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Coupelle ai semi di papavero con Mousse di Salmone e il Silenzio del Capodanno.

Coupelle ai semi di papavero con mousse di salmone1n-001

Una Baita in montagna con la neve che fa capolino dalla finestra, un camino acceso,  2 persone e una meravigliosa gattina bianca che si distingue nella neve per il colore dei suoi occhi (Perla).

Potrei scrivere giorni e giorni sul capodanno, cambierebbero gli scenari ma non i protagonisti, gli occhi di Perla si distinguerebbero anche sulla candida sabbia di una spiaggia, penso a Saleccia dove ho avuto la fortuna di andare in barca a vela anni fa e non sarei mai più venuta via:

Saleccia

Foto dal web.

Oppure mi viene in mente la spiaggia dell’Alberese nel parco dell’Uccellina in Toscana, scenario di una bella storia d’amore:

spiaggia_alberese

Foto dal web.

Amo svegliarmi all’alba e coricarmi presto, la mia indole primitiva e selvaggia mi porta a seguire i ritmi del sole, è la luce la mia linfa vitale, della notte amo il silenzio e, purtroppo, per molti  il capodanno è confusione, chiasso, sguaiatezza, bere inconsapevole, spaventare gli animali con quegli inutili e stolti aggeggi che chiamano botti.

A me piacciono quei bastoncini scintillanti che hanno il suono dell’effervescenza, che non fanno male a nessuno e fanno tanta festa, ecco, per me, a mezzanotte (se ci arrivo) è il massimo: un bastoncino scintillante, un brindisi e la consapevolezza che inizia un nuovo anno, un modo per ricominciare, per cambiare, per migliorare.

Ogni primo dell’anno si inizia una dieta, si smette di fare questo o quello; io, nel 1986 alle 19 del 31 dicembre ho fumato la mia ultima sigaretta, già, perchè io fumavo.

Beh, non “tiravo a petto”, però accendevo la sigaretta e facevo fumo, mi toglieva dall’imbarazzo di dove tenere le mani, mi dava un tono.

Ricordo che lo stesso anno, in settembre, vinsi la prima gara in MTB (bici da montagna), appena arrivata mi sedetti sull’erba (ero a Basovizza dove c’è la Foiba) e ho acceso una sigaretta… che grulla.

Da quel 31 dicembre non ho mai più fumato.

Probabilmente la mia idea di capodanno dipende anche dal fatto che non ho avuto una famiglia e non ho, quindi, memoria di feste, di casa invasa dai parenti o amici; anche ora, che una famiglia ce l’ho, la casa si riempie solo a Natale, siamo in 5, come i confetti di nozze.

Mentre sto scrivendo mi ritornano alla mente i miei capodanni, uno a Perteole che, a quei tempi, era il massimo, i triestini partivano a gruppi in macchina, allora si chiamavano “Compagnie”, per raggiungere la sciccosa discoteca nel paese della bassa friulana, il titolare era un famoso e facoltoso imprenditore della sedia di Manzano, accanto a lui sempre splendide donne che lo superavano di almeno 2 spanne in altezza…

Ricordo un cenone deludente, porzioni scarsissime, fredde e sotto ogni aspettativa vista la fama, in conclusione abbiamo patito la fame.

Poi ne ricordo uno con ello, in Croazia, pensate che sono riuscita persino a fargli ballare un valzer, lì non abbiamo patito la fame ma… A proposito di fame, dopo tante chiacchiere, è arrivata l’ora della ricetta che, come la foto, risale al 2009.

Coupelle ai semi di papavero con mousse di salmonenpr-001

L’idea delle coupelle me l’aveva data una conoscente di forum, l’aveva fatta in versione dolce, io l’ho trasformata in salata aggiungendo i semi di papavero che adoro.

Le ho riempite con una mousse al salmone alla quale mi ero ispirata da una ricetta di Solema, la sua mousse originale con l’aringa l’avevo preparata seguendo dosi e ingredienti suoi poi l’ho rivisitata col salmone affumicato.

Ingredienti per le coupelle:

  • 50 g.  di farina 00,
  • 50 g. di burro chiarificato,
  • 1 cucchiaio di semi di papavero macinati,
  • 1 albume,
  • 1 pizzico di sale,
  • burro per la carta forno.

Come fare le coupelle:

preriscaldare il forno a 220°C., sciogliere il burro, sbattere leggermente l’albume e formare una pastella con tutti gli ingredienti.

Foderare una teglia con carta forno, ungerla con il burro e versare un pò del composto, col dorso di un cucchiaio livellarlo formando dei cerchi sottili, il diametro decidetelo voi a seconda della grandezza desiderata (si possono ottenere anche dei finger food).

Cuocere per pochi minuti, controllando che si cuociano ma non induriscano, sfornare le coupelle, appoggiarle sul rovescio di una coppetta a vostra scelta e farle raffreddare.

Ingredienti per la mousse di salmone:

  • 100 g. di salmone affumicato,
  • 1 piccola patata lessa schiacciata,
  • 1/2 robiola (di quelle piccole),
  • 2 cucchiai di ricotta,
  • 1 cucchiaio di panna acida,
  • bacche di pepe rosa (in salamoia),
  • scorza di limone grattugiata,
  • prezzemolo,
  • pomodori datterini per decorare.

Come fare:

io ho messo nel robot da cucina il salmone, la patata lessa e le bacche di pepe rosa e ho azionato ad intermittenza ottenendo una consistenza rustica, poi ho aggiunto i formaggi che ho lavorato a parte con una spatola, non li ho messi nel robot per non rendere la mousse troppo liquida.

Ho tritato qualche fogliolina di prezzemolo e, sempre alla fine ho aggiunto qualche pezzettino di pomodoro datterino per dare colore qua e là.

Ho riposto in frigorifero per qualche ora e ho servito la mousse nelle coupelle, decorare a piacere.

Panettone Scarello Albicocche Picolit nastro nuovo corn-001

Ora vi presento un panettone speciale, come speciale è lo chef che l’ha ideato, studiato,  preparato e perfezionato.

Per la cottura si è rivolto a un amico che ha un rinomato forno e che voleva convincerlo che il panettone era perfetto così, di non rifarlo ma, si sa, gli chef stellati sono cocciuti e perfezionisti..Sennò che chef stellati sarebbero?

É un panettone da capodanno perchè Emanuele Scarello, per seguire i rinfreschi del lievito madre ha fatto le ore piccole nella sua cucina, come diciamo a trieste: el ga fato notolada… Il risultato? Eccolo qui sotto, un panettone al Picolit e albicocche, ce n’è ancora uno ma quello lo tengo tutto per me, quello me lo mangerò tutto da sola (l’ho nascosto dalle grinfie di ello ) sssssttttt) il gusto? Dovete attendere il nuovo anno…

Ne ha prodotti 80, dagli Amici per gli Amici, Emanuele e Michela consigliano di tostarlo leggermente in forno per far riaffiorare tutti i profumi.

Gli ingredienti del secondo tipo sono stati inseriti in dispersione, significa che non troveremo tra i denti un candito, un’uvetta o quant’altro, il cui sapore prevvarrà in bocca per tutto il tempo della degustazione, nel panettone Scarello ogni boccone vi racconterà qualcosa degli ingredienti, ne parlerà così bene che ve ne innamorerete e non vorrete più lasciarlo ♥

Fetta panettone Amici-001corn

Buona fine e buon principio, vi abbraccio io e  un fusino dalla mia adorata Perla.

perla Auguri n-001


I colori della primavera, racchiusi in una lasagna.

Le colline si saziano dei colori
della primavera, tornano le rondini
alla stalla, accogliente, calda.

Sorridono i germogli all’astro
nuovo che s’erge luminoso
tra i ciliegi pallidi, tra i peschi rosa,
il profumo del glicine arrampicato
antico e paziente su vecchi muri scrostati.

Occhieggia il sole sui balconi,
abbracciando i gerani, che rossi sfidano
il qualunquismo amoroso delle margherite.

Ovunque aria di rinnovamento,
di rinascita, di speranze di felicità.

(Aria nuova- Dario Motti)

Lasagne con sfoglia agli asparagi, al salmone, aneto,calendula e fiori di santoreggia.

Il titolo è lungo, lo so, ma è più facile farla che raccontarla, questa lasagna.

Come spesso mi succede l’ho studiata e voluta proprio così, leggera, saporita, completa, non è un mistero che io ami i piatti unici che racchiudono tutti i nutrienti in una sola portata.

Ho voluto mantenere la stessa farina sia per la sfoglia che per la besciamella, la farina di kamut che trovo versatile, facile da lavorare e adatta anche per chi ha intolleranze, si ricava un ottimo pane ed è perfetta per i dolci.

Sarò approssimativa nell’indicarvi le dosi perchè, per questa lasagna, ho adoperato come ingrediente principale l’istinto e, come spesso succede: la fortuna aiuta gli audaci.

Ingredienti per la sfoglia agli asparagi:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • 1 cucchiaino olio evo,
  • sale affumicato q.b.,
  • centrifugato fresco di asparagi,
  • aneto,
  • petali di calendula,
  • fiori di santoreggia.

Ingredienti per la sfoglia al salmone affumicato:

  • 100 g. di farina Kamut,
  • salmone affumicato q.b.,
  • aneto fresco,
  • acqua di cottura degli asparagi q.b.

Come fare le sfoglie:

ho messo nel robot gli ingredienti ed ho dosato il liquido, ottenuto un impasto omogeneo ed elastico l’ho avvolto nella pellicola e l’ho lasciato riposare.

Ho tirato le sfoglie arrivando fino alla tacca n°5 perchè, dopo aver provato la tacca 8, la pasta in cottura si rompeva.

Per la sfoglia agli asparagi ho racchiuso i fiori e aneto tra due sfoglie e, delicatamente l’ho tirata, sempre alla tacca 5.

Da tutte 2  le sfoglie ho ritagliato una forma a fiore; vi consiglio, per la cottura, di non tenere l’acqua a forte bollore e di “accompagnare” la sfoglia con una schiumarola per evitare accartocciamenti, specifico questo perchè, per me, è stato un esperimento e trovo corretto condividere con voi i pro e contro.

Ingredienti per la besciamella agli asparagi:

  • farina di kamut,
  • centrifugato di asparagi,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato.

Ingredienti per la besciamella al salmone affumicato:

  • una parte dell’impasto iniziale secco della sfoglia al salmone che comprendeva anche l’aneto,
  • acqua di cottura degli asparagi,
  • sale affumicato q.b.

Per la besciamella Qui .

Ingredienti aggiuntivi (per l’interno e la gratinatura):

  • parmigiano reggiano 36 mesi grattugiato,
  • nocciole tostate e tritate,
  • basilico fresco tritato.

Come ho fatto:

Ho composto la lasagna al solito, alternando le 2 lasagne e le 2 besciamelle sopra le quali ho messo pezzettini di salmone affumicato e punte di asparagi (tagliate a pezzetti) cotte al vapore e il trito di parmigiano, nocciole e basilico.

Ho infornato per 5 minuti a 180°C. più altri 3 minuti funzione grill.

Ho decorato con aneto, asparagi e fiore di calendula che è commestibile e con il quale ho in programma altre ricette colorate.

Amo la primavera e cucinare con erbe e fiori è per me la perfetta”Flower therapy”.


Profiteroles rosa x la prevenzione…mai dire MAI…

Era tutto perfetto: avevo abbattuto le “barriere architettoniche” della mia mente, avevo “familiarizzato” con la pasta choux, avevo addirittura fatto amicizia con la “sac a poche”..beh, non è una novità, anche se avete 100 anni  vi accorgerete che c’è sempre una “prima volta”….si,  anche a 100 anni.

Per i profiteroles (dal libro “Cioccolato passione fantasia”):

  • g.50 di burro,
  • g. 50 di acqua,
  • g.100 di latte (scremato),
  • g.100 di farina 00,
  • 1 cucchiaio di zucchero (pizzico di fruttosio),
  • 3/4 uova (3 uova e 1/2),
  • 1 pizzico di sale (rosa dell’Himalaia).

Come fare i bignè:

far bollire l’acqua , il latte con il burro, lo zucchero, il sale e versare la farina a pioggia, mescolare continuamente fino a quando si sarà formato un composto omogeneo, togliere dal fuoco e far raffreddare, aggiungere le uova una alla volta SOLTANTO DOPO AVER AMALGAMATO BENE IL PRECEDENTE UOVO).

Accendere il forno e portarlo alla temperatura di 200° C.

Sulla teglia rivestita da carta forno formare con la sac a poche delle “noccioline” d’impasto e farle cuocere per c.ca 10 minuti.

Sfornarle, farle raffreddare e, con la siringa o con la bocchetta piccola della sacca farcirle con la mousse di salmone.

Per la mousse di salmone vi mando Qui , al posto dell’aringa ho usato il salmone affumicato.

Per la salsa rosa:

maionese fatta con 1 uovo intero, olio di semi di vinacciolo, sale rosa dell’Himalaia, concentrato di pomodoro, worchestersauce, pepe rosa.

Per decorare:

pepe rosa e uova di salmone.


Quanti modi di fare e rifare i “Koulouria ripieni”con Solema e WBD, abbiniamo anche i vini (pane e vino…vi piace?): e la festa abbia inizio!!!


Di pane si tratta, anche questi Koulouria sono fatti con acqua, farina e lievito e vengono dalla Grecia, paese messo in ginocchio tanto quanto il nostro, con questo post partecipo al World bread day, linkate sulla foto per saperne di più…

Per dirla tutta un modo solo sarebbe bastato..la frase clou di Nonna Sole è stata: “spicciati che sennò fa la crosticina e non lievitano più”, quindi, tutto ciò che vedete è stato fatto con lo stato d’animo di chi rischia di perdere l’aereo :-D

“Col pane non si scherza”, “bisogna rispettare i tempi”..ecc. ecc. ed io, “porella”  che dovevo fare le fotine per il post ero davvero in difficoltà :-D

L’unico vantaggio che ho avuto è la dimenticanza di Nonna Sole di oggetti preziosi per il set fotografico finale e quindi i Kouloria sono rimasti nelle mie mani per finire poi nella mia bocca ed in quella di ello ih.ih.ih.

Eravamo d’accordo di trovarci a casa mia verso le 11 con l’impasto bell’e pronto, lei ha portato gli ingredienti per i ripieni, io avevo preparato i miei però abbiamo dovuto scegliere perchè con quella dose ne sono usciti 7 più il nodo d’amore (vuoto).

Per ingredienti e procedimento originale e modalità di cottura vedere da Ornella delblog Il giardno dei colori e dei sapori.

Ingredienti per l’impasto:

  • 250 gr di farina 0,
  • 100 gr di semola rimacinata di grano duro,
  • 15 g.  lievito di birra,
  • 200 gr di latte parzialmente scremato o acqua,
  • 2 cucchiaini di  malto d’orzo,
  • 1 cucchiaino di sale,
  • 2 cucchiai di olio di sesamo.

L’impasto richiede una lunga lavorazione ed in mancanza del’impastatrice ho scelto la MDP (macchina del pane) programma impasto di 1 ora e 40 che comprende anche la lievitazione.

Diviso l’impasto in 7 pezzi (1 per il nodo) Solema ha formato delle palline che hanno riposato sotto un telo umido per c.ca 15 minuti.

Se  le avessimo stese subito, le sfoglie si sarebbero “ritirate”, quindi Solema ha seguito il consiglio del grande Bonci che raccomanda di farlo.

Abbiamo steso l’impasto e messo i ripieni (nel collage di seguito una campionatura):

Dopo averli chiusi li abbiamo arrotolati (alla meno peggio :-D ) ed io..svelta svelta sennò fa la crosticina e non lievitano più :-( li ho tagliati, con titubanza perchè non volevo far uscire il ripieno.

Nella foto seguente la teglia con segnati i ripieni:

Infornare a 200° C. per c.ca 25/30 minuti controllando la doratura.

Mi piaceva questa ambientazione con pipe e collane perchè è stato un lavoro a 4 mani e unire 2 anelli di pasta (l’ho chiamato erroneamente “nodo d’amore” ma quello ha un’altra forma) per me simboleggia un’Amicizia che dura nel tempo e che ha superato anche i momenti difficili.

Da oggi, impegni di Elisabetta permettendo, ci sarà un “Regalo”, un tocco di raffinata competenza per quanto concerne l’abbinamento dei vini ai vari piatti che via via presenterò.

Elisabetta l’ho conosciuta a Firenze, ha subito capito che avevo bisogno di una “spinta” ed ha trovato la formula in un fantastico rosato che, dopo un sorso, mi aveva ridato coraggio…

Ed ecco la SORPRESA: gli abbinamenti per i Koulouria, per i diversi ripieni e non solo, potrete prendere spunto da queste note per gli abbinamenti con preparazioni che conterranno questi ingredienti o questi profumi, che ve ne pare?

Non sono meravigliosamente meravigliosa a presentarvi Elisabetta?

Mortadella stracchino  pistacchi :  non possono  mancare le bollicine made in Italy  of course ANTICA FRATTA SATEN Franciacorta: Suadente 100% chardonnay vellutato  morbido con sentori  di  pere e nocciole, elegante e morbido, con perlage fine e persistentente  ti  avvolge con sentori  agrumati..che non ti  abbandonano  mai !! in enoteca costa la bellezza di  25 € se sono  onesti!! Bisogna assolutamente provarlo.

Finocchiona e stracchino :

se la finocchiona è aromatica ma non piccante e  consiglio  vivamente  OTELLO NERO LAMBRUSCO  cantina CECI (che ello conosce ed apprezza, fidatevi ;-) ), considerato  il capolavoro  di  questa cantina, impenetrabile  color porpora con la sua irresistibile spuma, con sentori  di  rose viole ed erbe aromatiche , fantasticamente ricco  di  sapori  fruttati con una garbata acidita’ e vena minerale , di  grande piacevolezza in enoteca solo  € 8.. e qui il detto  che il vino  non e’  poi così dispendioso  come si  crede calza alla perfezione… si  può bere bene anche con cifre modeste.

Speck e Montasio:

CABERNET SAUVIGNON ALTO  ADIGE DOC  cantina Terlano , intenso con sentori di ribes nero, di spezie, rosa appassita, asciutto ed elegante, con tannini morbidi, pieno ed equilibrato, molto persistente, fantastico!

Se l’enoteca non è ” ladra”  con 16 € è vostra,  gran  bel  vino  e soprattutto  grandissima Cantina! ATTENZIONE  se lo  speck  e molto  stagionato  come il  montasio  allora la scelta va su  un blend Cabernet sauvignon  /Merlot  sempre Altoatesino  CABERNET SAUVIGNON BARON SALVADORI  RISERVA  cantina Mals Margreid  per soli  18 € potete mettere in tavola il  trionfo di  more prugne, bacche di  ginepro  genziana e china: tannino  scalpitante.

Pesto e caciotta:

cantina Poggio dei  Gorleri RIVIERA LIGURE DI PONENTE PIGATO ALBIUM , un pigato  100% di colore giallo  paglierino  intenso  con riflessi  verde-oro , puoi  sentirci  dentro  erbe aromatiche tipiche tipiche della liguria , frutti  esotici maturi, nocciola tostata e un accantivante finale minerale , ti  fanno  sentire che lui C’ É!!!

La morbidezza e la sapidità fanno si  che nel  palato  questo  vino  ci  rimanga per moltissimo… mi dilungo  perchè amo  questo  vino !!!
p.s. per quest’abbinamento  vorrei  indicare anche un altro  vino  se la caciotta è di  pecora e quindi  più  grassa: Cantina Giacomelli il vino  è COLLI  DI  LUNI  VERMENTINO BOBOLI, € 18 colore paglierino  con riflessi  verde oro, ci  si  può sentire la mela golden matura, la macchia mediterranea,  miele di  eucalipto, con un finale alquanto minerale.

Ampio volume al  palato , che viene mitigato  da una fantastica sapidità.

Salmone panna acida e aneto :

cantina Jermann  (Lo conosco, è dalle mie partiiii!!!!) VINTAGE TAUNINA 2007  “eccellente” fra gli “eccellenti” : Sauvignon, Chardonnay, Malvasia Istriana, Picolit e Ribolla Gialla: manto  dorato , fantastici  i  profumi  che ti  regala, sempre in punta di  piedi  come se fosse li,  si  fa vedere ma non vuole disturbare.. stile preciso  ed elegante, frutti  esotici, pesca matura, biancospino cedro  e zafferano, con scintille minerali  che impreziosiscono  anche la luce, c’ è la morbidezza al  gusto  bilanciata dalla sua freschezza, la sapidità misurata contribuisce ad ammaliarti  ad ogni  assaggio.

Rimane  nel  palato persistente per lungo  tempo ricordandoti  che è là .. É il campione dei  vini   costo  € 35 ma li  vale tutti!

E, come ha scritto lei: Dulcis in fundooooo…

Cioccolato e cocco:

Cantina Florio MARSALA VERGINE DONNA FRANCA fatto  con uve grillo  , un bianco  liquoroso  dolce € 25,  solo  a vederlo  ti  scalda il cuore, colore dell’ambra testa di  moro  luminoso, ampi  profumi  di  mallo di  noce, cioccolato, tamarindo, fico  secco, ci  accolgono  con tenera eleganza per dirompere  con la sua alcolicità, veicolata con la sua sapidità e dolcezza moderata raggiungendo  il  completo  equilibrio…

Se nell’impasto  predomina la cioccolata a questo  punto  l’abbinamento  sarà BAROLO CHINATO  cantina Schiavenza, da un’antica ricetta di famiglia l’azienda produce questo  vino aromatizzato a base di Barolo con aggiunta di erbe aromatiche tra cui prevale la corteccia di china Calissaia.

Alla degustazione si presenta di colore rosso granato intenso, al naso colpiscono evidenti sentori di spezie ed erbe aromatiche,
al sapore è dolce, vellutato con retrogusto gradevolmente medicinale.

Sulla cioccolata vorrei  fare una premessa:  il  cioccolato  è  praticamente impossibile da togliere nella bocca, rimane lì per ore ed ore, se si  usa un cioccolato  amaro  extra fondente al  60 % o di  più  è consigliabile a quel  punto  usare un Rhum  agricolo, si potrebbe scegliere Rhum  Calvados o  Rhum Zacapa!

Beh, che dire? Io divento piccina picciò…però sono anche orgogliosa di conoscerla e mi piacerebbe la conosceste anche voi :-)


Pacchero con farina di grano arso ripieno di ricotta, salmone ed asparagi.

Foto per concorso Agnese

Ho trovato un bel mazzo di asparagi ed ho pensato di fare solito tortino, questa volta col salmone affumicato ed un pacchero fatto con la farina di grano arso, usata in purezza sostituendo il salmone affumicato con quello fresco.

Ingredienti per il pacchero:

  • farina di grano arso,
  • acqua,
  • punte d’asparagi cotte e tritate.

Per il ripieno:

  • ricotta (ho usato quela di kefir),
  • salmone fresco cotto al vapore,
  • punte di asparagi cotte al vapore,
  • sale,
  • pepe verde,
  • aneto.

Ingredienti per la salsa d’asparagi:

  • punte di asparagi cotte al vapore,
  • olio extravergine di oliva,
  • panna acida,
  • poca lecitina di soia (per emulsionare)

In questa foto il classico esempio di “Fotografia da principiante”..ma quanti colori ha questo “pacchero nero”?

Come fare:

preparare la pasta con farina e acqua, lavorarla bene, avvolgerla nella pellicola e riporla in frigorifero, nel frattempo preparare il ripieno lavorando a crema col minipimer  la ricotta, il salmone, le punte d’asparagi, l’aneto il  sale e pepe.

Stendere la pasta, tagliare dei rettangoli, unirli al lato, infilarli in un attrezzo per mantenerne la rotondità (io ho usato il manico di un colapasta).

Scolare il pacchero ed appoggiarlo sulla salsa ottenuta sempre frullando col minipimer tutti gli ingredienti.

Riempirlo con la sac a poche, decorare infilando una punta d’asparago e pezzetti di salmone.

Ingredienti per il tortino (per 6 stampini io ne ho fatti 2 dividendo per 3):

  • 20 cl di latte,
  • 30 g. di burro + poco per gli stampini,
  • 100 g di gruviera grattugiat0 (emmenthaler),
  • 100 g di salmone affumicato,
  • 3 uova, 60 g. di farina di grano saraceno setacciata,
  • vellutata di asparagi per il cuore (ho usato gli asparagi cotti, 1 piccola patata bollita, salsa olandese e aneto).
  • pepe (verde).

Come fare:

mettere la vellutata nelle formine per il ghiaccio e mettere in congelatore per 1 ora (io ne faccio di più, poi quando sono pronti li metto in un sacchetto e li conservo per un’altra volta).

Tagliare il salmone a pezzettini.

In una casseruola scaldare il latte con il burro a pezzetti, aggiungere il formaggio e scioglierlo, fuori dal fuoco incorporare il salmone.

In una terrina sbattere le uova, aggiungere la farina poca alla volta e mescolare bene, unire il composto di formaggio e salmone, aggiustare di sale e pepare.

Distribuire negli stampini imburrati e metterli in frigorifero finchè saranno pronti i cuoricini.

Preriscaldare il forno a 210°C. , infilare 1 cuoricino di vellutata in ogni tortino ed infornare per 18/20 minuti.

Sformare tiepidi.


Linguine alla curcuma con scampi.

Questa ricetta la tramando di blog in blog passando anche attraverso un forum, mi è ribalzata alla mente ieri parlottando con uno chef che aveva fatto gli spaghetti mettendo la curcuma nell’acqua di cottura.

Solitamente per colorarla mettevo lo zafferano ma ce ne voleva sempre molto e tendeva a rendere amara la pasta.

La prima prova la feci con del riso (preparai un piatto giallo e leggero per le donne):

Poi per colorare del riso basmati per fare un riso arlecchino con riso venere, rotolini di salmone affumicato ripieni di caprino e salsina al basilico:

Ed anche per farmi un  Pranzo da spiaggia per asporto:

Premetto che con gli scampi freschi ( questo sarebbe il periodo giusto, i mesi con la erre), il piatto sarebbe stato più profumato…

Ingredienti:

  • 800 g. (la mia confezione) di scampi,
  • 2 cipollotti,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • 1 peperoncino,
  • olio evo,
  • prezzemolo,
  • vino bianco,
  • 1 cucchiaio di curcuma (per colorare la pasta).

Come fare:

privare gli scampi del carapace, liberarli dal budellino nero praticando un’incisione sul dorso, lasciarne due con testa e coda per la decorazione.

Tritare una bella manciata di prezzemolo e preparare una salsina con olio evo e poco sale e  lasciarla insaporire.

Mettere sul fuoco una pentola con acqua salata ed  1 abbondante cucchiaio di curcuma.

In una larga padella rosolare con poco olio i 2 cipollotti tagliati a rondelline assieme allo spicchio d’aglio vestito (che poi toglieremo) ed il peperoncino, aggiungere gli scampi e cuocerli per 2 minuti, versare il vino bianco, far evaporare.

Togliere gli scampi, lasciando il sughetto e terminare la cottura della pasta nella padella, aggiungendo l’ acqua di cottura; all’ultimo momento unire gli scampi, saltare le linguine e, fuori dal fuoco, condirle con la salsina di olio e prezzemolo preparata in precedenza, servire.

Probabilmente ho impiegato più tempo a scriverla che ad eseguirla.

Bene, ora, visto che sono passata da scampo a curcuma tipo da palo in frasca, vi racconterò qualcosina sulla curcuma.


Cliccando sulla foto andrete nel sito dal quale proviene anche la foto che parla della curcuma.

Da pagina 649 della mia enciclopedia “Le erbe, medicinali, aromatiche, cosmetiche”:

Proprietà:

aromatizzanti, coleteriche,colagoghe, antispasmodiche, coloranti.

Principi attivi: olio essenziale (curcumene), la sostanza colorante curcumina, amidi e pentosani.

Il rizoma della curcuma è diffusamente impiegato dai popoli orientali come complemento aromatico per molti cibi, dalle carni ai formaggi, ai dolci.

Assieme ad altre droghe è uno dei componenti principali del “curry”, condimento tradizionale per esaltare il sapore di piatti di riso e carni.

Ancora una volta l’esperienza tradizionale ha giustamente associato alle proprietà più propriamente alimentari quelle salutari, si è infatti provato negli ultimi decenni che la Curcuma possiede spiccate proprietà sulla cistifellea sia nel senso di alimentare la quantità di bile secreta sia nel senso di fluidificarla, e quindi esercita un’azione favorente la detossicazione epatica e i processi di digestione del cibo.

Parallelamente la Curcuma facilita l’espulsione dei calcoli biliari e ha un’attività antispastica nelle coliche epatiche.

Accanto all’utilizzazione interna, ne esiste anche una esterna tradizionale che i popoli orientali sfruttano in caso di pruriti cutanei e irritazioni della congiuntiva.

Un’altra utile proprietà della Curcuma è quella di colorare in giallo non solo i cibi nei quali viene introdotta, ma anche lana, seta, legno e altri materiali.

Questa proprietà è dovuta alla presenza di particolari sostanze chetoniche dette curcumine.

Esse vengono impiegate anche nella chimica analitica come rivelatori della presenza di acido borico.

Uso interno:

per favorire la digestione, detossicare il fegato, stimolare la secrezione biliare e l’espulsione dei calcoli.

Polvere: 0,1 – 0,2 g. in un’ostia prima dei pasti.

Tintura: 20 g in 100 ml di alcol di 70° (a macero per 10 giorni).

A gocce, fino a mezzo cucchiaino, prima dei pasti.

Io ho riportato  ciò che è scritto nel libro soltanto a titolo informativo, s’intende che prima di intraprendere qualsiasi cura va consultato un medico.

E adesso un pò di Pilates con Perla, oggi maestra d’eccezione :-) :

Cliccando sul collage avrete un video con gli esercizi col Ring-avi, si sono diversi da quelli che esegue Perla ;-)

Buon fine settimana a voi :-)


Cheesecake con salmone affumicato.

Mi è piaciuto “costruire” questo cheese cake, dico costruire perchè, a differenza della mia solita maniera “istintiva” di cucinare stavolta ho pensato a come fare.

Lo volevo senza uova, senza colla di pesce, senza  base  burrosa, insomma, volevo fare qualcosa di diverso.

Ho usato uno stampo apribile da 18 cm.

Per la base:

  • 125 g di vermicelli di soia (mezzo pacchetto),
  • 50 g di anacardi,
  • 20 g di salmone affumicato,
  • sale al limone (Ikea),
  • 1/2 cucchiaio olio evo.

Come ho fatto:

ho cotto i vermicelli seguendo le indicazioni sul pacchetto,

li ho messi nel mixer assieme al salmone,  gli anacardi, l’olio ed il sale.

Ho distribuito il composto sulla base dello stampo compattandolo ed infornato a 200°C per c.ca 20 minuti, risulterà una base croccante con l’interno morbido.

Per il ripieno:

  • 300 g di Kaori light,
  • 250 g di panna acida,
  • 100 g di salmone affumicato,
  • erba cipollina,
  • pepe rosa macinato,
  • sale al limone,
  • 5 g di agar agar da sciogliere in 150 g di latte.

Procedimento:

ho ridotto in crema il salmone affumicato e l’ho unito agli altri ingredienti amalgamando bene.

Ho sciolto l’agar agar in fiocchi per 15 minuti, mescolando spesso, nel latte a fuoco lento.

L’ho unito velocemente al composto di salmone sbattendo bene con la frusta.

Ho preparato lo stampo appoggiando la pellicola sotto la base con il fondo del cheese cake,

ho richiuso il cerchio tenendo all’interno la pellicola che ho tirato e fermato con un elastico.

Ho versato il composto e richiuso la pellicola senza farla appoggiare alla superficie.

Non sapendo il potere gelificante della dose di agar agar ho lasciato in frigorifero tutta la notte.

La mattina ho aperto il cerchio e, sperando che tutto fosse andato per il verso giusto, ho tolto la pellicola e sfilata la base dello stampo.

Per la decorazione:

  • taccole,
  • pepe rosa e verde in grani.

Procedimento:

ho sbollentato in acqua salata le taccole per 3 minuti, le ho immerse in acqua e ghiaccio per fermare la cottura e conservarne il colore.

Le ho stese su un canovaccio per farle asciugare.

Le ho tagliate a misura ed appoggiate tutte nello stesso verso sul bordo del cheese cake.

L’idea iniziale era di fermare le taccole con un filo d’aglio selvatico ma non ne avevo uno lungo a sufficenza, ho quindi ripiegato sul nastro di raso.

All’assaggio mi è piaciuto, il sapore del salmone non prevale sugli altri ingredienti, la consistenza  un po’ “mousse”  ha superato la prova  taglio, la base è rimasta legata, cosa volere di più?


Chiocciole al caprino con salsa al limone: Simili seconda parte.

Aspettando il reportage fotografico con resoconto delle mie compagne di corso ieri, con ancora un po’ di nostalgia, ho pensato di mettere in pratica e condividere con voi qualche Simili-insegnamento e ho fatto la “sfoglina imbranata” per un po’.

Così ho preso la farina 0, le 2 uova che mi ha regalato il vicino….chissà perchè le galline “di casa” non fanno le uova della stessa misura :-( …….

Ho setacciato la farina e l’ho allargata formando un cerchio,   all’interno ho messo le uova ed ho incominciato a battere l’albume con la forchetta per renderlo permeabile alla farina.

Ho iniziato ad incorporare la farina un pò alla volta prendendola dall’interno del cerchio.

Quando l’uovo si è amalgamato alla farina, ho ripulito la forchetta, ho coperto con la farina ed ho iniziato a lavorare a mano.

Le sorelle insegnano alla fine, prima del riposo (coperto), di chiudere il “buco” e fare un bottone che, durante il riposo, dovrà rimanere sotto.

Quando la pasta si è riposata incominciare a stenderla…e qui iniziano i dolori!

Questa forma rotonda può, al massimo diventare ovale, non quadrata, triangolare, rettangolare o frastagliata come le coste della Cornovaglia, no, deve rimanere così e per rimanere così ci vuole l’esperienza delle “sfogline”, una grande spianatoia, un mattarello perfettamente diritto, non dev’esserci nessuna “luce” tra lui e la tavola.

La sfoglia vi farà capire dove vuole andare e non tollera pressioni in verticale e desidera essere accarezzata a lungo e girata, non ama le “pinces” ed una cosa che la fa andare in bestia è essere “spinta” con forza nella macchina, saltando le varie tacche, non parliamo poi se la macchina è elettrica.

Insomma la sfoglia vuole essere trattata bene sennò s’intristisce, si chiude in se stessa e si lascia mangiare malvolentieri non dando il meglio di se.

Ecco, questo è quello che mi hanno trasmesso le Sorelle.

La tagliatella se è fatta con l’amore ed i tempi giusti è perfetta condita con solo burro e parmigiano..e per convincerci ci hanno anche offerto un assaggio.

Adesso..ricetta!!

Chiocciole al caprino con salsa al limone (buonissima!!)

Ingredienti per il ripieno:

  • 400 g di caprino,
  • 80 g di parmigiano,
  • 2 uova,
  • sale, pepe, noce moscata.

Per la sfoglia:

  • 300 g di farina 0,
  • 3 uova.

Per la salsa al limone:

  • 30 g di burro,
  • 250 g di panna fresca,
  • 4 limoni biologici, solo la parte gialla,
  • 2 cucchiai di succo di limone filtrato,
  • sale, pepe bianco, parmigiano.

Procedimento:

In una ciotola mescolare il caprino, unire il parmigiano e le uova.

Tirare la sfoglia e tagliare delle strisce di 30×6 cm.

Al centro delle strisce fare un cordone diripieno.

Raccogliere i lati lunghi ed unirli sopra, al centro, chiudendo perfettamente anche i lati.

Cuocere in acqua salata, scolare, immergere in una ciotola d’acqua fredda salata,

stendere su un canovaccio e far asciugare.

Mettere sul fondo di ogni ciotolina un paio di cucchiaiate di salsa, e disporre sopra le strisce arrotolate a chiocciola.

Versare sopra il resto della salsa e cospargere di parmigiano.

Infornare a 180°C per 10/15 minuti.

Per la salsa:

mettere in n tegame il burro e la panna e portare ad ebbollizione.

Salare, pepare, aggiungere il succo di limone e, per ultima, la scorza grattugiata.

Cuocere 2/3 minuti e togliere dal fuoco.

Volendo si possono cuocere le chiocciole tutte assieme in una teglia grande.

Questa è la ricetta originale, io ho voluto provare cn un ripieno al salmone trovato non ricordo dove, per cui non ho riempito troppo le strisce.

Ho fatto le strisce lunghe 24 cm (per problemi di “pentola”).

Per “legare” il ripieno ho usato una finta besciamella fatta al microonde con latte di soia e farina di riso (il mio lui non tollera il latte).

Le ho condite con il porro brasato ridotto in crema mescolato con la besciamella.

Essendomi avanzato il ripieno ho preparato una teglia di tofe (regalo della Voiello alla spaghettata di Milano) che ho messo in congelatore e che scalderò all’occorrenza.

Conchiglie al caprino con salsa al limone.

Un abbraccio!