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Mousse di Cioccolato, Fichi e Gelatina di Aceto Balsamico di Ernst Knam (senza glutine).

Mousse di Cioccolato, Fichi e Gelatina di Aceto Balsamico di Ernst Knam (senza glutine), come dire: “ci ho provato” :-)

L’aspetto  “Frastagliato” mi ricorda le coste della Dalmazia.

Mi succede a volte di essere irresistibilmente attratta da un dolce  blasonato/elaborato.

Non sono stata ancora contagiata dalla Montersinite, peraltro, io Montersino lo  stimo e lo  seguo con interesse ed attenzione su sky.

Sarà che mi hanno sempre bloccata le dosi che leggo in grafica ed io  non sono una grande amante della matematica e certi calcoli mi sono ostici, a volte anche l’uso di ingredienti difficilmente reperibili da noi comuni mortali se non in dosi industriali mi ha frenata.

Quindi? Quindi ripiego sul libro di Ernst Knam comperato in una bancarella a Mestre per pochi €uri e fin’ora le ricette che ho provato mi hanno soddisfatta.

Questa mousse aspettava, ogni tanto sfogliavo il libro, la guardavo ed aspettavo… I fichi, aspettavo i fichi, fare in dicembre un dolce con i fichi lo trovo una missione impossibile, ma… Giorni fa, ello come per magia me ne ha portati un pò da casa dello zio.

Vi darò le dosi del libro ma non spaventatevi, sono divisibili senza problemi, la marquise (che è senza glutine) potete prepararla tutta, ritagliarla e metterla in congelatore, all’occorrenza la togliete dal frigo e sarà come appena fatta.

Ingredienti:

  • 1 base di marquise,
  • 4 fogli di gelatina,
  • 150 g. di fichi freschi (io verdi),
  • 20 ml. di liquore all’arancia (omesso),
  • 150 ml. di panna da montare,
  • 100 g.  di ganache.
  • 150 ml. di aceto balsamico,
  • cioccolato fondente a pezzetti e fettine di fico per decorare (omesso).

Ingredienti per la base di Marquise (8 persone):

  • 3 uova più 2 albumi,
  • 160 g. di zucchero a velo (preparato macinando lo zucchero nel macinino da caffè, quello comperato può contenere glutine),
  • 60 g. di cacao amaro,
  • 200 g. di fecola di patate,
  • zucchero semolato per spolverizzare (omesso).

Mousse di Cioccolato, Fichi e Gelatina di Aceto Balsamico di Ernst Knam (senza glutine), come dire: “ci ho provato” :-)

Come fare la Marquise (dal libro):

con una frusta montate gli albumi a neve ben ferma insieme a 140 g di zucchero a velo quindi, continuando a mescolare, unite il cacao, la fecola e i tuorli, leggermente montati con 20 g di zucchero a velo, mescolate il composto delicatamente.

Versate il composto sulla placca del forno, foderata con l’apposita carta e livellatela con una spatola per ottenere uno strato spesso circa 2-3 cm.

Fatelo cuocere nel forno preriscaldato a 200° C. per 8-9 minuti, infine spolverizzate con zucchero semolato (omesso).

Ritagliate dalla Marquise con un coppapasta del Ø di 3 cm. scrive Knam io ne ho adoperati altri.

Ingredienti per la ganache (circa 600 g.):

  • 250 ml. panna liquida.
  • 375 g. cioccolato fondente in pastiglie o a pezzetti.

Mousse di Cioccolato, Fichi e Gelatina di Aceto Balsamico di Ernst Knam (senza glutine), come dire: “ci ho provato” :-)

Come fare la Ganache:

versate la panna in una casseruola e mettetela a scaldare sul fuoco, portatela ad ebollizione, poi aggiungete il cioccolato fondente (io l’ho fatto a bagnomaria ed ho ammorbidito il cioccolato in microonde).

Mescolate accuratamente con un cucchiaio di legno, finché il cioccolato non si sarà completamento sciolto e ben amalgamato con la panna.

Mousse di Cioccolato, Fichi e Gelatina di Aceto Balsamico di Ernst Knam (senza glutine), come dire: “ci ho provato” :-)

Come fare la mousse di fichi e comporre il dolce:

mettete a bagno per qualche minuto 2 fogli di gelatina in poca acqua, per ammorbidirli, nel frattempo, spellate i fichi, frullateli e versate la purea così ottenuta in una ciotola.

Aggiungetevi la gelatina, strizzata e sciolta in un po’ di liquore (io l’ho sciolta nel succo di fichi scaldato leggermente).

A parte, montate la panna e incorporatela alla purea, mescolando bene con una frusta.

Preparate uno stampo per pasticceria mignon e appoggiatelo sulla placca del forno, rivestita con l’apposita carta (io, non avendo lo stampo ho foderato i miei coppapasta con la pellicola).

Foderate ciascun foro dello stampo con 1 cerchio di marquise, preparate la ganache, distribuitene un velo sui fondi di marquise, infine riponete il tutto nel congelatore per 10 minuti.

Togliete lo stampo dal congelatore, quindi, con un sac-à-poche, riempitene i fori con la crema di fichi e panna fino a circa 1 mm dalla cima. Riponete ancora il tutto nel congelatore per 30 minuti.

Nel frattempo, dopo aver ammorbidito in acqua e strizzato i 2 fogli di gelatina rimasti, scioglieteli nell’ aceto balsamico.

Quando le mousse si saranno raffreddate, togliete lo stampo dal congelatore e, aiutandovi con un cucchiaio, versate la gelatina di aceto balsamico nei fori fino a colmarli.

Mettete le mousse di nuovo nel congelatore per circa 2 ore, quindi toglietele dallo stampo e servite, decorando a piacere con fettine di fico e pezzetti di cioccolato fondente (io ho fatto delle palline con la ganache fredda e ho decorato con striscioline di buccia d’arancia).

Sapendo che ello non avrebbe gradito la gelatina di balsamico per lui l’ho sostituita con una gelatina di fichi ottenuta filtrando la loro polpa.

Mousse di Cioccolato, Fichi e Gelatina di Aceto Balsamico di Ernst Knam (senza glutine), come dire: “ci ho provato” :-)

I miei dolcetti sono bruttarelli, diciamo che hanno proprio un aspetto casalingo/rustico.

Mi procurerò lo stampo così non si vedranno le piegoline della pellicola, provate se vi va, la crema di fichi può essere servita come dolce al cucchiaio adoperando l’agar agar se volete evitare la gelatina.

Non è trascurabile il fatto che è senza glutine o, con prodotti da prontuario lo può diventare, attenzione allo zucchero a velo (fatelo voi) e alla colla di pesce !!!

Buona giornata a tutti.


La “Magia” del Natale…e un semifreddo all’improvviso…

Stranamente quest’anno, nonostante sia un anno mal-predisposto, mi sento inaspettatamente avvolta dalla magia del Natale.

Ho addobbato la casa con le luci che la sera creano davvero un’atmosfera rasserenante, l’ho profumata posizionando negli angoli delle arance decorate con i chiodi di garofano..(ello mi ha detto che le metterà in un grande pentolone di vino e farà un vin brulè…), ho appeso una decorazione anche sulla porta della palazzina e…udite, udite!!! La “svizzera”, si, proprio “lei” per la prima volta ha appeso una decorazione sulla sua porta quindi anche sul mio/nostro pianerottolo finalmente è Natale ;-)

Ho sempre odiato (è la parola giusta) il Natale e non è difficile immaginare il perchè…è una festa che fa sentire più solo chi è solo, non c’è da stupirsi se le cronache del “giorno dopo” sono piene di casi di suicidi avvenuti nella notte…

Per fortuna io, che sono sempre stata sola, ho avuto anche la fantasia d’inventarmi qualche diversivo, quando ancora gareggiavo ne approfittavo per fare gli allenamenti lunghi ed era una sensazione bellissima pedalare al centro della strada senza paura di venire travolta, erano tutti a pranzo ;-)

Quando non pedalavo andavo a sciare, fondo o discesa non importava e lì, tra il candore della neve, gli auguri fioccavano da tutte le parti, sulla seggiovia, nel rifugio, alla fine di una diagonale prima della curva, in una pista in mezzo al bosco: Auguri!!! Buon Natale, Buon Natale anche a lei, tutte le voci rompevano il silenzio ovattato, mentre il freddo colorava i nasoni (il mio compreso :-D ), tutti erano felici,tutti si volevano bene, un pò come succede nel web, ci si vuole tutti bene, siamo tutti belle persone poi..il giorno dopo non ci si vuole più bene e si è diventati di nuovo brutte persone..anche questa è la magia del Natale.

A volte, chi sapeva che ero sola, m’invitava a pranzo, invito che declinavo senza esitare proponendo una mia visita dopo, per un brindisi e per quattro chiacchiere informali.

Per me non c’era cosa più triste dell’invito a pranzo proprio quel giorno, oggi molte famiglie ospitano qualche persona sola, qualche anziano della casa di riposo, qualche senza tetto, qualche bambino dalla casa famiglia.

Ecco, in quel caso l’affetto ed il calore umano possono regalare ore liete a chi non ha nessuno e per chi l’alternativa non sarebbero certo una gita in bicicletta o una giornata sulla neve ma la compagnia di una bottiglia, di una sigaretta e ricordi…tanti ricordi…

Il Natale affina anche “l’arte del riciclo” e non soltanto il riciclo del cibo che, inevitabilmente (a noi) avanza, ma si riciclano i regali.

Pratica che io personalmente aborro, io amo i regali pensati ad personam, spesso reprimo l’espressione perplessa nel ritrovarmi in mano qualche regalo inadatto a me pensando che “basta il pensiero”, ma l’idea che mi venga regalato qualcosa di riciclato mi mette più tristezza del famoso invito a pranzo.

Però, aimeh, quest’anno anch’io sono costretta a riciclare, lo so che questo renderà felice i prescelti perchè avranno in dono 3 teglie (35×28) di torta caprese, 3 pani alla birra (1 l’ha mangiato ello), la cassa di cavolo nero l’ho già divisa con Solema.

Collage suonatore Villaco1-1

Collage suonatore Villaco-1

Vi auguro un sereno Natale, da soli o in compagnia ma che sia il Natale perfetto per ognuno di voi…

SORPRESA!!!

Ecco qui, arrivare la parte “dolce” del post, la parte golosa..una telefonata, l’invio delle foto, la ricetta detta a voce  ed ecco che Tiziana lascia alle lettrici del blog (e anche a me :-D ) questo semifreddo, semplice e d’effetto, ha scelto le formine monoporzione perchè avendo già il “mio” semifreddo ai marroni da affettare farà un piatto di assaggini golosi.

Ingredienti per 15 formine come da foto:

  • 500 g. di ricotta,
  • 2 dl di panna fresca da montare,
  • 100 g. di zucchero semolato (possibilmente quello finissimo),
  • 5 tuorli,
  • uvetta ammollata nel succo d’arancia (se voi  avete ospiti adulti va benissimo il rum),
  • pinoli,
  • la buccia di 1 arancia  e mezza (abbondate pure),
  • marmellata d’arancia per nappare.

Come fare:

setacciare bene la ricotta e lavorarla assieme alla scorza d’arancia, l’uvetta ed i pinoli.

Montare a bagno maria i tuorli con lo zucchero, far raffreddare, unire il composto di ricotta ed alla fine, delicatamente, la panna montata.

Rivestire le formine o, se preferite, uno stampo unico con la pellicola e riporre in freezer.

Prima del servizio riporre in frigorifero, se ci fosse difficoltà nello sformare immergere il fondo per qualche secondo in acqua bollente.

Sciogliere in un pentolino a fuoco bassissimo la marmellata e diluirla poi con il succo fresco o col rum se scegliete quello.

“Nappare” il piatto, appoggiare il semifreddo e…BUON NATALE e..GRAZIE TIZIANA!!

semifreddo ricottaTiziana-2

E con gli albumi che vi sono avanzati fate i biscottini di Nigella.


É arrivato l’inverno: Semifreddo ai Marroni.

L’anno scorso ello in un viaggio di lavoro mi comprò ad un mercatino dell’usato il libro: Castagne? Si grazie”( 10.000 delle vecchie lire)…ma era primavera e di castagne nemmeno l’ombra.

Da un altro viaggio di lavoro è arrivato con un vasetto di Crema di Marroni di Calabria e così ho potuto dar corpo a questa ricetta che stava aspettando.

Solitamente seguo con prudenza le ricette dei libri ma avendo già testato altre ricette da questa fonte  (per esempio il “Panettone di castagne”),  e le “Polpette di castagne” ( che posterò più in là) mi sono fidata.

Se vi interessa il libro, ho visto, è in vendita on line a 19€uro.

Un dessert che metterà daccordo tutti (o quasi), io che non amo i marron glacè e che ho un pessimo ricordo della crema di marroni avendone fatta indigestione da bambina, l’ho trovato gradevole, non stucchevole e ben equilibrato.

Le uova sono cotte (uova di galline allevate a terra dalla contadina), è senza glutine, la crema di marroni evita che il composto cristallizzi in frigorifero, per evitare che i semifreddi lo facciano ho letto che basta sostituire 80 g. di zucchero con altrettanto glucosio, questa dose per 500 g di liquido.

Se il composto contempla anche gli albumi a neve, basta preparare la meringa italiana (almeno questo è quello che mi hanno detto).

Io ho seguito la ricetta omettendo il rum (sostituito con l’estratto naturale di vaniglia) ed evitando di travasare, usando la “bastardella” sia per montare i tuorli che per cuocere il composto con la panna.

La crema di marroni conteneva anche i pezzettini e ha dato una bella consistenza  al semifreddo.

L’ho decorato con dei marron glacè e delle tessere di cioccolato.

È tutto e, come direbbe Santin: provatelo a casa se vi va :-)

Un’altra idea con la crema di marroni:


Soufflè glacè alla carota, tofu, rosmarino e top all’ aceto balsamico.

Soufflè glacè alla carota, tofu, rosmarino e top (mini)all’ aceto balsamico.

É finita,  cala il sipario e come tutte le cose che finiscono anche lasciare che tutti questi soufflè glacè  si sciolgano inesorabilmente è una pena infinita.

Siamo qui,  Padre Amorth ed io, seduti ad un anonimo tavolino di un anonimo bar che tiriamo le nostre conclusioni.

Lui non si è ancora ripreso dalla faccenda dei “risi e bisi”, sul suo volto  i segni evidenti della stanchezza e della rassegnazione perchè ha capito che  alla fine ha vinto “lui”, l’ “altro”.

Padre, non la prenda così, perchè, invece, non partecipa anche lei dalla prossima sfida?

Ma io non ho un blog,

Ma la ospito io, così fa da rinforzo a Max, che ne dice?

Se mi aiuti ci stò :-D

Dal momento che il soufflè precedente è finito, come potete vedere dalla foto :-D arrivo alla mia ultima proposta, seguono gli ingredienti della ricetta originale e tra parentesi le mie varianti.

  • 250 gr yogurt bianco (120 tofu cremoso),
  • 3 albumi (del peso di circa 100gr) (50 g.),
  • 200 gr zucchero a velo (100 g.),
  • 100 ml acqua per lo sciroppo (70 ml di sciroppo ottenuto dal succo centrifugato di carota e rosmarino),
  • 200 ml panna montata (100 g.),
  • 1 cucchiaio di composta per lo yogurt (carota grattugiata)+ composta per il ripieno (carotine baby  con top di glassa di aceto balsamico).

Come ho fatto io:

ho centrifugato le carote e ho scaldato il succo, senza farlo bollire, assieme al rosmarino, ho filtrato,  pesato ed ho unito la proporzione di zucchero ottenendo lo sciroppo per la meringa italiana.

Nel succo rimasto ho messo delle carote grattugiate, le ho cotte per qualche minuto ed ho ottenuto una purea che ho aggiunto, nella proporzione consigliata, al tofu setacciato.

Per il resto tutto come sempre, ho riempito il lettino con rondelline di carote baby che ho passato velocemente nel burro di soia, rosmarino e una puntina di zucchero per “glassarle” ed alla fine ho versato qualche goccia di glassa di aceto balsamico.

Per evitare le solite colate gli ho messo la “cuffietta della nonna” che in realtà è un copritappo di stoffa impermeabile al’interno.

Un pò di musica per augurarvi uno splendido fine settimana e se dovete partire per le vacanze..fatelo tutti alla stessa ora :-D


Soufflè Glacè alla maniera del Borsch.

Io, la sera un dessert lo devo presentare a ello che tollera di buon grado la solita tiritera del set fotografico perchè, ed ora l’avranno capito tutti, il soufflè glacè gli piace proprio tanto.

Ieri sera ha guardato con sospetto quella colata rosso rubino che imbrattava il bicchiere ma poi, all’assaggio, il volto si è disteso ed io ho tirato un sospiro di sollievo :-D

Ho mantenuto le regole base perchè, come ho già scritto non m’intendo molto di pasticceria e non me la sono sentita di  sperimentare come avrei voluto e mi sono limitata a sostituire il “cuore” e lo yogurt con altri  ingredienti compatibili.

Ingredienti:

  • 250 gr yogurt bianco (120 panna acida),
  • 3 albumi del peso di circa 100 g. (50 g.),
  • 200 gr zucchero a velo (100 g.),
  • 100 ml acqua per lo sciroppo (50 ml di sciroppo ottenuto dal succo centrifugato di barbabietola rossa precotta).
  • 200 ml panna montata (100 g.),
  • 1 cucchiaio di composta per lo yogurt (barabietola grattugiata)+ composta per il ripieno (composta  di barbabietola rossa).

Ieri ho visto questa Balilla, non è meravigliosa? É targata RC…non sarà mica di Max/Nuccio ;-) )


Soufflè Glacè alle Pere Coscia, Stracchino e confettura di pere e pepe lungo.

Avviso ai “naviganti”: se avete fretta, dovete prendere l’aereo o il treno (ma forse con i ritardi che abbiamo in Italia ce la potete fare :-D ), dovete finir di preparare le valigie o dovete andare a prendere il bimbo in piscina ecc. ecc.  non andate avanti ma rimandate la lettura del post a dopo, perchè la farò lunghina ;-)

Il mio occhio curioso si è fatto più attento ed esigente, merito/colpa del blog? O perchè ci sarà per me una “novità”?

Sta di fatto che “guardo” le cose e non le “vedo” soltanto, senza che questo diventi “maniacale” col rischio di trasformarmi in una “signora grandi firme” della cucina.

Vi vedo, sapete, con i pugnetti chiusi che pensate: stringi, stringi :-D

Sabato mattina sono andata a fare la spesa, e fin qui tutto normale.

Quando non vado dalla Milva, vado in un posto che vende le produzioni delle realtà locali, in Friuli si muove qualcosa e quel qualcosa è moooolto interessante.

Una “contadina” ha provato a seminare le cipolle di Tropea ed ecco il risultato.

Ma queste non ci sono nel soufflè glacè, nel soufflè glacè ci sono le pere Coscia che hanno origini siciliane, dall’Etna precisamente ma anche queste stanno imparando a vivere nel Friuli, meno soleggiato però abitato da persone amorevoli che le curano come un bambino ed il risultato è questo:

Mentre ero in negozio a guardare tutto a mò di Alice nel paese delle meraviglie e facevo domande a destra e a manca è arrivato “l’om dal formadi” (l’uomo del formaggio):

l’ha portaat ance el strachin? (Ha portato anche lo stracchino?)

Si siore, o, l’ai portaat a vonde :-d (Certo signora ne ho portato a sufficienza.)

Perdonerete la mia “licenza dialettale” ma, capitemi, una triestina che parla il Friulano “xe come la simia sul can” (detto triestino per dire che non c’entra nulla).

Così, i miei 2/3 neuroni si sono riuniti e mi hanno suggerito la versione di soufflè glacè che vi papperete oggi.

Faccio una premessa..un’altraaaaaaa? :-D Si, si, quel bicchierone della foto l’ha mangiato domenica ello con grande soddisfazione e con tanti “complimenti alla cuoca”…queste si che sono soddisfazioni ;-)

L’altro neurone (si ne ho 4 che vi credevate ;-) ) che fino ad allora se ne stava in disparte s è avvicinato ed ha sussurrato: “secondo me ci starebbe bene anche la confettura che hai fatto col pepe lungo.

Genio di un neurone, hai ragione il  pepe lungo che è bello da vedere e generoso nel rilasciare la sua nota piccante, è deciso, anche il pepe.

Foto 2010

Questa confettura non  l’ho fatta con le pere Coscia ma con le Williams belle mature che sono profumatissime ed ho fatto così:

ho sbucciato 1 kilo di Pere Williams gialle, le ho messe a pezzetti in una terrina con 500 g di zucchero, ho mescolato ed ho lasciato che riposassero tutta la notte.

Al mattino le ho trasferite in una pentola  ed ho portato il tutto a cottura.

Ho invasato a caldo dopo aver sterilizzato i vasi in forno ed ho “infilato” in ogni vaso un bacca di pepe lungo.

Al solito le mie varianti tra parentesi:

  • 250 gr yogurt bianco (100 stracchino),
  • 3 albumi (del peso di circa 100gr) (50 g.),
  • 200 gr zucchero a velo (100 g.),
  • 100 ml acqua per lo sciroppo (50 ml di sciroppo ottenuto dalla cottura delle pere).
  • 200 ml panna montata (100 g.),
  • 1 cucchiaio di composta per lo yogurt (composta e confettura di pere)+ composta per il ripieno (composta e confettura di pere),
  • 3 pere Coscia per la composta e decorazione,
  • 1 bacca di pepe Pigna (lungo) grattugiata.

Rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 5 cm e fissare con spago da cucina.
Mettere al fresco.

Preparare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima.
Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua , far sciogliere sul fuoco fino ad avere uno sciroppo piuttosto denso.

Versare lo sciroppo negli albumi montati a neve continuando a sbattere il composto fino a quando non sarà freddo, poi passare in frigo.

Montare la panna.

Versare lo yogurt in un recipiente, unire un cucchiaio di composta ai frutti di bosco e la panna montata, incorporare gli albumi.

Versare nei contenitori  e mettere in freezer , dopo circa un’ora (o non appena saranno rappresi) tirarli fuori , prelevare due cucchiaini di composto dal centro, in modo da creare un piccolo buco, rimettere in freezer per almeno 6 ore.

Prima di servire rimuovere la carta, riempire il soufflé gelato con due cucchiaini di composta ai frutti di bosco e servire.

Io ho preparato una composta con le pere e lo zucchero, ottenuta la consistenza desiderata delle pere le ho scolate ed ho ridotto lo sciroppo.

Ho setacciato lo stracchino, ho amalgamato le pere in composta, 1 cucchiaino di confettura, una grattugiata di pepe ed ho messo in freezer.

Prima di servire ho aggiunto altra composta/confettura, un’altra grattugiata di pepe, ed ho decorato col uno spicchio di pera che avevo irrorato col limone affinchè non si scurisse ma, a quanto pare non ci sono riuscita.



Soufflè glacè alla Nutella: il Nutellone, golosissimo!

Perchè Nutellone? Ma perchè il bicchiere che lo contiene è alto alto e così mi è venuto in mente il Pirellone, e da qui il titolo.

Ora spiego la ricetta, l’unica difficoltà, se così si può chiamare, del soufflè glacè è l’ attesa del raffreddameno ma nessuno vieta di servire la crema al cucchiaio, fatto e servito poco dopo.

Ingredienti per il biscotto:

  • 30 g. di albume,
  • 30 g. di zucchero a velo,
  • 30 g. di farina di nocciole (ottenuta macinando finemente le nocciole tostate).

Come ho fatto:

ho montato albumi e zucchero a velo a neve fermissima ed ho aggiunto delicatamente la farina di nocciole.

Ho formato i cuori con i coppapasta sopra una carta forno ed ho infornato a 140°C. per c.ca 20 minuti (per questa misura),  il cuore più grande l’ho lasciato ancora 1/4 d’ora, appena sfornato ho scavato un altro cuore all’interno che ho riempito con nutella  e granella di nocciole.

Per ristabilire le altezze ho fatto anche un Nutellino che ho riempito al solito aggiungendo un pò di meringa sbriciolata:

Ingredienti per la meringa italiana:

  • 50 g. di albumi,
  • 100 g. di zucchero a velo,
  • 50 ml. di acqua per lo sciroppo.

Preparare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima.

Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua, far sciogliere sul fuoco fino ad avere uno sciroppo piuttosto denso.

Versare lo sciroppo negli albumi montati a neve continuando a sbattere il composto fino a quando non sarà freddo, mettere in frigorifero.

Ingredienti per il composto:

  • 125 g. yogurt bianco,
  • 100 ml. di panna montata,
  • un cucchiaio di Nutella e granella di nocciole per lo yogurt,
  • 1 cucchiaio di Nutella e granella di nocciole per il ripieno.

Assemblare il soufflè:

rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 5 cm e fissare con spago da cucina, riporre in frigorifero.

Montare la panna, versare lo yogurt in un recipiente, unire un cucchiaio di nutella per ottenere l’effetto marmorizzato, unire la panna montata ed incorporare delicatamente la meringa italiana.

Versare nei contenitori  e mettere in freezer , dopo circa un’ora (o non appena saranno rappresi) tirarli fuori , prelevare due cucchiaini di composto dal centro, in modo da creare un piccolo buco, rimettere nel congelatore per almeno 6 ore.

Prima di servire rimuovere la carta, riempire il soufflé gelato con la nutella e granella di nocciole e servire.


Semifreddo al sambuco …..

Dopo aver fatto lo sciroppo, ora devo trovare nuovi modi  di applicazione….questo è un semifreddo di Nigella, lei usa il miele, io l’ho sostituito con lo sciroppo di sambuco.

Ingredienti:

  • 3 dl panna fresca,
  • 100 g. di sciroppo di sambuco (sostituibile a piacere),
  • 1 uovo intero,
  • 4 tuorli,
  • pistacchi tritati,
  • nocciole tritate.

semifreddo sambuco rett1

Procedimento:

montare la panna, scaldare a bagno maria l’uovo intero ed  i tuorli, montare tutto con la frusta, lasciar intiepidire ed incorporare lo sciroppo  e, delicatamente, la panna.

Foderare con la pellicola uno stampo da plum cake o forme diverse da monoporzione come preferite.

Mettere sul fondo nocciole tritate e pistacchi tritati, versare il composto e coprire lo/gli stampi  con la pellicola, mettere nel congelatore per c.ca 3 ore.

Rovesciare su un vassoio o piatti singoli e decorare a piacere.

Buon fine settimana a voi!!


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