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Bocconcini di vitello alle fragole.

Bocconcini vitello alle fragole

Non ci crederete ma sto ancora preparando il post sulla passeggiata nei campi con annesso laboratorio e degustazione di sabato scorso perchè attendo qualche foto bella fatta da Joel il delizioso cameriere-fotografo del Ristorante agli Amici di Godia

Nel frattempo ho cucinato qualcosina, ho realizzato piatti che da tempo avevo nel cuore e nella mente, ho ascoltato il cuculo, ho dormito poco per il caldo, ho coccolato Perla ed Ello oppure  Ello e Perla ;-)

Tra questo qualcosina ci sono questi bocconcini di vitello alle fragole.

Non mangio molta carne però qualcosina si, però dev’ essere tenera, poca e cucinata in maniera sfiziosa e magari colorata, esattamente così come questa che è anche senza glutine perchè ho infarinato la carne nella farina di riso.

Io ho adoperato il burro di soia ma voi potete usare farina normale, burro chiarificato, olio evo, fate come più vi piace, anche le scaloppine potete lasciarle semplicemente come sono, l’importante è batterle per renderle sottili.

Ingredienti per una persona:

  • 3 bocconcini ricavati con un coppapasta da 2 scaloppine battute col batticarne,
  • farina di riso,
  • burro di soia,
  • porto bianco per sfumare,
  • fragole,
  • sale,
  • pepe verde.

Come fare:

con una parte delle fragole fate una purea che passerete al colino per eliminare i semini.

Dopo aver ricavato dalle scaloppine i bocconcini, infarinarli e rosolarli nel burro (che dev’essere abbondante) da ambo i lati, sfumare con il porto bianco (se preferite vino) e, a fuoco forte far asciugare quasi del tutto il sugo.

Aggiungere la purea di fragole, salare e pepare e lasciare sul fuoco ancora qualche minuto.

Servire decorando con le fragole e buon appetito :-)

 


Millefoglie alle fragole, a spasso con ello: oh che bel castello marcondiro ndiro ndello…

Millefoglie alle fragole (per la ricetta più sotto)

Ce l’ho fatta…finalmente, sono riuscita a “sdivanare” l’amor-bradipo ed a trascinarlo fuori dalle mura domestiche.

Senza fare Kilometri da queste parti c’è molto da vedere, basta avere voglia di “fare 4 passi”…

Dopo essere stati a mangiare la trota a Cergneu nella solita trattoria all’aperto con le vasche a vista:

breve passeggiata per visitare quel che resta del Castello:

La “bella” Castellana in posa plastica…

*Pare che la personificazione della superbia e della crudeltà, si fossero concretizzate nell’ultimo dei conti di Cergneu Savorgnan Brazzà il quale, tra l’altro, ammazzava personalmente affinché “no restassin al mont a mangiâ di bant” quanti, tra i suoi coloni o servitori, fossero arrivati ai sessant’anni.

Il giorno del suo sessantesimo compleanno, un pover’uomo di Ramandolo cominciò, prima di imboccare la strada del castello di Cergneu, a salutare per l’ultima volta amici e parenti.

Ma il figlio dell’uomo, volendo porre fine a quell’usanza crudele, diede al padre un coltello per uccidere, raccomandandosi a San Giovanni Battista, quel conte sanguinario.

Con il coltello nascosto sotto la camicia, l’uomo si presentò al conte che lo condusse Verso la Val del Montana, dove fu fatto inginocchiare con la testa rivolta verso la fossa.

Giunto il momento d’agire, il poveretto, preso il coltello, si girò verso il conte colpendolo al ventre e, “distirantlu come che al fos stât un purcit”, lo gettò nella fossa a lui destinata.

Il Battista aveva protetto non solo il colono, ma aveva salvato quanti fossero arrivati ai…sessanta.

A questo santo, secondo la tradizione, si deve anche la “salvezza” dell’ala rimasta integra di questo castello.

Cergneu era stato assalito da un nobile che, con i suoi soldati, voleva espugnarlo e, in parte, c’era riuscito.

Da un varco tra le mura che stavano cedendo, uscì con i due figlioletti, la contessa Sigismonda che, in nome di Giovanni Battista da cui affermava discendere, implorò pietà.

La risposta fu che sarebbe stata risparmiata solo se avesse presentato i documenti che certificassero tale parentela.

Così, dopo aver risalito faticosamente quanto restava del castello, la nobildonna ritornò con un rotolo di pergamena che certificava la sua discendenza dal grande santo.

L’assalitore, a questo punto, se ne andò non prima di coprirsi il volto e di stringere con rispetto la mano di Sigismonda lasciando, così, integra l’ultima ala, quella ancora visibile, del castello.*  (Tratto da qui).

Dal 1999 al 2005 ci sono state 5 campagne di scavi archeologici per la messa in sicurezza ed il consolidamento della muratura.

Ed ora arrivo alla ricetta, questo dolcetto l’ho preparato ieri al nostro ritorno, m’incuriosiva molto la “cialda” fatta senza albume e con la passata di fragole, da rifare e da “rivisitare”.

Ingredienti per 12 cialde del diametro di 8 cm. (più avanzi da adoperare per crumble, base cheese cake ecc.):

  • 50 g. di farina,
  • 180 g. di zucchero,
  • 100 g. di farina di mandorle (mandorle tritate finemente),
  • 100 g. di burro (di soia),
  • 100 g. di fragole frullate e setacciate.

Ingredienti per la farcitura  e guarnizione:

  • fragole tagliate a pezzetti piccoli,
  • panna montata (io vegetale),
  • zucchero a piacere.

Come fare le cialde:

impastare la farina con lo zucchero, il passato di fragola, il burro sciolto e la farina di mandorle, far riposare 20 minuti.

Rivestire la teglia del forno con la carta e stendere l’impasto con una spatola formando uno strato sottile (io l’ho volutamente fatto più spesso).

Infornare a 180° C. (ventilato) fino a che la superficie apparirà dorata e croccante (se fate lo strato sottile), sfornare ed attendere qualche minuto affinchè si indurisca ma non troppo, quindi ritagliare 12 dischetti (o forme a piacere).

Preparare la salsa di fragole alla stessa maniera del passato, zuccherandola o facendola bollire assieme ad un bicchierino di distillato se vi piace, io l’ho preparata in “purezza”.

Comporre la millefoglie su un letto di salsa, alternando la cialda ai pezzettini di fragola e panna,  si possono anche far macerare le fragole con zucchero e foglioline di menta o, con aceto balsamico che con le fragole fa sempre la sua p…a figura ;-) .

Il pezzo col sax è suonato da Lucio Dalla, è scritto sotto al video, non è un caso?

 


Rita Levi Montalcini, 103 anni per una donna straordinaria: Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita, lei fa tutte 2 le cose….

Foto dal web

Sono sempre stata affascinata dalla forza  contenuta nelle donne minute, quelle che credi possano cadere al primo soffio di vento e che invece il vento non riesce a spostare, è la loro intelligenza che le sposta, che le porta lontano, alla scoperta di realtà da migliorare, di popoli da aiutare, di nuovi studi da intraprendere, donne instancabili.

Cito Madre Teresa di Calcutta, Coco Chanel, Edith Piaf, e cito anche Antonella di Trisomia 21, donna bellissima, minuta con un’energia che non conosce ostacoli.

Sono donne che potresti sollevare con una mano ed invece sono loro che, ognuna nel loro settore, con diversi obiettivi hanno  un comun denominatore: rendere “visibile” il cervello delle donne, il loro coraggio, e sono determinate a far si che nessuno interrompa questa corsa verso la civiltà, con un dito sollevano il mondo, con forza e decisione e, come dice Rita, con ottimismo.

La frase della Signora Rita riassume il pensiero di molte donne e dovremmo tenerla a portata di mano quando si sta per spegnere quella luce, nutrirsi di essa e ripartire.

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.

Se volete approfondire, Vera ha pubblicato un post che contiene, oltre le frasi significative di Rita anche altri appofondimenti, lei lo fa bene, scrive col cuore usando il cervello.

Chissà se La Signora Rita (faccio difficoltà a darle del tu) gradirebbe una fetta di torta alle fragole, in fondo che compleanno è senza torta? Ci staranno tutte le 103 candeline? Certo che si :-)

Torta di fragole senza glutine

Ieri pomeriggio, mentre ello riposava, ho fatto questa torta, di fragole, nascerebbe ciambella ma nei miei “spostamenti” qualcosa è andato storto, quindi continuo col quadrato.

Questa è una torta di quelle che, hovogliadidolcecosapossofaredibuonoeveloce? Ecco la risposta.

Nel web ho trovato una versione simile con farine differenti, l’olio al posto del burro, oltre le fragole un’aggiunta di pesche, credo davvero che si possa variare come si vuole, il risultato è una torta umida, perfetta per colazione e merenda, una coccola espressa per se e per chi amate.

Io ho adoperato la farina senza glutine del blitz di mele di Felix che è autolievitante, ho aggiunto soltanto una puntina di bicarbonato.

Io vi do le dosi originali e, al solito, le mie varianti tra parentesi.

Ingredienti per uno stampo a ciambella ( nel mio caso quadrato 20×20):

  • 300 g. di farina per dolci (io senza glutine da prontuario autolievitante),
  • 200 g. di zucchero (100 fruttosio),
  • 100 g. di burro (di soia),
  • 2 dl c.ca di latte (di soia),
  • 3 uova,
  • 1 bustina di lievito (puntina bicarbonato),
  • 300 g. di fragole a pezzetti,
  • sale.

Come fare:

accendere il forno a 200°C. e preparate la teglia o imburrandola o rivestendola, come ho fatto io, con carta forno bagnata e strizzata (se la  teglia non è apribile, la carta forno  aiuta nello sformarla).

Sbattere le uova con lo zucchero, unire il burro fuso e, poca alla volta, la farina alternata al latte, alla fine unire il sale, il lievito ed il restante latte, aggiungere le fragole spezzettate (c’è chi le fa macerare nello zucchero e limone ma io ho preferito così), versare il tutto nello stampo ed infornare per 50 minuti abbassando la temperatura a 180°C. per 50 minuti se ciambella, io un’ora.

Per renderla più livellata dopo un pò l’ho capovolta (come si fa con la caprese), avrei voluto decorarla in un altro modo ma, nel frattempo ello si era alzato e voleva la “merenda” :-)

Auguri Rita, 100 di questi anni ancora, c’è bisogno di Lei…


Frullato alla fragola, banana e latte di soia.

Ingredienti:

  • fragole,
  • banana,
  • latte di soia.

Come fare:

frullare e, se desiderate un frullato da “mangiare” ridurre la quantità di latte :-)

Sarà mica una ricetta “quella cosa” lì?

Si Perla lo è, è una ricettina fresca, poco calorica, colorata, è un anticipo di primavera, anche se già da domani le temperature scenderanno nuovamente, d’altronde il proverbio dice: sono marzo pazzerello…

Buon fine settimana a tutti, vi lascio ancora con una canzone di Lucio Dalla, domani ci sarà il funerale a Bologna, i suoi abitanti lo rimpiangono, è stato chiesto alla stampa di non spettacolarizzare la cerimonia funebre…

Vai, vai, vai
Che il tuo cuore non si ferma mai
Vai, vai, va’
Più del vento che ti porterà
In mezzo al cielo tra le stelle,
La tua stella è quella là
La più lucida, la più bella,
È la stella della libertà

Forza, vai,
E dopo il lancio non voltarti mai…
Volerà… oltre l’Everest arriverà
Il traguardo… è la tua vita
Nell’istante che lo supererai
E anche il tempo che ti sfida
Col cuore e la mente lo cancellerai

. . . . . .

Vai, vai, vai
Con il vento che ti porterà…
Ciao, ciao, ciao…
Tu nel sogno resterai
Un uomo solo può vincere il mondo
Se il suo cuore conquisterà
L’ultimo metro, l’ultimo secondo
Il sogno nel sogno…
L’ultimo sogno:
La libertà
La libertà

. . . . . .

Un uomo solo può vincere il mondo
Se il suo cuore conquisterà
L’ultimo metro, l’ultimo secondo
Il sogno nel sogno…
L’ultimo sogno…


I miei favolosi anni 80…di primi amori, di lasagne e di “Tris” (assaggini…)

Post lungo che tratta anche storie personali, per la macedonia più giù.

Ed ecco che il domani è arrivato e prima di iniziare col mio solito “romanzo” mi sento di fare una premessa/precisazione.

Sento di farlo perchè nei commenti delle ultime ricette noto un certo “smarrimento” perchè la presenza di questo fantomatico P.A. ha spiazzato anche chi un pò mi conosce e sa che sono una burlona.

Evidentemente sono molto convincente (potrei fare l’attrice? ;-) ) però va tutto bene, P.A. esiste ma non cucina, non intaglia, non sogna isole deserte.

Mi era stato “dato” in premio virtuale dalle Menuturistiche affinchè mi aiutasse a “liberarmi” dal “risiebisi’s devil” in quanto compulsivamente postavo ricette :-D

Io sono stata liberata dal “risiebisi’devil” ma ogni mese vengo nuovamente “posseduta” e così, PER GIOCARE” sto inventando delle storie tenendomi vicino P.A.. che di volta in volta mi “LIBERA”..o sono io che  LIBERO lui? ;-)

Spero di avervi un pò chiarito il concetto ed ora si parte con:

…si, proprio i miei favolosi anni 80, il più bel decennio della mia vita, durante il quale molte occasioni perdute da cogliere al volo, ma questo è soltanto il “senno di poi” che non conta nulla come tutti i se e tutti i ma…

Gli anni 80, il mio primo grande amore, quello che sapeva leggermi nel pensiero, che arrivava proprio mentre lo stavo pensando, quello che sapeva sorprendermi, farmi battere il cuore all’impazzata, che mi faceva trovare foglietti intrisi d’amore la mattina sul parabrezza del mio “vespino”, quello che mi regalava libri di poesia, ricordo Pablo Neruda e Paul Eluard dai quali prendevo in prestito le  frasi per i bigliettini che lasciavo io a lui qua e là come fosse una caccia al tesoro…

Lui mi ha insegnato i primi rudimenti per “veleggiare” in una crociera romantica a due per le coste della  Croazia, quella Croazia che dalla terra s’immagina soltanto, le sue isole, le sue spiagge, i suoi ristorantini con “i scampi ala busera” , le “palacinke con le noci” e “le magnade de pesse”, le atmosfere incantate, i tramonti struggenti.

A distanza di anni, quando riguardo le foto, rivedo quelle spiagge e penso a quei momenti il ricordo sale, come la marea e per un attimo mi travolge per poi lasciarmi andare…è così…com’è finita?

Ricordate la frase finale nel film “La signora della porta accanto?” …..”nè con te né senza di te”?..Ecco :-)

Gli anni 80, quando per caso partecipai ad una gara in MTB che contro ogni aspettativa vinsi, e decisi di fare di quello sport la mia professione per qualche anno, forse, data la mia età (io sono del ’54 fate voi i conti ;-) ) una scelta incosciente ma a distanza di anni posso dire di aver viaggiato, conosciuto un pò di mondo, ho “vissuto”…

Gli anni 80, quando decisi di andare in Toscana a vedere che fine avesse fatto quello che si definiva “mio padre” e trovarlo peggio di come lo ricordavo, ma lì  incontrai amici che mi hanno distratta, mi hanno fatto divertire, mi hanno riportata a Punta Ala dove a 16 anni avevo visto la prima alba della mia vita, mi hanno fatto conoscere la spiaggia dell’Alberese, nel famoso parco dell’Uccellina, con i tronchi d’argento lucidati dal vento e dalle maree.

Gli anni 8o, quando, dopo aver chiesto in un negozio di animali se potevo comperare un “gatto persiano” il ragazzo mi disse, e perchè non prende il gatto rosso che abbiamo trovato ieri per strada?

L’ho preso ed è rimasto con me per lunghissimi 17 anni, riempiendomi la vita di affetto e di tenerezza, l’avevo chiamato Lorenzo ed un amico caro quando mi telefonava diceva: “buongiorno, mi passa Lorenzo per favore?”.

Ed arrivo agli anni 80, glianni degli “assaggini”.

Le mie coetanee e non si ricorderanno senz’altro dei “Tris”, detti anche gli “assaggini”, negli anni 80 nascevano ed imperversavano le “spaghettoteche” dove, al posto del solitò menù: antipasto/primo/secondo/contorno/dolce/caffè/ammazzacaffè, trovavi i “tris”.

Forse già a quel tempo covavo la passione della cucina, la cucina che oggi trovate qui, accantoalcamino.

Già allora ero curiosa, chiedevo, scrutavo, cercavo di definire i sapori e mi innamoravo dei modi di presentare il cibo.

Forse questo blog di cucina,  era già stato scritto in quel grande libro dove è scritta tutta  la mia vita, ma io posso voltarne soltanto una pagina al giorno e solo domani saprò cosa c’è scritto oggi :-)

E come recita Neruda:

E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.

Lasagna di macedonia

Per questa versione ho immaginato una lasagna, ma dovevo decidere a chi e come distribuire i ruoli.

Ho fatto una selezione ed ho scelto i protagonisti:

  • la “sfoglia”: il melone invernale (baciro) tagliato con l’affettatrice,
  • il “ragù”: dadolata di fragole marinate nella glassa di aceto balsamico e fruttosio,
  • la “besciamella”: yogurt greco,
  • il “parmigiano”: cocco grattugiato,
  • la “salsa” : gelatina di ribes dello zio direttamente dalle sue piante,
  • il basilico: buccia di lime.

Come  fare:

come la “solita” lasagna alternando gli strati (vedi collage).

Lasagna esotica

Ingredienti:

  • mango affettato sottile con l’affettatrice,
  • dadolata di kiwi dolcificata con fruttosio per il primo strato,
  • yogurt greco,
  • cocco grattugiato,
  • gelatina di ribes rosso,
  • dadolata di ananas per il secondo strato.

Come fare:

comporre come la “solita lasagna”.

Cannolo esotico con lamponi.

Ingredienti:

  • mango tagliato sottile con l’affettatrice,
  • mix di dadolata come nella lasagna esotica con l’aggiunta di lamponi per dare colore,
  • yogurt greco,
  • cocco,
  • gelatina di ribes.

Come fare:

appoggiare sulla fetta di mango tagliata sottile il mix di frutta (kiwi, ananas, melone, mango, lampone) con lo yogurt ed arrotolarlo a mò di cannolo.

Fermarlo con uno stecchino e “condirlo” con la gelatina di ribes e per finire il cocco.

Lasagna d’autunno.

Ingredienti:

  • pera tagliata sottile con l’affettatrice,
  • dadolata di prugne (susine),
  • fruttosio,
  • cannella,
  • cocco.

Come fare:

appoggiare sulla fetta di pera la dadolata di susine fatta macerare nel fruttosio e cannella per mezz’ora,

alternare gli strati e solo sull’ultima fetta di pera aggiungere lo yogurt con la dadolata e lo sciroppo ottenuto.

Le varianti sarebbero infinite e non c’è tempo per provarle tutte, mi fermo qui,  se voi avrete voglia potrete marinare la frutta nel porto o nel rum, frullarla ecc. ecc. ecc., se avessi dato retta alla fantasia sarei andata al 2013 :-D

Non centra ma ditemi voi se questo spot non è straordinario?

 


Macedonia per “asporto”…

Mi piace cucinare, mi piace mangiare però non amo i kili di troppo, la sgradevole sensazione del pantalone che non si chiude, il bottone della camicia che rischia di esplodere al primo respiro allora…allora per bloccare la mucca prima che sia scappata dalla stalla periodicamente mi concedo qualcosa di buono,  sostanzioso ma che sia anche consistente sotto i dentini, come dice ello: che ci sia da “masticare”.

Ed ecco che arriva in aiuto il mio adorato agar agar, che ha il potere di fare la magia, ha il potere di rendere solida anche l’acqua.

Qui però c’è il succo di mela ottenuto dalla centrifugazione di mele Jonathan ed ho usato il kanten in fiocchi nelle dosi di 7/8 grammi per litro di liquido.

Ho sciolto i fiocchi nel succo di mela ed ho fatto bollire per 15 minuti, ho aggiunto anche un pò di fruttosio, ho versato sulla frutta ed ho riposto in frigorifero.

Ho messo fragole e mirtilli e decorato con foglioline di menta, tutto qui :-(

La macedonia “per asporto” la posso portare con me, aprire il vaso quando ho il languorino e consolarmi con una fragola o un mirtillo che fa bene anche alla vista e alla circolazione :-D

 


Come t’intaglio l’anguria e la riempio di frutta..buona, dolce, confortante…

A me le vacanze non fanno bene, ormai è appurato,  sono ritornata dall’Austria con lo zaino pieno di malinconia e di tristezza, malinconia e tristezza che ho scaricato, riversandole un pò alla volta in ogni mio post, prima “Gehslossen”, poi “The day after” e via così.

Neanche le pennellate di colore dei “gnochi de susini” sono riuscite ad interrompere quel grigiore autunnale.

Me ne stavo ranicchiata tenendo stretta la mia autocommiserazione come fosse un pelouche quando, all’improvviso, si è spalancata la porta ed assieme ad una raffica di vento sono entrati Padre Amorth ed il balzellante devil che non veste Prada.

Ehi bimba, ha gridato Padre Amorth, datti una mossa.

Vestito alla Vasco Rossi, con l’orecchino, un pearcing alla narice, dimagrito,  indossava una maglietta con la scritta:  Fate l’amore non fate la guerra.

Oh cielo!!! Esclamo, Padre ora dobbiamo trovare qualcuno che “liberi” lei e, vedendo il cesto di frutta che teneva al braccio gli chiedo se mi avesse portato la merenda.

Mentre noi 2 stavamo dialogando il devil non la smetteva di volteggiare il suo mantello fucsia e balzellando tentava di rubacchiare qualche frutto.

Okkei, ho capito, mollate il cesto e andate a farvi un giretto che io inizio a spremere le meningi…

Angurie e melone di Milva

Ho messo nella cassapanca il “pelouche”, ho “convocato i miei 2 neuroni (maschio e femmina così spero che s’innamorino e procreino :-D ), ho rispolverato un libricino che insegna i primi rudimenti dell’intaglio comperato in quei momenti “nonsisamaichepossatornareutile”.

Tutto pronto sulla tavola: anguria, nastro di carta, spilucchino anteguerra e all’opera!!

Ho “copiato” nel limite delle mie possibilità/capacità dal libricino ed usando il nastro-carta come guida ho iniziato ad intagliare il contenitore, ho tralasciato dei particolari in quanto, avendo un’anguria soltanto, non ho voluto rischiare “l’intaglio senza ritorno”, ed ho ovviato a certe stortaggini inserendo mirtilli nei fori del canestro per colorare e dare vita al tutto.

Come succede quando hai un periodo no, le cose un pò se la prendono con la tua “pigrizia di vivere” e cercano di renderti complicata anche una semplice macedonia.

Quali cose?

1) La presenza “imponente” di ello divanato appostato come “Joe falchetto”

2) Il conseguente rallentamento della “serena” esecuzione dell’intaglio.

3) La conseguente impossibilità, causa accorciamento delle giornate, di usufruire al meglio della luce naturale.

4) Rottura nei giorni precedenti della “stanghetta” degli occhiali “da vicino”, quelli chiari ed obbligo di uso lente scura.

5) Conseguente “storpiamento” del fuoco e della luminosità delle foto stesse.

6) Conseguente voglia di “lasciar perdere-sarà per un’altra volta”.

Ma per fortuna Padre Amorth ha intercettato il pericolo ed è intervenuto consigliandomi un “ritocchino”…no, non a me (io sono senza speranza :-D ) con Fotoscape e così la mia “Macedonia” sembra uscita dalla matita di un artista, in questo caso me medesima…

In questo “contenitore” io ho messo:

  • palline d’anguria,
  • palline di melone,
  • pere,
  • mirtilli,
  • ribes,
  • fragole,
  • lamponi,
  • more,
  • susine,
  • chicchi di melagrana (portafortuna)
  • uva raccolta dal vicino,
  • banana,
  • noci.

Il tutto “condito” con qualche goccia di zucchero di canna liquido e Prosecco di Valdobbiadene (quello uso :-) )

Con questa “ricettuzzola” io e Padre Amorth ce la tiriamo un pò ;-) ho tentato di mettere alla prova la sua manualità ma non ne ha voluto sapere: “Io ho portato la frutta”…valli a capire ‘sti “Padri” :-D


Cheese cake di Stella…

Per chi, come me ha il “cuore infranto” e non se ne fa una ragione”  :-(

Ho optato per la “mezza dose”…

Ecco l’oggetto del desiderio: la cheese cake di Stella.

Io con grande comodità e gioia “copio/incollo” la sua ricetta, specificando sotto ogni mia fotografia le varianti.

Ingredienti per una cheesecake di 26 cm.(senza cottura):
Base:
  • 200 gr di biscotti secchi,
  • 100 gr di burro.
Come fare la base:
tritare con un robot i biscotti, metterli in una ciotola e bagnarli con il burro fuso, amalgamare bene con un cucchiaio e mettere questo composto su un foglio di cartaforno appoggiato al piatto di portata e dentro un cerchio apribile, mettere a rassodare in frigo per almeno 30 minuti.
Per la farcia:
  • 500 gr di panna fresca da montare,
  • 500 gr di formaggio spalmabile,
  • 100 gr di zucchero a velo,
  • 20 gr di colla di pesce,
  • 200 gr di pistacchi di bronte frullati.
Come fare la farcia:
mettere la colla di pesce a bagno in acqua fredda per almeno 10 minuti, nel frattempo montare la panna con lo zucchero a velo e unire il formaggio, sciogliere la colla in pochissima panna o acqua e fatta intiepidire versarla nella crema, solo alla fine frullare i pistacchi e aggiungerli al composto, mescolare bene e mettere sulla base di biscotto e riporre in frigo per almeno 3 ore (tutta la notte è meglio) infatti io la preparo sempre il giorno prima.Per guarnire:
  • 100 gr fragole,
  • 50 gr pistacchi di bronte.

Per la base ho usato 70 g. di biscotti Digestive integrali con 30 g. di pistacchi macinati finemente e 50 g. di burro

Ed ora la mia carellata di cheese cake…diciamo che ce n’è per tutti:

Per chi è allergico alle fragole:

Base biscotto normale (la mia variante con pistacchi), strato di more di gelso (raccolte con le mie manine sante :-D ) ad intercalare la farcia.

 Per chi …mai senza il cioccolato:

Versione inframezzata da fragole fresche e servita con cucchiaino/noblesse oblige.

Per chi dà i numeri:

Farcia con composta di fragole appoggiata su biscotto digestive al contrario e rovesciato alla fine.

Per me medesima con amore :-)

Base biscotto (addizionato da pistacchi), farcia classica intercalata da fragole in composta con top di salsa di fragole e granella di pistacchi.

Per chi, dopo aver visto questo post, è rimasto “senza parole” :-D

Versione come al n°4 con lettere al posto dei numeri :-)

Aggiungo una “fotina” del ripieno, ho optato per i pistacchi polverizzati e qualcuno tritato grossolanamente:

Stamattina ho trovato un premio, me l’ha lasciato Sonia , grazie Sonia-

E a tutte voi, romanticone dal “cuore infranto” dedico una canzone:


Anche il mondo è incominciato con un peccato di gola….”Crema tana con frutta”…

 Oggi delego, delego la ricetta, il racconto, la musica, tutto rigorosamente farina di un altro sacco, quello di Luisanna Messeri, mie soltanto le foto ed oggi ne metterò tante perchè ho voglia di colore, di freschezza, di profumi  di cose ed anche parole buone.

Appena fatto l’abbonamento  Sky, la disputa iniziale per l’acquisizione del telecomando comprendeva essenzialmente 2 canali, per me Alice/Gamberorosso per ello History channel.

Ed è stato durante una delle mie rare vittorie che ho conosciuto quella simpaticona di Luisanna Messeri che ora (poverina) ha il suo bel daffare a domare  B.B. (no, non Brigitte Bardot ma Beppe Bigazzi :-D ) e vittima anch’io della pubblicità ho comperato il suo libro che oltre ad essere un prezioso ricettario è anche utile fonte di aneddoti, racconti, di episodi e personaggi  per un motivo o per l’altro legati  alla buona tavola vista come occasione di condivisione, aggregazione, allegria, ed alla fine di ogni “racconto” consiglia una musica che certamente renderà la vostra ricetta ancor più gustosa (parola di Luisanna ;-) ).

Ingredienti:

  • 1 litro d’acqua,
  • 4/5 limoni non trattati,
  • 4 etti di zucchero (3 etti fruttosio),
  • 60 g. di maizena,
  • 4 uova intere,
  • frutta mista a piacere, colorata, a seconda della stagione (Luisanna suggerisce che non dovrebbe mancare l’ananas), io non l’ho messo.

Come fare (da pag. 100 del libro Il club delle cuoche):

una volta lavati ed asciugati, grattugia la buccia dei limoni, ma gratta solo il giallo perchè il bianco è amaro, i limoni quindi devono essere, per forza, biologici.

La leggenda che gli alimenti biologici siano carissimi non è vera, certo costano un pò di più ma li valgono tutti…in salute intendo.

Se proprio non li hai, quelli “trattati” vanno lavati a fondo con il sapone (quello dei piatti va benissimo) proprio come fano nei film americani, o meglio ancora con il bicarbonato di sodio.

Grande il bicarbonato, serve ad un sacco di funzioni casalinghe: provare per credere!

In una pentola mescola le uova intere, lo zucchero (frutosio) e il succo dei limoni; aggiungi l’acqua nella quale hai disciolto a freddo la fecola di mais (maizena) e le bucce grattugiate.

Metti la pentola sul fuoco, basso, e gira sempre con un mestolo, appena giunge a bollore tutto si addensa, leva dal fuoco e lascialo raffreddare.

Intanto la frutta va pulita e tagliata a pezzetti: fragole, kiwi, banane, uva..va bene tutta la frutta di stagione e quella che ci piace di più.

Mescola la frutta alla crema ormai raffreddata e sistemala in una zuppiera di vetro che, in trasparenza, lascerà vedere l’arcobaleno dei colori della frutta mescolato al giallo-giallo della crema.

Decora la superficie con pezzetti di frutta sistemandola col tuo estro e mettila in frigorifero un paio d’ore prima di servire.

A fine pasto questa macedonia con crema è squisita e leggera.

…………non contenendo grassi, né latte né burro, oserei dire che è dietetico, volendo si può diminuire lo zucchero occorrente, ma rimane lo stesso un dolce goloso.

Ed ora la musica che consiglia Luisanna: cliccare sui limoni per ascoltarla.

Auguro a tutte/i voi un fine settimana ricco di colore come questo dolcino, un abbraccio :-)

Ma voi avete un’aiutante come Perla che vi aiuta a disfare il lettone?


Macedonia con yogurt, müsli e alchechengi…

La primavera non è ancora esplosa del tutto, le montagne attorno a casa  sono imbiancate di fresco, l’aria del mattino e della sera è ancora frizzantina ed il piumone troneggia  sul lettone però dentro di me è primavera inoltrata e questo m’invoglia a cercare la “leggerezza” e la “freschezza”….

Ma mi porta anche a pensare che potrebbe “sparire” tutto in un attimo e non potremmo più attingere da una natura comunque generosa ma “ammalata”.

Le recenti cronache ci hanno aperto gli occhi e l’idea di avere a pochi kilometri da casa una centrale che da un momento all’altro potrebbe toglierci il sorriso e la voglia di vivere ci spingeranno il 12 giugno a votare SI.

Io lo farò, perchè non riesco ad immaginare una vita senza fiori e senza la “libertà” di poterli raccogliere, di annusarli, di respirarli.

Per questo ho racchiuso in questo bicchiere la vita, la salute, la genuinità, la freschezza, i colori, la speranza.

Ingredienti( non do le dosi, regolatevi a vostro gusto):

  • yogurt greco,
  • alchechengi,
  • fragole,
  • banane,
  • mele,
  • pere,
  • mirtilli,
  • mandarini o arance,
  • succo di limone,
  • müsli,
  • miele,
  • cannella in povere,
  • frutta secca a piacere.

Come fare:

mettere in una terrina lo yogurt, il miele e la cannella e mescolare.

Sbucciare le mele, le pere, tagliare a fette le banane ed irrorare con succo di limone.

Preparare l’altra frutta ed unire llo yogurt, far riposare , coperto con pellicola, in frigorifero per c.ca 30 minuti.

Servire in bicchieri o coppette spolverizzando con müsli e la frutta secca.

Cliccare la foto per ascoltare Elisa: musica e buoi dei paesi tuoi ;-)

Con questo bicchiere partecipo al “NO-Contest”  del blog “L’omin di Panpepato”, fatelo anche voi per stimolare chi ci governa a regalarci un futuro sereno…le “esplosioni” lasciamole qui, nel mio blog, fanno polvere ma non uccidono nessuno ;-)


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