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Zuppa fredda speziata di Rabarbaro e Fragole, con Spatzle di Mango e mettiamoci una Pietra sopra.

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… ma che la pietra sia dolce, mi raccomando, e che profumi di limone.

Un’idea per un dessert veloce e d’effetto, gli spatzle di mango nascono da una prova fallita di sferificazione ma, non ci si può accingere a fare il caviale di qualcosa quando arriva l’idraulico, dopo un pò arriva il pittore ed ancora, se non bastasse, tra 20 minuti devi essere dal dentista.

Ma è anche vero che il cibo non si butta, ci si ingegna, si fa di necessità virtù e di sicuro ne esce qualcosa di bello e di buono.

Se non avete tempo o voglia di sferificare e di fare spugne (quest’ultima è un attimo) potete decorare questa zuppa con palline di melone  di mango o, perchè no, avocado, per dare una nota grassa.

Potrete ottenere l’effetto zuppa vera con  una grattatina di noce di cocco che simulerà il formaggio, c’è da divertirsi.

Le fragole ed il rabarbaro amano le spezie ed insieme con ognuna di loro,  scriveranno piacevoli spartiti e lievi note di gusto accarezzeranno il palato.

Cardamomo e pepe della Mascareigne su foglia rabarbaro

Cardamomo e pepe della Mascareigne (Voatsiperifery).

Questo pepe il cui nome è Voatsiperifery è chiamato così perchè la pianta assomiglia ad una vite e si arrampica fino a 20 metri sugli alberi che adopera come supporto.

Queste viti sono piante spontanee,  fruttificano una volta all’anno; le bacche che hanno un caratteristico peduncolo (assomigliano a dei piccolissimi fiori di cappero), vengono raccolte a mano.

Questo le rende particolarmente pregiate e, meritatamente costose ma il profumo ed il sapore che regalano alle preparazioni valgono la spesa.

Ingredienti per la zuppa:

  • 1 grossa costa di rabarbaro fresco (c.ca 250 g.),
  • 200 g. di fragole congelate,
  • 2 cucchiai rasi di zucchero semolato (per mantenere il colore sennò adoperate quello di canna),
  • acqua,
  • 7 semini di cardamomo pestati nel mortaio,
  • 4 grani di pepe della Mascareigne pestati nel mortaio,
  • spatzle di mango ottenuti con il procedimento per la sferificazione (facoltativi),
  • pietra dolce a piacere (facoltativa)*.

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Versione con spatzle incorporati.

Come fare la zuppa:

far scongelare le fragole in un colino e conservare il succo.

Pulire il rabarbaro, come si fa col sedano, tagliarlo a pezzi e metterlo in un tegame con lo zucchero, coprire e far cuocere a fuoco dolcissimo.

Quando sarà ammorbidito, unire le  fragole con il loro sugo, coprire e cuocere per qualche minuto finchè si saranno disfatte, unire i semini di cardamomo ed il pepe e continuare la cottura sempre coperto e a fuoco basso.

Frullare la zuppa col minipimer e mettere in frigorifero.

Al momento di servire aggiungere gli spatzle di mango e un pezzetto di pietra.

pietra dolce

Ingredienti per la Pietra dolce:

  • 100 g. di acqua,
  • 250 g. di zucchero,
  • 50 g. di citrato.

Come fare la Pietra dolce:

mettere l’acqua e lo zucchero in un pentolino e portare alla temperatura di 130°C. (ci vorrà un pò), a questo punto aggiungere il citrato, mescolare velocemente e far raffeddare, la pietra si forma immediatamente.

Vi sarete accorte/ti che ultimamente,  nel mio set fotografico fa da sfondo uno splendido intreccio d’edera? Beh, questo è perchè…

 Anche l'occhio vuole la sua parte.-002

…anche l’occhio vuole la sua parte…

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… ed anche Perla

Buon fine settimana a tutte/i voi ♥♥♥


Tarte Tatin con Fiori di Zucchina ripieni, versione Dolce e versione Salata: perseverare è diabolico.

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Tarte Tatin in pasta fillo con fiori di zucchina ripieni di ricotta,  dragoncello e semi di zucca assieme ad albicocche, fragole e semi di zucca.

La Tarte Tatin, lo sappiamo, nasce da un errore ed è rimasto ancor oggi uno dei pochi errori per i quali il “perseverare è diabolico” non suona sinistro.

, Sorelle Tatin

Stéphanie (1838-1917) et Caroline Tatin (1847-1911)

E come potrebbe, la Tatin è un’opera d’arte,  è una tela dove disegnare un mondo a colori e sapori, è la ricetta per osare, per esprimere la creatività, per far di necessità virtù.

In frigorifero ci sono ortaggi e frutta tristi e solitari? Ecco una maniera per utilizzarli e valorizzarli, è un’idea anche per coinvolgere i bambini refrattari a mangiare le verdure.

Far “disegnare” a loro la tatin sarà uno stimolo in più per poi mangiare tutti assieme, chi non prova gioia nello sfornare una torta?

Nessuna sarà mai uguale ad un’altra, ogni tatin un pezzo d’autore con la nostra firma indelebile, i colori, dopo la cottura, cambieranno, come succede con i pigmenti per ceramica.

L’ idea di utilizzare i fiori di zucchina ripieni è nata dopo aver visto questa,  mi è rimasta impressa per tutta la mattina finchè da Milva ho visto delle zucchine freschissime con attaccati i fiori, le ho prese e sono corsa a casa perchè, si sa, i fiori di zucchina sono molto delicati.

Arrivata a casa mi sono accorta che in frigorifero avevo sotanto la pasta fillo ma la tatin ha preso comunque corpo, e che corpo, alla fine l’uso della pasta fillo ha reso la tatin simile al Baklava ma meno dolce perchè ho dosato lo zucchero  per non avere una preparazione stucchevole in quanto lo strato di caramello della ricetta tradizionale rende la tatin molto dolce.

Le dosi sono approssimative ma il bello della Tarte Tatin è anche questo, non ci sono regole rigide da seguire ed i presunti “errori”” alla fine diventano pregi.

Io non ho la teglia da Tatin ed adopero un tegame di ghisa ed il risultato è perfetto, questa ha 20 cm. di diametro mentre quella per la tatin salata ne ha 24.

fiori di zucchina ripieni per tatin-001

Ingredienti per i fiori di zucchina dolci:

  • 7 fiori di zucchina,
  • 100/120g. di ricotta setacciata (dose variabile),
  • 1/2 cucchiaio di zucchero di canna,
  • foglioline di dragoncello fresco,
  • semi di zucca tostati e tritati grossolanamente.

collage

Ingredienti per il caramello e completamento:

  • 60 g. di zucchero di canna + 1 20 g. per la rifinitura,
  • 50 g. di burro a fiocchetti + un pò per la pasta fillo e rifinitura,
  • 4 albicocche tagliate a metà,
  • 6 fragole,
  • 1 manciata di semi di zucca,
  • 6 fogli di pasta fillo (o 1 brisè, o 1 pasta sfoglia).

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Come fare:

lavare delicatamente i fiori di zucchina, senza romperli, eliminare il pistillo.

Mettere lo zucchero ed il burro in una tegame adatto al forno ( se avete quello apposito per Tatin meglio), farli sciogliere ed aggiungere i semi di zucca, continuare la cottura e far colorare leggermente, non è necessario caramellare.

Nel frattempo setacciare la ricotta, tagliuzzare le foglioline di dragoncello ed amalgamare assieme allo zucchero ed i semi di zucca tritati.

Aiutandovi con una sac a poche riempire i fiori a metà, richiuderli dandogli un giro per evitare che fuoriesca il ripieno.

Preriscaldare il forno a 220°C.

Quando lo zucchero sarà pronto, disporre i fiori a raggiera alternandoli alle mezze albicocche, al centro mettere 2 mezze albicocche sovrapposte e riempire gli spazi con le fragole intere (vedi collage), spolverizzare con lo zucchero rimasto e preparate gli strati di pasta fillo pennellandoli con il burro ad uno ad uno e sovrapporli.

Appoggiarli sopra la frutta, ancora una spennellata di burro ed infornare per 15/20 minuti o finchè noterete che la pasta fillo avrà preso colore e si sarà gonfiata e sfogliata.

Sfornare, far raffreddare per qualche minuto, appoggiare sulla teglia un piatto adatto a contenere la tatin e, con sicurezza, capovolgerla ed ammirarla.

Questo dolce è straordinario mangiato tiepido ma ancor di più il giorno dopo freddo di frigorifero, provate, se vi va.

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Tarte Tatin dolce con fiori di zucchina ripieni.

Tatin salata alto

Ed ecco la versione salata, per il ripieno ho adoperato lo sgombro affumicato al pepe, che va a sostituire il già collaudato abbinamento col tonno.

I fiori sono alternati da mezze zucchine fatte rosolare in olio e aglio nella stessa teglia dove ho insaporito sia i fiori che le rondelle di zucchina per lo strato sotto la pasta brisè (in questo caso già pronta).

Al centro ho messo delle patate novelle che avevo cotto, con la buccia, assieme alle cosce di pollo (la cena).

Tatin con fiori ripieni di ricotta e sgombro affumicato-001

Ingredienti per i fiori ripieni:

  • 11 fiori di zucchina,
  • 150 g. di ricotta setacciata (dose variabile),
  • 80 g. di formaggio spalmabile (dose variabile),
  • sgombro affumicato  tagliato a pezzettini (6/7 cm di quello della foto),
  • sale affumicato q.b.

Ingredienti per il completamento:

  • olio evo,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • 3 patate novelle già cotte con la buccia,
  • 5 piccole zucchine tagliate a metà per il lungo,
  • 3 piccole zucchine tagliate a rondelle sottili,
  • 1 sfoglia di pasta brisè rotonda,
  • sale affumicato q.b.

collage

Come fare:

per i fiori procedere come per la versione dolce, setacciare la ricotta ed amalgamarla al formaggio cremoso, unire i pezzettini di sgombro e mescolare bene, regolare la sapidità con il sale affumicato.

Nella teglia che adopereremo per la tatin far scottare per pochi secondi in olio evo i fiori, toglierli e metterli da parte, aggiungere lo spicchio d’aglio vestito e rosolare  le mezze zucchine, toglierle e metterle da parte, rosolare anche le rondelle di zucchina, toglierle ed eliminare l’aglio.

Tamponare con carta da cucina l’eccesso di olio e disporre gli ingredienti per  la tatin, i fiori a raggiera alternati alle mezze zucchine, al centro le mezze patate, sopra le zucchine a rondelle e, per finire, la pasta brisè, così come viene, la tatin non bada alla forma.

Tatin salata fetta

Per oggi è tutto, vi lascio con Perla sotto il mio rabarbaro, occhio ;-)

Perla sotto il rabarbaro

Crocchetta di patate con cuore di Formaggio Asìno, zuppa fredda di melone e fragole, cose da Chef…

crocchetta di patate e asino-005

Ed eccoci all’ultima ricetta del corso, è il momento giusto, è arrivato il caldo, forse troppo e troppo all’improvviso ma non mi lamento.

Anche se non lo menzionassi evincereste che questa ricetta non è farina del mio sacco, l’equilibrato contrasto di sapori, di temperature, di consistenze svelano una tecnica, una conoscenza ed un’esperienza che io non possiedo.

Una ricetta che è un viaggio nell’estasi, attraverso una croccante doppia panatura arriviamo al morbido impasto di patate per affondare poi nel tenero cuore di Formaggio Asìno per poi trovare ulteriore sollievo nella dolce freschezza della zuppa di melone nella quale nuota leggiadra l’acidità della fragola.

Nulla è lasciato al caso e all’immaginazione perchè gli Chef ci svelano tutti i segreti, come sempre, indicando le alternative alla, per loro ormai indispensabile, tecnologia.

Un cenno al Formaggio Asìno che non viene prodotto col latte d’asina (quello lo lasciamo a Poppea per fare i suoi bagni di giovinezza), ma prende il nome dal Paese Asio in Val d’Arzino.

Per chi, come me, amasse la storia e l’origine dei prodotti, consiglio caldamente (è proprio il caso di dirlo ;-) ) di visitare i link che troverete alla fine, ne vale la pena, scoprirete un sacco di cose, storie, aneddoti e ricette.

Se il Friuli Venezia Giulia o il Veneto orientale fosse tra le vostre mete turistiche di quest’anno, non mancate di fare una visita a questi posti e già che ci siete, fate una deviazione in Val tramontina dove assaggerete la mia adorata Pitina..

Val d’Arzino
Val d’Arzino

Questa è una ricetta da meditazione, sia mentre si prepara che mentre si degusta, non è certo la crocchetta che farei ad ello, non la valorizzerebbe, diciamo che non la merita ;-)

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Melone e angurie di Milva (foto 2012)

Sui banchi dei negozi sono arrivate angurie e meloni e, se dovesse capitarvi di aprirne uno e trovarlo poco dolce, ecco il consiglio di Raffaello per utilizzarlo, trasformandolo o in questa zuppa, o in fresca bibita estiva.

Basta frullare la polpa (lui adopera il Bimby ma il minipimer è perfetto) ed aggiungere una parte di sciroppo, Raffaello ci insegna come prepararlo.

Lo sciroppo T.P.T. (Tanto Per Tanto): tanta acqua, tanto zucchero, mettere al fuoco e bollire 3 minuti, far raffeddare ed adoperare all’occorrenza nelle proporzioni desiderate.

Sciroppo agli Agrumi:

  • 1 litro di acqua,
  • 300 g. di zucchero,
  • bucce di arancia,
  • bucce di limone,
  • bacca di vaniglia.

Come fare: come sopra, portare a bollore e far bollire per 3 minuti.

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Fragola dello zio

Raffaello ci da anche un’ idea per conservare le fragole che, si sa, hanno una stagione abbastanza breve e passano velocemente da mature a troppo mature.

Quando le trovate belle e a buon prezzo, lavatele, MAI AD IMMERSIONE E SENZA IL PICCIOLO, asciugatele e tagliatele a metà per il lungo.

Disponetele su dei vassoi, non raggruppatele tutte assieme nei sacchetti perchè il frullatore non riuscirebbe a frantumarle, e mettetele in congelatore (lui adopera l’abbattitore ;-) ).

In estate o quando vorrete stupire gli amici con un sorbetto inaspettato, mettetene una parte nel frullatore assieme ad un pò dello sciroppo d.c.s. (di cui sopra).

Crocchetta di patate ....-001

Ed eccomi alla ricetta, ho tergiversato un pò perchè la crocchetta di per se è semplicissima.

Ingredienti:

  • 500 g. di patate alla Raffaello* (o come  fate di solito, ma vi consiglio di provare il suo metodo),
  • 50 g. di Parmigiano Reggiano o Montasio stagionato o Pecorin0,
  • 50 g. di pancetta cotta (facoltativa),
  • 1 uovo,
  • cubetti di Formaggio Asìno per il cuore,
  • albume rotto (leggermente sbattuto affinchè aderisca bene alla crocchetta),
  • pane grattugiato (per chi fosse celiaco è perfetto quello ottenuto da un pane senza glutine o da prontuario),
  • olio di arachdi profondo per friggere.

Come fare (nella prima parte, colorata in corsivo, come fare le Patate alla Raffaello):

*Mettere la quantità di patate desiderata con la buccia (per questo devono essere patate di qualità e provenienza garantita) su una teglia dove avrete messo uno strato di sale grosso.

Cuocere in forno a 190°C. per 1 ora e 1/2, tagliarle a metà, scavare la polpa ed allargarla sulla spianatoia, inserire le uova quando le patae saranno tiepide.

Se non le utilizzate subito, metterle in frigorifero, così allargate, al momento di procedere con la preparazione scelta infornare  a 80°C. per 20 minuti.

Amalgamare bene gli ingredienti e formare delle palline di 20 grammi, schiacciarle delicatamente con il pollice ed inserire il cubetto di formaggio Asìno, richiudere e fare la DOPPIA IMPANATURA: albume, pane gattugiato, albume, pane grattugiato, friggere in olio di arachide profondo fino a doratura.

Se si desidera fare un Crostone, ripetere l’operazione 3 volte.

Servire la crocchetta caldissima sulla zuppa di melone freddissima assieme a mezza fragola e un cubetto di Formaggio Asìno.

Per chi non amasse gli abbinamenti insoliti nulla vieta di servire questa crocchetta a piacere.

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Raffaello al lavoro

Questo saltellar da uno Chef all’altro non ha fatto che aumentare la mia passione per la cucina, per i dettagli, i prodotti, per la qualità e questo non può che farmi piacere, spero faccia piacere anche a chi mi segue sempre con interesse e che mi perdona le assenze dal loro modulo commenti, un abbraccio.

Formaggio Asìno

Formaggio Asìno, un’ alchimia perfetta tra sapori e tradizione.

Formaggio Asìno

P.S.: avrei voluto aggiungere anche la scheda di GDF (Gente Del Fud) ma la scheda è praticamente il copia-incolla di un sunto di questi link…


Fragole, Nespole, Fiori di Sambuco, Bacche di Goji, tutto fa marmellata…

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Oggi è domenica e, se dovessi descrivere la mia domenica da sogno, lo farei partendo proprio dalla prima colazione, se fossi ancora fanciulla o fidanzata, sposata, mamma, nonna sarebbe proprio il momento della prima colazione il mio termometro della felicità/serenità.

Le uniche memorie di colazioni tutti assieme risalgono ai tempi del collegio o in albergo.

Vi dirò, ho tentato più volte di coinvolgere ello in questo mio desiderio/sogno, ma cambiare le abitudini di un oltrecinquantenne non è facile se non impossibile, è capitato qualche volta, durante i “primi tempi” poi il tempo è passato, le vecchie tenaci abitudini hanno avuto la meglio e così, complici i miei precoci risvegli, io la colazione la faccio… da sola: apparecchio, mi siedo e, pensando, mangio.

Inizio sempre col caffè perchè, come ho già scritto, il suo profumo e il borbottio della moka mi rallegrano; a volte faccio la crepes di Dukan (l’unica cosa che condivido di quella dieta… dieta?) e già che ci sono vi do la ricetta, merita davvero e vi darà un sacco di energia e vigore per tutto il giorno, da quando trovo l’albume pastorizzato al Despar la faccio solo con quello ma potete adoperare l’uovo intero:

  • 1 uovo intero o albume,
  • 1 cucchiaio e mezzo di yogrt greco 0%,
  • 1 cucchiaio e mezzo di crusca di avena,
  • origano (mia scelta)
  • sale iodato (mia scelta).

Io a volte la mangio anche a pranzo, la farcisco con un pò di tonno al naturale o della bresaola, per la prima colazione nulla vieta di farcirla con della buona marmellata, e qui arriviamo al tema del post: la marmellata o confettura come dir si voglia.

Il dolce e goloso ricordo della Mijesana Marmelada (marmellata mista) che, se andate in Slovenia, vi consiglio di assaggiare, mi ha portata a fare questo esperimento.

In fondo, la marmellata è nata così, dall’esigenza di adoperare la frutta troppo matura prima di buttarla e conservare la frutta per l’inverno.

Dalle mie parti, al Fossalon, piccola zona alle porte di Grado c’è una produzione di pesche e albicocche (quest’ultime, purtroppo vittime delle continue piogge di quest’anno come potete leggere qui) e quando la frutta sta diventando troppo matura per essere venduta al dettaglio, viene acquistata, come si dice da noi, per un bianco e un nero (inteso come bicchieri di vino, uno bianco e uno nero) da una famosa ditta di succhi di frutta.

A me piange il cuore veder buttar via la frutta, qualche negozio la mette da parte in una cassa ad un prezzo simbolico; spesso però, la burocrazia delle aziende e le regole sull’igiene lo vieta e così la frutta viene buttata.

Ricordo, qualche anno fa, quando avevano fatto l’inaugurazione dell’Ipercoop di Gradisca, una mia conoscente che quel giorno aveva lavorato lì  mi raccontò che la sera erano avanzate molte fragole, ovviamente essendo il primo giorno erano tutte sane e perfette e i dipendenti avevano chiesto di poterle portare via, anche a metà prezzo  ma fu dato l’ordine di buttarle tutte nei sacchi neri, beh, ho ancora adesso “il nervoso”, e pensare che è proprio la coop che ti dà di più e che predica tanto l’amore per l’ambiente, il rispetto per i più poveri, ospita la giornata alimentare e quant’altro e poi, non ha l’autorità di ribellarsi alle (per me) incomprensibili leggi di mercato, per non buttare via cibo buono ed aiutare case di riposo, collegi, case famiglia e tutte quelle strutture che sono così poco aiutate e sostenute dallo stato? Punto!!!

Vedete come sono? Io parto e poi chi mi ferma più? Ed è partito tutto da un pugno di nespole, in pugno di fragole, una manciata di fiori di sambuco…

Oggi è possibile fare marmellata con tutto questo e tanto altro ancora, le marmellate/confetture possono essere personalizzate, le possiamo rendere esotiche aggiungendo frutta e spezie, piccanti aggiungendo le infinite varietà di pepe che la globalizzazione ci ha messo a disposizione… E qui partirei con un’altra riflessione ma, mi fermo e passo alla ricetta.

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Da quando ho iniziato, tanti anni fa a fare marmellate ho seguito quasi sempre le indicazioni del libro Sotto vetro di Gianna Montecucco Rogledi del 1973,  del quale io, con viva e vibrante soddisfazione (vi piace Crozza?), posseggo una copia del 1976, l’anno della settima edizione/ristampa.

Per una  buona parte di ricette lei consiglia il riposo della frutta e zucchero per 12 ore e poi di cuocere il tutto fino al raggiungimento della giusta consistenza che sarà, per le meno esperte, quando, versandone un cucchiaio in un piatto inclinato, correrà lentamente e a fatica (riporto paro-paro dal libro).

Altro consiglio dell’Autrice, per le meno esperte,  è quello di versare un cucchiaino in una tazza d’acqua, la marmellata dovrà andare a fondo senza sciogliersi e, ancora l’ultimo consiglio: basta immergere il cucchiaio nella marmellata e sollevarlo rapidamente in senso orrizzontale sopra la pentola; la marmellata sarà pronta quando scivolerà giù in una sola goccia.

Queste indicazioni sono utili nel caso volteste ridurre la quantità di zucchero aumentando, quindi, i tempi di cottura.

Ingredienti:

  • 700 g. di fragole (peso netto),
  • 300 g. di nespole (peso netto),
  • 1 abbondante manciata di fiori di sambuco,
  • 200 bacche di Goji (ne consigliano 50 g. al giorno),
  • 500 g. di zucchero.

Come fare:

ho indicato il peso netto quindi, le fragole sono senza foglie e picciolo e le nespole sono sbucciate e snocciolate, i gambi dei fiori di sambuco rimasti possono essere eliminati durante la cottura, quando verranno a galla.

Tagliare a metà le fragole e a spicchi le nespole, aggiungere lo zucchero, i fiori di sambuco, mescolare e lasciar riposare per 12 ore o più (io più) mescolando di tanto in tanto.

Mettere il composto in una pentola di acciaio e procedere alla cottura (vedi indicazioni precedenti), dopo circa 20 minuti aggiungere le bacche di goji e continuare.

Sterilizzare i vasi come fate di solito, io li metto in forno a 120°C. per 30/40 minuti e uso tappi nuovi.

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Ecco qui, e dire che dovevo pubblicare soltanto una marmellata… Lo so, non possiedo il dono della sintesi ma in fondo non mi dispiace e, amando Crozza non posso non lasciarvi senza una vita da sogno:


Bocconcini di vitello alle fragole.

Bocconcini vitello alle fragole

Non ci crederete ma sto ancora preparando il post sulla passeggiata nei campi con annesso laboratorio e degustazione di sabato scorso perchè attendo qualche foto bella fatta da Joel il delizioso cameriere-fotografo del Ristorante agli Amici di Godia

Nel frattempo ho cucinato qualcosina, ho realizzato piatti che da tempo avevo nel cuore e nella mente, ho ascoltato il cuculo, ho dormito poco per il caldo, ho coccolato Perla ed Ello oppure  Ello e Perla ;-)

Tra questo qualcosina ci sono questi bocconcini di vitello alle fragole.

Non mangio molta carne però qualcosina si, però dev’ essere tenera, poca e cucinata in maniera sfiziosa e magari colorata, esattamente così come questa che è anche senza glutine perchè ho infarinato la carne nella farina di riso.

Io ho adoperato il burro di soia ma voi potete usare farina normale, burro chiarificato, olio evo, fate come più vi piace, anche le scaloppine potete lasciarle semplicemente come sono, l’importante è batterle per renderle sottili.

Ingredienti per una persona:

  • 3 bocconcini ricavati con un coppapasta da 2 scaloppine battute col batticarne,
  • farina di riso,
  • burro di soia,
  • porto bianco per sfumare,
  • fragole,
  • sale,
  • pepe verde.

Come fare:

con una parte delle fragole fate una purea che passerete al colino per eliminare i semini.

Dopo aver ricavato dalle scaloppine i bocconcini, infarinarli e rosolarli nel burro (che dev’essere abbondante) da ambo i lati, sfumare con il porto bianco (se preferite vino) e, a fuoco forte far asciugare quasi del tutto il sugo.

Aggiungere la purea di fragole, salare e pepare e lasciare sul fuoco ancora qualche minuto.

Servire decorando con le fragole e buon appetito :-)


Millefoglie alle fragole, a spasso con ello: oh che bel castello marcondiro ndiro ndello…

Millefoglie alle fragole (per la ricetta più sotto)

Ce l’ho fatta…finalmente, sono riuscita a “sdivanare” l’amor-bradipo ed a trascinarlo fuori dalle mura domestiche.

Senza fare Kilometri da queste parti c’è molto da vedere, basta avere voglia di “fare 4 passi”…

Dopo essere stati a mangiare la trota a Cergneu nella solita trattoria all’aperto con le vasche a vista:

breve passeggiata per visitare quel che resta del Castello:

La “bella” Castellana in posa plastica…

*Pare che la personificazione della superbia e della crudeltà, si fossero concretizzate nell’ultimo dei conti di Cergneu Savorgnan Brazzà il quale, tra l’altro, ammazzava personalmente affinché “no restassin al mont a mangiâ di bant” quanti, tra i suoi coloni o servitori, fossero arrivati ai sessant’anni.

Il giorno del suo sessantesimo compleanno, un pover’uomo di Ramandolo cominciò, prima di imboccare la strada del castello di Cergneu, a salutare per l’ultima volta amici e parenti.

Ma il figlio dell’uomo, volendo porre fine a quell’usanza crudele, diede al padre un coltello per uccidere, raccomandandosi a San Giovanni Battista, quel conte sanguinario.

Con il coltello nascosto sotto la camicia, l’uomo si presentò al conte che lo condusse Verso la Val del Montana, dove fu fatto inginocchiare con la testa rivolta verso la fossa.

Giunto il momento d’agire, il poveretto, preso il coltello, si girò verso il conte colpendolo al ventre e, “distirantlu come che al fos stât un purcit”, lo gettò nella fossa a lui destinata.

Il Battista aveva protetto non solo il colono, ma aveva salvato quanti fossero arrivati ai…sessanta.

A questo santo, secondo la tradizione, si deve anche la “salvezza” dell’ala rimasta integra di questo castello.

Cergneu era stato assalito da un nobile che, con i suoi soldati, voleva espugnarlo e, in parte, c’era riuscito.

Da un varco tra le mura che stavano cedendo, uscì con i due figlioletti, la contessa Sigismonda che, in nome di Giovanni Battista da cui affermava discendere, implorò pietà.

La risposta fu che sarebbe stata risparmiata solo se avesse presentato i documenti che certificassero tale parentela.

Così, dopo aver risalito faticosamente quanto restava del castello, la nobildonna ritornò con un rotolo di pergamena che certificava la sua discendenza dal grande santo.

L’assalitore, a questo punto, se ne andò non prima di coprirsi il volto e di stringere con rispetto la mano di Sigismonda lasciando, così, integra l’ultima ala, quella ancora visibile, del castello.*  (Tratto da qui).

Dal 1999 al 2005 ci sono state 5 campagne di scavi archeologici per la messa in sicurezza ed il consolidamento della muratura.

Ed ora arrivo alla ricetta, questo dolcetto l’ho preparato ieri al nostro ritorno, m’incuriosiva molto la “cialda” fatta senza albume e con la passata di fragole, da rifare e da “rivisitare”.

Ingredienti per 12 cialde del diametro di 8 cm. (più avanzi da adoperare per crumble, base cheese cake ecc.):

  • 50 g. di farina,
  • 180 g. di zucchero,
  • 100 g. di farina di mandorle (mandorle tritate finemente),
  • 100 g. di burro (di soia),
  • 100 g. di fragole frullate e setacciate.

Ingredienti per la farcitura  e guarnizione:

  • fragole tagliate a pezzetti piccoli,
  • panna montata (io vegetale),
  • zucchero a piacere.

Come fare le cialde:

impastare la farina con lo zucchero, il passato di fragola, il burro sciolto e la farina di mandorle, far riposare 20 minuti.

Rivestire la teglia del forno con la carta e stendere l’impasto con una spatola formando uno strato sottile (io l’ho volutamente fatto più spesso).

Infornare a 180° C. (ventilato) fino a che la superficie apparirà dorata e croccante (se fate lo strato sottile), sfornare ed attendere qualche minuto affinchè si indurisca ma non troppo, quindi ritagliare 12 dischetti (o forme a piacere).

Preparare la salsa di fragole alla stessa maniera del passato, zuccherandola o facendola bollire assieme ad un bicchierino di distillato se vi piace, io l’ho preparata in “purezza”.

Comporre la millefoglie su un letto di salsa, alternando la cialda ai pezzettini di fragola e panna,  si possono anche far macerare le fragole con zucchero e foglioline di menta o, con aceto balsamico che con le fragole fa sempre la sua p…a figura ;-) .

Il pezzo col sax è suonato da Lucio Dalla, è scritto sotto al video, non è un caso?

 


Rita Levi Montalcini, 103 anni per una donna straordinaria: Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita, lei fa tutte 2 le cose….

Foto dal web

Sono sempre stata affascinata dalla forza  contenuta nelle donne minute, quelle che credi possano cadere al primo soffio di vento e che invece il vento non riesce a spostare, è la loro intelligenza che le sposta, che le porta lontano, alla scoperta di realtà da migliorare, di popoli da aiutare, di nuovi studi da intraprendere, donne instancabili.

Cito Madre Teresa di Calcutta, Coco Chanel, Edith Piaf, e cito anche Antonella di Trisomia 21, donna bellissima, minuta con un’energia che non conosce ostacoli.

Sono donne che potresti sollevare con una mano ed invece sono loro che, ognuna nel loro settore, con diversi obiettivi hanno  un comun denominatore: rendere “visibile” il cervello delle donne, il loro coraggio, e sono determinate a far si che nessuno interrompa questa corsa verso la civiltà, con un dito sollevano il mondo, con forza e decisione e, come dice Rita, con ottimismo.

La frase della Signora Rita riassume il pensiero di molte donne e dovremmo tenerla a portata di mano quando si sta per spegnere quella luce, nutrirsi di essa e ripartire.

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.

Se volete approfondire, Vera ha pubblicato un post che contiene, oltre le frasi significative di Rita anche altri appofondimenti, lei lo fa bene, scrive col cuore usando il cervello.

Chissà se La Signora Rita (faccio difficoltà a darle del tu) gradirebbe una fetta di torta alle fragole, in fondo che compleanno è senza torta? Ci staranno tutte le 103 candeline? Certo che si :-)

Torta di fragole senza glutine

Ieri pomeriggio, mentre ello riposava, ho fatto questa torta, di fragole, nascerebbe ciambella ma nei miei “spostamenti” qualcosa è andato storto, quindi continuo col quadrato.

Questa è una torta di quelle che, hovogliadidolcecosapossofaredibuonoeveloce? Ecco la risposta.

Nel web ho trovato una versione simile con farine differenti, l’olio al posto del burro, oltre le fragole un’aggiunta di pesche, credo davvero che si possa variare come si vuole, il risultato è una torta umida, perfetta per colazione e merenda, una coccola espressa per se e per chi amate.

Io ho adoperato la farina senza glutine del blitz di mele di Felix che è autolievitante, ho aggiunto soltanto una puntina di bicarbonato.

Io vi do le dosi originali e, al solito, le mie varianti tra parentesi.

Ingredienti per uno stampo a ciambella ( nel mio caso quadrato 20×20):

  • 300 g. di farina per dolci (io senza glutine da prontuario autolievitante),
  • 200 g. di zucchero (100 fruttosio),
  • 100 g. di burro (di soia),
  • 2 dl c.ca di latte (di soia),
  • 3 uova,
  • 1 bustina di lievito (puntina bicarbonato),
  • 300 g. di fragole a pezzetti,
  • sale.

Come fare:

accendere il forno a 200°C. e preparate la teglia o imburrandola o rivestendola, come ho fatto io, con carta forno bagnata e strizzata (se la  teglia non è apribile, la carta forno  aiuta nello sformarla).

Sbattere le uova con lo zucchero, unire il burro fuso e, poca alla volta, la farina alternata al latte, alla fine unire il sale, il lievito ed il restante latte, aggiungere le fragole spezzettate (c’è chi le fa macerare nello zucchero e limone ma io ho preferito così), versare il tutto nello stampo ed infornare per 50 minuti abbassando la temperatura a 180°C. per 50 minuti se ciambella, io un’ora.

Per renderla più livellata dopo un pò l’ho capovolta (come si fa con la caprese), avrei voluto decorarla in un altro modo ma, nel frattempo ello si era alzato e voleva la “merenda” :-)

Auguri Rita, 100 di questi anni ancora, c’è bisogno di Lei…


Frullato alla fragola, banana e latte di soia.

Ingredienti:

  • fragole,
  • banana,
  • latte di soia.

Come fare:

frullare e, se desiderate un frullato da “mangiare” ridurre la quantità di latte :-)

Sarà mica una ricetta “quella cosa” lì?

Si Perla lo è, è una ricettina fresca, poco calorica, colorata, è un anticipo di primavera, anche se già da domani le temperature scenderanno nuovamente, d’altronde il proverbio dice: sono marzo pazzerello…

Buon fine settimana a tutti, vi lascio ancora con una canzone di Lucio Dalla, domani ci sarà il funerale a Bologna, i suoi abitanti lo rimpiangono, è stato chiesto alla stampa di non spettacolarizzare la cerimonia funebre…

Vai, vai, vai
Che il tuo cuore non si ferma mai
Vai, vai, va’
Più del vento che ti porterà
In mezzo al cielo tra le stelle,
La tua stella è quella là
La più lucida, la più bella,
È la stella della libertà

Forza, vai,
E dopo il lancio non voltarti mai…
Volerà… oltre l’Everest arriverà
Il traguardo… è la tua vita
Nell’istante che lo supererai
E anche il tempo che ti sfida
Col cuore e la mente lo cancellerai

. . . . . .

Vai, vai, vai
Con il vento che ti porterà…
Ciao, ciao, ciao…
Tu nel sogno resterai
Un uomo solo può vincere il mondo
Se il suo cuore conquisterà
L’ultimo metro, l’ultimo secondo
Il sogno nel sogno…
L’ultimo sogno:
La libertà
La libertà

. . . . . .

Un uomo solo può vincere il mondo
Se il suo cuore conquisterà
L’ultimo metro, l’ultimo secondo
Il sogno nel sogno…
L’ultimo sogno…


Lasagne di macedonia, i miei favolosi anni 80, di primi amori, e di “Tris” (assaggini)

Proprio i miei favolosi anni 80, il più bel decennio della mia vita, durante il quale molte occasioni perdute da cogliere al volo, ma questo è soltanto il “senno di poi” che non conta nulla come tutti i se e tutti i ma.

Gli anni 80, il mio primo grande amore, quello che sapeva leggermi nel pensiero, che arrivava proprio mentre lo stavo pensando, quello che sapeva sorprendermi, farmi battere il cuore all’impazzata, che mi faceva trovare foglietti intrisi d’amore la mattina sul parabrezza del mio vespino, quello che mi regalava libri di poesia, ricordo Pablo Neruda e Paul Eluard dai quali prendevo in prestito le  frasi per i bigliettini che lasciavo io a lui qua e là come fosse una caccia al tesoro.

Lui mi ha insegnato i primi rudimenti per veleggiare in una crociera romantica a due per le coste della  Croazia, quella Croazia che dalla terra s’immagina soltanto, le sue isole, le sue spiagge, i suoi ristorantini con i scampi ala busera , le palacinke con le noci e le magnade de pesse, le atmosfere incantate, i tramonti struggenti.

A distanza di anni, quando riguardo le foto, rivedo quelle spiagge e penso a quei momenti il ricordo sale, come la marea e per un attimo mi travolge per poi lasciarmi andare, è così, com’è finita?

Ricordate la frase finale nel film “La signora della porta accanto?” …..”nè con te né senza di te”?..Ecco :-)

Gli anni 80, quando per caso partecipai ad una gara in MTB che contro ogni aspettativa vinsi, e decisi di fare di quello sport la mia professione per qualche anno, forse, data la mia età (io sono del ’54 fate voi i conti ;-)) una scelta incosciente ma a distanza di anni posso dire di aver viaggiato, conosciuto un pò di mondo, ho “vissuto”…

Gli anni 80, quando decisi di andare in Toscana a vedere che fine avesse fatto quello che si definiva “mio padre” e trovarlo peggio di come lo ricordavo, ma lì  incontrai amici che mi hanno distratta, mi hanno fatto divertire, mi hanno riportata a Punta Ala dove a 16 anni avevo visto la prima alba della mia vita, mi hanno fatto conoscere la spiaggia dell’Alberese, nel famoso parco dell’Uccellina, con i tronchi d’argento lucidati dal vento e dalle maree.

Gli anni 8o, quando, dopo aver chiesto in un negozio di animali se potevo comperare un “gatto persiano” il ragazzo mi disse, e perchè non prende il gatto rosso che abbiamo trovato ieri per strada?

L’ho preso ed è rimasto con me per lunghissimi 17 anni, riempiendomi la vita di affetto e di tenerezza, l’avevo chiamato Lorenzo ed un amico caro quando mi telefonava diceva: “buongiorno, mi passa Lorenzo per favore?”.

Ed arrivo agli anni 80, glianni degli “assaggini”.

Le mie coetanee e non si ricorderanno senz’altro dei “Tris”, detti anche gli “assaggini”, negli anni 80 nascevano ed imperversavano le “spaghettoteche” dove, al posto del solitò menù: antipasto/primo/secondo/contorno/dolce/caffè/ammazzacaffè, trovavi i “tris”.

Forse già a quel tempo covavo la passione della cucina, la cucina che oggi trovate qui, accantoalcamino.

Già allora ero curiosa, chiedevo, scrutavo, cercavo di definire i sapori e mi innamoravo dei modi di presentare il cibo.

Forse questo blog di cucina,  era già stato scritto in quel grande libro dove è scritta tutta  la mia vita, ma io posso voltarne soltanto una pagina al giorno e solo domani saprò cosa c’è scritto oggi.

E come recita Neruda:

E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.

Lasagna di macedonia

Per questa versione ho immaginato una lasagna, ma dovevo decidere a chi e come distribuire i ruoli.

Ho fatto una selezione ed ho scelto i protagonisti:

  • la sfoglia: il melone invernale (baciro) tagliato con l’affettatrice,
  • il ragù: dadolata di fragole marinate nella glassa di aceto balsamico e fruttosio,
  • la besciamella: yogurt greco,
  • il parmigiano: cocco grattugiato,
  • la salsa : gelatina di ribes dello zio direttamente dalle sue piante,
  • il basilico: buccia di lime.

Come  fare:

come la solita lasagna alternando gli strati (vedi collage).

Lasagna esotica

Ingredienti:

  • mango affettato sottile con l’affettatrice,
  • dadolata di kiwi dolcificata con fruttosio per il primo strato,
  • yogurt greco,
  • cocco grattugiato,
  • gelatina di ribes rosso,
  • dadolata di ananas per il secondo strato.

Come fare:

comporre come la solita lasagna.

Cannolo esotico con lamponi.

Ingredienti:

  • mango tagliato sottile con l’affettatrice,
  • mix di dadolata come nella lasagna esotica con l’aggiunta di lamponi per dare colore,
  • yogurt greco,
  • cocco,
  • gelatina di ribes.

Come fare:

appoggiare sulla fetta di mango tagliata sottile il mix di frutta (kiwi, ananas, melone, mango, lampone) con lo yogurt ed arrotolarlo a mò di cannolo.

Fermarlo con uno stecchino e condirlo con la gelatina di ribes e per finire il cocco.

Lasagna d’autunno.

Ingredienti:

  • pera tagliata sottile con l’affettatrice,
  • dadolata di prugne (susine),
  • fruttosio,
  • cannella,
  • cocco.

Come fare:

appoggiare sulla fetta di pera la dadolata di susine fatta macerare nel fruttosio e cannella per mezz’ora,

alternare gli strati e solo sull’ultima fetta di pera aggiungere lo yogurt con la dadolata e lo sciroppo ottenuto.

Le varianti sarebbero infinite e non c’è tempo per provarle tutte, mi fermo qui,  se voi avrete voglia potrete marinare la frutta nel porto o nel rum, frullarla ecc. ecc. ecc., se avessi dato retta alla fantasia sarei andata al 2013.

 


Macedonia per Asporto.

Mi piace cucinare, mi piace mangiare però non amo i kili di troppo, la sgradevole sensazione del pantalone che non si chiude, il bottone della camicia che rischia di esplodere al primo respiro allora, allora per bloccare la mucca prima che sia scappata dalla stalla periodicamente mi concedo qualcosa di buono,  sostanzioso ma che sia anche consistente sotto i dentini, come dice ello: che ci sia da masticare.

Ed ecco che arriva in aiuto il mio adorato agar agar, che ha il potere di fare la magia, ha il potere di rendere solida anche l’acqua.

Qui però c’è il succo di mela ottenuto dalla centrifugazione di mele Jonathan ed ho usato il kanten in fiocchi nelle dosi di 7/8 grammi per litro di liquido.

Ho sciolto i fiocchi nel succo di mela ed ho fatto bollire per 15 minuti, ho aggiunto anche un pò di fruttosio, ho versato sulla frutta ed ho riposto in frigorifero.

Ho messo fragole e mirtilli e decorato con foglioline di menta, tutto qui.

La macedonia per asporto la posso portare con me, aprire il vaso quando ho il languorino e consolarmi con una fragola o un mirtillo che fa bene anche alla vista e alla circolazione.


Come t’intaglio l’anguria e la riempio di frutta, buona, dolce, confortante.

A me le vacanze non fanno bene, ormai è appurato,  sono ritornata dall’Austria con lo zaino pieno di malinconia e di tristezza, malinconia e tristezza che ho scaricato, riversandole un pò alla volta in ogni mio post, prima Gehslossen, poi The day after e via così.

Neanche le pennellate di colore dei gnochi de susini sono riuscite ad interrompere quel grigiore autunnale.

angurie melone Milva-1

Angurie e melone di Milva

Per questa ricetta ho convocato i miei  neuroni, ho rispolverato un libricino che insegna i primi rudimenti dell’intaglio comperato in quei momenti nonsisamaichepossatornareutile.

Tutto pronto sulla tavola: anguria, nastro di carta, spilucchino anteguerra e all’opera!

Ho copiato nel limite delle mie possibilità/capacità dal libricino ed usando il nastro-carta come guida ho iniziato ad intagliare il contenitore, ho tralasciato dei particolari in quanto, avendo un’anguria soltanto, non ho voluto rischiare l’intaglio senza ritorno, ed ho ovviato a certe stortaggini inserendo mirtilli nei fori del canestro per colorare e dare vita al tutto.

Come succede quando hai un periodo no, le cose un pò se la prendono con la tua pigrizia di vivere e cercano di renderti complicata anche una semplice macedonia.

Quali cose?

1) La presenza imponente di ello divanato appostato come Joe falchetto.

2) Il conseguente rallentamento della “serena” esecuzione dell’intaglio.

3) La conseguente impossibilità, causa accorciamento delle giornate, di usufruire al meglio della luce naturale.

4) Rottura nei giorni precedenti della stanghetta degli occhiali da vicino, quelli chiari ed obbligo di uso lente scura.

5) Conseguente storpiamento del fuoco e della luminosità delle foto stesse.

6) Conseguente voglia di lasciar perdere-sarà per un’altra volta.

In questo contenitore ho messo:

  • palline d’anguria,
  • palline di melone,
  • pere,
  • mirtilli,
  • ribes,
  • fragole,
  • lamponi,
  • more,
  • susine,
  • chicchi di melagrana (portafortuna)
  • uva raccolta dal vicino,
  • banana,
  • noci.

Il tutto condito con qualche goccia di zucchero di canna liquido e Prosecco di Valdobbiadene.


Cheese cake di Stella.

Per chi, come me ha il “cuore infranto” e non se ne fa una ragione”  :-(

Ho optato per la “mezza dose”…

Ecco l’oggetto del desiderio: la cheese cake di Stella.

Io con grande comodità e gioia “copio/incollo” la sua ricetta, specificando sotto ogni mia fotografia le varianti.

Ingredienti per una cheesecake di 26 cm.(senza cottura):
Base:
  • 200 gr di biscotti secchi,
  • 100 gr di burro.
Come fare la base:
tritare con un robot i biscotti, metterli in una ciotola e bagnarli con il burro fuso, amalgamare bene con un cucchiaio e mettere questo composto su un foglio di cartaforno appoggiato al piatto di portata e dentro un cerchio apribile, mettere a rassodare in frigo per almeno 30 minuti.
Per la farcia:
  • 500 gr di panna fresca da montare,
  • 500 gr di formaggio spalmabile,
  • 100 gr di zucchero a velo,
  • 20 gr di colla di pesce,
  • 200 gr di pistacchi di bronte frullati.
Come fare la farcia:
mettere la colla di pesce a bagno in acqua fredda per almeno 10 minuti, nel frattempo montare la panna con lo zucchero a velo e unire il formaggio, sciogliere la colla in pochissima panna o acqua e fatta intiepidire versarla nella crema, solo alla fine frullare i pistacchi e aggiungerli al composto, mescolare bene e mettere sulla base di biscotto e riporre in frigo per almeno 3 ore (tutta la notte è meglio) infatti io la preparo sempre il giorno prima.Per guarnire:
  • 100 gr fragole,
  • 50 gr pistacchi di bronte.

Per la base ho usato 70 g. di biscotti Digestive integrali con 30 g. di pistacchi macinati finemente e 50 g. di burro

Ed ora la mia carellata di cheese cake…diciamo che ce n’è per tutti:

Per chi è allergico alle fragole:

Base biscotto normale (la mia variante con pistacchi), strato di more di gelso (raccolte con le mie manine sante :-D ) ad intercalare la farcia.

 Per chi …mai senza il cioccolato:

Versione inframezzata da fragole fresche e servita con cucchiaino/noblesse oblige.

Per chi dà i numeri:

Farcia con composta di fragole appoggiata su biscotto digestive al contrario e rovesciato alla fine.

Per me medesima con amore :-)

Base biscotto (addizionato da pistacchi), farcia classica intercalata da fragole in composta con top di salsa di fragole e granella di pistacchi.

Per chi, dopo aver visto questo post, è rimasto “senza parole” :-D

Versione come al n°4 con lettere al posto dei numeri :-)

Aggiungo una “fotina” del ripieno, ho optato per i pistacchi polverizzati e qualcuno tritato grossolanamente:

Alla prossima.


Crema tana con frutta, anche il mondo è incominciato con un peccato di gola.

 Oggi delego, delego la ricetta, il racconto, la musica, tutto rigorosamente farina di un altro sacco, quello di Luisanna Messeri, mie soltanto le foto ed oggi ne metterò tante perchè ho voglia di colore, di freschezza, di profumi  di cose ed anche parole buone.

Appena fatto l’abbonamento  Sky, la disputa iniziale per l’acquisizione del telecomando comprendeva essenzialmente 2 canali, per me Alice/Gamberorosso per ello History channel.

Ed è stato durante una delle mie rare vittorie che ho conosciuto quella simpaticona di Luisanna Messeri che ora (poverina) ha il suo bel daffare a domare  B.B. (no, non Brigitte Bardot ma Beppe Bigazzi :-D ) e vittima anch’io della pubblicità ho comperato il suo libro che oltre ad essere un prezioso ricettario è anche utile fonte di aneddoti, racconti, di episodi e personaggi  per un motivo o per l’altro legati  alla buona tavola vista come occasione di condivisione, aggregazione, allegria, ed alla fine di ogni racconto consiglia una musica che certamente renderà la vostra ricetta ancor più gustosa, parola di Luisanna.

Ingredienti:

  • 1 litro d’acqua,
  • 4/5 limoni non trattati,
  • 4 etti di zucchero (3 etti fruttosio),
  • 60 g. di maizena,
  • 4 uova intere,
  • frutta mista a piacere, colorata, a seconda della stagione (Luisanna suggerisce che non dovrebbe mancare l’ananas), io non l’ho messo.

Come fare (da pag. 100 del libro Il club delle cuoche):

una volta lavati ed asciugati, grattugia la buccia dei limoni, ma gratta solo il giallo perchè il bianco è amaro, i limoni quindi devono essere, per forza, biologici.

La leggenda che gli alimenti biologici siano carissimi non è vera, certo costano un pò di più ma li valgono tutti, in salute intendo.

Se proprio non li hai, quelli “trattati” vanno lavati a fondo con il sapone (quello dei piatti va benissimo) proprio come fano nei film americani, o meglio ancora con il bicarbonato di sodio.

Grande il bicarbonato, serve ad un sacco di funzioni casalinghe: provare per credere!

In una pentola mescola le uova intere, lo zucchero (fruttosio) e il succo dei limoni; aggiungi l’acqua nella quale hai disciolto a freddo l’amido di mais (maizena) e le bucce grattugiate.

Metti la pentola sul fuoco, basso, e gira sempre con un mestolo, appena giunge a bollore tutto si addensa, leva dal fuoco e lascialo raffreddare.

Intanto la frutta va pulita e tagliata a pezzetti: fragole, kiwi, banane, uva..va bene tutta la frutta di stagione e quella che ci piace di più.

Mescola la frutta alla crema ormai raffreddata e sistemala in una zuppiera di vetro che, in trasparenza, lascerà vedere l’arcobaleno dei colori della frutta mescolato al giallo-giallo della crema.

Decora la superficie con pezzetti di frutta sistemandola col tuo estro e mettila in frigorifero un paio d’ore prima di servire.

A fine pasto questa macedonia con crema è squisita e leggera.

Non contenendo grassi, né latte né burro, oserei dire che è dietetico, volendo si può diminuire lo zucchero occorrente, ma rimane lo stesso un dolce goloso.

Auguro a tutte/i voi un fine settimana ricco di colore come questo dolcino, un abbraccio :-)

Ma voi avete un’aiutante come Perla che vi aiuta a disfare il lettone?


Macedonia con yogurt, müsli e alchechengi.

La primavera non è ancora esplosa del tutto, le montagne attorno a casa  sono imbiancate di fresco, l’aria del mattino e della sera è ancora frizzantina ed il piumone troneggia  sul lettone però dentro di me è primavera inoltrata e questo m’invoglia a cercare la “leggerezza” e la “freschezza”….

Ma mi porta anche a pensare che potrebbe “sparire” tutto in un attimo e non potremmo più attingere da una natura comunque generosa ma “ammalata”.

Le recenti cronache ci hanno aperto gli occhi e l’idea di avere a pochi kilometri da casa una centrale che da un momento all’altro potrebbe toglierci il sorriso e la voglia di vivere ci spingeranno il 12 giugno a votare SI.

Io lo farò, perchè non riesco ad immaginare una vita senza fiori e senza la “libertà” di poterli raccogliere, di annusarli, di respirarli.

Per questo ho racchiuso in questo bicchiere la vita, la salute, la genuinità, la freschezza, i colori, la speranza.

Ingredienti( non do le dosi, regolatevi a vostro gusto):

  • yogurt greco,
  • alchechengi,
  • fragole,
  • banane,
  • mele,
  • pere,
  • mirtilli,
  • mandarini o arance,
  • succo di limone,
  • müsli,
  • miele,
  • cannella in povere,
  • frutta secca a piacere.

Come fare:

mettere in una terrina lo yogurt, il miele e la cannella e mescolare.

Sbucciare le mele, le pere, tagliare a fette le banane ed irrorare con succo di limone.

Preparare l’altra frutta ed unire llo yogurt, far riposare , coperto con pellicola, in frigorifero per c.ca 30 minuti.

Servire in bicchieri o coppette spolverizzando con müsli e la frutta secca.

 


Verrine in rete, raffinate trasparenze in tavola.

Mi piacciono i contest che mi educano alla riflessione, alla ponderata ed attenta elaborazione di un progetto,  che mi entusiasmano stimolando la fantasia, questo è uno di quelli.

In questo caso è premiata in primis la fotografia  ma ormai  l’attrazione fatale ha  preso il sopravvento e non posso più tirarmi indietro.

Più di così, con i mezzi in mio possesso, non avrei potuto fare quindi mi sono dedicata alla ricetta, non perdendomi d’animo  di fronte alla irreperibilità della pasta al pistacchio e la presenza dei biscotti al pistacchio, rappresentati nella foto di Claudia dai  macarons (croce e delizia anche delle più quotate ed esperte blogger).

Ho scelto la sua ricetta Biscotti, mousse al pistacchio e fragole perchè amo i dolci al cucchiaio, quei colori e l’atmosfera calda e rassicurante che emana la sua foto.

Ora però, prima che ci ripensi vi porto in cucina per realizzarla, la ricetta originale la trovate qui.

Ingredienti per 4 bicchieri:

  • 3 tuorli,
  • 20 cl. di latte intero,
  • 30 g. di zucchero,
  • 30 g di pasta al pistacchio,
  • 3 fogli di gelatina,
  • 15 cl di panna liquida,
  • 120 g di fragole,
  • 2 biscotti al pistacchio (li ho sostituiti con una meringa al pistacchio),
  • 1 manciata di pistacchi non salati tritati.

Meringa al pistacchio (nel link la ricetta, in questo caso ho ridotto le proporzioni a 50/50/50)

Prepariamo la crema:

mettere i fogli di gelatina in ammollo in una ciotola d’acqua fredda.

Versare il latte in un pentolino e portarlo quasi a bollore.

In una terrina montare i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso, incorporare la pasta al pistacchio, versare sul composto il latte bollente e mescolare.

Pasta al pistacchio (nel link la fonte della ricetta, io ho dimezzato le dosi e l’ ho resa più liquida, ho tritato i pistacchi nel mortaio lasciando la pasta più grossolana, ho omesso anche l’aroma di mandorla).

Versare  tutto in un pentolino e  cuocere a fuoco basso senza smettere di mescolare, facendo attenzione a non far bollire la crema.

Strizzare i fogli di gelatina e aggiungerli al composto, mescolare.

Versare la crema al pistacchio in una terrina e far raffreddare.

Montare la panna  ben fredda  e incorporarla delicatamente alla crema raffreddata. Mettere la crema in frigorifero per almeno 2 ore.

Lavare le fragole, asciugarle con la carta assorbente da cucina e tagliarle nella misura che preferite.

Disporre sul piano di lavoro i bicchieri e sbriciolarvi sul fondo i biscotti al pistacchio.

Ricoprire con la crema al pistacchio e  guarnire con le fragole.

Infine cospargere con i pistacchi tritati e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest Verrine in rete: diciamo che sono anche stata scelta per il pranzo a Bologna ma il fato ha voluto che quei giorni avessi l’operazione all’occhio, sarà per la prossima verrine.


Riso venere con fragole e raboso ….

Ricordo gli anni della moda del risottto con le fragole o le tagliatelle al cacao, era così chic mangiarli.

Mai assaggiati, poi, come tutte le mode che fanno dei giri enormi e poi ritornano (Antonello Venditti) il risotto alle fragole è ricomparso, assieme a quello ai lamponi e affini ed ho voluto provare anch’io.

Non ho le dosi, qui è tutto ad occhio.

Ingredienti:

  • riso venere,
  • fragole,
  • vino Raboso*,
  • cipollotto rosso,
  • foglioline di menta,
  • sale.

*N.B.: per eliminare l’alcol e l’eventuale acidità del vino io lo faccio bollire in un pentolino e lo fiammeggio.

Come fare:

mettere in ammollo la sera prima il riso venere e procedere alla cottura come qui, prolungandola di 5 minuti.

In un tegame far appassire nel burro chiarificato un cipollotto rosso tritato, sfumare con mezzo bicchiere di vino Raboso, unire il riso e qualche fragola ridotta a crema.

Terminare la cottura (considerate che il riso è già precotto) aggiungendo acqua bollente salata.

Mantecare con poco burro chiarificato e fragole tagliate a cubetti e foglioline di menta.

Vi auguro un bel fine settimana.


Confettura di Fragole e Rose: quando la fragola incontra una rosa…

… la seduce,  la spoglia delicatamente, petalo dopo petalo, la cosparge di zucchero e si corica con lei fondendosi in un abbraccio profumato lungo un giorno, così nasce la confettura di fragole e petali di rose.

Mi piace emozionarmi, in questo momento della mia vita ancor di più, è l’età del tirar le somme e se ti ritrovi con pochi numeri da incolonnare la somma è presto fatta, allora decidi di vivere una vita che ti metta a disposizione per il futuro altri numeri da incolonnare.

Questi numeri, per me, sono le emozioni, le emozioni che cerco anche nelle più piccole e scontate azioni della giornata.

Allora il caffè alla mattina, con qualche goccia di acqua di rose o un pizzico di cardamomo, versato nella tazza di Gisella (la mia adorata quasi mamma) diventa un gesto confortante.

Bagnare i fiori in terrazza, controllare la crescita dei datterini, del rabarbaro, accarezzare la mia gattina che mi segue attenta strusciandosi (avrà fame?),  prenderla in braccio e dirle ti amo!

L’ emozione più grande me la da la natura, la gita fuori porta (Austria) mi ha fatto tornare indietro di un mese, lì i sambuchi, le robinie e/o acacie sono in piena fioritura.

Al ritorno tappa obbligata dallo zio, lui ha una pianta di rose centenaria che ha sradicato da Pioverno per portarla a Stoccarda (era l’epoca dell ‘emigrante), ora che è in pensione lui e la pianta hanno rimesso le loro radici qui, nel paese dove sono nati.

Erano anni che non sentivo più le rose profumare così.

Posso prenderne qualcuna che provo a fare una ricetta?

Mi ha guardata un pò torvo ma poi ha acconsentito… gli ho pur scelto le stoffe per ricoprire il divano e le poltrone, ora gli sceglierò le tende, un pò di gratitudine no?

Cos’ il mio cesto già colmo di robinia/acacia (ditemi la differenza vi prego) , di sambuco, fiori di trifoglio, ha accolto anche i petali di rose.

Con la macchina piena di profumi contrastanti (lui si è comperato i wurstel) siamo tornati a casa.

Ed è allora che le fragole hanno perso la testa per le rose innamorandosene perdutamente.

I protagonisti della storia d’amore sono:

  • 800 g. di fragole stortignaccole della contadina,
  • 100 g. di petali di rose profumatissime e non trattate dello zio,
  • 200 g di fruttosio,
  • un pizzico di pazienza (il lungo abbraccio profumato)
  • 2 vasetti da 250 g.  sterilizzati in forno a 100°C

L’evoluzione della storia d’amore:

lavare le fragole, senza togliere il picciolo e non ad immersione, staccare i petali delle rose.

Mettere tutto in una boule di vetro con il fruttosio, mescolare, coprire (per la privacy ) e lasciar riposare per minimo 12 ore.

Trascorso il tempo versare tutto in un tegame di acciaio e far bollire per 20/30 minuti.

Preriscaldare il forno a 100°C  e sterilizzare vasi e tappi.

Raggiunta la consistenza desiderata invasare caldo, capovolgere i vasi e lasciar raffreddare la vostra profumatissima storia d’amore.

Avvolta dal profumo di questa confettura vi abbraccio augurandovi un indimenticabile fine settimana.


Kanten di Fragole e Kanten di Anguria, il tuo peso vale oro.

Sono uscita un po’ abbacchiata dallo studio medico l’altro giorno.

Gin (il mio ginocchio) ha cercato di consolarmi:

dai, non essere triste, farà bene a tutti 2 un po’ di piscina, io potrò finalmente riposare e tu ti risolleverai il morale, i glutei ed il seno…

Brutto screanzato!! Come ti permetti?

Dai che hai ragione, andiamo!

Così io e Gin ci siamo messi alla ricerca della piscina perfetta.

Abbiamo scelto quella di Feletto, è una piscina  costruita da una Banca  in cambio della  concessione di un terreno  comunale abbandonato ed incolto.

Così, come raramente succede, la logica e la ragione pratica hanno avuto la meglio su inutili lungaggini burocratiche.

Detto fatto, Banca, piscina, albergo tutto in piedi in poco tempo!!

Siamo entrati e nell’attesa la mia attenzione è andata immediatamente su un cartello publicitario:

“IL TUO PESO VALE ORO” per ogni Kg del tuo peso 1 € di sconto

es.: 80 kg di peso= 80 € di sconto!

Allora ho benedetto lo spaghetto mangiato la sera prima e la banana della colazione.

Lei mi pesi ma non mi dica nulla, non so far di conto quindi perfetto così!

Devo dire che lo sconticino è stato bello sostanzioso.

Per immergermi completamente nella fitness-atmosfera ho comperato occhialini e cuffia, e da lunedì metterò in ammollo le mie carni bianche e mollicce, beh, ho esagerato dai.

A Trieste diciamo: non xe mai un mal sensa un ben!

E con questo meraviglioso ottimismo nel vedere sempre il bicchiere mezzo pieno io e Gin siamo tornati a casa a preparare un bel dessert dietetico perchè, chi ben comincia è a metà dell’opera!!

Questa ricetta l’ho vista qui , ed è qui che ho scoperto l’alga kanten, o agar agar e me ne sono innamorata.

Le mie variazioni sono tra parentesi, vi consiglio di visitare il suo blog, ne vale la pena anche se è da un po’ che non è attivo.

fragola zio

Ingredienti:

  • mezzo litro di succo di mela,
  • ½ limone – succo e buccia,
  • 10 o 12 fragole (12),
  • un pizzico di sale integrale,
  • 3 cucchiaini di agar agar in polvere (5 g di barra),
  • 1 cucchiaio di malto di riso (facoltativo), ho usato il fruttosio,
  • una punta di vaniglia in polvere.

Come fare:

mettere  il succo di mela, la barra di kanten, il sale in una pentola d’acciaio, portare ad ebbolizione e bollire per far sciogliere il kanten  mescolando di tanto in tanto per evitare che si attacchi.

Grattugiare il limone e spremerne il succo.

In una terrina di vetro mettere le fragole lavate e tagliate a pezzetti, il succo e la buccia del limone, la vaniglia, il fruttosio.

Appena l’agara agar sarà sciolto versare il succo di mela bollente sulle fragole.

Lasciare raffreddare per un paio d’ore.

Una volta che si sarà formata la gelatina frullare e mettere in fresco in uno o più contenitori alimentari.

Ha la consistenza di una mousse, quindi se volete sformarlo dovete aumentare la dose di agar agar.

Questa scoperta mi è tornata utilissima l’altra estate quando ho aperto un’anguria ed ho scoperto che era troppo matura, perfetta per me ma immangiabile per lui.

Di buttare nell’umido kili di anguria proprio non mi andava giù!!

In questo caso ho sostituito il succo di mela con il succo di anguria che ho ricavato setacciando la polpa in un colino, dopo aver eliminato i semi.

Per non buttare nulla ho messo in frigorifero il succo avanzato  con poco succo di limone, con altro succo ho formato dei ghiacciolini.

succo d'anguria e ghiacciolo-001

Altre varianti con il latte di soia, qui  però volevo una consistenza che mi permettesse di sformare, l’ho ottenuta aumentando la grammatura dell’agar agar a 7 g.

Per lo stampo da budino ho messo in fusione nel latte di soia  il macis (l’involucro della noce moscata),

Per quello piccolo semini di cardamomo pestati,

L’effetto marmorizzato l’ho ottenuto versando lentamente lo sciroppo d’acero.

Se non mi sono spiegata bene chiedete, a volte da cosa nasce cosa, quindi dosi e grammi mi sono ostici!

Vi lascio con la foto di questa meridiana che ho visto domenica, assieme alla donnina sopra, fuori da un’abitazione.


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