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Cozze di Orzotto con Sclopit e… Cozze.

Cozze di orzotto allo sclopit e.. Cozze.-001

Mentre l’Italia sfoglia margherite per scoprire se la primavera la ama ancora io, per simularla, sfoglio erbe di campo e…. Pulisco cozze.

Già, sono piaciuti così tanto i fusilli che le cozze sono diventate oggetto del desiderio quotidiano di ello e buona occasione per me di giocare un pò, come ai vecchi tempi.

Questa ricetta è un gioco, è un pò come la pasta degli gnocchi che mi dava la mamma affinchè creassi il mio piatto: ho prelevato prima della fine della cottura un pò di orzotto che ho fatto come sempre: rosolando le foglie di sclopit nell’olio evo con uno spicchio d’aglio vestito, ho unito l’orzo lavato e risottato aggiungendo, un pò alla volta, il liquido ottenuto dalla cottura delle cozze (copio/incollo).

Lavare bene i gusci delle cozze eliminando quelle rotte o aperte e metterle in una  pentola larga e capiente dove avremo riscaldato l’ olio EVO con l’ aglio vestito (volendo il prezzemolo ma non l’avevo), alzare la fiamma, coprire e scuotere di tanto in tanto.

Dopo pochi minuti le cozze si saranno aperte (quelle chiuse buttatele), estrarre i muscoli, metterli da parte e filtrare il liquido.

cozze n1-001

Ho continuato la cottura, omettendo l’aggiunta di sale in quanto il liquido delle cozze è naturalmente salato, alla fine ho aggiunto le cozze che non richiedono ulteriore cottura perchè tendono a diventare dure.

Detto questo arriviamo all’ impiattamento: tra le cozze ce n’era una enorme (vedi foto) e così ho pensato di adoperarla come stampino: ho inserito l’orzotto (senza cozze) nel guscio, l’ho richiuso, ho schiacciato bene, ripulito il bordo dall’eccesso di orzo e l’ho sformato, creando la cozza di orzotto.

Ovviamente questa presentazione non è indispensabile, può, semplicemente essere un’idea per un buffet, magari adoperando cozze più piccole da mangiare così, con le mani a mò di finger food.

L’assenza di burro consente di poterlo mangiare anche a temperatura ambiente, provate, se vi va.

Cozze di orzotto allo sclopit e.. Cozze.1-001

Queste cozze sono per Elena che, fino a domani sera ospita il whb, come sempre, da lei troverete le “istruzioni per l’uso”.

whb 382

La fondatrice di questa raccolta è Kalyn di Kalyn’s Kitchen mentre l’organizzatrice internazionale  è Haalo del blog Cook (almost) Anything At Least Once.
L’ organizzatrice della raccolta italiana è  Brii del blog Briggishome
campo di colza-001

Guardate che meraviglia questo campo di colza, la foto fa parte degli ultimi respiri della mia vecchia Lumix… Buon fine settimana.


Fusilli di sclopit e farina di kamut con le cozze: Mare e Campagna nel piatto.

fusilli sclopit cozze alto2-n 001

La mia Lumix sta per lasciarmi, dopo l’ultimo capitombolo si dev’essere rotto qualcosa ma, con un gesto di grande generosità, ieri mi ha regalato 2 foto, le uniche a fuoco, questa ed un’altra, di questa ricetta.

Ho perso più tempo a sistemare le foto ed  il collage del procedimento, che a fare la pasta, ma ne è valsa davvero la pena, provate se vi va, raccogliete lo sclopit, cuocetelo e riponetelo in congelatore, all’occorrenza potrete preparare una meravigliosa pasta verde che sa proprio di verde, come ha esclamato con entusiasmo la mia cavia/ello.

Chi frequenta questo blog conosce la mia passione per la natura e la gioia che provo in cucina a sperimentare e questa pasta è il mio nuovo orgoglio.

Perchè non fare la pasta adoperando lo sclopit come si fa con gli spinaci? E così, in velocità, sabato sono andata nei campi dietro casa e ne ho raccolto un pò, ma ora basta chiacchiere ed andiamo in cucina.

sclopit piatto verde n-001

Mi piace preparare la pasta con la farina di kamut, mi piace lavorarla, la sua consistenza ed il sapore, anche in questo caso si è comportata bene.

Ingredienti per la pasta allo sclopit:

  • 75 g. di foglie di scolpit sbollentate nella loro acqua, scolate e strizzate bene,
  • 125 g. di farina di kamut,
  • 1 albume,
  • 1 pizzico di sale affumicato.

Come fare la pasta allo sclopit (vedi collage):

io faccio gli impasti nel robot da cucina, sarò impopolare ma così mi avanza tempo per tornare nei campi…

Mettere la farina ed il sale nel robot da cucina ed azionarlo (intermittenza), aggiungere lo sclopit, azionarlo ancora ed aggiungere l’albume un pò alla volta, io faccio sempre così perchè dipende dalle uova.

Quando il composto si sarà “appallottolato”, avvolgerlo in una pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero.

Dopo qualche ora dividerlo in 2 parti e stenderlo con la nonna papera fino alla tacca 3, per i fusilli lo spessore dev’essere maggiore che per le tagliatelle.

Tagliare delle striscioline da 1 cm di larghezza e formare i fusilli, se avete il ferro apposito usatelo, va bene anche un ferro da calza, io ho adoperato uno stecco da spiedino, la lunghezza è a vostra discrezione.

Man mano che sono pronti metterli ad asciugare su un piatto infarinato e alla fine farli bollire in abbondante acqua salata.

collage fusilli sclopit

Il condimento a base di cozze:

semplicissimo il condimento, consiglio le cozze fresche che rilasciano un sughetto che profuma di mare.

Lavare bene i gusci delle cozze eliminando quelle rotte o aperte e metterle in una  pentola larga e capiente dove avremo riscaldato l’ olio EVO con l’ aglio vestito (volendo il prezzemolo ma non l’avevo), alzare la fiamma, coprire e scuotere di tanto in tanto.

Dopo pochi minuti le cozze si saranno aperte (quelle chiuse buttatele), estrarre i muscoli, metterli da parte e filtrare il liquido.

Ecco, il sughetto l’ho ottenuto mettendone 3 cucchiai in una padella assieme a qualche cozza ed ho saltato i fusilli, scolati bene al dente, assieme a qualche fogliolina di sclopit lessata in precedenza.

Se non avete tempo di fare i fusilli vanno benissimo anche le tagliatelle.

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Con questa ricetta partecipo al  contest  di Ambra.

Ho un bellissimo ricordo della Valle Varaita percorsa in MTB durante la mitica Tans Alp nei lontani anni 90, dove andrà il vincitore per una lezione privata ed esclusiva di cucina con le erbe (no show-cooking).

Un week end da sogno al Rifugio Meira Garneri in Valle Varaita gestito da Juri Chiotti giovane e promettente Chef piemontese (che diventi il nostro Renè Redzepi ;-) ?

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Tagliatelle al caffè con panna e zafferano e non solo.

Tagliatelle al caffè con panna e zafferano.

Le ho condite semplicemente con una riduzione di panna e zafferano dell’Aquila, gentile omaggio di Emanuela che ringrazio di cuore, ha avuto davvero un bellissimo pensiero.

Ingredienti:

  • 90 g. di farina 00,
  • 10 g. di caffè macinato,
  • 1 uovo intero + 1 cucchiaino di uovo sbattuto (il caffè ne ha assorbito di più,
  • pizzichino-ino di sale.

Come fare:

per la pasta procedete alla vostra maniera, per il condimento ho riscaldato la panna ed ho messo in fusione i pistilli, le ho trovate divine, temevo fossero amare invece no, il sentore di caffè unito allo zafferano è sublime, è nato un amore :-)

Tagliatelle alla curcuma su crema di cannellini e cappesante.

Ingredienti per la pasta:

  • 97 g. di farina 00,
  • 3 g. di curcuma in polvere,
  • 1 uovo,
  • pizzichino-ino di sale.
  • 1 cucchiaino di curcuma per colorare l’acqua di cottura.

Ingredienti per il condimento:

  • fagioli cannellini lessati o in scatola,
  • brodo vegetale dei cannellini sono in scatola,
  • cappesante,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe verde macinato.

Come fare:

per la pasta il solito procedimento, per il condimento, frullare i fagioli con poca acqua di cottura (se usate quelli in scatola risciacquateli ed aggiungete brodo vegetale), olio evo, sale, pepe.

In una padella antiaderente scottare le cappesante sopra e sotto.

Io ho impiattato così per far vedere le tagliatelle ma le cappesante si possono tagliare a metà, unirle alla crema di cannellini.

Tagliatelle al radicchio rosso tardivo di Treviso.

Ingredienti per la pasta:

  • 110 g. di farina 00,
  • 1 uovo,
  • 1 cucchiaio di succo di barbabietola,
  • 1 pizzichino-ino di sale.
  • 1 barbabietola per colorare l’acqua di cottura.

Ingredienti per il condimento:

  • radicchio tardivo di Treviso (solo la parte più colorata),
  • succo di barbabietola caldo,
  • olio evo caldo,
  • sale q.b.,
  • pepe verde macinato q.b.

Come fare:

per la pasta al solito, per il condimento scaldare il succo di barbabietola con l’olio evo (non far friggere) ed unirlo al radicchio, frullare e ridurre a crema, aggiustare di sale e pepe.

Il colore della pasta, nonostante la barbabietola è rimasto chiaro, volevo ottenere soltanto una tonalità tono su tono.

Tagliatelle al pomodoro e basilico.

Per me rimangono “le tagliatelle”, le preferisco a quelle al ragù e anche se l’ho messa per ultima è stata la prima (anche per una questione di colori), le tagliatelle sono venute un pò larghe, quasi quasi pappardelle :-(

Ingredienti per la pasta:

  • 80 g. di farina 00,
  • 20 g. di semola,
  • 1 uovo,
  • 1 pizzichino-ino di sale.

Ingredienti per il condimento:

  • passata di pomodoro,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • basilico.
  • olio evo,
  • sale,
  • peperoncino.

Come fare:

è un semplice sugo al pomodoro, ho messo in un tegame senza olio, il pomodoro, l’aglio, sale e peperoncino, ho cotto lentamente e fatto asciugare, ho tolto l’aglio e messo il basilico gli ultimi 5 minuti, ho aggiunto un filo d’olio a crudo, in questo caso ho messo il parmigiano.


Quando mi fai le lasagne col granchio?

Oggi, ormai gliel’ho promesso e queste lasagne col granchio le devo proprio fare, non che sia un castigo, anzi, credo siano le lasagne più buone che abbia mai mangiato.

Nel condimento c’è anche il pesto e per questo motivo ho avuto una “discussione” con un forumista/purista che era rimasto innorridito dall’abbinamento, ma io continuo ad andare per la mia strada: la strada del “granchio-pesto forever” (non è un segreto che il pesto lo metterei dappertutto :-) )

Trovo che queste lasagne siano perfette per la “tavola delle feste”, semplici da fare, pochi ingredienti, non richiedono una lunga cottura in forno ma soltanto una “riscaldata” a 200°C. per 5 minuti direttamente nel piatto che verrà servito in tavola, “Figurone” garantito :-)

In queste foto c’è anche la versione in una piccola pirofila, quella originale con la pasta quadrata e l’ultima con la pasta rotonda, la pasta è  fatta da me con l’aggiunta di basilico tritato ma nulla vieta, per comodità, di usare la pasta  pronta, eviterei quella che “sa troppo di uovo”, bell’ impatto visivo con la pasta verde, ma ora andiamo in cucina:

Ingredienti per la pasta (io l’ho fatta così):

  • 200 g di farina 00 (la marca che vi piace):
  • 1 uovo + 1 tuorlo,
  • 2 gusci d’acqua,
  • 1/2 guscio d’olio evo,
  • basilico tritato.

Come fare la pasta:

io metto tutti gli ingredienti nel robot da cucina, voi potete fare la pasta nella vostra maniera.

Avvolgere la pasta nella pellicola e lasciarla riposare minimo 1/2 ora.

Stenderla con la “Nonna Papera”, e “tirarla” fino alla penultima tacca.

Tagliare dei quadrati di 10 cm di lato, cuocere in acqua bollente salata, scolare e mettere da parte ungendola leggermente affinchè non si attacchi.

Ingredienti per il condimento, sapete che io litigo con le dosi perchè in queste preparazioni vado a occhio:

  • 3 scatole di polpa di granchio,
  • 1 scalogno,
  • 2 pomodori ramati senza semi e buccia (non usate la passata perchè il condimento non dev’essere colorato),
  • 50 g.basilico fresco,
  • 100 g. pesto alla genovese ,
  • olio evo,
  • peperoncino,
  • sale,
  • 100/150 ml. di panna fresca da montare.

Come fare:

tritare lo scalogno in olio evo, aggiungere i pomodori a dadini, senza semi e senza buccia (per toglierla fare il taglio a croce e sbollentarli un attimo), poco peperoncino sevi va, unire la polpa di granchio e cuocere per 5 minuti.

Versare in un colino per eliminare il liquido in eccesso.

Rimettere sul fuoco, aggiungere il basilico tritato, far insaporire ed infine unire il pesto, mescolare, aggiustare di sale e lasciare sul fuoco ancora 5 minuti.

Assemblare il piatto:

in un pentolino far ridurre la panna e versarne qualche goccia al centro del piatto e un pò di pesto, mettere il quadrato di pasta, il condimento e continuare così per 4 strati, terminare con il sugo di granchio, la panna e sopra un pò di pesto.

Poco prima di servire infornare a 200° C: per 5 minuti.

Ecco la versione rotonda, bella “pienotta” come piace a me :-)

Le foto sono del 2009, ultima volta che ho preparato queste splendide lasagne :-)

Buon fine settimana a tutte/i…


Carpaccio di trota affumicata e pesche nettarine, vermicelli di soia con salsa al basilico: la leggenda di Prinzessa Luzja e la Trota negata.

C’era una volta un drago che viveva in una grotta da qualche parte in Slovenia vicino al fiume Isonzo.

Stanco di stare da solo decise di uscire a cercar moglie, si fece “bello”, si lavò, si pettinò (era un drago con i capelli) ed uscì.

Camminò per molte ore e all’improvviso vide una fanciulla bellissima, i lineamenti delicati, i capelli così lunghi che le accarezzavano tutta la schiena, il passo lieve ed elegante.

Il cuore iniziò a battergli così forte nel petto che la fanciulla sentì, si voltò e quando lo vide cominciò ad urlare e scappò.

Lui, avvilito e triste, andò a trovare la sua amica strega che viveva “accantoalcamino”.

Cos’hai che sei così triste? E come mai non sei nella tua grotta?

Mi sento troppo solo e voglio trovar moglie.

E allora perchè non lo fai?

L’ho fatto ma la fanciulla dei miei sogni quando mi ha visto è scappata, e pensar che mi ero anche fatto “bello”.

Caro amico drago, non potrai mai diventare bello, nemmeno io potrei aiutarti, se vuoi in moglie quella fanciulla  dovrai rapirla.

Il drago ritornò a cercare la fanciulla e così fece, la rapì e la portò nella grotta.

La fanciulla era infelice e piangeva sempre, pianse per giorni, mesi, anni finchè le sue lacrime formarono un lago.

Un giorno passò di lì con la barca un principe, era giovane, bello, ricco, vide la fanciulla in lacrime che lo chiamò e gli disse:

aiutami, sono prigioniera del drago, ti prego portami via.

Lui, senza pensarci 2 volte impugnò la spada ed andò a cercare il drago che, ignaro, stava dormendo, lo colpì dritto al cuore ed il drago morì.

Il suo sangue iniziò a scorrere e si riversò nel lago dipingendo l’acqua di verde.

Ed è così che oggi il lago (nella realtà un lago artificiale, voluto per una centrale idroelettrica) ha l’acqua di questo splendido colore ed è per questo che il battello di “capitano Dean” si chiama “Lucija”.

Capitano Dean racconta questa leggenda (io l’ho un pò adattata ;-) ) ogni volta che il battello attraversa una piccola gola tra le rocce.

L’acqua è così verde e l’atmosfera così magica che per un pò credi  che quelle siano davvero le lacrime della “prinzessa Luzja” colorate dal sangue del drago.

Non è la prima volta che andiamo su quel battello e capitano Dean è così “speciale” che io non scenderei più, i suoi occhi sono di un azzurro/verde così intenso che mi piace pensare sia un “dono” della “prinzessa” per ringraziarlo di farla vivere ancora col suo racconto, sembra nato per stare con i bambini.

Inizia stringendo loro le mani,  e se i “grandi” l’allungano per primi lui li ferma dicendo: “otroci prva” (prima i bambini).

Sul battello li chiama uno alla volta, li mette al timone, gli mette il cappello da capitano e li fa “guidare” e suonare la sirena.

Un giorno ello mi disse: andiamo a mangiare la trota a Most na Soči?

Io non  conoscevo quel posto ed amando la trota ho risposto: certo che sì!! Ma, aimeh, questa volta la trota era finita e, scesi dal battello affamati ed avviliti, siamo ritornati a casa.

Ma…ma la “strega” che abita accantoalcamino come per magia ha tirato fuori dal frigorifero un “Filetto di trota verace salmonata affumicata”   e in quattroequattrotto ha “imbastito” una cenetta a dir poco “magica”.

Iniziamo dall’antipasto:

Carpaccio di trota affumicata e pesche nettarine con citronette di lime, olio di semi di vinacciolo e sale nero di Cipro.

Questo abbinamento mi frullava per la testa da un pò, siccome né ello né io amiamo molto il “sapore di pesce” ho pensato di smorzarlo un pò con le pesche nettarine, quelle dure che si prestano ad essere tagliate con l’affettatrice, per non coprire l’equilibrio di sapori (mamma come parlo bene ;-) ) non ho usato l’olio d’oliva ma un olio di semi di vinacciolo e l’ho emulsionato con il succo di lime.

Ingredienti:

  • fettine di trota affumicata,
  • fettine di pesca noce,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • succo di lime,
  • sale nero di Cipro macinato.

Come fare:

alternare le fettine di trota e pesca, irrorarle con la citronette, far insaporire per 15 minuti e mangiare :-D

La mia porzione.

Ed ora passiamo al primo piatto: vermicelli di soia conditi “a freddo” con la trota affumicata, una salsa al basilico ottenuta usando ancora l’olio di semi di vinacciolo ed il sale nero di Cipro.

Come faccio spesso ho profumato la ciotola dove ho condito con uno spicchio d’aglio passandolo sulle pareti.

Porzione di ello.

Ingredienti:

  • vermicelli di soia,
  • pezzetti di filetto di trota affumicata,
  • basilico,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • sale nero di Cipro macinato,
  • spicchio d’aglio.

Come fare:

cuocere i vermicelli di soia come da indicazioni (io li metto nell’acqua bollente a fuoco spento per 3/4 minuti) e nel frattempo dopo aver spezzettato le fettine di trota preparare la salsa al basilico.

Passare lo spicchio d’aglio sulle pareti della ciotola, mettere sul fondo un pò di salsa e qualche pezzetto di trota, versare i vermicelli caldi, aggiungere la salsa e la trota avanzate e mescolare velocemente amalgamando bene il tutto.

La mia porzione.

“Capitano Dean” vi saluta.

Vado anch’io, vi ho portate/i un pò a spasso, vi ho raccontato una storia, vi ho offerto il pranzo e adesso torno “accantoalcamino” a preparare altre “magie”, a pensare ad altre “storie”…a presto…

Riassunto e link: Gita in battello a Most na Soči

Dal web qualche informazione sull’olio di semi di vinacciolo che, diciamolo, non ha nulla a che vedere con il nostro straordinario olio extravergine di oliva, ma essendo incolore/inodore/insapore ed avendo qualche “pregio” può essere adoperato tranquillamente quando non si vuole rinunciare al condimento ma non si vuole l’aroma “prepotente” dell’olio evo.


Pasta di riso con Cappesante, gamberi e bisi.

Dopo 6 (sei) ore di prontosoccorso per una presunta puntura d’insetto non identificato, trasformatasi poi in presunta microfrattura alla mano (sinistra per fortuna) e definitivamente refertata come artrite importante..me ne sono uscita con una bella imbragatura, la prescrizione di un antinfiammatorio e una buona dose di appetito..anche perchè a stomaco vuoto niente antinfiammatorio, un’amica mi ha detto che la mia mano sembrava un guanto di gomma dopo averci sofffiato dentro.

Non staccandomi dal filone risi e bisi mi son detta: e perchè non una pasta e bisi? Pasta sì ma di riso con quello che il mio congelatore ha a disposizione: capesante e gamberi  e gli immancabili piselli freschi per i quali ormai ho un’attrazione fatale.

Certamente con gamberi e capesante fresche sarebbe stata un’altra cosa ma dopo una giornata così tutto mi è sembrato divinamente buono.

Ingredienti per 1 persona :

  • 80 g. pasta di riso,
  • piselli freschi a occhio,
  • 5 capesante congelate (hanno poca resa),
  • 3 gamberi congelati (c.s.),
  • olio extravergine d’oliva,
  • prezzemolo,
  • pepe verde.

Come fare:

scongelare le capesante e i gamberi, gli ultimi privarli del carapace e del budellino nero centrale, sgranare i piselli.

Mettere sul fuoco la pentola con l’acqua per la pasta, al bollore buttare i piselli e cuocerli per 5/6 minuti, unire la pasta e portarla a cottura (10 minuti il mio tipo).

Nel frattempo scottare capesante e gamberi in una padella antiaderente senza aggiungere grassi, salare.

Quando la pasta e i piselli saranno cotti, saltare nella padella (pulita) assieme a gamberi e capesante aggiungendo all’occorrenza un mestolino d’acqua di cottura, una spolverata di prezzemolo tritato fresco, un filo d’olio extravergine d’oliva, una macinata di pepe verde et voilà….


Mi fai la “marinaresca”?…..

Ello cucina soltanto quando io non ci sono, ed ho troppo pudore per raccontarvi cosa “combina”, che abbinamenti azzarda così ho pensato di partecipare ugualmente  al contest di Max perchè in fondo questa è la “sua” ricetta, anche se ho cucinato e scritto io l’ho eseguita sotto la sua “direzione”, facendogli continuamente domande per “valorizzare” la sua creatura, ed ogni tanto lo chiamavo a mettere il naso in pentola per giudicare il colore, la consistenza, e lo sottoponevo ai vari assaggi per testare la giusta sapidità e piccantezza :-D

Per dirla tutta non me la sono sentita di dirgli che questa pasta esiste dalla notte dei tempi e che lui non ha inventato nulla ma, si sa, gli uomini sono tutti un pò bambini e vanno lasciati nelle loro innocenti convinzioni.

Tutto iniziò così:

cosa vorresti mangiare?

mangerei volentieri una pasta, perchè non mi fai la “marinaresca”?

La marinachè?

Metti il tonno, l’acciuga, qualche cappero, la fai bella piccantina, magari “in rosso”.

Okkei, ci provo…ma tu sei cuoco?

Si e anche gourmet…

Ahhhhhhhhhhh!

A parte gli scherzi, a parte che questa ricetta è davvero “trita e ritrita” magari a qualcuno può essere utile quando il tempo è poco, mentre cuoce la pasta fate il sugo.

Ingredienti per 1 e 1/2:

  • 500 g. (1 confezione) di Bigoli (pasta fresca),
  • 1 scatola di tonno da 160 g.,
  • 1 lattina di polpa di pomodoro da 100 g..
  • 1 filetto d’acciuga sott’olio,
  • capperi dissalati,
  • 1 cipollotto fresco (volendo anche uno spicchio d’aglio vestito che poi toglieremo),
  • peperoncino,
  • origano,
  • basilico,
  • olio evo (extravergine di oliva).

Come fare:

aspettando che l’acqua bolla far appassire in poco olio evo il cipollotto tagliato a rondelle (se lo usate anche lo spicchio d’aglio), unire il filetto d’acciuga  farlo sciogliere, aggiungere la polpa di pomodoro ed il peperoncino.

Poco prima di scolare la pasta e terminare la sua cottura nel sugo (questo formato richiede 14 minuti), aggiungere il tonno sbriciolato, i capperi, l’origano ed il basilico, nel piatto un filo d’olio crudo e una grattatina di formaggio (a ello piace :-) )…..fatto :-D


Risottino asparagi e gamberi e via di corsa a ballare: la cena del sabato sera.

Lo volevo postare domani però approfitto della temporanea singlitudine per dedicare la mia domenica alla ricerca dell’ingrediente perduto per il contest di Kristina :-D così per le fanciulle che stasera vogliono farsi portare al ballo propongo questo risotto agli asparagi  (nel link un’altra golosa proposta) che  ruberà loro poco tempo e potranno farsi belle per il ballo (io ci ho rinunciato da tempo :-D )

Non devo specificare che questa è la stagione degli asparagi né? Ed anche i gamberi sono reperibili sui banchi delle pescherie  is it? ;-)

Ma voglio proprio essere birricchina e non vi darò neanche le dosi, d’altronde neanch’io peso gli ingredienti ma vado a occhio…sarà un caso ma anche Kristina ha chiamato il suo blog Tutto a occhio, a meno che non si sia schiave di qualche sadica dieta o si debbano fare dolci o panificare è difficile che una casalinga pesi…o no, ditemelo voi….

Ingredienti per 2 persone:

  • 5 “pugni” di riso Carnaroli (o vialone nano o quello che vi va),
  • 1 mazzo di asparagi freschi o una busta di quelli surgelati,
  • gamberi freschi o congelati, a piacere,
  • 2 cipollotti freschi,
  • pepe verde,
  • erba cipollina per guarnire,
  • olio evo (burro di soia, burro chiarificato).

M’imbarazza scrivere come fare un risotto, papà Google è a disposizione per un’infinità di varianti ma spesso quando scrivo penso a chi, come me ai primi tempi, non sapeva di blog, di forum e quant’altro e digitava le parole chiave per avere una soluzione ad un pranzo, una cena, una ricetta che la distraesse dalla solita minestra, ed è per questo motivo che proseguo :-D

Come fare (parlo del prodotto fresco):

per prima cosa eliminare la parte coriacea dei gambi degli asparagi, mettere da parte le punte e lessare i gambi  in acqua salata (che  servirà per il risotto).

Pulire i gamberi, eliminare il carapace (se li usate freschi..ma freschi ;-) unire le teste ai gambi e  lessare assieme), eliminare il “budellino”.

Tagliare con le forbici i gamberi, lasciandone qualcuno intero.

Far appassire nel burro di soia (burro chiarificato, olio evo) i cipollotti ed i gambi di asparago tritati finemente, tostare il riso ed allungare con l’acqua dove avete lessato asparagi/teste.

Procedere come per un normale risotto, 5/6 minuti prima unire le code di gamberi e le punte di asparagi aggiustare di sale, pepare.

Terminata la cottura, se vi piace proseguite con la mantecatura classica (burro-parmigiano) altrimenti tagliate  i fili di erba cipollina ed unirli per dare ulteriore profumo.

Tutto qui, buono da mangiare e bello da vedere ma…se siete “pessimisti” potete servirlo su un piatto nero, così scaricherete il vostro pessimismo e andrete serene al ballo :-D

Bye, Bye..alla prossima :-)


Linguine con scampi per quando è venerdì e siamo senza “scampo”.

Questa ricetta la tramando di blog in blog passando anche attraverso un forum, mi è ribalzata alla mente ieri parlottando con uno chef che aveva fatto gli spaghetti mettendo la curcuma nell’acqua di cottura.

Solitamente per colorarla mettevo lo zafferano ma ce ne voleva sempre molto e tendeva a rendere amara la pasta.

La prima prova la feci con del riso (preparai un piatto giallo e leggero per le donne):

Poi per colorare del riso basmati per fare un riso “arlecchino” con riso venere, rotolini di salmone affumicato ripieni di caprino e salsina al basilico:

Ed anche per farmi un ” Pranzo da spiaggia per asporto”:

Premetto che con gli scampi freschi ( questo sarebbe il periodo giusto, i mesi con la erre), il piatto sarebbe stato più profumato…

Ingredienti:

  • 800 g. (la mia confezione) di scampi,
  • 2 cipollotti,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • 1 peperoncino,
  • olio evo,
  • prezzemolo,
  • vino bianco,
  • 1 cucchiaio di curcuma (per colorare la pasta).

Come fare:

privare gli scampi del carapace, liberarli dal budellino nero praticando un’incisione sul dorso, lasciarne due con testa e coda per la decorazione.

Tritare una bella manciata di prezzemolo e preparare una salsina con olio evo e poco sale e  lasciarla insaporire.

Mettere sul fuoco una pentola con acqua salata ed  1 abbondante cucchiaio di curcuma.

In una larga padella rosolare con poco olio i 2 cipollotti tagliati a rondelline assieme allo spicchio d’aglio vestito (che poi toglieremo) ed il peperoncino, aggiungere gli scampi e cuocerli per 2 minuti, versare il vino bianco, far evaporare.

Togliere gli scampi, lasciando il sughetto e terminare la cottura della pasta nella padella, aggiungendo l’ acqua di cottura; all’ultimo momento unire gli scampi, saltare le linguine e, fuori dal fuoco, condirle con la salsina di olio e prezzemolo preparata in precedenza, servire.

Probabilmente ho impiegato più tempo a scriverla che ad eseguirla.

Bene, ora, visto che sono passata da scampo a curcuma tipo da palo in frasca, vi racconterò qualcosina sulla curcuma.


Cliccando sulla foto andrete nel sito dal quale proviene anche la foto che parla della curcuma.

Da pagina 649 della mia enciclopedia “Le erbe, medicinali, aromatiche, cosmetiche”:

Proprietà:

aromatizzanti, coleteriche,colagoghe, antispasmodiche, coloranti.

Principi attivi: olio essenziale (curcumene), la sostanza colorante curcumina, amidi e pentosani.

Il rizoma della curcuma è diffusamente impiegato dai popoli orientali come complemento aromatico per molti cibi, dalle carni ai formaggi, ai dolci.

Assieme ad altre droghe è uno dei componenti principali del “curry”, condimento tradizionale per esaltare il sapore di piatti di riso e carni.

Ancora una volta l’esperienza tradizionale ha giustamente associato alle proprietà più propriamente alimentari quelle salutari, si è infatti provato negli ultimi decenni che la Curcuma possiede spiccate proprietà sulla cistifellea sia nel senso di alimentare la quantità di bile secreta sia nel senso di fluidificarla, e quindi esercita un’azione favorente la detossicazione epatica e i processi di digestione del cibo.

Parallelamente la Curcuma facilita l’espulsione dei calcoli biliari e ha un’attività antispastica nelle coliche epatiche.

Accanto all’utilizzazione interna, ne esiste anche una esterna tradizionale che i popoli orientali sfruttano in caso di pruriti cutanei e irritazioni della congiuntiva.

Un’altra utile proprietà della Curcuma è quella di colorare in giallo non solo i cibi nei quali viene introdotta, ma anche lana, seta, legno e altri materiali.

Questa proprietà è dovuta alla presenza di particolari sostanze chetoniche dette curcumine.

Esse vengono impiegate anche nella chimica analitica come rivelatori della presenza di acido borico.

Uso interno:

per favorire la digestione, detossicare il fegato, stimolare la secrezione biliare e l’espulsione dei calcoli.

Polvere: 0,1 – 0,2 g. in un’ostia prima dei pasti.

Tintura: 20 g in 100 ml di alcol di 70° (a macero per 10 giorni).

A gocce, fino a mezzo cucchiaino, prima dei pasti.

Io ho riportato  ciò che è scritto nel libro soltanto a titolo informativo, s’intende che prima di intraprendere qualsiasi cura va consultato un medico.

E adesso un pò di Pilates con Perla, oggi maestra d’eccezione :-) :

Cliccando sul collage avrete un video con gli esercizi col Ring-avi, si sono diversi da quelli che esegue Perla ;-)

Buon fine settimana a voi :-)


Ermes, o famo strano? ;-)

Ermes mi è piaciuto subito..con quella sua  linea slanciata, la pelle liscia ed abbronzata, la sua naturale eleganza…..mi sono avvicinata allo scaffale e gli ho sussurrato: Ermes, ” o famo strano” ?

Siamo tornati a casa assieme, mano nella mano ma, come spesso succede, ci siamo guardati attorno ed abbiamo capito che non era il momento giusto, l’ho fatto accomodare nella dispensa con un “a presto”.

E l’altro giorno finalmente “è successo” ;-)

Vieni con me a fare la spesa?

Ok Anna, arrivo!!

Anna, la mia vicina/amica che chiacchiera più di me..si, più di me :-D era al banco salumi che faceva pubbliche relazioni ed io gironzolavo senza meta un pò qua ed un pò là quando vedo, al reparto pescheria,  “Asparago di mare”..ASPARAGO DI MAREEEEEE? Cusa lè che l’è!!!

Scusi, come si cucinano quei “cosi” lì?

Fa un soff…bla, bla, bla, li ros..la, bla, bla, cuoce il riso…

IL RISOOOOO?

Me ne dia una manciata!

Ormai Anna aveva riempito il carrello che spingeva borbottando la solita frase: e dire che sono venuta per due cosine :-D

Arrivata a casa ho messo l’”asparago” al fresco e sono andata a prendere Ermes che mi ha accolto col suo sorRiso.

Qui ci vuole il gambero, no, fresco non ce l’ho, congelato va bene ugualmente?

Ermes ha acconsentito :-)

Ed allora, Ermes, l’asparago ed il gambero si  presentarono e…..cossero tutti felici e contenti :-)

Ingredienti per una persona (me medesima,  l’uomo è “sospettoso” :-) ) :

  • 100 g di riso rosso Ermes, io ho usato il Crespi ma qui troverete un pò di notizie,
  • una manciata di asparagi di mare,
  • 5 gamberoni,
  • 1 stecca di lemon grass,
  • 1 scalogno,
  • sale,
  • olio evo.

Come ho fatto:

ho cotto il riso nella PAP (pentola a pressione), 15 minuti dal fischio.

Nel frattempo ho lavato gli asparagi di mare e li ho tagliati grossolanamente.

Ho tritato uno scalogno e l’ho rosolato il poco olio evo, ho aggiunto poca acqua per volta,

ho aggiustato di sale e portato a cottura.

Ho messo in una pentola poca acqua, la stecca di lemon grass tagliata a pezzi ed ho cotto a vapore i gamberoni col guscio qui dentro:

Ho sgusciato i gamberoni, meno uno per la presentazione,  li ho tagliati a pezzetti ed uniti agli asparagi.

Ho aggiunto anche il riso ed ho fatto insaporire.

Ho riempito un mini stampino da plum cake e l’ho sformato.

Questa cenetta mi è proprio piaciuta:-)


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