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Un pò di relax…

Rimase a lungo immobile e muto.

Strappò alcune spighe di segale, le tenne strette nel pugno e le guardò.

I sentieri della vita, pensò, gli apparivano come un viluppo ingarbugliato, un disegno complesso e tortuoso; né lui né alcun altro essere umano aveva il potere di dominarlo o di dirigerlo.

In quel arabesco si intrecciavano la vita e la morte, la felicità e il dolore, il passato e il presente.

Tuttavia l’iniziato avrebbe potuto decifrarlo con la stessa facilità con cui lo scolaro decifra i numeri  che al selvaggio devono apparire confusi e incomprensibili.

E da questi elementi contrastanti nasceva la concordia…(Karen Blixen- Racconti d’inverno)


E’ arrivata la schiscetta……

É arrivata puntuale, alle 12 e 30 mentre ero intenta a “ribaltare” la camera approfittando di una giornata di sole e vento.

Con maestria da “falegnama provetta” ho incollato una banda del letto in ciliegio del “nonno”, mentre la “direzione lavori” osservava dalla sua postazione che non battessi la fiacca:

Mi sono data un’aggiustatina e sono scesa dal postino, e già firmando la ricevuta presagivo la sorpresa….

Ho/abbiamo aperto il pacco:

..e tutte 2 siamo rimaste incantate dal contenuto del “misterioso” pacchettino:

Come avranno saputo Sara e Tery che le calle assieme a girasoli e mughetti sono i miei fiori preferiti?

All’imbrunire, stanca per la lunga giornata di “lavoro” e con questa domanda nella testolina,  Perla si è distesa in terazza a godersi il fresco :-)

Il pacco è rimasto “al sicuro da “ello” fino a stamattina..sennò le foto non sarebbero state “complete” di tutti i doni :-D

Ed ora…un pò di musica, era da un pò che in questo blog regnava il “silenzio”…….


La “Torta di nonna Aurora”……..

…………………no, non ho tirato fuori dal cilindro nessuna Nonna, quella l’ho prenotata (assieme ad un nonno) per la prossima vita, in lista ho messo anche una mamma ed un papà “normali”, un’infanzia “normale” però ho precisato che io voglio essere assolutamente uguale a come sono, perchè certamente con una buona base “la torta” non crolla e tutti possono ammirarla e complimentarsi (non ho scritto “gustarla” perchè “Google” non si sa mai cosa possa capire ;-) ).

Questa è la torta di nonna Aurora, la nonna di Tiziana, l’altro giorno mentre parlavamo ho sentito uno strano “rumore di fruste”, cosa stai facendo?

Faccio la torta di nonna Aurora, con la ricotta…..sai “ello” (il suo ;-) ) si è lamentato che non gli faccio mai un dolcetto ….(mannaggia..sapeste invece la verità :-D ) …mandami la ricetta..ma non te l’ho già mandata? None :-D

Così il giorno dopo, sempre via mail, mi sono arrivate foto e ricetta di questa torta che,  senza testare condivido con voi, Tiziana è una garanzia..fidatevi…n.b. l’orchidea è sua :-)

Torta di  nonna Aurora

Ingredienti per la pasta : 

  • 300 g. di farina 00,
  • 120 g.  di zucchero,
  • 200 gr. di burro,
  • 1 uovo  intero + 1 tuorlo,
  • 1/2 cucchiaino lievito,
  • buccia d’arancia o limone,
  • 1 pizzico sale,
  • vaniglia.

Per il ripieno : 

  • 350 g. di ricotta,
  • 2 cucchiai rasi  di zucchero,
  • 2 tuorli,
  • 1 manciata  di  pinoli,
  • 1 manciata uvetta,
  • zucchero  a  velo  per spolverizzare.

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C.

In una terrina amalgamare bene la ricotta con lo zucchero e le uova,aggiungere i pinoli e l’uvetta e tenere da parte.

Foderare uno stampo apribile da 24 cm. con carta forno inumidita, amalgamare bene e  velocemente gli ingredienti per la pasta ed inserirla sul fondo e bordi dello stampo, premendo un pochino  con i polpastrelli per formare delle piccole conche.

A questo punto aggiungere il ripieno di ricotta avendo cura di livellarlo e,  con una rotellina rifilare la pasta del bordo e ripiegarlo sopra la ricotta.

Infornare  per 30’.

Prima di servire la torta, spolverizzarla con lo zucchero a velo.

Ora voglio farvi vedere cosa fa Tiziana, 2 sabati fa sono stata all’inaugurazione della sua mostra di quadri “Donne con la pipa”……

Se volete vedere altre opere di Tiziana cliccate qui

Prossimamente Tiziana ed io  vi racconteremo la “storia” di alcuni soggetti dei quadri, io mi sono soffermata sui particolari  perchè ritengo che come “drappeggia” lei forse…..il Caravaggio? …dai…..non fate “booooooooooh” scherzavo….ma anche no :-D

E non ho ancora finito, non ho cucinato, ho scritto poco, praticamente ho brillato di luce riflessa devo fare almeno qualcosa..e vi racconterò della mia adorata Perla:

ieri l’ho portata a fare un prelievo di sangue per l’intervento di oggi (pulizia dentini ed estrazione :-( )

Io le sono stata vicina mentre il veterinario procedeva, beh, non un miagolio, non un sussulto, 2 siringhe riempite a stento (non aveva molta pressione), cosa vi devo dire? É digiuna da ieri sera, grida come un’aquilotto, mi fa tanta tenerezza…ah, nella lista per la prossima vita c’è anche un’isola dove accogliere animali abbandonati e “veterinari abbandonati” per vivere tutti assieme felici e contenti :-D ..ma “lei” questo non lo vuole sentire..sapete è un pò “gelosa” :-D


Anelletti al forno alla palermitana e un pensiero per il Friuli…

Gli  Anelletti al forno alla palermitana , erano anni che ci giravo attorno e finalmente ci sono caduta dentro, in questo timballo c’è tutto, c’è la storia, la tradizione, la rivincita di un popolo.

E poi la trasgressione, le melanzane fritte, un godurioso ragù colorato dai piselli, il formaggio ed il prosciutto, tutto tenuto assieme dall’abbraccio della besciamella che avvolge anelletto per anelletto e nel mio caso, anche il tovagliolo.

Ello non ama le melanzane e prevedendo la mia grande abbuffata con indigestione ho optato per una mini-porzione ma non per questo meno buona.

Di seguito la ricetta originale, tra parentesi le mie sostituzioni/omissioni proporzionate alla misura del mio stampo.

Ingredienti per 6 persone:

  • 500 gr di anelletti,
  • 4 melanzane nere,
  • 1,5 lt circa di salsa tipo bolognese con piselli,
  • 500 gr di besciamella (latte di soia, farina, no burro),
  • 200 gr di prosciutto cotto,
  • 600 gr mi mozzarella (ricotta di kefir),
  • 4 uova sode ( versione catanese) (omesse),
  • pangrattato q.b.
  • pecorino grattugiato q.b. (parmigiano)

Come fare:

tagliare le melanzane per lungo immergerle in acqua e sale, strizzare e friggere, contemporaneamente in una teglia da forno spalmare dell’olio facendo attenzione che ogni sua parte sia ben unta (servirà a far aderire il pangrattato che andremo subito dopo a mettere).

Una volta fritte le melanzane asciugarle dall’olio superfluo e adagiarle sulla teglia.

Cuocere la pasta lasciandola quasi cruda perchè finirà di cuocere in forno, scolarla e mescolarla al ragù e besciamella.

Mettere un primo strato dentro la teglia,  mettiamo il prosciutto la mozzarella e per ultimo il pecorino, ricopriamo con il resto della pasta e inforniamo a 180° per circa 25 minuti,  sformare e decorare a piacere.

Io ho riempito il foro dello stampo con dei piselli, ho decorato con  fili ricavati dalla bucccia delle melanzane e foglie di basilico che ho fritto.

E come dicono in Friuli: mangià e murì……

E a proposito di Friuli, volevo ricordare l’anniversario del terrremoto,  sono trascorsi 35 anni da quella sera ed anche se oggi nel paesaggio si intravedono soltanto poche cicatrici, nelle persone che quella sera, oltre alla casa hanno perso i propri cari, la ferita è ancora aperta….. il mio pensiero va a loro….

Foto presa dal web, cliccare sopra per un pò di notizie dell’epoca

Vi presento Perla, la gatta più sporca del mondo :-D ieri è scesa con me in garage (oh mamma, e adesso le vicine svizzero/carniche?) e dev’essere andata a rotolarsi da qualche parte:

Un sereno fine settimana a voi :-)


Linguine con scampi per quando è venerdì e siamo senza “scampo”.

Questa ricetta la tramando di blog in blog passando anche attraverso un forum, mi è ribalzata alla mente ieri parlottando con uno chef che aveva fatto gli spaghetti mettendo la curcuma nell’acqua di cottura.

Solitamente per colorarla mettevo lo zafferano ma ce ne voleva sempre molto e tendeva a rendere amara la pasta.

La prima prova la feci con del riso (preparai un piatto giallo e leggero per le donne):

Poi per colorare del riso basmati per fare un riso “arlecchino” con riso venere, rotolini di salmone affumicato ripieni di caprino e salsina al basilico:

Ed anche per farmi un ” Pranzo da spiaggia per asporto”:

Premetto che con gli scampi freschi ( questo sarebbe il periodo giusto, i mesi con la erre), il piatto sarebbe stato più profumato…

Ingredienti:

  • 800 g. (la mia confezione) di scampi,
  • 2 cipollotti,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • 1 peperoncino,
  • olio evo,
  • prezzemolo,
  • vino bianco,
  • 1 cucchiaio di curcuma (per colorare la pasta).

Come fare:

privare gli scampi del carapace, liberarli dal budellino nero praticando un’incisione sul dorso, lasciarne due con testa e coda per la decorazione.

Tritare una bella manciata di prezzemolo e preparare una salsina con olio evo e poco sale e  lasciarla insaporire.

Mettere sul fuoco una pentola con acqua salata ed  1 abbondante cucchiaio di curcuma.

In una larga padella rosolare con poco olio i 2 cipollotti tagliati a rondelline assieme allo spicchio d’aglio vestito (che poi toglieremo) ed il peperoncino, aggiungere gli scampi e cuocerli per 2 minuti, versare il vino bianco, far evaporare.

Togliere gli scampi, lasciando il sughetto e terminare la cottura della pasta nella padella, aggiungendo l’ acqua di cottura; all’ultimo momento unire gli scampi, saltare le linguine e, fuori dal fuoco, condirle con la salsina di olio e prezzemolo preparata in precedenza, servire.

Probabilmente ho impiegato più tempo a scriverla che ad eseguirla.

Bene, ora, visto che sono passata da scampo a curcuma tipo da palo in frasca, vi racconterò qualcosina sulla curcuma.


Cliccando sulla foto andrete nel sito dal quale proviene anche la foto che parla della curcuma.

Da pagina 649 della mia enciclopedia “Le erbe, medicinali, aromatiche, cosmetiche”:

Proprietà:

aromatizzanti, coleteriche,colagoghe, antispasmodiche, coloranti.

Principi attivi: olio essenziale (curcumene), la sostanza colorante curcumina, amidi e pentosani.

Il rizoma della curcuma è diffusamente impiegato dai popoli orientali come complemento aromatico per molti cibi, dalle carni ai formaggi, ai dolci.

Assieme ad altre droghe è uno dei componenti principali del “curry”, condimento tradizionale per esaltare il sapore di piatti di riso e carni.

Ancora una volta l’esperienza tradizionale ha giustamente associato alle proprietà più propriamente alimentari quelle salutari, si è infatti provato negli ultimi decenni che la Curcuma possiede spiccate proprietà sulla cistifellea sia nel senso di alimentare la quantità di bile secreta sia nel senso di fluidificarla, e quindi esercita un’azione favorente la detossicazione epatica e i processi di digestione del cibo.

Parallelamente la Curcuma facilita l’espulsione dei calcoli biliari e ha un’attività antispastica nelle coliche epatiche.

Accanto all’utilizzazione interna, ne esiste anche una esterna tradizionale che i popoli orientali sfruttano in caso di pruriti cutanei e irritazioni della congiuntiva.

Un’altra utile proprietà della Curcuma è quella di colorare in giallo non solo i cibi nei quali viene introdotta, ma anche lana, seta, legno e altri materiali.

Questa proprietà è dovuta alla presenza di particolari sostanze chetoniche dette curcumine.

Esse vengono impiegate anche nella chimica analitica come rivelatori della presenza di acido borico.

Uso interno:

per favorire la digestione, detossicare il fegato, stimolare la secrezione biliare e l’espulsione dei calcoli.

Polvere: 0,1 – 0,2 g. in un’ostia prima dei pasti.

Tintura: 20 g in 100 ml di alcol di 70° (a macero per 10 giorni).

A gocce, fino a mezzo cucchiaino, prima dei pasti.

Io ho riportato  ciò che è scritto nel libro soltanto a titolo informativo, s’intende che prima di intraprendere qualsiasi cura va consultato un medico.

E adesso un pò di Pilates con Perla, oggi maestra d’eccezione :-) :

Cliccando sul collage avrete un video con gli esercizi col Ring-avi, si sono diversi da quelli che esegue Perla ;-)

Buon fine settimana a voi :-)


Venerdì 17: un giorno fortunato…

Non ho tempo per fare delle ricerche per scoprire chi abbia messo in giro la voce che il venerdì 17 sia un giorno sfortunato, oggi non lo è di certo.

Stamattina mi sono messa d’impegno ed ho iniziato, finalmente, un altro panettone, quello con la cupola, perchè chiamiamo certe montagne panettoni? Perchè hanno la cupola…what else?

Giurin giuretto che è l’ultima volta che ci provo per quest’anno….già, bella forza, direte voi, ormai è finito, poi passerò direttamente alle colombe.

Mi sono alzata come sempre di buon mattino, ho dato un’occchiata al mio Lm e verificato il suo ottimo stato di  salute ho disposto l’occorente sulla tavola.

Ello, con l’espressione sgomenta ha posato lo sguardo sconsolato più volte su di me e sugli ingredienti e dopo aver scosso il capino è uscito di casa.

Dopo qualche minuto di streching ho iniziato il lavorone, ma non è questa la fortuna, se è stata fortuna lo saprete domani.

Stavo appunto per aggiungere il sale e le bucce di agrumi nell’impasto quando suona il campanello.

È lei accantoalcamino? Certo che si, lo sa tutto il mondo che mi chiamo accantoalcamino meno lei, intanto addocchiavo  la busta gialla che teneva in mano.

Dopo le firme di rito eccomi salire a 2 a 2 i gradini di casa.

Wow esclamo, è arrivato il premio Amadori, questa tessera scade il 3o novembre, nooooooooooooo è scaduto.

Ma leggi bene sciocchina scade il 30 novembre  2011.

E mentre la mia gioia faceva tremare i vetri, l’impasto e lei, invece di festeggiare cosa stavano facendo?

Dormivano.

Buon pomeriggio.


Filetto in crosta aromatizzato al Pimenton e la neve si è sciolta ….

Mi sto rendendo conto che sto postando un pò troppo…..è un problema? Forse sarebbe meglio poco e di qualità, ma dipende sempre dal significato che ognuno di noi da alla parola qualità, e per me, anche senza nozioni fotografiche, Reflex, box, questa qualità mi soddisfa e, quel che conta soddisfa il palato.

Girellando qua e là mi chiedo spesso: ha un senso il mio blog? Piace? E’ utile a qualcuno che non sa cucinare e cerca qualche idea? Si, mi rispondo, il discorso è più serio di quanto si possa immaginare.

Anche qui, come nella vita, bisogna fare delle scelte, o fai delle splendide fotografie con splendide ricette difficili, però, da replicare per i comuni mortali, o fai foto gradevoli, carine, con ricette replicabili senza difficoltà anche dalla casalinga che fa la ricerca su Google  e sceglie fra le varie proposte la più consona alle sue capacità, poi, certo per vanità anche da me troverete la fava tonka ed il pepe lungo o il sale nero di Cipro (che si trova facilmente nei supermercati).

Alla fine giungo sempre alla conclusione che ho un senso e finchè mi diverto e l’avere un piccolo spazio tutto per me dove liberare la mia fantasia aggiunge qualcosa alla mia vita..beh, io ci sarò.

Quest’anno sento particolarmente il Natale, mi è venuta voglia di creare gli addobbi per la casa, ci sto pensando da giorni, ho già in preparazione il calendario dell’Avvento, che bello ogni mattina fino alla mattina di Natale aprire la propria casella e scoprire cosa regala il giorno, ogni giorno un piccolo pensiero, una dolcezza, fino al giorno di Natale quando arriverà la suocera, il cognato e lo zio..ricordate lo zio vero?

Lui adora le mie lenticchie e gliene preparo sempre una pentola da portar via.

La suocera “Emiliana” DOC fa i tortellini, a me resta il banale cotechino con le lenticchie :-(   …..a loro piace così, quest’anno farò il panettone ed il pandoro (già fatto l’anno scorso).

Sono stata coinvolta da Maria61 è adorabile, come dirle di no? :-)

Andate a trovarla, ne vale la pena :-)

Bene, nel frattempo è arrivato un sole meraviglioso che ha sciolto la neve di ieri, anche se i campi resistono e la conservano gelosamente, loro sanno quanto fa bene la neve alla terra , la ricopre come un caldo mantello e si prende cura dei semi rimasti nelle zolle.

Bene, vi va che vi lasci una ricettina veloce veloce?..ma davvero veloce :-) ?

La ricetta la espongo così, come se fossero davvero quattro chiacchiere tra di noi:

se non avete il “Pimenton”, potete avvolgere il filetto di maiale nelle spezie che preferite, semi di finocchio, timo, salvia, quello che vi va, lo massaggiate bene, se volete fare dei tagli per far entrare il profumo bene, fatelo.

Poi lo rosolate da tutti i lati in una pentola senza grassi e lo lasciate intiepidire, stendete la sfoglia (fatta da voi o comperata va benissimo), avvolgete il filetto nelle foglie di porro sbollentate (quelle avanzate dalla torta salata, vedi “post monotematico”) o se vi va nel lardo, nel prosciutto, nel guanciale (però attenzione stiamo leggeri ;-) ) e lo avvolgete nella sfoglia, una pennellata d’uovo ed una spolverata di semi di zucca tritati, se non li avete vanno bene anche il sesamo. le nocciole ecc..

In forno a 200°C. per 30/35 minuti

Affettarlo e servirlo, se vi va, con il fondo di cottura.

Adesso, visto che vi piace più Perla di me :-( vi lascio alcune foto..non chiedetemi, vi prego, come ha fatto il tecnico della caldaia, se ha le lenti a contatto….gli occhietti del mio amore sono proprio così :-)


Relax


Riso “sale e pepe” con cappesante……

Inizio ringraziando chi mi ha lasciato un salutino, certo non sono in “vacanza”, quella classica….semplicemente avendo la testolina altrove mi sono allontanata dal blog per dedicarmi alla mia nuova “creatura”, anzi, aiutatemi a trovargli un nome, oggi gli farò una foto così vi potrete ispirare :-)

Gli sta ricrescendo il pelo, sta mettendo su peso, mi viene sempre dietro, l’altra sera mentre bagnavo il giardino  lui si è disteso sul muretto a guardarmi e si spostava con me, beh, che dirvi, io lo adoro, per il momento rimane nel cortile, non c’è più il problema del “territorio” e tutti (meno una ;-) ) vivono felici e contenti.

Questo riso l’ho chiamato sale e pepe perchè mi ricorda il tessuto che andava di moda tanti anni fa, credo sia un classico, io avevo un cappotto con questo tessuto che mi è durato anni….

Per fare questa semplice ricetta :-) ho utilizzato 2 “avanzi prelevati” da 2 preparazioni: insalata di riso Basmati e Riso Venere con polpa di granchio

Il riso Venere l’ho preprato con la solita tecnica  in pentola a pressione prolungando di 5 minuti il tempo della ricetta a cui faccio riferimento.

Igredienti:

  • riso Basmati,
  • riso Venere,
  • scalogno,
  • burro chiarificato (poco),
  • succo e buccia di lime (o limone),
  • cappesante.

Come fare:

tritare lo scalogno finemente e farlo diventare “trasparente” nel burro chiarificato,

rosolare per pochi minuti le cappesante da ambo i lati, toglierle dal tegame e far saltare il riso nel condimento aggiungendo una spruzzatina di succo di lime.

Presentarlo nella conchiglia appoggiando sopra la cappasanta col suo corallo, decorare con la buccia di lime ricavata col rigalimoni.

Tutto qui, un piatto unico, colorato e “confortante” .

Buonissima domenica a tutte/i :-) da me e da Perla:

Guardare senza audio…io mi sono “ascoltata” ed ho già chiamato la “Croceverde” ;-)


Protetto: Ho vinto!! ….no…di più!!! (storie di gatti ;-) )

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