Archivi tag: Pepe verde

Polpettine di baccalà, topinambour, cavolo nero.

polpettine baccalà cavolo nero pronte1-001

Ingredienti:

  • 250 g. di baccalà al netto,
  • 250 g. di topinambour,
  • latteo latte di soia o riso per gli intolleranti,
  • 3 foglie di cavolo nero private della costicina,
  • 1 albume,
  • sale affumicato,
  • pepe verde,
  • salsa di soia o glassa di aceto balsamico (facoltativo).

Ingredienti per la panatura:

  • farina di riso,
  • uovo sbattuto,
  • semi di zucca tritati (non serve tostarli perchè vengono fritti),
  • olio di arachidi per friggere.

collage polpettine baccalà

Come fare:

dopo aver lessato baccalà e topinambour nel latte, scottare le foglie di cavolo nero, frullare tutto ed aggiungere l’albume.

Aggiustare di sale e pepe, formare le palline e procedere con l’impanatura: farina, uovo, semi di zucca.

Friggere in olio di arachidi profondo (160/170°C.), servire con qualce goccia di salsa di soia o glassa di aceto balsamico.

polpettine baccalà cavolo nero interno-001


Tagliatelle di riso con finferli.

Tagliatelle di riso con finferli e fiori di zucchina       

 

 Ingredienti:

  • tagliatelle di riso,
  • finferli
  • fiori di zucchina
  • tofu affumicato,
  • scalogno,
  • brodo vegetale,
  • sale,
  • pepe verde.

Finferlo Austria-001     

Finferli.    

Come ho fatto:

ho fatto appassire uno scalogno e, dopo aver pulito i funghi, li ho fatti cuocere aggiungendo un pò di brodo vegetale (fresco), ho salato, un pò di pepe verde e, quasi a fine cottura, ho aggiunto i fiori di zucchina privati dei pistilli e il tofu affumicato grattugiato.

Ho scolato le tagliatelle al dente e le ho fatte saltare col sugo, impiattato, un filo d’olio evo, un’altra grattatina di tofu.

Ho messo la mia porzioncina in una ciotola ottenuta da una foglia di palma.

       


Straccetti ai funghi Porcini, Caprino e Dragoncello.

straccetti Tery porcini 1-1     

Ingredienti:

  • pasta corta a piacere (io straccetti),
  • funghi porcini freschi,
  • burro (di soia) o olio evo,
  • formaggio di capra fresco e tenero,
  • latte di capra q.b. (facoltativo, sostituibile con latte vaccino o di soia),
  • dragoncello fresco,
  • sale,
  • pepe verde macinato.

dragoncello-001     

Dragoncello

Come fare:

dopo aver mondato i funghi, tagliarli non troppo sottili e scottarli nel burro o olio per qualche minuto (devono rimanere croccanti), salare e pepare a gusto personale.

In una pentola capiente (dove salteremo la pasta) far scioglier il burro col latte di capra (o vedere ingredienti), spegnere il fuoco ed aggiungere il formaggio fresco di capra, il dragoncello tritato,  versare la pasta e, saltandola,  amalgamare il tutto.

Io non aggiungo il parmigiano.

Porcini Austria-001     


Tortino di Borragine, Formadi Frant, Aglio selvatico e la Fine del Mondo Storto.

tortino borragine rotondo1-001 

Vita Grama.

I primi giorni senza le spinte dei combustibili sono tremendi. Nessuno sa ancora quel che avverrà. Altrimenti, di certo nessuno avrebbe definito quei primi giorni come i più duri della propria vita. Ma andiamo con ordine.

Nelle sere di cuccagna, quando c’erano i propulsori, la gente guardava la televisione. Adesso invece quella se ne sta spenta e silenziosa.

Ma non solo. Senza forza elettrica, niente luci, lampade, lampadine, fari, abat-jour. Muti anche gli aggeggi a motore. Sbattiuova, pelapatate, forni a microonde, aspirapolvere, scope elettriche, frullatori, tritacarne. Tutto fermo…

(Mauro Corona, la fine del mondo storto pag. 19).

Questa introduzione mi è nata spontanea ieri mattina (domenica) quando, alzatami prestissimo come sempre, mi sono messa a stirare in studio guardando la televisione.

Verso le 6 è mancata la corrente;  dopo aver fatto i dovuti controlli ho evinto che il problema era generale, beh, tornerà tra qualche minuto, invece no, la luce è ritornata alle 13 e 45…

C’erano dei cartelli sui pali della luce (1 palo) e, solitamente quando guido non guardo i pali della luce, a meno che non ci  cozzi contro…

Bene, scendo, mi faccio un bel caffè, preparo la moka giro la manopola del gas e schiaccio per accendere, niente, già, manca la corrente. Cerco i fiammiferi, per fortuna che ello, pur non fumando, ne ha una scorta.

Cosa posso fare? Troppo presto per telefonare a qualche amica e, se manca la corrente non funziona neanche il telefono, vado in garage ad aspirare l’interno della macchina ma, manca la corrente, è vero, vorrà dire che farò le foto del tortino, sperando che non si scarichi la batteria troppo presto.

Insomma, mi sono accorta che davo per scontato ogni gesto e lo collegavo inevitabilmente alla tecnologia e ho ricordato i tempi che furono, quando «se meteva in smoio le strazze» (Si mettevano in ammollo i panni) per facilitare il loro lavaggio il giorno dopo, quando i piatti si lavavano rigorosamente a mano e le pentole si strofinavano con la «paieta de fero».

Parlo dei tempi in cui vivevo con la Signora Gisella e la casa si scaldava con lo sparghert e lo scaldabagno si accendeva il sabato sera per farsi il bagno la domenica mattina prima di mettersi il vestitino buono ed andare alla santa messa perchè si doveva andare a rinnovare e scambiare i pettegolezzi della settimana.

Gli altri giorni «se se lavava a tochi» (ci si lavava a pezzi).

mazzo erbe campo e spighe orzo n-001 

Questa è la storia intorno che accompagna questa ricetta, mi sembra adatta dal momento che gli ingredienti sono prodotti che ci regala la natura ed il lavoro dell’uomo: borragine, aglio selvatico, il Formadi Frant   un formaggio particolare che nasce dal dover far di necessità virtù di quel popolo straordinario che sono i Carnici.

Loro non avrebbero problemi e, se mancasse la corrente, saprebbero comunque come cavarsela:

In ginocchio.

… Intanto dalle città, uomini magri come fil di ferro continuano a muoversi verso le campagne e i monti in cerca di Contadini. Vogliono imparare da loro a coltivare la terra. Subito. I Contadini rimasti attendono di insegnare. Appena la terra diventerà tenera, e il gelo avrà aperto il pugno e mollato la presa, hanno intenzione di seminare. Dappertutto. Nelle periferie, ai confini delle città, ovunque c’è terreno a perdita d’occhio. Spazi abbandonati, incolti. Terreni che, ai tempi delle vacche grasse, sarebbero diventati selve di palazzi, condomini, banche, supermercati, discoteche. la fine del mondo li ha salvati, adesso i sopravvissuti intendono coltivarli. E di corsa, subito. la fame non aspetta e non dà requie. Occorre far presto…

(Mauro Corona, la fine del mondo storto pagg. 61/62).

tortino borragine rotondopp-001 

Ingredienti per 5 tortini di 6 cm. di Ø (alla base):

(indico le dosi che ho adattato alla quantità di foglie di borragine che avevo, scorporandole dalle basi dei soliti tortini salati, per il mezzo uovo ho diviso a metà uno sbattuto, gli ingredienti in verde chiaro/corsivo sono per la cottura della borragine).

  • 130 g. di foglie di borragine,
  • 1 piccolo spicchio d’aglio vestito,
  • 1 cucchiaino d’olio EVO,
  • 1 puntina di sale,
  • 1 uovo e mezzo,
  • 2 cucchiai rasi di Formadi Frant grattugiato (il mio affinato con aglio ed erbe),
  • 30 g. di farina integrale,
  • 10 cl. di latte,
  • 15 g. di burro (per imburrare ge cocottine adopero la carta del burro alla maniera di Nigella),
  • sale,
  • pepe verde macinato,
  • fiori di borragine per decorare.

Ingredienti per il cuore di Formadi Frant:

  • 1 cucchiaio di Formadi Fant grattugiato,
  • 2 cucchiai di ricotta,
  • fili di aglio selvatico tagliati con le forbici.

Ingredienti per la besciamella di accompagnamento:

(in questo caso non ho pesato nulla ma ho fatto ad occhio)

  • il liquido di cottura aromatizzato all’aglio delle foglie di borragine,
  • fecola di patate,
  • un cucchiaino di borragine prelevata da quella per l’impasto,
  • 1 cucchiaio di panna fresca,
  • sale*

*se adoperate il Formadi Frant attenzione a dosare il sale perchè è un formaggio sapido e piccante, non esagerate perchè tenderebbe a sovrastare i sapori mentre deve semplicemente esserne complementare.

Come fare la besciamella di accompagnamento:

sciogliere la fecola, pochissima alla volta nel liquido di cottura della borragine,  far addensare a fuoco bassissimo, unire la panna fesca, se dovesse risultare troppo denso aggiungere latte, completare la besciamella con la borragine frullata.

collage tortini borragine n rid 

Come fare il ripieno:

mescolare la ricotta col Formadi Frant e lavorare per amalgamare, unire l’aglio selvatico, formare delle palline (le mie pesavano 7 g., ne vedete 6 (1 per l’assaggio di ello) e riporle in frigorifero.

Come fare i tortini:

dopo aver lavato le foglie di borragine, metterle in un tegame dove avremo messo l’aglio vestito assieme all’olio per insaporire, salare q.b., abbassare il fuoco, coprire e far appassire, togliere l’aglio.

Scaldare il latte con il burro per farlo sciogliere a fuoco bassissimo, nel frattempo, in una terrina sbattere l’uovo e mezzo ed aggiungere un pò alla volta la farina, setacciandola.

Preriscaldare il forno a 210°C.

Scolare bene la borragine schiacciandola in un colino per conservare il liquido con il quale prepareremo la besciamella e metterla nel minipimer aggiungendo un pò alla volta il composto di latte e burro.

Imburrare le cocottine e versare il composto a 3/4, inserire in ogni cocottina una pallina di formaggio ed infornare per 20 minuti.

Sfornare, far intiepidire e sfornarli aiutandosi con una spatolina, versare sul fondo del piatto la besciamella, appoggiare il tortino e decorare con fiori di borragine e fili di aglio selvatico.

tortino borragine rotondo interno-002 

Con questa ricetta partecipo al  contest    di Ambra  .

Se volete trascorrere un week end, full immersion con erbe spontanee sia fuori che nella cucina del Rifugio Meira Garneri   in Valle Varaita gestito da Juri Chiotti , prendete un cesto e correte a riempirlo di erbe e fiori e cucinate.

banner ricette spontanee 


Torta salata agli asparagi, semplice e versatile, senza limiti.

asparagi verdi cit alto1-001

Ho deciso di scorporare le ricette doppie dai post e, dal momento che gli asparagi sono di stagione, inizio da questa torta salata, versatile perchè può diventare senza glutine sostituendo la sfoglia (ce ne sono in commercio di affidabili e buone), sostituendo panna e burro (quest’ultimo si può omettere) con quelli di soia o di riso diventa perfetta per gli intolleranti al lattosio.

Ma non dico nulla di nuovo, si sa che le torte salate sono le amiche di chi sa cucinare, di chi non lo sa, di chi ha tempo e di chi non ne ha, insomma,  un fazzoletto di pasta sfoglia può accogliere un mondo.

Torta salata asparagi sfornata-001

Ingredienti per una tortiera apribile da 24 cm.:

  • una confezione di pasta sfoglia pronta o fatta da voi,
  • asparagi a scelta, verdi, bianchi o misti,
  • 2 uova,
  • 150 di panna,
  • prosciutto cotto a piacere, (in un’altra ho usato soltanto taleggio),
  • una noce di burro,
  • sale,
  • pepe verde.

collage torta salata asparagi-001

Come fare:

eliminare la parte coriacea degli asparagi, mettere da parte le punte e tagliare i gambi a pezzi non troppo piccoli che cuoceremo a vapore lasciandoli al dente.

Sciogliere il burro in una padella e far insaporire gli asparagi, salare, pepare e toglierli dal fuoco.

Nella terrina sbattere leggermente con la forchetta le uova con la panna, il sale ed il pepe.

Stendere la sfoglia nella teglia, bucherellare il fondo (senza andare oltre), disporre gli asparagi mescolati al prosciutto cotto, distribuire il composto di uova, ripiegare la pasta e decorare con le punte di asparago.

Infornare a 200°C. per 35/40 minuti fino a doratura.

torta salata asparagi fetta1-001

Buon maggio a tutti.


Aveyron farçous all’acetosa e borragine.

farçous a cuoricino

Non parlo il francese, purtroppo, come, purtroppo non parlo nessuna lingua, mi arrabatto con lo sloveno, il croato, l’inglese, il tedesco, ma solo per poter “sopravvivere” se mi si ferma la macchina in uno dei paesi nei quali si parla una di queste lingue.

Ma ho la fortuna che, quando si mangia non si parla, è una delle prime cose che mi hanno insegnato da piccola: non parlare con la bocca piena quindi, lasciamo parlare le papille gustative, loro non mentono…

Questa ricetta proviene dall’ Aveyron, una piccola regione della Francia meridionale, è suddivisa in Cantoni, come la Svizzera, per intenderci e prende il nome dal fiume omonimo che la attraversa.

Io amo la Francia, ho avuto la fortuna di andarci negli anni in cui correvo in MTB che, si sa, è la bicicletta da montagna e quindi, i percorsi sono off road ed offrono la possibilità di godere, ovunque tu sia,  di una natura straordinaria.

Ora che ci penso provo ancora l’emozione di quando, in una lontana estate del 1993 corsi in Provenza, i sentieri terrosi e polverosi,  la sensazione di trovarmi nel Grand Canyon.

Il tifo dei Francesi, che nelle occasioni sportive premiano la persona e non la sua provenienza, rendeva sopportabile la fatica e mi regalava l’ energia sufficiente per continuare la gara.

Perdonate questo fuori programma (off topic nel linguaggio del web) ma, mi conoscete ormai, sono fatta così…

Questa ricetta può ricordare i pancake, delle fritelline, o i famosi blinis, in fondo sempre di uova, latte e farina parliamo ed in questo caso la ricetta prevede le erbe, solitamente biete e prezzemolo.

Esiste anche la versione con la carne, prosciutto, pancetta ecc. , io ho optato per tutti e due, così una frittellina o due diventano un pasto unico, basta aggiungere un’insalatina ed il pranzo è pronto, ottimo anche come schiscetta o bento o, come diciamo o a Trieste: ala vecia, in un bussolotto  messo nello zaino e via a far una scarpinada in Val Rosandra

acetosa3-001

Acetosa.

Al posto delle biete e prezzemolo ho messo l’acetosa (foto fatta a marzo), un’erba che si chiama così proprio perchè sa di aceto; mi hanno raccontato che un tempo i bambini, che non stavano davanti al pc ma andavano a giocare nei campi (n.d.r.), ad un certo punto, avendo sete, per calmarla succhiavano le spighe di questa pianta (ne vedete una nella foto del piatto) e riprendevano a giocare.

Le foglioline che vedete nella foto si possono anche mettere crude nelle insalate o nelle frittate, come in questo caso.

La mia borragine-001

La seconda erba che ho scelto è la borragine, questa della foto risale a marzo, quella sotto all’altra sera.

la mia borragine dopo qualche giorno-001

I farçous originali assomigliano come forma a dei piccoli hamburger io, ho fatto, al solito, un cuoricino con quella formina apposita che si adopera per dare una forma all’uovo all’occhio di bue:

formina per farçous-001

Ingredienti:

  • 125 ml di latte (se siete intolleranti va bene anche quello di soia),
  • 50 g. di farina (se siete celiaci va bene una di grano saraceno con spiga, mi raccomando o quella di ceci),
  • 1 mazzetto di foglie di acetosa e di borragine,
  • 1 uovo,
  • 1 piccolo scalogno,
  • pepe verde macinato,
  • 1 fettina di spalla cotta (per i vegetariani omettere),
  • sale affumicato (scelta personale).

Formina per farçous1-001

Come fare:

in una ciotola, sbattere l’uovo, aggiungere la farina setacciata, il sale ed il pepe; aggiungere il latte a poco a poco, amalgamare bene la pastella e riporla in frigo per 1 ora.

Nel frattempo lavare le erbe, asciugarle e tritarle, tritare lo scalogno io, dal momento che va crudo nell’impasto, ho preferito grattugiarlo, ho grattugiato anche la fettina di spalla cotta.

Unire tutto alla pastella, mescolare e versarne 2 cucchiai (per la forma classica) in una padella antiaderente (io di ghisa) leggermente unta d’olio o, come me, in una formina (ce ne sono di vari tipi).

Cuocere 2/3 minuti per lato se li fate piccoli, per il cuore ci sono voluti 6 minuti per lato (va unto anche il bordo interno dello stampino per poterlo sformare e girare).

Ecco il farçous pronto da servire:

Cuore di farçous -001

Buona domenica a tutti:


Sformatino di Patate con Fave e Alpentilsiter e addio Mister Krups.

Robot da cucina 

Foto dal web

Ti avevo scelto tra molti, quasi 30 anni fa, insieme abbiamo montato albumi, panna, abbiamo fatto la maionese, salse, impasti, abbiamo tritato frutta secca, per non parlare delle Fave Triestine o i Biscottini di Nigella.

Ogni tanto provavamo a fare qualche ricetta del suo ricettario: la torta di rabarbaro, le cialde ecc.

Eri sempre pronto a darmi una mano, mi hai seguita in tutti i miei spostamenti e con l’età ti eri un pò acciaccato, cadi oggi, cadi domani, il coperchio ne aveva sofferto ma non ti sei mai fermato, fino a l’altra sera quando io, imprudente perchè, pur sapendo che il coperchio andava tenuto,  mi sono distratta e così, il pezzetto di Sbrinz ha fatto leva e si è rotto il perno che supportava le lame.

A nulla sono valse le corse da una parte all’altra della città per rianimarti: non c’è più nulla da fare, la risposta, ma il motore funziona dico io scoraggiata… Si, ma non si trovano più i ricambi, sa, dopo trent’anni.

Addio Miser Krups, ello ha voluto che ti sostituissi subito, mi ha vista triste e malinconica, tu lo sai che con te se ne va un altro pezzo della mia vita, 30 anni non sono mica uno scherzo.

Quando ti ho visto in negozio mi avevano detto: è il modello base, non ha questo, non ha quello ma io ormai mi ero innamorata e volevo solo te, senza altri accessori: spremiagrumi, bicchiere per i frullati ecc.

Mister Kenwood li ha tutti, comprese le fruste elettriche, utili se devo fare un Pan di Spagna che richiede una lunga lavorazione delle uova, ma avrà la costanza e pazienza di stare con me altri 30 anni?

Oggi gli elettrodomestici vengono costruiti con altri criteri, pensa se durassero tutti 30 anni, le fabbriche non produrrebbero e i negozi chiuderebbero.

Fra 30 anni avrò quasi 90 anni e chissà se ci sarò ancora e se avrò la capacità e lucidità di adoperare un robot da cucina, staremo a vedere.

Addio Mister Krups ♥

Sformatino di patate, fave e alpentiltiser-001n 

Ora la ricetta di Pasqua, ancora uno sformatino, il procedimento è lo stesso dello sformatino precedente con la variante della purea di fave abbinata al formaggio Alpentilsiter, un formaggio Svizzero che ho scelto al posto del pecorino che andrebbe, per tradizione, abbinato alle fave.

Avevo ancora un pezzetto di questo formaggio che, per sapore e consistenza si sposa bene con le fave e non fa rimpiangere il suo legittimo sposo che è il pecorino.

Da noi le fave sono arrivate da poco, non fanno parte della nostra cultura gastronomica anche perchè qui il clima è diverso e la riuscita della sua  coltivazione improbabile.

Lo dico con cognizione di causa perchè ho tentato varie volte, nell’orto dello zio, di seminarle ma l’umidità dell’atmosfera e del terreno hanno favorito la comparsa di parassiti (pidocchi) vanificando i miei vari tentativi

aglio selvatico1-001 

Aglio selvatico

Ingredienti per 2 sformatini (alcune dosi non sono indicate perchè vanno dosate al momento):

  • 2 patate medie,
  • le fave ricavate da 500 g. di bacelli freschi,
  • qualche filo di aglio selvatico (raccolto nei campi),
  • olio evo,
  • 50 g. di Alpentiltiser grattugiato finemente,
  • crema di latte,
  • sale,
  • pepe verde,
  • burro per ungere gli stampini,
  • 1 uovo sodo per la decorazione più 4 fave.

collage sformatino patate fave-001 

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

sbucciare le patate, lavarle e, con la lama apposita del robot, quella con lo spessore più sottile, tagliarle a fettine.

Sbollentarle per qualche minuto, NON SALARE L’ACQUA sennò si spatasciano, devono semplicemente diventare elastiche.

Scolarle ed immergerle in acqua fredda, scolarle nuovamente ed asciugarle bene, farle riposare qualche ora.

Sgranare le fave e metterle in un padella con l’olio evo e l’aglio selvatico, rosolare qualche minuto ed aggiungere qualche cucchiaio di brodo vegetale, riprendere i bollore, coprire e continuare la cottura fino ad ammorbidirle.

Frullare grossolanamente col Minipimer ed unire il formaggio grattugiato finemente e, solo ora, aggiustare di sale.

Mettere un cerchio di carta forno sulla base delle coccottine ed imburrare bene le pareti, foderarle con le fette di patate, iniziare con uno strato di purea di fave e formaggio ed alternare patate e purea di fave fino ad esaurimento.

Essendo la purea piuttosto consistente, dopo ogni strato aggiungo la crema di latte e sopra il pepe.

Prima di richiudere con le patate versare ancora un po’ di miscela di crema di latte, coprire con un foglio di stagnola ed infornare per 1 ora.

Eliminare la stagnola e continuare la cottura per altri 20/30 minuti, far raffreddare qualche minuto prima di sformarli.

Decorare a piacere, se vi va, con una fondutina leggera, io ho optato per una mimosa d’uovo, fatta con l’uovo  sodo passato al setaccio e qualche fava come fossero ovetti.

Sformatino patate fave interno-001 

E con questa semplice ricetta mi congedo da voi augurandovi Buona Pasqua.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: