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Blecs di riso con pesto di piselli, porri e fiori di “Ononis spinosa”.

Blecs di riso con pesto di piselli, porri e fiori di “Ononis spinosa”♥

“La salute comincia a tavola”…credo sia giunto il momento di rispolverare questo vecchio proverbio e di iniziare a pensare a noi, alla nostra salute, sia fisica che mentale…già minate dalla vita di oggi, dalla mancanza di movimento, dai musi lunghi, dai fast food, dai 4 salti…clacson che suonano all’impazzata, indici alzati, fretta, intolleranza, rancore…

Ecco perchè è arrivato il momento di fare una scelta, scelta che inizia andando a cercare prodotti sani e genuini, spesso le scelte più difficili sono proprio quelle in cui devi eliminare qualcosa e paradossalmente mi accorgo che più diminuiscono i prodotti che desidero nel piatto  più esigente divento ed anche il trasgressivo quadretto di cioccolato dev’essere il migliore che c’è e possibilmente deve provenire dal commercio equo-solidale.

La cucina a questo punto diventa una  Scelta d’Amore, che per me è dettata non dallo stato di salute ma dalla necessità di volermi bene, di coccolarmi…quale coccola migliore di sedersi a tavola e trovarsi davanti un piatto con questi colori, con questa luce, ad ogni boccone senti di addentare la natura, di nutrirti di e con essa.

Io mastico molto lentamente, l’ho sempre fatto ed un piatto me lo godo fino alla fine.

Noi, che scriviamo e leggiamo qui, non mangiamo per fame, noi donne che cuciniamo abbiamo il coltello dalla parte del manico, usiamolo per dare un taglio alle cattive abitudini di chi si siede a tavola con noi, anche imbrogliando  (come faccio io ;-) ), e la Scelta d’Amore sarà fatta.

Ecco, questo è il mio pensiero, ci sono cibi che ci aiutano a stare bene e non solo perchè alla fine, mangiare sano ed in modo naturale diventa uno stile di vita che nel tempo modifica anche certi nostri comportamenti e ci insegna a godere delle piccole cose che ogni giorno ci offre la vita al nostro fortunato risveglio.

Volevo iniziare con le fave che non ho mai adoperato ma ieri non le ho trovate e così ho comperato i piselli ed ho sostituito il sapore delle fave decorando il piatto con i fiori della Ononis Spinosa  che hanno quel sapore ;-)

Una semplice pasta di riso condita con un pesto di piselli e porro, rotelline di porro stufate, olio extravergine di oliva ed i fiori.

Ingredienti per 1 persona (le quantità a vostra discrezione):

  • 50 g. di “blecs” di riso,
  • piselli sbollentati,
  • rondelle di porro,
  • 1 piccolo spicchio d’aglio,
  • olio evo,
  • sale,
  • fiori di Ononis Spinosa.

Come fare:

sbollentare  piselli in acqua salata e metterli in acqua fredda per conservarne il colore, stufare le rondelline di porro in olio evo e acqua di cottura dei piselli, preparare un “pesto” con i piselli, le rondelle di porro, l’aglio senz’ anima, sale ed olio evo.

Scolare la pasta e condirla col pesto ottenuto, decorare con piselli, rondelline di porro ed i fiori, volutamente non ho aggiunto né parmigiano né la sua sostituzione vegana  con fiocchi di lievito e semi di zucca ma voi potete farlo, se vi va :-)


Riciclare le tagliatelle in un’Italia sottosopra,

3 febbraio 2012 dalla mia terrazza

Catena Musi cime innevate e Monte Chiampon “pulito”.

Tramonto 3 febbraio 2012 dalla mia terrazza

Queste sono le foto che ho fatto ieri dalle mie terrazze e non sono certo come le immagini che ho visto in televisione, è proprio vero che la natura si è “ribaltata” e come sempre nella nostra meravigliosa Italia quello che da altre parti è semplice emergenza di stagione qui diventa “catastrofe”, un Paese bloccato, continuamente, da scioperi, da “lavori in corso”, da alluvioni, da terremoti, ogni evento naturale trova tutti impreparati e mette sempre a dura prova la pazienza degli italiani che, a detta dei “saputelli”, “non sono una razza”,però nessun popolo ha tanta pazienza e capacità di sopportazione, neanche il sale, dico, neanche il  sale sono stati capaci di “posizionare” per tempo.

Il verbo “prevenire” non compare nel dizionario dei nostri “amati governanti”, che filosofeggiano sulla “monotonia”, sulla nostra “incapacità di accettare i cambiamenti”, quando ogni giorno siamo “costretti” a cambiamenti di ogni genere e certamente non ci annoiamo.

Che bello dare consigli e fare programmi avvolti in un caldo piumino, seduti su una comoda poltrona con il riscaldamento pagato dai “poveri diavoli”, permettendo, senza muovere un dito, che persone avvolte nei cartoni muoiano per strada…

Questo è un piccolo sfogo di una “casalinga” semplice e con le normali facoltà d’intendere e di volere, prendetelo così…ecco qui sotto una “soluzione” per l’emergenza ghiaccio in Austria, quando si dice l’organizzazione…

Distributori ghiaia per emergenza ghiaccio posizionati sui marciapiedi di Villaco (Austria).

7 cose di me, ci provo, voglio scrivere quello che mi emoziona, mi piace vivere intensamente tutto, da quando apro gli occhi al mattino a quando li chiudo la sera:

  1. amo il borbottio della caffettiera ed il profumo del caffè che avvolge la casa all’alba;
  2. amo prendere in braccio Perla, baciarla ed osservare i suoi occhi color del cielo e dell’acqua;
  3. amo, all’alba osservare la natura che cambia di giorno in giorno secondo la stagione;
  4. amo osservare di nascosto gli uccellini che mangiano le briciole che butto sul tetto;
  5. amo scoprire che sta arrivando la primavera dal cinguettio degli uccellini sulla mia ringhiera;
  6. amo il profumo del bucato steso al sole e al vento;
  7. amo osservare il mio viso invecchiato dal tempo e dalla vita e vedermi comunque “bella”…

Amo tante altre cose, amo molto la solitudine, quella fisica s’intende, quell’altra l’ho provata proprio qui, nel web, stranamente così “popoloso” ma spesso arido e insensibile…ma ora mi sono “fatta le ossa” e ho fatto tesoro dell’esperienze.

Mi piace anche riciclare il cibo, vestirlo di nuovo, trasformarlo, MAI buttarlo.

Anche per un’amante della pasta come me, le tagliatelle ottenute da 500 g. di farina sono troppe e, concedendomi lo “strappo” con quelle al caffè (che vi consiglio vivamente), le altre le ho riunite in una terrina, le ho “unte” per non farle attaccare ed ho pensato di “pasticciarle” con una besciamella al porro e della pasta di salame (ello me la porta puntualmente a casa :-( )

Besciamella al porro.

La besciamella al porro l’ho ottenuta semplicemente con latte di soia, farina, il tutto nel microonde come Qui, io non ho aggiunto altro al latte e farina considerando che avrei aggiunto il porro brasato e frullato e la pasta di salame sgrassata anche questa in microonde, risciacquata (si, l’ho risciacquata per renderla meno “innoqua”..ello non lo sa ;-) )

L’idea di “condire” la besciamella non è mia, ho visto già qualcosa in giro, certo che è una splendida soluzione per condire senza peccato una lasagna e quant’altro, broccoli, cavoli, verze, carote, barbabietole, zucca e chi più ne ha più ne metta…

Bene, dopo aver mescolato nella terrina gli ingredienti ho fatto uno strato in una pirofila, ho messo qualche fiocchetto di burro di soia (potete usare quello normale) e del parmigiano grattugiato, non molto, ho fatto un altro strato, altri fiocchetti altro parmigiano ed ho infornato a 200°C. per c.ca 15 minuti, altri 3/4 minuti con funzione grill.

Che dire? Se avessi avuto 3 teglie “ello” le avrebbe mangiate tutte :-D

Per oggi è tutto, vi ho sommerso con fotografie, considerazioni, con le mie emozioni e con le mie tagliatelle, penso davvero che possa bastare..fino alla prossima settimana ;-)

Ah no, non ancora, con gli “avanzi” di porro e pasta di salame ho farcito una torta salata, fatta al solito, con panna di soia e uovo, bye :-D


Anin a nolis (Andiamo a noccioline)

 
Anin a nolis                                                                         Andiamo a noccioline
in montagne,                                                                      in montagna,
anin insieme                                                                       andiamo insieme
col profum dal bosc                                                         nel profumo del bosco
dal ciclamin,                                                                       del ciclamino,
dal pez, dal cil,                                                                   dell’abete, del cielo,
lassù, in cime,                                                                     lassù in cima,
tun tuf di paradis.                                                             in un tuffo di paradiso.
 
Tocjâ il soreli                                                                      Toccare il sole
tocja il Signôr,                                                                    toccare il Signore,
distirâsi par tiare                                                              distendersi a terra,                                                 
in jarbe musulite,                                                              sull’erba soffice,
e scoltâ il cidìn                                                                   ascoltare il silenzio
tun respîr di pâs:                                                               nel respiro della pace
tante pâs,                                                                              tanta pace,
nome pâs                                                                               solo pace
ch’a muart il cûr.                                                               che morde il cuore
 

Questa è una poesia di Luigi Bevilacqua, un collega del papà di ello che, andato in pensione, ha iniziato a scrivere poesie “Per regalare emozioni” spiega nella “conclusione” di questo libricino La cjampane dal mont.

L’ho trovato ieri nella libreria di ello mentre riordinavo un pò e, con quella malinconia che solitamente mi avvolge come un caldo, soffice scialle, l’ho sfogliato e mi sono soffermata su questa poesia.

Una coincidenza dopo il post per Paola, ripeto era soltanto una conoscenza virtuale, saltuaria ed all’apparenza  superficiale ma ci sono persone che lasciano un segno e lei l’ha lasciato.

Beh, siamo soliti a dire, quando una persona muore: era una brava persona, era una persona buona.

Un giorno, con Annina la vicina, durante la nostra passeggiata, abbiamo parlato proprio di questo e lei, che è una persona “pratica” e dice  sempre le cose come stanno mi ha detto: se ci fai caso muoiono soltanto i buoni, vorrei sapere dove seppelliscono i cattivi.

Già, è vero, è come se i sensi di colpa attanagliassero le persone che fino al giorno prima sono state non proprio “magnanime” con lo sfortunato e sapendo che ormai non potranno essere smentite, si sciolgono in lacrime…

É un pò come per il comandante schettino (rigorosamente minuscolo), prima tutti contro, ora leggo molto la frase “non me la sento di accusare una persona soltanto” ecc, frase pronunciata spesso da chi non si tira indietro quando c’è d’attaccare qualcuno, ma questo è l’essere umano.

Io non ne volevo parlare però per me, e qui lo dico e qui lo confermo, senza falsi buonismi e moralismi, deve finire in galera e rimanerci…punto!!!

Vedete un pò come scorrono i pensieri? Indipendenti,  s’incrociano, fanno qualche passo assieme e poi si lasciano per incontrarne altri.

Ieri, mentre ero assorta nel mio silenzio mi sono resa conto che per me la malinconia è serenità, io che solitamente sono “agitata, impulsiva, “istintiva” (vero dada :-P ) quando sono malinconica mi sento tranquilla, riflessiva, mi piaccio…beh, era ora no?

Vi lascio così, tra un pensiero e l’altro, sconclusionato o meno non importa, vi auguro una serena domenica, domani cucinerò ma ora…. vado a noccioline :-)

P.S.: se notate le vocali nella lingua friulana hanno l’accento circonflesso, queste vocali si pronunciano allungandole, esempio: Tocjâ si pronuncia tocjaa…beh, detto da una Triestina fa quasi ridere :-D


Buona Fine e Buon Principio…ed io? Io speriamo che me la cavo…con i miei primi biscotti senza glutine…

Li ho voluti fortemente, non ho lasciato nulla al caso, c’è anche la spiga sul pacco di farina di grano saraceno che ho adoperato al posto di quella normale.

Una scoperta, biscotti veloci da fare e perfetti da regalare, li alternerò agli ormai famosi biscotti alle mandorle di Nigella che hanno stregato le mie amiche e non solo.

Questi li ho fatti con le arachidi che, si sa, finiti pranzi e cenoni fanno bella mostra di se nei cestini e la sera, davanti alla tv, uno dietro l’altro si sgranocchiano trasformando il divano, come mi dice “ello”, in una “porcilaia :-D

Lo zucchero muscovado ha regalato loro un profumo irresistibile, il burro di soia mi ha sollevata dai sensi di colpa, hanno la consistenza dei “sablè”, irresistibili.

Chi, come ello (per fortuna) non ama le arachidi li può replicare con le noci, mandorle e nocciole, il risultato sarà senz’altro ottimo ma, credetemi, con le arachidi hanno una marcia in più.

Ingredienti per 31 biscottini:

  • 300 g. di farina di grano saraceno (con spiga sul pacco),
  • 150 g. di zucchero muscovado (equosolidale),
  • 150 g. di arachidi sgusciate e tritate grossolanamente,
  • 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale,
  • 150 g. di burro di soia che è già morbido (se usate quello normale fatelo ammorbidire),
  • 1 uovo,
  • 3 cucchiai di rum,
  • 1 pizzichino di sale,
  • zucchero a velo per spolverare (per la ricetta senza glutine macinate lo zucchero nel macinino da caffè, lo zucchero a velo confezionato, se non dichiarato “senza glutine” può contenere tracce di farina).

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

In una terrina setacciare la farina e mescolarla allo zucchero e le arachidi, fare la fontana ed inserire il burro e lavorare con le dita, aggiungere l’uovo (leggermente sbattuto), la vaniglia, il rum ed impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Formare delle palline (le mie 25 grammi) ed appoggiarle leggermente distanziate sulla teglia coperta con carta forno, appiattirle col dorso di una forchetta ed infornare per 20 minuti.

Ecco, tra poche ore mi chiuderò alle spalle la porta di questo 2011, prima di uscire lascerò sul tavolo una scatola, il cui contenuto lo svelerò nel primo post del 2012.

I miei Propositi? Non fare Propositi!!!

I miei Progetti? Carpe Diem!!!

Io…speriamo che me la cavo…

E, come si dice dalle mie parti: che Dio ne la mandi bona ;-)


La “Magia” del Natale…e un semifreddo all’improvviso…

Stranamente quest’anno, nonostante sia un anno mal-predisposto, mi sento inaspettatamente avvolta dalla magia del Natale.

Ho addobbato la casa con le luci che la sera creano davvero un’atmosfera rasserenante, l’ho profumata posizionando negli angoli delle arance decorate con i chiodi di garofano..(ello mi ha detto che le metterà in un grande pentolone di vino e farà un vin brulè…), ho appeso una decorazione anche sulla porta della palazzina e…udite, udite!!! La “svizzera”, si, proprio “lei” per la prima volta ha appeso una decorazione sulla sua porta quindi anche sul mio/nostro pianerottolo finalmente è Natale ;-)

Ho sempre odiato (è la parola giusta) il Natale e non è difficile immaginare il perchè…è una festa che fa sentire più solo chi è solo, non c’è da stupirsi se le cronache del “giorno dopo” sono piene di casi di suicidi avvenuti nella notte…

Per fortuna io, che sono sempre stata sola, ho avuto anche la fantasia d’inventarmi qualche diversivo, quando ancora gareggiavo ne approfittavo per fare gli allenamenti lunghi ed era una sensazione bellissima pedalare al centro della strada senza paura di venire travolta, erano tutti a pranzo ;-)

Quando non pedalavo andavo a sciare, fondo o discesa non importava e lì, tra il candore della neve, gli auguri fioccavano da tutte le parti, sulla seggiovia, nel rifugio, alla fine di una diagonale prima della curva, in una pista in mezzo al bosco: Auguri!!! Buon Natale, Buon Natale anche a lei, tutte le voci rompevano il silenzio ovattato, mentre il freddo colorava i nasoni (il mio compreso :-D ), tutti erano felici,tutti si volevano bene, un pò come succede nel web, ci si vuole tutti bene, siamo tutti belle persone poi..il giorno dopo non ci si vuole più bene e si è diventati di nuovo brutte persone..anche questa è la magia del Natale.

A volte, chi sapeva che ero sola, m’invitava a pranzo, invito che declinavo senza esitare proponendo una mia visita dopo, per un brindisi e per quattro chiacchiere informali.

Per me non c’era cosa più triste dell’invito a pranzo proprio quel giorno, oggi molte famiglie ospitano qualche persona sola, qualche anziano della casa di riposo, qualche senza tetto, qualche bambino dalla casa famiglia.

Ecco, in quel caso l’affetto ed il calore umano possono regalare ore liete a chi non ha nessuno e per chi l’alternativa non sarebbero certo una gita in bicicletta o una giornata sulla neve ma la compagnia di una bottiglia, di una sigaretta e ricordi…tanti ricordi…

Il Natale affina anche “l’arte del riciclo” e non soltanto il riciclo del cibo che, inevitabilmente (a noi) avanza, ma si riciclano i regali.

Pratica che io personalmente aborro, io amo i regali pensati ad personam, spesso reprimo l’espressione perplessa nel ritrovarmi in mano qualche regalo inadatto a me pensando che “basta il pensiero”, ma l’idea che mi venga regalato qualcosa di riciclato mi mette più tristezza del famoso invito a pranzo.

Però, aimeh, quest’anno anch’io sono costretta a riciclare, lo so che questo renderà felice i prescelti perchè avranno in dono 3 teglie (35×28) di torta caprese, 3 pani alla birra (1 l’ha mangiato ello), la cassa di cavolo nero l’ho già divisa con Solema.

Collage suonatore Villaco1-1

Collage suonatore Villaco-1

Vi auguro un sereno Natale, da soli o in compagnia ma che sia il Natale perfetto per ognuno di voi…

SORPRESA!!!

Ecco qui, arrivare la parte “dolce” del post, la parte golosa..una telefonata, l’invio delle foto, la ricetta detta a voce  ed ecco che Tiziana lascia alle lettrici del blog (e anche a me :-D ) questo semifreddo, semplice e d’effetto, ha scelto le formine monoporzione perchè avendo già il “mio” semifreddo ai marroni da affettare farà un piatto di assaggini golosi.

Ingredienti per 15 formine come da foto:

  • 500 g. di ricotta,
  • 2 dl di panna fresca da montare,
  • 100 g. di zucchero semolato (possibilmente quello finissimo),
  • 5 tuorli,
  • uvetta ammollata nel succo d’arancia (se voi  avete ospiti adulti va benissimo il rum),
  • pinoli,
  • la buccia di 1 arancia  e mezza (abbondate pure),
  • marmellata d’arancia per nappare.

Come fare:

setacciare bene la ricotta e lavorarla assieme alla scorza d’arancia, l’uvetta ed i pinoli.

Montare a bagno maria i tuorli con lo zucchero, far raffreddare, unire il composto di ricotta ed alla fine, delicatamente, la panna montata.

Rivestire le formine o, se preferite, uno stampo unico con la pellicola e riporre in freezer.

Prima del servizio riporre in frigorifero, se ci fosse difficoltà nello sformare immergere il fondo per qualche secondo in acqua bollente.

Sciogliere in un pentolino a fuoco bassissimo la marmellata e diluirla poi con il succo fresco o col rum se scegliete quello.

“Nappare” il piatto, appoggiare il semifreddo e…BUON NATALE e..GRAZIE TIZIANA!!

semifreddo ricottaTiziana-2

E con gli albumi che vi sono avanzati fate i biscottini di Nigella.


É Festa…

La ricetta la trovate qui

 


Correva l’anno………

…………….la città era in festa (cliccare sulla foto per i cenni storici), la gente si era riversata sulle strade e nelle piazze, senza conoscersi si abbracciava, l’atmosfera era gioiosa e..in un ospedale della città, forse incuriosita dal frastuono che le giungeva un pò ovattato una bella bambina decise che era giunto il momento di uscire e di lanciarsi anche lei in quella avventura che aveva sentito chiamarsi vita.

Ed è così che quel giovedì (proprio come oggi) io aprii gli occhietti (diciamo che aver immaginato un tot li avrei richiusi subito ;-) ) ma sono ancora qui e continuo a farmi domande, a guardarmi intorno, a fare e disfare, stupendomi nell’avere ancora i sogni, le emozioni di allora.

Ora che sono sulla via del tramonto mi guardo allo specchio ed il contrasto tra quello che vedo e quello che sento mi fa riflettere.

Desideri da bambina, sogni da bambina, spesso anche reazioni da bambina stridono con l’immagine riflessa…..ma non importa, mi metto le scarpe comode, accarezzo Perla ed esco, una passeggiata nei campi e torno come nuova ;-)

…non “così” nuova, questa è una foto di tanti anni fa quando ero un’atleta a tutti gli effetti,

Sono passata dallo sterrato ai fornelli, con lo stesso impegno, lo stesso impeto e lo stesso spirito ribelle…macchevedevodì? Io mi diverto da matti :-D

Ma che compleanno è senza la torta?

Questa è la torta che avevo fatto per la giornata della prevenzione ma, aimeh, in quei giorni ero via…

In pratica è questa, soltanto un pò modificata perchè la volevo rosa, anche se le barbabietole dopo la cottura hanno cambiato colore.

Ingredienti per uno stampo quadrato di 20×20:

  • 300 g di barbabietole precotte grattugiate  (si ricavano da una confezione da 500 g)
  • 100 g di farina di cocco,
  • 200 g di farina di nocciole (ottenuta tritando nocciole e zucchero),
  • 150 g di zucchero,
  • 3 uova,
  • 150 g di kefir,
  • 1/2 bustina di lievito in polvere,

Ingredienti per la glassa:

  • 125 g di cioccolato bianco da copertura,
  • 125 ml di panna fresca,
  • succo della barbabietola q.b. per colorare la glassa.

Ingredienti per la decorazione:

  • marzapane,
  • zucchero a velo,
  • succo barbabietola come colorante,
  • perline di zucchero argentate.

Come fare la torta:

pelare le barbabietole e grattugiarle, metterle in un colino e premere per far scolare il succo, tritare le nocciole assieme allo zucchero ed unirle alle barbabietole strizzate ulteriormente.

Aggiungere il cocco, le uova intere, il lievito, il kefir, versare il composto nello stampo.

Infornare a 160°C. per 10 minuti, alzare poi la temperatura a 180°C. per 40 minuti.

Far raffreddare sulla griglia.

Come fare la glassa:

scaldare a bagnomaria la panna e sciogliere il cioccolato mescolando (attenzione che l’acqua non bolla e che entri in contatto col composto), aggiungere il succo di barbabietola, amalgamare.

Togliere dal fuoco e quando la glassa avrà raggiunto la giusta consistenza versare sulla torta.

Come fare la decorazione:

Lavorare il marzapane con lo zucchero a velo come descritto sulla confezione, colorarlo con il succo e stenderlo col mattarello.

In questo caso ho ritagliato 2 strisce, ho formato il simbolo (potevo fare meglio ;-) ) della prevenzione ed ho bordato con un altra striscia più larga.

Ho decorato con le perline d’argento…..

Ed ora tutte/i accantoalcamino per un brindisi…io vi lascio, vado a fare l’ ‘iperventilazione per spegnere le candeline….. :-D

Questa mattina appena aperta la posta ho trovato questo, grazie Maria :-)