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Panini con licoli: ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia.

Ricordate il panettone che può collegare il mondo, quello che mi ha insegnato a convertire un pò della mia Pasta Madre in “Licoli”?

Beh, quel licoli si è diviso in 3 ed è andato a spasso per l’Italia, a Bari ha trovato la sua sistemazione ideale e continua a produrre panini quotidianamente.

L’altra mattina all’alba qualcuno bussa alla porta..chi può essere a quest’ora mi sono chiesta..”sono io, licoli” Ohhhhhhhh bello de mamma, sei scappato da casa? No, i miei fratelli sono rimasti lì ma io avevo nostalgia di te :-) e ti ho portato anche qualche regalino, orecchiette fatte a mano una ad una, burrate..treccine freschissime di mozzarella ed un bacio da “lei”.

Come ho fatto:

il licoli era stato rinfrescato sabato sera, da me è arrivato il lunedì, ne ho prelevato 2 cucchiai, ho aggiunto 100 g. di farina tipo Manitoba, 100 g. di acqua, ho mescolato ed ho messo al caldino tutta la notte.

La mattina, ho aggiunto (senza pesare) farina, sale ed 1 cucchiaio di olio, avrei potuto aggiungere  acqua ed ancora farina per avere una maggior quantità ma lo faro la prossima volta.

Ho lasciato raddoppiare di volume, ho ricavato 4 panini da c.ca 90 g. l’uno, ho fatto con le forbici una croce e li ho messi a lievitare ancora.

Ho preriscaldato il forno a 200°C. e li ho cotti per c.ca 20 minuti.

Primo esperimento riuscito, “ello” lo ha gustato con del pecorino sardo stagionato, con della marmellata di pompelmo rosa (che poi ha mangiato anche col formaggio).

Io l’ho gustato semplicemente così.

Eccoli qua i miei panini “bruttarelli” ma tanto buoni :-)

Colgo l’occasione per presentarvi il regalo ce ho ricevuto per il contest “L’arte in cucina”, aspettavo l’occasione giusta, sapete che mi piace dedicare un post a chi mi ha omaggiato di qualcosa ;-) e questa mi sembra perfetta.

Questo coltello a forma di baguette, c’è anche una candela a forma di coppa di gelato ma quella la inaugurerò questa estate per una cenetta romantica in terrazza.

P.S.: il licoli è esclusiva della signora Anna del blog c’è di mezzo il mare (non vorrei mai ;-).