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Una Crostata all’improvviso, ed è subito Casa.

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Crostata con marmellata di ciliegie.

Collegandomi al post precedente, nella scatola che ci viene data, ci sono anche delle tessere jolly, le tessere “salva-puzzle”, sono quelle con le quali riempiamo i vuoti momentanei, quelle che possiamo spostare dove vogliamo per dare armonia al disegno, quelle che ci accompagneranno fino alla fine.

Tra le mie c’è anche il caffè, col suo profumo che esce dalla caffettiera che borbotta, quel profumo che al mattino si espande per tutta la casa e poi, ad uno ad uno, arriva anche il profumo del caffè dei vicini

Il caffè non bussa, entra, dalle fessure, dai buchi delle serrature, a volte spinto dal vento, lui va di casa in casa a svegliare chi dorme, a dare energia a chi sta per affrontare un’altra giornata.

Al caffè piace la compagnia, lui ama socializzare e gli piace che le persone si incontrino: andiamo a bere un caffè? Le andrebbe un caffè? Posso offrirLe un caffè? É il protagonista indiscusso nei primi timidi approci del corteggiamento.

Pausa caffè, Coffee break, il caffè è quel raggio di sole che scioglie il ghiaccio, è un momento di relax, è lo staccare la spina per qualche minuto per poi ricominciare.

Poi viene la Crostata, la Torta, per eccellenza, quella che, in assoluto (per me), sa di casa.

La pasta frolla, un involucro friabile che  può contenere marmellate, frutta, ricotta, cioccolato;  durante la preparazione si possono coinvolgere i bambini, dando loro un pò di impasto e qualche formina ed ecco fatti anche i biscotti, meravigliosi frollini da inzuppare nel latte.

Non ho mai avuto un buon rapporto con la pasta frolla, mi ha sempre frenato la quantità di burro;  avevo provato la variante con l’olio ma non mi aveva soddisfatta, in fondo non mangio crostate tutti i giorni, non ho particolari patologie, non sono intollerante a nulla e se dev’essere crostata, crostata sia, con burro, zucchero e uova come questa.

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Crostata con marmellata di susine e cannella.

La ricetta di questa crostata, in particolare di questa pasta frolla, arriva da un libro: I dolci di Sonja da San Floriano del Collio, sottotitolato: Un libro scritto da madre e figlia legate dalla passione per la cucina. (Io l’ho pagato 5 €uro alla libreria Mondadori del Città Fiera).

Racchiude le ricette dolci della Tradizione del Collio che comprende anche il Collio Sloveno con i miei amati Kuhani štruklji (Struccoli bolliti) e molto altro ancora, vi consiglio, se amate i dolci di casa,  di comperarlo.

Un pomeriggio tardo, quando ormai l’arrivo di ello era imminente, mi sono ricordata che la mattina gli avevo promesso una crostata, per utilizzare un vaso di *marmellata di prugne e cannella* che avevo fatto l’anno scorso e che rischiava di essere mangiata soltanto a suon di cucchiaiate.

Una sfogliata veloce e, a pagina 81, ecco l’illuminazione, mezz’ora soltanto di cottura,  l’ora di riposo la tralascio (non c’è tempo), fatta!!!

Ho messo gli ingredienti nel mio nuovo robot Kenwood, pochi secondi per ottenere l’impasto e via sulla tavola assieme al mattarello.

Ho rivestito la teglia da crostata ma avrei dovuto mettere troppa marmellata per riempire la frolla così, idea: ho grattugiato una mela, l’ho coperta con uno strato di biscotti secchi che ho prima macinato ed ho messo un altro strato di marmellata, ho coperto con le solite strisce di pasta e via in forno.

Da allora l’ho già fatta altre 2 volte, con della marmellata di ciliegie e con quella di albicocche.

Questa crostata e questa frolla, sono ormai entrate di diritto in casa ello: poca spesa molta resa…

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Crostata con marmellata di albicocche.

Ingredienti per la frolla:

  • 400 g. di farina 00,
  • 100 g. di zucchero (ne metto 50 g., sono sufficienti),
  • 170 g. di burro,
  • 2 uova,
  • la buccia di un limone non trattato,
  • 1bustina di zucchero vanigliato (1 pizzico di vaniglia bourbon),
  • 1 bustina di lievito in polvere (1/2 bustina di cremortartaro, sono più grandi).

Ingredienti per il ripieno:

  • 1 mela grattugiata (grattugia a fori larghi),
  • biscotti secchi, anche avanzi misti, macinati,
  • marmellata a piacere.

Come fare:

io, adoperando il robot, setaccio la farina col lievito e la inserisco nel contenitore, aggiungo lo zucchero, la vaniglia bourbon, la buccia di limone grattugiata ed aziono il robot per amalgamare gli ingredienti secchi, unisco il burro spezzettato e le uova leggermente sbattute a parte (faccio questo per evitare di azionare troppo il robot e non scaldare l’ impasto).

Aziono il robot per pochi secondi, il tempo di agglomerare il burro, se avete tempo lasciatelo riposare coperto da una terrina come consigliato nel libro, sennò, stendetelo sopra un foglio di carta forno, vi aiuterà a farlo senza aggiungere altra farina e agevolerà il suo inserimento  nella teglia.

Farcite la crostata a vostro piacimento o, se vi va di provare, a strati: marmellata, mela, biscotti, marmellata come ho fatto io (i biscotti li ho messi perchè la mela rilascia liquido e non volevo rovinare tutto).

Ricavare dall’impasto avanzato le solite striscioline o giocate come vi va (in quest’ultima, quella di albicocche ho creato delle onde irregolari, anche se aumenta lo spessore della pasta poco importa, la frolla è deliziosa).

Infornare a 200°C. per 30 minuti (forno statico).

*La marmellata di susine e cannella l’ho fatta semplicemente facendo bollire una stecca di cannella assieme alle susine, ormai le marmellate si possono fare con le spezie che ci piacciono, ogni anno un gusto nuovo, provate.

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Per oggi è tutto, buon inizio di settimana


I Cantucci di Tiziana…

Questo nuovo anno che per me è iniziato rallentato da malanni di stagione, mi sono portata “appresso” il solito bagaglio di rimorsi, rimpianti, conferme, abbandoni, avvicinamenti, tutto come sempre perchè ogni anno è in fondo uguale ad un altro.

È per me come la passeggiata per i campi attorno casa,  ogni giorno trovo qualcosa di nuovo o qualcosa non c’è più, spesso mi domando se cambia il mondo o cambia il mio modo di guardarlo…

Ma ora basta filosofeggiare è arrivato il momento di presentarvi i “miei” cantucci, quelli che faccio e che hanno (aimeh) il burro :-(

Stranamente le mandorle che solitamente amo nei dolci, nei cantucci non apprezzo e preferisco sostituirle con le nocciole e noci, la ricetta originale la trovate da Tiziana, è quella che ha imparato al corso di cucina e la prossima volta “copierò” paro paro..però con le nocciole e noci ;-)

Ingredienti:

  • 1 kg di farina 00,
  • 700 gr di zucchero,
  • 1 bustina di lievito per dolci ( cremortartaro),
  • 7/8 uova (8),
  • (300 g. di burro morbido),
  • succo e scorza di un limone (buccia di limone e arancia),
  • (1 cucchiaino di estratto di vaniglia)
  • (1 pizzico abbondante di sale),
  • 1/2 kg di mandorle non spellate (250 g. di nocciole, 250 g. di noci),
  • latte q.b. (omesso),
  • un tuorlo per spennellare e zucchero semolato per spolverizzare (omesso).

Come fare:

preriscaldare il forno a 140°C.

Setacciare la farina con il cremortartaro, il pizzico di sale e formare la fontana, lavorare il burro con lo zucchero, aggiungere la buccia degli agrumi e l’estratto di vaniglia.

Rompere le uova all’interno della fontana ed amalgamarle poco alla volta alla farina, unire il composto di burro e zucchero e lavorare.

Dividere l’impasto in 2 ed inserire in una le noci nell’altra le nocciole, formare 4 filoni ed infornare per 40 minuti.

Sfornare e tagliare i filoni a fette, mettere le fette “di piatto” sulla teglia ed infornare ancora per 10 minuti da un lato ed altri 10 dall’altro (io ho fatto così…ma forse non serve?).

E adesso ‘na botta de vita…avessi 30 anni di meno :-D


Biscotti di Londra e Auguri di Fine Anno.

BISCOTTI di LONDRA

Questi biscotti fanno parte dei regali ricevuti per Il mio grosso grasso Natale 2010 da Tiziana: è una ricetta di sua suocera che li ha sempre chiamati così Biscotti di Londra non chiedete il perchè.

Ingredienti primo strato:

  • 200  g. di farina 00,
  • 150 g. di burro,
  • 40 g. di zucchero,
  • 2  tuorli.

Ingredienti secondo strato:

  • 200 g. di mandorle o nocciole,
  • 100 g. di zucchero,
  • 3 albumi a neve.

Come fare:

impastare gli ingredienti del primo strato e stenderlo su uno stampo basso (30×30), tritare le mandorle assieme allo zucchero ed unire gli albumi a neve mescolando lentamente dal basso verso l’alto, stendere  questo composto sul primo strato.

Infornare a 180° per 20’ circa.

Togliere dal forno e, prima che si raffreddi completamente, tagliare prima in senso verticale ogni 4 cm. e poi partendo da un angolo tagliare in senso obliquo, formando così delle losanghe.

Quando i biscottini saranno completamente raffreddati imbiancarli con un po’ di zucchero a velo.

Buone feste.


Pomeriggio con Blanca, il Maestro e il gatto fantasma.

..e finalmente è arrivato il giorno: martedì 21 dicembre 2010 (vedete sulla scrivania la data) ho incontrato Blanca, la mia cuoca, la mia pasticcera, la mia piccola amica che ha cucinato per la Cometa Pasticciona e che mi ha portato in regalo il ricettario ed un sacchettino di biscotti fatti con le sue manine e tutti per me (infatti li tengo nascosti ;-) )

La nonna (Tiziana) ed il papà (Enrico) li conoscevo già, Enrico era corridore professionista.

A volte, durante i miei allenamenti, percorrevo un tratto di strada con lui e, siccome la vita è fatta di “coincidenze” il maestro chiede ad Enrico cosa facesse di bello e così viene fuori che Celiberti ha dedicato un quadro a Pantani (amico di Enrico) che tutti conoscete.

Ma procediamo per ordine:

dopo i primi momenti di “ritrosia” comuni a tutti i bambini di fronte agli sconosciuti, abbiamo sciolto pian pianino il ghiaccio e dopo il breve tragitto in macchina per raggiungere lo studio la timidezza aveva lasciato posto alla gioia di vivere un momento diverso e “speciale”.

Il “maestro” ci ha accolto cordialmente, io l’avevo già incontrato alla presentazione del libro che la sua efficiente collaboratrice “Eliana Bevilacqua” aveva terminato dopo 4 anni di minuzioso lavoro, me l’avevano descritto come una specie di “orso” chiuso nel suo laboratorio assieme al suo gatto Silvestro, invece no, un uomo cordiale, disponibile, spiritoso.

Quando gli ho spiegato chi fossi mi ha abbracciata complimentandosi, anche se non gli era ancora ben chiaro se il mio “piatto” fosse dolce o salato..ma poco importava :-)

Tiziana fremeva per vedere lo studio, era come Alice nel paese delle meraviglie, Blanca che ama i gatti si è subito lanciata sulle varie sculture che ritraevano i vari gatti (con nome scritto) che, negli anni, hanno dipinto e scolpito con lui:

(Perla non centra un fico secco ma era gelosa :-D )

Siamo saliti al piano superiore dello studio che (ci siamo ripromesse con Tiziana di venire a visitare di giorno) è enorme.

Celiberti ha scolpito addirittura il portone d’ingresso,  lastre di pietra  scalpellate a mano ed assemblate.

Blanca, Enrico, Silvestro e Portone Scultura (Mi scuso per la foto mossa)

Maestro ma lei è un “genio”!!!!!

No, non sono “Eugenio” sono “Giorgio”……….

Opere create su vecchie finestre di recupero

Esempio dell’artista completo.

Il suo laboratorio

Scorcio Studio

Si era fatto tardi, è stata una giornata pesante, mi disse Eliana, tutto il giorno un via vai di gente per fare gli auguri, portare un omaggio, il Maestro era stanco e Blanca doveva andare al concerto della sua amichetta, un abbraccio, una stretta di mano, un “arrivederci a presto”, magari alla mattina con la luce, per poter ammirare tutte le opere, anche se non basterebbe 1 mese per vederle tutte, più di 40 anni di lavoro, di quadriennali vinte, di mostre di successo, c’è anche una sua scultura nell’atrio dell’Ospedale di Udine.

“Un giorno senza il mio lavoro è un giorno perso”, questo dice Giorgio Celiberti, e questa frase “racconta il genio” (e anche il Giorgio ;-) )

Lui riesce a trasformare ogni materiale che trova sul suo cammino, crea anche gioielli (ma quelli vanno fotografati di giorno), si evince che nelle sue opere c’è prima di tutto il “cuore” e si sa:…il “cuore vince sempre” ;-)

Ancora una foto maestro..la prego :-) ed inaspettatamente mi chiama e mi dice: sciegline uno..emozionata ne ho indicato uno, con i cuori…già, ora possiedo un Celiberti, con una dedica tutta per me……

E Silvestro dov’è?


Eccolo Silvestro, non sembra anche a voi “trasparente”? (non chiedetemi come ho fatto..non lo so)

Bene, abbiamo chiacchierato un pò, qui, accanto al camino, al calore di un fuoco sempre acceso, fatto di storie di vita, di storie di tutti i giorni, di storie straordinarie..come questa, la storia di un incontro, del sorriso di una bambina bellissima che oggi ritorna in Spagna, lasciando un pò di tristezza nel cuore di chi, in questi giorni, ha goduto della sua allegra e spensierata compagnia.

Chissà quanti biscotti ha confezionato con la nonna, quanti disegni hanno fatto assieme (un disegno di Blanca è appeso sulla parete di un ospedale che accoglie bambini sfortunati).

Eccolo il suo disegno..e con questo vi saluto e vi auguro un sereno Santo Stefano, è pronto il the ed i biscottini di Blanca mi attendono, ciao :-)


Curambiè, sull’onda dei ricordi…

17 gennaio 2009, fotografavo ancora con un telefonino che, inavvertitamente era rimasto dentro alla tovaglia che ho poi sbattuto fuori dalla finestra assieme alle  briciole ..con le conseguenze che potete immaginare: telefonino intatto ma privo di vita, io abbacchiata e costernata :-(

Poi è arrivato San Valentino e con lui la mia piccola adorata digitale.

A causa di dispute sui “diritti d’autore” delle ricette, gli amministratori del forum desideravano che si citasse la loro fonte ed io così ho pensato di fotografare questo foglietto che era sopravvissuto a tutti i miei spostamenti su e giù per l’Italia.

Questo foglietto ha quasi 40 anni, questi “curambiè” che forse si chiamano più precisamente “curabiè” li ho fatti soltanto una volta, quel remoto 17 gennaio del 2009 ed io ve li offro oggi, col cuore, come sempre……

Ingredienti:

  • 200 g. mandorle pelate
  • 250 g. farina 00
  • 200 g. burro
  • 80 g. zucchero
  • 1 pizzico di sale sciolto in un cucchiaio di acqua tiepida.

Procedimento:

Ammorbidire un po’ il burro col cucchiaio, mescolare lo zucchero, le mandorle grattuggiate (io le ho messe con un po’ di zucchero nel mixer, senza però farle diventare farina, la mandorla si deve sentire sotto i denti!) la farina ed il sale.

Lavorare poco ed appena la pasta sarà sufficentemente amalgamata, formare dei piccoli chiffeletti e cuocerli in forno appena caldo (io ho usato il ventilato a 150° controllando sempre) per 25 – 30′.

Devono rimanere bianchi sopra, un po’ coloriti sotto, coprire ancora caldi di zucchero a velo vanigliato.

Ps: se durante la lavorazione l’impasto s’ammorbidisse troppo, lavorare metà impasto alla volta (l’altro metterlo in frigorifero).

Con una metà io ho fatto 15 pezzi, con l’altra metà li farò più piccoli.


Biscottoni ai fiori di Sambuco: prima che l’estate li trasformi in bacche.

… lunedì mattina sono andata a cercare le ultime piante fiorite di sambuco, le piante più giovani e quelle nascoste nell’ombra regalano ancora il profumo dei loro  candidi ombrelli.

Li ho fatti seccare per 3 giorni e ieri ho preparato questi biscottoni.

Vi do subito la ricetta.

Ingredienti per 12 biscottoni:

  • 1 cubetto di lievito di birra (25 g.),
  • 3 cucchiai di latte tiepido,
  • 200 g di burro (150),
  • 150 g di semolino,
  • 230 g di farina “0”,
  • 100 g. di farina gialla,
  • 150 g di zucchero,
  • un pizzico di sale,
  • 3 cucchiai di fiori di sambuco secchi,
  • 2 uova,
  • zucchero vanigliato (fatto in casa e macinato col macinacaffè).

Procedimento:

sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido,

fondere il burro a bagnomaria,

sbattere le uova,

setacciare in una ciotola le farine, aggiungere lo zucchero, il sale e 2 cucchiai di fiori secchi.

Fare la fontana e versare all’interno il lievito, il burro fuso e le uova mescolando.

Lavorare l’impasto sulla spianatoia infarinata per 10 minuti (sarà un impasto molle ma non appicicoso).

Formare una palla e metterla in una ciotola unta e coprire con un canovaccio umido.

Far riposare fino al raddoppio (2 ore).

Accendere il forno a 190°C.

Lavorare energicamente l’impasto e ricavarne 12 pezzi.

Formare delle palline e mettererle ben distanziate sulla teglia coperta con carta forno,

appiattirle e spolverizzarle con i fiori di sambuco avanzati e lo zucchero vanigliato.

Infornare per 30 minuti fino a doratura.

Far raffreddare su una griglia.

Ora, se avete un pò di tempo vi porto a spasso con me nei campi.

Vi aspetto nel pomeriggio per sorseggiare un te assieme, rigorosamente freddo.


Pastine nuova delizia.

Si preparano tempi nuovi, tempi “illuminati” e quindi “uomini” illuminati: come Rousseau, convinto assertore del concetto che “L’uomo è, per natura, buono!”. Folgorata dal concetto, Nonna Papera ha lasciato al buon… Ezechiele la scelta di questa ricetta!

E’ trascorso molto tempo da quel bellissimo pomeriggio trascorso con Nonna Papera, ricordate la torta al limone?  Quella con l’errore sulla dose del burro?

Mi sono molto divertita ad “immaginare” un pomeriggio con lei, per essere sincera ne ho immaginati altri, ho dato un seguito alla storia, ma oggi non voglio annoiarvi.

L’ho sfogliato parecchie volte il manuale per cercare la ricetta che, com’è successo l’altra volta, fosse “un colpo di fulmine”, non doveva avere particolari caratteristiche, doveva farmi innamorare alla prima letta…, così stamattina all’alba l’ho sfogliato ancora una volta e la mia attenzione  è caduta sulla pagina 217.

Eccola, è lei, ho pensato e mi sono messa subito al lavoro.

Che cosa occorre:

  • gr. 200 farina bianca;
  • un cucchiaino di lievito;
  • gr. 80 zucchero (50 zucchero muscovado);
  • 2 tuorli d’uovo;
  • gr. 140 burro (100 + 20 di burro salato);
  • la scorza grattugiata di 1 limone:

Per la decorazione:

20 mandorle;

una quindicina di ciliegie candite.

Come si procede:

*fate la pasta (vedi pag. 225)…………………

APERTA PARENTESI:

LA PASTAFROLLA

Molti dolci si preparano facendo prima “la pasta”; per prepararla, usando gli ingredienti nelle dosi indicate dalle singole ricette, si procede così:

mescolate insieme la farina e il lievito e, passandola attraverso un setaccio, versatela sul tavolo ben pulito “a fontana”: formate cioè un monticello in mezzo a cui farete un buco col dito.

Mettete le uova nel buco e impastate ben bene con le mani: poi sbriciolate il burro, e impastate: poi unite lo zucchero, e impastate nuovamente!

A questo punto il più è fatto: non vi resta che aggiungere gli altri ingredienti (se ce ne sono) e impastare (avete capito che è la cosa fondamentale!) fino a ottenere una pala della consistenza voluta.

Non sempre la pasta va usata subito: a volte va lasciata riposare: è indispensabile seguire i tempi di riposo indicati nella ricetta.

Per spianare meglio la pasta all’altezza voluta, senza che si attacchi, infarinate leggermente sia il piano del tavolo sia il matterello.

Se dovete ritagliare la pasta con gli stampini, ricordatevi di impastare i ritagli per utilizzare tutta la pasta.

Basta.

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*………………..lavoratela velocemente formando una palla e lasciatela riposare al fresco per mezz’ora.

Sbucciate le mandorle e dividetele a metà, come pure le ciliegie (ho usato mandorle già pelate, intere).

Con la pasta, fate delle palline grosse come una noce (ho pesato 20 grammi l’una :-) ) e schiacciate al centro: sarà il “nido” in cui collocare la ciliegina o la mandorla.

Imburrate la lastra del forno (ho usato un foglio di silicone),

spennellate di albume i pasticcini


e cuoceteli a forno caldo per 20 minuti (180°C per 30 minuti).

Con questa dose sono venute 21 pastine, deliziose, semplici, sono piaciute tanto allo zio che nel frattempo che noi 2 eravamo ad “erbe” se l’ è pappate tutte…buone, buone, assomigliano ai biscotti che mangiavo in Germania….. credetemi, è un GRAN COMPLIMENTO!!!



Biscotti al musli, cioccolato e zenzero.

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Oggi è una splendida giornata, finalmente, dopo una settimana di pioggia battente, freddo e nebbia autunnale è arrivato il sole.

E con il sole riaffiora in me la voglia di uscire, di camminare nel verde, di iniziare ad esplorare la campagna, il mio desiderio ancestrale di natura si fa prepotentemente largo nella mia mente.

Allora un paio di scarpe comode, uno zainetto, una bottiglia d’acqua e… la merenda, ma quale merenda? Qualcosa che mi dia energia, che sia buono, che appaghi tutti i sensi; questi, per me, sono perfetti.

Quando ho letto: farina di müsli ho pensato, ecco ancora ingredienti introvabili ma, alla fine il segreto stava tutto nel frullare finemente il müsli ed ottenere una polvere finissima.

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Ingredienti per i biscottini:

  • 130 g di farina di musli,
  • 70 g di farina 00,
  • 50 g di malto di riso,
  • 35 g di olio di sesamo,
  • latte q.b., per i vegani latte di soia, riso, mandorle ecc.,
  • cioccolato fondente per la glassa,
  • fettine di zenzero candito per decorare.

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Come fare questi biscottini:

Preriscaldare il forno a 180°C.

Miscelare le 2 farine, aggiungere il malto di riso, l’olio ed il latte necessario ad ottenere un composto morbido e compatto, lasciar riposare l’impasto avvolto nella pellicola per 20 minuti, stenderlo e formare i biscottini.

Infornare per c.ca 15 minuti

Quando i biscotti si saranno rafreddati, sciogliere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde e decorare a piacere appoggiando sulla glassa lo zenzero candito.

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