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Coppa speziata alle pere e fiocchi di latte.

Ingredienti per 4 coppette:

  • 2 confezioni di fiocchi di latte da 150g.,
  • 8 piccole pere (le mie erano grandicelle Kaiser),
  • succo e scorza di limone,
  • 2 cucchiaini di cannella in polvere,
  • 1 cucchiaio di zucchero Muscovado,
  • 80 g. di albicocche secche.

Come fare:

sbucciare 4 pere e tagliarle a pezzetti, metterle in una casseruola con lo zucchero, la cannella, il succo e la scorza di limone ben lavato e cuocere a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto fino a che saranno disfatte.

A circa metà cottura aggiungere anche le albicocche secche tagliate a pezzettini.

Intanto lavare le altre pere e cuocerle con la buccia in un cartoccio di stagnola ben chiuso, in forno a 180° C. per circa 30 minuti.

Servire in coppette individuali alternando cucchiaiate di composta di pere tiepida a cucchiaiate di fiocchi di latte e servire mettendo al centro della coppetta una pera cotta al forno.

La mia pera è stata in forno troppo e si è raggrinzita :-(

Buon fine settimana.


I miei favolosi anni 80…di primi amori, di lasagne e di “Tris” (assaggini…)

Post lungo che tratta anche storie personali, per la macedonia più giù.

Ed ecco che il domani è arrivato e prima di iniziare col mio solito “romanzo” mi sento di fare una premessa/precisazione.

Sento di farlo perchè nei commenti delle ultime ricette noto un certo “smarrimento” perchè la presenza di questo fantomatico P.A. ha spiazzato anche chi un pò mi conosce e sa che sono una burlona.

Evidentemente sono molto convincente (potrei fare l’attrice? ;-) ) però va tutto bene, P.A. esiste ma non cucina, non intaglia, non sogna isole deserte.

Mi era stato “dato” in premio virtuale dalle Menuturistiche affinchè mi aiutasse a “liberarmi” dal “risiebisi’s devil” in quanto compulsivamente postavo ricette :-D

Io sono stata liberata dal “risiebisi’devil” ma ogni mese vengo nuovamente “posseduta” e così, PER GIOCARE” sto inventando delle storie tenendomi vicino P.A.. che di volta in volta mi “LIBERA”..o sono io che  LIBERO lui? ;-)

Spero di avervi un pò chiarito il concetto ed ora si parte con:

…si, proprio i miei favolosi anni 80, il più bel decennio della mia vita, durante il quale molte occasioni perdute da cogliere al volo, ma questo è soltanto il “senno di poi” che non conta nulla come tutti i se e tutti i ma…

Gli anni 80, il mio primo grande amore, quello che sapeva leggermi nel pensiero, che arrivava proprio mentre lo stavo pensando, quello che sapeva sorprendermi, farmi battere il cuore all’impazzata, che mi faceva trovare foglietti intrisi d’amore la mattina sul parabrezza del mio “vespino”, quello che mi regalava libri di poesia, ricordo Pablo Neruda e Paul Eluard dai quali prendevo in prestito le  frasi per i bigliettini che lasciavo io a lui qua e là come fosse una caccia al tesoro…

Lui mi ha insegnato i primi rudimenti per “veleggiare” in una crociera romantica a due per le coste della  Croazia, quella Croazia che dalla terra s’immagina soltanto, le sue isole, le sue spiagge, i suoi ristorantini con “i scampi ala busera” , le “palacinke con le noci” e “le magnade de pesse”, le atmosfere incantate, i tramonti struggenti.

A distanza di anni, quando riguardo le foto, rivedo quelle spiagge e penso a quei momenti il ricordo sale, come la marea e per un attimo mi travolge per poi lasciarmi andare…è così…com’è finita?

Ricordate la frase finale nel film “La signora della porta accanto?” …..”nè con te né senza di te”?..Ecco :-)

Gli anni 80, quando per caso partecipai ad una gara in MTB che contro ogni aspettativa vinsi, e decisi di fare di quello sport la mia professione per qualche anno, forse, data la mia età (io sono del ’54 fate voi i conti ;-) ) una scelta incosciente ma a distanza di anni posso dire di aver viaggiato, conosciuto un pò di mondo, ho “vissuto”…

Gli anni 80, quando decisi di andare in Toscana a vedere che fine avesse fatto quello che si definiva “mio padre” e trovarlo peggio di come lo ricordavo, ma lì  incontrai amici che mi hanno distratta, mi hanno fatto divertire, mi hanno riportata a Punta Ala dove a 16 anni avevo visto la prima alba della mia vita, mi hanno fatto conoscere la spiaggia dell’Alberese, nel famoso parco dell’Uccellina, con i tronchi d’argento lucidati dal vento e dalle maree.

Gli anni 8o, quando, dopo aver chiesto in un negozio di animali se potevo comperare un “gatto persiano” il ragazzo mi disse, e perchè non prende il gatto rosso che abbiamo trovato ieri per strada?

L’ho preso ed è rimasto con me per lunghissimi 17 anni, riempiendomi la vita di affetto e di tenerezza, l’avevo chiamato Lorenzo ed un amico caro quando mi telefonava diceva: “buongiorno, mi passa Lorenzo per favore?”.

Ed arrivo agli anni 80, glianni degli “assaggini”.

Le mie coetanee e non si ricorderanno senz’altro dei “Tris”, detti anche gli “assaggini”, negli anni 80 nascevano ed imperversavano le “spaghettoteche” dove, al posto del solitò menù: antipasto/primo/secondo/contorno/dolce/caffè/ammazzacaffè, trovavi i “tris”.

Forse già a quel tempo covavo la passione della cucina, la cucina che oggi trovate qui, accantoalcamino.

Già allora ero curiosa, chiedevo, scrutavo, cercavo di definire i sapori e mi innamoravo dei modi di presentare il cibo.

Forse questo blog di cucina,  era già stato scritto in quel grande libro dove è scritta tutta  la mia vita, ma io posso voltarne soltanto una pagina al giorno e solo domani saprò cosa c’è scritto oggi :-)

E come recita Neruda:

E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.

Lasagna di macedonia

Per questa versione ho immaginato una lasagna, ma dovevo decidere a chi e come distribuire i ruoli.

Ho fatto una selezione ed ho scelto i protagonisti:

  • la “sfoglia”: il melone invernale (baciro) tagliato con l’affettatrice,
  • il “ragù”: dadolata di fragole marinate nella glassa di aceto balsamico e fruttosio,
  • la “besciamella”: yogurt greco,
  • il “parmigiano”: cocco grattugiato,
  • la “salsa” : gelatina di ribes dello zio direttamente dalle sue piante,
  • il basilico: buccia di lime.

Come  fare:

come la “solita” lasagna alternando gli strati (vedi collage).

Lasagna esotica

Ingredienti:

  • mango affettato sottile con l’affettatrice,
  • dadolata di kiwi dolcificata con fruttosio per il primo strato,
  • yogurt greco,
  • cocco grattugiato,
  • gelatina di ribes rosso,
  • dadolata di ananas per il secondo strato.

Come fare:

comporre come la “solita lasagna”.

Cannolo esotico con lamponi.

Ingredienti:

  • mango tagliato sottile con l’affettatrice,
  • mix di dadolata come nella lasagna esotica con l’aggiunta di lamponi per dare colore,
  • yogurt greco,
  • cocco,
  • gelatina di ribes.

Come fare:

appoggiare sulla fetta di mango tagliata sottile il mix di frutta (kiwi, ananas, melone, mango, lampone) con lo yogurt ed arrotolarlo a mò di cannolo.

Fermarlo con uno stecchino e “condirlo” con la gelatina di ribes e per finire il cocco.

Lasagna d’autunno.

Ingredienti:

  • pera tagliata sottile con l’affettatrice,
  • dadolata di prugne (susine),
  • fruttosio,
  • cannella,
  • cocco.

Come fare:

appoggiare sulla fetta di pera la dadolata di susine fatta macerare nel fruttosio e cannella per mezz’ora,

alternare gli strati e solo sull’ultima fetta di pera aggiungere lo yogurt con la dadolata e lo sciroppo ottenuto.

Le varianti sarebbero infinite e non c’è tempo per provarle tutte, mi fermo qui,  se voi avrete voglia potrete marinare la frutta nel porto o nel rum, frullarla ecc. ecc. ecc., se avessi dato retta alla fantasia sarei andata al 2013 :-D

Non centra ma ditemi voi se questo spot non è straordinario?

 


Macedonia esotica.

Ingredienti:

  • mango,
  • ananas,
  • kiwi,
  • melone,
  • pera,
  • chicchi di melagrana,
  • scaglie di cocco.
  • latte del cocco usato come contenitore della macedonia,
  • il succo d’ananas ottenuto dal “taglio/tortura” per ottenere la capanna, il tavolino, il tronco della palma e la base del tavolino,
  • il succo di melagrana ottenuto dal taglio della melagrana stessa,
  • qualche goccia di succo di lime.

Alla prossima.


Come t’intaglio l’anguria e la riempio di frutta..buona, dolce, confortante…

A me le vacanze non fanno bene, ormai è appurato,  sono ritornata dall’Austria con lo zaino pieno di malinconia e di tristezza, malinconia e tristezza che ho scaricato, riversandole un pò alla volta in ogni mio post, prima “Gehslossen”, poi “The day after” e via così.

Neanche le pennellate di colore dei “gnochi de susini” sono riuscite ad interrompere quel grigiore autunnale.

Me ne stavo ranicchiata tenendo stretta la mia autocommiserazione come fosse un pelouche quando, all’improvviso, si è spalancata la porta ed assieme ad una raffica di vento sono entrati Padre Amorth ed il balzellante devil che non veste Prada.

Ehi bimba, ha gridato Padre Amorth, datti una mossa.

Vestito alla Vasco Rossi, con l’orecchino, un pearcing alla narice, dimagrito,  indossava una maglietta con la scritta:  Fate l’amore non fate la guerra.

Oh cielo!!! Esclamo, Padre ora dobbiamo trovare qualcuno che “liberi” lei e, vedendo il cesto di frutta che teneva al braccio gli chiedo se mi avesse portato la merenda.

Mentre noi 2 stavamo dialogando il devil non la smetteva di volteggiare il suo mantello fucsia e balzellando tentava di rubacchiare qualche frutto.

Okkei, ho capito, mollate il cesto e andate a farvi un giretto che io inizio a spremere le meningi…

Angurie e melone di Milva

Ho messo nella cassapanca il “pelouche”, ho “convocato i miei 2 neuroni (maschio e femmina così spero che s’innamorino e procreino :-D ), ho rispolverato un libricino che insegna i primi rudimenti dell’intaglio comperato in quei momenti “nonsisamaichepossatornareutile”.

Tutto pronto sulla tavola: anguria, nastro di carta, spilucchino anteguerra e all’opera!!

Ho “copiato” nel limite delle mie possibilità/capacità dal libricino ed usando il nastro-carta come guida ho iniziato ad intagliare il contenitore, ho tralasciato dei particolari in quanto, avendo un’anguria soltanto, non ho voluto rischiare “l’intaglio senza ritorno”, ed ho ovviato a certe stortaggini inserendo mirtilli nei fori del canestro per colorare e dare vita al tutto.

Come succede quando hai un periodo no, le cose un pò se la prendono con la tua “pigrizia di vivere” e cercano di renderti complicata anche una semplice macedonia.

Quali cose?

1) La presenza “imponente” di ello divanato appostato come “Joe falchetto”

2) Il conseguente rallentamento della “serena” esecuzione dell’intaglio.

3) La conseguente impossibilità, causa accorciamento delle giornate, di usufruire al meglio della luce naturale.

4) Rottura nei giorni precedenti della “stanghetta” degli occhiali “da vicino”, quelli chiari ed obbligo di uso lente scura.

5) Conseguente “storpiamento” del fuoco e della luminosità delle foto stesse.

6) Conseguente voglia di “lasciar perdere-sarà per un’altra volta”.

Ma per fortuna Padre Amorth ha intercettato il pericolo ed è intervenuto consigliandomi un “ritocchino”…no, non a me (io sono senza speranza :-D ) con Fotoscape e così la mia “Macedonia” sembra uscita dalla matita di un artista, in questo caso me medesima…

In questo “contenitore” io ho messo:

  • palline d’anguria,
  • palline di melone,
  • pere,
  • mirtilli,
  • ribes,
  • fragole,
  • lamponi,
  • more,
  • susine,
  • chicchi di melagrana (portafortuna)
  • uva raccolta dal vicino,
  • banana,
  • noci.

Il tutto “condito” con qualche goccia di zucchero di canna liquido e Prosecco di Valdobbiadene (quello uso :-) )

Con questa “ricettuzzola” io e Padre Amorth ce la tiriamo un pò ;-) ho tentato di mettere alla prova la sua manualità ma non ne ha voluto sapere: “Io ho portato la frutta”…valli a capire ‘sti “Padri” :-D


Torta di pere allo zenzero e sciroppo di rose.

Attingendo dalla mia solita fonte Le erbe medicinali, aromatiche, cosmetiche, da pagina 683 riporto qualche notizia sullo Zenzero,  questo rizoma che viene usato sia fresco sia essicato.

É originario dell’Asia e delle isole del Pacifico e viene coltivato in tutte le regioni tropicali con frammenti di rizoma poichè le piante coltivate difficilmente producono semi.

Proprietà:

aromatizzanti, aperitive, digestive, carminative, stimolanti, revulsive, antireumatiche.

Principi attivi:

olio essenziale, gingerina, zingerone, resine, mucillagini.

Lo Zenzero, pur originario dell’Estremo Oriente, era noto ai romani che ne conoscevano sia le proprietà aromatiche che salutari.

La droga, costituita dal rizoma, ha un aroma penetrante, caldo e pungente, tipico delle spezie.

Nei tempi passati, per conservarne le proprietà durante il trasporto, si usava ricoprirla con sciroppi di zucchero o con miele che risultavano aromatizzati e dai quali si ricavavano delle bevande rinfrescanti.

Questa consuetudine è rimasta fino ai nostri giorni e lo Zenzero o”ginger”, è largamente diffuso per aromatizzare in modo caratteristico liquori, aromi, birre e bibite analcoliche.

Oltre che come bevanda, lo Zenzero polverizzato è molto usato nei popoli orientali e da quelli di lingua inglese in condimenti (curry), salse e dolciumi.

Sotto il profilo salutare lo Zenzero è soprattutto un gradevole stimolante delle funzioni digestive e un buon carminativo; la tradizione anglosassone lo reputa utile in caso di raffreddore e soprattutto nelle dispepsie e nei disturbi digestivi dovuti ad eccesso di alcool.

Per uso esterno lo Zenzero è un moderato revulsivo che entra a far parte dei preparati antireumatici.

Per favorire la digestione:

Infuso: 100 ml di acqua, una tazzina dopo i pasti.

Passo alla ricetta, semplicisima, l’unica cosa che ho trovato difficile il taglio delle pere, infatti ho fatto a modo mio.

Per l’esattezza andrebbero tagliate a ventaglio ma le pere Abate che ho usato  non si prestano a questo taglio, o meglio sono io un’ “incapace” :-(

Ingredienti:

  • 500 g. di pere già sbucciate ed affettate,
  • 50 g. di zucchero semolato,
  • 80 g. di zucchero di canna,
  • 100 g. di burro (di soia),
  • 2 uova battute,
  • 100 g. di farina di farro,
  • 4 g. di cremortartaro,
  • 2 cucchiaini colmi di zenzero in polvere.

Per coprire:

  • 150 g. di yogurt naturale (greco),
  • 2 cucchiai di sciroppo di zenzero (autoprodotto),
  • 1 cucchiaio di sciroppo di rose (autoprodotto),
  • lo sciroppo di cottura delle pere,
  • 50 g. di mandorle a lamelle.

Come fare:

accendere il forno a 180°C.

Disporre le pere preparate in una casseruola con i 50 g. di zucchero semolato e 4 cucchiai d’acqua, far prendere il bollore, abbassare il fuoco e far sobbolire per 8/10 minuti, il tempo di ammorbidirle ma non disfarle.

Macinare nel macinacaffè lo zucchero di canna e ridurlo a velo, unirlo al burro morbido e lavorarlo a crema, unire poco alla volta le uova battute.

Setacciare assieme alla farina il cremortartaro (si può usare la farina autolievitante), lo zenzero in polvere ed unire al composto.

Versare nella tortiera e, dopo aver scolato le pere distribuirle sulla superficie.

Mescolare lo yogurt con gli sciroppi, versare sulle pere uniformemente e coprire con le mandorle a lamelle.

Infornare per 40/45 minuti (regolatevi con il vostro forno).


Anche il mondo è incominciato con un peccato di gola….”Crema tana con frutta”…

 Oggi delego, delego la ricetta, il racconto, la musica, tutto rigorosamente farina di un altro sacco, quello di Luisanna Messeri, mie soltanto le foto ed oggi ne metterò tante perchè ho voglia di colore, di freschezza, di profumi  di cose ed anche parole buone.

Appena fatto l’abbonamento  Sky, la disputa iniziale per l’acquisizione del telecomando comprendeva essenzialmente 2 canali, per me Alice/Gamberorosso per ello History channel.

Ed è stato durante una delle mie rare vittorie che ho conosciuto quella simpaticona di Luisanna Messeri che ora (poverina) ha il suo bel daffare a domare  B.B. (no, non Brigitte Bardot ma Beppe Bigazzi :-D ) e vittima anch’io della pubblicità ho comperato il suo libro che oltre ad essere un prezioso ricettario è anche utile fonte di aneddoti, racconti, di episodi e personaggi  per un motivo o per l’altro legati  alla buona tavola vista come occasione di condivisione, aggregazione, allegria, ed alla fine di ogni “racconto” consiglia una musica che certamente renderà la vostra ricetta ancor più gustosa (parola di Luisanna ;-) ).

Ingredienti:

  • 1 litro d’acqua,
  • 4/5 limoni non trattati,
  • 4 etti di zucchero (3 etti fruttosio),
  • 60 g. di maizena,
  • 4 uova intere,
  • frutta mista a piacere, colorata, a seconda della stagione (Luisanna suggerisce che non dovrebbe mancare l’ananas), io non l’ho messo.

Come fare (da pag. 100 del libro Il club delle cuoche):

una volta lavati ed asciugati, grattugia la buccia dei limoni, ma gratta solo il giallo perchè il bianco è amaro, i limoni quindi devono essere, per forza, biologici.

La leggenda che gli alimenti biologici siano carissimi non è vera, certo costano un pò di più ma li valgono tutti…in salute intendo.

Se proprio non li hai, quelli “trattati” vanno lavati a fondo con il sapone (quello dei piatti va benissimo) proprio come fano nei film americani, o meglio ancora con il bicarbonato di sodio.

Grande il bicarbonato, serve ad un sacco di funzioni casalinghe: provare per credere!

In una pentola mescola le uova intere, lo zucchero (frutosio) e il succo dei limoni; aggiungi l’acqua nella quale hai disciolto a freddo la fecola di mais (maizena) e le bucce grattugiate.

Metti la pentola sul fuoco, basso, e gira sempre con un mestolo, appena giunge a bollore tutto si addensa, leva dal fuoco e lascialo raffreddare.

Intanto la frutta va pulita e tagliata a pezzetti: fragole, kiwi, banane, uva..va bene tutta la frutta di stagione e quella che ci piace di più.

Mescola la frutta alla crema ormai raffreddata e sistemala in una zuppiera di vetro che, in trasparenza, lascerà vedere l’arcobaleno dei colori della frutta mescolato al giallo-giallo della crema.

Decora la superficie con pezzetti di frutta sistemandola col tuo estro e mettila in frigorifero un paio d’ore prima di servire.

A fine pasto questa macedonia con crema è squisita e leggera.

…………non contenendo grassi, né latte né burro, oserei dire che è dietetico, volendo si può diminuire lo zucchero occorrente, ma rimane lo stesso un dolce goloso.

Ed ora la musica che consiglia Luisanna: cliccare sui limoni per ascoltarla.

Auguro a tutte/i voi un fine settimana ricco di colore come questo dolcino, un abbraccio :-)

Ma voi avete un’aiutante come Perla che vi aiuta a disfare il lettone?


Macedonia con yogurt, müsli e alchechengi…

La primavera non è ancora esplosa del tutto, le montagne attorno a casa  sono imbiancate di fresco, l’aria del mattino e della sera è ancora frizzantina ed il piumone troneggia  sul lettone però dentro di me è primavera inoltrata e questo m’invoglia a cercare la “leggerezza” e la “freschezza”….

Ma mi porta anche a pensare che potrebbe “sparire” tutto in un attimo e non potremmo più attingere da una natura comunque generosa ma “ammalata”.

Le recenti cronache ci hanno aperto gli occhi e l’idea di avere a pochi kilometri da casa una centrale che da un momento all’altro potrebbe toglierci il sorriso e la voglia di vivere ci spingeranno il 12 giugno a votare SI.

Io lo farò, perchè non riesco ad immaginare una vita senza fiori e senza la “libertà” di poterli raccogliere, di annusarli, di respirarli.

Per questo ho racchiuso in questo bicchiere la vita, la salute, la genuinità, la freschezza, i colori, la speranza.

Ingredienti( non do le dosi, regolatevi a vostro gusto):

  • yogurt greco,
  • alchechengi,
  • fragole,
  • banane,
  • mele,
  • pere,
  • mirtilli,
  • mandarini o arance,
  • succo di limone,
  • müsli,
  • miele,
  • cannella in povere,
  • frutta secca a piacere.

Come fare:

mettere in una terrina lo yogurt, il miele e la cannella e mescolare.

Sbucciare le mele, le pere, tagliare a fette le banane ed irrorare con succo di limone.

Preparare l’altra frutta ed unire llo yogurt, far riposare , coperto con pellicola, in frigorifero per c.ca 30 minuti.

Servire in bicchieri o coppette spolverizzando con müsli e la frutta secca.

Cliccare la foto per ascoltare Elisa: musica e buoi dei paesi tuoi ;-)

Con questo bicchiere partecipo al “NO-Contest”  del blog “L’omin di Panpepato”, fatelo anche voi per stimolare chi ci governa a regalarci un futuro sereno…le “esplosioni” lasciamole qui, nel mio blog, fanno polvere ma non uccidono nessuno ;-)


Torta ricotta e pere

Di questa torta tanto buona quanto famosa ho scelto questa perchè omette farina e burro nei dischi meringati, usa le pere sciroppate, insomma la sveltisce un pò, quindi grazie Tartetatin.it


Ingredienti per la meringa alle nocciole:

  • 120 g. di albumi (circa 3 uova medie o 4 piccole),
  • 120 g. di nocciole  tritate,
  • 120 g. di zucchero a velo (ottenuto macinando lo zucchero nel macinino del caffè, così è di sicuro senza glutine).

Ingredienti per la crema:

  • 300 g. di ricotta di pecora freschissima,
  • 75 g. di zucchero semolato,
  • 40 g. di albumi (circa 1 medio o 2 piccoli),
  • 250 g. di pere sciroppate,
  • 300 g. di panna,
  • 20 g. di zucchero a velo*come sopra*,
  • 6 g. di colla di pesce (3 fogli) (per i celiaci quella da prontuario oppure l’agar agar).

Prepariamo la meringa:

montare gli albumi con un pizzico di sale e lo zucchero a velo fino a ottenere un composto molto compatto, una volta pronto aggiungere delicatamente le nocciole tritate.

Con una matita disegnare su un foglio di carta da forno due cerchi seguendo il contorno della base di una tortiera a cerniera da 24 centimetri.

Infarinare e imburrare i cerchi, disporre metà del composto in uno dei due livellandolo bene e ripetere per il secondo cerchio.

Appoggiare la carta su una placca da forno e cuocere a 140 °C (statico) per un’ora.

Se sulla stessa placca non c’è spazio per entrambe le meringhe  si possono cuocere contemporaneamente su due ripiani diversi del forno o cuocerle in tempi diversi.

Una volta pronti togliere i dischi dal forno e staccare la carta immediatamente,  controllare che i dischi entrino nella tortiera e se non è così tagliare la parte in eccesso quando la meringa è ancora calda e facile da maneggiare.

Prepariamo la crema:

sciogliere completamente lo zucchero semolato con 30 g di acqua, montare gli albumi a neve ben ferma versando nel frattempo lo sciroppo a filo.

Setacciare  e lavorare la ricotta  rendendola cremosa, aggiungere gli albumi montati, le pere tagliate a piccoli cubetti, la colla di pesce (precedentemente ammollata in acqua fredda e sciolta in un pentolino) ed infine la panna montata assieme allo zucchero a velo.

Componiamo la torta:

mettere uno dei due dischi sul fondo di una tortiera a cerniera da 24 centimetri, coprire con la crema e finire con l’ultimo disco.

Lasciare in frigorifero  per 2 ore, spolverizzare con lo zucchero a velo.

Io ho ricoperto i bordi con la granella di nocciole e decorato con  chicchi di melagrana.

Variante con petali di cioccolato al latte con nocciole.


Pere e pepe lungo…una coppia perfetta…

E’ nata per caso, stavo studiando qualcosa di speciale per completare il trittico di ricette per Antonella, pere e pepe lungo…mi sembrava interessante e così ho sbucciato 1 kilo di Pere Williams gialle, le ho messe a pezzetti in una terrina con 500 g di zucchero, ho mescolato ed ho lasciato che riposassero tutta la notte.

Al mattino le ho trasferite in una pentola  ed ho portato a cottura.

Ho invasato a caldo dopo aver sterilizzato i vasi in forno ed infilato in ogni vaso un bacca di pepe lungo.

Oggi, mentre aspettavo le “Tisane Pompadour” vinte (per meriti di ……..e non di bravura) al contest di Lucy ho pensato di assaggiarla, non potevo mica postare una ricetta senza testarla, specie in questo caso.

Piacevole, gradita, squisita sorpresa, il pepe lungo si era “squamato” ed aveva avvolto col suo profumo la frutta.

Il gioiello che c’entra? Beh, ho ricevuto un commento da Fabiana, non la conoscevo e sono andata da lei scoprendo che era suo il contest “un gioiello nel piatto” mi è piaciuto ed ho pensato di menzionarla.

Quel gioiello che tiene unite le bacche di pepe al barattolino di marmellata mi piace un sacco :-)

 

 

 

Con questa marmellata partecipo al contest di Antonella

 


La “siesta” prima del ballo……per la Cometa Pasticciona :-

Da quando Alberto ha lanciato questo contest, sono molto più attenta e non mi lascio scappare l’ occasione per  creare o replicare qualche ricetta “da bambino”.

Nella mia “virtual-brigata di cucina” Blanca, la nipotina di Tiziana, la fa da protagonista, lei mi aiuta, mi da nuove idee e colora tutto ciò che è spento e grigio.

Dopo il salame bianco ieri ci siamo cimentate nella preparazione di questa famigliola messicana che fa la “siesta” prima di andare al ballo, nella rivista da dove ho tratto ispirazione c’era solo il “papà” e noi, per non lasciarlo tutto solo gli abbiamo trovato moglie e figlia….. ed anche per divertirci a farne di “tutti i colori”

Se vi piace l’idea, annotatela e “rimandatela” a settembre o nei mesi più freddi ;-) , è stata dura tenere assieme il tutto col sole a picco delle 13 :-( i mantelli  stavano per sciogliersi e lasciare la famiglia “senza veli”.

Ingredienti:

  • 3 pere sode, di forma “a pera” ;-) , di  misure diverse,
  • 3 fete di ananas sciroppato,
  • 3 cucchiai di zucchero,
  • 1 stecca di cannella,
  • 3 mezze ciliegine candite,
  • marzapane e colorante alimentare ( gel),
  • granella di pistacchi o zucca, sesamo per decorare i sombreri, perline argentate.

Come fare:

Portare ad ebbollizione 1 litro d’acqua con la cannella e lo zucchero,

pelare le pere, livellare la base per stabilizzarle e togliere il torsolo.

Immergere le pere nello sciroppo e cuocere per 20 minuti a fuoco medio girando, delicatamente, di tanto in tanto.

Disporle nel piatto e formare il naso (bocca?) con 1/2 ciliegina candita fissandola con uno stuzzicadente.

Infilare su ciascuna pera una fetta d’ananas sciroppato (anche mela secca) per formare il sombrero.

Per i mantelli Blanca ha giocato col colore in questo modo, per il papà marrone marmorizzato, per la mamma rosso fuoco con perline argentate anche sul sombrero, per la bambina verde con polvere d’oro zecchino :-)

Questo è il nostro omaggio per la Cometa pasticciona (in questo caso pasticciona davvero :-) )


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