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Riciclare le tagliatelle in un’Italia sottosopra,

3 febbraio 2012 dalla mia terrazza

Catena Musi cime innevate e Monte Chiampon “pulito”.

Tramonto 3 febbraio 2012 dalla mia terrazza

Queste sono le foto che ho fatto ieri dalle mie terrazze e non sono certo come le immagini che ho visto in televisione, è proprio vero che la natura si è “ribaltata” e come sempre nella nostra meravigliosa Italia quello che da altre parti è semplice emergenza di stagione qui diventa “catastrofe”, un Paese bloccato, continuamente, da scioperi, da “lavori in corso”, da alluvioni, da terremoti, ogni evento naturale trova tutti impreparati e mette sempre a dura prova la pazienza degli italiani che, a detta dei “saputelli”, “non sono una razza”,però nessun popolo ha tanta pazienza e capacità di sopportazione, neanche il sale, dico, neanche il  sale sono stati capaci di “posizionare” per tempo.

Il verbo “prevenire” non compare nel dizionario dei nostri “amati governanti”, che filosofeggiano sulla “monotonia”, sulla nostra “incapacità di accettare i cambiamenti”, quando ogni giorno siamo “costretti” a cambiamenti di ogni genere e certamente non ci annoiamo.

Che bello dare consigli e fare programmi avvolti in un caldo piumino, seduti su una comoda poltrona con il riscaldamento pagato dai “poveri diavoli”, permettendo, senza muovere un dito, che persone avvolte nei cartoni muoiano per strada…

Questo è un piccolo sfogo di una “casalinga” semplice e con le normali facoltà d’intendere e di volere, prendetelo così…ecco qui sotto una “soluzione” per l’emergenza ghiaccio in Austria, quando si dice l’organizzazione…

Distributori ghiaia per emergenza ghiaccio posizionati sui marciapiedi di Villaco (Austria).

7 cose di me, ci provo, voglio scrivere quello che mi emoziona, mi piace vivere intensamente tutto, da quando apro gli occhi al mattino a quando li chiudo la sera:

  1. amo il borbottio della caffettiera ed il profumo del caffè che avvolge la casa all’alba;
  2. amo prendere in braccio Perla, baciarla ed osservare i suoi occhi color del cielo e dell’acqua;
  3. amo, all’alba osservare la natura che cambia di giorno in giorno secondo la stagione;
  4. amo osservare di nascosto gli uccellini che mangiano le briciole che butto sul tetto;
  5. amo scoprire che sta arrivando la primavera dal cinguettio degli uccellini sulla mia ringhiera;
  6. amo il profumo del bucato steso al sole e al vento;
  7. amo osservare il mio viso invecchiato dal tempo e dalla vita e vedermi comunque “bella”…

Amo tante altre cose, amo molto la solitudine, quella fisica s’intende, quell’altra l’ho provata proprio qui, nel web, stranamente così “popoloso” ma spesso arido e insensibile…ma ora mi sono “fatta le ossa” e ho fatto tesoro dell’esperienze.

Mi piace anche riciclare il cibo, vestirlo di nuovo, trasformarlo, MAI buttarlo.

Anche per un’amante della pasta come me, le tagliatelle ottenute da 500 g. di farina sono troppe e, concedendomi lo “strappo” con quelle al caffè (che vi consiglio vivamente), le altre le ho riunite in una terrina, le ho “unte” per non farle attaccare ed ho pensato di “pasticciarle” con una besciamella al porro e della pasta di salame (ello me la porta puntualmente a casa :-( )

Besciamella al porro.

La besciamella al porro l’ho ottenuta semplicemente con latte di soia, farina, il tutto nel microonde come Qui, io non ho aggiunto altro al latte e farina considerando che avrei aggiunto il porro brasato e frullato e la pasta di salame sgrassata anche questa in microonde, risciacquata (si, l’ho risciacquata per renderla meno “innoqua”..ello non lo sa ;-) )

L’idea di “condire” la besciamella non è mia, ho visto già qualcosa in giro, certo che è una splendida soluzione per condire senza peccato una lasagna e quant’altro, broccoli, cavoli, verze, carote, barbabietole, zucca e chi più ne ha più ne metta…

Bene, dopo aver mescolato nella terrina gli ingredienti ho fatto uno strato in una pirofila, ho messo qualche fiocchetto di burro di soia (potete usare quello normale) e del parmigiano grattugiato, non molto, ho fatto un altro strato, altri fiocchetti altro parmigiano ed ho infornato a 200°C. per c.ca 15 minuti, altri 3/4 minuti con funzione grill.

Che dire? Se avessi avuto 3 teglie “ello” le avrebbe mangiate tutte :-D

Per oggi è tutto, vi ho sommerso con fotografie, considerazioni, con le mie emozioni e con le mie tagliatelle, penso davvero che possa bastare..fino alla prossima settimana ;-)

Ah no, non ancora, con gli “avanzi” di porro e pasta di salame ho farcito una torta salata, fatta al solito, con panna di soia e uovo, bye :-D


Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico e non solo.

Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico.

Non poteva mancare nella mia carrellata la mia adorata farina di grano arso, avevo preparato il panetto assieme agli altri e c’era anche l’intenzione di fare una “full immertion”, ma il sole iniziava a scendere in mare e su di me incombeva l’arrivo di “ello” con un “grande appetito” così sapendo che anche dopo un lungo riposo la farina di grano arso non mi avrebbe tradita l’ho riposto al fresco.

Il sapore affumicato della farina di grano arso (che solitamente viene mescolata alla farina di semola) richiede un abbinamento che ben si sposi con questa particolarità, anche in questo caso ho scelto la zucca, una semplice crema di zucca e basilico.

L’abbinamento zucca/basilico è stato casuale in quanto solitamente uso rosmarino, zenzero, cannella, salvia.

Stavo sgranocchiando la foglia di basilico superstite della bruschetta di panettone quando, simulando Nigella, ho aperto il frigo ed ho incominciato a vedere cosa potevo mangiare ancora e mi è capitata la ciotolina con la marmellata di zucca che avevo messo sopra i muffin, mi è piaciuto talmente tanto che ho spezzettato un’altra foglia di basilico e mi sono fatta un crostino con la marmellata di zucca al basilico (ho una zuccona a casa e credo che proverò a confezionarne qualche vasetto).

L’idea era anche di fare delle trecce e raccoglierle a chignon ma dopo la cottura non rende l’idea quindi bocciata..però mangiata :-)

Le tagliatelle avanzate le ho mescolate, alcune le ho condite con la crema di zucca e qualcuna soltanto con olio di semi di zucca e ricotta affumicata (aggiunta fuori onda ;-) )

Ed ora vi presento quella che sarebbe dovuta essere l’”Unica” mia proposta: le tagliatelle con farina di pane e di castagne con crema di radicchio tardivo e funghi porcini, buonissime ma la percentuale di farina di pane è davvero troppa, le rifarò (avanza sempre pane) aumentando la farina di castagne, con queste proporzioni è perfetta per paste ripiene, ha tenuto perfettamente la cottura ma non ha retto la lunghezza,  avevo già preparato il post ma temendo la figuraccia mi ero trattenuta dal pubblicarlo, ma in cucina si piò anche sbagliare, e poi cosa sarà mai un “Flop”?

Ingredienti per la pasta:

  • 150 g. di farina di pane ottenuta semplicemente macinando il pane finemente,
  • 50 g. di farina di castagne,
  • 3 uova.

Per il condimento:

  • funghi porcini (congelati del mio raccolto), tagliati non troppo sottili e saltati in padella con aglio vestito.
  • il rosso del radicchio tardivo,
  • olio evo,
  • farina di farro,
  • sale affumicato.

Come fare:

perla pasta ho seguito le indicazioni della “predestinata vincitrice di gennaio” mentre il condimento al radicchio  è diverso da quello di ieri.

Annina la vicina mi ha svelato il segreto di Bertilla delle Lady Chef che fa sempre il ru (roux) con l’olio d’oliva, lo adopera per addensare sughi e salse, io ho usato la farina di farro.

Ho frullato il radicchio col sale affumicato, ho versato il ru (roux) caldo, ho frullato ancora, il radicchio si è “addolcito” ed ammorbidito, da provare!

Tagliatelle con farina di pane e di castagne con crema di radicchio rosso tardivo e funghi porcini.

Ora ho finito, anzi, devo ancora “riciclare” gli avanzi di tagliatelle  oggi ne uscirà proprio un bel-buon piattino per ello :-)

Da questo momento ripongo il mattarello/matterello per tirarlo fuori soltanto in casi di litigio furibondo con ello e torno a coccolarmi la mia adorata, vetusta Nonna Papera e tanti saluti :-D


The 7 – links project…

Voglio bene a tutti i miei post e mi piacciono tutti indistintamente ma dopo aver “scartabellato” ho scelto questi:

Il mio più bel post:

Fatto col cuore il mio piatto dautore

Il perchè lo dice il titolo: fatto col cuore :-)

Il mio post più popolare:

Torta con farina di castagne pere e cioccolato

Il perchè non lo so, forse perchè digitando il nome su google si arriva dritti qui senza dover lasciare link, però ho anche ricevuto mail da persone che non hanno un blog dicendomi di averla fatta ed essere rimaste soddisfatte o che magari avendola sformata calda si era un pò rotta.

Il mio post più controverso (ma forse lo sono tutti e questo in particolare ;-) ):

Penetration is not isn’t introduction

Il perchè? Perchè tocco un argomento che molti vorrebbero “toccare” ma sono bloccati dalla paura di perdere la popolarità (cosa che io ho già perso da tempo :-D )

Un post il cui successo mi ha sorpresa:

Bocconcini di pollo al pepe rosa

Il perchè si sa, con questa ricetta ho vinto il concorso Amadori.

Ho mandato la ricetta l’ultimo giorno dopo una repentina folgorazione: ho bloccato ello perchè dovevo fare le foto, era sera e tutto giocava a mio sfavore..invece? Invece è andata benissimo :-D

Un mio post che penso non abbia ricevuto l’attenzione che meritava:

Polpo ubriaco e pasta di mais risottata

Perchè probabilmente era uno dei miei primi post e non ero ufficialmente entrata nel “giro”, però è una ricetta che mi piace molto, amando i piatti unici e completi entra spesso nel menù, piace anche a ello che (udite udite) goloso come sempre, non sapendo che i polipetti erano crudi, ne ha mangiato uno direttamente dal frigorifero mentre erano tutti a marinare :-(

Il post che sono orgogliosa di aver fatto:

pane fichi alloro1-001

Pane fichi e alloro

Questo post significa ed ha significato per me l’”inizio”, sia l’inizio della fine, la fine dell’inizio e l’INIZIO e basta.


Spiedino di feta in tenpura: prove di kaki-age.

Come si dice: da cosa nasce cosa, e così, avendo questo mese l’importante impegno col kaki-age Giapponese ho voluto sperimentare se il mio ambizioso “progetto” potrà andare in porto.

Secondo me  la cucina Giapponese è un progetto, va pensata, studiata, va fatta la bozza, corretta, rifatta e, quando si crede di essere pronti, costruire.

Nel mio caso la non conoscenza si trasformerà in una consapevole, garbata e rispettosa “approssimazione”.

Secondo me certi piatti sono inimitabili o meglio, per farli bisogna creare la giusta atmosfera, partendo dalla “testa”,  il “cuore” e poi il resto: stanza,  arredi, luci, colori, piatti, posate, ciotole, bevande, le culture così diverse dalla nostra vanno fatte entrare in noi un pò alla volta, lentamente, fintanto si sarà creato fuori e dentro  uno spazio accogliente ed ospitale.

Con la proposta di Acquaviva, come succede ogni mese, o per una ricetta o per l’altra, le persone si sentono particolarmente coinvolte ed è stupefacente leggere le varie interpretazioni, così diverse, così motivate, così intense.

Ma cosa c’entra tutto questo discorso con lo spiedino per Ornella? C’entra, c’entra perchè?…

Perchè alla fine del “progetto” mi è avanzata la pastella ed una pastella così (neanche le altre né? ) non si può buttare.

Dopo aver calcolato le dosi giuste di acqua e farina nelle trasparenze dei bicchieri,  dopo aver mescolato  con i bastoncini, con gesti ampi e lenti, dopo aver atteso il suo “riposo”..no, non si butta ma…si apre il frigorifero e si studia e si sceglie cosa “impastellare”.

É stato quando ho visto la feta che mi si è accesa la lampadina, Ornella, ho pensato, creo qualcosa per lei.

Per la pastella vi mando da Acquaviva

Gli  ingredienti per lo spiedino:

  • cubetti di feta,
  • quadrotti di pasta cotta (farina di grano arso) da un’idea di Tery),
  • pomodori datterini dai miei vasi,
  • foglie di basilico dai miei vasi.

Ingredienti per la salsina:

  • panna acida,
  • aceto di riso,
  • basilico tritato,
  • aglio schiacciato, passato sul fondo del calice per l’aroma e tolto,
  • sale nero di cipro.

Come fare:

infarinare leggermente gli ingredienti, immergerli nella pastella e friggerli  (170°C. ho usatoil termometro) olio di arachidi profondo profumato (come consiglia Acquaviva) con qualche goccia di olio di sesamo.

Iniziare dal basilico per qualche secondo, poi con i quadrotti di pasta, i pomodorini ed infine i cubetti di feta per qualche secondo in più.

Appoggiare delicatamente sulla carta assorbente e far asciugare, anche se questa pastella regala un fritto croccante ed asciutto.

Preparare la salsina amalgamando tutti gli ingredienti meno il sale che  lasceremo in vista.

Versare la salsina sul fondo del calice aromatizzato con l’aglio, infilare delicatamente  gli ingredienti sullo spiedino, alternandoli (vedi foto), completare con un lungo cucchiaio per “tirar su”, alla fine, anche l’ultimo pezzettino di questa bontà..


Pacchero con farina di grano arso ripieno di ricotta, salmone ed asparagi.

Foto per concorso Agnese

Ho trovato un bel mazzo di asparagi ed ho pensato di fare solito tortino, questa volta col salmone affumicato ed un pacchero fatto con la farina di grano arso, usata in purezza sostituendo il salmone affumicato con quello fresco.

Ingredienti per il pacchero:

  • farina di grano arso,
  • acqua,
  • punte d’asparagi cotte e tritate.

Per il ripieno:

  • ricotta (ho usato quela di kefir),
  • salmone fresco cotto al vapore,
  • punte di asparagi cotte al vapore,
  • sale,
  • pepe verde,
  • aneto.

Ingredienti per la salsa d’asparagi:

  • punte di asparagi cotte al vapore,
  • olio extravergine di oliva,
  • panna acida,
  • poca lecitina di soia (per emulsionare)

In questa foto il classico esempio di “Fotografia da principiante”..ma quanti colori ha questo “pacchero nero”?

Come fare:

preparare la pasta con farina e acqua, lavorarla bene, avvolgerla nella pellicola e riporla in frigorifero, nel frattempo preparare il ripieno lavorando a crema col minipimer  la ricotta, il salmone, le punte d’asparagi, l’aneto il  sale e pepe.

Stendere la pasta, tagliare dei rettangoli, unirli al lato, infilarli in un attrezzo per mantenerne la rotondità (io ho usato il manico di un colapasta).

Scolare il pacchero ed appoggiarlo sulla salsa ottenuta sempre frullando col minipimer tutti gli ingredienti.

Riempirlo con la sac a poche, decorare infilando una punta d’asparago e pezzetti di salmone.

Ingredienti per il tortino (per 6 stampini io ne ho fatti 2 dividendo per 3):

  • 20 cl di latte,
  • 30 g. di burro + poco per gli stampini,
  • 100 g di gruviera grattugiat0 (emmenthaler),
  • 100 g di salmone affumicato,
  • 3 uova, 60 g. di farina di grano saraceno setacciata,
  • vellutata di asparagi per il cuore (ho usato gli asparagi cotti, 1 piccola patata bollita, salsa olandese e aneto).
  • pepe (verde).

Come fare:

mettere la vellutata nelle formine per il ghiaccio e mettere in congelatore per 1 ora (io ne faccio di più, poi quando sono pronti li metto in un sacchetto e li conservo per un’altra volta).

Tagliare il salmone a pezzettini.

In una casseruola scaldare il latte con il burro a pezzetti, aggiungere il formaggio e scioglierlo, fuori dal fuoco incorporare il salmone.

In una terrina sbattere le uova, aggiungere la farina poca alla volta e mescolare bene, unire il composto di formaggio e salmone, aggiustare di sale e pepare.

Distribuire negli stampini imburrati e metterli in frigorifero finchè saranno pronti i cuoricini.

Preriscaldare il forno a 210°C. , infilare 1 cuoricino di vellutata in ogni tortino ed infornare per 18/20 minuti.

Sformare tiepidi.


Ho vinto, il “Cuore” vince sempre.

Manco da qualche giorno, stamattina accendo il pc, controllo la posta e la prima mail è quella delle Sorelle in Pentola, strabuzzo gli occhi e rileggo:  “Vincitore Concorso l’Arte in Cucina”.

Stravolti i programmi, stravolta la giornata, stravolta io, ora lo posso dire (mi aveva impedito di farlo prima.. ;-) ) Tiziana (la mia ospite cuoca) aveva insistito molto e quando “recalcitravo” lei insisteva ancor di più, per questo la ringrazio…….col cuore :-)

Poi ringrazio me, blogger polemica..a volte “rompi…” a volte troppo impulsiva, di aver tirato fuori  il bello che c’è in me e di averlo “appoggiato” su questo piatto.

Grazie anche al maestro Celiberti ed alla moglie.

Ora basta sennò si alza la glicemia di chi legge ;-)

Felice giornata a voi.

Mi è arrivato un omaggio floreale da Tiziana, come dice lei: ogni vittoria ha i suoi fiori….


Fatto col cuore, il mio piatto d’autore.

Mi è sempre piaciuto dare una forma a quello che mettevo nel piatto, anche quand’ero singola mi coccolavo decorando le pietanze, poi per lui mi dilettavo, e mi diletto ancora a fare la pasta, i ravioli, i biscotti, le torte, gli gnocchi a forma di cuore (sbirciando le mie ricette vi accorgerete della mia mania).

Quando ho ricevuto l’invito dalle Sorelle in pentola per questo contest ho subito pensato a quale opera mi sarei potuta ispirare per dar sfogo alla mia passione.

La risposta l’ho trovata in questo quadro di Giorgio Celiberti :

 

Cliccando sulla foto aprirete un documentario sull’Artista.

E’ un pittore che vive e lavora a Udine, la città in cui abito e questo mi ha stimolato ancora di più.

Ora il compito era rendere commestibili i due cuori e rimanere fedele ai colori, considerando che la mia non doveva essere una riproduzione ma soltanto fonte d’ispirazione.

Per il cuore nero ho usato la mia adorata farina di grano arso, per quello rosso il concentrato triplo di pomodoro ed una puntina di colorante alimentare in gel, avrei voluto evitarlo ma per questo piatto sono stata indulgente.

Le pennellate arancioni sono fatte con una crema di peperone, i puntini neri con una salsa al basilico.

Cuore rosso:

ingredienti per la pasta:

  • farina 00,
  • concentrato di pomodoro,
  • 1 puntina di colorante rosso in gel,
  • acqua.

Ingredienti per il ripieno:

  • salsa al basilico fatta con basilico, sale, olio all’aglio (senza pinoli né formaggio per lasciarlo scuro),
  • Formaggio fresco di pecora.

Come fare:

preparare la pasta mescolando la farina con il concentrato aggiungendo acqua fino ad ottenere la consistenza, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigorifero per 20 minuti.

Stenderla sottile col mattarello (io ho usato la “nonna papera) e ritagliare 2 cuori, 1 grande 1 piccolo.

mettere al centro del cuore piccolo un pò di salsa al basilico, una pallina di formaggio e coprire con altra salsina, chiudere con il cuore grande.

Appoggiare il cuore sulla schiumarola e cuocerlo in acqua bollente salata.


Cuore nero:

per la pasta:

  • farina di grano arso,
  • acqua.

Per il ripieno:

Come fare:

impastare farina e acqua fino alla consistenza, avvolgere nella pellicola e riporre in frigorifero.

Stendere la pasta (mattarello o nonna papera) e ricavare 2 cuori come per il cuore rosso.

Appoggiare su quello piccolo un pezzettino di burrata, il datterino confit e ricoprire con un altro pezzettino di burrata,

Chiudere con il cuore grande e cuocere come quello rosso.

Per la salsa di peperone:

Tagliare il peperone rosso a pezzi e farlo cuocere a fuoco vivo con olio evo,  uno spicchio d’aglio vestito e sale.

Togliere l’aglio e frullare. Fatto.

Questo piatto partecipa al contest delle Sorelle in pentola:

Era da un pò che stavo pensando di aggiungere la motivazione scelta dai giudici per premiare la mia preparazione, spesso sono troppo umile e bypasso, però in questo caso gongolo proprio e lo pubblico.

“Direi che nella creazione si è riusciti a trovare nell’opera del maestro Celiberti, una fonte di ispirazione ideale e a darne corpo culinario in maniera eccellente. Trasferendo in modalità gastronomica la sua pittura conosciuta per l’innata curva di azione e l’asciutta qualità artistica. A riguardo dello logicità della ricetta, direi che merita un plauso il fatto che si sia utilizzata per la sua realizzazione la farina di grano arso, ingrediente antico. Ottenuta dal grano duro precedentemente tostato, dalla colorazione e profumo intenso, di origine pugliese. E che i prodotti utilizzati per la preparazione siano stati scelti e miscelati sapientemente in un insieme di sapori e di colori. La stesura della ricetta nella consigliata esecuzione di procedimento trova una interessante e ben pianificata metodica di lavoro. I vari soggetti/cibo sono stati assemblati nel piatto con perfetto criterio di ispirazione all’opera d’arte. Ottimo lavoro!!!!! La migliore!!!!!” – Luca Sforzellini-


Torta salata con farina di grano arso e cavolo rapa: cum grano salis? No, cum Grano Arso

In  quasi totale assenza di vento l’altro giorno “navigavo” a caso per i blog quando mi sono imbattuta in una torta salata fatta con la  farina di grano arso, quella blogger aveva fatto un esperimento unendo in matrimonio bottarga ed asparagi.

A me la bottarga non piace proprio, però l’idea della torta con quella farina mi “sconfinferava”.

Riluttante ho acceso il motore e rompendo il silenzio sono andata da Terry, ricordandomi dell’ impasto di una sua torta che mi aveva colpita.

Per le dosi, quindi, vi mando da lei :-D ed io vi racconterò cosa e come ho fatto.

Ho semplicemente diviso a metà gli ingredienti e li ho distribuiti equamente nelle farine formando due panetti.

Dopo il riposo li ho presi ed li ho mescolati a caso, creando un effetto “marmorizzato”, questa scelta per la torta con i finferli.

Per la tortina piccola, ho fatto base e bordi con l’impasto scuro, e l’ho coperta con l’impasto chiaro a righe.

Ora passo ai ripieni, non ci sono dosi precise, un ripieno di funghi o verdura se avanza trova altri utilizzi.

Per la torta marmorizzata:

  • funghi finferli,
  • 1 cipollotto,
  • timo
  • formaggio di capra spalmabile a piacere,
  • brodo vegetale q.b.
  • sale, pepe.

Come si fa:

rosolare nel burro chiarificato oppure olio evo se preferite il cipollotto,

aggiungere i funghi puliti e tagliati, aggiungere poco brodo vegetale, sale, pepe ed il timo,

coprire e far stufare a fuoco medio, i funghi dovranno rimanere croccanti.

Quando il composto sarà raffreddato unire del formaggio tenero di capra a fiocchi, senza mescolare.

Stendere la pasta in maniera irregolare e coprire una teglia apribile (la mia è da 18 cm),

riempire con i funghi e richiudere così come viene.

Ho infornato per 35 minuti.

Per la torta piccola:

  • 1 cipollotto,
  • prosciutto crudo di Sauris a striscioline,
  • 1 cucchiaio di panna acida.
  • brodo vegetale,
  • olio evo,
  • sale, pepe.

Come si fa:

rosolare il cipollotto in olio evo, pelare il cavolo rapa, tagliare a rondelle i peperoni ed aggiungerle al cipollotto.

Allungare con poco brodo vegetale e portare a cottura (anche qui le verdure devono rimanere croccanti).

Far raffreddare ed unire la panna acida ed il prosciutto crudo.

Preparare la teglia come spiegato, riempire con il con le verdure e ricoprire.

Infornare per 30 minuti.

Cavolo Rapa

Vi metto questo link che avevo trovato sulle farine e non solo.

 


Pasticcio di crespelle con farina di grano arso, zucca, noci..ed autunno sia!!!

Mi sento come quelle “vecchie babbione” che, non avendo nulla da dire, parlano del “tempo” …..

Bella giornata oggi…si però se venisse un po’ di pioggia, non se ne può più di questo caldo….

Basta con ‘sta pioggia…..venisse un po’ di caldo……ed avanti così…..

Diciamo che da questa “parentesi” autunnale…perchè “parentesi” è vero (?)  ;-) ho colto l’occasione per concedermi un “ritorno di fiamma” per la zucca, complice una mail di Tiziana che, conoscendo la mia passione per questo ortaggio mi ha rivelato una sua ricetta.

Per dirla tutta me ne ha rivelata più di una e sono tutte in lista d’attesa :-) .

Io vi do la sua versione, tra parentesi le mie modifiche.

Per 12 crespelle:

  • 120 g di farina ( 80 g di grano arso e 40 farina 00),
  • 3 uova,
  • 250 acqua minerale frizzante,
  • 1 pizzico di sale.
  • Per il ripieno:
  • 300 g. di zucca cotta in forno con la buccia nella stagnola,
  • 100 g di ricotta cremosa (di pecora setacciata),
  • 150 g di noci tritate,
  • io ho aggiunto dello zenzero grattugiato che, con la zucca, ci sta proprio bene!

Come si fa:

dopo aver preparato l’impasto unendo gli ingredienti cuocere le crespelle,

riempirle e piegarle a fazzoletto, disporle in una pirofila imburrata, coprirle

con una leggera besciamella e ricotta affumicata

passarle in forno solo per gratinarle.

Io ho optato per un pasticcio, ho messo sul fondo della pirofila poca besciamella di soia,

ho formato gli stati con  le crespelle aperte, il ripieno, crespella, besciamella di soia ecc.

Ho terminato con ritagli di crespella alternati a besciamella,

un’ultima spolveratina di parmigiano e via in forno!!

Non ho aggiunto la ricotta affumicata perchè la farina di grano arso ha già un sentore di fumo.

Grazie Tiziana, ora ho pronti gli asparagi!!

Buon fine settimana!!


Raviolo con farina di grano arso ripieno di zucca e piccola storia d’amore

Sono ancora sotto l’effetto-Simili ed avendo visto ancora ricette con la zucca ho rispolverato questo raviolo.

E’ fatto con la farina di grano arso, una farina che racconta una storia di fatica  e povertà, di tempi in cui anche i chicchi di grano bruciati avevano un valore.

Oggi è un prodotto di nicchia, proprio come tanti altri prodotti che hanno origine  dalla capacità dell’uomo di far di necessità virtù.

Questa farina mi è molto cara, me l’ha spedita dalla Puglia una conoscente ma la potete trovare in vendita in rete.

Mi piace il suo sapore un po’ amaro ed affumicato, mi piace giocare con il ripieno che dev’essere capace di completarlo regalandogli un po’ di dolcezza.

Ho letto in un blog  (non ricordo quale) che usata in purezza può essere tossica, ma non si presta ad essere consumata in grandi quantità, quindi niente allarmismi.

Ho scelto la zucca, ma potrebbe essere la carota, oppure il topinambour, ma trovo elegante questo effetto cromatico nero-arancione.

Per fare la pasta:

  • acqua e farina.

Per il ripieno:

  • polpa di zucca tagliata a cubetti cotta a vapore lasciandola croccante,
  • polvere di zenzero o zenzero fresco grattugiato,
  • sale.

Per il condimento:

  • ricotta vaccina o di pecora,
  • purea di zucca q.b. a colorare la fonduta,
  • latte q.b.
  • sale.

Per fare la pasta procedete come al solito, trovo l’impasto molto piacevole da lavorare.

Stendete la sfoglia, appoggiate il ripieno, richiudete con l’altra sfoglia e date la forma che preferite.

Cuocete per qualche minuto in abbondante acqua salata.

Scolate e condite con la fonduta ottenuta setacciando la ricotta e la purea di zucca, amalgamate il composto con il latte e fate cuocere fino alla densidà desiderata.

Una sfurfugliata di pepe per decorare il piatto et voilà, les jeux sont fait.

Ed ora una storia d’amore:

video con fotocamera digitale, la qualità non è alta ma c’è tanto, ma tanto sentimento.

Il pavone che corteggia la sua amata che continua a sbeccottare,  viene circuito dalla faraona che vorrebbe le sue attenzioni, tutto accade nell’indifferenza dell’altro pavoncello che aspetta  di compiere i 2 anni per veder, finalmente, crescere la sua splendida coda e diventare, quindi, il suo rivale.

Purtroppo devo fare una triste postilla a questo post:

il padrone di questo (e altri pavoni) ci ha lasciato in ottobre, loro sono stati comperati da un signore che li terrà bene (spero) le faraone saranno già finite in pentola, purtroppo è il loro destino)

Sarà una primavera diversa dalle altre, purtroppo.