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Crema di Avocado, Cocco, Arancia: se la primavera mi dà un dito, io mi prendo un braccio…

Crema avocado cocco-001

Già, dopo una notte buia e tempestosa, finalmente sabato mattina è ricomparsa la primavera e mi è venuto in mente Giacomo Leopardi che, con la sua sensibilità malinconica, scrive la sua poesia, imparata a memoria e recitata più volte in classe e a casa, con la Signora Gisella che mi ascoltava attenta e severa.

L’ ho immaginato dietro ad una finestra, di quelle alte, enormi, contornate da pesanti tende di velluto scuro, tanto scuro da non dare speranza alla luce di illuminare né la stanza né l’anima del Poeta.

L’ ho immaginato osservare le gocce  cadere dal tetto  sfiorando il davanzale e l’ ho visto dirigersi pensieroso (o pensoso) verso la scrivania ed iniziare i suoi versi:

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra

… Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’è, com’or, la vita?
Quando con tanto amore
L’uomo à suoi studi intende?
O torna all’opre? O cosa nova imprende?
Quando dè mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! Assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.

prati stabili P.d.P.jRovere di Slavonia.1-001

Non mi sono accontentata di rimanere qui, nella nostra meravigliosa ed assolata Italia (allo sfascio) ma ho voluto andare anche un pò lontano, incamminarmi verso altri mondi.

Ieri sera ho visto su Gambero Rosso Sky uno splendido documentario che parlava dell’ amara/dolcezza del cioccolato, mostrandone le varie sfaccettatura, dallo scultore-amante del cioccolato Patrick Roger che mi ha conquistata col suo gorilla a grandezza naturale (sono innamorata di Dian Fossey… ); pensate che i BAMBINI che lavorano nelle piantagioni di cacao non hanno la minima idea né di dove vadano le fave né cosa ne facciano… alla fine lo assaggiano e dicono: buono, è davvero buono…

Cosa c’entra il cioccolato qui? Nulla,è tanto per parlare :-D

Noi-001

Noi

Ed ora passo alla ricetta, non so se a Giacomo (confidenziale) sarebbe piaciuto questo dessert, non lo immagino mangione godurioso ma io ed ello invece lo siamo ed abbiamo apprezzato molto.

La ricetta arriva dalla mia solita datata dispensa a schede, alla ricetta, che non prevedeva zucchero, ho aggiunto del fruttosio ed ho sostituito le noci con le nocciole tritate che erano avanzate dalla precedente torta.

Crema avocado cocco-004

Quando ho letto la ricetta mi sono spaventata, è più il tempo di raffreddamento che quello di esecuzione? Nessun problema, sto diventando pratica e dopo 3 anni abbondanti di blog e web ho imparato ad interpretare le ricette.

Una cara persona ha scritto questo, parlando di me, della Libera di “prima”, prima che iniziasse a vagabondare nella solitudine dei campi e dei boschi:  “che non si perde nulla nelle pieghe delle ricette”, beh, quella Libera ritornerà, prima o poi… promesso♥

Ingredienti per il bicchiere nella foto e un’altra coppa grande:

  • 2 avocadi maturi,
  • 150 g di crema di polpa di cocco (NaturaSì),
  • 150 ml. di succo d’ arancia,
  • 2 cucchiai di fruttosio,
  • 150 g di yogurt greco,
  • 1 cucchiaio abbondante di scorza d’arancia gratuggiata,
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • farina di cocco e scorza d’arancia per decorare (o come vi piace).

Ingredienti per la granella/crumble:

  • 50 g di burro di cocco (o il vostro solito burro),
  • 50 g di fiocchi di mais,
  • 50 g di nocciole tritate grossolanamente,
  • 1 cucchiaio di zucchero muscovado.

Il procedimento per la granella lo trovate in grassetto/corsivo.

collage crema avocado crumble-001

Come fare:

mettere il succo d’arancia, il fruttosio e la crema di polpa di cocco in un pentolino, mescolare e riscaldare (non bollire!) il composto per amalgamarlo.

Spegnere e versare in una terrina, far raffreddare e mettere in frigo per far addensare.

Nel frattempo tagliare a metà gli avocado, eliminare il nocciolo (non gettarlo, vedere qui) e, con un cucchiaio estrarre lapolpa.

Ritirare dal frigorifero la crema di cocco, unire la polpa di avocado, lo yogurt, la scorza d’arancia ed il succo di limone e riporre ancora la terrina, coperta con la pellicola, in frigorifero per far addensare (io, per motivi di tempistica, l’ho lasciato tutta la notte).

Al momento di preparare le coppe o bicchieri, come volete, far sciogliere il burro di cocco (io) o margarina o burro di soia o burro vaccino ed unire i fiocchi di mais frantumati: io l’ho fatto con le mani, è un ottimo antistress.

Dopo che i fiocchi avranno assorbito il burro, unire le nocciole tritate e lo zucchero Muscovado, mescolare per qualche minuto, versare in una ciotola e far raffreddare.

crema avocado cocco4-001n

Presentazione:

questo dessert può essere servito in coppette, io ho scelto per voi il bicchiere che evidenzia il “crumble” (perchè di crumble si tratta) che è perfetto in questo dessert, per la croccantezza, il profumo e la consistenza e se vi avanza potete utilizzarlo per altre preparazioni.

Alternare gli strati di crema e crumble terminando con la crema, la decorazione è a gusto personale, io ho scelto una farina di cocco e una piccolissima julienne di scorza d’arancia che fa sempre la sua bella figura.

crema avocado cocco4-001

Comunicazione di sevizio: ho completato il recupero dei miei post persi per il malfunzionamento (o mia inesperienza) del PDF, questo comporta che gli iscritti via email non verranno subissati di email.


Soufflè dolce di Avocado al Sesamo e Tahini Senza Glutine e il Valore delle cose.

Soufflè avocado sfornato2 

Stamattina, leggendo i nuovi post su WP ho letto questo post    ed ho avuto ancora una volta modo di apprezzare Erri de Luca che, come ho scritto nel commento: è straordinario, riesce, con i suoi scritti, a lacerare i cuori ed entrare nelle anime, a far innamorare della vita e degli altri.

Così, ho cercato un suo scritto che mi aiutasse in questa grigia giornata in attesa della primavera, eccolo:

Orchidea, fioritura 2013-001 

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente, e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca (Enrico De Luca)

Ed  ora il soufflè, che certamente non è  l’ideale per una foodblogger che no ha aiuti fotografici, il soufflè va sfornato e nel giro di un nano secondo, va fotografato, se sei solo hai già perso.

Comunque anche sgonfio, questo soufflè è piaciuto, nonostante il Tahini che ho adoperato al posto del burro e che ha sapore di sesamo.

Per chi volesse fare questo soufflè in maniera tradizionale, tra parentesi metto gli ingredienti.

Composto soufflè avocado1-001 

Ingredienti per 6 cocottine in ceramica da 7 cm. :

  • 25 g. di Tahini   (burro),
  • 25 g. di farina senza glutine come da prontuario, autolievitante come qui  oppure 15 di maizena, sciolta precedentemente a freddo (farina 00),
  • 150 ml di latte di riso (latte vaccino),
  • 15 g. di fruttosio macinato a velo + 1 cucchiaio per la decorazione finale (20 g. di zucchero, anche di canna),
  • 1 avocado maturo,
  • 2 uova (tuorli separati dagli albumi),
  • semi di sesamo tostati per la superficie (vanno bene anche di papavero, di girasole o zucca tritati).
Soufflè avocado da infornare-002 

Come fare:

preriscaldare il forno (statico) a 200°C., ungere le cocottine con il tahini sciolto, tostare i semi di sesamo in un pentolino antiaderente facendo attenzione a non farli bruciare.

Lavorare i tuorli con il fruttosio, unire la farina, il tahini avanzato ed il latte, versare il composto in un pentolino e porlo sul fuoco e a fiamma bassa far addensare, mescolando continuamente  (come si fa con la crema pasticcera), lasciar raffreddare.

Tagliare l’avocado a metà, togliere il nocciolo (se volete farlo germogliare vedi post cheese cake), aiutandosi con un cucchiaio togliere la polpa e frullarla.

Unire la crema ormai raffreddata ed unire gli albumi montati a neve, riempire a 3/4 le cocottine unte, cospargere la superficie del composto con i semi ed infornare per 20 minuti.

Sfornare, cospargere con il fruttosio a velo ed osservare con sconforto il soufflè+ che si sgonfia.. ma non importa… dopotutto, domani è un altro soufflè (Rossella O’Hara docet )

S. Avocado interno-001 

Buona giornata a tutte/i, alla prossima ricetta con intorno una storia ♥


Gelato di Avocado alla soia, dall’antipasto al dolce una splendida sorpresa.

gelato avocado seme e avocado-004

Non possiedo una gelatiera che mi sarebbe utile per velocizzare la preparazione senza farmi correre in cantina ogni 2 ore a rimestare ma per il momento va bene così.

Ho trovato questa ricetta in uno dei miei storici fascicoli e venerdì scorso ho preso il coraggio e mi sono messa all’opera. Consigliano questo gelato come antipasto ma con l’aggiunta di sciroppo d’acero e granella di nocciole l’ho trasformato anche in un delizioso dessert .

Ho scelto di adoperare il latte e la panna di soia e di dolcificarlo col fruttosio, non contiene uova e la polpa di avocado conferisce al gelato una consistenza cremosa.

Per la versione antipasto ho adoperato la glassa di aceto balsamico e granella di semi di zucca, ci vedrei bene anche qualche gambero ma non ne avevo a casa, provate se vi piace l’idea, per noi è stata una piacevole sorpresa.

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Versione Antipasto con glassa di aceto balsamico.

Ingredienti per 1/2 kilo di gelato:

  • 225 ml di latte di soia (senza zuccheri aggiunti Naturasì),
  • 40 g. di fruttosio,
  • 2 avocadi maturi,
  • 2 cucchiai di succo d’arancia filtrato,
  • 2 cucchiai di succo di limone filtrato,
  • 1 pizzichino di sale,
  • 225 ml. di panna di soia da montare.

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Per la guarnizione da antipasto:

  • glassa di aceto balsamico,
  • semi di zucca tostati e tritati grossolanamente.

Per la guarnizione da dessert:

  • sciroppo d’acero,
  • granella di nocciole tostate.

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Versione Dessert con sciroppo d’acero e granella di nocciole.

Come fare:

far sciogliere in un pentolino con il latte, a fuoco dolce, il fruttosio, spegnere e far raffreddare.

Prelevare la polpa di avocado praticando un taglio orrizzontale o trasversale se volete, come me, presentare il gelato nel guscio a mò di coppetta, eliminate l’osso che useremo per avere una bella pianta in casa (segue indicazione).

Frullare la polpa assieme al succo di limone e arancia, aggiungere il latte ed il pizzichino di sale, amalgamare ed unire la panna montata.

Mettere in congelatore il composto per 4 ore, quando sarà ghiacciato ai bordi frullare e ripetere l’operazione ancora una volta, lasciare in congelatore tutta la notte, io, prima di servirlo l’ho lasciato a temperatura ambiente per un pò e l’ho rifrullato.

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Avocado

A me piace sapere cosa mangio, da dove arriva, quali nutrienti contenga ed ho trovato questo sull’ Avocado (Persea gratissima, Fam. Lauraceae): il luogo di origine di questa specie è il Messico, è comunque coltivata in tutti i paesi tropicali, sui nostri mercati è presente quasi tutto l’anno.

Il frutto si presenta pressochè come una grossa pera (300/500 g.) dalla buccia verdastra e rugosa; all’interno v’è in buona quanttà una polpa bianco-giallognola, butirrosa e molto gradevole, con un unico grosso nocciolo dal contenuto lattiginoso.

É un frutto altamente energetico e nutriente (250 calorie x 100 g.), è consigliabile mangiarlo maturo, quando cioè la polpa cede sotto una leggera pressione delle dita.

Principali costituenti: poca acqua, molte sostanze grasse, pochi zuccheri, proteine, sali e una vasta gamma di vitamine sia liposolubili (A, E, K) che idrosolubili (B1, B2, C, PP).

Utilizzazione: si consuma come dessert, come insalata e in modo particolare come antipasto mescolato a salse e crostacei (gamberetti ecc.)

L’avocado, tagliato a metà, snocciolato e in parte svuotato dalla polpa, può, per esempio, essere riempito con aragosta, con la polpa fatta a dadini, con panna, succo di limone e pepe (avocado alla moda di Bristol).

Come antipasto, si può preparare una crema frullandolo assieme a formaggi morbidi, maionese o salsa di pomodoro; questa si serve, poi, accompagnata a crostini di pane integrale su cui potrà venire spalmata.

Fare attenzione perchè la polpa annerisce facilmente, per evitare questo è preferibile prepararlo all’ultimo momento e spruzzato di limone.

L’avocado è indicato nei periodi di crescita e di convalescenza come pure in caso di disturbi intestinali.

In cosmesi trova applicazione l’olio come abbronzante e per la cura delle rughe.

Con la polpa si realizzano maschere nutrienti per capelli.

Conservazione: in luogo fresco, meglio se in frigo, per qualche giorno.

Coltivazione: se si riesce a far emettere le radici al seme, può diventare un’esotica pianta d’appartamento, ma vediamo come utilizzare i semi di avocado:

semi avocado ciotola

… Come si fa per le patate americane, s’infilano 4 stuzzicadenti a metà seme, lasciando la parte più rotonda in basso a contatto con l’acqua che dovrà essere rabboccata quotidianamente, prima spunteranno le radici, poi, se sarete/rò fortunati/a nascerà anche il germoglio, dopo di chè si potrà interrare il seme ed attendere al caldo (mi raccomando è una pianta tropicale) che nasca la bella pianta da salotto.

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Altra idea con l’avocado e altri gelati, cliccare sulle foto per le ricette:

Gelato di Avocado alla soia, dall’antipasto al dolce una splendida sorpresa e la categoria del “Famolo Strano” per WHB # 343 :-D Gelato di Avocado alla soia, dall’antipasto al dolce una splendida sorpresa e la categoria del “Famolo Strano” per WHB # 343 :-D Gelato di Avocado alla soia, dall’antipasto al dolce una splendida sorpresa e la categoria del “Famolo Strano” per WHB # 343 :-D

Buona giornata.


Focaccia dolce con le Albicocche Viaggiatrici (senza glutine)

Nel post precedente ho raccontato del dolce da forno per ello, ed ecco qui cosa ho preparato per lui con le albicocche viaggiatrici.

L’idea iniziale era un clafoutis ma l’impasto necessitava di 1 ora di riposo ed ello non poteva aspettare, la fame incalzava e non concedeva molto tempo.

Spesso, quando cerco una ricetta veloce da fare consulto i miei “I Buonissimi”, ormai tutte le ricette sperimentate sono state un successo e per questo ormai vado a colpo sicuro.

Questa focaccia può essere fatta anche con altra frutta, proverò a sostituire il burro con l’olio di semi (anche se uso sempre il burro di soia), è velocissima da fare ed è favolosa mangiata fredda di frigorifero il giorno dopo, provate.

Vi racconterò qualcosa sulle albicocche.

Le albicocche sono capitate in Italia in epoca romana, partendo dalla Cina ed attraversando, qualche millennio prima di Cristo, l’India, l’Egitto, la Persia e l’Armenia.

Alla diffusione delle albicocche nel bacino del Mediterraneo hanno contribuito gli Arabi, mentre in America e nell’ Africa meridionale le albicocche sono comparse “soltanto” nel XVIII secolo.

Da noi viene coltivata particolarmente in Piemonte, Emilia Romagna, Campania, la maturazione naturale avviene in giugno ed è quindi da imputare a questo lo scarso sapore delle albicocche che troviamo sui banchi dei negozi anzitempo  ;-) (n.d.r.).

Le cultivar più precoci sono “Bulida” diffuse in Spagna e la “Palummella”, popolare in Campania; queste due cultivar maturano in giugno ed offrono frutti grossi, giallo oro, screziati di rosso con la polpa molto profumata.

Più tardive sono la “Reale” e la “Precoce di Imola”, seguite dalla “Paviot” e la “Baracca”, quest’ultima, molto zuccherina è indicata per le marmellate.

É un frutto apprezzato per l’elevato contenuto di vitamina A, contiene sali minerali, soprattutto Potassio, zuccheri, acido pantotenico e carotenoidi che rendono il frutto utilissimo per problemi in campo visivo, indicate per reumatismi e anemia.

In cosmetica viene consigliata una maschera per le pelli grasse, la polpa delle albicocche ridona colorito e morbidezza alla pelle (a questo proposito voglio indicarvi un link che ho scoperto per caso stamane, lì troverete indicazioni per la vostra bellezza usando prodotti naturali: Le pappe cosmetiche.

Ingredienti:

  • 500 g. di albicocche,
  • 90 g. di zucchero (40 di fruttosio),
  • 110 g. di burro morbido (burro di soia),
  • 90 g. di farina bianca (ho adoperato un avanzo di farina senza glutine del blitz di mele di Felix),
  • 2 uova,
  • 1 bustina di cremortartaro (con spiga),
  • sale,
  • zucchero a velo ottenuto macinando il fruttosio nel macinino da caffè.

Come fare:

preriscaldare il forno a 180° C.

Lavare le albicocche, snocciolarle e tagliarle a metà, in una terrina mescolare la farina, il sale, lo zucchero, il burro e le uova; a questo punto incorporare il lievito e le albicocche, amalgamare.

Versare il composto nella tortiera ed infornare per 30/35 minuti.

Sfornarlo, farlo raffreddare e servire tiepido o freddo come ho consigliato prima.

Non posso fare a meno di mettere una foto di Celeste che oggi, forse, andrà in una casa piena di amore, ieri all’asilo hanno tappato con dei mattoni il piccolo passaggio che usava Celeste per andare a proteggersi dalla pioggia ed un bambino (sempre quel brutto bambino dell’altra volta) con in mano una scopa la cercava, ma lei era al sicuro vicino a me e, non viste, lo guardavamo col ghigno.


Rita Levi Montalcini, 103 anni per una donna straordinaria: Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita, lei fa tutte 2 le cose….

Foto dal web

Sono sempre stata affascinata dalla forza  contenuta nelle donne minute, quelle che credi possano cadere al primo soffio di vento e che invece il vento non riesce a spostare, è la loro intelligenza che le sposta, che le porta lontano, alla scoperta di realtà da migliorare, di popoli da aiutare, di nuovi studi da intraprendere, donne instancabili.

Cito Madre Teresa di Calcutta, Coco Chanel, Edith Piaf, e cito anche Antonella di Trisomia 21, donna bellissima, minuta con un’energia che non conosce ostacoli.

Sono donne che potresti sollevare con una mano ed invece sono loro che, ognuna nel loro settore, con diversi obiettivi hanno  un comun denominatore: rendere “visibile” il cervello delle donne, il loro coraggio, e sono determinate a far si che nessuno interrompa questa corsa verso la civiltà, con un dito sollevano il mondo, con forza e decisione e, come dice Rita, con ottimismo.

La frase della Signora Rita riassume il pensiero di molte donne e dovremmo tenerla a portata di mano quando si sta per spegnere quella luce, nutrirsi di essa e ripartire.

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.

Se volete approfondire, Vera ha pubblicato un post che contiene, oltre le frasi significative di Rita anche altri appofondimenti, lei lo fa bene, scrive col cuore usando il cervello.

Chissà se La Signora Rita (faccio difficoltà a darle del tu) gradirebbe una fetta di torta alle fragole, in fondo che compleanno è senza torta? Ci staranno tutte le 103 candeline? Certo che si :-)

Torta di fragole senza glutine

Ieri pomeriggio, mentre ello riposava, ho fatto questa torta, di fragole, nascerebbe ciambella ma nei miei “spostamenti” qualcosa è andato storto, quindi continuo col quadrato.

Questa è una torta di quelle che, hovogliadidolcecosapossofaredibuonoeveloce? Ecco la risposta.

Nel web ho trovato una versione simile con farine differenti, l’olio al posto del burro, oltre le fragole un’aggiunta di pesche, credo davvero che si possa variare come si vuole, il risultato è una torta umida, perfetta per colazione e merenda, una coccola espressa per se e per chi amate.

Io ho adoperato la farina senza glutine del blitz di mele di Felix che è autolievitante, ho aggiunto soltanto una puntina di bicarbonato.

Io vi do le dosi originali e, al solito, le mie varianti tra parentesi.

Ingredienti per uno stampo a ciambella ( nel mio caso quadrato 20×20):

  • 300 g. di farina per dolci (io senza glutine da prontuario autolievitante),
  • 200 g. di zucchero (100 fruttosio),
  • 100 g. di burro (di soia),
  • 2 dl c.ca di latte (di soia),
  • 3 uova,
  • 1 bustina di lievito (puntina bicarbonato),
  • 300 g. di fragole a pezzetti,
  • sale.

Come fare:

accendere il forno a 200°C. e preparate la teglia o imburrandola o rivestendola, come ho fatto io, con carta forno bagnata e strizzata (se la  teglia non è apribile, la carta forno  aiuta nello sformarla).

Sbattere le uova con lo zucchero, unire il burro fuso e, poca alla volta, la farina alternata al latte, alla fine unire il sale, il lievito ed il restante latte, aggiungere le fragole spezzettate (c’è chi le fa macerare nello zucchero e limone ma io ho preferito così), versare il tutto nello stampo ed infornare per 50 minuti abbassando la temperatura a 180°C. per 50 minuti se ciambella, io un’ora.

Per renderla più livellata dopo un pò l’ho capovolta (come si fa con la caprese), avrei voluto decorarla in un altro modo ma, nel frattempo ello si era alzato e voleva la “merenda” :-)

Auguri Rita, 100 di questi anni ancora, c’è bisogno di Lei…


Risolatte a modo mio.

    

Amo il risolatte, forse perchè mi ricorda tante cene di bambina, un tempo era normale cenare con la tazza di latte e biscotti, o polenta e latte o, come in questo caso, riso col latte.

Poi c’è stata l’evoluzione della specie e il risolatte è diventato cibo da ricchi, trovarlo al supermercato in vaschette costosissime lo ha reso cibo esclusivo.

Ma, come spesso accade, ecco arrivare in soccorso il web che riporta il risolatte ad altezza uomo e permette di profumarlo, colorarlo ed idratarlo con il latte che si vuole e che si può mangiare.

La mia idea iniziale (che sto elaborando) era un’altra poi, da cosa è nata cosa, ed è cambiata in corso d’opera.

Volevo fare un risolatte vegano, colorato, leggero e profumato; in Austria mi sono pesata, me tapina e così per non immaginare il mio futuro a pomodoro/mozzarella ecc. ecc., ho pensato ad un dessert perfetto anche da trasportare, è saziante (per la presenza dell’ agar agar che lo rende consistente), leggero, per la presenza del fruttosio, equilibrato nei grassi per la presenza dei pinoli tostati e dei semi di zucca tritati e tostati (sostituibili per la nota di colore con i pistacchi, per la perfezione, meglio di Bronte )

   

Risolatte da asporto.

Ingredienti:

  • 2 pugnetti di riso originario,
  • succo di amarene senza zucchero q.b. da coprire il riso,
  • sale in proporzione,
  • 1 cucchiaio di fruttosio,
  • 100 ml. di latte di riso,
  • 1/2 cucchiaino da caffè di agar agar in polvere (Rapunzel),
  • semi di zucca tostati e tritati,
  • pinoli tostati,
  • cannella in polvere,
  • amarene in composta (per decorare).

   

Come fare:

dopo averlo risciacquato, far bollire il riso nel succo di amarena con il sale, a metà cottura aggiungere il fruttosio e completare l’ idratazione del riso.

Sciogliere nel latte di riso l’agar agar e farlo bollire per 5 minuti, dividere il composto di riso colorato ed amalgamare in una parte il latte con l’agar agar.

Comporre a piacere, mettendo sul fondo del bicchiere/ciotola le amarene e/o i pinoli/semi di zucca/nocciole/mandorle.

Profumare a piacere con cardamomo/cannella/macis, bocca desidera.

   

Io amo complicarmi la vita ma voi che so essere più semplici di me potete mettere tutto assieme in una ciotola, mangiare caldo, tiepido o, dopo averlo tenuto in frigorifero sformarlo come più vi piace in un piatto da portata.

gruppo di risolatte in un interno1-001     


Budino yogurt liquirizia.

Foto 2009

Qualcosa di dolce, di fresco, di particolare, il budino allo yogurt e liquirizia che risale (foto comprese) al 2009.

Il suo gusto fresco viene esaltato dalla salsina alla menta che lo accompagna, lo rifarò avendo trovato la liquirizia in polvere e adopererò l’agar agar,vi farò sapere.

Ingredienti x 4 budini monoporzione:

  • 500 g. di yogurt naturale,
  • 1/4 di latte,
  • 150 g. di zucchero (100 fruttosio),
  • 1 scatoletta (27 g) di liquirizia purissima,
  • 20 g. di colla di pesce.

Per la salsina:

  • una manciata di menta fresca,
  • 100 ml panna,
  • 30 g di zucchero.

Come fare il budino:

sciogliere la liquirizia a bagnomaria nel latte, aggiungere lo zucchero, ammollare la colla di pesce nell’acqua fredda, strizzarla, unirla al composto e scioglierla, incorporare lo yogurt e mettere negli stampini, far raffreddare per 2 ore.

Come fare la salsina:

mettere in infusione per 30 minuti nella panna le foglioline di menta ben pulite ed asciutte, filtrare, aggiungere lo zucchero e ridurre la crema sul fuoco.

Sformare i budini, guarniteli con la salsina, una grattugiata di liquirizia e qualche fogliolina di menta.

Foto 2009

Questo budino capita a fagiuolo perchè ho letto nella mia enciclopedia delle erbe che la liquirizia è utile per la tosse, i catarri bronchiali, i bruciori di stomaco, esattamente quello che ho io da 2 giorni (i bruciori allo stomaco per l’aspirina che non tollero)

Foto 2009

Ora però una bruttissima notizia, da pochi minuti ho saputo che il micetto non ce l’ha fatta, una malattia fulminante lo ha fatto addormentare per sempre.