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Muffins al caffè per festeggiare i 3 anni di ♥accantoalcamino♥… che li dimostra tutti…

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3 anni fa, il 14 gennaio del 2010 alle 6 e 58 minuti, pubblicavo il mio primo post, questo: Pane, fichi e alloro, che rimane il post che amo di più, per la ricetta, i significati e la sua storia.

Wordpess mi ha ricordato che il blog l’avevo aperto il giorno 11 ma il debutto in società è avvenuto il 14, dopo aver pensato un pò sul da farsi.. Ed ho fatto…

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, il blog è lo specchio della nostra personalità, inutile nascondersi dietro a un dito, prima o poi la personalità di chi è dietro allo schermo viene fuori… E allora, io sono questa…

Il blog è come un figlio, mi disse un giorno una conoscente, ed è vero, per me è così e se vale il detto: el fruto no casca lontan de l’albero, accantoalcamino mi assomiglia, è ribelle, sensibile, irruento, impulsivo, appassionato, forte, determinato, caparbio, accantoalcamino è così, affascinante… Come me.

Probabilmente con una madre diversa e con le potenzialità che ha, accantoalcamino avrebbe più follower, più visibilità, più “amici” ma accantoalcamino ha scelto, dopo aver percorso alcuni tratti in autostrada o su statali trafficate, aver visitato metropoli e grandi città,  di incamminarsi verso un sentiero di montagna, in salita, uno di quei sentieri che portano agli alpeggi, alle vecchie baite, dove si trova sempre un camino da accendere, attorno al quale sedersi a parlare, a scaldarsi, a cucinare qualcosa di buono, magari preparato con le poche cose trovate lungo il percorso e dove, dopo che se ne sono andati tutti, prendere in braccio Perla e creare favole osservando le danze del fuoco nel camino…

Si sa, in baita le stanze sono poche e piccole, accantoalcamino si riesce a stare in pochi ma stando stretti ci si scalda, con la complicità, l’amicizia, la condivisione.

Accantoalcamino ci sono, dopo 3 anni, tanti Amici fidati, ognuno di loro ha la propria vita ma non ha paura di salire di tanto in tanto fin quassù per prendersi un momento di pausa.

Voglio bene a questi Amici, tutti diversi da me per interessi e caratteri, mentre io cucino qualcuno di loro discute di politica (e ne hanno ben d’onde ), qualcuno sferruzza, ricama, disegna, dipinge, compone versi o scrive racconti.

Altri accudiscono il lievito madre, altri scattano fotografie, altri ascoltano musica, altri fanno yoga, altri mi aiutano a sfornare biscotti…

Ed è a questi Amici che dedico questo post, anche a quelli che non hanno un blog, quelli che non commentano mai o raramente, non faccio nomi ma loro sanno già che sono accantoalcamino con me ed io li ringrazio col cuore perchè è anche merito loro se oggi, quando chiedo ad accantoalcamino: cosa farai da grande, lui mi risponde: andrò dove mi porterà il cuore.

Alpeggio Montasio Perla

Ed ora, tutti accantoalcamino a festeggiare, c’è una tazza di the e qualche pasticcino, anche questi, foto  e ricetta (ispirata da Nigella) fanno parte di “quel” passato.

Sono dei muffins al caffè, quando ancora non sapevo che tutto ciò che si mette nel piatto dev’essere commestibile… Quindi, i fiorellini di mimosa non mangiateli, vi raccomando ♥

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Ingredienti per 11 muffins medi e 16 mini:

Ingredienti secchi base:

  • 250 g. farina 00,
  • 2 cucchiaini di cremortartaro (nei negozi di alimenti naturali),
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato,
  • 175 g. zucchero,
  • 2 cucchiai di cacao amaro.

Le mie aggiunte agli ingredienti secchi:

  • 2 cucchiaini di caffè solubile,
  • 100 g. di cioccolato bianco a scaglie.

Ingredienti liquidi base:

  • 250 ml latte (200 + 50 ml di caffè espresso),
  • 90 ml olio di mais,
  • 1 cucchiaio estratto di vaniglia,
  • 1 uovo.

Ingredienti per la glassa dose intera, io ho dimezzato:

  • 175 g di cioccolato bianco,
  • 75 g di burro,
  • 1 cucchiaio di caffè solubile.
collage muffin caffè

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C., mescolare in una terrina gli ingredienti solidi della prima parte, mescolare ed unire gli ingredienti liquidi, non è necessario mescolare a lungo.

Versare il composto negli stampi da muffins e cuocere a 200° x 20′, i mini li ho fatti cuocere dopo x 10′.

Come fare la glassa:

sciogliere a bagnomaria (attenzione che l’acqua non bolla) il cioccolato, il burro ed il cucchiaio di caffè.

Mettere i muffins su una grata e versare la glassa, i mini li ho bagnati con una pennellata di albume (l’uovo era freschissimo), passati nel cocco e nella granella di zucchero.

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Nessun rimorso, nessun rimpianto, soltanto forti emozioni accantoalcamino, quelle che mi fanno sentire viva… Tutto il resto è … Scotto

Grazie ♥


La passione del riciclo in un Muffin (Farina di Panettone e bucce di Zucca) e già che c’ero ho riciclato anche la carta forno :-)

Oggi ho una di quelle giornate che io definisco ludico-culinarie, mi sono svegliata ed ho ripreso subito il “pensiero” che avevo prima di addormentarmi cioè quello di fare una ricetta adoperando la farina di panettone che avevo già utilizzato per fare le lasagne (più sotto c’è il link).

Neanche il tempo “muffo” è riuscito a smontare il mio entusiasmo e complice una trasferta di lavoro di ello che lo terrà fuori casa fino a sera, io, topolina biricchina sto ballando follemente per la cucina..ora no, ora sono al pc e non posso farlo :-)

Questi muffin nascono da una  serie di combinazioni che conferma la mia (e non solo) tesi che nulla succede per caso.

Tutto ha avuto inizio da 2 “boccioni” di plastica, si, avete letto bene 2 semplici, insignificanti, odiosissimi “boccioni” di plastica di “ello”.

Dovete (ma anche no ;-) ) sapere che “mister ello” ormai beve acqua soltanto se proviene dal distributore del comune ed è contenuta  in uno dei suoi 2 “boccioni” che a turno sposta da una macchina all’altra per cui quando è su una i boccioni sono sull’altra e viceversa.

Durante il giorno mi telefona ed io spero sempre che mi dica: amore mi manchi, ti amo ecc…invece mi dice:

dove sono i boccioni?

Amore saranno nell’altra macchina…

Tutti 2?

Non so amore, io non li adopero i tuoi “boccioni” :-D

Mah, fai sparire sempre tutto…e chiude la comunicazione :-D

Ieri mattina, stremata ho deciso di andargliene a comperare uno stock :-D , però non è facile trovare i “boccioni” di plastica ma soltanto tanichette, o boccioni di vetro che sono anche più igienici… o no?

L’ultima spiaggia è stata (grazie a messer pc) l’ Enologica Friulana che sta dall’altra parte della città.

Cicola e ciacola alla fine il titolare mi dice: le faccio un regalino e mi regala una rivista, l’ho sfogliata e mi si è aperto un mondo:

ma ci sono anche ricette, perfetto, perchè sa, io ho un piccolo blog di cucina :-)

Ah si? Allora non è un caso se è arrivata fin qui, la invito lunedì alla presentazione di un libro e le presento una persona che fa corsi su come adoperare le erbe e i fiori in cucina, s’intende di funghi e quant’altro.

Evvai!!!

Allora ci vediamo lunedì, mi ha fatto piacere conoscerla.

Anche a me, arrivederci e grazie :-)

Oh mamma, mi sto facendo prendere la “tastiera” :-D … okkei arrivo alla ricetta però non senza condividere con voi quanto ho trovato sulla storia dei muffin, io non la conoscevo ed ora mi sento molto più “informata” :-D

“Il muffin è un dolce simile al plum cake, di forma rotonda con la cima a calotta semisferica senza glassa di rivestimento.

Si possono preparare con ripieno di mirtilli, cioccolato, cetrioli (?), lampone, cannella, zucca, noce, limone, banana, arancia, pesca, fragola, mandorle e carote (e molto altro aggiungo io ;-) ).

In genere i muffin si tengono in un palmo della mano e si consumano in un sol boccone.

La parola muffin viene citata per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la scritta moofin.

Qualcuno la fa derivare dal francese mouflet, che significa soffice, inteso come il pane, altri dal tedesco muffen che significa piccole torte.

Le prime versioni di muffin erano meno nobili.

Il fornaio di famiglia, inizialmente, cucinava i muffin per la servitù, con i rimasugli del pane del giorno prima e con i rimasugli di lavorazione di biscotti, mescolando il tutto con delle patate schiacciate.

Il tutto veniva fritto facendo divenire il composto così ottenuto leggero e croccante.

Quando questo dolcetto venne scoperto dai signori inglesi dell’epoca diventò l’accompagnaento preferito per l’ora del te.

La ricetta che mi ha ispirato questo riciclo l’ho trovata proprio in quella rivista ed è di un giovane chef che, assieme ad altri 2 giovani gestisce un ristorantino (soltanto per la metratura però ;-) ) di pesce che ha dato una geniale alternativa alla clientela delle prosciutterie di San Daniele del Friuli.

Dal momento che in 3 non arrivano ai 75 anni voglio fargli un pò di pubblicità, se vi trovate dalle parti di San Daniele del Friuli, frazione Villanova per l’esattezza, andate a trovarli, Giulia, Nicola e Stefano (l’ideatore del muffin) vi accoglieranno in un ambiente informale, accogliente, luminoso, fresco e giovane, mangerete benissimo spendendo il giusto, qui la qualità/prezzo è indiscutibilmente rispettata:

Ristorantino ai Sapori                       Telefono: 0432 95 30 25

Via Giacomo Bernè, 33                             Giorno di chiusura: domenica

Villanova frazione di                                 Coperti: 25-30 (esterni 20)

(San Daniele del Friuli)                             Prezzo medio: 25, 30 €.

Ci siamo, ecco la ricetta originale con tra parentesi le mie varianti:

  • 350 g. di farina (250 g. farina di panettone, 50 g. farina di mandorle, 50 g. farina di castagne),
  • 200 g. di zucca (io (Butternut)gli scarti, buccia e polpa, della pumpkin pie),
  • 60 g. di zucchero bianco (50 g. zucchero aromatizzato alla vaniglia),
  • 60 g. di zucchero di canna (omesso),
  • 3 uova,
  • 150 g. di burro (di soia),
  • 1 bustina di lievito per dolci,
  • 100 ml di latte (di soia),
  • 1 cucchiaio di cannella (fiori di cannella macinati),
  • 3 cucchiaini da caffè di zenzero in polvere (io 1/2 radice di zenzero fresco grattugiato),
  • 1 pò di noce moscata (omessa).

Per fare la farina di panettone, mettere il panettone sbriciolato grossolanamente in forno a 110°C. per 10 minuti poi abbassate a 90°C. muovendo e sbriciolando il panettone,lasciare lo sportello leggermente aperto.

Il procedimento è diverso dal primo (quello dell”insolito menù) ma questa volta le fette erano più grosse, l’importante è non “abbrustolirlo” troppo.

Mettere le briciole ottenute nel robot (io assieme alla farina di mandorle e quella di castagne) e ridurre a farina (vedi collage).

Come fare da ricetta originale tra parentesi le mie varianti:

far asciugare la polpa della zucca in una padella antiaderente per circa 20 minuti

(avevo bucce e polpa già cotte).

Schiacciare la polpa rendendo il composto cremoso.

(ho frullato col minipimer assieme a poco latte di soia).

Far sciogliere il burro e lasciarlo raffreddare, unire lo zucchero e lavorare finchè risulti ben spumoso.

(ho lavorato il burro con lo zucchero ridotto a velo assieme ai fiori di cannella).

Aggiungere le uova ed incorporare nell’ordine: farina, lievito e la polpa di zucca, infine unire il latte e le spezie, mescolando delicatamente.

(soltanto lo zenzero in quanto i fiori di cannella erano già nell’impasto di burro).

Versare il composto nelle formine o in stampino di alluminio e cuocere in forno per circa 25 minuti a 180° C.

Stefano, nella sua ricetta, alla fine scava il muffin al centro ed lo farcisce con della mostarda di zucca (che proverò e condividerò) e lo serve con della crema Chantilly calda.

( io li ho farciti con la  marmellata di zucca fatta da me).

Con questa dose sono venuti 13 muffin che io ho diviso in sacchetti e messi in congelatore (Nigella docet),all’occorrenza tirarli fuori qualche ora prima e, volendo riscaldarli in forno (meglio no MW).

Mentre il panettone si stava asciugando in forno ho preparato gli stampini con la carta forno riciclata, quella dove appoggio il pane a riscaldare per ello.

L’ho stropicciata, l’ho bagnata e strizzata bene, l’ho appoggiata sopra uno stampino rotondo in alluminio ed ho appoggiato sopra un altro stampino per dargli la forma ed ho messo in forno ad asciugare, volevo avessero un aspetto “rustico” ed il risultato mi ha soddisfatta :-)

Qui come fare la farina di panettone ed altre ricette e se avete dubbi io sono a disposizione…ah dimenticavo: sono sublimi :-)

Altre informazioni sul muffin qui, certamente il sito più completo, tecnico, esaustivo che esiste in rete (sempre secondo me)

Occhio che Perla vi tiene d’occhio ;-)

P.S.: sapete dov’erano i “boccioni”? Erano sotto il sedile della macchina…però me l’ha detto stamattina… con fare mogio mogio :-D


Torta Caprese di Francesca Riganati: Dio vede e Dio provvede..grazie Animal Care.

Non è mia abitudine “Nominare il nome di Dio invano” però questa è la frase che mi ha detto Tiziana quando le ho raccontato quello che scriverò, allora ho pensato un pò ed ho sentito che da lassù “Qualcuno” aveva capito  che avevo bisogno di aiuto ed ha allungato la mano per farmi una carezza.

Probabilmente non ha voluto che si ripetesse la scena dell’uccisione dei gattini della randagina col forcone da parte del vicino, sarebbe stato troppo per me, ho già da tribolare con la svizzera & C. e quest’anno lo voglio trascorrere in serenità.

E così non avendo più il supporto dell’ENPA ci ho pensato io ed ho portato a sterilizzare la gattina dai miei veterinari che l’hanno accolta qualche ora prima (non è sempre rintracciabile..è furbetta ;-) ) e, sapendo che non avrei potuto tenerla e non poteva stare fuori al freddo dopo l’operazione, l’hanno tenuta 2 giorni al calduccio e mi hanno fatto anche un pò di sconto.

Al momento delle foto un fuggi fuggi generale :-D chissà se nonostante la loro timidezza si sono pappati la torta? ;-)

Giustamente la loro Clinica non è una struttura pubblica, è quella che dovrebbe pensare al problema del randagismo, che spesso (come nel caso dei gatti che gironzolano qui attorno “SIAMO IN CAMPAGNA IS IT?”) sono i “gatti di qualcuno” che ha ancora la convinzione che i gatti si “arrangino da soli” vadano a caccia di topolini e di passerotti..forse hanno visto troppi cartoni animati e non si rendono conto che di topi in giro non ce ne sono poi molti e ci sono le strade, le automobili, ci sono quelli come il vicino, ci sono i cacciatori….e ci sono le svizzere (che non sono le bistecche :-D )

Ora aspetto un’anima buona che l’ adotti, io me lo auguro, è ancora stressata e con le pupille dilatate dalla paura ma passerà e arriveranno anche per lei tempi migliori.

Secondo voi potevo non fare a quegli amori di veterinari un “dolce regalino”?

Questa caprese l’avevo vista fare su Alice anni fa da Francesca Riganati, ora direttrice della Scuola di cucina del Gambero Rosso e giudice del format  “Cucina di classe”, la ricordavo in carne, ora è molto dimagrita ed è splendida e brava.

Ricordo ancora che per far vedere che l’albume è montato della consistenza giusta, ha capovolto la terrina dicendo: fatto :-)

Non avevo ancora internet ma iniziavo i primi passi con Word e salvai subito la ricetta, io ve la “vendo” come l’ho comprata.

So che ci sono più versioni, a me piace questa perchè non ha farina, il cioccolato viene tritato grossolanamente e, quando la mangi lo senti sciogliersi in bocca.

L’ho decorata come aveva fatto lei, appoggiando delle foglie di alloro e spolverizzandola con lo zucchero a velo (ho usato quello giallo che avevo preparato per un altro dolce).

Ingredienti per uno stampo da 24 cm.:

  • 4 uova,
  • 200 g. di burro morbido,
  • 200 g. di zucchero,
  • 200 g. di farina di mandorle (ottenuta tritando le mandorle con poco zucchero),
  • 200 g. di cioccolato fondente tritato a pezzetti,
  • 75 g. di cacao amaro.

Come fare:

preriscaldare il forno a 175°C.

Preparare la farina di mandorle tritandole con poco zucchero, tritare a coltello il cioccolato fondente, montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza “spumosa”.

Unire il burro a pomata, amalgamare ed aggiungere poco alla volta il cacao, la farina di mandorle ed il cioccolato tritato.

Mescolare bene e, dopo aver montato gli albumi a neve fermissima incorporarli al composto, essendo un composto abbastanza consistente si puo aggiungere la prima parte di albume mescolando energicamente per ammorbidirlo ed il resto incorporarlo al solito dal basso verso l’alto.

Infornare per 35/40 minuti (forno statico).

Dopo averla fatta intiepidire, sformarla e capovolgerla (per distribuire l’umidità).

Decorarla con lo zucchero a velo dopo fredda, altrimenti tende a “papparsi” tutto lo zucchero.

Come direbbe la Riganati: “fatto” :-)

Non ho fotografato la fetta..non mi sembrava carino chieder loro di tagliarla…..ma oggi la rifaccio per “ello” ed avrete la fetta….

Buona giornata  a voi :-)

Aggiungo il link del sito della Clinica, a chi fosse di Udine e dintorni potrebbe interessare.

Sono anche arrivati 2 premi, li posto volentieri e li passo a chi avrà piacere e tempo di prenderli, grazie Sabrina&Luca :-)