  secolare.

A colazione la mamma mi insegnò la tanto attesa filastrocca con la ricetta: prendi la farina, mettila nella terrina, prendi il burro, e frulla il tutto……, chiaramente non posso dirvi il resto, è pur sempre  una ricetta segreta!

Nel pomeriggio provai a cucinare il mio primo Sogno al cioccolato e cannella, con degli assistenti d’eccezione Toby e Dorilla e il mio cucciolo che ho chiamato Babà, l’esito fu davvero pessimo ma avevo molto tempo per fare pratica!

Il sindaco Dolce dopo pochi giorni ritirò l’ordinanza sul pedaggio del Sogno al cioccolato perchè quei giorni che non aveva potuto gustarne neanche una fetta, essendo chiusa la pasticceria, gli avevano fatto capire che non potevano esserci tasse su una cosa così buona e divina.

La signora Limetta e il conte Gelatina annunciarono il loro matrimonio.

La nuova fioreria della signora Grissini andava a gonfie vele e il signor Brontoli era sempre più impaziente di conoscere il suo erede.

Il signor Calendula, ormai ricchissimo, aveva tutto il tempo per creare nuove magnifiche sculture dalle siepi.

Il signor Tabacchi finalmente assaporava giornalmente l’odore dei suoi sigari, fumandone così qualcuno di meno.

La signora Farina divenne una vera e propria imprenditrice grazie alla sua essenza al profumo di pane.

La signora Bistrot invece per molto tempo dovrà accontentarsi del secondo posto per il dolce più buono di Sweetland……e….. vissero tutti felici e contenti.

Ah dimenticavo di raccontarvi di Birba!

Il  barboncino  della signora Armonia  ha vinto il premio simpatia  anche se avrebbe  potuto vincere anche il primo premio assoluto ma purtroppo  proprio all’ultima sfilata  è saltato sul bancone dei giudici e ha iniziato a mordicchiare il parrucchino del  Presidente di giuria.

Non riesco neanche a descrivervi la scena,  in sala si era creato un silenzio da far venire i brividi  in attesa della reazione del giudice, la signora Armonia era disperata.

Ad un tratto però il presidente di giuria iniziò a ridere fragorosamente e allora tutta la platea lo seguì .

Povero Birba non cambierà mai neppure con una fornitura extra di Sogno al ciocco lato e cannella!

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Se siete arrivati fino qui dopo aver letto tutto mi auguro vi sia piaciuta questa fiaba “Gialla”.

Buona domenica, di cuore a tutti.

Ad Elena dico che non ho mai fatto i bignè ma imparerò presto  e glieli dedicherò.

Grazie ancora.


Il Mulino Farineo e il Fiocco Rosso…..

Gentilissima Direttrice,
mi presento sono Elena Pravato, sebbene non sia una cuoca esperta, ma solo un’universitaria con tanta passione per la cucina , mi diverto scrivendo fiabe cui abbinare le ricette, naturalmente eseguibili anche da bambini.

La fiaba, per quel che ho visto, è riuscita a persuadere i miei cuginetti a mangiare anche la verdura.

La disturbo in quanto aprrezzo la Sua cucina ( complimenti per i semi di papavero macinati, che io adoro e nella pasta hanno dato un gusto pazzesco) e sarei felice se qualche mia fiaba potesse esser correlata alle Sue ricette.

La mia è una passione e quindi non miro ad alcun tipo di compenso.

Le allego
un link ad una mia fiaba pubblicata su mammachebuono : http://mammachebuono.altervista.org/fiabericette.htm

La ringrazio per l’attenzione rivolta alla lettura della mia mail e mi scuso per il tempo rubatoLe.
Cordialmente
Elena Pravato

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Questa è la mail che ho ricevuto tempo fa, devo dire che ho provato tenerezza per questa ragazza, nessuno mai mi ha chiamata “direttrice” e mi ha dato del Lei con la elle maiuscola, e mi è piaciuto anche che la mail sia stata “per me”, nel senso che non è come chi ti vuol promuovere un prodotto e ti scrive: il tuo blog ci è piaciuto.bla, bla, bla……

Ed è così che ho atteso il momento giusto e la ricetta giusta per lei, le ho mandato questo piatto e le ho raccontato la “mia” storia..ecco quello che mi ha spedito:


Il Mulino Farineo e il Fiocco Rosso…..

Tanto tanto tempo fa viveva felice nel Mulino Farineo, il mastro mugnaio Gedeone e sua moglie Glorina.

La famiglia del mugnaio non era molto ricca, anzi spesso non avanzavano neppure la farina per impastare il pane per la loro cena ma questo non era importante perchè i due coniugi si amavano ed erano anche in attesa di un pargoletto.

Una sera però all’ora di cena bussò alla porta di Gedeone, una vecchia signora, un po’ ingobbita, che chiedeva di entrare e scaldarsi, Gedeone non esitò e fece subito accomodare la vecchia davanti al camino.

La vecchia però non aveva esaurito le richieste e con tono assai sgarbato intimò:” E ora datemi il vostro cibo!”

Gedeone usando la sua abituale cortesia, anche se stupito dall’aggressività della vecchia disse:” Cara ospite , ti posso dare la mia pagnotta ma non quella di mia moglie perchè è incinta e deve nutrirsi per due” .

La vecchia allora, togliendosi il mantello rattoppato e lurido, andò su tutte le furie e si rivelò nella sua vera identità:” Tu hai osato negare alla strega Orronza ciò che desidera, e per qusto sarai punito: tuo figlio non potrà mai nutrirsi del grano che macini al tuo mulino e se vorrai salvarlo e non farlo morire di fame dovrai allontarlo dal mulino!” e se ne andò infuriata.

Gedeone e Glorina rimasero terrorizzati da quella maledizione e per i rimanenti mesi di gravidanza pregarono giorno e notte che quell’anatema non si realizzasse.

Arrivò, poi , il giorno previsto per la nascita, Gedeone e Glorina, non appena videro che il piccolo era tutto sano, gioirono sperando che la strega Orronza si fosse ricreduta, ma dopo poco , il bimbo, che chiamarano Moreno, iniziò a non mangiare pane e pasta e tutto ciò che conteneva il grano del Mulino Farineo.

Gedeone e Glorina disperati decisero di recarsi dalla Fata del Grano e di chiederle come fare ad annullare la maledizione, la fata rispose:”purtroppo non posso fare nulla contro le magie della strega Orronza ma l’incantesimo si scioglierà quando una ragazza dal fiocco rosso, vostro figlio incontrerà.”

Gedeone e Glorina, non comprendendo le parole della fata, tornarono a casa e decisero di affidare il loro bambino alle cure del Podestà del paese, perchè non riuscivano a nutrire il proprio figlio con l’unico cibo che potevano permettersi.

Il Podestà era una brava persona ma lui e sua moglie non avevano figlie e di buon cuore accolsero Moreno, senza rivelargli chi fossero i veri genitori.

Moreno, crebbe forte e in buona salute , cibandosi con verdure, carne e frutta che in casa del Podestà abbondavano.

Un giorno però mentre stava facendo una passeggiata in carrozza vide una fanciulla minuta intenta a sradicare delle strane spighe.

Il giovane si fermò spintò dalla beltà della ragazza e incuriosito da quello che stava facendo esclamò: “ Ehi, cosa stai facendo? E cos’è questa strana pianta! “

La fanciulla rispose: “ Queste spighe sono regalo della Fata del Grano, la leggenda racconta che la Fata commossa dalla storia di un mugnaio e sua moglie pianse calde lacrime e da queste lacrime cadute sul terreno nacque questa strana spiga, ecco tieni, aiutami a legarne una fascina e dopo ti farò assaggiare il pane di questo grano “ .

La fanciulla si sfilò una nastro rosso dai capelli e legò la fascina.

Moreno se ne innamorò subito e la seguì fino al cestino che aveva lasciato ai bordi del campo, Moreno addentò la pagnotta offerta dalla ragazza, ne fu deliziato e non se ne sentiva mai sazio.

Chiese, poi, alla giovane se poteva accompagnarla a casa con la sua carrozza, il viaggio in carrozza fu però interrotto da una vecchia, che all’improvviso si parò dinnanzi a loro.

La vecchia era la strega Orronza e riconosciuto Moreno chiese: “Puoi darmi quella fascina di grano e quel cestino pieno di pane? “.

Fu però la fanciulla a rispondere subito:”Certo, cara vecchina, questo grano è regalo della Fata del Grano, prendine quanto ne desideri”.

La strega Orronza allora commossa dalle parole e dalla generosità della ragazza, svelò al giovane che il Podestà non era il suo vero padre e annullò la maledizione.

Moreno, quindi si recò di gran fretta al Mulineo Farineo a conoscere i suoi veri genitori, che non appena lo videro entrare dall’uscio di casa scoppiarono in lacrime di gioia per il ritorno del figlio.

Moreno sposò la ragazza dal fiocco rosso e Gedeone e Glorina iniziarono a macinare al Mulino Farineo oltre al loro grano, anche quello scoperto dalla giovane e dono della Fata del Grano.

Domani la ricetta e la “mia favola”…Buona settimana… e…Grazie Elena :-)