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Vino di Tarassaco, un Vino da Meditazione.

Vino di tarassaco vaso vert.-001

Vino di Tarassaco 21 marzo 2014

La sento, è lì, nascosta dietro l’angolo, ogni tanto fa capolino e lancia piccoli e caldi raggi di sole che mi riscaldano regalandomi nuova energia: è lei, la Primavera, quella che mi sta aiutando nel mio progetto di felicità.

Non importa se ho ancora addosso il maglione, dormo col piumino, vedo la neve sulle montagne in lontananza e se le mie cavallette sono ancora ben nascoste nei loro rifugi invernali, per me è già arrivata ed io voglio brindare con e per lei con questo vino che sarà pronto fra 4 mesi, esattamente il 21 luglio 2014.

Meryl Streep la mia Africa

Foto da Pinterest (Meryl Streep ne La mia Africa)

L’ho chiamato vino da meditazione perchè, mentre raccoglievo i fiori pensavo e mi immaginavo già ad agosto, seduta su una comoda poltrona in terrazza, nella rassicurante penombra del tramonto, con Perla sulle ginocchia a sorseggiare un piccolo bicchiere di questo vino ricordando la primavera ormai lontana e sognandone già un’altra.

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Qui il prezzo più basso (cliccare sulla foto).

♣Ne uscirà un buon vino sugli 11 gradi ♣, scrive Ennio Furlan (che ho citato anche nel post precedente) riguardo questa ricetta trovata a pagina 138 del suo libro Erbe… e dintorni.

É un libro da sfogliare lentamente questo, l’amore per la Natura che nutre e coltiva questo Chef è contagioso, da ogni pagina escono profumi di erbe e di fiori e di buoni sentimenti; non è soltanto un libro di ricette, ricette ormai ne conosciamo molte e siamo diventate tutte molto brave, siamo anche in grado di inventarne di nuove, questo è un libro da leggere, da leggere tra le ricette.

La Natura ha le sue regole ed il signor Ennio ci aiuta a conoscerle, prima di tutto e poi a rispettarle, rispettare la Natura è rispettare noi stessi e allora, niente raccolte indiscriminate, niente ribaltamenti inutili di funghi che non conosciamo, niente estirpazione di bulbi con i quali poi non sapremmo cosa fare e che, nella maggioranza dei casi, non troverebbero conforto nei nostri vasi sul balcone o nei nostri orti.

Vi consiglio di acquistarlo e di leggerlo attentamente, magari anche ai vostri bambini e, perchè no, magari proprio sul campo mentre raccogliete insieme i fiori di tarassaco per preparare un buon miele o questo vino.

tarassaco ape1-001

A proposito di miele, ho avuto il mio bel daffare a raccoglierne un quantitativo sufficiente, le api stavano festeggiando, volando di fiore in fiore ed io non ho avuto il coraggio di toglier loro il fiore di bocca così mi allontanavo alla ricerca di altri fiori.

campo con tarassaco-001

Riporto le dosi indicate sul libro, io ne ho preparato un terzo: raccogliere 1 kilo e mezzo di fiori da sola è un’impresa ardua, ecco perchè può essere un buon motivo per coinvolgere la vostra famiglia convincendola a fare una gita fuori porta.

tarassaco fiori da coprire con acqua-001

Ingredienti:

  • 1 kg. e 1/2 di fiori di tarassaco privati il più possibile della parte verde (nel libro non è specificato ma io ho fatto così),
  • 2 kg. di zucchero,
  • il succo di 4 limoni,
  • 6 lt. di acqua,
  • 20 g. di lievito di birra fresco o l’equivalente di secco.

collage fiori di tarassaco per vino-001

Come fare, riporto (quasi) fedelmente:

mettere in un contenitore i fiori di tarassaco e versarvi sopra l’acqua bollente, rimestare bene finchè il tutto sia uniforme e lasciar riposare per una notte.

L’indomani filtrare il tutto spremendo bene la parte floreale per non perdere la parte acquosa ed ELIMINARE I FIORI, rimettere in pentola il liquido ottenuto ed aggiungere lo zucchero ed il succo dei limoni.

Riportare ad ebollizione fino allo scioglimento dello zucchero (c.ca 5 minuti) e lasciar raffreddare per una notte; a questo punto si può filtrare un’altra volta (io ho messo imbuto, colino, garza) sciogliendo poi il lievito in una tazza con lo stesso liquido (Il signor Ennio non lo specifica io, ho preferito scaldarlo un pò affinchè il lievito si sciogliesse bene) ed aggiungerlo al resto.

Versare in una damigianetta a collo largo e coprire con una garza onde evitare il contatto con eventuali moscerini; mettere in un posto con temperatura di almeno 20° e lasciar fermentare di modo che gli zuccheri si trasformino in alcool.

Dopo 4 settimane si passa a un primo travaso con molta delicatezza, lasciando sul fondo la parte scura e così per altri tere travasi a distanza di un mese uno dal’altro.

Nota: se il vino rimane torbido si può mettere in frigorifero, per la precipitazione delle impurità.

cesto fiori di tarassaco per vino-001

Posterò le foto dei passaggi man mano, non ho idea di come possa essere ma suppongo possa assomigliare ad uno di quelli che ello invoca chiamandolo vino aromatico, può essere anche una graziosa idea regalo ed ora, cesto in mano e via.

Campo trattore-001

Vi auguro una splendida giornata.

P.S.: una mia lettrice mi ha segnalato un un commento questo brano, miè piaciuto moltissimo e si armonizza con questo post/racconto, ho fatto una ricerca e, con infinita tristezza ho scoperto che il blog è chiuso ma vi metto il link dell’ultimo post che contiene queste stupende parole http://it.paperblog.com/e-cosi-finisce-un-blog-non-con-uno-schianto-ma-con-una-nenia-1753462/

 “Andarono in cantina col nonno e mentre lui decapitava i fiori, i ragazzi guardarono l’estate che luccicava sugli scaffali d’oro.

File e file di bottiglie, vino di dente di leone.

Erano tutte numerate e ormai erano quasi tutte piene.

Una bottiglia lucente per ogni giorno d’estate.

- Ragazzi – disse Tom – è veramente una bella pensata imbottigliare giugno, luglio e agosto.
… L’estate non finisce mai del tutto. Ricorderò ogni attimo di questa stagione, per tutta la vita! – “ 

 


Quadri di zucchine, l’artistica e rassicurante cucina di Tiziana.

quadrotti zucchine alto1-001

La cucina è la tela, gli ingredienti i colori, l’amore il pennello, la cucina è arte e, come la musica e la pittura, pochi ingredienti, poche note, pochi colori e si crea l’infinito.

Ma, come per tutte le forme d’arte, anche in cucina  non può mancare la passione perchè è questa che, dopo tanti anni di matrimonio, di pranzi e cene preparati, spesso con marito e figli esigenti,  impedisce di  cadere nella trappola della noia, della monotonia e del “si deve fare”.

Ed è per questo che mi piace condividere le ricette di Tiziana perchè le sue ricette sono arte, come i suoi quadri che, chi mi segue, conosce, anche questi quadri di zucchine sono arte.

Una ricetta da tenere in memoria per quando si avrà, nella prossima stagione, un esubero di zucchine, se ne possono preparare e cuocere più teglie, porzionarle e riporle in congelatore per l’inverno, si possono grigliare le zucchine per ridurre i tempi di cottura.

Chi ha dimestichezza col microonde le può preparare in un battibaleno, si possono presentare a monoporzioni rotonde, appoggiate su un fiore di zucchina aperto.

Si possono ottenere dei finger food avvolgendo la zucchina a mò di pacchero, farcirlo e gratinarlo, oppure, avvicinare questi paccheri l’un l’altro e verticalizzare la preparazione, anche qui la fantasia può esprimersi al meglio.

ingredienti quadrotti zucchine

Ingredienti:

  • 4 zucchine (c.ca g. 500),
  • g. 250 di ricotta,
  • 2 cucchiai di pesto (Tiziana omette l’aglio),
  • 1 cipolla media di Tropea,
  • 3 uova,
  • sale,
  • pepe,
  • Parmigiano Reggiano gratugiato,
  • semi di sesamo.

Quadrotti zucchine strato ricotta

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C.

lavare, spuntare e tagliare le zucchine nel senso della lunghezza ad uno spessore di c.ca 1/2 cm.

Lavorare la ricotta a crema aggiungendo le uova leggermente sbattute, la cipolla tritata finemente, il pesto, sale e pepe.

quadrotti zucchine da infornare

Bagnare e strizzare la carta forno, stenderla sulla teglia ed iniziare con uno strato di zucchine, stendere il composto di ricotta, uno di zucchine, ancora composto di ricotta e terminare con le zucchine, spolverizzare con il Parmigiano Reggiano mescolato ai semi di sesamo, coprire con la stagnola ed infornare.

quadrotti zucchine forno

Dopo 20 minuti togliere la stagnola e continuare la cottura per altri 25/30 minuti fino ad ottenere una bella crosticina croccante.

quadrotto zucchine pronto

Tutti si sforzano d’interpretare l’arte, di spiegarla, ma soltanto l’artista conosce la vera interpretazione, come nella vita, soltanto noi stessi, sappiamo interpretare quello che gli altri vedono soltanto come scarabocchi.

Buona giornata e grazie Tiziana, stasera questi quadri allieteranno la mia tavola, ello, che mi ha dettato la ricetta, ha dimostrato golosa curiosità.


Pasta alla Norma che più alla Norma non si può, col tocco Friuliano:il Formadi Frant.

pasta alla Norma

Era da molto tempo che avevo un sogno nel cassetto, sognavo di fare la pasta alla Norma, ma non la solita Norma la volevo ancora più Norma.

melanzane Milva1

Le melanzane per questa pasta le ho raccolte personalmente nel campo della Milva (non sono quelle della foto), la stagione ha rallentato di molto la produzione, ma adesso, piano piano si inizia a raccoglierle ogni giorno.

Il basilico è mio e c’ è anche nelle tagliatelle, ed è per questo che ho scritto: che più Norma non si può, perchè nell’impasto delle tagliatelle c’è la polpa di melanzana ed il basilico.

La passata di pomodoro che ho adoperato ed adopero sempre è esclusivamente la passata Pomì L+ che, dal contest dell’anno scorso che me l’ha fatta conoscere, adopero sempre ed è graditissima ad ello.

La ricotta salata contemplata nella ricetta originale l’ho sosituita col Friulanissimo  Formadi Frant presidio Slow food che è saporito al punto giusto e con questa preparazione ha familiarizzato immediatamente.

Ormai chi frequenta questo blog conosce già la mia tendenza ad unire l’Italia, per quel che posso, almeno nelle ricette, io amo l’Italia e la rispetto ed è per questo che non dovete prendervela a male se a volte unisco e stravolgo con amore e passione le ricette della tradizione, ma di questo ho già parlato, ora voglio parlare di lei, della straordinaria pasta alla Norma.

La ricetta l’ho presa qui e dallo stesso sito riporto il breve trafiletto che spiega in poche parole l’origine del nome di questa pasta:

la pasta alla Norma è originaria di Catania, in Sicilia, e pare che il suo nome sia stato dato per la prima volta tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900 da Nino Martoglio, commediografo catanese.

Martoglio definì infatti questa pietanza una “Norma”, paragonandone la sua bontà all’omonima opera lirica di Bellini.

Io ho voluto preparare anche la pasta con le melanzane nell’impasto, ho adoperato la polpa ricavata col metodo Raffaello, avvolgendo le melanzane ad una ad una nella pellicola e cuocendole al Microonde per 10 minuti, le mie melanzane erano quelle lunghe e non molto grandi ed ho ridotto il tempo a 6/7, di seguito la ricetta originale, tra parentesi le mie dosi e varianti.

ing. pasta Norma-001

Ingredienti per 4 persone (1 e 1/2):

  • 1 Cipolla (1 cipollotto fresco),
  • 10 foglie di basilico fresco (5),
  •  2 melanzane (1 melanzana rotonda piccola per contenitore + 4 lunghe piccole per impasto tagliatelle e condimento),
  • olio extravergine di oliva,
  • pepe, quanto basta a piacere (peperoncino rosso fresco di Milva),
  • 800 g. di pomodori pelati meglio freschi ( mezza bottiglia di passata POMÍ L+
  • 200 g. di ricotta salata (50 g. di Formadi Frant),
  • sale grosso, quanto basta,
  • 400 g. di pasta (tipo a piacere) (io ho preparato le tagliatelle).
  • olio di semi di arachide per friggere (la ricetta originale dice extravergine di oliva),

tagliatelle con polpa di melanzane e basilico

Ingredienti per le tagliatelle alla melanzana (premetto che le dosi sono insolite perchè tutto è partito dalla quantità di polpa di melanzana ottenuta, 133 g., appunto):

  • 133 g. di polpa di melanzana cotta ottenuta come indicato sopra,
  • 2 foglie di basilico fresco,
  • 135 g. di farina di Kamut,
  • 3 cucchiai di albume,
  • 1 pizzico di sale.

tagliatelle alle melanzane

Come fare la pasta:

Dopo aver ricavato la polpa delle melanzane, metterle nel bicchiere del frullatore insieme al basilico e ridurre a crema, aggiungere l’albume ed amalgamare.

In una ciotola unire la farina ed il sale e formare un panetto che metterete a riposare in frigorifero per 1 ora.

Alla fine del riposo, formare le tagliatelle, i puristi col mattarello, gli altri con la nonna Papera che ha sempre il suo perchè.

Come preparare il condimento e la melanzana contenitore:

appassire il cipollotto in olio evo, unire qualche strisciolina di peperoncino rosso fresco ed insaporire, aggiungere la passata di pomodoro, aggiustare di sale e portare a cottura senza far asciugare troppo il sughetto, verso la fine unire le foglioline di basilico spezzettate con le mani e mettere da parte.

In abbondante olio di arachidi profondo a 160/170°C. (max,) friggere le melanzane tagliate a cubettini.

La melanzana contenitore va tagliata a 3/4 lasciando la parte col picciolo che farà da coperchio, la base della parte contenitore va regolata per farla stare appoggiata

Il coperchietto, mentre si frigge,  va tenuto per il picciolo perchè deve rimanere sodo e non perdere il colore, la parte inferiore va rigirata cercando di friggere l’interno che poi rilascerà sapore ala preparazione.

Scolare a testa in giù sula carta assorbente e far raffreddare, salare all’interno l’involucro di melanzana dopo che avrà eliminato l’unto.

Finiamo il piatto:

cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolarle e saltarle con la salsa di pomodoro, unire le melanzane a cubetti, inserire la pasta nella mezza melanzana e grattuggiare il formadi frant o, se la avete, la ricotta salata.

Per quelli che ♥mai senza Parmigiano Reggiano♥, vada per il Parmigiano reggiano, però che sia invecchiato 36 mesi.

Fermarsi un minuto ad osservare questa meraviglia, fare un bel respiro ed assaporare tutto fino alla fine, involucro compreso.

Edizione straordinaria: ello che non va matto per le melanzane, ha detto: da rifare, ed io, cosa posso fare se non rifarla?

pasta Norma alto-001

Pasta Norma con grattugia da brovada, tipicamente friulana.

Buona domenica


Fiori di zucchina ripieni, ho preso una strana piega, la piega di Pinterest…

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Già, ho preso una strana piega, la piega di Pinterest, non vado in giro per blog, ma perdo delle buone mezz’ore su quel sito ad estasiarmi davanti a foto straordinarie, a stupirmi di fronte alla creatività di noi esseri umani.

Io, che ho fatto quattro ricette striminzite con l’avocado, sentendomi un genio alla stregua di Leonardo Da Vinci (scherzo eh ;-) ), mi ritrovo di fronte a centinaia di ricette con l’avocado e ritorno piccolina, piccolina.

Per non parlare dei dolci, delle idee, beh, tanto di cappello!!!

Nel frattempo, aspettando tempi più freschi, preparo marmellate, la Signora dell’Hotel mi ha regalato una cassa di “amoli” gialli (gocce d’oro) che ho voluto fortemente conservare e, quindi, nel tempo rimasto, cucino la “normalità”, la cucina di tutti i giorni per ello, la trasgressione sono le torte salate, necessità che diventa virtù con le verdure di Milva, spesso raccolte personalmente dal suo campo.

Attendo ansiosa, anzi attendiamo ansiosi le terme, mai come quest’anno desidero prendere una sbornia d’Austria, di funghi, di boschi, di calda ospitalità Austriaca, di passeggiate all’alba sull’erba bagnata di rugiada, di sane colazioni colorate che profumano di pane caldo, colazioni ricche che mi sosterranno per ore.

Per oggi ancora fiori di zucchina, rigorosamente dall’archivio, questi sono ripieni con tonno, patate lesse, zucchine e fiori saltati in padella.

Se notate, a parte le ricette studiate, volute o classiche, molte delle mie preparazioni sono una sorta di riciclo/riutilizzo di avanzi (tra virgolette)-

Ello non mangia mai due volte lo stesso cibo, io ho altri gusti e quindi per me,  diventa problematica la gestione dei pasti.

Quando, da Milva, trovo le zucchine con i fiori  uso spadellarli assieme alle zucchine, quei puntini rallegrano e ravvivano la preparazione accentuandone anche il sapore, i fiori hanno un sapore più intenso.

Le dosi sono a piacere, come sempre in questi casi, la pastella è semplicemente fatta con farina e birra fredda, una pastella densa che deve aderire bene ai fiori e che rende croccantissimo qualsiasi cosa ci sia sotto, ho omesso la ricotta che ho sostituito con la patata lessa, ma andiamo in cucina.

F. zucchina -001

Ingredienti:

  • fiori di zucchina,
  • zucchine,
  • 1 spicchio d’aglio vestito (andrà tolto),
  • patate lesse,
  • tonno al naturale o sott’olio,
  • parmigiano,
  • pane grattugiato (per addensare leggermente il ripieno) se volete il senza glutine adoperate quello da prontuario,
  • basilico tritato,
  • sale se necessario.

Ingredienti per la pastella:

  • birra fredda,
  • farina 00, se volete una preparazione senza glutine perfetta la farina di riso.

Come fare:

preriscaldare il forno, in questo caso ventilato, a 200° C.

Se i fiori non dovessero essere bene aperti, immergerli in acqua ghiacciata, scolarli e togliere delicatamente il pistillo interno.

Spadellare le zucchine con l’aglio vestito, toglierlo dopo che le ha insaporite, aggiungere i fiori spezzettati con le mani, coprire, lasciar ammorbidire, spegnere e far raffreddare.

In una terrina schiacciare la patata lessa e sbriciolare il tonno, aggiungere il composto di zucchine ed il resto degli ingredienti, non esagerare col pane grattugiato perchè otterrete un ripieno troppo asciutto.

Riempite i fiori col composto ed immergerli ella pastella ottenuta semplicemente con farina e birra ghiacciata.

Disporli su una teglia da forno ricoperta con l’apposita carta e cuocere per c.ca 20 minuti, il tempo che si fori una bella crosticina dorata e croccante.

Se dovesse avanzare qualche fiore e avete del feta, inseritene un bastoncino all’interno e procedere alla cottura come sopra, per dare al tutto freschezza, ho accompagnato i fiori con degli spiedini di feta, datterini (i miei), olive verdi e foglie di basilico.

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Alla prossima.


Tarte Tatin Rustica con Pasta Fillo, di Nespole e Mango, Multietnica ed un pò Friulana.

Tatin di nespole col cuore di mango.-001

Stamattina, incuriosita dalle visite a questo post, sono andata a rileggermelo e mi sono commossa ed ho pensato tra me e me: sei rimasta sempre quella bambina sola, spaurita ed impalata in mezzo all’ atrio, in fondo il mondo è un atrio, dove la gente si incontra e poi sceglie la stanza dove andare e con chi, io da allora sono rimasta lì.

Ma, come non mi perdevo d’animo allora, inventandomi giochi, correndo con la mia biciclettina, andando a raganelle col secchio, giocando col mio gatto Gigi e la mia cagnolina Diana, aiutando papà nell’orto o guardarlo pescare i bisati (anguille) nel Rio Ospo o aiutando la mamma a fare gli gnocchi, nemmeno ora mi perdo d’animo e così, l’altro giorno, mi sono fatta coraggio e sono andata in canonica a chiedere al parroco se potevo raccogliere le nespole dell’asilo (quello della gattina Celeste, ricordate?).

albero di nespole asilo

Era da un pò che le osservavo maturare, ho aspettato troppo ed il raccolto è stato miserello; dalla strada sembravano belle ma erano già troppo avanti.

Le ho subito pelate, ho eliminato la pellicola che contiene i semi, che ho messo a seccare al sole con i quali preparerò il Nespolino (idea regalo per i colleghi/amici di ello per Natale).

noccioli di nespola del Giappone

Le nespole più grandi, volevo dire belle ma non me la sono sentita, le ho messe da parte per questa tatin, con le altre ho preparato una marmellata come si fa di solito, aggiungendo soltanto un pò di macis (l’involucro della noce moscata) per aromatizzarla.

Una tatin multietnica perchè è fatta con le nespole del Giappone, il mango che è originario della Malesia (era il cibo preferito da Sandokan ;-) ),  la tatin della Francia, la pasta fillo della Turchia e, tra un foglio e l’altro di pasta fillo c’è il mais tostato e tritat0 che regala a questa ricetta croccantezza e friulanità, ecco là!

mais tostato e macinato gallina

Mais tostato salato, intero e macinato.

Il tempo fugge e allora ecco la tatin rustica, non so se è bella ma so che è tanto buona, ello l’ha gradita e si è lamentato della quantità e, se piace a ello c’è da fidarsi, sofistego e diffidente com’è…

Ingredienti per una pirofila quadrata di 12 cm. di lato:

  • 16 nespole del giappone, pelate, snocciolate e private della pellicola che li contiene,
  • 16 palline di polpa di mango ricavate con l’apposito scavino,
  • 2 cucchiai rasi di zucchero di canna per la base della pirofila,
  • burro q.b (potete adoperare quello di soia se siete intolleranti al lattosio) per caramellare lo zucchero e per pennellare la pasta fillo,
  • 2 cucchiai di mais totato salato macinato nel frullatore o macinacaffè (lo trovate nel banco degli stuzzichini per aperitivi).
  • 4 fogli quadrati di pasta fillo di 20 cm. di lato + 3 strisce per il bordo,
  • spago da cucina per fermare il bordo.

Come fare:

io ho adoperato la pirofila quadrata di vetro ma, se voi avete una cocottina per tatin o altro, fate pure rivedendo le proporzioni degli ingredienti.

Mettere la pirofila sul fornello sopra una retina spargi fiamma e far sciogliere lo zucchero col burro, adagiare le mezze nespole con il buco verso l’alto e farle caramellare per qualche minuto, mettere al centro di ogni mezza nespola una pallina di polpa di mango e richiudere con l’altra mezza nespola, cospargere con poco zucchero di canna e far cuocere ancora per qualche minuto, spegnere il fuoco e lasciar intiepidire il tutto.

Nel frattempo preriscaldare il forno a 200°C.,  macinare i semi di mais, tagliare i fogli di pasta fillo conservando le strisce che andranno messe dopo la prima cottura.

Spennellare col burro fuso ogni foglio, alternandolo con un sottile strato di mais macinato ed appoggiare tutto sopra la frutta ripiegando i lembi verso la base interna della pirofila, come se doveste rimboccare le coperte al vostro bambino, per intenderci…

Spennellare la superficie con altro burro fuso ed infornare, in questa fase io copro la teglia con carta forno e la scopro dopo 15 minuti, quando abbasso la temperatura a 180°C., sfornare e, senza scottarvi, capovolgere la tatin.

Tatin prima della seconda infornata

Prima dell’ultima infornata.

Prendere le strisce di pasta fillo, senza imburrarle e girarle attorno alla tatin fermandole alla base con lo spago da cucina ed infornare per qualche minuto fin quando vedrete i bordi croccanti e colorati.

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Non temete che la tatin si asciughi troppo perchè la frutta mantiene la preparazione umida e succosa, provate se vi va.

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Per oggi è tutto, vi lascio in compagnia di Perla che vi porterà a fare un giro sul tetto♥

Perla Velux


Terza con lode, dove osano le Pesche.

Biglietto QBFVG1

Amo vincere, tutti amano vincere, chi lo nega mente;  ma ci sono situazioni e momenti nella vita  in cui la partecipazione è appagante più di una vittoria, infatti, il mio terzo posto , per me, equivale ad una laurea con bacio accademico.

Il premio speciale per la passione e la poesia nel raccontare è la più bella gratificazione per ciò che faccio.

Impossibile competere con un tiramisù ma, soltanto il fatto che, per il secondo e terzo posto, siano state scelte 2 ricette salate è il segnale che qualcosa sta cambiando nella mentalità dei Friulani.

Certo che l’abbinamento trota pesche non è gradito a tutti, sono sapori ai quali avvicinarsi un pò alla volta e mi ha fatto estremamente piacere scoprire che, per la degustazione dell’evento Giancarlo Foscarini  ha presentato il carpaccio di trota e pesche ed un risotto con pesche e Ribolla (io l’avrei mantecato con del Montasio come ha fatto Stefania); per la cronaca ha vinto il risotto.

pesche nettarine trota Fiumicello

Presentazione del mio carpaccio a Fiumicello.

Ed è così che dopo aver partecipato al concorso, le pesche nel piatto, ho voluto presenziare anche alla premiazione, accompagnata dalla mia compagna di merende Tiziana, nonchè mia mentore e pusher di autostima.

Locandina mostra pesche

Nella botte piccola ci sta il vino buono, sembra coniato apposta per il Friuli Venezia Giulia, regione piccola, posizione strategica, accarezzata dal mare e dal vento, resa sinuosa ed elegante da colline e campagne, rinfrescata dalle montagne, bagnata da fiumi.

Abbiamo tutto, pesce, carne, formaggi, vini di eccellenza, abbiamo una storia, una storia affascinante che racconta di pescatori e di taglialegna, ma si decolla con difficoltà perchè qui la gente bada più all’essere che all’ apparire.

É gente che ha sempre lavorato, questa è terra di emigranti, gente che si è costruita pezzo per pezzo tutto ciò che ha lavorando duramente lontani da casa, dalla famiglia e dagli affetti e, si sa, la fatica toglie la voglia di sorridere e di parlare, rende diffidenti e guardinghi ma oggi giorno se possiedi prodotti di eccellenza, garantiti ed unici devi fare lo sforzo di farli conoscere e per farli conoscere devi imparare a parlare e a sorridere, devi aprire la porta alle novità e berci insieme un tai .

disegno boy scout

I prodotti devono diventare attori, capaci di interpretare tutti i copioni in tutti i teatri, bisogna osare, affrontare il cambiamento, fare esperimenti, proporre, incuriosire.

Io non lo sapevo e come me molte altre persone, a Fiumicello producono anche la pesca saturnina o tabacchiera che ha origini siciliane, è coltivata sulle pendici dell’Etna ed ora anche qui per onorare il kilometro zero che garantisce freschezza e costi contenuti.

Io non conosco le regole di mercato però, lo ripeto, non sono felice, quando vedo in negozio frutta arrivata dalla Spagna quando abbiamo i campi pieni di tutto, è evidente che qualcosa non funziona come dovrebbe.

Fiumicello ha un sindaco giovane, preparato, circondato da collaboratori altrettanto giovani e preparati ed ha la fortuna di avere alle spalle persone di esperienza,  che hanno infilato le mani nella terra e la conoscono bene, le sanno parlare e la sanno ascoltare, uno di questi è questo simpaticissimo signore qui sotto (del quale scoprirò il nome q.p. )

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L’ ho tormentato  a vonde affinchè venga fatto un ricettario e a mettere i cartellini col nome e qualche accenno sulle cassette di quelle splendide pesche con tante sfumature rosa-arancio-rosse.

chiosco boy scout

Un compito che potrebbe venire affidato ai Boy scout che, nel loro chiosco personale disegnano e creano pesche origami, a loro piacerebbe contribuire con il loro senso artistico alla prossima mostra del 2014 vero?

pesche origami boy scout cesto-001

Insegnamo alle persone a chiamare ciò che mangiano col loro nome, trovo sia un arricchimento culturale, è come se tutte le donne si chiamassero Donna e tutti gli uomini si chiamassero Uomo, le pesche hanno dei nomi bellissimi, nomi di principesse, di regine ed allora facciamoli conoscere a tutti.

E facciamo conoscere anche i Foodblogger che sono un appassionato ed efficace veicolo di informazione e divulgazione, sono i foodblogger che sperimentano, provano, approvano o disapprovano e, lo devo dire, ci vuole un bel coraggio a parlare alle genti di Fiumicello di foodblogger: Ce isal fudbloggher (cos’è foodblogger), sentivo domandare in giro e sorridevo ascoltando le risposte dei vari interlocutori che però non andavano a segno e lasciavano poco convinti gli interlocutori..

Ma ora Vonde monadis, anin indenant (basta sciocchezze, andiamo avanti).

libro le pesche Martinis-001

Io mostra pesche con premio speciale a dx Fabiana Romanutti-001

Alla prossima.


Tarte Tatin con Fiori di Zucchina ripieni, versione Dolce e versione Salata: perseverare è diabolico.

Tatin fiori zucchina pp-002

Tarte Tatin in pasta fillo con fiori di zucchina ripieni di ricotta,  dragoncello e semi di zucca assieme ad albicocche, fragole e semi di zucca.

La Tarte Tatin, lo sappiamo, nasce da un errore ed è rimasto ancor oggi uno dei pochi errori per i quali il “perseverare è diabolico” non suona sinistro.

, Sorelle Tatin

Stéphanie (1838-1917) et Caroline Tatin (1847-1911)

E come potrebbe, la Tatin è un’opera d’arte,  è una tela dove disegnare un mondo a colori e sapori, è la ricetta per osare, per esprimere la creatività, per far di necessità virtù.

In frigorifero ci sono ortaggi e frutta tristi e solitari? Ecco una maniera per utilizzarli e valorizzarli, è un’idea anche per coinvolgere i bambini refrattari a mangiare le verdure.

Far “disegnare” a loro la tatin sarà uno stimolo in più per poi mangiare tutti assieme, chi non prova gioia nello sfornare una torta?

Nessuna sarà mai uguale ad un’altra, ogni tatin un pezzo d’autore con la nostra firma indelebile, i colori, dopo la cottura, cambieranno, come succede con i pigmenti per ceramica.

L’ idea di utilizzare i fiori di zucchina ripieni è nata dopo aver visto questa,  mi è rimasta impressa per tutta la mattina finchè da Milva ho visto delle zucchine freschissime con attaccati i fiori, le ho prese e sono corsa a casa perchè, si sa, i fiori di zucchina sono molto delicati.

Arrivata a casa mi sono accorta che in frigorifero avevo sotanto la pasta fillo ma la tatin ha preso comunque corpo, e che corpo, alla fine l’uso della pasta fillo ha reso la tatin simile al Baklava ma meno dolce perchè ho dosato lo zucchero  per non avere una preparazione stucchevole in quanto lo strato di caramello della ricetta tradizionale rende la tatin molto dolce.

Le dosi sono approssimative ma il bello della Tarte Tatin è anche questo, non ci sono regole rigide da seguire ed i presunti “errori”” alla fine diventano pregi.

Io non ho la teglia da Tatin ed adopero un tegame di ghisa ed il risultato è perfetto, questa ha 20 cm. di diametro mentre quella per la tatin salata ne ha 24.

fiori di zucchina ripieni per tatin-001

Ingredienti per i fiori di zucchina dolci:

  • 7 fiori di zucchina,
  • 100/120g. di ricotta setacciata (dose variabile),
  • 1/2 cucchiaio di zucchero di canna,
  • foglioline di dragoncello fresco,
  • semi di zucca tostati e tritati grossolanamente.

collage

Ingredienti per il caramello e completamento:

  • 60 g. di zucchero di canna + 1 20 g. per la rifinitura,
  • 50 g. di burro a fiocchetti + un pò per la pasta fillo e rifinitura,
  • 4 albicocche tagliate a metà,
  • 6 fragole,
  • 1 manciata di semi di zucca,
  • 6 fogli di pasta fillo (o 1 brisè, o 1 pasta sfoglia).

Tatin fiori zucchina-001

Come fare:

lavare delicatamente i fiori di zucchina, senza romperli, eliminare il pistillo.

Mettere lo zucchero ed il burro in una tegame adatto al forno ( se avete quello apposito per Tatin meglio), farli sciogliere ed aggiungere i semi di zucca, continuare la cottura e far colorare leggermente, non è necessario caramellare.

Nel frattempo setacciare la ricotta, tagliuzzare le foglioline di dragoncello ed amalgamare assieme allo zucchero ed i semi di zucca tritati.

Aiutandovi con una sac a poche riempire i fiori a metà, richiuderli dandogli un giro per evitare che fuoriesca il ripieno.

Preriscaldare il forno a 220°C.

Quando lo zucchero sarà pronto, disporre i fiori a raggiera alternandoli alle mezze albicocche, al centro mettere 2 mezze albicocche sovrapposte e riempire gli spazi con le fragole intere (vedi collage), spolverizzare con lo zucchero rimasto e preparate gli strati di pasta fillo pennellandoli con il burro ad uno ad uno e sovrapporli.

Appoggiarli sopra la frutta, ancora una spennellata di burro ed infornare per 15/20 minuti o finchè noterete che la pasta fillo avrà preso colore e si sarà gonfiata e sfogliata.

Sfornare, far raffreddare per qualche minuto, appoggiare sulla teglia un piatto adatto a contenere la tatin e, con sicurezza, capovolgerla ed ammirarla.

Questo dolce è straordinario mangiato tiepido ma ancor di più il giorno dopo freddo di frigorifero, provate, se vi va.

Tatin fiori zucchina fetta-001

Tarte Tatin dolce con fiori di zucchina ripieni.

Tatin salata alto

Ed ecco la versione salata, per il ripieno ho adoperato lo sgombro affumicato al pepe, che va a sostituire il già collaudato abbinamento col tonno.

I fiori sono alternati da mezze zucchine fatte rosolare in olio e aglio nella stessa teglia dove ho insaporito sia i fiori che le rondelle di zucchina per lo strato sotto la pasta brisè (in questo caso già pronta).

Al centro ho messo delle patate novelle che avevo cotto, con la buccia, assieme alle cosce di pollo (la cena).

Tatin con fiori ripieni di ricotta e sgombro affumicato-001

Ingredienti per i fiori ripieni:

  • 11 fiori di zucchina,
  • 150 g. di ricotta setacciata (dose variabile),
  • 80 g. di formaggio spalmabile (dose variabile),
  • sgombro affumicato  tagliato a pezzettini (6/7 cm di quello della foto),
  • sale affumicato q.b.

Ingredienti per il completamento:

  • olio evo,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • 3 patate novelle già cotte con la buccia,
  • 5 piccole zucchine tagliate a metà per il lungo,
  • 3 piccole zucchine tagliate a rondelle sottili,
  • 1 sfoglia di pasta brisè rotonda,
  • sale affumicato q.b.

collage

Come fare:

per i fiori procedere come per la versione dolce, setacciare la ricotta ed amalgamarla al formaggio cremoso, unire i pezzettini di sgombro e mescolare bene, regolare la sapidità con il sale affumicato.

Nella teglia che adopereremo per la tatin far scottare per pochi secondi in olio evo i fiori, toglierli e metterli da parte, aggiungere lo spicchio d’aglio vestito e rosolare  le mezze zucchine, toglierle e metterle da parte, rosolare anche le rondelle di zucchina, toglierle ed eliminare l’aglio.

Tamponare con carta da cucina l’eccesso di olio e disporre gli ingredienti per  la tatin, i fiori a raggiera alternati alle mezze zucchine, al centro le mezze patate, sopra le zucchine a rondelle e, per finire, la pasta brisè, così come viene, la tatin non bada alla forma.

Tatin salata fetta

Per oggi è tutto, vi lascio con Perla sotto il mio rabarbaro, occhio ;-)

Perla sotto il rabarbaro

Pesche e Picolit, ricordi reinterpretati in una goccia di cristallo.

persighi col Picolit1

Persighi col vin,  il dessert estivo più in uso, quando ero fanciulla, a quei tempi, dopo il “ghiacciolo” era l’altra fonte di refrigerio.

Tornare a casa e trovare in frigorifero una terrina de persighi col vin era la norma, per i bambini il vino era un tabù, per me persighi col sucaro e limon, per i maschi vin coi persighi ed in questa goccia di cristallo c’è tutto questo.

Il primo ed il terzo strato è dedicato agli uomini, il secondo ed il quarto alle donne e l’ultimo ai bambini, in quanto non c’è il vino ma la spugna di agrumi con delle palline di pesca e striscioline di buccia, perchè a me, da bambina, piaceva molto mangiare la buccia delle pesche e quelle che lasciava la Signora Gisella le mangiavo io, mi avevano insegnato che sotto la buccia sono concentrate le vitamine.

Picolit-001

Alla base un ramo di dragoncello per la nota di colore, a seguire un’aspic di pesche  nettarine con vino Picolit fatto con:

  • 135 g. di vino Picolit,
  • 50 g. di pesche nettarine, sbucciate e tagliate a piccoli dadini ,
  • 4 g. di colla di pesce.

Gelatina di picolit con le pesche-001

Come ho fatto l’aspic:

non ho aggiunto nè acqua nè zucchero perchè volevo fosse puro Picolit, l’ho riscaldato, senza farlo bollire, ho spento il fuoco e, quando è scesa la temperatura  ho aggiunto la colla di pesce ammollata prima in acqua fredda per 10 minuti e strizzata.

Ho adagiato sopra il dragoncello la dadolata di pesche, lasciandone da parte 1 cucchiaio ed ho versato sopra, delicatamente, il composto diVino, affinchè la dadolata non si scomponesse.

Ho riposto in frigorifero ed il composo diVino avanzato l’ho lasciato a temperatura ambiente per adoperarlo nel terzo strato .

Persighi col Picolit pp-001

Nel frattempo ho preparato la gelatina di pesche al Picolit, ho preparato tutta la dose, adoperandone solo metà come gelatina e lasciando l’altra come semplice crema al cucchiaio, di conseguenza ho dimezzato anche la dose di gelatina che è riportata sulla lista degli ingredienti.

Persighi col Picolit da cmpletare-001

Ho fatto così:

  • 210 g. di vino Picolit,
  • 500 g. di polpa di pesche (io nettarine),
  • 5o g. di zucchero,
  • la scorza grattugiata di 1 limone Bio,
  • 8 g. di colla di pesce.

Come ho fatto la gelatina di pesche:

ho sbucciato le pesche, ho ricavato i 500 g. di polpa e l’ ho frullata, l’ ho versata, assieme al vino e lo zucchero in un pentolino ed ho portato a bollore, ho unito la scorza di limone, ho amalgamato il tutto ed ho diviso il composto a metà.

Nella metà destinata alla preparazione, quando il composto non era più bollente ho unito la gelatina (4 grammi) ammollata e strizzata, l’ho sciolta e, dopo aver verificato che il primo strato di aspic fosse solidificato, ho versato sopra la gelatina di pesche, lasciandone una parte (a temperatura ambiente) per il penultimo strato ed ho riposto la goccia di cristallo in frigorifero.

Dopo un’ora abbondante si era solidificato ed ho aggiunto l’aspic che avevo messo da parte ed ho rimesso ancora in frigorifero.

Questo strato ha solidificato velocemente ed ho aggiunto la gelatina di pesche avanzata.

pesche con Picolit4-001

L’ultimo strato è formato dalla spugna di agrumi che ho fatto così:

la dose è quella che ci è stata data dallo Chef Emanuele Scarello ad un corso di cucina (Michela dice che è il mio “pusher di ricette” ;-) ), potete farla e conservarla in frigorifero, al momento del servizio, per decorare qualche preparazione, basta frullarla col minipimer e diventerà chiara e spumosa sennò, lasciandola così, trasparente, potete tagliarla a dadini ed adoperarla come fossero piccoli pezzi di vetro.

Spugna di agrumi prima e dopo-001

Ingredienti per la spugna di agrumi:

  • 220 g. di acqua,
  • 180 g. di zucchero,
  • 200 g. di succo di limone,
  • 16 g. di colla di pesce.

Come fare la spugna di agrumi:

portare ad ebollizione l’acqua assieme allo zucchero ed al succo di limone, unire, quando la temperatura sarà scesa,  la colla di pesce ammollata e strizzata, riporre in frigorifero per una notte.

Come ho scritto prima, al momento del servizio frullare per ottenere l’effeto spugna.

Completiamo la goccia di cristallo:

col riga limoni, ricaviamo delle striscioline di buccia di pesca, con lo scavino apposito otteniamo delle piccole sfere di pesca, questo sarà l’ultimo strato della nostra composizione.

persighi col Picolit alto-001

Ricapitolando:

  1. dragoncello ed aspic di pesche e Picolit,
  2. gelatina di pesche e Picolit,
  3. aspic di pesche e Picolit,
  4. gelatina di pesche e Picolit,
  5. spugna di agrumi,
  6. sfere di pesca e julienne di bucce di pesca.

Più difficile da spiegare che da fare, io amo l’agar agar ma, per questa preparazione avevo bisogno di una consistenza, solida alla vista e al tatto ma, appena in bocca, volevo ritornasse vino: persigni col vin, appunto.

L’agar agar si scioglie a 90/100°C. e quindi, sul palato avrei avuto una consistenza gommosa.

Pesche con Picolit-001

Qualche foto, scattate mentre ero alla ricerca di una corteccia dove appoggiare la goccia di cristallo, poi sostituita con un groviglio di edera che era ancora aggrappata ad un tronco.

trattore e gabbiani-001

Trattore e gabbiani.

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Spaventapasseri vestito a festa.

Buon fine settimana.


Carpaccio di Pesche Nettarine e Trota Salmonata Affumicata, in un piatto 2 eccellenze del Friuli Venezia Giulia.

carpaccio trota affumicata pesche nettarine-1

Carpaccio di trota affumicata e pesche nettarine con citronette di lime, olio di semi di vinacciolo e sale nero di Cipro.

Proprio giorni fa scrissi di un’Azienda della zona di Fiumicello, gestita da giovani, che produce marmellate con la propria frutta e dopo qualche giorno mi arriva l’invito a partecipare ad un concorso riservato a foodblogger della Regione, l’ingrediente proposto da utilizzare per la ricetta, dolce o salata che sia è la Pesca, regina incontrastata in questo periodo nella zona di Fiumicello.

Il concorso è aperto anche ai foodblogger extraregionali ma non entreranno nella classifica, è sponsorizzato dal Comune di Fiumicello che, per quelli che vivono qui è il regno della frutta e non solo, anche gli asparagi la fanno da padrone quand’è la stagione.

Molti si spostano volentieri per andare in quella zona a comperare la frutta, lì vicino c’è la Laguna di Grado, meta di vacanza per molti stranieri e anche centro termale di cura (vedi link).

Voi sapete che da fanciulla vivevo a Ronchi dei Legionari, amata e coccolata dalla mia adorata Signora Gisella, noi bambini possedevamo tutti una bicicletta e, finite le scuole, iniziavano le nostre ladresche scorribande fruttate, iniziavamo con le ciliegie, ormai ci conoscevano e i padroni degli alberi chiudevano un occhio e a volte ci dicevano: ocio de no cascar, che se ve fassè mal mi no vegno a ingrumarve!!! (attenti a non cadere e farvi male perchè io non vengo a prendervi)… Nessuno è mai caduto :-D

Noi fanciulle tornavamo a casa sempre adornate con splendidi orecchini rosso ciliegia e, per farci notare, muovevamo la testa con fare elegante.

pesca

Poi arrivava il periodo delle pesche e lì era più semplice perchè si poteva agire indisturbati anche rimanendo in sella, ne prendevamo qualcuna, la infilavamo nella maglietta, una in bocca e via di corsa…

Come dimenticare i “buioi” di pesche col vino nelle sere d’estate e,anche se io ero piccola, non potevo esimermi da festeggiare con i grandi, condivo le mie pesche con zucchero e limone e diventavo maggiorenne in un attimo.

Le pesche col vino, delizia rinfrescante in tutte le sagre dei paesi dell’Isontino e non solo.

Ed è per questo, per questi ricordi che ho deciso di partecipare al concorso, nonostante i vari sassolini che ho nella scarpa, mi piace rimanga qualcosa di me e di questi posti, di questa Regione colpita, aimeh, dallo scandalo Cospalat.

Quello che mi colpisce ancor di più è la complicità di due donne, ed io mi domando: ma queste due donne hanno bambini? Danno loro il latte? Non giustifico nemmeno il presidente ma, si sa, gli uomini hanno altri Punti di vista , gli uomini sono per i bes (soldi) ma una donna che si presti a questo no, questo mi risulta incomprensibile ed inaccettabile.

Questa Regione sta facendo salti mortali per mettersi in evidenza per le sue eccellenze, so di produttori che fanno sacrifici per restare a galla e non mollare e poi, arriva un avido che rimette tutto in discussione e danneggia Aziende ignare che si trovano da un momento all’altro con gli ordini dimezzati, è vergognoso!!!

Io il Montasio continuo a comperarlo e a promuoverlo e spero che questa brutta storia non faccia più danni di quelli previsti e poi una parolina al Sior Fidenato che ha un’attrazione fatale per il mais OGM che, tra parentesi ha seminato poco distante da casa mia dalla quale vedo distese di campi di mais REGOLARE, ma quel mais, mi domando, sarà contaminato?

Dal momento che tutti portano via dall’Italia e dalla Regione le fabbriche per andare all’estero, lo facesse pure lui, vero sior Fidenato? Fine.

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Donna con la Gerla di Tiziana Millo

Ma la parte bella è che la mia Amica Tiziana (compagna di merende) fa spesso mostre in paesi vicini a Fiumicello, i suoi quadri sono straordinari, di sicuro vi ricordate questo che sta in bella mostra al Prosciuttificio Wolf di Sauris, vedete che gira e rigira il bello ed il buono rimangono qui, in Friuli Venezia Giulia?

Ed eccomi qui, con la ricetta che mi è molto cara, perchè l’ho ideata un sera d’estate, di ritorno da una gita a Most na Soči, il post era questo.

Copio-incollo l’introduzione:

Questo abbinamento mi frullava per la testa da un pò, siccome né ello né io amiamo molto il sapore di pesce ho pensato di smorzarlo un pò con le pesche nettarine, quelle dure che si prestano ad essere tagliate con l’affettatrice, per non coprire l’equilibrio di sapori non ho usato l’olio d’oliva ma un olio di semi di vinacciolo e l’ho emulsionato con il succo di lime.

Pesca1-001

Ingredienti:

  • fettine di trota affumicata,
  • fettine di pesca noce,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • succo di lime,
  • sale nero di Cipro macinato.

Come fare:

alternare le fettine di trota e pesca, irrorarle con la citronette, far insaporire per 15 minuti e mangiare :-D

carpaccio trota aff. e pesca conchiglia1-1

Si può pubblicare una sola ricetta ma, per chi volesse un’idea per adoperare le pesca in una ricetta salata ecco qui, la ricetta contemplava le pesche nettarine che, da queste parti, si chiamano Pesche Noci, ma io avevo le tabacchiere, provate, se vi va.

Petto di pollo alle pesche tabacchere-001

Petto di pollo alle pesche Tabacchiere.


Dolci trasparenze fiorite e piccoli pancakes, per quelli che: “Mai più senza sambuco”.

Trasparenza sambuco e pancakes-002

Se fosse un animale sarebbe un felino, se fosse una donna sarebbe una nobile, ricca Signora di un tempo, di quelle eleganti comunque e sempre, sia in stivali di gomma, spettinate o vestite con un sacco.

Se fosse uomo, la moglie ideale per lui sarebbe l’acacia con la quale spesso condivide gli spazi in campagna o sui bordi delle strade.

L’acacia però è meno socievole, poco propensa ad offrirsi agli altri, le sue spine   possono procurare ferite profonde e , spesso ho dovuto cambiare la camera d’aria della mia bicicletta a causa di una spina di acacia .

Quello che si fa con i fiori di sambuco si può fare anche con i fiori di acacia, basta avere l’accortezza di raccoglierli freschi e intatti perchè, al contrario del suo amico, i fiori perdono il profumo con la pioggia ed il tempo, ma torniamo al protagonista di questo post, il sambuco.

Elegante, raffinato, romantico, viene considerato infestante perchè il suo spirito di adattamento lo porta a crescere un pò dappertutto, a più altitudini e questo regala, a chi vive vicino collina e montagna, un raccolto a scalare.

Nei campi qua attorno i suoi fiori sembrano colpi di sole, il verde delle sue foglie si distingue nella macchia e la sua generosità ci regala un profumo da poter conservare tutto l’anno.

In primavera i grappoli dei boccioli possono essere messi sott’olio o sott’aceto, subito dopo i suoi fiori regalano un meraviglioso sciroppo, mi chiedo sempre chi abbia avuto per prima l’idea i mettere questi fiori in acqua, zucchero e limone.

In tarda estate ecco il candore dei fiori lasciare il posto a delle bacche di un verde delicato che si trasforma poco dopo in un brillante viola scuro.

Con queste bacche si possono fare sciroppi, marmellate e… zuppe, c’è anche chi ne fa un liquore.

Io ho voluto fare queste “trasparenze”, adoperando lo sciroppo che ho rifatto una settimana fa, ne ho fatta 1 dose e mezza e, avendo un frigorifero in cantina per conservarlo, ho ridotto la quantità di acido citrico ed aggiunto 2 limoni spremuti; come sapete, non amo il sapore dello sciroppo a caldo.

Se gradite il sapore dello sciroppo a caldo, procedete pure con l’uso dell’agar agar, seguite le dosi scritte sulle confezioni, vi darà un risultato più gommoso (mentre la colla di pesce ha più scioglievolezza) oppure, se ne adoperate meno otterrete una gelatina cremosa trasparente da servire in coppa di vetro per un effetto scenografico, effetto che otterrete anche facendo delle gelatine di piccola forma deliziose da mangiarsi in un boccone.

trasparenze part.-001

Ingredienti per le traparenze:

  • 250 g. di sciroppo di fiori di sambuco,
  • 4 fogli di colla di pesce (8 grammi),
  • 50 g. di acqua (per sciogliere la gelatina),
  • fiori di sambuco per decorare,
  • petali di rosa per i cuoricini.

trasparenze alto corn-002

Come fare le trasparenze:

mettere in ammollo i fogli di colla di pesce per 10 minuti, strizzarli bene e scioglierli nell’acqua, unire il composto allo sciroppo e mescolare bene.

Versare una parte della gelatina nelle formine e metterle in frigorifero per 1/4 d’ora, appoggiare i fiorellini sgranati di sambuco e/o i petali di rosa (i miei dalle rose dello zio) e, delicatamente,  aggiungere l’altra parte di gelatina fino a riempire la forma, riporre in frigorifero per non meno di 4 ore.

Vi consiglio, se avete intenzione di creare una composizione, di decidere prima dove posizionare le trasparenze e, dopo averle sformate,  con un brevissimo contatto della base dello stampo in acqua calda, di bagnare una spatola larga e sottile e sollevare delicatamente la trasparenza e farla scivolare lentamente sul piatto di portata, qui, io ne ho adoperati 2, di ardesia.

Tutto qui, potete sbizzarrirvi a piacimento con le forme che più vi piacciono e: buone trasparenze a tutti.

Ma, non è finita qui, volevo gustare le trasparenze con qualcosa che fosse più consistente ma inerente al tema sambuco così, ho ripreso in mano la ricetta dei pancakes che avevo fatto nel 2009, anno in cui ho iniziato a seguire Nigella su Sky.

Aveva fatto dei pancakes con i fiocchi di latte nell’impasto, a suo tempo li avevo riprodotti anche con il formaggio spalmabile, lo sciroppo e fiori di sambuco e ieri, li ho rifatti a forma di fiore adoperando la ricotta di kefir che ottengo scongelado in un colino il kefir in esubero che tengo in freezer.

Se volete facilitarvi la vita fateli come sempre e ritagliate poi la forma a fiore o quella che preferite.

Trasparenze sambuco e pancake tov alto-001

Faccio un copia-incolla del post/ ricetta pubblicata sul forum il 27-05-09 20:52, tra parentesi le dosi dei fiori nelle foto, omettendo il  periodico ;-)

*La base di questi pancakes è la classica delle famose ciambelle americane (quelle che mangiava Julia Roberts in Pretty woman,per intenderci), ho aggiunto del formaggio cremoso Kaori e una bella manciata di fiori di sambuco.

collage

Ingredienti:

  • 3 uova (separare i tuorli ) (1 uovo),
  • 1 cucchiaio di zucchero e 2 di sciroppo di sambuco (1 cucchiaio di zucchero aromatizzato al sambuco*),
  • 250 g. di formaggio cremoso (85 g. di ricotta di kefir setacciata),
  • 1 manciata abbondante di fiori di sambuco (a piacere),
  • 50 g. di farina (16 g.),
  • 1 pizzico di sale (omesso),
  • burro per la teglia.

*come fare lo zucchero aromatizzato a fiori di sambuco(copio-incollo da questo post):

la sera prima mettere dei fiori freschi nella dose di zucchero che deciderete di adoperare sia per l’impasto che per lo sciroppo, scuotere il barattolo, il giorno dopo eliminare i grappoletti (conservateli per lo sciroppo)lasciando pure tranquillamente i fiori che si saranno scuriti un pò.

Se volete farne una dose maggiore, vi consiglio di polverizzare dei fiori secchi ed inserire la polvere ottenuta nel barattolo di zucchero, ne basterà davvero poca e non altererà la consistenza del vostro zucchero.

Come fare:

mescolare i tuorli con lo zucchero ed unire gli altri ingredienti, la ricotta setacciata!

Montare leggermente gli albumi con il sale per la dose intera io, per 1 uovo l’ho omesso), amalgamare.

Scaldare una padella antiaderente (io di ghisa), ungerla leggermente con poco burro, se fate i fiori come me ungete gli stampini e posizionateli sul fondo della pentola, farli scaldare ed inserire il quantitativo di pastella che desiderate.

Se fate la forma classica, cuoceteli 2 minuti per parte, sarà il momento di girarli quando i bordi formerano delle bollicine, nel mio caso ho fatto ad occhio, sollevando le formine con una paletta, le ho girate e le ho riposizionate nella padella spingendo l’impasto in basso ed ho tolto la formina.

Li ho voluti più alti proprio perchè, date le dimensioni, non si asciugassero troppo.

ardesia con trasparenze-001

Nella trasparenza si rifletteva il cielo azzurro di ieri, oggi è nuovamente grigio…

Già che gironzolavo tra frogorifero&C., un’ideuzza per l’estate, sempre che arrivi: mettere negli stampini per il ghiaccio lo sciroppo , infilare qualche fiorellino e mettere in congelatore, nel momento che vi verrà voglia di una bibita dissetante o di bere un the aromatizzato, prendete un cubettino e preparatevi una bevanda e godetevi il relax, magari leggendo un libro.

ghiaccioli di sciroppo fiori sambuco-001

Per oggi è tutto, buona giornata e, alla prossima


Polpettine di melanzane con cuore di Parmigiana, zuppa di burrata e bucce di melanzana in agrodolce: entriamo nelle pieghe delle ricette.

Polpetta di melanzane  ec di parmigiana-001

Mi rendo conto che i miei post sono troppo lunghi da leggere per chi passa di qua per un saluto o per la ricetta, ma a me piace così, non riesco a fare diversamente ( se vi incuriosisce la polpettina della foto, tralasciate questa introduzione).

In fondo questo non è semplicemente il “mio ricettario”, non ne ho bisogno, anche perchè, raramente rifaccio due volte la stessa ricetta o, se la rifaccio, la modifico ancora.

Per me la cucina è una passione (se non si fosse capito… ), un hobby, come il ricamo, l’uncinetto, il lavoro a maglia, la pittura, il decoupage ecc. ecc., io dipingo piatti, utilizzo gli ingredienti come fossero colori o fili colorati.

Cucinare mi rilassa, mi appaga, mi da energia positiva, mentre cucino penso, mi piace l’approfondimento di una ricetta, un’amica mi definisce così: «quella  piena di curiosità che non si perde nulla nelle pieghe delle ricette», e questa definizione trovo mi calzi a pennello.

Raffaello, alla fine del corso mi ha chiesto come mai non sfrutto questa mia passione e magari renderla redditizia… Beh, la risposta, chi mi conosce o chi mi ha frequentata lo sa già, semplicemente perchè io non so relazionarmi con le persone, la gente ed io non ci piacciamo…

La sala dove si svolgono i corsi è uno dei pochi posti dove io non mi senta inadeguata e fuori posto, pur essendoci persone molto diverse e distanti da me sia per ceto sociale che per levatura culturale, su quello sgabello vicino al lavandino da dove mi è permesso fare domande, fotografare, assaggiare e toccare con mano gli ingredienti, io mi sento una principessa… Ormai è un dato di fatto, io sono così: Libera…

Ma ora ritorniamo in cucina e parliamo di polpette, di Signore polpette, le prime che sono state presentate al corso, delle splendide, succulente, goduriose perle di melanzane col cuore di parmigiana e, come se non bastasse, adagiate voluttuosamente su una zuppa di burrata e decorate da una brillante julienne di bucce di melanzane in agrodolce.

bucce dimelanzana caramellate1-001

Iniziamo proprio da queste, dalle bucce di melanzane in agrodolce, un modo raffinato ed elegante per utilizzare le bucce delle melanzane che solitamente scartiamo, anche se, ultimamente l’esigenza del «far di necessità virtù», ha avvicinato tutti alla cultura del “buttiamo via il meno possibile”.

Questa julienne di melanzane può essere conservata ed utilizzata per arricchire più prepaazioni, per decorare piatti semplici che acquisteranno immediatamente un tocco di classe.

Ingredienti per la cottura sottovuoto:

  • 100 g. di bucce crude di melanzane tagliate a julienne,
  • 1 cucchiaio raso di zucchero,
  • 2 cucchiai di aceto rosso (mantiene il colore delle bucce),
  • 1 pizzico di sale,
  • 50 g. di olio Extravergine di oliva.

Come fare la cottura sottovuoto:

unire gli ingredienti in un sacchetto da sottovuoto, sigillarlo e cuocere a vapore o in acqua, importante è mantenere la temperatura 92°C. per 30 minuti, fermare la cottura in acqua e ghiaccio.

Ingredienti per la cottura in pentola:

  • 200 g. di bucce crude di melanzane tagliate a julienne,
  • 300 g. di zucchero,
  • 200 g. di acqua,
  • 500 g. di aceto di vino rosso.

Come fare la cottura in pentola:

con l’acqua e zucchero preparare un caramello biondo, versare, lentamente, l’aceto CALDO, mescolare per amalgamare bene il composto e portare a bollore, unire le bucce, portare nuovamente a bollore, spegnere il fuoco e lasciar raffreddare le bucce nel liquido.

Raffaello ha dato anche questa dose per ottenere gli scalogni in agrodolce:

Ingredienti per 1 kilo di prodotto:

  • 600 g. di zucchero,
  • 400 g. di acqua,
  • 1 litro di aceto.

Come fare:

procedere come sopra (cottura in pentola), facendo bollire gli scalogni per 3 minuti, fatto.

parmigiana congelata per polpette-002

Ora prepariamo la parmigiana di melanzane dalla quale Raffaello ricava i cuoricini da inserire nelle polpettine.

Lui adopera uno stampo da plum cake in pirex, le melanzane non vengono fritte ma cotte al forno, gli strati vengono ripetuti per 2 volte, dopo cotta, la parmigiana viene messa nel congelatore, il risultato è una “placca” dalla quale si ricaveranno poi i cuori.

Preparazione delle melanzane:

tagliare le melanzane a fette di 5 mm., Raffaello consiglia, se le melanzane non sono freschissime, di salarle per togliere l’amaro,  mezz’ora basta, l’importante è, dopo,  risciacquarle bene e tamponarle con la carta assorbente.

Ungere una placca da forno, appoggiare le fette di melanzane, ungerle con un pennello e salarle, cuoere a 190°C. per 8/12 minuti, dipende dal vostro forno.

Ingredienti per la parmigiana light:

  • melanzane c.s.,
  • salsa di pomodoro (uno strato sottilissimo, va benissimo la salsa che fate di solito),
  • formaggio latteria, va benissimo anche il Pannarello, (evitare la mozzarella che renderebbe “gommosa” la preparazione),
  • Parmigiano Reggiano grattugiato.

Come fare la parmigiana light:

iniziare con uno strato sottile di salsa, melanzane, formaggio, salsa, melanzane, formaggio, cuocere in forno ventilato a 200° C. per 20 minuti (tempo consigliato da Raffaello per i forni di casa).

Sfornare, se avete la fortuna di possedere un abbattitore, inseriteci la parmigiana, altrimenti, dopo che la preparazione sarà fredda mettete in congelatore.

Al momento dell’utilizzo, tirate fuori la vostra parmigiana e dividetela in cubetti che inserirete congelati nelle polpette.

cuoricino parm per polpette-001

Ora passiamo alla preparazione delle polpette.

Ingredienti:

  • 400 g. di polpa di melanzana,
  • 1 uovo intero,
  • 1 tuorlo (l’albume per la panatura),
  • 100 g. di pane secco senza crosta,
  • 100 g. di Parmigiano o Grana o Sbrinz, o Montasio 10 mesi, l’importante che siano stagionati,
  • santoreggia,
  • timo,
  • sale,
  • pane grattugiato per la panatura,
  • olio di arachidi per la frittura.

composto polpettine melanzane1-002

Come fare:

otteniamo la polpa di melanzane: dopo averle pelate (la buccia adoperiamola c.s.), tagliarle a fette di 5 mm., buttarle in acqua bollente salata per 5 minuti, scolarle, farle raffreddare e strizzarle.

Unire la polpa agli altri ingredienti, mescolare, formare, col composto delle palline da 20 grammi, schiacciarle con il pollice, inserire il cuoricino di parmigiana, richiudere, arrotolare, passare nell’albume e nel pane grattugiato.

polpettine melanzane e parmigiana a friggere-001

Friggere le polpettine in profondo olio di arachidi, servirle su una zuppa di burrata preparata calcolando la metà di panna rispetto alla dose di burrata (il metodo per fare la fonduta), portare a 60°C. e frullare il tutto, fatto.

Servire la polpettina sulla zuppa di burrata e decorare con le bucce di melanzana in agrodolce e gustatevi l’estasi…

Polpetta di melanzane  ec di parmigiana interno-001

É una ricetta semplicissima, mi sono soffermata sui vari passaggi per dovere di precisione ma, alla fine, vi sarete accorti che tralasciando il cuore di parmigiana, la zuppa di burrata, le bucce in agrodolce, queste polpettine sono la cosa più semplice da fare.

Nelle cucine degli Amici di Godia, il riciclo non è contemplato, come non “dovrebbe” essere contemplato nei ristoranti con la erre maiuscola, ma a casina nostra si può e spesso si DEVE fare.

In fondo, le polpette nascono così, dalla necessità di assemblare degli “avanzi”, renderli belli, invitanti e riproporli ai familiari.

Buon proseguimento di giornata, noi ci rileggeremo venerdì.


Soufflè Glacè di Nespole del Giappone.

soufflè glacè nespole alto

L’idea mi è venuta ripensando ai miei gloriosi tempi dell’ mtc, quando, mese dopo mese, in maniera quasi compulsiva da meritarmi l’assistenza psicologica di Padre Amort, sfornavo innumerevoli versioni diverse della stessa ricetta base.

Ricordo ancora i miei innumerevoli soufflè glacè e così mi sono detta: perchè non provare con le nespole del Giappone? Ormai le ho adottate e mi porto avanti per quando inizierà qui la loro stagione, infatti, quelle che vedete arrivano dalla vicina Spagna.

Questa preparazione ha origini francesi, la base è quella del semifreddo e si presta ad un’infinità di varianti, provate, è più semplice di quanto appaia ma ora andiamo in cucina.

Soufflè glacè nespole 2-001

Prima d’iniziare la preparazione, rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 6 cm e fissare con spago da cucina, riporre in frigorifero.

Mettere in congelatore la panna così da montarla più facilmente.

Sbucciare le nespole e, al solito eliminare i semi e lapellicola che li contiene, tagliarle a pezzi piccoli, irrorare con il succo di limone, aggiungere lo zucchero (ho scelto il muscovado perchè le profuma gradevolmente) e porre sul fuoco fino ad ottenere una composta che poi frulleremo; per questo soufflè ne ho adoperati 2 cucchiai, se avanza avrete un altro dessert.

Collage Soufflè Glacè nespole-001

Ingredienti per il soufflè della foto:

  • nespole del Giappone,
  • 2 cucchiai di zucchero muscovado,
  • succo di limone,
  • 100 g. di Topfen (o ricotta o yogurt),
  • 100 g. di panna montata,
  • 4 cucchiai di composta di nespole frullata (2 per il composto e 2 per l’interno).

Ingredienti per la meringa Italiana:

  • 50 g. di albume (pizzichino ino sale e gocce succo limone per montarli),
  • 100 g. di zucchero a velo (ricavato macinando lo zucchero nel macinino da caffè, così è davvero senza glutine),
  • 50 ml. di acqua per lo sciroppo.

Come fare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima.

Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua , facendo sciogliere sul fuoco fino ad ottenere uno sciroppo denso.

Versare a filo lo sciroppo sugli albumi montati a neve continuando a montare il composto fino a quando non sarà freddo, poi riporre in frigo.

Completiamo la preparazione:

montare la panna, setacciare il Topfen o la ricotta in una terrina, se adoperate quella (per lo yogurt non serve), unire 2 cucchiai di purea di nespole, unire la panna montata ed incorporare gli albumi.

Versare nel contenitore  e mettere in congelatore, quando sarà rappreso, tirarlo fuori , scavare un cratere profondo, spostando il composto ai lati, riempirlo con la purea di nespole, ricoprire con il composto spostato e  rimettere in congelatore per non meno di 6 ore.

Prima di servire rimuovere la carta, se vi va decorate con un cucchiaio di composta di nespole (io non l’ho messa perchè lo zucchero muscovado l’aveva scurita tanto).

soufflè glacè nespole tovagliolo

Buon fine settimana

A proposito di soufflè glacè:

soufflè glacè, carote, tofu rosmarino soufflè glacè effetti-1

soufflè glacè pp soufflè glacè fico

Nutellone con meringa soufflè glacè stracchino, pere e pepe pigna


Nespole del Giappone in agrodolce, un contorno alternativo.

nespole agrodolce tagliata3-001

Quando ho pubblicato il Crumble di Nespole avevo citato questo contorno, un pò scettica ma poi, curiosa come sempre di fronte a ricette fino allora sconosciute, ci ho pensato su: a me piacciono la caponata, i fagioli all’uccelletto e il savor ed anche anche a ello, allora perchè non provare?

Hanno fatto da contorno ad una tagliata, improvvisato riciclo della parte centrale della costata della sera prima, che ho condito con un olio aromatizzato alla salvia per rimanere vicino al sapore del contorno.

Questa ricetta la trovate sul libro di Emilia Valli: 1000 ricette con la frutta (€. 3,90), io l’ho comperato ma lo davano anche con un quotidiano.

Ho modificato le dosi secondo le nespole a mia disposizione, tra parentesi le dosi originali nel caso voleste provare, il procedimento l’ho un pò modificato perchè seguendo i tempi di cottura della ricetta originale le nespole sarebbero rimaste troppo crude.

nespole3-001

Ingredienti:

  • 8 nesople del Giappone a media maturazione (12),
  • 1 cucchiaio d’olio evo (1 cucchiaio di margarina),
  • 1 piccolo scalogno (1/2 cipolla bianca),
  • 2 foglie di salvia,
  • 1 cucchiaio di aceto di mele (1 di aceto bianco),
  • 1/2 cucchiaio di zucchero (1 cucchiaio),
  • sale,
  • peperoncino di Calabria in polvere.

nespole tegame2-001

Come fare:

sbucciare le nespole, denocciolarle ed eliminare la pellicola che contiene i semi, tagliarle a spicchi e rosolarle nel tegame con l’olio caldo e lo scalogno tritato finemente e fatto appassire, aggiungere la salvia tritata ed il pizzico di peperoncino.

Far insaporire bene, coprire per ammorbidirle leggermente (tendono a rimanere sode), sciogliere lo zucchero nell’aceto e versare nel tegame, alzare il fuoco, mescolare e spegnere.

Far marinare per 1/4 d’ora  prima di sevire.

salvia 2013-001

Ed ecco la mia salvia, era una piantina striminzita che mi ha seguita in vaso per 2 traslochi e come ultima speranza l’ho piantata, nel 2006 nel giardino, in un piccolo triangolino ed ecco com’è diventata.

Ieri mattina ho fatto un pò di giardinaggio e prima che la pioggia imminente ne rovinasse irrimediabilmente i fiori, l’ho fotografata.

Per oggi è tutto, buona giornata a voi♥


Cozze di Orzotto con Sclopit e Cozze.

Cozze di orzotto allo sclopit e.. Cozze.-001

Mentre l’Italia sfoglia margherite per scoprire se la primavera la ama ancora io, per simularla, sfoglio erbe di campo e…. Pulisco cozze.

Già, sono piaciuti così tanto i fusilli che le cozze sono diventate oggetto del desiderio quotidiano di ello e buona occasione per me di giocare un pò, come ai vecchi tempi.

Questa ricetta è un gioco, è un pò come la pasta degli gnocchi che mi dava la mamma affinchè creassi il mio piatto: ho prelevato prima della fine della cottura un pò di orzotto che ho fatto come sempre: rosolando le foglie di sclopit nell’olio evo con uno spicchio d’aglio vestito, ho unito l’orzo lavato e risottato aggiungendo, un pò alla volta, il liquido ottenuto dalla cottura delle cozze (copio/incollo).

Lavare bene i gusci delle cozze eliminando quelle rotte o aperte e metterle in una  pentola larga e capiente dove avremo riscaldato l’ olio EVO con l’ aglio vestito (volendo il prezzemolo ma non l’avevo), alzare la fiamma, coprire e scuotere di tanto in tanto.

Dopo pochi minuti le cozze si saranno aperte (quelle chiuse buttatele), estrarre i muscoli, metterli da parte e filtrare il liquido.

cozze n1-001

Ho continuato la cottura, omettendo l’aggiunta di sale in quanto il liquido delle cozze è naturalmente salato, alla fine ho aggiunto le cozze che non richiedono ulteriore cottura perchè tendono a diventare dure.

Detto questo arriviamo all’ impiattamento: tra le cozze ce n’era una enorme (vedi foto) e così ho pensato di adoperarla come stampino: ho inserito l’orzotto (senza cozze) nel guscio, l’ho richiuso, ho schiacciato bene, ripulito il bordo dall’eccesso di orzo e l’ho sformato, creando la cozza di orzotto.

Ovviamente questa presentazione non è indispensabile, può, semplicemente essere un’idea per un buffet, magari adoperando cozze più piccole da mangiare così, con le mani a mò di finger food.

L’assenza di burro consente di poterlo mangiare anche a temperatura ambiente, provate, se vi va.

Cozze di orzotto allo sclopit e.. Cozze.1-001

Guardate che meraviglia questo campo di colza, la foto fa parte degli ultimi respiri della mia vecchia Lumix.

Buon fine settimana.

campo di colza-001

Crema di Avocado, Cocco, Arancia: se la primavera mi dà un dito, io mi prendo un braccio…

Crema avocado cocco-001

Già, dopo una notte buia e tempestosa, finalmente sabato mattina è ricomparsa la primavera e mi è venuto in mente Giacomo Leopardi che, con la sua sensibilità malinconica, scrive la sua poesia, imparata a memoria e recitata più volte in classe e a casa, con la Signora Gisella che mi ascoltava attenta e severa.

L’ ho immaginato dietro ad una finestra, di quelle alte, enormi, contornate da pesanti tende di velluto scuro, tanto scuro da non dare speranza alla luce di illuminare né la stanza né l’anima del Poeta.

L’ ho immaginato osservare le gocce  cadere dal tetto  sfiorando il davanzale e l’ ho visto dirigersi pensieroso (o pensoso) verso la scrivania ed iniziare i suoi versi:

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra

… Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’è, com’or, la vita?
Quando con tanto amore
L’uomo à suoi studi intende?
O torna all’opre? O cosa nova imprende?
Quando dè mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! Assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.

prati stabili P.d.P.jRovere di Slavonia.1-001

Non mi sono accontentata di rimanere qui, nella nostra meravigliosa ed assolata Italia (allo sfascio) ma ho voluto andare anche un pò lontano, incamminarmi verso altri mondi.

Ieri sera ho visto su Gambero Rosso Sky uno splendido documentario che parlava dell’ amara/dolcezza del cioccolato, mostrandone le varie sfaccettatura, dallo scultore-amante del cioccolato Patrick Roger che mi ha conquistata col suo gorilla a grandezza naturale (sono innamorata di Dian Fossey… ); pensate che i BAMBINI che lavorano nelle piantagioni di cacao non hanno la minima idea né di dove vadano le fave né cosa ne facciano… alla fine lo assaggiano e dicono: buono, è davvero buono…

Cosa c’entra il cioccolato qui? Nulla,è tanto per parlare :-D

Noi-001

Noi

Ed ora passo alla ricetta, non so se a Giacomo (confidenziale) sarebbe piaciuto questo dessert, non lo immagino mangione godurioso ma io ed ello invece lo siamo ed abbiamo apprezzato molto.

La ricetta arriva dalla mia solita datata dispensa a schede, alla ricetta, che non prevedeva zucchero, ho aggiunto del fruttosio ed ho sostituito le noci con le nocciole tritate che erano avanzate dalla precedente torta.

Crema avocado cocco-004

Quando ho letto la ricetta mi sono spaventata, è più il tempo di raffreddamento che quello di esecuzione? Nessun problema, sto diventando pratica e dopo 3 anni abbondanti di blog e web ho imparato ad interpretare le ricette.

Una cara persona ha scritto questo, parlando di me, della Libera di “prima”, prima che iniziasse a vagabondare nella solitudine dei campi e dei boschi:  “che non si perde nulla nelle pieghe delle ricette”, beh, quella Libera ritornerà, prima o poi… promesso♥

Ingredienti per il bicchiere nella foto e un’altra coppa grande:

  • 2 avocadi maturi,
  • 150 g di crema di polpa di cocco (NaturaSì),
  • 150 ml. di succo d’ arancia,
  • 2 cucchiai di fruttosio,
  • 150 g di yogurt greco,
  • 1 cucchiaio abbondante di scorza d’arancia gratuggiata,
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • farina di cocco e scorza d’arancia per decorare (o come vi piace).

Ingredienti per la granella/crumble:

  • 50 g di burro di cocco (o il vostro solito burro),
  • 50 g di fiocchi di mais,
  • 50 g di nocciole tritate grossolanamente,
  • 1 cucchiaio di zucchero muscovado.

Il procedimento per la granella lo trovate in grassetto/corsivo.

collage crema avocado crumble-001

Come fare:

mettere il succo d’arancia, il fruttosio e la crema di polpa di cocco in un pentolino, mescolare e riscaldare (non bollire!) il composto per amalgamarlo.

Spegnere e versare in una terrina, far raffreddare e mettere in frigo per far addensare.

Nel frattempo tagliare a metà gli avocado, eliminare il nocciolo (non gettarlo, vedere qui) e, con un cucchiaio estrarre lapolpa.

Ritirare dal frigorifero la crema di cocco, unire la polpa di avocado, lo yogurt, la scorza d’arancia ed il succo di limone e riporre ancora la terrina, coperta con la pellicola, in frigorifero per far addensare (io, per motivi di tempistica, l’ho lasciato tutta la notte).

Al momento di preparare le coppe o bicchieri, come volete, far sciogliere il burro di cocco (io) o margarina o burro di soia o burro vaccino ed unire i fiocchi di mais frantumati: io l’ho fatto con le mani, è un ottimo antistress.

Dopo che i fiocchi avranno assorbito il burro, unire le nocciole tritate e lo zucchero Muscovado, mescolare per qualche minuto, versare in una ciotola e far raffreddare.

crema avocado cocco4-001n

Presentazione:

questo dessert può essere servito in coppette, io ho scelto per voi il bicchiere che evidenzia il “crumble” (perchè di crumble si tratta) che è perfetto in questo dessert, per la croccantezza, il profumo e la consistenza e se vi avanza potete utilizzarlo per altre preparazioni.

Alternare gli strati di crema e crumble terminando con la crema, la decorazione è a gusto personale, io ho scelto una farina di cocco e una piccolissima julienne di scorza d’arancia che fa sempre la sua bella figura.

crema avocado cocco4-001

Comunicazione di sevizio: ho completato il recupero dei miei post persi per il malfunzionamento (o mia inesperienza) del PDF, questo comporta che gli iscritti via email non verranno subissati di email.


Fiori di zucchina ripieni impanati e cotti al forno.

fiori zucchina di Milva piatto-001

Milva  mi ha regalato una cassettina di fiori di zucchina (fiori femmina in quanto quelli che spuntano all’estremità delle zucchine).

Si sa che ormai la stagione sta per finire, io la saluto così, con quersta ricetta:

fiori zucchina di Milva1-001

Ingredienti da quantificare a seconda dei fiori che avete:

  • fiori di zucchina (io quelli della cassettina),
  • 350 g. di ricotta vaccina,
  • 1 scatola di tonno al naturale d 160 g.,
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati,
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato,
  • 1 tuorlo (l’albume per la panatura),
  • sale,
  • peperoncino di calabria.
  • 1 albume leggermente sbattuto per la panatura,
  • semi di zucca tritati grossolanamente per la panatura.

Collage fiori zucchine ripiene-001

Come fare:

pulire i fiori e, con delicatezza, eliminare i pistillo.

Amagamare gli ingredienti in una terrina e, aiutandovi, se la sapete adoperare, con la sac a poche oppure con un cucchiaino, con pollice e indice chiudere i fiori, passare (solo la parte ripiena) nell’albume e poi nei semi di zucca.

Terminata l’operazione con tutti i fiori, apoggiarli sulla carta forno, versare su ognuno qualche goccia di olio evo ed infornre a 180° per 15 minuti.

Estrarli dal forno e, aiutandovi con una pinza, girarli e terminare la doratura sotto al grill per altri 5 minuti.

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Buona giornata.


Gelatina di pesche e Lapsang Souchong.

Pesca1-001

Un breve saluto prima di partire “fisicamente”, un mese impegnativo, per me, questo agosto, in tutti i sensi.

Non vedo l’ora di incamminarmi la mattina presto, dopo la piscina, dopo una bella colazione  Austriaca, zaino, bottigliona d’acqua, anche se lungo i sentieri l’acqua si trova facilmente, compreso il bicchiere in acciaio col manico per berla.

L’ispirazione per questa ricetta l’ho trovata sul libro: Il piatto in un bicchiere di Anna Prandoni e Fabio Zago, pagina 176 , soltanto l’ispirazione perchè ho cambiato anche il procedimento non amando ribollire il te e l’agar agar l’ho sciolto nell’acqua che ho aromatizzato facendo bollire la buccia della pesca.

Ho adoperato un the affumicato che adoro e che con la pesca, secondo me, ci sta d’incanto.

Contempla l’uso dello zucchero e indica un’improbabile dose di agar agar che rassoderebbe una tinozza di gelatina (45 grammi).

A volte m’incavolo quando leggo le dosi delle ricette sui libri di cucina (che hanno anche un costo), capisco un’errore qui, nei nostri blog, la fretta ecc. però qui non vendiamo ed abbiamo la possibilità di correggere e la fortuna di avere qualche lettore che ci fa notare l’errore, ma un libro che prima di andare in stampa passa di mano in mano, viene controllato dai correttori di bozze, beh, qui l’errore non è tollerabile.

Per fortuna io ho un ottimo rapporto con l’agar agar, una specie d’istinto che mi fa sempre azzeccare la dose giusta, in questo caso la gelatina doveva essere cremosa e avere la consistenza di un budino.

Salutiamoci con una gelatina di pesche e Lapsang Souchong.

Ingredienti per me:

  • 2 pesche gialle Bio (queste dolcissime, succose e profumate),
  • 100 ml. di the affumicato Lapsang Souchong,
  • 1/2 cucchiaino di succo di limone,
  • 50 ml. d’acqua per l’nfusione di bucce di pesca,
  • 1,5 g di agar agar in polvere,
  • 1 grano di pepe del Madagascar e foglioline di menta per decorare.

Come fare:

preparare il the nel solito modo e lasciarlo da parte, sbucciare le pesche e mettere in infusione le bucce, frullare anche la polpa col succo di limone ed amalgamarla al the.

Sciogliere l’agar agar nell’infuso di bucce di pesca e far bollire per 2 minuti, frullare e versare sul composto di the e pesche, mescolare.

Versare nel bicchiere o coppa e far raffreddare in frigorifero per c.ca 2 ore.

Io ho decorato con 1 grano di pepe del Madagascar (solo per rimanere “fedele” alla ricetta originale) e una piccola fogliolina di menta.

Buon proseguimento d’estate, vi lascio con questi Raggi al tramonto, voglio la reflex, babbo Natale, se mi senti, voglio la reflex.

Salutiamoci con una gelatina di pesche e Lapsang Souchong.

E non può mancare Lei, l’amore della mia vita che, mi sa, è già in vacanza.

Salutiamoci con una gelatina di pesche e Lapsang Souchong.


Brisè all’Avocado per una tortina salata con pomodorini ripieni.

torta salata pomodori gialli ripieni.2-001

Quando mi fisso su qualcosa non mollo, mi affeziono, soffro della sindrome della crocerossina e mi prendo a cuore la sorte di  qualche prodotto bistrattato o lasciato  deperire sui banchi dei negozi, inizio ad occuparmene e ad utilizzarlo in maniera compulsiva, è toccato al topinambur ed ora è il momento dell’Avocado.

Il suo sapore neutro che sposa in maniera ottimale sia il dolce che il salato, la sua consistenza soda che diventa all’occorrenza cremosa  lo rende, secondo me, particolarmente versatile.

Ultimamente mi confronto spesso con la cucina vegana, vegetariana e senza glutine, in questa riceta il glutine c’è ma adoperando un’altra farina specifica lo diventa.

Spesso la dose eccessiva di burro nei dolci mi blocca, proverò a fare dei biscotti o un plum cake adoperando l’avocado che, anche a livello economico conviene, certo la fragranza del burro mancherà ma si può sostituire con aromi naturali quali la vaniglia bourbon o la buccia di agrumi o spezie tipo macis, cardamomo ecc.

Dopo il gelato e il capriccio ho pensato di utilizzare l’Avocado in sostituzione del burro in una brisè ed ho fatto bene perchè chi oltre a me l’ha assaggiata ha gradito molto e mi è stato chiesto il bis

La ricetta che mi ha ispirata l’ho vista su un sale e pepe dell’anno scorso, non so come mai mi fosse sfuggita perchè mi ha stregata, vuoi per la foto che trovo bellissima (secondo me e per il mio gusto, le foto di Sale e Pepe sono le migliori) vuoi per la semplicità di realizzazione, vuoi per la presenza del pesto che metterei dappertutto, fatto stà che sono andata in terrazza a raccogliere i pomodorini, il basilico e mi sono messa all’opera.

Collage torta salata-001

Più sotto troverete la ricetta originale che ho replicato in versione mini con i pomodori Piccadily essendo i perini, da Milva, ancora indietro con la maturazione.

Ingredienti per la Brisè all’Avocado (teglia quadrata di 20 cm Ø):

  • 150 g. di farina,
  • 8o g. di polpa di Avocado,
  • acqua fredda q.b.,
  • 1 pizzico di sale affumicato.

Ingredienti per la tortina (le dosi esatte le trovate sotto, qui ho fatto a occhio):

  • pomodori ciliegini gialli e rossi,
  • quartirolo,
  • parmigiano grattugiato,
  • casatella trevigiana,
  • pesto sia per la base della pasta che per la farcia (basilico, aglio, sale, pinoli, parmigiano, olio evo).

Brisè all’Avocado per una tortina salata con pomodorini ripieni .

Versione originale (senza foto finale)

Come fare la brisè all’Avocado:

solitamente la brisè andrebbe lavorata con le punte delle dita ma la polpa di Avocado non si scioglie e per amalgamare bene l’impasto ho adoperato il robot da cucina aggiungendo l’acqua a poco a poco fino ad ottenere la giusta consistenza.

Ho fatto riposare in frigorifero (ma probabilmente non serviva), l’ho stesa e adagiata sulla teglia rivestita di carta forno, l’ho farcita con i pomodorini ai quali ho inciso la buccia,  li ho scottati in acqua bollente salata per 30 secondi, tagliati a metà, svuotati dei semini e messi ad asciugare (come spiegato nella ricetta originale),  ho acceso il forno a 200°C.

Ho riempito i pomodorini con il composto di formaggi, non ho messo l’origano per non interferire col basilico e li ho disposti sulla base di brisè all’Avocado spalmata con il pesto.

Ho infornato per 35 minuti.

torta salata pomodori ripieni1-001

Versione originale (senza origano) con decorazione pesto e pinoli)

ricetta sfoglia pomodori

Mi scuso per la patacca sulla ricetta.

torta salata pomodori gialli ripieni rivista-002

Buona settimana a tutte/i.


Capriccio all’Avocado, semplicemente un dolce al cucchiaio…

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Quando si dice la semplicità, io sono rimasta sorpresa dalla facilità di esecuzione, dalla bontà di questo dolce al cucchiaio, aggiungendo latte, o succo di frutta diventa una buonissima, nutriente e rinfrescante bibita non soltanto estiva.

La versatilità dell’Avocado mi ha conquistata e la cremosità che conferisce alle preparazioni è sorprendente.

Ingredienti per 2:

  • 1 avocado maturo freddo,
  • 1 banana fredda,
  • 1 cucchiaio di succo di lime o limone,
  • 150 g. di gelato alla vaniglia,
  • 1 dl di panna fresca.

Come fare:

prelevare la polpa dell’avocado e metterla nel bicchiere del frullatore, o minipimer fate voi, assieme all banana tagliata a pezzi ed il succo di lime o limone, frullate ed aggiungere il gelato e la crema di latte, frullare e servire.

Per avere una preparazione più liquida aggiungere latte.

La preparazione non smonta per cui potrete prepararla in anticipo e conservarla in frigorifero, provatela perchè è davvero buona.

Ho aggiunto i tag senza glutine e vegane perchè con le dovute sostituzioni questo dessert è davvero perfetto per tutti.

capriccio all'avocado2-001

Succo di Pomodori Gialli all’Issopo, un aperitivo romantico in terrazza.

succo pomodoro issopo petali-001

É il frutto di una delle più importanti Solanacee, a torto divenuta emblematica del sole Italiano, giacchè si tratta di pianta ooriginaria del Perù e del Messico.

Molto probabilmente i conquistadores spagnoli la introdussero in Europa verso il 1500; da qui essa si diffuse nelle altre parti del mondo.

Si sa che gli Atzechi, che chiamavano il pomodoro tumatl, lo ritenevano un alimento nobile; a onor del vero, questo non incontrò nel vecchio continente una pari fortuna, e non fu tenuto subito in grande considerazione.

Lo si riteneva una pianta afrodisiaca, il suo frutto fu chiamato pomum amoris e in esso si ricercarono inesistenti proprietà.

Visto infine nella giusta luce, divenne via via un frutto mangereccio sempre più apprezzato, chiamato pomo d’oro forse perchè le prime varietà arrivate in Italia sarebbero state a buccia gialla. (Tratto da: I frutti della terra)

Collage issopo pomodori-001

Quando, cercando qualcosina da scrivere sul pomodoro, ho trovato questo estratto che menzionava i pomodori gialli mi sono detta: ma che coincidenza.

I pomodori gialli li  mangiai moltissimi anni fa, me li portò un collega che viveva in Slovenia e da quel giorno me li sognai ogni estate, ma qui non c’era verso di trovarli, neanche i semi e nemmeno in Austria, pazienza dissi finchè… Finchè Oxana (Pane Miele) mi portò 2 piantine assieme alle melanzane bianche.

Ho temuto per loro visto il caldo anomalo che ha arrecato un pò di sofferenza alle foglie ma gli ha regalato una consistenza soda ed un sapore meravigliosamente dolce.

Quest’anno ho comperato anche una varietà di erbe aromatiche che, a parte la pimpinella, sono diventate belle rigogliose, tra queste l’ Issopo che viene adoperato assieme ai pomodori per fare questo succo.

La fonte di questo succo è il ricettario allegato alla mia antica (1976 costo Lire 500 a fascicolo) enciclopedia “Le erbe medicinali, aromatiche, cosmetiche” dalla quale riporto anche qualche informazione sull’ Issopo.

issopo terrazza-001

Hissopus officinalis (Perico Liguria, Soleggio Piemonte, Erba Isopo Lombardia, Issopu, Erba odorosa Abruzzo, Erba sopu Sicilia, Esopu, Locasi Sardegna) si trova nella zona submontana e montana e spesso viene coltivata.

Le sommità fiorite si raccolgono in giugno-luglio, si tagliano i fusti nella porzione erbacea e si conservano riunite in mazzi non serrati in locale aerato ma lontano dai raggi del sole, i fiori così seccati si conservano in sacchetti di carta o di tela.

Proprietà: digestive, antispasmodiche, espettoranti, cicatrizzanti, risolventi.

Principi attivi: olio essenziale (pinocanfone, pinene, tujone), flavonoidi (diosmina), tannini, acido ursolico, e oleanolico.

Per le proprietà odorose viene utilizzato  nel settore dei profumi, mentre per quelle aromatiche nel settore liquoristico.

Nell’impiego erboristico viene usato per sedare la tosse e gli eccessi d’asma, stimolare la secrezione dei succhi gastrici, favorire i processi digestivi, eliminare i gas intestinali.

La tradizione popolare gli attribuisce anche la virtù di abbassare la pressione sanguigna, di regolare il flusso mestruale, aumentare la diuresi.

Per uso esterno l’Issopo facilita la cicatrizzazione, stimola la circolazione cutanea e il riassorbimento delle tossine.

Nel campo cosmetico si usa per ottenere bagni stimolanti per pelli pallide e atoniche.

Uso esterno (le parti fiorite)

Infuso (per detergere piaghe e ferite, purificare la pelle e la cavità orale, risolvere le ecchimosi): 5 g. in 100 ml di acqua.

Fare risciacqui, gargarismi, lavaggi, frizioni; applicare compresse imbevute di infuso sulle parti interessate.

Succo pomodoro issopo panca-003

La ricetta richiederebbe pomodori perini maturi, io ho adoperato i miei ciliegini gialli ed ho ottenuto (con le mie dosi) 1 bicchiere di succo (la ricetta originale la trovate  in rete).

Ingredienti per 1 persona (4):

  • 200 g. di pomodorini ciliegini gialli,
  • qualche fogliolina di issopo,
  • il centrifugato di 10 cm di gambo di sedano,
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • 1 puntina di zucchero,
  • 1 grattatina di pepe lungo,
  • sale.

Come fare:

incidere a croce i pomodori e scottarli per pochi secondi in acqua bollente, sbucciarli (conservare le bucce), schiacciarli per eliminare i semi e frullarli con le foglioline di Issopo.

Sciogliere lo zucchero nel succo di limone ed unirlo al succo di pomodoro assieme al pepe, il sale ed il centrifugato di sedano, mescolare e conservare in frigorifero.

Nel frattempo ho preparato i petali di buccia di pomodoro, semplicemente seccandole in forno a 6o°C. per 2 ore, utilizzarle come chips o, macinandole nel macina-caffè si ottiene una polvere con la quale rivestire palline di formaggio o spolverizzare sulle pietanze, provate.

succo pomodoro issopo alto-001

Vi consiglio di fare questo succo, potete sostituire l’Issopo con dragoncello, origano, santoreggia, adoperate quello che avete a disposizione, sarà davvero un aperitivo fresco, buono e sano, buona estate allora.


Tagliolini/tagliatelle di farro alle zucchine con pesto di zucchine nelle zucchine…

Collage tagliolini taglliatelle zucchine-001

Dopo che ho mangiato questa prelibatezza mi sono accorta che avevo dimenticato di appoggiare i coperchietti sulle zucchine

Queste sono le ricette per le quali vorrei la reflex o qualche fotografo a mia disposizione, pazienza…

Queste tagliatelle/tagliolini li avevo in mente da qualche giorno, la zucchina, attrice versatile e adatta a molti ruoli, sa trasformarsi da salato in dolce, diventa salsa, insomma ne fa di tutte le forme e colori.

zucchine rotonde scavate e pasta sfondo-001

Non so se avete mai fatto caso che dopo aver manipolato le zucchine vi rimangono le mani un pò appiccicose? Benissimo, il loro centrifugato è perfetto per fare la pasta evitando l’albume, provate.

ingredienti pasta zucchine-001

Ingredienti (verde chiaro pasta, verde scuro pesto):

  • 150 g. di farina integrale di farro,
  • centrifugato fresco di zucchine (devono essere frschissime e piccolissime),
  • i cucchiaino di olio di semi di zucca,
  • sale affumicato.
  • bucce (solo verde) di zucchina sbollentate 1 minuto in acqua salata,
  • basilico fresco,
  • pinoli,
  • fiocchi di lievito,
  • olio EVO,
  • sale affumicato.
  • 2 zucchine rotonde sode e della stessa misura.
  • 1 spicchio d’aglio da sfregare all’interno.
sfoglia pasta zucchine-001

Come fare la pasta:

ve lo dico sinceramente, metto tutti gli ingredienti nel robot da cucina e procedo aggiungendo liquido se necessario, l’impasto è pronto quando si compatta e continuando ad azionare il robot la palla rimane unita.

Lasciar riposare sotto una ciotola per 30 minuti, tiratela a mano o con la nonna papera nel formato che desiderate, cuocere per pochi secondi in acqua bollente salata, conditela con il pesto ed inserirla nella zucchina svuotata, decorare con pinoli e, se vi ricordate, appoggiate accanto il coperchietto.

Nel frattempo che riposa la pasta preparare le zucchine rotonde,  lavarle e tagliare il coperchietto, scavarne l’interno e cuocerle a vapore per 15 minuti, scolarle su un panno carta, asciugare l’interno e strofinatelo con lo spicchio d’aglio.

 

collage pasta zucchine-001

Come fare il pesto:

mettere nel bicchiere gli ingredienti e frullarli.

ingredienti pesto zucchine-001

Ecco fatto, spero di essere stata chiara, una considerazione a posteriori, ho tirato la sfoglia troppo sottile, la prossima volta mi blocco alla tacca inferiore.

Per qualsiasi dubbio o domanda eccomi qui.

tagliolini tagliatelle zucchina coppia-001


Confettura di anguria al basilico, Anguria alla vaniglia e qualche altra idea: prima o poi arriverà l’estate…

angurie melone Milva-1
Una bella anguria in mezzo alla tavola, al papà il compito di eliminare il verde dalla buccia, ai bambini quello di togliere i semi  e alla mamma quello di tagliare la buccia e la polpa, poi, alla fine, tutti assieme per l’assaggio, magari spalmato su una bella fetta di pane appena sfornato ed una tazza di the.

Anguria e conservepp-002

Confettura di anguria e basilico.
Ingredienti:
  • 2 kg. di scorza di anguria,
  • succo e buccia di 1 limone bio,
  • 500 g. di zucchero di canna,
  • foglioline di basilico fresco.

Come fare:

eliminare la parte verde esterna dell’anguria (consiglio di farlo prima di tagliarla), se avete tempo tagliatela a cubetti, io ho preferito farla a julienne grossa col robot da cucina.

Mettere scorza, zucchero, buccia grattugiata ed il succo di limone in una pentola preferibilmente dal fondo spesso.

Portare a bollore e cuocere a fuoco moderato schiumando di tanto in tanto, poco prima che la marmellata raggiunga la sua giusta consistenza aggiungere le foglioline di basilico (lavate ed asciugate), mescolare e, dopo 5 minuti, invasare il tutto lasciando il basilico… Buonissima!!!

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Marmellata anguria e vaniglia.

Ingredienti:

  • 1 kg. di polpa di anguria,
  • 200 g. di zucchero di canna,
  • la buccia di 1 limone bio,
  • l baccello di vaniglia.

Come fare:

ottenuto il kg. di polpa e messi da parte i semi (dopo le precedenti ricette  sarà facile utilizzare il tutto) tagliarla a pezzetti e metterla in una terrina assieme allo zucchero, mescolare e far riposare una notte.

Il giorno dopo scolare la polpa dal sugo e mettere quest’ultimo a bollire per addensarlo, unire la polpa di anguria, la buccia di limone grattugiata (io adopero il rigalimoni per un effetto estetico) e il bacello di vaniglia.

Raggiunta la solita consistenza invasare a caldo, io lascio anche il baccello, conservare al fresco e al buio.

succo d'anguria e ghiacciolo-001

Succo di anguria e ghiacciolo.

Ecco un’altra proposta datata 2009, l’anno di esordio in un blog.

Mi divertivo a sperimentare, proprio come ora, in fondo non è cambiato nulla in questo senso.

Questa “ricetta” nasce dallo scarto del succo d’anguria, conseguente al kanten, quindi, basta versarlo in una brocca, riporla in frigorifero, e metterne una quantità nella formina per ghiaccioli ed è fatto.

Grazie.

Altre idee con l’anguria:

 Anguria e feta si1 Collage macedonia

Mazze di tamburo impanate e prezzemolo fritto.

Collage mazze di tamburo-001

Mazze di tamburo freschissime, una chiusa (dalla forma si evince perchè si chiami così) e una aperta.

Aggiungo una foto di un fungo che, se non li conoscete, potreste confondere con la mazza di tamburo: è il Fungo dell’inchiostro (coprinus comatus), è commestibile se fresco, ma ve ne accorgerete perchè con il tempo si deteriora e rilascia un liquido nero che veniva adoperato come inchiostro.

Fungo dell'inchiostro

A sx il fungo giovane a dx il fungo che sta per deteriorarsi.

Non credo che il suo aspetto nella fase di deterioramento potrebbe ingolosire qualcuno però non si sa mai, meglio essere prudenti e dare le informazioni giuste (cliccando sulla foto arriverete al sito dal quale ho preso la foto).

Portiamoci avanti, sì, tra poco andremo in vacanza, chi al mare e chi ai monti (io ai monti) e col fresco e la rugiada del mattino io partirò alla ricerca del fungo perduto che, come spesso mi succede, troverò e porterò in albergo per il consueto trattamento di essicazione e l’ultimo giorno raccolto per il consumo della cena a casa.

Certo che, dopo aver pubblicato dei sanissimi, buonissimi biscotti tutti naturali oggi esco con queste mazze di tamburo impanate e fritte ma, l’avevo detto che non sono né carne né pesce e da me potete aspettarvi di tutto e di più, per non parlare del post che ho in programma, all’occhio

Se siete più virtuose/i di me, potete farle al forno a 180°C. (ventilato) 200°C. statico), impanandole allo stesso modo, appoggiandole su una carta forno che avrete oliato per evitare di ungerle quando le capovolgete, dopo 10 minuti girarle e terminare la cottura fino a doratura, potete farle anche alla griglia e servirle con una salsina all’aglio e prezzemolo o gratinate come si fa con le cappesante o i pomodori, riempite con pangrattato, parmigiano, aglio, prezzemolo.

Ma noi, oggi, andiamo in cucina a friggere.

mazze di tamburo che friggono-001

Io scrivo gli ingredienti ma calcolateli a seconda della quantità di funghi che avrete a disposizione,  io faccio una doppia panatura, quindi l’uovo dovrà essere abbondante in quanto nella seconda fase dell’impanatura verrà assorbito parecchio.

Ingredienti:

  • mazze di tamburo freschissime,
  • farina,
  • uova,
  • pane grattugiato preferibilmente fatto da voi,
  • sale,
  • pepe verde macinato,
  • prezzemolo tritato per la panatura e in foglie per la decorazione fritta,
  • abbondante olio di arachidi per friggere.

mazze di tamburo da friggere-001

Come fare:

eliminare il gambo e pulire delicatamente con  carta da cucina inumidita i funghi e, a seconda della loro grandezza porzionarli.

Passarli nella farina, scuotendoli dall’eccesso, immergerli nell’uovo (io metto sale e pepe già nell’uovo) e nel pane grattugiato al prezzemolo  facendolo aderire bene, ripetere l’operazione e continuare fino ad esaurimento dei funghi (se vi avanza qualcosa potete fare una specie di panella).

Friggere in abbondante olio di arachide, se avete un termometro evitate che l’olio superi i 170°C, girarli una volta ed appoggiarli sulla carta assorbente, se non mettete il sale nell’uovo salate a questo punto.

Come fare il prezzemolo fritto:

potrebbe sembrare semplice ma non lo è o almeno non lo era fintanto sono andata a mangiare in un ristorante a Sauris ed ho avuto la sfacciataggine di chiedere al cuoco il procedimento.

L’avevo sempre visto soltanto a Villaco dove lo presentano assieme al pollo fritto in un cestino di vimini e, pur essendo a pochi kilometri dall’Italia ci fosse un abitante di Villaco che spiaccichi una parola d’italiano.

Il segreto è, lavarlo, asciugarlo bene, metterlo in una schiumarola ed immergerlo il tempo di dire “ti amo” a chi vi sta vicino.

mazze di tamburo impanate prezzemolo-001

Bene, avete preparato panini, tramezzini, casse di birra, brocche di sangria ghiacciata, gelati, giochi per i bambini che non distraggano il tifo?

Avete coperto il pavimento nella sala tv con cuscini comodi da usare anche per il dopo gara per una battaglia a cuscinate?

Io non sono tifosa ma, dal momento che non abbiamo altre soddisfazioni, ben venga un titolo europeo… Donne, mi raccomando non scioglietevi di fronte alla tartaruga del balotell.

N.B.: sostituendo la farina ed il pane grattugiato con prodotti senza glutine questi funghi possono essere gustati anche dalle persone celiache.


Crumble di Asparagi, Crumble di zucchine: sotto i Crumble un mondo.

collage crumble asparagi canestro-001

Volevo farne uno un pò scenografico ma dal momento che alla fine viene tutto coperto non vale la pena ingegnarsi.

Per chi ama le sorprese il crumble è perfetto.

I due crumble che presento oggi li ho trovati su quelle schede del giornale Elle (quelle che mi mette da parte la mia parrucchiera ), solitamente sono la presentazione di qualche libro e le foto sempre meravigliose,  asparagi e zucchine sembrano crudi (e forse lo erano) ma sono esigenze di copione.

Un  appunto devo farlo per quanto riguarda il procedimento sulle briciole di quello agli asparagi, io ho risolto a modo mio ma credo ci sia qualche inesattezza.*

Iniziamo proprio da quello agli asparagi che avevo fatto tempo addietro con degli asparagi raccolti la mattina stessa da una contadina.

crumble asparagi prosciutto pronto-001

Ingredienti per 2 persone:

  • 300 grammi di asparagi verdi,
  • 2 fette di prosciutto di Sauris,
  • olio EVO,
  • sale.
asparagi verdi nel cit-001

i miei asparagi, essendo sottili e freschissimi non li ho pelati, ho eliminato soltanto la parte finale e li ho cotti nell’asparagera per 5 minuti (se sono più grossi 8/10).

Scolarli ed appoggiarli sulla carta assorbente, ungere un piatto o una pirofila da forno, disporre il prosciutto tra gli asparagi, spennellare con l’olio e disporre le briciole, infornare per 5/10 minuti (io 10).

asparagi verdi-001

  • 40 g. di mollica di pane ai cereali raffermo,
  • 30 g. di burro,
  • 40 g. di parmigiano reggiano grattugiato,
  • 1 cucchiaio di olio EVO.

Come preparare le briciole:

scaldare il forno a 180°C. e rivestire una teglia con la carta forno, tritare la mollica con il robot, unire il parmigiano, il burro a pezzetti e l’olio.

Mescolare con la punta delle dita e stendere il composto sulla teglia, infornare e cuocere per 10 minuti.

crumble asparagi prosciutto da infornare-002

Qui la mia osservazione: il calore del forno scioglie il burro e il parmigiano e si forma in pratica una cialda compatta.

*Io ho fatto raffreddare tutto, ho spezzato la cialda e l’ho rimessa nel robot assieme ad altro pane raffermo ed ho ottenuto le briciole, ho ottenuto un buon risultato ugualmente ma mi sfugge qualcosa, avete un’idea per migliorare il procedimento?

crumble zucchine da infornare-002

Crumble di zucchine e formaggio di capra.

Ingredienti per 2 persone:

  • 400 g. di zucchine piccole,
  • 2 cucchiai di basilico fresco tritato,
  • formaggio fresco di capra a piacere,
  • olio EVO,
  • sale (affumicato),
  • pepe verde.

Come preparare le zucchine:

dopo aver lavato e asciugato le zucchine, eliminare le estremità e tagliarle a rondelle.

Ungere il piatto o la pirofila da forno, disporre le zucchine, il formaggio, se lo adoperate, e cospargere con il basilico tritato.

Salare, pepare e coprire con le briciole, infornare per 20/25 minuti.

Ingredienti per le briciole:

  • 40 g. di burro,
  • 50 g. di farina,
  • 2 cucchiai di pane grattugiato,
  • 30 g. di pinoli,
  • 1 cucchiaio di olio EVO,
  • sale q.b.

Come preparare le briciole:

in una ciotola mescolare il pane grattugiato, la farina e il sale, incorporare il burro tagliato a pezzetti e l’olio, mescolare con la punta delle dita ed aggiungere i pinoli.

crumble zucchine formaggio capra-001

Buona giornata a tutte/i


Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica.

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Per questa ricetta faccio un copia/incolla del testo, con qualche modifica, dal momento che questa ricetta l’avevo presentata per un concorso nel 2009, ieri l’ho rifatta, complici delle splendide zucchine piccole appena raccolte nel campo di Milva, ieri ho cambiato tipo di formaggio adoperando della Fontina Valdostana (no Fontal) ed ho variato i tempi di cottura avendo, pur con lo stesso peso, un volume più grande.

Il bello di questa torta di zucchine è che non dovete avere pasta sfoglia, brisè o quant’altro…soltanto zucchine e il formaggio che vi piace di più!!

Potrete sgranocchiarla anche in spiaggia, tra un tuffo ed una partita di Beach Volley, senza appesantirvi… Buona estate a tutti!!!

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Ingredienti per una teglia da Ø 24 cm.:

  • 1 kg. di zucchine piccole con i fiori (devono, ovviamente, essere freschissime),
  • 5 cipollotti ( o cipolle bianche),
  • 2 uova,
  • 2 cucchiai di panna o latte se preferite, io ho usato quella di soia,
  • 100 g.di Fontina Valdostana che potete sostituire con il formaggio che vi piace (anche tofu affumicato), nella prima versione ho adoperato della provola affumicata che con le zucchine ci sta proprio bene,
  • semi di zucca tritati per la teglia (se le zucchine sono più grandi adoperate il pane grattugiato che, in cottura, assorbirà il liquido in eccesso),
  • olio EVO,
  • sale affumicato,
  • pepe verde.

Collage torta zucchine-001

Come fare:

grattugiare con la grattugia grossa il formaggio, tagliare a rondelle sottili le zucchine, io ho adoperato il robot ma va bene anche la mandolina, tagliare a rondelle anche i cipollotti (o cipolle) e, quest’ultimi fateli appassire a fuoco basso in un tegame con olio evo assieme ai fiori delle zucchine (privati del pistillo) sminuzzati grossolanamente e cuocere per c.ca 15 minuti (le cipolle non devono colorarsi), aggiustare di sale e pepe.

Ungere la tortiera e cospargerla con i semi di zucca o, pane grattugiato (se siete celiaci adoperate quello da prontuario), fare uno strato con le zucchine crude e seguire con qualche cucchiaio del composto di cipollotto con i fiori di zucca ed il formaggio, continuare con gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti.

torta zucchine interno-001

Infornare a 180° per 30 minuti, dopo questo tempo estraete la torta e cospargerla col composto di panna o latte e uova,  infornare ancora per altri 30 minuti, far intiepidire prima di sformarla, ottima anche mangiata fredda.

Una piccola nota, la prossima volta aumento un pò la cottura ed aggiungo un pò di formaggio nel composto di panna-uova per ottenere una crosticina sempre gradevole agli occhi e al palato.

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Si può accompagnare con una salsina alla menta, fatta usando foglioline di menta fresca, qualche pinolo, poco succo di limone (o lime), olio evo, sale affumicato e pepe, per vederla vi lascio questo mio carpaccio di zucchine, basta cliccare sulla foto:

Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica e… Conta sul mio affetto…


Con i Fiori di Sambuco: un cheesecake è per sempre…

L’ho capito subito, appena l’ho visto, ho capito subito che sarebbe stato per sempre, poi l’ho assaggiato, ho chiuso gli occhi per assaporarlo meglio e gli ho sussurrato: tu ed io faremo grandi cose insieme… e così è stato.

Tranquille/i, non voglio annoiarvi con le mie storie d’amore, nè raccontarvi di avventure amorose, sto parlando di un cheesecake, si, proprio quello, quello di Annalisa.

D’altronde l’avevo detto che si prestava ad un’infinità di varianti ed io ho iniziato con questa, con fiori e sciroppo di sambuco.

Scipione è riuscito a surriscaldarmi il cervello e la “Cima” del camino ;-) ma non è riuscito ancora a far sfiorire i fiori di sambuco per trasformarli in bacche e così ho elaborato questa versione profumata che consiglio a tutte/i quelle/i che sono estimatrici/tori di questa pianta.

Ingredienti per una teglia apribile da 18 cm. Ø:

  • 250 gr di ricotta vaccina,
  • 50 ml di panna fresca,
  • 60 gr di zucchero semolato aromatizzato con i fiori di sambuco*,
  • 1 cucchiaio di maizena  (15 g.),
  • 1 cucchiaio di sciroppo di fiori di sambuco per il composto,
  • 2 uova,
  • burro q.b. per la teglia,
  • sciroppo di fiori di sambuco, fiori freschi di sambuco per lo zucchero e per la”lucidatura” finale,
  • sale e succo di limone per montare gli albumi.

*Come preparare lo zucchero:

la sera prima mettere dei fiori freschi nella dose di zucchero che deciderete di adoperare sia per l’impasto che per lo sciroppo, scuotere il barattolo, il giorno dopo eliminare i grappoletti (conservateli per lo sciroppo)lasciando pure tranquillamente i fiori che si saranno scuriti un pò.

Per la glassa lucida, mettere in un pentolino i fiori e lo zucchero preparato la sera prima e acqua q.b. (io ho fatto a occhio ma la proporzione sarebbe 50 zucchero 120 acquase non usaste lo sciroppo al sambuco) , ridurre a fuoco basso, filtrare, aggiungere lo sciroppo di fiori di sambuco in proporzione e ridurre ancora qualche minuto, lasciar raffreddare.

Come fare il cheesecake (il procedimento con il Bimby lo trovate da Annalisa):

preriscaldare il forno a 180° C.

Montare gli albumi, io ho aggiunto sale e succo di limone per non farli smontare dal momento che dovevano “attendere”,

In una terrina ridurre a crema la ricotta con la panna e lo zucchero al sambuco,  aggiungere la fecola e, uno alla volta, i tuorli,  amalgamare ed aggiungere lo sciroppo dei fiori.

Imburrare la teglia e versare il composto ed infornare (ho omesso il passaggio dello zucchero sulla base della teglia) per 40/45 minuti fino a leggera doratura della superficie.

Sfornare, a questo punto, essendo sera dopo un primo raffreddamento ho  capovolto delicatamente il dolce e l’ho riposto in frigorifero “chiuso” con un altro cerchio apribile più piccolo per mantenere la forma, questa mattina sono andata a raccogliere fiori freschi per la decorazione, fiori che ho coperto con la glassa lucida trasparente.

Vi fidate di me? Allora provatela, ve ne innamorerete… A presto (dopo i puntini va lo spazio e la maiuscola, per fortuna che ci sono le professoresse ;-) ) con un’altra versione.

Con questo cheese cake festeggio, cosa? C’è sempre un motivo per festeggiare no? ;-)


Orzo mondo con barbabietola, olio e semi di zucca e riduzione di aceto di mele.

Ingredienti per 1 persona:

  • 80 g. di orzo mondo,
  • 1 piccola barbabietola rossa (quelle rosso scuro) non precotta e con la buccia,
  • acqua di cottura dei bacelli di piselli bio (Milva garantisce) o l’acqua di ammollo dell’orzo,
  • olio di semi di zucca,
  • semi di zucca tritati e leggermente tostati,
  • aceto di mele,
  • malto d’orzo per la riduzione,
  • sale marino integrale.

Come ho fatto la riduzione di aceto di mele:

non ho trovato in rete una ricetta che comprendesse i miei ingredienti quindi ho fatto a modo mio, ho messo un cucchiaino di malto d’orzo in un bicchiere di aceto di mele (bio), ho amalgamato ed ho messo sul fuoco a ridurre fino ad ottenere una consistenza non troppo densa, fatto :-)

Come fare:

controllare l’orzo, lavarlo e lasciarlo in ammollo per 6 ore.

Scolarlo (nel caso adoperiate l’acqua di cottura dei bacelli) e metterlo, assieme alla barbabietola, lavata ma non sbucciata tagliata in 3 parti, nella pentola a pressione, coprire con il liquido scelto, salare a piacere e, dal sibilo, cuocere per 45 minuti.

L’acqua di ammollo dell’orzo…udite, udite!!! L’ho messa in frigorifero e l’ho trasformata in bevanda salutare e dissetante per il mio Happy Hour :-)

Togliere le fette di barbabietola, privarle della buccia e tagliarle a dadini piccolissimi, condire con olio di semi di zucca, la riduzione di aceto di mele ed i semi di zucca tritati e tostati, verificare la sapidità.

Aiutandovi con un coppapasta o con una ciotola come ho fatto io, dare la forma voluta al vostro orzo, condito a sua volta con poco olio di zucca (per non alterarne il colore, l’olio di zucca è molto scuro), anche qui controllare la sapidità.

Sformare e terminare con la dadolata di barbabietola e decorare con semi di zucca…provare per credere.


Rifatte Senza Glutine: il Cheese Cake di Annalisa..buonissimo!!!

L’ultimo appuntamento, poi vacanze, fino a ottobre.

Come brave scolarette in questi mesi abbiamo appreso (parlo di noi non celiache) a preparare straordinarie ricette senza glutine, buone, belle da vedere, abbiamo imparato, come ho scritto sempre, a pensare senza glutine e a renderci conto delle difficoltà che incontrano i celiaci nell’approciarsi a ristoranti, pizzerie, pasticcerie e negozi.

Ma abbiamo anche contribuito a far capire e conoscere a chi non capiva e conosceva che la celiachia si può affrontare con serenità, che la celiachia non è “punirsi” mangiando pietanze incolori, insapori e spesso costosissime.

Qualche attenzione in più ci dev’essere, certo, ma tutto si può fare nel migliore dei modi, d’altronde, andando a visitare i blog delle amiche celiache chi non si è reso conto della fantasia, della bravura, della grinta e dell’entusisamo che esprimono?

Ed ora la mia ricetta in ritardo all’appuntamento che si rinnova alle ore 9 di ogni 15 del mese, problemi al pc, e molti impegni tra Celeste, ello, casa, terrazze con infiltrazioni, devo dire che questi giorni di digiuno informatico sono capitati a fagiuolo e mi hanno fatto bene.

Per quanto riguarda lo splendido dolce di Annalisa, è stata un’altra sorpresa, un dolce che offre la possibilità per un’infinità di varianti, io ho scelto il Lime che ho sciroppato alla fine per decorazione assieme alle zeste, per la ricetta originale vi rimando da lei, io ho fatto metà dose, di seguito i miei ingredienti.

Ingredienti per una teglia da 18 cm Ø:

  • 250 gr di ricotta di pecora,
  • 50 ml di panna fresca,
  • 80 gr di zucchero semolato vanigliato (ne ho adoperato meno perchè ho glassato la torta con lo sciroppo),
  • 1 cucchiaio di maizena come da prontuario (15),
  • il succo e la buccia di 1 lime,
  • 2 uova,
  • burro q.b. per la teglia,
  • zucchero muscovado per il fondo della teglia,
  • sale e succo di limone per montare gli albumi.

Come fare:

Annalisa indica anche il procedimento per chi possiede il Bimby, io ho usato le fruste elettriche.

Preriscaldare il forno a 180° C.

Montare gli albumi, io ho aggiunto sale e succo di limone per non farli smontare dal momento che dovevano “attendere”,

In una terrina ridurre a crema la ricotta con la panna e lo zucchero con le zeste di lime tritate finemente,  aggiungere la fecola e, uno alla volta, i tuorli,  amalgamare ed aggiungere il succo di lime.

Imburrare la teglia e cospargere il fondo con lo zucchero, versare il composto ed infornare per 35/40 minuti fino a leggera doratura della superficie.

Sfornare, a questo punto, essendo sera dopo un primo raffreddamento ho riposto la cheese cake in frigorifero fino al mattino, non l’ho capovolta e l’ho decorata con fettine e zeste di lime sciroppate (50 zucchero, 120 acqua, sciogliere e far bollire il lime fin quando sarà trasparente), ho fatto restringere lo sciroppo e, tiepido, l’ho versato sulla torta per lucidarla.

 

Buona giornata.


Sciroppo di Fiori di Sambuco Vanigliato, per cambiare un pò.

Era l’agosto del 1995 (non conoscevo ancora ello), quando, dopo una gara vittoriosa a Gemona, una mia amica/avversaria m’invitò a casa sua per una doccia ed un bicchiere freschissimo di bevanda dissetante ai fiori di sambuco.

Fino ad allora non ne avevo mai sentito parlare e, certamente, durante le mie gare in MTB, non mi soffermavo sulle piante e fiori che incontravo sulla mia strada sterrata ma puntavo dritta al traguardo.

Quello sciroppo  oltre a dissetarmi, m’ incantò e chiesi la ricetta: questa, che ormai tutti conoscete bene, un pò per la “storia intorno” un pò perchè qualcuno l’ha provata a fare con successo.

Ne esistono molte versioni, chi prepara lo sciroppo, chi fa bollire l’acqua, io seguo sempre la ricetta base; soltanto ultimamente, dal momento che ho un frigorifero di riserva dove conservarlo tranquillamente ho ridotto del 50% l’acido citrico che lo conserva perfettamente ma gli da una nota acida forse troppo accentuata.

Ho anche provato ad assaggiare lo sciroppo fatto con procedimenti a caldo e non mi soddisfa, preferisco questo, in fondo non lo devo vendere e fin’ora chi lo ha assaggiato non ha avuto problemi.

Da quella volta lo preparo ogni anno, un pò per regalarlo, un pò per dissetarmi, da allora per me si è aperta una porta che era soltanto socchiusa, la porta che conduce nei campi e nella natura, campi che ho a disposizione a pochi metri da casa e quest’anno, per la stagione bizzarra, la fioritura è ancora in corso.

Come ripeto spesso sono fortunata a vivere in un posto dove, forse la gente no, però la natura si, è accogliente e generosa e mi da la possibilità di sciogliere i nodi della mia anima, di stemperare i colori del cuore, di profumare le stanze della mia vita…

Quest’anno, volevo cambiare, io mi annoio a fare sempre le stesse cose e così, dopo aver messo nello sciroppo i semini di cardamomo ho pensato: e se provassi con la Vaniglia? Potevo provare con la Lavanda, col Macis ma non c’è fretta, se non lo faranno altri lo farò io la prossima volta, l’importante è che qualcuno lo faccia, noi “food-blogger” abbiamo il dovere di raccontare qualcosa di nuovo, di fare esperimenti, di osare…io oso.

L’idea però non è nata da questa voglia di cambiamento ma bensì dalla mancanza di zucchero, si, all’ultimo momento mi sono accorta di aver finito lo zucchero e quindi ho pensato di adoperare lo zucchero aromatizzato alla vaniglia che ho sempre di riserva, quello che preparo con la bacca di Vaniglia Bourbon.

Ecco la ricetta originale, per questa variante ho fatto metà dose per la componente “ignota” ma, dopo l’assaggio ho capito che potrò raddoppiare :-)

  • 25 (12) bei grappoli di fiori di sambuco,
  • 4 kili di zucchero (2),
  • 4 litri d’acqua (2),
  • 10 limoni biologici (6 (3) spremuti e 4 (2)tagliati a pezzi).
  • 1 stecca di Vaniglia Bourbon).
  • 100 g. di acido citrico (25).

Come fare:

in un contenitore capiente per uso alimentare mettere gli ingredienti e lasciar macerare per 48 ore, mescolando di tanto in tanto.

Trascorso questo tempo filtrare ed aggiungere l’acido citrico.


Focaccia dolce con le Albicocche Viaggiatrici (senza glutine)

Nel post precedente ho raccontato del dolce da forno per ello, ed ecco qui cosa ho preparato per lui con le albicocche viaggiatrici.

L’idea iniziale era un clafoutis ma l’impasto necessitava di 1 ora di riposo ed ello non poteva aspettare, la fame incalzava e non concedeva molto tempo.

Spesso, quando cerco una ricetta veloce da fare consulto i miei “I Buonissimi”, ormai tutte le ricette sperimentate sono state un successo e per questo ormai vado a colpo sicuro.

Questa focaccia può essere fatta anche con altra frutta, proverò a sostituire il burro con l’olio di semi (anche se uso sempre il burro di soia), è velocissima da fare ed è favolosa mangiata fredda di frigorifero il giorno dopo, provate.

Vi racconterò qualcosa sulle albicocche.

Le albicocche sono capitate in Italia in epoca romana, partendo dalla Cina ed attraversando, qualche millennio prima di Cristo, l’India, l’Egitto, la Persia e l’Armenia.

Alla diffusione delle albicocche nel bacino del Mediterraneo hanno contribuito gli Arabi, mentre in America e nell’ Africa meridionale le albicocche sono comparse “soltanto” nel XVIII secolo.

Da noi viene coltivata particolarmente in Piemonte, Emilia Romagna, Campania, la maturazione naturale avviene in giugno ed è quindi da imputare a questo lo scarso sapore delle albicocche che troviamo sui banchi dei negozi anzitempo  ;-) (n.d.r.).

Le cultivar più precoci sono “Bulida” diffuse in Spagna e la “Palummella”, popolare in Campania; queste due cultivar maturano in giugno ed offrono frutti grossi, giallo oro, screziati di rosso con la polpa molto profumata.

Più tardive sono la “Reale” e la “Precoce di Imola”, seguite dalla “Paviot” e la “Baracca”, quest’ultima, molto zuccherina è indicata per le marmellate.

É un frutto apprezzato per l’elevato contenuto di vitamina A, contiene sali minerali, soprattutto Potassio, zuccheri, acido pantotenico e carotenoidi che rendono il frutto utilissimo per problemi in campo visivo, indicate per reumatismi e anemia.

In cosmetica viene consigliata una maschera per le pelli grasse, la polpa delle albicocche ridona colorito e morbidezza alla pelle (a questo proposito voglio indicarvi un link che ho scoperto per caso stamane, lì troverete indicazioni per la vostra bellezza usando prodotti naturali: Le pappe cosmetiche.

Ingredienti:

  • 500 g. di albicocche,
  • 90 g. di zucchero (40 di fruttosio),
  • 110 g. di burro morbido (burro di soia),
  • 90 g. di farina bianca (ho adoperato un avanzo di farina senza glutine del blitz di mele di Felix),
  • 2 uova,
  • 1 bustina di cremortartaro (con spiga),
  • sale,
  • zucchero a velo ottenuto macinando il fruttosio nel macinino da caffè.

Come fare:

preriscaldare il forno a 180° C.

Lavare le albicocche, snocciolarle e tagliarle a metà, in una terrina mescolare la farina, il sale, lo zucchero, il burro e le uova; a questo punto incorporare il lievito e le albicocche, amalgamare.

Versare il composto nella tortiera ed infornare per 30/35 minuti.

Sfornarlo, farlo raffreddare e servire tiepido o freddo come ho consigliato prima.

Non posso fare a meno di mettere una foto di Celeste che oggi, forse, andrà in una casa piena di amore, ieri all’asilo hanno tappato con dei mattoni il piccolo passaggio che usava Celeste per andare a proteggersi dalla pioggia ed un bambino (sempre quel brutto bambino dell’altra volta) con in mano una scopa la cercava, ma lei era al sicuro vicino a me e, non viste, lo guardavamo col ghigno.


Coppa Yogurt e albicocche speziate, il sole arriva da lontano…

Oggi il sole è ricomparso ma sembrava si fosse dimenticato di noi, per fortuna venerdì è arrivato dalla Calabria,  travestito da albicocca, ma non era solo, si è fatto accompagnare da splendidi limoni,  nespole, da preziose cipolle di Tropea, e…da un pacco speciale speciale che aspetta il momento di convolare a nozze con qualche specialità della mia terra…

Ci voleva una bella sorpresa per darmi un pò di brio ed il pacco di Max è arrivato al momento giusto :-)

Domenica mi sono accorta che stavano maturando velocemente, era arrivata l’ora di sperimentare la ricetta che mi aveva colpita lo scorso anno, la coppa allo yogurt e albicocche speziate.

Domenica ho fatto anche un dolce da forno per ello ma questa coppa è stata la mia coccola speciale, amo la cannella e la punta piccante del pepe garofanato, ma via con la ricetta.

Ingredienti per 1 persona (quantità variabile a piacere):

  • 250 g. di yogurt greco 0%
  • 4 albicocche sode,
  • 1 cucchiaio di miele di acacia,
  • cannella in polvere,
  • pepe garofanato,
  • foglioline di menta fresca.

Come fare:

lavare, asciugare, snocciolare le albicocche e tagliarle a spicchi (4/6 a seconda della loro grandezza).

Riscaldare a fuoco medio il miele in una padellina antiaderente, unire la cannella, il pepe (io ho grattugiato i grani) e gli spicchi di albicocche.

Alzare la fiamma e cuocere per qualche minuto (per evitare che si spappolino gli spicchi girarli muovendo la padellina), spegnere e far raffreddare.

Mettere lo yogurt nella coppa e disporre sopra le albicocche col loro sugo, decorare con le foglioline di menta…un’estasi, provate, anche cambiando le spezie, la lavanda ci sta bene, il cardamomo pure, ma non fatevi mancare il tocco magico che regala il pepe.

Buona giornata e alla prossima ricetta con le “Albicocche viaggiatrici” ;-)


Peperoni ripieni alla Micò di Vale.

Peperoni ripieni di riso venere.

Paradossalmente,  nel caso della celiachia, il cibo può essere sia medicina che veleno, è il glutine il cattivo e basta eliminarlo, sostituirlo, evitarlo ed evitarne le contaminazioni, questo richiede molta attenzione sia per chi cucina a casa che per chi decide di mangiare fuori.

Io partecipo da qualche puntata e tutto quello che ho cucinato è stato apprezzato sia da me che da ello che sarebbe uno che se gli dici : è senza glutine, ti fa 2 occhioni così e storge naso e bocca.

Anche ieri ha storto naso e bocca ma soltanto perchè i peperoni erano 2 e ne avrebbe mangiati altri, la stessa cosa per tutte le ricette che fin’ora ho Rifatto.

Non vorrei dare l’impressione di minimizzare però è da tempo che penso senza glutine, lo so, sembrerà strano, dal momento che non ne ho necessità, devo essere sincera, dovessi trovarmi all’improvviso celiaca o dovessi cucinare per altri non ne sarei spaventata..ecco.

Certo se ho voglia di mangiare un panino io lo posso mangiare senza ansia e senza farmi tante domande ma ormai nel web trovate signore ricette di pane, pizza, torte, biscotti e quant’altro fatte con le farine adatte e, credetemi, senza che abbiano a perdere una virgola di sapore, gusto e bontà.

Se visitate i blog senza glutine rimarrete a bocca aperta per la fantasia, la varietà, i colori, sono ancora sotto schok per i Macarons che aveva fatto Elena  per una puntata dell’ MTC che, e lo ribadisco, quel mese doveva vincere lei e basta…

Riporto la ricetta di Vale con le mie piccole sostituzioni, rigorosamente senza glutine.

Ingredienti:

  • 4 peperoni di media grandezza (2, 1 giallo, 1 rosso),
  • 200 g. di riso (100 di riso Venere),
  • 80 g. olive denocciolate (verdi e nere),
  • 20 g. capperi (10 fior di cappero),
  • 15 g. alici sottolio da tagliare a pezzettini piccini piccini (la metà),
  • 350 g. di cipolle ( 200 g.),
  • 30 g. parmigiano grattugiato (20),
  • 100 g. provolone piccante o affumicato  tagliato a dadini piccini (50 g. provola affumicata grattugiata)
  • 4 cucchiai di olio evo (2),
  • sale q.b.,
  • pepe q.b (omesso).

Come fare:

premetto che avendo usato il riso Venere ho proceduto alla cottura così: la sera prima l’ ho messo in ammollo  in acqua fredda.

Il giorno dopo l’ho scolato e messo nella PAP (pentola a pressione) con 250 ml d’acqua, (le proporzioni sono 200/500).

Per una cottura al dente sono necessari 5 minuti dal sibilo, io l’ho  cotto 4 minuti.

Per il rimanente procedimento  vi mando sempre da Vale.

Ora vi svelo un segreto, un piccolo flop, solo dal punto dell’occhio che vuole la sua parte

L’idea di partenza era quella di riempire quello giallo col grano saraceno, adottando il metodo ad assorbimento, però durante l’assorbimento sono uscita ed al ritorno l’aspetto del povero grano non era dei migliori ma, si sa, non amo buttare il cibo e così ho proceduto col condimento ed ho fatto finta di non vedere lo “scarafone”.

Alla fine della cottura l’aspetto era questo:

allora, senza perdermi d’animo, ho vuotato il peperone, fortuna che i gialli sono più polposi e si cuociono in più tempo e l’ho riempito col ripieno di riso venere che era avanzato.

Comunque puè essere un’idea per variare, il grano saraceno è senza glutine, per la farina bisogna prestare attenzione perchè nei mulini ci può essere contaminazione, togliendo l’acciuga il piatto diventa vegetariano, sostituendo il formaggio col tofu, magari quello affumicato diventa vegano.


Melanzane, peperoni per una scatola a sorpresa, tutta da mangiare.

Ci sono ricette che ho conservato e mai pubblicato, vuoi perchè le foto risalgono ai miei primi tempi Lumix e quindi le foto erano blu o gialle o scure o mosse ed avevo anche poca dimestichezza con i programmi di fotoritocco che, per chi non ha cavalletti, reflex, box light  o il magico fotoshop (che mi alzerebbe di 20 cm. e mi toglierebbe rughe e kili ;-) ),  sono davvero amici utili e fidati, vuoi perchè non c’è mai stata l’occasione, sempre altre ricette la scalzavano dalla lista d’attesa ma ora è arrivato il momento, in vista della bella stagione che riporterà sula tavola peperoni e melanzane.

E come tante mie proposte anche questa è figlia di un riciclo, in questo caso un esuberante ripieno per le melanzane  con l’aggiunta di patata lessa e tonno, che si può omettere se si desidera rendere la ricetta vegetariana.

Si può anche renderla Vegana sostituendo il formaggio con il Tofu e, usando il pane grattugiato senza glutine,  si trasforma in ricetta senza glutine…mamma mia quante sorprese in questa scatola ;-)

Ingredienti per il ripieno che ho riutilizzato:

  • mezza melanzana cotta in forno con la stagnola,dalla quale ho ricavato la polpa e le strisce dalla buccia per l’involucro.
  • una zucchina piccola,
  • due cucchiai di pomodoro,
  • basilico,
  • pane grattuggiato q.b.,
  • formaggio morbido a dadini (Tofu),
  • capperi,
  • olive verdi,
  • sale,
  • pepe,
  • olio evo.

Come fare il ripieno:

cotta (ma non spappolata) la mezza melanzana  estrarre la polpa con un cucchiaio ed aggiungerla alla zucchina tagliata a dadini con 2 cucchiai di pomodoro e l’olio, per velocizzare cuocere in microonde per 7/8 minuti.

Frullare il composto aggiungendo pane grattugiato, il formaggio, il basilico (se preferite origano, timo ecc.) ed una parte di olive e capperi, lasciare qualche cappero intero e qualche oliva spezzettata grossolanamente, amalgamare anche il tonno.

Ingredienti per la “scatola”:

  • falde di buccia di melanzana,
  • falde di peperoni arrostiti gialli e rossi,
  • 2 patate lessate e schiacciate,
  • sale, pepe, olio evo.

Come fare la “scatola”:

disporre a fantasia sul fondo e sui bordi di una pirofila rettangolare le falde di peperone e di melanzana,  fare uno strato con le patate schiacciate condite con olio evo sale, pepe,  aggiungere il ripieno delle melanzane,  terminare con le patate e  chiudere ripiegando le falde di peperone e melanzana.

Infornare a 180°C. per c.ca 20 minuti, il tempo di compattare il tutto.

Ottimo mangiato freddo, credo sia perfetto per la bella stagione che sta arrivando (spero ;-) ) che porterà sulle nostre tavole le verdure che soltanto il sole può arricchire di sapore e colore.

Con un piccolo avanzo ho preparato questo tortino senza mettere peperoni e melanzane, ho unto uno stampo e cosparso con pane grattugiato, ho creato l’involucro con le patate, messo il ripieno e cotto in forno a 180°C. per 20 minuti, l’ho servito con una salsina di pomodoro al basilico.

Buon fine settimana :-)


I colori della primavera, racchiusi in una lasagna.

Le colline si saziano dei colori
della primavera, tornano le rondini
alla stalla, accogliente, calda.

Sorridono i germogli all’astro
nuovo che s’erge luminoso
tra i ciliegi pallidi, tra i peschi rosa,
il profumo del glicine arrampicato
antico e paziente su vecchi muri scrostati.

Occhieggia il sole sui balconi,
abbracciando i gerani, che rossi sfidano
il qualunquismo amoroso delle margherite.

Ovunque aria di rinnovamento,
di rinascita, di speranze di felicità.

(Aria nuova- Dario Motti)

Lasagne con sfoglia agli asparagi, al salmone, aneto,calendula e fiori di santoreggia.

Il titolo è lungo, lo so, ma è più facile farla che raccontarla, questa lasagna.

Come spesso mi succede l’ho studiata e voluta proprio così, leggera, saporita, completa, non è un mistero che io ami i piatti unici che racchiudono tutti i nutrienti in una sola portata.

Ho voluto mantenere la stessa farina sia per la sfoglia che per la besciamella, la farina di kamut che trovo versatile, facile da lavorare e adatta anche per chi ha intolleranze, si ricava un ottimo pane ed è perfetta per i dolci.

Sarò approssimativa nell’indicarvi le dosi perchè, per questa lasagna, ho adoperato come ingrediente principale l’istinto e, come spesso succede: la fortuna aiuta gli audaci.

Ingredienti per la sfoglia agli asparagi:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • 1 cucchiaino olio evo,
  • sale affumicato q.b.,
  • centrifugato fresco di asparagi,
  • aneto,
  • petali di calendula,
  • fiori di santoreggia.

Ingredienti per la sfoglia al salmone affumicato:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • salmone affumicato q.b.,
  • aneto fresco,
  • acqua di cottura degli asparagi q.b.

Come fare le sfoglie:

ho messo nel robot gli ingredienti ed ho dosato il liquido, ottenuto un impasto omogeneo ed elastico l’ho avvolto nella pellicola e l’ho lasciato riposare.

Ho tirato le sfoglie arrivando fino alla tacca n°5 perchè, dopo aver provato la tacca 8, la pasta in cottura si rompeva.

Per la sfoglia agli asparagi ho racchiuso i fiori e aneto tra due sfoglie e, delicatamente l’ho tirata, sempre alla tacca 5.

Da tutte 2  le sfoglie ho ritagliato una forma a fiore; vi consiglio, per la cottura, di non tenere l’acqua a forte bollore e di “accompagnare” la sfoglia con una schiumarola per evitare accartocciamenti, specifico questo perchè, per me, è stato un esperimento e trovo corretto condividere con voi i pro e contro.

Ingredienti per la besciamella agli asparagi:

  • farina di kamut,
  • centrifugato di asparagi,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato.

Ingredienti per la besciamella al salmone affumicato:

  • una parte dell’impasto iniziale secco della sfoglia al salmone che comprendeva anche l’aneto,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato q.b.

Per la besciamella Qui .

Ingredienti aggiuntivi (per l’interno e la gratinatura):

  • parmigiano reggiano 36 mesi grattugiato,
  • nocciole tostate e tritate,
  • basilico fresco tritato.

Come ho fatto:

Ho composto la lasagna al solito, alternando le 2 lasagne e le 2 besciamelle sopra le quali ho messo pezzettini di salmone affumicato e punte di asparagi (tagliate a pezzetti) cotte al vapore e il trito di parmigiano, nocciole e basilico.

Ho infornato per 5 minuti a 180°C. più altri 3 minuti funzione grill.

Ho decorato con aneto, asparagi e fiore di calendula che è commestibile e con il quale ho in programma altre ricette colorate.

Amo la primavera e cucinare con erbe e fiori è per me la perfetta”Flower therapy”.


Macedonia per Asporto.

Mi piace cucinare, mi piace mangiare però non amo i kili di troppo, la sgradevole sensazione del pantalone che non si chiude, il bottone della camicia che rischia di esplodere al primo respiro allora, allora per bloccare la mucca prima che sia scappata dalla stalla periodicamente mi concedo qualcosa di buono,  sostanzioso ma che sia anche consistente sotto i dentini, come dice ello: che ci sia da masticare.

Ed ecco che arriva in aiuto il mio adorato agar agar, che ha il potere di fare la magia, ha il potere di rendere solida anche l’acqua.

Qui però c’è il succo di mela ottenuto dalla centrifugazione di mele Jonathan ed ho usato il kanten in fiocchi nelle dosi di 7/8 grammi per litro di liquido.

Ho sciolto i fiocchi nel succo di mela ed ho fatto bollire per 15 minuti, ho aggiunto anche un pò di fruttosio, ho versato sulla frutta ed ho riposto in frigorifero.

Ho messo fragole e mirtilli e decorato con foglioline di menta, tutto qui.

La macedonia per asporto la posso portare con me, aprire il vaso quando ho il languorino e consolarmi con una fragola o un mirtillo che fa bene anche alla vista e alla circolazione.


La leggenda di Prinzessa Luzja e la Trota negata.

C’era una volta un drago che viveva in una grotta da qualche parte in Slovenia vicino al fiume Isonzo.

Stanco di stare da solo decise di uscire a cercar moglie, si fece bello, si lavò, si pettinò (era un drago con i capelli) ed uscì.

Camminò per molte ore e all’improvviso vide una fanciulla bellissima, i lineamenti delicati, i capelli così lunghi che le accarezzavano tutta la schiena, il passo lieve ed elegante.

Il cuore iniziò a battergli così forte nel petto che la fanciulla sentì, si voltò e quando lo vide cominciò ad urlare e scappò.

Lui, avvilito e triste, andò a trovare la sua amica strega che viveva accantoalcamino.

Cos’hai che sei così triste? E come mai non sei nella tua grotta?

Mi sento troppo solo e voglio trovar moglie.

E allora perchè non lo fai?

L’ho fatto ma la fanciulla dei miei sogni quando mi ha visto è scappata, e pensar che mi ero anche fatto bello.

Caro amico drago, non potrai mai diventare bello, nemmeno io potrei aiutarti, se vuoi in moglie quella fanciulla  dovrai rapirla.

Il drago ritornò a cercare la fanciulla e così fece, la rapì e la portò nella grotta.

La fanciulla era infelice e piangeva sempre, pianse per giorni, mesi, anni finchè le sue lacrime formarono un lago.

Un giorno passò di lì con la barca un principe, era giovane, bello, ricco, vide la fanciulla in lacrime che lo chiamò e gli disse:

aiutami, sono prigioniera del drago, ti prego portami via.

Lui, senza pensarci 2 volte impugnò la spada ed andò a cercare il drago che, ignaro, stava dormendo, lo colpì dritto al cuore ed il drago morì.

Il suo sangue iniziò a scorrere e si riversò nel lago dipingendo l’acqua di verde.

Ed è così che oggi il lago (nella realtà un lago artificiale, voluto per una centrale idroelettrica) ha l’acqua di questo splendido colore ed è per questo che il battello di capitano Dean si chiama Lucija.

Capitano Dean racconta questa leggenda (io l’ho un pò adattata ;-) ) ogni volta che il battello attraversa una piccola gola tra le rocce.

L’acqua è così verde e l’atmosfera così magica che per un pò credi  che quelle siano davvero le lacrime della prinzessa Luzja colorate dal sangue del drago.

Non è la prima volta che andiamo su quel battello e capitano Dean è così speciale che io non scenderei più, i suoi occhi sono di un azzurro/verde così intenso che mi piace pensare sia un “dono” della “prinzessa” per ringraziarlo di farla vivere ancora col suo racconto, sembra nato per stare con i bambini.

Inizia stringendo loro le mani,  e se i grandi l’allungano per primi lui li ferma dicendo: otroci prva (prima i bambini).

Sul battello li chiama uno alla volta, li mette al timone, gli mette il cappello da capitano e li fa guidare e suonare la sirena.

Un giorno ello mi disse: andiamo a mangiare la trota a Most na Soči?

Io non  conoscevo quel posto ed amando la trota ho risposto: certo che sì!! Ma, aimeh, questa volta la trota era finita e, scesi dal battello affamati ed avviliti, siamo ritornati a casa.

Ma… ma la strega che abita accantoalcamino come per magia ha tirato fuori dal frigorifero un “Filetto di trota verace salmonata affumicata”   e in quattroequattrotto ha imbastito una cenetta a dir poco magica.

Iniziamo dall’antipasto:

Carpaccio di trota affumicata e pesche nettarine con citronette di lime, olio di semi di vinacciolo e sale nero di Cipro.

Questo abbinamento mi frullava per la testa da un pò, siccome né ello né io amiamo molto il sapore di pesce ho pensato di smorzarlo un pò con le pesche nettarine, quelle dure che si prestano ad essere tagliate con l’affettatrice, per non coprire l’equilibrio di sapori non ho usato l’olio d’oliva ma un olio di semi di vinacciolo e l’ho emulsionato con il succo di lime.

Ingredienti:

  • fettine di trota affumicata,
  • fettine di pesca noce,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • succo di lime,
  • sale nero di Cipro macinato.

Come fare:

alternare le fettine di trota e pesca, irrorarle con la citronette, far insaporire per 15 minuti e mangiare :-D

La mia porzione.

Ed ora passiamo al primo piatto: vermicelli di soia conditi “a freddo” con la trota affumicata, una salsa al basilico ottenuta usando ancora l’olio di semi di vinacciolo ed il sale nero di Cipro.

Come faccio spesso ho profumato la ciotola dove ho condito con uno spicchio d’aglio passandolo sulle pareti.

Porzione di ello.

Ingredienti:

  • vermicelli di soia,
  • pezzetti di filetto di trota affumicata,
  • basilico,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • sale nero di Cipro macinato,
  • spicchio d’aglio.

Come fare:

cuocere i vermicelli di soia come da indicazioni (io li metto nell’acqua bollente a fuoco spento per 3/4 minuti) e nel frattempo dopo aver spezzettato le fettine di trota preparare la salsa al basilico.

Passare lo spicchio d’aglio sulle pareti della ciotola, mettere sul fondo un pò di salsa e qualche pezzetto di trota, versare i vermicelli caldi, aggiungere la salsa e la trota avanzate e mescolare velocemente amalgamando bene il tutto.

La mia porzione.

“Capitano Dean” vi saluta.

Vado anch’io, vi ho portate/i un pò a spasso, vi ho raccontato una storia, vi ho offerto il pranzo e adesso torno “accantoalcamino” a preparare altre “magie”, a pensare ad altre “storie”…a presto…

Riassunto e link: Gita in battello a Most na Soči

Dal web qualche informazione sull’olio di semi di vinacciolo che, diciamolo, non ha nulla a che vedere con il nostro straordinario olio extravergine di oliva, ma essendo incolore/inodore/insapore ed avendo qualche “pregio” può essere adoperato tranquillamente quando non si vuole rinunciare al condimento ma non si vuole l’aroma “prepotente” dell’olio evo.


Crostata salata con Okra, Tagliatelle di riso con finferli, Crostatine con Alchechengi e Amarene

Oggi ho scelto 3 ricette e la pigrizia perchè non vi darò le dosi ma vi lascerò la libertà di scegliere se fare una torta salata grande o delle mini porzioni (tipo tartelette per intenderci), se fare un piattone di pasta o una ciotolina piccola come la mia, una crostata agli alchechengi grande o crostatine.

Lo so, vi faccio accendere il forno ma io non trovo così tragico farlo,  non ci  entro io nel forno ma soltanto le torte e quant’altro ed intanto che lui lavora io me ne sto al fresco.

Inizio con la torta salata che ho fatto provando la frolla all’olio aromatizzato che ho trovato in un blog che non cito, anche perchè il risultato non mi ha soddisfatto e per rimediare ho dovuto raffazzonare abbastanza però alla fine ce l’ho fatta però, essendo quella blogger una brava fotografa mi aveva invigliato, con la foto, a provare; si sa on sempre una bella foto significa qualità e bontà del piatto.

La foto era bellissima ma, come succede spesso nel web, alla fine la ricetta non soddisfa il palato.

Ho adoperato la farina integrale, per questo ho aggiunto acqua e un altro tuorlo.

Ho usato l’okra che ho comperato a Mestre che ho tagliato a rondelle e fatta saltare in padella con il  cipollotto, ne ho lasciata intera qualcuna per decorare.

Avevo delle piccole zucchine di Milva con fiore (raccolte io) che ho tagliato a metà e rosolato velocemente in padella dalla parte tagliata.

Cotto il guscio di frolla all’olio ho coperto il fondo con l’okra,uno strato di tofu sbriciolato condito con sale affumicato e origano, ho concluso con le zucchine, l’okra intera ed i miei datterini ed infornato come  Alex 10 minuti a 220°C ed il gioco è fatto.

Per fare il primo piatto ho usato le tagliatelle di riso (sempre negozio di Mestre), dei finferli che mi ha portato Tiziana dalla montagna, fiori di zucchina e tofu affumicato (Mestre).

Come ho fatto:

ho fatto appassire uno scalogno e, dopo aver pulito i funghi, li ho fatti cuocere aggiungendo un pò di brodo vegetale (fresco) ho salato, un pò di pepe verde e, quasi a fine cottura, ho aggiunto i fiori di zucchina privati dei pistilli e il tofu affumicato grattugiato.

Ho scolato le tagliatelle al dente e le ho fatte saltare col sugo, impiattato, un filo d’olio evo e un’altra grattatina di tofu.

L’ ho servita  in una ciotola ottenuta da una foglia di palma.

E per finire 2 crostatine, una con i soliti alchechengi e  una crostatina con le  ciliegie in composta (senza zucchero)

Come ho fatto (nulla di più semplice):

se vi piace fare la frolla a casa (a me no) fatela, rivestire uno stampo apribile, riempire il fondo con i legumi e cuocere a 180°C. per c.ca 20 minuti (se fate le crostatine basta molto meno).

Fare una crema pasticcera (va benissimo la vostra  ricetta) e dopo averla fatta intiepidire versarla sul fondo della frolla, disporre gli alchechengi privati del calice e/o le ciliegie.

Preparare una meringa (mi ricorda qualcosa ma non mi sovvien :-D ;-) ), unire un pò di cacao (a piacere) e cannella.

Coprire la crostata o le crostatine col composto ed infornare ancora per 5 minuti.

Mi mancherà la gioia più grande della mia vita (ebbene si ;-) ), ma lei sarà in una pensione a 5 stelle (io 4 :-( ) in un grande box tutto per lei con i giochini e una mia maglietta usata (per non farle credere di essere stata abbandonata):


Soufflè Glacè alle Pere Coscia, Stracchino e confettura di pere e pepe lungo.

Avviso ai “naviganti”: se avete fretta, dovete prendere l’aereo o il treno (ma forse con i ritardi che abbiamo in Italia ce la potete fare :-D ), dovete finir di preparare le valigie o dovete andare a prendere il bimbo in piscina ecc. ecc.  non andate avanti ma rimandate la lettura del post a dopo, perchè la farò lunghina ;-)

Il mio occhio curioso si è fatto più attento ed esigente, merito/colpa del blog? O perchè ci sarà per me una “novità”?

Sta di fatto che “guardo” le cose e non le “vedo” soltanto, senza che questo diventi “maniacale” col rischio di trasformarmi in una “signora grandi firme” della cucina.

Vi vedo, sapete, con i pugnetti chiusi che pensate: stringi, stringi :-D

Sabato mattina sono andata a fare la spesa, e fin qui tutto normale.

Quando non vado dalla Milva, vado in un posto che vende le produzioni delle realtà locali, in Friuli si muove qualcosa e quel qualcosa è moooolto interessante.

Una “contadina” ha provato a seminare le cipolle di Tropea ed ecco il risultato.

Ma queste non ci sono nel soufflè glacè, nel soufflè glacè ci sono le pere Coscia che hanno origini siciliane, dall’Etna precisamente ma anche queste stanno imparando a vivere nel Friuli, meno soleggiato però abitato da persone amorevoli che le curano come un bambino ed il risultato è questo:

Mentre ero in negozio a guardare tutto a mò di Alice nel paese delle meraviglie e facevo domande a destra e a manca è arrivato “l’om dal formadi” (l’uomo del formaggio):

l’ha portaat ance el strachin? (Ha portato anche lo stracchino?)

Si siore, o, l’ai portaat a vonde (Certo signora ne ho portato a sufficienza.)

Perdonerete la mia “licenza dialettale” ma, capitemi, una triestina che parla il Friulano “xe come la simia sul can” (detto triestino per dire che non c’entra nulla).

Così, i miei 2/3 neuroni si sono riuniti e mi hanno suggerito la versione di soufflè glacè che vi papperete oggi.

Faccio una premessa..un’altraaaaaaa? :-D Si, si, quel bicchierone della foto l’ha mangiato domenica ello con grande soddisfazione e con tanti “complimenti alla cuoca”…queste si che sono soddisfazioni ;-)

L’altro neurone (si ne ho 4 che vi credevate ;-) ) che fino ad allora se ne stava in disparte s è avvicinato ed ha sussurrato: “secondo me ci starebbe bene anche la confettura che hai fatto col pepe lungo.

Genio di un neurone, hai ragione il  pepe lungo che è bello da vedere e generoso nel rilasciare la sua nota piccante, è deciso, anche il pepe.

Foto 2010

Questa confettura non  l’ho fatta con le pere Coscia ma con le Williams belle mature che sono profumatissime ed ho fatto così:

ho sbucciato 1 kilo di Pere Williams gialle, le ho messe a pezzetti in una terrina con 500 g di zucchero, ho mescolato ed ho lasciato che riposassero tutta la notte.

Al mattino le ho trasferite in una pentola  ed ho portato il tutto a cottura.

Ho invasato a caldo dopo aver sterilizzato i vasi in forno ed ho “infilato” in ogni vaso un bacca di pepe lungo.

Al solito le mie varianti tra parentesi:

  • 250 gr yogurt bianco (100 stracchino),
  • 3 albumi (del peso di circa 100gr) (50 g.),
  • 200 gr zucchero a velo (100 g.),
  • 100 ml acqua per lo sciroppo (50 ml di sciroppo ottenuto dalla cottura delle pere).
  • 200 ml panna montata (100 g.),
  • 1 cucchiaio di composta per lo yogurt (composta e confettura di pere)+ composta per il ripieno (composta e confettura di pere),
  • 3 pere Coscia per la composta e decorazione,
  • 1 bacca di pepe Pigna (lungo) grattugiata.

Rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 5 cm e fissare con spago da cucina.
Mettere al fresco.

Preparare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima.
Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua , far sciogliere sul fuoco fino ad avere uno sciroppo piuttosto denso.

Versare lo sciroppo negli albumi montati a neve continuando a sbattere il composto fino a quando non sarà freddo, poi passare in frigo.

Montare la panna.

Versare lo yogurt in un recipiente, unire un cucchiaio di composta ai frutti di bosco e la panna montata, incorporare gli albumi.

Versare nei contenitori  e mettere in freezer , dopo circa un’ora (o non appena saranno rappresi) tirarli fuori , prelevare due cucchiaini di composto dal centro, in modo da creare un piccolo buco, rimettere in freezer per almeno 6 ore.

Prima di servire rimuovere la carta, riempire il soufflé gelato con due cucchiaini di composta ai frutti di bosco e servire.

Io ho preparato una composta con le pere e lo zucchero, ottenuta la consistenza desiderata delle pere le ho scolate ed ho ridotto lo sciroppo.

Ho setacciato lo stracchino, ho amalgamato le pere in composta, 1 cucchiaino di confettura, una grattugiata di pepe ed ho messo in freezer.

Prima di servire ho aggiunto altra composta/confettura, un’altra grattugiata di pepe, ed ho decorato col uno spicchio di pera che avevo irrorato col limone affinchè non si scurisse ma, a quanto pare non ci sono riuscita.



Anguria arrosto e Feta, averlo saputo prima.

Anguria e feta si1

…veramente lo so dall’anno scorso, da quando vidi questa ricetta sul libro del Sacher Hotel, ma l’anno scorso le angurie decisero di scioperare e di travestirsi da rape insapore, almeno quelle che comprai io erano così, pallide, farinose, piene di venature, immangiabili è la parola giusta.

Per fare questa “ricetta” occorreva un’anguria dolce, aromatica, senza semi (proprio com’era la mia prima anguria della stagione) e “formaggio di pecora affumicato” che ho sostituito col feta che avevo a casa.

L’abbinamento anguria/feta non è certo una novità, però la versione “arrosto” mi giungeva nuova e m’incuriosiva da matti, provatela come consigliano loro, servita subito e sul piatto caldo, il contrasto caldo/freddo e l’equilibrio degli abbinamenti vi conquisterà, per quanto mi riguarda l’ho già nominato “piatto dell’estate 2011/12/13/14/15/16…..ecc.

Mi scuso, il post si è pubblicato da solo, ora lo sto completando, se vi interessa ritornate più tardi…a volte anche wordpress “perde colpi” :-D

Rieccomi, è proprio il caso di dirlo: a WordPress manca un “venerdì” :-D ma ora se avete fatto le corse su e giù per vedere come va a finire io vi ringrazio e vi dico che non ve ne pentirete.

Riporto le dosi della ricetta originale per 4 persone, io non ho pesato nulla e tra parentesi metterò le mie varianti:

  • 500 g. di anguria (dolce e aromatica e soda aggiungo), senza semi,
  • succo di mezzo lime,
  • foglie fresche di menta o citronella (nepeta),
  • 300 g. di formaggio di pecora affumicato (feta),
  • peperoncino (senza semi) finemente tagliato (omesso),
  • fleur de sel (sale nero di Cipro),
  • pepe (verde),
  • olio d’oliva (extravergine con semi di zucca tritati),
  • olive Kalamata (taggiasche),
  • sfogliatine di pane croccanti per guarnire.

Come fare:

tagliare l’anguria in 12 bastoncini (loro calcolano 3 a testa ma non bastano credetemi) di c.ca 12 x 2 x 2 cm., tamponarli con la carta assorbente da cucina e rosolarli a fuoco vivo in una padella antiaderente con poco olio evo (io l’ho “passata” con la carta cucina imbevuta).

Disporre i bastoncini sui piatti caldi, tagliare il formaggio a scaglie sottili (se usate il pecorino) o sbriciolare il feta, cospargere con le erbe (nepeta), condire con la citronette (io ho aggiunto semi di zucca tritati), aggiungere le olive (le taggiasche ci stanno benissimo),le listarelle di peperoncino, pepe ed il sale.

Io, per decorare ho preparato delle cornucopie di pane schiacciando col mattarello tra 2 fogli di carta forno il pan carrè senza crosta che ho avvolto sui coni unti e infornato a 200°C fino a doratura.


Involtini di peperone.

Involtini di peperoni.

Non starò a scrivere le dosi, se avete 1 peperone fate 1 peperone se ne avete 100 fateli tutti non avanzeranno e non avanzerà neanche il ripieno che potrete mettere nel riso freddo, su un crostino di pane o, semplicemente, mangiarlo a cucchiaiate che è una goduria :-)

Ingredienti:

  • peperoni gialli e rossi carnosi,
  • cipollotti,
  • tonno al naturale (o sott’olio sgocciolato),
  • pecorino grattugiato (o parmigiano),
  • prezzemolo e basilico,
  • capperi (aggiunta personale),
  • pane grattugiato,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe verde.

Come fare:

essendo questa una ricetta di Simone Rugiati della quale mi sono appropriata immediatamente per il metodo di cottura dei peperoni che evita di sporcare fornelli la condivido paro paro.

Lavare i peperoni metterli in una teglia da forno e versare acqua fino a raggiungere 1/3.

Infornare a 220°C. finchè la metà superiore dei peperoni diventa scura c.ca 20/25 minuti.

Girarli e terminate la cottura per altri 15/20 minuti.

Scolarli e chiuderli per un quarto d’ora in un sacchetto, alla fine spellarli sotto l’acqua fredda, dividerli a falde, togliere semi e filamenti ed asciugarli bene con la carta da cucina.

Mentre cuociono i peperoni preparare il ripieno facendo rosolare i cipollotti, senza colorirli, portarli a cottura aggiungendo poca acqua.

Nella stessa padella aggiungendo olio se necessario tostare il pangrattato mescolando per non bruciarlo.

Unire in una ciotola  i cipollotti, il tonno, il formaggio, il pangrattato, i capperi, il basilico tritato e pepe se lo usate.

Distribuire il composto sulle falde di peperone salate e pepate ed avvolgerle, fermando l’involtini con gli stecchini.

Foderare la teglia con carta forno, appoggiare gli involtini e mettere in frigorifero (si possono preparare il giorno prima).

Prima di servirli far gratinare a 220°C.

Involtini peperone pronti

Per servirli si può fare una salsina con olio, aglio e prezzemolo oppure con olio aglio e basilico, da leccarsi i baffi :-)


Risotto ai cetrioli di Tiziana.

Quando Tiziana, tempo fa, mi mandò via mail la ricetta di questo risotto strabuzzai gli occhioni e spalancai la bocca nella classica espressione  da ebete stupita.

La ricetta rimase nel mio archivio fin l’altro giorno quando, noncurante delle voci che circolavano riguardo a questo ortaggio, andai dalla mia adorata Milvia e ne comperai 2 che aveva appena raccolto.

Conoscendo il suo sistema di coltivazione non temo nulla, soltanto i suoi 2 pastori tedeschi che vedendomi arrivare senza ossi mi guardano di storto.

Chi non conosce i cetrioli? Chi non li digerisce, chi li odia, chi li adora perchè nelle diete sono permessi in quantità quasi illimitate,  l’unica accortezza eliminare la loro acqua di vegetazione.

Io lo faccio tagliandoli con la mandolina, li salo, quando hanno perso l’acqua li risciacquo, li strizzo e li condisco con un pò di panna acida (scuola Slovena).

Le proprietà del Cetriolo:

vermifughe, antiinfiammatorie, emollienti, antipruriginose.

I principi attivi del Cetriolo:

tracce di olio essenziale, aminoacidi, vitamina C e carotene, sostanze pectiche.

Il comune Cetriolo ha proprietà diverse a seconda della parte che viene usata.

Il frutto fresco ha buone proprietà diuretiche e depurative che possono essere utilmente sfruttate bevendone direttamente il suco o consumando il frutto in insalata; la digeribilità del frutto è controversa e articolarmente difficoltosa per una buona percentuale di soggetti.

Uso cosmetico del Cetriolo:

polpa e succo possono essere applicati sulla pelle del viso e del corpo a guisa di maschera o di impacchi per schiarire, addolcire, decongestionare, idratare le pelli aride e facilmente irritabili.

Il trattamento va mantenuto per almeno un quarto d’ora.

Foto presa dal web.

Ingredienti per 2 persone:

  • 150 g. di riso carnaroli,
  • 3 cetrioli non troppo grandi,
  • 1 cipollotto bianco,
  • vino bianco (omesso),
  • 2  cucchiai colmi di Yogurt Greco,
  • olio EVO,
  • pepe verde in grani,
  • aneto.

Come fare:

tagliare a fettine molto sottili il cipollotto e metterlo in una padella (grande) con un po’ d’acqua e farlo appassire, aggiungere 2 cetrioli pelati e tagliati a dadini, l’olio, il sale e rosolare un pochino.

Inserire il riso e mescolare finchè sarà  assorbito tutto il liquido, aggiungere un po’ di vino bianco e sfumare, unire il pepe verde schiacciato nel mortaio e portare a cottura aggiungendo un po’ d’acqua o brodo vegetale.

Fuori dal fuoco inserire lo yogurt  mescolato con dell’aneto e il terzo cetriolo tagliato a fettine sottilissime senza togliere la buccia e servire.


Crema tana con frutta, anche il mondo è incominciato con un peccato di gola.

 Oggi delego, delego la ricetta, il racconto, la musica, tutto rigorosamente farina di un altro sacco, quello di Luisanna Messeri, mie soltanto le foto ed oggi ne metterò tante perchè ho voglia di colore, di freschezza, di profumi  di cose ed anche parole buone.

Appena fatto l’abbonamento  Sky, la disputa iniziale per l’acquisizione del telecomando comprendeva essenzialmente 2 canali, per me Alice/Gamberorosso per ello History channel.

Ed è stato durante una delle mie rare vittorie che ho conosciuto quella simpaticona di Luisanna Messeri che ora (poverina) ha il suo bel daffare a domare  B.B. (no, non Brigitte Bardot ma Beppe Bigazzi :-D ) e vittima anch’io della pubblicità ho comperato il suo libro che oltre ad essere un prezioso ricettario è anche utile fonte di aneddoti, racconti, di episodi e personaggi  per un motivo o per l’altro legati  alla buona tavola vista come occasione di condivisione, aggregazione, allegria, ed alla fine di ogni racconto consiglia una musica che certamente renderà la vostra ricetta ancor più gustosa, parola di Luisanna.

Ingredienti:

  • 1 litro d’acqua,
  • 4/5 limoni non trattati,
  • 4 etti di zucchero (3 etti fruttosio),
  • 60 g. di maizena,
  • 4 uova intere,
  • frutta mista a piacere, colorata, a seconda della stagione (Luisanna suggerisce che non dovrebbe mancare l’ananas), io non l’ho messo.

Come fare (da pag. 100 del libro Il club delle cuoche):

una volta lavati ed asciugati, grattugia la buccia dei limoni, ma gratta solo il giallo perchè il bianco è amaro, i limoni quindi devono essere, per forza, biologici.

La leggenda che gli alimenti biologici siano carissimi non è vera, certo costano un pò di più ma li valgono tutti, in salute intendo.

Se proprio non li hai, quelli “trattati” vanno lavati a fondo con il sapone (quello dei piatti va benissimo) proprio come fano nei film americani, o meglio ancora con il bicarbonato di sodio.

Grande il bicarbonato, serve ad un sacco di funzioni casalinghe: provare per credere!

In una pentola mescola le uova intere, lo zucchero (fruttosio) e il succo dei limoni; aggiungi l’acqua nella quale hai disciolto a freddo l’amido di mais (maizena) e le bucce grattugiate.

Metti la pentola sul fuoco, basso, e gira sempre con un mestolo, appena giunge a bollore tutto si addensa, leva dal fuoco e lascialo raffreddare.

Intanto la frutta va pulita e tagliata a pezzetti: fragole, kiwi, banane, uva..va bene tutta la frutta di stagione e quella che ci piace di più.

Mescola la frutta alla crema ormai raffreddata e sistemala in una zuppiera di vetro che, in trasparenza, lascerà vedere l’arcobaleno dei colori della frutta mescolato al giallo-giallo della crema.

Decora la superficie con pezzetti di frutta sistemandola col tuo estro e mettila in frigorifero un paio d’ore prima di servire.

A fine pasto questa macedonia con crema è squisita e leggera.

Non contenendo grassi, né latte né burro, oserei dire che è dietetico, volendo si può diminuire lo zucchero occorrente, ma rimane lo stesso un dolce goloso.

Auguro a tutte/i voi un fine settimana ricco di colore come questo dolcino, un abbraccio :-)

Ma voi avete un’aiutante come Perla che vi aiuta a disfare il lettone?


Anelletti al forno alla palermitana e un pensiero per il Friuli…

Gli  Anelletti al forno alla palermitana , erano anni che ci giravo attorno e finalmente ci sono caduta dentro, in questo timballo c’è tutto, c’è la storia, la tradizione, la rivincita di un popolo.

E poi la trasgressione, le melanzane fritte, un godurioso ragù colorato dai piselli, il formaggio ed il prosciutto, tutto tenuto assieme dall’abbraccio della besciamella che avvolge anelletto per anelletto e nel mio caso, anche il tovagliolo.

Ello non ama le melanzane e prevedendo la mia grande abbuffata con indigestione ho optato per una mini-porzione ma non per questo meno buona.

Di seguito la ricetta originale, tra parentesi le mie sostituzioni/omissioni proporzionate alla misura del mio stampo.

Ingredienti per 6 persone:

  • 500 gr di anelletti,
  • 4 melanzane nere,
  • 1,5 lt circa di salsa tipo bolognese con piselli,
  • 500 gr di besciamella (latte di soia, farina, no burro),
  • 200 gr di prosciutto cotto,
  • 600 gr mi mozzarella (ricotta di kefir),
  • 4 uova sode ( versione catanese) (omesse),
  • pangrattato q.b.
  • pecorino grattugiato q.b. (parmigiano)

Come fare:

tagliare le melanzane per lungo immergerle in acqua e sale, strizzare e friggere, contemporaneamente in una teglia da forno spalmare dell’olio facendo attenzione che ogni sua parte sia ben unta (servirà a far aderire il pangrattato che andremo subito dopo a mettere).

Una volta fritte le melanzane asciugarle dall’olio superfluo e adagiarle sulla teglia.

Cuocere la pasta lasciandola quasi cruda perchè finirà di cuocere in forno, scolarla e mescolarla al ragù e besciamella.

Mettere un primo strato dentro la teglia,  mettiamo il prosciutto la mozzarella e per ultimo il pecorino, ricopriamo con il resto della pasta e inforniamo a 180° per circa 25 minuti,  sformare e decorare a piacere.

Io ho riempito il foro dello stampo con dei piselli, ho decorato con  fili ricavati dalla bucccia delle melanzane e foglie di basilico che ho fritto.

E come dicono in Friuli: mangià e murì……

E a proposito di Friuli, volevo ricordare l’anniversario del terrremoto,  sono trascorsi 35 anni da quella sera ed anche se oggi nel paesaggio si intravedono soltanto poche cicatrici, nelle persone che quella sera, oltre alla casa hanno perso i propri cari, la ferita è ancora aperta….. il mio pensiero va a loro….

Foto presa dal web, cliccare sopra per un pò di notizie dell’epoca

Vi presento Perla, la gatta più sporca del mondo:

Un sereno fine settimana a voi :-)


Cetrioli ripieni, pomodorini e peperoni, freschezza d’estate.

Questa ricetta risale all’anno scorso e la tenevo gelosamente in archivio, un idea utile per quest’estate, magari per far mangiare le verdurine a tutti.

Dalla mia enciclopedia qualche nome.

Liguria: Sitrullo, Cugoemau – Piemonte: Cocumer – Lombardia: Coecoemer – Veneto: Zerumolo, Cogumero.

Emilia: Zedron, Cucomber – Toscana: Citriuolo, Treciolo – Abruzzo: Melangula – Campania: Citrulo – Calabria: Verdinasce, Citrolu (max docet)

Sicilia: Citrulo virdi – Sardegna: Cuggumera

Friuli: Codumar :-D

Probabilmente è originario dell’India, ora si trova dappertutto con vari cultivar  che li differenziano nella forma e nel colore.

Si raccoglie in luglio/agosto prima della maturazione.

Molti hanno difficoltà a digerirlo, si può ovviare eliminando il liquido di vegetazione.

Io li taglio con la mandolina, li salo e li metto in uno scolapasta, li risciaquo e li scolo bene e, come mi ha insegnato una signora Slovena, li condisco con  panna acida e  finocchietto, provare per credere..

Ora dalla mia enciclopedia, pagina 191.

Proprietà:

vermifughe, diuretiche, antiinfiammatorie, emollienti, antipruriginose.

Principi attivi: tracce di olio essenziale, aminoacidi, vitamina C e carotene, sostanze pectiche.

Il comune Cetriolo ha proprietà diverse a seconda della parte che viene usata.

I semi si usano come vermifughi efficaci, sorattutto nei confronti della tenia, benchè questa affezione, con le migliorate condizioni igienico-alimentari, sia diventata rara.

Il frutto fresco ha buone proprietà diuretichee depurative che possono essere utilmente sfruttate bevendone direttamente il succo o consumato crudo in insalata.

Uso cosmetico:

la polpa del cetriolo ha la proprietà di schiarire, decongestionare ed idratare la pelle, si può applicare su viso e corpo come maschera o impacco, mantenendo l’applicazione per almeno 1 quarto d’ora.

E adesso andiamo in cucina, le dosi sono ad occhio, considerate che vanno fatti e mangiati per mantenere la croccantezza del cetriolo.

Ingredienti:

  • 2 cetrioli grossi (io uso 1 lungo Olandese),
  • 1 scatola di tonno al naturale (quelle da 160 g.),
  • 2 uova (1 per il ripieno l’altro per decorare),
  • 1 cucchiaino da the di capperi,
  • 2 filetti d’acciuga,
  • prezzemolo,
  • olio,
  • aceto (di mele),
  • sale,
  • pepe verde.

Come fare:

far rassodare le uova e lasciarle raffreddare.

Nel frattempo con un rigalimoni decorare la buccia dei cetrioli o, semplicemente, sbucciarli.

Tagliarli in parti uguali e con uno scavino eliminare l’interno lasciando uno spessore di 1 cm, salarli all’interno e metterli in piedi in uno scolapasta il tempo di preparare il ripieno mettendo nel frullatore 1 tuorlo, il tonno, i capperi, l’acciuga a pezzetti, il prezzemolo, l’aceto, l’olio, il sale ed il pepe.

Finire di amalgamare in una terrina fino ad ottenere un composto morbido ma non troppo liquido.

Inserire il ripieno nei cannelloni di cetriolo, decorare con la mimosa d’uovo dell’altro uovo e buona estate.

I pomodorini ed i rotolini di peperone li ho farciti con della ricotta di kefir (se non l’avete va bene un’altra, l’importante è setacciarla più volte per renderla cremosa) amalgamata con poco aglio schiacciato, basilico (origano se lo preferite), un’acciuga sott’olio, sale e pepe (verde).


Curd con bacche di sambuco e curd ai lamponi.

Il nome “curd” si riferisce alle genti curde, popolo di pastori,che usavano conservare in questo modo la polpa ed il succo di alcuni frutti che poi consumavano durante i loro viaggi ed all’occorrenza barattavano con altri prodotti.

Quando, l’anno scorso ho letto da qualche parte queste righe, è crollata la mia certezza che il curd si facesse soltanto con gli agrumi.

Ho visto questo curd con i lamponi e l’ho fatto.

(Foto e ricetta 2009)

Ingredienti:

  • 450 g. di lamponi,
  • il succo di 1/2 limone,
  • 230 g. di zucchero semolato,
  • 100 g. di burro morbido a pezzetti,
  • 3 uova.

Procedimento:

mettere i vasi nel forno freddo e portare alla temperatura di 100°C. (per sterilizzarli).

Cuocere a fiamma bassa i lamponi con il succo di limone per 5 minuti fino ad ammorbidirli,

versare il composto ottenuto in una casseruola adatta al bagnomaria ed aggiungere il burro e lo zucchero,  mescolare fintanto saranno sciolti, sbattere le uova e versarle nel composto.

Mescolare bene e cuocere fino a raggiungere una densità cremosa.

Versare nei vasi caldi, pulire il bordo se necessario, chiudete ermeticamente e conservate in frigorifero.

Con lo stesso procedimento ho improvvisato il curd con le bacche di sambuco, con l’unica variante che ho messo le bacche sul fuoco col succo di limone  e le ho fatte ammorbidire, le ho passate nel passaverdure ed ho ottenuto il peso necessario per procedere come per quello ai lamponi.

Buon fine settimana!


Linguine di Kamut con zucchine e ricotta affumicata, aspettando il temporale.

Ieri sera, mentre il cielo stava preparando il suo temporale estivo,

io preparavo la cena estiva.

Dopo una domenica trascorsa a fare un pò di repulisti avevo un certo languorino, mi meritavo un piattino di pasta.

Pentola per la pasta con 2 cestelli, ello aveva chiesto con voce flebile un piatto di pasta A.O.P. (aglio, olio, peperoncino), nulla di impegnativo quindi, al lavoro.

Ingredienti:

  • linguine di Kamut q.b.,
  • zucchine piccole, sode e freschissime q.b.,
  • ricotta affumicata q.b.,
  • olio evo per friggere.

Preparazione:

mentre bolle l’acqua, tagliare a fiammifero le zucchine e gettarle in olio evo bollente per pochi secondi, scolarle.

Scolare la pasta, unirla alle zucchine con un cucchiaio di olio dove hanno fritto, una bella grattugiata di ricotta affumicata e la cena è pronta.

Quello che mi piace della pasta di Kamut, oltre il sapore, è la resa ed il potere saziante, provatela.


Gelato allo zenzero e datteri, senza gelatiera.

Ingredienti per la prima fase:

  • 3 dl di panna da montare,
  • 5 tuorli,
  • 100 g di zucchero,
  • 1 cucchiaino di zenzero grattugiato.

Procedimento prima fase:

riscaldare in una casseruola a fuoco dolce la panna fino quasi a bollitura.

A parte lavorare i tuorli con lo zucchero e lo zenzero, battere leggermente e versare a filo la panna calda continuando a montare a bagnomaria per c.ca 15 minuti, lasciar raffereddare.

Ingredienti seconda fase:

  • 3 dl di panna montata,
  • 50 g  di zenzero grattugiato,
  • 50 g di datteri freschi tritati finemente,
  • zenzero candito per decorare.

Procedimento seconda ed ultima fase:

montare la panna, unire alla crema raffreddata, mescolando bene, lo zenzero e i datteri, incorporare delicatamente la panna montata, mettere in un contenitore e riporre nel congelatore per tutta la notte.

Decorare a piacere con lo zenzero candito e datteri.

Gelato zenzero datteri n.-001


Peperoni ripieni al vapore: leggerezza tutta da gustare.

Ancora una ricetta di Tiziana, capitata al momento giusto,voglia di sole, di colore,voglia di leggerezza.

Lei la definisce “nulla di nuovo”, per me, invece è nuovissimo, perchè io i peperoni li ho fatti in tutti i modi ma MAI e dico MAI ripieni con la carne e MAI avrei pensato di cuocerli a vapore,quindi per me sono novità assoluta e chissà per quanti di voi, vi consiglio di provarli, io li ho preparati  ieri sera ed oggi li mangiio.

Come sempre vi trascrivo la sua ricetta integrale, le mie varianti sono:  la cottura della patata assieme alla carne,  l’uso del basilico al posto del prezzemolo che non avevo in casa e l’aggiunta di peperoncino perchè a lui piace “picanto”.

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Ingredienti per 4 peperoni:

  • 700 gr. macinato misto ( manzo e maiale ),
  • 2 spicchi d’aglio  tritati finemente (io ne ho messi 3  vestiti , schiacciati e tolti),
  • prezzemolo (basilico),
  • maggiorana,
  • timo,
  • (peperoncino),
  • 1 patata grossa cotta al vapore (rosolata assieme alle patate),
  • 1 manciata di parmigiano grattugiato,
  • sale,
  • olio evo.

Procedimento:

lavare i peperoni , togliere la calotta, togliere anche tutti i semini, salare la parte interna e

appoggiarli su un piatto rovesciati, intanto preparare il ripieno.

Per il ripieno:

rosolare la carne con un poco d’olio e l’aglio il macinato, aggiungere il prezzemolo, la maggiorana, il timo , la patata schiacciata in precedenza con la forchetta (serve a mantenere morbido il ripieno) , il parmigiano e il sale.

Lasciare intiepidire e quindi riempire i peperoni con il composto, coprire ognuno con la propria calotta, sistemarli nella vaporiera per circa 40’.


Se si desidera alla fine aggiungere un filo d’olio evo.

Con lo stesso procedimento preparo anche le melanzane e le zucchine.

UN BUON MISTO!!!!!!

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Grazie Tiziana, ora aspetto di cuocere così anche le altre verdure.

Lo so che oggi è domenica e sarete tutte/i in gita al mare, in montagna, al lago o, come me, finirete di sistemare la cantina per cui non avrete tempo di passare di qua…..ma avevo voglia di postare questa ricetta che mi è piaciuta un sacco.

Buona domenica allora, a presto ed ancora grazie a Tiziana.


Confettura di Fragole e Rose: quando la fragola incontra una rosa…

… la seduce,  la spoglia delicatamente, petalo dopo petalo, la cosparge di zucchero e si corica con lei fondendosi in un abbraccio profumato lungo un giorno, così nasce la confettura di fragole e petali di rose.

Mi piace emozionarmi, in questo momento della mia vita ancor di più, è l’età del tirar le somme e se ti ritrovi con pochi numeri da incolonnare la somma è presto fatta, allora decidi di vivere una vita che ti metta a disposizione per il futuro altri numeri da incolonnare.

Questi numeri, per me, sono le emozioni, le emozioni che cerco anche nelle più piccole e scontate azioni della giornata.

Allora il caffè alla mattina, con qualche goccia di acqua di rose o un pizzico di cardamomo, versato nella tazza di Gisella (la mia adorata quasi mamma) diventa un gesto confortante.

Bagnare i fiori in terrazza, controllare la crescita dei datterini, del rabarbaro, accarezzare la mia gattina che mi segue attenta strusciandosi (avrà fame?),  prenderla in braccio e dirle ti amo!

L’ emozione più grande me la da la natura, la gita fuori porta (Austria) mi ha fatto tornare indietro di un mese, lì i sambuchi, le robinie e/o acacie sono in piena fioritura.

Al ritorno tappa obbligata dallo zio, lui ha una pianta di rose centenaria che ha sradicato da Pioverno per portarla a Stoccarda (era l’epoca dell ‘emigrante), ora che è in pensione lui e la pianta hanno rimesso le loro radici qui, nel paese dove sono nati.

Erano anni che non sentivo più le rose profumare così.

Posso prenderne qualcuna che provo a fare una ricetta?

Mi ha guardata un pò torvo ma poi ha acconsentito… gli ho pur scelto le stoffe per ricoprire il divano e le poltrone, ora gli sceglierò le tende, un pò di gratitudine no?

Cos’ il mio cesto già colmo di robinia/acacia (ditemi la differenza vi prego) , di sambuco, fiori di trifoglio, ha accolto anche i petali di rose.

Con la macchina piena di profumi contrastanti (lui si è comperato i wurstel) siamo tornati a casa.

Ed è allora che le fragole hanno perso la testa per le rose innamorandosene perdutamente.

I protagonisti della storia d’amore sono:

  • 800 g. di fragole stortignaccole della contadina,
  • 100 g. di petali di rose profumatissime e non trattate dello zio,
  • 200 g di fruttosio,
  • un pizzico di pazienza (il lungo abbraccio profumato)
  • 2 vasetti da 250 g.  sterilizzati in forno a 100°C

L’evoluzione della storia d’amore:

lavare le fragole, senza togliere il picciolo e non ad immersione, staccare i petali delle rose.

Mettere tutto in una boule di vetro con il fruttosio, mescolare, coprire (per la privacy ) e lasciar riposare per minimo 12 ore.

Trascorso il tempo versare tutto in un tegame di acciaio e far bollire per 20/30 minuti.

Preriscaldare il forno a 100°C  e sterilizzare vasi e tappi.

Raggiunta la consistenza desiderata invasare caldo, capovolgere i vasi e lasciar raffreddare la vostra profumatissima storia d’amore.

Avvolta dal profumo di questa confettura vi abbraccio augurandovi un indimenticabile fine settimana.


Petto di pollo marinato allo yogurt e grigliato.

Beh, ultimamente se le prende le sue rivincite, il pollo, anche per merito delle blogger che gli ridanno lustro vestendolo a festa anche senza immergerlo in teglie unte di burro e olio, gli tolgono delicatamente la pelle e lo massaggiano con latticello, erbe profumate, salsine etniche e yogurt, come in questo caso.

Ci sono preparazioni poco fotogeniche, ma, l’importante è che siano commestibili, e questa lo è, ve l’assicuro.

Pensate che  questo petto di pollo è stato gradito anche dal mio solito commensale che guarda sempre con diffidenza tutto ciò che non ha un aspetto godurioso.

Per fare 2 porzioni:

  • 1/2 petto di pollo,
  • yogurt naturale,
  • coriandolo fresco (lo trovo  alla Metro o al mercato ortofrutticolo) va bene anche il prezzemolo,
  • peperoncino fresco,
  • aglio,
  • qualche semino di cardamomo pestato nel mortaio (facoltativo),
  • scorza grattugiata di lime,
  • succo di lime.

Preparazione:

tagliare a metà, per il lungo, il 1/2 petto di pollo, non batterlo, mettere tutti gli altri ingredienti nel mixer e frullare, aggiustare di sale e trasferire metà della marinata in un piatto, appoggiare la carne e coprire con l’altra metà.

Far riposare al fresco per  1/2 ora.

Scolare la carne dalla marinata ed appoggiarla su una bistecchiera (per non farla attaccare e non sporcare la fodero con la carta forno)

Far cuocere da ambo i lati fino a cottura, io uso una bistecchiera vintage doppia.

Ho accompagnato questa delizia con dei pomodorini ciliegini cotti al forno con aglio, origano, pangrattato mescolato con la farina di mandorle.


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