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Pomodori Verdi Ripieni sott’olio, è tempo di Conserve.

pomodori verdi ripieni e aglio di Resia-001                         

Piove, il giorno ideale per mettersi in cucina a preparare qualche conserva per l’inverno; la crisi ed i prezzi, diciamolo, spesso improponibili dei sottoli, sta riportando in auge la loro preparazione casalinga.

Ero andata da Milva per vedere cosa avesse di buono ed è lì che ho incontrato la signora Anna di Caserta con il marito di Napoli che da anni vivono qui.

Stavano aspettando che ritornasse dal campo con i pomodori verdi che avevano ordinato ed io incuriosita ho domandato cosa ne facessero e da lì è nato tutto: Milva è arrivata ma purtroppo la grandine  aveva rovinato i pomodori e non andavano bene per la conservazione.

Aprofittando dell’attesa mi sono scritta la ricetta ed uscita da lì sono corsa a cercare i pomodori verdi: chi ha un orto sa che ci sono certi pomodori che non diventeranno mai rossi, nemmeno se si tengono sulla pianta fino all’autunno, ecco, quelli sono perfetti per fare questa ricetta: i miei sono palesemente rosati perchè li ho trovati scartabellando nella cassa del fruttivendolo, al momento erano verdissimi ma, man mano che trascorrevano le ore, cambiavano colore sotto i miei occhi.

pomodori cesto-001

Ingredienti:

  • pomodori verdi: San Marzano o perini,  quelli a forma allungata,
  • sale grosso,
  • aceto di vino bianco (no quello incolore),
  • capperi sotto sale,
  • olive nere snocciolate,
  • acciughe salate,
  • origano,
  • aglio (io di Resia),
  • peperoncino rosso fresco,
  • olio di semi di girasole (la signora Anna dice che l’extravergine sarebbe sprecato).

collage pomodori verdi ripieni

 Come fare:

lavare ed asciugare i pomodori, tagliarli nel verso del lungo fino a due cm. dal fondo, eliminare una parte di semi, l’altra metà lasciarla così e metterli sotto sale per due ore.

Dopo le due ore eliminare l’acqua di vegetazione e ripulire dal sale, non risciaquare, RICORDATE CHE NON DEVONO NÈ VEDERE NÈ TOCCARE L’ACQUA!

Immergerli per due ore nell’aceto, scolarli e, così ho fatto io, lasciarli ad asciugare su un telo pulito per tutta la notte.

Dissalare i capperi asciugandoli bene, ripulire dal sale le acciughe, eliminare la lisca e dividerle in 4 parti, tagliare a fette i peperoncini, io ho tagliato le olive a rondelle ma la signora Anna le mette intere.

Affettare l’aglio ed iniziare a riempire la parte del pomodoro alla quale avete tolto i semi con gli ingredienti: 1 pezzetto di acciuga, qualche cappero, rondelle di olive o olive intere, origano, peperoncino e chiudere infilando due mezzi stuzzicadenti, uno alla base ed uno in alto.

Mettere mano a mano i pomodori così preparati in piedi, uno accanto all’altro in un vaso capiente, precedentemente sterilizzato e comporre gli strati fino ad esaurimento dei pomodori.

Coprire con l’olio, battere leggermente sul fondo per eliminare eventuali bolle d’aria ed il giorno dopo sigillare; riporre in luogo fresco ed asciutto.

Gustarli non prima di due mesi.

pomodori verdi ripieni e aglio di Resia alto-001

 

Importante seguire le regole per non incorrere in spiacevoli incidenti, ecco un link completo ed esaustivo, vale la pena perdere qualche minuto per poi aprire e gustare la vostra conserva serenamente.

Grazie signora Anna Manco ♥

Tecniche di conservazione domestica

pioggia   

Buon fine settimana.  


Balins di Foncs, Polpette di Finferla e Porcini al forno, i sapori del bosco.

polpette funghi cesto1-001   

Questa estate, per moltissimi versi deludente, ci sta “umidamente” portando verso una ricca ed abbondante stagione di funghi; quelli che ho adoperato per questa ricetta sono, oltre ai porcini, i Finferla;

In tutti i miei anni di cercatrice di funghi non solo non li ho mai raccolti, ma non li ho nemmeno mai visti o meglio, non li ho mai notati, probabilmente perchè intenta a cercare le specie che, anno dopo anno, avevo imparato a conoscere ed apprezzare evitando di riempire il cestino senza cognizione di causa.

finferla e porcini-001   

Funghi Finferla – Cantharellus lutescens e Porcini (Boletus edulis)

I funghi che vedete sopra non li ho raccolti io ma un’altra persona che, notando i miei occhioni stupiti davanti a cotanto colorato splendore, mi ha detto: quelli gialli sono i Finferla, Finferla? Così, appena arrivata a casa papà google mi ha illuminata (alla fine i link).

Consigliano di essicare questa specie di funghi ed io, possedendo da poco un essicatore, l’ho inaugurato essicandone una parte, il profumo che si è espanto per la casa è sublime, una nota fiorita che poco fa pensare al sottobosco, a muffe, muschi e licheni.

La parte restante di Finferla l’ho cotta, al solito: olio evo, aglio vestito, sale e prezzemolo alla fine; separatamente anche i porcini, con le cappelle ho condito delle tagliatelle paglia e fieno, i gambi li ho trifolati a parte per adoperarli questa sera in un risotto con le cozze, l’altra per sopperire al “furto” di finferla destinate a queste polpette subìto dopo che ero andata a coricarmi :-D

La ricetta alla quale mi sono ispirata l’ho trovata a pagina 215 di uno dei miei libri di cucina preferiti: La cucina del Friuli di Emilia Valli; riporterò ingredienti e dosi come indicate sul libro e tra parentesi, al solito, le mie varianti: come sapete, le polpette sono nate per riciclare/recuperare avanzi quindi usate tranquillamente un fondo di qualsiasi tipo di fungo che avete adisposizione.

Ho scelto la cottura in forno, più leggera, meno impegnativa ma non meno gustosa, provate se vi va.

finferla porcini2-001   

Ingredienti per 4 persone (14 polpettine da 30 g.):

  • 250 g. di funghi freschi coltivati (io finferla e porcini),
  • 10 g. di funghi secchi (io porcini),
  • 1 cipolla (io cipollotto fresco)
  • (aglio di Resia),
  • 2 cucchiai di Montasio grattugiato (io avevo parmigiano Reggiano 36mesi),
  • 1 bicchiere di latte (io ad occhio),
  • 4 uova (io 1),
  • farina e pangrattato q.b.,
  • 1 mazzetto di prezzemolo,
  • olio di arachidi, se friggete (io poco olio evo, a gocce su ogni polpettina),

collage polpette funghi   

Come fare (indico come ho fatto io):

ammollare i funghi secchi, scolarli e strizzarli; lavare e spezzettare quelli freschi e trifolarli in un tegame dove avremo fatto appassire il cipollotto, unire i funghi secchi spezzettati ed aggiungere il prezzemolo tritato, aggiustare di sale e pepe, spegnere.

Preparare una leggera besciamella con latte e farina (io la preparo in microonde), servirà per dare cremosità alle polpette; potete sostituirla con patata lessa o polpa di melanzana alla Raffaello (avvolgere la melanzana intera in pellicola adatta alla cottura e cuocerla in microonde, alla massima potenza per 10 minuti).

Amalgamare la besciamella al composto, unire l’uovo ed il formaggio, verificare la consistenza ed aggiungere, poco alla volta, il pane grattugiato necessario per poter manipolare agevolmente le popettine.

Prelevare con un cucchiaio la quantità di composto necessaria a formare delle polpettine (io, che sono maniaca, da 30 g.); se preferite le quenelles, adoperare i soliti 2 cucchiai.

Fate rotolare le polpettine sul pane grattugiato e disporle su una pirofila coperta con carta forno; su ogni polpettina versare qualche goccia di olio extravergine di oliva ed infornare a 180° C. per 30/35 minuti.

Volendo si possono servire con una salsina o un’emulsione, fate voi, noi le abbiamo gustate così: da rifare, ha detto ello, che di cibo se ne intende ;-)

polpette funghi interno2-001     

Finferle   

Finferle ricetta   

Polpa di Melanzane alla Raffaello

Alla prossima ricetta, buon proseguimento di settimana


Bocconcini di Scarpaccia, dalla tradizione Toscana una ricetta vegana.

scarpaccia bocconcini-001

La rima baciata è puramente casuale, come la scoperta di questa ricetta una domenica di luglio, giornata un po’ grigia e piovosa; unica nota di colore delle piccole zucchine ed un cesto dei loro fiori da utilizzare.

Solitamente immaginiamo la cucina vegana irraggiungibile, complicata, spesso priva di appetibilità ma non ci accorgiamo che basta curiosare tra  le ricette della tradizione regionale per scoprire che molte di queste sono vegane, certo non per scelta etica e morale, ma per necessità.

Per molti ceti sociali era difficile, se non impossibile, disporre di fonti proteiche e quelle ottenute con i baratti si esaurivano presto.

Aggiungiamo che non c’erano frigoriferi e congelatori e l’orto e la campagna rimanevano spesso gli unici fornitori di cibo e questa ricetta è un meraviglioso esempio di cucina Povera: ho consultato il web ed ho scoperto che la Scarpaccia è una ricetta della Versilia: a Viareggio si fa in versione dolce, a Camaiore in versione salata: ecco cosa significa far di necessità virtù.

Anche i nostri Cjalzòns possono diventare vegani, basta sostituire la ricotta affumicata col tofu affumicato, il burro col burro di soia o, semplicemente con l’olio extravergine di oliva ed il gioco è fatto.

Solitamente la prima volta che faccio una ricetta trovata su un libro (in questo caso I Buonissimi-antipasti), rivista ecc., seguo pedissequamente le indicazioni e così ho cercato di fare anche questa volta: cercato, appunto, perchè la ricetta dei Buonissimi contempla 12 fiori di zucca , 4 zucchine ed 1 cipolla, io ho abbondato utilizzando tutti i fiori che avevo.

zucchine raccolto Milva-001

Ingredienti per una teglia rettangolare di cm. 20×28, tra parentesi le dosi della ricetta, io ho abbondato, senza contare né pesare:

  • (12) fiori di zucchina puliti, privati dei pistilli e tagliati a striscioline,
  • (4) zucchine, lavate e tagliate a rondelle sottili (robot o mandolina),
  • (4 cucchiai di olio extravergine di oliva), io aromatizzato al basilico,
  • (1) cipolla bianca tagliata a fette sottili,
  • (poca farina bianca) la ricetta scrive di metterne fintanto si sarà formata una pastella,
  • foglie di basilico fresco spezzettate finemente: mia aggiunta,
  • (sale) affumicato,
  • (pepe), peperoncino di Calabria in polvere.

scarpaccia sfornata teglia rettangolare-001

Come fare:

mettere le verdure in una terrina, salare, mescolare, coprire e far riposare fintanto le verdure rilasceranno l’acqua di vegetazione; a questo punto nel libro c’è scritto di lavare le verdure ed aggiungere 1 dl. d’acqua, io non ho l’ho fatto.

Preriscaldare il forno a 180°C. (la prossima volta userò la funzione ventilato)

Aggiungere all’impasto, poca alla volta, la farina necessaria a formare una pastella morbida, condire con l’olio al basilico e le foglie, aggiustare di sale; se lavate le verdure sarà necessario aggiungerlo, pepare.

Amalgamare bene il composto e versarlo nella teglia unta con olio evo, io l’ho foderata con carta forno per poterla rovesciare facilmente.

Infornare per 30 minuti, scritto nel volumetto, 40/45 io; se voltete una crosticina croccante passare la teglia sotto il grill.

Come avrete immaginato, questa ricetta si presta ad un’infinità di varianti: a bocconcini, come ho fatto io adoperando un piccolo coppapasta, sono perfetti per un buffet, per arricchire degli spiedini, alternandoli a cubetti di tofu o seitan.

Con formaggio, prosciutto ecc., per i non vegani, diventa un pasto completo.

scarpaccia bocconcini pp.1-001

 Provate, se vi va e per invogliare i vostri bambini a mangiare la verdura, coinvolgeteli nel creare varie forme, quelle che non verranno bene, certamente finiranno nella loro boccuccia ;-)

Alla prossima

Link:

Scarpaccia


Tarte Tatin: Fichi, prosciutto crudo e la sua polvere.

tatin fichi prosciutto3-002

L’idea mi è venuta per caso ed inaspettata: il mio dentista mi aveva regalato dei fichi freschi di casa, bene, grazie, ho detto, a ello piacciono molto… già, lei non può mangiarli, nemmeno fragole e kiwi.

Ello però, quella sera aveva le paturnie e, come spesso capita, le ha esternate ignorando i fichi. Nessun problema, ho pensato, io non li posso mangiare ma posso inventarmi qualcosa ed è così che: prosciutto e fichi, sì!!!

Nottetempo ho elaborato la ricetta, dovevo pensare a qualcosa che valorizzasse il prosciutto e fosse anche buono, gradevole e commestibile.

Il trancio a mia disposizione è molto stagionato; solitamente, quando un prosciutto non è di buona qualità, più stagionato è più salato è e questo rende difficile la degustazione.

Non è il caso di questo prosciutto ed in questa tatin si è armonizzato alla perfezione, l’alloro e l’aceto di mele l’ hanno arricchita di aroma e la spolverata alla fine è stata la ciliegina sulla torta.

Come preparare la polvere di prosciutto:

ci sono molti modi per ottenerla, l’avevo fatta anni fa con la ricetta del Sacher Hotel, cottura in forno per 10 ore… c’è chi asciuga il prosciutto in microonde, se avete l’essicatore potete adoperare quello, se andate nel web troverete molte indicazioni, io ho optato per la soluzione veloce consigliata da Sabrina (copio/incollo dal suo blog, alla fine il link della sua ricetta):

… ponete le fette di prosciutto su una teglia tra due fogli di carta forno e cuocete per 15-20 minuti a 150° (attenzione passa dal cotto al bruciato in un attimo). Fate raffreddare il prosciutto, e successivamente macinatelo finemente con un robot da cucina fino ad ottenere una polvere fine…

Io ho macinato il prosciutto nel macinino da caffè, ottenendo una polvere fine facile da cospargere col colino.

tatin fichi prosciutto alto tagliata pp-001

Ingredienti per una teglia apribile di 18cm.di diametro:

  • 1 confezione di pasta sfoglia,
  • fichi, quantità secondo la loro grandezza,
  • 40 g. di burro,
  • 50 g. di zucchero di canna,
  • 3/4 cucchiai di aceto di mele,
  • 2 foglie di alloro fresco(o secco),
  • alcune fette di prosciutto crudo .

Come fare:

foderare la teglia con carta forno (se avete la teglia apposta per tart tatin non occorre); lavare i fichi e, se sono grandi, tagliarli in 4 spicchi: io ho fatto così, ma la scelta della decorazione che volete vedere a tatin capovolta, la lascio al vostro gusto.

Ricavare dalla sfoglia un cerchio del diametro leggermente più grande della teglia scelta (1/2 cm.).

Mettere in una padella il burro lo zucchero le foglie di alloro che avrete stropicciato per far uscire l’aroma (se avete quello secco, spezzatelo) e far sciogliere a fuoco moderato,

Quando il composto inizierà a fare le bolle aggiungere l’aceto, un po’ alla volta e, continuare la cottura sempre a fuoco bassissimo; far raffreddare ed eliminare le foglie di alloro.

Preriscaldare il forno a 200°C.

Mettere qualche cucchiaio del composto sul fondo della teglia e disporre a cerchio gli spicchi di fichi con la parte tagliata verso l’alto, negli spazi vuoti tra uno spicchio e l’altro infilare gli altri spicchi con la parte tagliata verso il basso; per riempire il foro nel centro ritagliare a misura un fico con un coppapasta rotondo.

Tagliare a grossi coriandoli il prosciutto crudo e disporli in ordine sparso sui fichi, versare sopra, in maniera uniforme, il rimanente composto di burro e zucchero e coprire con il cerchio di pasta sfoglia.

Infornare per 20/25 minuti fino a doratura; sfornare, aprire il cerchio ed inclinare leggermente per far uscire l’ eventuale liquido rilasciato dai fichi (se li caramellate prima non occorre).

Capovolgere la tatin aiutandovi col piatto di portata, decorare con una rosellina di prosciutto posizionandola al centro, spolverizzare con la polvere di prosciutto come fosse zucchero a velo e buon appetito.

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Io avevo fatto una prova il giorno prima, caramellando i fichi ma non ero soddisfatta dell’aspetto; se non avete le fisime da foodblogger fatelo e mangiate la tatin il giorno dopo, vi sorprenderà, ma questa versione con i fichi a crudo non è da meno, a voi la scelta!

Link Sabrina polvere di prosciutto


Cestini e Millefoglie di Melone con Patè di Avocado e Culatello di Zibello DOP per I.S.I.T.

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Questa ricetta vi sembrerà più complicata della focaccia ma non è così; le uniche difficoltà che ho avuto sono state la scelta del piatto e fotografarla, il patè non consente esposizioni lunghe, ma questo è soltanto un problema da foodblogger ;-)

Se non vi va di tenere acceso il forno a 60° per 3 ore, potete servire questo patè in cestini di Montasio (per i corregionali), di Parmigiano Reggiano o Sbrinz se, come me, lo amate alla follia.

Per la cremosità del patè ho scelto l’avocado che avevo già sperimentato qui, solitamente si adopera burro, ricotta o un formaggio cremoso ma,  l’avocado è ricco di grassi monoinsaturi che fanno bene al cuore, parola dell’ American Heart Association:

♥aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, riducendo il rischio di malattie cardiache e infarti; inoltre forniscono sostanze nutrienti e aiutano a preservare le cellule del corpo.

I grassi monoinsaturi sono anche solitamente ricchi di vitamina E, un antiossidante di cui gran parte degli americani (e Italiani n.d.r.)ha grande bisogno♥

Il Culatello di Zibello DOP è ricco di proteine e contiene pochi grassi e, insieme con l’avocado diventa un armonia di sapori; un patè ottimo anche semplicemente spalmato su un crostino o in un tramezzino con rucola o insalata; come sempre qui lascio al vostro gusto e alla vostra fantasia.

 millefoglie melone pp e cestino con crema-001

Ingredienti per  la sfoglia di melone Ricetta di Davide Oldani):

  • 1/4 di melone (uno medio),
  • 50 g. di riso bollito.

 collage cestini melone

Come fare:

un consiglio, se volete provare, stendete il composto più sottile adoperando una spatola larga, ridurrete i tempi di asciugatura.

Tagliare il melone a pezzetti e metterlo in una casseruola; farlo sobbollire fino a dimezzare la quantità di liquido; unire il riso già cotto (senza sale), mescolare, togliere dal fuoco e frullare.

Stendere il composto su un foglio di silpac o, se non l’avete va bene anche il silicone ed infornare a 60°C. per 3 ore; se volete fare i cestini, dopo 1 ora circa, sfornare e, adoperando un coppapasta, ricavare la forma desiderata: per le millefoglie lasciare così, per i cestini, sollevare i cerchi con una spatola e capovolgerli su un pirottino reso conico con un manico di legno un po’ grosso.

Infornare e terminare l’asciugatura fin quando la sfoglia avrà la trasparenza di una caramella o di un croccante.

collage culatello, avocado, limone

Ingredienti per il patè:

le dosi sono variabili a seconda della quantità che desiderate preparare, l’importante, per l’equilibrio di sapori, mantenere la proporzione 1/1, stesso peso di culatello, stesso peso avocado.

  • culatello tagliato a pezzetti sottili,
  • stesso peso di polpa di avocado maturo,
  • qualche goccia di succo di limone per evitare l’ossidazione dell’avocado e dare freschezza,
  • una puntina di scorza di limone grattugiata (se avete il microplan usatelo).

millefoglie melone crema culatello pp1-001

Come fare il patè:

mettere nel bicchiere del minipimer il culatello, la polpa di avocado ed azionare fino ad ottenere una crema, unire il limone, succo e scorza, amalgamare.

Inserire il composto in una sac a poche e riporre in frigorifero fino al momento della preparazione.

Preparazione:

per la millefoglie, alternare sfoglie e patè, ultimando con un ricciolino di patè ed un rametto di timo fresco o altra erba aromatica a voi gradita.

Per i cestini, inserire il patè e decorare con un cuoricino ricavato dalla sfoglia di melone; un consiglio, inserite il patè all’ultimo momento, potete mantenerlo in frigorifero ben chiuso.

cestino melone crema culatellopp-001

Tutto qui, ora, se vi va, sbizzarritevi, io oggi vado a spasso con ello e lo zio, andiamo in Carnia a comperare il miele; auguro a chi mi legge una bella domenica


Piselli Grigliati al profumo di Menta, dal campo alla padella.

piselli alto s

Ci sono ricette che posso fare soltanto pochi giorni all’anno e, per me, diventantano preziose; chi ha la fortuna di poter comperare frutta e verdura a kilometro zero sa di cosa parlo.

Questi piselli poche ore prima di essere su quella piastra di ardesia stavano nel campo a crogiolarsi al sole.

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L’idea è nata, ispirata da una foto su pinterest, lì c’erano le fave cotte sulla bistecchiera.

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Qui l’unico grasso è nella marinatura che, prima della cottura viene rimossa.

piselli marinatura-001

Piselli nella marinatura.

Ingredienti per 1 persona:

piselli freschi con bacello, di sicura provenienza.

Ingredienti per la marinatura:

  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
  • 1 cucchiaio di salsa di soia,
  • ½ cucchiaino di sale affumicato,
  • ½ cucchiaino di peperoncino di calabria in polvere,
  • 1 cucchiaio di foglie di menta fresca tritate finemente.

collage piselli padella1

Come fare:

lavare ed asciugare i bacelli, metterli in una terrina assieme agli ingredienti per la marinatura, mescolare, coprire e lasciar riposare per 30 minuti (volendo si può prolungare fino ad un’ora).

Scolarli dalla marinatura e pulirli con carta da cucina eliminando i residui.

Sistemarli sul fondo della padella o della bistecchiera precedentemente riscaldata e, a fiamma forte, farli colorire (c.ca 6 minuti).

Girarli dall’altro lato e farli tostare sempre a fiamma forte per altri 6 minuti, coprire e spegnere il fuoco.

Far riposare per qualche minuto e servire: vanno mangiati succhiando i piselli dal bacello.

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Ringrazio ancora amiche/amici e auguro a tutti una splendida domenica♥♥♥ la mia la passerò a stirare e dedicarmi, finalmente, al cambio di stagione.


Raviolo Pesce ripieno di Baccalà su crema di peperoni e Baccalà pastellato all’aglio orsino: volevo fare la Raviolaia.

Raviolo pesce piatto azzurron

Se mi dicessero: hai un’altra possibilità, puoi vivere un’altra vita, puoi cambiare soltanto una cosa, io risponderei: vorrei tutto uguale, cambierei soltanto una virgola, ma la tengo per me.

Terrei anche gli stessi genitori perchè, nonostante le tribolazioni che mi hanno dato, li ricordo come persone affascinanti, ricche di personalità; genio e sregolatezza me l’hanno trasmessa loro e, considerando i tempi, non devono aver avuto una giovinezza facile.

Senso artistico,  creatività, amore per la natura, voglia di libertà, insofferenza a regole ed  imposizioni ; sprazzi di felicità hanno illuminato e dato un senso alla loro ed alla mia vita.

L’unica scelta che mi differenzia è quella di non aver avuto figli, perchè non si fanno figli se non si è in grado di offrir loro una vita serena; anche se non hanno grandi possibilità economiche, la ricchezza più grande che ogni genitore ha il DOVERE di offrire ai propri figli è l’AFFETTO e l’AMORE incondizionati: mai al mondo avrei voluto che mio figlio subisse ciò che ho subito io.

Ho rinunciato a cambiare la mia vita per un gatto,  continuo a farlo perchè c’è Perla accanto a me, che ha bisogno del mio affetto, di serenità e tranquillità, figuriamoci se avessi avuto un figlio, frutto di un amore e con tutta una vita davanti da vivere, una vita che non ha chiesto e della quale io sarei stata l’unica responsabile.

La mamma di Forrest Gamp diceva che la vita  è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita, per me è come un raviolo, anche se conosci il ripieno, non saprai che sapore avrà finchè non lo assaggerai.

Ecco, nella mia prossima vita voglio fare la raviolaia, in una baita nel bosco, vicino ad un mulino, qualche Animale a farmi compagnia e tanti ravioli, di tutti i colori e tutte le forme: per me fare i ravioli è come per un bambino costruire qualcosa col Lego, bellissimo!

E pensate alla sua versatilità, potete coinvolgere i vostri bambini nel creare forme fantasiose, potete ingannare i commensali riempiendo i ravioli con gli avanzi (puliti s’intende), potete far mangiare le verdure a chi non le vuol sentir nemmeno nominare e, non meno importante, potete divertirvi stimolando la fantasia.

Ma, nonostante i buoni propositi, nemmeno oggi sono riuscita a rimanere stringata e passo subito alla ricetta, possiamo chiamarla di riciclo o recupero: la scorsa settimana avevo fatto un fish senza chips, questo:

collage baccalà in pastella

La, chiamiamola particolarità, sta nella pastella alla quale ho aggiunto un cucchiaino di salsa all’aglio orsino, senza olio, solo foglie e sale che conservo nelle formine del ghiaccioli in congelatore.

Ingredienti per la Pastella:

  • farina,
  • acqua ghiacciata,
  • albume montato leggermente,
  • sale (se non adoperate la salsa),
  • 1 cucchiaino di salsa all’aglio orsino (scelta personale),
  • olio di arachidi per friggere.

Come fare:

mescolare la farina con l’acqua fino a raggiungere la densità desiderata, montare l’albume non a neve ferma, amalgamare; se adoperate la salsa all’aglio orsino o altra erba a voi gradita, aggiungerla prima dell’albume.

Riporre in frigorifero a riposare, il riposo la migliora, meglio tenere in frigorifero fino all’ultimo momento anche il baccalà: lo shock termico farà sì che il fritto sia asciutto e fragrante.

Non potevo non menzionare questa ricetta perchè il baccalà col quale ho riempito il raviolo altro non è che gli scarti del filetto: la coda e le parti più sottili.

La forma del pesce l’ho ricavata da una stampa, una parte risulta più grande ed irregolare perchè serve a contenere il ripieno, la melanzana che vedete nel collage da la cremosità senza alterarne il sapore.

collage raviolo pesce-001

  Ingredienti per la pasta (la stessa del raviolo fiore):

  • 250 g. di farina Manitoba setacciata (Raffaello consiglia di setacciare sempre le farine),
  • 150 g. di semola rimacinata,
  • 5 g. di sale,
  • 30 g. di olio EVO,
  • 200 g. di acqua tiepida (30°C.).

pasta senza cacao macchinetta-001

Come fare la pasta:

 mettere in una boule le farine ed aggiungere, mescolando ed impastando come al solito, tutti gli ingredienti, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero 2 ore o più (io l’ho fatta il giorno prima).

Stenderla con la macchina o, se siete brave sfogline, col mattarello; ricavare col coppapasta o ritagliare dalla forma/pesce il raviolo, riempirlo col composto di baccalà, inumidire i bordi e chiuderlo, siggilando con i rebbi della forchetta ottenendo anche una piccola decorazione.

Se non vi piace intravedere il ripieno, tirare la pasta ad uno spessore superiore, a noi piace così, rustega.

Ingredienti per il ripieno (essendo una ricetta di recupero, le dosi non sono rilevanti e gli ingredienti possono essere omessi o aggiunti):

  • baccalà, anche scarti (edibili),
  • capperi sotto sale,
  • filetto di acciuga,
  • polpa di melanzana alla Raffaello (avvolta nella pellicola e cotta al microonde, massima potenza, per 10 minuti),
  • olio di cottura salsa di peperoni,
  • sale se necessario,
  • peperoncino in polvere.

Come fare il ripieno:

tagliare grossolanamente gli scarti del baccalà e saltarli in una padella antiaderente con l’olio dove sono stati fatti cuocere i peperoni per la salsa, aggiungere i capperi, spegnere e far raffreddare.

Nel frattempo ricavare dalla melanzana cotta la polpa necessaria a rendere cremoso e leggero il ripieno che avremo amalgamato in una terrina assieme ad un filetto di acciuga tritato, altri capperi, se vi piacciono, ed un pò di polpa di peperoni.

Aggiustare di sale e peperoncino, ricordate che il ripieno dev’essere sempre più sapido del solito, mantenendo la sapidità normale rischiate di avere un raviolo/tortello ecc, insipido.

Cottura:

Portare ad ebollizione l’acqua salata ed immergere (io lo faccio con la schiumarola) il raviolo, abbassando la fiamma, essendo questa pasta molto sottile, quando il raviolo viene a galla, farlo cuocere ancora per 1/2 minuti.

Come fare la salsa di peperoni:

non amo mettere troppi link in un post però per questa salsa andate a vedere il link è un’idea di una mia amica che vi piacerà e la potrete utilizzare per molte preparazioni, ora che siamo in stagione o quasi è perfetta, si può preparare, sterilizzare o congelare  e conservare per l’inverno, provate  se vi va.

Io Berghofer

Per oggi è tutto, a presto

 


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