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Raviolo-Mela: Tete de Moine e Mela Kanzi, insieme, fino all’ultimo Volant…

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Girolle dopo Girolle, Volant dopo Volant il Tete de Moine è finito, non c’è più, dopo aver regalato emozioni sensoriali indimenticabili, se n’è andato, ma non è un addio è solo un arrivederci perchè questo formaggio ha conquistato tutti, anche chi diceva di non amare i formaggi (ello) ed io lo riporterò presto sulla mia tavola, con una nuova Girolle e anche il cilindro apposito per proteggerlo.

Ello ha corteggiato a lungo il centimetro finale mettendo a dura prova la mia pazienza: con una fetta di pane caldo, continuava a dirmi… non ancora, devi aspettare ancora qualche volants, rispondevo e così, ieri è stato accontentato e gliel’ho servito con una bella pera Abate e mezza fetta di pane caldo, a volte esaudire i desideri di chi ci sta accanto è così semplice…

Io non so se il sapore del Tete de Moine cambi mangiato a pezzetti, so che ello continuava a ripetere: buono, buonissimo, davvero buono, io l’ho gustato soltanto a mò di ventaglio mezzo aperto o di volant, Girollavo di tanto in tanto, per uno spuntino veloce o sparpagliato su un semplice piatto di pasta con l’olio extravergine di oliva.

Se fossi ancora bambina lo vorrei nella pastina in brodo, come si faceva un tempo col formaggino.

Innovidea, qualche commento fa mi chiedeva di parlare di questo formaggio; oltre al link che vi invito a cliccare, se avete tempo e desiderio di saperne di più, vi dirò cosa ne penso io: UNICO, è il primo aggettivo che mi viene in mente, sarà anche per la maniera geniale di valorizzarlo nella presentazione che gli regala quella scioglievolezza delicata, quell’ eleganza che poi trasmette ai piatti con i quali si abbina, il mio palato non ha memoria di nulla di simile.

Se dovessi fare come i somellier per i vini nei quali riscontrano “sentori di bacche rosse, frutti di bosco” ecc. oppure come i degustatori di olio che percepiscono sentori di “erba appena tagliata, carciofo” ecc., io lo descriverei così:

una passeggiata in montagna, andar per Malghe, il profumo di fieno, di mucche al pascolo, di latte appena munto, di forme di formaggio che stagionano sulle assi, muschio, funghi, sottobosco, ecco, tutto questo ritrovo in un volant di Tete de Moine.

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Chi mi legge dirà: ma come, e il Parmigiano Reggiano? Beh, il Parmigiano Reggiano è anche lui unico e non l’ho tanto decantato soltanto perchè sono stata al Consorzio ed ho imparato a degustarlo in tutte le sue stagionature.

Lui rimane comunque il MIO formaggio, proprio quello che ho descritto nel post tempo fa.

Tutte queste ricette e le ricette che vedete in giro preparate con altri formaggi a pasta dura, si possono fare anche con il Parmigiano Reggiano, scegliendo la tipologia adatta per questa o quella e cambiando gli ingredienti di accompagnamento, quindi, non sono una traditrice.

Il contest dei Formaggi Svizzeri è stata la mia più grande soddisfazione, che poi io non sia stata capace di onorare il premio andando a Roma, non significa che i prodotti non mi piacciano più, al contrario, mi sono entrati ancor di più nel cuore e continuerò ad adoperarli e cercarli.

Anche il contest POMí mi ha dato grandi soddisfazioni, conoscevo i loro prodotti, li adoperavo prima e continuo ad adoperarli, senza togliere nulla a nessuno rimane la marca che preferisco, punto.

Non è la vittoria di un contest o la spedizione di un prodotto che mi può far cambiare idea o prodotto.

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Ora si va in cucina, anche oggi a preparare un raviolo, quello promesso, con la mela Kanzi, sia nell’impasto che nel ripieno.

Idea geniale quella di Marta Grassi, sia per inserire nella pasta il concentrato di mela (lei adopera 100 g. di farina 00, io ho dimezzato la dose adoperando quella di kamut che trovo ideale per la pasta) , sia per il caramello all’aceto di mele per il condimento.

Avrei voluto fare anche la polvere di mele secche ma non volevo copiare proprio tutto .

Per le dosi del ripieno sarò imprecisa, se dovesse avanzare un pò di ripieno potete riempire dei piccoli vol au vent e presentarli come antipasto.

Ingredienti per la pasta:

  • 50 g. di farina di kamut,
  • 1 cucchiaio di riduzione di succo di mela Kanzi (io ho adoperato il succo centrifugato) ottenuto facendo ridurre sul fuoco 100 g. di succo,
  • 1/2 albume,
  • 1 pizzico di sale.

Come fare la pasta:

in una terrina mettere la farina mescolata al sale, inserire al centro l’albume ed unire la riduzione di mela, se fosse insufficiente aggiungere ancora un pò di abume.

Lavorare bene e lasciar riposare 20 minuti, nel frattempo prepariamo il ripieno.

Ingredienti per il ripieno:

  • volants di Tete de Moine,
  • mela Kanzi,
  • 1 nocciolina di burro,
  • un non nulla di fior di cannella in polvere,
  • fili di buccia di mela Kanzi, ottenuti con il rigalimoni, per decorare.

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Come fare il ripieno:

con il rigalimoni ottenere dei fili con la buccia di mela e metterli in acqua e ghiaccio (serviranno per la decorazione).

Tagliare una parte di mela a quadratini piccini picciò e tenerli da parte, mettere l’altra parte della mela in un pentolino con una nocciolina di burro, coprire e far ammorbidire.

Quando la mela sarà ridotta in purea, unire i volants di Tete de Moine e farli sciogliere, togliere dal fuoco ed unire la mela cruda e fior di cannella polverizzato nel macinino da caffè (il fior di cannella ha un sapore a metà tra la cannell ed il chiodo di grofano e ci sta bene).

Prima di stendere la sfoglia e preparare il raviolo prepariamo il caramello di aceto di mele che ci servirà per il condimento.

Ingredienti per il Caramello di aceto di mele (io ho fatto metà dose):

  • 50 g. di succo di mela Kanzi (io centrifugato),
  • 10 g. di aceto di mele,
  • 10 g. di zucchero.

Come fare il Caramello di aceto di mele (copiato da Marta Grassi):

unire il succo di mela allo zucchero e l’aceto di mela e ridurre fino ad ottenere uno sciroppo di media intensità.

Stendere la sfoglia sottile (io con la nonna Papera), ritagliare la forma di mela, una parte più grande dell’altra, appoggiare il ripieno sulla parte più piccola, bagnare i bordi e chiudere con la parte più grande.

Appoggiare delicatamente il raviolo-mela su una schiumarola ed immergerlo in acqua salata a bollore moderato, quando il raviolo-mela salirà, scolarlo.

A differenza di come ho fatto con il raviolo-pera questo non l’ho rifinito dopo la cottura, mi è piaciuto l’aspetto leggiadro che richiamava i volants di Tete de Moine.

Condire con il caramello di aceto di mele, i fili di buccia di mela, qualche volants di Tete de Moine e perdetevi nel sogno♥

Raviolo Tete de Moine, mela Kanzi 

Per oggi è tutto, vi auguro una splendida settimana e se non splendida almeno climaticamente accettabile.


Millefoglie di Mela Kanzi, Zucca e Panettone Loison, la dolcezza di un regalo inaspettato…

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Nonostante il danno subito in novembre, hanno trovato comunque il tempo di avere un pensiero per chi ci segue con affetto, queste le parole della Signora Eleonora quando ho telefonato per ringraziare.
collage Pacco Loison millefoglie-001
Questo regalo inaspettato mi ha commossa, sono rimasta incantata dall’eleganza e dalla cura della confezione , quel  “diamante” incollato sul coperchio poi, meraviglioso, ditemi voi se non è incantevole…

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Non era in programma, in questi giorni non so se è il tempo ad essere tiranno o sono io che non so organizzarlo (credo la seconda che ho detto) ma è stata l’occasione perfetta per riunire in una ricetta gli ingredienti che piacciono a me: la Mela Kanzi che ho avuto la fortuna e ribadisco fortuna di scoprire a Identità Golose  che sono diventate le Mie Mele, la zucca, in questo caso la Butternut Rugosa detta anche Zucca Violina, la cannella che mi ha garantito la gioia di assaporare un dessert da sola senza le interferenze di ello e, dulcis in fundo… Briciole di panettone al mandarino contenuto nel pacco Loison che ho tostato in forno.

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Ingredienti:

  • 2 mele Kanzi (la ricetta prevede Red Delicius e Granny Smith),
  • la parte più sottile di una Zucca Violina,
  • 200 g. di zucchero,
  • il succo di 1 limone,
  • crema alla cannella (vedi sotto)*,
  • purea di mela ottenuta mettendo le fette di mela in un pentolino con un cucchiaio d’acqua e, se volete, 1 cucchiaio di zucchero (omesso) .

Ingredienti per la crema alla cannella:

  • 250 ml. di latte (anche di soia, riso ecc.),
  • 1 stecca di cannella,
  • 2 tuorli,
  • 60 g. di zucchero,
  • 30 g. di farina (io ho adoperato la farina di tapioca).

Come fare la crema alla cannella:

preriscaldare il forno a 100°C. funzione ventilato.

Tagliare le mele e la zucca a fette di 4 mm., (se avete l’affettatrice il risultato sarà perfetto), irroratele con il succo di limone, disporle su una teglia e spolverizzarle con lo zucchero, (io ho lasciato la buccia alla zucca per una questione “estetica” ma è meglio toglierla se si adopera questo tipo di zucca rugosa).

Infornare per 1 ora, dopo mezz’ora girare le fette, nel frattempo preparare la crema alla cannella mettendo in infusione nel latte caldo la stecca di cannella per il tempo necessario a farlo insaporire, lasciar intiepidire.

Lavorare i tuorli con lo zucchero e renderli spumosi, setacciare nel composto la farina e mescolare, unire il latte a poco a poco e cuocere a fiamma bassa finchè la crema sarà densa.

Comporre il piatto alternando le fette di mela e zucca e tra ogni fetta mettere un cucchiaio di crema alla cannella, uno di purea di mele e briciole di panettone.

Questa ricetta può essere modificata per chi è vegano o celiaco, per i primi basta eliminare i tuorli, la crema non ne risentirebbe e per il latte ho già indicato le sostituzioni, per i celiaci è perfetta così (se si eliminano le briciole di panettone), perchè ho adoperato la farina di tapioca che a sua volta può essere sostituita con le altre farine permesse dal prontuario (informazioni qui)

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Blitz di mele di Felix.

Oggi mi intrufolo nella cucina di Felix, ho copia-incollato ingredienti e procedimento dal suo blog, tra parentesi trovate le mie varianti.

Per la torta grande ho seguito le sue indicazioni, ho soltanto spolverizzato dello zucchero muscovado prima d’infornare, nella piccola versione a cuore ho inserito nell’impasto poca mela grattugiata, aghi di rosmarino macinati e fiori di rosmarino, sulla superficie ho messo delle palline di mela, tutto qui.

Ingredienti:

  • 3 mele medie (io Kanzi),
  • 3 cucchiai di zucchero (io di canna chiaro),
  • succo di limone.

Tagliare le mele a fettine, spolverizzarle con lo zucchero, bagnarle con il succo di limone e far macerare per 30 minuti.

Ingredienti per l’ impasto:

  • 60 g di burro,
  • 150 g di zucchero,
  • 2 uova,
  • succo e scorza grattugiata di mezzo limone,
  • mezza bustina di lievito in polvere (come da prontuario), (omesso perchè già all’interno della farina),
  • 200 g di farina senza glutine (io senza glutine come da prontuario autolievitante),
  • 1 tazzina di latte (io di soia perchè ero senza l’altro :-) ),
  • 2 cucchiai di rum,
  • 3 cucchiai di zucchero a velo vanigliato (io lo ottengo macinando nel macinino da caffè lo zucchero vanigliato fatto da me),
  • zucchero muscovado per spoverizzare la torta prima d’infornare (mia aggiunta personale),
  • aghi di rosmarino macinati e fiori di rosmarino per il cuor di mela (mia aggiunta personale).

Come fare:

montare a crema  burro e zucchero e poi, sempre sbattendo, unire i tuorli, il succo e la scorza del limone.

Aggiungere la farina, il lievito il latte e il rum,  infine unire gli albumi montati a neve, versare il composto in una tortiera e affondare leggermente le mele, cuocere per 35-40 minuti a 180°C.. (io 1 ora ventilato 160°C., il piccolo blitz cuor di mela 30 minuti)

Vi auguro una bella domenica.

Vignetta di PV (Pietro Vanessi)


Insalata di Topinambur e Mela Kanzi: è nato un amore, anzi due.

   

Qual miglior modo  per iniziare la settimana se non parlando d’amore?

Ormai l’amore nato tra me e il topinambur è noto a tutti ed anche se tra poco dovremo separarci, la certezza che ci ritroveremo tra qualche mese rende meno doloroso il “distacco”, in questi mesi ci siamo conosciuti meglio e c’è l’affinità sufficiente per continuare a sperimentare assieme.

Un altro grande amore è quello nato in febbraio tra me e la mela Kanzi a Identità Golose e alla quale dedicherò presto un post ed una ricetta perchè di questa mela c’è molto da raccontare, ho preparato una scheda su GDF, la potete trovate qui     se volete saperne di più.

Mi dispiace che la sua presentazione, peraltro curatissima e raffinata, sia stata penalizzata (nelle presenze) dalla concomitanza, nella Sala Auditorium, dall’intervento di un attesissimo Massimo Bottura, peccato, a saperlo prima avrei scelto la presentazione della mela Kanzi,  Massimo Bottura avrei potuto conoscerlo meglio leggendo i resoconti delle altre blogger presenti.

   

Unire questi miei amori in una ricetta è stato un gioco, la ricetta di topinambur con le mele non è una mia idea, la cooperativa di piccoli produttori locali che c’è a Santa Caterina mi ha regalato un piccolo ricettario che comprende anche quest’insalata.

Ho già gustato il topinambur crudo qui , l’ho apprezzato per la digeribilità ed ho notato che a crudo  il sapore di carciofo che acquista in cottura non si percepisce affatto, non amanti del carciofo siete avvisati.

Insalata topinambur mela Kanzi part.-1   

Ingredienti x 4 persone (facilmente divisibile x 1 :-D ):

  • 400 g. di topinambur,
  • 400 g. di mele (io Kanzi per sempre),
  • 250 g. di coste di sedano tagliate a fiammifero,
  • olio evo (io olio di semi di vinacciolo per non interferire con i sapori),
  • succo di limone sia per evitare l’ossidazione dei topinambur e delle mele che per l’emulsione,
  • sale (fior di sale),
  • pepe (verde),
  • senape al dragoncello (facoltativa ma consigliata),
  • frutti di cappero (facoltativi ma  consigliati),
  • olio di semi di zucca per decorare (facoltativo),
  • prezzemolo per decorare (facoltativo).

Come fare:

lavare e spazzolare i topinambur, asciugarli ed eliminarne i bitorzoli, sbucciarli col pelapatate, sbucciare anche le mele.

Affettare sottilmente topinambur e mele con la mandolina ed irrorarli con poco succo di limone per evitare l’ossidazione.

Tagliare a fiammifero le coste di sedano, a parte preparare il condimento con olio, limone e senape, mescolare bene e condire l’insalata mescolando delicatamente, decorare con una goccia di olio di semi di zucca ed un frutto di cappero.

Nelle foto vedete la versione così descritta, ho voluto provare anche la versione con i frutti di cappero frantumati ed uniti al condimento, consiglio questa variante, se non avete i frutti di cappero potete usare i capperi normali controllando però la sapidità.

   

Vi auguro una splendida settimana.


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