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Cestini e Millefoglie di Melone con Patè di Avocado e Culatello di Zibello DOP per I.S.I.T.

cestini melone millefoglie culatello si-001

Questa ricetta vi sembrerà più complicata della focaccia ma non è così; le uniche difficoltà che ho avuto sono state la scelta del piatto e fotografarla, il patè non consente esposizioni lunghe, ma questo è soltanto un problema da foodblogger ;-)

Se non vi va di tenere acceso il forno a 60° per 3 ore, potete servire questo patè in cestini di Montasio (per i corregionali), di Parmigiano Reggiano o Sbrinz se, come me, lo amate alla follia.

Per la cremosità del patè ho scelto l’avocado che avevo già sperimentato qui, solitamente si adopera burro, ricotta o un formaggio cremoso ma,  l’avocado è ricco di grassi monoinsaturi che fanno bene al cuore, parola dell’ American Heart Association:

♥aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, riducendo il rischio di malattie cardiache e infarti; inoltre forniscono sostanze nutrienti e aiutano a preservare le cellule del corpo.

I grassi monoinsaturi sono anche solitamente ricchi di vitamina E, un antiossidante di cui gran parte degli americani (e Italiani n.d.r.)ha grande bisogno♥

Il Culatello di Zibello DOP è ricco di proteine e contiene pochi grassi e, insieme con l’avocado diventa un armonia di sapori; un patè ottimo anche semplicemente spalmato su un crostino o in un tramezzino con rucola o insalata; come sempre qui lascio al vostro gusto e alla vostra fantasia.

 millefoglie melone pp e cestino con crema-001

Ingredienti per  la sfoglia di melone:

  • 1/4 di melone (uno medio),
  • 50 g. di riso bollito.

 collage cestini melone

Come fare:

un consiglio, se volete provare, stendete il composto più sottile adoperando una spatola larga, ridurrete i tempi di asciugatura.

Tagliare il melone a pezzetti e metterlo in una casseruola; farlo sobbollire fino a dimezzare la quantità di liquido; unire il riso già cotto (senza sale), mescolare, togliere dal fuoco e frullare.

Stendere il composto su un foglio di silpac o, se non l’avete va bene anche il silicone ed infornare a 60°C. per 3 ore; se volete fare i cestini, dopo 1 ora circa, sfornare e, adoperando un coppapasta, ricavare la forma desiderata: per le millefoglie lasciare così, per i cestini, sollevare i cerchi con una spatola e capovolgerli su un pirottino reso conico con un manico di legno un po’ grosso.

Infornare e terminare l’asciugatura fin quando la sfoglia avrà la trasparenza di una caramella o di un croccante.

collage culatello, avocado, limone

Ingredienti per il patè:

le dosi sono variabili a seconda della quantità che desiderate preparare, l’importante, per l’equilibrio di sapori, mantenere la proporzione 1/1, stesso peso di culatello, stesso peso avocado.

  • culatello tagliato a pezzetti sottili,
  • stesso peso di polpa di avocado maturo,
  • qualche goccia di succo di limone per evitare l’ossidazione dell’avocado e dare freschezza,
  • una puntina di scorza di limone grattugiata (se avete il microplan usatelo).

millefoglie melone crema culatello pp1-001

Come fare il patè:

mettere nel bicchiere del minipimer il culatello, la polpa di avocado ed azionare fino ad ottenere una crema, unire il limone, succo e scorza, amalgamare.

Inserire il composto in una sac a poche e riporre in frigorifero fino al momento della preparazione.

Preparazione:

per la millefoglie, alternare sfoglie e patè, ultimando con un ricciolino di patè ed un rametto di timo fresco o altra erba aromatica a voi gradita.

Per i cestini, inserire il patè e decorare con un cuoricino ricavato dalla sfoglia di melone; un consiglio, inserite il patè all’ultimo momento, potete mantenerlo in frigorifero ben chiuso.

cestino melone crema culatellopp-001

Tutto qui, ora, se vi va, sbizzarritevi, io oggi vado a spasso con ello e lo zio, andiamo in Carnia a comperare il miele; auguro a chi mi legge una bella domenica


Dolci trasparenze fiorite e piccoli pancakes, per quelli che: “Mai più senza sambuco”.

Trasparenza sambuco e pancakes-002 

Se fosse un animale sarebbe un felino, se fosse una donna sarebbe una nobile, ricca Signora di un tempo, di quelle eleganti comunque e sempre, sia in stivali di gomma, spettinate o vestite con un sacco.

Se fosse uomo, la moglie ideale per lui sarebbe l’acacia con la quale spesso condivide gli spazi in campagna o sui bordi delle strade.

L’acacia però è meno socievole, poco propensa ad offrirsi agli altri, le sue spine   possono procurare ferite profonde e , spesso ho dovuto cambiare la camera d’aria della mia bicicletta a causa di una spina di acacia .

Quello che si fa con i fiori di sambuco si può fare anche con i fiori di acacia, basta avere l’accortezza di raccoglierli freschi e intatti perchè, al contrario del suo amico, i fiori perdono il profumo con la pioggia ed il tempo, ma torniamo al protagonista di questo post, il sambuco.

Elegante, raffinato, romantico, viene considerato infestante perchè il suo spirito di adattamento lo porta a crescere un pò dappertutto, a più altitudini e questo regala, a chi vive vicino collina e montagna, un raccolto a scalare.

Nei campi qua attorno i suoi fiori sembrano colpi di sole, il verde delle sue foglie si distingue nella macchia e la sua generosità ci regala un profumo da poter conservare tutto l’anno.

In primavera i grappoli dei boccioli possono essere messi sott’olio o sott’aceto, subito dopo i suoi fiori regalano un meraviglioso sciroppo, mi chiedo sempre chi abbia avuto per prima l’idea i mettere questi fiori in acqua, zucchero e limone.

In tarda estate ecco il candore dei fiori lasciare il posto a delle bacche di un verde delicato che si trasforma poco dopo in un brillante viola scuro.

Con queste bacche si possono fare sciroppi, marmellate e… zuppe, c’è anche chi ne fa un liquore.

Io ho voluto fare queste “trasparenze”, adoperando lo sciroppo che ho rifatto una settimana fa, ne ho fatta 1 dose e mezza e, avendo un frigorifero in cantina per conservarlo, ho ridotto la quantità di acido citrico ed aggiunto 2 limoni spremuti; come sapete, non amo il sapore dello sciroppo a caldo.

Se gradite il sapore dello sciroppo a caldo, procedete pure con l’uso dell’agar agar, seguite le dosi scritte sulle confezioni, vi darà un risultato più gommoso (mentre la colla di pesce ha più scioglievolezza) oppure, se ne adoperate meno otterrete una gelatina cremosa trasparente da servire in coppa di vetro per un effetto scenografico, effetto che otterrete anche facendo delle gelatine di piccola forma deliziose da mangiarsi in un boccone.

trasparenze part.-001 

Ingredienti per le traparenze:

  • 250 g. di sciroppo di fiori di sambuco,
  • 4 fogli di colla di pesce (8 grammi),
  • 50 g. di acqua (per sciogliere la gelatina),
  • fiori di sambuco per decorare,
  • petali di rosa per i cuoricini.

trasparenze alto corn-002 

Come fare le trasparenze:

mettere in ammollo i fogli di colla di pesce per 10 minuti, strizzarli bene e scioglierli nell’acqua, unire il composto allo sciroppo e mescolare bene.

Versare una parte della gelatina nelle formine e metterle in frigorifero per 1/4 d’ora, appoggiare i fiorellini sgranati di sambuco e/o i petali di rosa (i miei dalle rose dello zio) e, delicatamente,  aggiungere l’altra parte di gelatina fino a riempire la forma, riporre in frigorifero per non meno di 4 ore.

Vi consiglio, se avete intenzione di creare una composizione, di decidere prima dove posizionare le trasparenze e, dopo averle sformate,  con un brevissimo contatto della base dello stampo in acqua calda, di bagnare una spatola larga e sottile e sollevare delicatamente la trasparenza e farla scivolare lentamente sul piatto di portata, qui, io ne ho adoperati 2, di ardesia.

Tutto qui, potete sbizzarrirvi a piacimento con le forme che più vi piacciono e: buone trasparenze a tutti.

Ma, non è finita qui, volevo gustare le trasparenze con qualcosa che fosse più consistente ma inerente al tema sambuco così, ho ripreso in mano la ricetta dei pancakes che avevo fatto nel 2009, anno in cui ho iniziato a seguire Nigella su Sky.

Aveva fatto dei pancakes con i fiocchi di latte nell’impasto, a suo tempo li avevo riprodotti anche con il formaggio spalmabile, lo sciroppo e fiori di sambuco e ieri, li ho rifatti a forma di fiore adoperando la ricotta di kefir che ottengo scongelado in un colino il kefir in esubero che tengo in freezer.

Se volete facilitarvi la vita fateli come sempre e ritagliate poi la forma a fiore o quella che preferite.

Trasparenze sambuco e pancake tov alto-001 

Faccio un copia-incolla del post/ ricetta pubblicata sul forum il 27-05-09 20:52, tra parentesi le dosi dei fiori nelle foto, omettendo il  periodico ;-)

*La base di questi pancakes è la classica delle famose ciambelle americane (quelle che mangiava Julia Roberts in Pretty woman,per intenderci), ho aggiunto del formaggio cremoso Kaori e una bella manciata di fiori di sambuco.

collage 

Ingredienti:

  • 3 uova (separare i tuorli ) (1 uovo),
  • 1 cucchiaio di zucchero e 2 di sciroppo di sambuco (1 cucchiaio di zucchero aromatizzato al sambuco*),
  • 250 g. di formaggio cremoso (85 g. di ricotta di kefir setacciata),
  • 1 manciata abbondante di fiori di sambuco (a piacere),
  • 50 g. di farina (16 g.),
  • 1 pizzico di sale (omesso),
  • burro per la teglia.

*come fare lo zucchero aromatizzato a fiori di sambuco(copio-incollo da questo post):

la sera prima mettere dei fiori freschi nella dose di zucchero che deciderete di adoperare sia per l’impasto che per lo sciroppo, scuotere il barattolo, il giorno dopo eliminare i grappoletti (conservateli per lo sciroppo)lasciando pure tranquillamente i fiori che si saranno scuriti un pò.

Se volete farne una dose maggiore, vi consiglio di polverizzare dei fiori secchi ed inserire la polvere ottenuta nel barattolo di zucchero, ne basterà davvero poca e non altererà la consistenza del vostro zucchero.

Come fare:

mescolare i tuorli con lo zucchero ed unire gli altri ingredienti, la ricotta setacciata!

Montare leggermente gli albumi con il sale per la dose intera io, per 1 uovo l’ho omesso), amalgamare.

Scaldare una padella antiaderente (io di ghisa), ungerla leggermente con poco burro, se fate i fiori come me ungete gli stampini e posizionateli sul fondo della pentola, farli scaldare ed inserire il quantitativo di pastella che desiderate.

Se fate la forma classica, cuoceteli 2 minuti per parte, sarà il momento di girarli quando i bordi formerano delle bollicine, nel mio caso ho fatto ad occhio, sollevando le formine con una paletta, le ho girate e le ho riposizionate nella padella spingendo l’impasto in basso ed ho tolto la formina.

Li ho voluti più alti proprio perchè, date le dimensioni, non si asciugassero troppo.

ardesia con trasparenze-001 

Nella trasparenza si rifletteva il cielo azzurro di ieri, oggi è nuovamente grigio…

Già che gironzolavo tra frogorifero&C., un’ideuzza per l’estate, sempre che arrivi: mettere negli stampini per il ghiaccio lo sciroppo , infilare qualche fiorellino e mettere in congelatore, nel momento che vi verrà voglia di una bibita dissetante o di bere un the aromatizzato, prendete un cubettino e preparatevi una bevanda e godetevi il relax, magari leggendo un libro.

ghiaccioli di sciroppo fiori sambuco-001 

Per oggi è tutto, buona giornata e, alla prossima


Alici marinate al limone perchè oggi è venerdì e venerdì pesce!

alici marinate-001
Pur essendo donna di mare non mi piace il pesce azzurro, lo scrivo ogni volta ma è così, purtroppo, perchè il pesce azzurro fa bene.Un tempo aveva anche il pregio di costare poco, ricordo ancora le 5o lire di sardoni per i randagini che comperavo al ritorno da scuola, erano le 50 lire che mi dava la Signora Gisella  per la merenda:  20 una rosetta di pane + 30 una vaschettina di nutella= 50 lire (sarebbero 3 centesimi di €uro), un giorno si e uno no devolvevo i soldini per i mici che mi sentivano arrivare nel cortile ed era una festa, già, ho sempre avuto un rapporto speciale con gli animali, gatti in primis ♥

Nei fumetti era un classico il gatto spelacchiato con la lisca in bocca no?

Torniamo a noi, questa è l’unica maniera in cui mangio le alici, le mangio al ristorante o, raramente, le compero pronte.

Non le ho mai preparate e questa ricetta con foto mi è stata gentilmente offerta da gustissimo un portale di cucina, un ricettario on line, ce ne sono molti ma non tutti sono affidabili.

Spesso ho replicato qualche ricetta e spesso sono rimasta delusa;  non c’è modo di comunicare, né di protestare perchè manca un ingrediente o è errato qualche passaggio nel procedimento.

Certo, capita anche a me di andare in cerca di qualche ricetta nel web, per le ricette classiche bisogna avere una base dalla quale partire per poi rivisitare.

Questo è il terzo anno che ricevo a casa la rivista Sale&Pepe e devo dire grazie proprio a Gustissimo che mi ha anche concesso la riproduzione di questa ricetta per cui, quest’anno, un post di ringraziamento ci sta tutto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 600 g. di alici,
  • 4 Limoni,
  • aglio,
  • prezzemolo,
  • olio extravergine d’oliva,
  • peperoncino (facoltativo ma consigliato).

Come fare:

pulire le acciughe eliminando testa, coda e lisca, sciacquarle bene e appoggiarle su un tagliere inclinato per farle sgocciolare, asciugarle con un panno per far assorbire anche l’acqua residua.

Spremere i quattro limoni e versare una parte di succo in una pirofila, poi adagiare un primo strato di alici, ripetere l’operazione fino ad esaurimento delle alici facendo attenzione a che il succo le ricopra bene.

Farle marinare in frigorifero per almeno 6 ore, trascorso questo tempo scolare il succo di limone e condire le alici con aglio, olio e prezzemolo.

Accorgimenti:

ricordarsi di pulire le alici appena acquistate e di asciugarle bene sia dall’acqua dopo averle pulite, sia dal succo di limone dopo il riposo in frigorifero.

Idee e varianti:

si può  aggiungere al condimento delle alici marinate al limone anche un peperoncino piccante per dare un tocco di sapore in più a questo piatto fresco.

Vi auguro uno splendido fine settimana.


Corolla di pesche e mandorle.

torta alle pesche-001 

Ingredienti per una teglia di 26 cm.:

  • 500 g. di farina 00,
  • 1 bustina di lievito di birra secco PA,
  • 1 pizzico sale,
  • 1 grattatina di noce moscata,
  • 100 g. di zucchero,
  • 2 dl di latte tiepido,
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia,
  • 2 uova,
  • 150 g. di burro a fiocchetti,
  • 800 g. di pesche fresche/1 scatola di pesche sciroppate,
  • 100 g. di biscotti secchi sbriciolati,
  • crema pasticcera (2 dl di latte, 20 g. di maizena, 40 g. di zucchero, 2 tuorli e scorza di limone),
  • 4 cucchiai di miele fluido,
  • 15 mandorle spellate per decorare.

Indicazioni se usate pesche fresche:

immergerle un attimo in acqua bollente, sbucciarle e tagliarle a metà, eliminare il seme/osso.

Se usate le pesche sciroppate scolarle dal liquido di governo, in tutti e 2 i casi tagliate a fettine 2 mezze pesche.

  

Come fare:

setacciare la farina in una grande ciotola ed aggiungere, mescolando, il lievito, il sale, la noce moscata e lo zucchero, formare la fontana e versare il latte tiepido, l’estratto di vaniglia, 1 uovo intero e 1 tuorlo.

Mescolare bene gli ingredienti fluidi quindi, poco per volta, intridere la farina e lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Stendere sulla spianatoia e distribuire sulla superficie i fiocchetti di burro, ripiegare la pasta ed impastarla, stenderla ancora 1 volta e reimpastarla, formare una palla e metterla in una ciotola unta, coprire con un telo pulito e far riposare in luogo tiepido 2/3 ore.

Tenere da parte una porzione di pasta grande come 1 uovo ed impastare il resto stendendolo poi sulla tavola infarinata.

Ricavarne un disco sufficiente a ricoprire la base ed i bordi, a metà altezza, della teglia.

Distribuire sul fondo della pasta i biscotti sbriciolati e coprire con crema pasticcera livellandola, disporre le fettine di pesca e bagnare con 2 cucchiai di miele.

Stendere il terzo di pasta tenuta da parte ed appoggiarlo sopra la frutta, sigillare i bordi premendo.

Dividere la pasta tenuta da parte (misura uovo) in 6 parti e ricavarne dei rotolini lunghi e sottili, intrecciarne 2 per volta e formarne una spirale.

Distribuire le mezze pesche con il taglio in giù sulla pasta nella teglia e circondarle con le spirali formando un anello chiuso, decorare con le mandorle e lasciar lievitare in luogo tiepido per 1 ora.

Nel frattempo preriscaldare il forno a 190°C., battere l’albume tenuto da parte e penellarlo sulla pasta, infornare per 50 minuti e, quando la corolla sarà dorata, pennellare le pesche con i rimanenti 2 cucchiai di miele.

 

Questa torta è buonissima però la sua esecuzione mi ha lasciato dei dubbi, io ho seguito le indicazioni senza trasgredire ma credo ci siano dei punti da rivedere, se provate a farla fatemelo sapere e condividete con me (se avrete piacere) le vostre impressioni.

 

 


Crostoli e Fritole: Ciacole no fa fritole, ovvero: Chiacchiere non fanno frittelle.

Crostolo/chiacchiera Carnevale 2010

Anche questo è un modo di dire triestino (lo ammetto, ho nostalgia della mia città).

In questi giorni ne ho viste molte di chiacchiere, d’altronde è carnevale ed i dolci sono sempre gli stessi, quelli della tradizione, quelli che facevano le nonne, le zie, le mamme.

Io non amo molto friggere, non tanto per l’odore ma perchè volente o nolente si sporca  sempre il fornello e l’area circostante.

A niente vale proteggere, la goccia d’olio inevitabilmente scivola via e devi stare attenta a non bagnare nulla sennò gli schizzi partono inesorabili.

Non mi piace anche perchè devo stare sempre là impalata, a girare, a controlare il termometro, alla colorazione, guai ad allontanarsi …insomma friggere è impegnativo però.. però…a carnevale si fa.

D’altronde a quale bambino non piacciono le frittelle? Basta andare alle fiere dove l ‘ olezzo di quell’improbabile olio dove friggono le frittelle non impedisce alle mamme di comperarne una alla loro creatura.

Allora mamme giovani e moderne, a carnevale fate un sacrificio, friggete, lo fate con un olio buono, vi circondate di un’aria festosa, sopportate i fischietti, le serpentine ed i coriandoli in giro per casa.

I coriandoli, che meraviglia, io  li preparavo da sola con la macchinetta che si adopera per bucare i fogli di carta, li mettevo via di volta in volta e li conservavo gelosamente, vuoi mettere la soddisfazione dei coriandoli hand made?

Come sempre mi sono persa in chiacchiere e cocretizzo il mio ciarlare con questa foto che (se volete) potete cliccare ed arrivare alla ricetta dei crostoli che ho pubblicato 2 anni fa, ho dedicato un pomeriggio a crostoli e frittelle di castagne:

Ora, come promesso ieri le Fritole della foto di ieri, anche questa ricetta arriva da Trieste, una mia vicina di casa che ogni tanto (anche se non era carnevale) le faceva e me le portava, un giorno, di corsa ho scritto la ricetta e da quel momento sono diventata “autonoma”.

Queste frittelle sono così semplici da fare che potete farle ogni volta che vi va, l’unica raccomandazione è quella di non farle troppo grandi e di controllare la temperatura dell’olio, il rischio di colorarle troppo e di lasciarle crude all’interno è alto (esperienza personale).

Io tengo l’olio a 170°C. , qualche volta aggiungevo i pinoli ma rimanendo all’esterno alla fine si bruciacchiano, insomma se volete provarle fatele così,  questa volta al posto della buccia di limone ho messo quella d’arancia.

Ingredienti:

  • 1 yogurt compatto (quello nei vasetti di vetro, a Trieste trovavo i San Giusto), questa volta ho messo lo yogurt greco 150 g.
  • 1 uovo,
  • 3 cucchiai di zucchero,
  • 7 cucchiai di farina,
  • 1 bustina zucchero vanigliato per spolverizzare (io macino quello semolato con bacello di vaniglia),
  • 1 e 1/2 cucchiaino di lievito,
  • la buccia grattugiata di 1 limone o arancia,
  • uvetta (quantità a piacere),
  • rum (per ammollare l’uvetta),
  • pizzico sale,
  • olio arachidi per friggere.

Come fare:

montare il tuorlo con lo zucchero, aggiungere lo yogurt e via via gli altri ingredienti (l’uvetta strizzata).

Incorporare delicatamente l’albume montato a neve e friggere a cucchiaiate (siate veloci!) nell’olio caldo
cospargerle con lo zucchero a velo e…buon appetito!!

Fritole Istriane

Ieri ho messo le mani avanti riguardo la qualità delle foto (che ho cercato di aggiustare …senza successo però ;-) ), ma vale comunque la pena condividere la ricetta, il link di provenienza è lo stesso di ieri (lo metterò alla fine).

Dimenticavo,avevo tutto il passo passo ma non me la sono sentita…davvero :-(

Trascrivo gli ingredienti originali, dalle quantità vi renderete conto che quando le donne Istriane “decideva de far le fritole” facevano sul serio ;-)

Impasto fritole.

Ingredienti:

  •  1 kg e ½ di mele,
  • ½ kg di uva passa,
  • 1 etto e ½ di pinoli,
  • 1 etto e ½ di cedrini,
  • 2 etti di cioccolato,
  • ¾ di kg di zucchero* (750 g.),
  • farina (il necessario per fare “polenta”),
  • 1 litro di acqua,
  • 2 pizzichi di sale,
  • la scorza grattugiata di 2 arance e 2 limoni,
  • 1 bicchiere da 1 ottavo* di rum,
  • vino o marsala per mettere in ammollo l’uvetta,
  • olio per friggere.

Come fare:

mettere in ammollo l’uva; far bollire l’acqua e versarvi dentro tutti gli ingredienti e poi la farina q.b. per fare tipo polenta (mescolare per 15 minuti).

Stendere il tutto su una tavola e lasciare raffreddare e rapprendere, prendere un po’ di pasta con un cucchiaio, fare una pallina e passarla nella farina e poi friggerla.

Impasto fritole in cottura.

Io avevo fatto 1/4 di dose per prova, non ho messo né la cioccolata né i cedrini, la prossima volta taglierò le mele a pezzetti + piccoli.

Con 1/4 di dose vengono 19 frittelle, la proporzione di farina è proprio 500 g. x 1 litro, io ho messo 125 g. x 1/4 di litro.

*in Istria, Trieste e dintorni è usuale l’unità di misura in quarti e deca, la me daghi 10 deca de coto misto= mi dia un etto di prosciutto cotto misto.

Ecco il link per le fritole e non solo.

E se dopo aver letto tutto questo avete ancora voglia di friggere vi lascio i krapfen del Sacher Hotel, anche loro datati 2010, per me l’ Anno del fritto.


Le Fettuccine Dolci di Fr@

 

Un impasto elastico, facile da lavorare, un fritto asciutto ed ho scoperto alla fine che si possono anche arrotolare per simulare un pò le serpentine di Carnevale.

L’unica variante che ho fatto è l’omissione della vanillina che non adopero mai ma ho usato lo zucchero vanigliato fatto in casa con la stecca Bourbon.

Riporto la ricetta di Fr@   :

Ingredienti:

  • 300 g di farina,
  • 2 cucchiai di zucchero,
  • 40 g di burro,
  • 3 uova,
  • la scorza grattugiata di 3 limoni e di 3 arance non trattate
  • pizzico di vanillina (zucchero vanigliato naturale),
  • olio di semi di arachidi,
  • zucchero a velo,

Preparazione:

-Impastare la farina con le uova, lo zucchero, il burro fuso e il pizzico di vanillina

-Tirare la sfoglia abbastanza sottile.

-Cospargere la parte centrale della sfoglia di zucchero e la scorza grattugiata dei limoni e arance.

-Piegare la sfoglia prima un lato e poi l’altro e ripiegare di nuovo

-Tagliare a fettuccine larghezza di 1 cm circa.

-Friggerle in abbondante olio di semi – devono essere dorate -

-Scolarle su una carta del pane per evitare che si attacchi.

-Spolverare di zucchero a velo quando sono fredde.

 

 


Soufflè glacè ai fichi caramellati.

Il fico, che sia la  sua stagione o meno, è sempre presente nel nostro quotidiano, spesso entrando anche nel nostro linguaggio comune, quante volte  sentiamo dire: non m’importa un fico secco, non vali un fico secco ecc. e non dimentichiamo che è da sempre nel mondo della moda, con le sue foglie è stato il primo testimonial per l’intimo maschile e femminile di D&G, mica pizza e fichi, vedete vengono così, da sole.

Se entra in cucina poi, che sia dolce o salata, una ricetta guadagna subito in originalità e raffinatezza.

Ma ora veniamo al soufflè glacè, detto, studiato, fatto.

La partenza era caramellare i fichi ed ho fatto così:

ho messo in una padella i fichi, qualche cucchiaio di zucchero,un pò di succo di limone e dopo qualche minuto a fuoco vivace ho abbassato la fiamma ed ho lasciato andare a tegame scoperto, girando ogni tanto i fichi senza romperli per c.ca 40 minuti.

Mentre i fichi caramellavano ho montato gli albumi e preparato lo sciroppo per la meringa italiana.

Io ho diviso le dosi a metà e le mie varianti stanno nella meringa Italiana per la quale ho adoperato metà sciroppo di zucchero e metà sciroppo della caramellatura dei fichi alla quale ho aggiunto qualche goccia di estratto naturale di vaniglia.

Al posto della composta di frutti di bosco ho usato la polpa schiacciata di 1 fico.

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  • 250 gr yogurt bianco,
  • 3 albumi (del peso di circa 100gr),
  • 200 gr zucchero a velo,
  • 100 ml acqua per lo sciroppo,
  • 200 ml panna montata,
  • un cucchiaio di composta per lo yogurt + composta per il ripieno.

Rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 5 cm e fissare con spago da cucina.
Mettere al fresco.

Preparare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima.
Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua , far sciogliere sul fuoco fino ad avere uno sciroppo piuttosto denso.

Versare lo sciroppo negli albumi montati a neve continuando a sbattere il composto fino a quando non sarà freddo, poi passare in frigo.

Montare la panna.
Versare lo yogurt in un recipiente, unire un cucchiaio di composta ai frutti di bosco e la panna montata, incorporare gli albumi.
Versare nei contenitori  e mettere in freezer , dopo circa un’ora (o non appena saranno rappresi) tirarli fuori , prelevare due cucchiaini di composto dal centro, in modo da creare un piccolo buco, rimettere in freezer per almeno 6 ore.
Prima di servire rimuovere la carta, riempire il soufflé gelato con due cucchiaini di composta ai frutti di bosco e servire.

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Confettura di petali di rosa.

Dopo lo zucchero alla rosa che è ancora al sole ad abbronzarsi ho provato con la confettura, il titolo del post testimonia che l’ho fatto alla sera per non perdere tutto il  profumo dei petali aspettando l’indomani.

(Roselline secche non usate per la confettura)

Ingredienti per un vasetto da 250 + assaggio per ello:

100 g. di petali di rosa,

300 . di zucchero,

acqua di rose,

succo di limone,

200 g. d’acqua.

Come fare:

pestare i petali in un mortaio (io li ho tritati nel mixer con le lame di plastica  ;-) ), aggiungere metà della quantità di zucchero indicata, qualche cucchiaio di succo di limone e altrettanti di acqua di rose per ottenere una pasta ben amalgamata.

Mettere al fuoco 200 g. di acqua e lo zucchero rimasto (150 g.) e quando si sarà sciolto, aggiungere la pasta di rose e lasciar cuocere fino a consistenza desiderata.

Io consiglio di superare la cottura perchè raffreddandosi si addensa.La mano si è sgonfiata, non ho più dolori ed ho avuto la conferma che l’essere umano ha uno spirito di adattamento inimagginabile….grazie a chi mi ha “pensata” :-)


Crema tana con frutta, anche il mondo è incominciato con un peccato di gola.

 Oggi delego, delego la ricetta, il racconto, la musica, tutto rigorosamente farina di un altro sacco, quello di Luisanna Messeri, mie soltanto le foto ed oggi ne metterò tante perchè ho voglia di colore, di freschezza, di profumi  di cose ed anche parole buone.

Appena fatto l’abbonamento  Sky, la disputa iniziale per l’acquisizione del telecomando comprendeva essenzialmente 2 canali, per me Alice/Gamberorosso per ello History channel.

Ed è stato durante una delle mie rare vittorie che ho conosciuto quella simpaticona di Luisanna Messeri che ora (poverina) ha il suo bel daffare a domare  B.B. (no, non Brigitte Bardot ma Beppe Bigazzi :-D ) e vittima anch’io della pubblicità ho comperato il suo libro che oltre ad essere un prezioso ricettario è anche utile fonte di aneddoti, racconti, di episodi e personaggi  per un motivo o per l’altro legati  alla buona tavola vista come occasione di condivisione, aggregazione, allegria, ed alla fine di ogni racconto consiglia una musica che certamente renderà la vostra ricetta ancor più gustosa, parola di Luisanna.

Ingredienti:

  • 1 litro d’acqua,
  • 4/5 limoni non trattati,
  • 4 etti di zucchero (3 etti fruttosio),
  • 60 g. di maizena,
  • 4 uova intere,
  • frutta mista a piacere, colorata, a seconda della stagione (Luisanna suggerisce che non dovrebbe mancare l’ananas), io non l’ho messo.

Come fare (da pag. 100 del libro Il club delle cuoche):

una volta lavati ed asciugati, grattugia la buccia dei limoni, ma gratta solo il giallo perchè il bianco è amaro, i limoni quindi devono essere, per forza, biologici.

La leggenda che gli alimenti biologici siano carissimi non è vera, certo costano un pò di più ma li valgono tutti, in salute intendo.

Se proprio non li hai, quelli “trattati” vanno lavati a fondo con il sapone (quello dei piatti va benissimo) proprio come fano nei film americani, o meglio ancora con il bicarbonato di sodio.

Grande il bicarbonato, serve ad un sacco di funzioni casalinghe: provare per credere!

In una pentola mescola le uova intere, lo zucchero (fruttosio) e il succo dei limoni; aggiungi l’acqua nella quale hai disciolto a freddo l’amido di mais (maizena) e le bucce grattugiate.

Metti la pentola sul fuoco, basso, e gira sempre con un mestolo, appena giunge a bollore tutto si addensa, leva dal fuoco e lascialo raffreddare.

Intanto la frutta va pulita e tagliata a pezzetti: fragole, kiwi, banane, uva..va bene tutta la frutta di stagione e quella che ci piace di più.

Mescola la frutta alla crema ormai raffreddata e sistemala in una zuppiera di vetro che, in trasparenza, lascerà vedere l’arcobaleno dei colori della frutta mescolato al giallo-giallo della crema.

Decora la superficie con pezzetti di frutta sistemandola col tuo estro e mettila in frigorifero un paio d’ore prima di servire.

A fine pasto questa macedonia con crema è squisita e leggera.

Non contenendo grassi, né latte né burro, oserei dire che è dietetico, volendo si può diminuire lo zucchero occorrente, ma rimane lo stesso un dolce goloso.

Auguro a tutte/i voi un fine settimana ricco di colore come questo dolcino, un abbraccio :-)

Ma voi avete un’aiutante come Perla che vi aiuta a disfare il lettone?


Liquore all’erba Luigia.

Ogni frutto ha la sua stagione, mi diceva la mamma quando chiedevo le ciliegie in dicembre, o l’uva in febbraio…beh oggi è tutta un’altra cosa, trovi tutto tutto l’anno , il sapore le accomuna tutte queste primizie perenni non sanno di niente.

Quindi? Chiederete voi, quindi, facciamo come le nonne che avevano comunque la primizia perenne, ma sotto vetro.

La frutta diventava marmellata, si, quand’ero piccola non c’era distinzione tra la marmellata di agrumi e la confettura di frutta, le verdure venivano messe  nei vasi condite con profumi e coperte con prezioso olio che veniva usato per condire la carne, le patate bollite o per fare una goduriosa soppa  (scarpetta).

Questo liquorino come lo chiama Tiziana, la generosa dispensatrice di questa ed altre ricette fa parte dei suoi ricordi.

Quand’era bambina una pianta di erba Luigia che cresceva accanto alla  finestra profumava tutta la sua cameretta e quel profumo le evoca ancora ricordi e le procura un pò di nostalgia, ecco allora che ogni anno racchiude un pò di quei ricordi in una bottiglia ed invece di affidarla al mare oggi  la affida a noi.

Ingredienti per il liquore all’erba Luigia:

  • 1 litro di grappa,
  • 350 g di zucchero,
  • 60 foglie di erba Luigia (intere),
  • 4 limoni BIO (se sono grandi come quello della foto ne bastano 2)

Procedimento:

tagliare a striscioline la parte gialla della buccia dei limoni (attenzione perchè la parte bianca rilascierebbe l’amaro).

Inserire tutti gli ingredienti in una bottiglia da 2 litri, shakerare spesso per far sciogliere lo zucchero e dopo 40 giorni (meglio di più che di meno),

filtrare ed il vostro digestivo casalingo profumatissimo è pronto.

Mi raccomando, bevete consapevole

 


Pacchettini di salmone al pepe rosa.

Questo pacchettino è stato il mio pranzo, dopo piscina, mi è piaciuto comporlo, fotografarlo e mangiarlo.

Ingredienti per 6 pacchettini:

  • 2 tranci di salmone da 125 g l’uno,
  • 1 porro,
  • aneto, (non ci crederete ma è cresciuto brado in un vaso di tradescanzia detta miseria)
  • pepe rosa,
  • *una stecca di lemongrass,* (facoltativa, ometterla o sostituirla con aromi di vostro gradimento)
  • limone,
  • olio evo,
  • sale affumicato.

Come fare:

tagliare i tranci in 3 cubi da c.ca 4 cm. l’uno (6), sbollentare il porro in acqua salata, toglier e le foglie esterne e tagliare a rondelle il cuore.

Disporre a croce le foglie, appoggiare il cubo di salmone dopo aver salato la base col sale affumicato, salare anche la superficie, aggiungere qualche grano di pepe rosa e qualche rondella di porro.

Richiudere e cuocere a vapore per 10 minuti.

Preparare un’emulsione con olio e limone, schiacciare nel mortaio il pepe rosa e tagliare con le forbici l’aneto, mescolare tutto e versare sul pacchettino.

*La stecca di lemongrass la taglio a pezzi e la metto nell’acqua della vaporiera per dare profumo.*

Più bello, dietetico, gustoso, scenografico ed appagante di così, mi è piaciuto così tanto che mi farò spesso un pacchetto così.

Buon fine settimana a tutte/i.


Crostata del cid …

E’ arrivata l’ora…Nonna Papera parte, torna a Paperopoli, doveva già partire alla fine di aprile ma faceva ancora troppo freddo…..

Volevo salutarla  così la mamma ieri pomeriggio mi ha preparato un cestino con le uova, le mandorle e la marmellata  e sono partita pedalando a tutta forza verso casa sua.

E’ stata felice di vedermi:

Nonna: quanto tempo tesoro!

Io: lo so, avrei voluto venire prima ma la scuola mi ha impegnato molto, sai che per la mamma la scuola viene prima   di  tutto..ma ora sono qua per salutarti e…..indovina!!!

Nonna:  vuoi fare una torta :-)

Io: si :-)

Nonna: quale torta vuoi fare?

Io: la crostata del cid, quella a pagina 114

Nonna: ma non ho le mandorle :-(

Io.: non importa, la mamma ti ha preparato un cestino con l’occorrente :-D , però la marmellata di ciliege l’aveva finita,  ma ti ha mandato una che ha preparato questo autunno con l’uva fragola e le pere cotogne.

Nonna: va benissimo, noi faremo “finta” che sia di ciliege ;-) , però prima aiutami a chiudere le valige.

Io: ma nonna!!! Quante cose hai messo dentro, dai che mi siedo sopra sennò chi le chiude :-D

Nonna: finisce sempre così, dico sempre di portare meno roba….ok.. fatto, andiamo tesoro, lavati le mani.

Che cosa occorre:

  • gr 400 di zucchero;  (300)
  • gr 270 di mandorle;
  • gr 250 di farina 00;
  • gr 225 di burro;
  • 6 uova;
  • un limone;
  • una bustina di vanillina; (1/2 cucchiaino di vaniglia bourbon)
  • marmellata di ciliegie; (uva fragola e pere cotogne)
  • qualche pistacchio; (granella di nocciole e mandorle a lamelle)
  • sale.

Come si procede:

sbucciate le mandorle e mettetele in forno ad asciugare, ma senza farle colorire; poi mettetele da parte.

(io le ho lasciate con la buccia).

Intanto preparate la pasta con:

  • 125 gr di zucchero (100), la farina,la scorza grattugiata di mezzo limone
  • 1 uovo intero, 1 tuorlo (ricordatevi di mettere da parte tutti gli albumi)
  • e 140 gr di burro.

Lavorate solo quanto basta per amalgamare gli ingredieni, e fate una palla che metterete nel frigorifero, avvolta in carta oleata, per circa un’ora.

Pestate nel mortaio gr 170 di mandorle e 170 di zucchero (140) (unito un cucchiaio alla volta) setacciando la polveree ripestando le briciole che restano nel setaccio (robot!).

Unite alla polvere, sempre pestando, un uovo intero e tre tuorli, poi la vanillina.

Fate sciogliere gr 80 di burro in un pentolino e lasciatelo raffreddare.

Imburrate ed impanate una tortiera (circa cm 24).

Togliete la palla dal frigorifero e stendetela in un disco grande abbastanza da coprire fondo e bordi della tortiera, rimboccando la pasta agli orli e sforacchiandola sul fondo con una forchetta.

Stendeteci sopra uno strato di marmellata.

Montate tre albumi e unitevi le mandorle e il burro sciolto.

Versate tutto sopra la marmellata, livellate, e mettete in forno già caldo (170°) per 40 minuti.

Intanto che la torta cuoce, pestate il resto delle mandorle e dello zucchero al solito modo, e unite la scorzagrattugiata dell’altro mezzo limone e il quarto albume, fino a ottenere una specie di purè.

Scaldate in un pentolino un pò di marmellata, in modo che si sciolga bene.

Pelate i pistacchi.

Quando la crostata si sarà raffreddata, mettete in una siringa la pasta di mandorle, e disegnate un reticolato sulla superficie; sempre con la siringa riempite di marmellata i quadretti.Guarnite con i pistacchi…e finalmente la torta è pronta!

Sarà meglio però farla riposare al fresco ancora un paio d’ore.

Io: nonna, non la so usare la siringa..e l’impasto è così duro, posso fare dei rotolini?

Nonna: ho visto, potevamo aggiungere un albume, ma va bene così, fai tu, vediamo cosa combini :-D

Io: ti piace?

Nonna: si è fatto tardi, ti metto la torta in una tortiera e la porti a casa…domani quando la mangerete mi penserete ……

Io: non possiamo assaggiarla adesso?

Nonna: no, è troppo tenera ancora…domani sarà più buona.

Io: spero di non rovinarla :-(

Nonna: dai, vieni qui che ti abbraccio :-) ma, ma..cosa vedo, una lacrimuccia?

Io: no, ho il raffreddore :-)

Così Nonna Papera mi strinse forte forte, ho visto che anche lei aveva una lacrima ma non le ho detto nulla.

Nonna: ciao tesoro, vai piano!

Io: fai buon viaggio e saluta zio Paperone e Pluto ….

Ciao Nonna Papera, mi mancherai..e mi mancherà anche il manuale, oggi lo riporto in biblioteca, assieme ai miei sogni di bambina.


Torta al limone

Vedo che questo post è stato tradotto, purtroppo la pagina del manuale non si traduce in automatico..ho scritto gli ingredienti che ho usato… ;-)

Evviva!!!! Ieri pomeriggio, dopo aver finito i compiti (faccio la seconda elementare), la mamma mi ha mandato a portare le uova a nonna Papera.

Lei vive in America, ma viene ogni anno a trovare i suoi tre discoli nipotini.

Quest’anno è la prima volta che la vedo e sono emozionata, mi piace stare con lei, mi insegna tante cose e mi racconta tante storie.

Non abita lontano e sono andata da lei in bicicletta e, per arrivare prima, ho preso la scorciatoia per i campi…tutte scuse per fermarmi a raccogliere qualche fiore da regalarle.

Prima di entrare in casa ho salutato i nipotini che mi fanno sempre dispetti uffa!

Lei mi ha vista arrivare, mi è venuta incontro e mi ha fatto una carezza.

**Vieni, ti ho portato un regalo, so quanto ti piace il mio quaderno di ricette e te ne ho portato una copia.

Ma è un libro!!!

**Si, il mio amico Walt per il mio compleanno lo ha pubblicato, ha detto che era un peccato che non potessero leggerlo tutti i bambini del mondo, scegli una ricetta che la facciamo assieme.

Ce n’erano così tante, e prima di ogni ricetta un aneddoto di storia, ero così emozionata.

Nonna Papera, facciamo la torta al limone? E’ a pagina 110, non mi sembra difficile.

Cosa occorre per la pasta:

  • 250 g di farina,
  • 150 g di burro,
  • 1 pizzico di sale.
  • Per la crema:
  • 3 limoni,
  • 180 g di zucchero,
  • 3 dl d’acqua,
  • 60 g di farina,
  • 3 tuorli.

Per la meringa:

  • 2 albumi,
  • 40 g zucchero a velo.
  • Ciliegine candite per decorare.

*************************************


**Va bene, mettiti il grembiulino e vai a lavarti le mani che incominciamo.

Le uova te le manda la mamma, sono freschissime e già lavate, sai, la mamma dice che bisogna sempre lavarle le uova prima di usarle.

A questo punto nonna Papera ha brontolato un po’.

Cosa c’è?

**Ah, hanno sbagliato di scrivere la dose di burro.

Perchè?

**Perchè non è possibile fare un’impasto con 25 grammi di burro su 250 grammi di farina.

E adesso come facciamo, non ti ricordi più come avevi scritto?

**No, ed ho anche regalato il vecchio quaderno, ma ora facciamo noi, tu tagliami il burro a pezzettini piccoli, io lo aggiungo poco a poco nella farina, così vediamo quanto ne occorre.

Hai messo il sale nella farina?

**Si, certo.

Alla fine ha aggiunto 150 grammi di burro.

Ha fatto come era scritto nel libro ed ha infornato (i fagioli li ho messi io..ma non li ho contati).

Cosa significa forno caldo” e “forno moderato“?

**Per questa torta  180°C e 160°C.

Lei mi ha fatto grattugiare la scorza dei limoni, dividere il rosso dell’uovo dall’albume.

**Stai attenta a non rompere il tuorlo, se va nell’albume non riusciamo a fare la neve.

Lei ha preparato la crema ed io l’ho mescolata per non farla attaccare.

Dovevamo aspettare, per finire la crema, che la torta fosse cotta e così mi ha raccontato un po’ di cose.

Quest’anno a casa sua c’ è stato molto freddo, per giorni non è potuta uscire di casa per la neve alta che arrivava a metà porta e metà finestra, con il freddo le fanno male le ossa e fa fatica a muoversi come una volta.

Per questo ha deciso di venire in Italia a trovare i suoi nipotini e per regalare qualche copia del suo quaderno di ricette ai bambini che, leggendolo, impareranno anche un po’ di storia che, come dice la mamma, non fa mai male!

Intanto  mancava pochissimo, la torta era quasi  cotta e dovevamo preparare la meringa.

Posso fare io la meringa? Come devo fare?

**Sbatti bene gli albumi ed aggiungi a poco a poco lo zucchero a velo.

Così?

**Si, bravissima, ancora un po’, dev’ essere come la neve.

Come quella che vedevi dalla tua finestra? ;-)

**Sciocchina, non prendermi in giro.

A questo punto mi ha fatto una carezza, è molto dolce nonna Papera, anche se sembra un po’ burbera.

Va bene così?

**Si, facciamo presto, io metto la crema nella torta e tu metti sopra la meringa, stendila bene sulla crema e poi metti le ciliegine.

Posso metterle come voglio?

**Certo.

Adesso a quanti gradi va il forno?

**A 180°C

Quanto tempo?

**Fino a quando la neve sarà colorata.

Come l’oro?

**Si, come l’oro.

Nonna Papera, perchè non rimani sempre qui? Così se sarà freddo ed avrai male alle ossa potremo aiutarti noi a fare le faccende e tu potrai riposare.

**Mi piacerebbe, ma la mia casa è laggiù,  qui  il mio cuore sarebbe diviso a metà. Lo capirai un giorno, quando sarai lontana dalla tua terra.

**Noi siamo come gli alberi, abbiamo le radici e, come gli alberi, se veniamo strappati alla terra non moriamo, ma cresciamo storti e non facciamo le foglie ed i fiori non riescono a sbocciare, cadono prima, e così non nascono neanche i frutti.

Ho visto che aveva gli occhi lucidi.

Perchè piangi?

**Non piango, devo mettermi gli occhiali, prendimeli tu, sono sulla credenza.

Nonna Papera, la neve è diventata color dell’oro, è pronta?

**Ora vedo io, si  si, è pronta, prendi le presine, quelle più grosse.

Posso fare io? :-)

**No, è pericoloso, i bambini non devono andare vicino ai fornelli ed il forno, bisogna chiedere sempre alla mamma.

Va bene :-(

Com’è bella!!!!!

**E’ anche buona, la tagliamo quando si è raffreddata, adesso la crema è ancora morbida.

Nonna, chi va a dar da mangiare a Pluto?

**Lo ha portato a casa zio Paperone.

Zio Paperone? Ma lui è avaro, non gli darà da mangiare per risparmiare.

**No, zio Paperone non è più tanto  ricco, ha perso un po’ di soldi, lo hanno imbrogliato persone più furbe di lui e con i soldi ha perso anche la sua avarizia, si è accorto che era solo, che nessuno gli voleva bene, ora divide quello che ha con i poveri, ha molti amici che vanno a trovarlo, è diventato buono, ha capito che sono altre le cose che hanno valore, ed ora si sente più ricco di prima.

**Ma ora tagliamo la torta, chiama i tre discolacci, è l’ora della merenda.

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Ehi, svegliati, sono tornato.

Ciao, mi sono addormentata, ho fatto un bellissimo sogno… La mangi una fetta di torta con me?


I miei “crostoli” per salutare il carnevale…

Ormai carnevale è agli sgoccioli, a mezzanotte si chiudono le danze, si ripongono le maschere…quelle di carnevale, e ci si avvia mesti lungo il cammino della Quaresima che ci terrà tranquilli..fino a Pasqua quando le feste ricominceranno.

Con questi crostoli “virtuali” ballo anch’io, non che ci fosse bisogno di altre ricette per questo dolce che, soltanto cambiando nome, unisce l’Italia, ma questa ricetta è quella che faccio sempre e che fa parte dei mei ricordi,  è della moglie di un mio collega che, arrivando ogni anno con il goloso vassoio,  è stato così gentile da portarmi la ricetta….non senza aver fatto un po’ di resistenza.

Ecco gli ingredienti:

  • 280 g di farina 00,
  • 20 g di maizena (amido di mais),
  • 1/2 cucchiaino raso di lievito per dolci,
  • 30 g di zucchero,
  • 1 bustina di zucchero vanigliato (ho adoperato solamente lo zucchero semolato che conservo con la bacca),
  • 2 uova grandi
  • 30 g di burro
  • 2 cucchiai di rum o grappa (grappa),
  • la buccia grattugiata di 1 limone non trattato (ho aggiunto 1 arancia),
  • 1 pizzico di sale,
  • olio di arachidi per friggere e zucchero a velo per spolverizzare.

Come farli (riscrivo fedelmente):

in una terrina mescolare farina, maizena e lievito, setacciare tutto su una tavola di legno, formare il cratere ed inserire all’interno uova, zucchero, zucchero vanigliato, rum, sale, buccia di limone.

Con una forchetta rompere le uova incorporandole alla farina assieme agli altri ingredienti lasciandone un po’ da parte.

Lavorare con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungere il burro freddo tagliato a pezzetti, coprire con la farina rimasta e amalgamare tutto fino ad avere una pasta liscia, se dovesse risultare morbida porla in frigo per 30 minuti.

Tagliarla a fettine e stenderla col mattarello in sfoglia sottile (io ho usato la macchina per la pasta alla tacca 7), ricavare strisce larghe 5 cm e lunghe 10, praticare 2 tagli verticali al centro e friggere in olio bollente, al formarsi delle bolle girare subito, scolarli ed appena tiepidi spolverarli di zucchero a velo.

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Come ho scritto nel post precedente ho creato altre forme, cuoricini, farfalle, mascherine, tagliolini, fiori….perchè odio annoiarmi in cucina!


Carciofi fritti, omaggio di Messer carciofo a Pellegrino Artusi.

carciofi fritti-001

Una domenica luminosa, il cielo terso ed una leggera brezza mi hanno  convinto ad uscire di casa per  una lunga passeggiata sul lungomare  rinvigorendo anima e corpo.

Sentendomi meritevole di un premietto, mi sono concessa un fritto: i carciofi fritti di Pellegrino Artusi.

Premetto che è la prima volta che mi cimento in una Sua ricetta, sarà perchè “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” è un libro che leggo quando sono giù di morale ed ho necessità di farmi qualche bella e sana risata, ma visto il risultato questo è un nuovo inizio!!

Ma ora lascio a Lui il racconto della ricetta, non potrei farlo meglio!

Questo è un fritto molto semplice; ma pure, pare incredibile, non tutti lo sanno. fare. In alcuni paesi lessano i carciofi prima di friggerli, il che non va bene: in altri li avvolgono in una pastella la quale non solo non è necessaria, ma leva al frutto il suo gusto naturale. Eccovi il metodo usato in Toscana che è il migliore. Colà, facendosi grande uso ed abuso di legumi ed erbaggi, si cucinano meglio che altrove.

collage carciofi Artusi

Prendete, per esempio, due carciofi, nettateli dalle foglie coriacee, spuntateli, mondatene il gambo e tagliateli in due parti;

poi questi mezzi carciofi tagliateli a spicchi o per meglio dire a fette da cavarne 8 o 10 per carciofo anche se non è molto grosso. Di mano in mano che li tagliate, gettateli nell’acqua fresca e quando si saranno ben rinfrescati, levateli ed asciugateli così all’ingrosso o spremeteli soltanto, gettandoli subito nella farina perché vi resti bene attaccata.

collage carciofi Artusi1-001

Montate a mezzo la chiara di un uovo, ché uno solo basta per due carciofi, poi nella chiara mescolate il torlo e salatelo.

Mettete i carciofi in un vagliettino per scuoterne la farina superflua e dopo passateli nell’uovo, mescolate e lasciateceli qualche poco onde l’uovo s’incorpori.

Gettate i pezzi a uno a uno in padella con l’unto a bollore e quando avranno preso un bel colore dorato levateli e mandateli in tavola con spicchi di limone perché, come ognun sa, l’agro sui fritti che non sono dolci dà sempre grazia ed eccitamento al buon bere. Se desiderate che i carciofi restino bianchi, è meglio friggerli nell’olio e strizzare mezzo limone nell’acqua quando li mettete in molle.


collage carciofi Artusi2-001
Alla prossima ricetta.


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