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Avanzato il panettone? Avanzato il pandoro? Ricicliamo, ricicliamo, ricicliamo!!!

Vi è avanzata qualche fetta di panettone o di pandoro? Oggi vengono a trovarvi gli amici? Ieri tutti in famiglia, oggi si va in visita e qualcuno arriverà certamente a portarvi i doni tra i quali ci sarà qualche panettone…allora non esitate, “portatevi avanti” e non fatevi “sorprendere” ma “sorprendete” voi gli amici con un dolce costruito sul momento con i seguenti ingredienti:

  • Fette di panettone (o pandoro) tostate in forno,
  • ricotta setacciata (deve diventare cremosa, senza grumi),
  • marron glacè a pezzetti,
  • succo d’arancia,
  • chicchi di melagrana per decorare.

Fate così:

mettete sul fondo delle coppette o, se preferite, in un contenitore unico le fette di panettone tostate e bagnate con del succo d’arancia.

Fate uno strato con un composto fatto di ricotta setacciata e i pezzetti di marron glacè, fate ancora uno strato o più, se vi va, dipende dalla quantità del ripieno.

Terminate con la ricotta e decorate con i chicchi di melagrana e…buona fortuna!!!

Un’idea per riciclare il pandoro?

Tagliare le fette dalla punta, tostarle e farcire con ricotta setacciata con dello zucchero a velo e aromatizzata con buccia di limone, terminare con zucchero a velo giallo (aggiungere colorante allo zucchero) e decorare con granella di pistacchi.

Se vi piace il liquore bagnate il pandoro con del limoncello.

Altre idee per riciclare pandoro e panettone:

 

 

Altre idee con la melagrana (cliccare foto):

      

Buona giornata :-)


Koulouria ripieni con Solema e WBD 2011

                             

Di pane si tratta, anche questi Koulouria sono fatti con acqua, farina e lievito e vengono dalla Grecia, paese messo in ginocchio tanto quanto il nostro, con questo post partecipo al World bread day, linkate sulla foto per saperne di più…

Per dirla tutta un modo solo sarebbe bastato..la frase clou di Nonna Sole è stata: “spicciati che sennò fa la crosticina e non lievitano più”, quindi, tutto ciò che vedete è stato fatto con lo stato d’animo di chi rischia di perdere l’aereo :-D

“Col pane non si scherza”, “bisogna rispettare i tempi”..ecc. ecc. ed io, “porella”  che dovevo fare le fotine per il post ero davvero in difficoltà :-D

L’unico vantaggio che ho avuto è la dimenticanza di Nonna Sole di oggetti preziosi per il set fotografico finale e quindi i Kouloria sono rimasti nelle mie mani per finire poi nella mia bocca ed in quella di ello ih.ih.ih.

Eravamo d’accordo di trovarci a casa mia verso le 11 con l’impasto bell’e pronto, lei ha portato gli ingredienti per i ripieni, io avevo preparato i miei però abbiamo dovuto scegliere perchè con quella dose ne sono usciti 7 più il nodo d’amore (vuoto).

Ingredienti per l’impasto:

  • 250 gr di farina 0,
  • 100 gr di semola rimacinata di grano duro,
  • 15 g.  lievito di birra,
  • 200 gr di latte parzialmente scremato o acqua,
  • 2 cucchiaini di  malto d’orzo,
  • 1 cucchiaino di sale,
  • 2 cucchiai di olio di sesamo.

L’impasto richiede una lunga lavorazione ed in mancanza del’impastatrice ho scelto la MDP (macchina del pane) programma impasto di 1 ora e 40 che comprende anche la lievitazione.

Diviso l’impasto in 7 pezzi (1 per il nodo) Solema ha formato delle palline che hanno riposato sotto un telo umido per c.ca 15 minuti.

Se  le avessimo stese subito, le sfoglie si sarebbero “ritirate”, quindi Solema ha seguito il consiglio del grande Bonci che raccomanda di farlo.

Abbiamo steso l’impasto e messo i ripieni (nel collage di seguito una campionatura):

Dopo averli chiusi li abbiamo arrotolati (alla meno peggio :-D ) ed io..svelta svelta sennò fa la crosticina e non lievitano più :-( li ho tagliati, con titubanza perchè non volevo far uscire il ripieno.

Nella foto seguente la teglia con segnati i ripieni:

Infornare a 200° C. per c.ca 25/30 minuti controllando la doratura.

Mi piaceva questa ambientazione con pipe e collane perchè è stato un lavoro a 4 mani e unire 2 anelli di pasta (l’ho chiamato erroneamente “nodo d’amore” ma quello ha un’altra forma) per me simboleggia un’Amicizia che dura nel tempo e che ha superato anche i momenti difficili.

Vi saluto così….senza però non dirvi che questa ricetta è di proprietà di ornella del “Giardino dei sapori e dei colori”, che troverete sul suo blog.


Cheese cake di Stella…

Per chi, come me ha il “cuore infranto” e non se ne fa una ragione”  :-(

Ho optato per la “mezza dose”…

Ecco l’oggetto del desiderio: la cheese cake di Stella.

Io con grande comodità e gioia “copio/incollo” la sua ricetta, specificando sotto ogni mia fotografia le varianti.

Ingredienti per una cheesecake di 26 cm.(senza cottura):
Base:
  • 200 gr di biscotti secchi,
  • 100 gr di burro.
Come fare la base:
tritare con un robot i biscotti, metterli in una ciotola e bagnarli con il burro fuso, amalgamare bene con un cucchiaio e mettere questo composto su un foglio di cartaforno appoggiato al piatto di portata e dentro un cerchio apribile, mettere a rassodare in frigo per almeno 30 minuti.
Per la farcia:
  • 500 gr di panna fresca da montare,
  • 500 gr di formaggio spalmabile,
  • 100 gr di zucchero a velo,
  • 20 gr di colla di pesce,
  • 200 gr di pistacchi di bronte frullati.
Come fare la farcia:
mettere la colla di pesce a bagno in acqua fredda per almeno 10 minuti, nel frattempo montare la panna con lo zucchero a velo e unire il formaggio, sciogliere la colla in pochissima panna o acqua e fatta intiepidire versarla nella crema, solo alla fine frullare i pistacchi e aggiungerli al composto, mescolare bene e mettere sulla base di biscotto e riporre in frigo per almeno 3 ore (tutta la notte è meglio) infatti io la preparo sempre il giorno prima.Per guarnire:
  • 100 gr fragole,
  • 50 gr pistacchi di bronte.

Per la base ho usato 70 g. di biscotti Digestive integrali con 30 g. di pistacchi macinati finemente e 50 g. di burro

Ed ora la mia carellata di cheese cake…diciamo che ce n’è per tutti:

Per chi è allergico alle fragole:

Base biscotto normale (la mia variante con pistacchi), strato di more di gelso (raccolte con le mie manine sante :-D ) ad intercalare la farcia.

 Per chi …mai senza il cioccolato:

Versione inframezzata da fragole fresche e servita con cucchiaino/noblesse oblige.

Per chi dà i numeri:

Farcia con composta di fragole appoggiata su biscotto digestive al contrario e rovesciato alla fine.

Per me medesima con amore :-)

Base biscotto (addizionato da pistacchi), farcia classica intercalata da fragole in composta con top di salsa di fragole e granella di pistacchi.

Per chi, dopo aver visto questo post, è rimasto “senza parole” :-D

Versione come al n°4 con lettere al posto dei numeri :-)

Aggiungo una “fotina” del ripieno, ho optato per i pistacchi polverizzati e qualcuno tritato grossolanamente:

Stamattina ho trovato un premio, me l’ha lasciato Sonia , grazie Sonia-

E a tutte voi, romanticone dal “cuore infranto” dedico una canzone:


Focaccine ricotta salvia e fiori di rosmarino per “Spiedino-Schiscetta Time”…..

Neanche i linguisti Devoto e  Oli sono riusciti ad “illuminarmi” sul significato della parola “Schiscetta”, forse perchè a quei tempi  la  pausa pranzo la trascorrevano  comodamente seduti a tavola serviti in piatti di porcellana e posate d’argento o  perchè il termine schiscetta (narra la leggenda) nasce a Milano dall’esigenza di una portinaia  di “schisciare” (schiacciare) il suo pranzo in un contenitore per comodità di trasporto……forse…non si sa.

Le mie pause pranzo, negli anni, le ho sempre saltate a piè pari, riprendere il lavoro col pancino pieno mi risultava faticoso perciò ho “immaginato” la mia “schiscetta” ideale: nutriente, leggera, completa, golosa e bella da vedere.

Per me, anche se frugale il pasto deve contenere i tre nutrienti fondamentali: proteine, carboidrati, grassi……e così è nata la mia “schiscetta” per il contest di Tery e Sara

La mia proposta per il contest sono questi spiedini formati da: Focaccine ricotta, salvia e fiori di rosmarino, alternate a pomodorini datterini, bocconcini di bresaola con punte di asparagi.

Ingredienti per le focaccine:

  • 240 g. di ricotta setacciata (ho usato quella di kefir),
  • 240 g. di farina 00,
  • 3 uova,
  • 60 g. di formaggio di capra semistagionato (o formaggio a piacere),
  • 2 foglie di salvia,
  • fiori di rosmarino (facoltativi),
  • sale,
  • pepe (verde).

Come fare (io ho usato il robot da cucina con le lame in plastica da impasto):

preriscaldare il forno a 200°C.

Lavorare la ricotta e la farina, aggiungere le uova leggermente sbattute, il formaggio grattugiato, le foglie di salvia tritate finemente, i fiori di rosmarino (facoltativi), sale e pepe (io uso il verde).

Attenzione, adoperare una ricotta asciutta altrimenti sarà necessario aumentare la quantità di farina e questo renderebbe le focaccine meno soffici.

Stendere l’impasto sulla tavola abbondantemente infarinata all’altezza di c.ca 1 cm , per farlo si dovrà infarinare abbondantemente anche la superficie (la farina non verrà incorporata al composto ma servirà soltanto per stenderlo meglio).

Ritagliare dei cerchi o delle forme a piacere, disporre le focaccine sulla piastra da forno rivestita con l’apposita carta e cuocere fino a doratura (per un diametro di 7/8 cm. la cottura sarà di 15 minuti).

Io ho ritagliato delle mini forme da fiore da infilare nello spiedino (cottura 10′), si può giocare con le forme e, dopo aver pennellato col latte spargere semi di papavero, sesamo, zucca, girasole ecc….io l’ho evitato perchè “sporcherebbero” la scrivania :-D

Ingredienti per lo spiedino:

  • fettine sottili di bresaola,
  • punte di asparagi (sbollentate in acqua salata),
  • pomodorini datterini,
  • focaccine, ricotta e salvia.

Come fare:

chiudere le punta d’asparago nelle  fette di bresaola tagliate a metà, formare dei fagottini ed alternarli agli altri ingredienti…..più semplice di così ;-)

Ed ora, fuori concorso la ricetta dei dolcetti:

Brutti ma buoni con pinoli e pistacchi di Ernst Knam (L’arte del dolce pag. 96)

Ingredienti:

  • 2 albumi,
  • 150 g. di zucchero semolato,
  • 70 g. di pinoli,
  • 70 g. di pistacchi.

Come fare:

preriscaldare il forno a 170°C.

In una terrina capiente montare gli albumi aggiungendo lo zucchero poco alla volta, unire i pinoli ed i pistacchi ed incorporarli delicatamente alla massa.

Versare il composto in una pentola e far “asciugare” a fuoco bassissimo per c.ca 10 minuti (passaggio giustificato da Kamt per rendere più friabile il prodotto finale).

Disporre a cucchiaiate il composto su una teglia rivestita con la carta forno e cuocere a 170°C. per 10 minuti o fino a quando i brutti ma buoni risulterano ben dorati (quelli della sua foto finale sono diversi dai miei ma avevo paura di bruciarli).

Ecco..tutto questo è racchiuso in questa scatola:

Questa “Schiscetta” partecipa al contest di Tery e Sara  ci tenevo tanto ad esserci e sono felice che sia stata prolungata di un pò la scadenza.

Ormai è deciso, l’operazione ci sarà venerdì e quindi con questo “pranzetto tascabile” vi saluto e vi abbraccio tutte/i.

Ho vinto :-)


Brinda a me solo con gli occhi… o solo lascia un bacio nella coppa, e non chiederò vino.

Questo bicchiere l’avevo pensato tempo fa, quando nei blog imperversavano lavanda e the matcha, avevo speso una piccola fortuna per comperare qualche grammo di quest’ultimo per cui lo vedrete qui e nella coppa al torrone e yogurt, con il resto mi sono tolta un pò di “ruggine” facendomi il the (è antiossidante).

Non è che ogni giorno io faccia merenda così, nelle coppe e con i fiori..però, pensandoci bene, lo meriterei…, d’ora in poi lo farò :-)

Questo bicchiere l’avevo dedicato alla mia Amica Nannarè che, purtroppo, ha potuto gustarselo solo via mail :-D

L’idea nasce da una crema al cardamomo (Ferni) che avevo visto fare da Laura Rovaioli su sky quando ancora non avevo internet e tantomeno il blog.

Ricordo che impazzii per trovare il cardamomo, girai tutti i negozietti etnici adiacenti alla stazione ed i negozianti mi guardavano come fossi arrivata dalla luna: cardamomo? “No conosco”….mannaggia se non lo conosci tu…finchè girando gli occhi ho visto un piccolo espositore con minuscole bustine con qualche bacca di cardamomo.

Ecco, dissi, questo è il c a r d a m o m o…gli ho risparmiato lo spelling :-D

E così, iniziò il mio “menage a troi” ;-) Lei, Ello e il Cardamomo.

Ello per anni non sopportò la sua presenza ed io gestii la mia relazione con discrezione e garbo finchè glielo propinai nello stufato di pollo e se lo gustò voluttuosamente, ora viviamo tutti 3 felici e contenti.

Di seguito vi indicherò  la mia variante e tra parentesi la ricetta del Ferni che consiglio vivamente alle amanti del cardamomo:

Ingredienti:

  • 750 cl di latte di soia (latte intero),
  • 150 g. di fruttosio (250 g. di zucchero semolato),
  • 50 g. di amido di mais “maizena”,
  • fiori essicati di lavanda,
  • 1/2 cucchiaino di the matcha,
  • (acqua di rose),
  • (polvere di cardamomo).

Come fare:

prelevare dalla quantità di latte una piccola parte per stemperare la maizena , il resto portarlo ad ebollizione,  appena il latte inizierà a scaldarsi aggiungere il fruttosio (zucchero), farlo sciogliere e spegnere (prelevare una parte per sciogliere il the matcha),  unire i fiori di lavanda, lasciar macerare per c.ca 30 minuti, filtrare e rimettere al fuoco.

Aggiungere la maizena stemperata nel latte e, mescolando continuamente, raggiungere la densità desiderata.

Versare il composto,filtrandolo, nel contenitore scelto e versare il latte col the, creando un effetto marmorizzato.

Per il ferni:

portare ad ebollizione il latte, quando sarà tiepido unire lo zucchero, farlo sciogliere ed incorporare la maizena, far addensare, mescolando e fuori dal fuoco unire il cardamomo.

Versare, filtrando in una coppa e guarnire con filetti di mandorle o pistacchio.

youtube=http://www.youtube.com/watch?v=m6q4zNstlQM]


Verrine in rete…raffinate trasparenze in tavola

Mi piacciono i contest che mi “educano” alla riflessione, alla ponderata ed attenta elaborazione di un progetto,  che mi entusiasmano stimolando la fantasia, questo è uno di quelli.

In questo caso è premiata “in primis” la fotografia  ma ormai  l’attrazione fatale ha  preso il sopravvento e non posso più tirarmi indietro.

Più di così, con i mezzi in mio possesso, non avrei potuto fare quindi mi sono dedicata alla ricetta, non perdendomi d’animo  di fronte alla irreperibilità della pasta al pistacchio e la presenza dei biscotti al pistacchio, rappresentati nella foto di Claudia dai  “macarons” (croce e delizia anche delle più quotate ed esperte blogger).

Ho scelto la sua ricetta: “Biscotti, mousse al pistacchio e fragole” perchè amo i dolci al cucchiaio, quei colori e l’atmosfera calda e rassicurante che emana la sua foto.

Ora però, prima che ci ripensi vi porto in cucina per realizzarla, la ricetta originale la trovate qui.

Ingredienti per 4 bicchieri:

  • 3 tuorli,
  • 20 cl. di latte intero,
  • 30 g. di zucchero,
  • 30 g di pasta al pistacchio,
  • 3 fogli di gelatina,
  • 15 cl di panna liquida,
  • 120 g di fragole,
  • 2 biscotti al pistacchio (li ho sostituiti con una meringa al pistacchio),
  • 1 manciata di pistacchi non salati tritati.

Meringa al pistacchio (nel link la ricetta, in questo caso ho ridotto le proporzioni a 50/50/50)

Prepariamo la crema:

mettere i fogli di gelatina in ammollo in una ciotola d’acqua fredda.

Versare il latte in un pentolino e portarlo quasi a bollore.

In una terrina montare i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso, incorporare la pasta al pistacchio, versare sul composto il latte bollente e mescolare.

Pasta al pistacchio (nel link la fonte della ricetta, io ho dimezzato le dosi e l’ ho resa più “liquida”, ho tritato i pistacchi nel mortaio lasciando la pasta più “grossolana”, ho omesso anche l’aroma di mandorla).

Versare  tutto in un pentolino e  cuocere a fuoco basso senza smettere di mescolare, facendo attenzione a non far bollire la crema.

Strizzare i fogli di gelatina e aggiungerli al composto, mescolare.

Versare la crema al pistacchio in una terrina e far raffreddare.

Montare la panna  ben fredda  e incorporarla delicatamente alla crema raffreddata. Mettere la crema in frigorifero per almeno 2 ore.

Lavare le fragole, asciugarle con la carta assorbente da cucina e tagliarle nella misura che preferite.

Disporre sul piano di lavoro i bicchieri e sbriciolarvi sul fondo i biscotti al pistacchio.

Ricoprire con la crema al pistacchio e  guarnire con le fragole.

Infine cospargere con i pistacchi tritati e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest Verrine in rete: diciamo che sono anche stata scelta per il pranzo a Bologna ma il “fato” ha voluto che quei giorni avessi l’operazione all’occhio…sarà per la prossima ;-)


2 piccioni con una”zuppa”…….

Per una bloggherina debilitata quale miglior medicina della cucina? Certo che per sentirmi bene dovrò cucinare ancora per un pò…ma ce la posso fare :-D

Quante zuppe e minestre esistono e quante di queste zuppe e minestre cambiano identità in corso d’opera?

Un pò anche grazie a chi ha inventato il “minipimer”, a quel “santo uomo” dovrebbero dedicargli una piazza alla “città del gusto” :-D

Senza far uso di burro, besciamelle e farine varie, drrrrrrrrrrr-drrrrrrrrr ed una minestrina “coi tocheti” (pezzetti) diventa una vellutata, per questo 2 piccioni con una zuppa.

Contento “ello”: (tocheti) ed ella: vellutata.

Occhei, occhei, vado con la/le ricette:

Zuppa di carote, zenzero e quant’altro.

Ingredienti (2 persone):

  • 2 carote,
  • 1 fetta di sedano rapa,
  • 1/2 gambo di sedano costa,
  • 1/2 cipolla,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • radice fresca di zenzero (una grattuggiata c.ca 1/2 cm),
  • sale,
  • sale nero di Cipro (per decorare),
  • olio evo (omesso),
  • pepe verde,
  • pepe nero lungo (facoltativo),
  • 1/4 litro brodo vegetale,
  • succo di mezza arancia,
  • 1 manciata di pistacchi pelati e tostati (sostituibili con pinoli, noci ecc.),
  • 1 cucchiaio di panna acida.

Come si fa:

se usate l’olio rosolate la cipolla con l’aglio vestito in una pentola, aggiungete poi le verdure tagliate a pezzetti,le carote a rondelle e lo zenzero grattugiato, io ho usato poco brodo vegetale e dopo averlo scaldato bene ho aggiunto l’altro ed il succo d’arancia.

Ho coperto e fatto cuocere per mezz’ora a fuoco basso, ho tolto l’aglio, ho diviso a metà la zuppa ed ho ridotto a purea la mia parte.

Ho salato, pepato col pepe verde e riportato a bollore.

Nel “mio” piatto (zuppa) ho aggiunto la panna acida, i pistacchi, una grattatina di pepe lungo, un pizzico di sale nero di Cipro, e col rigalimoni ho ricavato dalla buccia d’arancia i filetti per la decorazione.

Ed ecco la seconda  zuppa:

Zuppa di lenticchie con trota affumicata ed aceto balsamico.

Per questa ricetta ho preso ispirazione dal libro “Sopis e mignestris Cento e una minestra in Friuli e… dintorni” a cura di Germano Pontoni (marito di Bertilla di Lady Chef) e Giorgio Busdon (il creatore di questa zuppa)

Avevo già  delle lenticchie cotte  che, senza saperlo, erano preparate allo stesso modo, una confezione di trota affumicata ed  è stata subito zuppa.

Amo i piatti unici, il “piatto completo” e questo l’ ho trovato perfetto, non trascurabile il fatto che a noi “fanciulle” le lenticchie fanno un gran bene :-)

Ho trovato,  questo link che vi racconterà qualcosa in più sulle lenticchie.

Ingredienti:

  • lenticchie secche,
  • 1 spicchio d’ aglio (omesso),
  • 1 piccola cipolla,
  • 1 foglia di alloro,
  • rosmarino,
  • 1 filetto di acciuga (omesso)
  • olio evo (omesso),
  • trota affumicata,
  • aceto balsamico a piacere.

Come si fa: (premetto che l’aceto è stata una mia scelta, trovo  stia benissimo con i legumi.)

risciacquare le lenticchie e metterle in un tegame di coccio assieme agli odori coperte con acqua fredda (Busdon scrive 1 litro e 1/2 per 400 g. di lenticchie).

Coprire e cuocere a fuoco basso mantenedo la cottura al dente, salare e pepare.

Se decidete di usare il filetto d’acciuga intanto che cuociono le lenticchie, far imbiondire nell’olio evo lo spicchio d’aglio , eliminarlo e, fuori dal fuoco,  ridurre l’acciuga in poltiglia aiutandosi con una forchetta.

Eliminare dalle lenticchie il rosmarino e l’alloro e frullarne metà, “lui” dice di setecciarle..fate voi.

Se usate l’olio d’acciuga a questo punto unitelo assieme alla trota tagliata a striscioline, io ho “condito” con una riduzione di aceto balsamico.

E prossimamente:


Vista l’ora vi auguro: buona notte :-)


Crostata del cid …

E’ arrivata l’ora…Nonna Papera parte, torna a Paperopoli, doveva già partire alla fine di aprile ma faceva ancora troppo freddo…..

Volevo salutarla  così la mamma ieri pomeriggio mi ha preparato un cestino con le uova, le mandorle e la marmellata  e sono partita pedalando a tutta forza verso casa sua.

E’ stata felice di vedermi:

Nonna: quanto tempo tesoro!

Io: lo so, avrei voluto venire prima ma la scuola mi ha impegnato molto, sai che per la mamma la scuola viene prima   di  tutto..ma ora sono qua per salutarti e…..indovina!!!

Nonna:  vuoi fare una torta :-)

Io: si :-)

Nonna: quale torta vuoi fare?

Io: la crostata del cid, quella a pagina 114

Nonna: ma non ho le mandorle :-(

Io.: non importa, la mamma ti ha preparato un cestino con l’occorrente :-D , però la marmellata di ciliege l’aveva finita,  ma ti ha mandato una che ha preparato questo autunno con l’uva fragola e le pere cotogne.

Nonna: va benissimo, noi faremo “finta” che sia di ciliege ;-) , però prima aiutami a chiudere le valige.

Io: ma nonna!!! Quante cose hai messo dentro, dai che mi siedo sopra sennò chi le chiude :-D

Nonna: finisce sempre così, dico sempre di portare meno roba….ok.. fatto, andiamo tesoro, lavati le mani.

Che cosa occorre:

  • gr 400 di zucchero;  (300)
  • gr 270 di mandorle;
  • gr 250 di farina;
  • gr 225 di burro;
  • 6 uova;
  • un limone;
  • una bustina di vanillina; (1/2 cucchiaino di vaniglia bourbon)
  • marmellata di ciliegie; (uva fragola e pere cotogne)
  • qualche pistacchio; (granella di nocciole e mandorle a lamelle)
  • sale.

Come si procede:

sbucciate le mandorle e mettetele in forno ad asciugare, ma senza farle colorire; poi mettetele da parte.

(io le ho lasciate con la buccia).

Intanto preparate la pasta con:

125 gr di zucchero (100), la farina,la scorza grattugiata di mezzo limone

1 uovo intero, 1 tuorlo (ricordatevi di mettere da parte tutti gli albumi)

e 140 gr di burro.

Lavorate solo quanto basta per amalgamare gli ingredieni, e fate una palla che metterete nel frigorifero, avvolta in carta oleata, per circa un’ora.

Pestate nel mortaio gr 170 di mandorle e 170 di zucchero (140) (unito un cucchiaio alla volta) setacciando la polveree ripestando le briciole che restano nel setaccio (robot!).

Unite alla polvere, sempre pestando, un uovo intero e tre tuorli, poi la vanillina.

Fate sciogliere gr 80 di burro in un pentolino e lasciatelo raffreddare.

Imburrate ed impanate una tortiera (circa cm 24).

Togliete la palla dal frigorifero e stendetela in un disco grande abbastanza da coprire fondo e bordi della tortiera, rimboccando la pasta agli orli e sforacchiandola sul fondo con una forchetta.

Stendeteci sopra uno strato di marmellata.

Montate tre albumi e unitevi le mandorle e il burro sciolto.

Versate tutto sopra la marmellata, livellate, e mettete in forno già caldo (170°) per 40 minuti.

Intanto che la torta cuoce, pestate il resto delle mandorle e dello zucchero al solito modo, e unite la scorzagrattugiata dell’altro mezzo limone e il quarto albume, fino a ottenere una specie di purè.

Scaldate in un pentolino un pò di marmellata, in modo che si sciolga bene.

Pelate i pistacchi.

Quando la crostata si sarà raffreddata, mettete in una siringa la pasta di mandorle, e disegnate un reticolato sulla superficie; sempre con la siringa riempite di marmellata i quadretti.Guarnite con i pistacchi…e finalmente la torta è pronta!

Sarà meglio però farla riposare al fresco ancora un paio d’ore.

Io: nonna, non la so usare la siringa..e l’impasto è così duro, posso fare dei rotolini?

Nonna: ho visto, potevamo aggiungere un albume, ma va bene così, fai tu, vediamo cosa combini :-D

Io: ti piace?

Nonna: si è fatto tardi, ti metto la torta in una tortiera e la porti a casa…domani quando la mangerete mi penserete ……

Io: non possiamo assaggiarla adesso?

Nonna: no, è troppo tenera ancora…domani sarà più buona.

Io: spero di non rovinarla :-(

Nonna: dai, vieni qui che ti abbraccio :-) ma, ma..cosa vedo, una lacrimuccia?

Io: no, ho il raffreddore :-)

Così Nonna Papera mi strinse forte forte, ho visto che anche lei aveva una lacrima ma non le ho detto nulla.

Nonna: ciao tesoro, vai piano!

Io: fai buon viaggio e saluta zio Paperone e Pluto ….

Ciao Nonna Papera, mi mancherai..e mi mancherà anche il manuale, oggi lo riporto in biblioteca, assieme ai miei sogni di bambina……

Questa crostata è per Sabrine!

Per gli accorgimenti e consigli vi mando da lei che ha fatto la stessa crostata.


Semifreddo al sambuco …..

Dopo aver fatto lo sciroppo, ora devo trovare nuovi modi  di applicazione….questo è un semifreddo di Nigella, lei usa il miele, io l’ho sostituito con lo sciroppo di sambuco.

Ingredienti:

  • 3 dl panna fresca,
  • 100 g. di sciroppo di sambuco (sostituibile a piacere),
  • 1 uovo intero,
  • 4 tuorli,
  • pistacchi tritati,
  • nocciole tritate.

Procedimento:

montare la panna,

scaldare a bagno maria l’uovo intero ed  i tuorli,

montare tutto con la frusta,

lasciar intiepidire ed incorporare lo sciroppo  e, delicatamente, la panna.

Foderare con la pellicola uno stampo da plum cake o forme diverse da monoporzione come preferite.

Mettere sul fondo nocciole tritate e pistacchi tritati,

versare il composto e coprire lo/gli stampi  con la pellicola, mettere nel congelatore per c.ca 3 ore.

Rovesciare su un vassoio o piatti singoli e decorare a piacere.

Buon fine settimana a voi!!


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