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Crema fredda di Avocado al Kefir e l’eleganza del Sale.

L’eleganza del Sale: Crema fredda di Avogado al kefir e fiocchi di sale affumicato Falksalt.

Può essere elegante il sale ? Secondo me si, basta soffermarsi ad osservare queste piramidi ed avere la fortuna di poterne sciogliere una tra le labbra, se non fosse già in uso scriverei “scioglievolezza”.

Pensiamo all’energia che trasmettono le piramidi, al loro fascino misterioso, appena ho visto questi fiocchi ne sono rimasta attratta, oserei dire magnetizzata.

Ma è sale, direte voi, già è sale ma pensiamo a quanto sia stato importante il sale nella storia dell’uomo, utilizzato come moneta, come merce di scambio,  per conservare gli alimenti oltrechè per aromatizzarli.

Quante volte sentiamo dire o diciamo: è il sale della vita?

Come per tutte le cose belle e buone anche l’uso del sale dev’essere equilibrato, ma con i fiocchi di sale non si corre il rischio di eccedere, per me è così…

Questo sale arriva da Cipro, isola che amo e che conosco, motivo in più per considerare questo sale un gioiello prezioso.

Di seguito ho fatto un copia-incolla da questo sito , dove troverete anche le indicazioni di utilizzo dei vari aromi, sempre naturali, che valorizzeranno le vostre pietanze.

Questi fiocchi vanno aggiunti alla fine, così ne apprezzerete la consistenza, l’aroma e la sapidità.

L’eleganza del Sale: Crema fredda di Avogado al kefir e fiocchi di sale affumicato Falksalt.

Come vengono prodotti questi cristalli di sale? L’acqua del mar Mediterraneo viene convogliata in apposite vasche dove il naturale processo del sole e del vento scalda lentamente l’acqua fino al punto in cui si formano i fiocchi di sale a forma piramidale.

Queste piccole piramidi croccanti, vengono poi aromatizzate con appetitose spezie.

Falksalt produce i fiocchi di sale nelle saline di Cipro attraverso un metodo di produzione molto antico fatto completamente a mano.

Il fiocco di sale è un prodotto 100% naturale, ricco di minerali, magnesio e calcio e non contiene additivi per evitare che si agglomeri, a differenza di altri sali.

Delicati e dal gusto leggero, i fiocchi vengono usati per condire le pietanze a fine cottura o appena prima di servire per dargli modo di sciogliersi lentamente e di rimanere ancora con una “croccantezza” in bocca.

Utilizzando i fiocchi di sale, in particolare quelli aromatizzati, si usa meno sale per condire i cibi e si riduce il consumo quotidiano.

Di questi “fiocchi di sale” ce ne sono 9 qualità diverse compreso quello naturale di colore bianco.

Si, perché il piacere non è solo gustativo nel momento dell’assaggio ma anche visivo per la vasta gamma di colori, olfattivo per i vari aromi che li contraddistinguono, e anche tattile perché i grani sono molto più grandi del solito e la forma ricorda proprio quella di una piccola piramide vuota.

L’eleganza del Sale: Crema fredda di Avogado al kefir e fiocchi di sale affumicato Falksalt.

Per questa crema ho adoperato i fiocchi di sale affumicato, essendo una crema senza cottura ne ho pestati alcuni al mortaio e li ho aggiunti prima di frullare l’avogado e alla fine per decorare.

Questa ricetta l’ho trovata su un ritaglio di giornale e c’è anche in rete con delle varianti: yogurt, burro, brodo di pollo, brodo vegetale ecc.

Io ho preferito mantenere il sapore dell’avogado, ho aggiunto il kefir in quantità moderata perchè a me piace densa, ma se volete potete renderla più liquida anche soltanto con acqua.

Ccon il latte di soia, riso o mandorla la renderete vegana, anche in questo caso spazio alla fantasia e porte aperte alla sperimentazione, ci vedrei bene anche i fiocchi aromatizzati al limone, all’aglio, al peperoncino e, perchè no, ai funghi porcini.

Questa crema l’ho preparata prima della partenza non avendo ancora a disposizione i funghi, la rifarò aggiungendoli alla fine leggermente scottati in padella, secondo me si stanno benissimo, provate anche voi.

Ingredienti per 2 persone:

  • 1 avogado maturo,
  • succo di mezzo limone,
  • kefir q.b. ad ottenere la consistenza desiderata,
  • fiocchi di sale affumicato Falksalt,
  • erba cipollina fresca (dalla mia terrazza).

Come fare:

tagliare a metà l’avogado ed estrarne la polpa con un cucchiaio, frullarla assieme al succo di limone ed il sale (io ho prima frantumato i fiocchi nel mortaio), aggiungere il kefir (o il liquido che avete scelto) e frullate ancora fino ad ottenere una crema omogenea.

Riporre in frigorifero per 1 ora (potete anche gustarla a temperatura ambiente), al momento di servire aggiungere un cucchiaio di kefir (o yogurt o panna acida) per ottenere un effetto marmorizzato (se vi va), l’erba cipollina tagliuzzata con le forbici e qualche fiocco di sale che darà un tocco elegante alla vostra semplicissima crema.

L’eleganza del Sale: Crema fredda di Avogado al kefir e fiocchi di sale affumicato Falksalt.

Ed ora “la storia intorno” che, per rimanere in tema, parlerà dell’Eleganza del riccio, libro che ho portato in Austria ed ho terminato ieri sera.

Per una signora demodè e romantica come me ci sarebbe voluto il lieto fine ma probabilmente il libro non avrebbe avuto il successo che ha avuto e non ne avrebbero fatto un film.

Io immagino Renè che prende in braccio Lev il gattone obeso, chiude dietro di se la porta della guardiola e si dirige verso l’appartamento del quarto piano, dove Kakuro Ozu ogni mattina le porterà la colazione a letto e non le farà mai mancare una camelia assieme al the al gelsomino.

Mi sono innamorata anch’io di Kakuro, dev’essere meraviglioso trovare una persona che senza preconcetti, senza paura, riesca a vedere cosa c’è di bello nel tuo cuore, oltre l’apparenza, ma questa è la favola, la realtà non va mai nella direzione dei nostri sogni, sennò non sarebbero sogni…


Sùf di pomule di savut (zuppa di bacche di Sambuco)

Un tale ordinò all’oste di portargli da mangiare e da bere,

facendo nel contempo un patto:se avesse cantato una canzone

che gli piacesse, non avrebbe pagato niente.

Il padrone non ebbe difficoltà ad accettare,

ma poi nessuna canzone gli andava bene.

Alla fine il furbo cantò:

“Tasca di dietro viene avanti, che l’oste vuole soldi e non canti!”

Questo piacque all’oste e…il furbo non pagò.

(Lenzone)

Questo è uno dei tanti racconti popolari carnici che si trovano ad intercalare le ricette del libro di Gianni Cosetti: Vecchia e Nuova Cucina di Carnia.

Questo libro è in mostra nella mia cucina da anni, da quando l’ho visto in una vetrina  a Feletto, non avevo ancora il pc, nè un blog, nè mai avrei immaginato di scrivere qui oggi.

In quel tempo avevo  soltanto una grande passione per la cucina, per tutto ciò che offriva la natura  ed un “moroso” friulano..e per una triestina come me era tutto un programma.

Coincidenza anche il fatto che ora io abiti nel paese dove è stato stampato il libro.

Purtroppo non ho avuto la fortuna di assaggiare le ricette fatte con le sue mani ma il suo libro è per me grande fonte d’ispirazione.

Questa zuppa l’ho fatta l’anno scorso, avendo a disposizione campi ricchi di sambuco, ieri sono andata a raccogliene altri di grappoli per rifarla usando latte di soia, burro di soia e farina di riso (il mio lui è intollerante al lattosio), aggiungerò foto e considerazioni.

Ingredienti (1/2 dose):

  • 400 g. di bacche di sambuco mature,
  • 1/4 litro di latte,
  • 20 g. di burro,
  • 50 g. di farina00,
  • sale q.b.

Procedimento:

passare le bacche al passaverdura, bollire il succo ottenuto assieme al latte e burro.

Salare e versare la farina mescolando con la frusta facendo attenzione che non si formino grumi.

Cuocere a fuoco basso finchè si formerà una crema.

Servirla così o con dei crostini di pane, (io ho aggiunto la ricotta affumicata che adoro)

Questa ricetta mi è particolarmente cara, essendo una zuppa originale della cucina Carnica, racconta una storia di povertà ma anche di ricchezza, la ricchezza d’animo e di fantasia di chi trovava sempre e comunque “qualcosa” da presentare in tavola..e questo mi emoziona sempre.

Buona giornata a voi.


Zuppa estiva di melone invernale…

Buona settimana!! Eccomi di nuovo in postazione con il mio pc sano e salvo, ma non è ancora lui, stento a riconoscerlo :-( mancano 2 installazioni che mi facilitavano la vita,  sarà la volta buona che imparerò a destreggiarmi un pò di più?

Il tecnico mi ha “pensata”..così ha detto ;-) perchè era quasi ora di cena, lui stava ripristinando i file e gli scorrevano continuamene davanti ricette e foto di cibo e gli era aumentata oltremodo la fame ..beh un bel complimento:-) supportato anche (per modo di dire) dalla frase: brava, è raro che “signore” della sua età si destreggino così bene col pc :-(

Torniamo alla zuppa, il melone invernale si chiama così perchè si conserva a lungo ed è facile trovarlo anche in inverno, ha una polpa soda e croccante ed il sapore delicato assomiglia poco a quello del melone comune (quello che mangiamo col prosciutto per intenderci).

Ho trovato questa ricetta in un libro sulle spezie, a parte il pepe della Giamaica (che ho trovato in un mix di pepi), non richiede l’uso di ingredienti introvabili ai più.

 

Ingredienti per 2:

  • 1/2 melone invernale tagliato e privato dei semi,
  • 1 noce di burro (di soia)
  • 1/2 porro o cipollotto fresco,
  • 1 foglia di alloro,
  • grani di pepe nero macinati a piacere,
  • 2 bacche di pepe di Giamaica macinate,
  • 300 ml d brodo vegetale,
  • 30 g (1 bustina) di pinoli tostati.

Procedimento:

accendere il forno a 190° C. , avvolgere la metà del melone nella stagnola ed infornare per 45 minuti.

Togliere dal forno e con un cucchiaio staccare la polpa dalla buccia.

Sciogliere il burro a fuoco medio ed unire il porro, l’alloro, il pepe e cuocere per ammorbidire il porro,

unire la polpa del melone, il brodo vegetale e regolare la consistenza aggiungendo acqua.

portare ad ebbollizione e continuare la cottura per c.ca 1/4 d’ora.

Eliminare l’alloro e frullate la zuppa col frullatore ad immersione (o nel bicchiere di un frullatore),

aggiungere i pinoli, ottenuta una crema omogenea rimettere la zuppa sul fuoco per riscaldarla (è perfetta anche fredda)

Se la servite calda accompagnatela con crostini di pane.

Ed ora il video che ho fatto sabato in Austria durante una “infruttuosa” passeggiata alla ricerca di funghi :-(

Le api ci sono ancora…. :-)


Perla sul tetto che ancora non scotta ….e zuppetta!

Il buongiorno di Perla sul tetto che ancora non scotta…sono le 6 di mattina, una giornata luminosa, oggi m’incontro con una blogger….incrocio le dita ;-) , L’incontro non è andato a buon fine, la “blogger” non mi è piaciuta ed io non sono piaciuta a lei, pazienza, me ne farò una ragione…anzi me la sono già fatta ;-)

Finalmente mi avvicino alla mia adorata Trieste, il mio Carso (non proprio mio eh!!), era da dicembre scorso che non mi spingevo da quelle parti, e dire che non sono così distante…..che bello… una giornata tutta per me.

Nooooo, noi non mangeremo questa ma domani, per “smaltire”, forse si..

In questo periodo in cui il rapporto col cibo è conflittuale…ci vuole un compromesso, un colpo al cerchio ed uno alla botte…

Questa zuppetta può riappacificare la coscienza, sazia, è fresca e ci fa sentire in pace con il nostro giro vita.

Ingredienti:

  • 1 cetriolo lungo olandese (ma anche quelli nostrani vanno bene!),
  • erba cipollina,
  • finocchietto selvatico,
  • brodo vegetale,
  • sale (uso l’afffumicato),
  • yogurt o panna acida o olio evo, e…… dulcis in fundo il nostro minipimer o robot….

Come fare:

mettiamo nel robot 3/4 di cetriolo (sbucciato) col brodo vegetale e l’erba cipollina tagliata con le fobici,

riduciamo a crema e versiamo nel nostro piatto o zuppiera, tagliamo a cubetti piccoli il cetriolo rimasto,

tagliamo con le forbici il finocchietto ed aggiungiamo lo yogurt o panna acida o l’olio!! Fatto!!!!

Ora vado a prepararmi…devo fare la mia p…..figura ;-) .