Torta di Compleanno.

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 Giornata malinconica ieri, appena alzata, all’alba come sempre, per distrarmi un po’ mi sono messa al pc, avevo voglia di scrivere qualcosa sulla natura, sugli animali poi, nel reader della bacheca ho letto Addio Professore con la foto di Robin Williams ed incredula ho sussurrato: nooo.

Se n’è andato, ha voluto andare ma le domande restano come resta impressa nella memoria quell’espressione dolce e piena di tristezza di quegli occhi che non hanno voluto assistere alla lenta fine di un uomo che in fondo era già morto dentro da molto tempo…

Ho trovato casualmente quel video, l’avevo già visto prima di sapere, quando si dice le coincidenze: ed è con questi pensieri che mi sono messa malvolentieri a preparare una torta di compleanno, più per dovere che per piacere.

La ricetta l’avevo avuta da Maria, un fitto scambio di mail nelle quali mi spiegava passo passo come fare ed è stato bello sentirla vicina mentre preparavo la torta; anche lei se n’è andata, lei che invece avrebbe voluto rimanere…

Anche se non sembra, questa è una torta semplice, non come quella di fichi ma basta prenderci la mano, per me è diventata la “Torta di compleanno”: in luglio l’avevo preparata per la madre di ello, con le amarene.

Se avete voglia di preparare il pan di Spagna, fatelo, io adopero quello pronto che trovo al Despar, non è pubblicità, semplicemente lì lo trovo bello soffice e non rinsecchito.

Copio/incollo dal post di allora,  la stessa torta la preparo con le amarene in composta ma ieri avevo a disposizione soltanto pesche sciroppate.

Torta di compleanno-1   

Ingredienti:

  • 3 cerchi di di pan di Spagna pronto o preparato in casa,
  • 1 barattolo di pesche sciroppate.

Ingredienti per la farcia:

  • 4oo g. ricotta mista (io avevo soltanto vaccina),
  • 200 g. panna fresca,
  • 120 g. zucchero (io vanigliato),
  • 2 fogli colla di pesce.

Come fare la farcia:

montare ricotta e zucchero, aggiungere la colla di pesce ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta su fuoco dolce con due cucchiai di latte ed infine la panna montata, mescolando delicatamente.

collage torta compleanno       

Comporre la torta:

separare gli strati di pan di Spagna, prepararli già sul piatto di portata e far posto in frigorifero (passaggio INDISPENSABILE), bagnare gli strati di pan di Spagna con lo sciroppo delle amarene  pesche diluito con acqua (se usate quello zuccherato), farcirli con la crema, adagiare uno strato di amarene pesche, coprire, farcire un’altra volta con amarene  pesche comprese e chiudere.

Stringere la torta con un cerchio richiudibile (quello usato per i cheesecake per intenderci) e riporre in frigorifero.

Trascorse due ore c.ca, preparare la crema al burro per glassare la nostra torta.

Seguiamo le indicazioni di Maria per una riuscita perfetta:

*Importante per le proporzioni: perchè la crema riesca bisogna rispettare le proporzioni di 2-4-8, ovvero se 2 è il peso degli albumi, va usato il doppio del loro peso di zucchero semolato ed il quadruplo del loro peso di burro.*

Ingredienti per la glassa (pesati secondo la spiegazione ):

  • 54 g di albumi (circa 2),
  • 108 g di zucchero semolato,
  • 216 g di burro ammorbidito ma non sciolto,
  • un pizzico di sale,
  • vanillina (vaniglia bourbon).

torta compleanno decorata pp1-003       

Come fare la glassa:

la prima parte del lavoro va fatta a bagnomaria; versare gli albumi con il sale in una ciotola e montarli con una frusta.

Appena gli albumi sono spumosi aggiungere, sempre sul fornello, lo zucchero e continuare a montare per almeno 5 minuti, finchè la meringa sarà lucida e lo zucchero completamente sciolto.

Togliere la ciotola dal bagnomaria, aggiungere la vaniglia bourbon e continuare a montare finchè la meringa non si sarà raffreddata.

Aggiungere il burro con la frusta in funzione, un pezzetto alla volta, finchè la crema sarà ben montata e spumosa.

Spatolare la glassa su tutta la superficie della torta, io ho decorato alla fine con una spatola dentata e cuoricini di pesca ricavati con uno stampino a pressione.

snoopy     

Foto da Pinterest.

Ecco fatto, vi lascio con una vignetta che ho trovato stamane su Pinterest, me/ve la dedico


Robin Williams, l’attimo fuggente…


Torta brutta ma buona con fichi, banane, uva spina, amore e fantasia, la Cucina di Casa.

brutta ma buona con fichi2-001 c       

É tempo di fichi, purtroppo anche loro vittime della sballata metereologia di questa stagione: troppa pioggia è entrata nelle fessure della loro pelle, inacidendoli e rendendoli inutilizzabili.

Quelli comperati, spesso non sono degni di menzione: costosi, inodori e stopposi; solo una volta ho ceduto alla tentazione di farlo, ingannata dalla loro bellezza, ne avevo fatto una tatin, segreta, segretissima, come dice ello…

Quelli di questa torta sono i superstiti del suo raccolto dallo zio:

faccio una marmellata?

No, li mangio.

Li mangi?

No, fai la marmellata…

Così i giorni passavano ed i fichi oziavano in frigorifero, adagiati su un letto di carta da cucina, rotolandosi da una parte all’altra.

Senza indugiare oltre, ho preso in mano la fico-situazione, ho chiesto ed ottenuto la disponibilità dell’altra frutta stanca che c’era in giro: banane e uva spina (superstite del sorbetto), un rotolo di pasta brisè dedita al volontariato salva cibo, marmellata di susine gialle, ricordo di una vacanza indimenticabile e via.

Questa, più che una ricetta, è un’idea, non tutte le donne del mondo sono foodblogger o hanno tempo da perdere come me; questa è un’idea veloce per un dolce dell’ultimo minuto, perfetto per utilizzare rotoli di brisè, come questa, o pasta sfoglia o frolla.

Per la farcitura va bene tutto, anche se avete 1 albicocca soltanto, una ciliegia, una nesopola, una mela ecc. mettete tutto assieme, disponete la frutta in maniera fantasiosa e creerete un dolce da sogno (per dirla alla Briatore ;-) ) che sarà il vostro orgoglio ed il vostro salva dessert ;-)

Nella lista degli ingredienti ho scritto i miei, voi potete fare con quello che avete.

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I fichi dello zio da maturare.

Ingredienti :

  • 1 confezione di pasta brisè light pronta (light per sentirmi meno in colpa),
  • 9 fichi e 1/2,
  • 1 banana tagliata a rondelle,
  • chicchi di uva spina per riempire gli spazi del bordo,
  • pane grattugiato per spolverizzare il fondo della brisè o biscotti tritati se voletela preparazione più dolce,
  • marmellata di susine gialle per coprire il pane grattugiato,
  • zucchero di canna per spolverizzare la superficie.

collage torta fichi       

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Togliere la pasta brisè dal frigorifero (se non la preparate voi) dieci minuti prima di srotolarla e bucherellarla con i rebbi della forchetta; spolverizzarla con pane gattugiato (o biscotti secchi).

Fare uno strato di marmellata e disporre la frutta secondo il vostro gusto; spolverizzare con lo zucchero di canna ed infornare per 25/30 minuti fino a doratura.

Solitamente io copro queste torte con un foglio di carta forno che tolgo cinque minuti prima di sfornarle, provate, se vi va.

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Buon proseguimento di domenica e buona settimana di ferragosto.

P.S.: Tiziana, pienamente fiduciosa delle mie proposte, ieri pomeriggio mi scrive così:

Pasta sfoglia, fondo di biscotti integrali, marmellata di albicocche, spicchi di 2 pesche, fragole e banana congelate.

La frutta l’ho bagnata col succo di limone e poi spolverata con zucchero di canna.
BONONA, metà la xe sparida!

Ecco a voi le foto.

 collage torta Tiziana     

 

Fiori d’Aglio di Resia in Agrodolce, come suggellare un giovane amore.

Fiori d’aglio di Resia in agrodolce.

É giovane l’amore che mi lega alla Val Resia ma forte come quello che mi lega alla Val Tramontina: due Valli, una di fronte all’altra, tutte due depositarie delle mie emozioni, dei miei ricordi, dei miei pensieri più intimi.

Dico sempre le stesse cose, lo so, ma non sono reportage, questa è la mia vita, il mio mondo, questa sono io; le persone vanno, i ricordi restano.

Non si può fermare il tempo però, conservando frutta e verdura è possibile: basterà aprire un vaso e ne usciranno scorci di stagioni ormai lontane.

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Val Resia da Malga Coot.

Tempo fa, dopo aver fatto la vellutata, mi erano avanzati fiori d’aglio di Resia, con tutta la fatica ed i sacrifici che fanno i produttori per coltivarlo, sarebbe un peccato mortale sprecarli, vanno utilizzati subito.

Volevo conservare un pezzetto di Valle e qualche ricordo  e sono andata sul sicuro con la ricetta che è una certezza, solitamente conservo così le zucchine, l’ho anche sperimentata con successo per conservare i funghi steccherini dorati.

Io scrivo la dose per 1 kilo di fiori, poi ci si regola secondo la quantità a disposizione; si possono adoperare tutti i tipi di fiori d’aglio, l’Italia è piena di buon aglio, noi qui abbiamo quello di Resia, teniamolo da conto e valorizziamolo.

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Fiori d’aglio di Resia.

Ingredienti:

  • 1 kilo di fiori d’aglio, Italiano, è più buono :-),
  • 3/4 di aceto di vino bianco,
  • 3 dl di olio evo,
  • 120 g. di zucchero,
  • 6 g. di sale.

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Come fare:

lavare ed asciugare i fiori d’aglio, tagliarli a pezzetti di c.ca 3 cm.: fare come per gli asparagi, provare con le dita fin dove si spezzano; io che sono un po’ maniaca vado oltre e poi elimino i filamenti coriacei; non andrebbe messo il bocciolo ma io l’ho messo e non ha reso amara lapreparazione che, a detta di tutti quelli che li hanno assaggiati (ello in primis), sono strepitosi.

Mettere in una casseruola l’aceto, l’olio, lo zucchero, il sale e portare ad ebollizione, unire i fiori d’aglio e cuocere per 20 minuti, togliere dal fuoco, coprire e lasciar riposare 24 ore.

Scolare i fiori, metterli nei vasi sterilizzati, battere il fondo col palmo della mano per livellarli ed eliminare più aria possibile, appoggiare il pressino in pastica.

Rimetteresul fuoco l’agrodolce e farlo ridurre fino ad ottenere una specie di sciroppo; versarlo caldo sui fiori a coprirli, battere leggermentei vasi sul piano per eliminare eventuali bolle d’aria, io solitamente appoggio sopra il coperchio e chiudo ermeticamente dopo qualche ora.

Conservare in luogo fresco ed asciutto, far riposare un mese; durata 1 anno.

Non ho mai sterilizzato la preparazione ma, se non avete pratica, alla fine metterò un link dove troverete degli ottimi consigli per conservare in sicurezza.

Margherite gialle e Torrente Resia-001

Torrente Resia.

Buon fine settimana, alla prossima gita♣

Link:

Zucchine al rosmarino in agrodolce

Conservare in sicurezza.


Bocconcini di Scarpaccia, dalla tradizione Toscana una ricetta vegana.

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La rima baciata è puramente casuale, come la scoperta di questa ricetta una domenica di luglio, giornata un po’ grigia e piovosa; unica nota di colore delle piccole zucchine ed un cesto dei loro fiori da utilizzare.

Solitamente immaginiamo la cucina vegana irraggiungibile, complicata, spesso priva di appetibilità ma non ci accorgiamo che basta curiosare tra  le ricette della tradizione regionale per scoprire che molte di queste sono vegane, certo non per scelta etica e morale, ma per necessità.

Per molti ceti sociali era difficile, se non impossibile, disporre di fonti proteiche e quelle ottenute con i baratti si esaurivano presto.

Aggiungiamo che non c’erano frigoriferi e congelatori e l’orto e la campagna rimanevano spesso gli unici fornitori di cibo e questa ricetta è un meraviglioso esempio di cucina Povera: ho consultato il web ed ho scoperto che la Scarpaccia è una ricetta della Versilia: a Viareggio si fa in versione dolce, a Camaiore in versione salata: ecco cosa significa far di necessità virtù.

Anche i nostri Cjalzòns possono diventare vegani, basta sostituire la ricotta affumicata col tofu affumicato, il burro col burro di soia o, semplicemente con l’olio extravergine di oliva ed il gioco è fatto.

Solitamente la prima volta che faccio una ricetta trovata su un libro (in questo caso I Buonissimi-antipasti), rivista ecc., seguo pedissequamente le indicazioni e così ho cercato di fare anche questa volta: cercato, appunto, perchè la ricetta dei Buonissimi contempla 12 fiori di zucca , 4 zucchine ed 1 cipolla, io ho abbondato utilizzando tutti i fiori che avevo.

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Ingredienti per una teglia rettangolare di cm. 20×28, tra parentesi le dosi della ricetta, io ho abbondato, senza contare né pesare:

  • (12) fiori di zucchina puliti, privati dei pistilli e tagliati a striscioline,
  • (4) zucchine, lavate e tagliate a rondelle sottili (robot o mandolina),
  • (4 cucchiai di olio extravergine di oliva), io aromatizzato al basilico,
  • (1) cipolla bianca tagliata a fette sottili,
  • (poca farina bianca) la ricetta scrive di metterne fintanto si sarà formata una pastella,
  • foglie di basilico fresco spezzettate finemente: mia aggiunta,
  • (sale) affumicato,
  • (pepe), peperoncino di Calabria in polvere.

scarpaccia sfornata teglia rettangolare-001

Come fare:

mettere le verdure in una terrina, salare, mescolare, coprire e far riposare fintanto le verdure rilasceranno l’acqua di vegetazione; a questo punto nel libro c’è scritto di lavare le verdure ed aggiungere 1 dl. d’acqua, io non ho l’ho fatto.

Preriscaldare il forno a 180°C. (la prossima volta userò la funzione ventilato)

Aggiungere all’impasto, poca alla volta, la farina necessaria a formare una pastella morbida, condire con l’olio al basilico e le foglie, aggiustare di sale; se lavate le verdure sarà necessario aggiungerlo, pepare.

Amalgamare bene il composto e versarlo nella teglia unta con olio evo, io l’ho foderata con carta forno per poterla rovesciare facilmente.

Infornare per 30 minuti, scritto nel volumetto, 40/45 io; se voltete una crosticina croccante passare la teglia sotto il grill.

Come avrete immaginato, questa ricetta si presta ad un’infinità di varianti: a bocconcini, come ho fatto io adoperando un piccolo coppapasta, sono perfetti per un buffet, per arricchire degli spiedini, alternandoli a cubetti di tofu o seitan.

Con formaggio, prosciutto ecc., per i non vegani, diventa un pasto completo.

scarpaccia bocconcini pp.1-001

 Provate, se vi va e per invogliare i vostri bambini a mangiare la verdura, coinvolgeteli nel creare varie forme, quelle che non verranno bene, certamente finiranno nella loro boccuccia ;-)

Alla prossima

Link:

Scarpaccia


Pasticcio di Fiori di Zucchina ripieni: la Cucina di Casa.

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Inizio questa settimana d’agosto  con una ricetta semplice con i fiori di zucchina; chi possiede un orto o un campo lo sa, arriva un punto in cui zucchine e fiori invadono ogni spazio e, se non si vuole buttare il cibo, bisogna aguzzare ingegno e fantasia.

I fiori hanno una vita brevissima ed anche quando non sono più rigogliosi, possono essere utilissimi e versatili in cucina: in questo breve periodo di assenza ho avuto modo di sperimentare molti modi di utilizzarli, merito anche della generosità di Milva che mi ha omaggiata con abbondanti fiori, quelli femmina, attaccati alla zucchina che lei stacca, perchè i sui clienti temono che gravino sul costo finale.

Parto da questo, chiamamolo, pasticcio con fiori ripieni adagiati su uno strato di besciamella in coordinato (fiori e zucchine spadellati e tritati),  il tutto rifinito con pennellate di besciamella, una bella manciata di pane grattugiato mescolato al Formaggio stagionato di Latteria Turnaria, che ha sostituito degnamente il mitico Parmigiano Reggiano e abbondanti fiocchi di burro.

fiori zucchina-001

Prima di scrivere gli ingredienti specifico che, essendo una ricetta di casa, questi fiori accolgono felicemente qualsiasi ripieno, sta solo a noi scegliere quale, e se la scelta cade su quello che abbiamo in casa, la soddisfazione è doppia e l’economia di casa salva.

Ingredienti peri fiori:

  • 24 fiori di zucchina privati del pistillo (per la pirofila che vedete in foto),
  • ricotta*,
  • tonno al naturale*,
  • 1 cucchiaio del composto fiori/zucchina per la besciamella,
  • qualche cappero dissalato,
  • 1 filetto di acciuga*,
  • poco aglio schiacciato (io quello di Resia che è digeribilissimo e non lascia traccia),
  • burro*,
  • pane grattugiato (se siete celiaci con spiga di certificazione),
  • basilico fresco,
  • peperoncino,
  • sale affumicato o semplice q.b.(io adopero l’affumicato perchè si sposa bene con le zucchine),*

Ingredienti per la besciamella:

  • latte di soia o di riso,
  • farina di riso o amido di mais,
  • zucchine e fiori spadellati con cipollotto,
  • olio al basilico,
  • sale affumicato*,
  • peperoncino.

fiori di zucchina ripieni da completare1-001

Come fare la besciamella:

stemperare la farina di riso nel latte, sbattere con la frusta e cuocere nel microonde per 1 minuto alla volta (io faccio così), per tenere sotto controllo la consistenza; mescolare bene ogni volta.

Quando la besciamella raggiungerà la consistenza desiderata, aggiustare di sale e pepe, unire il composto fiori/zucchine e un giro d’olio al basilico; io l’ho tenuta più liquida perchè avevo bisogno di umidità per la cottura dei fiori, era un esperimento e dovevo andare ad istinto.

Per la besciamella adopero sempre latte vegetale e non adopero il burro che preferisco metter sopra per la doratura.

fiori di zucchina ripieni da infornare-001

Come comporre il Pasticcio:

preriscaldare il forno a 180°C.

Pulire delicatamente i fiori di zucchina e privarli del pistillo interno, aprirli delicatamente e riempirli, aiutandovi con una sac a poche, col ripieno preparato amalgamando gli ingredienti.

Mettere alla base della pirofila uno strato di besciamella, disporre sopra i fiori ripieni, mettere un po’ di besciamella negli spazi, spolverizzare con abbondante formaggio e pane grattugiato, completare con il burro o, se preferite, olio extravergine, perfetto anche quello aromatizzato al basilico, ottenuto mettendo a macerare nell’olio evo, per qualche giorno, foglie pulite ed asciutte di basilico fresco.

Coprire con la stagnola per 20 minuti, scoprire, continuare la cottura per altri 15 minuti e completare con la funzione grill fino a doratura, provate se vi va.

*Questa ricetta, con le dovute sostituzioni e/o omissioni: la ricotta con tofu, formaggio grattugiato con semi di sesamo tostati o nocciole/mandorle ed il burro con quello di soia, diventa perfetta per i vegani.

Se adoperate il pane grattugiato consentito, è anche senza glutine, infatti la besciamella è fatta con farina di riso o amido di mais e, a proposito di mais, ideale la sua farina per sostituire il pane grattugiato o per aggiungere croccantezza alla preparazione .

fiori di zucchina ripieni pronti-001

Al momento dell’assaggio io sembravo un’ape, ed ello un calabrone, svolazzavamo di fiore in fiore, contendendoci ogni boccone.

Buonissimo anche il giorno dopo, a temperatura ambiente, buona settimana

 collage debbie

Vi presento Debbie, ci siamo conosciute ieri.


Da piccoli Latte, da grandi Latterie…

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Cliccare 1+ 1 volta sulla foto per leggere bene.

A questo articolo sarebbe seguita questa precisazione, sottolineo sarebbe perchè questa lettera non è mai stata pubblicata.

Udine, 23 novembre 2013

Egregio Direttore,

Domenico Pecile nell’articolo “Così scompaiono le piccole latterie“, pubblicato sul Messaggero Veneto il 22 novembre scorso a proposito del destino dei piccoli caseifici che sopravvivono nei paesi, fa uso di un aggettivo che non condividiamo: scrive di “debacle tanto annunciata quanto irreversibile”, assecondato dalle valutazioni di vari esperti che evidenziano le difficoltà in cui si dibatte il settore lattiero-caseario in Friuli.

L’articolo, tutto preso dal celebrare un de profundis ineluttabile, non dice almeno due cose: manca di un’analisi dei motivi che hanno condotto a questa situazione; esclude che ci siano delle micro realtà che, pur operando in controtendenza, resistono sul mercato in virtù della qualità straordinaria del prodotto che le caratterizza. Proviamo a farlo noi, sinteticamente.

  • Il sistema basato sul cooperativismo e la turnazione ha subìto un forte colpo dopo il terremoto del 1976 quando la ricostruzione ha portato alla chiusura di molte stalle e alla concentrazione degli allevament Le latterie rimaste si sono mantenute ancora per pochi anni e poi hanno iniziato a chiudere per la progressiva scomparsa dei piccoli allevamenti familiari a causa di una politica agroalimentare che ha spinto i produttori a riunirsi o ad aderire a consorzi di grosse dimensioni per ottenere maggiore penetrazione nel mercato della grande distribuzione che in quegli anni si stava affermando. Ne stiamo pagando le conseguenze.
  • Ci sono alcune realtà che reggono ancora, con grandi difficoltà ma pure con lo spirito giusto, pur non riconoscendosi nel modello prevalente. Ne citiamo due, le latterie turnarie di Campolessi e Buja, sostenute dall’Ecomuseo delle acque del Gemonese (un museo partecipativo e sperimentatore, artefice del recupero del Pan di Sorc, portatore di un modello di gestione del territorio che sarebbe interessante analizzare) e da Slow Food che le ha inserite tra i Presidi nazionali, a tutela dei piccoli produttori che agiscono a favore di prodotti di eccezionale qualità. Le due latterie lavorano 25 quintali complessivi di latte al giorno, proveniente da numerose stalle di piccole dimensioni (2-4 vacche) e da alcuni allevamenti di medie dimensioni (alcune decine di capi). Con il conferimento del Presidio lo sforzo di Slow Food e dell’Ecomuseo è finalizzato a preservare un modello di produzione unico valorizzando quanto vi viene Si tratta di un formaggio a latte crudo ottenuto senza l’utilizzo di fermenti preconfezionati perché proveniente da piccoli allevamenti situati a breve distanza dalla latteria, allevamenti dove la razza più diffusa è la locale pezzata rossa. Le latterie di Campolessi e Buja fanno uso di protocolli rigidissimi, che comportano un’alimentazione a base di fieno al quale si aggiunge erba fresca dalla tarda primavera fino al termine dell’estate, sono assolutamente esclusi gli insilati. Inoltre in varie stalle si pratica la stabulazione libera garantendo benessere e salute agli animali.

L’atteggiamento con il quale Slow Food ed Ecomuseo vogliono difendere le latterie turnarie non è nostalgico e romantico ma intende dimostrare che il sostegno delle micro economie può essere un forte motore di sviluppo per tutto il territorio. La vera sfida che viene portata avanti è tutta incentrata sulla qualità, perché promuovere e valorizzare il formaggio di queste latterie turnarie a partire dal prezzo di vendita può aiutare ad arginare la chiusura definitiva del sistema antico che sta alla base del prodotto. Tanto più che tra gli allevatori e i casari, protagonisti di questa straordinaria “resistenza casearia”, ci sono trentenni e quarantenni perfettamente consapevoli del ruolo che hanno assunto. Meritano attenzione e rispetto ma anche il sostegno degli enti pubblici. Dice sconsolato il casaro di San Vito di Fagagna, interpellato da Pecile, che per la sua latteria nessuno ha mosso un dito o si è fatto avanti. Per Campolessi e Buja la mobilitazione c’è stata, le prospettive ci sono, la battaglia per il “buono, pulito e giusto” può essere vinta.

 Max Plett

Presidente Slow Food FVG

Maurizio Tondolo

Coordinatore Ecomuseo delle Acque del Gemonese

Vitellini poppata Austria

Link:

Quarto Potere        UN BLOG DA CONOSCERE.

Si costruiscono grandi stalle, ma le mucche dove sono?       DA LEGGERE.


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