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Buon compleanno Maria♥

cofanetto-1

Oggi avresti compiuto 52 anni, e certamente avresti preparato una bellissima torta come solo tu sapevi fare e con quel pizzico di dolcezza in più che rendeva sempre i tuoi lavori straordinari.

Mi sono permessa di prendere questa torta dal tuo blog, l’avevi fatta per il tuo compleanno del 2011, poco dopo sarebbe iniziata la strada in salita che ti ha portata lassù.

Ero indecisa se scrivere queste poche righe pubbliche o tenermi per me lo sgomento che provo ancora così forte, ma so che nel web ci sono molte persone che ancora si chiedono perchè e avranno piacere di mandarti un bacio fin lassù…

Cielo nuvola cuore-001


Torta alla spremuta d’arancia di Elga nell’ Aprile delle indecisioni.

Torta spremuta arancia di Elga-001

Se dovessi scegliere un aggettivo per questo Aprile, sceglierei: Indeciso, neanche lui sa più cosa fare, a volte, con una raffica di vento gelido, ci riporta nell’inverno, poi ci avvolge nel caldo abbraccio di un raggio di sole e ci porta a vedere i prati coperti di nontiscordardi me, tarassaco, viole, primule e ci dà l’ illusione della primavera, poi scarica dal cielo secchiate d’acqua e ci riporta nell’autunno più malinconico…

Ma non è solo lui l’ indeciso, c’e anche il governo, neanche il governo sa cosa fare e dove andare.

Sapete che non amo scrivere di politica perchè sono ignorante in materia ma da cittadina semplice mi accorgo di vivere in un Italia lasciata al suo destino.

Ma abbiamo i saggi… e sorrido,  pensando a Crozza quando, imitando il nostro presidente in vestaglia, ha letto una saggia proposta (finta ovvio): in estate bevete molta acqua e mangiate molta frutta e verdura… e meno male dai che ci sono i saggi, e le sagge? Le sagge sono arrabbiate.

E mentre succede tutto questo in Italia le persone muoiono, in tanti modi ma quella che mi fa più paura è la morte interiore, la voglia di lasciarsi andare, e qui mi fermo e parlo della mia indecisione.

Apro? Non apro? Chiudo? Apro, chiudo? Diciamo che lascio socchiuso, se ci fosse ancora la mia dolce Maria, mi direbbe: questo silenzio è assordante, è vero, non credo che esista nulla di più eloquente del silenzio stesso.

Eloquente perchè il silenzio è chiacchierone , dà infinite possibilità di interpretazione: nei silenzi ognuno di noi può leggervi ciò che vuole, la propria storia, le proprie idee, i propri pensieri, la propria voglia di stare in silenzio.

Il silenzio degli altri lo si può usare per dire le nostre cose,  sempre pensate e mai dette, lo si può usare per muovere dei rimproveri, trovo che il silenzio sia un grande mezzo di comunicazione.

Mannaggia, mi sono accorta che sto nuovamente filosofeggiando, e pensare che sono qui per una ricetta, non mia ma di Elga.

Cosa c’entra una torta con questa premessa, vi chiederete voi? C’entra, c’ entra, ieri un mio amico mi ha detto che nulla succede per caso e questa torta mi ricorda i tempi in cui non avevo il blog, i tempi in cui mi stavo approciando al web.

Ero fresca di corso Word, avevo anche un diploma ma non ne capivo nulla. Cercando una ricetta sono capitata in un forum.

In questo forum erano iscritte anche delle Blogger che, per partecipare a qualche contest o raccolta, avevano dovuto iscriversi al forum senza poi partecipare attivamente al forum essendo impegnate col loro blog.

Mi piaceva Elga e, come succede alle principianti, anch’io avevo il mio esempio da seguire, imitare e così, ogni volta che passava a mettere una ricetta, io correvo a guardare e nel dicembre del 2008 decisi di rifare questa sua torta.

Ricordo ancora lo scervellamento per la decorazione, volevo fare colpo, ero una principiante orgoglioa ed ambiziosa.

Timidamente le scrissi e le mandai la foto, è mancato che gliela  chiedessi indietro con l’autografo.

Cosa c’entra col post, vi continuerete a chiedere, ora ci arrivo:

mesi fa mi ritornò alla mente questa torta e mi venne voglia di rifarla, digitai su Google il nome del blog: Semi di Papavero e mi comparve la scritta: blog rimosso dall’utente, il nome… non è disponibile bla bla.

E pensai: ma perchè? Io non la seguivo regolarmente però la stimavo e mi piaceva andare a curiosare tra le sue foto, le sue ricette, i suoi racconti di vita che, ultimamente, erano sempre meno sereni.

Peccato che abbia eliminato il blog, pensai, è davvero un peccato e poi pensai di digitare il titolo della torta e la trovai, su un aggregatore e lo benedii.

Spesso mi sono lamentata degli aggregatori, ritenendoli un pò sciacalli ma mi sono ricreduta, e pensate che è soltanto merito di un aggregatore se oggi posso recuperare i miei post andati perduti (si, Paolo, ho tentato anche di salvare il blog ma mi sono ritrovata con dei geroglifici incomprensibili…)

Ci sarà qualcuno al mondo che, ho pensato, avendo voglia di fare una mia ricetta viene qui, la cerca, la stampa e la provi?

Ci sarà tra il mio pubblico anche chi viene per leggere le ricette, prendere spunti e idee?

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Torta alla spremuta di arancia

Ingredienti per l’impasto:

  • 230 gr di farina,
  • 230 gr di zucchero,
  • 230 gr di burro,
  • succo di 1 arancia non trattate,
  • 4 uova,
  • 2 bustine di lievito,
  • sale.

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

montare lo zucchero con le uova finchè non diventano gonfie e chiare, unire il burro sciolto precedentemente a bagnomaria, la farina setacciata a cucchiaiate e il sale.

Sciogliere il lievito nel succo d’arancia e, quando al reazione chimica sarà terminata, aggiungerlo all’impasto.

Versare in una teglia imburrata e infarinata e cuocere per 30 minuti.

Ingredienti per la glassa all’arancia:

  • succo d’arancia,
  • zucchero a velo,
  • acqua,
  • buccia d’arancia (io l’ho rigata col rigalimoni) .

Ingredienti per la glassa la cioccolato (mia decorazione):

  • cioccolato fondente,
  • buccia d’arancia rigata col rigalimoni.

Come fare la glassa all’arancia:

sciogliere lo zucchero a velo con il succo d’arancia sul fuoco, quando si sarà ridotto, versarlo sulla torta raffreddata.

Come fare la glassa al cioccolato:

ai tempi di questa torta non avevo esperienza ed ho semplicemente sciolto il cioccolato a bagnomaria, aggiungendo, alla fine, i filini di scorza d’arancia.

Concludo con un pò di musica, cosa c’è di meglio per rompere il silenzio?


The 7 – links project…

Voglio bene a tutti i miei post e mi piacciono tutti indistintamente ma dopo aver “scartabellato” ho scelto questi:

Il mio più bel post:

Fatto col cuore il mio piatto dautore

Il perchè lo dice il titolo: fatto col cuore :-)

Il mio post più popolare:

Torta con farina di castagne pere e cioccolato

Il perchè non lo so, forse perchè digitando il nome su google si arriva dritti qui senza dover lasciare link, però ho anche ricevuto mail da persone che non hanno un blog dicendomi di averla fatta ed essere rimaste soddisfatte o che magari avendola sformata calda si era un pò rotta.

Il mio post più controverso (ma forse lo sono tutti e questo in particolare ;-) ):

Penetration is not isn’t introduction

Il perchè? Perchè tocco un argomento che molti vorrebbero “toccare” ma sono bloccati dalla paura di perdere la popolarità (cosa che io ho già perso da tempo :-D )

Un post il cui successo mi ha sorpresa:

Bocconcini di pollo al pepe rosa

Il perchè si sa, con questa ricetta ho vinto il concorso Amadori.

Ho mandato la ricetta l’ultimo giorno dopo una repentina folgorazione: ho bloccato ello perchè dovevo fare le foto, era sera e tutto giocava a mio sfavore..invece? Invece è andata benissimo :-D

Un mio post che penso non abbia ricevuto l’attenzione che meritava:

Polpo ubriaco e pasta di mais risottata

Perchè probabilmente era uno dei miei primi post e non ero ufficialmente entrata nel “giro”, però è una ricetta che mi piace molto, amando i piatti unici e completi entra spesso nel menù, piace anche a ello che (udite udite) goloso come sempre, non sapendo che i polipetti erano crudi, ne ha mangiato uno direttamente dal frigorifero mentre erano tutti a marinare :-(

Il post che sono orgogliosa di aver fatto:

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Pane fichi e alloro

Questo post significa ed ha significato per me l’”inizio”, sia l’inizio della fine, la fine dell’inizio e l’INIZIO e basta.


Torta al cocco e giochi di glasse: se la mamma è sempre la mamma..il papà è sempre il papà…

Premetto che per me la Festa del papà fa parte del gruppo di feste commerciali che non amo molto festeggiare ma in questo caso cadendo questa festa il giorno di San Giuseppe (papà simbolo) me la rende più simpatica.

Così ho deciso di festeggiarla recuperando un mio vecchio post, dedicato proprio al mio papà che non c’è più e che ha reso la mia infanzia un alternarsi di serenità e disperazione con la conseguenza che tutta la mia vita è stata ed è così.

Il ricordo che apre il post fa parte dei momenti sereni e spensierati:

**Se ci fosse ancora il mio papà farei questa torta, al cocco, perchè lui ne era ghiotto, a forma di cuore per ovvii motivi, la chiave di Sol perchè la domenica lui suonava la fisarmonica ed io e la mamma ballavamo il walzer.


Questa
è la fonte di questa straordinaria torta (almeno per me che adoro il cocco!)

Ingredienti x 1 stampo (silicone meglio) da 24 cm. (io ho usato quello a cuore):

  • 190 g. di cocco grattugiato,
  • 50 g.di amido di mais (maizena),
  • 3 uova,
  • 3 dl latte,
  • 2 dl panna,
  • 1 lattina latte condensato (397 g.),
  • 2 cucchiai zucchero a velo,

Per la glassa:

  • 100 g. cioccolato fondente,
  • 1 dl panna,
  • cocco per rifinire i bordi.

Procedimento (semplicissimo):

accendere il forno a 170° (io ho usato la funzione ventilato).

In una terrina (che conterrà tutti gli ingredienti) sciogliere la maizena nel latte, aggiungere lo zucchero a velo, il cocco, la panna, le uova ed il latte condensato, mescolare e versare il composto nello stampo e cuocere a bagnomaria per 1 ora e 30 (io ho fatto così).

Per il bagnomaria mettere lo stampo in una teglia che lo contenga comodamente, riempirla di acqua calda fino a 3/4 e coprire con la stagnola.

Se vedete che la torta si crepa non preoccupatevi, lasciar cuocere finchè si è uniformato tutto.

Lasciar raffreddare nello stampo e metterla su una grata per la glassatura che preparerete facendo bollire la panna e, fuori dal fuoco, scioglierete il cioccolato.

Far raffreddare la glassa fintanto avrà raggiunto la consistenza, spatolare  i bordi sui quali farete aderire del cocco grattugiato.

Per la chiave di violino (venuta non benissimo, ma basta il pensiero) ho appoggiato la carta da forno sul disegno e con della cioccolata bianca sciolta a bagnomaria (fuoco basso) messa in una sac a poche ho seguito il disegno, ho messo in frigorifero fino al momento della decorazione, la parte sottile si è rotta ed ho dovuto rimediare a modo mio.

Ecco la fetta.

Avendo usato uno stampo più piccolo è avanzato un pò d’impasto col quale ho fatto dei pasticcini  che ho decorato con delle glasse colorate.

La cioccolata bianca avanzata dal decoro (chiave di violino), l’ho fatta sciogliere nella stessa quantità di panna fatta bollire (vedi glassa sopra), l’ho divisa e colorata con i colori alimentari (liquidi) , per il plum cake ho mescolato alla cioccolata un po’ di caffè solubile.

Siccome non si butta nulla, la glassa avanzato l’ho usata a specchio nel piatto, ho liberato la fantasia ed ho appoggiato sopra i dolcetti al cocco.

Allora buona festa a tutti i papà e fate i bravi.


Correva l’anno.

La città era in festa (cliccare sulla foto per i cenni storici), la gente si era riversata sulle strade e nelle piazze, senza conoscersi si abbracciava, l’atmosfera era gioiosa e..in un ospedale della città, forse incuriosita dal frastuono che le giungeva un pò ovattato una bella bambina decise che era giunto il momento di uscire e di lanciarsi anche lei in quella avventura che aveva sentito chiamarsi vita.

Ed è così che quel giovedì (proprio come oggi) io aprii gli occhietti (diciamo che aver immaginato un tot li avrei richiusi subito ;-) ) ma sono ancora qui e continuo a farmi domande, a guardarmi intorno, a fare e disfare, stupendomi nell’avere ancora i sogni, le emozioni di allora.

Ora che sono sulla via del tramonto mi guardo allo specchio ed il contrasto tra quello che vedo e quello che sento mi fa riflettere.

Desideri da bambina, sogni da bambina, spesso anche reazioni da bambina stridono con l’immagine riflessa…..ma non importa, mi metto le scarpe comode, accarezzo Perla ed esco, una passeggiata nei campi e torno come nuova ;-)

…non “così” nuova, questa è una foto di tanti anni fa quando ero un’atleta a tutti gli effetti,

Sono passata dallo sterrato ai fornelli, con lo stesso impegno, lo stesso impeto e lo stesso spirito ribelle…macchevedevodì? Io mi diverto da matti :-D

Ma che compleanno è senza la torta?

Questa è la torta che avevo fatto per la giornata della prevenzione ma, aimeh, in quei giorni ero via…

In pratica è questa, soltanto un pò modificata perchè la volevo rosa, anche se le barbabietole dopo la cottura hanno cambiato colore.

Ingredienti per uno stampo quadrato di 20×20:

  • 300 g di barbabietole precotte grattugiate  (si ricavano da una confezione da 500 g)
  • 100 g di farina di cocco,
  • 200 g di farina di nocciole (ottenuta tritando nocciole e zucchero),
  • 150 g di zucchero,
  • 3 uova,
  • 150 g di kefir,
  • 1/2 bustina di lievito in polvere,

Ingredienti per la glassa:

  • 125 g di cioccolato bianco da copertura,
  • 125 ml di panna fresca,
  • succo della barbabietola q.b. per colorare la glassa.

Ingredienti per la decorazione:

  • marzapane,
  • zucchero a velo,
  • succo barbabietola come colorante,
  • perline di zucchero argentate.

Come fare la torta:

pelare le barbabietole e grattugiarle, metterle in un colino e premere per far scolare il succo, tritare le nocciole assieme allo zucchero ed unirle alle barbabietole strizzate ulteriormente.

Aggiungere il cocco, le uova intere, il lievito, il kefir, versare il composto nello stampo.

Infornare a 160°C. per 10 minuti, alzare poi la temperatura a 180°C. per 40 minuti.

Far raffreddare sulla griglia.

Come fare la glassa:

scaldare a bagnomaria la panna e sciogliere il cioccolato mescolando (attenzione che l’acqua non bolla e che entri in contatto col composto), aggiungere il succo di barbabietola, amalgamare.

Togliere dal fuoco e quando la glassa avrà raggiunto la giusta consistenza versare sulla torta.

Come fare la decorazione:

Lavorare il marzapane con lo zucchero a velo come descritto sulla confezione, colorarlo con il succo e stenderlo col mattarello.

In questo caso ho ritagliato 2 strisce, ho formato il simbolo (potevo fare meglio ;-) ) della prevenzione ed ho bordato con un altra striscia più larga.

Ho decorato con le perline d’argento…..

Ed ora tutte/i accantoalcamino per un brindisi…io vi lascio, vado a fare l’ ‘iperventilazione per spegnere le candeline….. :-D

Questa mattina appena aperta la posta ho trovato questo, grazie Maria :-)


Il benvenuto di Heidy per Blanca…

Voi che spesso vi fermate qui “accanto al camino” conoscete già  Tiziana e Blanca.

Sono nonna e nipote….ma non vivono vicine.

Beh, oggi Blanca arriva e Tiziana, lo so già, è agitatissima…mi sembra di vedere quella luce nei suoi occhi.

Blanca è una fan sfegatata di Heidy…..saputo questo, come se avessimo un filo che ci lega maria61m ed io abbiamo avuto la stessa idea:

fare una torta dedicata a Blanca con Heidy :-)

Certo, ho pensato, mi sono messa in un bel guaio, vista l’esperienza dei messicani col sole a picco che scioglieva i mantelli di marzapane, cosa succederà con la torta di Heidy ? :-(

Un breve giro di telefonate con lei ed il mio destino era segnato…….

Non avendo più scampo..ho seguito come una diligente scolaretta “tutte” e dico “tutte” le sue indicazioni arrivate puntualmente via mail:-)

Occorrente per una torta di benvenuto a Blanca:

  • la solita dose di incoscenza e la solita dose di coraggio,
  • una confezione di pan di Spagna già tagliato in tre parti (se sapete farlo fatelo voi),
  • un vaso di amarene sciroppate (io ho usato  quelle in composta senza zucchero),

Ingredienti frolla da utilizzare per i personaggi:

  • 350 g farina 00,
  • 150 g burro,
  • 100 g zucchero a velo,
  • 1 uovo,
  • 1 bustina di vanillina (vaniglia bourbon 1punta di cucchiaino,
  • 1-2 cucchiai di acqua se necessaria x impastare (non usata).

Come fare:

mescolare la farina, lo zucchero a velo e la vaniglia e formare la fontana sulla tavola,

aggiungere al centro il burro e l’uovo leggermente sbattuto.

Impastare e riporre in frigorifero minimo 1/2 ora.

Preriscaldate il forno a 180° C.

Trascorso questo tempo e, dopo aver riprodotto su carta le figure scelte per la torta, stendete la frolla ad un altezza di 8 mm. c.ca.

Appoggiate sulla sfoglia le sagome e ritagliatele con una lama tagliente (ho usato un bisturi).

infilate sul fondo degli stuzzicadenti che vi permetteranno di mettere in “piedi” le vostre sagome.

Infornate per c.ca 15/20 minuti.

Per la farcia:

  • 4oo g. ricotta mista,
  • 200 g. panna fresca,
  • 120 g. zucchero,
  • 2 fogli colla di pesce.

Prepariamo la farcia:

montare ricotta e zucchero, aggiungere la colla di pesce ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta su fuoco dolce con due cucchiai di latte ed infine la panna montata, mescolando delicatamente.

Componiamo la torta:

separare gli strati di pan di Spagna (campione del mondo di calcio :-) ),

prepararli già sul piatto di portata e far posto in frigorifero (passaggio INDISPENSABILE :-) ),

bagnare gli strati di pan di Spagna con lo sciroppo delle amarene diluito con acqua (se usae quello zuccherato), farcirli con la crema, adagiare uno strato di amarene, coprire, farcire un’altra volta con amarene comprese e chiudere.

Stringere la torta con un cerchio richiudibile (quello usato per i cheesecake per intenderci) e riporre in frigorifero.

Trascorse due ore c.ca, prepariamo la crema al burro per glassare la nostra torta e prepararla ad accogliere i nostri personaggi illustri :-)

Seguiamo le indicazioni di Maria per una riuscita perfetta…..:

*Importante per le proporzioni: perche’ la crema riesca bisogna rispettare le proporzioni di 2-4-8, ovvero se 2 e’ il peso degli albumi, va usato il doppio del loro peso di zucchero semolato ed il quadruplo del loro peso di burro.*

Ingredienti (pesati secondo la spiegazione ):

54 g di albumi (circa 2),
108 g di zucchero semolato,
216 g di burro ammorbidito ma non sciolto,
un pizzico di sale,
vanillina (vaniglia bourbon).

Facciamo l’ultimo sforzo..la glassa, la prima parte del lavoro va fatta a bagnomaria:

versare gli albumi con il sale in una ciotola e montarli con una frusta.

Appena gli albumi sono spumosi aggiungere, sempre sul fornello, lo zucchero e continuare a montare per almeno 5 minuti, finche’ la meringa sara’ lucida e lo zucchero completamente sciolto.

Togliere la ciotola dal bagnomaria, aggiungere poca vanillina e continuare a montare finche’ la meringa non si e’ raffreddata.

Aggiungere il burro con la frusta in funzione, un pezzetto alla volta, finche’ la crema sara’ ben montata e spumosa.

A questo punto la crema è pronta all’uso e puo’ anche essere colorata.

Il giudizio dell’ “assaggiatore”: buonissima..ed ha mangiato 4 (quattro) fette……personaggi a parte è una torta da fare anche usando altra frutta….ancora grazie a Maria che mi ha fatto scoprire questa crema/ricotta :-)

Con questa torta partecipo all’iniziativa di Albertone


Torta yogurt, arancia e cioccolato..senza farina, prima prova maldestra di MMF.

Stimolata dalla chiacchierata con Maria e vista la sua ricetta del MMF al cioccolato che ha postato questa mattina, mi è venuta voglia di “rispolverare” questo mio primo esperimento con MMF risalente all’anno scorso.

Non conoscevo ancora Maria ed a quei tempi avevo preso la ricetta sia del MMF che della crema al burro qui, ora che Maria c’insegna ad usare il magico microonde il procedimento sarà brevissimo e facilissimo, io di certo sarò invogliata a fare altri esperimenti :-).

La torta base l’ho trovata in un libricino storico che mi ha sempre seguita nei traslochi.

L’interesse era nato dall’assenza di farina e burro e dalla presenza del riso e dello yogurt che amo particolarmente nei dolci.

La mezza arancia l’ho ottenuta tagliando a metà una sfera di polistirolo che ho rivestito con la pellicola, ho appoggiato sopra il cioccolato bianco fuso a bagnomaria e colorato con colori alimentari (steso su carta forno per farlo rapprendere leggermente), con uno stuzzicadente spuntato ho simulato la rugosità della buccia ed ho riposto in frigorifero, l’ho sformata delicatamente rimuovendo la pellicola.

Le piccole murrine le ho fatte col marzapane avanzato dalla mia prima torta mimosa.

Ho coperto la superficie (irregolare) con una crema al burro, ed ho steso la copertura in mmf, per lucidare i particolari ho usato il tortagel.


Ingredienti per la torta:

  • 100 g. riso (ho usato l’originario),
  • 3 dl latte,
  • 100 g cacao amaro,
  • 1 arancia,
  • 5 tazze di yogurt,
  • 150 g zucchero,
  • 5 uova,
  • 1 cucchiaio di rum,
  • 1 pizzico sale.

Procedimento:

mettere a scaldare il latte, versare il riso e cuocerlo, a metà cottura aggiungere 50 g. di zucchero.

Far raffreddare in una terrina, aggiungere il cacao e lo yogurt e, lavorando con la frusta, inserire lo zucchero rimasto, i tuorli ( uno alla volta) ed alla fine la crema di riso.

Amalgamare bene e grattugiare la buccia d’arancia, la polpa tagliata a pezzetti, il rum ed il sale, incorporare delicatamente gli albumi montati a neve ferma.

Ottenuto un composto omogeneo, versarlo in una teglia (26 cm.) imburrata (io uso la carta forno), cuocere a 200° x 40′, controllare che non si cuocia troppo la superficie.

Questa era la mia prima mimosa:

MMF e crema di burro a parte questa torta può diventare con alcune sostituzioni perfetta per chi è intollerante o che è a dieta.

Il latte di soia – riso – avena – mandorle può sostire il latte normale.

Il cacao può essere sostituito dalla farina di carruba.

Lo zucchero dal fruttosio, dal miele, dallo sciroppo d’acero, dal malto ecc.

Buon pomeriggio!!