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Orecchiette, Cime di rapa, Formaggi Svizzeri: squadra che vince non si cambia…

orecchiette con patate al forno-001

Con questa ricetta non vorrei mai interferire con la tradizione pugliese che vuole le orecchiette senza formaggio… Semplicemente voglio unire in un post ingredienti importanti per me che hanno significati che attraversano la cucina e vanno dritti al mio cuore.

Chi mi conosce sa quanto mi manchi Maria e, come ho già scritto, non passa giorno in cui io non pensi a lei.

Per fortuna sono rimasta in contatto con sua figlia e suo marito che, lo sapete già, porta frutta e verdura dalla Puglia ai mercati del nord, tra cui Trieste e Udine.

Non mi pesa alzarmi alle 4 del mattino e mettermi in macchina per andare al mercato a fargli un saluto e prendere le cose che mi porta.

L’ultima volta mi ha portato, oltre alle orecchiette, anche una cassetta di cime di rapa e così ho comperato il Raclette e Le Gruyere ed ho unito tutti questi ingredienti, come in un abbraccio,

in questa ricetta che parte sempre da una ricetta di Maria, la sua Pasta e patate al forno.

collage cannerozzetti Maria-001

Pasta e patate al forno di Maria

 L’ho fatta la sua versione originale con i cannarozzetti, il formato di pasta che lei prediligeva; sua figlia mi ha detto: lei adoperava soltanto quel formato, senza quello non c’era la pasta e patate

Da noi non si trova quel formato e quel pacco che vedete nel collage viene direttamente da casa sua…

Al posto dell’emmenthal avevo adoperato lo Sbrinz e le Gruyere che mi erano avanz ati dal contest.

Non ve l’ho mai raccontato ma ello l’ha tanto gradita che, boccone dopo boccone, al sicuro dai miei rimproveri perchè intenta a guardare Masterchef, ha mangiato tutto il contenuto della pirofila, ad un certo punto mi ha sussurrato, con un fil di voce, vado a letto e, con un passo incerto si è avviato verso la zona notte.

orecchiette con patate da infornare-001
La quantità di ingredienti è a piacere, questa è una pasta che, se avanza, si può mangiare anche il giorno dopo, quindi non sarò precisa.Ingredienti:

  • orecchiette fresche (o secche se le adoperate), cime di rapa,
  • patate, scalogno,
  • formaggio Raclette per l’interno e le Gruyere anche per la gratinatura, pane grattugiato,
  • olio evo,
  • peperoncino in polvere, sale.

Come fare:

in un tegame con un filo d’ olio extravergine di oliva far rosolare le patate tagliate a cubetti, assieme allo scalogno tritato, unire le cimette di rapa spezzettate e far insaporire bene,  coprire con acqua o brodo vegetale.

Quando le patate saranno quasi cotte spegnere il gas, nel frattempo cuocere la pasta lasciandola  indietro di cottura, mescolare e aggiungere i formaggi.

Versare in una pirofola appena unta e cospargere il tutto con il formaggio mescolato  al  pane grattuggiato e infornare a 180° per 15 minuti e altri 5 minuti funzione grill.

Di seguito la versione con salsiccia.

orecchiette cime rapa salsiccia-001


Pasta e patate al forno di Maria…

Ziti Maria

Sformato di ziti (Foto di Maria)

Oggetto: ricetta
Da: maria61m@………
A: “accantoalcamino@libero.it”<accantoalcamino@libero.it>
Data: 27/07/2012 14:36

Come promesso,ecco la ricetta di pasta e patate.

In un tegame un giro di olio,scalogno tritato foglia di alloro e patate a cubetti,si fa soffriggere dolcemente io aggiungo un pò di vino bianco e quando è evaporato aggiungo acqua fino a coprire le patate (se si vuole si può mettere un pò di concentrato di pomodoro oppure dei pomodorini a soffriggere con le patate).
Quando le patate sono quasi cotte spegnere il gas e aggiungere abbondante origano e pepe,intanto cuocere la pasts lasciandola sempre indietro di cottura,mescolare il tutto.aggiungere o mozzarella oppure altro formaggio (oggi ho usato un pò di emmenthal che avevo ib frigo) volendo un pò di spek o altro salume,ma va bene anche senza,versare in una pirofola appena unta e cospargere il tutto con grana mescolato a pane grattuggiato e infornare.

A noi è piaciuta tanto. Ciao :-)

Cielo nuvola cuore-001

Cielo di ieri pomeriggio, non vi sembra di vedere un piccolo cuore in basso, vicino alla firma?

Ho bisogno di ricordarla ancora una volta pubblicamente poi me la terrò stretta nel cuore…

La voglio ricordare con una sua ricetta, pubblico la mail così come l’ha scritta lei, in luglio, nel momento di ripresa poi, giorno dopo giorno la vita le è scivolata via.

L’ho sentita l’ultima volta giovedì, un fil di voce: mi sento tanto debole… uno strazio.

Sarà proprio perchè, partendo dalla famiglia che non ho avuto, dai legami che, per un motivo o per l’altro sono sempre naufragati, spesso per colpa mia (ma non sempre), forse proprio per la paura dell’abbandono che mi accompagna, oggi provo un dolore così grande mai provato prima che mi trova impreparata.

Non sono preparata a pensare che non vedrò e non sentirò più una persona che ho amato così tanto, sarà difficile, anche perchè i nostri rapporti non si limitavano ai commenti sul blog o la telefonata ma c’era molto di più, a casa ho tante cose che mi mandava e che mi parlano di lei, sarà dura… Davvero.

Anche con lei ho fatto qualche capriccio ma lei, con la dolcezza di sempre mi faceva una risata al telefono e svaniva tutto, “i problemi sono altri” mi diceva… Ed aveva ragione.

É stata una delle prime persone a seguire il mio nuovo blog nel gennaio 2010 e non mi ha mai lasciata… Fino domenica mattina…


Lasagne (o Pasticcio) con quel che resta della polenta…dalla Puglia con amore.

Lasagne di polenta con besciamella alla zucca.

Ore 4 e 30, l’alba è ancora intrappolata nella buia rete della notte…il trillo del telefono rompe il silenzio, un sussulto:

si?

Sono io, ho la “merce”…

Arrivo…

Sono stanca, temendo di non svegliarmi ho dormito poco, sono emozionata e agitata…quella è “merce” che scotta…

Metto in moto la macchina,  le maglie della buia rete della notte si allargano davanti a me per poi richiudersi al mio passaggio.

Ecco, lo vedo, è laggiù, scendo furtiva dall’auto, mi guardo attorno, via Libera… è arrivato il momento:

ecco la “merce”…

Ecco la mia, mettila in un posto sicuro, potrebbe far gola a qualcuno…

Appena fatto lo scambio ci salutiamo , neanche il tempo per un caffè (il bar è chiuso ;-) ) e riparto…vorrei guardare nel pacco ma non c’è tempo, mi fido e lui deve fidarsi di me, se non dovesse “filare liscio” so dove trovarlo.

La buia  rete della notte si apre e si richiude al mio passaggio..arrivo a casa, apro… c’è tutto: “Orecchiette” e “Caciocavallo”, ora tutto “filerà” liscio ;-)

Cliccando sulla foto un pò di notizie sul Caciocavallo.

Finalmente ho potuto realizzare la ricetta che avevo in serbo da un pò, aspettavo la “merce”, ed è arrivata, dalla Puglia con furore e….dalla Carnia col trattore ha aggiunto “ello” in un raro momento di “spiritosaggine”quando, mentre stava mangiando le orecchiette gli ho fatto notare che quello che aveva nel piatto arrivava dalla Puglia, direttamente per lui, con amore :-D

É il regalo di Maria, le sue orecchiette erano già comparse sulla mia tavola ma il caciocavallo no, mai, quello che mi ha mandato è quello “dolce” e mi ha conquistata al primo assaggio, mi piace la sua storia e linkando sulla foto troverete qualche informazione.

Domenica sera avevo fatto la polenta, rigorosamente con la MDP come sempre da quando Francesco 330 me l’ha fatta conoscere nel 2009, Francesco è un esperto conoscitore della MDP e se andate nel suo blog troverete molte ricette facili da replicare e di sicura riuscita.

La prima volta che feci la polenta con la MDP non dissi nulla a “ello” (lui è per metà carnico ;-) ) e dopo i suoi complimenti “confessai”, fino ad allora, ripeto, mescolavo per 40 minuti ;-)

Con gli “avanzi” si possono fare un sacco di cose, alla fine del post vi lascerò qualche idea.

Anche la besciamella, che prima evitavo perchè i grumi non mi davano tregua ora, con Questa fatta al microonde (anche quella del 2009, che fosse l’anno dei “geni”? ;-) ), per me è diventata un gioco, io non adopero grassi, soltanto latte (di soia) e farina (di riso), alla fine aggiungo qualche verdura ecc. a seconda della ricetta che desidero fare.

Lasagna di polenta da infornare.

Per questa “lasagna” che, come molte delle mie preparazioni nascono per “esigenze di copione” ho adoperato la polpa di zucca che avevo congelato e la polvere di porcini che faccio con i porcini secchi nel macinino da caffè, è comodissima da adoperare, ne basta un pizzico per profumare ed insaporire una pietanza.

Ingredienti per una cocottina 10×10, (è preferibile fare delle mono-porzioni):

  • 4 quadrati di polenta 10×10,
  • funghi porcini o altri a piacere,
  • polpa di zucca cotta,
  • polvere di funghi porcini,
  • caciocavallo grattugiato.

Per la besciamella:

  • 30 g. di farina di riso,
  • 200 ml di latte di soia naturale (senza aromi né zuccheri aggiunti),
  • sale.

Come fare:

se l’avete in programma, appena la polenta è pronta prelevarne una parte, lasciarla intiepidire, stenderla con una spatola su carta forno e lasciarla rapprendere, ritagliarne dei quadrati 10×10.

Per la besciamella seguire le  Sue indicazioni, io, ottenuta la densità desiderata (2 cotture di 3+3) ho aggiunto la polpa di zucca e la polvere di porcini, ho controllato la sapidità e ne ho messa un pò sul fondo della cocottina, ho adagiato la lasagna di polenta, altra besciamella, ho aggiunto i porcini tagliuzzati con le forbici (Nigella docet) ed il caciocavallo grattugiato, lasagna, besciamella e via di seguito per 4 strati terminando con besciamella e porcini.

Ho chiuso la cocottina ed infornato a 200°C. per 1/4 d’ora, ho tolto il coperchio, aggiunto il caciocavallo grattugiato e fatto gratinare fino a scioglimento del formaggio evitando la crosticina.

Buona giornata.

Come promesso, altre idee con la polenta MDP:

   


Riciclare le tagliatelle in un’Italia sottosopra,

3 febbraio 2012 dalla mia terrazza

Catena Musi cime innevate e Monte Chiampon “pulito”.

Tramonto 3 febbraio 2012 dalla mia terrazza

Queste sono le foto che ho fatto ieri dalle mie terrazze e non sono certo come le immagini che ho visto in televisione, è proprio vero che la natura si è “ribaltata” e come sempre nella nostra meravigliosa Italia quello che da altre parti è semplice emergenza di stagione qui diventa “catastrofe”, un Paese bloccato, continuamente, da scioperi, da “lavori in corso”, da alluvioni, da terremoti, ogni evento naturale trova tutti impreparati e mette sempre a dura prova la pazienza degli italiani che, a detta dei “saputelli”, “non sono una razza”,però nessun popolo ha tanta pazienza e capacità di sopportazione, neanche il sale, dico, neanche il  sale sono stati capaci di “posizionare” per tempo.

Il verbo “prevenire” non compare nel dizionario dei nostri “amati governanti”, che filosofeggiano sulla “monotonia”, sulla nostra “incapacità di accettare i cambiamenti”, quando ogni giorno siamo “costretti” a cambiamenti di ogni genere e certamente non ci annoiamo.

Che bello dare consigli e fare programmi avvolti in un caldo piumino, seduti su una comoda poltrona con il riscaldamento pagato dai “poveri diavoli”, permettendo, senza muovere un dito, che persone avvolte nei cartoni muoiano per strada…

Questo è un piccolo sfogo di una “casalinga” semplice e con le normali facoltà d’intendere e di volere, prendetelo così…ecco qui sotto una “soluzione” per l’emergenza ghiaccio in Austria, quando si dice l’organizzazione…

Distributori ghiaia per emergenza ghiaccio posizionati sui marciapiedi di Villaco (Austria).

7 cose di me, ci provo, voglio scrivere quello che mi emoziona, mi piace vivere intensamente tutto, da quando apro gli occhi al mattino a quando li chiudo la sera:

  1. amo il borbottio della caffettiera ed il profumo del caffè che avvolge la casa all’alba;
  2. amo prendere in braccio Perla, baciarla ed osservare i suoi occhi color del cielo e dell’acqua;
  3. amo, all’alba osservare la natura che cambia di giorno in giorno secondo la stagione;
  4. amo osservare di nascosto gli uccellini che mangiano le briciole che butto sul tetto;
  5. amo scoprire che sta arrivando la primavera dal cinguettio degli uccellini sulla mia ringhiera;
  6. amo il profumo del bucato steso al sole e al vento;
  7. amo osservare il mio viso invecchiato dal tempo e dalla vita e vedermi comunque “bella”…

Amo tante altre cose, amo molto la solitudine, quella fisica s’intende, quell’altra l’ho provata proprio qui, nel web, stranamente così “popoloso” ma spesso arido e insensibile…ma ora mi sono “fatta le ossa” e ho fatto tesoro dell’esperienze.

Mi piace anche riciclare il cibo, vestirlo di nuovo, trasformarlo, MAI buttarlo.

Anche per un’amante della pasta come me, le tagliatelle ottenute da 500 g. di farina sono troppe e, concedendomi lo “strappo” con quelle al caffè (che vi consiglio vivamente), le altre le ho riunite in una terrina, le ho “unte” per non farle attaccare ed ho pensato di “pasticciarle” con una besciamella al porro e della pasta di salame (ello me la porta puntualmente a casa :-( )

Besciamella al porro.

La besciamella al porro l’ho ottenuta semplicemente con latte di soia, farina, il tutto nel microonde come Qui, io non ho aggiunto altro al latte e farina considerando che avrei aggiunto il porro brasato e frullato e la pasta di salame sgrassata anche questa in microonde, risciacquata (si, l’ho risciacquata per renderla meno “innoqua”..ello non lo sa ;-) )

L’idea di “condire” la besciamella non è mia, ho visto già qualcosa in giro, certo che è una splendida soluzione per condire senza peccato una lasagna e quant’altro, broccoli, cavoli, verze, carote, barbabietole, zucca e chi più ne ha più ne metta…

Bene, dopo aver mescolato nella terrina gli ingredienti ho fatto uno strato in una pirofila, ho messo qualche fiocchetto di burro di soia (potete usare quello normale) e del parmigiano grattugiato, non molto, ho fatto un altro strato, altri fiocchetti altro parmigiano ed ho infornato a 200°C. per c.ca 15 minuti, altri 3/4 minuti con funzione grill.

Che dire? Se avessi avuto 3 teglie “ello” le avrebbe mangiate tutte :-D

Per oggi è tutto, vi ho sommerso con fotografie, considerazioni, con le mie emozioni e con le mie tagliatelle, penso davvero che possa bastare..fino alla prossima settimana ;-)

Ah no, non ancora, con gli “avanzi” di porro e pasta di salame ho farcito una torta salata, fatta al solito, con panna di soia e uovo, bye :-D


Quando mi fai le lasagne col granchio?

Oggi, ormai gliel’ho promesso e queste lasagne col granchio le devo proprio fare, non che sia un castigo, anzi, credo siano le lasagne più buone che abbia mai mangiato.

Nel condimento c’è anche il pesto e per questo motivo ho avuto una “discussione” con un forumista/purista che era rimasto innorridito dall’abbinamento, ma io continuo ad andare per la mia strada: la strada del “granchio-pesto forever” (non è un segreto che il pesto lo metterei dappertutto :-) )

Trovo che queste lasagne siano perfette per la “tavola delle feste”, semplici da fare, pochi ingredienti, non richiedono una lunga cottura in forno ma soltanto una “riscaldata” a 200°C. per 5 minuti direttamente nel piatto che verrà servito in tavola, “Figurone” garantito :-)

In queste foto c’è anche la versione in una piccola pirofila, quella originale con la pasta quadrata e l’ultima con la pasta rotonda, la pasta è  fatta da me con l’aggiunta di basilico tritato ma nulla vieta, per comodità, di usare la pasta  pronta, eviterei quella che “sa troppo di uovo”, bell’ impatto visivo con la pasta verde, ma ora andiamo in cucina:

Ingredienti per la pasta (io l’ho fatta così):

  • 200 g di farina 00 (la marca che vi piace):
  • 1 uovo + 1 tuorlo,
  • 2 gusci d’acqua,
  • 1/2 guscio d’olio evo,
  • basilico tritato.

Come fare la pasta:

io metto tutti gli ingredienti nel robot da cucina, voi potete fare la pasta nella vostra maniera.

Avvolgere la pasta nella pellicola e lasciarla riposare minimo 1/2 ora.

Stenderla con la “Nonna Papera”, e “tirarla” fino alla penultima tacca.

Tagliare dei quadrati di 10 cm di lato, cuocere in acqua bollente salata, scolare e mettere da parte ungendola leggermente affinchè non si attacchi.

Ingredienti per il condimento, sapete che io litigo con le dosi perchè in queste preparazioni vado a occhio:

  • 3 scatole di polpa di granchio,
  • 1 scalogno,
  • 2 pomodori ramati senza semi e buccia (non usate la passata perchè il condimento non dev’essere colorato),
  • 50 g.basilico fresco,
  • 100 g. pesto alla genovese ,
  • olio evo,
  • peperoncino,
  • sale,
  • 100/150 ml. di panna fresca da montare.

Come fare:

tritare lo scalogno in olio evo, aggiungere i pomodori a dadini, senza semi e senza buccia (per toglierla fare il taglio a croce e sbollentarli un attimo), poco peperoncino sevi va, unire la polpa di granchio e cuocere per 5 minuti.

Versare in un colino per eliminare il liquido in eccesso.

Rimettere sul fuoco, aggiungere il basilico tritato, far insaporire ed infine unire il pesto, mescolare, aggiustare di sale e lasciare sul fuoco ancora 5 minuti.

Assemblare il piatto:

in un pentolino far ridurre la panna e versarne qualche goccia al centro del piatto e un pò di pesto, mettere il quadrato di pasta, il condimento e continuare così per 4 strati, terminare con il sugo di granchio, la panna e sopra un pò di pesto.

Poco prima di servire infornare a 200° C: per 5 minuti.

Ecco la versione rotonda, bella “pienotta” come piace a me :-)

Le foto sono del 2009, ultima volta che ho preparato queste splendide lasagne :-)

Buon fine settimana a tutte/i…


Crespelle e Pasticcio agli asparagi di Tiziana.

Tiziana, ricordate questa ricetta? Beh, proprio lei, riporto la sua ricetta, le mie varianti, tra parentesi in corsivo.

Per 12 crespelle:

  • 120 g di farina (farina di grano saraceno),
  • 3 uova,
  • 250 cc di acqua minerale frizzante,
  • 1 pizzico di sale.

Per il ripieno:

  • 1kg. asparagi bianchi, vanno benissimo anche i verdi (verdi),
  • 1 cipolla piccola,
  • sale,
  • pepe,
  • olio evo.

Come fare:

pulire e pelare gli asparagi,tagliarli a pezzetti mettendo da parte le punte.

Tritare finemente la cipolla, unirla agli asparagi, l’olio e saltare il tutto in padella, a metà cottura aggiungere le punte (se si mettono prima si spappolano) e ultimare aggiungendo sale e pepe.

Far raffreddare il composto e quindi farcire le crespelle, piegarle a fazzoletto e disporle in una pirofila imburrata.

(Ho arrotolato le crespelle, decorate con gli asparagi e coperti con la besciamella di soia e parmigiano).

In questo periodo io uso gli asparagi in tutti i modi, perciò quando li  lesso, conservo l’acqua di cottura con la quale poi faccio la besciamella per coprire le crespelle, grattugio sopra del parmigiano e le passo in forno per gratinare.

Con gli stessi ingredienti faccio anche il pasticcio, aggiungendo però del fontina a dadini fra uno strato e l’altro di asparagi.

Ho riportato fedelmente la sua ricetta, io ho usato il latte di soia per la besciamella omettendo il burro.

Per il pasticcio ho usato le lasagne verdi senza fontina ma abbondando col parmigiano  (per ello).

La mia piccola porzioncina l’ho farcita con il gorgonzola mascarponato.

Buona giornata.


Simili seconda parte e ricettina……

Aspettando il reportage fotografico con resoconto delle mie compagne di corso ieri, con ancora un po’ di nostalgia, ho pensato di mettere in pratica e condividere con voi qualche Simili-insegnamento e ho fatto la “sfoglina imbranata” per un po’.

Così ho preso la farina 0, le 2 uova che mi ha regalato il vicino….chissà perchè le galline “di casa” non fanno le uova della stessa misura :-( …….

Ho setacciato la farina e l’ho allargata formando un cerchio,   all’interno ho messo le uova ed ho incominciato a battere l’albume con la forchetta per renderlo permeabile alla farina.

Ho iniziato ad incorporare la farina un pò alla volta prendendola dall’interno del cerchio.

Quando l’uovo si è amalgamato alla farina, ho ripulito la forchetta, ho coperto con la farina ed ho iniziato a lavorare a mano.

Le sorelle insegnano alla fine, prima del riposo (coperto), di chiudere il “buco” e fare un bottone che, durante il riposo, dovrà rimanere sotto.

Quando la pasta si è riposata incominciare a stenderla…e qui iniziano i dolori!

Questa forma rotonda può, al massimo diventare ovale, non quadrata, triangolare, rettangolare o frastagliata come le coste della Cornovaglia, no, deve rimanere così e per rimanere così ci vuole l’esperienza delle “sfogline”, una grande spianatoia, un mattarello perfettamente diritto, non dev’esserci nessuna “luce” tra lui e la tavola.

La sfoglia vi farà capire dove vuole andare e non tollera pressioni in verticale e desidera essere accarezzata a lungo e girata, non ama le “pinces” ed una cosa che la fa andare in bestia è essere “spinta” con forza nella macchina, saltando le varie tacche, non parliamo poi se la macchina è elettrica.

Insomma la sfoglia vuole essere trattata bene sennò s’intristisce, si chiude in se stessa e si lascia mangiare malvolentieri non dando il meglio di se.

Ecco, questo è quello che mi hanno trasmesso le Sorelle.

La tagliatella se è fatta con l’amore ed i tempi giusti è perfetta condita con solo burro e parmigiano..e per convincerci ci hanno anche offerto un assaggio.

Adesso..ricetta!!

Chiocciole al caprino con salsa al limone (buonissima!!)

Ingredienti per il ripieno:

  • 400 g di caprino,
  • 80 g di parmigiano,
  • 2 uova,
  • sale, pepe, noce moscata.

Per la sfoglia:

  • 300 g di farina 0,
  • 3 uova.

Per la salsa al limone:

  • 30 g di burro,
  • 250 g di panna fresca,
  • 4 limoni biologici, solo la parte gialla,
  • 2 cucchiai di succo di limone filtrato,
  • sale, pepe bianco, parmigiano.

Procedimento:

In una ciotola mescolare il caprino, unire il parmigiano e le uova.

Tirare la sfoglia e tagliare delle strisce di 30×6 cm.

Al centro delle strisce fare un cordone diripieno.

Raccogliere i lati lunghi ed unirli sopra, al centro, chiudendo perfettamente anche i lati.

Cuocere in acqua salata, scolare, immergere in una ciotola d’acqua fredda salata,

stendere su un canovaccio e far asciugare.

Mettere sul fondo di ogni ciotolina un paio di cucchiaiate di salsa, e disporre sopra le strisce arrotolate a chiocciola.

Versare sopra il resto della salsa e cospargere di parmigiano.

Infornare a 180°C per 10/15 minuti.

Per la salsa:

mettere in n tegame il burro e la panna e portare ad ebbollizione.

Salare, pepare, aggiungere il succo di limone e, per ultima, la scorza grattugiata.

Cuocere 2/3 minuti e togliere dal fuoco.

Volendo si possono cuocere le chiocciole tutte assieme in una teglia grande.

Questa è la ricetta originale, io ho voluto provare cn un ripieno al salmone trovto non ricordo dove, per cui non ho riempito troppo le strisce.

Ho fatto le strisce lunghe 24 cm (per problemi di “pentola”).

Per “legare” il ripieno ho usato una finta besciamella fatta al microonde con latte di soia e farina di riso (il mio lui non tollera il latte).

Le ho condite con il porro brasato ridotto in crema mescolato con la besciamella.

Essendomi avanzato il ripieno ho preparato una teglia di tofe (regalo della Voiello alla spaghettata di Milano) che ho messo in congelatore e che scalderò all’occorrenza.

A volte riesce difficile scrivere e descrivere le emozioni e le sensazioni.

Forse questo resoconto è stato deludente, però ho vissuto questo “incontro” in una maniera che mi è difficile esternare.

Mi ritengo fortunata ad aver conosciuto le Sorelle Simili, un esempio, oltre che di bravura, di grande umanità, semplicità, la loro serenità d’animo è contagiosa e, ho “letto tra le righe” una loro grande generosità a 360 gradi.

Altre persone al loro posto se “la tirerebbero”, sono rimasta stupita del fatto che ci hanno lasciato il numero di telefono nel caso avessimo bisogno di “chiarimenti”…..

Per questa splendida giornata devo ringraziare il mio lievito madre, è da lui che è partito tutto….è proprio vero: nulla succede per caso :-)

Vi auguro una splendida giornata, finalmente oggi c’è il sole e la malinconia lascerà posto alla serenità e mi condurrà verso….l’asse da stiro!!!! ;-)

Un abbraccio!