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Torta Paciarèla (o Paesana o di Latte) e la Macchina del Tempo.

paciarela fetta1 corn

Eccola, è una bomba energetica, la preparano le donne della bassa, ognuna con delle varianti.

Questa, da quanto ho capito ha più di un secolo, se la tramandano di madre in figlia e quando non ci sono figlie femmine tocca ai figli maschi tramandarla, a me l’ha data un conoscente.

Ciao e buon divertimento

Paolo

Così mi scriveva Popof  il 18 febbraio 2013, alle ore 22.07; Popof non scrive di cucina ma cucina lui, nel suo blog, racconta di viaggi, di politica, appassionato di montagna racconta le sue domeniche in alta quota.

Mandandomi questa ricetta ha portato in Friuli Venezia Giulia un pezzetto di Lombardia, Popof conosce la mia grande passione per le ricette del passato, è il passato, è la cucina delle nonne, delle mamme, che ha ispirato i nostri Chef.

L’anno scorso, a Identità di Pasta Luciano Monosilio del ristorante Pipero al Rex di Roma ha detto: …il passato non deve offuscare il presente…, ma non succederà, il passato continuerà ad ispirarci, il compito è quello di alleggerire le ricette, adattandole ai nuovi stili di vita, più comodi e meno faticosi, almeno fisicamente, il passato schiarisce il presente, come il sole dell’estate schiarisce i capelli illuminando il volto.

Va di moda la tradizione, Cracco ha scritto un libro di cucina regionale, Mariola, sul gambero Rosso, conduce una rubrica di cucina regionale tradizionale, preparando per noi le ricette; ho visto la sua versione delle Patate in tecia triestine alla quale ha dato la forma a frittata, ma la forma a frittata appartiene alla Carnia, al Frico.

Le patate in tecia *le xe butade là, a la vecia*, ma non voglio fare la talebana della cucina ce ne sono già troppe/i.

Questo blog è diventato, per me, la macchina del tempo: salgo a bordo e, in un attimo, mi trovo proiettata in epoche remote e regioni diverse, ospite in cucine lontane, ma rimango in Italia, è l’Italia che ha bisogno di noi, della nostra memoria e del nostro rispetto.

La tradizione è come un fiume, nasce povero, poca acqua poi, man mano si arricchisce, prosegue ed accoglie l’acqua degli affluenti che sono le rivisitazioni e le tradizioni di altri.

Il fiume si arricchisce, metro dopo metro, fino a riversare in mare tutta l’ acqua, sarà poi dal mare che potremo attingere  storia, arte, affetto, ricordi, ricette, racconti.

Ecco, per me è questa la tradizione, è la generosità del passato, è la nostra eredità e di questa eredità fa parte anche la Paciarela, torta che, merito di questo fiume, ho conosciuto e potuto rifare.

Se volete assaggiarla e, il 9 febbraio siete dalle parti di Pessago con Bornago (MI), c’è una sagra a lei dedicata, altre informazioni su questa torta le trovate da Sara, amante della cultura e delle tradizioni culinarie Italiane.

Ora, salite con me sulla macchina del tempo e partiamo, si va in Lombardia, se vi perdete la sagra di febbraio, in ottobre, potrete gustare la Paciarela a Gessate dove viene arricchia di una elle, per chi potrà andarci, sarà motivo in più per scoprirne i segreti.

Torta Paciarela ing cornice

Ingredienti per una tortiera da 30 cm.:

  • 1 litro di latte fresco,
  • 1 pagnotta di pasta dura oppure 2 rosette milanesi,
  • 100 g. di biscotti secchi tipo O. S.,
  • 200 g. c.ca di pane all’anice (io l’ho sostituito con pane aggiungendo all’impasto semi di anice pestati nel mortaio),
  • 2 uova
  • 50 g. di burro,
  • 400 g. di amaretti,
  • 100 g. di cioccolato fondente a quadrotti,
  • 100 g. di cacao amaro,
  • 100 g. di cacao dolce
  • 150 g. di uvetta,
  • 100 g. di cedro candito (l’ho sostituito con arancia candita),
  • 100 g. di zucchero vanigliato,
  • 1 cucchiaio di liquore (brandy o cognac (omesso)).

Zucchero a gusto (aggiungere solo a fine impasto, primadella cottura, se serve; attenzione però: la torta è migliore se leggermente amara

niente sale e neppure lievito.

Particolari da ricordare:

Latte: bollire e lasciar riposare almeno mezz’ora;

Burro: lasciarlo sciogliere a temperatura ambiente o a bagnomaria;

Uova: rotte e sbattute al momento dell’utilizzo.

Uvetta: a bagno il giorno prima, poi asciugata con panno o scottex;

Amaretti, Biscotti, Pane: frantumarli bene prima di amalgamare.

Preparazione:

Paciarela ingredienti mercoledì n-001

Mercoledì:

in una pentola di buona capacità (meglio se alta) preparare tutti gli ingredienti principali: pane,biscotti e amaretti ridotti a pezzetti; il cioccolato fondente grattugiato o ridotto in scaglie sottili.

Mescolare bene.

  • Miscelare a parte il cacao amaro e dolce.
  • Far fondere li burro in una tazzina.
  • Mettere a bagno l’uvetta.

Paciarela impasto giovedì corn

Giovedì:

  • bollire il latte e lasciarlo riposare almeno mezz’ora.
  • Asciugare l’uvetta tamponandola.

Preparare l’impasto unendo a quanto già pronto in pentola: il latte, il cacao, il burro, buona parte del cedro (arancia), lo zucchero vanigliato, il liquore (omesso), ma non l’uvetta); mescolare sempre.

Mescolare, amalgamare molto bene e lasciar riposare fino al giorno dopo.

Paciarela da infornare venerdì corn.

Venerdì:

unire le uova sbattute e mescolare molto bene.

Passare l’impasto al passaverdura (passaverdura a mano, evitare frullatore e minipimer, se proprio si usa il minipimer, non ridurre a semolino ma lasciare a grana grossa) *Questo passaggio non l’ho fatto*.

(A  questo punto si può soddisfare la gola assaggiando se è dolce a suffìcienza: se poco, basta aggiungere un poco di zucchero, se troppo, unire altro cacao amaro o cioccolato fondente; normalmente va bene così) *io non ho aggiunto nulla*.

Unire l’uvetta e il poco cedro rimasto mescolando bene.

Lasciare riposare un pò e poi trasferire in una tortiera imburrata leggermente spolverata di pan grattato

Cuocere in forno già caldo a 200° C. per circa 105 minuti; versoi 90/95 minuti accertare il grado di cottura con la prova stuzzicadenti.

Naturalmente lasciar raffreddare prima di toglierla dalla tortiera, curando di staccarla dal bordo con l’aiuto del coltello.

Sarebbe opportuno resistere alla tentazione di gustarla fino a domenica: nei giorni successivi alla cottura, asciugando, acquista un leggero gusto amarognolo di cacao e cioccolato fondente che la rende migliore.

Paciarela sfornata corn


POMÌ: stregata dagli Strozzapreti.

Solo pochi secondi di video (possiamo chiamarlo così?) per darvi l’idea della velocità che la Signora Nuccia ha nel preparare Tortelli, Anolini, Strozzapreti e quant’altro.

Ero riluttante a scrivere questo post perchè ho l’orgoglio ferito, vedere la mia prova di tortello venire accartocciata e messa in un angolo, è stato umiliante.

Ero emozionata come una bimba che vuole far vedere alla mamma com’è brava, ma la mamma scuote il capo sconsolata…

A scuola di tortello-002

A scuola i tortello.

Durante la lavorazione ci sono stati svelati i segreti e noi, diligentemente, abbiamo preso nota.

Ingredienti per la sfoglia:

  • 1 kilo di farina 0,
  • 8 uova intere,
  • acqua per raggiungere la consistenza.

la prova dito della consistenza-002

Consistenza impasto.

Ingredienti per il ripieno ricotta spinaci:

  • 1 kilo ricotta vaccina,
  • 200 g. di spinaci lessati, strizzati, tritati,
  • 1 uovo intero,
  • 300 g. di Parmigiano Reggiano 24 mesi,
  • sale q.b.

ParmigianoReggiano 24 mesi per ripieno e condimento-001

Ingredienti ripieno con la zucca:

  • 1 kilo di polpa di una zucca messa intera in forno a 180°C.,
  • 400 g. di amaretti,
  • 200 g. di Parmigiano Reggiano 24 mesi.

pomì stampini, rotelle-001

Mi astengo dallo spiegarvi il procedimento in toto, dico soltanto che dopo aver posizionato il ripieno, la sfoglia va ripiegata sullo stesso dal basso verso l’alto (io lo facevo a contrario), una mano va appoggiata di taglio tra le porzioni e con il mignolo dell’altra si elimina l’aria.

Se li cuocete subito bastano 3 minuti dal bollore, in frigorifero si conservano per 3 giorni, è possibile congelarli su un vassoio vassoio e poi raccoglierli in sacchetti, non scongelarli prima di cuocerli perchè in cottura si rovinerebbero.

strozzapreti-001

Strozzapreti

Ed ecco gli Strozzapreti, semplicemente farina, acqua, olio e sale, perfetti per coinvolgere i bambini nella preparazione, si divertiranno un mondo ad arrotolare la pasta tra le dita, i loro saranno più piccoli e li riconosceranno perchè lo Strozzaprete va spezzato alla larghezza di 4 dita.

Ingredienti:

  • 1 kilo di farina 0,
  • 500 acqua,
  • 1 filo d’olio,
  • sale.

Nuccia-001

Nuccia, la Maestra.

Come fare:

dopo aver amalgamato gli ingredienti si stende la sfoglia sottile e si ritagliano delle strisce di c.ca 3/4 cm., si pizzicano in cima e si rotola velocemente la pasta tra le dita, si spezzano quando lo strozzaprete (l’ho scritto prima) arriva al quarto dito, si continua così fino ad esaurimento strisce.

Abbiamo preparato anche gli gnocchi, non ho “testimonianza” fotografica ma voi fidatevi, per tagliarli ho FINAMENTE capito dove sta il segreto per manovrare il coltelo alla maniera dei cuochi, ora mi manca solo tanta pratica perchè la grammatica c’è.

Ingredienti:

  • 1 kilo di patate lessate con la buccia,
  • 200 g. di farina 00,
  • 1 uovo,
  • sale,
  • farina per la spianatoia.

Come fare:

non mi direte mica che non sapete fare gli gnocchi vero? L’importante è schiacciare le patate calde (io lo faccio con la buccia per fare prima, tranquille/i, la buccia rimane nello schiacciapatate) per il resto fate come fate sempre, anche in questo caso si possono congelare ed utilizzare al bisogno.

Queste ed altre ricette sono quelle della nonna, ed arrivano da questo splendido quaderno che Massimo, gentilmente ha sfogliato per noi.

il prezioso quaderno della nonna di Massimo1-001

Il prezioso quaderno della nonna di Massimo

Abbiamo fatto anche gli anolini con la stessa sfoglia dei tortelli, abbiamo mangiato tutto la sera stessa, gli anolini sono stati cotti in un brodo celestiale che non dmentcherò mai, se siete da quelle parti andate a trovare Massimo ed il suo staff, Le Tre Ville usa ancora in cucina ed in sala l’ingrediente segreto, la passione.

Ora vi lascio col sorriso di Linda, Nuccia ed il nostro Luca, er mejo!!! Mancava Simone che stremato era con la mamma a fare il pisolotto.

relax in cucina e il ripieno per gli anolini-001

Linda, Luca e Nuccia

Vi lascio con la maestosa opera del Correggio, la Cupola di San Giovanni che ho fotografato distesa sul pavimento, ditemi voi se non ne è valsa la pena:

Cupola di San Giovanni1-001

A presto.


Biscotti di Londra, Stelle ripiene ed auguri di fine anno ….

BISCOTTI di LONDRA

Questi biscotti fanno parte dei regali ricevuti per Il mio grosso grasso Natale 2010 da Tiziana.

É una ricetta della suocera che li ha sempre chiamati così: Biscotti di Londra non chiedete il perchè….

Ingredienti primo strato:

  • 200  g. di farina 00,
  • 150 g. di burro,
  • 40 g. di zucchero,
  • 2  tuorli.

Ingredienti secondo strato:

  • 200 g. di mandorle o nocciole,
  • 100 g. di zucchero,
  • 3 albumi a neve.

Come fare:

impastare gli ingredienti del primo strato e stenderlo su uno stampo basso (30×30), tritare le mandorle assieme allo zucchero ed unire gli albumi a neve mescolando lentamente dal basso verso l’alto, stendere  questo composto sul primo strato.

Infornare a 180° per 20’ circa.

Togliere dal forno e, prima che si raffreddi completamente, tagliare prima in senso verticale ogni 4 cm. e poi partendo da un angolo tagliare in senso obliquo, formando così delle losanghe.

Quando i biscottini saranno completamente raffreddati imbiancarli con un po’ di zucchero a velo.

Stelle ripiene

Ingredienti per la pasta:

  • 500 g. di farina 00,
  • 200 g. di burro,
  • 2 tuorli,
  • 200 g. di zucchero,
  • 1 bustina di lievito per dolci,
  • la buccia di 1 limone e di 1 arancia,
  • 1pizzico sale,
  • latte tiepido q.b. a rendere morbido l’impasto.

Ingredienti per il ripieno:

  • amaretti sbriciolati,
  • confettura di prugne (se fosse  troppo liquida  aggiungere qualche biscotto secco).

Come fare:

amalgamare gli ingredienti e stendere la pasta (non tanto sottile).

Ricavate delle stelle con 2 stampini, 1 più grande ed 1 leggermente più piccolo, al centro del più piccolo mettere un cucchiaino di ripieno e quindi chiudere con la stella più grande ( si possono ottenere anche delle mezze lune ripiegando un cerchio di pasta di 6 cm. premendo bene i bordi ripassandoli con la rotellina).

infornare a 200° per 15-20 minuti, devono rimanere piuttosto bianchi senza prendere  colore.

Cospargere  con lo zucchero a velo.


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