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Buon compleanno Ello con la Torta Roja…

Ricordo ancora il primo compleanno trascorso assieme, eravamo in Croazia e stavo iniziando a “portarlo” dalla mia parte avvicinandolo alla natura, al mare, alle cose che piacciono a me.

Abituato a “studiare” prima a “lavorare” dopo aveva perso per strada altre cose, non sarà mai come me ed io non sarò mai come lui, ma il bello di stare insieme negli anni è proprio il fatto di completarsi a vicenda e diventare complementari.

Ma torniamo al compleanno, d’accordo col cameriere dell’albergo avevo fatto “nascondere” in camera la torta con allegate candeline (40 a quei tempi).

Ad un certo punto sono sparita ed ho preparato la scena, ho acceso le candeline, ho spento le luci e sono entrata in camera cantando sottovoce “tanti auguri a te”.

Ovviamente non se lo sarebbe mai aspettato, più in là mi ha detto: a parte il primo anno non ho mai avuto la torta con le candeline.

Sarò una romanticona o forse perchè non le ho mai avute neanch’io, le torte con le candeline mi emozionano sempre.

Ho cercato informazioni sulla torta Roja, un pò per sapere le sue origini ma non ho trovato nulla a parte una versione da Mammazan.

A me/noi è piaciuta e vi lascio la ricetta, provatela, ricotta e banane, una merenda nutriente e golosa anche per chi ha bambini.

Ingredienti per una tortiera da 32 cm.:

  • 250 g. di farina,
  • 500 g. di ricotta (ho usato la mia ricotta di kefir),
  • 200 g. di zucchero (150 g. di zucchero di canna),
  • 4 uova,
  • la buccia di 1/2 limone,
  • 1 bustina di lievito in polvere (cremortartaro),
  • 6 banane mature,
  • 60 g. di farina di mandorle (ho usato farina di nocciole),
  • 1 cucchiaio di burro (di soia),
  • cannella,
  • 1 pizzico di sale.

Come fare:

lavorare a crema i 4 tuorli con 180 g. di zucchero (130 zucchero di canna macinato a velo nel macinino da caffè),

In una ciotola setacciare la ricotta ed unirvi il composto di uova, unire poco alla volta la farina setacciata col lievito, amalgamare bene unendo la buccia di limone, la cannella ed il pizzico di sale.

Incorporare gli albumi e versare la crema ottenuta nella teglia imburrata ed infarinata (io l’ho fatto con la farina di nocciole).

Livellare la superficie e disporre a cerchi concentrici le fette di banana, cospargere con la farina di mandorle (nocciole), il restante zucchero (io di canna), qualche fiocchetto di burro.

Infornare a 180°C. per 40 minuti (io coperta con la stagnola per 30 minuti e 10 scoperta)

Questa torta non ha le candeline, la giornata è appena iniziata e la torta con le candeline arriverà stasera “in privato”.


Oggi “sono nero” disse il pacchero al tortino…..

Foto per concorso Agnese

…..ho trovato un bel mazzo di asparagi ed ho pensato di fare un altro 2 x 1 per Kristina: il “solito” tortino, questa volta col salmone affumicato ed un pacchero fatto con la farina di grano arso, usata in purezza sostituendo il salmone affumicato con quello fresco.

Ingredienti per il pacchero:

  • farina di grano arso,
  • acqua,
  • punte d’asparagi cotte e tritate.

Per il ripieno:

  • ricotta (ho usato quela di kefir),
  • salmone fresco cotto al vapore,
  • punte di asparagi cotte al vapore,
  • sale,
  • pepe verde,
  • aneto.

Ingredienti per la salsa d’asparagi:

  • punte di asparagi cotte al vapore,
  • olio extravergine di oliva,
  • panna acida,
  • poca lecitina di soia (per emulsionare)

In questa foto il classico esempio di “Fotografia da principiante”..ma quanti colori ha questo “pacchero nero”?

Come fare:

preparare la pasta con farina e acqua, lavorarla bene, avvolgerla nella pellicola e riporla in frigorifero, nel frattempo preparare il ripieno lavorando a crema col minipimer  la ricotta, il salmone, le punte d’asparagi, l’aneto il  sale e pepe.

Stendere la pasta, tagliare dei rettangoli, unirli al lato, infilarli in un attrezzo per mantenerne la rotondità (io ho usato il manico di un colapasta).

Scolare il pacchero ed appoggiarlo sulla salsa ottenuta sempre frullando col minipimer tutti gli ingredienti.

Riempirlo con la sac a poche, decorare infilando una punta d’asparago e pezzetti di salmone.

Ingredienti per il tortino (per 6 stampini io ne ho fatti 2 dividendo per 3):

  • 20 cl di latte,
  • 30 g. di burro + poco per gli stampini,
  • 100 g di gruviera grattugiat0 (emmenthaler),
  • 100 g di salmone affumicato,
  • 3 uova, 60 g. di farina di grano saraceno setacciata,
  • vellutata di asparagi per il cuore (ho usato gli asparagi cotti, 1 piccola patata bollita, salsa olandese e aneto).
  • pepe (verde).

Come fare:

mettere la vellutata nelle formine per il ghiaccio e mettere in congelatore per 1 ora (io ne faccio di più, poi quando sono pronti li metto in un sacchetto e li conservo per un’altra volta).

Tagliare il salmone a pezzettini.

In una casseruola scaldare il latte con il burro a pezzetti, aggiungere il formaggio e scioglierlo, fuori dal fuoco incorporare il salmone.

In una terrina sbattere le uova, aggiungere la farina poca alla volta e mescolare bene, unire il composto di formaggio e salmone, aggiustare di sale e pepare.

Distribuire negli stampini imburrati e metterli in frigorifero finchè saranno pronti i cuoricini.

Preriscaldare il forno a 210°C. , infilare 1 cuoricino di vellutata in ogni tortino ed infornare per 18/20 minuti.

Sformare tiepidi.

Con queste ricette partecipo al contest di Kristina:

E con la foto del “Pacchero” al concorso di Agnese, c’è tempo fino a domenica, se avete qualche foto che non “digerite” proprio approfittate :-)


Anelletti al forno alla palermitana e un pensiero per il Friuli…

Gli  Anelletti al forno alla palermitana , erano anni che ci giravo attorno e finalmente ci sono caduta dentro, in questo timballo c’è tutto, c’è la storia, la tradizione, la rivincita di un popolo.

E poi la trasgressione, le melanzane fritte, un godurioso ragù colorato dai piselli, il formaggio ed il prosciutto, tutto tenuto assieme dall’abbraccio della besciamella che avvolge anelletto per anelletto e nel mio caso, anche il tovagliolo (gli anelletti non la besciamella :-D ):

Ello non ama le melanzane e prevedendo la mia grande abbuffata con indigestione ho optato per una mini-porzione ma non per questo meno buona.

Di seguito la ricetta originale, tra parentesi le mie sostituzioni/omissioni proporzionate alla misura del mio stampo.

Ingredienti per 6 persone:

  • 500 gr di anelletti,
  • 4 melanzane nere,
  • 1,5 lt circa di salsa tipo bolognese con piselli,
  • 500 gr di besciamella (latte di soia, farina, no burro),
  • 200 gr di prosciutto cotto,
  • 600 gr mi mozzarella (ricotta di kefir),
  • 4 uova sode ( versione catanese) (omesse),
  • pangrattato q.b.
  • pecorino grattugiato q.b. (parmiggiano)

Come fare:

tagliare le melanzane per lungo immergerle in acqua e sale, strizzare e friggere, contemporaneamente in una teglia da forno spalmare dell’olio facendo attenzione che ogni sua parte sia ben unta (servirà a far aderire il pangrattato che andremo subito dopo a mettere).

Una volta fritte le melanzane asciugarle dall’olio superfluo e adagiarle sulla teglia.

Cuocere la pasta lasciandola quasi cruda perchè finirà di cuocere in forno, scolarla e mescolarla al ragù e besciamella.

Mettere un primo strato dentro la teglia,  mettiamo il prosciutto la mozzarella e per ultimo il pecorino, ricopriamo con il resto della pasta e inforniamo a 180° per circa 25 minuti,  sformare e decorare a piacere.

Io ho riempito il foro dello stampo con dei piselli, ho decorato con  fili ricavati dalla bucccia delle melanzane e foglie di basilico che ho fritto.

E come dicono in Friuli: mangià e murì……

E a proposito di Friuli, Solema ed io volevamo ricordare l’anniversario del terrremoto,  sono trascorsi 35 anni da quella sera ed anche se oggi nel paesaggio si intravedono soltanto poche cicatrici, nelle persone che quella sera, oltre alla casa hanno perso i propri cari, la ferita è ancora aperta….. il nostro pensiero va a loro….

Foto presa dal web, cliccare sopra per un pò di notizie dell’epoca

Vi presento Perla, la gatta più sporca del mondo :-D ieri è scesa con me in garage (oh mamma, e adesso le vicine svizzero/carniche?) e dev’essere andata a rotolarsi da qualche parte:

Un sereno fine settimana a voi :-)


Focaccine ricotta salvia e fiori di rosmarino per “Spiedino-Schiscetta Time”…..

Neanche i linguisti Devoto e  Oli sono riusciti ad “illuminarmi” sul significato della parola “Schiscetta”, forse perchè a quei tempi  la  pausa pranzo la trascorrevano  comodamente seduti a tavola serviti in piatti di porcellana e posate d’argento o  perchè il termine schiscetta (narra la leggenda) nasce a Milano dall’esigenza di una portinaia  di “schisciare” (schiacciare) il suo pranzo in un contenitore per comodità di trasporto……forse…non si sa.

Le mie pause pranzo, negli anni, le ho sempre saltate a piè pari, riprendere il lavoro col pancino pieno mi risultava faticoso perciò ho “immaginato” la mia “schiscetta” ideale: nutriente, leggera, completa, golosa e bella da vedere.

Per me, anche se frugale il pasto deve contenere i tre nutrienti fondamentali: proteine, carboidrati, grassi……e così è nata la mia “schiscetta” per il contest di Tery e Sara

La mia proposta per il contest sono questi spiedini formati da: Focaccine ricotta, salvia e fiori di rosmarino, alternate a pomodorini datterini, bocconcini di bresaola con punte di asparagi.

Ingredienti per le focaccine:

  • 240 g. di ricotta setacciata (ho usato quella di kefir),
  • 240 g. di farina 00,
  • 3 uova,
  • 60 g. di formaggio di capra semistagionato (o formaggio a piacere),
  • 2 foglie di salvia,
  • fiori di rosmarino (facoltativi),
  • sale,
  • pepe (verde).

Come fare (io ho usato il robot da cucina con le lame in plastica da impasto):

preriscaldare il forno a 200°C.

Lavorare la ricotta e la farina, aggiungere le uova leggermente sbattute, il formaggio grattugiato, le foglie di salvia tritate finemente, i fiori di rosmarino (facoltativi), sale e pepe (io uso il verde).

Attenzione, adoperare una ricotta asciutta altrimenti sarà necessario aumentare la quantità di farina e questo renderebbe le focaccine meno soffici.

Stendere l’impasto sulla tavola abbondantemente infarinata all’altezza di c.ca 1 cm , per farlo si dovrà infarinare abbondantemente anche la superficie (la farina non verrà incorporata al composto ma servirà soltanto per stenderlo meglio).

Ritagliare dei cerchi o delle forme a piacere, disporre le focaccine sulla piastra da forno rivestita con l’apposita carta e cuocere fino a doratura (per un diametro di 7/8 cm. la cottura sarà di 15 minuti).

Io ho ritagliato delle mini forme da fiore da infilare nello spiedino (cottura 10′), si può giocare con le forme e, dopo aver pennellato col latte spargere semi di papavero, sesamo, zucca, girasole ecc….io l’ho evitato perchè “sporcherebbero” la scrivania :-D

Ingredienti per lo spiedino:

  • fettine sottili di bresaola,
  • punte di asparagi (sbollentate in acqua salata),
  • pomodorini datterini,
  • focaccine, ricotta e salvia.

Come fare:

chiudere le punta d’asparago nelle  fette di bresaola tagliate a metà, formare dei fagottini ed alternarli agli altri ingredienti…..più semplice di così ;-)

Ed ora, fuori concorso la ricetta dei dolcetti:

Brutti ma buoni con pinoli e pistacchi di Ernst Knam (L’arte del dolce pag. 96)

Ingredienti:

  • 2 albumi,
  • 150 g. di zucchero semolato,
  • 70 g. di pinoli,
  • 70 g. di pistacchi.

Come fare:

preriscaldare il forno a 170°C.

In una terrina capiente montare gli albumi aggiungendo lo zucchero poco alla volta, unire i pinoli ed i pistacchi ed incorporarli delicatamente alla massa.

Versare il composto in una pentola e far “asciugare” a fuoco bassissimo per c.ca 10 minuti (passaggio giustificato da Kamt per rendere più friabile il prodotto finale).

Disporre a cucchiaiate il composto su una teglia rivestita con la carta forno e cuocere a 170°C. per 10 minuti o fino a quando i brutti ma buoni risulterano ben dorati (quelli della sua foto finale sono diversi dai miei ma avevo paura di bruciarli).

Ecco..tutto questo è racchiuso in questa scatola:

Questa “Schiscetta” partecipa al contest di Tery e Sara  ci tenevo tanto ad esserci e sono felice che sia stata prolungata di un pò la scadenza.

Ormai è deciso, l’operazione ci sarà venerdì e quindi con questo “pranzetto tascabile” vi saluto e vi abbraccio tutte/i.

Ho vinto :-)


Cetrioli ripieni….

Il cetriolo che non è proprio di stagione ma può essere un idea utile per quest’estate, magari per far mangiare le “verdurine” a tutti :-)

Liguria: Sitrullo, Cugoemau – Piemonte: Cocumer – Lombardia: Coecoemer – Veneto: Zerumolo, Cogumero.

Emilia: Zedron, Cucomber – Toscana: Citriuolo, Treciolo – Abruzzo: Melangula – Campania: Citrulo – Calabria: Verdinasce, Citrolu (max docet)

Sicilia: Citrulo virdi – Sardegna: Cuggumera

Friuli: Codumar :-D

Probabilmente è originario dell’India, ora si trova dappertutto con vari cultivar  che li differenziano nella forma e nel colore.

Si raccoglie in luglio/agosto prima della maturazione.

Molti hanno difficoltà a digerirlo, si può ovviare eliminando il liquido di vegetazione.

Io li taglio con la mandolina, li salo e li metto in uno scolapasta, li risciaquo e li scolo bene e, come mi ha insegnato una signora Slovena, li condisco con  panna acida e  finocchietto, provare per credere..

Ora dalla mia enciclopedia, pagina 191.

Proprietà:

vermifughe, diuretiche, antiinfiammatorie, emollienti, antipruriginose.

Principi attivi:

tracce di olio essenziale, aminoacidi, vitamina C e carotene, sostanze pectiche.

Il comune Cetriolo ha proprietà diverse a seconda della parte che viene usata.

I semi si usano come vermifughi efficaci, sorattutto nei confronti della tenia, benchè questa affezione, con le migliorate condizioni igienico-alimentari, sia diventata rara.

Il frutto fresco ha buone proprietà diuretichee depurative che possono essere utilmente sfruttate bevendone direttamente il succo o consumato crudo in insalata.

Uso cosmetico:

la polpa del cetriolo ha la proprietà di schiarire, decongestionare ed idratare la pelle, si può applicare su viso e corpo come maschera o impacco, mantenendo l’applicazione per almeno 1 quarto d’ora.

E adesso andiamo in cucina, le dosi sono ad occhio, considerate che vanno fatti e mangiati per mantenere la croccantezza del cetriolo.

Ingredienti:

  • 2 cetrioli grossi (io uso 1 lungo Olandese),
  • 1 scatola di tonno al naturale (quelle da 160 g.),
  • 2 uova (1 per il ripieno l’altro per decorare),
  • 1 cucchiaino da the di capperi,
  • 2 filetti d’acciuga,
  • prezzemolo,
  • olio,
  • aceto (di mele),
  • sale, pepe (verde).

Come fare:

far rassodare le uova e lasciarle raffreddare.

Nel frattempo con un rigalimoni decorare la buccia dei cetrioli o, semplicemente, sbucciarli.

Tagliarli in parti uguali e con uno scavino eliminare l’interno lasciando uno spessore di 1 cm, salarli all’interno e metterli in piedi in uno scolapasta il tempo di preparare il ripieno mettendo nel frullatore 1 tuorlo, il tonno, i capperi, l’acciuga a pezzetti, il prezzemolo, l’aceto, l’olio, il sale ed il pepe.

Finire di amalgamare in una terrina fino ad ottenere un composto morbido ma non troppo liquido.

Inserire il ripieno nei “cannelloni” di cetriolo, decorare con la “mimosa” dell’altro uovo e..bon appetit (Csaba docet ;-) )

I pomodorini ed i rotolini di peperone li ho farciti con della ricotta di kefir (se non l’avete va bene un’altra, l’importante è setacciarla più volte per renderla cremosa) amalgamata con poco aglio schiacciato, basilico (origano se lo preferite), un’acciuga sott’olio, sale e pepe (verde).


Un’ insolito Menù…

Ancora prima di ricevere il pacco da Loison con i panettoni il mio cervellino si era messo in moto ed anche se io facevo e pensavo ad altro lui “elaborava”, così quando ho avuto davanti agli occhi tutto quel bendiddio sapevo già cosa fare.

Per il dolce la fantasia può galoppare senza problemi, se andate nel loro blog trovate anche la crema di panettone in tubetto :-)

Per il salato il discorso si fa più arduo e quindi più intrigante ;-)

I cavolini di Bruxelles,  perfetti!! Hanno sempre un retrogusto amaro e li ho immaginati sposati felicemente col  panettone.

L’idea era partita da un piatto che faccio spesso: cavolini saltati in padella con le acciughe ed il pane grattugiato, perchè non usare le “briciole” di panettone? (idea senza foto :-) )

Allora, per essere sicura del risultato “gustativo” faccio quello che devo fare, non assaggio  ma sarà “ello” il mio “tester” (fa figo..si può dire? ;-) ) (se mi leggete sapete già la difficoltà a far ingurgitare papocchi sconosciuti alle sue prosaiche papille).

E provare a fare una lasagna? Ed anche una tagliatella? Si, però da dove parto? Dalla farina di panettone……what else? :-D

Ingredienti per la pasta:

  • 100 g di farina di panettone  Loison ai marron glassè (ho scelto questo per la non presenza di canditi) ottenuta facendo asciugare in forno (ventilato) 3 fette sottili a 80°C., controllare di tanto in tanto, deve asciugare perfettamente ma non deve tostare.
  • 30 g. di farina 0,
  • 20 g. di farina di semola,
  • 1 uovo intero,
  • 1 albume,
  • qualche goccia d’olio evo (extravergine di oliva :-) )
  • 1 puntina di aceto bianco (segreto di Tiziana per “legare” la pasta).

Come fare la pasta:

macinare nel robot il panettone e ridurlo a farina, aggiungere le altre 2 farine ed amalgamare, unire poco alla volta il resto degli ingredienti e continuare (sempre nel robot) a miscelare, dapprima si formeranno delle grosse briciole ma poi la pasta si compatterà, azionare le lame ancora per qualche secondo poi formare una palla e coprirla a campana (vedi Simili).

Ingredienti per il ripieno della lasagna :

  • cavolini di Bruxelles (non do le dosi vi regolate a piacere),
  • ricotta di kefir (o altra ricotta),
  • panna di soia (o panna) q.b. a rendere cremoso l’impasto),
  • filetti di acciuga,
  • burro di soia (o altro),
  • briciole di panettone .

Come fare:

cuocere i cavolini come al solito in acqua bollente salata (non gettatela) ed immergerli in acqua fredda per conservarne il colore.

Tagliarne qualcuno a metà per la decorazione e  gli altri frullarli col minipimer assieme alla ricotta, l’acciuga spezzettata, se fosse troppo denso diluire con il liquido scelto.

Cuocere le lasagne nell’acqua dei cavolini e scolare.

Comporre la cocottina (la mia 8×8 cm.):

ungere la cocottina con il burro e cospargerla con le briciole di panettone, mettere sul fondo un quadrato di pasta, coprirlo con la crema di cavolini, e continuare fino ad esaurimento (io 4 quadrati di pasta).

Completare  spalmando poca crema, appoggiare i mezzi cavolini, nel centro mettere un filetto d’acciuga intero, spolverare con le briciole di panettone e qualche fiocchetto di burro.

Infornare a 200°C. per 15 minuti c.ca, fino a formare la crosticina.

Arriviamo alle tagliatelle per le quali mi sono ispirata  all’usanza della mia terra che propone spesso l’abbinamento semi di papavero-ricotta affumicata ed anche ai famosi “gnochi de susini” che vengono  proposti come primo piatto.

Io le ho “pensate” come dessert, certo la quantità del piatto è più adatta ad un primo ma voi sapete che qui sono “2 porzioni” ;-)

Per farle ho adoperato la stessa pasta, l’ho stesa ed ho fatto le tagliatelle (con la nonna papera), le ho cotte come al solito e condite con il burro chiarificato ed i semi di papavero leggermente tostati, una spolveratina di ricotta affumicata et voilà!!!


Cosa fai per cena? …Sono “cavolini” miei ….

Sformatino di cavolini di Bruxelles  e ricotta di Tiziana

Torta salata con cavolo cinese e cavolini di Bruxelles

Finalmente dopo tanto tempo sono riuscita a trovare il Cavolo Cinese (vi consiglio di andare a vedere perchè ci sono ricettine interessanti, oltre ad indicazioni sulle sue proprietà).

Per essere sincera una volta ho comperato un “qualcosa” che gli assomigliava (o almeno credevo)… ma era il più comune “Pan di zucchero” :-D così è finita che mi sono fatta 2 giorni di insalata :-(

Per completare la  “Cavolo’s dinner” ho usufruito della ricetta che mi aveva mandato  Tiziana così, la sera prima lo sformatino, ieri sera  la decorazione/aggiunta alla torta salata.

Inizio con lo sformatino che consiglio come piatto unico e completo:

Ingredienti (tra parentesi le mie varianti):

  • gr.250 cavolini di Bruxelles,
  • gr.300 ricotta (ho usato quella di kefir),
  • 5 filetti d’acciuga,
  • 1 spicchio d’aglio tritato finemente (l’ho lasciato “vestito” e poi tolto),
  • olio evo,
  • pane grattugiato, (semi di zucca tritati),
  • sale e (pepe verde).

Come fare:

pulire i cavolini, sbollentarli in acqua salata per 10 minuti, sgocciolarli e tagliarli a metà.

Terminare la cottura passandoli in una padella con olio evo e l’aglio, non devono sfaldarsi.

Tagliare i filetti d’acciuga (non sminuzzarli), aggiungerli alla ricotta, amalgamare bene con un filo d’olio, unire al composto anche i cavolini (se l’impasto dovesse risultare poco morbido, aggiungere un pò di acqua di cottura dei cavolini).

Mettere il tutto in una pirofila foderata con carta forno e cospargere di pane grattugiato (semi di zucca).

Infornare 180°C.  per 15 minuti circa.

Servire tiepido.

Ed ecco la ricetta della torta salata:

Per fare la base ho fatto, per la prima volta, la pasta brisè, ho scelto una a caso su google, questa, ho fatto doppia dose, avendo una teglia da 26 cm. del Lidl col fondo estraibile in vetro che vi consiglio vivamente.. (non sono sponsorizzata ;-) )

Ingredienti (io ho usato derivati dalla soia, si può sostituire tutto con prodotti vaccini):

  • base brisè o, a piacere, pasta sfoglia,
  • 600 g. di cavolo cinese al netto,
  • cavolini di Bruxelles cotti come sopra e tagliati a metà,
  • 50 g. burro di soia,
  • 3 uova,
  • 2 dl di panna di soia,
  • 1 manciatina di Cheddar cheese grattugiato,
  • 1 manciatina di emmenthal grattugiato,
  • 1 manciatina di parmigiano grattugiato,
  • sale,
  • pepe (verde).

Come fare:

preparare la brisè (se la fate voi) altrimenti foderare la teglia con la pasta che avrete scelto.

Sbollentare in acqua leggermente salata le foglie di cavolo cinese, scolarle, tagliarle grossolanamente e farle stufare, coperte, fino ad asciugare il tutto, raffreddare.

Sbattere in una terrina le uova con la panna, aggiungere i formaggi (volendo una parte si può spolverizzare), aggiustare di sale, pepare ed infornare a 180°C. per 10 minuti.

Dopo i 10 minuti, decorare con i cavolini e proseguire la cottura per altri 10/15 minuti.

Partecipo alla raccolta di Veronica:

Ed anche alla raccolta di stagione de: La mia dispensa

Ed ora un pò di “ritmo” …..lo so, sono un pò “crazy” ;-)


È domenica, 4 chiacchere e 1 budino..accantoalcamino….

Prima di offrirvi il budino di castagne vi racconto un’ episodio al quale ho assistito per la prima volta l’altra sera e che ora si ripete regolarmente: ello ha accarezzato Perla, oppure (credo sia così) Perla si è lasciata accarezzare da ello.

La scena solitamente era: ello entrava in casa, Perla si dileguava, ello si siedeva sul divano, Perla si alzava e se ne andava…..

L’altra sera scendo all’improvviso e li scopro: lei con la testolina appoggiata languidamente sulla gamba di ello che, continuando a fare zapping (e te pareva :-D ) l’accarezzava delicatamente.

Ora si diverte a “spettinarla”, come dice lui, così Perla dopo il trattamento per qualche minuto gira per casa come Woodstock l’amico pennuto di Snoopy.

Foto presa dal web

Lui non ama i gatti mi disse una sua conoscente anni fa ma, dal momento che ello è uomo di poche esternazioni d’affetto credo che questa volta sia nato un nuovo amore……e come dico sempre io: che l’ammmmmooooore trionfi e riscaldi i nostri cuori :D THE END.

Budino di castagne.

Cosa occorre per uno stampo ad anello da 1 litro: (tra parentesi le mie varianti)

  • 450 g di castagne fresche (marroni),
  • 1 pizzico di sale,
  • 100 g di zucchero (50 g fruttosio),
  • 50 g di burro (burro di soia),
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia (se volete farla in casa guardate qui),
  • 3 uova (tuorli ed albumi separati),
  • 80 g di gocce di cioccolato o cioccolato fondente grattugiato,
  • ricotta (ho usato quella di kefir di mia produzione),
  • miele di grano saraceno (o di castagno),
  • zucchero a velo rosa (facoltativo),
  • pazienza per sbucciare le castagne :-D

Come fare:

dopo aver lavato le castagne inciderle con un coltellino affilato, mettterle in una pentola ricoperte d’acquae portarla ad ebbolizione,  cuocerle per 3 minuti, scolarle, sbucciarle e liberarle della pellicina  :-(

Rimetteterle in una padella coperte di acqua leggermente salata e portarle a cottura (c.ca 20 minuti), scolarle e passarle allo schiacciapatate.

Preriscaldare il forno a 190° C.

Trasferire la purea in una casseruola ed aggiungere lo zucchero (fruttosio), il burro (di soia) e l’essenza di vaniglia e riscaldare il composto mescolando a fuoco basso per far sciogliere lo zucchero ed amalgamare bene gli ingredienti.

Togliere dal fuoco e far raffreddare per qualche minuto, incorporare, uno alla volta i tuorli ed alla fine il cioccolato.

Montare gli albumi a neve ferma,  incorporarli delicatamente al composto e disporlo nello stampo, batterlo leggermente sul tavolo per eliminare eventuali bolle (il mio stampo è in silicone ed è molto largo e questa operazione non ha facilitato questo passaggio, noterete infatti “vuoti” nel budino).

Mettere lo stampo in una teglia che lo contenga comodamente e riempire d’acqua a coprire per 2/3 lo stampo.

Cuocere per c.ca 1 ora e 1/4, vale la prova stecchino.

Sformare dopo il raffreddmento, io l’ho spolverizzato con zucchero a velo rosa (che ho ottenuto mettendo nel macinino da caffè lo zucchero con un nulla di colore rosso in gel per dolci) ed accompagnato con la  ricotta di kefir e del miele di grano saraceno (regalo di Oxana) che ho fatto sciogliere sul fuoco.

Trovo che la ricotta accompagni bene questo budino, la uso anche per il castagnaccio, provate :-)

Buona domenica a tutte/i….


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