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Focaccia integrale con uva fragola, profumi e pensieri d’autunno.

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Un ottobre mite, cieli tersi e desideri di rinnovamento,  voglia di incanalare  passioni verso il sentiero di un futuro positivo, che abbia uno scopo, per dare un senso alla  vita ed evitare che la curva del grafico scenda pericolosamente.

Pensavo a questo mentre preparavo questa focaccia con l’uva fragola, i chicchi ce li siamo contesi io e le api, delle splendide api che io ho lasciato fare indirizzandole verso una ciotolina  preparata per loro: tempi duri per le api, purtropp; alla fine vi lascio un link per firmare una petizione per vedere di salvarle, speriamo serva a qualcosa.

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Una vera sorpresa questa focaccia, con gli esuberi di pasta che ho ritagliato ho fatto una rosetta, beh, un impasto da tenere in considerazione anche per preparare pane, sia dolce che salato, lo vedrei bene con olive e pomodori secchi… Mmmmh che fame!

Se non avete l’uva fragola, la potete preparare con altra uva: la buccia dell’uva nera/rossa contiene il revestranolo, uno dei più potenti antiossidanti, una molecola che aiuta a ridurre il colesterolo cattivo (LDL), migliora la fluidificazione del sangue riducendo il rischio di placche tromboiche, quindi lavare bene l’uva e mangiarla con la buccia.

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Ingredienti:

  • 700/800 g. di chicchi di uva fragola (il peso è indicativo, l’uva deve coprire le due sfoglie),
  • 500 g. di farina integrale,
  • 12 g. di lievito di birra fresco,
  • 300 ml d’acqua (compresa quella per sciogliere malto e lievito),
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo,
  • 8 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • 100 g. di zucchero di canna,
  • 1 pizzico di sale.

collage focaccia uva fragola

Come fare:

sciogliere il malto in poca acqua tiepida e stemperarvi il lievito di birra; in una terrina capiente formare una fontana con  la farina, aggiungere il pizzico di sale e versare al centro il composto col lievito ed incorporare, poca alla volta, l’acqua rimasta.

Lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo, formare una palla, coprire con la pellicola e far lievitare (io nel forno con la luce accesa), per 2 ore.

Nel frattempo lavare l’uva, sgranarla scegliendo i chicchi più belli e sani e metterla da parte (qualche chicco per le api ;-) ).

Dopo che la pasta sarà raddoppiata, stenderla e spargeresopra, uniformemente 50 g. di zucchero, 4 cucchiai di olio evo e lavorare ancora per amalgamare bene il tutto.

Preriscaldare il forno (io statico) a 180° C.

Dividere l’impasto a metà, stendere una parte su carta forno (io l’ho stesa abbastanza sottile) e trasferire sulla teglia da forno e fare il primo strato d’uva spolverizzando con un cucchiaio di zucchero e olio evo.

Stendere l’altra sfoglia ed appoggiarla sulla focaccia; sigillare bene i bordi e completare con l’uva, lo zucchero ed il rimanente olio evo.

Infornare per 50 minuti.

Focaccia integrale uva fragola tagliata1-001

Per oggi è tutto, vi lascio il link della petizione per aiutare le api:

Save The Bees

Concludo con la saggezza del mio mito Snoopy:

snoopy grafico

Foto da Pinterest


Marmellata di Pere Cotogne, il corallo in un barattolo.

Marmellata pere cotogne Tiziana barattoli-002

Barattoli di marmellata di pere cotogne di Tiziana.

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Cesto pere cotogne.

Ho ricevuto in regalo un bel pò di pere cotogne biologiche, le ho lavate molto bene con il bicarbonato, in questo modo ho tolto tutta la peluria che le ricopriva.

Poi, senza togliere la buccia, le ho tagliate a pezzi e passate in una bacinella piena d’acqua e succo di limone.

A questo punto ho messo le pere in una pentola molto capiente, ho aggiunto mezzo bicchiere d’acqua, ho coperto e fatto andare a fuoco lento finchè la frutta è diventata una purea.

Ho lasciato raffreddare le pere, le ho frullate, le ho pesate e, per ogni chilo di frutta, ho aggiunto 600 gr. di zucchero di canna.

Ho rimesso la pentola sul fuoco, ho fatto riprendere il bollore e, sempre mescolando il composto affinchè non attacchi, l’ho fatto cuocere per circa 15 minuti.

Dopo aver riempito i vasetti con la marmellata li ho sterilizzati.

Mi è piaciuto moltissimo vedere la trasformazione di colore durante la cottura, la polpa bianca di questo frutto è diventata prima rosata e piano piano si è trasformata in uno splendido rosso corallo.

Ciao bella, buonanotte, anzi buongiorno, perchè leggerai domattina. Tiziana.

Infatti, l’ho letta stamane, Tiziana deve aver percepito che ho un periodo di scarso entusiasmo e di svogliatezza generale ed ha pensato bene di rendermi partecipe della sua operatività.

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Albero pere cotogne.

Ho rispolverato le mie vecchie foto, ritrovando anche alcune ricette che, approfittando della stagione giusta, posterò in questi giorni.

La Mela Cotogna, Cydonia vulgaris, della famiglia delle Rosacee è originaria dell’Asia occidentale: questa pianta trova condizioni adatte alla coltura nel bacino del Mediterraneo e nelle zone temperate dell’europa orientale.

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 Pere cotogne.

 Tormentosi, giallastri, di forma irregolare, assai odorosi e con polpa molto coriacea e aspra, i frutti (popolarmente “cotogne”) vengono distinti in due grandi gruppi a seconda se appaiono più simili alle mele o alle pere.

 Si hanno così Mele cotogne, tondeggianti, dette anche Cotogne maschie e Pere cotogne o Cotogne femmine o Cotogne del Portogallo.

 A differenza di altri, a questi frutti non giova il freddo, per cui è bene raccoglierli precocemente, non oltre ottobre, e riporli in luogo adatto giacchè si conservano a lungo: non sono però adatti per il consumo immediato.

 I principali costituenti sono: zuccheri, acidi organici (malico), sali minerali (rame e potassio), Vitamine A e C, tannino, pectina ed un’essenza profumata (donde l’uso vecchissimo di porre qualche mela cotogna tra la biancheria).

 Le cotogne non si consumano allo stato fresco nemmeno dopo qualche mese di conservazione; in cucina vengono abitualmente utilizzate come aggiunta alle normali mele cotte, conferendo un aroma ed un sapore gradevolissimi e particolari.

 Dal punto di vista terapeutico, questo frutto ha notevoli affinità con la sorba e la nespola in quanto è molto attivo sull’apparato gastroenterico.

 Sia dalla buccia che dai semi si ottengono lozioni valide per tutte le forme di infiammazione, avendo azione emolliente e lenitiva, nonchè efficaci per prevenire le rughe. (Fonte:  Frutti della terra Maria Vittoria Divincenzo)

 

Marmellata pere cotogne di Tiziana pane-001
Bene, ed ora gustatevi questa fetta di pane e marmellata di pere cotogne e buon fine settimana

Aglio di Resia, polvere di stelle.

Polvere e sale all'aglio di Resia eff

Quando, accompagnato dalla frase: non lo regalo mai perchè, per produrlo ci vuole tanto lavoro, ho ricevuto in dono un mazzetto d’aglio di Resia, Presidio Slow Food, ho resistito alla tentazione di non accettarlo e, con in mano un tale tesoro, ho iniziato a pensare a come conservarlo nel modo migliore per più tempo possibile e così, fresca di acquisto di essicatore, ho pensato di farne una polvere che ho chiamato polvere di stelle proprio per valorizzare la storia di quest’aglio straordinario, parlo dell’autentico Aglio di Resia, quello tramandato di famiglia in famiglia, con i semi che danno frutti dopo 7 lunghi anni e con i bulbi.

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Torrente Resia, è la Natura il mio più grande amore…

Chi ha assaggiato quello autentico sente la differenza, la percepisce anche ello che io ho soprannominato il divoratore folle ma che tanto folle non è se se ne accorge: sta a vedere che prima o poi riesco a portare ello al di qua della barricata?

Alla fine vi segnalerò un link che vi indicherà come essicare l’aglio nel forno di casa; il vantaggio di farlo nell’essicatore è la maggiore quantità che si può introdurre e il non correre il pericolo di bruciarlo.

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Foto di archivio, non è l’aglio di Resia anche se il colore è quello.

Ingredienti:

  • aglio di Resia o altro aglio Italiano, tagliato a fettine sottili,
  • fiocchi di sale affumicato (io Falksalt perchè hanno la forma piramidale e sono un’opera d’arte).

collage polvere aglio di Resia

Come fare:

togliere la pellicola dai bulbi d’aglio (conservarla ;-) ) e ritagliarli nel verso della lunghezza a fettine sottili: sarà un lavoro lungo ma verrete ripagati.

Disporre le fettine sulle grate dell’essicatore oppure, se non l’avete, sulla carta forno come indicato nel link alla fine, controllare di tanto in tanto togliendo le fettine che si spaccano e lasciare quelle che sono ancora elastiche.

Alla fine inserire l’aglio essicato nel macinino da caffè per ricavare la polvere: io la preferisco perchè la posso dosare in molte preparazioni senza l’inconveniente (per molti) di trovarsi in bocca scaglie d’aglio anche se, credetemi, l’aglio di Resia non vi remerà mai contro ;-)

Conservarlo in un barattolo di vetro e, se volete preparare il sale mescolare la polvere al sale che preferite: fiocchi, fior di sale, sale iodato, marino ecc. ed aggiungerlo alle preparazioni che prediligono  un leggero, non invasivo sentore d’aglio.

 cuore silenzioso

 Immagine da Pinterest.

Link aglio essicato in forno:

Aglio essiccato in polvere


Illusione di Panna cotta ai Fiori di Sambuco, da Christian Milone, l’ispirazione.

Panna cotta senza panna ai fiori di sambuco bicchiere-001   

In febbraio, a Identità Golose ho potuto vedere all’opera un intraprendente, creativo e vulcanico giovane Chef, Christian Milone della Trattoria  Zappatori di Pinerolo che, abbandonato il ciclismo (evidentemente ciclismo e passione per la cucina vanno a braccetto ;-) ) è entrato nel Ristorante di Famiglia per continuare l’attività, mantenendo le tradizioni del locale ma riuscendo a ritagliarsi uno spazio personale dove liberare  curiosità, fantasia ed entusiasmo, concedendo nello stesso tempo un meritato riposo ai suoi genitori, un “riposo attivo”, per tornare al linguaggio ciclistico, infatti il padre, che era seduto accanto a me, segue insieme con la moglie il lavoro del figlio del quale sono comprensibilmente orgogliosi.

Christian Milone a Identità Milano-003   

Christian Milone e staff.

Il padre mi ha raccontato che ogni volta che capita in cucina trova un cambiamento, Christian non è mai scontato, non è mai soddisfatto, è un perfezionista, coinvolge col suo entusiasmo tutto lo staff trasformando il lavoro in un gioco consapevole e responsabile ; beh, non è un mistero che lavorare in disciplinata armonia paghi, in tutti i sensi ed in tutti i campi.

collage panna cotta Milone-001   

Panna cotta alla nocciola di Christian Milone.

Il tema era La leggerezza dell’acqua (anche per onorare uno dei Partner dell’Evento) e lui aveva preparato una panna cotta ottenuta emulsionando acqua e olio di nocciola; tutti sanno che emulsionando olio ed acqua il composto diventa bianco, la consistenza l’aveva ottenuta con la colla di pesce, la dolcezza con l’aggiunta di zucchero.

Un po’ di riposo in freezer, poi in frigorifero ed ecco pronto un dessert stupefacente, senza lattosio, senza glutine e volendo anche senza zucchero adoperando i vari dolcificanti disponibili ultimamente sul mercato.

Qui non è facile trovare l’olio di nocciola ed il suo prezzo particolarmente elevato mi ha portata a cercare una variante e così ho avuto l’idea; era da un po’ che non rinfrescavo il mio menù al sambuco ed ecco fatto: sono pienamente soddisfatta del risultato ed ello pienamente soddisfatto dell’assaggio, da rifare.

Panna cotta senza panna ai fiori di sambuco barattolo chiuso-001   

Ingredienti per la mia versione:

  • 200 g. di sciroppo di fiori di sambuco,
  • 80 g. di olio ai fiori di sambuco ottenuto con olio di semi di mais dove ho fatto macerare per 2 giorni 50 g. di fiori secchi di sambuco,
  • 5 g. di colla di pesce (per i vegani adoperare l’agar agar)*.

collage passiflora   

Ingredienti per il topping:

la polpa di alcuni frutti di Passiflora edulis.

Come ho fatto:

ho ammollato la colla di pesce in acqua fredda, l’ho strizzata e sciolta perfettamente nello sciroppo di fiori di sambuco tiepido.

Ho unito l’olio ben filtrato dai fiori secchi, non ho aggiunto lo zucchero essendo lo sciroppo già dolce; ho emulsionato col minipimer per qualche decina di secondo.

Ho fatto riposare cinque minuti e dopo ho frullato nuovamente per altri dieci secondi per stabilizzare l’emulsione come insegna Christian; mettere il composto nei contenitori scelti per il servizio e porli in freezer per un’ora, dopo spostare in frigorifero fino al momento di portare a tavola.

Io ho decorato con la polpa di passiflora edulis.

Panna cotta senza panna ai fiori di sambuco bicchiere cucchiaio-001   

Buonissima, una ricetta dalla quale partiranno infinite varianti, geniale, grazie Christian per aver condiviso questa idea.

Trattoria Zappatori Pinerolo       

La panna cotta senza panna di Christian Milone    

Come utilizzare l’agar agar, un’idea. 


Fiori d’Aglio di Resia in Agrodolce, come suggellare un giovane amore.

Fiori d’aglio di Resia in agrodolce.

É giovane l’amore che mi lega alla Val Resia ma forte come quello che mi lega alla Val Tramontina: due Valli, una di fronte all’altra, tutte due depositarie delle mie emozioni, dei miei ricordi, dei miei pensieri più intimi.

Dico sempre le stesse cose, lo so, ma non sono reportage, questa è la mia vita, il mio mondo, questa sono io; le persone vanno, i ricordi restano.

Non si può fermare il tempo però, conservando frutta e verdura è possibile: basterà aprire un vaso e ne usciranno scorci di stagioni ormai lontane.

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Val Resia da Malga Coot.

Tempo fa, dopo aver fatto la vellutata, mi erano avanzati fiori d’aglio di Resia, con tutta la fatica ed i sacrifici che fanno i produttori per coltivarlo, sarebbe un peccato mortale sprecarli, vanno utilizzati subito.

Volevo conservare un pezzetto di Valle e qualche ricordo  e sono andata sul sicuro con la ricetta che è una certezza, solitamente conservo così le zucchine, l’ho anche sperimentata con successo per conservare i funghi steccherini dorati.

Io scrivo la dose per 1 kilo di fiori, poi ci si regola secondo la quantità a disposizione; si possono adoperare tutti i tipi di fiori d’aglio, l’Italia è piena di buon aglio, noi qui abbiamo quello di Resia, teniamolo da conto e valorizziamolo.

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Fiori d’aglio di Resia.

Ingredienti:

  • 1 kilo di fiori d’aglio, Italiano, è più buono :-),
  • 3/4 di aceto di vino bianco,
  • 3 dl di olio evo,
  • 120 g. di zucchero,
  • 6 g. di sale.

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Come fare:

lavare ed asciugare i fiori d’aglio, tagliarli a pezzetti di c.ca 3 cm.: fare come per gli asparagi, provare con le dita fin dove si spezzano; io che sono un po’ maniaca vado oltre e poi elimino i filamenti coriacei; non andrebbe messo il bocciolo ma io l’ho messo e non ha reso amara lapreparazione che, a detta di tutti quelli che li hanno assaggiati (ello in primis), sono strepitosi.

Mettere in una casseruola l’aceto, l’olio, lo zucchero, il sale e portare ad ebollizione, unire i fiori d’aglio e cuocere per 20 minuti, togliere dal fuoco, coprire e lasciar riposare 24 ore.

Scolare i fiori, metterli nei vasi sterilizzati, battere il fondo col palmo della mano per livellarli ed eliminare più aria possibile, appoggiare il pressino in pastica.

Rimetteresul fuoco l’agrodolce e farlo ridurre fino ad ottenere una specie di sciroppo; versarlo caldo sui fiori a coprirli, battere leggermentei vasi sul piano per eliminare eventuali bolle d’aria, io solitamente appoggio sopra il coperchio e chiudo ermeticamente dopo qualche ora.

Conservare in luogo fresco ed asciutto, far riposare un mese; durata 1 anno.

Non ho mai sterilizzato la preparazione ma, se non avete pratica, alla fine metterò un link dove troverete degli ottimi consigli per conservare in sicurezza.

Margherite gialle e Torrente Resia-001

Torrente Resia.

Buon fine settimana, alla prossima gita♣

Link:

Zucchine al rosmarino in agrodolce

Conservare in sicurezza.


Bocconcini di Scarpaccia, dalla tradizione Toscana una ricetta vegana.

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La rima baciata è puramente casuale, come la scoperta di questa ricetta una domenica di luglio, giornata un po’ grigia e piovosa; unica nota di colore delle piccole zucchine ed un cesto dei loro fiori da utilizzare.

Solitamente immaginiamo la cucina vegana irraggiungibile, complicata, spesso priva di appetibilità ma non ci accorgiamo che basta curiosare tra  le ricette della tradizione regionale per scoprire che molte di queste sono vegane, certo non per scelta etica e morale, ma per necessità.

Per molti ceti sociali era difficile, se non impossibile, disporre di fonti proteiche e quelle ottenute con i baratti si esaurivano presto.

Aggiungiamo che non c’erano frigoriferi e congelatori e l’orto e la campagna rimanevano spesso gli unici fornitori di cibo e questa ricetta è un meraviglioso esempio di cucina Povera: ho consultato il web ed ho scoperto che la Scarpaccia è una ricetta della Versilia: a Viareggio si fa in versione dolce, a Camaiore in versione salata: ecco cosa significa far di necessità virtù.

Anche i nostri Cjalzòns possono diventare vegani, basta sostituire la ricotta affumicata col tofu affumicato, il burro col burro di soia o, semplicemente con l’olio extravergine di oliva ed il gioco è fatto.

Solitamente la prima volta che faccio una ricetta trovata su un libro (in questo caso I Buonissimi-antipasti), rivista ecc., seguo pedissequamente le indicazioni e così ho cercato di fare anche questa volta: cercato, appunto, perchè la ricetta dei Buonissimi contempla 12 fiori di zucca , 4 zucchine ed 1 cipolla, io ho abbondato utilizzando tutti i fiori che avevo.

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Ingredienti per una teglia rettangolare di cm. 20×28, tra parentesi le dosi della ricetta, io ho abbondato, senza contare né pesare:

  • (12) fiori di zucchina puliti, privati dei pistilli e tagliati a striscioline,
  • (4) zucchine, lavate e tagliate a rondelle sottili (robot o mandolina),
  • (4 cucchiai di olio extravergine di oliva), io aromatizzato al basilico,
  • (1) cipolla bianca tagliata a fette sottili,
  • (poca farina bianca) la ricetta scrive di metterne fintanto si sarà formata una pastella,
  • foglie di basilico fresco spezzettate finemente: mia aggiunta,
  • (sale) affumicato,
  • (pepe), peperoncino di Calabria in polvere.

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Come fare:

mettere le verdure in una terrina, salare, mescolare, coprire e far riposare fintanto le verdure rilasceranno l’acqua di vegetazione; a questo punto nel libro c’è scritto di lavare le verdure ed aggiungere 1 dl. d’acqua, io non ho l’ho fatto.

Preriscaldare il forno a 180°C. (la prossima volta userò la funzione ventilato)

Aggiungere all’impasto, poca alla volta, la farina necessaria a formare una pastella morbida, condire con l’olio al basilico e le foglie, aggiustare di sale; se lavate le verdure sarà necessario aggiungerlo, pepare.

Amalgamare bene il composto e versarlo nella teglia unta con olio evo, io l’ho foderata con carta forno per poterla rovesciare facilmente.

Infornare per 30 minuti, scritto nel volumetto, 40/45 io; se voltete una crosticina croccante passare la teglia sotto il grill.

Come avrete immaginato, questa ricetta si presta ad un’infinità di varianti: a bocconcini, come ho fatto io adoperando un piccolo coppapasta, sono perfetti per un buffet, per arricchire degli spiedini, alternandoli a cubetti di tofu o seitan.

Con formaggio, prosciutto ecc., per i non vegani, diventa un pasto completo.

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 Provate, se vi va e per invogliare i vostri bambini a mangiare la verdura, coinvolgeteli nel creare varie forme, quelle che non verranno bene, certamente finiranno nella loro boccuccia ;-)

Alla prossima

Link:

Scarpaccia


Pasticcio di Fiori di Zucchina ripieni: la Cucina di Casa.

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Inizio questa settimana d’agosto  con una ricetta semplice con i fiori di zucchina; chi possiede un orto o un campo lo sa, arriva un punto in cui zucchine e fiori invadono ogni spazio e, se non si vuole buttare il cibo, bisogna aguzzare ingegno e fantasia.

I fiori hanno una vita brevissima ed anche quando non sono più rigogliosi, possono essere utilissimi e versatili in cucina: in questo breve periodo di assenza ho avuto modo di sperimentare molti modi di utilizzarli, merito anche della generosità di Milva che mi ha omaggiata con abbondanti fiori, quelli femmina, attaccati alla zucchina che lei stacca, perchè i sui clienti temono che gravino sul costo finale.

Parto da questo, chiamamolo, pasticcio con fiori ripieni adagiati su uno strato di besciamella in coordinato (fiori e zucchine spadellati e tritati),  il tutto rifinito con pennellate di besciamella, una bella manciata di pane grattugiato mescolato al Formaggio stagionato di Latteria Turnaria, che ha sostituito degnamente il mitico Parmigiano Reggiano e abbondanti fiocchi di burro.

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Prima di scrivere gli ingredienti specifico che, essendo una ricetta di casa, questi fiori accolgono felicemente qualsiasi ripieno, sta solo a noi scegliere quale, e se la scelta cade su quello che abbiamo in casa, la soddisfazione è doppia e l’economia di casa salva.

Ingredienti peri fiori:

  • 24 fiori di zucchina privati del pistillo (per la pirofila che vedete in foto),
  • ricotta*,
  • tonno al naturale*,
  • 1 cucchiaio del composto fiori/zucchina per la besciamella,
  • qualche cappero dissalato,
  • 1 filetto di acciuga*,
  • poco aglio schiacciato (io quello di Resia che è digeribilissimo e non lascia traccia),
  • burro*,
  • pane grattugiato (se siete celiaci con spiga di certificazione),
  • basilico fresco,
  • peperoncino,
  • sale affumicato o semplice q.b.(io adopero l’affumicato perchè si sposa bene con le zucchine),*

Ingredienti per la besciamella:

  • latte di soia o di riso,
  • farina di riso o amido di mais,
  • zucchine e fiori spadellati con cipollotto,
  • olio al basilico,
  • sale affumicato*,
  • peperoncino.

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Come fare la besciamella:

stemperare la farina di riso nel latte, sbattere con la frusta e cuocere nel microonde per 1 minuto alla volta (io faccio così), per tenere sotto controllo la consistenza; mescolare bene ogni volta.

Quando la besciamella raggiungerà la consistenza desiderata, aggiustare di sale e pepe, unire il composto fiori/zucchine e un giro d’olio al basilico; io l’ho tenuta più liquida perchè avevo bisogno di umidità per la cottura dei fiori, era un esperimento e dovevo andare ad istinto.

Per la besciamella adopero sempre latte vegetale e non adopero il burro che preferisco metter sopra per la doratura.

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Come comporre il Pasticcio:

preriscaldare il forno a 180°C.

Pulire delicatamente i fiori di zucchina e privarli del pistillo interno, aprirli delicatamente e riempirli, aiutandovi con una sac a poche, col ripieno preparato amalgamando gli ingredienti.

Mettere alla base della pirofila uno strato di besciamella, disporre sopra i fiori ripieni, mettere un po’ di besciamella negli spazi, spolverizzare con abbondante formaggio e pane grattugiato, completare con il burro o, se preferite, olio extravergine, perfetto anche quello aromatizzato al basilico, ottenuto mettendo a macerare nell’olio evo, per qualche giorno, foglie pulite ed asciutte di basilico fresco.

Coprire con la stagnola per 20 minuti, scoprire, continuare la cottura per altri 15 minuti e completare con la funzione grill fino a doratura, provate se vi va.

*Questa ricetta, con le dovute sostituzioni e/o omissioni: la ricotta con tofu, formaggio grattugiato con semi di sesamo tostati o nocciole/mandorle ed il burro con quello di soia, diventa perfetta per i vegani.

Se adoperate il pane grattugiato consentito, è anche senza glutine, infatti la besciamella è fatta con farina di riso o amido di mais e, a proposito di mais, ideale la sua farina per sostituire il pane grattugiato o per aggiungere croccantezza alla preparazione .

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Al momento dell’assaggio io sembravo un’ape, ed ello un calabrone, svolazzavamo di fiore in fiore, contendendoci ogni boccone.

Buonissimo anche il giorno dopo, a temperatura ambiente, buona settimana

 collage debbie

Vi presento Debbie, ci siamo conosciute ieri.


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