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Scene da una Pasqua.

Le mie impronte sulla neve-001

Mi è sempre piaciuto essere la prima ad aprire un varco sulla neve fresca, come essere la prima ad aprire un varco sulla superficie del mare calmo.

Torna sempre la natura nei miei post, lo so, per cui immaginate la mia gioia, la mattina di Pasqua in Austria, quando, complice il cambio d’ora, mi sono svegliata col buio e mi sono avventurata nei dintorni dell’albergo, in accappatoio, con le ciabatte che, a turno, rimanevano nelle orme.

Me ne accorgevo tardi perchè avevo i piedi così freddi da non sentirli più.

Cuore neve asfalto-001


Muffins al caffè per festeggiare i 3 anni di ♥accantoalcamino♥… che li dimostra tutti…

muffins finiti-2 n

3 anni fa, il 14 gennaio del 2010 alle 6 e 58 minuti, pubblicavo il mio primo post, questo: Pane, fichi e alloro, che rimane il post che amo di più, per la ricetta, i significati e la sua storia…

Wordpess mi ha ricordato che il blog l’avevo aperto il giorno 11 ma il debutto in società è avvenuto il 14, dopo aver pensato un pò sul da farsi.. Ed ho fatto…

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, il blog è lo specchio della nostra personalità, inutile nascondersi dietro a un dito, prima o poi la personalità di chi è dietro allo schermo viene fuori… E allora, io sono questa…

Il blog è come un figlio, mi disse un giorno una conoscente, ed è vero, per me è così e se vale il detto: el fruto no casca lontan de l’albero, accantoalcamino mi assomiglia, è ribelle, sensibile, irruento, impulsivo, appassionato, forte, determinato, caparbio, accantoalcamino è così, affascinante… Come me.

Probabilmente con una madre diversa e con le potenzialità che ha, accantoalcamino avrebbe più follower, più visibilità, più “amici” ma accantoalcamino ha scelto, dopo aver percorso alcuni tratti in autostrada o su statali trafficate, aver visitato metropoli e grandi città,  di incamminarsi verso un sentiero di montagna, in salita, uno di quei sentieri che portano agli alpeggi, alle vecchie baite, dove si trova sempre un camino da accendere, attorno al quale sedersi a parlare, a scaldarsi, a cucinare qualcosa di buono, magari preparato con le poche cose trovate lungo il percorso e dove, dopo che se ne sono andati tutti, prendere in braccio Perla e creare favole osservando le danze del fuoco nel camino…

Si sa, in baita le stanze sono poche e piccole, accantoalcamino si riesce a stare in pochi ma stando stretti ci si scalda, con la complicità, l’amicizia, la condivisione.

Accantoalcamino ci sono, dopo 3 anni, tanti Amici fidati, ognuno di loro ha la propria vita ma non ha paura di salire di tanto in tanto fin quassù per prendersi un momento di pausa.

Voglio bene a questi Amici, tutti diversi da me per interessi e caratteri, mentre io cucino qualcuno di loro discute di politica (e ne hanno ben d’onde ), qualcuno sferruzza, ricama, disegna, dipinge, compone versi o scrive racconti.

Altri accudiscono il lievito madre, altri scattano fotografie, altri ascoltano musica, altri fanno yoga, altri mi aiutano a sfornare biscotti…

Ed è a questi Amici che dedico questo post, anche a quelli che non hanno un blog, quelli che non commentano mai o raramente, non faccio nomi ma loro sanno già che sono accantoalcamino con me ed io li ringrazio col cuore perchè è anche merito loro se oggi, quando chiedo ad accantoalcamino: cosa farai da grande, lui mi risponde: andrò dove mi porterà il cuore…

Alpeggio Montasio Perla

Ed ora, tutti accantoalcamino a festeggiare, c’è una tazza di the e qualche pasticcino, anche questi, foto  e ricetta (ispirata da Nigella) fanno parte di “quel” passato.

Sono dei muffins al caffè, quando ancora non sapevo che tutto ciò che si mette nel piatto dev’essere commestibile… Quindi, i fiorellini di mimosa non mangiateli, vi raccomando ♥

ing muffin n-001

Ingredienti per 11 muffins medi e 16 mini:

Ingredienti secchi base:

  • 250 g. farina 00,
  • 2 cucchiaini di cremortartaro (nei negozi di alimenti naturali),
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato,
  • 175 g. zucchero,
  • 2 cucchiai di cacao amaro.

Le mie aggiunte agli ingredienti secchi:

  • 2 cucchiaini di caffè solubile,
  • 100 g. di cioccolato bianco a scaglie.

Ingredienti liquidi base:

  • 250 ml latte (200 + 50 ml di caffè espresso),
  • 90 ml olio di semi di mais,
  • 1 cucchiaio estratto di vaniglia,
  • 1 uovo.

Ingredienti per la glassa dose intera, io ho dimezzato:

  • 175 g di cioccolato bianco,
  • 75 g di burro,
  • 1 cucchiaio di caffè solubile.

collage muffin caffè

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C., mescolare in una terrina gli ingredienti solidi della prima parte, mescolare ed unire gli ingredienti liquidi, non è necessario mescolare a lungo.

Versare il composto negli stampi da muffins e cuocere a 200° x 20′, i mini li ho fatti cuocere dopo x 10′.

Come fare la glassa:

sciogliere a bagnomaria (attenzione che l’acqua non bolla) il cioccolato, il burro ed il cucchiaio di caffè.

Mettere i muffins su una grata e versare la glassa, i mini li ho bagnati con una pennellata di albume (l’uovo era freschissimo), passati nel cocco e nella granella di zucchero.

chiave caldera muro-001

Nessun rimorso, nessun rimpianto, soltanto forti emozioni accantoalcamino, quelle che mi fanno sentire viva… Tutto il resto è … Scotto

Grazie ♥


Gamberi in crosta di vermicelli di riso: per chi ha nostalgia delle feste e qualche ♥Frammento d’Austria♥…

vermicelli di riso fagottini pronti-001

Buon giorno, sono tornata, con il mio solito mal d’Austria che mi avvolgerà ancora per qualche giorno.

Mi sono accorta che non ho pubblicato nessun menù per le feste, per dir la verità  avevo pensatodi spulciare un pò il blog alla ricerca di qualche idea di  menù per le feste e ne avevo trovate, eccome… Beh, vorrà dire che ho già un compito per dicembre 2013.

Comunque, anche a Casa Ello c’è stato un cenone, anzi, un cenino: capesante gratinate, semplici, semplici, poco pane grattugiato, un leggero profumo d’aglio (passando lo spicchio sul guscio), parmigiano, sale affumicato, pepe verde, un giro d’olio evo e via in forno funzione grill fino a crosticina.

Seguite da vermicelli di riso allo scoglio, biscottini al cocco preparati nel pomeriggio (ricetta che ho “ereditato”) intinti da ello nello spumante, bastoncino luminoso effervescente, bacino a Perla e nanna.

collage gamberivermicelli riso-001

Questo piattino l’ho fatto il 1 dell’anno, avevo in programma i Calgionetti e, per farmi perdonare l’inevitabile caos previsto in cucina, ho preparato qualche stuzzichino

L’idea di rivestire i gamberi con i vermicelli di riso mi era venuta tempo prima; avevo abbondato con la pasta e così l’ ho condita con un filo d’olio evo, un pò di sale affumicato e vi ho avvolto dei gamberi, provo, mi sono detta.

Il lardo ( di Sauris) l’ho aggiunto poi, solitamente i gamberi li faccio a “caramella” (vecchia idea rubata a Tisseilavatalemanitessoro?), avvolgendoli prima nel lardo o speck o prosciutto crudo, poi nella pasta sfoglia (qui nella brisè con presentazione rustico/raffazzonata).

vermicelli di riso teglia-001

Li ho cotti, funzione grill a 200°C. controllando la crosticina, poi li ho girati con una pinza (solo quelli con i vermicelli) ed ho completato la cottura, li ho serviti su un letto di rucola condita con olio evo, sale affumicato e aceto balsamico ai lamponi, tutto qui.

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Ed ora riprendo da dove avevo lasciato, dalla piscina dell’albergo, da questo posto che è ormai diventato, per ello e per me, la vacanza, il relax.

Qui si stacca davvero la spina, non è adatto però a chi sogna una vacanza a Ibiza con stravolgimento del giorno e della notte, non è adatto a chi pensa ad un’Austria inondata da fiumi di birra, montagne di crauti, würstel, wienerschnitzel, Leberknödel e quant’altro, non è adatto a chi non saluta mai perchè, invece, qui sarete avvolti da una pioggia di: grüss gott, guten morgen, mahlzeit, guten tag, guten nacht ecc, vi potrà capitare di essere salutati dalla stessa persona nel giro di pochi minuti.

Gli italiani si riconoscono subito proprio pechè non salutano mai, non rispondono mai se non con un grugnito o uno sillabare incomprensibile tipo kfuhgkudgh, tutto rigorosamente senza  accennare un sorriso…

Non è adatto a chi non è puntuale e non è educato e rispettoso delle regole altrui: si cena dalle 17 e 30  alle 19.

Quest’estate ho assistito ad una scena imbarazzante: una coppia italiana è arrivata a cena alle 19 e 30, noi eravamo ancora a tavola solo per chiacchierare  e l’ avevano già apparecchiata per la colazione, l’uomo ha inveito contro la cameriera ed è andato a prendersi da solo le posate, il tovagliolo ecc… però ha dovuto farsi dei panini perchè non gli hanno “servito” nulla, quindi, se cenate alle 20/21 non andate al Kurzentrum  , se scegliete la mezza pensione potete andare al ristorante, Villaco dista soltanto 7 km. ed offre molte alternative, una è il  Villacher Brauhof che è il ristorante attiguo al Birrificio Villacher, lì si può mangiare ciò che si desidera tutto il giorno, c’è una sala non fumatori e, d’estate, un’ampio spazio esterno, non fateci caso se vi saliranno sul tavolo pei passerottini, basta dargli una briciola e loro sono felici♥

Il Kurzentrum è adatto a chi vuole ritornare ai ritmi della natura, la piscina è aperta dalle 6 di mattina (a parte mercoledì e sabato che apre alle 8 per pulizie) alle 22, la zona sauna apre alle 13, il sabato e la domenica alle 10.

Per le signore che non amano la promiscuità e desiderano la privacy, la sauna è aperta solo per loro il mercoledì pomeriggio.

Si fa colazione dalle 7 alle 9 e 30, le fami ataviche trovano piena soddisfazione tra i banchi del buffet:

collage Bad colazione-001

Questo si chiama Kurzentrum , se volete saperne di più, cliccare sul link, c’è anche il servizio di richiamata per chi temesse i costi delle telefonate all’estero.

Se chiamate, chiedete della Signora Cristina, parla perfettamente italiano ed è di una gentilezza e pazienza squisite.

Per oggi è tutto, tornerò sull’argomento, ho ancora molte foto da condividere e anche altro su questo posto meraviglioso.

io terme-001

Io piscina Bad sera.

Lo scatto appartiene a ello, che non ha un grande talento fotografico  Vi lascio con altri suoi virtuosismi fotografici, alle mie rimostranze ha risposto così: ma ti muovevi

collage Bad virtuosismi fotografici-001

Ah, dimenticavo, se doveste andare in macchina, fatelo tranquillamente, qui la benzina costa così (fotografata il 4 gennaio 2013 a Villaco):

Austria prezzi benzina e gasolio-001

Prezzi benzina, gasolio Austria 4 gennaio 2013 (???)


Calgionetti Fritti, Bolliti, Al Forno: prove tecniche di Calgionetto perchè… Un Calgionetto è per sempre…

Cagionetti fritti piatton-001

Non c’è diamante che tenga, non ci sono né pietre né metalli preziosi che possano eguagliare le emozioni che provo mentre m’ intrufolo curiosa ed appassionata nelle cucine degli altri.

Non paga di emozionarmi al cospetto delle tradizioni del mio Friuli Venezia Giulia, ho anche il coraggio di intromettermi nelle tradizioni altrui… Chiedo venia se, ignorando tempi e modi, oso giocare con le vostre ricette, se mi permetto di aggiungere, togliere, modificare.

É lo stesso che accade quando rotoliamo un tartufino di cioccolato in qualche ingrediente, mentre rotola si ricopre di cocco, cacao, zucchero ecc.

Questa ricetta, che mi ha inviato l’amica Anna (quella dei bisottini al mosto cotto), la facevano sua nonna e le sue zie (ultranovantenni) che vivono nella Sabina.

É originaria dell’ Abruzzo ed io, proprio come un tartufino l’ho fatta rotolare un pò qua e un pò là ed è arrivata sul piatto arricchita di variegati sapori, c’è un pò di sud, un pò di nord, c’è un pò di impero austro ungarico,  è avvolta di ingredienti preziosi:  l’amicizia, di Anna, di Maria.

Ferri per ferratelle-001

Ho voluto inaugurarli assieme, il primo giorno dell’anno e… Se vale il proverbio «quello che fai il primo dell’anno lo fai tutto l’anno» io ho già messo una bella ipoteca sul futuro: cagionetti e ferratelle fino a dicembre e, come ho scritto l’anno scorso: io speriamo che me la cavo

collage Cagionetti bolliti-001

Avevo preparato il ripieno, che si conserva perfettamente in congelatore, tempo fa, la ricetta risale invece a molti mesi prima ma, per questo tipo di ricette sono il tempo e la pazienza gli ingredienti indispensabili e quindi, ho dovuto attendere di avere a disposizione tutti e 2.

La pasta l’ho preparata il giorno prima ed è proprio la pasta, che per altro non conoscevo ad essere una piacevole scoperta, forse è l’ averla fatta riposare ma l’ho trovata particolarmente malleabile, elastica, Anna mi aveva detto essere una pasta soggetta a rompersi, a me non è successo.

Ho voluto provare a fere le 3 versioni, fritti perchè la ricetta nasce così, al forno perchè Anna, per la famiglia, vorrebbe evitare le fritture ed infine bolliti perchè mi piacciono molto gli Strucchi bolliti.

Ho adoperato, per tutte 3 le versioni la pasta con uguale spessore, sottile (penultima tacca della nonna papera).

Ho fatto metà dose e non l’ho adoperata tutta quindi, se volete mangiare qualcosa di sublime (alla Bigazzi), prendetevi, magari a carnevale, un intero pomeriggio, coinvolgete parenti e amici e datevi alla sfrenata produzione di calgionetti (Anna li chiama così).

La ricetta, come quella per i biscottini al mosto cotto di giorni fa è copia-incollata dalla mail di Anna, con lo stesso stile gajardo che perdurerà anche per tutto il 2013, contempla la versione originale, cioè calgionetti fritti.

collage pasta cagionetti-001

Ingredienti per la pasta:

  • gr. 250 olio evo finissimo,
  • gr. 250 vino bianco secco,
  • farina bianca quanta ne occorre per un impasto sodo.

Ripieno cagionetti-001

Ingredienti per il ripieno:

  • un litro di mosto cotto,
  • gr. 300 mandorle,
  • gr. 100 zucchero semolato,
  • gr.100 cedro candito,
  • gr. 100 gherigli di noce,
  • cannella in polvere,
  • castagne (o ceci)  lessate.

Ingredienti vari:  

  • olio d’oliva x friggere (olio semi di arachide),
  • zucchero semolato o vanigliato,
  • cannella in polvere.

collage cagionetti forme-001

Come fare:

scottare in acqua bollente le mandorle e le noci, pelarle e farle tostare nel forno, poi tritarle finemente.

Versare in una casseruola il mosto cotto e porla sul fuoco: quando il liquido sarà ben caldo aggiungere le mandorle, le noci e un pizzico di cannella.

Mescolare bene, poi unire tante castagne lessate e schiacciate (o ceci), quante ne occorrono per ottenere una crema densa; levarla allora
dal fuoco, unire lo zucchero ed il cedro tagliuzzato.

Mescolare accuratamente e porre il recipiente in frigorifero x qlche ora, affinchè il composto indurisca bene.

Versare in una capace ciotola l’olio e il vino aggiungere la farina bianca tanta quanta ne occorre per ottenere un impasto sodo.

Mettere il composto sulla spianatoia e lavorare a lungo la pasta senza più aggiungere farina (io ho adoperato il robot da cucina) stendere quindi con il matterello un sfoglia sottile (ho adoperato la nonna papera manuale).

Sistemare sulla sfoglia tanti mucchietti di ripieno e fare i calgionetti, cioè a forma di tortelli rettangolari (qui io ho giocato con le forme e con i ferri da ferratelle).

Cagionetto bollito piatto-001

Calgionetto bollito condito con burro chiarificato, semi di papavero, zucchero a velo e cannella.

Friggerli in buon olio d’oliva (di arachide) nn troppo bollente senza farli colorire. Scolarli ed adagiarli su carta assorbente. Quando saranno tutti pronti collocarli su di 1 piatto di portata e cospargerli di zucchero e canellla in polvere.

Si servono sia caldi, tiepidi o freddi.

collage cagionetto al forno-001

Versione al forno: 180°C. per 20/25 minuti, spolverizzato zucchero a velo e cannella..

Variante: si preparano anche con ripieno di cioccolato usando gr 200 di cioccolato sciolto in acqua – gr. 150 di mandorle tostate e tritate finemente, scorza d’arancia a pezzetti , marmellata di uva, mossto cotto e cannella in polvere.

Far gelare il ripieno prima di usarlo, proseguendo cm indicato nella ricetta.

(Che ne dici? Laboriosa ma …. mmmhhh!!! Pregusto mentalmente …) Anna sono FAVOLOSI!!

A Viterbo si fa il Pan del Vescovo e questa già te la inviai x ora vado che è tardi.

Tornero con il Pan Giallo …

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Non so se è esatto chiamarli calgionetti ma Anna scrive così e io posso modificare qualcosina ma non stravolgere il nome.

Vi saluto, tra poco partiamo per qualche giorno, l’Austria ci attende, Perla avrà un’adorabile Cat-Sitter che la accudirà amorevolmente, a presto.

Piscina Bad Bleiberg-001


Millefoglie di Mela Kanzi, Zucca e Panettone Loison, la dolcezza di un regalo inaspettato…

millefoglie zucca mela kanzi nuovo-001
Nonostante il danno subito in novembre, hanno trovato comunque il tempo di avere un pensiero per chi ci segue con affetto, queste le parole della Signora Eleonora quando ho telefonato per ringraziare.collage Pacco Loison millefoglie-001Questo regalo inaspettato mi ha commossa, sono rimasta incantata dall’eleganza e dalla cura della confezione , quel  “diamante” incollato sul coperchio poi, meraviglioso, ditemi voi se non è incantevole…

Loison partnuovo-001

Non era in programma, in questi giorni non so se è il tempo ad essere tiranno o sono io che non so organizzarlo (credo la seconda che ho detto) ma è stata l’occasione perfetta per riunire in una ricetta gli ingredienti che piacciono a me: la Mela Kanzi che ho avuto la fortuna e ribadisco fortuna di scoprire a Identità Golose  che sono diventate le Mie Mele, la zucca, in questo caso la Butternut Rugosa detta anche Zucca Violina, la cannella che mi ha garantito la gioia di assaporare un dessert da sola senza le interferenze di ello e, dulcis in fundo… Briciole di panettone al mandarino contenuto nel pacco Loison che ho tostato in forno.

collage Millefoglie Panettone-001

Ingredienti:

  • 2 mele Kanzi (la ricetta prevede Red Delicius e Granny Smith),
  • la parte più sottile di una Zucca Violina,
  • 200 g. di zucchero,
  • il succo di 1 limone,
  • crema alla cannella (vedi sotto)*,
  • purea di mela ottenuta mettendo le fette di mela in un pentolino con un cucchiaio d’acqua e, se volete, 1 cucchiaio di zucchero (omesso) .

Ingredienti per la crema alla cannella:

  • 250 ml. di latte (anche di soia, riso ecc.),
  • 1 stecca di cannella,
  • 2 tuorli,
  • 60 g. di zucchero,
  • 30 g. di farina (io ho adoperato la farina di tapioca).

Come fare:

preriscaldare il forno a 100°C. funzione ventilato.

Tagliare le mele e la zucca a fette di 4 mm., (se avete l’affettatrice il risultato sarà perfetto), irroratele con il succo di limone, disporle su una teglia e spolverizzarle con lo zucchero, (io ho lasciato la buccia alla zucca per una questione “estetica” ma è meglio toglierla se si adopera questo tipo di zucca rugosa).

Infornare per 1 ora, dopo mezz’ora girare le fette, nel frattempo preparare la crema alla cannella mettendo in infusione nel latte caldo la stecca di cannella per il tempo necessario a farlo insaporire, lasciar intiepidire.

Lavorare i tuorli con lo zucchero e renderli spumosi, setacciare nel composto la farina e mescolare, unire il latte a poco a poco e cuocere a fiamma bassa finchè la crema sarà densa.

Comporre il piatto alternando le fette di mela e zucca e tra ogni fetta mettere un cucchiaio di crema alla cannella, uno di purea di mele e briciole di panettone.

Questa ricetta può essere modificata per chi è vegano o celiaco, per i primi basta eliminare i tuorli, la crema non ne risentirebbe e per il latte ho già indicato le sostituzioni, per i celiaci è perfetta così perchè ho adoperato la farina di tapioca che a sua volta può essere sostituita con le altre farine permesse dal prontuario (informazioni qui)

millefoglie zucca mela kanzi 2 si n-001

Pasta con crema di Peperoni di Elena.

Rifatte senza glutine: Pasta con crema di Peperoni di Elena, ma che bontà!!!

Simil – Garganelli con farina di grano saraceno e farina di tapioca fatti con le mie manine

Io, pur amando la pasta di mais ho voluto provare a fare da sola una pasta senza glutine, se avessi avuto la farina di riso avrei adoperato quella ma anche la farina di tapioca ha svolto bene il suo compito, temevo una certa “durezza” anche dopo cotta dato lo spessore volutamente grosso per mantenere la forma di simil-garganello.

Consistenza e sapore inaspettatamente perfetti, in bocca la sensazione di mangiare velluto, da rifare, anche semplicemente facendo una tagliatella, dei pizzoccheri ecc.

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 spicchi di aglio (1),
  • ½ cipolla bianca (rondelle di porro),
  • 2 peperoni rossi (1 rosso, 1 giallo),
  • 2 pomodori medi maturi(altrimenti una scatola di polpa di pomodoro o pomodoro pelato fatto a pezzi), (1 cucchiaio di concentrato),
  • 1 confezione di panna da cucina ( nel 2012 queste sono senza glutine: yochef Parmalat e Chef Leggera Parmalat) o panna liquida fesca (quella da montare naturale, senza nessuna aggiunta di zucchero) oppure latte (omessa),
  • 1 ciuffo di basilico,
  • sale,
  • pepe (peperoncino),
  • olio e.v.o. quanto basta,
  • 400 g di fettuccine (io ho usato quelle senza glutine della Bioalimenta, buonissime; ne ho messe un po’ di più dato che un po’ squagliano nell’acqua di cottura), (garganelli con farina di grano saraceno e tapioca fatti in casa).

Rifatte senza glutine: Pasta con crema di Peperoni di Elena, ma che bontà!!!

Ingredienti per i simil-garganelli:

  • 70 g. di farina di grano saraceno con spiga,
  • 30 g. di farina di tapioca con spiga,
  • 1 cucchiaio d’olio evo,
  • 1 pizzichino di sale,
  • acqua q.b. per ottenere un impasto lavorabile.

Come fare i simil-garganelli:

io ho messo le farine, l’olio e il sale nel robot da cucina e ho aggiunto a poco a poco l’acqua necessaria ad ottenere un impasto elastico (ricordiamo che senza glutine è meno facile), ho formato la palla e l’ho messa sotto ad una tazza a riposare una mezz’oretta.

L’ho tirata poi con la nonna papera fino al numero 4, l’ho passata al rigagnocchi, ne ho ricavato dei rettangoli, li ho spennellati con albume (si può usare acqua (per i vegani) e li ho arrotolati diagonalmente.

Li ho cotti, al solito, in acqua bollente salata.

Rifatte senza glutine: Pasta con crema di Peperoni di Elena, ma che bontà!!!

Come fare la crema di peperoni:

per la ricetta originale vi mando da Elena io, non avendo pomodori freschi né pelati, li ho sostituiti con il concentrato diluito nell’acqua bollente, ho usato il porro al posto della cipolla e sostituito un peperone rosso con uno giallo per schiarire il colore al posto della panna.


Accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Salutiamoci, accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Considerai il mare

la spuma su gli scogli

le grida dei gabbiani

la scia dei mari

gli orrizzonti e le partenze

e i misteri suoi

e coste attese, bianche di sale e di calcare.

 

Considerai dunque i monti

sentieri lastricati

di Fatica e di sudore

e cime nascoste

dall’abbagliar del sole

i loro Fianchi crudi

addolciti dal virgineo bianco

che la neve dona

 

Mi persi quindi nell’universo

troppo grande per terreni sogni

Ma accessibile a menti

capaci di volare

come coperta mi avvolsi

nel notturno cielo

e mille stelle ardenti

scaldarono il mio sonno.

 

Ma questo non bastava

a spegner l’ansia

a cancellar dal Fondo

l’ombra di nostalgia,

quel velo di tristezza

unica amica mia.

 

Ma venne un grande sogno

che l’immane arso giardino

di Pioggia benedì

e risorsero  Fiori

e l’erba si svegliò

si dipinse di dolce verde il deserto,

sabbia negli occhi miei

Considerai allora l’amore

e Fu mare monti e universo

Fu tristezza e gioia

Fu fiori e pioggia, e sangue e miele

e Libera l’anima mia pianse

tutto il buono che era in lei-

 

per Libera

che il tuo viaggio sia dolce

come il tuo ritorno – ti amo

Non riuscirò mai a scindere la mia vita, i miei pensieri, le mie emozioni dalla mia cucina e conseguentemente da questo blog, ogni volta che mi metto ai fornelli per preparare qualcosa non so perchè, ma quel qualcosa  mi accende un fuoco, non so spiegarlo, qualsiasi cosa io mi accinga a preparare mi fa fare un balzo nel passato.

Sarà che nel mio volutamente solitario modo di vivere i ricordi mi fanno compagnia, ma è per questo che io non mi sento mai sola, da sola…

Questo post nasceva diverso e lo sarebbe stato, forse (d’obbligo), se avessi trovato le castagne secche ma, giustamente, la commessa del negozio  mi ha detto: sono appena arrivati i nuovi fichi secchi, per le castagne ci vorrà ancora un po’.

Però se non faccio la ricetta non ho la foto… Già, la foto, ma la foto non serve, secondo me si riesce a vedere di più tra le righe di questo post che in una foto, anche se, appena trovo le castagne secche di questo raccolto  la farò.

Salutiamoci, accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Foto presa da questo sito (Presidio Slow Food)

Per farla andrò dallo zio e noleggerò il suo spolert, metterò le castagne secche in un tegame di coccio, le coprirò d’acqua fredda, aggiungerò un pizzico di sale, appoggerò il tegame lontano dai cerchi dello spolert, prenderò sulle ginocchia uno dei 3 gatti dello zio (faranno a turno) e aspetterò che siano pronte.

Ci vorranno ore e ore accantoalcamino per avere le castagne perfettamente cotte e asciugate dall’acqua che aggiungerò ogni qualvolta sarà evaporata.

Farò questa  operazione  finchè non vedrò le castagne diventare di un bel rosso amaranto scuro e  quasi trasparenti, allora, ancora bollenti, le metterò in una scodella e le coprirò con il latte freddo, sarà un contrasto gradevolissimo, con la polenta noi facciamo il contrario, polenta fredda, latte bollente.

Questi, secondo me, sono i cibi confortanti,  la ricetta l’ho imparata in Piemonte, a Mondovì, da Gianna (che non c’è più) e Piero, gli organizzatori della famosa Trans Alp, gara durissima a tappe in MTB, su e giù per le Alpi Piemontesi e Francesi  ascoltando le marmotte.

Ogni anno andavo a svernare qualche giorno da loro,  durante una di quelle Trans Alp, avevo conosciuto Giuseppe (il poeta) che veniva a prendermi la mattina per andare a Finale Ligure dove lui arrampicava (a Finale ci sono famose palestre di roccia), portavamo la nostra MTB e facevamo delle enormi “cinghialate” fino a sera, così, giorno dopo giorno è nato un amore, un amore da vivere così, proprio giorno dopo giorno, le nostre case distanti, come le nostre vite.

I suoi nonni gli avevano lasciato una casa in uno  sperduto paesino sulle montagne delle Langhe,  ed un anno mi portò lassù, ricordo ancora la sfacchinata nella neve per raggiungerlo, con gli zaini pieni di vettovaglie.

Cercando il foglietto con la poesia ho casualmente ritrovato questa foto che mi aveva fatto lui proprio quel giorno, si evince la mia stanchezza? … Mamma quanto sono brutta.

Salutiamoci, accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Era un paese di quelli come ce ne sono tanti, abbandonati, ma ora fortunatamente rivalutati dagli amanti della natura (Mauro Corona docet) e fatti rivivere, almeno in estate.

Mi aveva portato nella vecchia soffitta, c’erano enormi e larghissimi cesti con ancora le castagne dentro, delle piccole castagne rimaste lì a testimoniare  la povertà e la fatica per mettere assieme il pranzo con la cena.

Le castagne sono state per secoli la sussistenza di quei paesi, era il loro denaro, le castagne e la loro farina venivano portate a valle per scambiarle con altri generi alimentari .

Ora le stesse castagne sono diventate “Presidio Slow Food” e costano un occhio dalla testa…

Anche qui, nelle Valli del Natisone, abbiamo boschi enormi di castagni (ecco perchè i porcini), qualche proprietario li cura ancora, li ripulisce dalle sterpaglie e prepara attorno ad ogni albero un bel prato pulito dove i ricci possano cadere beatamente e le castagne raccogliere comodamente.

Dove vado io solitamente a cercare gli steccherini dorati e i funghi viola i castagni sono tutti ammalati, gli sterpi si stanno impossessando di loro e del bosco circostante dove anche la mia raccolta diventa problematica, difficile riempire il cesto senza che mi riempia di graff.

Salutiamoci, accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Castagno ammalato

Ho finito,  per me è stata una piacevole seppur faticosa camminata in montagna, un dolce rivivere un amore breve ma intenso, una poesia d’amore, scritta apposta per me mi ha fatto capire che lungo il mio cammino di vita ho lasciato anche qualcosa di buono … La poesia la farò leggere a “ello”


T come Trieste: la polenta in prosa…

T come Trieste: la polenta in prosa…

Oggi voglio entrare nell’atmosfera con questa poesia/prosa scritta in dialetto triestino, la preparazione della polenta in un’ atmosfera festosa, perchè anche se la polenta era un modo per riempire lo stomaco era anche un modo per riunire tutti assieme attorno alla tavola e spesso il “companatico” erano proprio le risate e le barzellette.

Cliccando la foto il procedimento sullo sparghert

Co’ iera està, la casa del Pozzetto
Se impiniva de fioi e de nipoti
E de grande zigalìo
Che nasseva col sol
E che finiva solo a tarda note.
 
Quasi ogni sera nona la impicava
Su la vecia cadena la caldera
Per farne la polenta
De biondo formenton
E noi muli disfavimo  fassine.
 
Su la brase del zoco discoverta
La meteva per tresso due stecheti
E un pochi de legneti
Che i tacava a fumar
Apena noi ghe davimo de folo.
 
Improvisa la fiama divampava
Sfiorando in alto ‘l negro de la napa,
c’un volo de falische
che le portava in ciel
el fumo pizzighin del fogo vivo.
 
Quando l’acqua boìva, la farina
Pioveva fina da la man de nona
Intanto che con l’altra
Tut’intorno el paiol
Svelta, per non far gropi, la missiava.
 
La polenta clociava soto vose
‘po la s’gionfava fofa e per i busi
la sbufava fisciando
come un vulcan rabià.
Nona la voltava e rivoltava.
 
Appena che la crosta se stacava
Da la caldera e se sentiva in aria
Quel odor invitante
Che sa de brusadin,
la la svodava svelta su la tola.
 
Tonda allegra dorada e profumada
la risplendeva come ‘l sol nassente
Grande bel e possente
tra i vapori d’està
Ma ‘l fil spietado la fazzeva a fete.
 

Le Case, i Paesi, sono come come la gente, se non li si accarezza muoiono…

uva dalla colonna-001

Ma quanto è bella e vera questa frase….

Oggi è domenica, se avete 7 minuti di tempo guardate questo video, se amate la natura e la montagna “ascoltatelo”: questo è Cibo per l’Anima.

La prima volta che sentii parlare di Mauro Corono fu anni fa, con ello passammo per Erto e chiesi se ci vivesse ancora qualcuno, lui rispose: si, un “pazzo” che non vuole abbandonarlo e vorrebbe farlo sistemare…beh, ello fa parte di quelli che cementificherebbero tutto il mondo rendendolo tutto “zona industriale” :-(

Anni dopo ello mi disse: ecco, quello è Mauro Corona, era in televisione, parlava di un suo libro, il giorno dopo andai a comperarlo e così, libro dopo libro li comperai tutti e, dopo averli letti, volli conoscerlo, mi piaceva quell’uomo che sapeva parlare alla natura, quell’uomo silenzioso, forte e concreto.

Dovendo andare a Pordenone misi i libri in macchina e mi diressi verso Erto, erano i primi di settembre, faceva ancora molto caldo e le mie probabilità di incontrarlo minime.

Solitamente in estate i “turisti” vanno a cercarlo per farsi fare l’autografo e fargli le solite domande e lui “sparisce”.

Ho avuto fortuna, avevo appena parcheggiato di fronte al suo studio quando lo vidi attraversare la strada: scusi se la disturbo, dissi, avrei dei libri suoi da farmi firmare… ci incamminammo verso il bar.

Da dove arriva quell’abbronzatura mi chiese, dall’ Istria risposi, avevo un abitino grigio chiaro da “signora bene” (ero ancora carina a quel tempo ;-) ), bevemmo qualche bicchiere di rosso e lui, intingendo il dito nel vino mi fece un disegno su un foglietto.

dedca Corona-001

Mi innamorai di lui, non fraintendete, avrei voluto averlo come padre, certamente come compagno di escursioni in montagna, l’avrei ascoltato per ore.

Quando ci lasciammo camminai a lungo per il paese abbandonato e, avendo letto i suoi libri, lo immaginai com’era ai tempi di Mauro bambino, incontrai i personaggi dei suoi libri lungo le calli e sentii le loro voci.

L’estate dopo andai alla vecchia cava, dove lavorò da ragazzo, in un suo racconto c’è la storia dell’occhio azzurro nascosto nel marmo che un collega trovò, non è certo ma il collega sparì e così dedussero che l’avesse trovato, l’occhio azzurro valeva molti soldi ;-)

Ora, il paese sta riprendendo a vivere, molte case sono state comperate e restaurate, anzi, ora che ci penso in settimana vado a fare qualche fotografia, allora non avevo il blog e non possedevo né telefonino con la fotocamera né la digitale, avevo soltanto i miei occhi per imprimere le immagini nella mente e sarò in grado di confrontarle.

Mauro Corona è la dimostrazione che l’apparenza inganna e lui lo dice in un’intervista: chi è “famoso” può fare ciò che vuole, io, continuò, vado in televisione, alle fiere, dappertutto, sempre vestito così: scarponi, canottiera, bandana, se non fossi io mi sbatterebbero fuori senza esitare.

Mauro Corona è uno scultore, scrittore, alpinista, è un uomo colto, ha 2 figli laureati, i disegni che vedete sui suoi libri sono fatti dal figlio.

In un libro racconta che portò sua figlia in montagna a trascorrere la notte, e le insegnò a fare un letto di foglie, l’avrebbero protetta dal freddo.

Oggi è domenica, la prima domenica di autunno, il camino è spento, oggi il calore arriva dal mio cuore e dai miei ricordi.

Foglia a cuore-001


Mal d’Austria…Frammenti di cuore ♥♥♥

Ingresso Bad Bleiberg Huttendorf-003

Era inevitabile, da tempo ne avvertivo i sintomi, ad ogni ritorno malinconia, nodo alla gola, rifiuto momentaneo per la vita e le cose di sempre.

Non c’è nulla da fare, ogni volta che ritorno dall’Austria, sia dopo un fine settimana o qualche giorno in più, il distacco diventa sempre più difficile.

Spesso si dice: i giorni sono volati via veloci, invece a me è sembrato di essere stata via un anno, sono riuscita a mantenere la promessa fatta a me stessa prima di partire: cogli ogni attimo, vivi tutto, anche i semplici gesti quotidiani come qualcosa di straordinario, guardati intorno riempiti gli occhi e il cuore di belle e buone cose, sii serena… E così è stato…

Mentre ero sulla via del ritorno sentivo staccarsi frammenti di cuore e li ho visti tornare indietro, li ho seguiti col pensiero e li ho accompagnati un pò qua e un pò là… In ordine sparso.

In cima al monte Dobratsch, a salutare i corvi (in questo caso Gracchio Alpino della famiglia delle Corvidae che hanno il becco giallo) con i quali ho condiviso i panini.

A turno, senza paura, salivano sullo scarpone e prendevano il pane dalle mie mani.

prima di prendere il panino-001

corvo Dobratsch scarpone1-001

corvo Dobratsch scarpone-001

Nel bosco dove ho trovato l’unica chiocciola viva dopo tanti gusci vuoti, è bellissima, chiara, diversa da quelle che vedo dalle mie parti (le chiamano chiocciole di montagna).

chiocciola Austria-001

Dallo scoiattolino curioso, quanti ne ho incontrati :-)

scoiattolino-001

Dalla rana Maria.

rana Marta-001

A spasso lungo la Drava.

A spasso lungo la Drava1-001

Drava-001

Assieme ad Anatre e piccioni.

anatra, piccione lungo la Drava-001

Oppure a salutare il piccione che ha trovato dimora nonostante le barriere architettoniche nel Duomo di Villach.

Colombo Duomo Villaco-001

Oppure dagli Highlander.

Highlander-001

O dalle mucche.

mucche Austria-001

Oppure dallo scarabeo che corre a nascondersi sotto le foglie.

Collage Scarabeo Austria-001

Oppure dalla rughetta.

Collage rughetta-001

Oppure a vedere se ci sono i funghi.

mazza di tamburoaustria-001

Finferlo Austria-001

Steccherino Hydnum imbricatum-001

Oppure a raccogliere il cren che cresce spontaneo in ogni dove.

cren-001

Qualche bacca di sambuco.

Bacche di sambuco Austria-001

Oppure licheni per farne un centrotavola.

licheni-001

Oppure ad ammirare la magia dei fiori che trovano spazio tra le pietre a 2000 metri.

fiori Dobratsch pietre-001

Oppure nelle fessure dei muri lungo la Drava.

fiori dal muro-001

Oppure a stendersi sui cuscinetti di muschio.

muschio-001

Una gita al mercato.

zona pedonale mercato Villaco-001

mercato Villaco-001

Pastinaca? No, prezzemolo

mercato Villaco1-001

E se i frammenti di cuore hanno nostalgia di Perla ecco che c’è lui.

Gatto finestra Bad Bleiberg-002

Oppure lui.

gatto Bad Bleiberg-001

É il tempo del fieno.

il tempo del fieno1-001

il tempo del fieno-001

Dopo tanto andare una sosta allo stagno biologico.

stagno biologico Austria-001

O su una panchina dei tanti punti panoramici.

uno dei tanti punti panoramici-001

Se i frammenti hanno sete… L’acqua non manca, sia in città.

fontana sotto il Duomo di Villaco-002

Che in Paese.

Fontana scolpita nel legno-001

Che in montagna lungo i sentieri.

Fontanella Austria bicch.blu-001

fontanella-001

fontanella sentiero Dobratsch BB-001

E c’è anche il bicchiere.

fontanella sentiero Dobratsch BB bicchiere-001

E se i frammenti hanno voglia di dolce ecco la mousse al cioccolato.

mousse al cioccolato-001

Infine lei, Perla… Il mio frammento di vita…

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