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Pasticcio di Fiori di Zucchina ripieni: la Cucina di Casa.

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Inizio questa settimana d’agosto  con una ricetta semplice con i fiori di zucchina; chi possiede un orto o un campo lo sa, arriva un punto in cui zucchine e fiori invadono ogni spazio e, se non si vuole buttare il cibo, bisogna aguzzare ingegno e fantasia.

I fiori hanno una vita brevissima ed anche quando non sono più rigogliosi, possono essere utilissimi e versatili in cucina: in questo breve periodo di assenza ho avuto modo di sperimentare molti modi di utilizzarli, merito anche della generosità di Milva che mi ha omaggiata con abbondanti fiori, quelli femmina, attaccati alla zucchina che lei stacca, perchè i sui clienti temono che gravino sul costo finale.

Parto da questo, chiamamolo, pasticcio con fiori ripieni adagiati su uno strato di besciamella in coordinato (fiori e zucchine spadellati e tritati),  il tutto rifinito con pennellate di besciamella, una bella manciata di pane grattugiato mescolato al Formaggio stagionato di Latteria Turnaria, che ha sostituito degnamente il mitico Parmigiano Reggiano e abbondanti fiocchi di burro.

fiori zucchina-001

Prima di scrivere gli ingredienti specifico che, essendo una ricetta di casa, questi fiori accolgono felicemente qualsiasi ripieno, sta solo a noi scegliere quale, e se la scelta cade su quello che abbiamo in casa, la soddisfazione è doppia e l’economia di casa salva.

Ingredienti peri fiori:

  • 24 fiori di zucchina privati del pistillo (per la pirofila che vedete in foto),
  • ricotta*,
  • tonno al naturale*,
  • 1 cucchiaio del composto fiori/zucchina per la besciamella,
  • qualche cappero dissalato,
  • 1 filetto di acciuga*,
  • poco aglio schiacciato (io quello di Resia che è digeribilissimo e non lascia traccia),
  • burro*,
  • pane grattugiato (se siete celiaci con spiga di certificazione),
  • basilico fresco,
  • peperoncino,
  • sale affumicato o semplice q.b.(io adopero l’affumicato perchè si sposa bene con le zucchine),*

Ingredienti per la besciamella:

  • latte di soia o di riso,
  • farina di riso o amido di mais,
  • zucchine e fiori spadellati con cipollotto,
  • olio al basilico,
  • sale affumicato*,
  • peperoncino.

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Come fare la besciamella:

stemperare la farina di riso nel latte, sbattere con la frusta e cuocere nel microonde per 1 minuto alla volta (io faccio così), per tenere sotto controllo la consistenza; mescolare bene ogni volta.

Quando la besciamella raggiungerà la consistenza desiderata, aggiustare di sale e pepe, unire il composto fiori/zucchine e un giro d’olio al basilico; io l’ho tenuta più liquida perchè avevo bisogno di umidità per la cottura dei fiori, era un esperimento e dovevo andare ad istinto.

Per la besciamella adopero sempre latte vegetale e non adopero il burro che preferisco metter sopra per la doratura.

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Come comporre il Pasticcio:

preriscaldare il forno a 180°C.

Pulire delicatamente i fiori di zucchina e privarli del pistillo interno, aprirli delicatamente e riempirli, aiutandovi con una sac a poche, col ripieno preparato amalgamando gli ingredienti.

Mettere alla base della pirofila uno strato di besciamella, disporre sopra i fiori ripieni, mettere un po’ di besciamella negli spazi, spolverizzare con abbondante formaggio e pane grattugiato, completare con il burro o, se preferite, olio extravergine, perfetto anche quello aromatizzato al basilico, ottenuto mettendo a macerare nell’olio evo, per qualche giorno, foglie pulite ed asciutte di basilico fresco.

Coprire con la stagnola per 20 minuti, scoprire, continuare la cottura per altri 15 minuti e completare con la funzione grill fino a doratura, provate se vi va.

*Questa ricetta, con le dovute sostituzioni e/o omissioni: la ricotta con tofu, formaggio grattugiato con semi di sesamo tostati o nocciole/mandorle ed il burro con quello di soia, diventa perfetta per i vegani.

Se adoperate il pane grattugiato consentito, è anche senza glutine, infatti la besciamella è fatta con farina di riso o amido di mais e, a proposito di mais, ideale la sua farina per sostituire il pane grattugiato o per aggiungere croccantezza alla preparazione .

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Al momento dell’assaggio io sembravo un’ape, ed ello un calabrone, svolazzavamo di fiore in fiore, contendendoci ogni boccone.

Buonissimo anche il giorno dopo, a temperatura ambiente, buona settimana

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Vi presento Debbie, ci siamo conosciute ieri.


Zuppa di cozze.

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Ecco un altra ricetta rispolverata, mi è ritornata in mente l’altro giorno quando ho comperato le cozze, quelle nostrane, che profumano di mare; già, per me le cozze rappresentano l’estate, le vacanze, la sera in trattoria vicino al mare; il sogno contempla Stara Baska sull’isola di Veglia (Krk), solo al pensiero mi si stringe il cuore dall’emozione, chissà se un giorno riuscirò a ritrascinarci ello, divenuto ormai stanziale…

É una ricetta semplicissima, se non avete tempo/voglia di scottare i pomodori ecc. potete adoperare un buon pelato italiano

Se le cozze sono fresche bastano pochissimi ingredienti per avere un piatto profumato, altrimenti potrete rinforzarlo aggiungendo altri odori: cipolla, sedano, un brodo di pesce, ed una spruzzata di vino bianco; in questo caso, a parte la puntina di latte che va aggiunta alla fine e l’olio, gli ingredienti sono tutti nella foto.

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Ingredienti:

  • 1 kilo di cozze,
  • aglio,
  • prezzemolo,
  • olio extravergine di oliva,
  • peperoncino,
  • pomodori (o pelati),
  • 1/2 bicchiere di latte (facoltativo),
  • freselle o crostini per servire.

Come fare:

raschiare e lavare le cozze con cura, metterle in un tegame capiente assieme all’olio evo, l’aglio vestito (che poi andremo ad eliminare) ed il peperoncino.

Coprire il tegame ed alzare al massimo la fiamma, tenendo fermo il coperchio scuotere il tegame; quando le cozze saranno aperte unire il prezzemolo, scuotere, spegnere e mantenere al caldo; eliminare le cozze che non si saranno aperte).

Se adoperate i pomodori freschi, fare un taglio a croce su ognuno e sbollentarli finchè i lembi si solleveranno, scolarli, pelarli, tagliarli ed eliminare i semi, spezzettarli

Togliere le cozze dai gusci e tenerle al caldo, filtrare il liquido di cottura.

In un tegame di coccio far rosolare uno spicchio d’aglio vestito, unire i pomodori e far insaporire; unire il liquido di cottura delle cozze e mezzo bicchiere di latte, serve a dare un po’ di cremosità, se non vi piace potete addensare con un po’ di maizena o una patata lessa schiacciata.

La cottura sarà brevissima, alla fine aggiungere le cozze e cuocerle soltanto il tempo di raggiungere la temperatura, spolverizzare con un po’ di prezzemolo e servire con la fresella o un crostone di pane tostato, se vi piace potete sfregare sia la fresella che il crostone con uno spicchio d’aglio.

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Ho scorporato le due ultime ricette per comodità mia e di chi legge, buona settimana.


Tagliatelle al Pomodoro e Basilico, la cucina di casa.

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Pappardelle  al pomodoro e basilico.

Anche questa è una ricetta che ho scorporato dai post multipli, lo so che è banale ma sono queste le ricette di casa, quelle che fanno famiglia, quelle che scaldano il cuore

Tagliatelle naturali tagliate

Ingredienti per la pasta:

  • 80 g. di farina 00,
  • 20 g. di semola rimacinata,
  • 1 uovo,
  • 1 pizzichino-ino di sale.

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Come fare la pasta:

senz’altro tutti o quasi sanno fare la pasta in casa ed ognuno può seguire il proprio metodo.

In una ciotola unire le farine, l’uovo leggermente sbattuto ed il sale; formare un panetto e far riposare in frigorifero per 1 ora.

Alla fine del riposo, formare le tagliatelle, i puristi col mattarello, gli altri con la nonna Papera che ha sempre il suo perchè.

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Ingredienti per il condimento:

  • passata di pomodoro,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • basilico.
  • olio evo,
  • sale,
  • peperoncino.

Come fare:

è un semplice sugo al pomodoro, ho messo in un tegame senza olio, il pomodoro, l’aglio, sale e peperoncino, ho cotto lentamente e fatto asciugare, ho tolto l’aglio e messo il basilico gli ultimi 5 minuti, ho aggiunto un filo d’olio a crudo, in questo caso ho messo il parmigiano.


Finocchi gratinati al forno con le nocciole: raffinatezza nella cucina di casa (di Tiziana).

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In questi anni da queste parti sono passate molte entità, oggi ho scosso l’ albero, come si fa quando si vogliono far cadere le foglie secche, ebbene, le foglie rimaste non sono molte ma sono quelle più tenaci, fra queste c’è Tiziana che dall’inizio mi è stata vicina, nel bene e nel male, andando oltre le apparenze e cogliendo sempre, in ogni occasione, il bene che c’è accantoalcamino che, in questo virtual-mondo di detrattori sempre e comunque, ha del miracoloso.

All’inizio della mia avventura mi aveva mandato anche questa ricetta, Tiziana è l’artista che, chi mi segue, conosce.

Ho citato più volte i suoi quadri, facendoli diventare i scenari di alcuni dei post a me più cari.

Ormai l’autunno si è incamminato sulla via dell’inverno, col suo cesto di ortaggi, tra questi i finocchi, i protagonisti di questa ricetta.

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Ingredienti:

  • 2 Finocchi (grandi),
  • 10 Pomodorini Ciliegini o Datterini o Piccadilly,
  • 100 g. di nocciole,
  • sale,
  • peperoncino,
  • aglio in polvere,
  • Parmigiano Reggiano,
  • olio evo.

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Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C.

Ungere una teglia da forno o coprirla con l’apposita carta, lavare e tagliare a spicchi i finocchi e i pomodorini.

Dopo averli disposti nella teglia, salare, spolverizzare con l’aglio, aggiungere il peperoncino , il parmigiano grattugiato e le nocciole tritate grossolanamente.

Coprire la teglia con la stagnola ed infornare per 20’, togliere l’alluminio e rimettere in forno per altri 20’.

Prima di servire irrorare con un filo d’olio.

Ecco, per oggi è tutto, alla prossima.


Alici marinate al limone perchè oggi è venerdì e venerdì pesce!

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Pur essendo donna di mare non mi piace il pesce azzurro, lo scrivo ogni volta ma è così, purtroppo, perchè il pesce azzurro fa bene.
Un tempo aveva anche il pregio di costare poco, ricordo ancora le 5o lire di sardoni per i randagini che comperavo al ritorno da scuola, erano le 50 lire che mi dava la Signora Gisella  per la merenda:  20 una rosetta di pane + 30 una vaschettina di nutella= 50 lire (sarebbero 3 centesimi di €uro), un giorno si e uno no devolvevo i soldini per i mici che mi sentivano arrivare nel cortile ed era una festa, già, ho sempre avuto un rapporto speciale con gli animali, gatti in primis.
Nei fumetti era un classico il gatto spelacchiato con la lisca in bocca no? Torniamo a noi, questa è l’unica maniera in cui mangio le alici, le mangio al ristorante o, raramente, le compero pronte.Non le ho mai preparate e questa ricetta con foto mi è stata gentilmente offerta da gustissimo un portale di cucina, un ricettario on line, ce ne sono molti ma non tutti sono affidabili.

Spesso ho replicato qualche ricetta e spesso sono rimasta delusa;  non c’è modo di comunicare, né di protestare perchè manca un ingrediente o è errato qualche passaggio nel procedimento.

Certo, capita anche a me di andare in cerca di qualche ricetta nel web, per le ricette classiche bisogna avere una base dalla quale partire per poi rivisitare.

Questo è il terzo anno che ricevo a casa la rivista Sale&Pepe e devo dire grazie proprio a Gustissimo che mi ha anche concesso la riproduzione di questa ricetta per cui, quest’anno, un post di ringraziamento ci sta tutto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 600 g. di alici,
  • 4 Limoni,
  • aglio,
  • prezzemolo,
  • olio extravergine d’oliva,
  • peperoncino (facoltativo ma consigliato).

Come fare:

pulire le acciughe eliminando testa, coda e lisca, sciacquarle bene e appoggiarle su un tagliere inclinato per farle sgocciolare, asciugarle con un panno per far assorbire anche l’acqua residua.

Spremere i quattro limoni e versare una parte di succo in una pirofila, poi adagiare un primo strato di alici, ripetere l’operazione fino ad esaurimento delle alici facendo attenzione a che il succo le ricopra bene.

Farle marinare in frigorifero per almeno 6 ore, trascorso questo tempo scolare il succo di limone e condire le alici con aglio, olio e prezzemolo.

Accorgimenti:

ricordarsi di pulire le alici appena acquistate e di asciugarle bene sia dall’acqua dopo averle pulite, sia dal succo di limone dopo il riposo in frigorifero.

Idee e varianti:

si può  aggiungere al condimento delle alici marinate al limone anche un peperoncino piccante per dare un tocco di sapore in più a questo piatto fresco.

Vi auguro uno splendido fine settimana.


Zuppa di indivia riccia e pastinaca: c’è qualcosa di nuovo oggi nel…Coccio, anzi d’antico.

Non me ne voglia Giovanni Pascoli se ho trasformato una sua strofa in titolo ma ho voglia di poesia, di sognare, di fermarmi a contemplare, ho voglia di trasformare ogni mio piccolo gesto quotidiano, voglio cogliere la poesia che c’è nelle cose che mi circondano, ne ho bisogno…per vivere, io non voglio sopravvivere ma “vivere”.

Non so se mi piace vivere in questo “nuovo” mondo d’oggi, mi accorgo che ci sono state in questi ultimi anni 2 forti accelerazioni che hanno spinto di forza quelli della mia generazione in una dimensione sconosciuta, persone che in un’età nella quale dovrebbero aver imparato quasi tutto, devono ricominciare a “studiare” per non sentirsi inadeguati.

Penso ai nostri anziani quasi obbligati ad avere un conto corrente o costretti (con la loro pensione) a fare corsi di computer per poter pagare le bollette online, con conseguente allacciamento della linea telefonica…sono perplessa ed esterefatta…

Ho pensato a questo ieri, dopo essere andata nel blog di Benedetta ed aver letto nella sua bellissima introduzione ad una mousse questa frase “Poi una canzone vai in loop… mi alzo per andare a sbloccare groveshark…” e lì mi è preso lo sconforto, mi sono sentita ignorante ed inadeguata.

Io ricordo che, ai tempi del vinile,  saltava la puntina :-( o s’ incantava il disco…si, mi sento inadeguata, poco preparata ma anche poco (niente) interessata ad imparare , preferisco l’ inadeguatezza, non ho tempo ed anche se imparassi  non avrei interlocutori/trici con cui sfoggiare il mio sapere se non Perla, ello ne sa meno di me ed ama scrivere ancora con la penna stilografica…questo mondo di hiphone, ipod, touch screen non fa per me…, io continuo a giocare da sola in cucina e contemplare la natura intorno casa, sarà poco, ma a me basta.

L’insalata della foto è la gentile.

Ed eccoci arrivati alla ricetta, una zuppa cotta nel coccio dove le cotture sono silenziose, lente, non richiedono attenzione e regalano profumi, l’ideale per un’ anima maledetta come la mia.

Se la cucina già di per se è la mia terapia, la cottura nel coccio è la mia cura d’urto, quella che si fa a primavera per “sistemare” le vitamine ed i sali minerali che i raggi caldi del sole d’estate faranno evaporare.

L’ho trovata tempo fa su una scheda cucina e l’ho vista anche nel web, esattamente com’è scritta, ed è per questo che ho voluto rinnovarla e rinfrescarla, una zuppa così merita attenzione.

Ho aggiunto la pastinaca ed ho adoperato la farina socchievina che, con la sua consistenza farinosa ha regalato a questa zuppa una nota vellutata, accentuata anche dall’aver frullato il tutto, cosa che nella ricetta originale non c’è.

Consigliato il crostino di pane tostato che ho sostituito con delle chips di pastinaca che hanno dato ulteriore gusto e croccantezza alla zuppa…’na botta de vita…provatela, se vi va, anche con la pentola normale ;-)

Ingredienti per 2 persone (4):

  • 1 cespo di indivia riccia,
  • 1 radice di pastinaca,
  • 1 scalogno,
  • 1 cucchiaio di farina di mais Socchievina,
  • 1 cucchiaio di olio evo ,
  • acqua di cottura della pastinaca ed indivia a coprire,
  • sale affumicato (lo adoro),
  • peperoncino in polvere q.b.(Garofalo).

Ingredienti per le chips di pastinaca (copio incollo dal blog di riferimento, io ho dosato ad occhio ed ho tagliato le fette troppo sottili ):

  • 2 grosse pastinache affettate a mano (non uniformi),
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva,
  • ho omesso la salamoia secca che indica nel blog adoperando soltanto  sale e polvere di peperoncino.

Come fare la zuppa:

pelare la radice di pastinaca, tagliarla a pezzi grossolani e farla cuocere in acqua salata (partire da freddo), nel frattenpo lavare l’indivia riccia e quando la pastinaca sarà tenera sbollentarla per qualche minuto.

Considerando che il tutto andrà frullato non occorre tritare finemente, fatelo se desiderate un’altra consistenza.

Versate il composto nel vostro tegame (di coccio o no) dove avrete fatto imbiondire lo scalogno in poco olio evo, far insaporire per una decina di minuti (la pastinaca schiacciatela con una forchetta), se allungate con brodo vegetale senza sale aggiustare la sapidità, io ho allungato con l’acqua di cottura già salata.

Portare lentamente ad ebollizione, versare setacciando, la farina e mescolare senza formare grumi, mettere il coperchio e continuare la cottura per 30 minuti.

La ricetta consiglia, a questo punto, di aggiungere il parmigiano, mescolare e versare su crostoni di pane raffermo, io ho preferito aggiungere le chips di pastinaca fatte come spiegato sotto, la ricetta l’ho trovata nel blog che cito, peccato che da quasi 1 anno non sia stato aggiornato, so che le Amiche vegane, vegetariane e quelle che amano la cucina sana e naturale andranno a prendere spunti.

Come fare le chips di pastinaca (dal blog di riferimento):

accendere il forno a 200°C (ventilato), (per me la temperatura è risultata eccessiva ma voi regolatevi con il vostro forno).

Condire le fettine di pastinaca con olio, sale e gli aromi che preferite,  infornare per 10/15 minuti.

Ecco fatto, ne ho data una fondina alla mia vicina (non la “svizzera” ;-) ) ed è passata a dirmi che quando la rifaccio la rivuole :-D ..ello? Ello ha soltanto detto: io non mangio “quella roba verde” :-( ..peggio per lui :-D

Ed ora vi presento la farfalla che martedì era intrappolata nella pioggia, così l’ho “invitata” a salire su una foglia e l’ho portata in casa (consigliata dalla mia “interlocutrice” telefonica), dove è rimasta fino al giorno dopo, poi quando si è alzato il sole si è appoggiata alla parete della terrazza ad aspettare che si asciugassero le ali e poi…è volata via.

E come spesso e ancora ed ancora per molto tempo mi succederà, quando vedo una farfalla mi viene in mente la canzone di Lucio dalla (Cara), se la volete ascoltare cliccate sulla foto, vi auguro una bellissima giornata, come la mia.

…Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano…


Insalata d’orzo e cime di rapa e il cavallo nel pozzo.

 

Il cavallo fuori dal pozzo 

Un giorno, il cavallo di un contadino cadde in un pozzo, non riportò alcuna ferita, ma non poteva uscire da lì con le sue proprie forze.

Per molte ore l’animale nitrì fortemente, disperato, mentre il contadino pensava a cosa avrebbe potuto fare e finalmente il contadino prese una decisione crudele: pensò che il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente, e anche il pozzo ormai era secco ed aveva bisogno di essere chiuso in qualche maniera.

Così non valeva la pena sprecare energie per tirarlo fuori dal pozzo, allora chiamò i suoi vicini perchè lo aiutassero a interrare vivo il cavallo.

Ciascuno di essi prese una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo, tuttavia, con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra, il cavallo si calmò.

Il contadino guardò in fondo al pozzo e con sorpresa vide che ad ogni palata di terra che cadeva sopra la schiena, il cavallo la scuoteva, salendo sopra la stessa terra che cadeva ai suoi piedi. Così, in poco tempo, tutti videro come il cavallo riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire da lì, trottando felice.

La vita ti getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra, soprattutto se tu sei già dentro un pozzo.

Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra che portiamo sulle spalle e salire sopra di essa.

Ciascuno dei nostri problemi è un gradino che ci conduce alla cima.

Possiamo uscire dai buchi più profondi se non ci daremo per vinti.

Adoperiamo la terra che ci tirano per fare un passo verso l’alto !

Ricordati delle 5 regole per essere felice:

1 – Libera il cuore dall’odio.
2 – Libera la mente dalle eccessive preoccupazioni.
3 – Semplifica la tua vita.
4 – Dà in misura maggiore e coltiva meno aspettative.
5 – Ama di più e … accetta la terra che ti tirano, poichè essa può essere la soluzione e non il problema.

 

Chi ha la fortuna (?) di conoscere ello saprà già perchè sabato mattina ho riso quando mi ha letto questo racconto augurale speditogli da un suo cliente.

Cliente che è stato apostrofato con epiteti vari, in quanto ello non brilla per romanticismo ed inutili moralismi e filosofeggiamenti.

Più io dicevo: ma è stato carino e gentile più lui sottolineava che era stata un’idea ……, e dal momento che a me, al contrario,  piacciono i racconti con una morale e mi piace filosofeggiare, ho cercato il racconto nel web, trovandolo e lo condivido volentieri con i tanti cavalli che ora si trovano nel pozzo e che stanno per essere ricoperti di terra, in fondo il mondo è pieno di contadini (nel senso dispregiativo che usa la gente ignorante) e di vicini pronti con la pala in mano.

  Insalata calda d’orzo e cime di rapa di Tiziana.

Ed ecco la ricettina, arrivata fresca, fresca via mail da una Tiziana che vuole farmi tornare la voglia di cucinare e che la smetta di filosofeggiare.

Ingredienti (non ha messo le dosi ma so essere per 2 persone):

  • orzo lessato in acqua salata,
  • cime di rapa tritate finemente (non sbollentate),
  • 1 spicchio d’aglio tritato (si può metterlo vestito e togliero se non si desidera mangiarlo),
  • peperoncino,
  • olio EVO.

Come fare:

lessare l’orzo in acqua bollente salata e nel frattempo saltare in padella con l’olio, l’aglio ed il peperoncino le cime di rapa (crude) tritate finemente, portare a cottura ed unire l’orzo con poca acqua, amalgamare fino a far assorbire il liquido.

Impiattare con un coppapasta a forma di fiore, decorare con delle viole mammole, salutare l’inverno e servire la primavera in tavola.

 

Nevicata di Pasqua.
La nevicata di Pasqua e la risposta di ello al SMS:
Ricambio i tuoi auguri equini con affetto e cordialità

Non c’è nulla da fare, è irrecuparabile.


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