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Risotto con Capocollo DOP di Calabria, acqua di Sedano Bianco, Montasio e Pere Confit, per l’ISIT.

risotto capocollo Calabria pera confit

Questo Capocollo DOP di Calabria continua a sorprendermi, non ho mai amato L’”ossocollo” (ho già scritto che da queste parti si chiama così) ma questo mi piace proprio: sarà per quella leggera e gradevole piccantezza ma, mentre ieri lo affettavo per la ricetta, ne ho fatta scivolare qualche fetta su dei crostini spalmati con del formaggio cremoso, crostini che ho dovuto, me tapina, condividere con ello, giudice severo anche per il risotto.

Alla mia domanda: dammi un parere tecnico, mi ha risposto così: è semplicemente buonissimo… Beh, cosa devo fare? Così è se mi pare…

Per questo risotto ho voluto mettere in pratica i consigli elargiti generosamente dagli Chef del Ristorante Agli Amici di Godia Emanuele Scarello e Raffaelo Mazzolini l’uomo che sussurrava (e sussurra ancora) ai cjarsons.

A Pavia di Udine, alla Sagra dei Pirus ho partecipato ad una loro bellissima lezione all’aperto ed è proprio lì che mi sono ispirata.

Ingredienti per 2 persone con tanto appetito:

  • 200 g. di Riso Vialone nano friulano o Carnaroli,
  • 100 g. di Capocollo Dop di Calabria tagliato a fette sottilissime,
  • 2 cucchiai di crema di cipolla matura*,
  • 20 g. di Montasio stravecchio,
  • 10 g. di olio EVO,
  • 15 g. di burro,
  • 2,5 g. di sale,
  • acqua di sedano bianco per idratare il riso*
  • 2 cucchiai di pera confit*

Come preparare la cipolla matura:

*tritare finemente la cipolla, coprire con olio EVO e acqua in parti uguali e cuocere a fuoco lentissimo aggiungendo acqua a poco a poco fino al raggiungimento di una crema; questa preparazione si conserva in frigorifero e sostituisce il solito soffritto di cipolla(il vantaggio sta nella sua digeribilità).

*Io l’ho preparata nel microonde a bassa potenza prelevandone e frullando col minipimer 2 cucchiai a 3/4 di cottura.

Come preparare l’acqua di sedano:

mettere a cuocere in 1 litro di acqua fredda 1 costa di sedano bianco e far ridurre a 1/2 litro, con quest’acqua idratare il riso.

pere confit-001

Come preparare la pera confit:

tagliare a cubetti la pera (preferibile una pera soda), condire con olio extravergine di oliva, sale, aglio e timo, adagiare su una teglia coperta con carta forno ed infornare a 90°C.  per 1 ora e mezza.

Come preparare il risotto:

mettere il riso in un tegame, senza alcun condimento ed iniziare a tostarlo; quando si riesce ancora a prendere il riso tra le mani senza scottarsi iniziare ad idratarlo con l’acqua di sedano.

A metà cottura, dopo 7/8 minuti unire la crema di cipolla e 2 cucchiai di pera confit ridotta a purea, procedere al solito aggiungendo l’acqua di sedano, salare (in questo caso, per la dose di riso, utilizzate la grammatura indicata negli ingredienti; gli Chef, adoperano 13/14 g. ogni kilo di riso).

Per la mantecatura preparare un composto con olio EVO, burro, Montasio stravecchio grattugiato e 80 g. di Capocollo DOP di Calabria tagliato, prima a striscioline e poi a pezzetti piccolissimi.

Nel frattempo rosolare su una padella antiaderente i rimanenti 20 g. di Capocollo DOP di Calabria tagliati a striscioline che verranno appoggiate, assieme a qualche cubetto di pera confit, sul risotto.

Il risotto va servito all’onda, il mio risulta più compatto per le “esigenze fotografiche di copione… vita da foodblogger ;-) ).

risotto capocollo Calabria pera confit3

Condivido con voi la soddisfazione di aver letto del Capocollo di Calabria su GDF, faccio un copia-incolla della prima parte con la speranza di non far torto a nessuno, specialmente alla blogger Agostina che è l’autrice della scheda, per il resto vi rimando al link.

Nonostante le prime testimonianze relative alla lavorazioni delle carni suine in Calabria risalgano al 1600, le origini della produzione di salumi in tale regione discendono con tutta probabilità ai tempi della colonizzazione della Magna Grecia.

Nel XVII secolo, infatti, diversi testi evidenziano l’impiego della carne suina in prodotti finiti di diversa natura, mentre in epoca più recente è la “Statistica Murattiana” a rilevare la produzione d’insaccati: “la carne porcina è la sola che si sala in ciascheduno circondario.

Generalmente viene riposta con sale in vasi di creta, o vasche di legname, ed indi si estrae per lasciarsi asciugare in luoghi ventilati”.

risotto capocollo Calabria pera confit forchetta


Coppa speziata alle pere e fiocchi di latte, un post banale per Dauly, ma sarà poi banale?

É da ieri sera che rido, beh ho ben mangiato, dormito, ora sto bevendo un buon caffè al cardamomo, però ogni volta che mi tornava/torna in mente il commento di Dauly non riesco a trattenere le risate, quelle sane risate che ti fanno contrarre gli addominali e che sostituiscono quegli esercizi noiosi.

Bisognerebbe ridere di più per avere un addome scolpito :-)

Con Dauly abbiamo fatto anche tante chiacchierate divertenti, mi chiamava mentre portava a spasso la sua adorata Ziki, mi raccontava dei suoi attraversamenti da un lato all’altro della città in bicicletta, mi è stata vicina in un momento particolare.

Beh, diciamolo che un pò polemica lo è anche lei né ;-) spesso la incrocio in blog mentre difende o va contro qualche argomento che esula dalla cucina però Dauly lo può fare, lei, contrariamente a me, ama stare con gli altri e gli altri amano stare con lei, forum, feisbuk, contest, raccolte, sa relazionarsi, è solare, sincera, generosa, diciamo che è una leader ed è una dalla quale non devi mai guardarti le spalle, Dauly non distribuirà mai sorrisini finti a dx e a manca, come diciamo a Trieste: se xé xé se no xé no xé (se c’è c’è se non c’è non c’è).

Non è un problema che non venga a commentarmi se non in poche occasioni di condivisione (ora me n’è rimasta 1 sola) e certamente non sarò io a darle una lavata di testa e chi sono? :-D

Qui funziona così, se vai nei blog a salameleccare avrai qualche commento in più, altrimenti nulla, il vuoto… dico la verità, non ho proprio il tempo materiale per gironzolare ed andare in cerca di follower.

Il tempo preferisco trascorrerlo sul blog, a scrivere le mie storie strampalate, a pubblicare ricette, che più che ricette sono giochi culinari, fare foto, tenere Perla sulle ginocchia che ogni tanto fa la sua corsa sulla tastiera scompigliando tutto.

Come dico spesso molte persone che commentano non sanno neanche cosa stanno commentando e dove sono capitate…

Io sono un pò una “palla” e non sono mai riuscita e mai riuscirò a legare con molte persone assieme e quando mi accorgo che qualcosa non va giro i tacchi e cancello il passato, questo mi rende profondamente odiosa ma ci vogliono anche gli odiosi come termine di paragone per gli adorabili..o no?

Nel commento Dauly si/mi chiede se mai riuscirò a fare un post banale, forse questo è perfetto: foto che lascia a desiderare, ricetta semplicissima, introduzione giocosamente leggera.

Ingredienti per 4 coppette:

  • 2 confezioni di fiocchi di latte da 150g.,
  • 8 piccole pere (le mie erano grandicelle Kaiser),
  • succo e scorza di limone,
  • 2 cucchiaini di cannella in polvere,
  • 1 cucchiaio di zucchero Muscovado,
  • 80 g. di albicocche secche.

Come fare:

sbucciare 4 pere e tagliarle a pezzetti, metterle in una casseruola con lo zucchero, la cannella, il succo e la scorza di limone ben lavato e cuocere a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto fino a che saranno disfatte.

A circa metà cottura aggiungere anche le albicocche secche tagliate a pezzettini.

Intanto lavare le altre pere e cuocerle con la buccia in un cartoccio di stagnola ben chiuso, in forno a 180° C. per circa 30 minuti.

Servire in coppette individuali alternando cucchiaiate di composta di pere tiepida a cucchiaiate di fiocchi di latte e servire mettendo al centro della coppetta una pera cotta al forno.

La mia pera è stata in forno troppo e si è raggrinzita :-(

Buon fine settimana fanciulle/i  e soprattutto buon fine settimana a Dauly che mi ha fatto rassodare gli addominali :-D


Lasagne di macedonia, i miei favolosi anni 80, di primi amori, e di “Tris” (assaggini)

Proprio i miei favolosi anni 80, il più bel decennio della mia vita, durante il quale molte occasioni perdute da cogliere al volo, ma questo è soltanto il “senno di poi” che non conta nulla come tutti i se e tutti i ma.

Gli anni 80, il mio primo grande amore, quello che sapeva leggermi nel pensiero, che arrivava proprio mentre lo stavo pensando, quello che sapeva sorprendermi, farmi battere il cuore all’impazzata, che mi faceva trovare foglietti intrisi d’amore la mattina sul parabrezza del mio vespino, quello che mi regalava libri di poesia, ricordo Pablo Neruda e Paul Eluard dai quali prendevo in prestito le  frasi per i bigliettini che lasciavo io a lui qua e là come fosse una caccia al tesoro.

Lui mi ha insegnato i primi rudimenti per veleggiare in una crociera romantica a due per le coste della  Croazia, quella Croazia che dalla terra s’immagina soltanto, le sue isole, le sue spiagge, i suoi ristorantini con i scampi ala busera , le palacinke con le noci e le magnade de pesse, le atmosfere incantate, i tramonti struggenti.

A distanza di anni, quando riguardo le foto, rivedo quelle spiagge e penso a quei momenti il ricordo sale, come la marea e per un attimo mi travolge per poi lasciarmi andare, è così, com’è finita?

Ricordate la frase finale nel film “La signora della porta accanto?” …..”nè con te né senza di te”?..Ecco :-)

Gli anni 80, quando per caso partecipai ad una gara in MTB che contro ogni aspettativa vinsi, e decisi di fare di quello sport la mia professione per qualche anno, forse, data la mia età (io sono del ’54 fate voi i conti ;-)) una scelta incosciente ma a distanza di anni posso dire di aver viaggiato, conosciuto un pò di mondo, ho “vissuto”…

Gli anni 80, quando decisi di andare in Toscana a vedere che fine avesse fatto quello che si definiva “mio padre” e trovarlo peggio di come lo ricordavo, ma lì  incontrai amici che mi hanno distratta, mi hanno fatto divertire, mi hanno riportata a Punta Ala dove a 16 anni avevo visto la prima alba della mia vita, mi hanno fatto conoscere la spiaggia dell’Alberese, nel famoso parco dell’Uccellina, con i tronchi d’argento lucidati dal vento e dalle maree.

Gli anni 8o, quando, dopo aver chiesto in un negozio di animali se potevo comperare un “gatto persiano” il ragazzo mi disse, e perchè non prende il gatto rosso che abbiamo trovato ieri per strada?

L’ho preso ed è rimasto con me per lunghissimi 17 anni, riempiendomi la vita di affetto e di tenerezza, l’avevo chiamato Lorenzo ed un amico caro quando mi telefonava diceva: “buongiorno, mi passa Lorenzo per favore?”.

Ed arrivo agli anni 80, glianni degli “assaggini”.

Le mie coetanee e non si ricorderanno senz’altro dei “Tris”, detti anche gli “assaggini”, negli anni 80 nascevano ed imperversavano le “spaghettoteche” dove, al posto del solitò menù: antipasto/primo/secondo/contorno/dolce/caffè/ammazzacaffè, trovavi i “tris”.

Forse già a quel tempo covavo la passione della cucina, la cucina che oggi trovate qui, accantoalcamino.

Già allora ero curiosa, chiedevo, scrutavo, cercavo di definire i sapori e mi innamoravo dei modi di presentare il cibo.

Forse questo blog di cucina,  era già stato scritto in quel grande libro dove è scritta tutta  la mia vita, ma io posso voltarne soltanto una pagina al giorno e solo domani saprò cosa c’è scritto oggi.

E come recita Neruda:

E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.

Lasagna di macedonia

Per questa versione ho immaginato una lasagna, ma dovevo decidere a chi e come distribuire i ruoli.

Ho fatto una selezione ed ho scelto i protagonisti:

  • la sfoglia: il melone invernale (baciro) tagliato con l’affettatrice,
  • il ragù: dadolata di fragole marinate nella glassa di aceto balsamico e fruttosio,
  • la besciamella: yogurt greco,
  • il parmigiano: cocco grattugiato,
  • la salsa : gelatina di ribes dello zio direttamente dalle sue piante,
  • il basilico: buccia di lime.

Come  fare:

come la solita lasagna alternando gli strati (vedi collage).

Lasagna esotica

Ingredienti:

  • mango affettato sottile con l’affettatrice,
  • dadolata di kiwi dolcificata con fruttosio per il primo strato,
  • yogurt greco,
  • cocco grattugiato,
  • gelatina di ribes rosso,
  • dadolata di ananas per il secondo strato.

Come fare:

comporre come la solita lasagna.

Cannolo esotico con lamponi.

Ingredienti:

  • mango tagliato sottile con l’affettatrice,
  • mix di dadolata come nella lasagna esotica con l’aggiunta di lamponi per dare colore,
  • yogurt greco,
  • cocco,
  • gelatina di ribes.

Come fare:

appoggiare sulla fetta di mango tagliata sottile il mix di frutta (kiwi, ananas, melone, mango, lampone) con lo yogurt ed arrotolarlo a mò di cannolo.

Fermarlo con uno stecchino e condirlo con la gelatina di ribes e per finire il cocco.

Lasagna d’autunno.

Ingredienti:

  • pera tagliata sottile con l’affettatrice,
  • dadolata di prugne (susine),
  • fruttosio,
  • cannella,
  • cocco.

Come fare:

appoggiare sulla fetta di pera la dadolata di susine fatta macerare nel fruttosio e cannella per mezz’ora,

alternare gli strati e solo sull’ultima fetta di pera aggiungere lo yogurt con la dadolata e lo sciroppo ottenuto.

Le varianti sarebbero infinite e non c’è tempo per provarle tutte, mi fermo qui,  se voi avrete voglia potrete marinare la frutta nel porto o nel rum, frullarla ecc. ecc. ecc., se avessi dato retta alla fantasia sarei andata al 2013.

 


Macedonia esotica.

Ingredienti:

  • mango,
  • ananas,
  • kiwi,
  • melone,
  • pera,
  • chicchi di melagrana,
  • scaglie di cocco.
  • latte del cocco usato come contenitore della macedonia,
  • il succo d’ananas ottenuto dal “taglio/tortura” per ottenere la capanna, il tavolino, il tronco della palma e la base del tavolino,
  • il succo di melagrana ottenuto dal taglio della melagrana stessa,
  • qualche goccia di succo di lime.

Alla prossima.


Come t’intaglio l’anguria e la riempio di frutta, buona, dolce, confortante.

A me le vacanze non fanno bene, ormai è appurato,  sono ritornata dall’Austria con lo zaino pieno di malinconia e di tristezza, malinconia e tristezza che ho scaricato, riversandole un pò alla volta in ogni mio post, prima Gehslossen, poi The day after e via così.

Neanche le pennellate di colore dei gnochi de susini sono riuscite ad interrompere quel grigiore autunnale.

angurie melone Milva-1

Angurie e melone di Milva

Per questa ricetta ho convocato i miei  neuroni, ho rispolverato un libricino che insegna i primi rudimenti dell’intaglio comperato in quei momenti nonsisamaichepossatornareutile.

Tutto pronto sulla tavola: anguria, nastro di carta, spilucchino anteguerra e all’opera!

Ho copiato nel limite delle mie possibilità/capacità dal libricino ed usando il nastro-carta come guida ho iniziato ad intagliare il contenitore, ho tralasciato dei particolari in quanto, avendo un’anguria soltanto, non ho voluto rischiare l’intaglio senza ritorno, ed ho ovviato a certe stortaggini inserendo mirtilli nei fori del canestro per colorare e dare vita al tutto.

Come succede quando hai un periodo no, le cose un pò se la prendono con la tua pigrizia di vivere e cercano di renderti complicata anche una semplice macedonia.

Quali cose?

1) La presenza imponente di ello divanato appostato come Joe falchetto.

2) Il conseguente rallentamento della “serena” esecuzione dell’intaglio.

3) La conseguente impossibilità, causa accorciamento delle giornate, di usufruire al meglio della luce naturale.

4) Rottura nei giorni precedenti della stanghetta degli occhiali da vicino, quelli chiari ed obbligo di uso lente scura.

5) Conseguente storpiamento del fuoco e della luminosità delle foto stesse.

6) Conseguente voglia di lasciar perdere-sarà per un’altra volta.

In questo contenitore ho messo:

  • palline d’anguria,
  • palline di melone,
  • pere,
  • mirtilli,
  • ribes,
  • fragole,
  • lamponi,
  • more,
  • susine,
  • chicchi di melagrana (portafortuna)
  • uva raccolta dal vicino,
  • banana,
  • noci.

Il tutto condito con qualche goccia di zucchero di canna liquido e Prosecco di Valdobbiadene.


The 7 – links project…

Voglio bene a tutti i miei post e mi piacciono tutti indistintamente ma dopo aver “scartabellato” ho scelto questi:

Il mio più bel post:

Fatto col cuore il mio piatto dautore

Il perchè lo dice il titolo: fatto col cuore :-)

Il mio post più popolare:

Torta con farina di castagne pere e cioccolato

Il perchè non lo so, forse perchè digitando il nome su google si arriva dritti qui senza dover lasciare link, però ho anche ricevuto mail da persone che non hanno un blog dicendomi di averla fatta ed essere rimaste soddisfatte o che magari avendola sformata calda si era un pò rotta.

Il mio post più controverso (ma forse lo sono tutti e questo in particolare ;-) ):

Penetration is not isn’t introduction

Il perchè? Perchè tocco un argomento che molti vorrebbero “toccare” ma sono bloccati dalla paura di perdere la popolarità (cosa che io ho già perso da tempo :-D )

Un post il cui successo mi ha sorpresa:

Bocconcini di pollo al pepe rosa

Il perchè si sa, con questa ricetta ho vinto il concorso Amadori.

Ho mandato la ricetta l’ultimo giorno dopo una repentina folgorazione: ho bloccato ello perchè dovevo fare le foto, era sera e tutto giocava a mio sfavore..invece? Invece è andata benissimo :-D

Un mio post che penso non abbia ricevuto l’attenzione che meritava:

Polpo ubriaco e pasta di mais risottata

Perchè probabilmente era uno dei miei primi post e non ero ufficialmente entrata nel “giro”, però è una ricetta che mi piace molto, amando i piatti unici e completi entra spesso nel menù, piace anche a ello che (udite udite) goloso come sempre, non sapendo che i polipetti erano crudi, ne ha mangiato uno direttamente dal frigorifero mentre erano tutti a marinare :-(

Il post che sono orgogliosa di aver fatto:

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Pane fichi e alloro

Questo post significa ed ha significato per me l’”inizio”, sia l’inizio della fine, la fine dell’inizio e l’INIZIO e basta.


Torta di pere allo zenzero e sciroppo di rose.

Attingendo dalla mia solita fonte Le erbe medicinali, aromatiche, cosmetiche, da pagina 683 riporto qualche notizia sullo Zenzero,  questo rizoma che viene usato sia fresco sia essicato.

É originario dell’Asia e delle isole del Pacifico e viene coltivato in tutte le regioni tropicali con frammenti di rizoma poichè le piante coltivate difficilmente producono semi.

Proprietà:

aromatizzanti, aperitive, digestive, carminative, stimolanti, revulsive, antireumatiche.

Principi attivi:

olio essenziale, gingerina, zingerone, resine, mucillagini.

Lo Zenzero, pur originario dell’Estremo Oriente, era noto ai romani che ne conoscevano sia le proprietà aromatiche che salutari.

La droga, costituita dal rizoma, ha un aroma penetrante, caldo e pungente, tipico delle spezie.

Nei tempi passati, per conservarne le proprietà durante il trasporto, si usava ricoprirla con sciroppi di zucchero o con miele che risultavano aromatizzati e dai quali si ricavavano delle bevande rinfrescanti.

Questa consuetudine è rimasta fino ai nostri giorni e lo Zenzero o”ginger”, è largamente diffuso per aromatizzare in modo caratteristico liquori, aromi, birre e bibite analcoliche.

Oltre che come bevanda, lo Zenzero polverizzato è molto usato nei popoli orientali e da quelli di lingua inglese in condimenti (curry), salse e dolciumi.

Sotto il profilo salutare lo Zenzero è soprattutto un gradevole stimolante delle funzioni digestive e un buon carminativo; la tradizione anglosassone lo reputa utile in caso di raffreddore e soprattutto nelle dispepsie e nei disturbi digestivi dovuti ad eccesso di alcool.

Per uso esterno lo Zenzero è un moderato revulsivo che entra a far parte dei preparati antireumatici.

Per favorire la digestione:

Infuso: 100 ml di acqua, una tazzina dopo i pasti.

Passo alla ricetta, semplicisima, l’unica cosa che ho trovato difficile il taglio delle pere, infatti ho fatto a modo mio.

Per l’esattezza andrebbero tagliate a ventaglio ma le pere Abate che ho usato  non si prestano a questo taglio, o meglio sono io un’ “incapace” :-(

Ingredienti:

  • 500 g. di pere già sbucciate ed affettate,
  • 50 g. di zucchero semolato,
  • 80 g. di zucchero di canna,
  • 100 g. di burro (di soia),
  • 2 uova battute,
  • 100 g. di farina di farro,
  • 4 g. di cremortartaro,
  • 2 cucchiaini colmi di zenzero in polvere.

Per coprire:

  • 150 g. di yogurt naturale (greco),
  • 2 cucchiai di sciroppo di zenzero (autoprodotto),
  • 1 cucchiaio di sciroppo di rose (autoprodotto),
  • lo sciroppo di cottura delle pere,
  • 50 g. di mandorle a lamelle.

Come fare:

accendere il forno a 180°C.

Disporre le pere preparate in una casseruola con i 50 g. di zucchero semolato e 4 cucchiai d’acqua, far prendere il bollore, abbassare il fuoco e far sobbolire per 8/10 minuti, il tempo di ammorbidirle ma non disfarle.

Macinare nel macinacaffè lo zucchero di canna e ridurlo a velo, unirlo al burro morbido e lavorarlo a crema, unire poco alla volta le uova battute.

Setacciare assieme alla farina il cremortartaro (si può usare la farina autolievitante), lo zenzero in polvere ed unire al composto.

Versare nella tortiera e, dopo aver scolato le pere distribuirle sulla superficie.

Mescolare lo yogurt con gli sciroppi, versare sulle pere uniformemente e coprire con le mandorle a lamelle.

Infornare per 40/45 minuti (regolatevi con il vostro forno).


Crema tana con frutta, anche il mondo è incominciato con un peccato di gola.

 Oggi delego, delego la ricetta, il racconto, la musica, tutto rigorosamente farina di un altro sacco, quello di Luisanna Messeri, mie soltanto le foto ed oggi ne metterò tante perchè ho voglia di colore, di freschezza, di profumi  di cose ed anche parole buone.

Appena fatto l’abbonamento  Sky, la disputa iniziale per l’acquisizione del telecomando comprendeva essenzialmente 2 canali, per me Alice/Gamberorosso per ello History channel.

Ed è stato durante una delle mie rare vittorie che ho conosciuto quella simpaticona di Luisanna Messeri che ora (poverina) ha il suo bel daffare a domare  B.B. (no, non Brigitte Bardot ma Beppe Bigazzi :-D ) e vittima anch’io della pubblicità ho comperato il suo libro che oltre ad essere un prezioso ricettario è anche utile fonte di aneddoti, racconti, di episodi e personaggi  per un motivo o per l’altro legati  alla buona tavola vista come occasione di condivisione, aggregazione, allegria, ed alla fine di ogni racconto consiglia una musica che certamente renderà la vostra ricetta ancor più gustosa, parola di Luisanna.

Ingredienti:

  • 1 litro d’acqua,
  • 4/5 limoni non trattati,
  • 4 etti di zucchero (3 etti fruttosio),
  • 60 g. di maizena,
  • 4 uova intere,
  • frutta mista a piacere, colorata, a seconda della stagione (Luisanna suggerisce che non dovrebbe mancare l’ananas), io non l’ho messo.

Come fare (da pag. 100 del libro Il club delle cuoche):

una volta lavati ed asciugati, grattugia la buccia dei limoni, ma gratta solo il giallo perchè il bianco è amaro, i limoni quindi devono essere, per forza, biologici.

La leggenda che gli alimenti biologici siano carissimi non è vera, certo costano un pò di più ma li valgono tutti, in salute intendo.

Se proprio non li hai, quelli “trattati” vanno lavati a fondo con il sapone (quello dei piatti va benissimo) proprio come fano nei film americani, o meglio ancora con il bicarbonato di sodio.

Grande il bicarbonato, serve ad un sacco di funzioni casalinghe: provare per credere!

In una pentola mescola le uova intere, lo zucchero (fruttosio) e il succo dei limoni; aggiungi l’acqua nella quale hai disciolto a freddo l’amido di mais (maizena) e le bucce grattugiate.

Metti la pentola sul fuoco, basso, e gira sempre con un mestolo, appena giunge a bollore tutto si addensa, leva dal fuoco e lascialo raffreddare.

Intanto la frutta va pulita e tagliata a pezzetti: fragole, kiwi, banane, uva..va bene tutta la frutta di stagione e quella che ci piace di più.

Mescola la frutta alla crema ormai raffreddata e sistemala in una zuppiera di vetro che, in trasparenza, lascerà vedere l’arcobaleno dei colori della frutta mescolato al giallo-giallo della crema.

Decora la superficie con pezzetti di frutta sistemandola col tuo estro e mettila in frigorifero un paio d’ore prima di servire.

A fine pasto questa macedonia con crema è squisita e leggera.

Non contenendo grassi, né latte né burro, oserei dire che è dietetico, volendo si può diminuire lo zucchero occorrente, ma rimane lo stesso un dolce goloso.

Auguro a tutte/i voi un fine settimana ricco di colore come questo dolcino, un abbraccio :-)

Ma voi avete un’aiutante come Perla che vi aiuta a disfare il lettone?


Macedonia con yogurt, müsli e alchechengi.

La primavera non è ancora esplosa del tutto, le montagne attorno a casa  sono imbiancate di fresco, l’aria del mattino e della sera è ancora frizzantina ed il piumone troneggia  sul lettone però dentro di me è primavera inoltrata e questo m’invoglia a cercare la “leggerezza” e la “freschezza”….

Ma mi porta anche a pensare che potrebbe “sparire” tutto in un attimo e non potremmo più attingere da una natura comunque generosa ma “ammalata”.

Le recenti cronache ci hanno aperto gli occhi e l’idea di avere a pochi kilometri da casa una centrale che da un momento all’altro potrebbe toglierci il sorriso e la voglia di vivere ci spingeranno il 12 giugno a votare SI.

Io lo farò, perchè non riesco ad immaginare una vita senza fiori e senza la “libertà” di poterli raccogliere, di annusarli, di respirarli.

Per questo ho racchiuso in questo bicchiere la vita, la salute, la genuinità, la freschezza, i colori, la speranza.

Ingredienti( non do le dosi, regolatevi a vostro gusto):

  • yogurt greco,
  • alchechengi,
  • fragole,
  • banane,
  • mele,
  • pere,
  • mirtilli,
  • mandarini o arance,
  • succo di limone,
  • müsli,
  • miele,
  • cannella in povere,
  • frutta secca a piacere.

Come fare:

mettere in una terrina lo yogurt, il miele e la cannella e mescolare.

Sbucciare le mele, le pere, tagliare a fette le banane ed irrorare con succo di limone.

Preparare l’altra frutta ed unire llo yogurt, far riposare , coperto con pellicola, in frigorifero per c.ca 30 minuti.

Servire in bicchieri o coppette spolverizzando con müsli e la frutta secca.

 


Torta ricotta e pere

Di questa torta tanto buona quanto famosa ho scelto questa perchè omette farina e burro nei dischi meringati, usa le pere sciroppate, insomma la sveltisce un pò, quindi grazie Tartetatin.it


Ingredienti per la meringa alle nocciole:

  • 120 g. di albumi (circa 3 uova medie o 4 piccole),
  • 120 g. di nocciole  tritate,
  • 120 g. di zucchero a velo (ottenuto macinando lo zucchero nel macinino del caffè, così è di sicuro senza glutine).

Ingredienti per la crema:

  • 300 g. di ricotta di pecora freschissima,
  • 75 g. di zucchero semolato,
  • 40 g. di albumi (circa 1 medio o 2 piccoli),
  • 250 g. di pere sciroppate,
  • 300 g. di panna,
  • 20 g. di zucchero a velo*come sopra*,
  • 6 g. di colla di pesce (3 fogli) (per i celiaci quella da prontuario oppure l’agar agar).

Prepariamo la meringa:

montare gli albumi con un pizzico di sale e lo zucchero a velo fino a ottenere un composto molto compatto, una volta pronto aggiungere delicatamente le nocciole tritate.

Con una matita disegnare su un foglio di carta da forno due cerchi seguendo il contorno della base di una tortiera a cerniera da 24 centimetri.

Infarinare e imburrare i cerchi, disporre metà del composto in uno dei due livellandolo bene e ripetere per il secondo cerchio.

Appoggiare la carta su una placca da forno e cuocere a 140 °C (statico) per un’ora.

Se sulla stessa placca non c’è spazio per entrambe le meringhe  si possono cuocere contemporaneamente su due ripiani diversi del forno o cuocerle in tempi diversi.

Una volta pronti togliere i dischi dal forno e staccare la carta immediatamente,  controllare che i dischi entrino nella tortiera e se non è così tagliare la parte in eccesso quando la meringa è ancora calda e facile da maneggiare.

Prepariamo la crema:

sciogliere completamente lo zucchero semolato con 30 g di acqua, montare gli albumi a neve ben ferma versando nel frattempo lo sciroppo a filo.

Setacciare  e lavorare la ricotta  rendendola cremosa, aggiungere gli albumi montati, le pere tagliate a piccoli cubetti, la colla di pesce (precedentemente ammollata in acqua fredda e sciolta in un pentolino) ed infine la panna montata assieme allo zucchero a velo.

Componiamo la torta:

mettere uno dei due dischi sul fondo di una tortiera a cerniera da 24 centimetri, coprire con la crema e finire con l’ultimo disco.

Lasciare in frigorifero  per 2 ore, spolverizzare con lo zucchero a velo.

Io ho ricoperto i bordi con la granella di nocciole e decorato con  chicchi di melagrana.

Variante con petali di cioccolato al latte con nocciole.


Pere e pepe lungo, una coppia perfetta.

E’ nata per caso, stavo studiando qualcosa di speciale per completare il trittico di ricette per Antonella, pere e pepe lungo, mi sembrava interessante e così ho sbucciato 1 kilo di Pere Williams gialle, le ho messe a pezzetti in una terrina con 500 g di zucchero, ho mescolato ed ho lasciato che riposassero tutta la notte.

Al mattino le ho trasferite in una pentola  ed ho portato a cottura.

Ho invasato a caldo dopo aver sterilizzato i vasi in forno ed infilato in ogni vaso un bacca di pepe lungo.

Piacevole, gradita, squisita sorpresa, il pepe lungo si era squamato ed aveva avvolto col suo profumo la frutta.

Quel gioiello che tiene unite le bacche di pepe al barattolino di marmellata mi piace un sacco.

Con questa marmellata partecipo al contest di Antonella


La Siesta prima del ballo, per la Cometa Pasticciona.

Da quando Alberto ha lanciato questo contest, sono molto più attenta e non mi lascio scappare l’ occasione per  creare o replicare qualche ricetta “da bambino”.

Nella mia “virtual-brigata di cucina” Blanca, la nipotina di Tiziana, la fa da protagonista, lei mi aiuta, mi da nuove idee e colora tutto ciò che è spento e grigio.

Dopo il salame bianco ieri ci siamo cimentate nella preparazione di questa famigliola messicana che fa la “siesta” prima di andare al ballo, nella rivista da dove ho tratto ispirazione c’era solo il “papà” e noi, per non lasciarlo tutto solo gli abbiamo trovato moglie e figlia….. ed anche per divertirci a farne di “tutti i colori”

Se vi piace l’idea, annotatela e “rimandatela” a settembre o nei mesi più freddi ;-) , è stata dura tenere assieme il tutto col sole a picco delle 13 :-( i mantelli  stavano per sciogliersi e lasciare la famiglia “senza veli”.

Ingredienti:

  • 3 pere sode, di forma “a pera” ;-), di  misure diverse,
  • 3 fete di ananas sciroppato,
  • 3 cucchiai di zucchero,
  • 1 stecca di cannella,
  • 3 mezze ciliegine candite,
  • marzapane e colorante alimentare ( gel),
  • granella di pistacchi o zucca, sesamo per decorare i sombreri, perline argentate.

Come fare:

Portare ad ebbollizione 1 litro d’acqua con la cannella e lo zucchero,

pelare le pere, livellare la base per stabilizzarle e togliere il torsolo.

Immergere le pere nello sciroppo e cuocere per 20 minuti a fuoco medio girando, delicatamente, di tanto in tanto.

Disporle nel piatto e formare il naso (bocca?) con 1/2 ciliegina candita fissandola con uno stuzzicadente.

Infilare su ciascuna pera una fetta d’ananas sciroppato (anche mela secca) per formare il sombrero.

Per i mantelli Blanca ha giocato col colore in questo modo, per il papà marrone marmorizzato, per la mamma rosso fuoco con perline argentate anche sul sombrero, per la bambina verde con polvere d’oro zecchino :-)

Questo è il nostro omaggio per la Cometa pasticciona (in questo caso pasticciona davvero :-) )


Chutney di frutta e due calzini.

No, niente bucato né cambi di stagione, né riordino dei cassetti, oggi mi sento io come due calzini ( il lupo di balla coi lupi).

L’uomo è un animale sociale mi dicevano sempre, non può stare da solo.

Io, invece, mi sono sempre sentita un lupo solitario, con una gran voglia di stare in mezzo al branco ed allo stesso tempo una gran voglia di scappar via.

Un senso di inadeguatezza, e l’incapacità di amalgamarmi al gruppo mi ha sempre portata a fugaci e disastrose apparizioni nel branco, ed ora più passano gli anni più questa mia voglia di solitudine diventa forte.

Vi lascio, ritorno nel bosco e, nell’attesa di diventare Alzata con pugno, aspetterò  il tenente Dumbar in sella  a Cisco e dopo vivremo tutti felici e contenti.

Vi va di venire con me in terrazza a mangiare il chutney di 2 calzini?

Ingredienti:

  • 800 g di frutta (mango, papaya, kiwi, pera, mela, banana),
  • 80 g di zucchero di canna (40 g fruttosio),
  • 1/4 di barra di agar agar o 1 foglio colla di pesce (io agar agar),
  • zenzero (polvere o fresco),
  • pepe,
  • foglioline di menta fresca,
  • succo di  lime o limone.

Come fare:

pulire la frutta, tagliarla a cubetti e condirla con il succo di lime (o limone) e le spezie.

Far bollire 200 ml d’acqua con lo zucchero di canna (fruttosio) e l’agar agar.

Se usate la colla di pesce, ammollarla a freddo ed unirla allo sciroppo caldo.

Unire la gelatina tiepida alla frutta e riporre in frigorifero.

Può essere conservato per più giorni, io lo mangio con lo yogurt greco ed una spolveratina di cocco.

Per alleggerire l’atmosfera:


Insalatadi Zucchine, Asiago e noci e il test: Siete ottimisti o pessimisti?

Mi piaceva, a proposito di ottimismo, fare un piccolo omaggio a Francesca Schiavone, prima tennista italiana a vincere il Roland Garros ed entrare nella storia!!

(foto presa dal web)

Brava Francesca, complimenti..alla prossima!!!

…….già, è un pò come il “bicchiere mezzo pieno – mezzo vuoto”,  di primo acchito propendete per la prima sequenza o la seconda?

Intanto che ci pensate su io metto la ricettina :-)

Faccio un “quasi” copia/incolla, la ricetta è dell’anno scorso, ma con le zucchine che iniziano a luccicare nell’orto è perfetta anche quest’anno ;-)

Ingredienti:

  • 2 pere Kaiser (ho usato le williams verdi e sode)
  • 150 g. formaggio Asiago,
  • 3 zucchine piccole freschissime,
  • qualche gheriglio di noce,
  • prezzemolo,
  • succo di limone,
  • olio evo,
  • pepe e..sale affumicato (regalo di Sonia)

 

Come fare:

tritare il prezzemolo, tagliare il formaggio, le zucchine ed 1 pera a fiammifero, raccogliere tutto in una ciotola;

preparare il condimento spremendo il limone, unire il sale, pepe, olio, prezzemolo e qualche gheriglio di noce tritato non troppo finemente.

Emulsionare con una frusta.

Condire l’insalata e fare insaporire intanto che tagliate a fettine sottili l’altra pera per la decorazione, regolatevi secondo le dimensioni del vosro piatto, è carino anche fare dei piattini monoporzione.

La vostra insalata è pronta e non aprite al contadino.


Torta con farina di castagne, pere e cioccolato.

Devo fare una precisazione, ho guardato nel web ed ho trovato ricette simili a questa, variano le dosi, ma sono simili.

La fonte di questa torta è un libricino della Giunti (Cioccolato tutte le ricette: pagina 164), quindi nessuna volontà di “copiare” da altri blogger.

Nel caso lo facessi non avrei problemi a citarlo, anzi…… come farebbe piacere lo facessero con me.

Rimango comunque dell’idea che nessuno inventa nulla e può succedere che tante ricette si somiglino.

Questo blog per me è un quaderno di ricette, di esperimenti, di “rivisitazioni”, non ho assolutamente la capacità di inventare nulla, condivido soltanto una passione, una grande passione.

Ieri pomeriggio mi dibattevo tra fare, a gentile richiesta, la solita torta di mele, o una robina tutta per me. Avevo voglia di qualcosa di buono, ma non certo la Fiesta.

La presenza di bellissime pere Abate, di un po’ di farina di castagne, e la voglia di cioccolato mi hanno riportato alla memoria qualcosa che avevo letto in uno dei miei innumerevoli libricini.

Mi sono bloccata di fronte alla dose di burro, forse troppo per una che, comunque, ci tiene alla linea e alla salute.

Allora il compromesso: teglia da 18!!

E per coccolarmi proprio come non mai, ho deciso di aggiungere all’impasto un bel cucchiaio di cannella.

La torta di mele la farò più tardi, ho pensato, di sicuro lui non la mangia questa, ha la cannella!(Non è andata così)

Per una teglia da 18 cm: mi è stato chiesto per quante persone, con i dolci è difficile dirlo, questa l’ha mangiata tutta ello meno 1 piccola fetta.

  • 300 g di farina di castagne,
  • 100 g di zuccchero,
  • 200 g di burro,
  • 1 uovo,
  • cannella.

Per il ripieno:

  • 3 pere
  • 150 g di cioccolato fondente.

Procedimento:

amalgamare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, setacciare a fontana la farina di castagne e mettere al centro l’uovo, il burro e la cannella.

Impastare velocemente per amalgamare e mettete il panetto in frigorifero per 1/2 ora.

Nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde, come preferite, prendere l’impasto che, avverto, sarà poco disponibile a farsi stendere e foderare il fondo ed i bordi della teglia, lasciandone una parte per il coperchio (io l’ho steso a pezzi ed il risultato è stato ottimo).

Sbucciare e tagliare a fettine le pere, farne un bel strato, cospargerlo con il cioccolato sciolto e coprire con il resto della pasta.

Infornare a 170°C per 35 minuti.

Io, per non farmi mancare nulla, ho fatto una salsina di pere, ho semplicemente cotto la pera e frullata.

Ah dimenticavo, ho decorato con delle perine che ho modellato con il marzapane.

Particolare Perine di Marzapane

So che in molte l’avete provata, mi sono arrivate molte mail con richieste di chiarimenti o semplicemente di complimenti, mi fa molto piacere, ho provveduto a migliorare un pò le foto per valorizzare questa bontà, mi sa che dovrò rifarla al più presto, ora che c’è la nuova farina di castagne :-.


Clafoutis di pere con quelcheresta del pandoro.

Lo chiamerei anche budino, perchè la consistenza  è simile ad un budino di pane, comunque, clafoutis o budino è buonissimo, anche da fare con altra frutta.

Facendo una perquisizione nel congelatore, ho trovato una fetta del pandoro che avevo fatto per Natale anzi…quello di capodanno, perchè ho fatto due esperimenti con la ricetta delle Simili rivisitata da una conoscente.

In frigorifero sostavano da un bel po’ delle piccole pere che noi chiamiamo pettorai, si consumano cotte, sono rarissime e le ho trovate per caso.

Ora passo alla ricetta..

Cosa mi serve:

  • 250 g di pere, all’interno ho usato le Decana, le piccole solo per la decorazione.
  • 100 g di pandoro o pane raffermo,
  • 50 g di zucchero di canna vanigliato,
  • 80 g di cioccolato fondente,
  • 50 g di farina
  • 3 uova,
  • 3 dl di latte (uso il latte di soia)
  • 1 pizzico di sale.

Come ho fatto:

ho imburrato una teglia quadrata di 24 cm. e, dopo aver sbattuto le uova,  ho aggiunto a poco a poco la farina setacciata con lo zucchero ed il sale, ho allungato con il latte e mescolato bene per amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Ho tagliato a cubetti il pandoro,  affettato le pere e dopo aver mescolato ho distribuito tutto  sul fondo della teglia.

Ho inserito le piccole pere tra il composto proteggendo il picciolo con la stagnola,

ho cosparso con il cioccolato tagliato grossolanamente,

ed alla fine ho versato il composto di uova e latte.

Ho infornato a 180°C per 45 minuti.

Mangiare tiepido spolverato con cacao, se rimane riscaldarlo in microonde per 1 minuto per sciogliere il cioccolato.


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