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Alici marinate al limone perchè oggi è venerdì e… Venerdì pesce!

alici marinate-001

Giovedì gnocchi e venerdì pesce, questi erano i ritmi della settimana.

Pur essendo donna di mare non mi piace il pesce azzurro, lo scrivo ogni volta ma è così, purtroppo, perchè il pesce azzurro fa bene.

Un tempo aveva anche il pregio di costare poco, ricordo ancora le 5o lire di sardoni per i randagini che comperavo al ritorno da scuola, erano le 50 lire che mi dava la Signora Gisella  per la merenda:  20 una rosetta di pane + 30 una vaschettina di nutella= 50 lire (sarebbero 3 centesimi di €uro), un giorno si e uno no devolvevo i soldini per i mici che mi sentivano arrivare nel cortile ed era una festa, già, ho sempre avuto un rapporto speciale con gli animali, gatti in primis ♥

Nei fumetti era un classico il gatto spelacchiato con la lisc in bocca no?

Torniamo a noi, questa è l’unica maniera in cui mangio le alici, le mangio al ristorante o, raramente, le compero pronte.

Non le ho mai preparate e questa ricetta con foto mi è stata gentilmente offerta da gustissimo un portale di cucina, un ricettario on line, ce ne sono molti ma non tutti sono affidabili.

Spesso ho replicato qualche ricetta e spesso sono rimasta delusa;  non c’è modo di comunicare, né di “protestare” perchè manca un ingrediente o è errato qualche passaggio nel procedimento.

Certo, capita anche a me di andare in cerca di qualche ricetta nel web, per le ricette classiche bisogna avere una base dalla quale partire per poi rivisitare.

Questo è il terzo anno che ricevo a casa la rivista Sale&Pepe e devo dire grazie proprio a Gustissimo che mi ha anche concesso la riproduzione di questa ricetta per cui, quest’anno, un post di ringraziamento ci sta tutto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 600 g. di alici,
  • 4 Limoni,
  • aglio,
  • prezzemolo,
  • olio extravergine d’oliva,
  • peperoncino (facoltativo ma consigliato).

Come fare:

pulire le acciughe eliminando testa, coda e lisca, sciacquarle bene e appoggiarle su un tagliere inclinato per farle sgocciolare, asciugarle con un panno per far assorbire anche l’acqua residua.

Spremere i quattro limoni e versare una parte di succo in una pirofila, poi adagiare un primo strato di alici, ripetere l’operazione fino ad esaurimento delle alici facendo attenzione a che il succo le ricopra bene.

Farle marinare in frigorifero per almeno 6 ore, trascorso questo tempo scolare il succo di limone e condire le alici con aglio, olio e prezzemolo.

Accorgimenti:

ricordarsi di pulire le alici appena acquistate e di asciugarle bene sia dall’acqua dopo averle pulite, sia dal succo di limone dopo il riposo in frigorifero.

Idee e varianti:

si può  aggiungere al condimento delle alici marinate al limone anche un peperoncino piccante per dare un tocco di sapore in più a questo piatto fresco.

Vi auguro uno splendido fine settimana.


“Corolla di pesche e mandorle”

torta alle pesche-001

Ingredienti per una teglia di 26 cm.:

  • 500 g. di farina 00,
  • 1 bustina di lievito di birra secco PA,
  • 1 pizzico sale,
  • 1 grattatina di noce moscata,
  • 100 g. di zucchero,
  • 2 dl di latte tiepido,
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia,
  • 2 uova,
  • 150 g. di burro a fiocchetti,
  • 800 g. di pesche fresche/1 scatola di pesche sciroppate,
  • 100 g. di biscotti secchi sbriciolati,
  • crema pasticcera (2 dl di latte, 20 g. di maizena, 40 g. di zucchero, 2 tuorli e scorza di limone),
  • 4 cucchiai di miele fluido,
  • 15 mandorle spellate per decorare.

Indicazioni se usate pesche fresche:

immergerle un attimo in acqua bollente, sbucciarle e tagliarle a metà, eliminare il seme/osso.

Se usate le pesche sciroppate scolarle dal liquido di governo, in tutti e 2 i casi tagliate a fettine 2 mezze pesche.

Come fare:

setacciare la farina in una grande ciotola ed aggiungere, mescolando, il lievito, il sale, la noce moscata e lo zucchero, formare la fontana e versare il latte tiepido, l’estratto di vaniglia, 1 uovo intero e 1 tuorlo.

Mescolare bene gli ingredienti fluidi quindi, poco per volta, intridere la farina e lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Stendere sulla spianatoia e distribuire sulla superficie i fiocchetti di burro, ripiegare la pasta ed impastarla, stenderla ancora 1 volta e reimpastarla, formare una palla e metterla in una ciotola unta, coprire con un telo pulito e far riposare in luogo tiepido 2/3 ore.

Tenere da parte una porzione di pasta grande come 1 uovo ed impastare il resto stendendolo poi sulla tavola infarinata.

Ricavarne un disco sufficiente a ricoprire la base ed i bordi, a metà altezza, della teglia.

Distribuire sul fondo della pasta i biscotti sbriciolati e coprire con crema pasticcera livellandola, disporre le fettine di pesca e bagnare con 2 cucchiai di miele.

Stendere il terzo di pasta tenuta da parte ed appoggiarlo sopra la frutta, sigillare i bordi premendo.

Dividere la pasta tenuta da parte (misura uovo) in 6 parti e ricavarne dei rotolini lunghi e sottili, intrecciarne 2 per volta e formarne una spirale.

Distribuire le mezze pesche con il taglio in giù sulla pasta nella teglia e circondarle con le spirali formando un anello chiuso, decorare con le mandorle e lasciar lievitare in luogo tiepido per 1 ora.

Nel frattempo preriscaldare il forno a 190°C., battere l’albume tenuto da parte e penellarlo sulla pasta, infornare per 50 minuti e, quando la corolla sarà dorata, pennellare le pesche con i rimanenti 2 cucchiai di miele.

Questa torta è buonissima però la sua esecuzione mi ha lasciato dei dubbi, io ho seguito le indicazioni senza trasgredire ma credo ci siano dei punti da rivedere, se provate a farla fatemelo sapere e condividete con me (se avrete piacere) le vostre impressioni.


Crostoli e Fritole: Ciacole no fa fritole, ovvero: Chiacchiere non fanno frittelle.

Crostolo/chiacchiera Carnevale 2010

Anche questo è un modo di dire triestino (lo ammetto, ho nostalgia della mia città).

In questi giorni ne ho viste molte di chiacchiere, d’altronde è carnevale ed i dolci sono sempre gli stessi, quelli della tradizione, quelli che facevano le nonne, le zie, le mamme.

Io non amo molto friggere, non tanto per l’odore ma perchè volente o nolente si sporca  sempre il fornello e l’area circostante.

A niente vale proteggere, la goccia d’olio inevitabilmente scivola via e devi stare attenta a non bagnare nulla sennò gli schizzi partono inesorabili.

Non mi piace anche perchè devo stare sempre là impalata, a girare, a controlare il termometro, alla colorazione, guai ad allontanarsi …insomma friggere è impegnativo però.. però…a carnevale si fa.

D’altronde a quale bambino non piacciono le frittelle? Basta andare alle fiere dove l ‘ olezzo di quell’improbabile olio dove friggono le frittelle non impedisce alle mamme di comperarne una alla loro creatura.

Allora mamme giovani e moderne, a carnevale fate un sacrificio, friggete, lo fate con un olio buono, vi circondate di un’aria festosa, sopportate i fischietti, le serpentine ed i coriandoli in giro per casa.

I coriandoli, che meraviglia, io  li preparavo da sola con la macchinetta che si adopera per bucare i fogli di carta, li mettevo via di volta in volta e li conservavo gelosamente, vuoi mettere la soddisfazione dei coriandoli hand made?

Come sempre mi sono persa in chiacchiere e cocretizzo il mio ciarlare con questa foto che (se volete) potete cliccare ed arrivare alla ricetta dei crostoli che ho pubblicato 2 anni fa, ho dedicato un pomeriggio a crostoli e frittelle di castagne:

Ora, come promesso ieri le Fritole della foto di ieri, anche questa ricetta arriva da Trieste, una mia vicina di casa che ogni tanto (anche se non era carnevale) le faceva e me le portava, un giorno, di corsa ho scritto la ricetta e da quel momento sono diventata “autonoma”.

Queste frittelle sono così semplici da fare che potete farle ogni volta che vi va, l’unica raccomandazione è quella di non farle troppo grandi e di controllare la temperatura dell’olio, il rischio di colorarle troppo e di lasciarle crude all’interno è alto (esperienza personale).

Io tengo l’olio a 170°C. , qualche volta aggiungevo i pinoli ma rimanendo all’esterno alla fine si bruciacchiano, insomma se volete provarle fatele così,  questa volta al posto della buccia di limone ho messo quella d’arancia.

Ingredienti:

  • 1 yogurt compatto (quello nei vasetti di vetro, a Trieste trovavo i San Giusto), questa volta ho messo lo yogurt greco 150 g.
  • 1 uovo,
  • 3 cucchiai di zucchero,
  • 7 cucchiai di farina,
  • 1 bustina zucchero vanigliato per spolverizzare (io macino quello semolato con bacello di vaniglia),
  • 1 e 1/2 cucchiaino di lievito,
  • la buccia grattugiata di 1 limone o arancia,
  • uvetta (quantità a piacere),
  • rum (per ammollare l’uvetta),
  • pizzico sale,
  • olio arachidi per friggere.

Come fare:

montare il tuorlo con lo zucchero, aggiungere lo yogurt e via via gli altri ingredienti (l’uvetta strizzata).

Incorporare delicatamente l’albume montato a neve e friggere a cucchiaiate (siate veloci!) nell’olio caldo
cospargerle con lo zucchero a velo e…buon appetito!!

Fritole Istriane

Ieri ho messo le mani avanti riguardo la qualità delle foto (che ho cercato di aggiustare …senza successo però ;-) ), ma vale comunque la pena condividere la ricetta, il link di provenienza è lo stesso di ieri (lo metterò alla fine).

Dimenticavo,avevo tutto il passo passo ma non me la sono sentita…davvero :-(

Trascrivo gli ingredienti originali, dalle quantità vi renderete conto che quando le donne Istriane “decideva de far le fritole” facevano sul serio ;-)

Impasto fritole.

Ingredienti:

  •  1 kg e ½ di mele,
  • ½ kg di uva passa,
  • 1 etto e ½ di pinoli,
  • 1 etto e ½ di cedrini,
  • 2 etti di cioccolato,
  • ¾ di kg di zucchero* (750 g.),
  • farina (il necessario per fare “polenta”),
  • 1 litro di acqua,
  • 2 pizzichi di sale,
  • la scorza grattugiata di 2 arance e 2 limoni,
  • 1 bicchiere da 1 ottavo* di rum,
  • vino o marsala per mettere in ammollo l’uvetta,
  • olio per friggere.

Come fare:

mettere in ammollo l’uva; far bollire l’acqua e versarvi dentro tutti gli ingredienti e poi la farina q.b. per fare tipo polenta (mescolare per 15 minuti).

Stendere il tutto su una tavola e lasciare raffreddare e rapprendere, prendere un po’ di pasta con un cucchiaio, fare una pallina e passarla nella farina e poi friggerla.

Impasto fritole in cottura.

Io avevo fatto 1/4 di dose per prova, non ho messo né la cioccolata né i cedrini, la prossima volta taglierò le mele a pezzetti + piccoli.

Con 1/4 di dose vengono 19 frittelle, la proporzione di farina è proprio 500 g. x 1 litro, io ho messo 125 g. x 1/4 di litro.

*in Istria, Trieste e dintorni è usuale l’unità di misura in quarti e deca, la me daghi 10 deca de coto misto= mi dia un etto di prosciutto cotto misto.

Ecco il link per le fritole e non solo.

E se dopo aver letto tutto questo avete ancora voglia di friggere vi lascio i krapfen del Sacher Hotel, anche loro datati 2010, per me l’ Anno del fritto.


Le Fettuccine Dolci di Fr@

Un impasto elastico, facile da lavorare, un fritto asciutto ed ho scoperto alla fine che si possono anche arrotolare per simulare un pò le serpentine di Carnevale.

L’unica variante che ho fatto è l’omissione della vanillina che non adopero mai ma ho usato lo zucchero vanigliato fatto in casa con la stecca Bourbon.

Riporto la ricetta di Fr@ :

Ingredienti:

  • 300 g di farina,
  • 2 cucchiai di zucchero,
  • 40 g di burro,
  • 3 uova,
  • la scorza grattugiata di 3 limoni e di 3 arance non trattate
  • pizzico di vanillina (zucchero vanigliato naturale),
  • olio di semi di arachidi,
  • zucchero a velo,

Preparazione:

-Impastare la farina con le uova, lo zucchero, il burro fuso e il pizzico di vanillina

-Tirare la sfoglia abbastanza sottile.

-Cospargere la parte centrale della sfoglia di zucchero e la scorza grattugiata dei limoni e arance.

-Piegare la sfoglia prima un lato e poi l’altro e ripiegare di nuovo

-Tagliare a fettuccine larghezza di 1 cm circa.

-Friggerle in abbondante olio di semi – devono essere dorate -

-Scolarle su una carta del pane per evitare che si attacchi.

-Spolverare di zucchero a velo quando sono fredde.

 


Soufflè glacè ai fichi caramellati.

Solitamente non uso il termine “fico”, forse perchè sono una “Personne âgée”, ma oggi oso e mi lascio andare, in fondo è lui il protagonista di questo soufflè e secondo me gli piace stare seduto su quel “trono” fresco e goloso…

Il fico, che sia la  sua stagione o meno, è sempre presente nel nostro quotidiano, spesso entrando anche nel nostro linguaggio comune, quante volte  sentiamo dire: non m’importa un fico secco, non vali un fico secco ecc. e non dimentichiamo che è da sempre nel mondo della moda, con le sue foglie è stato il primo testimonial per l’intimo maschile e femminile di D&G..mica “pizza e fichi”..vedete vengono così..da sole :-)

Se entra in cucina poi, che sia dolce o salata, una ricetta guadagna subito in originalità e raffinatezza.

Ma ora veniamo al “compito” che lo staff del Menù Turistico ci ha dato questo mese: il soufflè glacè.

Anche questa volta ho dovuto rimuovere qualche tabù e costringere il mio cervellino accaldato e pigro a darsi una mossa ed è portandolo a spasso per il mercato che lui, vedendo questi fichi mi ha sussurrato: perchè non li adoperi per una ricetta del MTC ?

Detto, studiato, fatto.

La partenza era caramellare i fichi ed ho fatto così:

ho messo in una padella i fichi, qualche cucchiaio di zucchero,un pò di succo di limone e dopo qualche minuto a fuoco vivace ho abbassato la fiamma ed ho lasciato andare a tegame scoperto, girando ogni tanto i fichi senza romperli per c.ca 40 minuti.

Mentre i fichi caramellavano ho montato gli albumi e preparato lo sciroppo per la meringa italiana.

Io ho diviso le dosi a metà e le mie varianti stanno nella meringa Italiana per la quale ho adoperato metà sciroppo di zucchero e metà sciroppo della caramellatura dei fichi alla quale ho aggiunto qualche goccia di estratto naturale di vaniglia.

Al posto della composta di frutti di bosco ho usato la polpa schiacciata di 1 fico.

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  • 250 gr yogurt bianco,
  • 3 albumi (del peso di circa 100gr),
  • 200 gr zucchero a velo,
  • 100 ml acqua per lo sciroppo,
  • 200 ml panna montata,
  • un cucchiaio di composta per lo yogurt + composta per il ripieno.

Rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 5 cm e fissare con spago da cucina.
Mettere al fresco.

Preparare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima.
Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua , far sciogliere sul fuoco fino ad avere uno sciroppo piuttosto denso.

Versare lo sciroppo negli albumi montati a neve continuando a sbattere il composto fino a quando non sarà freddo, poi passare in frigo.

Montare la panna.
Versare lo yogurt in un recipiente, unire un cucchiaio di composta ai frutti di bosco e la panna montata, incorporare gli albumi.
Versare nei contenitori  e mettere in freezer , dopo circa un’ora (o non appena saranno rappresi) tirarli fuori , prelevare due cucchiaini di composto dal centro, in modo da creare un piccolo buco, rimettere in freezer per almeno 6 ore.
Prima di servire rimuovere la carta, riempire il soufflé gelato con due cucchiaini di composta ai frutti di bosco e servire.

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É tempo di vacanze e, sognando carovane e deserti, mi metto in relax e mi guardo un balletto…


Confettura di petali di rosa.

Dopo lo zucchero alla rosa che è ancora al sole ad abbronzarsi ho provato con la confettura, il titolo del post testimonia che l’ho fatto alla sera per non perdere tutto il  profumo dei petali aspettando l’indomani.

(Roselline secche non usate per la confettura)

Ingredienti per un vasetto da 250 + assaggio per ello:

100 g. di petali di rosa,

300 . di zucchero,

acqua di rose,

succo di limone,

200 g. d’acqua.

Come fare:

pestare i petali in un mortaio (io li ho tritati nel mixer con le lame di plastica  ;-) ), aggiungere metà della quantità di zucchero indicata, qualche cucchiaio di succo di limone e altrettanti di acqua di rose per ottenere una pasta ben amalgamata.

Mettere al fuoco 200 g. di acqua e lo zucchero rimasto (150 g.) e quando si sarà sciolto, aggiungere la pasta di rose e lasciar cuocere fino a consistenza desiderata.

Io consiglio di superare la cottura perchè raffreddandosi si addensa.La mano si è sgonfiata, non ho più dolori ed ho avuto la conferma che l’essere umano ha uno spirito di adattamento inimagginabile….grazie a chi mi ha “pensata” :-)


Anche il mondo è incominciato con un peccato di gola….”Crema tana con frutta”…

 Oggi delego, delego la ricetta, il racconto, la musica, tutto rigorosamente farina di un altro sacco, quello di Luisanna Messeri, mie soltanto le foto ed oggi ne metterò tante perchè ho voglia di colore, di freschezza, di profumi  di cose ed anche parole buone.

Appena fatto l’abbonamento  Sky, la disputa iniziale per l’acquisizione del telecomando comprendeva essenzialmente 2 canali, per me Alice/Gamberorosso per ello History channel.

Ed è stato durante una delle mie rare vittorie che ho conosciuto quella simpaticona di Luisanna Messeri che ora (poverina) ha il suo bel daffare a domare  B.B. (no, non Brigitte Bardot ma Beppe Bigazzi :-D ) e vittima anch’io della pubblicità ho comperato il suo libro che oltre ad essere un prezioso ricettario è anche utile fonte di aneddoti, racconti, di episodi e personaggi  per un motivo o per l’altro legati  alla buona tavola vista come occasione di condivisione, aggregazione, allegria, ed alla fine di ogni “racconto” consiglia una musica che certamente renderà la vostra ricetta ancor più gustosa (parola di Luisanna ;-) ).

Ingredienti:

  • 1 litro d’acqua,
  • 4/5 limoni non trattati,
  • 4 etti di zucchero (3 etti fruttosio),
  • 60 g. di maizena,
  • 4 uova intere,
  • frutta mista a piacere, colorata, a seconda della stagione (Luisanna suggerisce che non dovrebbe mancare l’ananas), io non l’ho messo.

Come fare (da pag. 100 del libro Il club delle cuoche):

una volta lavati ed asciugati, grattugia la buccia dei limoni, ma gratta solo il giallo perchè il bianco è amaro, i limoni quindi devono essere, per forza, biologici.

La leggenda che gli alimenti biologici siano carissimi non è vera, certo costano un pò di più ma li valgono tutti…in salute intendo.

Se proprio non li hai, quelli “trattati” vanno lavati a fondo con il sapone (quello dei piatti va benissimo) proprio come fano nei film americani, o meglio ancora con il bicarbonato di sodio.

Grande il bicarbonato, serve ad un sacco di funzioni casalinghe: provare per credere!

In una pentola mescola le uova intere, lo zucchero (frutosio) e il succo dei limoni; aggiungi l’acqua nella quale hai disciolto a freddo la fecola di mais (maizena) e le bucce grattugiate.

Metti la pentola sul fuoco, basso, e gira sempre con un mestolo, appena giunge a bollore tutto si addensa, leva dal fuoco e lascialo raffreddare.

Intanto la frutta va pulita e tagliata a pezzetti: fragole, kiwi, banane, uva..va bene tutta la frutta di stagione e quella che ci piace di più.

Mescola la frutta alla crema ormai raffreddata e sistemala in una zuppiera di vetro che, in trasparenza, lascerà vedere l’arcobaleno dei colori della frutta mescolato al giallo-giallo della crema.

Decora la superficie con pezzetti di frutta sistemandola col tuo estro e mettila in frigorifero un paio d’ore prima di servire.

A fine pasto questa macedonia con crema è squisita e leggera.

…………non contenendo grassi, né latte né burro, oserei dire che è dietetico, volendo si può diminuire lo zucchero occorrente, ma rimane lo stesso un dolce goloso.

Ed ora la musica che consiglia Luisanna: cliccare sui limoni per ascoltarla.

Auguro a tutte/i voi un fine settimana ricco di colore come questo dolcino, un abbraccio :-)

Ma voi avete un’aiutante come Perla che vi aiuta a disfare il lettone?


Dopo mangiato la nonna consiglia un buon digestivo…anzi due ed un pensiero per Lelio Luttazzi …..

Premessa doverosa..non li ho fatti io i liquorini, li ha fatti Tiziana e le foto sono sue….ad ognuno il suo merito :-)

Ogni frutto ha la sua stagione, mi diceva la mamma quando chiedevo le ciliegie in dicembre, o l’uva in febbraio…beh oggi è tutta un’altra cosa, trovi tutto tutto l’anno , il sapore le accomuna tutte queste primizie perenni non sanno di niente.

Quindi? Chiederete voi, quindi, facciamo come le nonne che avevano comunque la primizia perenne, ma sotto vetro.

La frutta diventava marmellata, si, quand’ero piccola non c’era distinzione tra la marmellata di agrumi e la confettura di frutta, le verdure venivano messe  nei vasi condite con profumi e coperte con prezioso olio che veniva usato per condire la carne, le patate bollite o per fare una goduriosa soppa  (scarpetta).

Questi due liquorini come li chiama Tiziana, generosa dispensatrice di ricette comeDiocomanda fanno parte dei suoi ricordi.

Quand’era bambina una pianta di erba Luigia che cresceva accanto alla  finestra profumava tutta la sua cameretta e quel profumo le evoca ancora ricordi e le procura un pò di nostalgia, ecco allora che ogni anno racchiude un pò di quei ricordi in una bottiglia ed invece di affidarla al mare oggi  la affida a noi.

Ingredienti per il melino:

  • 1 litro di grappa,
  • 350 g di zucchero,
  • 1 bicchiere da 1/8 di semini di mela.

Procedimento:

inserire gli ingredienti in una bottiglia da 2 litri,

shakerare spesso per sciogliere lo zucchero.

Dopo 40 giorni (non prima, anzi, meglio dopo) filtrare ed il liquore è pronto.

Ingredienti per il liquore all’erba Luigia:

1 litro di grappa,

350 g di zucchero,

60 foglie di erba Luigia (intere),

4 limoni BIO (se sono grandi come quello della foto ne bastano 2)

Procedimento:

tagliare a striscioline la parte gialla della buccia dei limoni (attenzione perchè la parte bianca rilascierebbe l’amaro).

Inserire tutti gli ingredienti in una bottiglia da 2 litri, shakerare spesso per far sciogliere lo zucchero e dopo 40 giorni (meglio di più che di meno),

filtrare ed il vostro digestivo casalingo profumatissimo è pronto.

Mi raccomando, bevete consapevole

Ed ora un omaggio ad un mio concittadino, LELIO LUTTAZZI che non c’è più e che ha accompagnato con questa canzone un percorso della mia vita in quella città che amo e che non dimenticherò mai:


Crostata del cid …

E’ arrivata l’ora…Nonna Papera parte, torna a Paperopoli, doveva già partire alla fine di aprile ma faceva ancora troppo freddo…..

Volevo salutarla  così la mamma ieri pomeriggio mi ha preparato un cestino con le uova, le mandorle e la marmellata  e sono partita pedalando a tutta forza verso casa sua.

E’ stata felice di vedermi:

Nonna: quanto tempo tesoro!

Io: lo so, avrei voluto venire prima ma la scuola mi ha impegnato molto, sai che per la mamma la scuola viene prima   di  tutto..ma ora sono qua per salutarti e…..indovina!!!

Nonna:  vuoi fare una torta :-)

Io: si :-)

Nonna: quale torta vuoi fare?

Io: la crostata del cid, quella a pagina 114

Nonna: ma non ho le mandorle :-(

Io.: non importa, la mamma ti ha preparato un cestino con l’occorrente :-D , però la marmellata di ciliege l’aveva finita,  ma ti ha mandato una che ha preparato questo autunno con l’uva fragola e le pere cotogne.

Nonna: va benissimo, noi faremo “finta” che sia di ciliege ;-) , però prima aiutami a chiudere le valige.

Io: ma nonna!!! Quante cose hai messo dentro, dai che mi siedo sopra sennò chi le chiude :-D

Nonna: finisce sempre così, dico sempre di portare meno roba….ok.. fatto, andiamo tesoro, lavati le mani.

Che cosa occorre:

  • gr 400 di zucchero;  (300)
  • gr 270 di mandorle;
  • gr 250 di farina 00;
  • gr 225 di burro;
  • 6 uova;
  • un limone;
  • una bustina di vanillina; (1/2 cucchiaino di vaniglia bourbon)
  • marmellata di ciliegie; (uva fragola e pere cotogne)
  • qualche pistacchio; (granella di nocciole e mandorle a lamelle)
  • sale.

Come si procede:

sbucciate le mandorle e mettetele in forno ad asciugare, ma senza farle colorire; poi mettetele da parte.

(io le ho lasciate con la buccia).

Intanto preparate la pasta con:

  • 125 gr di zucchero (100), la farina,la scorza grattugiata di mezzo limone
  • 1 uovo intero, 1 tuorlo (ricordatevi di mettere da parte tutti gli albumi)
  • e 140 gr di burro.

Lavorate solo quanto basta per amalgamare gli ingredieni, e fate una palla che metterete nel frigorifero, avvolta in carta oleata, per circa un’ora.

Pestate nel mortaio gr 170 di mandorle e 170 di zucchero (140) (unito un cucchiaio alla volta) setacciando la polveree ripestando le briciole che restano nel setaccio (robot!).

Unite alla polvere, sempre pestando, un uovo intero e tre tuorli, poi la vanillina.

Fate sciogliere gr 80 di burro in un pentolino e lasciatelo raffreddare.

Imburrate ed impanate una tortiera (circa cm 24).

Togliete la palla dal frigorifero e stendetela in un disco grande abbastanza da coprire fondo e bordi della tortiera, rimboccando la pasta agli orli e sforacchiandola sul fondo con una forchetta.

Stendeteci sopra uno strato di marmellata.

Montate tre albumi e unitevi le mandorle e il burro sciolto.

Versate tutto sopra la marmellata, livellate, e mettete in forno già caldo (170°) per 40 minuti.

Intanto che la torta cuoce, pestate il resto delle mandorle e dello zucchero al solito modo, e unite la scorzagrattugiata dell’altro mezzo limone e il quarto albume, fino a ottenere una specie di purè.

Scaldate in un pentolino un pò di marmellata, in modo che si sciolga bene.

Pelate i pistacchi.

Quando la crostata si sarà raffreddata, mettete in una siringa la pasta di mandorle, e disegnate un reticolato sulla superficie; sempre con la siringa riempite di marmellata i quadretti.Guarnite con i pistacchi…e finalmente la torta è pronta!

Sarà meglio però farla riposare al fresco ancora un paio d’ore.

Io: nonna, non la so usare la siringa..e l’impasto è così duro, posso fare dei rotolini?

Nonna: ho visto, potevamo aggiungere un albume, ma va bene così, fai tu, vediamo cosa combini :-D

Io: ti piace?

Nonna: si è fatto tardi, ti metto la torta in una tortiera e la porti a casa…domani quando la mangerete mi penserete ……

Io: non possiamo assaggiarla adesso?

Nonna: no, è troppo tenera ancora…domani sarà più buona.

Io: spero di non rovinarla :-(

Nonna: dai, vieni qui che ti abbraccio :-) ma, ma..cosa vedo, una lacrimuccia?

Io: no, ho il raffreddore :-)

Così Nonna Papera mi strinse forte forte, ho visto che anche lei aveva una lacrima ma non le ho detto nulla.

Nonna: ciao tesoro, vai piano!

Io: fai buon viaggio e saluta zio Paperone e Pluto ….

Ciao Nonna Papera, mi mancherai..e mi mancherà anche il manuale, oggi lo riporto in biblioteca, assieme ai miei sogni di bambina.


Cheese cake al limone.

Da un imbarazzante timor reverenziale per “mister cheese cake” sono passata ad un approcio quasi sfrontato ed ora spavaldamente mi lancio in esperimenti che mi danno…e danno..;-) grosse soddisfazioni!! Merito anche del contest di Imma che ha fatto sì che le idee uscissero copiose ed originali da un enorme cilindro magico, basta andare a vedere tutte le ricette nel suo blog.

Questo cheese nasce dal matrimonio felice di 2 ricette.

Ho adoperato uno stampo apribile di 18 cm.

Le dosi indicate per la base sono adatte ad una base di 22 cm., se avanza potete conservarla in frigorifero.

Per la base:

  • 100 g di nocciole tostate e macinate,
  • 100 g di biscotti al burro sbriciolati (ho usato 50 g di pangrattato home made),
  • 100 g di cioccolato di copertura scuro tritato,
  • 100 g di burro a temperatura ambiente,
  • 50 g di cioccolato al latte fuso.

Preparazione della base:

ho mescolato ed amalgamato bene tutti gli ingredienti,

ho preparato già il piatto di portata dove ho appoggiato il cerchio apribile rivestito di pellicola,

ho formato una base di c.ca 1 cm. compattata e livellata e riposta in frigorifero.

Per il ripieno:

  • 300 g di ricotta di pecora (sostituibile con il formaggio Kaory)
  • 250 g di panna acida,
  • 4 fogli di gelatina,
  • 4 cucchiai di zucchero,
  • 3 cucchiaini di scorza di limone grattugiata (ho aggiunto anche arancia)
  • il succo di un limone grande.

Preparazione del ripieno:

mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda,

mescolare la ricotta setacciata con la panna acida, unire lo zucchero, il succo, la scorza di limone e la gelatina strizzata e sciolta in poca acqua calda.

Riempire il cerchio, se vi piace la superficie liscia livellatela, io ho creato un “moto ondoso” con la punta arrotondata di uno stendiburro.

Riporre in frigorifero per 2/3 ore.

Ho decorato il bordo con delle grandi “lenti” di zucchero trattenute dal solito nastrino di raso.

Ho spolverizzato la superficie con dello zucchero a velo colorato che ho ottenuto mescolando allo zucchero semolato il colorante in gel per alimenti e macinato nel macina caffè.

La colorazione in origine era pallida ma a contatto con l’umidità della crema il giallo si è intensificato.

Buon primo maggio!!!