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Bocconcini di Pesce Persico con crema di peperoni gialli…

Bocconcini di Pesce Persico con crema di peperoni gialli…

Ogni volta che mi accingo a scivere un post mi succede come quando faccio il cambio di stagione o devo portare una scatola in soffitta o in cantina.

Entro, mi guardo in giro poi vedo qualcosa, un libro, un abito, un oggetto e mi fermo a pensare.

Ogni volta che mi trovo qui, davanti allo schermo, anche soltanto per scrivere una ricetta semplice come questa, è come se prima avessi aperto qualche vecchio baule.

Anche il post di Mauro Corona è nato così, per caso, durante la settimana mentre cercavo qualcosa sul cibo mi è capitato davanti (come succede spesso su google) quel video e così mi sono ricordata dell’incontro e del biglietto.

Devo trovarlo mi son detta, l’avevo messo in un album tra le fotografie dei miei gatti.

Il mio cervello è come una grande soffitta/cantina, piena di bauli e scatole e dal momento che ho avuto ed ho ancora una vita avventurosa e spericolata di scatole e bauli credo ce ne staranno ancora, perchè nella mia mente c’è ancora tanto posto.

Mi piace avere  memoria per il passato  anche se a volte mi prende un pò di malinconia, a volte anche rimorso per tante cose che ho fatto e che non avrei dovuto fare o qualcosa che ho detto e che avrei dovuto tacere, o rabbia per non essere stata prudente nel parlare troppo di me o per non essere stata capace di valutare,  è la solita storia dei se e dei ma così è la vita, è la mia vita.

Bocconcini di Pesce Persico con crema di peperoni gialli…

Durante le mie trasferte sportive erano nate molte amicizie, dovute alla passione sportiva e alle location un pò fortuite che condividevamo, spesso, facendo gare di MTB ai tempi del pionierismo, senza squadre al seguito e senza assistenza (d’altronde avevo di gran lunga superato i 35… ed ero ormai un’altleta in scadenza ) viaggiavo con tenda e sacco a pelo al seguito e chi aveva famiglia arrivava col camper.

Francesco arrivava con la famiglia, una moglie meravigliosamente paziente (Francesco, diciamolo, era un rompi…) e i suoi 2 figli, un maschio e una femmina, poi c’erano, sempre col camper Elicio, la figlia D. che voleva diventare campionessa di Dressage e P., sua moglie che ho ospitato a Trieste  incantandola con i panorami di Veglia (Krk Croazia) i miei feudi , bei tempi…

Peccato che ci siamo persi di vista ma il mondo cambia, la vita ci porta ad incamminarci su strade diverse ma non è detto.

Questa  ricettina l’ho carpita (con gli occhi) alla moglie di Francesco, ero andata una domenica a Vittorio Veneto dove abitavano a seguire  il giro d’Italia femminile di ciclismo su strada e mi hanno invitata a pranzo: “una cosina veloce”  e in quattroequattrotto fece un risotto alla zucca col rosmarino (in pentola a pressione) e filetti di scorfano con questa cremina ai peperoni.

L’ho replicata molte volte adoperando il pesce persico che sa meno di pesce, lei saltava direttamente il pesce nella cremina per pochi minuti, io preferisco scottarlo prima in padella.

Bocconcini di Pesce Persico con crema di peperoni gialli…

Ingredienti:

  • filetti di pesce persico (o pesce a piacere, anche pollo se lo preferite),
  • peperoni gialli carnosi (quelli Quadrati di Asti sono perfetti),
  • 1 grande spicchio d’aglio vestito,
  • olio EVO,
  • sale,
  • pepe.

Come fare:

dopo aver lavato i peperoni ed eliminato semi e filamenti tagliarli a pezzi  e farli saltare a fuoco vivo con olio evo e lo spicchio d’aglio schiacciato.

Coprire e continuare la cottura per ammorbidire i peperoni, eliminare l’aglio e, aggiungendo olio EVO, frullarli col minipimer.

Se non volete precuocere il pesce rimettete in padella la crema di peperoni ed aggiungere i filetti(io ne ho ricavato dei bocconcini), saltare per pochi minuti, salare, pepare e servire caldo, se avanza la crema condire una pasta o riso o spalmarla su del pane bruscato.

Tutto qui.

Con questa ricettina veloce e gustosa, probabilmente gradita anche ai bambini vi auguro una bella serata.


Totani/Calamari ripieni su letto di fagioli di Anna.

 

 

Cosa io pensi della necessità di divulgare e far conoscere la celiachia l’ho spiegato nel mio primo Rifatte senza glutine.

Mi sono accorta che, mentre  scelgo gli ingredienti per cucinare spesso penso senza glutine, non che io lo debba fare però mi metto nei panni di chi lo fa ogni giorno perchè in famiglia c’è un celiaco.

Credo sia come quando vuoi imparare una lingua, ti rendi conto che la stai imparando nello stesso momento in cui  pensi in quella lingua, ecco, cucinare per un celiaco è la stessa cosa, devi pensare senza glutine.

Quando sei a casa tutto ciò risulta naturale e (relativamente) facile e scontato, però tutto si complica quando il celiaco ha voglia di mangiarsi una pastarella al bar o in pasticceria, oppure una semplice Pizza Margherita in pizzeria, è lì che iniziano le difficoltà e quello che per tutti è routine per un celiaco diventa problematico e spesso discriminante.

Fidarsi? Non fidarsi? Dove preparano le pastarelle e le pizze senza glutine? Gli ambienti sono predisposti ed incontaminati dal glutine? Non è uno scherzo, l’incuria e la disattenzione possono mettere un celiaco in pericolo di vita.

Ho fatto una piccola ricerca per vedere se a Udine ci fossero ristoranti/pizzerie per celiaci, la scelta non è molta e dalle recensioni dei clienti ho evinto che il celiaco rimane comunque emarginato, ha poca scelta e le attese sono improponibili…

Ora arrivo alla ricetta proposta da Anna, un piatto da fare e rifare, con o senza glutine, con sac a poche o senza sac a poche (come me :-D ), anche “ello” ha detto “da rifare”, quindi rifatelo :-)

Trovare da queste parti i totani è impresa Totanica, quindi ho dovuto ripiegare sui calamari, leggendo da Anna che il pane sostituito dalle patate rendeva il ripieno da leccarsi i baffi, beh, io ho adoperato i topinambour, di seguito la ricetta originale di Anna e, tra parentesi le mie varianti  (senza glutine).

Le mie dosi sono ad occhio, con il ripieno avanzato ho fatto delle polpettine.

Ingredienti per le polpettine:

  • il ripieno avanzato dei calamari,
  • riso Thai bollito,
  • tonno sott’olio,
  • uovo,
  • semi di zucca tritati,
  • olio evo per rosolare.

Come fare:

mescolare gli ingredienti, formare delle palline, arrotolarle nella farina ottenuta dai semi di zucca macinati e rosolare nell’olio EVO girando le polpettine, adagiarle sulla carta assorbente.

Volendo sui possono insaporire nella salsa di pomodoro assieme ai totani oppure sgranocchiare durante il giorno :-)

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Ingredienti per 6 persone:

  • 12 totani di misura media (ma si possono usare anche i calamari), (Calamari)
  • 150 g. di tonno sott’olio,
  • (qualche gambero),
  • 150 g. di polpa di pomodoro,
  • 150 gr di pane*** (meglio se del giorno prima, ed ovviamente per me senza glutine) (Topinambur),
  • vino bianco secco,
  • latte (omesso),
  • prezzemolo (timo e basilico),
  • 2 uova,
  • aglio,
  • sale,
  • pepe,
  • olio extravergine di oliva,
  • (olio di semi di zucca per decorare)

Ingredienti per il letto di fagioli:

  • 400 gr di fagioli cannellini già cotti, vanno bene anche quelli in scatola purché di buona qualità e ben lavati e sgocciolati,
  • (ho adoperato anche fagioli Azuki per colorare),
  • acqua,
  • sale,
  • pepe,
  • olio extravergine di oliva,
  • prezzemolo tritato (basilico).

Come fare:

pulire (lasciandoli interi) i totani, togliere la testa e pulirla dal “becco”.

Scottare i ciuffetti in acqua e sale per 2-3 minuti (io li ho rosolati in olio e aglio per insaporirli) e  preparare il ripieno composto di pane ammollato nel latte, prezzemolo e aglio tritati (omessi, ho messo timo), i ciuffetti dei totani  tritati, il tonno, le uova, il sale, il pepe, se graditi, si possono aggiungere anche gamberetti tritati.

Riempire i totani con l’ausilio di un sac-à-poche (io cucchiaino/dito) senza eccedere e chiuderli con uno stecchino di legno.

Soffriggere uno spicchio d’aglio in olio EVO, aggiungere una spruzzata di vino bianco secco, poi dopo pochi minuti un cucchiaio di polpa di pomodoro a persona (facoltativo, si possono cuocere anche in bianco).

Cuocere per circa dieci minuti. Aggiungere i totani ripieni e seguire per qualche minuto la cottura (tenderanno a gonfiarsi, ed è necessario bucherellarli in vari punti con uno stecchino, facendo così uscire l’aria che si è formata ed evitando che si rompano).

Aggiungere mezzo ramaiolo di brodo di pesce o di acqua calda, salare, pepare, portare il tutto a cottura con il recipiente semicoperto (circa 20, 25 minuti).

Se avanza un po’ di ripieno ci si possono fare delle polpettine (aggiungendo pangrattato), oppure metterlo a cuocere insieme ai totani: si formerà una cremina per accompagnare i totani o per condire la pasta.

La crema di fagioli si prepara semplicemente frullando a lungo i fagioli cotti e acqua quanto basta fino ad ottenere una crema morbida ma non liquida, aggiungere sale e pepe a piacere.

Volendo, i fagioli possono essere sostituiti con dei ceci, io mi preparo in anticipo i piattini versando la crema di fagioli ed adagiandovi due totani ripieni con un po’ di sughetto, cospargo di prezzemolo fresco tritato e verso sul tutto un filo di buon olio e.v. toscano.

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Ecco, questa è la ricetta di Anna, dopo avere state nelle varie cucine di Rifatte senza glutine, uscite a comperare i totani/calamari e mettetevi al lavoro :-)

Purtroppo sui miei calamari il pomodoro non ha attecchito quindi l’effetto è un pò porello ma anche in qusto caso la sostanza vale più dell’apparenza..fidatevi;-)

Alla prossima ricetta senza glutine, vi auguro una splendida giornata.


Bastoncini di Baccalà con impanatura di nocciole, Parmigianine di Baccalà, Bacalà cui sardoncins (Stoccafisso all’acciuga)

Finalmente  il filetto di baccalà è finito, ora per un pò non voglio sentirne parlare, brava ma basta :-D

E dire che ho dei trascorsi fallimentari con lui, solitamente lo comperavo secco e lo reidratavo io di malavoglia perchè lasciar correre l’acqua per 3 giorni proprio non mi va.

Questa volta è andato tutto liscio, il filetto bello “ciccione”, dissalato al punto giusto, l’ho usato per il precedente “canellone”, per queste 3 ricette, per i “frisceü” (che sarebbe il baccalà fritto in pastella, ricetta ligure mandatami da Fabiana),  e con gli “avanzi” è uscita anche un’ antica ricetta Friulana trovata su un vecchio libro (queste 2 ricette le scriverò alla fine perchè sono da provare).

Ingredienti per i bastoncini:

  • filetto di baccalà,
  • albume,
  • nocciole tritate,
  • olio evo,
  • aglio.
  • sale.

Come fare:

tagliare il filetto a “bastoncini”, passarli nell’albume leggermente sbattuto e nella granella di nocciole mescolata al sale (poco).

Rosolare a fuoco vivo nell’olio evo profumato con l’aglio, far asciugare su una carta assorbente e preparare la “griglia”, decorare con la passata di pomodoro e la salsa al prezzemolo (sono tutte 2 profumate all’aglio).

Per il condimento (uguale per tutte le preparazioni):

  • passata di pomodoro,
  • prezzemolo,
  • olio evo,
  • aglio,
  • peperoncino,
  • sale.

Come fare:

cuocere la passata soltanto con l’aglio intero (da togliere) sale e peperoncino.

Frullare col frullino ad immersione il prezzemolo con l’olio evo e sale, aggiungere uno spicchio d’aglio schiacciato e lasciar insaporire.

Parmigianina di baccalà

Ingredienti:

  • fettine di baccalà,
  • albume,
  • semi di zucca tritati,
  • parmigiano grattugiato,
  • ricotta affumicata (per la terza versione),
  • sale,
  • olio evo,
  • aglio,
  • passata e salsa al prezzemolo.

torretta baccalà ricotta affumicata-1

Come fare:

battere delicatamente le fettine di baccalà (aiutarsi con la pellicola), passarle nell’albume leggermente sbattuto e nei semi di zucca mescolati al sale (poco).

Procedere per la cottura come per i bastoncini e, dopo aver asciugato sulla carta comporre le parmigianine mettendo sul piatto un pò di passata, una fettina di baccalà, passata,  salsina al prezzemolo, parmigiano grattugiato (2 strati) finire col parmigiano e granella di semi di zucca.

Gratinare in forno per sciogliere il formaggio.

Per la terza versione il procedimento è uguale, sostituire soltanto il parmigiano con la ricotta affumicata.


Ho notato che il parmigiano è spesso presente nelle preparazioni con il baccalà e queste parmigianine (con la ricotta affumicata compresa) sono deliziose, sono semplici da fare e le trovo adatte per le feste, si possono preparare il giorno prima ed infornare al momento del servizio, ecco com’è l’interno ( ho aggiunto ancora passata perchè era troppo buona :-) ).

Ora, per completare questo lunghissimo post ad elevato “contenuto ittico” vi lascio le 2 ricette di cui sopra:

Ingredienti per i frisceü:

  • baccalà tagliato a pezzi piccoli,
  • 250 g. di farina,
  • 5 g. di lievito di birra,
  • sale,
  • acqua minerale,
  • olio evo per friggere (io ho usato questo).

Come fare:

in una terrina mettere la farina ed il lievito sciolto in poca acqua, il sale e l’acqua minerale, il composto deve risultare consistente.

Riporre in frigorifero per 1 ora,  immergere i pezzi di baccalà nella pastella e friggere in olio profondo (io a 170°C.)

Ultima ma non per bontà, non ho fotografato l’interno per “pericolo sfratto” :-D

Bacalà cui sardoncins (Stoccafisso all’acciuga)

Io ho usato gli “scarti” delle altre preparazioni ma vi do le dosi della ricetta originale (per 4 persone):

  • 800 g. di baccalà ammollato,
  • 1 cipolla (io 2 perchè ho fatto uno strato sul fondo della pirofila),
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 1 mazzetto di prezzemolo (omesso non ne avevo),
  • 4 acciughe salate (ho usato quelle sott’olio),
  • 1 tazzina d’olio d’oliva,
  • 2 cucchiai di formaggio grattugiato (io parmigiano),
  • 1/2 litro di latte,
  • sale, pepe.

Come fare:

tagliare a pezzi il baccalà e disliscarli, infarinarli e sistemarli, in un unico strato, sul fondo di una teglia (io ho aggiunto un “letto” di anelli di cipolla sul quale ho adagiato il pesce).

Tritare finemente la cipolla, l’aglio, il prezzemolo, e le acciughe; rosolare il trito nell’olio e distribuirlo tutto sul pesce.

Spargere il parmigiano ed una macinata di pepe, versare il latte ed infornare a 150°C. per c.ca 2 ore: buonissimo!!!


Dalla Spagna con sapore e leggerezza: “Salmon en Escabeche”..olè!!!

Aspettavamo da mesi questa ricetta dalla Spagna, finchè Tiziana ha deciso di andarla a prendere di persona :-D

In realtà è andata a trovare la sua adorata nipotina Blanca, che tutti conoscete per le sue prodezze culinarie.

Dai un bacio a Blanca e non dimenticare la ricetta…ed eccola qui, profumata, appetitosa, e leggera, perfetta per questo venerdì autunnale.

Salmone in marinata (Salmon en escabeche)

Ingredientes: 

  • 500 g. di  salmone  fresco  (senza pelle e senza spine),
  • 2 cipolle,
  • 2 carote piccole,
  • 1 porro,
  • 5 spicchi d’aglio (vestiti),
  • 15 fior di cappero,
  • 1 bicchiere  di aceto di mele,
  • sale e pepe,
  • olio evo.

Cómo preparar la receta:

passare il salmone in una padella con un po’ d’olio molto rapidamente, prima da una parte poi dall’altra e mettere da parte.

Tagliare le cipolle e il porro a julienne e le carote a fettine , mettere in una padella assieme agli spicchi d’aglio, un po’ d’olio e cucinare molto lentamente finchè il composto diventa color miele.

A  questo punto aggiungere l’aceto di mele, il sale, il pepe e il salmone e cuocere ancora per circa 10/15 minuti.

Servire a temperatura ambiente.

Questo piatto  è ancora più saporito se si prepara il giorno precedente.

Su gentile richiesta di Blanca, questa ricetta partecipa al contest Sezione autunno di Una ricettola per la pupattola


Carpaccio di trota affumicata e pesche nettarine, vermicelli di soia con salsa al basilico: la leggenda di Prinzessa Luzja e la Trota negata.

C’era una volta un drago che viveva in una grotta da qualche parte in Slovenia vicino al fiume Isonzo.

Stanco di stare da solo decise di uscire a cercar moglie, si fece “bello”, si lavò, si pettinò (era un drago con i capelli) ed uscì.

Camminò per molte ore e all’improvviso vide una fanciulla bellissima, i lineamenti delicati, i capelli così lunghi che le accarezzavano tutta la schiena, il passo lieve ed elegante.

Il cuore iniziò a battergli così forte nel petto che la fanciulla sentì, si voltò e quando lo vide cominciò ad urlare e scappò.

Lui, avvilito e triste, andò a trovare la sua amica strega che viveva “accantoalcamino”.

Cos’hai che sei così triste? E come mai non sei nella tua grotta?

Mi sento troppo solo e voglio trovar moglie.

E allora perchè non lo fai?

L’ho fatto ma la fanciulla dei miei sogni quando mi ha visto è scappata, e pensar che mi ero anche fatto “bello”.

Caro amico drago, non potrai mai diventare bello, nemmeno io potrei aiutarti, se vuoi in moglie quella fanciulla  dovrai rapirla.

Il drago ritornò a cercare la fanciulla e così fece, la rapì e la portò nella grotta.

La fanciulla era infelice e piangeva sempre, pianse per giorni, mesi, anni finchè le sue lacrime formarono un lago.

Un giorno passò di lì con la barca un principe, era giovane, bello, ricco, vide la fanciulla in lacrime che lo chiamò e gli disse:

aiutami, sono prigioniera del drago, ti prego portami via.

Lui, senza pensarci 2 volte impugnò la spada ed andò a cercare il drago che, ignaro, stava dormendo, lo colpì dritto al cuore ed il drago morì.

Il suo sangue iniziò a scorrere e si riversò nel lago dipingendo l’acqua di verde.

Ed è così che oggi il lago (nella realtà un lago artificiale, voluto per una centrale idroelettrica) ha l’acqua di questo splendido colore ed è per questo che il battello di “capitano Dean” si chiama “Lucija”.

Capitano Dean racconta questa leggenda (io l’ho un pò adattata ;-) ) ogni volta che il battello attraversa una piccola gola tra le rocce.

L’acqua è così verde e l’atmosfera così magica che per un pò credi  che quelle siano davvero le lacrime della “prinzessa Luzja” colorate dal sangue del drago.

Non è la prima volta che andiamo su quel battello e capitano Dean è così “speciale” che io non scenderei più, i suoi occhi sono di un azzurro/verde così intenso che mi piace pensare sia un “dono” della “prinzessa” per ringraziarlo di farla vivere ancora col suo racconto, sembra nato per stare con i bambini.

Inizia stringendo loro le mani,  e se i “grandi” l’allungano per primi lui li ferma dicendo: “otroci prva” (prima i bambini).

Sul battello li chiama uno alla volta, li mette al timone, gli mette il cappello da capitano e li fa “guidare” e suonare la sirena.

Un giorno ello mi disse: andiamo a mangiare la trota a Most na Soči?

Io non  conoscevo quel posto ed amando la trota ho risposto: certo che sì!! Ma, aimeh, questa volta la trota era finita e, scesi dal battello affamati ed avviliti, siamo ritornati a casa.

Ma…ma la “strega” che abita accantoalcamino come per magia ha tirato fuori dal frigorifero un “Filetto di trota verace salmonata affumicata”   e in quattroequattrotto ha “imbastito” una cenetta a dir poco “magica”.

Iniziamo dall’antipasto:

Carpaccio di trota affumicata e pesche nettarine con citronette di lime, olio di semi di vinacciolo e sale nero di Cipro.

Questo abbinamento mi frullava per la testa da un pò, siccome né ello né io amiamo molto il “sapore di pesce” ho pensato di smorzarlo un pò con le pesche nettarine, quelle dure che si prestano ad essere tagliate con l’affettatrice, per non coprire l’equilibrio di sapori (mamma come parlo bene ;-) ) non ho usato l’olio d’oliva ma un olio di semi di vinacciolo e l’ho emulsionato con il succo di lime.

Ingredienti:

  • fettine di trota affumicata,
  • fettine di pesca noce,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • succo di lime,
  • sale nero di Cipro macinato.

Come fare:

alternare le fettine di trota e pesca, irrorarle con la citronette, far insaporire per 15 minuti e mangiare :-D

La mia porzione.

Ed ora passiamo al primo piatto: vermicelli di soia conditi “a freddo” con la trota affumicata, una salsa al basilico ottenuta usando ancora l’olio di semi di vinacciolo ed il sale nero di Cipro.

Come faccio spesso ho profumato la ciotola dove ho condito con uno spicchio d’aglio passandolo sulle pareti.

Porzione di ello.

Ingredienti:

  • vermicelli di soia,
  • pezzetti di filetto di trota affumicata,
  • basilico,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • sale nero di Cipro macinato,
  • spicchio d’aglio.

Come fare:

cuocere i vermicelli di soia come da indicazioni (io li metto nell’acqua bollente a fuoco spento per 3/4 minuti) e nel frattempo dopo aver spezzettato le fettine di trota preparare la salsa al basilico.

Passare lo spicchio d’aglio sulle pareti della ciotola, mettere sul fondo un pò di salsa e qualche pezzetto di trota, versare i vermicelli caldi, aggiungere la salsa e la trota avanzate e mescolare velocemente amalgamando bene il tutto.

La mia porzione.

“Capitano Dean” vi saluta.

Vado anch’io, vi ho portate/i un pò a spasso, vi ho raccontato una storia, vi ho offerto il pranzo e adesso torno “accantoalcamino” a preparare altre “magie”, a pensare ad altre “storie”…a presto…

Riassunto e link: Gita in battello a Most na Soči

Dal web qualche informazione sull’olio di semi di vinacciolo che, diciamolo, non ha nulla a che vedere con il nostro straordinario olio extravergine di oliva, ma essendo incolore/inodore/insapore ed avendo qualche “pregio” può essere adoperato tranquillamente quando non si vuole rinunciare al condimento ma non si vuole l’aroma “prepotente” dell’olio evo.


Cucina l’arte: Torretta di Polipo 6P….

Combattuta fino all’ultimo minuto, Mediterraneo o mare? Mare o Mediterraneo?  Il dado è tratto: Mediterraneo…..

Ormai per me la cucina è diventata arte (non me la sto “tirando” né? ;-) ) mi appaga, mi diverte, mi affascina, m’intriga, mi emoziona.

La stessa emozione che provo guardando il mare al quale sono legata a doppio-triplo-quadrupolo filo e la stessa che provo osservando i colori della natura, dei prodotti che questa nostra terra Mediterranea ci regala sempre, ad ogni stagione, non la ferma neanche il freddo, la neve, il ghiaccio, generosa, caparbia, tenace proprio come le genti che ci vivono.

Ecco il perchè della mia indecisione e la mia difficoltà a strappare questo polipo dal quadro che  Roberto Bixio ha realizzato per Costa Crociere..perchè anche lui fa parte del Mediterraneo, proprio come i Pomodorini, le Patate, il Pesto che guarda caso è fatto  con i Pinoli, il Parmigiano, già…questo piatto non può essere che  Mediterraneo ed il quadro di Roberto Bixio lo racconta tutto.

Se volete saperne di più di questo “Artista” andate a  leggere sul post che apre questa splendida sfida alla quale non potrete resistere :-)

Torretta 6 P

Come fare il polipo in bottiglia:

ci sono molti modi ma io ho scelto e faccio sempre questa ricetta di Piera54  (vedi gz) che copio-incollo paro paro:

“una mia amica mi ha dato questa ricetta. Prendete un polpo mettetelo a bollire in una pentola d’acqua con 1 carota 1 sedano e 1 cipolla per 1 ora poi spegnete e lo lasciate rafreddare per 1 ora. Intanto prendete 1 bottiglia di plastica la tagliate a metà e quando il polpo è freddo lo infilate nella bottiglia e comprimere buttando l’acqua che si forma poi lo coprite con un peso io ho messo un vasetto pieno d’acqua poi metterlo in frigo fino al giorno dopo. Si toglie dalla bottiglia e si affetta con l’affettatrice poi si condisce.”   (Grazie Piera :-) )

Ingredienti per la torretta:

  • fettine di Polipo,
  • Patate lesse,
  • Pomodori datterini,
  • Pesto fatto con: basilico, aglio, Pinoli, Parmigiano, olio extravergine di oliva, sale.

Come fare:

affettare il polipo ed aiutandovi con un coppapasta formare gli strati alternandolo a fette di patate, pomodorini, pesto.

Mi faccio prendere la mano e metto ancora una foto un pò più “marina”:

Con questa torretta piena di Passione partecipo al contest di Antonella del Luppolo selvatico che collabora con:

Buona Arte a tutti!!


Salmone al forno in crosta di noci di Tiziana…

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Ho pensato, in questo fine settimana, di portare accantoalcamino, le ricette che avevo postato in un altro blog nel periodo in cui ero quasi certa di non riuscire più a ritornare dove sono.

Ho saputo poi che WordPress ha subito un attacco e, giustamente, essendo il mio un blog di tendenza e di fama/e internazionale, è stato colpito assieme ad altri eletti…ah che noia essere famosi :-D

Copio incollo, spudoratamente il post proprio così come lo avevo fatto.

Che il mio adorato accantoalcamino mi manchi molto si sa, almeno chi mi conosce lo sa e Tiziana (la nonna di Blanca) ancor di più perchè ci sentiamo, ci vediamo, beviamo il caffè assieme e lei sa tante verità.

Forse per consolarmi, o per alleggerirmi la vita mi ha mandato questa meravigliosa ricetta con foto..quindi? Quindi io devo solo fare “copia-incolla”, firmare la foto e postare…così si fa Tiziana, cena pagata dalla Rosy (a proposito quando avrai la macchina completa di “batteria” mandami una bella foto che la “bannerizzo” :-D

Ovviamente un pochino devo fare anch’io, dal momento che non elenca gli ingredienti e chi legge è abituato troppo bene a trovare tutto pronto :-D

Ingredienti per due piccioncini innamorati:

  • 2 tranci di salmone fresco,
  • aneto fresco (tritato) o se non lo trovate usate quello secco,
  • olio evo (extravergine di oliva),
  • succo di limone,
  • farina di riso,
  • noci tritate grossolanamente.
  • 2 teglie meravigliose e possibilmente uguali.

Come fare:

preriscaldare il forno a 300° C. (così ha fatto Tiziana, se voi preferite cuocere meno il salmone e conoscete il vostro forno riducete pure la temperatura).

Lavare e asciugare il trancio di salmone fresco e, con un coltellino affilato, fare dei tagli obliqui ed inserire l’aneto.

Salare e infarinare il trancio , deporlo con la parte della pelle  in una pirofila da forno, aggiungere un’emulsione d’olio evo e succo di limone, cospargere con noci  tritate grossolanamente.

Coprire con la stagnola per i primi 20 minuti, scoprire e continuare la cottura per altri 10 minuti per gratinare il tutto.

Ed ora vi racconto una storia………

Non ho mai avuto un’orchidea (credo sia della specie Phalaenopsis), l’anno scorso in un supermercato ho visto un carrello pieno di orchidee di tutti i colori, l’offerta era il 2×1.

Mi piacevano tutte e le avrei comperate tutte ma ho dovuto scegliere (come si fa spesso nella vita): quella bianca, pura, candida, piena di fiori era perfetta (adoro i fiori bianchi), l’altra di un verde acido con meno fiori ma aveva tanti boccioli e…chissà, ho pensato, forse quei boccioli  diventeranno fiore prima o poi…e così è stato.

Poi, come succede per le orchidee, i fiori sfioriscono, cadono ed i rami iniziano a seccare, quello è il momento di potarle ed attendere fiduciosi l’anno prossimo.

Io ho potato solo la bianca perchè la acida continuava ad avere i 2 rami pieni di gemme ed io non me la sono sentita di potarla.

Qualche giorno fa, proprio in concomitanza del mio problemino col vecchio blog, mi sono accorta che eppur si muove, si, c’era un bocciolo e le gemme sui rami erano più rigogliose che mai.

Io, come dico spesso, sono una tontolona però queste cose mi emozionano ancora e mi fanno pensare che…….nulla succede per caso..questo bocciolo è un esempio…..mai disperare…. :-)

Buona giornata a voi…


Polpettine di baccalà e patate con panatura di Cheddar Cheese, Polpettine di baccalà, topinambour, cavolo nero: la mia domenica col Baccalà.

Orfana delle grandi pentole di “Baccalà alla Vicentina” ho cercato, nel mio piccolo, di colmare quel vuoto per veder ritornare il sorriso sulle labbra di “ello” :-)

Per sapere qualcosina in più sulle differenze tra “stoccafisso e baccalà” vi rimando a questo link esaustivo.

Nonostante la differenza in Veneto ed anche qui in Friuli si continua a chiamarlo sempre e comunque “Baccalà” ed allora “Baccalà” sia, in ogni modo ed in tutte le salse.

Anni fa lo comperavo secco (stoccafisso) e lo “bagnavo” io, ora non me la sento più, anche avendo il posto, di far correre l’acqua, giorno e notte per 3 giorni di fila, ben venga dunque, anche se il prezzo sale alle stelle, l’acquisto al supermercato che da anni si è attrezzato  per poterlo fare senza troppi sprechi.

Dopo averlo lavato, dal pezzo di coda che avevo acquistato, ne ho ricavati 500 grammi.

Metà l’ho messa a bollire nel latte con la stessa quantità di patate, l’altra metà con la stessa quantità di topinambour.

Ecco la prima versione:

Polpettine di baccalà e patate con panatura di  Cheddar Cheese.

Ingredienti per 1 persona con tanto appetito:

  • 250 g. di baccalà al netto,
  • 250 g. di patate,
  • acqua (latte),
  • 1 albume (avanzi di esperimenti panettoiani),
  • sale,
  • pepe (verde).

Per la panatura:

  • farina (di riso),
  • uovo sbattuto,
  • Cheddar Cheese grattugiato (o emmenthal, groviera, grana, provola..a piacere).
  • Olio di arachidi per friggere.

Come fare:

cuocere assieme baccalà e patate in acqua leggermente salata (ho usato latte),

Scolare e frullare, aggiungere l’albume, aggiustare di sale e pepe.

Formare delle palline e passarle nella farina, uovo e formaggio, friggere in olio profondo (160/170°C.)

Ed ecco la mia versione “personalizzata”:

Polpettine di baccalà, topinambour, cavolo nero

Ingredienti:

  • 250 g. di baccalà al netto,
  • 250 g. di topinambour,
  • latte,
  • 3 foglie di cavolo nero private della costicina,
  • 1 albume,
  • sale affumicato,
  • pepe verde,
  • salsa di soia (facoltativo).

Per la panatura:

  • farina di riso,
  • uovo sbattuto,
  • semi di zucca tritati (non serve tostarli perchè vengono fritti).
  • Olio di arachidi per friggere.

Come fare:

dopo aver lessato baccalà e topinambour nel latte, scottato le foglie di cavolo nero, frullare tutto ed aggiungere l’albume.

Aggiustare di sale e pepe, formare le palline e procedere con l’impanatura: farina, uovo, semi di zucca.

Friggere in olio di arachidi profondo (160/170°C.), servire con qualce goccia di salsa di soia o glassa di aceto balsamico.

Ora vi spiego il perchè del titolo…queste polpettine le ho fatte qualche domenica fa :-)


Crumble di salmone e finferli, venerdì pesce….

Forse crumble non è appropriato ma oggi mi va di inglesizzare il titolo, ma crumble o non crumble questo non cambia il risultato: un piatto saporito, sano, leggero, e che permette di “improvvisare” una cena soltanto con quello che avete a disposizione.

La ricetta, che ho trovato su una datata rivista sui funghi prevedeva la passera di mare ma a nessuno a casa Perla (la mia micia) compresa   piace il pesce che sa di pesce e quindi devo trovare mille modi per mangiarlo e farlo mangiare.

Vedo nei blog : pasta con le sarde, le tortiere con le sarde, le sarde ripiene, pesce azzurro che fa tanto bene ma…..a me proprio non  va giù :-(

Qui io ho usato il salmone, abbinato ai finferli che avevo raccolto e congelato ma,  come succede  la ricetta poi viene elaborata e modificata a piacimento ed è questo che mi fa amare tanto la cucina e questo blog che mi fa conoscere altre cucine dandomi l’opportunità di “stupirmi” ad ogni passaggio, a volte non ci si sofferma perchè le foto non sono accattivanti però se “leggi” t’incanti….di fronte alla creatività…..noi donne siamo proprio “speciali” ;-) ……..THE END :-D

Elenco ingredienti per 2 persone:

  • non scrivo le dosi del vino e della panna, sono andata ad occhio..
  • 250 g di finferli (funghi a piacere),
  • 500 g di filetto di salmone (filetti pesce a piacere),
  • vino bianco per sfumare q.b.,
  • panna di soia q.b.
  • 2 cucchiai di pangrattato,
  • 3 cucchiai di semi di zucca tritati grossolanamente (la frutta secca che preferite, secondo me ci sta bene tutta),
  • olio evo (extravergine di oliva)
  • sale,
  • pepe verde.

Come si fa:

se usate i finghi congelati saranno già puliti (spero di si;-) ), altrimenti con un panno carta inumidito togliere i residui di terra.

Tagliarli  a lamelle sottili e farli saltare senza condimento in una padella antiaderente per fare asciugare la loro acqua, metterli da parte.

Preriscaldare il forno (funzione grill) a 210°C.

Dividere i filetti del pesce che avrete scelto in 12 parti, io ho cotto il salmone a vapore per qualche minuto, nella ricetta la prima cottura del pesce viene fatta nel burro.

Salare e pepare  il pesce e toglierlo dalla padella.

Nel fondo di cottura unire il vino e fare evaporare l’alcool (io l’ho fatto senza grassi), aggiungere la panna,  pepare e cuocere a fuoco basso, tenere al caldo.

Ungere una pirofila  2 da porzione e fare uno strato di filetti di pesce, un secondo con i funghi.

Ancora uno strato con la panna.

Ricoprire con il pangrattato miscelato ai semi di zucca tritati, finire con fiocchetti di burro (io ho usato l’olio evo)

Infornare per 10 minuti fino ad ottenere una bella crosticina, fotografare velocemente e servire caldo.

Inutile dirvi che ello ha mangiato con soddisfazione…. ;-) buono anche il giorno dopo …….

Mi scuso per le diverse temperature di colore, ma alla sera non riesco proprio ad uscirne fuori.

Buon fine settimana e GRAZIE…………………

Ho appena saputo di aver vinto il Primo Premio del concorso Amadori con questa ricetta.


Pacchettini di salmone al pepe rosa.

Stamattina alle 6 e 30 ero già in piscina, certo con Gin ;-) .

Mi sto abituando a questa nuova immagine “da sioreta un pò in carne” che in costume intero fa ginnastica a bordo piscina attorniata da fustacchioni con stringinaso, occhialini, manopole galleggianti che si allenano per il triatlon….gamba su, gamba giù, gamba su, gamba giù……poi, all’improvviso mi trasformo e mi esibisco in una vasca a stile libero simil Pellegrinelli ed i fustacchioni per un attimo guardano allibiti questa anonima “sioreta in carne” con un fisico pazzesco :-D

Ieri sono stata in amollo 2 ore, ci sto prendendo gusto, mi da così tanta energia che poi la giornata mi scivola via leggera  senza intoppi.

Questo “pacchettino” è stato il mio regalino finale, la ciliegina su una giornata già di per se speciale, insomma sto “navigando” col vento in poppa :-)

Mi è piaciuto comporlo, fotografarlo e mangiarlo, lo ha gradito anche lui che ripudia ogni cibo che fotografo..chissà perchè poi..invidia?/gelosia? (come direbbe la signorina rottermaier ;-) ) boh!

Ingredienti per 6 pacchettini:

  • 2 tranci di salmone da 125 g l’uno,
  • 1 porro,
  • aneto, (non ci crederete ma è cresciuto “brado” in un vaso di tradescanzia detta miseria ;-) )
  • pepe rosa,
  • *una stecca di lemongrass,* (facoltativa, ometterla o sostituirla con aromi di vostro gradimento)
  • limone,
  • olio evo,
  • sale affumicato.

Impacchettare:

tagliare i tranci in 3 cubi da c.ca 4 cm. l’uno (6),

Sbollentare il porro in acqua salata, toglier e le foglie esterne e tagliare a rondelle il cuore.

Disporre a croce le foglie, appoggiare il cubo di salmone dopo aver salato la base col sale affumicato,

salare anche la superficie, aggiungere qualche grano di pepe rosa e qualche rondella di porro.

Richiudere e cuocere a vapore per 10 minuti.

*La stecca di lemongrass la taglio a pezzi e la metto nell’acqua della vaporiera per dare profumo.*

Preparare un’emulsione con olio e limone, schiacciare nel mortaio il pepe rosa e tagliare con le forbici l’aneto.

mescolare tutto e versare sul pacchettino.

Più bello, dietetico, gustoso, scenografico ed appagante di così…….mi è piaciuto così tanto che mi farò spesso un pacchetto così :-)

Dimenticavo, buon fine settimana a tutte/i.

Grazie per gli auguri di buon onomastico ;-)


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