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Identità di Pasta, Davide Scabin: una Pàca sul piatto e via!

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Foto dal sito di Identità Golose

Qualcuno reclama una semplice pasta al pomodoro e basilico ma Davide Scabin non si sente ancora maturo per presentarla ed aspetta il momento giusto.

Nel frattempo si consola con un piatto di Pàche Monograno Matt, il nuovo formato di pasta del pastificio Felicetti: una pasta che non ne vuole proprio sapere di scuocersi, come volesse ritornare grano.

Per trasformarsi in Lo spiedo di Pàca arrosto con polpo e patata al pesto, già cotta, prima di saltare in padella, ama immergersi nell’acqua dove ha bollito il polpo, per poi farsi trafiggere dallo spiedo ed adagiarsi accanto al polpo, nel piatto dove l’attende anche la rassicurante e voluttuosa presenza di una patata bollita profumata con una goccia di pesto.

Scabin Lo spiedo di Pàca arrosto con polpo e patata al pesto

Foto gentilmente offerta da Elisa.

Davide Scabin vuole la pasta spudoratamente nuda, come Felicetti l’ha fatta e lascia a noi il piacere di vestirla o assaporarla così, in tutta la sua bellezza/bontà.

Sempre nuda la corica sull’insalata ed interrompe questa sensualità condendola con una rude cacio e pepe squeeze ma, non ancora pago, ci obbliga a mangiarla con le bacchette che, si sa, a noi Italiani, risultano ostiche da maneggiare: la pasta vuole attenzione, ci spiega, richiede i suoi tempi, che sono tempi lenti, necessari a creare la perfetta intesa ed affinità gustativa.

ImmagineMonogranoFelicettiperIG014ScabinInpuntadicoltellobobnotowebFoto da qui

Le sorprese non finiscono qui perchè arriva la Scarpetta Felicetti con carne di fassona e bagna cauda (Scabin, sempre con il Piemonte nel cuore e nel piatto) dove le conchiglie, dopo averle avvicinate all’orecchio per sentire il mare, diventano posata o nachos (come dice lui) e servono per raccogliere la salsa.

E, se siete tradizionalisti, niente paura, versate senza pudore il contenuto del bicchiere nel piatto e nascondete le vostre conchiglie sotto la salsa come fosse sabbia e tagliatele con forchetta e coltello.

Ecco, questo è Davide Scabin, dopo averci portati tutti in strada col Past Food ed averci proiettati nelloSpazio con la valigia piena di cibo Italiano liofilizzato e disidratato, oggi ci presenta la pasta nuda o coperta da un mare di salsa, da mangiare con le mani o con le bacchette o, stravolgendo la tradizione, con forchetta e coltello.

Chi è italiano lo sa, con la pasta niente coltello in tavola, nemmeno per lasagne e cannelloni; ma Davide Scabin è, come ho già scritto, genio e sregolatezza e ben vengano le sue trasgressioni.

Davide Scabin riempie la scena e le sale, col suo entusiasmo e la sua simpatia trascina le folle, ci regala una ventata di ottimismo e cosa importa se non fa la pasta al pomodoro e basilico.

Se proprio non potete farne a meno vi invito io, la faccio davvero buona, ma non venite subito, io voglio che i pomodori profumino di pomodoro ed il basilico profumi di sole.

P.S.: mi scuso per l’assenza di foto delle ricette (arriveranno) ma, quest’anno non sono stata capace di distrarmi, il carisma dei protagonisti e gli argomenti non concedevano distrazioni.

Questa è la prima parte, ma aspettatevi altre sorprese perchè, quest’anno, per quanto mi riguarda ne ho viste davvero di tutti i colori e sapori.


Pasta di mais risottata con Polpo ubriaco.

polpo con pasta di mais-1

Mi soffermo a parlare della pasta che per me è stata una gradita sorpresa, in quanto fatta solamente con farina di mais ed acqua, è senza glutine, e questo farà piacere a chi ne è intollerante.

Le indicazioni di cottura scrivono di mescolare i primi 3 minuti, coprire e spegnere, dopo 5/7 minuti scolare.

Data la quantità di sugo del polpo ho pensato di risottarla: ho allungato il sugo con poca acqua bollente salata ed ho proseguito come da indicazioni, ha assorbito completamente il sugo, colorandosi, e profumandosi.
Ingredienti:

  •  1 polpo congelato da 1 kg c.ca,
  •   peperoncino di Calabria,
  •   2/3 spicchi d’aglio,
  •   prezzemolo,
  •   olio evo,
  •   vino rosso corposo e di buona qualità (Cabernet frank)

Come ho fatto:

ho scongelato il polpo, l’ho risciacquato sotto l’acqua fredda e l’ho messo in una pentola di coccio con abbondante olio evo, 3 spicchi d’aglio schiacciati, abbondante peperoncino, prezzemolo tritato.

Ho mescolato e lasciato qualche ora in frigorifero, ho postola pentola con la retina pargi fiamma su fuoco forte e fatto rosolare per qualche minuto, mescolando, fintanto i tentacoli si sono arricciati.

Hoversato ½ litro di vino in un pentolino per dealcolizzarlo e portarlo a temperatura, ho coperto il polpo con il vino, ho fatto evaporare ancora per qualche minuto, ho coperto, abbassato la fiamma al minimo e continuato la cottura.

Ho controllato la cottura con i rebbi della forchetta, dopo c.ca 1 ora e mezza era cotto.

La cottura della pasta l’ho spiegata nell’introduzione, ma nulla vieta di usare un altro tipo di pasta, una polentina, un purè.


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