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Crema di Avocado, Cocco, Arancia: se la primavera mi dà un dito, io mi prendo un braccio…

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Già, dopo una notte buia e tempestosa, finalmente sabato mattina è ricomparsa la primavera e mi è venuto in mente Giacomo Leopardi che, con la sua sensibilità malinconica, scrive la sua poesia, imparata a memoria e recitata più volte in classe e a casa, con la Signora Gisella che mi ascoltava attenta e severa.

L’ ho immaginato dietro ad una finestra, di quelle alte, enormi, contornate da pesanti tende di velluto scuro, tanto scuro da non dare speranza alla luce di illuminare né la stanza né l’anima del Poeta.

L’ ho immaginato osservare le gocce  cadere dal tetto  sfiorando il davanzale e l’ ho visto dirigersi pensieroso (o pensoso) verso la scrivania ed iniziare i suoi versi:

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra

… Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’è, com’or, la vita?
Quando con tanto amore
L’uomo à suoi studi intende?
O torna all’opre? O cosa nova imprende?
Quando dè mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! Assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.

prati stabili P.d.P.jRovere di Slavonia.1-001

Non mi sono accontentata di rimanere qui, nella nostra meravigliosa ed assolata Italia (allo sfascio) ma ho voluto andare anche un pò lontano, incamminarmi verso altri mondi.

Ieri sera ho visto su Gambero Rosso Sky uno splendido documentario che parlava dell’ amara/dolcezza del cioccolato, mostrandone le varie sfaccettatura, dallo scultore-amante del cioccolato Patrick Roger che mi ha conquistata col suo gorilla a grandezza naturale (sono innamorata di Dian Fossey… ); pensate che i BAMBINI che lavorano nelle piantagioni di cacao non hanno la minima idea né di dove vadano le fave né cosa ne facciano… alla fine lo assaggiano e dicono: buono, è davvero buono…

Cosa c’entra il cioccolato qui? Nulla,è tanto per parlare :-D

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Noi

Ed ora passo alla ricetta, non so se a Giacomo (confidenziale) sarebbe piaciuto questo dessert, non lo immagino mangione godurioso ma io ed ello invece lo siamo ed abbiamo apprezzato molto.

La ricetta arriva dalla mia solita datata dispensa a schede, alla ricetta, che non prevedeva zucchero, ho aggiunto del fruttosio ed ho sostituito le noci con le nocciole tritate che erano avanzate dalla precedente torta.

Crema avocado cocco-004

Quando ho letto la ricetta mi sono spaventata, è più il tempo di raffreddamento che quello di esecuzione? Nessun problema, sto diventando pratica e dopo 3 anni abbondanti di blog e web ho imparato ad interpretare le ricette.

Una cara persona ha scritto questo, parlando di me, della Libera di “prima”, prima che iniziasse a vagabondare nella solitudine dei campi e dei boschi:  “che non si perde nulla nelle pieghe delle ricette”, beh, quella Libera ritornerà, prima o poi… promesso♥

Ingredienti per il bicchiere nella foto e un’altra coppa grande:

  • 2 avocadi maturi,
  • 150 g di crema di polpa di cocco (NaturaSì),
  • 150 ml. di succo d’ arancia,
  • 2 cucchiai di fruttosio,
  • 150 g di yogurt greco,
  • 1 cucchiaio abbondante di scorza d’arancia gratuggiata,
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • farina di cocco e scorza d’arancia per decorare (o come vi piace).

Ingredienti per la granella/crumble:

  • 50 g di burro di cocco (o il vostro solito burro),
  • 50 g di fiocchi di mais,
  • 50 g di nocciole tritate grossolanamente,
  • 1 cucchiaio di zucchero muscovado.

Il procedimento per la granella lo trovate in grassetto/corsivo.

collage crema avocado crumble-001

Come fare:

mettere il succo d’arancia, il fruttosio e la crema di polpa di cocco in un pentolino, mescolare e riscaldare (non bollire!) il composto per amalgamarlo.

Spegnere e versare in una terrina, far raffreddare e mettere in frigo per far addensare.

Nel frattempo tagliare a metà gli avocado, eliminare il nocciolo (non gettarlo, vedere qui) e, con un cucchiaio estrarre lapolpa.

Ritirare dal frigorifero la crema di cocco, unire la polpa di avocado, lo yogurt, la scorza d’arancia ed il succo di limone e riporre ancora la terrina, coperta con la pellicola, in frigorifero per far addensare (io, per motivi di tempistica, l’ho lasciato tutta la notte).

Al momento di preparare le coppe o bicchieri, come volete, far sciogliere il burro di cocco (io) o margarina o burro di soia o burro vaccino ed unire i fiocchi di mais frantumati: io l’ho fatto con le mani, è un ottimo antistress.

Dopo che i fiocchi avranno assorbito il burro, unire le nocciole tritate e lo zucchero Muscovado, mescolare per qualche minuto, versare in una ciotola e far raffreddare.

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Presentazione:

questo dessert può essere servito in coppette, io ho scelto per voi il bicchiere che evidenzia il “crumble” (perchè di crumble si tratta) che è perfetto in questo dessert, per la croccantezza, il profumo e la consistenza e se vi avanza potete utilizzarlo per altre preparazioni.

Alternare gli strati di crema e crumble terminando con la crema, la decorazione è a gusto personale, io ho scelto una farina di cocco e una piccolissima julienne di scorza d’arancia che fa sempre la sua bella figura.

crema avocado cocco4-001

Comunicazione di sevizio: ho completato il recupero dei miei post persi per il malfunzionamento (o mia inesperienza) del PDF, questo comporta che gli iscritti via email non verranno subissati di email.

Alla mia adorata compagna di merende: va meglio così? :-P


Torta di nocciole all’arancia,senza glutine, per A.

Torta nocciole arancia senza glutine-001

Credo che ci siano ancora poche persone che pensano che senza glutine equivale a senza profumi e senza sapori.

A me è stato particolarmente utile ed istruttivo partecipare alle Rifatte senza glutine  (il link rimanda al blog di Vale e da lì troverete tutte le informazioni inerenti alla celiachia ed il regolamento per partecipare una volta al mese all’iniziativa).

Questa torta l’ho trovata su un volume dei Buonissimi, li conoscerete certamente, io li consulto spesso e tutte le ricette che ho provato sono riuscite perfettamente, diciamo che sono AFFIDABILI proprio come il blog che cito.

Ingredienti per una teglia apribile di 24 cm.:

  • 300 g. di nocciole tostate,
  • 3 arance grandi, succo e scorza (il succo di una per la glassa di copetura)*,
  • 150 g. di zucchero,
  • 6 uova,
  • zucchero a velo per la glassa di copertura (ottenuto macinando lo zucchero nel macinino da caffè)*,
  • nocciole intere per la decorazione.

collage torta nocciole arancia-001

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Tritare le nocciole, prelevarne una parte prima di ridurle a farina ( daranno croccantezza alla torta).

Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e soffice ed aggiungere, poca alla volta, la farina di nocciole, il succo e la scorza d’arancia.

Montare a neve ferma gli albumi ed unirli delicatamente al composto e versarlo in una teglia imburrata.

Infornare per 40 minuti.

Sfornare la torta, farla intiepidire e nel frattempo preparare la glassa di copertura.

Come fare la glassa all’arancia:

la ricetta prevedeva semplice zucchero a velo aromatizzato a piacere con  un pò di cannella io, avendo ridotto lo zucchero all’interno della torta, ho fatto una glassa, semplicemente sciogliendo lo zucchero a velo nel succo d’arancia caldo  ed unendo la granella di nocciole.

Ho fatto ad occhio, senza pesare nulla ma nel web troverete dosi, tempi e modi.

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Buon fine settimana.


Biscottini al mosto cotto, senza uova, senza lattosio, senza glutine ma con tanto tanto sapore… Un pensiero per Maria ♥

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Non so se è merito dei Maya che, con le loro profezie hanno comunque mosso qualcosa in ognuno di noi, non so se è perchè dai e dai le cose cambiano, non so se, finalmente, mi sono incamminata sulla strada giusta… Fatto sta che ho trascorso uno splendido Natale, direi sereno, si, sereno è la parola giusta.

La venuta della suocera&Co. non mi ha agitata, sono riuscita ad organizzare tutto per benino e nei tempi giusti, voi direte: cosa sarà mai organizzare un pranzo di Natale per 5.. Beh, per me, che non ho mai ospiti a casa, è un bel impegno, quando manca la pratica non basta la grammatica no?

Come già sapete il mio menù di Natale non è stupefacente ma è il solito: lasagne portate dalla suocera, zampone, lenticchie a volontà, brovada.

Quest’anno l’ho arricchito con 2 stinchi di maiale al forno, Lambrusco, coca cola per il cognato (ORRORE!!!) comperata da ello che, dopo aver notato il mio disappunto ha detto saggiamente: bisogna adeguarsi agli ospiti, panettone ai marron glacè gentilmente offerti da Loison, spumante per il brindisi, caffè, ammazzacaffè per lo zio: una grappa che gli ha fatto strabuzzare gli occhi per quanto era forte…

Tutto qui, qualche chiacchera, una breve comparsa di Perla che è venuta a salutare “la nonna” e dopo aver sberlato per qualche minuto è tornata a dormire e poi, tutti a casa, ello ad accompagnare lo zio (che mi ha regalato del buonissimo miele di acacia che ho adoperato per i biscottini) e così, rimasta sola mi sono messa a fare questi biscottini.

Ci tenevo a farli per Natale, un omaggio a Maria, è lei che mi aveva mandato il mosto cotto: adoperalo, mi diceva, ma non voglio finirlo, rispondevo, dai che te ne mando ancora… invece non c’è stato più tempo, purtroppo…

Questa ricettina mi è arrivata via mail da Nannarè, una delle Amiche di forum di un tempo, è una delle tante ricette che mi ha mandato, sono di sua nonna o di “nonnine”, come le chiama lei e per me sono perfette.

Appena la sento le chiedo delucidazioni sulla provenienza di questi “Biscottini al mosto cotto”, se hanno un nome definito o si chiamano soltanto così.

Io ho preferito lasciarli naturali, senza spezie, un pò perchè a ello non piacciono un pò perchè coprirebbero il sapore della frutta secca, rimane comunque il fatto che sono molto versatili e, da questa base, se ne possono elaborare un’infinità, mi sono limitata a modificare il tipo di farina perchè, essendo questi biscotti, già senza lattosio e senza uova, volevo farli anche senza glutine.

Copio incollo la ricetta così come è arrivata, con lo stile gajardo de Anna (si chiama così), le sue abbreviazioni da sms, credo assimilate dalle 2 figlie adolescenti, qualche doppia di troppo, ma è perfetta così, la adoro ♥

Per facilitare la lettura ho evidenziato gli ingredienti, mentre le mie varianti e il mio procedimento sono inseriti tra gli asterischi.

collage biscottini mosto cotto-001

Si lavorano degli ingredienti sullla spianatoia mettendone  ad occhio

circa 300 grammi fra nocciole, noci, pinoli, (xchè no, qualche mandorla) spezzettati grossolanamente
(Se vuoi anche tostati ma nn è necessario)
500 grammi di farina (da nn usare tutta insieme, che so iniziare con 250/300 gr. ed aggiungere quella che occorre man mano) *farina di grano saraceno e tapioca*
1 bicchiere circa di ottimo olio evo o strutto *olio evo (Pugliese)*
un pò di zucchero e miele * solo miele*
mosto cotto (o vino) q.b.
poco + della metà di una bustina di lievito x dolci
( Eventualmente Vanillina o spezie facoltative ed a piacere del proprio gusto) *estratto di vaniglia*
Non ci vanno le uova ma c’è anche chi ne mette *omesse*.
Zucchero a velo x spolverizzare , facoltativo *omesso*.

Mettere, la farina a fontana con tutti gli ingredienti dentro (la mi mama talvolta mette anche un po’ di buon cacao in polvere, ma ciò è una cosa del tutto personale), lavorare raggruppando per bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una “massa” omogenea, formare un filoncino
un “pò piatto” e tagliare a forma di losanga (qsta è la tradizione) oppure stendere e dare la forma ai biscotti che andranno su una teglia con
carta forno.

*Io ho mescolato la frutta secca con 250 g. di farina (proporzione 350 farina di grano saraceno, 150 farina di tapioca), ho aggiunto il bicchiere d’olio, 3 cucchiai abbondanti di miele, ho amalgamato, ho unito il resto della farina e poi ho aggiunto a poco a poco il mosto cotto fino al raggiungimento della “massa” omogenea (come scrive Anna), ho formato il filoncino un “pò piatto” e, come da tradizione, ho formato le losanghe*

Naturalmente infornare con forno già caldo a ca. 180 gradi finchè nn saranno coloriti e cotti (forse 20 min. o poco+)
Si possono servire ed intingere con buon bicchiere di vino bianco, marsala o …

Semplici, ma “fanno famiglia” e Natale magari apprezzati accanto al camino acceso …??! (A Perla falli assaggiare senza inzuppo nel vino mi raccomando …!!! Alle gattine di buona famiglia si bagna soltanto dietro l’orecchio con una goccia di Champagne, la notte di Capodanno, cm fossse Chanel N° 5 – insieme ad un assaggio di Pandoro).
Cuore

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Buongiorno mondo.


Presnitz: il Dolce di Sissi (Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach)…Sissijina Slaščica…Der Sissi-Kuchen

Non ho fatto un corso accelerato per imparare le lingue ma, ho avuto la fortuna di trovare una rivista che tratta di turismo con le sue varie sfaccettature, itinerari, guide,  ristoranti, eventi, prodotti tipici e quant’altro possa interessare il turista d’oltreconfine che si trovi dalle parti di Trieste tutto corredato da cenni storici, piccoli “segreti”e molte informazioni interessanti.

Ogni articolo è scritto in lingua Italiana,  Lingua Slovena e Lingua Tedesca.

Sono le  lingue che accomunano 3 culture tra loro diverse ma anche molto vicine…

La storia del Presnitz è già nel web ma la voglio scrivere ugualmente perchè questa ricetta l’ho fatta ieri, così com’ è descritta ed è diversa da altre versioni, alla fine questi dolci tipici cambiavano a seconda di chi li preparava e di quello che era a disposizione.

Aggiungendo, togliendo o sostituendo qualche ingrediente si rendeva, alla fine, il prodotto unico e “personale”.

L’avevo fatto soltanto una volta adoperando la solita pasta sfoglia ma questa pasta mi ha incuriosita, è un pò/molto ricca e, credo si possa modificare  per alleggerirla, ma ho voluto farla esattamente com’è scritta, si ridorme col piumone quindi le calorie sono gradite, e poi, io non l’ho mangiato perchè ello l’ha portato dallo zio…comunque al ritorno si è sprecato con i complimenti, “da rifare”  e con questo è detto tutto ;-) ed ora il racconto, ricetta, storia ed abbinamento vini consigliati in tutte le 3 lingue.

All’ inizio dell’ottocento, tutta la città di Trieste si mise in movimento per accogliere l’Imperatrice d’Austria e Ungheria.

Una città in festa, spettacoli, gare e concorsi d’arte, artigianato e gastronomia.

Per l’occasione, una pasticceria del centro, creò un dolce, tipo ciambella con uvetta, pinoli e mandorle che portava la scritta: “se giri il mondo ritorna qui”.

Fu conferito a questo dolce il titolo di “Preis Prinzessin”, ovvero Premio Principessa, i triestini lo chiamarono subito “PRESNITZ” e restò il dolce tipico della città.

Gli ingredienti sono: frutta, noci, nocciole, mandorle, uvetta. pinoli, liquore, avvolti in un sottile strato di sfoglia.

Ingredienti per la pasta:

  • 500 g. farina 00,
  • 250 g. di burro fuso,
  • 90 g. di zucchero,
  • 3 uova,
  • 1/2 bicchiere di rum,
  • 1 pizzico di sale.

Ingredienti per il ripieno:

  • 60 g di zucchero vanigliato,
  • 60 g. di uvetta ammollata in acqua tiepida, asciugata e leggermente infarinata,
  • 60 g. di noci,
  • 60 g. di mandorle,
  • 50 g. di canditi,
  • 30 g. di pinoli,
  • 35 g. di burro fuso.

Preparazione (tra parentesi le mie note personali):

impastare assieme la farina, il burro fuso, lo zucchero, il rum, il sale e, una alla volta, le uova.

(Al secondo uovo avrete la sensazione che possa bastare ma continuando ad impastare verrà assorbito tutto ed accoglierà anche il terzo uovo senza dover aggiungere altra farina.)

Formare la palla, coprirla con un tovagliolo  e farla riposare in un luogo tiepido.

Nel frattempo preparare il ripieno, tritando finemente la frutta secca ed amalgamate tutti gli ingredienti col burro fuso.

Stendere la pasta all’altezza di 1 cm. arrotolarla ed avvolgerla a spirale (consiglio di stenderla su un tovagliolo e renderla ancora più sottile, il tovagliolo vi agevolerà nell’arrotolare il dolce, piegarlo ed appoggiarlo sulla teglia senza che si rompa.)

Spennellare la superficie con uovo sbattuto ed infornare a 180°C. per 1 ora (forno statico)

Nota personale, il mio è un pò troppo “cicciottello”, il Presnitz si distingue dalla Gubana e Putizza sia per la pasta che non ha lievito e per la forma,  molto più sottile, allungata ed arrotolata a spirale…sarà per il prossimo ;-)

Abbinamenti con il vino:

suggerito l’abbinamento con la grappa di prugne o con un Colli Orientali del Friuli Verduzzo di Ramandolo o Verduzzo Spumante amabile, Recioto di Soave, Picolit (Collio Goriziano o Colli Orientali del Friuli).

Cenni storici e geografici:

il Presnitz assomiglia alla GUBANA per il ripieno fatto con uva passa e frutta secca.

É un dolce tradizionale del periodo pasquale, la cui forma a corona richiama quella di spine che cinge il capo di Cristo.

Sissijina Slaščica (Slovenska različica)

Celo mesto Trst se je na začetku devetnajstega stoletja vneto pripravljalo na obisk cesarice Avstrije in Madžarske.

Mesto je praznovalo, vrvelo od prireditev in umetniških, obrtnih kulinaričnih tekmovanj.

Da bi počastila visoki obisk, je neka slaščičarna v središču mesta ustvarila slaščico okrogle oblike z rozinami, pinjolami in mandeljni, na kateri je pisalo: “če bošobkrožil svet, se vrni sem”.

Slaščici so podelili priznanje Preis Prinzessin-Princesina nagrada.

Tržačani so slaščico takoj poimenovali “PRESNITZ” in postala je tipična za mesto.

Sestavine so: sadje, orehi, lešniki, mandeljni, rozine, pinjole, liker, vse skupaj pa je ovito v tanko plast testa.

Sestavine za testo:

  • 500 gramov moke,
  • 250 gramov masla,
  • 90 gramov sladkorja,
  • 3 jajca,
  • pol kozarca ruma,
  • sol.

Sestavine za nadev:

  • 60 gramov vanilijevega sladkorja,
  • 60 gramov rozin, ki smo jih predhodno namočili v mlačni vodi, osušili in rahlo omokali,
  • 60 gramov mandeljni,
  • 60 gramov orehov,
  • 60 gramov lešnikov,
  • 50 gramov kandiranega sadja,
  • 30 gramov pinjol,
  • 35 gramov masla.

Priprava:

zamesimo skupaj moko, stopljeno maslo, sladkor, rum in sol in nazadnje tudi jajca, eno po eno.

Testo naj počiva na toplem, pokrito s platneno krpo.

Medtem združite na drobno narezano sadje s stoplijenim maslom in rozinami ter polijte dobljeno maso na približno centimeter debelo, razvaljano testo.

Zavijte slaščico in jo oblikujte v spiralo,  jo na skrbno namaščenem in pomokanem pecaču položite v na 180°C. stopinj Celzija segreto pečico in pecite približno eno uro.

Še preden Presnitz date v pe pečico, ga lahko namažete s stepenim jajcem.

Seznanjanje vino:

predlagamo slivovko ali vina z vzhodnih Furlanskih gričev, kot so Verduzzo di Ramandolo, Verduzzo Spumante amabile, Recioto di Soave, Picolit – (Goriška brda ali vzhodni Furlanski griči).

Zgodovinski in gografski podatki:

Presnitz je podoben klasični GUBANI, zaradi nadeva iz rozin in suhega sadja, tradicionalno pa je na tržaških mizah okrog Velike noči, kajtinjegova oblila spominja na Kristusovo krono.

Der Sissi-Kuchen (Deutsch Version)

Zu Begin des 19. Jahrunderts setzte sich die gesamte Stadt Triest in Bewegung un die Kaiserin von Österreich und Ungarn zu empfagen.

Eine ganz Stadt in Festlaune, Vorstellungen, Wettewerbe und Kunstbewerbe, Handerwerk und Gastronomie wurden geboten.

Eine Konditorei im Zentrum erfand anlässich diese Besuches einen Kuchen, ähnlich eines Kranzkuchens mit Rosinen, Pinienkernen und Mandeln und der Aufschrift  “Wenn du die Welt umreist, komm hierher zurück”.

Die Triestiner nannten ihn sofort “PRESNITZ” und er ist noch heute der typische Kuchen dieses Stadt.

Die Zutaten sind: Früchte, Nüsse, Mandeln, Rosinen, Pinienkernen, Likör, all das von einem dünnen Blätterteig umhüllt.

Zutaten für den Teig:

  • 500 Gramm Mehl,
  • 250 Gramm Butter,
  • 90 Gramm Zucker,
  • 3 Eier,
  • 1/2 Becher Rum,
  • Salz.

Für die Füllung:

  • 60 Gramm Vanillezucker,
  • 60 Gramm Rosinen, die zuvor in warmes Wassereingeweicht, abgetrocknet und leicht in Mehl gewaltz wurden,
  • 60 Gramm Walnüsse,
  • 60 Gramm Haselnüsse,
  • 60 Gramm Mandeln,
  • 50 Gramm kandierte Früchte,
  • 30 Gramm Pinienkerne,
  • 35 Gramm Butter.

Zubereitung:

Mehl, weiche Butter, Zucker, Rum, Salz und die Eier zu einem Teig kneten.

Den Teig an einem warmen Ort rasten lassen.

Die zerkleinerten Frückte mit der flüssigen Butter und den Rosinen mischen und alles auf den ausgerolten ca,. 1 cm dicken Teig geben.

Den Teig einrollen und zu einer Spirale wickeln.

Bevor man den Presnitz in den Ofen schiebt (180°C.), die Oberfläche mit einem gequirlten Ei bestreichen.

Weinbegleitung:

eine Empfehlung ist der Pflaumengrappa oder ein Verduzzo der Colli Orientali del Friuli von Ramandolo oder ein lieblicher Spumante Verduzzo, Recioto di Soave, Picolit (Collio Goriziano oder Colli Orientali del Friuli).

Historische und geografische Hinweise:

Er ähnelt wegen der Füllung mit Rosinen und den Trockenfrüchten dem klassschen Gubana (friulaner Reinling).

Es ist ein traditioneller Kuchen für die Osterzeit, dessen kronenförmige Art an die Dornenkrone Christus’ erinnert.

É stato impegnativo, più scrivere il post (no copia-incolla :-( ) che fare il dolce ma ne è valsa la pena e sono soddisfatta, unico rammarico di non conoscere “realmente” le lingue che mi proietterebbero completamente nei luoghi e nelle tradizioni che tanto amo.

 


I colori della primavera…racchiusi in una lasagna…

Le colline si saziano dei colori
della primavera, tornano le rondini
alla stalla, accogliente, calda.

Sorridono i germogli all’astro
nuovo che s’erge luminoso
tra i ciliegi pallidi, tra i peschi rosa,
il profumo del glicine arrampicato
antico e paziente su vecchi muri scrostati.

Occhieggia il sole sui balconi,
abbracciando i gerani, che rossi sfidano
il qualunquismo amoroso delle margherite.

Ovunque aria di rinnovamento,
di rinascita, di speranze di felicità.

(Aria nuova- Dario Motti)

Lasagne con sfoglia agli asparagi, al salmone, aneto,calendula e fiori di santoreggia.

Il titolo è lungo, lo so, ma è più facile farla che raccontarla, questa lasagna.

Come spesso mi succede l’ho studiata e voluta proprio così, leggera, saporita, completa, non è un mistero che io ami i piatti unici che racchiudono tutti i nutrienti in una sola portata.

Ho voluto mantenere la stessa farina sia per la sfoglia che per la besciamella, la farina di kamut che trovo versatile, facile da lavorare e adatta anche per chi ha intolleranze, si ricava un ottimo pane ed è perfetta per i dolci.

Sarò approssimativa nell’indicarvi le dosi perchè, per questa lasagna, ho adoperato come ingrediente principale l’istinto e, come spesso succede: la fortuna aiuta gli audaci.

Ingredienti per la sfoglia agli asparagi:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • 1 cucchiaino olio evo,
  • sale affumicato q.b.,
  • centrifugato fresco di asparagi,
  • aneto,
  • petali di calendula,
  • fiori di santoreggia.

Ingredienti per la sfoglia al salmone affumicato:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • salmone affumicato q.b.,
  • aneto fresco,
  • acqua di cottura degli asparagi q.b.

Come fare le sfoglie:

ho messo nel robot gli ingredienti ed ho dosato il liquido, ottenuto un impasto omogeneo ed elastico l’ho avvolto nella pellicola e l’ho lasciato riposare.

Ho tirato le sfoglie arrivando fino alla tacca n°5 perchè, dopo aver provato la tacca 8, la pasta in cottura si rompeva.

Per la sfoglia agli asparagi ho racchiuso i fiori e aneto tra due sfoglie e, delicatamente l’ho tirata, sempre alla tacca 5.

Da tutte 2  le sfoglie ho ritagliato una forma a fiore; vi consiglio, per la cottura, di non tenere l’acqua a forte bollore e di “accompagnare” la sfoglia con una schiumarola per evitare accartocciamenti, specifico questo perchè, per me, è stato un esperimento e trovo corretto condividere con voi i pro e contro.

Ingredienti per la besciamella agli asparagi:

  • farina di kamut,
  • centrifugato di asparagi,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato.

Ingredienti per la besciamella al salmone affumicato:

  • una parte dell’impasto iniziale secco della sfoglia al salmone che comprendeva anche l’aneto,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato q.b.

Per la besciamella Qui .

Ingredienti aggiuntivi (per l’interno e la gratinatura):

  • parmigiano reggiano 36 mesi grattugiato,
  • nocciole tostate e tritate,
  • basilico fresco tritato.

Come ho fatto:

Ho composto la lasagna al solito, alternando le 2 lasagne e le 2 besciamelle sopra le quali ho messo pezzettini di salmone affumicato e punte di asparagi (tagliate a pezzetti) cotte al vapore e il trito di parmigiano, nocciole e basilico.

Ho infornato per 5 minuti a 180°C. più altri 3 minuti funzione grill.

Ho decorato con aneto, asparagi e fiore di calendula che è commestibile e con il quale ho in programma altre ricette colorate.

Amo la primavera e cucinare con erbe e fiori è per me la perfetta”Flower therapy”.


Croccante alle nocciole.

Terminata la festa della donna che dura 1 giorno, si ritorna a festeggiare l’uomo la cui festa dura 364 giorni, quest’anno che è bisestile 365.

Coccolati, viziati, serviti di barba e capelli e chi più ne ha più ne metta, mea culpa, mea culpa.

Domenica, durante un mio fugace passaggio nell’ open space mi sento chiedere:

mi fai il croccante?  Sì, così, semplicemente come si chiede: me lo fai un caffè?

Io il croccante non l’ho mai fatto, a parte quello ai semi di zucca per la torta austriaca, e già là scrivevo del mio rapporto burrascoso con il caramello.

Dopo un attimo di panico, col sorriso sulle labbra ho risposto:

certo amore, forse amore non l’ho detto , lo vuoi con le noci, mandorle o nocciole?

Con le nocciole…

Ho scoperto anche perchè a me il caramello non riusciva, mescolavo e il caramello non va mescolato.

Ingredienti:

  • 220 g. di zucchero,
  • 125 ml d’acqua,
  • 35 g. di nocciole leggermente tostate, spellate e tritate grossolanamente (50 g.),
  • la scorza di un’arancia tritata fine.

Come fare:

rivestire una teglia  da 30×25 con la carta da forno.

Mescolare lo zucchero e l’acqua in una pentola dal fondo spesso a fuoco medio-alto, mescolare bene finchè lo zucchero si sarà sciolto completamente.

Lasciar cuocere senza rimestare (ecco dove sbagliavo io, mescolavo di tanto in tanto creando escursioni termiche che cristallizzavano lo zucchero), pulendo i bordi della pentola con un pennellino da cucina se necessario, per 10/12 minuti, finchè il composto risulta dorato.

Unire velocemente le nocciole e la scorza d’arancia ed amalgamare, versare tutto velocemente nella teglia, spalmando il composto fino a ricoprire tutta la superficie, lasciar raffreddare.

Rompere il composto in tante scaglie e conservarlo in un vaso a chiusura ermetica.


I Cantucci di Tiziana…

Questo nuovo anno che per me è iniziato rallentato da malanni di stagione, mi sono portata “appresso” il solito bagaglio di rimorsi, rimpianti, conferme, abbandoni, avvicinamenti, tutto come sempre perchè ogni anno è in fondo uguale ad un altro.

È per me come la passeggiata per i campi attorno casa,  ogni giorno trovo qualcosa di nuovo o qualcosa non c’è più, spesso mi domando se cambia il mondo o cambia il mio modo di guardarlo…

Ma ora basta filosofeggiare è arrivato il momento di presentarvi i “miei” cantucci, quelli che faccio e che hanno (aimeh) il burro :-(

Stranamente le mandorle che solitamente amo nei dolci, nei cantucci non apprezzo e preferisco sostituirle con le nocciole e noci, la ricetta originale la trovate da Tiziana, è quella che ha imparato al corso di cucina e la prossima volta “copierò” paro paro..però con le nocciole e noci ;-)

Ingredienti:

  • 1 kg di farina 00,
  • 700 gr di zucchero,
  • 1 bustina di lievito per dolci ( cremortartaro),
  • 7/8 uova (8),
  • (300 g. di burro morbido),
  • succo e scorza di un limone (buccia di limone e arancia),
  • (1 cucchiaino di estratto di vaniglia)
  • (1 pizzico abbondante di sale),
  • 1/2 kg di mandorle non spellate (250 g. di nocciole, 250 g. di noci),
  • latte q.b. (omesso),
  • un tuorlo per spennellare e zucchero semolato per spolverizzare (omesso).

Come fare:

preriscaldare il forno a 140°C.

Setacciare la farina con il cremortartaro, il pizzico di sale e formare la fontana, lavorare il burro con lo zucchero, aggiungere la buccia degli agrumi e l’estratto di vaniglia.

Rompere le uova all’interno della fontana ed amalgamarle poco alla volta alla farina, unire il composto di burro e zucchero e lavorare.

Dividere l’impasto in 2 ed inserire in una le noci nell’altra le nocciole, formare 4 filoni ed infornare per 40 minuti.

Sfornare e tagliare i filoni a fette, mettere le fette “di piatto” sulla teglia ed infornare ancora per 10 minuti da un lato ed altri 10 dall’altro (io ho fatto così…ma forse non serve?).

E adesso ‘na botta de vita…avessi 30 anni di meno :-D


Le mie “Compagne di merende” ed un menù per le feste ma non solo…

Tiziana e Solema

Questo è un post di quelli che scrivo più per me che per gli altri, per condividere un bel momento con chi mi segue ed il menù alla fine potrà regalare spunti per iniziare bene la giornata.

Spesso si è scontenti, a volte per qualche motivo, a volte inspiegabilmente e così io ho imparato a cercare la “soluzione” nelle piccole cose, spesso guardandomi attorno, “rubando” una strofa da una poesia, una frase da un’amica.

Ieri pomeriggio, Solema ed io, siamo andate da Tiziana (la nonna di Blanca), unendo utile al dilettevole quindi: pieno di benzina in Slovenia (il gasolio €. 1,269 e la super €. 1,320 (!!!!????!!!!) acquisto coloranti alimentari e stampini vari.

Abbiamo bevuto un te/fiore (l’ho visto la prima volta da Jamie Oliver) arrivato dalla Cina:

Prima

Dopo

Abbiamo  mangiato gli ormai famosi biscottini di Nigella (versione nocciola):

Cliccare sulla foto per la ricetta con le mandorle, ottimi anche con le noci..occhio a dosare l’albume!!!

Abbiamo ammirato l’albero di Natale con le decorazioni fatte tutte a mano da Tiziana con la pasta di sale usando un impasto a prova di umidità che dura da 6 anni:

E per finire il “Menù”, un foglietto attaccatto sulla porta dell’ufficio del negozio di articoli per la ristorazione dal quale Solema non voleva più uscire :-D

Tornando a casa abbiamo/ho parlato molto, ora, possiamo dire di conoscerci meglio, Solema ed io ci siamo date una seconda possibilità e non la stiamo sprecando..lo so già, il mio sarà un bellissimo Natale :-)

Ecco, è tutto, tra poco vado, si, “ello”, finalmente, si è “sdivanato” e, abbandonato il telecomando, ha deciso di portarmi (o portarsi ;-) ? ) alle terme in Austria.

Penso che mentre lui sarà “brado”, come ama definirsi in quelle situazioni, io farò una “fuitina” a vedere i mercatini così, magari riesco a fare un post..ma non prometto nulla…vi abbraccio.

Risponderò ai vostri commenti da “oltralpe”, così..tanto per darmi un tono ;-)


Panettone di castagne: quando “la festa” era “festa” davvero…anche con poco…

“Questo semplice panettone sostituiva il panettone di Natale quando ancora questo non esisteva o quando i contadini non potevano permetterselo”

Chi ha avuto l’”ardire” e la pazienza di seguirmi fin qui saprà quanto io mi emozioni a leggere queste presentazioni nelle ricette.

La mia mente inizia a fantasticare ed immagina e crea gli scenari, vedo mamme che mandano i bambini in cantina a prendere la frutta secca che hanno messo da parte dopo il raccolto, vedo il papà che prende dalla credenza “della festa” la preziosissima bottiglia di rum e ne versa oculatamente la dose necessaria per il dolce (ma vedo anche che ne aprofitta per farsi un “cichettino” ;-) ), vedo la figlia più grande andare nel pollaio a prendere le uova ed il burro ottenuto con la zangola e poi conservato al fresco immerso nell’acqua.

Già che sei là, prendi anche la farina e lo zucchero…

si mamma, quanto ne prendo?

Porta qui i sacchi interi, poi ci penso io…

Scriverei tutto il giorno quello che “vedo” ma lo so che voi, forse, siete curiosi di leggere questa semplice ricetta piena di storia, di semplicità, di amore e di rispetto per i preziosi doni della terra, ed io sono bramosa di scriverla per voi.

La ricetta aveva delle lacune, il burro era tra gli ingredienti ma non nel procedimento, ho improvvisato e, dal momento che lo rifarò per il giorno di Natale (ordine tassativo di “ello”) apporterò alcune modifiche, per esempio monterò a neve ferma gli albumi e l’inserirò all’ultimo (come per la caprese) anche se, essendo l’impasto “pesante” l’albume non avrà la forza per sostenerlo…ma vedremo ;-)

Ingredienti:

  • 250 g. di castagne secche,
  • 100 g. di nocciole sgusciate,
  • 100 g. di gherigli di noci,
  • 100 g. di fichi secchi,
  • 50 g. di una passa (80 amollata nel rum),
  • 250 g. di farina bianca,
  • 250 g. di zucchero (meglio se di canna), io ne ho messi 150 g.
  • 150 g. di burro (io di soia),
  • 4 uova,
  • un bicchiere di rum.

Come fare (la lavorazione l’ho modificata inserendo il burro che mancava nella descrizione):

lessare le castagne ammollate per una notte, passarle al passaverdure (io schiacciapatate).

Lavorare il burro con lo zucchero, aggiungere un uovo alla volta ed amalgamare, unire la purea di castagne, le nocciole, le noci e i fichi secchi tritati, l’uva passa (lavata mi raccomando!!!), che ho ammollato nel rum, il rum stesso ed infine poca alla volta la farina.

Nel libro dicono che l’impasto sarà “molto consistente”, tanto da consigliare di dargli la forma di un salame.

Io ho ottenuto un impasto consistente ma non tanto da poterlo fare ed ho scelto di inaugurare lo stampo a stella regalatomi da Solema.

Infornare “a calore moderato” (io ho messo 165°C.) per 30/40 minuti (io quasi un’ora, per via della forma,credo), dicono di fare la prova stecchino però essendo all’ interno la purea di castagne non uscirà mai asciutto, quindi regolatevi.

Dopo sformato l’ho decorato appoggiando un vecchio centrino e spolverizzato con lo zucchero a velo, ci starebbe bene anche una glassa con all’interno frammenti di marron glacè..ma fate voi.

Consiglio la quantità di zucchero che ho usato io perchè altrimenti il “panettone” sarebbe tropo dolce.

Fetta lunga

Fetta corta, d’altronde come si fa a”tagliare una stella”? Certooooooooo, prima si tagliano le “punte” poi rimane il cerchio e si tagliano le fette…ma come ho fatto a non capirlo prima? :-D

Vi consiglio, a proposito di burro di visitare questo sito, è davvero interessante

Vi auguro un bel fine settimana.


Bastoncini di Baccalà con impanatura di nocciole, Parmigianine di Baccalà, Bacalà cui sardoncins (Stoccafisso all’acciuga)

Finalmente  il filetto di baccalà è finito, ora per un pò non voglio sentirne parlare, brava ma basta :-D

E dire che ho dei trascorsi fallimentari con lui, solitamente lo comperavo secco e lo reidratavo io di malavoglia perchè lasciar correre l’acqua per 3 giorni proprio non mi va.

Questa volta è andato tutto liscio, il filetto bello “ciccione”, dissalato al punto giusto, l’ho usato per il precedente “canellone”, per queste 3 ricette, per i “frisceü” (che sarebbe il baccalà fritto in pastella, ricetta ligure mandatami da Fabiana),  e con gli “avanzi” è uscita anche un’ antica ricetta Friulana trovata su un vecchio libro (queste 2 ricette le scriverò alla fine perchè sono da provare).

Ingredienti per i bastoncini:

  • filetto di baccalà,
  • albume,
  • nocciole tritate,
  • olio evo,
  • aglio.
  • sale.

Come fare:

tagliare il filetto a “bastoncini”, passarli nell’albume leggermente sbattuto e nella granella di nocciole mescolata al sale (poco).

Rosolare a fuoco vivo nell’olio evo profumato con l’aglio, far asciugare su una carta assorbente e preparare la “griglia”, decorare con la passata di pomodoro e la salsa al prezzemolo (sono tutte 2 profumate all’aglio).

Per il condimento (uguale per tutte le preparazioni):

  • passata di pomodoro,
  • prezzemolo,
  • olio evo,
  • aglio,
  • peperoncino,
  • sale.

Come fare:

cuocere la passata soltanto con l’aglio intero (da togliere) sale e peperoncino.

Frullare col frullino ad immersione il prezzemolo con l’olio evo e sale, aggiungere uno spicchio d’aglio schiacciato e lasciar insaporire.

Parmigianina di baccalà

Ingredienti:

  • fettine di baccalà,
  • albume,
  • semi di zucca tritati,
  • parmigiano grattugiato,
  • ricotta affumicata (per la terza versione),
  • sale,
  • olio evo,
  • aglio,
  • passata e salsa al prezzemolo.

torretta baccalà ricotta affumicata-1

Come fare:

battere delicatamente le fettine di baccalà (aiutarsi con la pellicola), passarle nell’albume leggermente sbattuto e nei semi di zucca mescolati al sale (poco).

Procedere per la cottura come per i bastoncini e, dopo aver asciugato sulla carta comporre le parmigianine mettendo sul piatto un pò di passata, una fettina di baccalà, passata,  salsina al prezzemolo, parmigiano grattugiato (2 strati) finire col parmigiano e granella di semi di zucca.

Gratinare in forno per sciogliere il formaggio.

Per la terza versione il procedimento è uguale, sostituire soltanto il parmigiano con la ricotta affumicata.


Ho notato che il parmigiano è spesso presente nelle preparazioni con il baccalà e queste parmigianine (con la ricotta affumicata compresa) sono deliziose, sono semplici da fare e le trovo adatte per le feste, si possono preparare il giorno prima ed infornare al momento del servizio, ecco com’è l’interno ( ho aggiunto ancora passata perchè era troppo buona :-) ).

Ora, per completare questo lunghissimo post ad elevato “contenuto ittico” vi lascio le 2 ricette di cui sopra:

Ingredienti per i frisceü:

  • baccalà tagliato a pezzi piccoli,
  • 250 g. di farina,
  • 5 g. di lievito di birra,
  • sale,
  • acqua minerale,
  • olio evo per friggere (io ho usato questo).

Come fare:

in una terrina mettere la farina ed il lievito sciolto in poca acqua, il sale e l’acqua minerale, il composto deve risultare consistente.

Riporre in frigorifero per 1 ora,  immergere i pezzi di baccalà nella pastella e friggere in olio profondo (io a 170°C.)

Ultima ma non per bontà, non ho fotografato l’interno per “pericolo sfratto” :-D

Bacalà cui sardoncins (Stoccafisso all’acciuga)

Io ho usato gli “scarti” delle altre preparazioni ma vi do le dosi della ricetta originale (per 4 persone):

  • 800 g. di baccalà ammollato,
  • 1 cipolla (io 2 perchè ho fatto uno strato sul fondo della pirofila),
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 1 mazzetto di prezzemolo (omesso non ne avevo),
  • 4 acciughe salate (ho usato quelle sott’olio),
  • 1 tazzina d’olio d’oliva,
  • 2 cucchiai di formaggio grattugiato (io parmigiano),
  • 1/2 litro di latte,
  • sale, pepe.

Come fare:

tagliare a pezzi il baccalà e disliscarli, infarinarli e sistemarli, in un unico strato, sul fondo di una teglia (io ho aggiunto un “letto” di anelli di cipolla sul quale ho adagiato il pesce).

Tritare finemente la cipolla, l’aglio, il prezzemolo, e le acciughe; rosolare il trito nell’olio e distribuirlo tutto sul pesce.

Spargere il parmigiano ed una macinata di pepe, versare il latte ed infornare a 150°C. per c.ca 2 ore: buonissimo!!!