Archivi categoria: Ricette con la frutta

Pere Cotogne: oggi Tatin.

Tatin perecotogne-002

Foto 20 ottobre 2009.

Dopo la ricetta della marmellata di Tiziana del post precedente sono andata a controllare l’albero del mio vicino, quello di questa foto, risalente al 6 ottobre 2009:

albero pere cotogne-001

Ebbene le varie tempeste subite durante l’estate l’hanno ridotto così:

collage pero cotogno

Cliccare per ingrandire.

Ho chiesto ugualmente  il permesso per raccoglierle e recuperarle, confezionando marmellate, cotognate e quant’altro: ne ho portata a casa una tutta butterata ma all’interno era perfetta e quindi, con un po’ di pazienza ridarò nuova vita a questi frutti.

Mi sono fatta promettere che non lo eliminerà ma che lo poterà soltanto, anche perchè la maggior parte dei rami è stata spezzata dal vento, io lo “moniterò” ;-)

Questa è stata la mia prima tatin, ero da poco entrata nel “firmamento” delle foodblogger :-D ed ero inesperta (oggi è cambiato poco ;-) ) così mi sono istintivamente fidata di Mysia (alla fine il link), c’erano le foto del passo passo e quindi mi sono buttata, ho solamente sostituito  i 200 g. di zucchero con 150 g. di zucchero di canna.

Avevo seguito pedissequamente anche il procedimento per la pasta brisè, se voi preferite velocizzare, adoperate la brisè già pronta o la pasta sfoglia.

Ingredienti per la pasta brisè:

  • 200 gr di farina 00,
  • 100 gr di burro,
  • 60 ml di acqua fredda.

Come fare la brisè:

in una terrina, pizzicare tra le dita il burro e la farina fino ad ottenere delle grosse briciole, aggiungere, poca alla volta, l’acqua fredda ed amalgamare bene il composto, formare una palla e farla riposare in frigorifero per una mezz’ora.

pere cotogne pp-001

Ingredienti per la tatin per una teglia da 26 cm. di diametro:

  • 1 kilo di pere cotogne,
  • 150 g. di zucchero di canna,
  • 80 g. di burro.

collage tatin cotogne

Come fare:

nel frattempo che riposa la pasta brisè preparare le pere cotogne, lavarle per eliminare la peluria che hanno sulla buccia, pelarle, tagliarle in 4 spicchi ed eliminare i residui del torsolo.

Se possedete la teglia adatta alla tarte tatin o uno stampo col fondo spesso adatto sia alla cottura sul fuoco che nel forno, sarete facilitati nel compito, a quel tempo ho dovuto arrangiarmi adoperando la teglia che intravedete nel collage, il fondo troppo sottile per distribuire bene il calore, infatti ci sono tracce evidenti di bruciacchiato su qualche mela, ma è stato comunque “spazzolato” tutto ;-)

Preriscaldare il forno a 180°C.

Nello stampo che avete preparare il caramello con 100 g. di zucchero di canna e 50 g. di burro; appoggiare sopra gli spicchi di pera cotogna, dalla parte del dorso, cercando di riempire tutti gli spazi.

Togliere dal fuoco e coprire con il rimanente burro a fiocchetti e spolverizzare con i restanti 50 g. di zucchero di canna.

Stendere la pasta brisè per ottenere una sfoglia che Mysia consiglia di 3/4 mm. di spessore; ricoprire lo stampo con le mele cercando di andare bene fino in fondo, lungo tutto il bordo, aiutandovi con una spatola di legno (il caramello scotta :-) ).

Infornare e cuocere per mezz’ora, appena sfornata rovesciarla subito sul piatto di portata altrimenti il caramello solidifica e diventa problematico.

Tatin pere cotogne fetta-001

Foto 20 ottobre 2009.

Per non annoiarvi ancora con altri post “cotognosi” vi lascio questa marmellata, seguite il procedimento solito, aggiungendo in cottura una bella bacca di vaniglia che poi lascerete nel vaso.

marmellata cotogne vaniglia1-001

Foto 2009.

Buon proseguimento di settimana

Il link di Mysia:

Tarte tatin

snoopy foglia

Immagine da Pinterest


Marmellata di Pere Cotogne, il corallo in un barattolo.

Marmellata pere cotogne Tiziana barattoli-002

Barattoli di marmellata di pere cotogne di Tiziana.

cesto pere cotogne-002

Cesto pere cotogne.

Ho ricevuto in regalo un bel pò di pere cotogne biologiche, le ho lavate molto bene con il bicarbonato, in questo modo ho tolto tutta la peluria che le ricopriva.

Poi, senza togliere la buccia, le ho tagliate a pezzi e passate in una bacinella piena d’acqua e succo di limone.

A questo punto ho messo le pere in una pentola molto capiente, ho aggiunto mezzo bicchiere d’acqua, ho coperto e fatto andare a fuoco lento finchè la frutta è diventata una purea.

Ho lasciato raffreddare le pere, le ho frullate, le ho pesate e, per ogni chilo di frutta, ho aggiunto 600 gr. di zucchero di canna.

Ho rimesso la pentola sul fuoco, ho fatto riprendere il bollore e, sempre mescolando il composto affinchè non attacchi, l’ho fatto cuocere per circa 15 minuti.

Dopo aver riempito i vasetti con la marmellata li ho sterilizzati.

Mi è piaciuto moltissimo vedere la trasformazione di colore durante la cottura, la polpa bianca di questo frutto è diventata prima rosata e piano piano si è trasformata in uno splendido rosso corallo.

Ciao bella, buonanotte, anzi buongiorno, perchè leggerai domattina. Tiziana.

Infatti, l’ho letta stamane, Tiziana deve aver percepito che ho un periodo di scarso entusiasmo e di svogliatezza generale ed ha pensato bene di rendermi partecipe della sua operatività.

albero pere cotogne-001

Albero pere cotogne.

Ho rispolverato le mie vecchie foto, ritrovando anche alcune ricette che, approfittando della stagione giusta, posterò in questi giorni.

La Mela Cotogna, Cydonia vulgaris, della famiglia delle Rosacee è originaria dell’Asia occidentale: questa pianta trova condizioni adatte alla coltura nel bacino del Mediterraneo e nelle zone temperate dell’europa orientale.

pere cotogne sul muretto-001

 Pere cotogne.

 Tormentosi, giallastri, di forma irregolare, assai odorosi e con polpa molto coriacea e aspra, i frutti (popolarmente “cotogne”) vengono distinti in due grandi gruppi a seconda se appaiono più simili alle mele o alle pere.

 Si hanno così Mele cotogne, tondeggianti, dette anche Cotogne maschie e Pere cotogne o Cotogne femmine o Cotogne del Portogallo.

 A differenza di altri, a questi frutti non giova il freddo, per cui è bene raccoglierli precocemente, non oltre ottobre, e riporli in luogo adatto giacchè si conservano a lungo: non sono però adatti per il consumo immediato.

 I principali costituenti sono: zuccheri, acidi organici (malico), sali minerali (rame e potassio), Vitamine A e C, tannino, pectina ed un’essenza profumata (donde l’uso vecchissimo di porre qualche mela cotogna tra la biancheria).

 Le cotogne non si consumano allo stato fresco nemmeno dopo qualche mese di conservazione; in cucina vengono abitualmente utilizzate come aggiunta alle normali mele cotte, conferendo un aroma ed un sapore gradevolissimi e particolari.

 Dal punto di vista terapeutico, questo frutto ha notevoli affinità con la sorba e la nespola in quanto è molto attivo sull’apparato gastroenterico.

 Sia dalla buccia che dai semi si ottengono lozioni valide per tutte le forme di infiammazione, avendo azione emolliente e lenitiva, nonchè efficaci per prevenire le rughe. (Fonte:  Frutti della terra Maria Vittoria Divincenzo)

 

Marmellata pere cotogne di Tiziana pane-001
Bene, ed ora gustatevi questa fetta di pane e marmellata di pere cotogne e buon fine settimana

Ciambella con uva Clinto, un altro viaggio sulla Macchina del tempo.

ciambella con uva clinto fetta-001

 Essendo la stagione dell’uva ho deciso di riproporre una ricetta che avevo fatto nel 2009, non è mia ma di Germana del blog La Terra dei Violini, famosa per essere un’abile panificatrice, senza troppi fronzoli ed arpelli, genuina e semplice, come tutte le sue proposte.

Non ho mai avuto l’occasione di vedere l’uva Clinto sulla vite;  pur frequentando spesso la Val Rosandra per i miei consueti allenamenti con sosta obbligata a Bottazzo dove mi ristoravo con una bella e buona fetta di torta confezionata con questo tipo d’uva.

Sono trascorsi molti anni da allora, quasi 30 e non so più come sia e se esista ancora quel posto meraviglioso, raggiungibile a piedi lungo un sentiero stretto, affiancato dal Torrente Rosandra, allora ricco di gamberi di fiume: assomiglia molto al Torrente Resia, ora, per me più facilmente raggiungibile.

Torrente Rosandra

Immagine presa da qui

A Bottazzo c’era una trattoria dove ti offrivano un bicchiere di vino fatto con questa rarissima uva che ha il sapore simile all’uva fragola, ma i chicchi molto più piccoli; la vendita era interdetta, questo tipo di uva è considerato “cancerogeno”, un po’ come certi personaggi che tutti conosciamo ma che ci dobbiamo ingurgitare quotidianamente :-D ;-)

Dovrò tornare per un giorno nella mia terra per ripercorrere le strade, i sentieri che hanno forgiato questo mio inesauribile amore per la natura selvaggia, per i luoghi solitari e silenziosi.

Riproporre questa ciambella, anche se la ricetta non mi appartiene, è stato per me, un altro viaggio sulla macchina del tempo.

uva clinto part

Ingredienti per uno stampo da ciambella di 26 cm. di diametro:

  • 700 g. di uva Clinto oppure, se avete la possibilità di reperirla, perfetta la Cabernet,
  • 300 g. farina 00,
  • 100 g. di fecola,
  • 100 g. burro morbido,
    150 g. di zucchero essendo quest’uva dolce,
  • 6/7 cucchiai di latte,
  • 4 uova (2 intere + 2 tuorli),
  • 1 bustina di lievito in polvere.

ciambella con uva clinto da infornare pp-001

(foto 2009)

Come fare:

preriscaldare il forno a 170°C.

Montare il burro con lo zucchero, aggiungere le uova una per volta, la farina setacciata con la fecola, il latte, l’uva infarinata e per ultimo il lievito.

Foderare uno stampo a ciambella da 26 cm con carta forno (io l’ho imburrata perchè non ho quello liscio).

Infornare per 45/50 minuti.

ciambella con uva clinto sformato-001

(Foto 2009)

Ciambella con uva rara di Germana

Uva

Daniza e i suoi piccoli

Daniza...

Immagini da Pinterest


Figo Moro, Prosciutto di Sauris, Pan di Sorc: un Raviolo col Friuli nel Cuore ♥

raviolo figomoro cornice 

Scrivo Friuli ma si pronuncia Friuli Venezia Giulia, sono o non sono ancora una Triestina, anche se felicemente esiliata in Friuli? E per chi ancora non l’avesse compreso, io AMO la mia Regione, non so se sono corrisposta ma quando si ama si ama incondizionatamente.

Finalmente a Udine, in un supermercato che ritengo all’avanguardia anche perchè è stato il primo a mettere sul banco della frutta la mia adorata mela Kanzi che non appartiene al Friuli ma è pur sempre italiana, è arrivato il Figo Moro da Caneva.

Beh, è inconfondibile, non ci si può sbagliare, è lui, piccolo, scuro, oblungo con un picciolo verde brillante, ha soltanto un difetto che però è comune a molti prodotti di eccellenza regionali da nord a sud, il prezzo.

figo moro di Caneva eff 

Non dico che la zona di produzione sia dietro l’angolo a kilometro zero, ma in meno di un’ora possiamo avere i fichi sulle nostre tavole: ho toccato questo tasto perchè, da consumatrice, noto troppo spesso nei negozi delle incongruenze: infatti, il giorno che ho trovato il figo moro, stavo cercando semplicemente dei limoni, si, avete letto bene, limoni: l’Italia conosciuta in tutto il mondo per i suoi limoni.

C’erano, arrivavano dal Sudafrica e sul cartello c’era scritto: buccia non commestibile, non li ho comperati e me ne sono uscita con i fichi ed un gambetto di prosciutto di Sauris e la mia idea ricetta.

Però avevo davvero bisogno dei limoni e sono andata da un’altra parte, anche lì, limoni dalla Spagna con buccia non commestibile: li ho comperati il giorno dopo, biologici, rotondi e verdi quasi come lime, profumatissimi, Italiani : una retina da 500 g. €.2,69 mentre gli altri dei paesi lontani €. 1,69 al kilo.

Ultimamente gironzolo un po’ per fiere ecc., in felice e completa privacy ed ho modo di osservare e confrontare: un tempo le patate e le mele si davano anche ai maiali ora, con i prezzi che hanno si può tranquillamente rispolverare il proverbio: dar perle ai porci.

Patate buone, buonissime ma pur sempre patate e, convertendo in Lire che fa più effetto: 4.000 lire al kilo mi sembrano davvero troppe, come 4.000 lire sono troppe per le cipolle, che non arrivano da Tropea, con tanto di marchio I.G.P., ma arrivano dai nostri campi.

Scrivo questo perchè, credo, che molti di questi nostri prodotti di eccellenza vadano poi sprecati, la gente non si avvicina più per acquistarli, la crisi fa chiudere gli occhi e tappare il naso e porta a comperare quello che costa meno, come darle torto?

Ora arrivo all’idea-ricetta, le dosi del ripieno sono approssimative se non inesistenti, sta nel vostro gusto equilibrare i sapori; inizio con la pasta, ormai la ricetta collaudatissima appresa al corso di cucina da quei Geniacci della cucina che sono Emanuele, Raffaello &Co. de Agli Amici di Godia.

collage raviolo figomoro             

Ingredienti per la pasta:

io mi preparo una miscela già pronta che tengo in un vaso ed è pronta all’uso, il sale lo aggiungo al momento a seconda di cosa aggiungo.

  • 250 g. di farina Manitoba setacciata (Raffaello consiglia di setacciare sempre le farine),
  • 150 g. di semola rimacinata,
  • *5 g. di sale*,
  • 30 g. di olio EVO,
  • 200 g. di acqua tiepida (30°C.),
  • *polvere di Prosciutto crudo affumicato di Sauris*.

Queste sono le dosi per una pasta in purezza, in questo caso ho omesso il sale, sostituendolo con la polvere di prosciutto

Come fare la pasta:

mettere in una boule le farine ed aggiungere, mescolando ed impastando come al solito, tutti gli ingredienti, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero 2 ore o più.

Tirare la pasta, col mattarello o con la nonna papera, e ricavare la forma che preferite: io sono ritornata alle origini, alla forma a cuore.

Io ho ritagliato due cuori, uno più grande ed uno più piccolo, su quest’ultimo ho messo il ripieno posizionando sopra il cuore più grande.

collage ingredienti ripieno raviolo figomoro              

Ingredienti per il ripieno e per il condimento:

per il ripieno mi affido al q.b. (quanto basta), croce e delizia in cucina, alla vostra comprensione e ai vostri gusti.

  • Figo moro da Caneva q.b.,
  • prosciutto crudo affumicato di Sauris tritato sottile q.b.,
  • patata bollita schiacciata q.b.,
  • fiocchi di sale affumicato,
  • una puntina di burro per  dare cremosità ai fichi in cottura,
  • Pan di Sorc grattugiato,
  • olio aromatizzato all’erba luigia per il condimento finale; l’olio è ottenuto semplicemente facendo macerare foglie di erba luigia nell’olio, frullando il tutto e riscaldando a fuoco dolce per far sprigionare l’aroma.

Come fare il ripieno:

a fuoco bassissimo, in una padella antiaderente, sciogliere la puntina di burro ed aggiungere i fichi, privati dal picciolo e tagliati a pezzi; schiacciarli aiutandosi con una forchetta di legno.

Appena sarà diventata cremosa, togliere la polpa di fichi dalla padella, lasciando il fondo di cottura.

Metterla in una terrina ed aggiungere le briciole di prosciutto, la polpa della patata bollita, i fiocchi di sale affumicato; amalgamare bene ed aggiungere la quantità di Pan di Sorc necessaria a dare consistenza al ripieno.

Assaggiare e regolare di sale se la sapidità risulta sufficiente, come consiglia Raffaello, il ripieno deve risultare salato.

Come preparare il condimento:

riscaldare la padella col fondo dei fichi ed aggiungere un po’ d’olio all’erba luigia, unire il Pan di Sorc grattugiato e farlo rosolare a fuoco vivace muovendolo continuamente.

Completare il piatto:

mettere sulla base del piatto un po’ di briciole di Pan di Sorc, scolare bene il raviolo ed appoggiarlo sul piatto, condire con l’olio aromatizzato e altre briciole, decorare con i fichi, sedetevi, osservate il piatto attentamente e gustatevelo;  è perfetto, farebbe la sua bella e buona figura su tutte le tavole d’ Italia, sostituendo  il Friuli Venezia Giulia con le altre Regioni, provate, se vi va ♥

raviolo figomoro prosciutto di Sauris interno-001       

Ogni scarrafone è bello a mamma soja, ma oggi vado sul sicuro, questo raviolo ha avuto l’approvazione di ello che, vi assicuro, fa arrossire il signordelmonte ;-)

Link di riferimento:

Figo Moro da Caneva       

Prosciutto di Sauris       

Pan di Sorc       

Agli Amici di Godia       


Torta di Compleanno.

     torta compleanno eff       

 Giornata malinconica ieri, appena alzata, all’alba come sempre, per distrarmi un po’ mi sono messa al pc, avevo voglia di scrivere qualcosa sulla natura, sugli animali poi, nel reader della bacheca ho letto Addio Professore con la foto di Robin Williams ed incredula ho sussurrato: nooo.

Se n’è andato, ha voluto andare ma le domande restano come resta impressa nella memoria quell’espressione dolce e piena di tristezza di quegli occhi che non hanno voluto assistere alla lenta fine di un uomo che in fondo era già morto dentro da molto tempo…

Ho trovato casualmente quel video, l’avevo già visto prima di sapere, quando si dice le coincidenze: ed è con questi pensieri che mi sono messa malvolentieri a preparare una torta di compleanno, più per dovere che per piacere.

La ricetta l’avevo avuta da Maria, un fitto scambio di mail nelle quali mi spiegava passo passo come fare ed è stato bello sentirla vicina mentre preparavo la torta; anche lei se n’è andata, lei che invece avrebbe voluto rimanere…

Anche se non sembra, questa è una torta semplice, non come quella di fichi ma basta prenderci la mano, per me è diventata la “Torta di compleanno”: in luglio l’avevo preparata per la madre di ello, con le amarene.

Se avete voglia di preparare il pan di Spagna, fatelo, io adopero quello pronto che trovo al Despar, non è pubblicità, semplicemente lì lo trovo bello soffice e non rinsecchito.

Copio/incollo dal post di allora,  la stessa torta la preparo con le amarene in composta ma ieri avevo a disposizione soltanto pesche sciroppate.

Torta di compleanno-1   

Ingredienti:

  • 3 cerchi di di pan di Spagna pronto o preparato in casa,
  • 1 barattolo di pesche sciroppate.

Ingredienti per la farcia:

  • 4oo g. ricotta mista (io avevo soltanto vaccina),
  • 200 g. panna fresca,
  • 120 g. zucchero (io vanigliato),
  • 2 fogli colla di pesce.

Come fare la farcia:

montare ricotta e zucchero, aggiungere la colla di pesce ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta su fuoco dolce con due cucchiai di latte ed infine la panna montata, mescolando delicatamente.

collage torta compleanno       

Comporre la torta:

separare gli strati di pan di Spagna, prepararli già sul piatto di portata e far posto in frigorifero (passaggio INDISPENSABILE), bagnare gli strati di pan di Spagna con lo sciroppo delle amarene  pesche diluito con acqua (se usate quello zuccherato), farcirli con la crema, adagiare uno strato di amarene pesche, coprire, farcire un’altra volta con amarene  pesche comprese e chiudere.

Stringere la torta con un cerchio richiudibile (quello usato per i cheesecake per intenderci) e riporre in frigorifero.

Trascorse due ore c.ca, preparare la crema al burro per glassare la nostra torta.

Seguiamo le indicazioni di Maria per una riuscita perfetta:

*Importante per le proporzioni: perchè la crema riesca bisogna rispettare le proporzioni di 2-4-8, ovvero se 2 è il peso degli albumi, va usato il doppio del loro peso di zucchero semolato ed il quadruplo del loro peso di burro.*

Ingredienti per la glassa (pesati secondo la spiegazione ):

  • 54 g di albumi (circa 2),
  • 108 g di zucchero semolato,
  • 216 g di burro ammorbidito ma non sciolto,
  • un pizzico di sale,
  • vanillina (vaniglia bourbon).

torta compleanno decorata pp1-003       

Come fare la glassa:

la prima parte del lavoro va fatta a bagnomaria; versare gli albumi con il sale in una ciotola e montarli con una frusta.

Appena gli albumi sono spumosi aggiungere, sempre sul fornello, lo zucchero e continuare a montare per almeno 5 minuti, finchè la meringa sarà lucida e lo zucchero completamente sciolto.

Togliere la ciotola dal bagnomaria, aggiungere la vaniglia bourbon e continuare a montare finchè la meringa non si sarà raffreddata.

Aggiungere il burro con la frusta in funzione, un pezzetto alla volta, finchè la crema sarà ben montata e spumosa.

Spatolare la glassa su tutta la superficie della torta, io ho decorato alla fine con una spatola dentata e cuoricini di pesca ricavati con uno stampino a pressione.

snoopy     

Foto da Pinterest.

Ecco fatto, vi lascio con una vignetta che ho trovato stamane su Pinterest, me/ve la dedico


Torta brutta ma buona con fichi, banane, uva spina, amore e fantasia, la Cucina di Casa.

brutta ma buona con fichi2-001 c       

É tempo di fichi, purtroppo anche loro vittime della sballata metereologia di questa stagione: troppa pioggia è entrata nelle fessure della loro pelle, inacidendoli e rendendoli inutilizzabili.

Quelli comperati, spesso non sono degni di menzione: costosi, inodori e stopposi; solo una volta ho ceduto alla tentazione di farlo, ingannata dalla loro bellezza, ne avevo fatto una tatin, segreta, segretissima, come dice ello…

Quelli di questa torta sono i superstiti del suo raccolto dallo zio:

faccio una marmellata?

No, li mangio.

Li mangi?

No, fai la marmellata…

Così i giorni passavano ed i fichi oziavano in frigorifero, adagiati su un letto di carta da cucina, rotolandosi da una parte all’altra.

Senza indugiare oltre, ho preso in mano la fico-situazione, ho chiesto ed ottenuto la disponibilità dell’altra frutta stanca che c’era in giro: banane e uva spina (superstite del sorbetto), un rotolo di pasta brisè dedita al volontariato salva cibo, marmellata di susine gialle, ricordo di una vacanza indimenticabile e via.

Questa, più che una ricetta, è un’idea, non tutte le donne del mondo sono foodblogger o hanno tempo da perdere come me; questa è un’idea veloce per un dolce dell’ultimo minuto, perfetto per utilizzare rotoli di brisè, come questa, o pasta sfoglia o frolla.

Per la farcitura va bene tutto, anche se avete 1 albicocca soltanto, una ciliegia, una nesopola, una mela ecc. mettete tutto assieme, disponete la frutta in maniera fantasiosa e creerete un dolce da sogno (per dirla alla Briatore ;-) ) che sarà il vostro orgoglio ed il vostro salva dessert ;-)

Nella lista degli ingredienti ho scritto i miei, voi potete fare con quello che avete.

fichi dello zio da maturare-001       

I fichi dello zio da maturare.

Ingredienti :

  • 1 confezione di pasta brisè light pronta (light per sentirmi meno in colpa),
  • 9 fichi e 1/2,
  • 1 banana tagliata a rondelle,
  • chicchi di uva spina per riempire gli spazi del bordo,
  • pane grattugiato per spolverizzare il fondo della brisè o biscotti tritati se voletela preparazione più dolce,
  • marmellata di susine gialle per coprire il pane grattugiato,
  • zucchero di canna per spolverizzare la superficie.

collage torta fichi       

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Togliere la pasta brisè dal frigorifero (se non la preparate voi) dieci minuti prima di srotolarla e bucherellarla con i rebbi della forchetta; spolverizzarla con pane gattugiato (o biscotti secchi).

Fare uno strato di marmellata e disporre la frutta secondo il vostro gusto; spolverizzare con lo zucchero di canna ed infornare per 25/30 minuti fino a doratura.

Solitamente io copro queste torte con un foglio di carta forno che tolgo cinque minuti prima di sfornarle, provate, se vi va.

brutta ma buona fichi3-001       

Buon proseguimento di domenica e buona settimana di ferragosto.

P.S.: Tiziana, pienamente fiduciosa delle mie proposte, ieri pomeriggio mi scrive così:

Pasta sfoglia, fondo di biscotti integrali, marmellata di albicocche, spicchi di 2 pesche, fragole e banana congelate.

La frutta l’ho bagnata col succo di limone e poi spolverata con zucchero di canna.
BONONA, metà la xe sparida!

Ecco a voi le foto.

 collage torta Tiziana     

 

Cestini e Millefoglie di Melone con Patè di Avocado e Culatello di Zibello DOP per I.S.I.T.

cestini melone millefoglie culatello si-001

Questa ricetta vi sembrerà più complicata della focaccia ma non è così; le uniche difficoltà che ho avuto sono state la scelta del piatto e fotografarla, il patè non consente esposizioni lunghe, ma questo è soltanto un problema da foodblogger ;-)

Se non vi va di tenere acceso il forno a 60° per 3 ore, potete servire questo patè in cestini di Montasio (per i corregionali), di Parmigiano Reggiano o Sbrinz se, come me, lo amate alla follia.

Per la cremosità del patè ho scelto l’avocado che avevo già sperimentato qui, solitamente si adopera burro, ricotta o un formaggio cremoso ma,  l’avocado è ricco di grassi monoinsaturi che fanno bene al cuore, parola dell’ American Heart Association:

♥aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, riducendo il rischio di malattie cardiache e infarti; inoltre forniscono sostanze nutrienti e aiutano a preservare le cellule del corpo.

I grassi monoinsaturi sono anche solitamente ricchi di vitamina E, un antiossidante di cui gran parte degli americani (e Italiani n.d.r.)ha grande bisogno♥

Il Culatello di Zibello DOP è ricco di proteine e contiene pochi grassi e, insieme con l’avocado diventa un armonia di sapori; un patè ottimo anche semplicemente spalmato su un crostino o in un tramezzino con rucola o insalata; come sempre qui lascio al vostro gusto e alla vostra fantasia.

 millefoglie melone pp e cestino con crema-001

Ingredienti per  la sfoglia di melone Ricetta di Davide Oldani):

  • 1/4 di melone (uno medio),
  • 50 g. di riso bollito.

 collage cestini melone

Come fare:

un consiglio, se volete provare, stendete il composto più sottile adoperando una spatola larga, ridurrete i tempi di asciugatura.

Tagliare il melone a pezzetti e metterlo in una casseruola; farlo sobbollire fino a dimezzare la quantità di liquido; unire il riso già cotto (senza sale), mescolare, togliere dal fuoco e frullare.

Stendere il composto su un foglio di silpac o, se non l’avete va bene anche il silicone ed infornare a 60°C. per 3 ore; se volete fare i cestini, dopo 1 ora circa, sfornare e, adoperando un coppapasta, ricavare la forma desiderata: per le millefoglie lasciare così, per i cestini, sollevare i cerchi con una spatola e capovolgerli su un pirottino reso conico con un manico di legno un po’ grosso.

Infornare e terminare l’asciugatura fin quando la sfoglia avrà la trasparenza di una caramella o di un croccante.

collage culatello, avocado, limone

Ingredienti per il patè:

le dosi sono variabili a seconda della quantità che desiderate preparare, l’importante, per l’equilibrio di sapori, mantenere la proporzione 1/1, stesso peso di culatello, stesso peso avocado.

  • culatello tagliato a pezzetti sottili,
  • stesso peso di polpa di avocado maturo,
  • qualche goccia di succo di limone per evitare l’ossidazione dell’avocado e dare freschezza,
  • una puntina di scorza di limone grattugiata (se avete il microplan usatelo).

millefoglie melone crema culatello pp1-001

Come fare il patè:

mettere nel bicchiere del minipimer il culatello, la polpa di avocado ed azionare fino ad ottenere una crema, unire il limone, succo e scorza, amalgamare.

Inserire il composto in una sac a poche e riporre in frigorifero fino al momento della preparazione.

Preparazione:

per la millefoglie, alternare sfoglie e patè, ultimando con un ricciolino di patè ed un rametto di timo fresco o altra erba aromatica a voi gradita.

Per i cestini, inserire il patè e decorare con un cuoricino ricavato dalla sfoglia di melone; un consiglio, inserite il patè all’ultimo momento, potete mantenerlo in frigorifero ben chiuso.

cestino melone crema culatellopp-001

Tutto qui, ora, se vi va, sbizzarritevi, io oggi vado a spasso con ello e lo zio, andiamo in Carnia a comperare il miele; auguro a chi mi legge una bella domenica


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