Archivi tag: Lievito madre

Freselle.

friselle spighe2-006

Queste freselle le avevo fatte col lievito madre partendo da una ricetta con lievito di birra, le foto sono di allora, chi ha confidenza col LM può modificare la ricetta originale come ho fatto io sostituendo i 20 g. di lievito con 160 di lievito madre.

Ma oggi vado sul facile che è buono ugualmente, a volte ci lasciamo prendere la mano dalle mode del momento complicandoci la vita :-)

Come scrivo ogni volta che mi “intrufolo” nelle cucine di altre regioni, perdonatemi l’ardire, chi mi conosce sa che mi piace conoscere le tradizioni di tutta l’Italia e cimentarmi in varie prove.

So che molte/i sono gelose/i delle ricette delle loro Regioni e spesso insorgono per l’invasione di estranei, perdonatemi e comprendetemi

Ingredienti:

  • 400 g. di farina io, in una delle volte avevo adoperato l’integrale,
  • 20 g. di lievito di birra (160 LM),
  • sale.

collage friselle prima parte-001

Come fare:

sciogliere il lievito in una tazza d’acqua tiepida;  sulla spianatoia setacciare la farina assieme al sale e formare la fontana.

Mettere al centro il lievito ed incorporare poco alla volta la farina con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Lavorarlo per qualche minuto aggiungendo, all’occorrenza un po’ d’acqua; ricavare dall’impasto dei cordoncini lunghi e stretti, chiuderli ad anello, sovrapporli a due a due e posizionare le ciambelline così ottenute sulla teglia rivestita da carta forno o foglio di silicone e farle lievitare in luogo tiepido per c.ca 20/30 minuti.

collage freselle seconda parte

Infornare a 180°C. per 10 minuti, sfornare, tagliare le ciambelline a metà (l’operazione è semplicissima) e riposizionarle nella teglia con la parte tagliata verso l’alto.

Proseguire la cottura finchè si saranno dorate e biscottate.

friselle spighe grano-001

Ho scorporato le due ultime ricette per comodità mia e di chi legge, buona settimana.


Grissotti tricolore con lievito madre e non.

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861″.

Sono le parole che si possono leggere nel documento della legge n. 4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d’Italia, che fa seguito alla seduta del 14 marzo 1861 della Camera dei Deputati, nella quale è stato votato il progetto di legge approvato dal Senato il 26 febbraio 1861. La legge n. 4671 fu promulgata il 17 marzo 1861 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861.

In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un ‘Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno: un percorso che parte dalla vittoria militare degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi dei vari Stati italiani che avevano legato la loro sorte alla presenza dell’Austria nella penisola e si conclude con la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d’Italia.

Tra il 1859 e il 1860 non ci fu un vero scontro tra l’elemento liberale e le vecchie classi dirigenti ma una rassegnata accettazione della nuova realtà da parte di queste ultime. Solo nel regno meridionale si manifestò una qualche resistenza, dopo la perdita della Sicilia e l’ingresso di Garibaldi a Napoli (7 settembre), senza colpo ferire, con la battaglia del Volturno e la difesa di alcune fortezze. Il nuovo Stato non aveva tradizioni politiche univoche (insieme ad un centro nord con tradizioni comunali e signorili, c’era un mezzogiorno con tradizioni monarchiche fortemente accentrate a Napoli) ma si basava su una nazione culturale di antiche origini che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese, uno Stato – come scrisse all’indomani della conclusione della seconda guerra mondiale un illustre storico svizzero, Werner Kaegi – che cinque secoli prima dell’unità aveva “una effettiva coscienza nazionale” anche se priva di forma politica. Nel rapidissimo riconoscimento del regno da parte della Gran Bretagna e della Svizzera il 30 marzo 1861, ad appena due settimane dalla sua proclamazione, seguito da quello degli Stati Uniti d’America il 13 aprile 1861, al di là delle simpatie per il governo liberale di Torino, ci fu anche un disegno, anche se ancora incerto, sul vantaggio che avrebbe tratto il continente europeo dalla presenza del nuovo regno.

Cominciò infatti a diffondersi la convinzione che l’Italia unita avrebbe potuto costituire un elemento di stabilità per l’intero continente. Invece di essere terra di scontro tra potenze decise ad acquistare una posizione egemonica nell’Europa centro-meridionale e nel Mediterraneo, l’Italia unificata, cioè un regno di oltre 22 milioni di abitanti, avrebbe potuto rappresentare un efficace ostacolo alle tendenze espansioniste della Francia da un lato e dell’impero asburgico dall’altro e, grazie alla sua favorevole posizione geografica, inserirsi nel contrasto tra Francia e Gran Bretagna per il dominio del Mediterraneo.

Riporto dal web queste poche righe come contributo a questa giornata in cui si festeggiano i 150 anni dell’unità d’Italia.

Ieri sera le iene hanno intervistato i nostri politici che alla domanda: cosa successe il 17 marzo di 150 anni fa hanno rimediato una figura di escremento dribblando la domanda, ridacchiando o addirittura scappando a gambe levate ma, ma questa è l’Italia, anzi questi sono gli Italiani, un popolo che si accontenta che ciclicamente protesta, critica, dimostra, subisce le scelte di altri e spesso quando sarebbe il momento di agire sparisce.

Ho scelto di non parlare MAI di politica in questo blog, un pò perchè non riesco ad entrare nel meccanismo, un pò perchè ho una visione generale del mondo e delle cose che mi porta lontano da tutto e tutti.

Spesso quando parlo con ello (che invece la politica la comprende e ne comprende anche le strategie) e quando gli faccio delle domande o mi stupisco mi risponde:  funziona così, ecco, per questo non voglio parlare di politica perchè non accetto la frase funziona così,  proprio non mi va giù.

Buon compleanno Italia, generosa Italia, meriteresti di più, spero che il futuro ti riservi più rispetto e gratitudine da parte di chi ti abita e gode delle tue bellezze senza rendersi conto che un giorno, continuando così, saranno irrimediabilmente perdute.

Oggi voglio mettere in tavola un pò di tricolore e questi grissotti, che risalgono a tempo fa (fatti e postati),  mi sembrano perfetti.

Ingredienti (10 pezzi), questi li avevo fatti col lievito madre, tra parentesi le indicazioni:

  • 450 g. di farina 00,
  • 200 ml di latte (acqua),
  • 25 g. di lievito di birra (200 g. di lievito madre),
  • 2 cucchiai di olio evo,
  • 1 cucchiaino da te di sale.

Per farcire:

  • 1 tazza da te di olive verdi denocciolate,
  • 20 pomodorini ciliegini tagliati a metà,
  • origano,
  • olio evo.

Come fare:

in una ciotola fare la fontana con la farina setacciata, mettere al centro il lievito sciolto in una parte di latte o acqua.

(Ho sciolto il lievito madre e l’ho unito alla farina dopo averlo ben stemperato)

Lavorare bene incorporando la farina partendo dal centro, unire il sale e l’olio e,sulla spianatoia, lavorare energicamente per 10 minuti.

Modellare una sfera e, dopo averla unta metterla in una ciotola, coprire con la pellicola e far lievitare (raddoppio) in luogo tiepido per 1 ora c.ca (2 ore)

A questo punto formare un filoncino e ricavarne 10 pezzi dello stesso peso.

Arrotondarli e, col matterello, schiacciarli allargandoli leggermente (vedi collage), disporli sulla teglia coperta con cartaforno, farcirli alternando oliva/pomodorino  e pennellarli con l’olio, spargere sopra origano (facoltativo).

Lasciarli riposare per 40 minuti (1 ora e 20) ed infornarli a 200°C. (preriscaldare il forno mezz’ora prima) per 25 minuti o fintanto saranno dorati.

Buona giornata a tutti.


Come andò a finire……

(Tratto dal racconto: Il canto di Natale di Charles Dickens)

Si vestì con i suoi abiti migliori e se ne andò per le strade. Proprio allora la gente usciva (…) e, camminando con le mani dietro la schiena, Scrooge guardava ognuno con un sorriso compiaciuto.

Pareva insomma così irresistibilmente gentile che due o tre persone di buon umore gli dissero: “Buongiorno signore! Buon Natale a voi!”, Scrooge affermò spesso in seguito che, di tutti i suoni gioiosi che avesse mai sentito, per le sue orecchie quelli furono i più gioiosi. (…)

Andò in chiesa, e camminò per le strade, e osservò la gente che si affrettava avanti e indietro, e accarezzò la testa ai bimbi, e conversò con i mendicanti, e guardò giù nelle cucine delle case e su alle finestre, e s’accorse che ogni cosa gli poteva far piacere.

Non aveva mai immaginato che una qualsiasi passeggiata – un niente – potesse renderlo tanto felice.

Nel pomeriggio volse i suoi passi verso la casa del nipote.

(…) “Sono io, tuo zio Scrooge, sono venuto a cena, vuoi lasciarmi entrare Fred?”.

Lasciarlo entrare! Fu un miracolo che non gli strappò via il braccio stringendogli la mano.

In cinque minuti si sentì come a casa sua, nulla poteva essere più caloroso. Sua nipote aveva esattamente lo stesso aspetto. Tale e quale era Topper quando arrivò. Tale e quale era la sorella paffuta quando arrivò.

Così erano tutti quando arrivarono. Splendida festa. splendidi giochi. splendido affiatamento, splendida felicità! (…)

Scrooge fece meglio di quanto aveva promesso. Fece tutto, e infinitamente di più, e per Tiny Tim, che non morì, fu un secondo padre.

Divenne un buon amico, un buon padrone, il migliore degli uomini che aveva potuto conoscere quella buona vecchia città, o qualsiasi altra buona vecchia città, paese o borgo nel buon vecchio mondo.

Alcuni risero nel vedere quella sua trasformazione, ma lui li lasciava fare senza curarsene: era abbastanza saggio da sapere che a questo mondo non è mai accaduto nulla di buono che in un primo momento qualcuno non abbia deriso; e sapendo che gente come quella era cieca in ogni caso, pensò che potevano pure strizzare gli occhi in un ghigno, piuttosto che mostrar la loro tara in forme meno piacevoli.

Anche il suo cuore rideva, e ciò gli bastava (…)

Ho seguito la ricetta di Roberto Potito, la trovate qui ma, prima di avventurarvi alla ricerca della pietra verde regalatevi o fatevi regalare una buona impastatrice …oppure, se volete rassodare le braccia, fate a mano come me…. :-)

Buona domenica!


Pane all’uva sultanina delle Simili con LM.

Sembra quasi che il mio Lievito Madre si sia offeso vedendosi mutilato della parte che ho prelevato per trasformarlo in licoli.

Prima batteva la fiacca ed ora non riesco più a trattenerlo, sembra quasi  mi voglia dimostrare qualcosa… così ho deciso: lo metto all’opera.

Sfogliando il libro Pane e roba dolce delle sorelle Simili, a pagina 155 ho trovato questa ricetta che mi ha permesso di utilizzare ben 250 grammi di pasta madre: un pane dolce per  la colazione, era da un pò che ello me lo chiedeva..eccolo accontentato.

La ricetta richiede anche una glassa a base di burro, zucchero e farina ma non volevo caricarlo con altre calorie, alla fine la scriverò per chi volesse provare questo pane com’è in origine.

Ho usato uno stampo da plum cake al posto della teglia da 20 cm. che non ho.

Ingredienti:

  • 250 g. di lievito madre,
  • 160 g. di zucchero (110),
  • 150 g. di uva sultanina,
  • 250 g. di farina 00,
  • 100 g. di latte (kefir),
  • 50 g. di burro morbido (di soia),
  • 1 uovo,
  • 1 cucchiaino colmo (c.ca 10 g.) di lievito chimico (cremortartaro),
  • 1/2 cucchiaino di sale.

Aggiungo le dosi della glassa:

  • 50 g. di burro freddo,
  • 60 g. di zucchero di canna,
  • 40 g. di farina,
  • cannella.

Come fare:

battere il burro con lo zucchero, unire l’uovo,  il latte, il sale e con questa crema stemperare bene illievito madre, poi unire farina e lievito chimico (cremortartaro).

Battere bene ed unire delicatamente l’uva sultanina, ammollata e strizzata, mettere l’impasto nella teglia da 20 cm. (io stampo plum cake) e far lievitare 3 ore c.ca.

La glassa fatela così:

sfregare il burro freddo spezzettato con zucchero e farina fino ad avere dei grossi grumi ed unire la cannella.

Spargere la glassa sull’impasto ed infornare a 180°C. per 45/50 minuti c.ca.

Giornata di addobbi..ho addobbato anche il panozzo :-D

Come ho scritto ieri, ho riprovato a farlo ma sembra che il mio panettone non voglia saperne di indossare il cappuccio, ora sono in fase di rifiuto  però ho già trovato una ricetta che mi tenta.

A presto.


Pane ai 7 Cereali.

 

Ingredienti:

  • 1 kg. farina ai 7 cereali (io ho usato 500 g. ai 7 cereali, 200 di segale e 300 integrale, il risultato non cambia,
  • 20 g. lievito di birra fresco (o 200 lievito madre),
  • 600 ml c.ca di acqua tiepida,
  • succo di 1 limone,
  • 60 ml olio evo,
  • 2 cucchiaini da the di sale,
  • olio per la ciotola.

 

Questo l’ho fatto con il lievito madre

Procedimento:

unire le farine (se ne avete usate più di un tipo) e setacciarle, formare la fontana.

Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida e versarlo al centro, impastare unendo il succo di limone e un po’ dell’acqua, aggiungere il sale, l’olio e continuare ad impastare, dovrete ottenere un impasto morbido ed elastico, non appiccicoso.

 

Impastarlo vigorosamente sulla spianatoia (aiutarsi anche con una spatola) per almeno 10 minuti.

Formare una sfera e metterla in una ciotola a bordi alti che avremo unto leggermente di olio, coprire con la pellicola ed un canovaccio umido.

Lasciar riposare (non in ambiente troppo caldo) fino a far raddoppiare il volume, portare l’impasto sulla spianatoia e, senza manipolarlo troppo, premere con il pugno al centro fino a raggiungere la tavola con le nocche, aiutarsi con l’altra mano ed allargare il foro e modellarlo, ruotando, ad anello.

Trasferirlo sulla placca da forno rivestita con la carta, io lo copro con un recipiente che lo contenga abbondantemente e metto sopra un telo umido, perchè la carta forno o un canovaccio rimangono attaccati e per staccarli si sgonfia il panozzo!!!

Lasciar riposare 1 ora, accendere il forno a 190°, disporre sul fondo una teglia d’acqua calda e quando l’anello avrà raddoppiato il volume infornarlo, vaporizzare un po’ d’acqua sulle pareti del forno e cuocere per c.ca 20 minuti.

 

sfornarlo, capovolgerlo sulla tavola (occhio a non scottarvi) e battere il fondo con le nocche, se il suono sarà “vuoto” il pane sarà pronto altrimenti metterlo direttamente sulla griglia del forno e terminare la cottura.

L’ideale è gustarlo  a tavola con gli amici accompagnato da belle fette di Culatello di Sauris  .

 

Ed ora il contributo di Tiziana.

BISCOTTINI O MINIPANINI ?

  • gr. 200 farina ai 7 cereali (Spadoni)
  • gr. 100 zucchero di canna,
  • gr. 130 kefir,
  • gr. 200 nocciole ( gr. 100 tritate e gr. 100 intere ),
  • 1 punta di cucchiaino di vanigliaBourbon,
  • 1 cucchiaino lievito per dolci.

 

Unire gli ingredienti (conservare gr. 100 di nocciole intere) e amalgamarli bene, formare quindi delle palline e su ognuna appoggiare una nocciola.

Infornare a 180° per 15/20 minuti.

 


Fougasse, con Lievito Madre e Semplice, per tutti.

fougasse farina LM1-001

… E la tenerezza, lieve come l’acqua e la farina.
E la parola appena incominciata sulle labbra.
..

Così scriveva Pablo Neruda nella sua Canzone disperata.

Lieve come l’acqua e la farina, parole che mi ritornano sempre alla mente quando mi accingo a fare il pane.

Ora che ho il lievito madre divento dapprima ansiosa perchè, come succede con un figlio, non so mai se l’ho  educato bene, se l’ ho amato abbastanza, se l’ ho reso felice, se hofatto e farò la cosa giusta.

Ogni volta diventa la prima volta ed ogni volta, alla fine sono felice ed emozionata perchè, con l’ ingrediente segreto che è l’amore, non sbagli mai.

Per non dilungarmi troppo, se volete saperne di più, e se ne avete voglia, leggete qui

fougasse gelsomino-001

Ingredienti  versione con il lievito di birra:

  • 500 g di farina 0 per pane macinata a pietra,
  • 280 ml acqua tiepida,
  • 15 g di lievito di birra,
  • 30 g di zucchero semolato,
  • 1 cucchiano da te di sale,
  • 2 cucchiai di olio evo per la ciotola e per spennellare.

Procedimento versione con lievito di birra:

setacciare a fontana in una ciotola la farina, sciogliere in 60 ml d’acqua tiepida il lievito con lo zucchero e versare il liquido al centro della fontana.

Aggiungere l’acqua, impastare e, sulla tavola, lavorare energicamente per 10 minuti, modellare una sfera, spenellarla con l’olio e metterla in una ciotola a bordi alti unta coperta con pellicola, far lievitare 1 ora o fino al raddoppio.

Scoprire e schiacciare il centro con il pugno per far uscire l’aria, dividere l’impasto in due parti e modellare due foglie.

Partendo dalla base praticare dei tagli sfalsati ed allargarli con le dita per evitare che si chiudano durante la lievitazione, sistemate le foglie sulla teglia rivestita con carta forno e coprirle con carta forno bagnata e strizzata.

Lasciar lievitare per 40 minuti in un luogo caldo.

Preriscaldare il forno a 225°C. , spennellare con olio evo ed infornare per 25 minuti fino a leggera doratura.

Io avevo aggiunto nell’impasto aghi di rosmarino in una e semi di papavero nell’altra.

collage fougasse

Ingredienti versione con lievito madre:

  • 500 g di farina 0 tipo manitoba,
  • 300 g di lievito madre rinfrescato il giorno prima,
  • 250 ml d’acqua,
  • 1 cucchiaino di sale,
  • olio evo q b. per la ciotola e spennellare.

Procedimento con lievito madre:

setacciare la farina, sciogliere e stemperare bene il lievito madre nell’acqua tiepida (io lo lavoro con le fruste elettriche), unirlo alla farina con il sale ed impastare fino ad avere un composto elastico ed omogeneo.

Ungere una ciotola e dopo aver formato una sfera spennellarla con l’olio, coprire con la pellicola e lasciar raddoppiare (c.ca 2 ore).

Sgonfiare l’impasto e procedere come per la versione normale, avendo cura di prolungare la lievitazione.

Dopo aver formato le foglie una l’ho lasciata naturale e l’altra l’ho spennellata d’olio evo, cosparsa di sale ed aghi di rosmarino.

Per la cottura sempre 220°C. 25 minuti.

fougasse rosmarino1-001

Versione con rosmarino.

Le foto sono miste, con e senza lievito madre.


Pane ai mirtilli rossi con lievito madre: una giornata particolare.

   

Pane delle Simili ai mirtilli rossi

Lo avete visto voi questo film? Io l’ho visto poco tempo fa per la prima volta ed oggi mi è ritornato alla mente, non so perchè ma l’ho abbinato a questo pane, è stato un attimo, una giornata particolare, per i suoi silenzi, le parole non dette, per ciò che si nasconde dietro ad una persona per molti insignificante, per la dolcezza lieve di questa giornata che lascia alla fine l’amaro in bocca.

Venerdì, dopo essere stata quasi inghiottita dal lievito madre che esprimeva tutta la sua voglia di vivere invadendo le pareti ed il fondo del forno l’ho accontentato e mi sono messa a produrre compulsivamente crackers, grissini a volontà, però non finiva mai, ho chiamato in soccorso il libro delle Simili Pane e roba dolce ed ho trovato quello che faceva al caso mio, pane all’uva sultanina che poi è diventato Pane delle Simili ai mirtilli rossi, non vi dico la felicità, un buon pane per la  colazione.

Ingredienti:

  • 250 g di lievito madre,
  • 160 di zucchero (100 di fruttosio),
  • 150 g di uva sultanina (150 g di mirtilli rossi disidratati),
  • 250 g di farina 00,
  • 100 g di latte (latte di soia)
  • 50 g di burro morbido (burro di soia),
  • 1 uovo,
  • 1 cucchiaino colmo/10 g. di lievito chimico (cremortartaro),
  • 1/2 cucchiaino di sale.

La ricetta prevedeva anche una glassa ma l’ho omessa.

pane dolce delle Simili da lievitare  pane dolce Simili lievitato

Come fare:

sbattere  il burro con lo zucchero, unire l’uovo ed il latte (mi raccomando, non di frigorifero), il sale.

Sciogliere  in questo composto il lievito madre (ho usato il frullino), unire la farina setacciata col lievito e battere bene il composto unendo i mirtilli rossi ammollati e strizzati.

Mettere tutto in uno stampo da plum cake e lasciar lievitare al caldo per 3 ore fino al raddoppi

Infornare a 180°C. per 50 minuti.

pane Simili con mirtilli rossi 

  


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: