La mia Lumix sta per lasciarmi, dopo l’ultimo capitombolo si dev’essere rotto qualcosa ma, con un gesto di grande generosità, ieri mi ha regalato 2 foto, le uniche a fuoco, questa ed un’altra, di questa ricetta.
Ho perso più tempo a sistemare le foto ed il collage del procedimento, che a fare la pasta, ma ne è valsa davvero la pena, provate se vi va, raccogliete lo sclopit, cuocetelo e riponetelo in congelatore, all’occorrenza potrete preparare una meravigliosa pasta verde che sa proprio di verde, come ha esclamato con entusiasmo la mia cavia/ello.
Chi frequenta questo blog conosce la mia passione per la natura e la gioia che provo in cucina a sperimentare e questa pasta è il mio nuovo orgoglio.
Perchè non fare la pasta adoperando lo sclopit come si fa con gli spinaci? E così, in velocità, sabato sono andata nei campi dietro casa e ne ho raccolto un pò, ma ora basta chiacchiere ed andiamo in cucina.
Mi piace preparare la pasta con la farina di kamut, mi piace lavorarla, la sua consistenza ed il sapore, anche in questo caso si è comportata bene.
Ingredienti per la pasta allo sclopit:
- 75 g. di foglie di scolpit sbollentate nella loro acqua, scolate e strizzate bene,
- 125 g. di farina di kamut,
- 1 albume,
- 1 pizzico di sale affumicato.
Come fare la pasta allo sclopit (vedi collage):
io faccio gli impasti nel robot da cucina, sarò impopolare ma così mi avanza tempo per tornare nei campi…
Mettere la farina ed il sale nel robot da cucina ed azionarlo (intermittenza), aggiungere lo sclopit, azionarlo ancora ed aggiungere l’albume un pò alla volta, io faccio sempre così perchè dipende dalle uova.
Quando il composto si sarà “appallottolato”, avvolgerlo in una pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero.
Dopo qualche ora dividerlo in 2 parti e stenderlo con la nonna papera fino alla tacca 3, per i fusilli lo spessore dev’essere maggiore che per le tagliatelle.
Tagliare delle striscioline da 1 cm di larghezza e formare i fusilli, se avete il ferro apposito usatelo, va bene anche un ferro da calza, io ho adoperato uno stecco da spiedino, la lunghezza è a vostra discrezione.
Man mano che sono pronti metterli ad asciugare su un piatto infarinato e alla fine farli bollire in abbondante acqua salata.
Il condimento a base di cozze:
semplicissimo il condimento, consiglio le cozze fresche che rilasciano un sughetto che profuma di mare.
Lavare bene i gusci delle cozze eliminando quelle rotte o aperte e metterle in una pentola larga e capiente dove avremo riscaldato l’ olio EVO con l’ aglio vestito (volendo il prezzemolo ma non l’avevo), alzare la fiamma, coprire e scuotere di tanto in tanto.
Dopo pochi minuti le cozze si saranno aperte (quelle chiuse buttatele), estrarre i muscoli, metterli da parte e filtrare il liquido.
Ecco, il sughetto l’ho ottenuto mettendone 3 cucchiai in una padella assieme a qualche cozza ed ho saltato i fusilli, scolati bene al dente, assieme a qualche fogliolina di sclopit lessata in precedenza.
Se non avete tempo di fare i fusilli vanno benissimo anche le tagliatelle.
Con questa ricetta partecipo al contest di Ambra.
Ho un bellissimo ricordo della Valle Varaita percorsa in MTB durante la mitica Tans Alp nei lontani anni 90, dove andrà il vincitore per una lezione privata ed esclusiva di cucina con le erbe (no show-cooking).
Un week end da sogno al Rifugio Meira Garneri in Valle Varaita gestito da Juri Chiotti giovane e promettente Chef piemontese (che diventi il nostro Renè Redzepi
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