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Finocchi gratinati al forno con le nocciole: raffinatezza nella cucina di casa (di Tiziana).

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In questi anni da queste parti sono passate molte entità, oggi ho scosso l’ albero, come si fa quando si vogliono far cadere le foglie secche, ebbene, le foglie rimaste non sono molte ma sono quelle più tenaci, fra queste c’è Tiziana che dall’inizio mi è stata vicina, nel bene e nel male, andando oltre le apparenze e cogliendo sempre, in ogni occasione, il bene che c’è accantoalcamino che, in questo virtual-mondo di detrattori sempre e comunque, ha del miracoloso.

All’inizio della mia avventura mi aveva mandato anche questa ricetta, Tiziana è l’artista che, chi mi segue, conosce.

Ho citato più volte i suoi quadri, facendoli diventare i scenari di alcuni dei post a me più cari.

Ormai l’autunno si è incamminato sulla via dell’inverno, col suo cesto di ortaggi, tra questi i finocchi, i protagonisti di questa ricetta.

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Ingredienti:

  • 2 Finocchi (grandi),
  • 10 Pomodorini Ciliegini o Datterini o Piccadilly,
  • 100 g. di nocciole,
  • sale,
  • peperoncino,
  • aglio in polvere,
  • Parmigiano Reggiano,
  • olio evo.

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Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C.

Ungere una teglia da forno o coprirla con l’apposita carta, lavare e tagliare a spicchi i finocchi e i pomodorini.

Dopo averli disposti nella teglia, salare, spolverizzare con l’aglio, aggiungere il peperoncino , il parmigiano grattugiato e le nocciole tritate grossolanamente.

Coprire la teglia con la stagnola ed infornare per 20’, togliere l’alluminio e rimettere in forno per altri 20’.

Prima di servire irrorare con un filo d’olio.

Ecco, per oggi è tutto, alla prossima.


Crema di Avocado, Cocco, Arancia: se la primavera mi dà un dito, io mi prendo un braccio…

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Già, dopo una notte buia e tempestosa, finalmente sabato mattina è ricomparsa la primavera e mi è venuto in mente Giacomo Leopardi che, con la sua sensibilità malinconica, scrive la sua poesia, imparata a memoria e recitata più volte in classe e a casa, con la Signora Gisella che mi ascoltava attenta e severa.

L’ ho immaginato dietro ad una finestra, di quelle alte, enormi, contornate da pesanti tende di velluto scuro, tanto scuro da non dare speranza alla luce di illuminare né la stanza né l’anima del Poeta.

L’ ho immaginato osservare le gocce  cadere dal tetto  sfiorando il davanzale e l’ ho visto dirigersi pensieroso (o pensoso) verso la scrivania ed iniziare i suoi versi:

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra

… Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’è, com’or, la vita?
Quando con tanto amore
L’uomo à suoi studi intende?
O torna all’opre? O cosa nova imprende?
Quando dè mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! Assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.

prati stabili P.d.P.jRovere di Slavonia.1-001

Non mi sono accontentata di rimanere qui, nella nostra meravigliosa ed assolata Italia (allo sfascio) ma ho voluto andare anche un pò lontano, incamminarmi verso altri mondi.

Ieri sera ho visto su Gambero Rosso Sky uno splendido documentario che parlava dell’ amara/dolcezza del cioccolato, mostrandone le varie sfaccettatura, dallo scultore-amante del cioccolato Patrick Roger che mi ha conquistata col suo gorilla a grandezza naturale (sono innamorata di Dian Fossey… ); pensate che i BAMBINI che lavorano nelle piantagioni di cacao non hanno la minima idea né di dove vadano le fave né cosa ne facciano… alla fine lo assaggiano e dicono: buono, è davvero buono…

Cosa c’entra il cioccolato qui? Nulla,è tanto per parlare :-D

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Noi

Ed ora passo alla ricetta, non so se a Giacomo (confidenziale) sarebbe piaciuto questo dessert, non lo immagino mangione godurioso ma io ed ello invece lo siamo ed abbiamo apprezzato molto.

La ricetta arriva dalla mia solita datata dispensa a schede, alla ricetta, che non prevedeva zucchero, ho aggiunto del fruttosio ed ho sostituito le noci con le nocciole tritate che erano avanzate dalla precedente torta.

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Quando ho letto la ricetta mi sono spaventata, è più il tempo di raffreddamento che quello di esecuzione? Nessun problema, sto diventando pratica e dopo 3 anni abbondanti di blog e web ho imparato ad interpretare le ricette.

Una cara persona ha scritto questo, parlando di me, della Libera di “prima”, prima che iniziasse a vagabondare nella solitudine dei campi e dei boschi:  “che non si perde nulla nelle pieghe delle ricette”, beh, quella Libera ritornerà, prima o poi… promesso♥

Ingredienti per il bicchiere nella foto e un’altra coppa grande:

  • 2 avocadi maturi,
  • 150 g di crema di polpa di cocco (NaturaSì),
  • 150 ml. di succo d’ arancia,
  • 2 cucchiai di fruttosio,
  • 150 g di yogurt greco,
  • 1 cucchiaio abbondante di scorza d’arancia gratuggiata,
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • farina di cocco e scorza d’arancia per decorare (o come vi piace).

Ingredienti per la granella/crumble:

  • 50 g di burro di cocco (o il vostro solito burro),
  • 50 g di fiocchi di mais,
  • 50 g di nocciole tritate grossolanamente,
  • 1 cucchiaio di zucchero muscovado.

Il procedimento per la granella lo trovate in grassetto/corsivo.

collage crema avocado crumble-001

Come fare:

mettere il succo d’arancia, il fruttosio e la crema di polpa di cocco in un pentolino, mescolare e riscaldare (non bollire!) il composto per amalgamarlo.

Spegnere e versare in una terrina, far raffreddare e mettere in frigo per far addensare.

Nel frattempo tagliare a metà gli avocado, eliminare il nocciolo (non gettarlo, vedere qui) e, con un cucchiaio estrarre lapolpa.

Ritirare dal frigorifero la crema di cocco, unire la polpa di avocado, lo yogurt, la scorza d’arancia ed il succo di limone e riporre ancora la terrina, coperta con la pellicola, in frigorifero per far addensare (io, per motivi di tempistica, l’ho lasciato tutta la notte).

Al momento di preparare le coppe o bicchieri, come volete, far sciogliere il burro di cocco (io) o margarina o burro di soia o burro vaccino ed unire i fiocchi di mais frantumati: io l’ho fatto con le mani, è un ottimo antistress.

Dopo che i fiocchi avranno assorbito il burro, unire le nocciole tritate e lo zucchero Muscovado, mescolare per qualche minuto, versare in una ciotola e far raffreddare.

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Presentazione:

questo dessert può essere servito in coppette, io ho scelto per voi il bicchiere che evidenzia il “crumble” (perchè di crumble si tratta) che è perfetto in questo dessert, per la croccantezza, il profumo e la consistenza e se vi avanza potete utilizzarlo per altre preparazioni.

Alternare gli strati di crema e crumble terminando con la crema, la decorazione è a gusto personale, io ho scelto una farina di cocco e una piccolissima julienne di scorza d’arancia che fa sempre la sua bella figura.

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Comunicazione di sevizio: ho completato il recupero dei miei post persi per il malfunzionamento (o mia inesperienza) del PDF, questo comporta che gli iscritti via email non verranno subissati di email.


Torta di nocciole all’arancia,senza glutine, per A.

Torta nocciole arancia senza glutine-001

Credo che ci siano ancora poche persone che pensano che senza glutine equivale a senza profumi e senza sapori.

A me è stato particolarmente utile ed istruttivo partecipare alle Rifatte senza glutine  (il link rimanda al blog di Vale e da lì troverete tutte le informazioni inerenti alla celiachia ed il regolamento per partecipare una volta al mese all’iniziativa).

Questa torta l’ho trovata su un volume dei Buonissimi, li conoscerete certamente, io li consulto spesso e tutte le ricette che ho provato sono riuscite perfettamente, diciamo che sono AFFIDABILI proprio come il blog che cito.

Ingredienti per una teglia apribile di 24 cm.:

  • 300 g. di nocciole tostate,
  • 3 arance grandi, succo e scorza (il succo di una per la glassa di copetura)*,
  • 150 g. di zucchero,
  • 6 uova,
  • zucchero a velo per la glassa di copertura (ottenuto macinando lo zucchero nel macinino da caffè)*,
  • nocciole intere per la decorazione.

collage torta nocciole arancia-001

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Tritare le nocciole, prelevarne una parte prima di ridurle a farina ( daranno croccantezza alla torta).

Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e soffice ed aggiungere, poca alla volta, la farina di nocciole, il succo e la scorza d’arancia.

Montare a neve ferma gli albumi ed unirli delicatamente al composto e versarlo in una teglia imburrata.

Infornare per 40 minuti.

Sfornare la torta, farla intiepidire e nel frattempo preparare la glassa di copertura.

Come fare la glassa all’arancia:

la ricetta prevedeva semplice zucchero a velo aromatizzato a piacere con  un pò di cannella io, avendo ridotto lo zucchero all’interno della torta, ho fatto una glassa, semplicemente sciogliendo lo zucchero a velo nel succo d’arancia caldo  ed unendo la granella di nocciole.

Ho fatto ad occhio, senza pesare nulla ma nel web troverete dosi, tempi e modi.

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Buon fine settimana.


Biscottini al mosto cotto, senza uova, senza lattosio, senza glutine ma con tanto tanto sapore… Un pensiero per Maria ♥

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Non so se è merito dei Maya che, con le loro profezie hanno comunque mosso qualcosa in ognuno di noi, non so se è perchè dai e dai le cose cambiano, non so se, finalmente, mi sono incamminata sulla strada giusta… Fatto sta che ho trascorso uno splendido Natale, direi sereno, si, sereno è la parola giusta.

La venuta della suocera&Co. non mi ha agitata, sono riuscita ad organizzare tutto per benino e nei tempi giusti, voi direte: cosa sarà mai organizzare un pranzo di Natale per 5.. Beh, per me, che non ho mai ospiti a casa, è un bel impegno, quando manca la pratica non basta la grammatica no?

Come già sapete il mio menù di Natale non è stupefacente ma è il solito: lasagne portate dalla suocera, zampone, lenticchie a volontà, brovada.

Quest’anno l’ho arricchito con 2 stinchi di maiale al forno, Lambrusco, coca cola per il cognato (ORRORE!!!) comperata da ello che, dopo aver notato il mio disappunto ha detto saggiamente: bisogna adeguarsi agli ospiti, panettone ai marron glacè gentilmente offerti da Loison, spumante per il brindisi, caffè, ammazzacaffè per lo zio: una grappa che gli ha fatto strabuzzare gli occhi per quanto era forte…

Tutto qui, qualche chiacchera, una breve comparsa di Perla che è venuta a salutare “la nonna” e dopo aver sberlato per qualche minuto è tornata a dormire e poi, tutti a casa, ello ad accompagnare lo zio (che mi ha regalato del buonissimo miele di acacia che ho adoperato per i biscottini) e così, rimasta sola mi sono messa a fare questi biscottini.

Ci tenevo a farli per Natale, un omaggio a Maria, è lei che mi aveva mandato il mosto cotto: adoperalo, mi diceva, ma non voglio finirlo, rispondevo, dai che te ne mando ancora… invece non c’è stato più tempo, purtroppo…

Questa ricettina mi è arrivata via mail da Nannarè, una delle Amiche di forum di un tempo, è una delle tante ricette che mi ha mandato, sono di sua nonna o di “nonnine”, come le chiama lei e per me sono perfette.

Appena la sento le chiedo delucidazioni sulla provenienza di questi “Biscottini al mosto cotto”, se hanno un nome definito o si chiamano soltanto così.

Io ho preferito lasciarli naturali, senza spezie, un pò perchè a ello non piacciono un pò perchè coprirebbero il sapore della frutta secca, rimane comunque il fatto che sono molto versatili e, da questa base, se ne possono elaborare un’infinità, mi sono limitata a modificare il tipo di farina perchè, essendo questi biscotti, già senza lattosio e senza uova, volevo farli anche senza glutine.

Copio incollo la ricetta così come è arrivata, con lo stile gajardo de Anna (si chiama così), le sue abbreviazioni da sms, credo assimilate dalle 2 figlie adolescenti, qualche doppia di troppo, ma è perfetta così, la adoro ♥

Per facilitare la lettura ho evidenziato gli ingredienti, mentre le mie varianti e il mio procedimento sono inseriti tra gli asterischi.

collage biscottini mosto cotto-001

Si lavorano degli ingredienti sullla spianatoia mettendone  ad occhio

circa 300 grammi fra nocciole, noci, pinoli, (xchè no, qualche mandorla) spezzettati grossolanamente
(Se vuoi anche tostati ma nn è necessario)
500 grammi di farina (da nn usare tutta insieme, che so iniziare con 250/300 gr. ed aggiungere quella che occorre man mano) *farina di grano saraceno e tapioca*
1 bicchiere circa di ottimo olio evo o strutto *olio evo (Pugliese)*
un pò di zucchero e miele * solo miele*
mosto cotto (o vino) q.b.
poco + della metà di una bustina di lievito x dolci
( Eventualmente Vanillina o spezie facoltative ed a piacere del proprio gusto) *estratto di vaniglia*
Non ci vanno le uova ma c’è anche chi ne mette *omesse*.
Zucchero a velo x spolverizzare , facoltativo *omesso*.

Mettere, la farina a fontana con tutti gli ingredienti dentro (la mi mama talvolta mette anche un po’ di buon cacao in polvere, ma ciò è una cosa del tutto personale), lavorare raggruppando per bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere una “massa” omogenea, formare un filoncino
un “pò piatto” e tagliare a forma di losanga (qsta è la tradizione) oppure stendere e dare la forma ai biscotti che andranno su una teglia con
carta forno.

*Io ho mescolato la frutta secca con 250 g. di farina (proporzione 350 farina di grano saraceno, 150 farina di tapioca), ho aggiunto il bicchiere d’olio, 3 cucchiai abbondanti di miele, ho amalgamato, ho unito il resto della farina e poi ho aggiunto a poco a poco il mosto cotto fino al raggiungimento della “massa” omogenea (come scrive Anna), ho formato il filoncino un “pò piatto” e, come da tradizione, ho formato le losanghe*

Naturalmente infornare con forno già caldo a ca. 180 gradi finchè nn saranno coloriti e cotti (forse 20 min. o poco+)
Si possono servire ed intingere con buon bicchiere di vino bianco, marsala o …

Semplici, ma “fanno famiglia” e Natale magari apprezzati accanto al camino acceso …??! (A Perla falli assaggiare senza inzuppo nel vino mi raccomando …!!! Alle gattine di buona famiglia si bagna soltanto dietro l’orecchio con una goccia di Champagne, la notte di Capodanno, cm fossse Chanel N° 5 – insieme ad un assaggio di Pandoro).
Cuore

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Buongiorno mondo.


Presnitz: il Dolce di Sissi (Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach), Sissijina Slaščica, Der Sissi-Kuchen

Non ho fatto un corso accelerato per imparare le lingue ma, ho avuto la fortuna di trovare una rivista che tratta di turismo con le sue varie sfaccettature, itinerari, guide,  ristoranti, eventi, prodotti tipici e quant’altro possa interessare il turista d’oltreconfine che si trovi dalle parti di Trieste tutto corredato da cenni storici, piccoli “segreti”e molte informazioni interessanti.

Ogni articolo è scritto in lingua Italiana,  Lingua Slovena e Lingua Tedesca.

Sono le  lingue che accomunano 3 culture tra loro diverse ma anche molto vicine…

La storia del Presnitz è già nel web ma la voglio scrivere ugualmente perchè questa ricetta l’ho fatta ieri, così com’ è descritta ed è diversa da altre versioni, alla fine questi dolci tipici cambiavano a seconda di chi li preparava e di quello che era a disposizione.

Aggiungendo, togliendo o sostituendo qualche ingrediente si rendeva, alla fine, il prodotto unico e “personale”.

L’avevo fatto soltanto una volta adoperando la solita pasta sfoglia ma questa pasta mi ha incuriosita, è un pò/molto ricca e, credo si possa modificare  per alleggerirla, ma ho voluto farla esattamente com’è scritta, si ridorme col piumone quindi le calorie sono gradite, e poi, io non l’ho mangiato perchè ello l’ha portato dallo zio…comunque al ritorno si è sprecato con i complimenti, “da rifare”  e con questo è detto tutto ;-) ed ora il racconto, ricetta, storia ed abbinamento vini consigliati in tutte le 3 lingue.

All’ inizio dell’ottocento, tutta la città di Trieste si mise in movimento per accogliere l’Imperatrice d’Austria e Ungheria.

Una città in festa, spettacoli, gare e concorsi d’arte, artigianato e gastronomia.

Per l’occasione, una pasticceria del centro, creò un dolce, tipo ciambella con uvetta, pinoli e mandorle che portava la scritta: “se giri il mondo ritorna qui”.

Fu conferito a questo dolce il titolo di “Preis Prinzessin”, ovvero Premio Principessa, i triestini lo chiamarono subito “PRESNITZ” e restò il dolce tipico della città.

Gli ingredienti sono: frutta, noci, nocciole, mandorle, uvetta. pinoli, liquore, avvolti in un sottile strato di sfoglia.

Ingredienti per la pasta:

  • 500 g. farina 00,
  • 250 g. di burro fuso,
  • 90 g. di zucchero,
  • 3 uova,
  • 1/2 bicchiere di rum,
  • 1 pizzico di sale.

Ingredienti per il ripieno:

  • 60 g di zucchero vanigliato,
  • 60 g. di uvetta ammollata in acqua tiepida, asciugata e leggermente infarinata,
  • 60 g. di noci,
  • 60 g. di mandorle,
  • 50 g. di canditi,
  • 30 g. di pinoli,
  • 35 g. di burro fuso.

Preparazione (tra parentesi le mie note personali):

impastare assieme la farina, il burro fuso, lo zucchero, il rum, il sale e, una alla volta, le uova.

(Al secondo uovo avrete la sensazione che possa bastare ma continuando ad impastare verrà assorbito tutto ed accoglierà anche il terzo uovo senza dover aggiungere altra farina.)

Formare la palla, coprirla con un tovagliolo  e farla riposare in un luogo tiepido.

Nel frattempo preparare il ripieno, tritando finemente la frutta secca ed amalgamate tutti gli ingredienti col burro fuso.

Stendere la pasta all’altezza di 1 cm. arrotolarla ed avvolgerla a spirale (consiglio di stenderla su un tovagliolo e renderla ancora più sottile, il tovagliolo vi agevolerà nell’arrotolare il dolce, piegarlo ed appoggiarlo sulla teglia senza che si rompa.)

Spennellare la superficie con uovo sbattuto ed infornare a 180°C. per 1 ora (forno statico)

Nota personale, il mio è un pò troppo “cicciottello”, il Presnitz si distingue dalla Gubana e Putizza sia per la pasta che non ha lievito e per la forma,  molto più sottile, allungata ed arrotolata a spirale…sarà per il prossimo ;-)

Abbinamenti con il vino:

suggerito l’abbinamento con la grappa di prugne o con un Colli Orientali del Friuli Verduzzo di Ramandolo o Verduzzo Spumante amabile, Recioto di Soave, Picolit (Collio Goriziano o Colli Orientali del Friuli).

Cenni storici e geografici:

il Presnitz assomiglia alla GUBANA per il ripieno fatto con uva passa e frutta secca.

É un dolce tradizionale del periodo pasquale, la cui forma a corona richiama quella di spine che cinge il capo di Cristo.

Sissijina Slaščica (Slovenska različica)

Celo mesto Trst se je na začetku devetnajstega stoletja vneto pripravljalo na obisk cesarice Avstrije in Madžarske.

Mesto je praznovalo, vrvelo od prireditev in umetniških, obrtnih kulinaričnih tekmovanj.

Da bi počastila visoki obisk, je neka slaščičarna v središču mesta ustvarila slaščico okrogle oblike z rozinami, pinjolami in mandeljni, na kateri je pisalo: “če bošobkrožil svet, se vrni sem”.

Slaščici so podelili priznanje Preis Prinzessin-Princesina nagrada.

Tržačani so slaščico takoj poimenovali “PRESNITZ” in postala je tipična za mesto.

Sestavine so: sadje, orehi, lešniki, mandeljni, rozine, pinjole, liker, vse skupaj pa je ovito v tanko plast testa.

Sestavine za testo:

  • 500 gramov moke,
  • 250 gramov masla,
  • 90 gramov sladkorja,
  • 3 jajca,
  • pol kozarca ruma,
  • sol.

Sestavine za nadev:

  • 60 gramov vanilijevega sladkorja,
  • 60 gramov rozin, ki smo jih predhodno namočili v mlačni vodi, osušili in rahlo omokali,
  • 60 gramov mandeljni,
  • 60 gramov orehov,
  • 60 gramov lešnikov,
  • 50 gramov kandiranega sadja,
  • 30 gramov pinjol,
  • 35 gramov masla.

Priprava:

zamesimo skupaj moko, stopljeno maslo, sladkor, rum in sol in nazadnje tudi jajca, eno po eno.

Testo naj počiva na toplem, pokrito s platneno krpo.

Medtem združite na drobno narezano sadje s stoplijenim maslom in rozinami ter polijte dobljeno maso na približno centimeter debelo, razvaljano testo.

Zavijte slaščico in jo oblikujte v spiralo,  jo na skrbno namaščenem in pomokanem pecaču položite v na 180°C. stopinj Celzija segreto pečico in pecite približno eno uro.

Še preden Presnitz date v pe pečico, ga lahko namažete s stepenim jajcem.

Seznanjanje vino:

predlagamo slivovko ali vina z vzhodnih Furlanskih gričev, kot so Verduzzo di Ramandolo, Verduzzo Spumante amabile, Recioto di Soave, Picolit – (Goriška brda ali vzhodni Furlanski griči).

Zgodovinski in gografski podatki:

Presnitz je podoben klasični GUBANI, zaradi nadeva iz rozin in suhega sadja, tradicionalno pa je na tržaških mizah okrog Velike noči, kajtinjegova oblila spominja na Kristusovo krono.

Der Sissi-Kuchen (Deutsch Version)

Zu Begin des 19. Jahrunderts setzte sich die gesamte Stadt Triest in Bewegung un die Kaiserin von Österreich und Ungarn zu empfagen.

Eine ganz Stadt in Festlaune, Vorstellungen, Wettewerbe und Kunstbewerbe, Handerwerk und Gastronomie wurden geboten.

Eine Konditorei im Zentrum erfand anlässich diese Besuches einen Kuchen, ähnlich eines Kranzkuchens mit Rosinen, Pinienkernen und Mandeln und der Aufschrift  “Wenn du die Welt umreist, komm hierher zurück”.

Die Triestiner nannten ihn sofort “PRESNITZ” und er ist noch heute der typische Kuchen dieses Stadt.

Die Zutaten sind: Früchte, Nüsse, Mandeln, Rosinen, Pinienkernen, Likör, all das von einem dünnen Blätterteig umhüllt.

Zutaten für den Teig:

  • 500 Gramm Mehl,
  • 250 Gramm Butter,
  • 90 Gramm Zucker,
  • 3 Eier,
  • 1/2 Becher Rum,
  • Salz.

Für die Füllung:

  • 60 Gramm Vanillezucker,
  • 60 Gramm Rosinen, die zuvor in warmes Wassereingeweicht, abgetrocknet und leicht in Mehl gewaltz wurden,
  • 60 Gramm Walnüsse,
  • 60 Gramm Haselnüsse,
  • 60 Gramm Mandeln,
  • 50 Gramm kandierte Früchte,
  • 30 Gramm Pinienkerne,
  • 35 Gramm Butter.

Zubereitung:

Mehl, weiche Butter, Zucker, Rum, Salz und die Eier zu einem Teig kneten.

Den Teig an einem warmen Ort rasten lassen.

Die zerkleinerten Frückte mit der flüssigen Butter und den Rosinen mischen und alles auf den ausgerolten ca,. 1 cm dicken Teig geben.

Den Teig einrollen und zu einer Spirale wickeln.

Bevor man den Presnitz in den Ofen schiebt (180°C.), die Oberfläche mit einem gequirlten Ei bestreichen.

Weinbegleitung:

eine Empfehlung ist der Pflaumengrappa oder ein Verduzzo der Colli Orientali del Friuli von Ramandolo oder ein lieblicher Spumante Verduzzo, Recioto di Soave, Picolit (Collio Goriziano oder Colli Orientali del Friuli).

Historische und geografische Hinweise:

Er ähnelt wegen der Füllung mit Rosinen und den Trockenfrüchten dem klassschen Gubana (friulaner Reinling).

Es ist ein traditioneller Kuchen für die Osterzeit, dessen kronenförmige Art an die Dornenkrone Christus’ erinnert.

É stato impegnativo, più scrivere il post, che fare il dolce ma ne è valsa la pena e sono soddisfatta, unico rammarico di non conoscere realmente le lingue che mi proietterebbero completamente nei luoghi e nelle tradizioni che tanto amo.


I colori della primavera, racchiusi in una lasagna.

Le colline si saziano dei colori
della primavera, tornano le rondini
alla stalla, accogliente, calda.

Sorridono i germogli all’astro
nuovo che s’erge luminoso
tra i ciliegi pallidi, tra i peschi rosa,
il profumo del glicine arrampicato
antico e paziente su vecchi muri scrostati.

Occhieggia il sole sui balconi,
abbracciando i gerani, che rossi sfidano
il qualunquismo amoroso delle margherite.

Ovunque aria di rinnovamento,
di rinascita, di speranze di felicità.

(Aria nuova- Dario Motti)

Lasagne con sfoglia agli asparagi, al salmone, aneto,calendula e fiori di santoreggia.

Il titolo è lungo, lo so, ma è più facile farla che raccontarla, questa lasagna.

Come spesso mi succede l’ho studiata e voluta proprio così, leggera, saporita, completa, non è un mistero che io ami i piatti unici che racchiudono tutti i nutrienti in una sola portata.

Ho voluto mantenere la stessa farina sia per la sfoglia che per la besciamella, la farina di kamut che trovo versatile, facile da lavorare e adatta anche per chi ha intolleranze, si ricava un ottimo pane ed è perfetta per i dolci.

Sarò approssimativa nell’indicarvi le dosi perchè, per questa lasagna, ho adoperato come ingrediente principale l’istinto e, come spesso succede: la fortuna aiuta gli audaci.

Ingredienti per la sfoglia agli asparagi:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • 1 cucchiaino olio evo,
  • sale affumicato q.b.,
  • centrifugato fresco di asparagi,
  • aneto,
  • petali di calendula,
  • fiori di santoreggia.

Ingredienti per la sfoglia al salmone affumicato:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • salmone affumicato q.b.,
  • aneto fresco,
  • acqua di cottura degli asparagi q.b.

Come fare le sfoglie:

ho messo nel robot gli ingredienti ed ho dosato il liquido, ottenuto un impasto omogeneo ed elastico l’ho avvolto nella pellicola e l’ho lasciato riposare.

Ho tirato le sfoglie arrivando fino alla tacca n°5 perchè, dopo aver provato la tacca 8, la pasta in cottura si rompeva.

Per la sfoglia agli asparagi ho racchiuso i fiori e aneto tra due sfoglie e, delicatamente l’ho tirata, sempre alla tacca 5.

Da tutte 2  le sfoglie ho ritagliato una forma a fiore; vi consiglio, per la cottura, di non tenere l’acqua a forte bollore e di “accompagnare” la sfoglia con una schiumarola per evitare accartocciamenti, specifico questo perchè, per me, è stato un esperimento e trovo corretto condividere con voi i pro e contro.

Ingredienti per la besciamella agli asparagi:

  • farina di kamut,
  • centrifugato di asparagi,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato.

Ingredienti per la besciamella al salmone affumicato:

  • una parte dell’impasto iniziale secco della sfoglia al salmone che comprendeva anche l’aneto,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato q.b.

Per la besciamella Qui .

Ingredienti aggiuntivi (per l’interno e la gratinatura):

  • parmigiano reggiano 36 mesi grattugiato,
  • nocciole tostate e tritate,
  • basilico fresco tritato.

Come ho fatto:

Ho composto la lasagna al solito, alternando le 2 lasagne e le 2 besciamelle sopra le quali ho messo pezzettini di salmone affumicato e punte di asparagi (tagliate a pezzetti) cotte al vapore e il trito di parmigiano, nocciole e basilico.

Ho infornato per 5 minuti a 180°C. più altri 3 minuti funzione grill.

Ho decorato con aneto, asparagi e fiore di calendula che è commestibile e con il quale ho in programma altre ricette colorate.

Amo la primavera e cucinare con erbe e fiori è per me la perfetta”Flower therapy”.


Croccante alle nocciole.

Terminata la festa della donna che dura 1 giorno, si ritorna a festeggiare l’uomo la cui festa dura 364 giorni, quest’anno che è bisestile 365.

Coccolati, viziati, serviti di barba e capelli e chi più ne ha più ne metta, mea culpa, mea culpa.

Domenica, durante un mio fugace passaggio nell’ open space mi sento chiedere:

mi fai il croccante?  Sì, così, semplicemente come si chiede: me lo fai un caffè?

Io il croccante non l’ho mai fatto, a parte quello ai semi di zucca per la torta austriaca, e già là scrivevo del mio rapporto burrascoso con il caramello.

Dopo un attimo di panico, col sorriso sulle labbra ho risposto:

certo amore, forse amore non l’ho detto , lo vuoi con le noci, mandorle o nocciole?

Con le nocciole…

Ho scoperto anche perchè a me il caramello non riusciva, mescolavo e il caramello non va mescolato.

Ingredienti:

  • 220 g. di zucchero,
  • 125 ml d’acqua,
  • 35 g. di nocciole leggermente tostate, spellate e tritate grossolanamente (50 g.),
  • la scorza di un’arancia tritata fine.

Come fare:

rivestire una teglia  da 30×25 con la carta da forno.

Mescolare lo zucchero e l’acqua in una pentola dal fondo spesso a fuoco medio-alto, mescolare bene finchè lo zucchero si sarà sciolto completamente.

Lasciar cuocere senza rimestare (ecco dove sbagliavo io, mescolavo di tanto in tanto creando escursioni termiche che cristallizzavano lo zucchero), pulendo i bordi della pentola con un pennellino da cucina se necessario, per 10/12 minuti, finchè il composto risulta dorato.

Unire velocemente le nocciole e la scorza d’arancia ed amalgamare, versare tutto velocemente nella teglia, spalmando il composto fino a ricoprire tutta la superficie, lasciar raffreddare.

Rompere il composto in tante scaglie e conservarlo in un vaso a chiusura ermetica.


I Cantucci di Tiziana…

Questo nuovo anno che per me è iniziato rallentato da malanni di stagione, mi sono portata “appresso” il solito bagaglio di rimorsi, rimpianti, conferme, abbandoni, avvicinamenti, tutto come sempre perchè ogni anno è in fondo uguale ad un altro.

È per me come la passeggiata per i campi attorno casa,  ogni giorno trovo qualcosa di nuovo o qualcosa non c’è più, spesso mi domando se cambia il mondo o cambia il mio modo di guardarlo…

Ma ora basta filosofeggiare è arrivato il momento di presentarvi i “miei” cantucci, quelli che faccio e che hanno (aimeh) il burro :-(

Stranamente le mandorle che solitamente amo nei dolci, nei cantucci non apprezzo e preferisco sostituirle con le nocciole e noci, la ricetta originale la trovate da Tiziana, è quella che ha imparato al corso di cucina e la prossima volta “copierò” paro paro..però con le nocciole e noci ;-)

Ingredienti:

  • 1 kg di farina 00,
  • 700 gr di zucchero,
  • 1 bustina di lievito per dolci ( cremortartaro),
  • 7/8 uova (8),
  • (300 g. di burro morbido),
  • succo e scorza di un limone (buccia di limone e arancia),
  • (1 cucchiaino di estratto di vaniglia)
  • (1 pizzico abbondante di sale),
  • 1/2 kg di mandorle non spellate (250 g. di nocciole, 250 g. di noci),
  • latte q.b. (omesso),
  • un tuorlo per spennellare e zucchero semolato per spolverizzare (omesso).

Come fare:

preriscaldare il forno a 140°C.

Setacciare la farina con il cremortartaro, il pizzico di sale e formare la fontana, lavorare il burro con lo zucchero, aggiungere la buccia degli agrumi e l’estratto di vaniglia.

Rompere le uova all’interno della fontana ed amalgamarle poco alla volta alla farina, unire il composto di burro e zucchero e lavorare.

Dividere l’impasto in 2 ed inserire in una le noci nell’altra le nocciole, formare 4 filoni ed infornare per 40 minuti.

Sfornare e tagliare i filoni a fette, mettere le fette “di piatto” sulla teglia ed infornare ancora per 10 minuti da un lato ed altri 10 dall’altro (io ho fatto così…ma forse non serve?).

E adesso ‘na botta de vita…avessi 30 anni di meno :-D


Panettone di castagne: quando la festa era festa davvero, anche con poco.

“Questo semplice panettone sostituiva il panettone di Natale quando ancora questo non esisteva o quando i contadini non potevano permetterselo”

Chi ha avuto l’”ardire” e la pazienza di seguirmi fin qui saprà quanto io mi emozioni a leggere queste presentazioni nelle ricette.

La mia mente inizia a fantasticare ed immagina e crea gli scenari, vedo mamme che mandano i bambini in cantina a prendere la frutta secca che hanno messo da parte dopo il raccolto, vedo il papà che prende dalla credenza “della festa” la preziosissima bottiglia di rum e ne versa oculatamente la dose necessaria per il dolce (ma vedo anche che ne aprofitta per farsi un “cichettino” ;-) ), vedo la figlia più grande andare nel pollaio a prendere le uova ed il burro ottenuto con la zangola e poi conservato al fresco immerso nell’acqua.

Già che sei là, prendi anche la farina e lo zucchero…

si mamma, quanto ne prendo?

Porta qui i sacchi interi, poi ci penso io…

Scriverei tutto il giorno quello che “vedo” ma lo so che voi, forse, siete curiosi di leggere questa semplice ricetta piena di storia, di semplicità, di amore e di rispetto per i preziosi doni della terra, ed io sono bramosa di scriverla per voi.

La ricetta aveva delle lacune, il burro era tra gli ingredienti ma non nel procedimento, ho improvvisato e, dal momento che lo rifarò per il giorno di Natale (ordine tassativo di “ello”) apporterò alcune modifiche, per esempio monterò a neve ferma gli albumi e l’inserirò all’ultimo (come per la caprese) anche se, essendo l’impasto “pesante” l’albume non avrà la forza per sostenerlo…ma vedremo ;-)

Ingredienti:

  • 250 g. di castagne secche,
  • 100 g. di nocciole sgusciate,
  • 100 g. di gherigli di noci,
  • 100 g. di fichi secchi,
  • 50 g. di una passa (80 amollata nel rum),
  • 250 g. di farina bianca,
  • 250 g. di zucchero (meglio se di canna), io ne ho messi 150 g.
  • 150 g. di burro (io di soia),
  • 4 uova,
  • un bicchiere di rum.

Come fare (la lavorazione l’ho modificata inserendo il burro che mancava nella descrizione):

lessare le castagne ammollate per una notte, passarle al passaverdure (io schiacciapatate).

Lavorare il burro con lo zucchero, aggiungere un uovo alla volta ed amalgamare, unire la purea di castagne, le nocciole, le noci e i fichi secchi tritati, l’uva passa (lavata mi raccomando!!!), che ho ammollato nel rum, il rum stesso ed infine poca alla volta la farina.

Nel libro dicono che l’impasto sarà “molto consistente”, tanto da consigliare di dargli la forma di un salame.

Io ho ottenuto un impasto consistente ma non tanto da poterlo fare ed ho scelto di inaugurare lo stampo a stella regalatomi da Solema.

Infornare “a calore moderato” (io ho messo 165°C.) per 30/40 minuti (io quasi un’ora, per via della forma,credo), dicono di fare la prova stecchino però essendo all’ interno la purea di castagne non uscirà mai asciutto, quindi regolatevi.

Dopo sformato l’ho decorato appoggiando un vecchio centrino e spolverizzato con lo zucchero a velo, ci starebbe bene anche una glassa con all’interno frammenti di marron glacè..ma fate voi.

Consiglio la quantità di zucchero che ho usato io perchè altrimenti il “panettone” sarebbe tropo dolce.

Fetta lunga

Fetta corta, d’altronde come si fa a tagliare una stella? Certo, prima si tagliano le punte poi rimane il cerchio e si tagliano le fette, ma come ho fatto a non capirlo prima? 

Vi consiglio, a proposito di burro di visitare questo sito, è davvero interessante

Vi auguro un bel fine settimana.


Bastoncini di Baccalà con panatura di nocciole.

Ho dei trascorsi fallimentari con il baccalà, solitamente lo comperavo secco e lo reidratavo io di malavoglia perchè lasciar correre l’acqua per 3 giorni proprio non mi va ma ultimamente mi sono riappacificata con lui, si può trovare il filetto già ammollato e dissalato, pronto all’uso.

Ingredienti per i bastoncini:

  • filetto di baccalà,
  • albume,
  • nocciole tritate,
  • olio evo,
  • aglio.
  • sale.

Come fare:

tagliare il filetto a bastoncini, passarli nell’albume leggermente sbattuto e nella granella di nocciole mescolata al sale (poco).

Rosolare a fuoco vivo nell’olio evo profumato con l’aglio, far asciugare su una carta assorbente, decorare con la passata di pomodoro e la salsa al prezzemolo (sono tutte 2 profumate all’aglio).

 


Soufflè glacè alla Nutella.

Nutellone.

Perchè Nutellone? Ma perchè il bicchiere che lo contiene è alto alto e così mi è venuto in mente il Pirellone, e da qui il titolo.

Ora spiego la ricetta, l’unica difficoltà, se così si può chiamare, del soufflè glacè è l’ attesa del raffreddameno ma nessuno vieta di servire la crema al cucchiaio, fatto e servito poco dopo.

Ingredienti per il biscotto:

  • 30 g. di albume,
  • 30 g. di zucchero a velo,
  • 30 g. di farina di nocciole (ottenuta macinando finemente le nocciole tostate).

Come ho fatto:

ho montato albumi e zucchero a velo a neve fermissima ed ho aggiunto delicatamente la farina di nocciole.

Ho formato i cuori con i coppapasta sopra una carta forno ed ho infornato a 140°C. per c.ca 20 minuti (per questa misura),  il cuore più grande l’ho lasciato ancora 1/4 d’ora, appena sfornato ho scavato un altro cuore all’interno che ho riempito con nutella  e granella di nocciole.

Per ristabilire le altezze ho fatto anche un Nutellino che ho riempito al solito aggiungendo un pò di meringa sbriciolata:

Ingredienti per la meringa italiana:

  • 50 g. di albumi,
  • 100 g. di zucchero a velo,
  • 50 ml. di acqua per lo sciroppo.

Preparare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima.

Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua, far sciogliere sul fuoco fino ad avere uno sciroppo piuttosto denso.

Versare lo sciroppo negli albumi montati a neve continuando a sbattere il composto fino a quando non sarà freddo, mettere in frigorifero.

Ingredienti per il composto:

  • 125 g. yogurt bianco,
  • 100 ml. di panna montata,
  • un cucchiaio di Nutella e granella di nocciole per lo yogurt,
  • 1 cucchiaio di Nutella e granella di nocciole per il ripieno.

Assemblare il soufflè:

rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 5 cm e fissare con spago da cucina, riporre in frigorifero.

Montare la panna, versare lo yogurt in un recipiente, unire un cucchiaio di nutella per ottenere l’effetto marmorizzato, unire la panna montata ed incorporare delicatamente la meringa italiana.

Versare nei contenitori  e mettere in freezer , dopo circa un’ora (o non appena saranno rappresi) tirarli fuori , prelevare due cucchiaini di composto dal centro, in modo da creare un piccolo buco, rimettere nel congelatore per almeno 6 ore.

Prima di servire rimuovere la carta, riempire il soufflé gelato con la nutella e granella di nocciole e servire.


Torta con barbabietole, nocciole e cioccolato bianco.

Torta con barbabietole e nocciole

Continuo col filone barbabietola, oggi in versione dolce, una torta soffice adatta ad una bella, profumata e sostanziosa colazione o, perchè no…..per il the delle 5 o per un dolce dopocena.

Direttamente dal web vi lascio qualche notizia sulle proprietà della barbabietola, capirete così che non si limita a colorare di rosso le nostre pietanze.

La barbabietola rossa è un alimento che rinfresca e mitiga, lenisce e attenua i processi infiammatori, specialmente quelli a carico dell’apparato digerente, quindi è molto indicata quando vi sono ristagni di cibo o feci, stitichezza ed emorroidi, borbottii e via dicendo.

La barbabietola è un alimento molto ricco di forforo, magnesio, ferro, calcio e potassio, quindi è molto indicata per le persone anemiche, devono stare attenti solo chi soffre di pressione alta (ipertensione) e chi soffre o è soggetto a calcolosi renale in quanto contiene sodio e acido ossalico in quantità non trascurabili.

E molto indicata anche per eliminare elementi tossici dell’apparato digerente e per combattere la stitichezza, inoltre rafforza molto anche il nostro sistema immunitario in quanto è molto ricca di vitamina C.

Contiene una sostanza detta Betaine e acido folico che rinforzano i capillari e in generale mantengono in buona salute tutto il nostro apparato cardiovascolare, previene l’obesità in quanto equilibria i grassi nel nostro corpo e previene anche la formazione di molti tumori maligni, si può consumare sia bollita che frullata, o estraendone il succo.

Foto presa dal web.

Ingredienti per uno stampo da 22 cm.:

  • 200 g. di barbabietole crude,
  • 200 g. di nocciole tostate,
  • 100 g. di zucchero di canna,
  • 100 g. di cioccolato bianco,
  • 100 g di burro (di soia),
  • 100 g. di farina (kamut),
  • 4 uova,
  • 2 cucchiai di miele,
  • 2 cucchiai di succo di limone,
  • 2 cucchiai di panna fresca (di soia),
  • 1 bustina di cremortartaro,
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia,
  • zucchero a velo per spolverare.

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C., sbucciare le barbabietole,  tagliarle a dadini e metterle in una casseruola con il miele, 30 g. di zucchero di canna, il succo di limone e 2 cucchiai d’acqua.

Portare ad ebollizione e cuocere per 1/2 ora, coperto a fuoco basso, quando le barbabietole saranno raffreddate frullarle con la panna.

Montare i tuorli con lo zucchero rimasto, aggiungere la farina setacciata, il cremortartaro, il burro e la crema ottenuta con le barbabietole mescolando delicatamente, unire 150 g. di nocciole tritate finemente ed il cioccolato grattugiato.

Montare gli albumi a neve ferma ed incorporarli bene e  delicatamente per non smontarli.

Versare il composto nello stampo imburrato e cosparso con le nocciole tritate, cuocere (forno statico 180°C.) per 45 minuti.

Lasciar raffreddare e cospargere con lo zucchero a velo…buona colazione :-)


Orecchiette con Salsiccia, Burrata e Verza – Orecchiette con pesto di verza cruda e nocciole: un pò di Puglia nel piatto e al mio segnale scatenate l’inferno…

Orecchiette con salsiccia, burrata e verzaOrecchiette con pesto di verza cruda e nocciole.

Questo post doveva essere quello di domenica ma, come spesso succede, lo sguardo si ferma su qualcosa, ti fermi a pensare e tutto cambia, così il “risveglio malinconico” ha sostituito questi meravigliosi (lo dico con cognizione di causa) piatti di orecchiette.

Orecchiette fatte a mano e confezionate tutte per me proprio in Puglia.

Le orecchiette le ho sempre associate alla Puglia, anche quand’ero bambina e non ne sapevo nulla di DOP, DOC, DOCG e quant’altro alla parola “orecchiette” mi veniva in mente la Puglia, regione nella quale vivono persone a me care e che hanno aggiunto valore al mio blogghino ed alla mia vita.

Sono arrivate assieme a delle piccole, meravigliose, succulente burrate alle quali ho “strappato” il cuore, detto anche “stracciatella” per condire la pasta e per completare il ripieno di un raviolo speciale che posterò tra poco.

Non scriverò le dosi perchè, davvero, non ho pesato nulla, cosa che a casa si fa spesso, si radunano gli ingredienti e si “scatena la fantasia” :-D

Ingredienti per le orecchiette con salsiccia, verza e burrata:

  • orecchiette fresche (la quantità che il vostro appetito suggerisce),
  • salsicce (come sopra),
  • verza tagliata a striscioline (come sopra),
  • cuore di burrata (stracciatella), attente perchè l’appetito potrebbe portarvi all’esagerazione :-D ),
  • scalogno tritato,
  • olio evo (extraverginedioliva)

Come fare:

sgrassare le salsicce (se troppo grasse) in una pentola antiaderente e metterle da parte.

Stufare lo scalogno e le striscioline di verza in poco olio evo, sfumare con poco vino bianco (ho usato il Friulano , ex Tocaj), coprire ed ammorbidire le verdure, aggiungere la salsiccia.

Nel frattempo saranno cotte le orecchiette (3/4 minuti sono sufficienti), versarle nel tegame, aggiungere il cuor di burrata e mantecare a fuoco spento, servire.

Ingredienti per Orecchiette con carciofi, salsiccia e burrata:

  • orecchiette fresche (la quantità che il vostro appetito suggerisce),
  • salsicce (come sopra),
  • 1 carciofo romano tagliato  e stufato,
  • cuore di burrata (stracciatella), attente perchè l’appetito potrebbe portarvi all’esagerazione :-D ),
  • aglio vestito schiacciato mordi e fuggi (cioè cotto e tolto)
  • olio evo (extraverginedioliva)*.

Come fare:

per le salsicce procedere come per l’altra ricetta.

Mettere l’olio evo e l’aglio vestito nella padella e dopo aver pulito e tagliato sottilmente il carciofo farlo stufare aggiungendo del brodo vegetale, quando sarà morbido aggiungere la salsiccia e completare la cottura, unire le orecchiette ed il cuore di burrata e mantecare fuori dal fuoco, servire….

Ho lasciato per ultima la mia preferita, queste orecchiette con pesto di verza sarà  la mia ricetta del cuore.

Questa idea di verza cruda trasformata in pesto l’ho rubacchiata al ristorante vegetariano di Mestre dove Graziella ed io ci siamo veramente godute il proseguo dell’ormai consueto incontro Veneto.

La titolare (tra l’altro una bellissima e bravissima donna) l’aveva proposto come bruschetta (le nocciole le ho aggiunte io).

Ingredienti per le orecchiette con pesto di verza e nocciole:

  • cuore di verza,
  • sale affumicato,
  • poco aglio,
  • olio evo*,
  • pepe verde,
  • nocciole tostate e tritate.

Come fare:

nel frattempo che si cuociono le orecchiette, frullare il cuore di una verza con sale affumicato, pepe verde, poco aglio schiacciato e olio evo.

Scolare le orecchiette lasciando poca acqua di cottura e mescolarle al pesto di verza, al posto del parmigiano aggiungere nocciole tostate e tritate…servire e poi..andate a fare una bella corsa nel parco :-D

Non posso che chiudere questo post con lo sguardo più bello del mondo (per me)…quello della mia Perla….

* per queste ricette ho usato esclusivamente olio extravergine di olive taggiasche, direttamente dal pacco-dono di Antonella per la vittoria sciroppi al suo contest.


Torta ricotta e pere

Di questa torta tanto buona quanto famosa ho scelto questa perchè omette farina e burro nei dischi meringati, usa le pere sciroppate, insomma la sveltisce un pò, quindi grazie Tartetatin.it


Ingredienti per la meringa alle nocciole:

  • 120 g. di albumi (circa 3 uova medie o 4 piccole),
  • 120 g. di nocciole  tritate,
  • 120 g. di zucchero a velo (ottenuto macinando lo zucchero nel macinino del caffè, così è di sicuro senza glutine).

Ingredienti per la crema:

  • 300 g. di ricotta di pecora freschissima,
  • 75 g. di zucchero semolato,
  • 40 g. di albumi (circa 1 medio o 2 piccoli),
  • 250 g. di pere sciroppate,
  • 300 g. di panna,
  • 20 g. di zucchero a velo*come sopra*,
  • 6 g. di colla di pesce (3 fogli) (per i celiaci quella da prontuario oppure l’agar agar).

Prepariamo la meringa:

montare gli albumi con un pizzico di sale e lo zucchero a velo fino a ottenere un composto molto compatto, una volta pronto aggiungere delicatamente le nocciole tritate.

Con una matita disegnare su un foglio di carta da forno due cerchi seguendo il contorno della base di una tortiera a cerniera da 24 centimetri.

Infarinare e imburrare i cerchi, disporre metà del composto in uno dei due livellandolo bene e ripetere per il secondo cerchio.

Appoggiare la carta su una placca da forno e cuocere a 140 °C (statico) per un’ora.

Se sulla stessa placca non c’è spazio per entrambe le meringhe  si possono cuocere contemporaneamente su due ripiani diversi del forno o cuocerle in tempi diversi.

Una volta pronti togliere i dischi dal forno e staccare la carta immediatamente,  controllare che i dischi entrino nella tortiera e se non è così tagliare la parte in eccesso quando la meringa è ancora calda e facile da maneggiare.

Prepariamo la crema:

sciogliere completamente lo zucchero semolato con 30 g di acqua, montare gli albumi a neve ben ferma versando nel frattempo lo sciroppo a filo.

Setacciare  e lavorare la ricotta  rendendola cremosa, aggiungere gli albumi montati, le pere tagliate a piccoli cubetti, la colla di pesce (precedentemente ammollata in acqua fredda e sciolta in un pentolino) ed infine la panna montata assieme allo zucchero a velo.

Componiamo la torta:

mettere uno dei due dischi sul fondo di una tortiera a cerniera da 24 centimetri, coprire con la crema e finire con l’ultimo disco.

Lasciare in frigorifero  per 2 ore, spolverizzare con lo zucchero a velo.

Io ho ricoperto i bordi con la granella di nocciole e decorato con  chicchi di melagrana.

Variante con petali di cioccolato al latte con nocciole.


Biscotti di Londra e Auguri di Fine Anno.

BISCOTTI di LONDRA

Questi biscotti fanno parte dei regali ricevuti per Il mio grosso grasso Natale 2010 da Tiziana: è una ricetta di sua suocera che li ha sempre chiamati così Biscotti di Londra non chiedete il perchè.

Ingredienti primo strato:

  • 200  g. di farina 00,
  • 150 g. di burro,
  • 40 g. di zucchero,
  • 2  tuorli.

Ingredienti secondo strato:

  • 200 g. di mandorle o nocciole,
  • 100 g. di zucchero,
  • 3 albumi a neve.

Come fare:

impastare gli ingredienti del primo strato e stenderlo su uno stampo basso (30×30), tritare le mandorle assieme allo zucchero ed unire gli albumi a neve mescolando lentamente dal basso verso l’alto, stendere  questo composto sul primo strato.

Infornare a 180° per 20’ circa.

Togliere dal forno e, prima che si raffreddi completamente, tagliare prima in senso verticale ogni 4 cm. e poi partendo da un angolo tagliare in senso obliquo, formando così delle losanghe.

Quando i biscottini saranno completamente raffreddati imbiancarli con un po’ di zucchero a velo.

Buone feste.


Pane ai 7 Cereali

Ingredienti:

  • 1 kg. farina ai 7 cereali (io ho usato 500 g. ai 7 cereali, 200 di segale e 300 integrale, il risultato non cambia,
  • 20 g. lievito di birra fresco (o 200 lievito madre),
  • 600 ml c.ca di acqua tiepida,
  • succo di 1 limone,
  • 60 ml olio evo,
  • 2 cucchiaini da the di sale,
  • olio per la ciotola.

Questo l’ho fatto con il lievito madre

Procedimento:

unire le farine (se ne avete usate più di un tipo) e setacciarle, formare la fontana.

Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida e versarlo al centro, impastare unendo il succo di limone e un po’ dell’acqua, aggiungere il sale, l’olio e continuare ad impastare, dovrete ottenere un impasto morbido ed elastico, non appiccicoso.

Impastarlo vigorosamente sulla spianatoia (aiutarsi anche con una spatola) per almeno 10 minuti.

Formare una sfera e metterla in una ciotola a bordi alti che avremo unto leggermente di olio, coprire con la pellicola ed un canovaccio umido.

Lasciar riposare (non in ambiente troppo caldo) fino a far raddoppiare il volume, portare l’impasto sulla spianatoia e, senza manipolarlo troppo, premere con il pugno al centro fino a raggiungere la tavola con le nocche, aiutarsi con l’altra mano ed allargare il foro e modellarlo, ruotando, ad anello.

Trasferirlo sulla placca da forno rivestita con la carta, io lo copro con un recipiente che lo contenga abbondantemente e metto sopra un telo umido, perchè la carta forno o un canovaccio rimangono attaccati e per staccarli si sgonfia il panozzo!!!

Lasciar riposare 1 ora, accendere il forno a 190°, disporre sul fondo una teglia d’acqua calda e quando l’anello avrà raddoppiato il volume infornarlo, vaporizzare un po’ d’acqua sulle pareti del forno e cuocere per c.ca 20 minuti.

sfornarlo, capovolgerlo sulla tavola (occhio a non scottarvi) e battere il fondo con le nocche, se il suono sarà “vuoto” il pane sarà pronto altrimenti metterlo direttamente sulla griglia del forno e terminare la cottura.

L’ideale è gustarlo  a tavola con gli amici accompagnato da belle fette di Culatello di Sauris.

Ed ora il contributo di Tiziana.

BISCOTTINI O MINIPANINI ?

  • gr. 200 farina ai 7 cereali (Spadoni)
  • gr. 100 zucchero di canna,
  • gr. 130 kefir,
  • gr. 200 nocciole ( gr. 100 tritate e gr. 100 intere ),
  • 1 punta di cucchiaino di vanigliaBourbon,
  • 1 cucchiaino lievito per dolci.

Unire gli ingredienti (conservare gr. 100 di nocciole intere) e amalgamarli bene, formare quindi delle palline e su ognuna appoggiare una nocciola.

Infornare a 180° per 15/20 minuti.

Con la speranza che queste continue “sensibilizzazioni”  cambino qualcosa nel mondo vi auguro un sereno fine settimana.


Dopo il salato arriva “quello” dolce…io combino “pasticci” ;-)

Oggi è il nostro anniversario, ricordo ancora quell’incontro “combinato” da un mio carissimo amico (che ora vive felicemente marito e papà in Costa Rica)….ciao Marco ;-)

Arrivarono in ritardo, un ritardo pesante che se fosse durato qualche minuto di più probabilmente avrebbe cambiato il corso della mia vita.

Io credo molto nel “destino”?, Si chiama così?

Quante cose sarebbero cambiate “se” e “se”, è andata così, ed è “andata”.

E’ stata la prima volta che, per me, l’amore è cresciuto a poco a poco, non c’è stata la “fiammata” iniziale, è iniziato tutto lentamente.

Chi legge saprà che la vita a due non è tutta come nelle pubblicità del M.B. però dopo anni l’uno diventa indispensabile all’altro.

Un mio amico di Trieste mi diceva sempre: una dona devi tegnirte caldo (una donna deve tenerti caldo).

Basta col “personale” poi s’innescano strani “meccanismi” perciò ora io festeggio con un bel pasticcio d’uva :-) ..vi unite a me?

E’ una ricetta presa da un vecchio fascicoletto, c’erano le nocciole e così , golosa, ho voluto provarlo, quest’anno ho usato l’uva fragola sia bianca che nera dello zio (nella foto il raccolto di tempo fa, domenica ne ho raccolta altra ;-) )

Ingredienti per una teglia apribile di 24 cm.:

  • 500 g di uva moscato molto matura (250 uva fragola bianca, 250 uva fragola nera),
  • 100 g di nocciole tritate grossolanamente,
  • 200 g d farina bianca,
  • 130 g di zucchero,
  • 3 uova,
  • 1/4 di litro di latte di soia,
  • 30 g di burro di soia,
  • la scorza di 1 limone grattugiata,
  • 2 cucchiai di pangrattato (ho usato dei frollini senza zucchero),
  • 2 cucchiai di amaretto di saronno (ho usato la grappa),
  • 1 cucchiaino di lievito (cremortartaro).

Come pasticciare:

Preriscaldare il forno a 150°C.

Lavare ed asciugare l’uva, sgranare gli acini eliminando il peduncolo, disporli in doppio strato uno biaco ed uno nero) sul fondo di una tortiera foderata con carta forno che avrete cosparso con il pangrattato o, come me, con i biscotti.

In una terrina sbattere le uova con lo zucchero, unire la farina setacciata assieme a cremortartaro, il burro fuso, il latte e la scorza di limone.

Condire le nocciole tritate con l’amaretto (grappa) e versarle sull’uva, a seguire la pasta, scuotere bene la teglia per far entrare bene il composto negli interstizi degli acini.

Infornare coperto con la stagnola, dopo 30 minuti togliere la stagnola e far colorire.

Suona il campanello..è venuto a prendermi..mi porta a pranzo fuori :-)


Semifreddo al sambuco.

 

Dopo aver fatto lo sciroppo, ora devo trovare nuovi modi  di applicazione….questo è un semifreddo di Nigella, lei usa il miele, io l’ho sostituito con lo sciroppo di sambuco.

 

Ingredienti:

  • 3 dl panna fresca,
  • 100 g. di sciroppo di sambuco (sostituibile a piacere),
  • 1 uovo intero,
  • 4 tuorli,
  • pistacchi tritati,
  • nocciole tritate.

semifreddo sambuco rett1 

Procedimento:

montare la panna, scaldare a bagno maria l’uovo intero ed  i tuorli, montare tutto con la frusta, lasciar intiepidire ed incorporare lo sciroppo  e, delicatamente, la panna.

Foderare con la pellicola uno stampo da plum cake o forme diverse da monoporzione come preferite.

Mettere sul fondo nocciole tritate e pistacchi tritati, versare il composto e coprire lo/gli stampi  con la pellicola, mettere nel congelatore per c.ca 3 ore.

Rovesciare su un vassoio o piatti singoli e decorare a piacere.

 

Buon fine settimana a voi!!


Cheese cake al limone.

Cheesecake al limone intero1

Da un imbarazzante timor reverenziale per mister cheese cake sono passata ad un approcio quasi sfrontato ed ora spavaldamente mi lancio in esperimenti che mi danno e danno grosse soddisfazioni.

Questo cheese nasce dal matrimonio felice di 2 ricette, ho adoperato uno stampo apribile di 18 cm.

Le dosi indicate per la base sono adatte ad una base di 22 cm., se avanza potete conservarla in frigorifero.

Ingredienti per la base:

  • 100 g di nocciole tostate e macinate,
  • 100 g di biscotti al burro sbriciolati (ho usato 50 g di pangrattato home made),
  • 100 g di cioccolato di copertura scuro tritato,
  • 100 g di burro a temperatura ambiente,
  • 50 g di cioccolato al latte fuso.

Come fare la base:

ho mescolato ed amalgamato bene tutti gli ingredienti,

ho preparato già il piatto di portata dove ho appoggiato il cerchio apribile rivestito di pellicola,

ho formato una base di c.ca 1 cm. compattata e livellata e riposta in frigorifero.

Limone Max1

Ingredienti per il ripieno:

  • 300 g di ricotta di pecora (sostituibile con un formaggio cremoso),
  • 250 g di panna acida,
  • 4 fogli di gelatina,
  • 4 cucchiai di zucchero,
  • 3 cucchiaini di scorza di limone grattugiata (ho aggiunto anche arancia),
  • il succo di un limone grande.

Come fare il ripieno:

mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda, mescolare la ricotta setacciata con la panna acida, unire lo zucchero, il succo, la scorza di limone e la gelatina strizzata e sciolta in poca acqua calda.

Riempire il cerchio, se vi piace la superficie liscia livellatela, io ho creato un moto ondoso con la punta arrotondata di uno stendiburro.

Riporre in frigorifero per 2/3 ore.

Ho decorato il bordo con delle grandi lenti di zucchero trattenute dal solito nastrino di raso.

Ho spolverizzato la superficie con dello zucchero a velo colorato che ho ottenuto mescolando allo zucchero semolato il colorante in gel per alimenti e macinato nel macina caffè.

La colorazione in origine era pallida ma a contatto con l’umidità della crema il giallo si è intensificato.

cheesecake limone fetta-001

Buon primo maggio!!!


Pane albicocche e nocciole, oggi dolce ♣giardinaggio♣

♣Buongiorno! Gridò il vento soffiando vivace e l’erba scompigliata
sorrise al giorno bambino…

Eh già, oggi giardinaggio, ma non quel giardinaggio che vediamo nei films inglesi, con cappello di paglia a tesa larga, guantini  con dolci fantasie,  grembiule milletasche ed alla fine cesto piatto pieno di rose no, proprio no.

Ho 2 vescicone sulle dita, le braccia graffiate, il collo pieno di punture omaggio di chissà quale strano insetto, una abbronzatura a mezza manica,però il giardino è perfetto, o quasi, domani devo soltanto aggiungere qualche sacco di terra, annaffiare, concimare e spargere la corteccia a rifinire il tutto.

E per restare in tema giardinaggio anche in cucina, ho rispolverato questa ricetta già sperimentata l’anno scorso, ho cambiato vaso ed omesso i fichi secchi che però ci stanno bene e rendono questo dolce perfetto per una merenda d’inverno tra una sciata e l’altra; è un dolce che si può fare anche nello stampo, purchè sia a bordi alti sennò procuratevi un vaso in cotto smaltato internamente  senza foro.

Ingredienti:

  • 500 g. di farina 00,
  • 1 bustina di lievito in polvere,
  • 1 cucchiaino di bicarbonato,
  • 200 g. di zucchero muscovado,
  • 230 g. di burro fuso,
  • 4 cucchiai di latte,
  • 1 tazza da te di albicocche secche,
  • 2 uova,
  • 3 cucchiai di semi di papavero,
  • 150 g. di nocciole tostate e tritate,
  • mezza tazza di fichi secchi tritati (omessi).

Come fare:

preriscaldare il forno a 190°C.

Imburrare il vaso (o lo stampo, l’importante che sia a bordi alti),

In una ciotola setacciare la farina con il lievito, lo zucchero, i semi di papavero, le nocciole, le albicocche secche tagliate a pezzetti, mescolare con cura.

In un altro cotenitore sbattere  il latte con il burro fuso e le uova, unire i 2 composti mescolando brevemente (come per i muffins).

Riempire il vaso e far cuocere per c.ca 40 minuti o fintanto lo stecchino (in questo caso quello da spiedino) uscirà asciutto, io ho calcolato 50 minuti, sfornare ed attendere 10 minuti prima di sformarlo.

Non è propriamente un dolce da primavera-estate ma potete tagliarlo e congelarlo, è ottimo per una colazione piena di sprint.


Vola, colomba, vola.

Quale primo approcio con la realizzazione della colomba ho optato per questa  versione di Papum, consigliata da Maria61 che l’aveva già realizzata con successo.

Mi è sembrata meno articolata della versione delle Simili  (Pane e roba dolce) e più adatta alle mie ancora zoppicanti conoscenze.

Non bastano l’entusiasmo,  la passione e la fortuna del principiante per riuscire a panificare e  fare dolci con il lievito madre, farli bene intendo.

Certo, ho letto, ho guardato nei blog dei maestri però, quando hai le mani in pasta le cose cambiano, non c’è altro da fare che provare, provare ed ancora provare.

Trovo difficili da capire certi procedimenti di chi fa questo mestiere e la mancanza dell’impastatrice mi obbliga a scegliere soluzioni alla mia portata.

Scrivo questo perchè, come facevo io fresca di internet, cercavo nei blog ricette realizzabili e, questa colomba è stata per me una perfetta pista di lancio.

Questa sera inizio un’altra prova,  di sera sì, perchè queste le ho iniziate la mattina, quindi mi sono trovata la sera con  il secondo impasto da fare, troppo stanca per pensare di stare a vegliare le colombe tutta la notte ed ho optato per il riposo in frigorifero.

Altre cose da rivedere qui sotto:

il riposo di 4 ore , nel mio caso, non sono state sufficienti, ma l’arrivo degli ospiti era imminente ed i giochi erano fatti.

La glassa troppa e troppo liquida.

La cottura eccessiva,  e per paura di bruciacchiare la glassa ho infornato nel ripiano appena sotto la metà cuocendo troppo il fondo.

Malgrado tutti questi intoppi le colombine sono volate via, una nelle bocche degli ospiti ed ello ed una è stata donata.

Le foto di rito: colomba tagliata, sezionata e quant’altro, in questo caso non ci sono.

Non mi sembrava educato rivoluzionare un gradevole e sereno pomeriggio in compagnia trasformando il tavolo in set fotografico.

Quello sotto è il mio passo-passo, nel blog di Papum troverete le foto di una produzione più grande quindi non spaventatevi, le dosi indicate bastano per le 2 colombe della foto.

Tra parentesi ho messo le mie piccole varianti, per impastare ho usato la MDP, dopo l’esperienza del pandoro che ho impastato a mano con un risultato mediocre ho preferito delegare.

PRIMO IMPASTO:

  • 135 g di lievito madre (il mio era stato rinfrescato la sera prima),
  • 390 g. farina Manitoba,
  • 155 g. di burro,
  • 105 g. di zucchero,
  • 3 tuorli,
  • 150 g.di acqua g 150 +  50  g. poco per volta.

SECONDO IMPASTO:

  • il primo impasto ( kg 1 circa),
  • g. 85 farina Manitoba,
  • 15 g. miele,
  • 4 g. di sale (omesso perchè ho adoperato il burro salato),
  • 30 g. di zucchero,
  • 3 tuorli,
  • 30 g. di burro fuso g 30 (sostituito con il burro salato),
  • vaniglia q.b. (1 cucchiaino di vaniglia bourbon),
  • scorza d’arancio grattata o aroma arancio q.b (polvere d’arancia),
  • 300 g. di cubetti d’arancio (ho usato 150 g di fette d’arancia disidratata tagliate a cubetti).

PROCEDIMENTO I° IMPASTO:

impastare il lievito con le uova per 5 minuti,

aggiungere lo zucchero sciolto nei 150 gr di acqua, il burro e tutta la farina.

Quando la pasta sarà amalgamata, aggiungere poco per volta l’acqua rimasta ( gr 50 )

Quando ha assorbito tutta l’acqua,

mettere in un recipiente e lasciare lievitare per 12 ore in un posto caldo coperto con un telo.

PROCEDIMENTO 2° IMPASTO:

insieme al primo impasto vanno aggiunti :

farina, miele, sale e zucchero.

quando la pasta si è legata ed ha formato una palla, aggiungere i tuorli 1 alla volta facendo assorbire prima di versare gli altri.
Versare poi il burro fuso (non troppo caldo) in 2 o 3 volte,
quando è tutto amalgamato, aggiungere i  cubetti d’arancio e impastare quel tanto che basta per  incorporarli.

Fare riposare per 1 ora coperto con un panno,

arrotolate la pasta su se stessa ( incartare )

girate il pezzo e incartate ancora

incartate (una volta solo) in modo che il taglio risulti all’interno (per questo procedimento vi rimando al passo passo di Papum)

tagliate il pezzo a metà

con una parte formate le ali

e mettetele nello stampo

formate il corpo

e appoggiatelo sulle ali (povera colomba..mi sembra “stortignaccola” )

mettete a lievitare per 4 ore in ambiente caldo.

Lasciate asciugare leggermente la superficie.

Nel frattempo preparate la:

GLASSA PER COLOMBE:

  • 30 g. di mandorle amare ( armelline ) (omesse),
  • 15 g. di mandorle,
  • 10 g. di pinoli,
  • 225 g. di zucchero,
  • albume q.b.

PROCEDIMENTO:

Tritate tutte le parti secche con lo zucchero.
Aggiungete l’albume fino ad ottenere un impasto morbido da poter spremere con la sacca (l’ho spalmata con un pennello), l’ho fatta troppo liquida ed ho dovuto rimuoverne un po’ (altro punto da rivedere).

le mandorle

la granella di zucchero

lo zucchero a velo

cuocere a 180° per 50 minuti ( regolatevi in base al forno che avete )


Torta austriaca ai semi di zucca di Hans Peter Fink

Sfogliando il mio nuovo libro di ricette dell’Hotel Sacher di Vienna,

mi sono imbattuta in questa torta, ed è stato amore a prima letta.

Sarà stato per la presenza della zucca, del croccante fatto con i suoi semi, sta di fatto che ho pensato: ecco, questa è la torta che vorrei per il mio compleanno, o per festeggiare qualcosa di speciale, questa torta è perfetta per  Genny.

E’ stata  una scelta da incosciente, non mi sono soffermata sulla difficoltà d’esecuzione, non sono  esperta di dolci, non mi sono proprio fatta domande,  ho chiamato a raccolta gli ingredienti e sono partita a testa bassa  in un’avventura che, iniziata stamattina, è terminata questa sera con il taglio della fetta.

Fino all’ultimo ho temuto per la sua riuscita, l’approcio con il caramello è stato conflittuale,  non sono mai riuscita a farlo…a parte oggi :-D

Ingredienti per una tortiera di 28 cm:

  • 80 g. di nocciole macinate,
  • 40 (80) g. di semi di zucca macinati,
  • 100 g di polpa di zucca grattugiata,
  • 3 uova,
  • 50 g di zucchero a velo,
  • 2 cl di rhum,
  • 1 pizzico di sale,
  • la scorza di 1 limone,
  • 1 cucchiaino di zenzero grattugiato,
  • 60 g di zucchero,
  • 2 cucchiai di amido di mais (maizena),
  • 3 cucchiai di savoiardi finemente sbriciolati.

Per il croccante di semi di zucca:

  • 100 g di semi di zucca tritati grossolanamente,
  • 100 g di zucchero a velo,
  • acqua e olio per la placca da forno.

Per la crema di zucca:

  • 6 fogli di gelatina,
  • 4 cl di vov,
  • 1 uovo intero,
  • 2 tuorli d’uovo,
  • 30 g di zucchero,
  • 1 cucchiaino di zucchero vanigliato,
  • 1 pizzico di sale,
  • 50 g di torrone bianco fuso,
  • 50 g di croccante ai semi di zucca sbriciolato (io l’ho messo nel robot ad intermittenza),
  • 400 ml di panna montata.

Per la glassa al cioccolato:

  • 1 foglio di gelatina,
  • 150 ml di panna,
  • 2 cucchiai di cacao,
  • 100 g di cioccolato fondente di copertura fuso,
  • 1 noce di burro,
  • 100 g di zucchero.

Preparazione per il disco di pasta:

accendere il forno a 180°C,

imburrare o foderare di carta forno uno stampo a cerniera,

mescolare brevemente i tuorli d’uovo con le nocciole,  i semi di zucca e la polpa della zucca grattugiata,

unire lo zucchero a velo, il rhum, la scorza di limone, lo zenzero ed il sale e mescolare fino ad ottenere un composto spumoso.

Montare a neve le chiared’uovo con lo zucchero e la maizena.

Unire al composto di tuorli i savoiardi sbriciolati ed incorporare gli albumi.

Versare l’impasto nello stampo ed infornare per 25  miuti.

Sfornare e lasciar raffreddare.

Per il croccante ai semi di zucca:

caramellare lo zucchero con 3 cucchiai d’acqua fino ad ottenere un caramello chiaro, unire i semi di zucca tritati e farli tostare bene.

Versare il croccante su una teglia da forno spennellata d’olio (ho usato un foglio di silicone) e farlo raffreddare.

Per la crema di semi di zucca:

ammorbidire la gelatina in acqua fredda, strizzarla e scioglierla nel vov scaldato leggermente.

Amalgamare l’uovo intero, i tuorli, lo zucchero lo zucchero vanigliato ed il sale.

Montare la panna.

Unire il torrone fuso a bagnomaria e la gelatina sciolta, aggiungere i 50 g di croccante frantumato ed unire il tutto alla panna montata.

Versare la crema in un cerchio per torte, pareggiare la superficie con la spatola ed appoggiare sopra il disco di pasta preparato in precedenza, schiacciarlo leggermene per compattare la crema e mettere la torta in congelatore per c.ca 2 ore.

Per la glassa:

Ammorbidire la gelatina in acqua fredda, strizzarla e scioglierla in poca acqua calda.

Sciogliere il cioccolato con il burro a bagnomaria o nel microonde.

Riscaldare la panna, unire la gelatina ed amalgamare.

Incorporare il cacao, e la miscela di cioccolato e burro.

Far bollire c.ca 5 cl d’acqua con lo zucchero, portare a 125 °C e mescolare lo sciroppo con l’impasto di cioccolato.

Frullare co il mixer ad immersione evitando di incorporare aria.

Rovesciare la torta raffreddata e togliere il cerchio.

Metterla su una griglia e ricoprirla con la glassa, cospargere con il croccante ai semi di zucca.

La ricetta originale prevedeva anche una bagna alcolica che ho omesso perchè non amo i dolci “liquorosi”.

Se non avete il termometro e vi sembra complicato il procedimento per la glassa potete sostituirla con quella che usate solitamente.

 


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