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Prove Tecniche di Cheese Cake: Avocado, Arance di Calabria, Agar Agar, Senza Glutine ecc.

Cheesecake avocado-001

Se fossi più giovane sarebbero 2 le specializzazioni in cucina alle quali mi dedicherei: le paste ripiene ed i Cheese Cake, questi 2 temi sono quelli che mi affascinano di più per la loro infinita versatilità.

Mi piacerebbe anche  la decorazione delle torte, non quelle di Buddy o della Fabbrica del cioccolato; sono scenografiche, non lo nego, ma non le ritengo affidabili da un punto di vista igienico; preferisco le decorazioni delicate, alla Ernst Knam nell’Arte del dolce per intenderci.

La cosidetta Cake Design mi comporterebbe troppi spostamenti, lavori in gruppo che, si sa, non sono adatti alla mia personalità, per non  parlare degli acquisti dispendiosi per poter eseguire al meglio le decorazioni.

Spesso queste attrezzature hanno prezzi spropositati che comprendo se poi, se ne fa una professione, io preferisco sempre riuscire a fare qualcosa di carino con quelle attrezzature, a volte anche di fortuna, che ho a casa.

Ma arrivo al dunque, a questo dolce, frutto di una forzata chiusura in casa,

poca energia per fare altro e la domanda di ello con occhio da cucciolo indifeso: me lo fai un dessert?

                                                                      cheese cake avocado alto-001

Ingredienti per una teglia a cerniera di 18 cm.

Per la base:

  • 200 g. di fiocchi di mais non zuccherati,
  • 80 g. di burro di cocco.

Per il ripieno:

  •  il succo di 3 arance,
  • buccia di un’arancia,
  • 1 avocado,
  • 1 cucchiaino di succo di limone,
  • 100 g. di ricotta di kefir,
  • 150 g. di yogurt greco,
  • 100 g. di zucchero semolato,
  • 2 albumi,
  • 13 g. di Agar Agar in polvere.

Per il top:

  • 8 frutti della passione,
  • 1 cucchiaino di z ucchero,
  • 2 g. di agar agar.

Per le decorazioni:

  • caramello,
  • cioccolato bianco.

Come fare:

tritare i fiocchi di mais ed aggiungere il burro di cocco liquefatto, amalgamare il composto e premerlo sul fondo della teglia schiacciando col dorso del cucchiaio, riporre in frigorifero.

Grattugiare la buccia di un’arancia e spremerne una, ricavare la polpa dall’ avocado e frullare il tutto assieme alla ricotta, lo yogurt ed il succo di limone.

Preparare uno sciroppo con lo zucchero e 30 g. di succo d’arancia ed unirlo a filo sugli albumi montati a neve.

Sciogliere l’agar agar nel succo d’arancia avanzato, far bollire 5 minuti ed unire al composto di avocado, alla fine unire la meringa italiana, amalgamando delicatamente.

Versare il composto sulla base di fiocchi di mais, livellare la superficie e preparare la gelatina di frutti della passione estraendo la polpa, aggiungendo lo z ucchero e l’agar agar, far bollire, filtrare per eliminare i semi che in questo caso darebbero noia, raffeddare qualche minuto e versare sulla cheese cake.

Riporre in frigorifero per alcune ore.

Preparare le decorazioni a piacere con il caramello e la cioccolata bianca, la spirale in centro è ottenuta facendo girare una spatola dentata.

cheese avocado interno-001

Eccolo qui, considerazioni? La prossima volta farò la base più sottile, s’intende che la potete fare con quello che desiderate o fate solitamente.

la ricetta che mi ha dato l’idea prevedeva anche i tuorli ma ho ritenuto che non avrebbero modificato in meglio la riuscita del dolce.

Ho voluto evitare l’albume crudo facendo la meringa italiana con il succo d’arancia al posto dell’acqua.

Ora vi presento la piantina, anz i, una delle piantine che ho ottenuto dall’osso dell’avocado; per qualche mese in acqua e da 2 settimana in terra.

Cheese cake avocado e pianta-001


Budini di zucca, cardamomo, pere secche, con e senza agar agar.

Bottoncini di zucca e castagne al rosmarino, budino di zucca, cardamomo e pere secche senza/con agar agar e per novembre ♥Salutiamoci♥ così

Budino zucca, cardamomo, pere secche senza agar agar.

Ingredienti per le due varianti di budini di zucca in colore diverso l’ aggiunta per la versione con agar agar:

  • 500 g. di polpa di zucca cotta al vapore (peso netto),
  • semini di cardamomo pestati al mortaio (a piacere),
  • 1 cucchiaio e 1/2 di malto d’orzo,
  • 4 pere Kaiser disidratate (le trovo in Austria) più 2 per la decorazione,
  • 1 pizzico di sale marino integrale,
  • 2 g. di agar agar in polvere,
  • semi di zucca tostati e tritati finemente.

Come fare la variante cremosa senza agar agar:

la sera prima  lavare bene le pere secche e coprirle con abbondante acqua fredda, il giorno dopo reidratarle al microonde (potete anche farle bollire).

Ottenuta la reidratazione ridurre il liquido per concentrare gli zuccheri, saranno infatti, assieme al malto d’orzo gli unici ingredienti per dolcificare.

Mettere in un pentolino la polpa di zucca con una parte di liquido, il cardamomo, il sale, il malto d’orzo e far insaporire a fuoco dolcissimo per 15 minuti.

Unire le 4 pere reidratate (togliere il picciolo e le parti dure), frullare e prelevare la parte che desiderate lasciare cremosa, aggiustate la densità adoperando l’acqua delle pere.

Versare nelle coppette e decorare con mandorle a lamelle leggermente tostate.

Bottoncini di zucca e castagne al rosmarino, budino di zucca, cardamomo e pere secche senza/con agar agar e per novembre ♥Salutiamoci♥ così

Come preparare  la variante con agar agar:

io volevo una consistenza abbastanza solida per poter modellare il budino, su 300 g. di composto ho adoperato 2 g.

Io ho iniziato a pesare sempre perchè i cucchiaini hanno diverse misure e con l’agar agar il grammo fa la differenza, consiglio di provare perchè la densità spesso dipende anche dalla consistenza della preparazione che vogliamo addensare e, se verificate che il budino ha una consistenza troppo gommosa potete rimetterlo sul fuoco (bassissimo mi raccomando) , scioglierlo e diluire.

Questo è possibile farlo solo con l’agar agar, con la colla di pesce no, un altro modo per utilizzare il budino denso è tagliarlo a dadini e adoperarlo come decorazione.

Sciogliere bene l’agar agar in una parte di liquido evitando la formazione di grumi e far bollire per 5 minuti (come da istruzioni del mio agar agar Rapunzel), aggiungere una parte del composto ed amalgamare, togliere dal fuoco unire all’altra parte, mescolare, versare nelle ciotole, stampi o quello che desiderate e far raffreddare in frigorifero, mentre si addensa (in altre preparazioni, qui non c’è) potete inserire o panna, o sciroppo d’acero per creare effetti marmorizzati come qui.

Sformare la cupola, appoggiarla su una carta forno e cospargerla con i semi di zucca tritati, sollevare il budino con una spatola ed appoggiarlo sul piatto da portata.

Decorare con una pera tirata a lucido con una pennellata di malto d’orzo sciolto, uno spicchio di pera , zucca tagliata a julienne e un seme di cardamomo, ecco l’interno:

Bottoncini di zucca e castagne al rosmarino, budino di zucca, cardamomo e pere secche senza/con agar agar e per novembre ♥Salutiamoci♥ così


Gelatina di pesche e Lapsang Souchong.

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Un breve saluto prima di partire “fisicamente”, un mese impegnativo, per me, questo agosto, in tutti i sensi.

Un breve saluto prima di partire “fisicamente”, un mese impegnativo, per me, questo agosto, in tutti i sensi.

Non vedo l’ora di incamminarmi la mattina presto, dopo la piscina, dopo una bella colazione  Austriaca, zaino, bottigliona d’acqua, anche se lungo i sentieri l’acqua si trova facilmente, compreso il bicchiere in acciaio col manico per berla.

L’ispirazione per questa ricetta l’ho trovata sul libro: Il piatto in un bicchiere di Anna Prandoni e Fabio Zago, pagina 176 (libro regalatomi dalla mia ex socia in occasione della visita a casa sua), soltanto l’ispirazione perchè ho cambiato anche il procedimento non amando “ribollire” il te e l’agar agar l’ho sciolto nell’acqua che ho aromatizzato facendo bollire la buccia della pesca.

Ho adoperato un the affumicato che adoro e che con la pesca, secondo me, ci sta d’incanto.

Contempla l’uso dello zucchero e indica un’improbabile dose di agar agar che rassoderebbe una tinozza di gelatina (45 grammi).

A volte m’incavolo quando leggo le dosi delle ricette sui libri di cucina (che hanno anche un costo), capisco un’errore qui, nei nostri blog, la fretta ecc. però qui non vendiamo ed abbiamo la possibilità di correggere e la fortuna di avere qualche lettore che ci fa notare l’errore, ma un libro che prima di andare in stampa passa di mano in mano, viene controllato dai correttori di bozze, beh, qui l’errore non è tollerabile.

Per fortuna io ho un ottimo rapporto con l’agar agar, una specie d’istinto che mi fa sempre azzeccare la dose giusta, in questo caso la gelatina doveva essere cremosa e avere la consistenza di un budino.

Salutiamoci con una gelatina di pesche e Lapsang Souchong.

Ingredienti per me:

  • 2 pesche gialle Bio (queste dolcissime, succose e profumate),
  • 100 ml. di the affumicato Lapsang Souchong,
  • 1/2 cucchiaino di succo di limone,
  • 50 ml. d’acqua per l’nfusione di bucce di pesca,
  • 1,5 g di agar agar in polvere,
  • 1 grano di pepe del Madagascar e foglioline di menta per decorare.

Come fare:

preparare il the nel solito modo e lasciarlo da parte, sbucciare le pesche e mettere in infusione le bucce, frullare anche la polpa col succo di limone ed amalgamarla al the.

Sciogliere l’agar agar nell’infuso di bucce di pesca e far bollire per 2 minuti, frullare e versare sul composto di the e pesche, mescolare.

Versare nel bicchiere o coppa e far raffreddare in frigorifero per c.ca 2 ore.

Io ho decorato con 1 grano di pepe del Madagascar (solo per rimanere “fedele” alla ricetta originale) e una piccola fogliolina di menta.

Buon proseguimento d’estate, vi lascio con questi Raggi al tramonto, voglio la reflex, babbo Natale, se mi senti, voglio la reflex.

Salutiamoci con una gelatina di pesche e Lapsang Souchong.

E non può mancare Lei, l’amore della mia vita che, mi sa, è già in vacanza.

Salutiamoci con una gelatina di pesche e Lapsang Souchong.


Confettura di anguria al basilico, Anguria alla vaniglia e qualche altra idea: prima o poi arriverà l’estate…

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Una bella anguria in mezzo alla tavola, al papà il compito di eliminare il verde dalla buccia, ai bambini quello di togliere i semi  e alla mamma quello di tagliare la buccia e la polpa, poi, alla fine, tutti assieme per l’assaggio, magari spalmato su una bella fetta di pane appena sfornato ed una tazza di the.

Felicità è anche azzerare gli sprechi: dell’Anguria non si butta nulla…

Confettura di anguria e basilico.
Ingredienti:
  • 2 kg. di scorza di anguria,
  • succo e buccia di 1 limone bio,
  • 500 g. di zucchero di canna,
  • foglioline di basilico fresco.

Come fare:

eliminare la parte verde esterna dell’anguria (consiglio di farlo prima di tagliarla), se avete tempo tagliatela a cubetti, io ho preferito farla a julienne grossa col robot da cucina.

Mettere scorza, zucchero, buccia grattugiata ed il succo di limone in una pentola preferibilmente dal fondo spesso.

Portare a bollore e cuocere a fuoco moderato schiumando di tanto in tanto, poco prima che la marmellata raggiunga la sua giusta consistenza aggiungere le foglioline di basilico (lavate ed asciugate), mescolare e, dopo 5 minuti, invasare il tutto lasciando il basilico… Buonissima!!!

Felicità è anche azzerare gli sprechi: dell’Anguria non si butta nulla…

Marmellata anguria e vaniglia.

Ingredienti:

  • 1 kg. di polpa di anguria,
  • 200 g. di zucchero di canna,
  • la buccia di 1 limone bio,
  • l baccello di vaniglia.

Come fare:

ottenuto il kg. di polpa e messi da parte i semi (dopo le precedenti ricette  sarà facile utilizzare il tutto) tagliarla a pezzetti e metterla in una terrina assieme allo zucchero, mescolare e far riposare una notte.

Il giorno dopo scolare la polpa dal sugo e mettere quest’ultimo a bollire per addensarlo, unire la polpa di anguria, la buccia di limone grattugiata (io adopero il rigalimoni per un effetto estetico) e il bacello di vaniglia.

Raggiunta la solita consistenza invasare a caldo, io lascio anche il baccello, conservare al fresco e al buio.

succo d'anguria e ghiacciolo-001

Succo di anguria e ghiacciolo.

Ecco un’altra proposta datata 2009, l’anno di esordio in un blog.

Mi divertivo a sperimentare, proprio come ora, in fondo non è cambiato nulla in questo senso.

Questa “ricetta” nasce dallo scarto del succo d’anguria, conseguente al kanten, quindi, basta versarlo in una brocca, riporla in frigorifero, e metterne una quantità nella formina per ghiaccioli ed è fatto.

Grazie.

Altre idee con l’anguria:

 Anguria e feta si1 kanten di anguriaKanten anguria cucchiaino-001 Collage macedonia


POMÌ D’AUTORE: Budino al pomodoro con cuore di burrata…sempre di “cuore” si parla.

Continua la mia sperimentazione con la passata POMÌ L+, premetto che io la adopererei semplicemente per condire un buon piatto di pasta, ieri sera, per esempio, l’ho aggiunta alla fine sulla mia porzione di pasta con il pesce, un filo d’olio EVO e ho dovuto proteggerla dagli attacchi di “ello” che …non ama il pomodoro ;-)

Dopo i cuoricini e le ciambelline dell’altro post, ho voluto provare con un budino dal cuore goloso, goloso perchè, secondo me, non c’è null’altro al mondo di più godurioso del cuore della burrata, chiamato anche stracciatella.

A proposito di burrata, apro una piccola parentesi per raccontarvi cosa mi ha detto la negoziante dove l’ho acquistata: un cliente ha voluto prendere la burrata, proviamo ha detto ed il giorno dopo l’ha riportata indietro perchè…è andata a male, al centro era tutta cremosa… :-( questo la dice lunga su quanto poco si parli e si informino le persone sulle caratteristiche dei prodotti Italiani d’eccellenza.

La burrata ho avuto la fortuna di incontrarla per la prima volta moltissimi anni fa, lavoravo in un famoso buffet di Trieste, ero addetta al banco salumi e formaggi, quel buffet era famoso perchè negli anni ruggenti della “Trieste bene”, era tradizione, dopo il Teatro andare lì a mangiare il prosciutto cotto caldo, cotto nel pane, appunto.

Credetemi, se lo provate una volta non lo dimenticate più, e non parliamo della crosta di pane, croccante fuori, morbida, ricca del grasso e del sapore del prosciutto all’interno.

Ritornando alla burrata, arrivava direttamente dalla Puglia, il  fornitore era “Gigi Formagin”, chiamato così proprio perchè a quei tempi era il fornitore di formaggi e non solo più quotato sulla piazza, grazie a lui Trieste, così lontana dal resto d’Italia, si arricchiva di sapori e profumi, i Triestini sono sempre stati additati dai Friulani in malo modo per la loro natura godereccia ma i Triestini forse hanno capito che qui siamo di passaggio ;-)

Ora io vivo in Friuli e l’episodio della burrata la dice lunga sulla differente mentalità, vi riporto 2 proverbi, uno Friulano ed uno Triestino che tratta lo stesso argomento, il denaro.

I bes bisugne saveju spindi.
(I soldi bisogna saperli spendere.)

Bori sarà che noi no  saremo.                                                                                                                                                                                                       (Soldi ce ne saranno anche quando noi non ci saremo, vale a dire spendili e goditeli finché c’è vita.)

E il divagar m’è dolce in questo blog…ma ora la ricetta:

Ingredienti per il budino:

  • 125 g. di POMÌ L+,
  • 2 g. di agar-agar in polvere,
  • qualche fogliolina di coriandolo fresco (dal vaso della mia terrazza),
  • acqua q.b. per sciogliere l’agar-agar,
  • sale,
  • peperoncino di Calabria (Garofalo) in polvere.

Ingredienti per il cuore di burrata (le dosi sono ad occhio):

  • stracciatella di burrata scolata dal liquido e strizzata,
  • ricotta,
  • panna fresca,
  • sale.

Come fare il cuore di burrata:

dopo aver eliminato il liquido dalla stracciatella setacciarla con la ricotta ed unire la panna fresca fino ad ottenere un composto cremoso e senza grumi, salare a piacere.

Come fare il budino:

il procedimento è lo stesso dei cuoricini dell’altro post: mettere in infusione nella passata le foglioline di coriandolo a fuoco basso senza portare ad ebollizione, sciogliere l’agar agar in poca acqua senza fare grumi, far bollire 5 minuti ed aggiungere la passata calda (togliere il coriandolo), amalgamare e versare nello stampo, riempiendolo a metà, mettere al cento un cucchiaino di composto di burrata e ricoprire con altra gelatina, riporre in frigorifero, prima di sformarlo immergerlo in acqua bollente per pochi secondi.

Non fatevi ingannare dall’apparenza “spigolosa”, appena un boccone raggiungerà il palato, come per magia riprenderà la sua rotondità e si scioglierà in bocca.

Se preferite avere un budino più cremoso diminuite la dose di agar agar e seguite le indicazioni descritte qui e, se volete variare potete fare un “cuore”col pesto o altro, alla fine sarà la salsa dove pucciare il vostro budino…

Buona domenica..col cuore…

Adoro Cesare Cremonini


POMÌ: inizio col cuore…antipasto d’autore…

Tra una carezza a Celeste e la preoccupazione di trovarle presto una casa piena d’amore, per svagarmi ho pensato a cosa proporre con i prodotti POMÌ D’AUTORE che ho ricevuto tempo fa.

L’approcio è stato simpatico, il postino ha suonato ed ha detto: “c’è un pacco per la signora accantoalcamino” :-D …arrivo, e sono corsa veloce giù per le scale con una lieve crisi d’identità, nessuno mai mi aveva chiamata “signora accantoalcamino”…

Non ho aperto subito il pacco, so che “ello”, anche se non lo da a vedere, è orgoglioso della sua signora accantoalcamino e si sente importante quando apro i pacchi davanti a lui ;-)

Appena visti i prodotti mi ha detto: perchè non mi fai un bloody mary? Bloody Mary? Non proprio, metti la passata, aggiungi qualche goccia di succo di limone, sale (affumicato) e pepe…okkei, okkei :-)

Il cucchiaino andava messo dall’altra parte…lo so :-(

Mi conosco, so già di non cavarmela con pochi minuti, d’altronde POMÌ fa parte della mia “memoria storica”, 30 anni, chi non ricorda il “tormentone” (si può dire?) «o così o POMÌ»?

Era ed è tuttora diventato parte del linguaggio comune, spesso, quando si deve dire a qualcuno: prendere o lasciare, si dice o così o POMÌ, è inevitabile come me che sono la signora accantoalcamino :-D

La prima passata in brick è stata POMÌ, io la ricordo, la guardavamo tutti con curiosità ed ammirazione, oggi è quasi la regola ma allora era la “genialata”, ma ora passo alle mie idee per un antipasto a tutto POMÌ.

Cialda parmigiano e POMÌ con mousse di crescenza.

Ingredienti per la cialda:

  • 70 g. di Parmigiano Reggiano 36 mesi,
  • 50 g. di POMÌ L+,
  • 10 g. di farina di polenta bianca,
  • 25 g. di pinoli tritati.

Come fare la cialda (l’idea era nata dopo aver fatto la Millefoglie alle fragole, ho studiato un pò le proporzioni e questo è il risultato, ve la consiglio, è davvero buona, anche mangiata così “in purezza” o può essere utilizzata come “lasagna” assemblandola con burrata, mozzarella e quant’altro):

grattugiare il parmigiano ed unirlo agli altri ingredienti, amalgamare e stendere in strato sottile su una placca forno rivestita con la carta, cuocere a 180°C. (ventilato), appena la cialda apparirà dorata sfornarla, ritagliare la forma desiderata ed appoggiarla su una formina, in questo caso spazio alla vostra creatività.

Ingredienti per la mousse di crescenza (dosi a piacere):

  • ricotta,
  • crescenza,
  • panna fresca q.b. a rendere l’impasto cremoso.

Come fare la mousse:

setacciare la ricotta e la crescenza, lavorare aggiungendo la panna fresca fino a rendere il composto cremoso, metterlo in una sac a poche e riempire la cialda di POMÌ e la ciambellina di gelatina.

Ingredienti per le ciambelline e cuoricini gelatina:

  • 250 g. di POMÌ L+,
  • 4 g. di agar-agar in polvere,
  • 5 foglie di basilico fresco,
  • acqua q.b. per sciogliere l’agar-agar.

Come fare le gelatine di POMÌ L+:

mettere in infusione nella passata il basilico a fuoco basso senza portare ad ebollizione, sciogliere l’agar agar in poca acqua senza fare grumi, far bollire 5 minuti ed aggiungere la passata calda (togliere il basilico), amalgamare e versare negli stampini, riporre in frigorifero.

Per i cuoricini chiari mescolare un pò di mousse alla gelatina e riporre in frigorifero.

Cuori POMI-002

Ecco, questo è tutto o quasi perchè ho un’altra proposta ed arriverà a breve, appena Celeste mi darà il via, buon pomeriggio…

HO VINTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!! :-D


Risolatte a modo mio…

Gruppo di risolatte in un interno.

Amo il risolatte, forse perchè mi ricorda tante cene di bambina, un tempo era normale cenare con la tazza di latte e biscotti, o polenta e latte o, come in questo caso, riso col latte.

Poi c’è stata l’evoluzione della specie e il risolatte è diventato cibo da ricchi, trovarlo al supermercato in vaschette costosissime lo ha reso cibo esclusivo.

Ma, come spesso accade, ecco arrivare in soccorso il web che riporta il risolatte ad “altezza uomo” e permette di profumarlo, colorarlo ed idratarlo con il latte che si vuole e che si può mangiare.

La mia idea iniziale (che sto elaborando) era un’altra poi, da cosa è nata cosa, ed è cambiata in corso d’opera.

Volevo fare un risolatte vegano, colorato, leggero (starebbe per “light”), profumato, per sfatare la leggenda che anche noi “onnivori” (ma di questo parlerò in un post divertente a parte ;-) ) possiamo  fare “magie” col cibo ;-)

In Austria mi sono pesata…me tapina :-( e così per non immaginare il mio futuro a pomodoro/mozzarella ecc. ecc…ho pensato ad un dessert perfetto anche da trasportare, è saziante (per la presenza dell’ agar agar che lo rende “consistente”), leggero, per la presenza del fruttosio, equilibrato nei grassi per la presenza dei pinoli tostati (segreto carpito al Craco..tostarli e conservarli tranquillamnente) e dei semi di zucca tritati e tostati (sostituibili per la nota di colore con i pistacchi, per la perfezione, meglio di Bronte ;-) )

Risolatte da asporto.

Ingredienti:

  • 2 pugnetti di riso originario,
  • succo di amarene senza zucchero q.b. da coprire il riso,
  • sale in proporzione,
  • 1 cucchiaio di fruttosio,
  • 100 ml. di latte di riso,
  • 1/2 cucchiaino da caffè di agar agar in polvere (Rapunzel),
  • semi di zucca tostati e tritati,
  • pinoli tostati,
  • cannella in polvere,
  • amarene in composta (per decorare).

Come fare:

dopo averlo risciacquato, far bollire il riso nel succo di amarena con il sale, a metà cottura aggiungere il fruttosio e completare l’ idratazione del riso.

Sciogliere nel latte di riso l’agar agar e farlo bollire per 5 minuti, dividere il composto di riso colorato ed amalgamare in una parte il latte con l’agar agar.

Comporre a piacere, mettendo sul fondo del bicchiere/ciotola le amarene e/o i pinoli/semi di zucca/nocciole/mandorle.

Profumare a piacere con cardamomo/cannella/macis…bocca desidera.

Io amo complicarmi la vita ma voi che so essere più “semplici” di me potete mettere tutto assieme in una ciotola, mangiare caldo, tiepido o, dopo averlo tenuto in frigorifero sformarlo come più vi piace in un piatto da portata.


Macedonia per “asporto”…

Mi piace cucinare, mi piace mangiare però non amo i kili di troppo, la sgradevole sensazione del pantalone che non si chiude, il bottone della camicia che rischia di esplodere al primo respiro allora…allora per bloccare la mucca prima che sia scappata dalla stalla periodicamente mi concedo qualcosa di buono,  sostanzioso ma che sia anche consistente sotto i dentini, come dice ello: che ci sia da “masticare”.

Ed ecco che arriva in aiuto il mio adorato agar agar, che ha il potere di fare la magia, ha il potere di rendere solida anche l’acqua.

Qui però c’è il succo di mela ottenuto dalla centrifugazione di mele Jonathan ed ho usato il kanten in fiocchi nelle dosi di 7/8 grammi per litro di liquido.

Ho sciolto i fiocchi nel succo di mela ed ho fatto bollire per 15 minuti, ho aggiunto anche un pò di fruttosio, ho versato sulla frutta ed ho riposto in frigorifero.

Ho messo fragole e mirtilli e decorato con foglioline di menta, tutto qui :-(

La macedonia “per asporto” la posso portare con me, aprire il vaso quando ho il languorino e consolarmi con una fragola o un mirtillo che fa bene anche alla vista e alla circolazione :-D

 


Crema all’albicocca e cardamomo con agar agar, senza glutine e lattosio.

Avrei voluto usare l’agar agar, già per i cheese cake, ma anche se sono casalinga il tempo scarseggia, diciamo che per fare bene le mie cose ho bisogno di spazi e tempi che litigano con l’open space e la sua presenza ma questa volta ho aggirato l’ostacolo e col solito tranello sono riuscita a far quadrare il bilancio dessert/ello/foto/post.

Da una sua visita dallo zio è ritornato con un sacchettino di albicocche bio che più bio non si può: le ho raccolte io 1 ora fa :-)

Ohhhhhhhhhhhhhh che bravo :-D

Così, finalmente ho avuto l’occasione di farmi un delizioso dessert leggero e profumato  usando l’agar agar che adooooro :-D

Cardamomo nuovo

Oggi vi parlerò del Cardamomo, spezia che adoro che mi ha fatto scoprire Nigella con i suoi Biscottini, a suo tempo lo cercai a lungo e dopo varie vicissitudini coronai il mio sogno.

L’amore dura tutt’ora, più forte di prima ed anche “ello” ha imparato ad amarlo ma questo lui non lo sa ancora e non lo saprà mai ;-)

Il Cardamomo cresce spontaneo nella parte occidentale dell’India, è coltivato a Ceylon e qua e là nell’arcipelago malese.

Proprietà

Aromatizzanti, eupeptiche (aiuta la digestione e stimola l’appetito) diuretiche, batteriostatiche.

Principi attivi

Olio essenziale, amidi, pentosani.

I frutti del Cardamomo costituiscono una delle spezie dall’aroma più caratteristico e raffinato, essi sono (erano) poco noti in Italia, mentre indiani e orientali, delle cui plaghe è originario, e i popoli di lingua inglese lo conoscono e lo utilizzano per condimenti aromatici.

La droga ha un aroma caldo e pungente dovuto al suo preziosissimo olio essenziale, esso è molto usato nell’industria dei liquori, delle bibite, dei dolci e dei profumi.

Il settore farmaceutico lo utilizza per il suo elevato potere coprente di odori e sapori amari, disgustosi o troppo persistenti quali le vitamine del gruppo B, gli estratti di fegato, gli antibiotici.

Contemporaneamente esso esercita favorevoli funzioni sull’appetito, aiuta la digestione ed è un ottimo carminativo.

La tradizione popolare suggerisce di masticare un frutto di Cardamomo in caso di indigestione o di coliche intestinali.

la medicina ufficiale lo utilizza in preparazioni dove si trova associato ad altr droghe aventi funzione amaro-tonica, stimolante, atidispeptica, e diuretica.

Recentemente ne è stata dimostrata un’attività batteriostatica comune a tutte le droghe contenenti oli essenziali.

L’utilizzazione diretta di preparati domestici di Cardamomo non è consigliabile.

Con l’approvazione del medico si può comunque utilizzarne la tintura o assumerlo in pozione.

Tintura: 20 g. in 100 ml di alcool di 70° (a macero per 5 giorni).

A gocce (fino a 20) in acqua zuccherata in caso di necessità.

Pozione amaro-tonica: miscelare, nell’ordine, 8 g. di tintura di Cardamomo, 8 g. di tintura di Rabarbaro, 40 g. di sciroppo di arancio amaro, 40 g. di alcool, 40 di glicerina, 4 g. di bicarbonato di sodio e 65 g. di acqua distillata.

A cucchiai in caso di necessità. (Pagina 637 Le erbe medicinali aromatiche cosmetiche)

Ingredienti:

  • 350 g. di albicocche snocciolate divise a metà,
  • 1/2 cucchiaio di sciroppo d’Agave,
  •  2 bacche di cardamomo pestate nel mortaio,
  • 1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere,
  • 1,5 dl di latte di riso,
  • 2 g. di agar agar in polvere è la dose che ho usato per avere una consistenza cremosa e non “gommosa”.
  • fiocchi di cocco tostato per guarnire.

Volendo, fuori stagione si possono usare le albicocche secche dopo averle reidratate.

Come fare:

mettere le albicocche, il cardamomo pestato e 2 cucchiai d’acqua in una casseruola, coprire e, a fuoco dolce, portare ad ebbollizione.

Aumentare la fiamma e far sobbollire ancora per 10/15 minuti per far ammorbidire le albicocche.

Frullare e aggiungere il cardamomo in polvere.

Sciogliere in poco latte di riso l’agar agar evitando i grumi, aggiungere il resto del latte e far bollire per 5 minuti, unire la polpa di frutta e mescolare bene.

Versare la crema nelle coppe e riporre in frigorifero per c.ca 2 ore, decorare con i fiocchi di cocco, sedetevi in terrazza, possibilmente al tramonto, fate salire la/il gatta/o sulle ginocchia e rilassatevi.


Bavarese di alchechengi con gelatina al ramandolo.

Gli alchechengi (Phisalis) di cui ho già parlato qui sono “frutti dimenticati”, spesso dimenticati sui banchi nei negozi, perchè? Perchè non si è a conoscenza dell’utilizzo e spesso sono usati soltanto  per le guarnizioni di torte o ricoperti di fondente e cioccolato come bocconcini deliziosi.

Da quando c’è la raccolta WHB mi sono incuriosita sull’utilizzo di questi frutti e sfogliando vecchie riviste e dispense ho trovato qualche ricetta che ho testato con soddisfazione.

Per il motivo di cui sopra, qui ormai è difficile trovarli mentre in Austria si trovano sempre ed a prezzi convenienti e l’ultima volta ne ho comperati un bel pò sapendo che loro possono starsene lì, protetti dalle loro foglie, per molto tempo.

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Ingredienti (ho fatto metà dose):

  • 500 g di alchechengi,
  • 6 tuorli,
  • 1/2 litro di latte,
  • 5 cucchiai di zucchero a velo,
  • 5 cucchiai di zucchero semolato (di canna),
  • 3 dl di panna montata,
  • 1 bicchierino di liquore all’arancia (2 bicchieri di ramandolo che userò per la gelatina),
  • 2 cucchiai di maizena,
  • 4 fogli di colla di pesce (se sono quelli piccoli adoperatene 6).

Per la gelatina di ramandolo (le dosi per 1 litro di liquido sono 7/8 grammi di agar agar in fiocchi, regolatevi con le vostre quantità):

  • vino Ramandolo,
  • agar agar (kanten) in fiocchi,
  • qualche alchechengi tagliato a pezzettini piccoli).

Come fare:

far macerare gli alchechengi nel liquore o nel vino con lo zucchero per mezz’ora, mescolando di tanto in tanto.

In una casseruola battere i tuorli con lo zucchero a velo e la maizena.

Aggiungere poco alla volta il latte bollente ed infine i fogli di colla di pesce amorbiditi in acqua fredda e strizzati.

Mescolare a calore moderato fintanto il composto si addenserà e poi farlo raffreddare.

Passare al setaccio gli alchechengi (ho usato il passaverdure), ed unire il passato con tutto il liquido di macerazione (se usate il liquore) sennò incorporatene soltanto una parte.

Amalgamare bene ed alla fine unire la panna montata.

Versare la preparazione in uno stampo inumidito o in stampini monodose e riporre in frigorifero per un minimo di 4 ore.

Prepariamo la gelatina:

mettere il vino (quello dove abbiamo macerato gli alchechengi più un pò se vi sembra insufficiente) a bollire con la dose di agar agar e fate bollire per 15 minuti, versare il liquido sui frutti, far intiepidire e riporre in frigorifero.

Prima di sformare la bavarese immergere il fondo per 1 minuto (pochi secondi per le monoporzioni) nell’acqua bollente, decorarla con gli alchechengi e la gelatina al vino tagliata a cubetti piccolissimi.

Buon fine settimana a voi..alla prossima ricetta :-)


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