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Straccetti al Pomodoro e Basilico.

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Straccetti al Pomodoro e Basilico.

A volte basta davvero uno straccetto di pasta per far tornare alla mente i ricordi, per aver voglia di riassaporare un piatto di pasta, il più amato, quello che fa tanto famiglia, quello che sa di casa, per me tutto questo è la pasta al pomodoro.

La Signora Gisella non era una gran cuoca, diciamo che la cucina non era proprio il suo habitat naturale, cucinava certo, viveva con uno dei figli (l’altro tornava nel fine settimana) e con una piccola ribelle capitata lì all’improvviso (io) e doveva farlo per forza.

Lei viveva di caffè, era magrissima, aveva delle gambe meravigliose, quelle gambe che appartengono ad un’epoca che non c’è più.

Aveva anche delle bellissime mani che curava particolarmente ed io non l’ho mai vista con lo smalto scheggiato (un rosa antico opaco) o con i capelli con la ricrescita o spettinati.

Faceva parte di quelle persone che mai uscire in disordine, mai farsi vedere trascurate.

Quante volte mi ha ripresa perchè non avevo le mani ordinate, ma la forma infelice delle mie unghie non mi ha mai stimolata a tenerle curate.

Riesco a tagliarmi solo quelle della mano sinistra, la destra non riesco proprio, le dicevo.

E lei, per indurmi a farlo mi diceva, chi non riesce a tagliarsi le unghie della mano destra è ladro e bugiardo.

Giammai! Allora facendo enormi contorsioni con la forbicina e con improbabili ritocchi con la lima ce la facevo.

Brava, te vedi che bela che te son desso?

Ritornando in cucina, il menù settimanale doposcuola era pasta al pomodoro o burro/bistecca /insalata/ovi in fonghet/formaggio latteria/frutta di stagione ovviamente non tutto assieme e non nello stesso ordine.

Ed arrivava la domenica, allora la domenica era ancor il dì di festa: vestitino bello, rigorosamente con sotto la sottoveste , scarpe lucide, Santa Messa (che dopo 3 anni di orfanotrofio con le suore era una tortura), sosta obbligata da Mario Pogacini (un pasticcere straordinario) a comprar la guantiera de paste e via a casa (allora vivevo a Ronchi dei Legionari).

Apparecchiavo la tavola in sala,  era domenica: la tovaglia bella, piatti e posate del servizio buono, lo stomaco gorgogliava stimolato dal profumo che arrivava dalla cucina.

Cossa la ga (le ho sempre dato del lei) cusinà oggi? (tanto lo sapevo già).

Go fato la pastasuta, el pollo rosto cole patate, un due bisi e el strucolo de pomi.

Il sugo di cui parlerò tra poco in inverno veniva cotto sullo sparghert ed io vivevo in diretta tutto il procedimento in quanto, essendo la cucina l’unica stanza riscaldata, era lì che facevo i compiti, che guardavo Non è mai troppo tardi ed imitavo il Maestro Manzi cercando di disegnare velocemente come lui e stargli dietro: non ci sono mai riuscita…

Ingredienti per la pasta al pomodoro della Signora Gisella:

  • pasta corta (io gli straccetti),
  • pomodori pelati,
  • cipolla abbondante,
  • olio di oliva (non ricordo se extravergine o no),
  • basilico,
  • sale,
  • 1 puntina di zucchero (per togliere l’acidità del pomodoro),
  • una noce di burro alla fine,
  • una bela gratada de parmigiano.

Come la vedevo fare a lei:

metteva a scaldare l’olio dove aggiungeva la cipolla tagliata grossolanamente e la faceva diventare trasparente senza colorirla o bruciacchiarla.

A questo punto aggiungeva i pomodori pelati senza romperli, il sale, lo zucchero.

Quando risaliva il bollore, metteva il coperchio, abbassava la fiamma (se usava il fornello a gas) o spostava il tegame lontano dalla fiamma forte (se usava lo sparghert) e lasciava cuocere a lungo, alla fine aggiungeva il basilico fresco o secco a seconda della stagione.

Il suo sugo rimaneva abbastanza acquoso, lei non amava le preparazioni unte.

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Buona giornata amici, ho chiuso momentaneamente il blog, un po’ per una delusione che passerà presto ed approfitto per fare le modifiche che avevo in mente da un po’: sto finendo lo spazio e devo ridurre la grandezza delle foto dei primi tempi quando non avevo ancora esperienza ;-) Vi abbraccio forte


Tagliatelle di seppia al pomodoro e burrata, illusioni da assaporare.

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Tagliatelle di seppia al pomodoro e burrata.

Ultimamente ello fa i capricci e non mangia più, se non mele cotte (non voglio immaginare cosa ci sia sotto ;-) ) e se ello mangia solo mele cotte, ella cucina solo mele cotte per ello.

Ella si avvale della facoltà di non perdersi d’animo e, in attesa di un suo cortese riscontro, cucinerà per se stessa ricette semplici, veloci e buone, solo piatti unici e nutrirà il blog con le ricette degli altri, di Emanuele, Raffaello, Francesco/ Francesco& Co.

Per fortuna il mio archivio è bello ricco ed il blog può vivere di rendita per un bel pò.

Parto con questa ricetta che vi avevo già anticipato: le tagliatelle di seppia colorate con zafferano e condite con una concassè di pomodoro, basilico e burrata, credetemi, ne avrei mangiata una tinozza intera…

Se la provate a fare, sono sicura che sarà la ricetta della vostra estate, potete preparare in anticipo la seppia ed all’ occorrenza affettarla, ottenendo così delle tagliatelle da colorare e condire a piacere e fantasia.

collage seppia tagliatelle1

 Ingredienti per queste tagliatelle:

  • seppie grandi,
  • pomodori,
  • zafferano in polvere per colorare le tagliatelle,
  • burrata,
  • basilico fresco,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe? Non lo ricordo, facoltativo.

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Come fare le tagliatelle di seppia:

mettere sul fuoco una pentola d’acqua e portare a bollore, nel frattempo pulire e lavare bene la seppia, mettere da parte i tentacoli e le alette per altre preparazioni.

Appena bolle l’acqua immergere la seppia e spegnere il fuoco, coprire e lasciar raffreddare.

Scolare la seppia, compattarla, pressarla e metterla in congelatore.

Al momento dell’occorrenza, toglierla dal congelatore e tagliarla a listarelle sottili, dalla parte più lunga, con l’affettatrice, o mandolina o pelapatate, con quello che avete, non comprate l’affettatrice per fare questa ricetta, andate a mangiarla al ristorante Agli Amici ;-)

Sciogliere la polvere di zafferano in acqua tiepida ed immergere le striscioline di seppia affinchè ottengano il colore delle classiche tagliatelle all’uovo.

Come fare il condimento:

incidere a croce i pomodori e scottarli in acqua bollente, pelarli, tagliarli a metà per eliminare i semi e l’acqua di vegetazione.

Ricavare dalla polpa una concassè (è una tecnica culinaria utilizzate per certe verdure (in particolare il pomodoro) che consiste nello scottare rapidamente in acqua bollente il vegetale, per poi poterlo pelare, eliminando in questo modo facilmente la buccia e quindi ridurre a tocchettini Wikipedia) e farla saltare in una padella, a fuoco vivo con olio evo e sale, la cottura dovrà essere breve ma intensa per mantenere forma e consistenza.

Frullare la burrata con olio evo.

Nel piatto:

mettere alla base del piatto il composto di burrata, appoggiare sopra il nido di tagliatelle e terminare con la concassè di pomodoro ed il basilico.

Tagliatelle seppia al pomodoro piatto g

Per oggi è tutto, vi auguro una bella domenica, io corro a sbucciare le mele ;-)


Agli Amici di Godia, tra sogno e realtà col ♣Chic Nic♣ di Pasqua.

Foto da 10_apr_2014

Chic Nic di Pasqua

Sono reduce da un corso di cucina tenuto dai miei mentori Emanuele Scarello, Patron (parola che va tanto di moda ;-) ) e Chef del Ristorante Agli Amici di Godia  e Raffaello Mazzolini (l’uomo che sussurrava ai cjarçons), corso che mi ha portata, fanciulla stupita e sorpresa,  nel mondo dell’illusionismo dove il dolce diventa salato ed il salato diventa dolce come golosa magia.

Ma oggi voglio condividere con voi l’idea geniale di questo Staff che non finirà mai di stupirmi per fantasia, passione e genialità ma… quando uno è Mago!

L’idea è nata dall’esigenza di offrire un Amichevole servizio ai loro Clienti/Amici che vogliono trascorrere la tradizionale Pasquetta fuori porta senza però rinunciare alle loro prelibatezze, senza spadellare e, soprattutto, senza spendere cifre astronomiche, è possibile infatti acquistare i singoli prodotti o il menu completo al prezzo di Euro 45,00.

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Il Menù, dall’antipasto al dolce è così composto:

  • Uovo con asparagi e fonduta di formaggi di malga – Euro 8,5
  • Gnocchi di patate, con ragù d’agnello e carciofi – Euro 10,5
  • Dentice sott’olio (extravergine d’oliva) al profumo di menta e limone – Euro 12
  • Caponata & caprese – Euro 9
  • Cremoso di cioccolato bianco e lamponi – Euro 8

Ciascuna preparazione è confezionata in vaso ermetico Weck (che rimane a voi), riutilizzabile e soprattutto molto carino da usare come piatto.

Il menu è molto semplice da gestire, lo Staff vi fornisce anche tutte le indicazioni scritte per gustare al meglio le loro proposte.

Ci sono preparazioni da servire calde, utilizzando un forno a microonde o tradizionale o a bagnomaria e altre pronte da mangiare.

In più  Ana, Gianluca e Stephane, il prezioso Staff di Sala ha selezionato per Voi i Vini da abbinare al menù:

Ana: … io amo il Franciacorta dall’aperitivo a tutto pasto, lo trovo leggero, non mi appesantisce e per il menu di Pasqua e Pasquetta Vi consiglio il mio preferito: Montenisa Brut, elegante e rotondo.(Franciacorta Brut Montenisa, Euro 30)

Gianluca: … bene, ma ci vuole anche un vino rosso, poco tannico e, fondamentale, che sappia raccontare il nostro territorio, come lo splendido Pinot Nero de Le Due Terre, immancabile! (Pinot Nero 2011 Le Due Terre, Euro 30)

Stephane: … beh, lo sapete, io sono sempre per la dolcezza! Agli Amici mi è capitato di assaggiare un vino delizioso e quasi per niente alcolico, l’ideale per accompagnare il dolce: il Moscato d’Asti di Prunotto, mi piace da impazzire! (Moscato d’Asti 2012 Prunotto, Euro 20).

Considerando la cura e la precisione che, in ogni occasione, tutto lo Staff degli Amici di Godia applica per soddisfare ogni Vostra esigenza, Vi chiede di sottopore  il Vostro ordine entro il 18 aprile , rimanendo a disposizione, per il Vostro ritiro, anche domenica 20 aprile fino alle ore 12.

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Per oggi è tutto, alla prossima, che sarà questa:

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Tagliatelle al Pomodoro e Basilico… con sorpresa (comperate le seppie, grandi ;-) )


Tagliatelle al Pomodoro e Basilico, la cucina di casa.

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Pappardelle  al pomodoro e basilico.

Anche questa è una ricetta che ho scorporato dai post multipli, lo so che è banale ma sono queste le ricette di casa, quelle che fanno famiglia, quelle che scaldano il cuore

Tagliatelle naturali tagliate

Ingredienti per la pasta:

  • 80 g. di farina 00,
  • 20 g. di semola rimacinata,
  • 1 uovo,
  • 1 pizzichino-ino di sale.

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Come fare la pasta:

senz’altro tutti o quasi sanno fare la pasta in casa ed ognuno può seguire il proprio metodo.

In una ciotola unire le farine, l’uovo leggermente sbattuto ed il sale; formare un panetto e far riposare in frigorifero per 1 ora.

Alla fine del riposo, formare le tagliatelle, i puristi col mattarello, gli altri con la nonna Papera che ha sempre il suo perchè.

pomodori ramati-001

Ingredienti per il condimento:

  • passata di pomodoro,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • basilico.
  • olio evo,
  • sale,
  • peperoncino.

Come fare:

è un semplice sugo al pomodoro, ho messo in un tegame senza olio, il pomodoro, l’aglio, sale e peperoncino, ho cotto lentamente e fatto asciugare, ho tolto l’aglio e messo il basilico gli ultimi 5 minuti, ho aggiunto un filo d’olio a crudo, in questo caso ho messo il parmigiano.


Pasta alla Norma che più alla Norma non si può, col tocco Friuliano:il Formadi Frant.

pasta alla Norma

Era da molto tempo che avevo un sogno nel cassetto, sognavo di fare la pasta alla Norma, ma non la solita Norma la volevo ancora più Norma.

melanzane Milva1

Le melanzane per questa pasta le ho raccolte personalmente nel campo della Milva (non sono quelle della foto), la stagione ha rallentato di molto la produzione, ma adesso, piano piano si inizia a raccoglierle ogni giorno.

Il basilico è mio e c’ è anche nelle tagliatelle, ed è per questo che ho scritto: che più Norma non si può, perchè nell’impasto delle tagliatelle c’è la polpa di melanzana ed il basilico.

La passata di pomodoro che ho adoperato ed adopero sempre è esclusivamente la passata Pomì L+ che, dal contest dell’anno scorso che me l’ha fatta conoscere, adopero sempre ed è graditissima ad ello.

La ricotta salata contemplata nella ricetta originale l’ho sosituita col Friulanissimo  Formadi Frant presidio Slow food che è saporito al punto giusto e con questa preparazione ha familiarizzato immediatamente.

Ormai chi frequenta questo blog conosce già la mia tendenza ad unire l’Italia, per quel che posso, almeno nelle ricette, io amo l’Italia e la rispetto ed è per questo che non dovete prendervela a male se a volte unisco e stravolgo con amore e passione le ricette della tradizione, ma di questo ho già parlato, ora voglio parlare di lei, della straordinaria pasta alla Norma.

La ricetta l’ho presa qui e dallo stesso sito riporto il breve trafiletto che spiega in poche parole l’origine del nome di questa pasta:

la pasta alla Norma è originaria di Catania, in Sicilia, e pare che il suo nome sia stato dato per la prima volta tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900 da Nino Martoglio, commediografo catanese.

Martoglio definì infatti questa pietanza una “Norma”, paragonandone la sua bontà all’omonima opera lirica di Bellini.

Io ho voluto preparare anche la pasta con le melanzane nell’impasto, ho adoperato la polpa ricavata col metodo Raffaello, avvolgendo le melanzane ad una ad una nella pellicola e cuocendole al Microonde per 10 minuti, le mie melanzane erano quelle lunghe e non molto grandi ed ho ridotto il tempo a 6/7, di seguito la ricetta originale, tra parentesi le mie dosi e varianti.

ing. pasta Norma-001

Ingredienti per 4 persone (1 e 1/2):

  • 1 Cipolla (1 cipollotto fresco),
  • 10 foglie di basilico fresco (5),
  •  2 melanzane (1 melanzana rotonda piccola per contenitore + 4 lunghe piccole per impasto tagliatelle e condimento),
  • olio extravergine di oliva,
  • pepe, quanto basta a piacere (peperoncino rosso fresco di Milva),
  • 800 g. di pomodori pelati meglio freschi ( mezza bottiglia di passata POMÍ L+
  • 200 g. di ricotta salata (50 g. di Formadi Frant),
  • sale grosso, quanto basta,
  • 400 g. di pasta (tipo a piacere) (io ho preparato le tagliatelle).
  • olio di semi di arachide per friggere (la ricetta originale dice extravergine di oliva),

tagliatelle con polpa di melanzane e basilico

Ingredienti per le tagliatelle alla melanzana (premetto che le dosi sono insolite perchè tutto è partito dalla quantità di polpa di melanzana ottenuta, 133 g., appunto):

  • 133 g. di polpa di melanzana cotta ottenuta come indicato sopra,
  • 2 foglie di basilico fresco,
  • 135 g. di farina di Kamut,
  • 3 cucchiai di albume,
  • 1 pizzico di sale.

tagliatelle alle melanzane

Come fare la pasta:

Dopo aver ricavato la polpa delle melanzane, metterle nel bicchiere del frullatore insieme al basilico e ridurre a crema, aggiungere l’albume ed amalgamare.

In una ciotola unire la farina ed il sale e formare un panetto che metterete a riposare in frigorifero per 1 ora.

Alla fine del riposo, formare le tagliatelle, i puristi col mattarello, gli altri con la nonna Papera che ha sempre il suo perchè.

Come preparare il condimento e la melanzana contenitore:

appassire il cipollotto in olio evo, unire qualche strisciolina di peperoncino rosso fresco ed insaporire, aggiungere la passata di pomodoro, aggiustare di sale e portare a cottura senza far asciugare troppo il sughetto, verso la fine unire le foglioline di basilico spezzettate con le mani e mettere da parte.

In abbondante olio di arachidi profondo a 160/170°C. (max,) friggere le melanzane tagliate a cubettini.

La melanzana contenitore va tagliata a 3/4 lasciando la parte col picciolo che farà da coperchio, la base della parte contenitore va regolata per farla stare appoggiata

Il coperchietto, mentre si frigge,  va tenuto per il picciolo perchè deve rimanere sodo e non perdere il colore, la parte inferiore va rigirata cercando di friggere l’interno che poi rilascerà sapore ala preparazione.

Scolare a testa in giù sulla carta assorbente e far raffreddare, salare all’interno l’involucro di melanzana dopo che avrà eliminato l’unto.

Finiamo il piatto:

cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolarle e saltarle con la salsa di pomodoro, unire le melanzane a cubetti, inserire la pasta nella mezza melanzana e grattuggiare il formadi frant o, se la avete, la ricotta salata.

Per quelli che ♥mai senza Parmigiano Reggiano♥, vada per il Parmigiano Reggiano, però che sia invecchiato 36 mesi.

Fermarsi un minuto ad osservare questa meraviglia, fare un bel respiro ed assaporare tutto fino alla fine, involucro compreso.

Edizione straordinaria: ello che non va matto per le melanzane, ha detto: da rifare, ed io, cosa posso fare se non rifarla?

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Pasta Norma con grattugia da brovada, tipicamente friulana.

Buona domenica


Fiori di zucchina ripieni, ho preso una strana piega, la piega di Pinterest.

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Già, ho preso una strana piega, la piega di Pinterest, non vado in giro per blog, ma perdo delle buone mezz’ore su quel sito ad estasiarmi davanti a foto straordinarie, a stupirmi di fronte alla creatività di noi esseri umani.

Io, che ho fatto quattro ricette striminzite con l’avocado, sentendomi un genio alla stregua di Leonardo Da Vinci (scherzo eh ;-) ), mi ritrovo di fronte a centinaia di ricette con l’avocado e ritorno piccolina, piccolina.

Per non parlare dei dolci, delle idee, beh, tanto di cappello!!!

Nel frattempo, aspettando tempi più freschi, preparo marmellate, la Signora dell’Hotel mi ha regalato una cassa di “amoli” gialli (gocce d’oro) che ho voluto fortemente conservare e, quindi, nel tempo rimasto, cucino la normalità, la cucina di tutti i giorni per ello, la trasgressione sono le torte salate, necessità che diventa virtù con le verdure di Milva, spesso raccolte personalmente dal suo campo.

Attendo ansiosa, anzi attendiamo ansiosi le terme, mai come quest’anno desidero prendere una sbornia d’Austria, di funghi, di boschi, di calda ospitalità Austriaca, di passeggiate all’alba sull’erba bagnata di rugiada, di sane colazioni colorate che profumano di pane caldo, colazioni ricche che mi sosterranno per ore.

Per oggi ancora fiori di zucchina, rigorosamente dall’archivio, questi sono ripieni con tonno, patate lesse, zucchine e fiori saltati in padella.

Se notate, a parte le ricette studiate, volute o classiche, molte delle mie preparazioni sono una sorta di riciclo/riutilizzo di avanzi (tra virgolette).

Ello non mangia mai due volte lo stesso cibo, io ho altri gusti e quindi per me,  diventa problematica la gestione dei pasti.

Quando, da Milva, trovo le zucchine con i fiori  uso spadellarli assieme alle zucchine, quei puntini rallegrano e ravvivano la preparazione accentuandone anche il sapore, i fiori hanno un sapore più intenso.

Le dosi sono a piacere, come sempre in questi casi, la pastella è semplicemente fatta con farina e birra fredda, una pastella densa che deve aderire bene ai fiori e che rende croccantissimo qualsiasi cosa ci sia sotto, ho omesso la ricotta che ho sostituito con la patata lessa, ma andiamo in cucina.

F. zucchina -001

Ingredienti:

  • fiori di zucchina,
  • zucchine,
  • 1 spicchio d’aglio vestito (andrà tolto),
  • patate lesse,
  • tonno al naturale o sott’olio,
  • parmigiano,
  • pane grattugiato (per addensare leggermente il ripieno) se volete il senza glutine adoperate quello da prontuario,
  • basilico tritato,
  • sale se necessario.

Ingredienti per la pastella:

  • birra fredda,
  • farina 00, se volete una preparazione senza glutine perfetta la farina di riso.

Come fare:

preriscaldare il forno, in questo caso ventilato, a 200° C.

Se i fiori non dovessero essere bene aperti, immergerli in acqua ghiacciata, scolarli e togliere delicatamente il pistillo interno.

Spadellare le zucchine con l’aglio vestito, toglierlo dopo che le ha insaporite, aggiungere i fiori spezzettati con le mani, coprire, lasciar ammorbidire, spegnere e far raffreddare.

In una terrina schiacciare la patata lessa e sbriciolare il tonno, aggiungere il composto di zucchine ed il resto degli ingredienti, non esagerare col pane grattugiato perchè otterrete un ripieno troppo asciutto.

Riempite i fiori col composto ed immergerli ella pastella ottenuta semplicemente con farina e birra ghiacciata.

Disporli su una teglia da forno ricoperta con l’apposita carta e cuocere per c.ca 20 minuti, il tempo che si fori una bella crosticina dorata e croccante.

Se dovesse avanzare qualche fiore e avete del feta, inseritene un bastoncino all’interno e procedere alla cottura come sopra, per dare al tutto freschezza, ho accompagnato i fiori con degli spiedini di feta, datterini (i miei), olive verdi e foglie di basilico.

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Alla prossima.


Tagliata di seitan, zucchine, spaghetti di patate dolci e notizie di Blanche, la cagnolina del fiume, ricordate?

tagliata di seitan con zucchine e spaghetti di patate dolci-001

A me piacciono i piatti unici, non è un segreto, non amo stare a tavola, un pasto per me deve contenere tutti i nutrienti e questo li contiene.

Non sono vegana/vegetariana però sono curiosa e golosa e, non essendo o così o pomì io mi cimento in varie preparazioni e non mi pongo limiti, ha un senso la mia affermazione che non sono né carne né pesce, ho un mio carattere ed è proprio quello di provare tutto con piacere e gusto.

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Ingredienti per 2 persone:

  • 1 confezione di seitan grigliato (se lo avete autoprodotto va benissimo),
  • zucchine piccole freschissime tagliate a losanghe,
  • cipollotti freschissimi,
  • matassine di spaghetti di patate dolci (nei negozi etnici),
  • olio evo,
  • sale integrale,
  • pomodorini gialli (spiedino),
  • pomodorini rossi (spiedino),
  • fiori di zucchina (spiedino),
  • foglie di basilico fresco (spiedino).

Come fare:

tagliare a fettine sottili il seitan, una parte a cubotti e far rosolare a fuoco vivo in olio evo e cipollotto fresco per qualche minuto, mettere da parte  mettere nella stessa padella le zucchine tagliate a losanghe e cuocerle per qualche minuto (devono rimanere croccanti), aggiustare di sale.

Tagliare a rondelle larghe 1 zucchina e cuocere  vapore per 3 minuti, far saltare nella pentola usata per le precedenti preparazioni.

Saltare anche le matassine di spaghetti di patate aggiungendo olio evo e sale, mettere da parte.

Comporre il piatto con le fetine di seitan e le zucchine saltate col cipollotto, decorare con i mezzi fiori di zucchina con all’interno le matassine di spaghetti di patate.

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Comporre lo spiedino:

alternare una fetta di zucchina, una parte di fiore di zucchina, 1 pomodorino rosso, 1 foglia di basilico, 1 cubotto di seitan, 1 pomodorino giallo, 1 parte di fiore di zucchina, infilare lo spiedino su una base di zucchina.

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Ora l’aggiornamento su Blanche, la cagnolina del fiume, da Varese l’hanno trasferita a Modena in un canile, si chiama BARATERI, se abitate nei dintorni… Grazie.

P.S.: Blanche è stata adottata♥


Brisè all’Avocado per una tortina salata con pomodorini ripieni.

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Quando mi fisso su qualcosa non mollo, mi affeziono, soffro della sindrome della crocerossina e mi prendo a cuore la sorte di  qualche prodotto bistrattato o lasciato  deperire sui banchi dei negozi, inizio ad occuparmene e ad utilizzarlo in maniera compulsiva, è toccato al topinambur ed ora è il momento dell’Avocado.

Il suo sapore neutro che sposa in maniera ottimale sia il dolce che il salato, la sua consistenza soda che diventa all’occorrenza cremosa  lo rende, secondo me, particolarmente versatile.

Ultimamente mi confronto spesso con la cucina vegana, vegetariana e senza glutine, in questa riceta il glutine c’è ma adoperando un’altra farina specifica lo diventa.

Spesso la dose eccessiva di burro nei dolci mi blocca, proverò a fare dei biscotti o un plum cake adoperando l’avocado che, anche a livello economico conviene, certo la fragranza del burro mancherà ma si può sostituire con aromi naturali quali la vaniglia bourbon o la buccia di agrumi o spezie tipo macis, cardamomo ecc.

Dopo il gelato e il capriccio ho pensato di utilizzare l’Avocado in sostituzione del burro in una brisè ed ho fatto bene perchè chi oltre a me l’ha assaggiata ha gradito molto e mi è stato chiesto il bis

La ricetta che mi ha ispirata l’ho vista su un sale e pepe dell’anno scorso, non so come mai mi fosse sfuggita perchè mi ha stregata, vuoi per la foto che trovo bellissima (secondo me e per il mio gusto, le foto di Sale e Pepe sono le migliori) vuoi per la semplicità di realizzazione, vuoi per la presenza del pesto che metterei dappertutto, fatto stà che sono andata in terrazza a raccogliere i pomodorini, il basilico e mi sono messa all’opera.

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Più sotto troverete la ricetta originale che ho replicato in versione mini con i pomodori Piccadily essendo i perini, da Milva, ancora indietro con la maturazione.

Ingredienti per la Brisè all’Avocado (teglia quadrata di 20 cm Ø):

  • 150 g. di farina,
  • 8o g. di polpa di Avocado,
  • acqua fredda q.b.,
  • 1 pizzico di sale affumicato.

Ingredienti per la tortina (le dosi esatte le trovate sotto, qui ho fatto a occhio):

  • pomodori ciliegini gialli e rossi,
  • quartirolo,
  • parmigiano grattugiato,
  • casatella trevigiana,
  • pesto sia per la base della pasta che per la farcia (basilico, aglio, sale, pinoli, parmigiano, olio evo).

Brisè all’Avocado per una tortina salata con pomodorini ripieni .

Versione originale (senza foto finale)

Come fare la brisè all’Avocado:

solitamente la brisè andrebbe lavorata con le punte delle dita ma la polpa di Avocado non si scioglie e per amalgamare bene l’impasto ho adoperato il robot da cucina aggiungendo l’acqua a poco a poco fino ad ottenere la giusta consistenza.

Ho fatto riposare in frigorifero (ma probabilmente non serviva), l’ho stesa e adagiata sulla teglia rivestita di carta forno, l’ho farcita con i pomodorini ai quali ho inciso la buccia,  li ho scottati in acqua bollente salata per 30 secondi, tagliati a metà, svuotati dei semini e messi ad asciugare (come spiegato nella ricetta originale),  ho acceso il forno a 200°C.

Ho riempito i pomodorini con il composto di formaggi, non ho messo l’origano per non interferire col basilico e li ho disposti sulla base di brisè all’Avocado spalmata con il pesto.

Ho infornato per 35 minuti.

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Versione originale (senza origano) con decorazione pesto e pinoli)

ricetta sfoglia pomodori

Mi scuso per la patacca sulla ricetta.

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Buona settimana a tutte/i.


Sformatini multicolor di zucchine, melanzane, carote.

Sformatino di verdure e zucchine-001

Ingredienti per uno sformatino:

  • 3 zucchine piccole frschissime,
  • 1 melanzana piccola,
  • 1 carota piccola,
  • 3 pomodori rossi maturi,
  • foglioline di basilico fresco,
  • 1 spicchio d’aglio (metà per la melanzana, metà per le zucchine),
  • pinoli tostati,
  • fiocchi di lievito di birra,
  • sale affumicato,
  • pepe verde,
  • olio EVO.

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Incidere a croce la buccia dei pomodori e sbollentarli per pochi secondi in acqua bollente, pelarli, eliminare i semi e l’acqua di vegetazione, tritare la polpa.

Sbucciare le melanzane con il pelapatate ed ottenere dalla buccia delle striscioline che sbollenteremo (per ultime!!!) in acqua salata per la decorazione.

verdure per sformatini-001

Tagliare la polpa della melanzana a cubetti piccolissimi (se le melanzane sono fresche non necessitano del solito riposo sotto sale) e cuocerla in un tegame con l’olio, mezzo spicchio d’aglio (che poi toglieremo) la polpa di pomodoro, aggiungere qualche fogliolina di basilico spezzettato, cuocere a fuoco vivace per qualche minuto, salare e pepare.

Togliere le melanzane e mettere nello stesso tegame aggiungendo un filo d’olio e il mezzo spicchio d’aglio avanzato, le zucchine pelate (come si è fatto per le melanzane, conservare le striscioline di buccia  più qualche strisciolina di polpa e sbollentarle per 1 minuto per renderle elastiche e tagliarle a rondelle sottili, aggiungere le foglioline di basilico e rosolare per pochi minuti, devono rimanere croccanti, aggiustare di sale e pepe.

sformatino di verdure da infornare-001

Ricavare dalla carota altre striscioline per la decorazione, queste richiedono qualche minuto in più di sbollentatura.

Man mano che avrete sbollentato le striscioline di verdura appoggiarle su una carta assorbente, ungere lo stampino e formare una corolla alternando i colori a piacere, fare uno strato con le melanzane, uno con le zucchine, qualche pinolo ed una spolverata di fiocchi di lievito, continuare alternando e terminare con le zucchine, qualche pinolo.

Cuocere in forno a bagnomaria a 180°C. per 30 minuti. sfornare, lasciar intiepidire e sformare su un piatto, condire con un filo d’olio EVO e spolverizzare con i fiocchi di lievito, una bontà.

sformatino verdure zucchine interno-002


Tagliolini/tagliatelle di farro alle zucchine con pesto di zucchine nelle zucchine…

Collage tagliolini taglliatelle zucchine-001

Dopo che ho mangiato questa prelibatezza mi sono accorta che avevo dimenticato di appoggiare i coperchietti sulle zucchine

Queste sono le ricette per le quali vorrei la reflex o qualche fotografo a mia disposizione, pazienza…

Queste tagliatelle/tagliolini li avevo in mente da qualche giorno, la zucchina, attrice versatile e adatta a molti ruoli, sa trasformarsi da salato in dolce, diventa salsa, insomma ne fa di tutte le forme e colori.

zucchine rotonde scavate e pasta sfondo-001

Non so se avete mai fatto caso che dopo aver manipolato le zucchine vi rimangono le mani un pò appiccicose? Benissimo, il loro centrifugato è perfetto per fare la pasta evitando l’albume, provate.

ingredienti pasta zucchine-001

Ingredienti (verde chiaro pasta, verde scuro pesto):

  • 150 g. di farina integrale di farro,
  • centrifugato fresco di zucchine (devono essere frschissime e piccolissime),
  • i cucchiaino di olio di semi di zucca,
  • sale affumicato.
  • bucce (solo verde) di zucchina sbollentate 1 minuto in acqua salata,
  • basilico fresco,
  • pinoli,
  • fiocchi di lievito,
  • olio EVO,
  • sale affumicato.
  • 2 zucchine rotonde sode e della stessa misura.
  • 1 spicchio d’aglio da sfregare all’interno.
sfoglia pasta zucchine-001

Come fare la pasta:

ve lo dico sinceramente, metto tutti gli ingredienti nel robot da cucina e procedo aggiungendo liquido se necessario, l’impasto è pronto quando si compatta e continuando ad azionare il robot la palla rimane unita.

Lasciar riposare sotto una ciotola per 30 minuti, tiratela a mano o con la nonna papera nel formato che desiderate, cuocere per pochi secondi in acqua bollente salata, conditela con il pesto ed inserirla nella zucchina svuotata, decorare con pinoli e, se vi ricordate, appoggiate accanto il coperchietto.

Nel frattempo che riposa la pasta preparare le zucchine rotonde,  lavarle e tagliare il coperchietto, scavarne l’interno e cuocerle a vapore per 15 minuti, scolarle su un panno carta, asciugare l’interno e strofinatelo con lo spicchio d’aglio.

 

collage pasta zucchine-001

Come fare il pesto:

mettere nel bicchiere gli ingredienti e frullarli.

ingredienti pesto zucchine-001

Ecco fatto, spero di essere stata chiara, una considerazione a posteriori, ho tirato la sfoglia troppo sottile, la prossima volta mi blocco alla tacca inferiore.

Per qualsiasi dubbio o domanda eccomi qui.

tagliolini tagliatelle zucchina coppia-001


Crumble di Asparagi, Crumble di zucchine: sotto i Crumble un mondo.

collage crumble asparagi canestro-001 

Volevo farne uno un pò scenografico ma dal momento che alla fine viene tutto coperto non vale la pena ingegnarsi.

Per chi ama le sorprese il crumble è perfetto.

I due crumble che presento oggi li ho trovati su quelle schede del giornale Elle (quelle che mi mette da parte la mia parrucchiera ), solitamente sono la presentazione di qualche libro e le foto sempre meravigliose,  asparagi e zucchine sembrano crudi (e forse lo erano) ma sono esigenze di copione.

Un  appunto devo farlo per quanto riguarda il procedimento sulle briciole di quello agli asparagi, io ho risolto a modo mio ma credo ci sia qualche inesattezza.*

Iniziamo proprio da quello agli asparagi che avevo fatto tempo addietro con degli asparagi raccolti la mattina stessa da una contadina.

crumble asparagi prosciutto pronto-001 

Ingredienti per 2 persone:

  • 300 grammi di asparagi verdi,
  • 2 fette di prosciutto di Sauris,
  • olio EVO,
  • sale.
asparagi verdi nel cit-001 

i miei asparagi, essendo sottili e freschissimi non li ho pelati, ho eliminato soltanto la parte finale e li ho cotti nell’asparagera per 5 minuti (se sono più grossi 8/10).

Scolarli ed appoggiarli sulla carta assorbente, ungere un piatto o una pirofila da forno, disporre il prosciutto tra gli asparagi, spennellare con l’olio e disporre le briciole, infornare per 5/10 minuti (io 10).

asparagi verdi-001 

  • 40 g. di mollica di pane ai cereali raffermo,
  • 30 g. di burro,
  • 40 g. di parmigiano reggiano grattugiato,
  • 1 cucchiaio di olio EVO.

Come preparare le briciole:

scaldare il forno a 180°C. e rivestire una teglia con la carta forno, tritare la mollica con il robot, unire il parmigiano, il burro a pezzetti e l’olio.

Mescolare con la punta delle dita e stendere il composto sulla teglia, infornare e cuocere per 10 minuti.

crumble asparagi prosciutto da infornare-002 

Qui la mia osservazione: il calore del forno scioglie il burro e il parmigiano e si forma in pratica una cialda compatta.

*Io ho fatto raffreddare tutto, ho spezzato la cialda e l’ho rimessa nel robot assieme ad altro pane raffermo ed ho ottenuto le briciole, ho ottenuto un buon risultato ugualmente ma mi sfugge qualcosa, avete un’idea per migliorare il procedimento?

crumble zucchine da infornare-002 

Crumble di zucchine e formaggio di capra.

Ingredienti per 2 persone:

  • 400 g. di zucchine piccole,
  • 2 cucchiai di basilico fresco tritato,
  • formaggio fresco di capra a piacere,
  • olio EVO,
  • sale (affumicato),
  • pepe verde.

Come preparare le zucchine:

dopo aver lavato e asciugato le zucchine, eliminare le estremità e tagliarle a rondelle.

Ungere il piatto o la pirofila da forno, disporre le zucchine, il formaggio, se lo adoperate, e cospargere con il basilico tritato.

Salare, pepare e coprire con le briciole, infornare per 20/25 minuti.

Ingredienti per le briciole:

  • 40 g. di burro,
  • 50 g. di farina,
  • 2 cucchiai di pane grattugiato,
  • 30 g. di pinoli,
  • 1 cucchiaio di olio EVO,
  • sale q.b.

Come preparare le briciole:

in una ciotola mescolare il pane grattugiato, la farina e il sale, incorporare il burro tagliato a pezzetti e l’olio, mescolare con la punta delle dita ed aggiungere i pinoli.

crumble zucchine formaggio capra-001 

Buona giornata a tutte/i


POMÌ D’ AUTORE: anche i Vegani mangiano le Polpette col Sugo…

 Fonte ricetta Muscolo di grano: Erzebeth.

Fornitore per il sugo: POMÌ (Pomodoro a cubetti).

Manodopera: chef accantoalcamino.

Assistente in cucina: Perla.

Tipologia Ricetta: Sostenibile/Vegana (basilico, prezzemolo, aglio, tutti a Km.o.)

In questa ricetta le dosi sono da interpretare, chi ama le polpette con molto sugo, ne farà di più tanto, si sa, un buon sugo di pomodoro trova sempre una “sistemazione”.

Lo stesso vale per il muscolo di grano, potete raddoppiare la dose o moltiplicarla a piacere, ne otterrete anche delle scaloppine o un arrosto, si conserva in frigorifero.

Ingredienti per 1 porzione di polpette di muscolo di grano (ma possono diventare 2/3/4 nel caso di antipasto):

  • 500 g. di farina o manitoba,
  • 125 g.di farina di ceci,
  • acqua qb.

Ingredienti per l’ impasto delle polpette:

  • muscolo di grano da cuocere,
  • fiocchi di lievito,
  • aglio grattugiato a piacere,
  • 1 ciuffetto di prezzemolo fresco,
  • sale Grigio di Bretagna o sale marino integrale q.b.

Ingredienti per il sugo al pomodoro (per 4 porzioni):

  • 1 lattina di pomodoro a cubetti POMÌ,
  • basilico fresco,
  • 1 pizzico di peperoncino di Calabria secco o 1/2 fresco,
  • sale Grigio di Bretagna o sale marino integrale q.b.,
  • olio EVO da aggiungere alla fine.

Come fare la salsa:

mettere in un tegame i cubetti di pomodori POMÌ con l’aglio intero e cuocere a fuoco basso, quando all’assaggio risulterà cotto aggiungere il basilico, il peperoncino, il sale e cuocere ancora qualche minuto, alla fine aggiungere olio EVO.

Come fare il muscolo di grano: qui faccio una premessa, potete trovarlo pronto al Natura sì o nei negozi che forniscono prodotti naturali  e biologici (correggetemi se sbaglio) o autoprodurlo facilmente con una farina istantanea per seitan, un riferimento qui, dalla mia amica Saretta.

Le indicazioni che seguono provengono parzialmente dal blog linkato all’inizio:

per fare il muscolo  ho usato lo stesso procedimento per fare il seitan, ho mescolato le farine e l’acqua fino ad ottenere un composto non troppo solido (diciamo pure molle), e l’ho lasciato riposare in frigo almeno un paio d’ore.

L’ho lavato con acqua calda e fredda alternate finchè non è risultata completamente limpida, a questo punto avremo il nostro muscolo (più o meno, è molto simile al seitan, solo più proteico grazie ai ceci).

Qui arrivo io, ottenuto un impasto elastico ho preferito condirlo con gli ingredienti ed amalgamarlo prima della cottura, cottura che ho ottenuto avvolgendo il muscolo (piccolo viste le dosi) in carta stagnola, pellicola, carta stagnola e messo a cuocere nel cestello a vapore sopra la pentola dove cuoceva il sugo.

Quando al tatto ho sentito che il muscolo si era rassodato (si vede che ero una sportiva ;-) ) l’ho lasciato raffreddare, l’ho tagliato con le formine a cuore lasciandone qualcuna rotonda per chi volesse la versione classica, e le ho messe a cuocere ancora qualche minuto nella salsa, esattamente come si fa con le classiche polpette da onnivori;-)

Lo so che non siete abituati ai miei post sintetici ma sono ancora alle prese con Celeste che, alla visita veterinaria è risultata: già sterilizzata, e per di più, oggi, quando sono andata a darle da mangiare nello spazio dell’asilo dove l’ho vista la prima volta, ho trovato i bambini che la mandavano via dicendo: via brutto gatto, e la maestra (più brutta del gatto e dei bambini anche loro brutti ;-) ) fomentava la rivolta dicendo, via, che il gatto graffia.

Quello che ho detto io ve lo risparmio perchè non voglio inquinare questo Post sostenibile, mi pongo , dopo ieri, un’altra domanda, ma sono questi gli insegnanti che preparano i bambini? Sono felice di non avere figli perchè non sopporterei di darli in mano a simili “educatrici”, ma tornerò sull’argomento, vale una riflessione.


Melanzane, peperoni per una scatola a sorpresa, tutta da mangiare.

Ci sono ricette che ho conservato e mai pubblicato, vuoi perchè le foto risalgono ai miei primi tempi Lumix e quindi le foto erano blu o gialle o scure o mosse ed avevo anche poca dimestichezza con i programmi di fotoritocco che, per chi non ha cavalletti, reflex, box light  o il magico fotoshop (che mi alzerebbe di 20 cm. e mi toglierebbe rughe e kili ;-) ),  sono davvero amici utili e fidati, vuoi perchè non c’è mai stata l’occasione, sempre altre ricette la scalzavano dalla lista d’attesa ma ora è arrivato il momento, in vista della bella stagione che riporterà sula tavola peperoni e melanzane.

E come tante mie proposte anche questa è figlia di un riciclo, in questo caso un esuberante ripieno per le melanzane  con l’aggiunta di patata lessa e tonno, che si può omettere se si desidera rendere la ricetta vegetariana.

Si può anche renderla Vegana sostituendo il formaggio con il Tofu e, usando il pane grattugiato senza glutine,  si trasforma in ricetta senza glutine…mamma mia quante sorprese in questa scatola ;-)

Ingredienti per il ripieno che ho riutilizzato:

  • mezza melanzana cotta in forno con la stagnola,dalla quale ho ricavato la polpa e le strisce dalla buccia per l’involucro.
  • una zucchina piccola,
  • due cucchiai di pomodoro,
  • basilico,
  • pane grattuggiato q.b.,
  • formaggio morbido a dadini (Tofu),
  • capperi,
  • olive verdi,
  • sale,
  • pepe,
  • olio evo.

Come fare il ripieno:

cotta (ma non spappolata) la mezza melanzana  estrarre la polpa con un cucchiaio ed aggiungerla alla zucchina tagliata a dadini con 2 cucchiai di pomodoro e l’olio, per velocizzare cuocere in microonde per 7/8 minuti.

Frullare il composto aggiungendo pane grattugiato, il formaggio, il basilico (se preferite origano, timo ecc.) ed una parte di olive e capperi, lasciare qualche cappero intero e qualche oliva spezzettata grossolanamente, amalgamare anche il tonno.

Ingredienti per la “scatola”:

  • falde di buccia di melanzana,
  • falde di peperoni arrostiti gialli e rossi,
  • 2 patate lessate e schiacciate,
  • sale, pepe, olio evo.

Come fare la “scatola”:

disporre a fantasia sul fondo e sui bordi di una pirofila rettangolare le falde di peperone e di melanzana,  fare uno strato con le patate schiacciate condite con olio evo sale, pepe,  aggiungere il ripieno delle melanzane,  terminare con le patate e  chiudere ripiegando le falde di peperone e melanzana.

Infornare a 180°C. per c.ca 20 minuti, il tempo di compattare il tutto.

Ottimo mangiato freddo, credo sia perfetto per la bella stagione che sta arrivando (spero ;-) ) che porterà sulle nostre tavole le verdure che soltanto il sole può arricchire di sapore e colore.

Con un piccolo avanzo ho preparato questo tortino senza mettere peperoni e melanzane, ho unto uno stampo e cosparso con pane grattugiato, ho creato l’involucro con le patate, messo il ripieno e cotto in forno a 180°C. per 20 minuti, l’ho servito con una salsina di pomodoro al basilico.

Buon fine settimana :-)


I colori della primavera, racchiusi in una lasagna.

Le colline si saziano dei colori
della primavera, tornano le rondini
alla stalla, accogliente, calda.

Sorridono i germogli all’astro
nuovo che s’erge luminoso
tra i ciliegi pallidi, tra i peschi rosa,
il profumo del glicine arrampicato
antico e paziente su vecchi muri scrostati.

Occhieggia il sole sui balconi,
abbracciando i gerani, che rossi sfidano
il qualunquismo amoroso delle margherite.

Ovunque aria di rinnovamento,
di rinascita, di speranze di felicità.

(Aria nuova- Dario Motti)

Lasagne con sfoglia agli asparagi, al salmone, aneto,calendula e fiori di santoreggia.

Il titolo è lungo, lo so, ma è più facile farla che raccontarla, questa lasagna.

Come spesso mi succede l’ho studiata e voluta proprio così, leggera, saporita, completa, non è un mistero che io ami i piatti unici che racchiudono tutti i nutrienti in una sola portata.

Ho voluto mantenere la stessa farina sia per la sfoglia che per la besciamella, la farina di kamut che trovo versatile, facile da lavorare e adatta anche per chi ha intolleranze, si ricava un ottimo pane ed è perfetta per i dolci.

Sarò approssimativa nell’indicarvi le dosi perchè, per questa lasagna, ho adoperato come ingrediente principale l’istinto e, come spesso succede: la fortuna aiuta gli audaci.

Ingredienti per la sfoglia agli asparagi:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • 1 cucchiaino olio evo,
  • sale affumicato q.b.,
  • centrifugato fresco di asparagi,
  • aneto,
  • petali di calendula,
  • fiori di santoreggia.

Ingredienti per la sfoglia al salmone affumicato:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • salmone affumicato q.b.,
  • aneto fresco,
  • acqua di cottura degli asparagi q.b.

Come fare le sfoglie:

ho messo nel robot gli ingredienti ed ho dosato il liquido, ottenuto un impasto omogeneo ed elastico l’ho avvolto nella pellicola e l’ho lasciato riposare.

Ho tirato le sfoglie arrivando fino alla tacca n°5 perchè, dopo aver provato la tacca 8, la pasta in cottura si rompeva.

Per la sfoglia agli asparagi ho racchiuso i fiori e aneto tra due sfoglie e, delicatamente l’ho tirata, sempre alla tacca 5.

Da tutte 2  le sfoglie ho ritagliato una forma a fiore; vi consiglio, per la cottura, di non tenere l’acqua a forte bollore e di “accompagnare” la sfoglia con una schiumarola per evitare accartocciamenti, specifico questo perchè, per me, è stato un esperimento e trovo corretto condividere con voi i pro e contro.

Ingredienti per la besciamella agli asparagi:

  • farina di kamut,
  • centrifugato di asparagi,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato.

Ingredienti per la besciamella al salmone affumicato:

  • una parte dell’impasto iniziale secco della sfoglia al salmone che comprendeva anche l’aneto,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato q.b.

Per la besciamella Qui .

Ingredienti aggiuntivi (per l’interno e la gratinatura):

  • parmigiano reggiano 36 mesi grattugiato,
  • nocciole tostate e tritate,
  • basilico fresco tritato.

Come ho fatto:

Ho composto la lasagna al solito, alternando le 2 lasagne e le 2 besciamelle sopra le quali ho messo pezzettini di salmone affumicato e punte di asparagi (tagliate a pezzetti) cotte al vapore e il trito di parmigiano, nocciole e basilico.

Ho infornato per 5 minuti a 180°C. più altri 3 minuti funzione grill.

Ho decorato con aneto, asparagi e fiore di calendula che è commestibile e con il quale ho in programma altre ricette colorate.

Amo la primavera e cucinare con erbe e fiori è per me la perfetta”Flower therapy”.


Pane azzimo e qualche idea per conservare le zucchine.

 

Oggi un post professionale, solo ricette.

Ricettine che arrivano dal mio archivio, testate e riprodotte regolarmente, comprese le conserve che vi presenterò poi e che non richiedono sterilizzazione.

Se non foste tranquilli sterilizzate pure come fate al solito o cercando nel web informazioni utili.

Inizio dal pane azzimo, nome che deriva dal greco azymos (senza fermenti), quindi senza lievito, di semplice esecuzione e di lunga durata.

Ingredienti x 8 pagnottelle:

  • 300 g. farina 00,
  • 150 g. farina integrale (meglio se biologica),
  • 250 ml di acqua,
  • olio evo (anche per ungere la ciotola),
  • 1 cucchiaino raso da te di sale.

 

Come fare:

setacciare le 2 farine con il sale, formare la fontana ed aggiungere l’acqua un po’ alla volta (l’impasto deve risultare morbido ed elastico).

Ungere una terrina a bordi alti e mettere la pagnotta a riposare dopo averla ben rigirata per ungerla, coprire con pellicola e telo e far riposare per 1 ora.

Accendere il forno a 230°C., rivestire la teglia con carta forno e dividere l’imasto in 8 pagnottelle.

Stenderle ad una ad una col matterello fino ad uno spessore di 1/2 cm., praticare dei forellini con i rebbi della forchetta (io ho usato il mio solito batticarne), spennellare d’olio, infornare per 10′ da una parte, girare e terminare la cottura per atri 10′.

Ora le ricette delle zucchine sott’olio, provatele, sono straordinarie, le mie preferite quelle in agrodolce e quelle Julienne, per la ricottina qui, per i peperoncini qui.

 

Ricottina casalinga con mix di sottoli misti.

Zucchine con alici e capperi:

  • 1 kilo di zucchine piccole e tenere,
  • 30 g. alici sott’olio,
  • 30 g. di capperi sotto sale (risciacquati),
  • 1 litro di aceto di vino bianco,
  • 1 ciuffo di prezzemolo,
  • 50 g. di sale grosso,
  • olio  (evo).

Come fare:

portare ad ebbollizione l’aceto con il sale, nel frattempo spuntare le zucchine e tagliarle in 4 in senso verticale (a bastoncino).

Sbollentarle poche alla volta per 4 minuti, scolarle e farle asciugare per 12 ore su un canovaccio.

Adagiarle in vasetti fatti precedentemente sterilizzare in forno a 100° ed alternarle con capperi, prezzemolo tritato finemente e pezzettini di alici.

Premere bene e coprire d’olio, aspettare che l’aria sia uscita e che non ci siano più bolle, chiudere ermeticamente e conservare al fresco.

Tempo di riposo: 20 gg.

Durata 1 anno.

 

Le avevo servite così a ello come spuntino.

Zucchine in agrodolce al rosmarino e cipolla:

  • 1 kilo di zucchine,
  • 2 rametti di rosmarino,
  • 1 cipolla bianca,
  • 1/2 litro di aceto di vino bianco,
  • 2 dl di olio evo,
  • 100 g. di zucchero,
  • 5 g. di sale.

Come fare:

tritare il rosmarino privato della parte legnosa e tritare finemente la cipolla e le zucchine a rondelle sottili  (io uso il robot).

Mettere in una casseruola l’aceto, l’olio, lo zucchero, il sale, il rosmarino, la cipolla e portare ad ebollizione, unire le zucchine, togliere dal fuoco e lasciar riposare 24 ore.

Sgocciolare le zucchine, metterle nei vasi (sterilizzati come sopra), premere leggermente e coprire con la salsa agrodolce.

Chiudere ermeticamente e riporre in luogo fresco ed asciutto.

Riposo 1 mese.

Durata 1 anno.

 

Zucchine in agrodolce.

Zucchine sott’olio:

  • 1 kilo di zucchine piccole,
  • 1 litro di aceto alcune foglie di basilico,
  • pepe in grani,
  • qualche rametto di timo,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 50 g. di sale,
  • olio evo.

Come fare:

spuntare le zucchine lavate precedentemente e tagliarle a rondelle, portare ad ebollizione l’aceto con sale e pepe in grani.

Tuffare le zucchine poche alla volta e cuocerle per 3 minuti, scolarle e metterle tra 2 canovacci ad asciugare per 12 ore.

Inserirle nei vasetti alternandole con l’aglio a fettine, il timo, il basilico e coprire d’olio avendo cura che non si formino bolle d’aria, chiudere ermeticamente e riporre in luogo fresco.

Riposo 20 gg.

Durata 1 anno.

 

Julienne di zucchine sott’olio con timo, capperi e pinoli:

  • 1 kilo di zucchine,
  • 30 g. di capperi,
  • 40 g. di pinoli,
  • alcuni rametti di timo,
  • 1/2 litro di aceto bianco di vino,
  • 1/2 litro di vino bianco,
  • 30 g. sale grosso,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • olio evo.

Come fare:

spuntare le zucchine e tagliarle a julienne con una grattugia a fori larghi o con il robot.

Portare ad ebollizione il vino, l’aceto, il sale e l’aglio, tuffare le zucchine e cuocerle per 2 minuti, scolarle e farle asciugare su un canovaccio per 3 ore.

In una terrina mescolare le zucchine con i capperi, i pinoli ed il timo, invasare e coprire d’olio, con gli stessi accorgimenti delle ricette precedenti.

Riposo 20 gg.

Durata 6 mesi in luogo fresco.

 

Zucchine Julienne timo, pinoli, capperi.

Ed ora vi saluto, vi auguro un bel fine settimana, qui piove ma non importa.

Per maggiori informazioni lascio questo link   che parla del Botulino e vi da indicazioni sulla perfetta conservazione.


Buona Pasqua, io ve la auguro così:

Con uno spiedino fatto con oliva verde, ovetto di quaglia croccante , basilico, cuoricino di feta e datterino.

E con loro…


Cjalzòns cu lis jerbis romatichis (con farina di Kamut).

 

Impastâ uns quatri etos di farine di flôr cun quatri ûs, gramolâ ben a man ma no distirâ cul menarul.

La paste ‘e va fate su a rodul e tajade a tocùz, ch’a van sfracajâz cul cûl di une tace.

Tal ingjâf si met il plen, si tapone il cjalçon cun altre paste, simpri lavorade cemût si à dit.

Cui dêz si cjàlcjn tôr atôr i ôrs dal cjalzon che po, insieme cum chei altris al va butât te aghe bulint, salade.

Une volte cuez, i cjalçons, discotâz, si cuìncin cun spongje  e formadi vecjo, ancje forest.

Il plen si prepare cussì: in tune plàdine sfracajâ pôc su pôc jù dai chilos di patatis cuetis ta l’aghe e scussadis, misclizzâj un eto e

miez di zucar, un eto di canele masenade, savôrs mentegrèe, salvie, basili, garofalât tazâz fins, un freghenin di spongje fate slìdi e

brustulâ cun civole tajade a tocûz (ma no meti la civole tal plen), sal, pevar, un brussul di cognac.

Tra le minestre asciutte, strettamente friulane, vanno collocati i cjalçons, ravioli con vari tipi di ripieno, tra i quali è compreso perfino il cioccolato, oltre a ricotta affumicata, pane nero grattuggiato, zucchero, cannella, uvetta sultanina, frutta e verdure in un miscuglio molto singolare, che nel suo insieme riesce a dare un gusto assai gradevole.

Il termine Cjalçon pare possa farsi risalire alla voce “calisson”, che in turco indica uno strumento simile al liuto, nella cui forma in passato si preparavano alcuni dolcetti di marzapane.

Esiste un documento, del 1377, nel quale si parla proprio di “Pasqua dei cjalçons”, nel quale si fa riferimento a questi dolcetti.

I cjalçons di oggi, comunque, prendono il posto di un primo asciutto: i cjalçons, una volta lessati, vengono scolati e conditi con burro bollente, ricotta affumicata grattugiata, zucchero e cacao.

(Ricetta scritta in lingua friulana dei Cjalçons di Timau tratta da “I sapori del Friuli”, breve cenno storico tratto da “La cucina del Friuli” di Emma Valli).

Non potevo presentare questa ricetta semplicemente menzionando gli ingredienti, vivo in Friuli, amo i cjalçons, quando vado in Carnia ne faccio scorpacciate.

Questa non è una ricetta è “la storia”, le varianti dei cjalçons sono infinite, la pasta ed il ripieno cambiano di famiglia in famiglia perchè, come tutte le ricette antiche nascono dall’esigenza di cucinare con quello che c’è.

Ne ho già parlato in passato dell’arte delle donne di un tempo di creare capolavori culinari con quel poco che avevano a disposizione, la cucina di oggi è senza dubbio figlia della cucina di “quelle” donne, del loro genio, del loro estro, del loro orgoglio.

Io non festeggio mai la festa della donna né la menziono però quest’anno la voglio dedicare proprio a queste donne, donne senza blog, senza reflex, senza hi pod, donne ricche di dignità che ci hanno lasciato in eredità storie di vita, tutte da leggere, imparare a memoria ed imitare.

 

Riporto integralmente la ricetta alla quale mi sono ispirata mettendo tra parentesi le mie sostituzioni e/o omissioni.

Ingredienti per 4 persone (metà dose):

per la pasta:

  • 350 g. di farina (kamut),
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva (evo),
  • 1 pizzico di sale,
  • acqua q.b.

 

Per il ripieno:

  • 2 patate lesse,
  • 1/2 cipolla,
  • 250 g. di foglie di bieta (agretti/barba dei frati),
  • 1 manciata di melissa (1 pizzico di secca),
  • 1 rametto di menta (1 pizzico di secca),
  • qualche cimetta di maggiorana,
  • foglie di basilico,
  • ciuffi di prezzemolo,
  • altre erbe aromatiche (dragoncello secco),
  • 120 g. di ricotta affumicata,
  • 2 cucchiaini di cacao amaro (omesso),
  • buccia di 1 limone,
  • sale (affumicato),
  • pepe,
  • cannella (cardamomo in polvere).

Condimento:

  • 100 g. di burro (chiarificato),
  • ricotta affumicata,
  • zucchero muscovado mescolato alla cannella in polvere,
  • zeste di buccia di limone (pacco Max).

Come fare la pasta:

lavorare a lungo la farina con l’olio, il sale e l’acqua necessaria (ho usato il robot da cucina), formare la palla e farla riposare un paio d’ore o dentro un tovagliolo o sotto una ciotola.

 

Come fare il ripieno:

tritare le foglie di bieta, appena scottate (ho cotto a vapore gli agretti)e mescolarle alle patate lessate e schiacciate, aggiungere un trito di cipolla e di erbe aromatiche (ho usato quelle secche, a parte la maggiorana ed il basilico perchè le altre fresche sono ancora senza profumo), il cacao (no), 1/2 cucchiai di ricotta affumicata, la buccia grattugiata di mezzo limone, sale, pepe, cannella (cardamomo in polvere) e mescolare (alla fine ho frullato il composto col minipimer).

 

Componiamo i cjalçons:

in questa fase mi sono fatta aiutare dalla “tecnologia”, non occorre che vi spieghi come ho fatto perchè le foto sono esaustive non vi pare?

 

Li ho conditi con burro chiarificato, ricotta affumicata, buccia li limone  (come da ricetta pilota) ed ho spolverizzato con zucchero muscovado setacciato con cannella in polvere.

 


Totani/Calamari ripieni su letto di fagioli di Anna.

Mi sono accorta che, mentre  scelgo gli ingredienti per cucinare spesso penso senza glutine, non che io lo debba fare però mi metto nei panni di chi lo fa ogni giorno perchè in famiglia c’è un celiaco.

Credo sia come quando vuoi imparare una lingua, ti rendi conto che la stai imparando nello stesso momento in cui  pensi in quella lingua, ecco, cucinare per un celiaco è la stessa cosa, devi pensare senza glutine.

Quando sei a casa tutto ciò risulta naturale e (relativamente) facile e scontato, però tutto si complica quando il celiaco ha voglia di mangiarsi una pastarella al bar o in pasticceria, oppure una semplice Pizza Margherita in pizzeria, è lì che iniziano le difficoltà e quello che per tutti è routine per un celiaco diventa problematico e spesso discriminante.

Fidarsi? Non fidarsi? Dove preparano le pastarelle e le pizze senza glutine? Gli ambienti sono predisposti ed incontaminati dal glutine? Non è uno scherzo, l’incuria e la disattenzione possono mettere un celiaco in pericolo di vita.

Ho fatto una piccola ricerca per vedere se a Udine ci fossero ristoranti/pizzerie per celiaci, la scelta non è molta e dalle recensioni dei clienti ho evinto che il celiaco rimane comunque emarginato, ha poca scelta e le attese sono improponibili.

Ora arrivo alla ricetta proposta da Anna, un piatto da fare e rifare, con o senza glutine, con sac a poche o senza sac a poche,  ello ha detto da rifare, quindi lo rifarò.

Trovare da queste parti i totani è impresa Totanica, quindi ho dovuto ripiegare sui calamari, leggendo da Anna che il pane sostituito dalle patate rendeva il ripieno da leccarsi i baffi, beh, io ho adoperato i topinambour, di seguito la ricetta originale di Anna e, tra parentesi le mie varianti  (senza glutine).

Le mie dosi sono ad occhio, con il ripieno avanzato ho fatto delle polpettine.

Ingredienti per le polpettine:

  • il ripieno avanzato dei calamari,
  • riso Thai bollito,
  • tonno sott’olio,
  • uovo,
  • semi di zucca tritati,
  • olio evo per rosolare.

Come fare:

mescolare gli ingredienti, formare delle palline, arrotolarle nella farina ottenuta dai semi di zucca macinati e rosolare nell’olio EVO girando le polpettine, adagiarle sulla carta assorbente.

Volendo sui possono insaporire nella salsa di pomodoro assieme ai totani oppure sgranocchiare durante il giorno :-)

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Ingredienti per 6 persone:

  • 12 totani di misura media (ma si possono usare anche i calamari), (Calamari)
  • 150 g. di tonno sott’olio,
  • (qualche gambero),
  • 150 g. di polpa di pomodoro,
  • 150 gr di pane*** (meglio se del giorno prima, ed ovviamente per me senza glutine) (Topinambur),
  • vino bianco secco,
  • latte (omesso),
  • prezzemolo (timo e basilico),
  • 2 uova,
  • aglio,
  • sale,
  • pepe,
  • olio extravergine di oliva,
  • (olio di semi di zucca per decorare)

Ingredienti per il letto di fagioli:

  • 400 gr di fagioli cannellini già cotti, vanno bene anche quelli in scatola purché di buona qualità e ben lavati e sgocciolati,
  • (ho adoperato anche fagioli Azuki per colorare),
  • acqua,
  • sale,
  • pepe,
  • olio extravergine di oliva,
  • prezzemolo tritato (basilico).

Come fare:

pulire (lasciandoli interi) i totani, togliere la testa e pulirla dal becco.

Scottare i ciuffetti in acqua e sale per 2-3 minuti (io li ho rosolati in olio e aglio per insaporirli) e  preparare il ripieno composto di pane ammollato nel latte, prezzemolo e aglio tritati (omessi, ho messo timo), i ciuffetti dei totani  tritati, il tonno, le uova, il sale, il pepe, se graditi, si possono aggiungere anche gamberetti tritati.

Riempire i totani con l’ausilio di un sac-à-poche (io cucchiaino/dito) senza eccedere e chiuderli con uno stecchino di legno.

Soffriggere uno spicchio d’aglio in olio EVO, aggiungere una spruzzata di vino bianco secco, poi dopo pochi minuti un cucchiaio di polpa di pomodoro a persona (facoltativo, si possono cuocere anche in bianco).

Cuocere per circa dieci minuti. Aggiungere i totani ripieni e seguire per qualche minuto la cottura (tenderanno a gonfiarsi, ed è necessario bucherellarli in vari punti con uno stecchino, facendo così uscire l’aria che si è formata ed evitando che si rompano).

Aggiungere mezzo ramaiolo di brodo di pesce o di acqua calda, salare, pepare, portare il tutto a cottura con il recipiente semicoperto (circa 20, 25 minuti).

Se avanza un po’ di ripieno ci si possono fare delle polpettine (aggiungendo pangrattato), oppure metterlo a cuocere insieme ai totani: si formerà una cremina per accompagnare i totani o per condire la pasta.

La crema di fagioli si prepara semplicemente frullando a lungo i fagioli cotti e acqua quanto basta fino ad ottenere una crema morbida ma non liquida, aggiungere sale e pepe a piacere.

Volendo, i fagioli possono essere sostituiti con dei ceci, io mi preparo in anticipo i piattini versando la crema di fagioli ed adagiandovi due totani ripieni con un po’ di sughetto, cospargo di prezzemolo fresco tritato e verso sul tutto un filo di buon olio e.v. toscano.

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Ecco, questa è la ricetta di Anna, dopo avere state nelle varie cucine di Rifatte senza glutine, uscite a comperare i totani/calamari e mettetevi al lavoro :-)

Purtroppo sui miei calamari il pomodoro non ha attecchito quindi l’effetto è un pò porello ma anche in qusto caso la sostanza vale più dell’apparenza, fidatevi.

Alla prossima ricetta senza glutine, vi auguro una splendida giornata.


Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico.

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Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico.

POST IN ALLESTIMENTO

Non può mancare la mia adorata farina di grano arso, il suo sapore affumicato di questa farina che solitamente viene mescolata alla farina di semola, richiede un abbinamento che ben si sposi con questa particolarità, anche in questo caso ho scelto la zucca, una semplice crema di zucca e basilico.

L’abbinamento zucca/basilico è stato casuale in quanto solitamente uso rosmarino, zenzero, cannella, salvia.

Stavo sgranocchiando la foglia di basilico superstite della bruschetta di panettone quando, simulando Nigella, ho aperto il frigo ed ho incominciato a vedere cosa potevo mangiare ancora e mi è capitata la ciotolina con la marmellata di zucca che avevo messo sopra i muffin, mi è piaciuto talmente tanto che ho spezzettato un’altra foglia di basilico e mi sono fatta un crostino con la marmellata di zucca al basilico (ho una zuccona a casa e credo che proverò a confezionarne qualche vasetto).

Ingredienti per la pasta:

  • 100 g. di farina di grano arso,
  • 1 albume,
  • 1 cucchiaino di olio evo,
  • 1 pizzichino-ino di sale.

Come fare la pasta:

senz’altro tutti o quasi sanno fare la pasta in casa ed ognuno può seguire il proprio metodo.

In una ciotola amalgamare la farina, l’albume, l’olio ed il sale; formare un panetto e far riposare in frigorifero per 1 ora, questa pasta si può preparare anche il giorno prima.

Alla fine del riposo, formare le tagliatelle, i puristi col mattarello, gli altri con la nonna Papera che ha sempre il suo perchè.

L’idea era anche di fare delle trecce e raccoglierle a chignon ma dopo la cottura non rende l’idea.

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Ingredienti per il condimento:

  • polpa di zucca,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe verde macinato fresco,
  • basilico fresco.

Come fare il condimento:

rosolare nell’olio evo uno spicchio d’aglio vestito, uunire la zucca tagliata a dadini e continuare la cottura per far asciugare, aggiustare di sale epepe, aggiungere il basilico fresco.

Quando il condimento saràpronto frullarlo col minipimerper ottenere una crema, fatto.


Bruschetta di panettone con peperoni arrostiti in agrodolce e acciuga…ma che sapore avrà?

Quando una signora mi raccontò estasiata con ancora con l’acquolina in bocca che aveva mangiato da amici una cosa buonissima m’incuriosì, se ti è avanzato il panettone prova, mi disse, ebbene, ieri ho provato.

E non avendo molto tempo è stato il pranzetto perfetto.

Premetto che non amo le acciughe e se posso le evito, le ho messe in foto per “fedeltà” alla ricetta originale, io ho preferito dare profumo con il basilico e l’origano, in stagione di peperoni si possono arrostire ed adoperare quelli, ora è meglio adoperare quelli conservati di buona marca.

Ingredienti:

  • panettone,
  • peperoni arrostiti in agrodolce o semplicemente arrostiti,
  • filetti d’acciuga (come da suggerimento ma a me non piace :-( ),
  • spicchio d’aglio passato sul panettone bruscato (mia variante),
  • basilico e origano (mia variante)

Come fare:

scolare i peperoni dall’olio di conservazione, tagliarli a dadini piccoli e condirli con un buon olio evo, origano o basilico, mescolare (se adoperate l’acciuga tagliatela a striscioline ed unitela) e lasciare  ad insaporire.

Nel frattempo preparare il panettone e bruscatelo, passate lo spicchio d’aglio e coprite con una “copertina” di peperoni.

Fatto :-)


Linguine alla cicoria e taleggio: veloci, gustose, sorprendenti e variante.

Peccato che non le abbia pensate io, la ricetta è saltata fuori mentre sistemavo le scartoffie, le solite pagine di giornale saccheggiate nella sala d’attesa del medico o dalla parucchiera ma comunque sempre con autorizzazione.

Era da un pò che ci giravo intorno, è da tempo ormai che non mangio più cicoria, e dire che mi piace molto.

Da ragazza facevo pentoloni enormi e mi bevevo perfino l’acqua di cottura, mi avevano detto che faceva tanto bene.

É buonissima anche cruda, le foglioline tenere in insalata, di seguito vi metterò il link di una zuppa strepitosa ed ora che ho provato questo condimento non lo mollo più.

Mi ritorna in mente mio padre, grande mangiatore di cicoria anche lui (DNA?), ricordo che  riempiva un’enorme piàdina (terrina) aggiungendo anche abbondante’acqua di cottura, condiva con solito olio e aceto e alla fine, mangiata la verdura, aggiungeva un pò di vino rosso e beveva voluttuosamente tutto il liquido (io non ho mai avuto il coraggio di provare).

Ingredienti (da ricetta originale), tra parentesi le mie varianti:

  • 2 cespi di cicoria (1: soltanto il verde),
  • 1 cipolla (1/2),
  • 2 cucchiai di latte (1 di soia),
  • 50 g. di taleggio (30),
  • 8 foglie di basilico (4),
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva (2 per la cipolla, 1 per il condimento) (1 e 1/2),
  • sale,
  • pepe (peperoncino).
  • linguine a piacere.

Come fare:

lavare e tagliare finemente la cicoria (io ho adoperato il verde), far appassire la cipolla nell’olio ed aggiungere la cicoria, il sale, il peperoncino, far insaporire per 10 minuti.

Frullare assieme al basilico, al latte, al taleggio e l’olio, aggiustare di sale se necessario, scolare la pasta lasciandola bagnata, unirla alla salsa, mescolare, mangiare e fare il bis!

Gnocchetti alla cicoria di Tiziana.

Mi scrive Tiziana:

ho fatto questi gnocchetti, che “qualcuno” ha definito “deliziosi”, li ho conditi con un pò di burro fuso e con 2 dei 6 cucchiai di Montasio, aggiungendo alla tua ricetta del condimento con la cicoria per le linguine:

  •   1 uovo,
  • 6 cucchiai di farina,
  • 6 cucchiai di montasio stravecchio grattugiato (non avevo taleggio).

Quando mi fai le lasagne col granchio?

Oggi, ormai gliel’ho promesso e queste lasagne col granchio le devo proprio fare, non che sia un castigo, anzi, credo siano le lasagne più buone che abbia mai mangiato.

Nel condimento c’è anche il pesto e per questo motivo ho avuto una discussione con un forumista/purista che era rimasto innorridito dall’abbinamento, ma io continuo a proporlo.

Trovo che queste lasagne siano perfette per la tavola delle feste, semplici da fare, pochi ingredienti, non richiedono una lunga cottura in forno ma soltanto una riscaldata a 200°C. per 5 minuti direttamente nel piatto che verrà servito in tavola.

In queste foto c’è anche la versione in una piccola pirofila, quella originale con la pasta quadrata e l’ultima con la pasta rotonda, la pasta è  fatta da me con l’aggiunta di basilico tritato ma nulla vieta, per comodità, di usare la pasta  pronta, eviterei quella che sa troppo di uovo, bell’ impatto visivo con la pasta verde, ma ora andiamo in cucina:

Ingredienti per la pasta (io l’ho fatta così):

  • 200 g di farina 00 (la marca che vi piace):
  • 1 uovo + 1 tuorlo,
  • 2 gusci d’acqua,
  • 1/2 guscio d’olio evo,
  • basilico tritato.

Come fare la pasta:

io metto tutti gli ingredienti nel robot da cucina, voi potete fare la pasta nella vostra maniera.

Avvolgere la pasta nella pellicola e lasciarla riposare minimo 1/2 ora.

Stenderla con la Nonna Papera, e tirarla fino alla penultima tacca.

Tagliare dei quadrati di 10 cm di lato, cuocere in acqua bollente salata, scolare e mettere da parte ungendola leggermente affinchè non si attacchi.

Ingredienti per il condimento, sapete che io litigo con le dosi perchè in queste preparazioni vado a occhio:

  • 3 scatole di polpa di granchio,
  • 1 scalogno,
  • 2 pomodori ramati senza semi e buccia (non usate la passata perchè il condimento non dev’essere colorato),
  • 50 g.basilico fresco,
  • 100 g. pesto alla genovese ,
  • olio evo,
  • peperoncino,
  • sale,
  • 100/150 ml. di panna fresca da montare.

Come fare:

tritare lo scalogno in olio evo, aggiungere i pomodori a dadini, senza semi e senza buccia (per toglierla fare il taglio a croce e sbollentarli un attimo), poco peperoncino sevi va, unire la polpa di granchio e cuocere per 5 minuti.

Versare in un colino per eliminare il liquido in eccesso.

Rimettere sul fuoco, aggiungere il basilico tritato, far insaporire ed infine unire il pesto, mescolare, aggiustare di sale e lasciare sul fuoco ancora 5 minuti.

Assemblare il piatto:

in un pentolino far ridurre la panna e versarne qualche goccia al centro del piatto e un pò di pesto, mettere il quadrato di pasta, il condimento e continuare così per 4 strati, terminare con il sugo di granchio, la panna e sopra un pò di pesto.

Poco prima di servire infornare a 200° C: per 5 minuti.

Ecco la versione rotonda, bella pienotta come piace a me.

 

Buon fine settimana a tutte/i.


La leggenda di Prinzessa Luzja e la Trota negata.

C’era una volta un drago che viveva in una grotta da qualche parte in Slovenia vicino al fiume Isonzo.

Stanco di stare da solo decise di uscire a cercar moglie, si fece bello, si lavò, si pettinò (era un drago con i capelli) ed uscì.

Camminò per molte ore e all’improvviso vide una fanciulla bellissima, i lineamenti delicati, i capelli così lunghi che le accarezzavano tutta la schiena, il passo lieve ed elegante.

Il cuore iniziò a battergli così forte nel petto che la fanciulla sentì, si voltò e quando lo vide cominciò ad urlare e scappò.

Lui, avvilito e triste, andò a trovare la sua amica strega che viveva accantoalcamino.

Cos’hai che sei così triste? E come mai non sei nella tua grotta?

Mi sento troppo solo e voglio trovar moglie.

E allora perchè non lo fai?

L’ho fatto ma la fanciulla dei miei sogni quando mi ha visto è scappata, e pensar che mi ero anche fatto bello.

Caro amico drago, non potrai mai diventare bello, nemmeno io potrei aiutarti, se vuoi in moglie quella fanciulla  dovrai rapirla.

Il drago ritornò a cercare la fanciulla e così fece, la rapì e la portò nella grotta.

La fanciulla era infelice e piangeva sempre, pianse per giorni, mesi, anni finchè le sue lacrime formarono un lago.

Un giorno passò di lì con la barca un principe, era giovane, bello, ricco, vide la fanciulla in lacrime che lo chiamò e gli disse:

aiutami, sono prigioniera del drago, ti prego portami via.

Lui, senza pensarci 2 volte impugnò la spada ed andò a cercare il drago che, ignaro, stava dormendo, lo colpì dritto al cuore ed il drago morì.

Il suo sangue iniziò a scorrere e si riversò nel lago dipingendo l’acqua di verde.

Ed è così che oggi il lago (nella realtà un lago artificiale, voluto per una centrale idroelettrica) ha l’acqua di questo splendido colore ed è per questo che il battello di capitano Dean si chiama Lucija.

Capitano Dean racconta questa leggenda (io l’ho un pò adattata ;-) ) ogni volta che il battello attraversa una piccola gola tra le rocce.

L’acqua è così verde e l’atmosfera così magica che per un pò credi  che quelle siano davvero le lacrime della prinzessa Luzja colorate dal sangue del drago.

Non è la prima volta che andiamo su quel battello e capitano Dean è così speciale che io non scenderei più, i suoi occhi sono di un azzurro/verde così intenso che mi piace pensare sia un “dono” della “prinzessa” per ringraziarlo di farla vivere ancora col suo racconto, sembra nato per stare con i bambini.

Inizia stringendo loro le mani,  e se i grandi l’allungano per primi lui li ferma dicendo: otroci prva (prima i bambini).

Sul battello li chiama uno alla volta, li mette al timone, gli mette il cappello da capitano e li fa guidare e suonare la sirena.

Un giorno ello mi disse: andiamo a mangiare la trota a Most na Soči?

Io non  conoscevo quel posto ed amando la trota ho risposto: certo che sì!! Ma, aimeh, questa volta la trota era finita e, scesi dal battello affamati ed avviliti, siamo ritornati a casa.

Ma… ma la strega che abita accantoalcamino come per magia ha tirato fuori dal frigorifero un “Filetto di trota verace salmonata affumicata”   e in quattroequattrotto ha imbastito una cenetta a dir poco magica.

Iniziamo dall’antipasto:

Carpaccio di trota affumicata e pesche nettarine con citronette di lime, olio di semi di vinacciolo e sale nero di Cipro.

Questo abbinamento mi frullava per la testa da un pò, siccome né ello né io amiamo molto il sapore di pesce ho pensato di smorzarlo un pò con le pesche nettarine, quelle dure che si prestano ad essere tagliate con l’affettatrice, per non coprire l’equilibrio di sapori non ho usato l’olio d’oliva ma un olio di semi di vinacciolo e l’ho emulsionato con il succo di lime.

Ingredienti:

  • fettine di trota affumicata,
  • fettine di pesca noce,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • succo di lime,
  • sale nero di Cipro macinato.

Come fare:

alternare le fettine di trota e pesca, irrorarle con la citronette, far insaporire per 15 minuti e mangiare :-D

La mia porzione.

Ed ora passiamo al primo piatto: vermicelli di soia conditi “a freddo” con la trota affumicata, una salsa al basilico ottenuta usando ancora l’olio di semi di vinacciolo ed il sale nero di Cipro.

Come faccio spesso ho profumato la ciotola dove ho condito con uno spicchio d’aglio passandolo sulle pareti.

Porzione di ello.

Ingredienti:

  • vermicelli di soia,
  • pezzetti di filetto di trota affumicata,
  • basilico,
  • olio di semi di vinacciolo,
  • sale nero di Cipro macinato,
  • spicchio d’aglio.

Come fare:

cuocere i vermicelli di soia come da indicazioni (io li metto nell’acqua bollente a fuoco spento per 3/4 minuti) e nel frattempo dopo aver spezzettato le fettine di trota preparare la salsa al basilico.

Passare lo spicchio d’aglio sulle pareti della ciotola, mettere sul fondo un pò di salsa e qualche pezzetto di trota, versare i vermicelli caldi, aggiungere la salsa e la trota avanzate e mescolare velocemente amalgamando bene il tutto.

La mia porzione.

“Capitano Dean” vi saluta.

Vado anch’io, vi ho portate/i un pò a spasso, vi ho raccontato una storia, vi ho offerto il pranzo e adesso torno “accantoalcamino” a preparare altre “magie”, a pensare ad altre “storie”…a presto…

Riassunto e link: Gita in battello a Most na Soči

Dal web qualche informazione sull’olio di semi di vinacciolo che, diciamolo, non ha nulla a che vedere con il nostro straordinario olio extravergine di oliva, ma essendo incolore/inodore/insapore ed avendo qualche “pregio” può essere adoperato tranquillamente quando non si vuole rinunciare al condimento ma non si vuole l’aroma “prepotente” dell’olio evo.


Sformatini di melanzane.

Questa è la versione per un buffet, monoporzioni comode anche per un picnik all’aperto.

Questa invece è la versione adulta che ho provato a fare dimezzando le dosi e variando mettendo tra 2 strati di impasto dell’ Halloumi (formaggio greco) grattugiato, tra parentesi le mie dosi.

Ingredienti:

  • 700 g. di melanzane (2 medie),
  • 300 g. di pomodori maturi e sodi (3 San Marzano),
  • 6 cucchiai di parmigiano grattugiato (3),
  • 6 cucchiai di pangrattato (3),
  • 5 uova (2 grandi),
  • 1 mazzetto di basilico,
  • 5 cucchiai di latte (2 di soia),
  • 40 g. di burro (20 di soia),
  • sale,
  • pepe (verde).

Come fare:

tagliare a cubetti le melanzane e metterle sotto sale per un’ora affinchè perdano l’acqua di vegetazione, scottare i pomodori, pelarli, togliere i semi, tagliarli a cubetti e metterli in un colino.

Sbattere leggermente le uova col latte, il formaggio, il pangrattato (lasciando da parte 1 cucchiaio), il basilico tritato, i cubetti di melanzane scolati ed asciugati, i dadini di pomodoro, regolare di sale e pepe ed amalgamare il tutto.

Imburrare la teglia (ho usato una da 18 cm.) cospargerla col pangrattato e versare il composto.

Io tra 2 strati ho messo il formaggio  Halloumi che può essere sostituito col feta, gruviera, fontina, provola ecc. ecc.

Sciogliere il burro e versarlo sulla superficie, infornare a 200°C. per 50 minuti fino a doratura.

Per le miniporzioni a me sono bastati 40 minuti (consideriamo che le melanzane sono crude).


Soufflè glacè alla caponata.

Mi frullava nel cervello la versione salata, meglio dire agrodolce di questo soufflè glacè perchè la meringa italiana non permetteva grandi deviazioni.

Così mi sono ricordata della Pavlova che ha all’interno l’aceto ed il resto è arrivato da sè.

D’estate faccio spesso la caponata, alla fine si aggiunge lo zucchero sciolto nell’aceto, ecco fatto, la difficoltà stava nello sviluppo dell’idea, si sa io sono istintiva e mi manca certamente la tecnica però ce l’ho fatta e l’assaggio mi ha soddisfatta, io ho usato una coppa per motivi di presentazione, l’ideale sarebbe servirlo in  bicchierini o coppe piccolissime e servire questo soufflè come stuzzichino.

Ingredienti:

  • 125 formaggio spalmabile di capra,
  • 50 g. di albumi,
  • 100 gr zucchero a velo,
  • 50 ml. di aceto bianco,
  • 100 ml panna montata,
  • un cucchiaio di composta per lo yogurt + composta per il ripieno.
  • basilico.

Rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 5 cm e fissare con spago da cucina.
Mettere al fresco.

Preparare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima.
Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua , far sciogliere sul fuoco fino ad avere uno sciroppo piuttosto denso.

Versare lo sciroppo negli albumi montati a neve continuando a sbattere il composto fino a quando non sarà freddo, poi passare in frigo.

Montare la panna.
Versare lo yogurt in un recipiente, unire un cucchiaio di composta ai frutti di bosco e la panna montata, incorporare gli albumi.
Versare nei contenitori  e mettere in freezer , dopo circa un’ora (o non appena saranno rappresi) tirarli fuori , prelevare due cucchiaini di composto dal centro, in modo da creare un piccolo buco, rimettere in freezer per almeno 6 ore.
Prima di servire rimuovere la carta, riempire il soufflé gelato con due cucchiaini di composta ai frutti di bosco e servire.

Io ho fatto così:

ho messo le foglie di basilico intere in fusione nella panna per tutta la notte, e foglie di basilico tritato nel formaggio di capra e lasciato in frigorifero tutta la notte, ho seguito le regole della ricetta originale per l’assemblamento).

Ho preparato una caponata, per la ricetta ho fritto sia il sedano che le melanzane tagliando tutto a piccolissimi dadi, ho appassito la cipolla di Tropea ed ho aggiunto i pomodorini datterini della mia pianta,una puntina di concentrato, capperi, olive verdi, basilico, per ultimo ho inserito sedano e melanzane, ho fatto insaporire e non ho fatto l’aggiunta agrodolce.


Involtini di peperone.

Involtini di peperone da infornare

Involtini di peperoni.

Non starò a scrivere le dosi, se avete 1 peperone fate 1 peperone se ne avete 100 fateli tutti non avanzeranno e non avanzerà neanche il ripieno che potrete mettere nel riso freddo, su un crostino di pane o, semplicemente, mangiarlo a cucchiaiate che è una goduria :-)

Ingredienti:

  • peperoni gialli e rossi carnosi,
  • cipollotti,
  • tonno al naturale (o sott’olio sgocciolato),
  • pecorino grattugiato (o parmigiano),
  • prezzemolo e basilico,
  • capperi (aggiunta personale),
  • pane grattugiato,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe verde.

Come fare:

essendo questa una ricetta di Simone Rugiati della quale mi sono appropriata immediatamente per il metodo di cottura dei peperoni che evita di sporcare fornelli la condivido paro paro.

Lavare i peperoni metterli in una teglia da forno e versare acqua fino a raggiungere 1/3.

Infornare a 220°C. finchè la metà superiore dei peperoni diventa scura c.ca 20/25 minuti, girarli e terminate la cottura per altri 15/20 minuti.

Scolarli e chiuderli per un quarto d’ora in un sacchetto, alla fine spellarli sotto l’acqua fredda, dividerli a falde, togliere semi e filamenti ed asciugarli bene con la carta da cucina.

Mentre cuociono i peperoni preparare il ripieno facendo rosolare i cipollotti, senza colorirli, portarli a cottura aggiungendo poca acqua.

Nella stessa padella aggiungendo olio se necessario tostare il pangrattato mescolando per non bruciarlo.

Unire in una ciotola  i cipollotti, il tonno, il formaggio, il pangrattato, i capperi, il basilico tritato e pepe se lo usate.

Distribuire il composto sulle falde di peperone salate e pepate ed avvolgerle, fermando l’involtini con gli stecchini.

Foderare la teglia con carta forno, appoggiare gli involtini e mettere in frigorifero (si possono preparare il giorno prima).

Prima di servirli far gratinare a 220°C.

Per servirli si può fare una salsina con olio, aglio e prezzemolo oppure con olio aglio e basilico, da leccarsi i baffi.

 


Torretta di Polipo 6P.

La stessa emozione che provo guardando il mare al quale sono legata a doppio-triplo-quadrupolo filo e la stessa che provo osservando i colori della natura, dei prodotti che questa nostra terra Mediterranea ci regala sempre, ad ogni stagione, non la ferma neanche il freddo, la neve, il ghiaccio, generosa, caparbia, tenace proprio come le genti che ci vivono.

Come fare il polipo in bottiglia:

ci sono molti modi ma io ho scelto e faccio sempre questa ricetta di una conoscente che copio-incollo paro paro:

“una mia amica mi ha dato questa ricetta. Prendete un polpo mettetelo a bollire in una pentola d’acqua con 1 carota 1 sedano e 1 cipolla per 1 ora poi spegnete e lo lasciate rafreddare per 1 ora. Intanto prendete 1 bottiglia di plastica la tagliate a metà e quando il polpo è freddo lo infilate nella bottiglia e comprimere buttando l’acqua che si forma poi lo coprite con un peso io ho messo un vasetto pieno d’acqua poi metterlo in frigo fino al giorno dopo. Si toglie dalla bottiglia e si affetta con l’affettatrice poi si condisce.”   (Grazie Piera)

Ingredienti per la torretta:

  • fettine di Polipo,
  • Patate lesse,
  • Pomodori datterini,
  • Pesto fatto con: basilico, aglio, Pinoli, Parmigiano, olio extravergine di oliva, sale.

Come fare:

affettare il polipo ed aiutandovi con un coppapasta formare gli strati alternandolo a fette di patate, pomodorini, pesto.

 


Brasato con polenta e cipolline, Anna, cosa non farei senza di te?

Anna che vive a Fiano Romano, ridente paese del Lazio famoso  per aver dato i natali alla Sabrina nazionale (vedi Ferilli) e non solo, è la coautrice della nostra cena di ieri sera.

Dovete sapere che Nannarè (nome d’arte) ha 2 figlie, Giulia e Noemi, Noemi sta facendo la scuola di cucina, è molto talentuosa e quest’estate è stata presa sotto l’ala amorevole di uno chef che le ha fatto fare pratica nel suo ristorante aumentando così la sua passione e convinzione , finita la scuola, di emigrare per specializzarsi.

Nannarè a questo pensiero è un pò preoccupata (cuore di mamma) ma Noemi sa il fatto suo e, come ho già scritto, sentiremo presto parlare di lei.

Bene, dopo aver violato la privacy di Nannarè arrivo alla ricetta che è su un testo scolastico di Noemi e che ha promosso anche me, superando il giudizio severo del carnivoro di casa.

Le foto? Le foto sono quelle fatte di corsa cercando l’angolo meno infelicemente illuminato, ma d’altronde chi legge spesso non ha un blog e le foto non le vede con occhi da foodblogger, quindi vanno bene così, il profumino? Delizioso. Il sapore? Provate e lo scoprirete.

Perla controllava.

Ingredienti, tra parentesi le mie sostituzioni:

  • 1 kilo di carne (io avevo il girello), consiglierei anche il guanciale di manzo,
  • 100 g di pancetta (speck),
  • 300 funghi champignon (porcini),
  • 150 g di carote tagliate a rondelle (200),
  • 20 cipolline novelle (ne ho usate di più senza contarle, ma vanno bene come contorno),
  • 2 + 1 cucchiai di olio e.v.o.,
  • 1 foglia di alloro,
  • 1 mazzetto di prezzemolo,
  • un mazzetto di basilico,
  • 1 rametto di rosmarino fresco,
  • 1 rametto di timo fresco o secco a piacere,
  • qualche bacca di ginepro,
  • 2 bicchieri di vino rosso (ho usato il raboso…quello avevo),
  • brodo di carne (non ho aggiunto liquidi perchè i funghi hanno rilasciato l’acqua),
  • sale,
  • pepe (peperoncino),
  • se adoperate i funghi champignon dopo averli puliti e tagliati lasciateli in acqua acidulata col succo di limone.

Come brasare:

nella ricetta la carne  andrebbe rosolata nel trito fatto con la pancetta e la cipollina ed i 2 cucchiai d’olio e.v.o., avendo a disposizione lo speck che si sarebbe seccato ho preferito rosolare la carne soltanto nell’olio.

Ho legato la carne e, dopo averla rosolata bene da tutti i lati, l’ho salata,  pepata e tolta dalla brasiera, ho eliminato il grasso ed ho pulito la pentola con la carta cucina.

Ho messo a freddo il cucchiaio d’olio col trito di pancetta e 2 cipolline ed ho fatto stufare, nel frattempo ho preparato il trito con prezzomolo, basilico, timo, rosmarino.

Ho rimesso la carne nella brasiera assieme al trito di erbe, i funghi (puliti e tagliati), le carote tagliate a rondelle, l’alloro stropicciato (evito di sbriciolarlo perchè rimane coriaceo e trovarselo in bocca può essere fastidioso).

Ho aggiunto il vino, ho fatto evaporare l’alcool a fuoco forte, ho coperto, abbassato la fiamma e lasciato cuocere per 2 ore, girandolo di tanto in tanto e bagnandolo col  liquido di cottura.

Ho aggiunto le cipolline che nel frattempo avevo pulito ed ho lasciato cuocere sempre a fuoco dolce per altre 2 ore.

Nel frattempo ho preparato questo “dolcetto scherzetto”:

Prossimamente

Se volete sapere qualcosa in più sul brasare leggete qui e se volete sapere quale taglio di carne adoperare leggete qui .

La polenta, go dimenticà la polenta, meno male che Sara me l’ha ricordata, beh, quella pallina in mezzo al brasato è una pallina di polenta bianca.

Dopo anni di mescolamenti di 40 minuti è arrivata in soccorso la MDP, in un forum lessi la ricetta per fare la polenta express (ci vuole sempre 1 ora e 20, ma nel frattempo potete fare altre cosette).

Vi do la ricetta:

mettere nel cestello 1 litro di acqua bollente  sale a piacere e 300 g di farina di polenta (non quella istantanea please), programma marmellata e via.

Vi assicuro, la prima volta ho fatto la furbetta e non ho svelato l’imbroglio (ello è friulano ), alla sua quinta esclamazione: da rifare! Ecco, allora mi sono confessata.

Bacioni.



Pasticcio, di Verdure: il piatto della domenica.

Pasticcio a Trieste e dintorni sono le lasagne, mi stavo chiedendo in questi giorni il perchè del mio approcio tardivo a questo piatto.

Per me è sempre stato il piatto della festa, della domenica, quando s’invitava qualcuno a pranzo il pasticcio ed il pollo arrosto con le patate erano un must.

Ora le cose sono cambiate, beh..non sono Matusalemme però sono nata qualche mese dopo la televisione ed il salto è stato enorme, credo che i bambini che nascono ora non si accorgeranno di grandi cambiamenti ed evoluzioni, si, forse avranno la casa delle vacanze in multiproprietà sulla luna ma non si stupiranno più di tanto.

Però il pasticcio si tiene al passo con i tempi,  cambia abito, sperimenta nuove tendenze, diventa vegetariano, si mette dietro l’orecchio qualche goccia di profumo di mare o di bosco, fa amicizia con nuove farine, che nuove non sono ma soltanto, al suo contrario,  un pò dimenticate.

Però in una cosa è irremovibile, non vuole stare da solo, lui ama la compagnia, le risate, le grandi tavolate allegre, ama i bambini che si impiastricciano con la besciamella ed il ragù, ama la musica, specialmente la fisarmonica.

Certo che quando diventa raffinato con la polpa di granchio  sta a suo agio anche in un piano bar con jazz in sottofondo e a lume di candela.

Sono felice di aver rotto il ghiaccio,  è veloce da fare, versatile, un pò come le torte salate: apri il frigo, scegli ed è  successo assicurato.

Ed ecco a voi:

LASAGNE CON VERDURE DI TIZIANA

Ingredienti: (tra parentesi le mie modifiche)

  • 400 g di lasagne fresche (ho usato le lasagne secche),
  • 3 zucchine,
  • 1 melanzana,
  • 1 porro
  • 8 pomodorini,
  • 1 cipolla di Tropea,
  • 1 spicchio aglio,
  • olio evo qb,
  • basilico,
  • 100 g di Emmentaler, (parmigiano..non avevo l’emmentaler )
  • sale,
  • peperoncino.

Per la besciamella:

  • 40 g di burro, (omesso)
  • 50  g di farina
  • 750 g di acqua, (latte di soia 1 litro)
  • Sale.

Come fare :

lavare e tagliare a pezzetti non troppo piccoli le zucchine, unire la cipolla tagliata a fette non tanto sottili, il sale, il peperoncino,un filo di olio evo e far appassire il tutto molto velocemente.

Stesso procedimento per la melanzana, l’aglio, 4 pomodorini, sale e un filo d’olio.

Lavare e tagliare il porro, unire gli altri 4 pomodorini, il sale, il peperoncino e un filo d’olio, passarlo velocemente in padella.

Mentre le verdure si raffreddano, preparare una leggera besciamella con il burro, la farina, il sale e circa 750 ml di acqua.

(Io procedo così)

A questo punto, formare il primo strato di pasta, qualche cucchiaio di besciamella, le zucchine e un trito di basilico fresco.

(Io che uso la pasta secca metto sul fondo della teglia un pò di besciamella liquida)

Secondo strato di pasta, besciamella, il porro e qualche dadino di emmental.

Terzo strato di pasta, besciamella e melanzana.

Coprire con l’ultimo strato di pasta e besciamella.

Infornare per 20’ a 200°.

(Ho infornato per 40 minuti + 5 per gratinare)

Io le ho fatte ieri sera al ritorno da una bella, stancante cinghialata per i campi dello zio, nessun’altra foto riuscirebbe a rendere l’idea della bontà di questa lasagna, quindi grazie Tiziana, un fiore tutto per te.


Fatto col cuore, il mio piatto d’autore.

Mi è sempre piaciuto dare una forma a quello che mettevo nel piatto, anche quand’ero singola mi coccolavo decorando le pietanze, poi per lui mi dilettavo, e mi diletto ancora a fare la pasta, i ravioli, i biscotti, le torte, gli gnocchi a forma di cuore (sbirciando le mie ricette vi accorgerete della mia mania).

Quando ho ricevuto l’invito dalle Sorelle in pentola per questo contest ho subito pensato a quale opera mi sarei potuta ispirare per dar sfogo alla mia passione.

La risposta l’ho trovata in questo quadro di Giorgio Celiberti :

 

Cliccando sulla foto aprirete un documentario sull’Artista.

E’ un pittore che vive e lavora a Udine, la città in cui abito e questo mi ha stimolato ancora di più.

Ora il compito era rendere commestibili i due cuori e rimanere fedele ai colori, considerando che la mia non doveva essere una riproduzione ma soltanto fonte d’ispirazione.

Per il cuore nero ho usato la mia adorata farina di grano arso, per quello rosso il concentrato triplo di pomodoro ed una puntina di colorante alimentare in gel, avrei voluto evitarlo ma per questo piatto sono stata indulgente.

Le pennellate arancioni sono fatte con una crema di peperone, i puntini neri con una salsa al basilico.

Cuore rosso:

ingredienti per la pasta:

  • farina 00,
  • concentrato di pomodoro,
  • 1 puntina di colorante rosso in gel,
  • acqua.

Ingredienti per il ripieno:

  • salsa al basilico fatta con basilico, sale, olio all’aglio (senza pinoli né formaggio per lasciarlo scuro),
  • Formaggio fresco di pecora.

Come fare:

preparare la pasta mescolando la farina con il concentrato aggiungendo acqua fino ad ottenere la consistenza, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigorifero per 20 minuti.

Stenderla sottile col mattarello (io ho usato la “nonna papera) e ritagliare 2 cuori, 1 grande 1 piccolo.

mettere al centro del cuore piccolo un pò di salsa al basilico, una pallina di formaggio e coprire con altra salsina, chiudere con il cuore grande.

Appoggiare il cuore sulla schiumarola e cuocerlo in acqua bollente salata.


Cuore nero:

per la pasta:

  • farina di grano arso,
  • acqua.

Per il ripieno:

Come fare:

impastare farina e acqua fino alla consistenza, avvolgere nella pellicola e riporre in frigorifero.

Stendere la pasta (mattarello o nonna papera) e ricavare 2 cuori come per il cuore rosso.

Appoggiare su quello piccolo un pezzettino di burrata, il datterino confit e ricoprire con un altro pezzettino di burrata,

Chiudere con il cuore grande e cuocere come quello rosso.

Per la salsa di peperone:

Tagliare il peperone rosso a pezzi e farlo cuocere a fuoco vivo con olio evo,  uno spicchio d’aglio vestito e sale.

Togliere l’aglio e frullare. Fatto.

Questo piatto partecipa al contest delle Sorelle in pentola:

Era da un pò che stavo pensando di aggiungere la motivazione scelta dai giudici per premiare la mia preparazione, spesso sono troppo umile e bypasso, però in questo caso gongolo proprio e lo pubblico.

“Direi che nella creazione si è riusciti a trovare nell’opera del maestro Celiberti, una fonte di ispirazione ideale e a darne corpo culinario in maniera eccellente. Trasferendo in modalità gastronomica la sua pittura conosciuta per l’innata curva di azione e l’asciutta qualità artistica. A riguardo dello logicità della ricetta, direi che merita un plauso il fatto che si sia utilizzata per la sua realizzazione la farina di grano arso, ingrediente antico. Ottenuta dal grano duro precedentemente tostato, dalla colorazione e profumo intenso, di origine pugliese. E che i prodotti utilizzati per la preparazione siano stati scelti e miscelati sapientemente in un insieme di sapori e di colori. La stesura della ricetta nella consigliata esecuzione di procedimento trova una interessante e ben pianificata metodica di lavoro. I vari soggetti/cibo sono stati assemblati nel piatto con perfetto criterio di ispirazione all’opera d’arte. Ottimo lavoro!!!!! La migliore!!!!!” – Luca Sforzellini-


Penne quadrate al pesto e gamberi.

Io adoro il pesto, è un amore antico, nato quand’ero fanciulla quando, per ragrannellare il soldino, d’estate andai a lavorare in un bar/ristorante vicino alla spiaggia gestito da una famiglia di Genova.

No, non lo faceva col mortaio, ma col frullatore e, quando sentivo il rumore tipico, mi armavo di cucchiaino e fetta di pane e correvo con occhio seduttore da lui che non resisteva al mio fascino e mi preparava una tartina.

Mi sarebbe piaciuto partecipare a gare di pesto,  solo per imparare ad usare il mortaio, quando lo vedo fare agli altri sembra un gioco da ragazzi: questo basilico che si frantuma in un attimo, il mio rimane lì, non collabora, ed io, famelica, lo trasferisco, riluttante, nel frullatore, ma l’appetito è appetito.

Ingredienti:

  • pesto fatto con basilico, pinoli, aglio, parmigiano, olio evo.
  • Pasta (il formato che preferite),
  • patate tagliate a cubetti,
  • fagiolini lessati a parte,
  • gamberi cotti al vapore.

Procedimento:

preparare il pesto, cuocere la pasta assieme alle patate, calcolando i tempi per mantenere i cubetti sodi.

Scolarla, ungerla con olio evo affinchè non si attacchi e farla raffreddare.

Unire tutti gli ingredienti, mescolare e mangiare voluttuosamente.


Torrette di melanzane, tofu e pomodori.

torretta melanzane tofu pirofila pronta forchetta-001

Da un’idea di Tiziana.

Tempo fa mi aveva mandato una ricetta: le parmigianine, ieri sera, in corso d’opera ho fatto questo esperimento col tofu, stravolgendo, ma neanche tanto la ricetta originale.

Ingredienti per 2 torrette:

  • 1 melanzana viola grande,
  • 180 g. di tofu,
  • 2/3 pomodori rossi ramati (dipende dalla grandezza),
  • basilico,
  • origano,
  • pane grattugiato,
  • olio evo,
  • sale.

collage torretta melanzane tofu

Come fare:

tagliare a fette di 1 cm la melanzana e grigliarla, eliminare i semi dai pomodori, tagliarli a cubetti piccoli e condirli con olio evo, sale, basilico e origano.

Grattugiare finemente il tofu ed unirlo ai pomodori, lasciandone da parte un po’ per la copertura, amalgamare bene  e distribuire il composto sulle fette di melanzane fino ad esaurimento (io ho usato 4  fette per porzione).

Mescolare bene  e distribuire il composto sulle fette di melanzane fino ad esaurimento (io ho usato 4  fette per porzione).

Mescolare il tofu rimasto con il pane grattugiato, origano e basilico, coprire l’ultima fetta di melanzana, irrorare con olio evo ed infornare a 200° C. fino a doratura.

torretta melanzane tofu pirofila prontapp-001


Oggi gnocchi di zucchine, anche se non è giovedì.

La sera prima avevo fatto una pasta risottata con un sugo di cozze fresche.

Ne ho conservato un pò per condire i gnocchi che presento oggi, quando cuoci la pasta nei sughi questi diventano particolarmente cremosi (l’amido) e non richiedono aggiunte di condimenti.

Io ho fatto metà dose ma se volete potete congelarli dopo cotti e ne avrete una bella scorta all’occorrenza.

Ingredienti:

  • 600 g di zucchine, possibilmente piccole e fresche,
  • 150 g di farina,
  • 1 mazzetto di basilico,
  • 1 uovo,
  • 1 scalogno,
  • 1 cucchiaio di olio evo,
  • sale e pepe.

Come fare:

tritare lo scalogno e le zucchine, rosolare nell’olio evo per qualche minuto, salare, pepare ed aggiungere il basilico, frullare con il minipimer.

Formare la fontana con la farina e mettere al centro il purè di zucchine, l’uovo leggermente sbattuto, sale e pepe.

L’impasto era molto morbido ma ho preferito non aggiungere farina (sarebbero diventati duri) ed ho formato dei cuoricini con lo stampino infarinato.

Lessarli come al solito e saltarli in padella con il sugo.

Inutile aggiungere che potete condirli con il sugo che preferite.

Per me ho fatto un sugo di verdure con porro, carota, pomodori datterini e spolverizzati con ricotta affumicata grattugiata.

Buona giornata! :-)


Tortino di topinambur e verdure, in microonde.

tortino topinambour-001

Questo tortino è piaciuto anche a chi l’ha guardato con diffidenza che ha esclamato: mi fai assaggiare? Ho dovuto riprendermelo con la forza!

Dirò di più, l’ho fatto in microonde e, pur avendo la funzione grill, per la gratinatura ho usato il forno (non ho pratica con il micro!)

La trovo un’ottima soluzione,  in 20 minuti si fa un piatto delizioso.

Per renderlo  piatto unico potete aggiungere del prosciutto, dello speck oquello che vi piace, io spesso modifico le ricette in corso d’opera, è questo il divertimento in cucina, si crea, s’inventa, si gioca e poi si mangia.

topinambour1-1

Ingredienti:

  • 300 g di topinambur,
  • 100 g di cipolla rossa,
  • 400 g di piselli fini (in scatola o surgelati)
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • 2 uova
  • burro per la pirofila
  • 2 cucchiai di erbe aromatiche: prezzemolo, basilico, origano,
  • 1 cucchiaio di panna,
  • sale.

piselli freschi Milva

Come fare:

sbucciare i topinambur e, dopo averli lavati ed asciugati, tagliarli con la mandolina, sbucciare e tagliare finemente la cipolla.

Imburrare una pirofila adatta alla cottura in microonde e  mettere topinambur e cipolla, coprire e cuocere, alla massima intensità per 4 minuti, mescolando 2 volte.

Nel fratttempo sbattere le uova con un pizzico di sale, incorporare le erbe tritate, la panna, il parmigiano ed i piselli (ho usato quelli surgelati), versare tutto sui topinambur e continuare la cottura per altri 4 minuti.

Se avete tempo e desiderate presentare il tortino in monoporzioni,  consiglio di eseguire la prima fase di cottura al microonde, dividere il composto e terminare la cottura in forno.

tortino topinambour interno1-001


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