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Polpettine di baccalà, topinambour, cavolo nero.

polpettine baccalà cavolo nero pronte1-001

Ingredienti:

  • 250 g. di baccalà al netto,
  • 250 g. di topinambour,
  • latteo latte di soia o riso per gli intolleranti,
  • 3 foglie di cavolo nero private della costicina,
  • 1 albume,
  • sale affumicato,
  • pepe verde,
  • salsa di soia o glassa di aceto balsamico (facoltativo).

Ingredienti per la panatura:

  • farina di riso,
  • uovo sbattuto,
  • semi di zucca tritati (non serve tostarli perchè vengono fritti),
  • olio di arachidi per friggere.

collage polpettine baccalà

Come fare:

dopo aver lessato baccalà e topinambour nel latte, scottare le foglie di cavolo nero, frullare tutto ed aggiungere l’albume.

Aggiustare di sale e pepe, formare le palline e procedere con l’impanatura: farina, uovo, semi di zucca.

Friggere in olio di arachidi profondo (160/170°C.), servire con qualce goccia di salsa di soia o glassa di aceto balsamico.

polpettine baccalà cavolo nero interno-001


Straccetti ai funghi Porcini, Caprino e Dragoncello.

straccetti Tery porcini 1-1

Ingredienti:

  • pasta corta a piacere (io straccetti),
  • funghi porcini freschi,
  • burro (di soia) o olio evo,
  • formaggio di capra fresco e tenero,
  • latte di capra q.b. (facoltativo, sostituibile con latte vaccino o di soia),
  • dragoncello fresco,
  • sale,
  • pepe verde macinato.

dragoncello-001

Dragoncello

Come fare:

dopo aver mondato i funghi, tagliarli non troppo sottili e scottarli nel burro o olio per qualche minuto (devono rimanere croccanti), salare e pepare a gusto personale.

In una pentola capiente (dove salteremo la pasta) far scioglier il burro col latte di capra (o vedere ingredienti), spegnere il fuoco ed aggiungere il formaggio fresco di capra, il dragoncello tritato,  versare la pasta e, saltandola,  amalgamare il tutto.

Io non aggiungo il parmigiano.

Porcini Austria-001


Tortino di Borragine, Formadi Frant, Aglio selvatico e la Fine del Mondo Storto…

tortino borragine rotondo1-001

Vita Grama.

I primi giorni senza le spinte dei combustibili sono tremendi. Nessuno sa ancora quel che avverrà. Altrimenti, di certo nessuno avrebbe definito quei primi giorni come i più duri della propria vita. Ma andiamo con ordine.

Nelle sere di cuccagna, quando c’erano i propulsori, la gente guardava la televisione. Adesso invece quella se ne sta spenta e silenziosa.

Ma non solo. Senza forza elettrica, niente luci, lampade, lampadine, fari, abat-jour. Muti anche gli aggeggi a motore. Sbattiuova, pelapatate, forni a microonde, aspirapolvere, scope elettriche, frullatori, tritacarne. Tutto fermo…

(Mauro Corona, la fine del mondo storto pag. 19).

Questa introduzione mi è nata spontanea ieri mattina (domenica) quando, alzatami prestissimo come sempre, mi sono messa a stirare in studio guardando la televisione.

Verso le 6 è mancata la corrente;  dopo aver fatto i dovuti controlli ho evinto che il problema era generale, beh, tornerà tra qualche minuto, invece no, la luce è ritornata alle 13 e 45…

C’erano dei cartelli sui pali della luce (1 palo) e, solitamente quando guido non guardo i pali della luce, a meno che non ci  cozzi contro…

Bene, scendo, mi faccio un bel caffè, preparo la moka giro la manopola del gas e schiaccio per accendere, niente, già, manca la corrente. Cerco i fiammiferi, per fortuna che ello, pur non fumando, ne ha una scorta.

Cosa posso fare? Troppo presto per telefonare a qualche amica e, se manca la corrente non funziona neanche il telefono… Vado in garage ad aspirare l’interno della macchina ma… manca la corrente, è vero, vorrà dire che farò le foto del tortino, sperando che non si scarichi la batteria troppo presto.

Insomma, mi sono accorta che davo per scontato ogni gesto e lo collegavo inevitabilmente alla tecnologia e ho ricordato i tempi che furono, quando «se meteva in smoio le strazze» (Si mettevano in ammollo i panni) per facilitare il loro lavaggio il giorno dopo, quando i piatti si lavavano rigorosamente a mano e le pentole si strofinavano con la «paieta de fero».

Parlo dei tempi in cui vivevo con la Signora Gisella e la casa si scaldava con lo sparghert e lo scaldabagno si accendeva il sabato sera per farsi il bagno la domenica mattina prima di mettersi il vestitino buono ed andare alla santa messa perchè si doveva andare a rinnovare e scambiare i pettegolezzi della settimana.

Gli altri giorni «se se lavava a tochi» (ci si lavava a pezzi).

mazzo erbe campo e spighe orzo n-001

Questa è la storia intorno che accompagna questa ricetta, mi sembra adatta dal momento che gli ingredienti sono prodotti che ci regala la natura ed il lavoro dell’uomo: borragine, aglio selvatico, il Formadi Frant un formaggio particolare che nasce dal dover far di necessità virtù di quel popolo straordinario che sono i Carnici.

Loro non avrebbero problemi e, se mancasse la corrente, saprebbero comunque come cavarsela:

In ginocchio.

… Intanto dalle città, uomini magri come fil di ferro continuano a muoversi verso le campagne e i monti in cerca di Contadini. Vogliono imparare da loro a coltivare la terra. Subito. I Contadini rimasti attendono di insegnare. Appena la terra diventerà tenera, e il gelo avrà aperto il pugno e mollato la presa, hanno intenzione di seminare. Dappertutto. Nelle periferie, ai confini delle città, ovunque c’è terreno a perdita d’occhio. Spazi abbandonati, incolti. Terreni che, ai tempi delle vacche grasse, sarebbero diventati selve di palazzi, condomini, banche, supermercati, discoteche. la fine del mondo li ha salvati, adesso i sopravvissuti intendono coltivarli. E di corsa, subito. la fame non aspetta e non dà requie. Occorre far presto…

(Mauro Corona, la fine del mondo storto pagg. 61/62).

tortino borragine rotondopp-001

Ingredienti per 5 tortini di 6 cm. di Ø (alla base):

(indico le dosi che ho adattato alla quantità di foglie di borragine che avevo, scorporandole dalle basi dei soliti tortini salati, per il mezzo uovo ho diviso a metà uno sbattuto, gli ingredienti in verde chiaro/corsivo sono per la cottura della borragine).

  • 130 g. di foglie di borragine,
  • 1 piccolo spicchio d’aglio vestito,
  • 1 cucchiaino d’olio EVO,
  • 1 puntina di sale,
  • 1 uovo e mezzo,
  • 2 cucchiai rasi di Formadi Frant grattugiato (il mio affinato con aglio ed erbe),
  • 30 g. di farina integrale,
  • 10 cl. di latte,
  • 15 g. di burro (per imburrare ge cocottine adopero la carta del burro alla maniera di Nigella),
  • sale,
  • pepe verde macinato,
  • fiori di borragine per decorare.

Ingredienti per il cuore di Formadi Frant:

  • 1 cucchiaio di Formadi Fant grattugiato,
  • 2 cucchiai di ricotta,
  • fili di aglio selvatico tagliati con le forbici.

Ingredienti per la besciamella di accompagnamento:

(in questo caso non ho pesato nulla ma ho fatto ad occhio)

  • il liquido di cottura aromatizzato all’aglio delle foglie di borragine,
  • fecola di patate,
  • un cucchiaino di borragine prelevata da quella per l’impasto,
  • 1 cucchiaio di panna fresca,
  • sale*

*se adoperate il Formadi Frant attenzione a dosare il sale perchè è un formaggio sapido e piccante, non esagerate perchè tenderebbe a sovrastare i sapori mentre deve semplicemente esserne complementare.

Come fare la besciamella di accompagnamento:

sciogliere la fecola, pochissima alla volta nel liquido di cottura della borragine,  far addensare a fuoco bassissimo, unire la panna fesca, se dovesse risultare troppo denso aggiungere latte, completare la besciamella con la borragine frullata.

collage tortini borragine n rid

Come fare il ripieno:

mescolare la ricotta col Formadi Frant e lavorare per amalgamare, unire l’aglio selvatico, formare delle palline (le mie pesavano 7 g., ne vedete 6 (1 per l’assaggio di ello) e riporle in frigorifero.

Come fare i tortini:

dopo aver lavato le foglie di borragine, metterle in un tegame dove avremo messo l’aglio vestito assieme all’olio per insaporire, salare q.b., abbassare il fuoco, coprire e far appassire, togliere l’aglio.

Scaldare il latte con il burro per farlo sciogliere a fuoco bassissimo, nel frattempo, in una terrina sbattere l’uovo e mezzo ed aggiungere un pò alla volta la farina, setacciandola.

Preriscaldare il forno a 210°C.

Scolare bene la borragine schiacciandola in un colino per conservare il liquido con il quale prepareremo la besciamella e metterla nel minipimer aggiungendo un pò alla volta il composto di latte e burro.

Imburrare le cocottine e versare il composto a 3/4, inserire in ogni cocottina una pallina di formaggio ed infornare per 20 minuti.

Sfornare, far intiepidire e sfornarli aiutandosi con una spatolina, versare sul fondo del piatto la besciamella, appoggiare il tortino e decorare con fiori di borragine e fili di aglio selvatico.

tortino borragine rotondo interno-002

Con questa ricetta partecipo al  contest  di Ambra.

Se volete trascorrere un week end, full immersion con erbe spontanee sia fuori che nella cucina del Rifugio Meira Garneri in Valle Varaita gestito da Juri Chiotti , prendete un cesto e correte a riempirlo di erbe e fiori e cucinate.

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Torta salata agli asparagi, semplice e versatile, senza limiti.

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Ho deciso di scorporare le ricette doppie dai post e, dal momento che gli asparagi sono di stagione, inizio da questa torta salata, versatile perchè può diventare senza glutine sostituendo la sfoglia (ce ne sono in commercio di affidabili e buone), sostituendo panna e burro (quest’ultimo si può omettere) con quelli di soia o di riso diventa perfetta per gli intolleranti al lattosio.

Ma non dico nulla di nuovo, si sa che le torte salate sono le amiche di chi sa cucinare, di chi non lo sa, di chi ha tempo e di chi non ne ha, insomma,  un fazzoletto di pasta sfoglia può accogliere un mondo.

Torta salata asparagi sfornata-001

Ingredienti per una tortiera apribile da 24 cm.:

  • una confezione di pasta sfoglia pronta o fatta da voi,
  • asparagi a scelta, verdi, bianchi o misti,
  • 2 uova,
  • 150 di panna,
  • prosciutto cotto a piacere, (in un’altra ho usato soltanto taleggio),
  • una noce di burro,
  • sale,
  • pepe verde.

collage torta salata asparagi-001

Come fare:

eliminare la parte coriacea degli asparagi, mettere da parte le punte e tagliare i gambi a pezzi non troppo piccoli che cuoceremo a vapore lasciandoli al dente.

Sciogliere il burro in una padella e far insaporire gli asparagi, salare, pepare e toglierli dal fuoco.

Nella terrina sbattere leggermente con la forchetta le uova con la panna, il sale ed il pepe.

Stendere la sfoglia nella teglia, bucherellare il fondo (senza andare oltre), disporre gli asparagi mescolati al prosciutto cotto, distribuire il composto di uova, ripiegare la pasta e decorare con le punte di asparago.

Infornare a 200°C. per 35/40 minuti fino a doratura.

torta salata asparagi fetta1-001

Buon maggio a tutti.


Aveyron farçous all’acetosa e borragine.

farçous a cuoricino

Non parlo il francese, purtroppo, come, purtroppo non parlo nessuna lingua, mi arrabatto con lo sloveno, il croato, l’inglese, il tedesco, ma solo per poter “sopravvivere” se mi si ferma la macchina in uno dei paesi nei quali si parla una di queste lingue.

Ma ho la fortuna che, quando si mangia non si parla, è una delle prime cose che mi hanno insegnato da piccola: non parlare con la bocca piena quindi, lasciamo parlare le papille gustative, loro non mentono…

Questa ricetta proviene dall’ Aveyron, una piccola regione della Francia meridionale, è suddivisa in Cantoni, come la Svizzera, per intenderci e prende il nome dal fiume omonimo che la attraversa.

Io amo la Francia, ho avuto la fortuna di andarci negli anni in cui correvo in MTB che, si sa, è la bicicletta da montagna e quindi, i percorsi sono off road ed offrono la possibilità di godere, ovunque tu sia,  di una natura straordinaria.

Ora che ci penso provo ancora l’emozione di quando, in una lontana estate del 1993 corsi in Provenza, i sentieri terrosi e polverosi,  la sensazione di trovarmi nel Grand Canyon.

Il tifo dei Francesi, che nelle occasioni sportive premiano la persona e non la sua provenienza, rendeva sopportabile la fatica e mi regalava l’ energia sufficiente per continuare la gara.

Perdonate questo fuori programma (off topic nel linguaggio del web) ma, mi conoscete ormai, sono fatta così…

Questa ricetta può ricordare i pancake, delle fritelline, o i famosi blinis, in fondo sempre di uova, latte e farina parliamo ed in questo caso la ricetta prevede le erbe, solitamente biete e prezzemolo.

Esiste anche la versione con la carne, prosciutto, pancetta ecc. , io ho optato per tutti e due, così una frittellina o due diventano un pasto unico, basta aggiungere un’insalatina ed il pranzo è pronto, ottimo anche come schiscetta o bento o, come diciamo o a Trieste: ala vecia, in un bussolotto  messo nello zaino e via a far una scarpinada in Val Rosandra

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Acetosa.

Al posto delle biete e prezzemolo ho messo l’acetosa (foto fatta a marzo), un’erba che si chiama così proprio perchè sa di aceto; mi hanno raccontato che un tempo i bambini, che non stavano davanti al pc ma andavano a giocare nei campi (n.d.r.), ad un certo punto, avendo sete, per calmarla succhiavano le spighe di questa pianta (ne vedete una nella foto del piatto) e riprendevano a giocare.

Le foglioline che vedete nella foto si possono anche mettere crude nelle insalate o nelle frittate, come in questo caso.

La mia borragine-001

La seconda erba che ho scelto è la borragine, questa della foto risale a marzo, quella sotto all’altra sera.

la mia borragine dopo qualche giorno-001

I farçous originali assomigliano come forma a dei piccoli hamburger io, ho fatto, al solito, un cuoricino con quella formina apposita che si adopera per dare una forma all’uovo all’occhio di bue:

formina per farçous-001

Ingredienti:

  • 125 ml di latte (se siete intolleranti va bene anche quello di soia),
  • 50 g. di farina (se siete celiaci va bene una di grano saraceno con spiga, mi raccomando o quella di ceci),
  • 1 mazzetto di foglie di acetosa e di borragine,
  • 1 uovo,
  • 1 piccolo scalogno,
  • pepe verde macinato,
  • 1 fettina di spalla cotta (per i vegetariani omettere),
  • sale affumicato (scelta personale).

Formina per farçous1-001

Come fare:

in una ciotola, sbattere l’uovo, aggiungere la farina setacciata, il sale ed il pepe; aggiungere il latte a poco a poco, amalgamare bene la pastella e riporla in frigo per 1 ora.

Nel frattempo lavare le erbe, asciugarle e tritarle, tritare lo scalogno io, dal momento che va crudo nell’impasto, ho preferito grattugiarlo, ho grattugiato anche la fettina di spalla cotta.

Unire tutto alla pastella, mescolare e versarne 2 cucchiai (per la forma classica) in una padella antiaderente (io di ghisa) leggermente unta d’olio o, come me, in una formina (ce ne sono di vari tipi).

Cuocere 2/3 minuti per lato se li fate piccoli, per il cuore ci sono voluti 6 minuti per lato (va unto anche il bordo interno dello stampino per poterlo sformare e girare).

Ecco il farçous pronto da servire:

Cuore di farçous -001

Buona domenica a tutti:


Sformatino di Patate con Fave e Alpentilsiter e addio Mister Krups.

Robot da cucina

Foto dal web

Ti avevo scelto tra molti, quasi 30 anni fa, insieme abbiamo montato albumi, panna, abbiamo fatto la maionese, salse, impasti, abbiamo tritato frutta secca, per non parlare delle Fave Triestine o i Biscottini di Nigella.

Ogni tanto provavamo a fare qualche ricetta del suo ricettario: la torta di rabarbaro, le cialde ecc.

Eri sempre pronto a darmi una mano, mi hai seguita in tutti i miei spostamenti e con l’età ti eri un pò acciaccato, cadi oggi, cadi domani, il coperchio ne aveva sofferto ma non ti sei mai fermato, fino a l’altra sera quando io, imprudente perchè, pur sapendo che il coperchio andava tenuto,  mi sono distratta e così, il pezzetto di Sbrinz ha fatto leva e si è rotto il perno che supportava le lame.

A nulla sono valse le corse da una parte all’altra della città per rianimarti: non c’è più nulla da fare, la risposta, ma il motore funziona dico io scoraggiata… Si, ma non si trovano più i ricambi, sa, dopo trent’anni.

Addio Miser Krups, ello ha voluto che ti sostituissi subito, mi ha vista triste e malinconica, tu lo sai che con te se ne va un altro pezzo della mia vita, 30 anni non sono mica uno scherzo.

Quando ti ho visto in negozio mi avevano detto: è il modello base, non ha questo, non ha quello ma io ormai mi ero innamorata e volevo solo te, senza altri accessori: spremiagrumi, bicchiere per i frullati ecc.

Mister Kenwood li ha tutti, comprese le fruste elettriche, utili se devo fare un Pan di Spagna che richiede una lunga lavorazione delle uova, ma avrà la costanza e pazienza di stare con me altri 30 anni?

Oggi gli elettrodomestici vengono costruiti con altri criteri, pensa se durassero tutti 30 anni, le fabbriche non produrrebbero e i negozi chiuderebbero.

Fra 30 anni avrò quasi 90 anni e chissà se ci sarò ancora e se avrò la capacità e lucidità di adoperare un robot da cucina, staremo a vedere.

Addio Mister Krups ♥

Sformatino di patate, fave e alpentiltiser-001n

Ora la ricetta di Pasqua, ancora uno sformatino, il procedimento è lo stesso dello sformatino precedente con la variante della purea di fave abbinata al formaggio Alpentilsiter, un formaggio Svizzero che ho scelto al posto del pecorino che andrebbe, per tradizione, abbinato alle fave.

Avevo ancora un pezzetto di questo formaggio che, per sapore e consistenza si sposa bene con le fave e non fa rimpiangere il suo legittimo sposo che è il pecorino.

Da noi le fave sono arrivate da poco, non fanno parte della nostra cultura gastronomica anche perchè qui il clima è diverso e la riuscita della sua  coltivazione improbabile.

Lo dico con cognizione di causa perchè ho tentato varie volte, nell’orto dello zio, di seminarle ma l’umidità dell’atmosfera e del terreno hanno favorito la comparsa di parassiti (pidocchi) vanificando i miei vari tentativi

aglio selvatico1-001

Aglio selvatico

Ingredienti per 2 sformatini (alcune dosi non sono indicate perchè vanno dosate al momento):

  • 2 patate medie,
  • le fave ricavate da 500 g. di bacelli freschi,
  • qualche filo di aglio selvatico (raccolto nei campi),
  • olio evo,
  • 50 g. di Alpentiltiser grattugiato finemente,
  • crema di latte,
  • sale,
  • pepe verde,
  • burro per ungere gli stampini,
  • 1 uovo sodo per la decorazione più 4 fave.

collage sformatino patate fave-001

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

sbucciare le patate, lavarle e, con la lama apposita del robot, quella con lo spessore più sottile, tagliarle a fettine.

Sbollentarle per qualche minuto, NON SALARE L’ACQUA sennò si spatasciano, devono semplicemente diventare elastiche.

Scolarle ed immergerle in acqua fredda, scolarle nuovamente ed asciugarle bene, farle riposare qualche ora.

Sgranare le fave e metterle in un padella con l’olio evo e l’aglio selvatico, rosolare qualche minuto ed aggiungere qualche cucchiaio di brodo vegetale, riprendere i bollore, coprire e continuare la cottura fino ad ammorbidirle.

Frullare grossolanamente col Minipimer ed unire il formaggio grattugiato finemente e, solo ora, aggiustare di sale.

Mettere un cerchio di carta forno sulla base delle coccottine ed imburrare bene le pareti, foderarle con le fette di patate, iniziare con uno strato di purea di fave e formaggio ed alternare patate e purea di fave fino ad esaurimento.

Essendo la purea piuttosto consistente, dopo ogni strato aggiungo la crema di latte e sopra il pepe.

Prima di richiudere con le patate versare ancora un po’ di miscela di crema di latte, coprire con un foglio di stagnola ed infornare per 1 ora.

Eliminare la stagnola e continuare la cottura per altri 20/30 minuti, far raffreddare qualche minuto prima di sformarli.

Decorare a piacere, se vi va, con una fondutina leggera, io ho optato per una mimosa d’uovo, fatta con l’uovo  sodo passato al setaccio e qualche fava come fossero ovetti.

Sformatino patate fave interno-001

E con questa semplice ricetta mi congedo da voi augurandovi Buona Pasqua.


Fagiolini avvolti in sciarpa croccante di Sbrinz.

fagiolini imbacuccati alto-002

Vi ho parlato spesso di Milva, di quanto lavori e con quanto amore lo faccia.

Sono andata a trovarla  ed ho visto questa cassettina di fagiolini:

fagiolini cassetta Milva-001

e mi è venuta un’idea:

Lampadina impolverata-001

L’idea, per dire la verità l’ho rubata a ello, infatti è lui che mi ha insegnato questa leccornia.

Un giorno mi ha detto: perchè non fai i fagiolini come li facevano a Pioverno (Venzone/Gemona)?

Fai rosolare nel burro un pò di cipolla (lui ha aggiunto anche di bruciacchiare il burro ma io mi sono opposta ) unisci i fagiolini lessati, alla fine aggiungi una bella manciata di formaggio e una grattugiata di pepe.

E così ho fatto (in questo caso ho omesso la cipolla).

Ingredienti:

  • fagiolini a piacere, lessati al dente in acqua salata,
  • burro chiarificato ma potete adoperare anche quello di soia, se vi va,
  • SBRINZ DOP gratuggiato (per chi non l’avesse Parmigiano o formaggio stagionato a piacere) anche per la sciarpa,
  • pepe (verde),
  • sale se occorre.
fagiolini tegame-001
Il procedimento lo trovate sottolineato in corsivo/grassetto più su, io aggiungo quello per la cialdina:

io ho adopero un tegame di ghisa, l’ ho riscaldato bene ed ho  cosparso il fondo con una manciata di SBRINZ DOP grattugiato, ho abbassato la fiamma e l’ho lasciato amalgamare.

Quando la cialda era ancora morbido (in questo caso, senza farina di mais, la cialda è elastica e si riesce a modellare) ne ho ricavato 2 rettangoli che ho avvolto attorno ad un cilindro (quello per i cannoli) e, dopo aver sfilato le “sciarpe le ho riempite con i fagiolini.

Può essere un’idea per un antipasto, per avere un effetto cromatico migliore di questo potete lessare i fagiolini come sopra, metterli in acqua fredda per conservarne il colore e condirli a freddo o tiepido.

Fagiolini vestiti con cialda di Sbrinz brochure-001


Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggio da riscoprire.

torta salata cavolo rapa-004

Lo chef Carmelo Chiaramonte (che mi piace assai) non approverebbe, lo so, perchè quando  su Sky gli domandano: prodotto detestato, lui, senza esitare risponde: il Cavolo Rapa… Vabbè nessuno è perfetto

Il Cavolo Rapa è un tipino originale, dalla forma stravagante ed il sapore che ricorda la rapa, appunto.

Il sapore della rapa si percepisce ed è certamente la causa dell’impopolarità di questo bellissimo ortaggio.

In Austria, passeggiando,  essendo il cavolo rapa coltivabile tutto l’anno, è facilissimo vederlo  negli orti di casa:

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Orto Austria con cavolo rapa viola

Le qualità  e proprietà organolettiche le trovate nel pdf cavolo rapa, oggi, dato che la ricetta è semplicissima e vista la tendenza a volersi ricavare uno spazio per l’orto, scriverò qualcosa su come poterlo coltivare da soli, magari in un’aiuola.

Caratteristica fondamentale di questo ortaggio è quella di evidenziare un ingrossamento anche molto accentuato del fusto o torso (asse epicotile) di forma sferica più o meno regolare in corrispondenza della zona del colletto.

Questa palla globosa di colore verde o violetto più o meno intenso, sulla quale si inseriscono foglie non molto sviluppate in lunghezza ed in numero limitato, rappresenta la parte commestibile.

Il Cavolo Rapa predelige il clima temperato ma in “Famiglia” (Cruciferae) è quello che resiste meglio al freddo.

Non ha preferenze di terreno, l’importante che sia fresco e ben drenato, non ama i ristagni d’acqua.

Si può coltivare tutto l’anno, sia in semenzaio che in campo, nei periodi più freddi è consigliato un riparo ed un terreno “caldo”.

Il seme germoglia in 6/7 giorni, quando ha 2/3 foglie si trapianta facendo attenzione a non superare il colletto perchè la crescita sarebbe compromessa

Quando saranno spuntate altre 2/3 foglie si può metterle definitivamente a dimora alla distanza di 25/30 cm tra piantina e 30/40 tra le file.

Le irrigazioni o, nel nostro caso “casalingo” annaffiature, devono essere regolari, il terreno deve rimanere umido.

Se passa troppo tempo tra un’annaffiatura e l’altra il Cavolo rapa diventa fibroso e riporta spaccature, in questo caso la commestibilità si riduce a cibo per  bestiame (questo succede nelle grandi produzioni).

Si conservano al fresco, in casse con torba o sabbia umida (come si fa con le patate e funziona perchè non germogliano) oppure avvolgendo i Cavoli Rapa in sacchetti di plastica o film di paraffina e posti in frigorifero a 3/4 °C.

In questo modo si conservano per mesi.

Le Cultivar sono 2:

peperoni e cavolorapa

Bianco Delicatezza: torsa o tubero di media dimensione, rotondeggiande, verde biancastra, solida, resistente alle spaccature, con fogliame eretto.

Mezzo-precoce, indicato per colture estive-autunnali.

cavolo rapa viola Austria1-001

Di Vienna Violetto: pianta di taglia media con fogliame viola intenso, torsa o tubero rotondeggiante, appiattito, viola.

Precoce, si adatta alla forzatura in serra o sotto tunnel.

Ora la ricetta, come ho scritto, semplicissima, io ho messo la salsiccia affumicata di Sauris, voi potete aggiungere speck, prosciutto cotto affumicato (l’affumicato ci sta benissimo col Cavolo Rapa), fate come vi piace di pù.

torta salata cavolo rapa da infornare2-001

Ingredienti per una tortiera di Ø 24 cm.:

  • 1 base rotonda di pasta sfoglia (io ho adopoperato quella light),
  • 3 cavoli rapa pelati e tagliati a quadretti,
  • 2 scalogni piccoli,
  • 1 salsiccia affumicata di Sauris,
  • 1 cucchiaio di olio evo,
  • 2 uova,
  • 1 dl di latte di soia (o quello che adoperate al solito),
  • 1 cucchiaio abbondante di panna acida,
  • pepe verde macinato,
  • sale,
  • fili di erba cipollina per decorare.
interno torta salata con cavolo rapa-001

Come fare:

affettare gli scalogni e rosolarli in olio evo, unire i pezzetti di cavolo rapa e far insaporire, aggiungere la salsiccia spezzettata (questa qualità non la sgrasso perchè, essendo più stagionata è più “magra”), mescolare, se vi piace potete sfumare con poco BUON vino bianco (io lo “fiammo”).

Coprire e continuare la cottura, il cavolo deve rimanere croccante, far raffreddare.

Stendere la sfoglia, bucherellarla, ed inserire il ripieno mescolato alle uova sbattute, la panna acida, il pepe, aggiustare di sale se necessario

Se vi piace potete aggiugere parmigiano grattugiato o ricotta affumicata ma sarebbe un di più.

fetta (mangiata) torta salata cavolo rapa-001

Con questa torta salata e con un pò di informazioni sul Cavolo Rapa che o si ama o si odia (spero lo amino più persone possibili perchè tutti i Cavoli fanno bene).


Sformatini multicolor di zucchine, melanzane, carote.

Sformatino di verdure e zucchine-001

Ingredienti per uno sformatino:

  • 3 zucchine piccole frschissime,
  • 1 melanzana piccola,
  • 1 carota piccola,
  • 3 pomodori rossi maturi,
  • foglioline di basilico fresco,
  • 1 spicchio d’aglio (metà per la melanzana, metà per le zucchine),
  • pinoli tostati,
  • fiocchi di lievito di birra,
  • sale affumicato,
  • pepe verde,
  • olio EVO.

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Incidere a croce la buccia dei pomodori e sbollentarli per pochi secondi in acqua bollente, pelarli, eliminare i semi e l’acqua di vegetazione, tritare la polpa.

Sbucciare le melanzane con il pelapatate ed ottenere dalla buccia delle striscioline che sbollenteremo (per ultime!!!) in acqua salata per la decorazione.

verdure per sformatini-001

Tagliare la polpa della melanzana a cubetti piccolissimi (se le melanzane sono fresche non necessitano del solito riposo sotto sale) e cuocerla in un tegame con l’olio, mezzo spicchio d’aglio (che poi toglieremo) la polpa di pomodoro, aggiungere qualche fogliolina di basilico spezzettato, cuocere a fuoco vivace per qualche minuto, salare e pepare.

Togliere le melanzane e mettere nello stesso tegame aggiungendo un filo d’olio e il mezzo spicchio d’aglio avanzato, le zucchine pelate (come si è fatto per le melanzane, conservare le striscioline di buccia  più qualche strisciolina di polpa e sbollentarle per 1 minuto per renderle elastiche e tagliarle a rondelle sottili, aggiungere le foglioline di basilico e rosolare per pochi minuti, devono rimanere croccanti, aggiustare di sale e pepe.

sformatino di verdure da infornare-001

Ricavare dalla carota altre striscioline per la decorazione, queste richiedono qualche minuto in più di sbollentatura.

Man mano che avrete sbollentato le striscioline di verdura appoggiarle su una carta assorbente, ungere lo stampino e formare una corolla alternando i colori a piacere, fare uno strato con le melanzane, uno con le zucchine, qualche pinolo ed una spolverata di fiocchi di lievito, continuare alternando e terminare con le zucchine, qualche pinolo.

Cuocere in forno a bagnomaria a 180°C. per 30 minuti. sfornare, lasciar intiepidire e sformare su un piatto, condire con un filo d’olio EVO e spolverizzare con i fiocchi di lievito, una bontà.

sformatino verdure zucchine interno-002


Verzottini all’aceto balsamico di mele, kümmel e biglie di formaggio di capra aromatizzate, dal campo al Sacchetto.

verzuttini e biglie di formaggiosi-001

Verzottini all’aceto balsamico di mele, kümmel e biglie di formaggio di capra aromatizzate.

30 blogger, 30 giorni, 30 ricette, una al giorno, per scoprire fino a che punto possano arrivare la fantasia di chi cucina e la versatilità dei sacchetti forno Cuki , tutto reso ancora più stimolante da una Spezia a sorpresa Cannamela che non si conoscerà fino all’arrivo del pacco.

Aderire per me è stata una passeggiata, i sacchetti li conoscevo e già li adoperavo, unicamente per i fuselli di pollo però.

Ho aspettato che arrivasse il pacco perchè tutto sarebbe dipeso dalla Spezia misteriosa e, quando ho visto che la mia spezia era il kümmel  beh, le mie origini Mitteleuropee si sono risvegliate e, vedendo la fila di verzottini nel campo di Milva ho deciso cosa preparare, ne ho raccolto uno, l’ho portato a casa, l’ho liberato delle foglie rovinate (non usa diserbanti e si evince dall’aspetto delle foglie mangiucchiate) e mi sono messa all’opera.

Collage verzottini-001

Ingredienti per il verzottino:

  • 300 g. di verzottino tagliato sottile con l’affettatrice (o a mano se non l’avete),
  • 1 cucchiaino di kümmel tostato e schiacciato nel mortaio,
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico di mele che, per sicurezza, ho fiammato per eliminare l’eventuale presenza di alcool (è sconsigliata l’introduzione di elementi a contenuto alcoolico),
  • un pizzico di aglio in fiocchi,
  • sale affumicato,
  • pepe verde,
  • olio EVO a fine cottura.

Collage kummel biglie formaggio-001

Ingredienti per le biglie di formaggio:

  • la proporzione è 1/3 di formaggio tenero di capra e 2/3 di ricotta di capra,
  • kümmel in povere ottenuta con il macinino da caffè,
  • semi di kümmel interi per decorare.

Collage verzottino-001

Come preparare il verzottino:

preriscaldare il forno (ventilato) a 199°C..

Dopo aver eliminato le foglie rovinate, lavarlo, asciugarlo e tagliarlo sottile, metterlo in una terrina e condirlo con gli ingredienti nella lista meno l’olio EVO, far riposare in frigorifero per 10 minuti.

Inserire nel sacchetto Cuki e cuocere per 10 minuti, estrarre il sacchetto (dentro una pirofila) e scuoterlo per mescolare, continuare la cottura per altri 10 minuti, aprire il sacchetto e lasciare ancora 5 minuti.

Condire in una terrina con l’olio EVO a crudo e porzionare, accompagnare con le biglie di formaggio.

Come preparare le biglie di formaggio:

setacciare la ricotta col formaggio di capra, inumire le mani e formare le biglie, qualcuna decorarla con i semi, le altre rotolarle senza eccedere nella polvere di kümmel per dar loro l’aspetto di un tartufino.

verzuttini  biglie di formaggio cuki e kummel-001

Buona giornata.


Mazze di tamburo impanate e prezzemolo fritto.

Collage mazze di tamburo-001

Mazze di tamburo freschissime, una chiusa (dalla forma si evince perchè si chiami così) e una aperta.

Aggiungo una foto di un fungo che, se non li conoscete, potreste confondere con la mazza di tamburo: è il Fungo dell’inchiostro (coprinus comatus), è commestibile se fresco, ma ve ne accorgerete perchè con il tempo si deteriora e rilascia un liquido nero che veniva adoperato come inchiostro.

Fungo dell'inchiostro

A sx il fungo giovane a dx il fungo che sta per deteriorarsi.

Non credo che il suo aspetto nella fase di deterioramento potrebbe ingolosire qualcuno però non si sa mai, meglio essere prudenti e dare le informazioni giuste (cliccando sulla foto arriverete al sito dal quale ho preso la foto).

Portiamoci avanti, sì, tra poco andremo in vacanza, chi al mare e chi ai monti (io ai monti) e col fresco e la rugiada del mattino io partirò alla ricerca del fungo perduto che, come spesso mi succede, troverò e porterò in albergo per il consueto trattamento di essicazione e l’ultimo giorno raccolto per il consumo della cena a casa.

Certo che, dopo aver pubblicato dei sanissimi, buonissimi biscotti tutti naturali oggi esco con queste mazze di tamburo impanate e fritte ma, l’avevo detto che non sono né carne né pesce e da me potete aspettarvi di tutto e di più, per non parlare del post che ho in programma, all’occhio

Se siete più virtuose/i di me, potete farle al forno a 180°C. (ventilato) 200°C. statico), impanandole allo stesso modo, appoggiandole su una carta forno che avrete oliato per evitare di ungerle quando le capovolgete, dopo 10 minuti girarle e terminare la cottura fino a doratura, potete farle anche alla griglia e servirle con una salsina all’aglio e prezzemolo o gratinate come si fa con le cappesante o i pomodori, riempite con pangrattato, parmigiano, aglio, prezzemolo.

Ma noi, oggi, andiamo in cucina a friggere.

mazze di tamburo che friggono-001

Io scrivo gli ingredienti ma calcolateli a seconda della quantità di funghi che avrete a disposizione,  io faccio una doppia panatura, quindi l’uovo dovrà essere abbondante in quanto nella seconda fase dell’impanatura verrà assorbito parecchio.

Ingredienti:

  • mazze di tamburo freschissime,
  • farina,
  • uova,
  • pane grattugiato preferibilmente fatto da voi,
  • sale,
  • pepe verde macinato,
  • prezzemolo tritato per la panatura e in foglie per la decorazione fritta,
  • abbondante olio di arachidi per friggere.

mazze di tamburo da friggere-001

Come fare:

eliminare il gambo e pulire delicatamente con  carta da cucina inumidita i funghi e, a seconda della loro grandezza porzionarli.

Passarli nella farina, scuotendoli dall’eccesso, immergerli nell’uovo (io metto sale e pepe già nell’uovo) e nel pane grattugiato al prezzemolo  facendolo aderire bene, ripetere l’operazione e continuare fino ad esaurimento dei funghi (se vi avanza qualcosa potete fare una specie di panella).

Friggere in abbondante olio di arachide, se avete un termometro evitate che l’olio superi i 170°C, girarli una volta ed appoggiarli sulla carta assorbente, se non mettete il sale nell’uovo salate a questo punto.

Come fare il prezzemolo fritto:

potrebbe sembrare semplice ma non lo è o almeno non lo era fintanto sono andata a mangiare in un ristorante a Sauris ed ho avuto la sfacciataggine di chiedere al cuoco il procedimento.

L’avevo sempre visto soltanto a Villaco dove lo presentano assieme al pollo fritto in un cestino di vimini e, pur essendo a pochi kilometri dall’Italia ci fosse un abitante di Villaco che spiaccichi una parola d’italiano.

Il segreto è, lavarlo, asciugarlo bene, metterlo in una schiumarola ed immergerlo il tempo di dire “ti amo” a chi vi sta vicino.

mazze di tamburo impanate prezzemolo-001

Bene, avete preparato panini, tramezzini, casse di birra, brocche di sangria ghiacciata, gelati, giochi per i bambini che non distraggano il tifo?

Avete coperto il pavimento nella sala tv con cuscini comodi da usare anche per il dopo gara per una battaglia a cuscinate?

Io non sono tifosa ma, dal momento che non abbiamo altre soddisfazioni, ben venga un titolo europeo… Donne, mi raccomando non scioglietevi di fronte alla tartaruga del balotell.

N.B.: sostituendo la farina ed il pane grattugiato con prodotti senza glutine questi funghi possono essere gustati anche dalle persone celiache.


Crumble di Asparagi, Crumble di zucchine: sotto i Crumble un mondo.

collage crumble asparagi canestro-001 

Volevo farne uno un pò scenografico ma dal momento che alla fine viene tutto coperto non vale la pena ingegnarsi.

Per chi ama le sorprese il crumble è perfetto.

I due crumble che presento oggi li ho trovati su quelle schede del giornale Elle (quelle che mi mette da parte la mia parrucchiera ), solitamente sono la presentazione di qualche libro e le foto sempre meravigliose,  asparagi e zucchine sembrano crudi (e forse lo erano) ma sono esigenze di copione.

Un  appunto devo farlo per quanto riguarda il procedimento sulle briciole di quello agli asparagi, io ho risolto a modo mio ma credo ci sia qualche inesattezza.*

Iniziamo proprio da quello agli asparagi che avevo fatto tempo addietro con degli asparagi raccolti la mattina stessa da una contadina.

crumble asparagi prosciutto pronto-001 

Ingredienti per 2 persone:

  • 300 grammi di asparagi verdi,
  • 2 fette di prosciutto di Sauris,
  • olio EVO,
  • sale.
asparagi verdi nel cit-001 

i miei asparagi, essendo sottili e freschissimi non li ho pelati, ho eliminato soltanto la parte finale e li ho cotti nell’asparagera per 5 minuti (se sono più grossi 8/10).

Scolarli ed appoggiarli sulla carta assorbente, ungere un piatto o una pirofila da forno, disporre il prosciutto tra gli asparagi, spennellare con l’olio e disporre le briciole, infornare per 5/10 minuti (io 10).

asparagi verdi-001 

  • 40 g. di mollica di pane ai cereali raffermo,
  • 30 g. di burro,
  • 40 g. di parmigiano reggiano grattugiato,
  • 1 cucchiaio di olio EVO.

Come preparare le briciole:

scaldare il forno a 180°C. e rivestire una teglia con la carta forno, tritare la mollica con il robot, unire il parmigiano, il burro a pezzetti e l’olio.

Mescolare con la punta delle dita e stendere il composto sulla teglia, infornare e cuocere per 10 minuti.

crumble asparagi prosciutto da infornare-002 

Qui la mia osservazione: il calore del forno scioglie il burro e il parmigiano e si forma in pratica una cialda compatta.

*Io ho fatto raffreddare tutto, ho spezzato la cialda e l’ho rimessa nel robot assieme ad altro pane raffermo ed ho ottenuto le briciole, ho ottenuto un buon risultato ugualmente ma mi sfugge qualcosa, avete un’idea per migliorare il procedimento?

crumble zucchine da infornare-002 

Crumble di zucchine e formaggio di capra.

Ingredienti per 2 persone:

  • 400 g. di zucchine piccole,
  • 2 cucchiai di basilico fresco tritato,
  • formaggio fresco di capra a piacere,
  • olio EVO,
  • sale (affumicato),
  • pepe verde.

Come preparare le zucchine:

dopo aver lavato e asciugato le zucchine, eliminare le estremità e tagliarle a rondelle.

Ungere il piatto o la pirofila da forno, disporre le zucchine, il formaggio, se lo adoperate, e cospargere con il basilico tritato.

Salare, pepare e coprire con le briciole, infornare per 20/25 minuti.

Ingredienti per le briciole:

  • 40 g. di burro,
  • 50 g. di farina,
  • 2 cucchiai di pane grattugiato,
  • 30 g. di pinoli,
  • 1 cucchiaio di olio EVO,
  • sale q.b.

Come preparare le briciole:

in una ciotola mescolare il pane grattugiato, la farina e il sale, incorporare il burro tagliato a pezzetti e l’olio, mescolare con la punta delle dita ed aggiungere i pinoli.

crumble zucchine formaggio capra-001 

Buona giornata a tutte/i


Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica.

torta zucchine fiori1-001 

Questa ricetta l’avevo presentata per un concorso nel 2009, ieri l’ho rifatta, complici delle splendide zucchine piccole appena raccolte nel campo di Milva, ieri ho cambiato tipo di formaggio adoperando della Fontina Valdostana (no Fontal) ed ho variato i tempi di cottura avendo, pur con lo stesso peso, un volume più grande.

zucchine-001 

Ingredienti per una teglia da Ø 24 cm.:

  • 1 kg. di zucchine piccole con i fiori (devono, ovviamente, essere freschissime),
  • 5 cipollotti ( o cipolle bianche),
  • 2 uova,
  • 2 cucchiai di panna o latte se preferite, io ho usato quella di soia,
  • 100 g.di Fontina Valdostana che potete sostituire con il formaggio che vi piace (anche tofu affumicato), nella prima versione ho adoperato della provola affumicata che con le zucchine ci sta proprio bene,
  • semi di zucca tritati per la teglia (se le zucchine sono più grandi adoperate il pane grattugiato che, in cottura, assorbirà il liquido in eccesso),
  • olio EVO,
  • sale affumicato,
  • pepe verde.

Collage torta zucchine-001 

Come fare:

grattugiare con la grattugia grossa il formaggio, tagliare a rondelle sottili le zucchine, io ho adoperato il robot ma va bene anche la mandolina, tagliare a rondelle anche i cipollotti (o cipolle) e, quest’ultimi fateli appassire a fuoco basso in un tegame con olio evo assieme ai fiori delle zucchine (privati del pistillo) sminuzzati grossolanamente e cuocere per c.ca 15 minuti (le cipolle non devono colorarsi), aggiustare di sale e pepe.

Ungere la tortiera e cospargerla con i semi di zucca o, pane grattugiato (se siete celiaci adoperate quello da prontuario), fare uno strato con le zucchine crude e seguire con qualche cucchiaio del composto di cipollotto con i fiori di zucca ed il formaggio, continuare con gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti.

torta zucchine interno-001 

Infornare a 180° per 30 minuti, dopo questo tempo estraete la torta e cospargerla col composto di panna o latte e uova,  infornare ancora per altri 30 minuti, far intiepidire prima di sformarla, ottima anche mangiata fredda.

Una piccola nota, la prossima volta aumento un pò la cottura ed aggiungo un pò di formaggio nel composto di panna-uova per ottenere una crosticina sempre gradevole agli occhi e al palato.

Torta zucchine fetta1-001 

Si può accompagnare con una salsina alla menta, fatta usando foglioline di menta fresca, qualche pinolo, poco succo di limone (o lime), olio evo, sale affumicato e pepe, per vederla vi lascio questo mio carpaccio di zucchine, basta cliccare sulla foto:

Torta di zucchine: solo piccole, freschissime meravigliose zucchine per una torta fantastica e… Conta sul mio affetto…


Petto di pollo alle pesche Tabacchiere.

É ancora presto per trovare le Pesche Tabacchiere ma oggi ho cercato qualcosa nel mio archivio per l’ aggiornamento, ieri ho fatto un “reblog” di un post di Fausta, l’ho trovato pacato, ha saputo dire senza dire, dal canto mio ho dovuto subirmi  la parata dove gli sforzi per farla diventare utile ed indispensabile…hanno rasentato il ridicolo, non posso fare a meno di pensare alla frase di  Maria Antonietta: se non hanno pane che mangino le brioche!!

Ma oggi niente brioche, oggi si mangia il Petto di pollo alle pesche tabacchiere o Saturnine, la ricetta trovata sul libro “1000 ricette con la frutta” consiglia le pesche nettarine, in qualsiasi caso devono essere pesche sode.

Ingredienti per 2 persone:

  • 1 petto di pollo (doppio),
  • 2 pesche Tabacchiere (o nettarine),
  • farina,
  • 1 cucchiaino di miele,
  • 1 cucchiaino di senape al dragoncello (o quella che desiderate purchè sia dolce),
  • qualche cucchiaio di panna (di soia),
  • 1 cucchiaio d’olio evo,
  • 1 noce di burro (di soia),
  • 1 cucchiaio di aceto di mele,
  • sale,
  • pepe (rosa).

Come fare:

dividere a metà il petto di pollo, strofinare le 2 parti con sale e pepe, infarinare e rosolare in padella con l’olio e burro, appena sarà rosolata una parte, girare ed unire le pesche pelate e tagliate a spicchi, coprir e stufare per una decina di minuti.

Spennellare i petti con la senape e spruzzarli con l’aceto di mele, aggiungere il miele e la panna, coprire e cuocere ancora per 10 minuti.

Per oggi è tutto, vi auguro una splendida domenica :-)


Bocconcini di vitello alle fragole.

Bocconcini vitello alle fragole

Non ci crederete ma sto ancora preparando il post sulla passeggiata nei campi con annesso laboratorio e degustazione di sabato scorso perchè attendo qualche foto bella fatta da Joel il delizioso cameriere-fotografo del Ristorante agli Amici di Godia

Nel frattempo ho cucinato qualcosina, ho realizzato piatti che da tempo avevo nel cuore e nella mente, ho ascoltato il cuculo, ho dormito poco per il caldo, ho coccolato Perla ed Ello oppure  Ello e Perla ;-)

Tra questo qualcosina ci sono questi bocconcini di vitello alle fragole.

Non mangio molta carne però qualcosina si, però dev’ essere tenera, poca e cucinata in maniera sfiziosa e magari colorata, esattamente così come questa che è anche senza glutine perchè ho infarinato la carne nella farina di riso.

Io ho adoperato il burro di soia ma voi potete usare farina normale, burro chiarificato, olio evo, fate come più vi piace, anche le scaloppine potete lasciarle semplicemente come sono, l’importante è batterle per renderle sottili.

Ingredienti per una persona:

  • 3 bocconcini ricavati con un coppapasta da 2 scaloppine battute col batticarne,
  • farina di riso,
  • burro di soia,
  • porto bianco per sfumare,
  • fragole,
  • sale,
  • pepe verde.

Come fare:

con una parte delle fragole fate una purea che passerete al colino per eliminare i semini.

Dopo aver ricavato dalle scaloppine i bocconcini, infarinarli e rosolarli nel burro (che dev’essere abbondante) da ambo i lati, sfumare con il porto bianco (se preferite vino) e, a fuoco forte far asciugare quasi del tutto il sugo.

Aggiungere la purea di fragole, salare e pepare e lasciare sul fuoco ancora qualche minuto.

Servire decorando con le fragole e buon appetito :-)


Insalata di Topinambur e Mela Kanzi: è nato un amore, anzi due.

   

Qual miglior modo  per iniziare la settimana se non parlando d’amore?

Ormai l’amore nato tra me e il topinambur è noto a tutti ed anche se tra poco dovremo separarci, la certezza che ci ritroveremo tra qualche mese rende meno doloroso il “distacco”, in questi mesi ci siamo conosciuti meglio e c’è l’affinità sufficiente per continuare a sperimentare assieme.

Un altro grande amore è quello nato in febbraio tra me e la mela Kanzi a Identità Golose e alla quale dedicherò presto un post ed una ricetta perchè di questa mela c’è molto da raccontare, ho preparato una scheda su GDF, la potete trovate qui     se volete saperne di più.

Mi dispiace che la sua presentazione, peraltro curatissima e raffinata, sia stata penalizzata (nelle presenze) dalla concomitanza, nella Sala Auditorium, dall’intervento di un attesissimo Massimo Bottura, peccato, a saperlo prima avrei scelto la presentazione della mela Kanzi,  Massimo Bottura avrei potuto conoscerlo meglio leggendo i resoconti delle altre blogger presenti.

   

Unire questi miei amori in una ricetta è stato un gioco, la ricetta di topinambur con le mele non è una mia idea, la cooperativa di piccoli produttori locali che c’è a Santa Caterina mi ha regalato un piccolo ricettario che comprende anche quest’insalata.

Ho già gustato il topinambur crudo qui , l’ho apprezzato per la digeribilità ed ho notato che a crudo  il sapore di carciofo che acquista in cottura non si percepisce affatto, non amanti del carciofo siete avvisati.

Insalata topinambur mela Kanzi part.-1   

Ingredienti x 4 persone (facilmente divisibile x 1 :-D ):

  • 400 g. di topinambur,
  • 400 g. di mele (io Kanzi per sempre),
  • 250 g. di coste di sedano tagliate a fiammifero,
  • olio evo (io olio di semi di vinacciolo per non interferire con i sapori),
  • succo di limone sia per evitare l’ossidazione dei topinambur e delle mele che per l’emulsione,
  • sale (fior di sale),
  • pepe (verde),
  • senape al dragoncello (facoltativa ma consigliata),
  • frutti di cappero (facoltativi ma  consigliati),
  • olio di semi di zucca per decorare (facoltativo),
  • prezzemolo per decorare (facoltativo).

Come fare:

lavare e spazzolare i topinambur, asciugarli ed eliminarne i bitorzoli, sbucciarli col pelapatate, sbucciare anche le mele.

Affettare sottilmente topinambur e mele con la mandolina ed irrorarli con poco succo di limone per evitare l’ossidazione.

Tagliare a fiammifero le coste di sedano, a parte preparare il condimento con olio, limone e senape, mescolare bene e condire l’insalata mescolando delicatamente, decorare con una goccia di olio di semi di zucca ed un frutto di cappero.

Nelle foto vedete la versione così descritta, ho voluto provare anche la versione con i frutti di cappero frantumati ed uniti al condimento, consiglio questa variante, se non avete i frutti di cappero potete usare i capperi normali controllando però la sapidità.

   

Vi auguro una splendida settimana.


Tagliatelle al radicchio rosso di Treviso.

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Tagliatelle al radicchio rosso tardivo di Treviso.

Ingredienti per la pasta:

  • 110 g. di farina 00,
  • 1 uovo,
  • 1 cucchiaio di succo di barbabietola,
  • 1 pizzichino-ino di sale.

Come fare la pasta:

senz’altro tutti o quasi sanno fare la pasta in casa ed ognuno può seguire il proprio metodo.

In una ciotola unire la farina, l’uovo leggermente sbattuto, il succo di barbabietola ed il sale e formare un panetto che metterete a riposare in frigorifero per 1 ora.

Alla fine del riposo, formare le tagliatelle, i puristi col mattarello, gli altri con la nonna Papera che ha sempre il suo perchè.

Ingredienti per il condimento:

  • radicchio tardivo di Treviso (solo la parte più colorata),
  • succo di barbabietola caldo,
  • olio evo caldo,
  • sale q.b.,
  • pepe verde macinato q.b.

Collage tagliatelle radicchio

Come fare:

scaldare il succo di barbabietola con l’olio evo (non far friggere) ed unirlo al radicchio, frullare e ridurre a crema, aggiustare di sale e pepe.

Il colore della pasta, nonostante la presenza del succo di barbabietola è rimasto chiaro.


Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico.

Tagliatelle grano arso1-001

Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico.

POST IN ALLESTIMENTO

Non può mancare la mia adorata farina di grano arso, il suo sapore affumicato di questa farina che solitamente viene mescolata alla farina di semola, richiede un abbinamento che ben si sposi con questa particolarità, anche in questo caso ho scelto la zucca, una semplice crema di zucca e basilico.

L’abbinamento zucca/basilico è stato casuale in quanto solitamente uso rosmarino, zenzero, cannella, salvia.

Stavo sgranocchiando la foglia di basilico superstite della bruschetta di panettone quando, simulando Nigella, ho aperto il frigo ed ho incominciato a vedere cosa potevo mangiare ancora e mi è capitata la ciotolina con la marmellata di zucca che avevo messo sopra i muffin, mi è piaciuto talmente tanto che ho spezzettato un’altra foglia di basilico e mi sono fatta un crostino con la marmellata di zucca al basilico (ho una zuccona a casa e credo che proverò a confezionarne qualche vasetto).

Ingredienti per la pasta:

  • 100 g. di farina di grano arso,
  • 1 albume,
  • 1 cucchiaino di olio evo,
  • 1 pizzichino-ino di sale.

Come fare la pasta:

senz’altro tutti o quasi sanno fare la pasta in casa ed ognuno può seguire il proprio metodo.

In una ciotola amalgamare la farina, l’albume, l’olio ed il sale; formare un panetto e far riposare in frigorifero per 1 ora, questa pasta si può preparare anche il giorno prima.

Alla fine del riposo, formare le tagliatelle, i puristi col mattarello, gli altri con la nonna Papera che ha sempre il suo perchè.

L’idea era anche di fare delle trecce e raccoglierle a chignon ma dopo la cottura non rende l’idea.

zucca-001

Ingredienti per il condimento:

  • polpa di zucca,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe verde macinato fresco,
  • basilico fresco.

Come fare il condimento:

rosolare nell’olio evo uno spicchio d’aglio vestito, uunire la zucca tagliata a dadini e continuare la cottura per far asciugare, aggiustare di sale epepe, aggiungere il basilico fresco.

Quando il condimento saràpronto frullarlo col minipimerper ottenere una crema, fatto.


Tagliatelle alla curcuma su crema di cannellini e cappesante.

Tagliatelle alla curcuma su crema di cannellini e cappesante.

Ingredienti per la pasta:

  • 97 g. di farina 00,
  • 3 g. di curcuma in polvere,
  • 1 uovo,
  • pizzichino-ino di sale.
  • 1 cucchiaino di curcuma per colorare l’acqua di cottura.

Ingredienti per il condimento:

  • fagioli cannellini lessati o in scatola,
  • brodo vegetale dei cannellini sono in scatola,
  • cappesante,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe verde macinato.

Come fare:

per la pasta il solito procedimento, per il condimento, frullare i fagioli con poca acqua di cottura (se usate quelli in scatola risciacquarli ed aggiungere brodo vegetale), olio evo, sale, pepe.

In una padella antiaderente scottare le cappesante sopra e sotto.

Io ho impiattato così per far vedere le tagliatelle ma le cappesante si possono tagliare a metà ed unirle alla crema di cannellini.


Cosa fa una Lonza nella lavastoviglie?

Ma si cuoce no?….no, non fate booh, lo so che si può farne a meno e cosa serve mettere da parte la solita pentola?

Ma pensate un momentino, non so voi ma io la lavastoviglie l’accendo la sera o la mattina presto, sono una casalinga e potrei fare  la lonza al latte nella pentola, però, dal momento che mi piace farne tante di cose e arrivo a sera che non le ho mai fatte tutte che meraviglia mettere qualche ingrediente in un vasetto ermetico, infilarlo nella lavastoviglie e, mentre le stoviglie si lavano si cuoce anche il pranzo o la cena.

Per chi lavora è un’ideona oltrechè un risparmio, ritornare dal lavoro ed avere il pranzo o la cena soltanto da riscaldare…

Non l’ho inventato io, magari!!! Tempo fa ho visto un post da Giulia e lei a sua volta citava Lisa Casali che ha pubblicato un libro “Cucinare in lavastoviglie”, io l’ho comperato e mi è subito “caduto l’occhio” sulla lonza al latte, ma ci sono un sacco di ricette e spiegazioni dettagliate su come fare, il lavaggio specifico per ogni preparazione,   il risparmio energetico, senza sottovalutare la cottura in quasi totale assenza di grassi.

 

Ma arriviamo alla ricetta.

Ingredienti per un contenitore a chiusura ermetica della capienza minima di 1,5 l.(anche vasi da conserva con tappo a vite):

  • g.700 di lonza,
  • 1/2 litro di latte,
  • 1 rametto di rosmarino,
  • 1 bacca di ginepro,
  • 1 chiodo di garofano (sostituito con qualche seme di coriandolo),
  • 1 spicchio d’aglio intero leggermente schiacciato,
  • sale,
  • pepe (io pepe verde in grani).
  • 1 cucchiaio di maizena,
  • 1/2 bicchiere di vino bianco,
  • olio extravergine d’oliva (per la rosolatura finale),

Come fare:

legare la lonza assieme al rametto di rosmarino ed inserirla nel vaso (avevo a disposizione uno da 2 litri), aggiungere gli altri ingredienti meno gli ultimi 3 ed inserire il vaso nella lavastoviglie (non da solo ;-) ), avviare il “lavaggio intensivo” ed andare ad occuoparsi di altro.

Terminato il ciclo estrarre il vaso e riporlo in frigorifero fino al momento dell’utilizzo (max 3 giorni).

Al momento del servizio, scolare la lonza e farla rosolare da tutti i lati in una padella con pochissimo olio, nel frattempo filtrare il latte e far addensare la salsa con la maizena, aggiungere il vino bianco e ridurre di quasi la metà.

Per questo passaggio bastano 5 minuti.

Affettare la fesa, “napparla” (che bel termine alla Masterchef ;-) ) con la salsa e servire.

Io l’ho servito con un Chutney di zucca che però non ha la consistenza della marmellata ma si presta ad essere consumato come contorno, nel link troverete la ricetta.

 

Bene, ora per un pò me ne starò al calduccio accantoalcamino a cucinare, a fare esperimenti e ad inventarmi qualcosa di buono e di bello, mi è appena passata l’influenza e se esco rischio di prendere  colpi d’aria, e non è proprio il caso :-)


Involtini di peperone.

Involtini di peperone da infornare

Involtini di peperoni.

Non starò a scrivere le dosi, se avete 1 peperone fate 1 peperone se ne avete 100 fateli tutti non avanzeranno e non avanzerà neanche il ripieno che potrete mettere nel riso freddo, su un crostino di pane o, semplicemente, mangiarlo a cucchiaiate che è una goduria :-)

Ingredienti:

  • peperoni gialli e rossi carnosi,
  • cipollotti,
  • tonno al naturale (o sott’olio sgocciolato),
  • pecorino grattugiato (o parmigiano),
  • prezzemolo e basilico,
  • capperi (aggiunta personale),
  • pane grattugiato,
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe verde.

Come fare:

essendo questa una ricetta di Simone Rugiati della quale mi sono appropriata immediatamente per il metodo di cottura dei peperoni che evita di sporcare fornelli la condivido paro paro.

Lavare i peperoni metterli in una teglia da forno e versare acqua fino a raggiungere 1/3.

Infornare a 220°C. finchè la metà superiore dei peperoni diventa scura c.ca 20/25 minuti, girarli e terminate la cottura per altri 15/20 minuti.

Scolarli e chiuderli per un quarto d’ora in un sacchetto, alla fine spellarli sotto l’acqua fredda, dividerli a falde, togliere semi e filamenti ed asciugarli bene con la carta da cucina.

Mentre cuociono i peperoni preparare il ripieno facendo rosolare i cipollotti, senza colorirli, portarli a cottura aggiungendo poca acqua.

Nella stessa padella aggiungendo olio se necessario tostare il pangrattato mescolando per non bruciarlo.

Unire in una ciotola  i cipollotti, il tonno, il formaggio, il pangrattato, i capperi, il basilico tritato e pepe se lo usate.

Distribuire il composto sulle falde di peperone salate e pepate ed avvolgerle, fermando l’involtini con gli stecchini.

Foderare la teglia con carta forno, appoggiare gli involtini e mettere in frigorifero (si possono preparare il giorno prima).

Prima di servirli far gratinare a 220°C.

Per servirli si può fare una salsina con olio, aglio e prezzemolo oppure con olio aglio e basilico, da leccarsi i baffi.

 


Risotto ai cetrioli di Tiziana.

Quando Tiziana, tempo fa, mi mandò via mail la ricetta di questo risotto strabuzzai gli occhioni e spalancai la bocca nella classica espressione  da ebete stupita.

La ricetta rimase nel mio archivio fin l’altro giorno quando, noncurante delle voci che circolavano riguardo a questo ortaggio, andai dalla mia adorata Milvia e ne comperai 2 che aveva appena raccolto.

Conoscendo il suo sistema di coltivazione non temo nulla, soltanto i suoi 2 pastori tedeschi che vedendomi arrivare senza ossi mi guardano di storto.

Chi non conosce i cetrioli? Chi non li digerisce, chi li odia, chi li adora perchè nelle diete sono permessi in quantità quasi illimitate,  l’unica accortezza eliminare la loro acqua di vegetazione.

Io lo faccio tagliandoli con la mandolina, li salo, quando hanno perso l’acqua li risciacquo, li strizzo e li condisco con un pò di panna acida (scuola Slovena).

Le proprietà del Cetriolo:

vermifughe, antiinfiammatorie, emollienti, antipruriginose.

I principi attivi del Cetriolo:

tracce di olio essenziale, aminoacidi, vitamina C e carotene, sostanze pectiche.

Il comune Cetriolo ha proprietà diverse a seconda della parte che viene usata.

Il frutto fresco ha buone proprietà diuretiche e depurative che possono essere utilmente sfruttate bevendone direttamente il suco o consumando il frutto in insalata; la digeribilità del frutto è controversa e articolarmente difficoltosa per una buona percentuale di soggetti.

Uso cosmetico del Cetriolo:

polpa e succo possono essere applicati sulla pelle del viso e del corpo a guisa di maschera o di impacchi per schiarire, addolcire, decongestionare, idratare le pelli aride e facilmente irritabili.

Il trattamento va mantenuto per almeno un quarto d’ora.

Foto presa dal web.

Ingredienti per 2 persone:

  • 150 g. di riso carnaroli,
  • 3 cetrioli non troppo grandi,
  • 1 cipollotto bianco,
  • vino bianco (omesso),
  • 2  cucchiai colmi di Yogurt Greco,
  • olio EVO,
  • pepe verde in grani,
  • aneto.

Come fare:

tagliare a fettine molto sottili il cipollotto e metterlo in una padella (grande) con un po’ d’acqua e farlo appassire, aggiungere 2 cetrioli pelati e tagliati a dadini, l’olio, il sale e rosolare un pochino.

Inserire il riso e mescolare finchè sarà  assorbito tutto il liquido, aggiungere un po’ di vino bianco e sfumare, unire il pepe verde schiacciato nel mortaio e portare a cottura aggiungendo un po’ d’acqua o brodo vegetale.

Fuori dal fuoco inserire lo yogurt  mescolato con dell’aneto e il terzo cetriolo tagliato a fettine sottilissime senza togliere la buccia e servire.


Tortini di trifoglio con cuore di Feta.

… in sul calar del sole col suo fascio di… trifoglio…

Scusami Giacomo  se ho preso in prestito le tue parole  per introdurre questo post; se mi leggi avrai evinto che ho un’anima romantica ed un pò malinconica…

Ormai, come ho ripetuto più volte, la febbre dei tortini non accenna a diminuire e quindi ho voluto crearne uno (sempre sulla base degli altri) apposta per la raccolta di Ornella..tutto col cuoricino di feta che, prima di inserirlo nel tortino, ho fatto rotolare nei petali del fiore….

Ingredienti per 3 tortini piccoli:

  • 50 g. di foglie di trifoglio fresche,
  • 40 g. di formaggio Gouda grattugiato (sostituibile col parmigiano),
  • 1 uovo,
  • 20 g. di farina setacciata,
  • 15 g. di burro + la quantità per imburrare gli stampini,
  • maizena (per la besciamella),
  • sale, pepe (verde).

Ingredienti per i cuoricini:

  • formaggio feta,
  • poco latte per ammorbidirlo,
  • fiori di trifoglio.

Come fare i cuoricini:

  • sciogliere il/la feta col latte, setacciare, formare delle palline e rotolarle nei petali del trifoglio.

Ingredienti per la besciamella (quantità a vostro piacere, se avanza la potete riutilizzare):

  • latte nel quale ho messo in infusione i petali dei fiori di trifoglio per tutta la notte, maizena, sale.

Come fare la besciamella:

Ho addensato nel microonde, prima per 2 minuti, ho mescolato e cotto ancora per 1 minuto.

Come fare i tortini:

prericaldare il forno a 210°C., cuocere in pochissimo burro le foglie di trifoglio, portarle a cottura, salare, pepare.

Col minipimer ridurre a purea, mettere da parte.

In un pentolino scaldare il latte col burro e sciogliere il formaggio, unire la purea di trifoglio.

In una terrina sbattere l’uovo, aggiungere un pò per volta la farina, incorporare il composto col latte, se necessario aggiustare di sale.

Distribuire il composto negli stampini, appoggiare al centro un cuoricino di feta ed informare per 20 minuti (voi regolatevi al solito).

Far intiepidire prima di sformarli.

Mettere sul fondo del piatto la besciamella ed appoggiare sopra i tortini.


Tortino agli Asparagi con cuore morbido di salsa olandese.

Vedo campi di asparagi trasformarsi in enormi laghi e milioni di asparagi galleggiare:  Asparagi bianchi da Conche (TV),  Zambana D.C. (TV),  Cimadolmo I.G.P. (TV),   Badoere (TV),  Verona (questo è blasonato in quanto definito Nobile), Bassano del Grappa D.O.P. (DAL 2007) (VI),  Cantello (VA), Mary Washington dal Lazio

Da Altedo (BO) gli Asparagi verdi I.G.P., gli Asparagi Rosa di Mezzago (Monza-Brianza), i Mary Washington (che hanno un nome straniero ma arrvano dal Lazio) ed i Violetti d’Albenga (SV)creano allegre e vivaci macchie di colore sulla superficie di  questi  laghi.

Arrivano anche da Argenteuil (Francia),  da Erfurt (Germania), e chissà da quante altre parti del mondo si sono intrufolati.

Ingredienti per 6 tortini:

  • 100 g di asparagi bianchi cotti (ne ho usati di più, come per le zucchine),
  • 100 g. di salsa olandese già pronta (confezionata o congelata), io vi do la ricetta di quella fatta da me,
  • 2 uova intere + 1 tuorlo,
  • 60 g. di farina setacciata,
  • 20 cl di latte (di soia),
  • 100 g. di parmigiano grattugiato (70 di Gouda),
  • 30 g. di burro + un pò per gli stampini,
  • sale, pepe (verde).
  • 6 punte di asparagi verdi cotte al vapore (variante mia).

Come fare i tortini:

frullare gli asparagi, in una casseruola scaldare il latte con il burro spezzettato, aggiungere il formaggio e farlo sciogliere mescolando rapidamente.

In una terrina sbattere le uova intere col tuorlo, aggiungere un pò per volta la farina e sbattere con la forchetta.

Versare nella terrina il composto di burro e formaggio, amalgamare, aggiungere la purea di asparagi, aggiustare di sale e pepe.

Imburrare gli stampini, appoggiare sul fondo una unta ‘asparago verde, distribuire l’impasto negli stampini e riporre in frigorifero fintanto non saranno pronti i ghiaccioli di salsa olandese.

Preriscaldare il forno a 210°C. , infilare 1 ghiacciolo al centro di ogni tortino (io ho esagerato nella dimensione..del ghiacciolo ed in cottura ne è fuoriuscito un pò)

Infornare per 20/25 minuti, questo è il tempo impiegato dal mio forno ma voi regolatevi col vostro.

Salsa Olandese (ricetta del Sacher Hotel di Vienna) riporto le dosi originali, io ho diviso per 3.

Nel solito negozio dei coltivatori ho comperato le uova, erano cos’ grandi che non stavano nel contenitore, alla mia esclamazione: che ovoni!! La signora m ha risposto: sono le uova delle galline nuove, le loro prime uova sono sempre così.

Guardate di seguito che meraviglia, 2 tuorli l’uno.

uova giganti

  • 3 tuorli d’uovo,
  • 300 g. di burro (io ho usato quello chiarificato),
  • sale q.b.,
  • una spruzzata di succo di limone,
  • 3 cucchiai di brodo di manzo (vegetale).

Come fare la salsa olandese:

sciogliere il burro a fuoco moderato e, nel frattempo, in una casseruola a bagnomaria, sbattere i tuorli col sale, il succo d limone, ed il brodo fino a raggiungere una densità schiumosa.

Incorporare a poco a poco il burro fuso, continuando a mescolare.

Farla intiepidire e metterla negli stampi per il ghiaccio e riporre nel congelatore per c.ca 1 ora.

Questa ricetta diventa senza glutine semplicemente sostituendo la farina con una senza glutine come da prontuario.


Petto d’anatra in salsa d’arancia e rosmarino.

 

Ogni volta che andiamo in Austria cerco sempre di sbirciare cosa c’è nei piatti che servono a cena, devo dire che essendo un albergo per cure termali l’alimentazione viene trattata con un occhio di riguardo  sia nel contenuto calorico sia nella cura dell’estetica del piatto che, come dico sempre, fa la differenza e coccola ulteriormente.

Mi è piaciuto così tanto questo petto d’anatra che ho deciso di rifarlo prima o poi e come al solito me lo sono studiato per benino cercando di indovinare casa componeva la salsa: arancia, sugo d’arrosto, rosmarino, sì, si può rifare e modificare chissà così, l’altra sera su suggerimento di ello, ho tirato fuori dal congelatore i 2 petti d’anatra e lasciati a scongelare in frigorifero.

 

Ingredienti:

  • 2 petti d’anatra (o uno, come volete),
  • burro chiarificato,
  • rosmarino,
  • succo di 1 arancia grande,
  • 1 birra weißbier (0,33),
  • pepe verde,
  • maizena per addensare (facoltativa).

Come fare:

eliminare i residui di piumaggio dalla pelle, fare delle incisioni cercando di non intaccare la carne e mettere i petti a marinare per 1 ora nella  weißbier con gli aghi di rosmarino spezzettati.

Scolarli (conservare il liquido della marinatura) e rosolarli dalla parte della pelle (senza grassi) fintanto si colorerà, girarli e farli dorare anche sui bordi (10 minuti).

Toglierli ed eliminare il grasso rilasciato dalla pelle, aggiungere nella padella il burro chiarificato, riscaldarlo e mettere i petti, aggiungere il liquido della marinata, far evaporare l’alcool, abbassare la fiamma e continuare la cottura per altri 10 minuti, aggiungere il succo d’arancia, ancora 1 rametto di rosmarino, aggiustare di sale e pepe  e girando i petti terminare la cottura (altri 10 minuti).

Solitamente non li cuocio molto ma, essendo stati congelati, ho preferito fare così, l’interno non è risultato rosato ma la carne non era stopposa ed asciutta e, quello che è importante non aveva il classico sapore di selvatico che ello ed io non gradiamo.

Togliere i petti dala pentola, togliere la pelle (io lo faccio) passare il sugo ottenuto e far ridurre la salsa, aggiungere poca fecola sciolta in acqua fredda se si vuole una salsa più densa.

Scaloppare il petto e servirlo con la salsina all’arancia e rosmarino, uno l’abbiamo mangiato la sera dopo, a temperatura ambiente scaldando soltanto la salsa, un’idea per le calde serate estive, per una cenetta in terrazza.

 

Sapete che ovunque vada, in qualsiasi parte del mondo incontro sempre qualche gatto, è successo anche l’ultima volta in Austria durante una mia cinghialata in montagna:

 

Vi saluto.

 

Buon fine settimana.

Altre idee col petto d’anatra:

 


Risottino asparagi e gamberi e via di corsa a ballare: la cena del sabato sera.

Lo volevo postare domani però approfitto della temporanea singlitudine per dedicare la mia domenica alla ricerca dell’ingrediente perduto per il contest di Kristina :-D così per le fanciulle che stasera vogliono farsi portare al ballo propongo questo risotto agli asparagi  (nel link un’altra golosa proposta) che  ruberà loro poco tempo e potranno farsi belle per il ballo (io ci ho rinunciato da tempo :-D )

Non devo specificare che questa è la stagione degli asparagi né? Ed anche i gamberi sono reperibili sui banchi delle pescherie  is it? ;-)

Ma voglio proprio essere birricchina e non vi darò neanche le dosi, d’altronde neanch’io peso gli ingredienti ma vado a occhio…sarà un caso ma anche Kristina ha chiamato il suo blog Tutto a occhio, a meno che non si sia schiave di qualche sadica dieta o si debbano fare dolci o panificare è difficile che una casalinga pesi…o no, ditemelo voi….

Ingredienti per 2 persone:

  • 5 “pugni” di riso Carnaroli (o vialone nano o quello che vi va),
  • 1 mazzo di asparagi freschi o una busta di quelli surgelati,
  • gamberi freschi o congelati, a piacere,
  • 2 cipollotti freschi,
  • pepe verde,
  • erba cipollina per guarnire,
  • olio evo (burro di soia, burro chiarificato).

M’imbarazza scrivere come fare un risotto, papà Google è a disposizione per un’infinità di varianti ma spesso quando scrivo penso a chi, come me ai primi tempi, non sapeva di blog, di forum e quant’altro e digitava le parole chiave per avere una soluzione ad un pranzo, una cena, una ricetta che la distraesse dalla solita minestra, ed è per questo motivo che proseguo :-D

Come fare (parlo del prodotto fresco):

per prima cosa eliminare la parte coriacea dei gambi degli asparagi, mettere da parte le punte e lessare i gambi  in acqua salata (che  servirà per il risotto).

Pulire i gamberi, eliminare il carapace (se li usate freschi..ma freschi ;-) unire le teste ai gambi e  lessare assieme), eliminare il “budellino”.

Tagliare con le forbici i gamberi, lasciandone qualcuno intero.

Far appassire nel burro di soia (burro chiarificato, olio evo) i cipollotti ed i gambi di asparago tritati finemente, tostare il riso ed allungare con l’acqua dove avete lessato asparagi/teste.

Procedere come per un normale risotto, 5/6 minuti prima unire le code di gamberi e le punte di asparagi aggiustare di sale, pepare.

Terminata la cottura, se vi piace proseguite con la mantecatura classica (burro-parmigiano) altrimenti tagliate  i fili di erba cipollina ed unirli per dare ulteriore profumo.

Tutto qui, buono da mangiare e bello da vedere ma…se siete “pessimisti” potete servirlo su un piatto nero, così scaricherete il vostro pessimismo e andrete serene al ballo :-D

Bye, Bye..alla prossima :-)


Finti gnocchi alla romana col cavolfiore.

Ricco di vitamina C, potassio, ferro e calcio.

Studi fatti negli ultimi anni hanno messo in evidenza la sua particolare azione protettiva ed arrivando alla conclusione che cavolfiori, cavoli, cavoletti, broccoli ecc. contengono più proprietà anticancro di qualsiasi altro tipo di vegetale.

Il consumo frequente di questo ortaggio riduce fortemente il rischio di cancro, in particolare al seno e colon.

E dopo questa confortante premessa vi do la ricetta: questi finti gnocchi alla Romana altro non sono che lo stesso impasto delle polpette che faccio al forno, cambia soltanto la forma… diciamo per una pubblicità ingannevole ;-)

Anche i più riluttanti a mangiare il cavolo qui capitoleranno.

Ho fotografato anche il cavolo romano (un dubbio mi sorge: che sia il broccolo romano?)

Lo ritengo, assieme al fiore della passiflora, un’opera d’arte… ecco, questi sono i casi in cui mi rammarico di non avere una reflex o di non aver la capacità di usare al meglio la mia digitale..come dice Guerani, se il fotografo vale riesce a fare delle belle foto anche con una digitale.

Ingredienti (dosi a occhio):

  • cimette di cavolfiore,
  • uovo,
  • parmigiano,
  • timo,
  • pane gratttugiato,
  • burro (di soia) o olio evo,
  • sale,
  • pepe (verde).

Come fare:

cuocere le cimette di cavolfiore a vapore o sbollentarle per qualche minuto in acqua salata, scolarle bene e far raffreddare.

Schiacciare le cimette con una forchetta e ridurle a poltiglia, unire (secondo la quantità 1 uovo o più), una manciata di parmigiano grattugiato, timo, pepe macinato al momento, aggiustare di sale e, se dovesse risultare un composto troppo molle, aggiungere del pane grattugiato.

Se volete fare le quenelle prendere il composto con 2 cucchiai e procedere come al solito.

Se volete fare gli gnocchi stendere il composto sulla carta forno leggermente unta e farlo riposare in frigorifero per un pò, ungere un coppapasta e formare gli gnocchi che  sormonteremo leggermente in una pirofila coperta con carta forno.

Spolverare con poco pane grattugiato, una bella manciata di parmigiano (anche la ricotta affumicata ci sta bene) e qualche fiocchetto di burro o, se preferite un filo d’olio  extravergine di oliva.

Infornare a 200°C. per c.ca 30 minuti, il tempo che si formi una bella e golosa crosticina.

A domani con una storia a lieto fine :-)

Mi è venuta un’idea, si possono fare con gli spinaci, e con altri tipi di verdure, proverò qualche variante ;-)


Cetrioli ripieni, pomodorini e peperoni, freschezza d’estate.

Questa ricetta risale all’anno scorso e la tenevo gelosamente in archivio, un idea utile per quest’estate, magari per far mangiare le verdurine a tutti.

Dalla mia enciclopedia qualche nome.

Liguria: Sitrullo, Cugoemau – Piemonte: Cocumer – Lombardia: Coecoemer – Veneto: Zerumolo, Cogumero.

Emilia: Zedron, Cucomber – Toscana: Citriuolo, Treciolo – Abruzzo: Melangula – Campania: Citrulo – Calabria: Verdinasce, Citrolu (max docet)

Sicilia: Citrulo virdi – Sardegna: Cuggumera

Friuli: Codumar :-D

Probabilmente è originario dell’India, ora si trova dappertutto con vari cultivar  che li differenziano nella forma e nel colore.

Si raccoglie in luglio/agosto prima della maturazione.

Molti hanno difficoltà a digerirlo, si può ovviare eliminando il liquido di vegetazione.

Io li taglio con la mandolina, li salo e li metto in uno scolapasta, li risciaquo e li scolo bene e, come mi ha insegnato una signora Slovena, li condisco con  panna acida e  finocchietto, provare per credere..

Ora dalla mia enciclopedia, pagina 191.

Proprietà:

vermifughe, diuretiche, antiinfiammatorie, emollienti, antipruriginose.

Principi attivi: tracce di olio essenziale, aminoacidi, vitamina C e carotene, sostanze pectiche.

Il comune Cetriolo ha proprietà diverse a seconda della parte che viene usata.

I semi si usano come vermifughi efficaci, sorattutto nei confronti della tenia, benchè questa affezione, con le migliorate condizioni igienico-alimentari, sia diventata rara.

Il frutto fresco ha buone proprietà diuretichee depurative che possono essere utilmente sfruttate bevendone direttamente il succo o consumato crudo in insalata.

Uso cosmetico:

la polpa del cetriolo ha la proprietà di schiarire, decongestionare ed idratare la pelle, si può applicare su viso e corpo come maschera o impacco, mantenendo l’applicazione per almeno 1 quarto d’ora.

E adesso andiamo in cucina, le dosi sono ad occhio, considerate che vanno fatti e mangiati per mantenere la croccantezza del cetriolo.

Ingredienti:

  • 2 cetrioli grossi (io uso 1 lungo Olandese),
  • 1 scatola di tonno al naturale (quelle da 160 g.),
  • 2 uova (1 per il ripieno l’altro per decorare),
  • 1 cucchiaino da the di capperi,
  • 2 filetti d’acciuga,
  • prezzemolo,
  • olio,
  • aceto (di mele),
  • sale,
  • pepe verde.

Come fare:

far rassodare le uova e lasciarle raffreddare.

Nel frattempo con un rigalimoni decorare la buccia dei cetrioli o, semplicemente, sbucciarli.

Tagliarli in parti uguali e con uno scavino eliminare l’interno lasciando uno spessore di 1 cm, salarli all’interno e metterli in piedi in uno scolapasta il tempo di preparare il ripieno mettendo nel frullatore 1 tuorlo, il tonno, i capperi, l’acciuga a pezzetti, il prezzemolo, l’aceto, l’olio, il sale ed il pepe.

Finire di amalgamare in una terrina fino ad ottenere un composto morbido ma non troppo liquido.

Inserire il ripieno nei cannelloni di cetriolo, decorare con la mimosa d’uovo dell’altro uovo e buona estate.

I pomodorini ed i rotolini di peperone li ho farciti con della ricotta di kefir (se non l’avete va bene un’altra, l’importante è setacciarla più volte per renderla cremosa) amalgamata con poco aglio schiacciato, basilico (origano se lo preferite), un’acciuga sott’olio, sale e pepe (verde).


Polpettine al sugo, quelle di nonna Flora.

Cosa c’è di più versatile in cucina di una polpetta? Ditemelo, una pasta? Un risotto? Certo, ma la polpetta? Accontenta tutti, mette d’accordo grandi e bambini, unisce in matrimonio ingredienti a prima vista incompatibili.

Se non ci fosse già avrei intitolato il mio blog: la polpetta perfetta, perchè ogni polpetta è perfetta con qualsiasi ingrediente si faccia.

Queste polpette mi riportano alla mente le domeniche da Nonna Flora che ne preparava padelle intere.

Ecco, queste per me sono le polpette, quelle che mi fanno riaffiorare alla mente cose belle e come non mai è di questo che ora ho bisogno, di coccole e di ricordi belli.

Questo fine settimana ello è via per lavoro ed io mi sono, a modo mio, coccolata un pò, con queste semplicissime polpettine, facendo anche una goduriosa scarpetta alla fine col sugo rimasto.

Gli ingredienti per queste polpettine sono, come succede spesso, ad occhio.

Per l’impasto:

  • 500 g. tritato di carne mista (bovino, suino),
  • 150 g di mortadella,
  • 1 patata grande bollita (avevo soltanto patate viola),
  • 1 manciata di parmigiano grattugiato,
  • 1 cucchiaio di cipolla tritata finemente,
  • 1/2 spicchio d’aglio schiacciato,
  • 1 uovo intero,
  • sale,
  • pepe verde macinato.

Come fare:

amalgamare gli ingredienti, prendere dall’impasto ottenuto delle palline del peso di 25 g., arrotolarle ed infarinarle.

In una padella mettere il burro chiarificato con dello scalogno tritato e qualche fogliolina di salvia, unire le polpettine e rosolarle da tutti i lati.

Si possono mangiare così, con il sughetto ottenuto ma io, per non farmi mancare nulla, ho preparato una salsa al pomodoro (fatela come vi piace) e le ho fatte insaporire per qualche minuto.

Nota bene, né fritte né al forno.


Orecchiette con Salsiccia, Burrata e Verza – Orecchiette con pesto di verza cruda e nocciole: un pò di Puglia nel piatto e al mio segnale scatenate l’inferno…

Orecchiette con salsiccia, burrata e verzaOrecchiette con pesto di verza cruda e nocciole.

Questo post doveva essere quello di domenica ma, come spesso succede, lo sguardo si ferma su qualcosa, ti fermi a pensare e tutto cambia, così il “risveglio malinconico” ha sostituito questi meravigliosi (lo dico con cognizione di causa) piatti di orecchiette.

Orecchiette fatte a mano e confezionate tutte per me proprio in Puglia.

Le orecchiette le ho sempre associate alla Puglia, anche quand’ero bambina e non ne sapevo nulla di DOP, DOC, DOCG e quant’altro alla parola “orecchiette” mi veniva in mente la Puglia, regione nella quale vivono persone a me care e che hanno aggiunto valore al mio blogghino ed alla mia vita.

Sono arrivate assieme a delle piccole, meravigliose, succulente burrate alle quali ho “strappato” il cuore, detto anche “stracciatella” per condire la pasta e per completare il ripieno di un raviolo speciale che posterò tra poco.

Non scriverò le dosi perchè, davvero, non ho pesato nulla, cosa che a casa si fa spesso, si radunano gli ingredienti e si “scatena la fantasia” :-D

Ingredienti per le orecchiette con salsiccia, verza e burrata:

  • orecchiette fresche (la quantità che il vostro appetito suggerisce),
  • salsicce (come sopra),
  • verza tagliata a striscioline (come sopra),
  • cuore di burrata (stracciatella), attente perchè l’appetito potrebbe portarvi all’esagerazione :-D ),
  • scalogno tritato,
  • olio evo (extraverginedioliva)

Come fare:

sgrassare le salsicce (se troppo grasse) in una pentola antiaderente e metterle da parte.

Stufare lo scalogno e le striscioline di verza in poco olio evo, sfumare con poco vino bianco (ho usato il Friulano , ex Tocaj), coprire ed ammorbidire le verdure, aggiungere la salsiccia.

Nel frattempo saranno cotte le orecchiette (3/4 minuti sono sufficienti), versarle nel tegame, aggiungere il cuor di burrata e mantecare a fuoco spento, servire.

Ingredienti per Orecchiette con carciofi, salsiccia e burrata:

  • orecchiette fresche (la quantità che il vostro appetito suggerisce),
  • salsicce (come sopra),
  • 1 carciofo romano tagliato  e stufato,
  • cuore di burrata (stracciatella), attente perchè l’appetito potrebbe portarvi all’esagerazione :-D ),
  • aglio vestito schiacciato mordi e fuggi (cioè cotto e tolto)
  • olio evo (extraverginedioliva)*.

Come fare:

per le salsicce procedere come per l’altra ricetta.

Mettere l’olio evo e l’aglio vestito nella padella e dopo aver pulito e tagliato sottilmente il carciofo farlo stufare aggiungendo del brodo vegetale, quando sarà morbido aggiungere la salsiccia e completare la cottura, unire le orecchiette ed il cuore di burrata e mantecare fuori dal fuoco, servire….

Ho lasciato per ultima la mia preferita, queste orecchiette con pesto di verza sarà  la mia ricetta del cuore.

Questa idea di verza cruda trasformata in pesto l’ho rubacchiata al ristorante vegetariano di Mestre dove Graziella ed io ci siamo veramente godute il proseguo dell’ormai consueto incontro Veneto.

La titolare (tra l’altro una bellissima e bravissima donna) l’aveva proposto come bruschetta (le nocciole le ho aggiunte io).

Ingredienti per le orecchiette con pesto di verza e nocciole:

  • cuore di verza,
  • sale affumicato,
  • poco aglio,
  • olio evo*,
  • pepe verde,
  • nocciole tostate e tritate.

Come fare:

nel frattempo che si cuociono le orecchiette, frullare il cuore di una verza con sale affumicato, pepe verde, poco aglio schiacciato e olio evo.

Scolare le orecchiette lasciando poca acqua di cottura e mescolarle al pesto di verza, al posto del parmigiano aggiungere nocciole tostate e tritate…servire e poi..andate a fare una bella corsa nel parco :-D

Non posso che chiudere questo post con lo sguardo più bello del mondo (per me)…quello della mia Perla….

* per queste ricette ho usato esclusivamente olio extravergine di olive taggiasche, direttamente dal pacco-dono di Antonella per la vittoria sciroppi al suo contest.


Spuma di zucca con tartare di zucchini.

Mi sto ancora dando (piccole) botte sul capino perchè non ho aderito subito al contest, magari provando a replicare tutte e 3 le ricette.

Però io devo fare le cose se e quando mi sento, un pò come ello.

Andiamo a fare una passeggiata così fai un pò di movimento?

Non mi sento.

Vieni con me in piscina?

Non mi sento.

E così invece di imparare lui da me imparo io da lui, non mi sento e le occasioni scorrono via.

L’occasione del contest verrine in rete sono riuscita a prenderlo per la coda, così oggi rispolvero una ricettina dell’ Hotel Sacher provata tempo fa e servita proprio in un bicchiere.

Scrivo la ricetta completa, io l’ho divisa a metà.

Ingredienti:

  • 300 g. di polpa di zucca,
  • 2 scalogni,
  • 3 cucchiai di olio evo,
  • 125 ml di vino bianco,
  • 1 litro di brodo di pollo o vegetale,
  • 125 ml. di panna montata,
  • sale (affumicato),
  • pepe (verde),
  • 1 pizzico noce moscata,
  • 1 pizzico di zenzero,
  • 1pizzico di cannella (solo per me),
  • olio di semi di zucca (lo trovate al Naturasì).

Per la tartare di zucchine:

  • 1 zucchina medi,
  • 1 cucchiaio di olio evo,
  • sale (affumicato),
  • pepe (verde).

Come fare:

tagliare la polpa di zucca a dadini e tritare finemente gli scalogni, far appassire nell’olio evo precedentemente scaldato, sfumare col vino e far evaporare, aggiungere il brodo, la panna e tutti gli aromi, far bollire per mezz’ora.

Frullare col minipimer ed aggiustare di sale, servire con la tartare di zucchine e qualche goccia d’olio di semi di zucca, volendo arricchire la decorazione tostare ed asciugare nel forno un crostino di pane tagliato sottilissimo.

Preparare la tartare di zucchine:

tagliare la zucchina a dadini piccolissimi e farla rosolare nell’olio evo bollente, salare ed aggiungerla alla minestra.

Buona giornata a tutte/i :-)


Polpettine di baccalà e patate con panatura di Cheddar Cheese.

polpettine baccalà patate pirottino-001

Polpettine di baccalà e patate con panatura di  Cheddar Cheese.

Orfana delle grandi pentole di Baccalà alla Vicentina ho cercato, nel mio piccolo, di colmare quel vuoto per veder ritornare il sorriso sulle labbra di ello.

Per sapere qualcosina in più sulle differenze tra stoccafisso e baccalà vi rimando a questo link esaustivo.

Nonostante la differenza in Veneto ed anche qui in Friuli si continua a chiamarlo sempre e comunque Baccalà ed allora Baccalà sia, in ogni modo ed in tutte le salse.

Anni fa lo comperavo secco (stoccafisso) e lo bagnavo io, ora non me la sento più, anche avendo il posto, di far correre l’acqua, giorno e notte per 3 giorni di fila, ben venga dunque, anche se il prezzo sale alle stelle, l’acquisto al supermercato che da anni si è attrezzato  per poterlo fare senza troppi sprechi.

Dopo averlo lavato, dal pezzo di coda che avevo acquistato, ne ho ricavati 500 grammi.

Metà l’ho messa a bollire nel latte con la stessa quantità di patate, con l’altra metà farò un’altra versione.

 

Ingredienti per 1 persona con tanto appetito:

  • 250 g. di baccalà al netto,
  • 250 g. di patate,
  • latte o acqua,
  • 1 albume,
  • sale,
  • pepe verde.

Per la panatura:

  • farina di riso,
  • uovo sbattuto,
  • Cheddar Cheese grattugiato (o emmenthal, groviera, grana, provola, a piacere),
  • olio di arachidi per friggere.

Come fare:

cuocere assieme baccalà e patate in acqua leggermente salata (ho usato latte), scolare e frullare, aggiungere l’albume, aggiustare di sale e pepe.

Formare delle palline e passarle nella farina, uovo e formaggio, friggere in olio profondo (160/170°C.)

 


Polpettine Lenticchie e cavolfiore

Polpettine di lenticchie e cavolfiore

Quante volte ho letto nelle presentazioni dei blog questa frase: questo blog nasce per l’esigenza di raggruppare le mie ricette ..e, aggiungo io, buttare finalmente tutti i “foglietti, ritagli, appunti ecc” che stazionano occupando spazio utile ad altre cose.

Per me è così, a parte lo studio e la particolare attenzione che metto nel preparare una ricetta per un contest “intrigante” il resto delle ricette che trovate qui sono la mia cucina di tutti i giorni ed essendo una “personaggia strana”, anche nella cucina di tutti i giorni mi piace “non annoiarmi”, il tempo che perdo in più per presentare le pietanze in maniera invitante non è poi molto ed ormai “ello” è talmente abituato a questo che (me tapina :-( ) non mi porta più al ristorante: perchè mangio meglio a casa..ecco dove sta “la trappola” ;-)

Noi siamo in due, ed è difficile preparare e consumare tutto in una volta, avanza sempre qualcosa ed allora perchè non pensarci prima e pianificare già il pasto successivo?

Ricordate le mie zuppe? Una nasceva proprio da un “avanzo” di lenticchie..ello mi dice: amore fai le lenticchie che le mangio volentieri…invece quella sera la sua attenzione mangereccia viene catturata da “altro..e le lenticchie rimangono lì :-(

Con una parte di quelle ho fatto delle polpettine col cavolfiore (altro “alimento” a rischio ;-) ) al forno, aggiungendo del parmigiano, un uovo, timo, sale e pepe verde (lo uso sempre, ha un profumo particolare) le ho rotolate nei semi di zucca tritati e tostati (al posto del pane grattugiato) ed infornate a 180°C. per 35 minuti e..fatto:

le ricette delle prime foto partono tutte tre da una base di porri stufati con poco burro di soia e bagnati con l’acqua di cottura delle foglie usate per decorare e dai piselli surgelati sbollentati per 5 minuti e buttati in acqua gelata (per mantenere il colore).

Una parte dei porri è stata usata per un semplice risotto fatto col solito procedimento, modellato in un mini stampo da plum cake ed “infiocchettato” con le foglie dei porri.

La seconda proposta è una torta salata preparata mentre cuoceva il lesso con della pasta brisè (pronta) i porri ed i piselli, 2 uova sbattute con panna di soia, pepe verde, forno a 200°C. per 35 minuti, negli ultimi 5 minuti ho aggiunto del gorgonzola dolce a fiocchetti ed una manciata di piselli (decorazione), ho fatto un fiocco con le foglie del porro, tutto qui.

La minestra è ancora più veloce: PAP (pentola a pressione) porro, piselli, brodo vegetale (ho usato l’acqua di cottura delle foglie di porro e dei piselli) dal sibilo 5 minuti..fatto :-) ho aggiunto un pò di erba cipollina del mio vaso (finchè c’è ;-) )

Vi abbraccio tutte/i


Zuppa di carote e zenzero.

 

Zuppa di carote, zenzero.

Quante zuppe e minestre esistono e quante di queste zuppe e minestre cambiano identità in corso d’opera?

Un pò anche grazie a chi ha inventato il minipimer, a quel sant’ uomo dovrebbero dedicargli una piazza alla Città del Gusto.

Senza far uso di burro, besciamelle e farine varie, drrrrrrrrrrr-drrrrrrrrr ed una minestrina coi tocheti (pezzetti) diventa una vellutata.

Contento ello: (tocheti) ed ella: vellutata.

Ingredienti (2 persone):

  • 2 carote,
  • 1 fetta di sedano rapa,
  • 1/2 gambo di sedano costa,
  • 1/2 cipolla,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • radice fresca di zenzero (una grattuggiata c.ca 1/2 cm),
  • sale,
  • sale nero di Cipro (per decorare),
  • olio evo (omesso),
  • pepe verde,
  • pepe nero lungo (facoltativo),
  • 1/4 litro brodo vegetale,
  • succo di mezza arancia,
  • 1 manciata di pistacchi pelati e tostati (sostituibili con pinoli, noci ecc.),
  • 1 cucchiaio di panna acida.

Come fare:

se usate l’olio rosolare la cipolla con l’aglio vestito in una pentola, aggiungere  le verdure tagliate a pezzetti, le carote a rondelle e lo zenzero grattugiato, io ho usato poco brodo vegetale e dopo averlo scaldato bene ho aggiunto l’altro ed il succo d’arancia.

Coprire e  cuocere per mezz’ora a fuoco basso, togliere l’aglio, dividere a metà la zuppa e ridurre a purea una parte, salare, pepare col pepe verde e riportare a bollore.

Nel mio piatto (zuppa) ho aggiunto la panna acida, i pistacchi, una grattatina di pepe lungo, un pizzico di sale nero di Cipro, e col rigalimoni ho ricavato dalla buccia d’arancia i filetti per la decorazione.

 

 


Mini quiche al tartufo e zuppa di cicerchie al tartufo…

Eccomi qua, la mia scudeleta de cafè (rigorosamente profumata con cardamomo e acqua di rose), sottofondo musicale creato dalle gocce di pioggia sul vetro dell’abbaino e da qualche mio colpo di tosse conseguenza di un’infreddatura ….già, bisogna stare attenti ad uscire di questi tempi con questo tempaccio, oltre ad un malanno si possono incontrare anche “anonimi, loschi figuri” ;-) .

Perla è sul bordo del divano in  posa da diva di Holliwood vecchia maniera…..e..dulcis in fundo: un pacco di pasta mista, musa ispiratrice per questo, chiamiamolo, esperimento culinario.

Incomincio dall’antipasto:

Quiche al tartufo

Ingredienti x 2 persone:

  • 2 dischi di pasta brisè da 12 cm.,
  • 1 tuorlo,
  • 100 cl panna fresca (panna di soia),
  • 1 fetta sottile di pancetta tesa,
  • 1 tartufo nero,
  • sale (poco),
  • pepe nero di Cipro (facoltativo).

Come si fa:

pulire il tartufo dal primo strato duro, preparare  qualche fettina per la guarnizione.

Tagliare a metà la fetta di pancetta e farla rosolare senza grassi in padella antiaderente per 1 minuto.

Foderare con la carta da forno (omesso, ho usato quelle antiaderenti) 2 pirofile di 10 cm. (omesso, ho usato quelle antiaderenti) e disporvi sopra la brisè (che io ho comperato pronta :-( ).

Sbattere il tuorlo con la panna, grattugiare  il tartufo rimasto, salare (poco) e pepare, appoggiare sul fondo la pancetta e versare sopra il composto.

Infornare per c.ca 15′ a 180° (forno statico),  lasciar riposare e  finire con le rondelline di tartufo preparate in precedenza.

Ed ora la  zuppa:

Cos’è questo profumino? :-)

Sto cuocendo le cicerchie per un minestra/esperimento :-)

E fra quanto sarà pronto? :-)

E così, in fretta e furia ho tirato fuori un mestolo di cicerchie col liquido le ho frullate, ho salato ed ho fatto cuocere la pasta.

Nel piatto ho aggiunto qualche goccia di olio di semi di zucca, qualche fiocco di sale nero di Cipro ed una bella grattugiata di tartufo.

La pasta aveva assorbito il liquido ed il risultato è stato delizioso al palato ma in un certo senso “impresentabile” almeno per quello che penso io…..questo è il prima e dopo:


Ingredienti per l'”altra minestra”:

  • 200 g di pasta mista,
  • 250 g di cicerchie,
  • 1 piccola costa di sedano,
  • 1 foglia di alloro,
  • 1 cipollina,
  • qualche fogliolina di salvia (l’ho messa secca).

Per finire il piatto:

  • olio di semi di zucca,
  • tartufo nero,
  • pepe verde,
  • fiocchi di sale nero di Cipro.

Come fare:

le cicerchie, dopo 6 ore di ammollo le ho messe a cuocere in una pentola di coccio assieme agli odori, ho volutamente evitato il rosmarino temendo che sovrastasse il tutto.

Le ho coperte con abbondante acqua fredda (non salata) e le ho lasciate cuocere, dall’ inizio del bollore per 2 ore.

Dopo cotte ne ho frullata una piccola parte, lasciando la minestra volutamente  brodosa e chiara per potermi gustare la vista di questa pasta che, devo dire, è piaciuta molto, per sapore,  consistenza e tenuta perfetta della cottura.

Ho completato il piatto con qualche goccia di olio di semi di zucca, fiocchi di sale nero, una leggera macinata di pepe verde che ha dato forza alla grattatina finale di tartufo nero che , si sa, non è “potente” come quello bianco.

La pentola è stata vuotata in men che non si dica…la prossima volta andrò a “sperimentare” sul fornello della terrazza al piano di sopra……. :-D

Ciao, ciao, ora io mi faccio una bella tisana, indosso il pigiamino e mi metto al calduccio sotto le coperte….domani sarò come nuova.


Zuppa di Sclopit e patate.

Oggi ricettina veloce, veloce.

Dopo aver allestito una passerella in salotto per la sfilata di moda  del mio indossatore che ha perso peso (malgrado le mie ricettine golose ;-) ) urge cambio di stagione con impacchettamento abiti importabili e trasferimento scatoloni a casa della suocera che, fedele al motto non si butta  MAI via nulla, penserà alla distribuzione.

Il mio modello ha ereditato questa tendenza ma io sono riuscita nel tempo, con svariate motivazioni e  misteriose sparizioni a non ridurre la casina in un  outlet.

Ieri sera zuppetta, questa ricetta l’ho trovata su un libro di Lady Chef, ne parlerò ampiamente più in là, quando avrò sistemato tutto, intanto vi consiglio di sbirciare  il loro sito (purtroppo la fondatrice del gruppo è mancata mesi fa dopo una lunga malattia) .

L’originale prevede alla fine di rompere al centro un uovo di quaglia ma qui sembra che le quaglie siano estinte.

Ingredienti che ho usato io:

  • 200 g di sclopit (silene),
  • 250 g di patate,
  • 1 cipollotto,
  • sale,
  • pepe verde,
  • acqua q b.

Come ho fatto:

ho messo in una casseruola antiaderente il cipollotto tritato e le patate tagliate a cubetti con un filo d’acqua ed ho fatto cuocere a fuoco allegro.

Asciugata la prima acqua ho salato, pepato ed  aggiunto lo sclopit (solo le foglie), ho fatto insaporire e portato a cottura con altra acqua.

Alla cottura delle patate ho frullato con un mixer ad immersione e fatto bollire ancora qualche minuto.

Fatta!! Io non ho usato l’olio e non ho aggiunto il parmigiano perchè mi piace sentire il sapore al naturale ma voi fatela come più vi piace.

Vi auguro una splendida giornata!!

Se non avrete più mie notizie, sarà perchè sono stata travolta aprendo l’armadio della suocera.

Bacioni!!


Insalata di pollo, il bello della dieta.

   

Quand’ero ragazza ed ero perennemente a dieta,  leggevo 100 modi per dimagrire, ce n’erano 100 appunto, uno addirittura diceva di prendere per 3  dico 3 giorni,  soltanto 1 litro (al giorno) di una soluzione di acqua tiepida e sale amaro (sale inglese), ricordo che alla fine del consiglio c’era scritto: lascio il commento a chi avrà il coraggio di provare! Io non ero e non sono ancora così coraggiosa.

Non ne ho mai seguito uno, concordo con Luisanna Messeri che la dieta delle 3 EMME è la più efficace: Mangia Meno Maialona, però tra i consigli ce n’ era uno che mi piaceva molto, quello di concentrarsi sul pasto, anche se miserello.

Apparecchiate la tavola, anche se siete sole, come se aveste ospiti di riguardo, mettete un piccolo fiore davanti a voi e impiattate con stile ed eleganza anche il solito petto di pollo.

Io così ho fatto, ieri, sotto lo sguardo esterefatto di colui che se non fossi attenta mangerebbe anche me.

Ho gustato, masticando lentamente, boccone dopo boccone, piano piano ed ho capito che stavo mangiando il petto di pollo, le mele, sgranocchiavo le noci, assaporavo l’amaro dell’indivia belga e l’aspro dello yogurt, le mie papille cercavano, trovandolo, l’affumicato del sale.

Muoviti che alle 2 ci aspetta lo zio e dobbiamo andare a riempire le bottiglie d’acqua.

Ed immediatamente sono ritornata sulla terra,  anche il narciso  si era un po’ piegato da una parte, ah gli uomini.

 

 Ingredienti per 1 persona:

  • 1/2 petto di pollo c.ca 120 g,
  • 1 mela Granny Smith.
  • 1 gambo di sedano bianco,
  • 1 vasetto di yogurt magro (sostituibile con olio extravergine di oliva),
  • 2 cucchiai di succo di lime,
  • 30 g  di gherigli di noci,
  • sale affumicato (o normale),
  • pepe verde (facoltativo),
  • 1 insalata belga per decorare.

 

Come fare:

cuocere il petto di pollo sulla bistecchiera, preferibilmente vintage e farlo raffreddare.

   

Questa bistecchiera è deceduta pochi mesi dopo.

Sbucciare la mela, pulire il sedano dai filamenti e tagliare tutto con la mandolina, irrorare con 1/2 succo lime.

Tritare grossolanamente le noci  lasciando 2 gherigli per la guarnizione, preparare il condimento con lo yogurt (olio), il succo di lime, sale e pepe.

Tagliare il pollo a striscioline ed amalgamarlo con gli altri ingredienti, coprire con la salsa allo yogurt (emulsione all’olio) e far riposare in frigorifero per 1/2 ora, mescolare nuovamente ed appoggiare sul piatto che avrete guarnito con le foglie d’ indivia belga.

Decorare con i gherigli e godetevi questo pranzo bello, buono, leggero come fosse una carezza.

Non c’entra con l’insalata di pollo, ma volevo presentarvi la micia dello zio, non ha un nome, lo zio non umanizza gli animali, ieri mi ha accompagnata per i campi ed al ritorno, stanca, si è messa in posa per me!!

   la gatta dello zio 2

Anche la micia dello zio se n’è andata.

 


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