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Balins di Foncs, Polpette di Finferla e Porcini al forno, i sapori del bosco.

polpette funghi cesto1-001   

Questa estate, per moltissimi versi deludente, ci sta “umidamente” portando verso una ricca ed abbondante stagione di funghi; quelli che ho adoperato per questa ricetta sono, oltre ai porcini, i Finferla;

In tutti i miei anni di cercatrice di funghi non solo non li ho mai raccolti, ma non li ho nemmeno mai visti o meglio, non li ho mai notati, probabilmente perchè intenta a cercare le specie che, anno dopo anno, avevo imparato a conoscere ed apprezzare evitando di riempire il cestino senza cognizione di causa.

finferla e porcini-001   

Funghi Finferla – Cantharellus lutescens e Porcini (Boletus edulis)

I funghi che vedete sopra non li ho raccolti io ma un’altra persona che, notando i miei occhioni stupiti davanti a cotanto colorato splendore, mi ha detto: quelli gialli sono i Finferla, Finferla? Così, appena arrivata a casa papà google mi ha illuminata (alla fine i link).

Consigliano di essicare questa specie di funghi ed io, possedendo da poco un essicatore, l’ho inaugurato essicandone una parte, il profumo che si è espanto per la casa è sublime, una nota fiorita che poco fa pensare al sottobosco, a muffe, muschi e licheni.

La parte restante di Finferla l’ho cotta, al solito: olio evo, aglio vestito, sale e prezzemolo alla fine; separatamente anche i porcini, con le cappelle ho condito delle tagliatelle paglia e fieno, i gambi li ho trifolati a parte per adoperarli questa sera in un risotto con le cozze, l’altra per sopperire al “furto” di finferla destinate a queste polpette subìto dopo che ero andata a coricarmi :-D

La ricetta alla quale mi sono ispirata l’ho trovata a pagina 215 di uno dei miei libri di cucina preferiti: La cucina del Friuli di Emilia Valli; riporterò ingredienti e dosi come indicate sul libro e tra parentesi, al solito, le mie varianti: come sapete, le polpette sono nate per riciclare/recuperare avanzi quindi usate tranquillamente un fondo di qualsiasi tipo di fungo che avete adisposizione.

Ho scelto la cottura in forno, più leggera, meno impegnativa ma non meno gustosa, provate se vi va.

finferla porcini2-001   

Ingredienti per 4 persone (14 polpettine da 30 g.):

  • 250 g. di funghi freschi coltivati (io finferla e porcini),
  • 10 g. di funghi secchi (io porcini),
  • 1 cipolla (io cipollotto fresco)
  • (aglio di Resia),
  • 2 cucchiai di Montasio grattugiato (io avevo parmigiano Reggiano 36mesi),
  • 1 bicchiere di latte (io ad occhio),
  • 4 uova (io 1),
  • farina e pangrattato q.b.,
  • 1 mazzetto di prezzemolo,
  • olio di arachidi, se friggete (io poco olio evo, a gocce su ogni polpettina),

collage polpette funghi   

Come fare (indico come ho fatto io):

ammollare i funghi secchi, scolarli e strizzarli; lavare e spezzettare quelli freschi e trifolarli in un tegame dove avremo fatto appassire il cipollotto, unire i funghi secchi spezzettati ed aggiungere il prezzemolo tritato, aggiustare di sale e pepe, spegnere.

Preparare una leggera besciamella con latte e farina (io la preparo in microonde), servirà per dare cremosità alle polpette; potete sostituirla con patata lessa o polpa di melanzana alla Raffaello (avvolgere la melanzana intera in pellicola adatta alla cottura e cuocerla in microonde, alla massima potenza per 10 minuti).

Amalgamare la besciamella al composto, unire l’uovo ed il formaggio, verificare la consistenza ed aggiungere, poco alla volta, il pane grattugiato necessario per poter manipolare agevolmente le popettine.

Prelevare con un cucchiaio la quantità di composto necessaria a formare delle polpettine (io, che sono maniaca, da 30 g.); se preferite le quenelles, adoperare i soliti 2 cucchiai.

Fate rotolare le polpettine sul pane grattugiato e disporle su una pirofila coperta con carta forno; su ogni polpettina versare qualche goccia di olio extravergine di oliva ed infornare a 180° C. per 30/35 minuti.

Volendo si possono servire con una salsina o un’emulsione, fate voi, noi le abbiamo gustate così: da rifare, ha detto ello, che di cibo se ne intende ;-)

polpette funghi interno2-001     

Finferle   

Finferle ricetta   

Polpa di Melanzane alla Raffaello

Alla prossima ricetta, buon proseguimento di settimana


Torta di Compleanno.

     torta compleanno eff       

 Giornata malinconica ieri, appena alzata, all’alba come sempre, per distrarmi un po’ mi sono messa al pc, avevo voglia di scrivere qualcosa sulla natura, sugli animali poi, nel reader della bacheca ho letto Addio Professore con la foto di Robin Williams ed incredula ho sussurrato: nooo.

Se n’è andato, ha voluto andare ma le domande restano come resta impressa nella memoria quell’espressione dolce e piena di tristezza di quegli occhi che non hanno voluto assistere alla lenta fine di un uomo che in fondo era già morto dentro da molto tempo…

Ho trovato casualmente quel video, l’avevo già visto prima di sapere, quando si dice le coincidenze: ed è con questi pensieri che mi sono messa malvolentieri a preparare una torta di compleanno, più per dovere che per piacere.

La ricetta l’avevo avuta da Maria, un fitto scambio di mail nelle quali mi spiegava passo passo come fare ed è stato bello sentirla vicina mentre preparavo la torta; anche lei se n’è andata, lei che invece avrebbe voluto rimanere…

Anche se non sembra, questa è una torta semplice, non come quella di fichi ma basta prenderci la mano, per me è diventata la “Torta di compleanno”: in luglio l’avevo preparata per la madre di ello, con le amarene.

Se avete voglia di preparare il pan di Spagna, fatelo, io adopero quello pronto che trovo al Despar, non è pubblicità, semplicemente lì lo trovo bello soffice e non rinsecchito.

Copio/incollo dal post di allora,  la stessa torta la preparo con le amarene in composta ma ieri avevo a disposizione soltanto pesche sciroppate.

Torta di compleanno-1   

Ingredienti:

  • 3 cerchi di di pan di Spagna pronto o preparato in casa,
  • 1 barattolo di pesche sciroppate.

Ingredienti per la farcia:

  • 4oo g. ricotta mista (io avevo soltanto vaccina),
  • 200 g. panna fresca,
  • 120 g. zucchero (io vanigliato),
  • 2 fogli colla di pesce.

Come fare la farcia:

montare ricotta e zucchero, aggiungere la colla di pesce ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta su fuoco dolce con due cucchiai di latte ed infine la panna montata, mescolando delicatamente.

collage torta compleanno       

Comporre la torta:

separare gli strati di pan di Spagna, prepararli già sul piatto di portata e far posto in frigorifero (passaggio INDISPENSABILE), bagnare gli strati di pan di Spagna con lo sciroppo delle amarene  pesche diluito con acqua (se usate quello zuccherato), farcirli con la crema, adagiare uno strato di amarene pesche, coprire, farcire un’altra volta con amarene  pesche comprese e chiudere.

Stringere la torta con un cerchio richiudibile (quello usato per i cheesecake per intenderci) e riporre in frigorifero.

Trascorse due ore c.ca, preparare la crema al burro per glassare la nostra torta.

Seguiamo le indicazioni di Maria per una riuscita perfetta:

*Importante per le proporzioni: perchè la crema riesca bisogna rispettare le proporzioni di 2-4-8, ovvero se 2 è il peso degli albumi, va usato il doppio del loro peso di zucchero semolato ed il quadruplo del loro peso di burro.*

Ingredienti per la glassa (pesati secondo la spiegazione ):

  • 54 g di albumi (circa 2),
  • 108 g di zucchero semolato,
  • 216 g di burro ammorbidito ma non sciolto,
  • un pizzico di sale,
  • vanillina (vaniglia bourbon).

torta compleanno decorata pp1-003       

Come fare la glassa:

la prima parte del lavoro va fatta a bagnomaria; versare gli albumi con il sale in una ciotola e montarli con una frusta.

Appena gli albumi sono spumosi aggiungere, sempre sul fornello, lo zucchero e continuare a montare per almeno 5 minuti, finchè la meringa sarà lucida e lo zucchero completamente sciolto.

Togliere la ciotola dal bagnomaria, aggiungere la vaniglia bourbon e continuare a montare finchè la meringa non si sarà raffreddata.

Aggiungere il burro con la frusta in funzione, un pezzetto alla volta, finchè la crema sarà ben montata e spumosa.

Spatolare la glassa su tutta la superficie della torta, io ho decorato alla fine con una spatola dentata e cuoricini di pesca ricavati con uno stampino a pressione.

snoopy     

Foto da Pinterest.

Ecco fatto, vi lascio con una vignetta che ho trovato stamane su Pinterest, me/ve la dedico


Marmellate di Cachi con Cardamomo, Pepe di Sichuan, Vaniglia, Zenzero e Fiori di Sambuco: ♥Save the Persimmons♥

Marmellate cachi cornice-001

La mia sindrome della crocerossina che ha sempre avuto effetti devastanti sui miei rapporti sociali e di amicizia, riscuote, al contrario, grande successo nei miei rapporti col mondo vegetale e “animale”, intendo animali pelosi, con squame, ali, pinne ecc., regalandomi belle soddisfazioni.

Nel corso della mia brillante carriera da food-blogger ( :-D ) mi sono dedicata al Topinambor, alla zucca, allo sclopit, ai fiori di sambuco, alle varie erbe sconosciute dai più.

Ho dato attenzione alle ricette di un tempo, alla loro storia che, non dimentichiamolo mai, É anche la nostra storia;  nelle mie ricette ho spesso unito i prodotti della nostra straordinaria Italia, da nord a sud, passando per il centro e fermandomi sulle isole.

La nostra meravigliosa Italia, essendo a forma di elegante stivale non ci aiuta e, spesso ci fa sentire molto lontani e mette  nord e sud in una continua, incomprensibile ed estenuante competizione.

Come sempre, esco dal tema ma, abbiate pazienza, è una delle ultime chiacchierate con voi del 2013…

Voi che siete esperti di cucina conoscete la Reazione di Maillard vero? (così finiamo l’anno con un pò di cultura e tecnica), beh, io ho la Reazione di Towanda, non la conoscete? Eccola, ve la presento :-D :

Molte di voi riconosceranno in questo video qualche attimo della loro vita, ma, come ho detto, è la vita e, se non se ne può cambiare il corso, ci si può fare attorno qualche bella risata.

La mia vita è questa, a volte mi sembra di non avere neanche la forza di arrivare a domani e, all’improvviso mi sento pervasa da un’energia inarrestabile che mi ridà nuovi stimoli e nuovi slanci.

In questi giorni ho una voglia sfrenata di sperimentare ed i cachi, miei dolcissimi complici, la assecondano suggerendomi cosa fare, ed è così che ieri, nell’alba illuminata soltanto dalle lucine natalizie della mia finestra, ho messo in cantiere queste marmellate.

Io faccio parte della “marmelata-generazion”, pur sapendo che la marmellata viene chiamata così soltanto se di agrumi, io non mi distacco dall’infanzia, quell’infanzia in cui mangiavo “le omlet con la marmelata” o “i gnochi de marmelata” o, semplicemente, “el panin con buro e marmelata”.

A questo punto del post, chi avrà avuto l’ardore di leggermi sin qui, avrà capito che la reazione di Towanda è stata determinante anche per la foto, tutte le marmellate col culetto per aria :-D e, udite, udite, preparate col fructapect 3:1, la ribellione/trasgressione totale (Towanda’s style).

Non è pubblicità occulta, lo avevo in dispensa ed ho deciso di usarlo proprio per queste marmellate; non me la sono sentita di mettere 1 kilo di zucchero per kilo di polpa di cachi (che trovo già dolci di per se/loro) e di dover stare, come una sentinella a guardia del fornello per 40 minuti, col rischio che la marmellata si attacchi e bruci, con le conseguenze immaginabili.

Col fruttapec tutto si risolve in pochi minuti (leggete le istruzioni), io ho impiegato più tempo perchè, dopo i 2 minuti ho diviso il composto in 5 parti per aggiungere le spezie, spezie che ho prima tostato per estrarne l’essenza.

Lo zenzero l’ho grattugiato fresco e, per l’aroma di vaniglia ho adoperato l’essenza, visto anche l’esiguo quantitativo di marmellata.

Sulla scatola troverete la seguente precisazione: Il prodotto può contenere tracce di frumento, latte, uova, frutta a guscio e soia, quindi, se siete intolleranti a glutine, ecc, questo prodotto è sconsigliato.

composto marmellata cachi

Andiamo alla ricetta,  indicherò anche le dosi ed il procedimento se non usate il fruttapec.

Ingredienti per il totale delle marmellate:

  • 1 kilo di polpa di cachi*,
  • 350 g. di zucchero di canna (1 kilo di zucchero),
  • 1 busta di fruttapec 3:1 (facoltativa)
  • il succo di 1 limone,
  • 1 semi di una bacca di cardamomo verde pestati nel mortaio,
  • grani di pepe di Sichuan tostati,
  • zenzero fresco grattugiato a piacere,
  • vaniglia, bacca, polvere (naturale) o essenza naturale a seconda del quantitativo,
  • fiori secchi ma ancora profumati di sambuco a piacere (io li raccolgo in stagione, li faccio asciugare e li conservo ermeticamente nei vasi, se volete polverizzarli usate il macinino da caffè).

Come fare  la marmellata col fruttapec 3:1

con un cucchiaio estrarre la polpa dei cachi, metterla in una pentola ed aggiungere 350 g. di zucchero di canna ed una busta di fruttapec 3:1 ogni kilo di polpa, mescolare e portare ad ebbollizione, cuocere a fuoco forte per 3 minuti ed aggiungere il succo di limone.

Io ho proceduto come per la ricetta base, scottando e pelando i cachi ed ho fatto anche la precottura di 15 minuti lasciando raffreddare prima di procedere.

Ddovendo fare diverse preparazioni ho fatto bollire 2 minuti ed ho diviso il composto in5 pentolini a parte nei quali ho messo le varie spezie.

Versare la marmellata bollente nei vasi sterilizzati ancora caldi, chiudere col coperchio e rovesciarli su un panno (ecco il perchè dei culetti all’aria :-D ) fino a completo raffreddamento e  formazione del sottovuoto.

Varianti per la ricetta base:

per facilitare la pelatura dei cachi scottarli un attimo in acqua bollente e cuocerla per 15 minuti, pesarla ed aggiungere la stessa quantità di zucchero.

Cuocere per 40 minuti, alla fine aggiungere il succo di limone ed invasare, procedendo come sopra.

Ecco fatto, tutto qui, d’altronde, cosa inventarsi di nuovo con le marmellate? Per fortuna ci sono le spezie che possono dare quel tocco innovativo in più e rendere più stimolante questa bellissima attività che un tempo era alla base della vita delle famiglie.

Allora esisteva ancora la stagionalità e frutta e verdura venivano conservate per l’inverno, non era una moda era far di necessità virtù.

La stagionalità, è proprio questo l’argomento che tratterò per primo nel nuovo anno.

Lucy e Schroeder -001

Foto da Pinterest

A domani, per gli auguri di fine anno ♥


Stelle ripiene, biscottini di Natale

stelle, biscotti di Londra angioletto_picnik

Stelle ripiene e Biscotti di Londra

Questi biscotti fanno parte dei regali ricevuti per Il mio grosso grasso Natale 2010 da Tiziana, assieme ai Biscotti di Londra.

Ingredienti per la pasta:

  • 500 g. di farina 00,
  • 200 g. di burro,
  • 2 tuorli,
  • 200 g. di zucchero,
  • 1 bustina di cremortartaro,
  • la buccia di 1 limone e di 1 arancia,
  • 1pizzico sale,
  • latte tiepido q.b. a rendere morbido l’impasto.

Ingredienti per il ripieno:

  • amaretti sbriciolati,
  • confettura di prugne (se fosse troppo liquida aggiungere qualche biscotto secco).

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C.

Amalgamare gli ingredienti e stendere la pasta (non tanto sottile).

Ricavare delle stelle con 2 stampini, 1 più grande ed 1 leggermente più piccolo, al centro del più piccolo mettere un cucchiaino di ripieno e quindi chiudere con la stella più grande ( si possono ottenere anche delle mezze lune ripiegando un cerchio di pasta di 6 cm. premendo bene i bordi ripassandoli con la rotellina).

Infornare per 15-20 minuti, devono rimanere piuttosto bianchi senza prendere colore, cospargere con lo zucchero a velo.

pacco Tiziana


Tagliatelle al Pomodoro e Basilico, la cucina di casa.

tagliatelle pomodoro1-1

Pappardelle  al pomodoro e basilico.

Anche questa è una ricetta che ho scorporato dai post multipli, lo so che è banale ma sono queste le ricette di casa, quelle che fanno famiglia, quelle che scaldano il cuore

Tagliatelle naturali tagliate

Ingredienti per la pasta:

  • 80 g. di farina 00,
  • 20 g. di semola rimacinata,
  • 1 uovo,
  • 1 pizzichino-ino di sale.

collage tagliatelle naturali-3

Come fare la pasta:

senz’altro tutti o quasi sanno fare la pasta in casa ed ognuno può seguire il proprio metodo.

In una ciotola unire le farine, l’uovo leggermente sbattuto ed il sale; formare un panetto e far riposare in frigorifero per 1 ora.

Alla fine del riposo, formare le tagliatelle, i puristi col mattarello, gli altri con la nonna Papera che ha sempre il suo perchè.

pomodori ramati-001

Ingredienti per il condimento:

  • passata di pomodoro,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • basilico.
  • olio evo,
  • sale,
  • peperoncino.

Come fare:

è un semplice sugo al pomodoro, ho messo in un tegame senza olio, il pomodoro, l’aglio, sale e peperoncino, ho cotto lentamente e fatto asciugare, ho tolto l’aglio e messo il basilico gli ultimi 5 minuti, ho aggiunto un filo d’olio a crudo, in questo caso ho messo il parmigiano.


La Natura è Arte.

favo vespe foro parete-001


Dolce di fichi e yogurt, direttamente da Pinterest e 4 risate per il week end.

torta di fichi mia-001

Che google fosse un pò bizzarro con le traduzioni non è una novità ma poche volte mi è capitato di ridere così tanto nel leggerle.

Solitamente chiedo ad ello di leggermele mentre faccio altro (così capisce se la ricetta è di suo gradimento), e così è stato anche questa volta.

Spesso si burla di me e mi legge strafalcioni o mi cambia gli ingredienti e non ho badato a quando mi ha letto questo passo:

*Mutandine lavare, asciugare e tagliare a fette.*

Io ve lascio così, in purezza, come si suol dire, vi metto anche il link del blog da dove l’ho presa e buon lavoro, alla fine farò alcune considerazioni.

Yogurt Cake fa quasi la stessa cosa, non ci richiede troppo lavoro e concentrazione.
Arricchito con cannella e zenzero delicatamente introdotto in autunno aura.
Quindi tagliare alcuni pezzi, nascondere la scatola e andare a fare una lunga passeggiata :)

ingredienti:

(Modulo di biscotti, dim. 10,5 centimetri x 29,5 cm)
1,5 tazze di farina
2 cucchiaini di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di cannella
pizzico di zenzero
2 uova (taglia L)
3/4 di tazza di zucchero
50 g di burro, fuso
1/2 tazza di spessore yogurt naturale
la scorza grattugiata di un limone
3 fichi

creato da:

Preriscaldate il forno a 180 gradi.
La forma dei biscotti insegna carta da forno.
Mutandine lavare, asciugare e tagliare a fette.

In una ciotola setacciare la farina, il lievito, la cannella, lo zenzero, mescolare bene gli ingredienti.

In una seconda ciotola, mescolare le uova e lo zucchero per qualche minuto.
Versare raffreddato il burro, lo yogurt aggiungere la scorza di limone e mescolare.
Versare il composto di farina con additivi, mentre, fino a quando combinati.
Torta traduce in uno stampo, viene livellato superficie, disporre in due file di frutta a fette.
Cuocere per circa 35-40 minuti per “asciugare bastone”.

Torta prima di servire si può cospargere con zucchero a velo.
Enjoy :)

torta di fichi da infornare1-001

La teglia di quella misura l’ho fatta da sola con un vassoio di alluminio, probabilmente ho sbagliato sito dove leggere la conversione da cup in tazze, ho messo troppa farina  ed il mio impasto è risultato molto solido, l’ho diluito con un pò di latte.

Solitamente i composti da plum cake sono più fluidi, ci riproverò perchè è comunque un dolce di facilissima esecuzione e con svariate possibilità di rivisitazione.

Facendola come l’ho fatta si può farcirla a metà con della frutta a scelta e coprire con altro composto che si è sicuri che la frutta non affonderà in cottura, io ho aggiunto anche un pizzico di sale, ho ridotto lo zucchero ed ho messo la buccia d’arancia.

I fichi (mutandine) devono essere più di 3 o fichi molto grandi, come succede a volte nel web, le ricette sono da interpretare, questa è da fare.

torta fichi interno-001

Vi consiglio di andare a vedere il post originale, io mi vergogno a pubblicare la foto, le mie sfigurerebbero, buon fine settimana a tutte/i.

Dimenticavo, la traduzione è dal polacco :-D


Scene da una Pasqua.

Le mie impronte sulla neve-001

Mi è sempre piaciuto essere la prima ad aprire un varco sulla neve fresca, come essere la prima ad aprire un varco sulla superficie del mare calmo.

Torna sempre la natura nei miei post, lo so, per cui immaginate la mia gioia, la mattina di Pasqua in Austria, quando, complice il cambio d’ora, mi sono svegliata col buio e mi sono avventurata nei dintorni dell’albergo, in accappatoio, con le ciabatte che, a turno, rimanevano nelle orme.

Me ne accorgevo tardi perchè avevo i piedi così freddi da non sentirli più.

Cuore neve asfalto-001


Gamberi in crosta di vermicelli di riso: per chi ha nostalgia delle feste e qualche ♥Frammento d’Austria♥…

vermicelli di riso fagottini pronti-001

Buon giorno, sono tornata, con il mio solito mal d’Austria che mi avvolgerà ancora per qualche giorno.

Mi sono accorta che non ho pubblicato nessun menù per le feste, per dir la verità  avevo pensatodi spulciare un pò il blog alla ricerca di qualche idea di  menù per le feste e ne avevo trovate, eccome… Beh, vorrà dire che ho già un compito per dicembre 2013.

Comunque, anche a Casa Ello c’è stato un cenone, anzi, un cenino: capesante gratinate, semplici, semplici, poco pane grattugiato, un leggero profumo d’aglio (passando lo spicchio sul guscio), parmigiano, sale affumicato, pepe verde, un giro d’olio evo e via in forno funzione grill fino a crosticina.

Seguite da vermicelli di riso allo scoglio, biscottini al cocco preparati nel pomeriggio (ricetta che ho “ereditato”) intinti da ello nello spumante, bastoncino luminoso effervescente, bacino a Perla e nanna.

collage gamberivermicelli riso-001

Questo piattino l’ho fatto il 1 dell’anno, avevo in programma i Calgionetti e, per farmi perdonare l’inevitabile caos previsto in cucina, ho preparato qualche stuzzichino

L’idea di rivestire i gamberi con i vermicelli di riso mi era venuta tempo prima; avevo abbondato con la pasta e così l’ ho condita con un filo d’olio evo, un pò di sale affumicato e vi ho avvolto dei gamberi, provo, mi sono detta.

Il lardo ( di Sauris) l’ho aggiunto poi, solitamente i gamberi li faccio a “caramella” (vecchia idea rubata a Tisseilavatalemanitessoro?), avvolgendoli prima nel lardo o speck o prosciutto crudo, poi nella pasta sfoglia (qui nella brisè con presentazione rustico/raffazzonata).

vermicelli di riso teglia-001

Li ho cotti, funzione grill a 200°C. controllando la crosticina, poi li ho girati con una pinza (solo quelli con i vermicelli) ed ho completato la cottura, li ho serviti su un letto di rucola condita con olio evo, sale affumicato e aceto balsamico ai lamponi, tutto qui.

Bad alba piscina montagna-001

Ed ora riprendo da dove avevo lasciato, dalla piscina dell’albergo, da questo posto che è ormai diventato, per ello e per me, la vacanza, il relax.

Qui si stacca davvero la spina, non è adatto però a chi sogna una vacanza a Ibiza con stravolgimento del giorno e della notte, non è adatto a chi pensa ad un’Austria inondata da fiumi di birra, montagne di crauti, würstel, wienerschnitzel, Leberknödel e quant’altro, non è adatto a chi non saluta mai perchè, invece, qui sarete avvolti da una pioggia di: grüss gott, guten morgen, mahlzeit, guten tag, guten nacht ecc, vi potrà capitare di essere salutati dalla stessa persona nel giro di pochi minuti.

Gli italiani si riconoscono subito proprio pechè non salutano mai, non rispondono mai se non con un grugnito o uno sillabare incomprensibile tipo kfuhgkudgh, tutto rigorosamente senza  accennare un sorriso…

Non è adatto a chi non è puntuale e non è educato e rispettoso delle regole altrui: si cena dalle 17 e 30  alle 19.

Quest’estate ho assistito ad una scena imbarazzante: una coppia italiana è arrivata a cena alle 19 e 30, noi eravamo ancora a tavola solo per chiacchierare  e l’ avevano già apparecchiata per la colazione, l’uomo ha inveito contro la cameriera ed è andato a prendersi da solo le posate, il tovagliolo ecc… però ha dovuto farsi dei panini perchè non gli hanno “servito” nulla, quindi, se cenate alle 20/21 non andate al Kurzentrum  , se scegliete la mezza pensione potete andare al ristorante, Villaco dista soltanto 7 km. ed offre molte alternative, una è il  Villacher Brauhof che è il ristorante attiguo al Birrificio Villacher, lì si può mangiare ciò che si desidera tutto il giorno, c’è una sala non fumatori e, d’estate, un’ampio spazio esterno, non fateci caso se vi saliranno sul tavolo pei passerottini, basta dargli una briciola e loro sono felici♥

Il Kurzentrum è adatto a chi vuole ritornare ai ritmi della natura, la piscina è aperta dalle 6 di mattina (a parte mercoledì e sabato che apre alle 8 per pulizie) alle 22, la zona sauna apre alle 13, il sabato e la domenica alle 10.

Per le signore che non amano la promiscuità e desiderano la privacy, la sauna è aperta solo per loro il mercoledì pomeriggio.

Si fa colazione dalle 7 alle 9 e 30, le fami ataviche trovano piena soddisfazione tra i banchi del buffet:

collage Bad colazione-001

Questo si chiama Kurzentrum , se volete saperne di più, cliccare sul link, c’è anche il servizio di richiamata per chi temesse i costi delle telefonate all’estero.

Se chiamate, chiedete della Signora Cristina, parla perfettamente italiano ed è di una gentilezza e pazienza squisite.

Per oggi è tutto, tornerò sull’argomento, ho ancora molte foto da condividere e anche altro su questo posto meraviglioso.

io terme-001

Io piscina Bad sera.

Lo scatto appartiene a ello, che non ha un grande talento fotografico  Vi lascio con altri suoi virtuosismi fotografici, alle mie rimostranze ha risposto così: ma ti muovevi

collage Bad virtuosismi fotografici-001

Ah, dimenticavo, se doveste andare in macchina, fatelo tranquillamente, qui la benzina costa così (fotografata il 4 gennaio 2013 a Villaco):

Austria prezzi benzina e gasolio-001

Prezzi benzina, gasolio Austria 4 gennaio 2013 (???)


Accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Salutiamoci, accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Considerai il mare

la spuma su gli scogli

le grida dei gabbiani

la scia dei mari

gli orrizzonti e le partenze

e i misteri suoi

e coste attese, bianche di sale e di calcare.

 

Considerai dunque i monti

sentieri lastricati

di Fatica e di sudore

e cime nascoste

dall’abbagliar del sole

i loro Fianchi crudi

addolciti dal virgineo bianco

che la neve dona

 

Mi persi quindi nell’universo

troppo grande per terreni sogni

Ma accessibile a menti

capaci di volare

come coperta mi avvolsi

nel notturno cielo

e mille stelle ardenti

scaldarono il mio sonno.

 

Ma questo non bastava

a spegner l’ansia

a cancellar dal Fondo

l’ombra di nostalgia,

quel velo di tristezza

unica amica mia.

 

Ma venne un grande sogno

che l’immane arso giardino

di Pioggia benedì

e risorsero  Fiori

e l’erba si svegliò

si dipinse di dolce verde il deserto,

sabbia negli occhi miei

Considerai allora l’amore

e Fu mare monti e universo

Fu tristezza e gioia

Fu fiori e pioggia, e sangue e miele

e Libera l’anima mia pianse

tutto il buono che era in lei-

 

per Libera

che il tuo viaggio sia dolce

come il tuo ritorno – ti amo

Non riuscirò mai a scindere la mia vita, i miei pensieri, le mie emozioni dalla mia cucina e conseguentemente da questo blog, ogni volta che mi metto ai fornelli per preparare qualcosa non so perchè, ma quel qualcosa  mi accende un fuoco, non so spiegarlo, qualsiasi cosa io mi accinga a preparare mi fa fare un balzo nel passato.

Sarà che nel mio volutamente solitario modo di vivere i ricordi mi fanno compagnia, ma è per questo che io non mi sento mai sola, da sola…

Questo post nasceva diverso e lo sarebbe stato, forse (d’obbligo), se avessi trovato le castagne secche ma, giustamente, la commessa del negozio  mi ha detto: sono appena arrivati i nuovi fichi secchi, per le castagne ci vorrà ancora un po’.

Però se non faccio la ricetta non ho la foto… Già, la foto, ma la foto non serve, secondo me si riesce a vedere di più tra le righe di questo post che in una foto, anche se, appena trovo le castagne secche di questo raccolto  la farò.

Salutiamoci, accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Foto presa da questo sito (Presidio Slow Food)

Per farla andrò dallo zio e noleggerò il suo spolert, metterò le castagne secche in un tegame di coccio, le coprirò d’acqua fredda, aggiungerò un pizzico di sale, appoggerò il tegame lontano dai cerchi dello spolert, prenderò sulle ginocchia uno dei 3 gatti dello zio (faranno a turno) e aspetterò che siano pronte.

Ci vorranno ore e ore accantoalcamino per avere le castagne perfettamente cotte e asciugate dall’acqua che aggiungerò ogni qualvolta sarà evaporata.

Farò questa  operazione  finchè non vedrò le castagne diventare di un bel rosso amaranto scuro e  quasi trasparenti, allora, ancora bollenti, le metterò in una scodella e le coprirò con il latte freddo, sarà un contrasto gradevolissimo, con la polenta noi facciamo il contrario, polenta fredda, latte bollente.

Questi, secondo me, sono i cibi confortanti,  la ricetta l’ho imparata in Piemonte, a Mondovì, da Gianna (che non c’è più) e Piero, gli organizzatori della famosa Trans Alp, gara durissima a tappe in MTB, su e giù per le Alpi Piemontesi e Francesi  ascoltando le marmotte.

Ogni anno andavo a svernare qualche giorno da loro,  durante una di quelle Trans Alp, avevo conosciuto Giuseppe (il poeta) che veniva a prendermi la mattina per andare a Finale Ligure dove lui arrampicava (a Finale ci sono famose palestre di roccia), portavamo la nostra MTB e facevamo delle enormi “cinghialate” fino a sera, così, giorno dopo giorno è nato un amore, un amore da vivere così, proprio giorno dopo giorno, le nostre case distanti, come le nostre vite.

I suoi nonni gli avevano lasciato una casa in uno  sperduto paesino sulle montagne delle Langhe,  ed un anno mi portò lassù, ricordo ancora la sfacchinata nella neve per raggiungerlo, con gli zaini pieni di vettovaglie.

Cercando il foglietto con la poesia ho casualmente ritrovato questa foto che mi aveva fatto lui proprio quel giorno, si evince la mia stanchezza? … Mamma quanto sono brutta.

Salutiamoci, accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Era un paese di quelli come ce ne sono tanti, abbandonati, ma ora fortunatamente rivalutati dagli amanti della natura (Mauro Corona docet) e fatti rivivere, almeno in estate.

Mi aveva portato nella vecchia soffitta, c’erano enormi e larghissimi cesti con ancora le castagne dentro, delle piccole castagne rimaste lì a testimoniare  la povertà e la fatica per mettere assieme il pranzo con la cena.

Le castagne sono state per secoli la sussistenza di quei paesi, era il loro denaro, le castagne e la loro farina venivano portate a valle per scambiarle con altri generi alimentari .

Ora le stesse castagne sono diventate “Presidio Slow Food” e costano un occhio dalla testa…

Anche qui, nelle Valli del Natisone, abbiamo boschi enormi di castagni (ecco perchè i porcini), qualche proprietario li cura ancora, li ripulisce dalle sterpaglie e prepara attorno ad ogni albero un bel prato pulito dove i ricci possano cadere beatamente e le castagne raccogliere comodamente.

Dove vado io solitamente a cercare gli steccherini dorati e i funghi viola i castagni sono tutti ammalati, gli sterpi si stanno impossessando di loro e del bosco circostante dove anche la mia raccolta diventa problematica, difficile riempire il cesto senza che mi riempia di graff.

Salutiamoci, accantoalcamino, con qualche castagna secca e una poesia d’amore … Per me …

Castagno ammalato

Ho finito,  per me è stata una piacevole seppur faticosa camminata in montagna, un dolce rivivere un amore breve ma intenso, una poesia d’amore, scritta apposta per me mi ha fatto capire che lungo il mio cammino di vita ho lasciato anche qualcosa di buono … La poesia la farò leggere a “ello”


Le Case, i Paesi, sono come come la gente, se non li si accarezza muoiono…

uva dalla colonna-001

Ma quanto è bella e vera questa frase….

Oggi è domenica, se avete 7 minuti di tempo guardate questo video, se amate la natura e la montagna “ascoltatelo”: questo è Cibo per l’Anima.

La prima volta che sentii parlare di Mauro Corono fu anni fa, con ello passammo per Erto e chiesi se ci vivesse ancora qualcuno, lui rispose: si, un “pazzo” che non vuole abbandonarlo e vorrebbe farlo sistemare…beh, ello fa parte di quelli che cementificherebbero tutto il mondo rendendolo tutto “zona industriale” :-(

Anni dopo ello mi disse: ecco, quello è Mauro Corona, era in televisione, parlava di un suo libro, il giorno dopo andai a comperarlo e così, libro dopo libro li comperai tutti e, dopo averli letti, volli conoscerlo, mi piaceva quell’uomo che sapeva parlare alla natura, quell’uomo silenzioso, forte e concreto.

Dovendo andare a Pordenone misi i libri in macchina e mi diressi verso Erto, erano i primi di settembre, faceva ancora molto caldo e le mie probabilità di incontrarlo minime.

Solitamente in estate i “turisti” vanno a cercarlo per farsi fare l’autografo e fargli le solite domande e lui “sparisce”.

Ho avuto fortuna, avevo appena parcheggiato di fronte al suo studio quando lo vidi attraversare la strada: scusi se la disturbo, dissi, avrei dei libri suoi da farmi firmare… ci incamminammo verso il bar.

Da dove arriva quell’abbronzatura mi chiese, dall’ Istria risposi, avevo un abitino grigio chiaro da “signora bene” (ero ancora carina a quel tempo ;-) ), bevemmo qualche bicchiere di rosso e lui, intingendo il dito nel vino mi fece un disegno su un foglietto.

dedca Corona-001

Mi innamorai di lui, non fraintendete, avrei voluto averlo come padre, certamente come compagno di escursioni in montagna, l’avrei ascoltato per ore.

Quando ci lasciammo camminai a lungo per il paese abbandonato e, avendo letto i suoi libri, lo immaginai com’era ai tempi di Mauro bambino, incontrai i personaggi dei suoi libri lungo le calli e sentii le loro voci.

L’estate dopo andai alla vecchia cava, dove lavorò da ragazzo, in un suo racconto c’è la storia dell’occhio azzurro nascosto nel marmo che un collega trovò, non è certo ma il collega sparì e così dedussero che l’avesse trovato, l’occhio azzurro valeva molti soldi ;-)

Ora, il paese sta riprendendo a vivere, molte case sono state comperate e restaurate, anzi, ora che ci penso in settimana vado a fare qualche fotografia, allora non avevo il blog e non possedevo né telefonino con la fotocamera né la digitale, avevo soltanto i miei occhi per imprimere le immagini nella mente e sarò in grado di confrontarle.

Mauro Corona è la dimostrazione che l’apparenza inganna e lui lo dice in un’intervista: chi è “famoso” può fare ciò che vuole, io, continuò, vado in televisione, alle fiere, dappertutto, sempre vestito così: scarponi, canottiera, bandana, se non fossi io mi sbatterebbero fuori senza esitare.

Mauro Corona è uno scultore, scrittore, alpinista, è un uomo colto, ha 2 figli laureati, i disegni che vedete sui suoi libri sono fatti dal figlio.

In un libro racconta che portò sua figlia in montagna a trascorrere la notte, e le insegnò a fare un letto di foglie, l’avrebbero protetta dal freddo.

Oggi è domenica, la prima domenica di autunno, il camino è spento, oggi il calore arriva dal mio cuore e dai miei ricordi.

Foglia a cuore-001


Capriccio all’Avocado, semplicemente un dolce al cucchiaio…

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Quando si dice la semplicità, io sono rimasta sorpresa dalla facilità di esecuzione, dalla bontà di questo dolce al cucchiaio, aggiungendo latte, o succo di frutta diventa una buonissima, nutriente e rinfrescante bibita non soltanto estiva.

La versatilità dell’Avocado mi ha conquistata e la cremosità che conferisce alle preparazioni è sorprendente.

Ingredienti per 2:

  • 1 avocado maturo freddo,
  • 1 banana fredda,
  • 1 cucchiaio di succo di lime o limone,
  • 150 g. di gelato alla vaniglia,
  • 1 dl di panna fresca.

Come fare:

prelevare la polpa dell’avocado e metterla nel bicchiere del frullatore, o minipimer fate voi, assieme all banana tagliata a pezzi ed il succo di lime o limone, frullate ed aggiungere il gelato e la crema di latte, frullare e servire.

Per avere una preparazione più liquida aggiungere latte.

La preparazione non smonta per cui potrete prepararla in anticipo e conservarla in frigorifero, provatela perchè è davvero buona.

Ho aggiunto i tag senza glutine e vegane perchè con le dovute sostituzioni questo dessert è davvero perfetto per tutti.

capriccio all'avocado2-001

Un pò di relax…

Rimase a lungo immobile e muto.

Strappò alcune spighe di segale, le tenne strette nel pugno e le guardò.

I sentieri della vita, pensò, gli apparivano come un viluppo ingarbugliato, un disegno complesso e tortuoso; né lui né alcun altro essere umano aveva il potere di dominarlo o di dirigerlo.

In quel arabesco si intrecciavano la vita e la morte, la felicità e il dolore, il passato e il presente.

Tuttavia l’iniziato avrebbe potuto decifrarlo con la stessa facilità con cui lo scolaro decifra i numeri  che al selvaggio devono apparire confusi e incomprensibili.

E da questi elementi contrastanti nasceva la concordia…(Karen Blixen- Racconti d’inverno)


PAI CIAMPS DI DOMENIE (PER I CAMPI DI DOMENICA)

La sera a sculurìs

il blanc da li nulutis

e i ciamps a son scurìs.

Ma blancs tal tarmizìn

a brilin i narcìs.

Dongia i flòurs na veciuta

si mòuf ta l’ultin lun

lontana da la vila,

a ingrumà bachetùs.

Se Domenia tranquila!

L’alba a la jodarà

pleta cun chè fassina

tal so spierdùt fugùt:

ultins dis inciantàs:

di un vivi scunussùt.

La sera scolorisce

il bianco delle nuvolette

e i campi sono al buio.

Ma bianchi in fondo al filare

brillano i narcisi.

Presso quei fiori una vecchietta

si muove nell’ultima luce,

lontana dal paese,

a raccogliere sterpi.

Che Domenica tranquilla!

L’alba la vedrà

piegata con quella fascina

sul suo sperduto fuocherello:

ultimi giorni incantati

di un vivere sconosciuto.

(Da “tal cur di un frut” di Pier Paolo Pasolini 1953)


Tagliatelle al radicchio rosso di Treviso.

tagliatelle barbabietola radicchio tardivo-2

Tagliatelle al radicchio rosso tardivo di Treviso.

Ingredienti per la pasta:

  • 110 g. di farina 00,
  • 1 uovo,
  • 1 cucchiaio di succo di barbabietola,
  • 1 pizzichino-ino di sale.

Come fare la pasta:

senz’altro tutti o quasi sanno fare la pasta in casa ed ognuno può seguire il proprio metodo.

In una ciotola unire la farina, l’uovo leggermente sbattuto, il succo di barbabietola ed il sale e formare un panetto che metterete a riposare in frigorifero per 1 ora.

Alla fine del riposo, formare le tagliatelle, i puristi col mattarello, gli altri con la nonna Papera che ha sempre il suo perchè.

Ingredienti per il condimento:

  • radicchio tardivo di Treviso (solo la parte più colorata),
  • succo di barbabietola caldo,
  • olio evo caldo,
  • sale q.b.,
  • pepe verde macinato q.b.

Collage tagliatelle radicchio

Come fare:

scaldare il succo di barbabietola con l’olio evo (non far friggere) ed unirlo al radicchio, frullare e ridurre a crema, aggiustare di sale e pepe.

Il colore della pasta, nonostante la presenza del succo di barbabietola è rimasto chiaro.


Un menù per le feste.

      Menù buona giornata1       

A presto♥


Felicità è sfogliare un Libro di Ricette.

Si, per me la felicità è anche questo, perchè tra le pagine di questo libro c’è anche una parte di me: la mia passione per la cucina, la mia voglia di giocare, la mia “follia” nel raccontare.

Io, anima solitaria, scontrosa e antipatica, mi sento come una debuttante e, emozionata, entro nel grande salone per il primo ballo.

E ripenso alla mia sorpresa e incredulità di mesi fa nel ricevere la mail di Silvana e, come Robert de Niro in Taxi Driver, mi sono guardata allo specchio e ho pensato tra me e me: Ma dici a me? Ma dici a me?  Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui.

E la stessa scena l’ho rivissuta l’altra sera trovando la mail di Silvana: Uscita del libro ‘In Cucin@’ – il frutto del nostro lavoro.

Il frutto del loro lavoro direi perchè al contrario delle volte che devi scervellarti, impegnarti per creare ricette da pubblicare in un libro, questa volta noi “blogger” abbiamo fatto soltanto la fatica di inviare delle foto senza firma.

Immagino il lavoro per modificare e rendere appetibili le mie orecchiette o il mio filetto di maiale, ricette fotografate la sera
in velocità.

Sono curiosa di vederlo questo libro, di tenerlo in mano, di annusare il suo profumo, il profumo che soltanto i libri freschi di stampa hanno, ho voglia di sfogliarlo e di regalarlo, una copia è per Maria ( che non c’è più…)perchè le orecchiette e la burrata della ricetta me le aveva mandate lei dalla Puglia.

E adesso la presentazione del libro:

In Cucin@ – Appunti e ricette
Un anno con i migliori food blog italiani
Autori vari.

Il  volume è edito da Arsenale Editore, è formulato come un diario di cucina, suddiviso per stagioni e per argomenti, composto da ben 192 pagine e con circa 200 foto a colori.

Il libro riunisce sia ricette tradizionali che innovative, e sicuramente può essere un gradito dono per l’imminente  Natale, ma non solo, potete regalarlo all’ amico/a che va a vivere da solo, o che si sposa o, come un gioco all’amico/amica che ogni volta che vi invita a cena vi costringe a cucinare per lui/lei perchè è incapace, oppure alle persone che amate, è come regalare un pezzettino di se, sapete che sono una romanticona vero?

Questo volume si può trovare nelle migliori librerie o acquistarlo direttamente online dall’ Arsenale Editore Store

Un giorno “qualcuno” mi disse: il blog è come un figlio, lo fai crescere con amore, con cura e non puoi più separartene.

Per me è così, io amo il mio blog, amo la mia cucina, gli ingredienti che uso, ed è così che la vivo, come scrive l’editore:

Dalla cucina al blog, dal blog alla cucina.

Per me la cucina non è un luogo dove far da mangiare, per me la cucina è un prato dove correre, un cielo azzurro dove far volare la fantasia, ed il blog è la stanza dove io trasferisco e fermo le emozioni, e spesso mi siedo accantoalcamino e le rivivo, rileggendomi, sarà bellissimo ritrovarle anche tra le pagine di questo libro.

Dal passaparola al ricettario per giungere al blog: la tradizione di tramandare le ricette per ricordarle e condividerle con parenti e amici è un gesto che si mantiene nel tempo seppur cambiando di forma.

Ecco così che le nostre ricette dal quaderno di cucina si spostano al blog e nasce un nuovo modo per condividerle.

Ma il blog non è solo un diario che parla di una singola ricetta, è il modo per condividere pensieri e momenti di vita.

Una ricetta nasce da un’idea, da degli ingredienti che a loro volta narrano una storia di sapori, di profumi, di emozioni e di colori.

Il libro propone i migliori post gastronomici presi dai food-blog italiani: un viaggio virtuale attraverso l’Italia della buona cucina cadenzato dal susseguirsi delle stagioni.

Ricette creative ma anche tradizionali, raccontate con quel pizzico di fantasia in più di chi le ha pensate, sperimentate, poi scritte e fotografate: noi le abbiamo selezionate e raccolte in questo volume.

Un diario da leggere, da assaporare ma soprattutto da provare.

Caratteristiche Tecniche
Finiture: Brossura cop. cartonata
Formato: 20,5×26
Pagine: 192
Numero illustrazioni: 200 a colori
Lingua: Italiano
ISBN: 9788877433633
Prezzo: € 14,50
Panoramica
• Ampio spazio ad ogni ricetta, con dettagliate ed accurate fotografie
• Indice dei blog, con indirizzi e riepilogo delle ricette inserite da ciascun blog
• Oltre 90 ricette, suddivise in:
– antipasti
– primi piatti
– secondi, contorni, piatti unici
– dolci

Ecco, io mi sento così: vergognosamente felice.


É Festa…

La ricetta la trovate qui

 


Aspettando domani…

Buona giornata :-)

E per dare un “senso” a questo post vi metto un link moooooolto utile.

Utile a chi si sta preparando a fare il cambio di stagione e può aproffittare di queste belle giornate per andare a raccogliere i “ricci” d’ippocastano.

Un antitarme naturale


Ieri era l’11 settembre…

Foto presa dal web

Lo so, non è più il momento, è già “domani”, però a me piace sempre lasciare un pensiero, una parola quando ho qualcosa o qualcuno nel cuore da ricordare e soltanto oggi sono rientrata in possesso del mio pc: “un calo di tensione” mi ha detto il tecnico..proprio come quello che ho io: un calo di tensione, ed aggiungo anche: un calo di entusiasmo :-(

Ricordo quel 11 settembre del 2001, stavo lavorando ed una collega che aveva preso servizio entrò e disse: 2 aerei hanno colpito le Torri Gemelle”.

Sul momento non compresi né quello che la collega volesse dire né la gravità di quello che era successo, continuai il mio turno pensando al lavoro.

Arrivata a casa accesi la tv e rimasi attonita, allibita, innorridita per molti minuti davanti a quelle immagini, sempre le stesse, ripetute all’infinito: prima uno, poi un altro, 2 aerei si “conficcavano” come spine infuocate nelle 2 torri.

Sono trascorsi 10 anni ed in questo tempo i sopravissuti hanno raccontato la storia della loro salvezza e per merito di chi si fossero salvati.

Con quei racconti hanno fatto un film ed io l’ ho  guardato tutto, fino a notte fonda.

Cosa ho visto? Cosa ho capito?

Ho capito che nello stesso momento “qualcuno” decideva di “Morire per Uccidere” e qualcun’altro decideva di “Morire per Far Vivere”

Com’è strano il mondo…


Finalmente qualcuno se n’è accorto, grande Littizzetto.

Si, era da tempo che avrei voluto scrivere di questo argomento ma stamattina ho trovato questo video al quale passo la palla.

Vorrei aggiungere che dopo tutte queste pubblicità dove noi donne appariamo dei mostriciattoli sporchi, puzzolenti e pruriginosi, con dentiere che ballano, con indovinelli su chi ha la dentiera che balla, mostriciattoli che non escono di casa perchè hanno la “diar…” o mostriciattoli nonne che non possono andare al parco coi nipotini perchè il “pannolone” si intravede dai pantaoni bianchi (e mettili neri ;-) ) mostriciattoli che fanno il test di gravidanza in salotto come fosse un gioco di società, c’è anche un uomo, si, avete letto bene, un uomo con i piedi puzzolenti, come lo so? Lo so perchè in macchina si toglie le scarpe ed i passeggeri con una smorfia schifata si tappano il naso.

Bene, dopo tutti ‘sti soufflè, tutti ‘sti dolci ci voleva un colpo di coda, vi auguro uno spendido fine settimana.

P.S. : dimenticavo, ovviamente tutto ciò va sempre in onda ad ora di cena, si dovrebbero spegnere le televisioni ma chi ha il coraggio di togliere il telecomando dalle  mani di ello?


Non potevano aiutarla?

Ho pubblicato questo post ieri sera, senza scrivere nulla, d’altronde sono rimasta così colpita da questa morte che non sapevo cosa dire, era così bella, di una bellezza particolare, un pò imperfetta, carismatica, sembrava nata per stare sulla scena, era nata per cantare, giocava con la sua voce e riusciva a farle fare tutto ciò che voleva.

Quando la vidi e la sentii cantare la prima volta anni fa rimasi incantata, ed immaginai per lei una carriera lunghissima, la immaginai sui palcoscenici fino a tarda età a farsi imitare dalle nuove generazioni.

Nel suo piccolo e per troppo poco tempo l’ha fatto, la nostra Giusy Ferrè ne è un esempio senza andare oltre oceano ma, come spesso accade, questi  “personaggi”vengono “accompagnati” da una profonda solitudine, solitudine della quale non si accorge mai nessuno, troppo rumore, troppa confusione attorno per “sentire” le silenziose richieste d’aiuto.

Ho ascoltato le interviste dei giornalisti, parlavano di una persona che da 5 anni non combinava null’altro che ubriacarsi e drogarsi, era “disturbata”dicevano.

Allora io, che sono anch’io un pò “disturbata” mi domando, ma perchè nessuno ha fatto nulla per aiutarla? Non voleva? Non potevano obbligarla?

Avessero usato i suoi soldi per farla  disintossicare, per farla seguire dagli psicologi…ma mi viene in mente che una cosa così la può fare soltanto chi ti “vuole bene” veramente, cosa importa di te a chi non ti vuole bene?

Soltanto chi ti vuole bene riesce a cogliere i segnali di richiesta d’aiuto che mandi quotidianamente.

Penso a me, che non sono “nessuno”, penso a quanti messaggi, a quante richieste d’aiuto ho lanciato ai “grandi”, ma di rimando la solita frase: è una bambina ribelle.

Io ho avuto la fortuna di essere comunque una persona forte e con un grande rispetto per me stessa e, un pò in ginocchio, un pò a carponi, un pò trascinandomi sono riuscita a portare avanti la mia vita ed ora sono qui,capace di trovare sollievo nella natura, anche in questo blog che per me è un “album da disegno” come ha detto Tinny, una tavolozza dove dipingere il mio quotidiano.

Io sono stata e sono fortunata, nonostante tutto e tutti ma lei, Michael, Pantani e tanti altri, con possibilità economiche superiori alla media dei comuni mortali, perchè si sono trovati a un certo punto più soli che mai?

Nel primo video si vede lei che si appoggia a quella persona che le dà il microfono e quella persona “ride” divertito, ma prima del concerto nessuno si era accorto di nulla?

Dov’erano tutti mentre lei stava perdendo per la via il suo talento, la sua bravura, la sua vita?

E mi domando ancora, e  suoi genitori? Dov’erano i suoi genitori.

Lo so, sono domande senza risposta, saranno sempre senza risposta, e ne seguiranno altre di morti così, e seguiranno le stesse domande e seguirà il mio sgomento e la mia tristezza per la sensazione d’impotenza e di inutilità che provo di fronte a tutto questo.

Oggi è domenica, fuori piove, sarà una giornata così, così ma domani passerà ed ogni volta che in futuro sentirò la sua splendida voce e vedrò quei grandissimi occhi velati di tristezza mi farò la stessa domanda: perchè?

MI É CAPITATO DI LEGGERE QUESTO ARTICOLO, ED HO TROVATO LE RISPOSTE CHE CERCAVO….LEGGETELO!

Il lungo addio di una donna sola di Natalia Aspesi  


E’ arrivata la schiscetta……

É arrivata puntuale, alle 12 e 30 mentre ero intenta a “ribaltare” la camera approfittando di una giornata di sole e vento.

Con maestria da “falegnama provetta” ho incollato una banda del letto in ciliegio del “nonno”, mentre la “direzione lavori” osservava dalla sua postazione che non battessi la fiacca:

Mi sono data un’aggiustatina e sono scesa dal postino, e già firmando la ricevuta presagivo la sorpresa….

Ho/abbiamo aperto il pacco:

..e tutte 2 siamo rimaste incantate dal contenuto del “misterioso” pacchettino:

Come avranno saputo Sara e Tery che le calle assieme a girasoli e mughetti sono i miei fiori preferiti?

All’imbrunire, stanca per la lunga giornata di “lavoro” e con questa domanda nella testolina,  Perla si è distesa in terazza a godersi il fresco :-)

Il pacco è rimasto “al sicuro da “ello” fino a stamattina..sennò le foto non sarebbero state “complete” di tutti i doni :-D

Ed ora…un pò di musica, era da un pò che in questo blog regnava il “silenzio”…….


Vuoi un bicchiere d’Acqua? Sì grazie, quant’è? Nulla, l’acqua è di tutti :-)

Che dire? Sarebbe davvero il colmo arrivare al punto di dover pagare un bicchiere d’acqua di fonte.

Vuoi mettere la sensazione di “Libertà” che si prova a bere da una fontana durante una passeggiata, una corsa nel parco, e l’utilità quando il tuo bambino si è sporcato il visetto col gelato, o le manine giocando con la terra?

Scusi, potrei lavare il viso e le mani al bambino? Si accomodi, la seconda porta a dx..Grazie quant’è? Sono 2 €uro..no, non ci voglio pensare e so che non sarà così perchè noi italiani siamo tontoloni, crediamo a tutti, ci adattiamo a tutto ma nessuno di noi il 12/13 giugno permetterà che questo accada e tutti VOTEREMO SI ….É VERO?

E adesso vi faccio vedere la “Casa dell’acqua” che c’è dove abito, contano di aggiungerne altre perchè l’iniziativa ha avuto molto successo, se votassimo no, tutto questo sforzo del comune sarebbe stato inutile ed i soldi investiti buttati al vento, certo l’acqua “Frizzante” costa 5 centesimi al litro, qualcuno si è lamentato però dietro c’è un servizio, la “casa” è controllata, pulita, i 5 centesimi sono ben spesi.

Buona giornata e a presto :-)


Giallo in Pasticceria.

Una domenica soleggiata, non fredda, una domenica malinconica come spesso sono le mie domeniche.

Perla dorme e pur desiderando di stringerla forte al petto non voglio svegliarla, ello non c’è, il lavoro ha ripreso a ritmi forsennati ed  è via così accendo il pc, leggo la posta, faccio qualche considerazione e poi..sorpresa, una mail dalla scrittrice che aveva scritto la favola per la mia ricetta del fiocco rosso.

Ecco la sua mail che ha spedito anche ad un’altra persona:

Gent.me Signore,
Signora Libera e Rossella
finalmente penso di aver messo a posto il problema della connessione  e allora ne approffitto subito per ringraziarVi per aver pubblicato le mie fiabette ed è per questo che Vi voglio sottoporre il giallo in pasticceria. Anche senza pubblicarlo se non Vi piace ma terrei volentieri in considerazione un Vs. parere.
Grazie mille Signore

Come non pubblicarla? Avrei voluto sistemarla nella spaziatura per renderla più scorrevole per chi legge ma lo farò un pò alla volta.

GIALLO IN PASTICCERIA

Mi presento:

sono Bebè, ho 9 anni e abito a Sweetland, certo, voi direte:  ma che nome sarebbe Bebè ?

Veramente mi chiamerei Betti Bignè. Il problema è che tra tutti i dolci che esistono l’unico che proprio non riesce a piacermi è il bignè,  e allora ho pensato di fare a meno del Bignè e includerne un pezzettino nel mio nome, o meglio, soprannome : Bebè.

Sono molto conosciuta e anche un po’ invidiata nella mia città, sono, infatti, la figlia della pasticcera più famosa e brava di tutto il paese e a mio parere anche di tutto il mondo.

La mia mamma è infatti la proprietaria della Pasticceria chiamata Sogno al Cioccolato e Cannella , dal nome del famoso dolce che da  centinaia di anni è richiamo per gli abitanti di Sweetland e per i viandanti, solo la mia bisnonna,  la  nonna e  mia mamma conoscono la preziosa  ricetta del Sogno al cioccolato e cannella e naturalmente anche a me, il giorno del mio decimo compleanno, dovrebbbero esser consegnate le segretissime istruzioni  e l’elenco dei prelibati ingredienti per  fare la magnifica torta.

Dimenticavo di presentarvi i miei amici , Dorilla e Toby.

Dorilla ha la mia stessa età, e porta due occhiali spessi spessi, ma è proprio questo che la rende simpatica e speciale.

Toby e io invece oltre ad esser molto amici siamo anche cugini, però, bisogna precisare che io sono più grande di ben due anni,  che Toby  è una vera peste ed è un gran chiaccherone.

Ora che ho finito le presentazioni posso iniziare a raccontare la mia storia:

mancavano solo pochi giorni al mio decimo compleanno  e soprattutto al fatidico giorno in cui avrei ricevuto la preziosa ricetta del Sogno al Cioccolato e Cannella, e tornando da scuola con Dorilla e Toby sentii uno strano vociare di persone che si dirigevano verso il centro del paese, non mi rimaneva che seguire  questa piccola folla, anche perchè anche io andavo in quella direzione, dovendo raggiungere la pasticceria della mamma che si trovava proprio nel corso centrale del paese.

Proseguendo ci rendemmo conto che tutta quella gente stava accalcandosi proprio davanti al nostro negozio e per fortuna riuscimmo a passare e a raggiungere la porta della pasticceria, dove notammo subito un cartello con la scritta “Chiuso per furto”.

Subito i nostri occhi si incrociarono, Dorilla ed io ci guardammo in volto stupite mentre Toby con un’espressione interrogativa in volto chiedeva cosa ci fosse scritto sul quel foglietto, non riuscendo ancora a leggere, poichè affisso troppo in alto per lui.

Proprio grazie a Toby riuscimmo ad entrare, iniziò a piangere e a strillare così forte, perchè non gli davamo retta e non gli dicevamo che cosa ci fosse scritto sul cartello, che riuscì a catturare l’attenzione della mamma che si trovava all’interno della pasticceria e che certo non si sarebbe accorta di noi con tutto quel chiacchericcio assordante.

Quando entrammo, notammo la mamma e la nonna che correvano da un lato all’altro del negozio, come delle palline da ping pong.

Ad un tratto da dietro il bancone fece capolino uno strano copricapo. Mentre avanzavamo tutti e tre pian piano la figura con il cappello divenne via via definita.

Dal bancone spuntò prima il berretto blu con visiera e una medaglia color oro appuntata, poi un grosso paio di baffi, folti e ben curati, e infine un’uniforme stirata e inamidata di tutto punto: era il tenente Toscow.

Il Tenente era di origine russe ma da che io mi ricordi ha sempre abitato qui da noi a Sweetland.

La figura era molto possente e certo a tutti incuteva molto timore ma non a me, dato che conoscevo molto bene il suo punto debole: i cannoncini con la crema pasticcera.

La domenica, infatti, era solito passare dalla pasticceria, appena prima della chiusura in modo che nessuno lo notasse e potesse così conoscere i suoi vizi di gola.

Comprava sempre due dozzine di cannoncini, il tenente diceva che erano per tutta la caserma, ma naturalmente mai nessun agente vedeva arrivare una sola pasta.

Io, Dorilla e Toby cercavamo di capire che cosa fosse accaduto ma la mamma e il tenente parlavano talmente concitati che si riusciva a sentire solo qualche parola ogni tanto: ricetta, libro, sparito, denuncia, furto.

Mettemmo assieme quanto detto e pensammo che fosse stata rubata una ricetta.

Ma quale ricetta veramente valeva un furto? La più preziosa ma sopratutto la ricetta che a breve  avrei finalmente conosciuto: quella del Sogno al Cioccolato e Cannella.

Si trattava, quindi  solo di un terribile furto oppure  di un caso di spionaggio industriale !

La mamma ci accompagnò, però, subito nel  retrobottega, dicendo che non erano cose da bambini e di rimanere lì tranquilli.

Le nostre testoline iniziarono a pensare: chi avrebbe potuto rubare la ricetta? Chi avrebbe potuto intrufolarsi nel negozio, scovare il ricettario e sottrarlo così abilmente?

Dorilla improvvismanete sobbalzò ed esclamò: “Tranquilla Bebè, la ricetta la ritroveremo noi !”. Toby e io, stupiti:” Ma come?”.

Dorilla non esitò : conosciamo  benissimo tutti gli abitanti di Sweetland, il luogo del fattaccio, e soprattutto abbiamo un’ottima copertura, siamo bambini, chi sospetterebbe di noi?  Saremo degli ottimi investigatori!”

Subito accettammo, bisognava però avere un piano per iniziare le indagini e passare inosservati, compilammo un breve elenco dei clienti abituali della pasticceria e soprattutto degli affezzionati del Sogno al cioccolato e cannella:

la signora Armonia, un’anziana signora paffutella e po’ curva che portava sempre con sè l’amabile e irrequieto cagnolino Birba;

la signora Bistrot  la presidente del comitato cittadino organizzatore de  “La grande sagra di Sweetland” durante cui si svolge il grande concorso per il miglior dolce di Sweetland (naturalmente la nostra pasticceria detiene da anni il titolo di vincitore);

il signor Calendula, il giardiniere della città, abile nel creare vere e proprie sculture da un cespuglio o da una siepe;

la signora Farina, la fornaia che ha il negozio proprio di fronte alla  pasticceria, e che molto spesso attraversa la strada per divorare fette e fette di Sogno al cioccolato;

il conte Gelatina, ovvero il caso in cui  il cognome  fu più giusto, infatti ha paura proprio di ogni cosa, ad esempio non appena vede un cagnolino inizia a tremare proprio come gelatina;

la signora Limetta, la parrucchiera che dice sempre di esser a dieta anche se ogni buon proposito fallisce miseramente passando davanti alla nostra pasticceria;

il signor Brontoli, un vero e prorio brontolone, l’unica cosa su cui non ha mai da ridire è proprio il Sogno al cioccolato;

la signora Grissini, la moglie del signor Brontoli, tanto magra  quanto simpatica.

Quando viene in pasticceria lascia sempre un fiorellino per me e la mamma.

Ah, dimenticavo,  la signora Grissini è la fioraia e ha il negozio dall’altro capo della città;

Il capitano Tabacchi, un capitano di Marina ormai in pensione, che dovunque vada, viene annunciato a metri di distanza dallla puzza di tabacco dei terribili sigari che fuma.

Infine il sindaco Dolce, il nostro primo cittadino, che per il Sogno al cioccolato farebbe follie.

Una volta stilata la lista di tutti i cittadini che proprio non potrebbero fare a meno del nostro dolce, Dorilla voleva procedere ad esaminare i possibili moventi del furto. Io e Toby subito la guardammo stupiti.

Cosa voleva dire scoprire i moventi? Dorilla, allora. ci spiegò che aveva letto tutti i libri di Sherlock Holmes e che si diceva proprio così : cercare il movente significava cercare il motivo che avrebbe spinto il colpevole a rubare la ricetta.

Spiegato tutto ciò, ci fu tutto più caro: dovevamo cercare la persona più golosa!

“La  signora Limetta, secondo me, avrebbe potuto rubare la ricetta: è troppo golosa del Sogno al cioccolato ed è per questo che ogni tentativo di iniziare una dieta naufraga.

Accade sempre così: la mattina apre il negozio verso le 8.30 e verso le 10.00 quando la mamma inizia a sfornare i primi Sogni, il profumino la conduce dritta dritta in pasticceria.

Rubando la ricetta avrebbe eliminato ogni tentazione di trasgredire alla dieta. ” dissi io.

Ma Dorilla mi rispose che anche il capitano Tabacchi avrebbe avuto motivo di rubare la ricetta: diceva sempre, infatti, che avrebbe potuto scambiare qualche stellina che aveva guadagnato in Marina proprio con la ricetta del Sogno. Riusciva a sentire i sapori solo del Sogno, tutti gli altri cibi dolci, piccanti, salati o  insipidi non avevano gusto per il capitano Tabacchi. Tutto ciò che mangiava aveva il terribile gusto di tabacco, di cui faceva gran uso  fumando i suoi sigari. Le soluzioni erano due : o smetter di fumare o scoprire cosa contenesse  il Sogno al cioccolato. La prima via però risultava impossibile dato che, sebbene sapesse che il fumo gli nuoceva, diceva sempre che non esiste un capitano di Marina senza sigari ! Avrebbe tanto voluto scoprire gli ingredienti del Sogno che avrebbe potuto persino rubare.

Secondo Toby,  invece,  la signora Armonia era la colpevole: la signora aveva un simpatico cagnolino di nome Birba .

Certo però che Birba era molto disobbediente e l’unico modo per far ascoltare i comandi della padrona a Birba era proprio dare qualche pezzettino del Sogno al cagnolino pestifero.

Come Birba addentava il famoso dolce , la signora Armonia comandava “seduto ” ” a cuccia ” ” dai la zampa ” e Birba immediatamente eseguiva.

Inoltre a breve la signora Armonia con il suo fido amico avrebbe partecipato alla più rinomata competizione canina per barboncini e sicuramente Birba avrebbe potuto vincere per bellezza ma la sua obbedienza lasciava un po’ a desiderare.

Ecco allora che il Sogno al cioccolato poteva diventare fondamentale per vincere la gara canina. Il luogo dove si sarebbe tenuta la competizione era, però, troppo distante per  assicurarsi un regolare rifornimento dalla nostra pasticceria, e quindi la ricetta sarebbe stata veramente indispensabile alla signora Armonia per superare la prova di obbedienza canina.

“Ma allora” disse Dorilla “perchè non la signora Farina! Nella via fin dalla mattina presto si diffonde il profumo di pane appena sfornato ma dalle 10.00 quando in pasticceria iniziano a sfornarsi i Sogni non c’ è profumo che possa superare quello proveniente dalla  pasticceria. Tutti i clienti traghettano puntualmente da un lato della strada all’altro.”

Mi venne allora in mente che anche la signora Bistrot poteva avere un valido movente per il furto. Da anni la Bistrot era l’organizzatrice della grande sagra di Sweetland durante cuisi svolgeva il concorso per il dolce migliore della città .

Litri di crema, chili di cioccolato, decine e decine di torte venivano sottoposte al giudizio della severa giuria formata da  lei medesima in qualità di organizzatrice, del Sindaco e del tenente Toscow.

La stessa signora Bistrot era una battagliera contendente, nell’ultima edizione aveva persino ideato la Fantasia al cioccolato e cannella ma non era neppure comparabile al nostro dolce.

La signora Bistrot consumava decine di Sogni proprio per cercare di capire la ricetta, da anni tesoro della nostra famiglia.

Secondo Toby non bisognava nemmeno escludere il signor Calendula. Infatti era l’unico dei sospettati ad esser a conoscenza, oltre noi tre , la mamma e la nonna, di un ingrediente del dolce.

L’unico ingrediente di cui conoscessi l’identità era proprio quello che forniva il sig. Calendula, ovvero l’ibisco.

L’essenza di questo fiore infatti proviene dai giardini di Sweetland, mentre tutti gli altri ingredenti provengono da luoghi lontani, visto i pacchi che arrivano in pasticceria con i timbri postali di tutto il mondo. Per il signor Calendula quindi sarebbe stata forte la voglia di conoscere i restanti ingredienti dato che era un assiduo consumatore del Sogno e che già aveva cercato di conoscere gli altri fornitori con continue domande.

“E che dire dei coniugi Brontoli.” disse Dorilla ” i signori Brontoli abitavano infatti proprio sopra la pasticceria e il signor Brontoli si lamentava sempre di tutto il fracasso che facevano i clienti quando si affollavano davanti il negozio.

Rubare la ricetta sarebbe stato l’unico modo per zittire il vociare dei clienti, togliendo alla pasticceria la nostra maggior attrattiva: il Sogno al cioccolato e cannella.

Naturalmente però a lui non sarebbe mai mancato il dolce, potendolo cucinare secondo le indicazioni della ricetta” Subito sobbalzai ” Ma perchè sospettare la signora Grissini, la moglie del signor Brontoli?

E’ così gentile con noi!” , ” Certo” rispose Dorilla ” ma povera signora, l’unico momento di pace, in cui il marito non brontola per qualsiasi cosa, è proprio mentre si gusta una fetta di Sogno al cioccolato.

Come non scusare il suo furto, cucinare al marito il dolce sarebbe stato l’unico modo per addolcirlo senza spendere una fortuna in pasticceria”

Anche Dorilla aveva ragione, ma allora anche il Sindaco avrebbe avuto un movente : aveva infatti da alcuni mesi emanato un’ordinanza dal titolo “Ciò che di buono c’è a Sweetland,  rimanga a Sweetland”.

Secondo questa ordinanza le specialità cittadine non potevano varcare i confini della cittadina se non con il pagamento di un pedaggio.

I viandanti, i turisti avrebbero potuto venire a Sweetland a gustare il famoso dolce ma nessuno avrebbe potuto portarlo con sè tornando alle  proprie città di provenienza senza pagare una tassa. Questo aveva fatto arrabbiare, e non poco, la mamma dato che era convinta che la ricetta era un dono per gli uomini da dovunque essi provenienti e anche per tutti coloro che non potevano recarsi a Sweetland.

L’attrito tra la mamma e il sindaco era forte in questi mesi e quindi il primo cittadino avrebbe potuto rubare la ricetta per rabbia.

Infine Toby affermò che neppure il conte Gelatina poteva escludersi dall’elenco dei possibili colpevoli.

Il conte Gelatina  era il promesso sposo, ormai da anni, della signorina Matita, la nostra maestra.

La signorina, che non si decideva mai a sposare il conte, aveva fatto una promessa al suo innamorato: quando il conte avesse compiuto un’impresa eroica, dimostrando coraggio, senza tremare per ogni cosa, allora lo avrebbe sposato . Quale impresa più ardita che rubare l’unica, originale ricetta del Sogno al cioccolato e cannella. Con questo sconsiderato ma sicuramente coraggioso gesto, infatti,  avrebbe finalmente potuto sposare la sua maestrina.

All’improvviso piombò nella stanza la mamma e ci disse che dovevamo andare a casa e che il negozio sarebbe rimasto chiuso per alcuni giorni.

Naturalmente Toby e Dorilla rimasero da noi per il pranzo e quest’ultimo fu anche l’occasione per approfondire la nostra indagine.

Chiesi alla mamma verso che ora si presumeva esser stata rubata la ricetta e mi rispose che la mattina quando aveva aperto la pasticceria  il libretto con la ricetta era  al solito posto.

Quindi  era stata rubata da un cliente, approfittando di un momento di confusione, proprio mentre la mamma era occupata  o a sfornare o a  servire altri clienti.

Dorilla chiese allora alla mamma se si ricordasse chi fossero stati i clienti di quella mattina.

Guarda caso, erano proprio le stesse persone che facevano parte della cerchia dei nostri sospettati.

“La prima cliente entrata è stata la signora Armonia, come al solito con il suo Birba” disse la mamma “mi ricordo benissimo dato che Birba con un colpo di coda  ha fatto cadere la biscottiera di cristallo che teniamo nello scaffale più basso dell’espositore davanti al bancone.

Proprio mentre raccoglievo i cocci e mentre la signora Armonia non faceva che scusarsi per l’accaduto, è entrato il conte Gelatina, che terrorizzato da Birba ha iniziato ad agitarsi ed urlare”.

” Poi il signor Calendula mi ha portato la fornitura di Ibisco che aspettavo, appoggiando il pacco sotto al bancone, mentre la signora Farina  mi aveva già lasciato il pane fresco in cambio di una fetta del Sogno.

Sono entrati  poi il sindaco e il capitano Tabacchi che si sono messi a discutere con il conte Gelatina di un certo affare via mare, e proprio mentre cercavo di capire cosa stessero farfugliando, è arrivata la signora Bistrot urlando che quest’anno si sarebbe aggiudicata il premio per il dolce migliore di Sweetland.

Si sa che è un po’ sbruffona.

Successivamente è entrata la signora Limetta che mi ha stupito perchè non ha comprato  il Sogno ma solo una scatola di cioccolatini da portare alla signora Grissini in segno di buon augurio per l’inaugurazione della nuova fioreria.

Mi ha detto che ormai non aveva più bisogno del cioccolato e che ora la sua dieta avrebbe funzionato.

Poi mentre riordinavo gli scaffali dei cioccolatini sono entrati i coniugi Brontoli che hanno acquistato un’intera forma di  Sogno dovendola portare all’inaugurazione della fioreria.

Con tutta le persone che andranno  all’inaugurazione il sig.

Brontoli diventerà molto nervoso e il Sogno gli sarà sicuramente d’aiuto!” di colpo la mamma fece un sussulto “Dimenticavo, siamo tutti invitati all’inaugurazione, prepariamoci bambini e usciamo. Siamo già in ritardo!”

Arrivammo al nuovo negozio di fiori .

Non appena entrammo la mamma si diresse a congratularsi con la signora  Grissini e Toby fu bloccato dalla signora Bistrot che avanzava a grandi passi dal fondo del negozio trascinando una strana borsona di stoffa. Naturalmente dopo decine di buffetti, di “oh ma quanto sei bello”, “oh ma quanto sei cresciuto”,  Toby trovò il coraggio di divincolarsi e  domandò alla signora Bistrot, da vero curioso qual è ,  cosa avesse nel borsone che portava con sè.

La signora Bistrot accenando un sorriso beffardo  affermò che in quella borsa c’era il suo futuro e che presto avrebbe avuto bisogno di tutto il nostro appoggio .

Dorilla ed io saltammo alle conclusioni : quelle parole erano una confessione ?

La signora Bistrot era già morsa dai sensi di colpa  e chiedeva la nostra comprensione ? E  soprattutto la ricetta era in quella borsa?

Proprio mentre pensavamo a tutto questo, Dorilla sentì il conte Gelatina e il capitano Tabacchi che dicevano  al sindaco : ” Ora che ci hai dato quel benedetto pezzo di carta, possiamo dare il via alla fornitura che arriverà via mare e inizieremo il prima possibile”

Di quale fornitura parlavano? E di quale pezzo di carta ? Adesso che avevano la ricetta stavano pensando di ordinare gli ingredienti del Sogno al cioccolato ? Allora era il sindaco il colpevole mentre il conte e il capitano i complici!

Non finimmo di  ascoltare Dorilla che ci riferiva quanto aveva sentito, che fummo  chiamati dalla mamma per salutare la signora Grissini  che raggiante in volto  affermò: ” Oh cari bambini, non sapete quanto sia felice, non solo per la fioreria ma anche  per il signor Brontoli , vedrete che  non si lamenterà più del chiacchiericcio dei vostri clienti.

E’ così felice  ora!”. Non ci potevamo credere  davvero: il sig. Brontoli che non avrebbe più brontolato! Doveva esserci qualcosa sotto!

Effettivamente  guardando il sig. Brontoli era davvero contento, stringeva mani, salutava i bambini che  per lui erano come sabbia negli occhi.

Strano davvero! Merito forse di una sfornata extra di Sogno al cioccolato?

Non avevamo ancora visto però la signora Armonia che sicuramente era stata invitata all’inaugurazione.

Stava, invece, facendo il suo ingresso la signora Limetta con un’acconciatura nuova di zecca e un profumo che  gareggiava con quello che emanavano i fiori da cui eravamo circondati.

Dorilla si diresse verso la signora Limetta che si era intrattenuta con la signora Farina   per ascoltare le loro parole: “Pensare che fino a ieri non  lo avevo mai visto sotto questo lato, non avrei mai pensato che dentro di lui avesse tanta bontà , tanta dolcezza. Solo ora so come è fatto veramente!” diceva la signora Limetta.” Ecco vedi: fino al giorno prima pensi che una cosa sia irrangiungibile per te poi ti si presenta l’occasione, la cogli e ti cambia la vita.

Anche io  pensavo che non sarei mai riuscita a fare qualcosa di così originale ed unico che verranno anche le tv nazionali a intervistarmi!” Ma avevamo perso di vista Toby, ci girammo e rigirammo  fino a che non notammo una scarpetta che usciva dalla tovaglia del banco buffet .

Cosa stava facendo sotto al tavolo? Alzammo un lembo della tovaglia e ci gettammo anche noi sotto al tavolo. Toby  non aveva resistito alla sua curiosità e stava frugando nella borsa della signora Bistrot e non crederete mai a cosa trovò. Stemmi adesivi, manifesti, cartelloni  con scritto a caratteri  cubitali  “Per  Bistrot Sindaco di Sweetland”, “Vota Bistrot ” . Ecco svelato il motivo della richiesta di appoggio e il perchè, alla mattina, in pasticceria aveva detto alla mamma che quest’anno avrebbe vinto il concorso del dolce migliore di Sweetland .

Diventando sindaco sarebbe diventata di diritto due volte  giurata del concorso della sagra di Sweetland.

Quindi se prima poteva esprimere solo un voto su tre facendo parte della giuria anche il tenente Toscow e il sindaco Dolce, ora aveva poteva esprimere due voti su tre, essendo allo stesso tempo organizzatrice e sindaco.

Il suo dolce avrebbe sicuramente avuto la maggioranza dei voti e avrebbe sicuramente vinto il concorso del dolce migliore di Sweetland.

Potevamo, allora, escludere dai sospettati la signora Bistrot ma eravamo ancora lontani da scoprire il vero colpevole.

Intanto notammo che anche il signor Calendula non s’era visto alla festa, oltre alla signora Armonia.

Avremmo comunque visto la padrona di Birba l’indomani perchè dovevamo aiutarla nella tosatura del barboncino in vista della gara canina.

Arrivò subito l’ora di rincasare anche perchè per la mamma era stata una giornata pesante. Accompagnammo a casa  Dorilla e Toby, dato che la mattina dopo dovevamo andare a scuola e soprattutto dovevamo continuare le nostre indagini.

L’indomani, come al solito ci ritrovammo sullo scuolabus, e facemmo un piano: bisognava assolutamente capire quale fornitura aspettavano il conte Gelatina e il capitano Trapani, inoltre dovevamo scoprire cosa stesse architettando la signora Farina e soprattutto cosa aveva cambiato la vita alla signora Limetta.

Per non dimenticare la goia dei coniugi Brontoli.

Scendemmo dall’autobus e tanto pensierosi come eravamo, andammo quasi a sbattere contro la cariola del sig. Calendula che stava sistemando il giardino della scuola.

Ripeteva fra sè e sè : ” Ora sì, la mia vita cambierà, basta rastello e inaffiatoio, sono ricco!

Ne avevo sempre solo uno ma ora tutti li ho presi, tutti” Certo il discorso avrebbe avuto senso solo se si stava riferendo agli ingredienti del Sogno: ne conosceva solo uno, l’ibisco di cui era il fornitore, ma ora li conosceva tutti !

Un altro possibile sospettato.

La campanella suonò e dovemmo entrare in classe.

Lì ci aspettava però un’altra sorpresa: la maestra Matita, stava piangendo a dirotto, mentre aspettava i suoi alunni.

Lasciato Toby alla sua classe, io e Dorilla andammo dalla maestra e le chiedemmo perchè piangesse tanto. “Tranquille bambine sto bene!

Non vi preoccupate per  me “. Io e Dorilla però insistemmo e la maestra rispose: “Il conte Gelatina, il mio fidanzato mi ha lasciata!

L’ho fatto aspettare troppo e quella sciacquetta della Limetta ne ha subito approfittato! Me lo ha portato via sotto il naso!

E’ bastato che andasse a tagliarsi i capelli da quella donna e subito l’è caduto ai piedi!”

La maestra Matita era veramente disperata ma quello sfogo ci era stato molto utile. Affermai: “Quindi possiamo escludere la signora Limetta e il conte Gelatina dai possibili colpevoli!” ma Dorilla mi fermò in quanto le parole che avevamo sentito all’inaugurazione dalla Limetta avevano un senso: infatti tutto quel discorso su quanto era buono e dolce, era riferito al conte Gelatina.

Inoltre si giustificava anche il fatto che non avrebbe più sentito esigenza di cioccolato, era innamorata e quindi questo le avrebbe dato la forza per rispettare la dieta.

Il conte però poteva ancora esser il colpevole. Infatti dovevamo ancora verificare quale fornitura doveva arrivare via mare, anche se il conte non aveva più da preoccuparsi di   compiere un gesto eroico per sposare l’irraggiungibile maestra Matita.

Non vedevamo l’ora di finire le lezioni per dire tutte le novità a Toby.

Ci incontrammo fuori dalla scuola e come al solito andammo verso la pasticceria.

In quei giorni il negozio era rimasto chiuso al pubblico e la mamma ne aveva approfittato per fare un po’ di ordine.

Un enorme camion che giungeva ad alta velocità per le vie  del centro attirò la nostra attenzione.

Sul telone dietro la cabina del guidatore notammo la scritta : Cambusa e figli , Trasporti marittimi e terrestri.

Dovevamo seguire quel camion e vedere se il suo carico era quello che attendevano il conte e il capitano Tabacchi.

Iniziammo a correre tutti e tre, anche se Toby non aveva letto del tutto cosa fosse scritto sul camion.

Per fortuna il mezzo si fermò pochi metri più in là  proprio davanti un negozio che era sfitto da un bel po’ di mesi dopo che la fruttivendola aveva deciso di ingrandirsi trasferendosi in un’altra bottega.

Non appena il trasportatore scese dal camion, dal negozio dismesso uscì il capitan Tabacchi che si affrettò a scaricare delle casse di legno.

Intanto noi camminavamo adagio adagio proprio per osservare tutta la scena e capire finalmente cosa contenessero le casse.

Arrivò, trafelato, anche il conte Gelatina che esclamò : ” Finalmente! Apriamo una cassa in modo da verificare se la qualità è quella che aveva descritto lei, capitano!”.

Mai parole ci furono più gradite.

Il capitano allora prese dalla tasca il suo colltellino da marinaio, aprì una cassa ed estrasse….un sigaro!

Fummo colti da un pizzico di delusione: speravamo di aver trovato i colpevoli e che in quelle casse ci fosse del cacao o della cannella, invece, solo, solamente sigari!

Il conte aggiunse: ” Ora potremo finalmente aprire la nostra bottega di Tabacco, mancava solo la merce e l’autorizzazione del Sindaco!”

Ecco svelato anche quale pezzo di carta aspettavano dal sindaco: non la ricetta del Sogno ma l’autorizzazione per aprire la bottega.

Eravamo quindi ad un punto morto delle indagini. Raggiungemmo la pasticceria e mentre aspettavamo l’orario di chiusura potemmo fare il punto della situazione.

Dorilla elencò chi ancora poteva esser colpevole: la signora Farina aspettava la televisione per un evento straordinario, il signor Calendula aveva detto che ora “li aveva tutti”, ma non si sapeva a cosa si riferisse, la signora Armonia non si era più vista dalla mattina del furto.

Inoltre non sapevamo ancora a cosa fosse dovuta la contentezza dei coniugi Brontoli.

Infine il sindaco aveva ancora dei dissapori con la nostra pasticceria per via della tassa sul Sogno al cioccolato.

Secondo Dorilla avremmo dovuto cercare chi aveva avuto l’occasione di rubare la ricetta: sapevamo che la signora Armonia, avrebbe potuto approfittare del momento di scompiglio creato da Birba che aveva fatto cadere la biscottiera; il signor Calendula aveva portato un pacco di ibisco che la mamma aveva finito e quindi era presente la mattina del furto in pasticceria.

Di certo sarebbe stato lesto nel sottrarre la ricetta, con la velocità e l’abilità che le sue mani avevano nel potare le siepi a modo di sculture. Poi c’era la signora Farina che avendo il negozio proprio dinnanzi alla pasticceria avrebbe potuto fare un salto al negozio vedendo tutto quello scompiglio creato da Birba e nessuno se ne sarebbe accorto.

Stesso discorso valeva per i conugi Grissini: abitando sopra la pasticceria entrambe avrebbero potuto sentire il caos in pasticceria e  approfittare del momento.

Fummo interrotti improvvisamente dalla mamma che urlò: “Bambini sbrigatevi , c’è la televisione alla panetteria  della signora Farina!”.

Ci guardammo allibiti : era già arrivata la tv e pensai alla delusione della mamma nello scoprire che la signora Farina aveva confezionato una torta del tutto uguale al suo straodirnario dolce, dopo averle sottratto ignobilmente la ricetta che da secoli era appartenuta alla nostra famiglia. Anche Toby tentò di dissuadere la mamma dall’uscire, improvvisando uno dei suoi proverbiali capricci: ” No, non voglio uscire, mi vergogno, c’è la tv!”

La mamma però uscì comunque e dopo di lei  anche noi. La giornalista stava già intervistando la signora Farina : “E come ha avuto l’idea? ” e la signora Farina tutta impettita rispose: ” Ho sempre avuto sotto al naso per anni quel profumo, finchè un giorno mi è venuta l’idea: Il profumo all’essenza di pane .

Chi non vorrebbe entrare in una casa con il profumo di pane appena sfornato?

Da oggi tutti, anche le persone che non hanno tempo per preparare il pane fatto in casa, potranno annusare  questo magnifico e appetitoso profumo, grazie alla mia essenza!” .

Tutti e tre esclamammo : “Era questa allora la cosa originale ed unica che aveva preparato la signora Farina!” e fummo talmente felici della notizia che esultammo e brindammo, naturalmente con la Coca Cola, insieme alla signora Farina.

Ad un tratto udimmo una voce dalla finestra sopra la pasticceria :”Aspettate, abbiamo qualcosa anche noi da festeggiare”.

Era la signora Grissini, finalmente avremmo scoperto cosa avevano per esser tanto felici e perchè il signor Brontoli non si sarebbe più lamentato, sperando naturalmente che non si trattasse della ricetta del Sogno al Cioccolato.

Una volta scesi, i coniugi Brontoli impugnando due calici, dissero:”Siamo lieti di annunciare a tutti voi, cari amici, che presto saremo in tre, è in arrivo un piccolo Brontoli”. Tutti scoppiarono in un fragoroso :”Auguri! Congratulazioni!” La lieta notizia aveva fatto proprio un gran effetto al sig. Brontoli, sarebbe stato un bravo papà a giudicare da quanto fosse felice.

Arrivò, intanto a brindare, oltre ad un folto gruppetto di compaesani, anche il tenente che si avvicinò alla mamma per aggiornarla sulle novità dell’indagine ufficiale. Ci avvicinammo anche noi per conoscere il punto a cui le indagini della polizia erano arrivate e se il tenente avesse scoperto qualcosa in più di noi. Il tenente affermò: ” Signora , mi dispiace moltissimo, ma credo che la sua preziosa ricetta non verrà mai più ritrovata. La sua pasticceria è come un porto di mare , gente che va, gente che viene , potrebbe esser stato chiunque!” . Capimmo che avremmo dovuto fare tutto da soli! Un grido inquietante ci fece ad un tratto sobbalzare: “Tenente, mi aiuti, ho perso tutto, tutto! Il mio biglietto è sparito, sparito!” Era il signor Calendula ed era davvero disperato. Il Tenente allora con la sua solita autorevolezza:” Si calmi sig. Calendula e mi dica tutto: a quale biglietto si sta riferendo?” ed egli rispose: ” Il mio biglietto,non c’è più è sparito. Vede l’avevo riposto nella tasca della mia giacca ieri sera ed oggi sarei andato a riscuotere!”.”Ma quale biglietto?”lo interruppe il tenente. “Il biglietto della lotteria vincente! Avevo tutti i numeri vincenti, ero il vincitore del primo premio della lotteria di Sweetland e oggi avrei riscosso la cifra. Non c’è più! Non lo trovo più! ho cercato ovunque, qualcuno me lo ha rubato! “.

Povero signor Calendula, e noi che l’avevamo sospettato d’averci sottratto la ricetta mentre anche lui ora era vittima di un furto.

Ecco spiegato cosa farneticava fuori dalla scuola. Quando diceva che li aveva presi tutti, si stava riferendo ai numeri vincenti.

Due furti in due giorni. Molto strano.

Purtroppo non potemmo continuare a sentire cosa fosse accaduto perchè la mamma  ci  prese per mano dicendoci che dovevamo pranzare perchè quel pomeriggio dovevamo aiutare la signora  Armonia a tosare Birba.

A questa punto la signora Armonia era rimasta la sola sospettata oltre al Sindaco.

Non potevamo credere che una così adorabile vecchina  avesse commesso un tale atto.

Nel pomeriggio avremmo comunque avuto tutto il tempo necessario per indagare.

Pranzammo velocemente, lavammo i denti e poco dopo eravamo già pronti per andar dalla signora Armonia.

La simpatica vecchina abitava in una bella villetta con un meraviglioso giardino pieno di ortensie e camelie. Toby e Dorilla si affrettarono a suonare il campanello e la signora Armonia ci aprì.

Stranamete era tutta scapigliata, il suo meraviglioso chignon  era  disordinato, uscivano ciocche di capelli qua e là, “Bambini, meno male siete  qui !

Avevo appena fatto il bagno a Birba ma è scappato.

io mi diressi sul retro della casa e Dorilla  andò a suonare il campanello dei vicini per chiedere se avessero visto Birba.

Mentre cercavo  nella casetta con gli attrezzi da giardino notai  della terra appena rimossa proprio dietro la cariola .

Tolsi il rastello che vi stava davanti  e poi la cariola ed  ebbi una sorpresa che non mi sarei mai aspettata.

Birba era lì e stava rosicchiando  molto animatamente un pezzo di carta.

Cercai di afferrare quel foglietto tutto pieno di bava, ma prima rassicurai gli altri di aver trovato Birba, urlando “Birba è qui, venite!”.

Ebbene  sorpresa delle sorprese: il barboncino dispettoso aveva mordicchiato la nostra meravigliosa ricetta, non si riusciva a leggere se non poche sillabe.

La ricetta che avrei conosciuto dopo pochi giorni  era distrutta , non avrei mai  potuto preparare il Sogno al Cioccolato e Cannella .

Sarei stata la prima di una lunga dinastia di pasticceri a non poter confezionare il famoso dolce.  Non appena Dorilla arrivò e notò che Birba teneva sotto lo zampino un altro biglietto.

Lo raccolse: era il  biglietto vincente del signor Calendula e per fortuna Birba non aveva ancora iniziato a  distruggerlo.

Almeno per il signor Calendula avevamo una bella notizia mentre per me e la mamma  sarebbe stata la giornata più triste del mondo.

Arrivò anche la signora Armonia che, dopo aver sgridato Birba, dicendogli che non avrebbe più mangiato dolci, nè Sogno nè alcun altro dolce, ci avvertì  che saremmo dovuti andare tutti dal tenente a raccontare l’accaduto.

Ci fermammo prima in pasticceria dato che la mamma aveva già riaperto il negozio.

La signora Armonia si diresse subito  verso la mamma : ” Signora mi scusi tanto, non so come sia potuto accadere, sono disposta a risarcire tutto il danno, mi scusi signora !”

La mamma naturalmente ancora all’oscuro di tutto,  non capiva cosa stesse dicendo la signora Armonia.

Spiegammo allora che era Birba il colpevole dei furti e che purtroppo la nostra preziosa ricetta risultava illeggibile.

La mamma con una calma inaspettata,  tranquillizzò la signora Armonia e disse che saremmo dovuti andare al più presto dal tenente perchè il caso era chiuso.

La mamma colse però la mia delusione e mi accarezzò rassicurandomi: “Tranquilla Bebè, nulla è perduto.

Ho chiamato il tenente per il furto solo per esser sicura  che in giro non ci fosse un ladro  senza scrupoli che potesse compiere altri furti.

Ma  pensi veramente che la ricetta con tutti i suoi segretissimi ingredienti  fosse tenuta qui in negozio dove chiunque avrebbe potuto sbirciarla ?

Vedi, la nostra ricetta viene tramandata  da secoli tramite una semplicissima filastrocca , ma solo  tra qualche giorno  potrai conoscerla”.

Fui talmente sollevata, quella giornata si trasformò improvvisamente dalla più brutta alla più bella della mia vita. Ero la bambina più felice del mondo.

Finalmente arrivò  il giorno del mio compleanno e la mamma mi svegliò portandomi il mio regalo in una scatola regalo.

Era il regalo più bello che avrei mai potuto desiderare:  una cane ! Voi direte : ma come ? Non desideravi tanto la ricetta ?

Ma certo che desideravo conoscere la ricetta del Sogno al cioccolato e cannella, ma quello non era un regalo di compleanno, era come se fosse un incoronazione: avete presente quando una principessa diventa erede al trono, ecco io mi sento proprio così, una principessa che invece di ereditare un regno, ereditava una tradizione pasticcera  secolare.

A colazione la mamma mi insegnò la tanto attesa filastrocca con la ricetta: prendi la farina, mettila nella terrina, prendi il burro, e frulla il tutto……, chiaramente non posso dirvi il resto, è pur sempre  una ricetta segreta!

Nel pomeriggio provai a cucinare il mio primo Sogno al cioccolato e cannella, con degli assistenti d’eccezione Toby e Dorilla e il mio cucciolo che ho chiamato Babà, l’esito fu davvero pessimo ma avevo molto tempo per fare pratica!

Il sindaco Dolce dopo pochi giorni ritirò l’ordinanza sul pedaggio del Sogno al cioccolato perchè quei giorni che non aveva potuto gustarne neanche una fetta, essendo chiusa la pasticceria, gli avevano fatto capire che non potevano esserci tasse su una cosa così buona e divina.

La signora Limetta e il conte Gelatina annunciarono il loro matrimonio.

La nuova fioreria della signora Grissini andava a gonfie vele e il signor Brontoli era sempre più impaziente di conoscere il suo erede.

Il signor Calendula, ormai ricchissimo, aveva tutto il tempo per creare nuove magnifiche sculture dalle siepi.

Il signor Tabacchi finalmente assaporava giornalmente l’odore dei suoi sigari, fumandone così qualcuno di meno.

La signora Farina divenne una vera e propria imprenditrice grazie alla sua essenza al profumo di pane.

La signora Bistrot invece per molto tempo dovrà accontentarsi del secondo posto per il dolce più buono di Sweetland……e….. vissero tutti felici e contenti.

Ah dimenticavo di raccontarvi di Birba!

Il  barboncino  della signora Armonia  ha vinto il premio simpatia  anche se avrebbe  potuto vincere anche il primo premio assoluto ma purtroppo  proprio all’ultima sfilata  è saltato sul bancone dei giudici e ha iniziato a mordicchiare il parrucchino del  Presidente di giuria.

Non riesco neanche a descrivervi la scena,  in sala si era creato un silenzio da far venire i brividi  in attesa della reazione del giudice, la signora Armonia era disperata.

Ad un tratto però il presidente di giuria iniziò a ridere fragorosamente e allora tutta la platea lo seguì .

Povero Birba non cambierà mai neppure con una fornitura extra di Sogno al ciocco lato e cannella!

♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥

Se siete arrivati fino qui dopo aver letto tutto mi auguro vi sia piaciuta questa fiaba Gialla.

Buona domenica, di cuore a tutti.

Non ho mai fatto i bignè ma imparerò presto  e glieli dedicherò.

Grazie ancora.


La prima neve….

Me ne sono accorta guardando su, verso l’abbaino e…..ed ho visto la neve….sono corsa giù ed ho visto che era veramente la prima neve:

Dopo mezz’ora circa sono andata a vedere le piante della mia terrazza:

Allora ho pensato,  è vero, nevica davvero:

Aggiungo una foto del mio “fiocco di neve”  Perla (avevo anche un gatto che si chiamava così, ma ne ha viste così tante nella sua breve vita che ……… :-( )


Repetita juvant………

….è strano per me scrivere questo post, difficilmente il Veneto si è trovato in situazioni così gravi da dover chiedere aiuto..Vaiont a parte, ma questa volta è toccato a loro, a loro che sono sempre pronti a correre in aiuto di chi ne ha bisogno (lo dico con cognizione di causa).

È dall’altra sera che ho visto al telegiornale un uomo anziano piangere di fronte al nulla rimasto del lavoro di una vita dopo l’alluvione (l’ho accennato anche da qualche “altra parte”) che ho il magone e da quel momento non ho fatto altro che pensarci….forse perchè vedere un uomo piangere mi ha riportato alla mente il ricordo del mio papà: ero molto piccola quando lo vidi piangere, per me era  stato un duro colpo, io pensavo che gli uomini non lo sapessero fare….è forse per questo che non riesco a togliermi dagli occhi l’immagine di quell’uomo….che sollievo, quindi, aver trovato  questo appello nel blog della “Mucca sbronza” ,  non vorrei aggiungere altro se non fare un copia incolla del suo post, grazie a voi che leggerete…con affetto e gratitudine Libera.

Aiuti per il Veneto.

I miei biscotti glassati mi aspettano ma prima di tuffarmi nel lavoro (e per un paio di giorni non mi vedrete) volevo parlarvi della gentilezza disinteressata di una persona e di qualcosa di veramente importante.

Sapete che la Mucca sta cambiando vestito e che ci sono ancora dei problemi tecnici sulla grandezza dello spazio dei post, una lettrice gentilissima, Elisa, si è offerta di aiutarmi a sistemarlo ed io le ho chiesto come potevo ricambiare….ovviamente le ho proposto una bella teglia di dolcini ^____^
Lei invece, da persona splendida qual’è, mi ha chiesto semplicemente se potevo far girare questo appello per gli aiuti al Veneto, la sua regione, che come saprete in questo momento è alle prese coi gravi problemi degli allagamenti.

Vi riporto le sue esatte parole per farvi capire :
“Sai che sono veneta, ti chiedo cortesemente di far girare i dati che ti inserisco qui sotto per la raccolta fondi pro alluvionati perché la situazione è stata gravissima e adesso case, aziende e le campagne sono coperte dal fango. Ci sono persone che hanno perso tutto. Pensa che una vecchina con la casa piena di fango ha regalato una pianta a mio padre, che sta dando una mano nello sgombero di mobili ecc.. lui voleva ricambiare con del denaro e lei invece ha chiesto qualche bene di prima necessità”

E’ importante.

Eccovi i dati

Siete circa in 1000-1200 a passare di qui, ed ognuna di voi ha amici e famiglia a cui poterlo dire, se ci facciamo due calcoli siamo un buon numero di persone e ci basta rinunciare anche solo al caffè e brioche di domani mattina per fare qualcosa.

Un bacio grande grande,


Un pensiero per il Veneto..non lasciamoli soli……

….è strano per me scrivere questo post, difficilmente il Veneto si è trovato in situazioni così gravi da dover chiedere aiuto..Vaiont a parte, ma questa volta è toccato a loro, a loro che sono sempre pronti a correre in aiuto di chi ne ha bisogno (lo dico con cognizione di causa).

È dall’altra sera che ho visto al telegiornale un uomo anziano piangere di fronte al nulla rimasto del lavoro di una vita dopo l’alluvione (l’ho accennato anche da qualche “altra parte”) che ho il magone e da quel momento non ho fatto altro che pensarci….forse perchè vedere un uomo piangere mi ha riportato alla mente il ricordo del mio papà: ero molto piccola quando lo vidi piangere, per me era  stato un duro colpo, io pensavo che gli uomini non lo sapessero fare….è forse per questo che non riesco a togliermi dagli occhi l’immagine di quell’uomo….che sollievo, quindi, aver trovato  questo appello nel blog della “Mucca sbronza” ,  non vorrei aggiungere altro se non fare un copia incolla del suo post, grazie a voi che leggerete…con affetto e gratitudine Libera.

Aiuti per il Veneto.

I miei biscotti glassati mi aspettano ma prima di tuffarmi nel lavoro (e per un paio di giorni non mi vedrete) volevo parlarvi della gentilezza disinteressata di una persona e di qualcosa di veramente importante.

Sapete che la Mucca sta cambiando vestito e che ci sono ancora dei problemi tecnici sulla grandezza dello spazio dei post, una lettrice gentilissima, Elisa, si è offerta di aiutarmi a sistemarlo ed io le ho chiesto come potevo ricambiare….ovviamente le ho proposto una bella teglia di dolcini ^____^
Lei invece, da persona splendida qual’è, mi ha chiesto semplicemente se potevo far girare questo appello per gli aiuti al Veneto, la sua regione, che come saprete in questo momento è alle prese coi gravi problemi degli allagamenti.

Vi riporto le sue esatte parole per farvi capire :
“Sai che sono veneta, ti chiedo cortesemente di far girare i dati che ti inserisco qui sotto per la raccolta fondi pro alluvionati perché la situazione è stata gravissima e adesso case, aziende e le campagne sono coperte dal fango. Ci sono persone che hanno perso tutto. Pensa che una vecchina con la casa piena di fango ha regalato una pianta a mio padre, che sta dando una mano nello sgombero di mobili ecc.. lui voleva ricambiare con del denaro e lei invece ha chiesto qualche bene di prima necessità”

E’ importante.

Eccovi i dati

Siete circa in 1000-1200 a passare di qui, ed ognuna di voi ha amici e famiglia a cui poterlo dire, se ci facciamo due calcoli siamo un buon numero di persone e ci basta rinunciare anche solo al caffè e brioche di domani mattina per fare qualcosa.

Un bacio grande grande,


Blog Action Day 2010: l’acqua

Sprecate pure le parole e le occasioni, ma non l’acqua.

Per firmare la petizione cliccare sulla foto.



Protetto: Si volta pagina…..

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Paura dell’abbandono?

Immagine presa dal web.

…..o forse  soltanto la voglia di “staccare la spina”…..sul serio :-( ?

Sta di fatto che il mio pc ha tentato il suicidio, colpendosi all’“hearth disk” :-(

Ora è in terapia intensiva, tentano in tutti i modi di “salvare i suoi dati” e di riportarlo “on line”.

Già, questa volta me la sono vista brutta ;-)

Per non pensarci troppo ho continuato a cucinare ed ho anche acceso il forno ..più volte.

Una puntatina all’internet point per salutarvi e ringraziarvi dei commenti, dei saluti e dei pensieri.

Un saluto anche dal “randagione” che in una settimana di serena convivenza con Perla ha messo su il suo bel kiletto e mezzo :-)

La svizzera viaggia in incognito e la calma regna sui pianerottoli e nel cortile.

Ho un gradevole dialogo con l’altra “pianerottolaia” e questa volta viviamo tutti felici e contenti (meno una ;-) )

A presto.


Un pensiero per Michael un anno dopo ……

Un anno fa Michael scomparve dal mondo ma non dal mio cuore.

Ho ancora il primo disco in vinile dei Jackson five, sotto un video lo ritrae bambino, questa morte non mi è mai andata giù…per me è l’ennesima conferma che senza l’amore dei genitori l’ “avere tutto”,  nel tempo,  rimane sempre e comunque avere niente.

Ciao ancora Michael, ti salutai l’anno scorso con lo stesso fiore, oggi l’ho racchiuso in un cuore e quando voglio rivivere momenti felici della mia vita ascolto i tuoi dischi, è un vero peccato che tu non canti ancora quaggiù per noi, sono sicura che lassù c’è qualcuno che ti abbraccia e ti stringe forte.



Protetto: Ho vinto!! ….no…di più!!! (storie di gatti ;-) )

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Un Tipo strano.

 

In attesa di riprendere i ritmi culinari vi auguro un bel fine settimana con questa vignetta che a me è piaciuta molto.


E speriamo che piova.

Buona settimana.


Buona settimana

Questo è un post “light”, niente ricettina, ho imparato a mettere i miei “videi” su youtube, volevo vedere se funziona..beh, funziona.

Questo è uno scorcio del Tagliamento dalle parti di Venzone (ricordate Gemona ed il terremoto del 1976?)

Io riprendo (con la mia adorata digitale tuttofare ;-) )da una meravigliosa spiaggetta di sabbia.

Oggi sono a spasso, vi auguro una splendida giornata, proprio come quella che ho trascorso io sabato… lì, in mezzo alla natura e vi regalo un fiore!!


99 colombe portano speranza e lavoro in Abruzzo …..

Quale migliore occasione delle prossime feste Pasquali per aiutare a rilanciare l’attività artigianale de Le Sorelle Nurzia dell’Aquila?  Il prossimo 6 aprile facciamo in modo che  99 colombe portino la speranza ed un sorriso a coloro che hanno perso tutto ma non la voglia di ricominciare!

Mi ha telefonato ora un’amica che vive alle porte di Roma, grande consumatrice dei torroni e del cioccolato de

Le Sorelle Nurzia

bravissime pasticcere mi ha detto, allora facciamole conoscere queste Sorelle e, perchè no?…Facciamole “lavorare” ;-)


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