Se dovessi scegliere un aggettivo per questo Aprile, sceglierei: Indeciso, neanche lui sa più cosa fare, a volte, con una raffica di vento gelido, ci riporta nell’inverno, poi ci avvolge nel caldo abbraccio di un raggio di sole e ci porta a vedere i prati coperti di nontiscordardi me, tarassaco, viole, primule e ci dà l’ illusione della primavera, poi scarica dal cielo secchiate d’acqua e ci riporta nell’autunno più malinconico…
Ma non è solo lui l’ indeciso, c’e anche il governo, neanche il governo sa cosa fare e dove andare.
Sapete che non amo scrivere di politica perchè sono ignorante in materia ma da cittadina semplice mi accorgo di vivere in un Italia lasciata al suo destino.
Ma abbiamo i saggi… e sorrido, pensando a Crozza quando, imitando il nostro presidente in vestaglia, ha letto una saggia proposta (finta ovvio): in estate bevete molta acqua e mangiate molta frutta e verdura… e meno male dai che ci sono i saggi, e le sagge? Le sagge sono arrabbiate.
E mentre succede tutto questo in Italia le persone muoiono, in tanti modi ma quella che mi fa più paura è la morte interiore, la voglia di lasciarsi andare, e qui mi fermo e parlo della mia indecisione.
Apro? Non apro? Chiudo? Apro, chiudo? Diciamo che lascio socchiuso, se ci fosse ancora la mia dolce Maria, mi direbbe: questo silenzio è assordante, è vero, non credo che esista nulla di più eloquente del silenzio stesso.
Eloquente perchè il silenzio è chiacchierone , dà infinite possibilità di interpretazione: nei silenzi ognuno di noi può leggervi ciò che vuole, la propria storia, le proprie idee, i propri pensieri, la propria voglia di stare in silenzio.
Il silenzio degli altri lo si può usare per dire le nostre cose, sempre pensate e mai dette, lo si può usare per muovere dei rimproveri, trovo che il silenzio sia un grande mezzo di comunicazione.
Mannaggia, mi sono accorta che sto nuovamente filosofeggiando, e pensare che sono qui per una ricetta, non mia ma di Elga.
Cosa c’entra una torta con questa premessa, vi chiederete voi? C’entra, c’ entra, ieri un mio amico mi ha detto che nulla succede per caso e questa torta mi ricorda i tempi in cui non avevo il blog, i tempi in cui mi stavo approciando al web.
Ero fresca di corso Word, avevo anche un diploma ma non ne capivo nulla. Cercando una ricetta sono capitata in un forum.
In questo forum erano iscritte anche delle Blogger che, per partecipare a qualche contest o raccolta, avevano dovuto iscriversi al forum senza poi partecipare attivamente al forum essendo impegnate col loro blog.
Mi piaceva Elga e, come succede alle principianti, anch’io avevo il mio esempio da seguire, imitare e così, ogni volta che passava a mettere una ricetta, io correvo a guardare e nel dicembre del 2008 decisi di rifare questa sua torta.
Ricordo ancora lo scervellamento per la decorazione, volevo fare colpo, ero una principiante orgoglioa ed ambiziosa.
Timidamente le scrissi e le mandai la foto, è mancato che gliela chiedessi indietro con l’autografo.
Cosa c’entra col post, vi continuerete a chiedere, ora ci arrivo:
mesi fa mi ritornò alla mente questa torta e mi venne voglia di rifarla, digitai su Google il nome del blog: Semi di Papavero e mi comparve la scritta: blog rimosso dall’utente, il nome… non è disponibile bla bla.
E pensai: ma perchè? Io non la seguivo regolarmente però la stimavo e mi piaceva andare a curiosare tra le sue foto, le sue ricette, i suoi racconti di vita che, ultimamente, erano sempre meno sereni.
Peccato che abbia eliminato il blog, pensai, è davvero un peccato e poi pensai di digitare il titolo della torta e la trovai, su un aggregatore e lo benedii.
Spesso mi sono lamentata degli aggregatori, ritenendoli un pò sciacalli ma mi sono ricreduta, e pensate che è soltanto merito di un aggregatore se oggi posso recuperare i miei post andati perduti (si, Paolo, ho tentato anche di salvare il blog ma mi sono ritrovata con dei geroglifici incomprensibili…)
Ci sarà qualcuno al mondo che, ho pensato, avendo voglia di fare una mia ricetta viene qui, la cerca, la stampa e la provi?
Ci sarà tra il mio pubblico anche chi viene per leggere le ricette, prendere spunti e idee?
Torta alla spremuta di arancia
Ingredienti per l’impasto:
- 230 gr di farina,
- 230 gr di zucchero,
- 230 gr di burro,
- succo di 1 arancia non trattate,
- 4 uova,
- 2 bustine di lievito,
- sale.
Come fare:
preriscaldare il forno a 180°C.
montare lo zucchero con le uova finchè non diventano gonfie e chiare, unire il burro sciolto precedentemente a bagnomaria, la farina setacciata a cucchiaiate e il sale.
Sciogliere il lievito nel succo d’arancia e, quando al reazione chimica sarà terminata, aggiungerlo all’impasto.
Versare in una teglia imburrata e infarinata e cuocere per 30 minuti.
Ingredienti per la glassa all’arancia:
- succo d’arancia,
- zucchero a velo,
- acqua,
- buccia d’arancia (io l’ho rigata col rigalimoni) .
Ingredienti per la glassa la cioccolato (mia decorazione):
- cioccolato fondente,
- buccia d’arancia rigata col rigalimoni.
Come fare la glassa all’arancia:
sciogliere lo zucchero a velo con il succo d’arancia sul fuoco, quando si sarà ridotto, versarlo sulla torta raffreddata.
Come fare la glassa al cioccolato:
ai tempi di questa torta non avevo esperienza ed ho semplicemente sciolto il cioccolato a bagnomaria, aggiungendo, alla fine, i filini di scorza d’arancia.
Concludo con un pò di musica, cosa c’è di meglio per rompere il silenzio?






































