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Da pupattola a “pupattola”: il “Piatto Primavera”…


Lo so, siamo in estate (forse) ma con l’atmosfera che si respira in casa “Sapori Divini” mi sa che la primavera sarà la stagione regina per molti anni.

Questo piatto nasce dalla mente “fervidamente artistica” di Tiziana che me l’ha spedita via mail proprio a primavera ma, sapendo della visita estiva di Blanca abbiamo aspettato il momento giusto per farla assieme.

Al tempo c’erano ancora le cime di rapa che abbiamo (ha) sostituito con un golosissimo pesto di rucola.

Ingredienti:

  • petto di pollo,
  •  zenzero in polvere,
  •  zafferano,
  • vino bianco,
  •  cime di rapa (versione attuale con pesto di rucola “booooono”)
  •  aglio,
  •  philadelphia,
  •  semi di papavero,
  •  sale
  •  olio evo.
  • peperoni rosso e giallo,
  • striscioline buccia di cetriolo.

Disegnare il “Piatto Primavera”:

salare le fettine di pollo, rosolarle in un filo d’olio assieme allo zenzero, sfumare con il vino bianco, aggiungere lo zafferano e portare a cottura.

Togliere il pollo dalla padella, farlo raffreddare per ritagliarlo con le formine ( fiori e farfalle ), tenere da parte il sughetto di cottura.

Lavare le foglie delle cime di rapa, metterle in una padella con un filo d’olio evo, l’aglio tritato, il sale e farle appassire.

Lasciar raffreddare e quindi passarle nel mixer assieme a un cucchiaio di Philadelphia.

Riscaldare la salsina verde, in un’altra padella riscaldare le formine di pollo nel sughetto di cottura , quindi impiattare appoggiando i fiori e le farfalle sulle salsine decorando poi  con i semini di papavero.

Questo succedeva nella ricetta originale ma Blanca ha deciso di fare i fiori con i peperoni rossi e gialli, ha voluto fare i cuoricini, ha voluto fare un cielo…

ogni tanto la “nonna” voleva metterci mano :-D

Alla fine bisogna creare un “set fotografico” ma se nessuno ti dà una mano, anzi, si diverte a farti i “dispetti” come si fa?

Ditemi voi se sono “facce” da fare ad un’anziana “signora” che sta  fotografando…mah, valle a capire queste “pupattole” ;-)

Blanca, la nonna, Perla (deve sempre metterci il nasino :-D ) e l’”anziana Signora” offrono questo piatto ad Alice Ginevra, la meravigliosa “Pupattola” del web, non so se Alice vorrà farlo assaggiare a mamma e papà…ma questo lo saprete più in là ;-)

E dopo aver trascorso un meraviglioso pomeriggio con Blanca, la nonna ed il papà di Blanca che, purtroppo ha, nel frattempo, ricevuto una brutta notizia (Enrico un abbraccio affettuoso) me ne sono andata via con una bella zanzarona costruita proprio da Blanca con un palloncino (ma secondo me c’è ancora lo zampino della “nonna” ;-) ).

Io le ho lasciato una scatolina/decoupage (finalmente dopo tanto tempo ho ripreso l’”attività”) dove mettere le sue collane (l’ha detto lei :-) )


WHB # 291: “raccolto” e mangiato…

É stata una settimana straordinaria, non avrei mai immaginato arrivassero tante persone da diversi posti d’Italia e non solo.

Giornate intense trascorse in campagna, ognuno col suo compito, quello di raccogliere, pensare, inventare qualcosina da mettere sotto i denti la sera, riunite attorno al “fratino” abbiamo assaggiato tutto, ma proprio tutto, lasciando anche qualche briciola per i passerottini.

Emozioni vissute in una vecchia casa di campagna, quelle con i muri “spessi” per intenderci, da dove d’estate il fresco non scappa, arredata in perfetto stile “Shabby shock” che Antonella, architetto di grido ha cercato in tutti i modi di convincermi a “rivedere” :-D

Ma ora salite tutte/i sul cassone dell’autocarro che vi presento ospiti e ricette strada facendo, in ordine sparso senza una logica di menù, CLICCANDO SULLE FOTO DELLE RICETTE ARRIVERETE NEL BLOG DELLA “CUOCA/O”

La prima ad arrivare Astrofiammante  da Verona col suo meraviglioso antipasto, lei adora viaggiare e la sera, sotto il fresco del pergolato ci ha deliziate/i con i suoi racconti di viaggio che troverete dettagliatamente “illustrati” nel suo blog.

Poco dopo arriva anche Graziana, da Acireale e porta con se tutto il suo sapere non solo teorico sulle erbe e sul loro utilizzo in cucina.

Messeguè arrossirebbe di fronte a questo sgombro in salsa di acetosa mentre noi ci siamo leccate i baffi :-D

Ed ecco Maria61 da Bari, la regina delle torte, dopo  suoi ultimi corsi le sue torte sono diventate opere d’arte, per noi ha raccolto le ciliegie e ha fatto questo dolce che abbiamo gustato a colazione per partire con energia :-)

Qui c’è bisogno di un uomo…così ha esordito Max (Nuccio per il popolo di fb ;-) ) da Reggio Calabria..certo abbiamo detto e così la mattina presto saliva sul trattore (seguito dal “folletto” numero uno di Tepperella), lui recalcitrante protestava: uomo di mare sono e allora dopo aver svolto diligentemente il suo lavoro lo “spedivamo” a comperare il pesce che poi cucinava la sera per noi “fanciulle” :-D

Max on de trattor :-D

Tiziana da Imola usciva la mattina all’alba per raccogliere i più bei fiori dalle piante di zucchina per poi riempirli con..ma andate a vedere nel suo blog, ve li farrà “assaggiare”….

A sorpresa arriva anche Eleonora dalla meravigliosa Francia dalla quale sta per trasferirsi in Marocco.

Giornalista, scrittrice, poeta ed “opportunista ed ippocrita” aggiungo io, anche se poco poeticamente ha  “preteso” l’uso esclusivo del cucinino di servizio, quello che non adopero mai, per fare una torta “senza glutine/gluten free”, dedicata a chi non può mangiare tutto senza problemi…come dirle di no ;-) ?

Vi ingolosisco con la fetta ma andate a vedere la torta intera nel suo blog…ne rimarrete incantate/i (è ciò che vuole :-)

Tepperella, da Venessia, però sverna a Milano perchè si sa Milan lè un gran Milan ma d’estate è meglio scappare a gambe levate.

Non vi dico cosa ha combinato in cucina per preparare questo “cheese cake” coadiuvata dai 2 “folletti”, sto ancora pulendo ma vi consiglio di andare a leggere il suo racconto, riderete a crepapelle :-D

“Ocio che rivo”…ecco la voce di Cristina (Tutto a occhio) da Trieste che porta con sé un pò del mio adorato mare in questa insalata di polpo, ed ha portato con se anche Tolomeo che è riuscito a farsi accettare anche dalla “superbina” Perla :-D

Lei è sarta e crea gli abiti per le Barbie che poi espone negli stand delle fiere allestite per l’occasione, ora è anche “mamma” di Tolomeo, un delizioso gattino trovatello che impegna anche l’ultima ora libera che si era ritagliata per sé…ah l’amore :-)

Non so se Sonia sia arrivata di corsa, addirittura dalla Sicilia per il piacere della nostra “compagnia” o perchè aveva saputo della torta di Eleonora, fatto stà che alla vista dei suoi deliziosi petti di pollo abbiamo fatto il “baratto”, la torta senza glutine in cambio del pollo :-)

A svaligiare gli alberi di gocce d’oro (amoli dalle mie parti) ci ha pensato Cinzia che, lasciandoci tutte/i a bocca aperta (in tutti i sensi) ha creato questa tarte con frolla al limone, vi dico soltanto: andate a stamparvi la ricetta correte a cercare un albero e fatela, accendere il forno non vi peserà…

 

Graditissima la presenza di Solema,  soprattutto per i suoi sformatini di melanzane, da lei troverete anche valide e garantite indicazioni sulla panificazione.

Ora ditemi voi se non si evince dal “design” di questa torta salata che Antonella è architetto (da Castellar Ponzano), è una fortuna che in questo periodo sia impegnata a portare in tour il suo “Napoleone” sennò non ce n’era più per nessuno.

Il suo è un blog “colto”, ogni suo post è intriso di cultura reale e non improvvisata, per dirla tutta “sa cosa e di cosa scrive”.

Spesso il suo Napoleone cerca d’intrufolarsi ma la differenza salta subito all’occhio dell’intenditore :-P

La leggenda narra che portare i malli del noce che cresce nel tuo terreno faccia sorgere la casa dei tuoi sogni proprio lì vicino.

Forse è per coronare il suo sogno che Emanuela è arrivata col cesto di malli e la sera tutte assieme l’abbiamo aiutata a fare il nocino.

La sua ricetta magica la trovate nel suo giovane blog, la leggenda l’ho inventata io ma l’augurio che il suo sogno si realizzi è reale…

Terry è arrivata con tanti vasetti di creme per noi, si sa, in campagna d’estate, col sole cocente, la polvere, i pollini, la sera la pelle è sofferente, disidratata e così, una bella doccia ed uno strato di crema sul viso e corpo e si ritorna nuove, belle liscie, profumate..pronte per godersi il fresco in veranda…

Vi renderete conto che dopo una settimana di libagioni e festeggiamenti ci vuole qualcosa per “digerire” vero?

A questo ci ha pensato Tiziana con la tisana allo zenzero che vi insegno a fare ( :-D ) nel mio blog.

L’ha sperimentata anche lo staff de “lerocherhotel” che l’ha promossa a pieni voti…

Etteppareva!!!! Sempre ultima Brii, ma lei è la “capa” e le concediamo tutto :-D d’altronde sarebbe impossibile non farlo di fronte a questo sciroppo che ne pensate?

Beh proprio l’ultima no..perchè il “primato dell’ultimo arrivato” (piaciuto il gioco di parole? :-D ) lo voglio tutto per me :-D

E me lo prendo con la salsa di ribes rosso che troverete accanto al camino ;-)

La raccolta è servita, questa settimana sarà ospitata da Brii, mi raccomando riempitela di ricette, fatela “LAVORARE” che tra scorribande sul Monte Baldo, feste Scolastiche per la bellissima e bravissima figliola, compleanni del bimby (ma cosa s’inventerà mai ? :-D )  di lavurà non se ne parla proprio :-)   :-P

Vi lascio un souvenir, il cestino ed il cappello di paglia che erano in dotazione…..


Kaki-age: la parola al silenzio…

Alle elementari avevo una maestra dolcissima, spesso durante le ore di lezione ci dava dei “compiti” e, man mano si accorgeva che qualcuna aveva terminato, passava tra i banchi e ad ognuna faceva un complimento ed una carezza, alla più “brava” come alla più “asina”.

Ecco, Acquaviva l’ho vista così, come una dolcissima maestra consapevole di aver dato un “compito” difficile, ed alla “consegna” dei post è passata da tutte a lasciare una parola d’incoraggiamento.

Io ho apprezzato molto questo e la ringrazio davvero, non è da tutte le “maestre” farlo.

Ho cercato di fare il “compito” al meglio, lasciando per un’altra volta il “progetto” che non era realizzabile adoperando gli anelli di moscardino.

Ormai lo so, quando non avrò voglia di “parlare” prenderò uovo, acqua e farina e mi lascerò andare e con gesti lenti preparerò la pastella e mi prenderò tutto il tempo per pensare, come ho fatto questa volta.

Per l’ esecuzione a regolad’arte del kaki-age vi rimando al post di Acquaviva del quale riporterò mano mano qualche passo.

Ho modificato la salsa per la difficoltà a reperire gli ingredienti ed anche per rendere questa preparazione gradevole anche a chi, è risaputo, non ama i cambiamenti e rispetto troppo il cibo per sprecarlo.

Ingredienti per  il “mio” kaki-age:

  • moscardini freschi,
  • friggitelli,
  • cipolla di Tropea,
  • peperone rosso,
  • semi di sesamo,
  • fettine di zenzero in agrodolce,
  • 1 lt. di olio di arachidi, profumato con 1 cucchiaino di olio di sesamo per friggere.

Per la pastella (koromo) (dal blog di Acquaviva):

  • 125 gr. di farina 00 a basso contenuto di glutine (hakurikiko)+ qualche cucchiaio per infarinare,
  • 200 ml. c.ca di acqua ghiacciatissima (ideale è lasciarla in frigo con qualche cubetto di ghiaccio fino a che si è sciolto),
  • 1 tuorlo d’uovo.

Per la salsa a modo mio:

  • 1 cucchiaio di salsa di soia,
  • 1 cucchiaino di Tahini chiaro,
  • 1/2 cucchiaio di aceto di zenzero.

Per il sale aromatico (go mijio matcha):

  • 1 cucchiaio di sale marino in fiocchi,
  • 1/2 cucchiaino di tè verde matcha in polvere.

Come fare la pastella (dal blog di Acquaviva):

per la pastella di solito si usa acqua in quantità doppia della farina, ma il segreto sta nel setacciare un paio di volte con cura la farina e

versarla in un contenitore trasparente, quindi disporre il tuorlo in un uguale recipiente e versarvi sopra tanta acqua ghiacciata quanta

ne serve per raggiungere lo stesso livello della farina.

La vera dose dell’acqua dipende dalla dimensione del tuorlo.

Per la pastella di solito si usa acqua in quantità doppia della farina, ma il segreto sta nel setacciare un paio di volte con cura la farina e versarla in un contenitore trasparente, quindi disporre il tuorlo in un uguale recipiente e versarvi sopra tanta acqua ghiacciata quanta ne serve per raggiungere lo stesso livello della farina. La vera dose dell’acqua dipende dalla dimensione del tuorlo.

Attenzione: gli eventuali cubetti di ghiaccio vanno levati dall’acqua prima di usarla perché non devono entrare in contatto con l’uovo.

Sbattere l’uovo con l’acqua (usando un paio di bacchette di bambù) e quando è ben amalgamato unirvi  in un solo colpo la farina setacciata.

Mescolare lentamente e per poco tempo, per evitare che la pastella diventi collosa, non importa se restano dei grumi. Una scuola vuole la pastella usata subito, l’altra fatta riposare da un minimo di un’ora fino a 24 ore (Io l’ ho fatta riposare 2 ore).

Una parte degli ingredienti li ho tagliati ad anelli che ho infilato in uno spiedino, il resto degli ingredienti li ho tagliati a pezzi piccoli (mijingiri), li , mescolati al sesamo, infarinati leggermente per asciugarli ed immersi nella pastella.

Ho fritto ad immersione nell’olio a 170°C. (ho usato il termometro); vi consiglio di leggere da Acquaviva anche le indicazioni per una frittura perfetta.

Ho composto il piatto così, ai lati del contenitore ci sono fettine di zenzero sotto aceto.

 


Involtini di peperone.

Involtini di peperoni.

Non starò a scrivere le dosi, se avete 1 peperone fate 1 peperone se ne avete 100 fateli tutti non avanzeranno e non avanzerà neanche il ripieno che potrete mettere nel riso freddo, su un crostino di pane o, semplicemente, mangiarlo a cucchiaiate che è una goduria :-)

Ingredienti:

  • peperoni gialli e rossi carnosi,
  • cipollotti,
  • tonno al naturale (o sott’olio sgocciolato),
  • pecorino grattugiato (o parmigiano),
  • prezzemolo e basilico,
  • capperi (aggiunta personale),
  • pane grattugiato,
  • olio evo,
  • sale, pepe q.b.

Come fare:

essendo questa una ricetta di Simone Rugiati della quale mi sono appropriata immediatamente per il metodo di cottura dei peperoni che evita di sporcare fornelli la condivido paro paro.

Lavare i peperoni metterli in una teglia da forno e versare acqua fino a raggiungere 1/3.

Infornare a 220°C. finchè la metà superiore dei peperoni diventa scura c.ca 20/25 minuti.

Girarli e terminate la cottura per altri 15/20 minuti.

Scolarli e chiuderli per un quarto d’ora in un sacchetto, alla fine spellarli sotto l’acqua fredda, dividerli a falde, togliere semi e filamenti ed asciugarli bene con la carta da cucina.

Mentre cuociono i peperoni preparare il ripieno facendo rosolare i cipollotti, senza colorirli, portarli a cottura aggiungendo poca acqua.

Nella stessa padella aggiungendo olio se necessario tostare il pangrattato mescolando per non bruciarlo.

Unire in una ciotola  i cipollotti, il tonno, il formaggio, il pangrattato, i capperi, il basilico tritato e pepe se lo usate.

Distribuire il composto sulle falde di peperone salate e pepate ed avvolgerle, fermando l’involtini con gli stecchini.

Foderare la teglia con carta forno, appoggiare gli involtini e mettere in frigorifero (si possono preparare il giorno prima).

Prima di servirli far gratinare a 220°C.

Per servirli si può fare una salsina con olio, aglio e prezzemolo oppure con olio aglio e basilico, da leccarsi i baffi :-)

Aggiungo il mio pensiero per Michael jackson…

Buon fine settimana..ci rileggiamo lunedì….


Cetrioli ripieni….

Il cetriolo che non è proprio di stagione ma può essere un idea utile per quest’estate, magari per far mangiare le “verdurine” a tutti :-)

Liguria: Sitrullo, Cugoemau – Piemonte: Cocumer – Lombardia: Coecoemer – Veneto: Zerumolo, Cogumero.

Emilia: Zedron, Cucomber – Toscana: Citriuolo, Treciolo – Abruzzo: Melangula – Campania: Citrulo – Calabria: Verdinasce, Citrolu (max docet)

Sicilia: Citrulo virdi – Sardegna: Cuggumera

Friuli: Codumar :-D

Probabilmente è originario dell’India, ora si trova dappertutto con vari cultivar  che li differenziano nella forma e nel colore.

Si raccoglie in luglio/agosto prima della maturazione.

Molti hanno difficoltà a digerirlo, si può ovviare eliminando il liquido di vegetazione.

Io li taglio con la mandolina, li salo e li metto in uno scolapasta, li risciaquo e li scolo bene e, come mi ha insegnato una signora Slovena, li condisco con  panna acida e  finocchietto, provare per credere..

Ora dalla mia enciclopedia, pagina 191.

Proprietà:

vermifughe, diuretiche, antiinfiammatorie, emollienti, antipruriginose.

Principi attivi:

tracce di olio essenziale, aminoacidi, vitamina C e carotene, sostanze pectiche.

Il comune Cetriolo ha proprietà diverse a seconda della parte che viene usata.

I semi si usano come vermifughi efficaci, sorattutto nei confronti della tenia, benchè questa affezione, con le migliorate condizioni igienico-alimentari, sia diventata rara.

Il frutto fresco ha buone proprietà diuretichee depurative che possono essere utilmente sfruttate bevendone direttamente il succo o consumato crudo in insalata.

Uso cosmetico:

la polpa del cetriolo ha la proprietà di schiarire, decongestionare ed idratare la pelle, si può applicare su viso e corpo come maschera o impacco, mantenendo l’applicazione per almeno 1 quarto d’ora.

E adesso andiamo in cucina, le dosi sono ad occhio, considerate che vanno fatti e mangiati per mantenere la croccantezza del cetriolo.

Ingredienti:

  • 2 cetrioli grossi (io uso 1 lungo Olandese),
  • 1 scatola di tonno al naturale (quelle da 160 g.),
  • 2 uova (1 per il ripieno l’altro per decorare),
  • 1 cucchiaino da the di capperi,
  • 2 filetti d’acciuga,
  • prezzemolo,
  • olio,
  • aceto (di mele),
  • sale, pepe (verde).

Come fare:

far rassodare le uova e lasciarle raffreddare.

Nel frattempo con un rigalimoni decorare la buccia dei cetrioli o, semplicemente, sbucciarli.

Tagliarli in parti uguali e con uno scavino eliminare l’interno lasciando uno spessore di 1 cm, salarli all’interno e metterli in piedi in uno scolapasta il tempo di preparare il ripieno mettendo nel frullatore 1 tuorlo, il tonno, i capperi, l’acciuga a pezzetti, il prezzemolo, l’aceto, l’olio, il sale ed il pepe.

Finire di amalgamare in una terrina fino ad ottenere un composto morbido ma non troppo liquido.

Inserire il ripieno nei “cannelloni” di cetriolo, decorare con la “mimosa” dell’altro uovo e..bon appetit (Csaba docet ;-) )

I pomodorini ed i rotolini di peperone li ho farciti con della ricotta di kefir (se non l’avete va bene un’altra, l’importante è setacciarla più volte per renderla cremosa) amalgamata con poco aglio schiacciato, basilico (origano se lo preferite), un’acciuga sott’olio, sale e pepe (verde).


Sei proprio un pollo!!!! Lo so…. e me ne vanto……….

………….. sono un pollo Amadori ;-) …….

Il minimo che possa fare per ringraziare e dimostrare la mia riconoscenza  (in fondo chi sono io?..no, non dite parolacce ;-) ) per questo  splendido primo premio è dedicargli un post, e cosa potrei cucinare per lui se non un “pollo”?

Non vorrei sembrare “ruffi-ruffi”, ma a me quel signore lì è sempre stato simpatico,  è un uomo che ha una sola parola: la “Parola di Francesco Amadori”.

Per questa ricetta si è scomodata pure Nigella Lawson dalla quale ho preso ispirazione.

Ingredienti:

  • 2 confezioni di Coscia di pollo 10 E PIÙ,
  • patate (a piacere),
  • scalogni o cipolle di Tropea (a piacere),
  • zucca (a piacere),
  • 1 peperone rosso (quello avevo),
  • 1 cucchiaio di olio e.v.o.,
  • aglio,
  • origano,
  • zenzero in polvere,
  • peperoncino,
  • sale.

Come si fa:

lavare le cosce , asciugarle ed adagiarle appoggiate sul lato con la pelle in una teglia foderata con carta forno, salarle, aggiungere gli scalogni  privati soltanto del primo strato di “pelle”, gli spicchi d’aglio vestiti, il peperoncino e cospargere tutto con l’origano.

Accendere il forno a 200° C.

Sbucciare le patate, lavarle, asciugarle e tagliarle a spicchi, sbucciare la zucca e ricavarne dei cubetti non troppo piccoli, dividere a falde il peperone.

Mettere il tutto in una terrina capiente,  salare, unire un’abbondante spolverata di zenzero in polvere e l’origano.

Aggiungere 1 cucchiaio abbondante di olio evo e mescolare il tutto con le mani,  versare sulla carne coprendola.


Informare  e rosolare per c.ca 2o minuti, coprire la teglia con la stagnola e continuare la cottura per altri 20 minuti, scoprire nuovamente, girare le cosce con la pelle in alto ed appoggiarle sopra le verdure, alzare la temperatura a 220° C. e lasciare ancora 15 minuti per far sì che la pelle diventi croccante.


In stagione si possono aggiungere altre verdure, oggi ho usato la zucca ma anche  le carote vanno bene, evitere i peperoni verdi perchè li trovo poco carnosi  ed alla fine non rimarrebbe nulla, insomma, spazio alla fantasia, solitamente tolgo la pelle ma in questo caso ho usato pochissimo olio e la carta forno ha assorbito tutto il grasso rilasciato  nella prima fase di cottura.

Ecco Signor Francesco: il pranzo è servito :-) ed è a  “cuor leggero” che le dico ancora GRAZIE….

Ed ora mi faccio un regalo anch’io:  un pò di musica, quella che ascoltavo ai “vecchi tempi” ….. ;-)

In questo momento ho visto “questo”: el Sior Francesco che guarda i miei bocconcini..ditemi voi se queste non sono “soddisfazioni” ;-)


Fatto col..cuore, il mio piatto d’autore ..

Mi è sempre piaciuto dare una forma a quello che mettevo nel piatto, anche quand’ero “singola” mi coccolavo decorando le pietanze, poi per “lui” mi dilettavo, e mi diletto ancora a fare la pasta, i ravioli, i biscotti, le torte, gli gnocchi a forma di cuore (sbirciando le mie ricette vi accorgerete della mia “mania”).

Quando ho ricevuto l’invito dalle Sorelle in pentola per questo contest ho subito pensato a quale opera mi sarei potuta ispirare per dar sfogo alla mia passione.

La risposta l’ho trovata in questo quadro di Giorgio Celiberti :

E’ un pittore che vive e lavora a Udine, la città in cui abito e questo mi ha stimolato ancora di più.

Ora il compito era rendere commestibili i due cuori e rimanere fedele ai colori, considerando che la mia non doveva essere una “riproduzione” ma soltanto “fonte d’ispirazione”.

Per il cuore nero ho usato la mia adorata farina di grano arso, per quello rosso il concentrato triplo di pomodoro ed una puntina di colorante alimentare in gel, avrei voluto evitarlo ma per questo piatto sono stata indulgente.

Le pennellate arancioni sono fatte con una crema di peperone, i puntini “neri” con una salsa al basilico.

Cuore rosso:

ingredienti per la pasta:

  • farina 00,
  • concentrato di pomodoro,
  • 1 puntina di colorante rosso in gel,
  • acqua.

Ingredienti per il ripieno:

  • salsa al basilico fatta con basilico, sale, olio all’aglio (senza pinoli né formaggio per lasciarlo scuro),
  • Formaggio fresco di pecora.

Come fare:

preparare la pasta mescolando la farina con il concentrato aggiungendo acqua fino ad ottenere la consistenza, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigorifero per 20 minuti.

Stenderla sottile col mattarello (io ho usato la “nonna papera) e ritagliare 2 cuori, 1 grande 1 piccolo.

mettere al centro del cuore piccolo un pò di salsa al basilico, una “pallina” di formaggio e coprire con altra salsina, chiudere con il cuore grande.

Appoggiare il cuore sulla schiumarola e cuocerlo in acqua bollente salata.


Cuore nero:

per la pasta:

  • farina di grano arso,
  • acqua.

Per il ripieno:

Come fare:

impastare farina e acqua fino alla consistenza, avvolgere nella pellicola e riporre in frigorifero.

Stendere la pasta (mattarello o nonna papera) e ricavare 2 cuori come per il cuore rosso.

Appoggiare su quello piccolo un pezzettino di burrata, il datterino confit e ricoprire con un altro pezzettino di burrata,

Chiudere con il cuore grande e cuocere come quello rosso.

Per la salsa di peperone:

Tagliare il peperone rosso a pezzi e farlo cuocere a fuoco vivo con olio evo,  uno spicchio d’aglio vestito e sale.

Togliere l’aglio e frullare. Fatto.

Questo piatto partecipa al contest delle Sorelle in pentola:

Era da un pò che stavo pensando di aggiungere la “motivazione” scelta dai giudici per premiare la mia preparazione, spesso sono troppo “umile” e bypasso, però in questo caso gongolo proprio e lo pubblico :-)

“Direi che nella creazione si è riusciti a trovare nell’opera del maestro Celiberti, una fonte di ispirazione ideale e a darne corpo culinario in maniera eccellente. Trasferendo in modalità gastronomica la sua pittura conosciuta per l’innata curva di azione e l’asciutta qualità artistica. A riguardo dello logicità della ricetta, direi che merita un plauso il fatto che si sia utilizzata per la sua realizzazione la farina di grano arso, ingrediente antico. Ottenuta dal grano duro precedentemente tostato, dalla colorazione e profumo intenso, di origine pugliese. E che i prodotti utilizzati per la preparazione siano stati scelti e miscelati sapientemente in un insieme di sapori e di colori. La stesura della ricetta nella consigliata esecuzione di procedimento trova una interessante e ben pianificata metodica di lavoro. I vari soggetti/cibo sono stati assemblati nel piatto con perfetto criterio di ispirazione all’opera d’arte. Ottimo lavoro!!!!! La migliore!!!!!” – Luca Sforzellini-

 


Peperoni ripieni al vapore….leggerezza tutta da gustare…

Ancora una ricetta di Tiziana, capitata al momento giusto,voglia di sole, di colore,voglia di “leggerezza”.

Lei la definisce “nulla di nuovo”, per me, invece è nuovissimo, perchè io i peperoni li ho fatti in tutti i modi ma MAI e dico MAI ripieni con la carne e MAI avrei pensato di cuocerli a vapore…..quindi:

per me sono novità assoluta e chissà per quanti di voi, vi consiglio di provarli, io li ho preparati  ieri sera ed oggi me li pappo (non tutti, 2 sono per l’ometto goloso bisognoso di proteine).

Come sempre vi trascrivo la “sua” ricetta integrale, le mie varianti sono:  la cottura della patata assieme alla carne,  l’uso del basilico al posto del prezzemolo che non avevo in casa e l’aggiunta di peperoncino..(a lui piace “picanto” :-) )

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Ingredienti per 4 peperoni:

  • 700 gr. macinato misto ( manzo e maiale ),
  • 2 spicchi d’aglio  tritati finemente (io ne ho messi 3  vestiti , schiacciati e tolti),
  • prezzemolo (basilico),
  • maggiorana,
  • timo,
  • (peperoncino),
  • 1 patata grossa cotta al vapore (rosolata assieme alle patate),
  • 1 manciata di parmigiano grattugiato,
  • sale,
  • olio evo.

Procedimento:

lavare i peperoni , togliere la calotta, togliere anche tutti i semini, salare la parte interna e

appoggiarli su un piatto rovesciati, intanto preparare il ripieno.

Per il ripieno:

rosolare la carne con un poco d’olio e l’aglio il macinato, aggiungere il prezzemolo, la maggiorana, il timo , la patata schiacciata in precedenza con la forchetta (serve a mantenere morbido il ripieno) , il parmigiano e il sale.

Lasciare intiepidire e quindi riempire i peperoni con il composto….coprire ognuno con la propria calotta…..sistemarli nella vaporiera per circa 40’.


Se si desidera alla fine aggiungere un filo d’olio evo.

Con lo stesso procedimento preparo anche le melanzane e le zucchine.

UN BUON MISTO!!!!!!

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Grazie Tiziana, ora aspetto di cuocere così anche le altre verdure.

Lo so che oggi è domenica e sarete tutte/i in gita al mare, in montagna, al lago o, come me, finirete di sistemare la cantina per cui non avrete tempo di passare di qua…..ma avevo voglia di postare questa ricetta che mi è piaciuta un sacco.

Buona domenica allora, a presto ed ancora grazie a Tiziana.


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