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Minestra speziata di lenticchie rosse….

Mi mancava il blog, anche se faccio difficoltà a scrivere correttamente (ho spedito delle mail illeggibili :-D ) oggi ho voglia di coccolarmi un pò con voi.

Prima di condividere la ricetta spendo volentieri qualche parola positiva sul reparto di oculistica dell’ospedale di Udine, all’avanguardia per i macchinari, le tecniche e..aggiungo io, la gentilezza, la “straordinaria” gentilezza dote ormai introvabile in certe strutture e quindi doppiamente preziosa ed encomiabile.

Non c’è stata una e dico una persona che abbia reso le mie ore trascorse in reparto “fastidiose”, venerdì avrò il controllo e, come immaginerete, non farò mancar loro un bel vassoio di dolcetti home made.

Essendo uno spirito libero ed irrequieto ieri mattina ho voluto andar per campi, il tarassaco è ormai “soffione”, ma le ortiche e lo sclopit sono da raccogliere, il sambuco è ancora indietro ma sono riuscita ugualmente a raccogliere qualche piccolo ombrello in fiore per fare una ricetta che attende dall’anno scorso.

Ingredienti per 2 persone:

  • 150 g. di lenticchie rosse,
  • 1 carota,
  • 1 costa di sedano,
  • 1/2 cipolla,
  • 1 pizzico di semi coriandolo macinati al momento,
  • 1 cucchiaino raso di curry,
  • 1 manciata di punte di ortica,
  • 1 manciata di foglie di sclopit,
  • 1/2 litro brodo vegetale,
  • olio extravergine di oliva da aggiungere alla fine (ho usato l’olio di semi di zucca),
  • sale.

Come fare:

pulire con cura le lenticchie, lavatele in abbondante acqua e scolarle, dopo aver mondato anche le verdure tagliarle con la mandolina a striscioline sottili.

Mettere in un tegame le verdure e farle appassire in poco brodo vegetale, aggiungere le lenticchie, il curry, il coriandolo ed il sale, coprire col brodo vegetale e portare ad ebbollizione, aggiungere le ortiche e lo sclopit tagliati a pezzetti e terminare la cottura a fuoco moderato per 35 minuti.

Servire con un filo d’olio, è ottima anche tiepida.

Le lenticchie rosse in cottura schiariscono, se volete mantenere il loro colore aggiungete alla minestra un pò di passata o concentrato di pomodoro.

A presto……

Altre proposte con ortiche e sclopit:

   

   

 


Malinconia d’autunno in una minestra…..di ortiche e finferli….

Autunno
Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l’inverno ormai vicino.
Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l’inverno senta ormai alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell’onda il primo gelo.
é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano,un fiore a ombrello,un fungo.

M.Moretti.


..mi è stato detto che in questo periodo sono un pò malinconica, sì, diciamo che sono “autunnale”, seguo, senza volerlo fare, le stagioni, così sceglie il mio cuore e il mio modo di essere.

Non è “tristezza” è “malinconia”, non vedo nulla di negativo nell’essere malinconici, anzi.

Io mi sento chiusa in un bel bozzolo caldo, al riparo dal rumore e dal freddo, me ne sto chiusa in questo silenzio ovattato con i miei pensieri, le mie emozioni..quindi il frastuono c’è, eccome :-)

Ritorno dal bosco, il cesto pieno di tutto, oggi ci sono le cimette di ortica, piccoli finferli, forse troppo piccoli, ma si sono trovati bene in questa minestrina, tutti assieme hanno reso ricca una cena, hanno temuto un pò l’ortica, e se ci “punge” ..mi hanno sussurrato, tranquilli, li ho rassicurati, l’ortica non vi pungerà, aggiungerà colore e sapore alla minestra……

Minestra di finferli e ortiche.

Ingredienti per 2 persone:

  • un pugno di cime di ortica,
  • qualche finferlo,
  • 2 patate (kennebeck),
  • 2 carote,
  • 1 cipolla (ho usato quella di Tropea),
  • olio evo (pancetta se volete arricchire la minestra),
  • sale,
  • peperoncino.

Come fare:

in una pentola di coccio rosolare in olio evo (pancetta se la usate) le patate e le carote grattugiate, la cipolla tritata finemente, aggiungere i funghi interi se sono piccoli sennò tagliati grossolanamente.

Coprire con brodo vegetale, salare, aggiungere peperoncino o pepe se lo preferite e continuare la cottura.

Gli ultimi 10 minuti aggiungere le ortiche tritate grossolanamente.

Servire con un filo d’olio evo.

 


Toccata e fuga…sformatini di ortiche e ricotta con fonduta di “formadi frant”.

Prima che finisca la stagione un’altra idea con le ortiche: uno sformatino!!

Ingredienti per 4 sformatini:

  • 200 g di ricotta di pecora,
  • 200 g di ortiche cotte a vapore e frullate,
  • 2 rossi d’uovo,
  • 2 albumi montati a neve,
  • 50 cc di panna di soia.

Per la fonduta:

  • latte di soia,
  • formadi frant.

Come fare:

amalgamate bene tutti gli ingredienti ed incorporare gli albumi a neve.

Versate il composto negli stampini e cuocete in forno, a bagnomaria, a 180° C.

Il tempo dipende dagli stampini usati,controllate che il flan sia gonfio.

Come fare la fonduta:

in un pentolino spezzettate il “formadi frant” e scioglietelo in poco latte di soia.

Quando sarà diventato un composto vellutato versatelo sugli sformatini.

Per me è stato un piatto unico, goloso, leggero e…chic!!

Mi complimento con “una persona” per la vittoria!!


Pensavo fosse “matcha”…. invece erano “ortiche”, un biscotto “radical chic”…..

Finalmente ho trovato il modo per giocare con il color ” matcha” senza intaccare l’economia domestica, l’ortica.

Tempo fa, dopo aver camminato per tutta la città nelle “zone a traffico limitato” consumando i tacchi di due paia di scarpe, ho trovato, oltre a sguardi increduli ed attoniti, una preziosa scatola nera, con all’interno un’altra scatola nera  di metallo, che conteneva un altro sacchetto color argento che conteneva ….40 grammi di polvere verde…tutto questo gioco di “matrioske” costava..udite, udite: 24 €.

Con che coraggio potevo disperdere quella polvere in plum cake, panne cotte, bavaresi, mousse e quant’altro?

Ho fatto piccoli esperimenti, ma piccoli piccoli…ho preferito destinare quella polvere al mio benessere psicofisico così, seguendo le istruzioni della venditrice ne metto una punta di cucchiaino in una tazza d’acqua a 70°C. con i rebbi della forchetta muovo la superficie formando la schiuma e sorseggio voluttuosamente quel nettare.

 

Ma torniamo alla vera protagonista di questo post: l’ortica.

Anche lei ha le sue belle proprietà e con umiltà si dona a noi, guardate un po’ di cosa è capace!

Dell’Urtica dioica (la pianta dell’ortica che tutti conosciamo) si utilizzano il fusto, le foglie e la radice.

Parti della pianta differenti manifestano proprietà differenti e specifiche, in quanto ognuna di esse è ricca di sostanze chimiche diverse. In particolare la parte aerea dell’ortica racchiude numerosi principi attivi tra cui vitamine del gruppo B (B2, B5 ed acido folico), le vitamine A,C ed E e molti minerali come il magnesio, il ferro, il silicio ed alcuni oligoelementi come lo zinco ed il rame. Tutte queste sostanze agiscono in modo molto efficace per il trattamento delle unghie fragili e dei capelli deboli con le doppie punte, stimolandone la crescita.

Grazie all’effetto antinfiammatorio dello zinco, il fusto e le foglie dell’ortica, esercitano una valida azione benefica nella cura dell’acne e di molte irritazioni cutanee come l’eczema, anche infantile, o l’eczema nervoso.

La presenza di discrete quantità di minerali conferisce ai preparati di ortica, derivanti dal fusto e dalle foglie, un efficace potere remineralizzante utile per curare persone che soffrono di artrosi, reumatismi o di dolori articolari dovuti alle cartilagini consumate; per questa ragione è consigliabile inoltre utilizzare l’ortica anche prima e durante la menopausa, periodo in cui le donne vanno incontro ad un indebolimento osseo e cartilagineo in generale. Da non sottovalutare anche la presenza di una buona quantità di ferro che può sicuramente aiutare chi soffre di carenza di questo indispensabile minerale, in particolare per esempio donne in gravidanza o madri che allattano. In generale i prodotti derivati dal fusto e dalle foglie dell’ortica hanno un potere tonico ed antiastenico abbastanza forte.

I prodotti ricavati invece dalla radice della pianta sono ricchi di beta-sitosteroli, che hanno una spiccata azione sull’ipertrofia prostatica benigna, cioè il progressivo ingrossamento della ghiandola prostatica, e sulle sue fastidiose ed anche dolorose manifestazioni. L’ortica ha su questa patologia un’azione molto specifica che può essere potenziata con l’assunzione di altre piante come la zucca o di altri derivati contenenti licopene (contenuto in buona quantità nel pomodoro).

Questi biscottini li ho trovati  qui.

I 10 grammi di ortica cotta credo siano un errore di stampa, io ho fatto metà dose e ne ho messi 50 per ottenere i colore che vedete nelle foto.

Cosa occorre:

  • 500 g di farina 00,
  • 150 g di farina di mais,
  • 10 g di bicarbonato (ho usato il cremortartaro),
  • 250 g di burro a temperatura ambiente,
  • 250 g di zucchero, (per metà dose ho messo 100 g),
  • la buccia di 2 limoni,
  • 1 p. sale.
  • 100 g di ortiche cotte e tritate,
  • 4 rossi d’uovo.

Come si fa:

si uniscono tutti gli ingredienti,

si amalgamano bene,

si forma un salsicciotto (come per gli gnocchi),

si tagliano in diagonale,

e s’infornano a 170°C. per 35 minuti.

Vi offro questi biscottini e vi auguro una splendida giornata!!

Guardate un po’ qua…cosa ve ne pare?

 


Farfalle di segale ripiene di silene (carletti, sclopit) ed ortica.

Stavolta ho avuto….fortuna? O semplicemente mi sono fidata delle previsioni? Sta di fatto che ho “annusato” che la gita “fuori porta” dallo zio non sarebbe “andata fatta” :-(   così, lasciata a metà la mia collina di panni mi sono accontentata di fare una “gitina fuori cancello”.

I campi hanno cambiato colore, da gialli ora sono bianchi, sembrano nuvole, il tarassaco si è trasformato in “soffione”.

Ricordo che quando ero bambina soffiare su quelle sfere era uno dei giochi di primavera, con la raccomandazione degli adulti di non soffiare mai vicino alle orecchie degli altri.

A volte mi stupisco di avere così nitidi i ricordi delle  voci, dei profumi, dei gesti, dei volti e mi rendo conto di quanto influenzi la vita, tutta la vita, ciò che vivi nell’infanzia.

Sono cresciuta in mezzo alla natura, quando c’era il temporale andavo con mio padre a pescare le anguille nel Rio Ospo, mi portava in giro in barca a remi ed io volevo sempre “remare” ma, inevitabilmente, andavo storta rischiando di finire contro l’argine.

Mi ha insegnato ad amare gli animali, salvavo tutti (vedi ora la cavalletta :-) ) , andavo con lui nell’orto, mi faceva tenere il volante della macchina dandomi l’illusione di saper “guidare”.

Volevo sempre fare “tutto io”, ci tenevo a fare bella figura con lui, cercavo la sua approvazione, gli volevo molto bene…………………………………………………

Si, ho capito…..voi state pensando: cosa c’ entra tutto questo con “le farfalle di segale ripiene di selene ed ortica”?..

Ok.!!! Arrivo alla ricetta ;-)

Queste farfalle le avevo fatte lo stesso giorno del coniglio all’aglio, negli 80 minuti di cottura ho preparato questa pasta.

Ieri, a corto di idee e di tempo le ho replicate.

Anch’io, come Antonella, amo dare alla pasta ripiena varie forme..per essere sincera farei sempre i cuoricini :-) , questa volta le farfalle sono perfette.

Ingredienti per 4 porzioni.

Per la pasta:

  • 150 g di farina 00,
  • 50 g di farina di segala integrale,
  • 1 uovo,
  • 50 g c.ca di acqua tiepida,
  • 1 pizzico di sale,
  • 1 cucchiaio di olio evo.

Prepariamo la pasta:

mescolare bene le farine setacciate ed unire tutti gli altri ingredienti,

amalgamare molto bene l’impasto, coprire e lasciar riposare almeno 1/4 d’ora.

Per il ripieno:

  • 100 g di silene gia cotte al vapore,
  • 100 g di punte di ortica già cotte al vapore,
  • 1 cipollotto fresco tritato,
  • 1 cucchiaio di besciamella di soia (latte di soia, farina di soia olio evo) o comperata al NaturaSì,
  • sale q.b.

Prepariamo il ripieno:

appassire il cipollotto in poco olio evo ed unire le erbe cotte e tritate.

fare insaporire per qualche minuto, aggiungere la besciamella.

Dividere la pasta in 2 parti, pennellare con il latte una sfoglia, disporre il ripieno, coprite con l’altra sfoglia cercando di far uscire l’aria.

Tagliate con la forma che vi piace, chiudere i bordi con i rebbi della forchetta e cuocere per 7/8 minuti.

Scolare e condire a piacere.

Io ho usato un’emulsione fatta con le erbe cotte, olio evo.

Potete usare burro e salvia, burro e ricotta affumicata, o formaggio stagionato.

Qui il cielo è grigio, sulla mia destra c’è la mezza collina di panni che mi aspetta, il mio compagno di vita è ancora immerso nel “sonno del giusto” così come Perla…

A proposito cosa starà pensando?


Torta salata con erbe di campo e pasta fillo.

Continua il tormentone “erbe di campo”, abbiate pazienza, ho un anno di arretrato, la scorsa primavera mi è passata davanti senza fossi riuscita ad afferrarne un pezzettino per cui oggi mi trovo come un bambino lasciato libero in un enorme negozio di giocattoli.

Così, come se le erbe fossero i pezzi di un lego io gioco con loro, le metto assieme e costruisco i piatti che porteranno la primavera sulla mia tavola.

Questa volta si sono trasformate in torta salata ma, per rimanere ligia al mio regime e non appesantire lui ho imbrogliato un po’ sui volumi usando la pasta fillo che ha reso “grande” una tortina miserella, ed ho puntato sul “devi mangiare piano”…..sfido chiunque a divorare in un lampo questo involucro schioccherello e friabilissimo.

Come succede quasi sempre per questo tipo di ricette le dosi sono a piacere.

Per una tortiera da 24 cm. :

  • 4 fogli di pasta fillo,
  • cus cus di kamut o di altro cereale q.b. a formare una base di 1 cm.,
  • erbe di campo a piacere, le mie sono ortiche e luppolo selvatico,
  • 2 uova “di campo”,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • 50 g di prosciutto cotto tagliato a striscioline sottili,
  • 1 manciata di parmigiano,
  • sale q.b.,
  • olio evo per spennellare la pasta alla fine.

Come fare:

ho insaporito le erbe in pochissimo olio con lo spicchio d’aglio che poi ho tolto, in una terrina ho sbattuto le uova ed ho aggiunto tutti gli ingredienti ed ho amalgamato.

Ho steso, incrociandone i fogli, la pasta fillo, ho sparso sul fondo il cus cus  dello pessore c.ca di 1 cm. ed ho versato il composto di uova.

Ho richiuso i fogli di parta fillo stropicciandoli e li ho spenellati con l’olio evo.

Ho infornato a 180°C per c.ca 1/2 ora.

Quando la crosticina era dorata ho sfornato.

Con lo stesso sistema si possono fare dei fagottini monoporzione da servire come antipasto.

Qui il tempo è “muffo”, vedrò di illuminare la mia giornata in qualche maniera.

Vi auguro un buon fine settimana e vi regalo un fiore:

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Valentina

Aggiungo questa ricetta per Ancutza che, quando ho avuto problemi con wordpress si è prodigata per me…..so che lei apprezzerà :-D


Orzotto e frittatina con erbe di campo e …pacco dono!!!

Domenica, contrariamente alle previsioni metereologiche, ci ha regalato un pomeriggio soleggiato, luminoso, l’ideale per armarsi di borsa di tela, coltellino, guantini e via…con la micia, ovviamente ;-)

Ho coinvolto nella raccolta anche il pigrone di casa, allettato dai racconti di come avrei cucinato tutto al nostro ritorno:-D

Io mi sono inoltrata tra le sterpaglie, lui è rimasto sul sentiero ed esclamava: torniamo anche domenica eh!!

Mi ha fatto tenerezza vedere l’imperturbabile uomo trasformarsi in fanciullo gioioso……

Ecco il raccolto:

Ho adoperato lo sclopit, gli ortisons, le cimette di ortica ed aglio selvatico.

Ho lavato lo sclopit, ho eliminato le parti dure e l’ho sbollentato in acqua salata, l’ho scolato e conservato l’acqua per l’orzotto.

In un’altra pentola ho sbollentato le cime del luppolo selvatico (solo le cime, le altre parti tenere le ho usate per un’altra ricetta).

Le cimette d’ortica le ho sbollentate la sera stessa.

Per l’orzotto:

  • 200 g di orzo Socchievino,
  • 1 salsiccia di Lovison (ecco il riferimento al pacco dono ;-) ),
  • birra chiara per sfumare (o vino),
  • erbe di campo (sclopit, luppolo selvatico, aglio selvatico,
  • pepe verde,
  • sale q.b.

Come ho fatto:

ho messo la salsiccia sbriciolata a rosolare senza altri grassi in una pentola di rame,

ho sfumato con un po’ di birra chiara ed ho aggiunto i fili d’aglio selvatico tagliuzzati.

Ho fatto insaporire ed ho aggiunto l’orzo lavato.

Dopo aver amalgamato ho aggiunto l’acqua di cottura dello sclopit (calda) ed ho portato quasi a cottura, i tempi variano a seconda del tipo di orzo.

Ho aggiunto le altre erbe ed ho finito di cuocere.

Non ho mantecato con nessun formaggio per non coprire il sapore di “verde”.

Per la frittata:

  • 3 uova delle galline del padrone dei pavoni..ricordate?
  • le erbe di campo c.s.,
  • parmigiano grattugiato,
  • pepe verde,
  • olio evo.

Procedimento:

ho rosolato in olio evo le erbe che non ho tritato,

ho sbattuto le uova in una terrina, ho aggiunto 1 po’ di parmigiano, pepe e le erbe.

Ho cotto la frittata nella stessa padella, ne ho preso un pezzettino, ho composto…la mia cenetta!!

Ed ora vi spiego lo strano collegamento con il pacco dono di Loison.

Prima ve lo faccio vedere…no, non ho vinto nulla però l’Azienda Loison ha voluto premiare anche quelli giù dal podio, per l’impegno e la fantasia, grazie, grazie, grazie :-) !!!

Stavo rosolando la famosa salsiccia di Lovison, quando suona il telefono, il corriere mi avvertiva che era giù con un pacco da Lovison…oh mannaggia, ho pensato, hanno già saputo che adopero le loro salsicce? Boh…

Sono scesa ed invece era Loison, non salsicce, ma colomba, sbrisola, biscottini, ed un libro meraviglioso dal quale scopiazzerò subito qualche ricettina…..

Ho immediatamente improvvisato un set fotografico prima dell’arrivo del golosone ;-) che invece è arrivato “durante”…così via di corsa e per farmi perdonare il “disordine” …..gli ho subito offerto un biscottino :-)


Oggi gnocchi!!!….di ortiche, ricotta e cus cus di kamut …..

Se questo fine settimana andate a fare la “gita fuori porta” portatevi un paio di guantini….per raccogliere le cime di ortica.

 

A casa le lavate e le scottate in acqua bollente salata per 2 minuti, le scolate e le fate raffreddare.

Io solitamente  faccio ad occhio, ma questa volta ho pesato:

  • 60 g di ortiche cotte,
  • 60 di ricotta (quella che vi piace e che potete mangiare), comunque pari peso,
  • l’albume di un uovo piccolo,
  • 2 cucchiai di parmigiano,
  • 1 cucchiaio di cus cus di kamut al posto del pangrattato,
  • peperoncino in polvere q.b. o pepe,
  • sale.

Per il condimento ai semi di zucca:

  • semi di zucca tritati e tostati,
  • olio di semi di zucca (Naturasì) o e.v.o.,
  • parmigiano,
  • aglio se vi piace (non l’ho usato)

Come si fa:

mescolare tutti gli ingredienti, far riposare affinchè il cus cus assorba il liquido dell’impasto,

con le mani bagnate formare delle palline grandi come una noce e cuocerle in acqua bollente salata,

quando vengono a galla lasciarle  ancora qualche minuto per “gonfiare” ulteriormente il cus cus.

Condire con il “pesto” ai semi di zucca.

Ho fatto questi gnocchi per confortarmi, sono  “a pane ed acqua” :-(   io…ma voi potete usare gli spinaci, mettere l’uovo intero, condirli con un ragù  e quant’altro, usare il pane grattugiato.

Terry, gentilissima mi ha mandato una mail….per sapere qualcosa di più su questa temutissima erba che, come tanti esseri umani, in fondo in fondo non è poi così cattiva  ;-)   :

Lortica (Urtica Dioica) è una pianta diffusa ovunque ma conosciuta da molti solo per le proprietà urticanti delle foglie, quindi pochi ci si avvicinano e ne conoscono l’ottimo utilizzo in cucina ed in campo erboristico.

L’ortica contiene vitamina A, C, K, è ricchissima di sali minerali quali ferro, fosforo, magnesio, calcio, è abbondante di clorofilla ed ha proprietà depurative, diuretiche, emostatiche, cicatrizzanti, antianemiche, antireumatiche, antiglicemiche.

L’infuso di ortiche è un ottimo depurativo soprattutto in primavera, stagione in cui è bene pulire l’organismo da scorie e tossine accumulate durante l’inverno.

Possiamo utilizzare l’ortica per rinforzare i capelli e prevenirne la caduta, soprattutto in primavera ed autunno.

Si può preparare una tintura rinforzante all’ortica lasciando macerare 10 gr di foglie in 80 ml di alcol etilico a 70° (quello usato anche per liquori) e 20 ml di acqua, per una settimana in un flacone ben chiuso, dopodichè filtrare ed usarla a gocce per fare frizioni e massaggi sul cuoio capelluto, 2/3 volte a settimana per almeno 2 settimane.

Partecipo alla raccolta di Valentina


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