Crostolo/chiacchiera Carnevale 2010
Anche questo è un modo di dire triestino (lo ammetto, ho nostalgia della mia città).
In questi giorni ne ho viste molte di chiacchiere, d’altronde è carnevale ed i dolci sono sempre gli stessi, quelli della tradizione, quelli che facevano le nonne, le zie, le mamme.
Io non amo molto friggere, non tanto per l’odore ma perchè volente o nolente si sporca sempre il fornello e l’area circostante.
A niente vale proteggere, la goccia d’olio inevitabilmente scivola via e devi stare attenta a non bagnare nulla sennò gli schizzi partono inesorabili.
Non mi piace anche perchè devo stare sempre là impalata, a girare, a controlare il termometro, alla colorazione, guai ad allontanarsi …insomma friggere è impegnativo però.. però…a carnevale si fa.
D’altronde a quale bambino non piacciono le frittelle? Basta andare alle fiere dove l ‘ olezzo di quell’improbabile olio dove friggono le frittelle non impedisce alle mamme di comperarne una alla loro creatura.
Allora mamme giovani e moderne, a carnevale fate un sacrificio, friggete, lo fate con un olio buono, vi circondate di un’aria festosa, sopportate i fischietti, le serpentine ed i coriandoli in giro per casa.
I coriandoli, che meraviglia, io li preparavo da sola con la macchinetta che si adopera per bucare i fogli di carta, li mettevo via di volta in volta e li conservavo gelosamente, vuoi mettere la soddisfazione dei coriandoli hand made?
Come sempre mi sono persa in chiacchiere e cocretizzo il mio ciarlare con questa foto che (se volete) potete cliccare ed arrivare alla ricetta dei crostoli che ho pubblicato 2 anni fa, ho dedicato un pomeriggio a crostoli e frittelle di castagne:
Ora, come promesso ieri le Fritole della foto di ieri, anche questa ricetta arriva da Trieste, una mia vicina di casa che ogni tanto (anche se non era carnevale) le faceva e me le portava, un giorno, di corsa ho scritto la ricetta e da quel momento sono diventata “autonoma”.
Queste frittelle sono così semplici da fare che potete farle ogni volta che vi va, l’unica raccomandazione è quella di non farle troppo grandi e di controllare la temperatura dell’olio, il rischio di colorarle troppo e di lasciarle crude all’interno è alto (esperienza personale).
Io tengo l’olio a 170°C. , qualche volta aggiungevo i pinoli ma rimanendo all’esterno alla fine si bruciacchiano, insomma se volete provarle fatele così, questa volta al posto della buccia di limone ho messo quella d’arancia.
Ingredienti:
- 1 yogurt compatto (quello nei vasetti di vetro, a Trieste trovavo i San Giusto), questa volta ho messo lo yogurt greco 150 g.
- 1 uovo,
- 3 cucchiai di zucchero,
- 7 cucchiai di farina,
- 1 bustina zucchero vanigliato per spolverizzare (io macino quello semolato con bacello di vaniglia),
- 1 e 1/2 cucchiaino di lievito,
- la buccia grattugiata di 1 limone o arancia,
- uvetta (quantità a piacere),
- rum (per ammollare l’uvetta),
- pizzico sale,
- olio arachidi per friggere.
Come fare:
montare il tuorlo con lo zucchero, aggiungere lo yogurt e via via gli altri ingredienti (l’uvetta strizzata).
Incorporare delicatamente l’albume montato a neve e friggere a cucchiaiate (siate veloci!) nell’olio caldo
cospargerle con lo zucchero a velo e…buon appetito!!
Fritole Istriane
Ieri ho messo le mani avanti riguardo la qualità delle foto (che ho cercato di aggiustare …senza successo però
), ma vale comunque la pena condividere la ricetta, il link di provenienza è lo stesso di ieri (lo metterò alla fine).
Dimenticavo,avevo tutto il passo passo ma non me la sono sentita…davvero
Trascrivo gli ingredienti originali, dalle quantità vi renderete conto che quando le donne Istriane “decideva de far le fritole” facevano sul serio
Impasto fritole.
Ingredienti:
- 1 kg e ½ di mele,
- ½ kg di uva passa,
- 1 etto e ½ di pinoli,
- 1 etto e ½ di cedrini,
- 2 etti di cioccolato,
- ¾ di kg di zucchero* (750 g.),
- farina (il necessario per fare “polenta”),
- 1 litro di acqua,
- 2 pizzichi di sale,
- la scorza grattugiata di 2 arance e 2 limoni,
- 1 bicchiere da 1 ottavo* di rum,
- vino o marsala per mettere in ammollo l’uvetta,
- olio per friggere.
Come fare:
mettere in ammollo l’uva; far bollire l’acqua e versarvi dentro tutti gli ingredienti e poi la farina q.b. per fare tipo polenta (mescolare per 15 minuti).
Stendere il tutto su una tavola e lasciare raffreddare e rapprendere, prendere un po’ di pasta con un cucchiaio, fare una pallina e passarla nella farina e poi friggerla.
Impasto fritole in cottura.
Io avevo fatto 1/4 di dose per prova, non ho messo né la cioccolata né i cedrini, la prossima volta taglierò le mele a pezzetti + piccoli.
Con 1/4 di dose vengono 19 frittelle, la proporzione di farina è proprio 500 g. x 1 litro, io ho messo 125 g. x 1/4 di litro.
*in Istria, Trieste e dintorni è usuale l’unità di misura in quarti e deca, la me daghi 10 deca de coto misto= mi dia un etto di prosciutto cotto misto.
Ecco il link per le fritole e non solo.
E se dopo aver letto tutto questo avete ancora voglia di friggere vi lascio i krapfen del Sacher Hotel, anche loro datati 2010, per me l’ Anno del fritto.





























































