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Shortbread al Sambuco: senza glutine, con Farina di Saraceno e Glasse Floreali ♣

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Ecco, questa è una di quelle ricette che mi riconciliano con la vita; per un attimo avevo temuto di aver perso entusiasmo e fantasia per quanto riguarda la cucina in fiore, pensavo di prendermi una stagione di pausa invece, mumble, mumble, ecco l’idea, ispirata da Terry che mi aveva omaggiata, durante la nostra ultima scorribanda, con i suoi splendidi shortbread            .

Io mi tenevo alla larga, ogni tanto, anche su pinterest, incappavo in qualche ricetta ma a me le cup, le cap, gli spoon &Co. sono ostici e, nonostante alcune foodblogger di tutto rispetto ed affidabilità mi abbiano fornito signore tabelle di conversione, beh, io sono ancora grammo-dipendente :-D

La presenza della farina di riso in un’altra delle sue ricette             mi ha stimolato a volerli fare senza glutine ed ho optato per la farina di grano saraceno (mi raccomando, i celiaci controllino che sul pacco ci sia la spiga), un occhio di riguardo anche per quanto riguarda lo zucchero a velo che può contenere glutine io, per sicurezza (e risparmio) lo faccio macinando lo zucchero nel macinino da caffè).

I fiori di sambuco sono quelli che faccio seccare di anno in anno e che sono continua fonte di ispirazione.

Sono partita dalla sua collaudatissima ricetta base che prevede 1 parte di  zucchero, 2 di burro, 3 di farina.

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Shortbread senza glassa, formato grande.

Ingredienti:

  •  200 g. di farina di grano saraceno,
  •  160 g. di farina di riso,
  •  240 g. di burro a temperatura ambiente,
  • 120 g. di zucchero a velo ottenuto come indicato sopra,
  • 2 cucchiai di fiori di sambuco secchi, 1 macinato assieme allo zucchero, l’altro messo nell’impasto.

Ingredienti per la glassa:

  • zucchero a velo,
  • scorza di limone grattugiata,
  • succo di limone.

collage shortbread1-001       

Come fare la glassa:

inserire nello zucchero a velo e la scorza grattugiata, poco alla volta, il succo di limone e mescolare fino ad ottenere una glassa liscia e fluida ma non troppo liquida.

Questa glassa potete arricchirla, di colta in volta con petali o quanto vi piaccia, i biscotti li potete spennellare o intingere.

Per decorare:

  • petali secchi di calendula,
  • fiori freschi di sambuco,
  • petali di papavero tagliuzzati.

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Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Sbattere il burro con lo zucchero a velo (in questo caso con i fiori di sambuco) e quando il composto è ben amalgamato unire, poco alla volta, le farine e il cucchiaio di fiori di sambuco.

Lavorare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo (ho adoperato il robot da cucina) e formare un panetto da stendere sulla spianatoia infarinata ad uno spessore di 1 cm o più (in forno gli shortbread si adagiano un pò, almeno i miei si).

Io, non avendo lo stampo apposito ho adoperato dei coppapasta merlati di due misure 6 e 8 cm.

Infornare per circa 10/12 minuti.

Gli shortbread hanno la particolarità di essere pallidi, come le damine del ‘700 ma questi sono della scuola di Chanel che aveva lanciato la moda dell’abbronzatura, fino a quel tempo appannaggio emarginante della Classe Contadina ;-)

 Shortbread fiori sambuco glassa     

Per oggi è tutto, vi auguro un sereno primo maggio.


Vino di Tarassaco, un Vino da Meditazione.

Vino di tarassaco vaso vert.-001

Vino di Tarassaco 21 marzo 2014

La sento, è lì, nascosta dietro l’angolo, ogni tanto fa capolino e lancia piccoli e caldi raggi di sole che mi riscaldano regalandomi nuova energia: è lei, la Primavera, quella che mi sta aiutando nel mio progetto di felicità.

Non importa se ho ancora addosso il maglione, dormo col piumino, vedo la neve sulle montagne in lontananza e se le mie cavallette sono ancora ben nascoste nei loro rifugi invernali, per me è già arrivata ed io voglio brindare con e per lei con questo vino che sarà pronto fra 4 mesi, esattamente il 21 luglio 2014.

Meryl Streep la mia Africa

Foto da Pinterest (Meryl Streep ne La mia Africa)

L’ho chiamato vino da meditazione perchè, mentre raccoglievo i fiori pensavo e mi immaginavo già ad agosto, seduta su una comoda poltrona in terrazza, nella rassicurante penombra del tramonto, con Perla sulle ginocchia a sorseggiare un piccolo bicchiere di questo vino ricordando la primavera ormai lontana e sognandone già un’altra.

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Ho avuto il mio bel daffare a raccoglierne un quantitativo sufficiente, le api stavano festeggiando, volando di fiore in fiore ed io non ho avuto il coraggio di toglier loro il fiore di bocca così mi allontanavo alla ricerca di altri fiori.

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Riporto le dosi indicate a pagina 138 del libro Erbe… e dintorni di Ennio Furlan; io ne ho preparato un terzo: raccogliere 1 kilo e mezzo di fiori da sola è un’impresa ardua, ecco perchè può essere un buon motivo per coinvolgere la vostra famiglia convincendola a fare una gita fuori porta.

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Ingredienti:

  • 1 kg. e 1/2 di fiori di tarassaco privati il più possibile della parte verde (nel libro non è specificato ma io ho fatto così),
  • 2 kg. di zucchero,
  • il succo di 4 limoni,
  • 6 lt. di acqua,
  • 20 g. di lievito di birra fresco o l’equivalente di secco.

collage fiori di tarassaco per vino-001

Come fare, riporto (quasi) fedelmente:

mettere in un contenitore i fiori di tarassaco e versarvi sopra l’acqua bollente, rimestare bene finchè il tutto sia uniforme e lasciar riposare per una notte.

L’indomani filtrare il tutto spremendo bene la parte floreale per non perdere la parte acquosa ed ELIMINARE I FIORI, rimettere in pentola il liquido ottenuto ed aggiungere lo zucchero ed il succo dei limoni.

Riportare ad ebollizione fino allo scioglimento dello zucchero (c.ca 5 minuti) e lasciar raffreddare per una notte; a questo punto si può filtrare un’altra volta (io ho messo imbuto, colino, garza) sciogliendo poi il lievito in una tazza con lo stesso liquido (Il signor Ennio non lo specifica io, ho preferito scaldarlo un pò affinchè il lievito si sciogliesse bene) ed aggiungerlo al resto.

Versare in una damigianetta a collo largo e coprire con una garza onde evitare il contatto con eventuali moscerini; mettere in un posto con temperatura di almeno 20° e lasciar fermentare di modo che gli zuccheri si trasformino in alcool.

Dopo 4 settimane si passa a un primo travaso con molta delicatezza, lasciando sul fondo la parte scura e così per altri tere travasi a distanza di un mese uno dal’altro.

Nota: se il vino rimane torbido si può mettere in frigorifero, per la precipitazione delle impurità.

cesto fiori di tarassaco per vino-001

Suppongo possa assomigliare ad uno di quelli che ello invoca chiamandolo vino aromatico, può essere anche una graziosa idea regalo ed ora, cesto in mano e via.

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Vi auguro una splendida giornata.


Felicità è un Cesto di Agrumi ♣Mini Plum Cake al Limone♣

Perla limoni-001

Il 28 giugno 2012 “l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, consapevole che la ricerca della felicità è un scopo fondamentale dell’umanità,  riconoscendo inoltre di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica (fonte Wikipedia).

Ecco qua, dopo la festa delle donne, la festa di San Patrizio, festa che, insieme ad halloween, centra con l’Italia come un albero di fichi in una piscina (n.d.r.), la festa del papà di ieri, siamo ancora in festa, oggi tutti felici, mi raccomando, anche se siete malati, senza lavoro, senza affetti, senza speranza.

La felicità è una faccenda complicata, dipende da molte variabili soggettive e, per rispetto verso chi ha meno motivi di me di felicità, mi limiterò a parlare di quella che è per me la felicità, quella che ho sempre cercato e che trovo ogni giorno nelle piccole cose.

Lucy

Io associo la mia felicità alla libertà ed alla solitudine, non riesco ad immaginarmi felice senza queste due situazioni che insieme mi danno anche serenità.

Se non si è felici con se stessi non si è felici nemmeno con gli altri, dicono, ecco il punto: io sono felice con me stessa ma non con gli altri, è così strano? Non mi sembra una cosa tanto terribile.

Spesso mi scrivete che sono malinconica, è vero, lo sono, ma non è tristezza, è soltanto nostalgia: ho nostalgia di quel mondo in bianco e nero ancora tutto da colorare che è stata la mia infanzia.

Non ho avuto né modo né tempo per colorarlo, all’inizio non è dipeso da me ed ora è troppo tardi, posso solo dare qualche pennellata qua e là rendendo la mia vita il quadro astratto che solo io riesco ad interpretare.

La felicità è un attitudine, un talento che non tutti possiedono; conosco persone che pur avendo più ragioni per essere felici non lo sono, sono quelle che vedono il bicchiere mezzo vuoto, la felicità è legata all’ottimismo, un pessimista avrà più difficoltà ad essere felice.

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Per quanto riguarda me, sarò completamente felice quando mi sarò scrollata di dosso la mia sudditanza verso gli altri, quando dipenderà soltanto da me e dai miei pensieri.

Sto lavorando a questo, chiamiamolo Progetto, da qualche settimana e sento che in me sta avvenendo una trasformazione, una metamorfosi, forse sarà l’imminente arrivo della primavera?

Ma di questo vi racconterò domani ora, tutto questo parlare mi ha messo un gran appetito, ho voglia, come dire, di qualcosa di buono, per esempio un mini plum cake al limone e semi di papavero con un morbido cuore di curd “light”, come lo chiamava la mia adorata Maria.

Rispetto alla sua ricetta, in questo caso ho adoperato solo limoni ma ho fatto anche la sua versione: in tutti due curd ho lasciato le scorze  (ho acquistato la grattugia microplane, con quello che è costata non posso mica buttarle ;-) ), NON ho adoperato il burro ma, soltanto in quello al limone ho messo un filo d’olio extravergine di oliva delicato.

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Curd leggero di Maria, versione al limone (per la ricetta cliccare QUI).

I limoni arrivano dalla Calabria, sono quelli di Max, biologici che più biologici non si può, c’è anche il burro buono, quello dei Buchteln; li ho presentati avvolgendoli con il nastro regalo degli Amici di Godia, in questo post, c’è già qualche spunto per la mia felicità.

La ricetta è ispirata da Pinterest, luogo di perdizione culinaria e non solo, purtroppo spesso le ricette straniere contemplano le “cups” ed io, pur avendo a disposizione fidate tabelle di conversione cup/grammi, ho ancora grosse difficoltà di adattamento.

Questa blogger mi è venuta incontro, la sua ricetta ha anche le indicazioni in grammi e, per di più, demolisce la regola che il composto per i muffins debba essere diviso in ingredienti secchi e liquidi ed uniti alla fine mescolandolo poco: in questa ricetta lei mette tutto assieme (io ho seguito il mio metodo sequenziale) e via.

mini plum cake limone-001

Oggi non vi farò ridere con traduzioni improbabili, sarò seria:

Ingredienti per 12 muffin (ricetta originale) o 8 mini plum cake, o 1 plum cake:

  • 125 g. di burro morbido,
  • 6 cucchiaini di scorza di agrumi finemente grattugiata: limone, lime e arancio (io solo limone),
  • 150 g. di zucchero semolato (io 100),
  • 2 uova,
  • 300 g. di farina auto lievitante (io ho adoperato quella per non fare tanti calcoli),
  • 125 ml. di latte (avevo solo quello senza lattosio),
  • 2 cucchiai di semi di papavero (io quelli macinati),
  • 1 pizzico di sale (aggiunta personale).

Per la farcitura:

  • curd di Maria.

mini plum cake da infornare1-001

Come ho fatto:

preriscaldare il forno a 200 ° C.

Con le fruste, nel robot da cucina, sbattere il burro con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata finemente; unire, una alla volta, le uova, aggiungere il latte e, alla fine, sempre poca alla volta, la farina.

Aumentare la velocità (media) e sbattere finché il composto sarà chiaro, incorporare i semi di papavero.

Dividete il composto a seconda di ciò che volete fare, consiglio. l’impasto lievita molto, i miei mini plum cake hanno strasbordato molto, l’unico “presentabile” quello della foto, va detto ;-)

Io, prima della cottura, ho farcito i mini plum cake con il curd di Maria, adoperando una siringa.

Infornare e cuocere per circa 20 minuti (io un pò di più, essendo più grandi), valida la prova stecchino; far intiepidire e sformare, se vi va potete anche glassarli con una glassa al limone.

mini plum cake al limone-001

P.S.: le categorie Senza glutine e senza lattosio valgono soltanto per il curd.

Mi raccomando siate felici, a domani


Marmellate di Cachi con Cardamomo, Pepe di Sichuan, Vaniglia, Zenzero e Fiori di Sambuco: ♥Save the Persimmons♥

Marmellate cachi cornice-001

La mia sindrome della crocerossina che ha sempre avuto effetti devastanti sui miei rapporti sociali e di amicizia, riscuote, al contrario, grande successo nei miei rapporti col mondo vegetale e “animale”, intendo animali pelosi, con squame, ali, pinne ecc., regalandomi belle soddisfazioni.

Nel corso della mia brillante carriera da food-blogger ( :-D ) mi sono dedicata al Topinambor, alla zucca, allo sclopit, ai fiori di sambuco, alle varie erbe sconosciute dai più.

Ho dato attenzione alle ricette di un tempo, alla loro storia che, non dimentichiamolo mai, É anche la nostra storia;  nelle mie ricette ho spesso unito i prodotti della nostra straordinaria Italia, da nord a sud, passando per il centro e fermandomi sulle isole.

La nostra meravigliosa Italia, essendo a forma di elegante stivale non ci aiuta e, spesso ci fa sentire molto lontani e mette  nord e sud in una continua, incomprensibile ed estenuante competizione.

Come sempre, esco dal tema ma, abbiate pazienza, è una delle ultime chiacchierate con voi del 2013…

Voi che siete esperti di cucina conoscete la Reazione di Maillard vero? (così finiamo l’anno con un pò di cultura e tecnica), beh, io ho la Reazione di Towanda, non la conoscete? Eccola, ve la presento :-D :

Molte di voi riconosceranno in questo video qualche attimo della loro vita, ma, come ho detto, è la vita e, se non se ne può cambiare il corso, ci si può fare attorno qualche bella risata.

La mia vita è questa, a volte mi sembra di non avere neanche la forza di arrivare a domani e, all’improvviso mi sento pervasa da un’energia inarrestabile che mi ridà nuovi stimoli e nuovi slanci.

In questi giorni ho una voglia sfrenata di sperimentare ed i cachi, miei dolcissimi complici, la assecondano suggerendomi cosa fare, ed è così che ieri, nell’alba illuminata soltanto dalle lucine natalizie della mia finestra, ho messo in cantiere queste marmellate.

Io faccio parte della “marmelata-generazion”, pur sapendo che la marmellata viene chiamata così soltanto se di agrumi, io non mi distacco dall’infanzia, quell’infanzia in cui mangiavo “le omlet con la marmelata” o “i gnochi de marmelata” o, semplicemente, “el panin con buro e marmelata”.

A questo punto del post, chi avrà avuto l’ardore di leggermi sin qui, avrà capito che la reazione di Towanda è stata determinante anche per la foto, tutte le marmellate col culetto per aria :-D e, udite, udite, preparate col fructapect 3:1, la ribellione/trasgressione totale (Towanda’s style).

Non è pubblicità occulta, lo avevo in dispensa ed ho deciso di usarlo proprio per queste marmellate; non me la sono sentita di mettere 1 kilo di zucchero per kilo di polpa di cachi (che trovo già dolci di per se/loro) e di dover stare, come una sentinella a guardia del fornello per 40 minuti, col rischio che la marmellata si attacchi e bruci, con le conseguenze immaginabili.

Col fruttapec tutto si risolve in pochi minuti (leggete le istruzioni), io ho impiegato più tempo perchè, dopo i 2 minuti ho diviso il composto in 5 parti per aggiungere le spezie, spezie che ho prima tostato per estrarne l’essenza.

Lo zenzero l’ho grattugiato fresco e, per l’aroma di vaniglia ho adoperato l’essenza, visto anche l’esiguo quantitativo di marmellata.

Sulla scatola troverete la seguente precisazione: Il prodotto può contenere tracce di frumento, latte, uova, frutta a guscio e soia, quindi, se siete intolleranti a glutine, ecc, questo prodotto è sconsigliato.

composto marmellata cachi

Andiamo alla ricetta,  indicherò anche le dosi ed il procedimento se non usate il fruttapec.

Ingredienti per il totale delle marmellate:

  • 1 kilo di polpa di cachi*,
  • 350 g. di zucchero di canna (1 kilo di zucchero),
  • 1 busta di fruttapec 3:1 (facoltativa)
  • il succo di 1 limone,
  • 1 semi di una bacca di cardamomo verde pestati nel mortaio,
  • grani di pepe di Sichuan tostati,
  • zenzero fresco grattugiato a piacere,
  • vaniglia, bacca, polvere (naturale) o essenza naturale a seconda del quantitativo,
  • fiori secchi ma ancora profumati di sambuco a piacere (io li raccolgo in stagione, li faccio asciugare e li conservo ermeticamente nei vasi, se volete polverizzarli usate il macinino da caffè).

Come fare  la marmellata col fruttapec 3:1

con un cucchiaio estrarre la polpa dei cachi, metterla in una pentola ed aggiungere 350 g. di zucchero di canna ed una busta di fruttapec 3:1 ogni kilo di polpa, mescolare e portare ad ebbollizione, cuocere a fuoco forte per 3 minuti ed aggiungere il succo di limone.

Io ho proceduto come per la ricetta base, scottando e pelando i cachi ed ho fatto anche la precottura di 15 minuti lasciando raffreddare prima di procedere.

Ddovendo fare diverse preparazioni ho fatto bollire 2 minuti ed ho diviso il composto in5 pentolini a parte nei quali ho messo le varie spezie.

Versare la marmellata bollente nei vasi sterilizzati ancora caldi, chiudere col coperchio e rovesciarli su un panno (ecco il perchè dei culetti all’aria :-D ) fino a completo raffreddamento e  formazione del sottovuoto.

Varianti per la ricetta base:

per facilitare la pelatura dei cachi scottarli un attimo in acqua bollente e cuocerla per 15 minuti, pesarla ed aggiungere la stessa quantità di zucchero.

Cuocere per 40 minuti, alla fine aggiungere il succo di limone ed invasare, procedendo come sopra.

Ecco fatto, tutto qui, d’altronde, cosa inventarsi di nuovo con le marmellate? Per fortuna ci sono le spezie che possono dare quel tocco innovativo in più e rendere più stimolante questa bellissima attività che un tempo era alla base della vita delle famiglie.

Allora esisteva ancora la stagionalità e frutta e verdura venivano conservate per l’inverno, non era una moda era far di necessità virtù.

La stagionalità, è proprio questo l’argomento che tratterò per primo nel nuovo anno.

Lucy e Schroeder -001

Foto da Pinterest

A domani, per gli auguri di fine anno ♥


I Ricottini per Mukka Emma e la ♠sostenibile pesantezza dell’essere♠

Ricottini mele cestino n

A causa della mia sostenibile pesantezza dell’essere mi sono giocata quasi tutti i jolly e perso molte occasioni ma tant’è, cerco di avvicinarmi e di stare con gli altri ma non ce la faccio, ho sempre paura di danneggiarli, come fossi un’appestata…

Questa ricetta, che mi aveva mandato Tiziana, era per un progetto, un progetto pensato proprio per me, per accantoalcamino che aveva vinto il contest dei formaggi della Svizzera, nonostante avesse dato “buca” all’ultimo momento.

Qualcuno aveva creduto in me, aveva visto in questo “ricettacolo di contraddizioni”, come scriveva Anna Frank, qualcosa di buono, io sarei stata Mukka Melma, la sorella pasticciona in cucina di Mukka Emma.

Ecco come descrive Peter Mukka Melma, sono proprio io ;-) :

Melma: è la più pasticciona, ma solo per lavoro!! Melma infatti è lo chef del Mira Mukka famosa per le sue doti creative in cucina e per la capacità di inventare e improvvisare fantastiche ricette. Un po’ imbranata e talvolta ingenua nei rapporti con gli altri ma assolutamente autentica.

Non si sbagliava Peter, ma non aveva fatto i conti con la mia mancanza di autostima e la mia convinzione che, con me, questo progetto non avrebbe avuto il successo che si meritava.

Ora non so chi sia Mukka Melma ma sta cucinando assieme a food-blogger più blasonati, famosi e carismatici di me, esattamente come deve essere.

Peter scrive racconti per bambini e questo blog lo ha ideato per loro, io avevo molte idee, a me che piacciono le erbe avrei scritto, in maniera comprensibile e giocosa, l’utilizzo delle erbe in cucina e li avrei coinvolti, assieme alle mamme a prepararle assieme queste ricette.

Vorrei che quel blog fosse seguito da chi ha bambini e magari farli interagire con Peter e le 7 Sorelle di Mukka Emma, io non ho avuto bambini ma i più bei ricordi che ho del breve periodo vissuto assieme alla mia mamma, sono proprio quelli passati in cucina con lei o quando m’insegnava a disegnare, o quelli col papà che mi portava nell’orto o a pescare, ma di questo ho già scritto.

Ecco, io sogno un mondo dove i bambini rimangono bambini, sogno bambini che corrono, giocano all’aria aperta, conoscono ed amano gli animali, i fiori, le erbe, che rispettano la Natura e credo che con Peter, Mukka Emma&C. tutto questo si possa realizzare, ma non con me intorno…

O mamma, che post malinconico ma ora facciamo ritornare l’allegria con questa ricettina golosa, perfetta per queste giornate di freddo, da gustare assieme ad una cioccolata calda o un the dopo una giornata sulla neve.

L’impasto è quello che un tempo le nonne chiamavano finta pasta sfoglia, la ricotta sostituiva degnamente il burro che era più costoso.

collage ricottini Mukka Melma

Ingredienti per la pasta:

  • 200 g. di burro,
  • 300 g. di ricotta,
  • 300 g. di farina 00,
  • 1 pizzico di sale.

Come fare la pasta:

impastare gli ingredienti e far riposare in frigo per mezz’ora, nel frattempo preparare il ripieno.

Ingredienti per il ripieno:

  • 4 mele imperatore,Tiziana aveva quelle ma potete adoperare quelle che gradite,
  • il succo di 1 arancia,
  • il succo di 1/2 limone,
  • 1 cucchiaio di zucchero,
  • 1 cucchiaino di cannella,
  • 100 g. di pinoli,
  • 100 g. di uvetta,
  • 100 g. di noci tritate grossolanamente.

Come fare il ripieno:

sbucciare e tagliare le mele a dadini e cuocerle con il succo d’ arancia e limone, lo zucchero e la cannella e, quando il composto sarà freddo, aggiungere i pinoli, l’ uvetta e le noci.

Come fare i saccottini:

preriscaldare il forno a 200°C., dopo aver steso la pasta, mettere dei mucchietti di ripieno , tra uno e l’altro spennellare con un pò di latte e chiudere con la rotellina.

Infornare a 200°C. per 15 minuti.

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Vi auguro una splendida giornata, come quella della foto, beh, vivo o non vivo in un Paradiso?


Pesche e Picolit, ricordi reinterpretati in una goccia di cristallo.

persighi col Picolit1

Persighi col vin,  il dessert estivo più in uso, quando ero fanciulla, a quei tempi, dopo il ghiacciolo era l’altra fonte di refrigerio.

Tornare a casa e trovare in frigorifero una terrina de persighi col vin era la norma, per i bambini il vino era un tabù, per me persighi col sucaro e limon, per i maschi vin coi persighi ed in questa goccia di cristallo c’è tutto questo.

Il primo ed il terzo strato è dedicato agli uomini, il secondo ed il quarto alle donne e l’ultimo ai bambini, in quanto non c’è il vino ma la spugna di agrumi con delle palline di pesca e striscioline di buccia, perchè a me, da bambina, piaceva molto mangiare la buccia delle pesche e quelle che lasciava la Signora Gisella le mangiavo io, mi avevano insegnato che sotto la buccia sono concentrate le vitamine.

Alla base un ramo di dragoncello per la nota di colore, a seguire un’aspic di pesche  nettarine con vino Picolit fatto con:

  • 135 g. di vino Picolit,
  • 50 g. di pesche nettarine, sbucciate e tagliate a piccoli dadini ,
  • 4 g. di colla di pesce.

Gelatina di picolit con le pesche-001

Come ho fatto l’aspic:

non ho aggiunto nè acqua nè zucchero perchè volevo fosse puro Picolit, l’ho riscaldato, senza farlo bollire, ho spento il fuoco e, quando è scesa la temperatura  ho aggiunto la colla di pesce ammollata prima in acqua fredda per 10 minuti e strizzata.

Ho adagiato sopra il dragoncello la dadolata di pesche, lasciandone da parte 1 cucchiaio ed ho versato sopra, delicatamente, il composto diVino, affinchè la dadolata non si scomponesse.

Ho riposto in frigorifero ed il composo di vino avanzato l’ho lasciato a temperatura ambiente per adoperarlo nel terzo strato .

Persighi col Picolit pp-001

Nel frattempo ho preparato la gelatina di pesche al Picolit, ho preparato tutta la dose, adoperandone solo metà come gelatina e lasciando l’altra come semplice crema al cucchiaio, di conseguenza ho dimezzato anche la dose di gelatina che è riportata sulla lista degli ingredienti.

Persighi col Picolit da cmpletare-001

Ho fatto così:

  • 210 g. di vino Picolit,
  • 500 g. di polpa di pesche (io nettarine),
  • 5o g. di zucchero,
  • la scorza grattugiata di 1 limone Bio,
  • 8 g. di colla di pesce.

Come ho fatto la gelatina di pesche:

ho sbucciato le pesche, ho ricavato i 500 g. di polpa e l’ ho frullata, l’ ho versata, assieme al vino e lo zucchero in un pentolino ed ho portato a bollore, ho unito la scorza di limone, ho amalgamato il tutto ed ho diviso il composto a metà.

Nella metà destinata alla preparazione, quando il composto non era più bollente ho unito la gelatina (4 grammi) ammollata e strizzata, l’ho sciolta e, dopo aver verificato che il primo strato di aspic fosse solidificato, ho versato sopra la gelatina di pesche, lasciandone una parte (a temperatura ambiente) per il penultimo strato ed ho riposto la goccia di cristallo in frigorifero.

Dopo un’ora abbondante si era solidificato ed ho aggiunto l’aspic che avevo messo da parte ed ho rimesso ancora in frigorifero.

Questo strato ha solidificato velocemente ed ho aggiunto la gelatina di pesche avanzata.

pesche con Picolit4-001

L’ultimo strato è formato dalla spugna di agrumi che ho fatto così:

la dose è quella che ci è stata data dallo Chef Emanuele Scarello ad un corso di cucina (Michela dice che è il mio pusher di ricette), potete farla e conservarla in frigorifero, al momento del servizio, per decorare qualche preparazione, basta frullarla col minipimer e diventerà chiara e spumosa sennò, lasciandola così, trasparente, potete tagliarla a dadini ed adoperarla come fossero piccoli pezzi di vetro.

Spugna di agrumi prima e dopo-001

Ingredienti per la spugna di agrumi:

  • 220 g. di acqua,
  • 180 g. di zucchero,
  • 200 g. di succo di limone,
  • 16 g. di colla di pesce.

Come fare la spugna di agrumi:

portare ad ebollizione l’acqua assieme allo zucchero ed al succo di limone, unire, quando la temperatura sarà scesa,  la colla di pesce ammollata e strizzata, riporre in frigorifero per una notte.

Come ho scritto prima, al momento del servizio frullare per ottenere l’effeto spugna.

Completiamo la goccia di cristallo:

col riga limoni, ricaviamo delle striscioline di buccia di pesca, con lo scavino apposito otteniamo delle piccole sfere di pesca, questo sarà l’ultimo strato della nostra composizione.

persighi col Picolit alto-001

Ricapitolando:

  1. dragoncello ed aspic di pesche e Picolit,
  2. gelatina di pesche e Picolit,
  3. aspic di pesche e Picolit,
  4. gelatina di pesche e Picolit,
  5. spugna di agrumi,
  6. sfere di pesca e julienne di bucce di pesca.

Più difficile da spiegare che da fare, io amo l’agar agar ma, per questa preparazione avevo bisogno di una consistenza, solida alla vista e al tatto ma, appena in bocca, volevo ritornasse vino: persigni col vin, appunto.

Pesche con Picolit-001

Qualche foto, scattate mentre ero alla ricerca di una corteccia dove appoggiare la goccia di cristallo, poi sostituita con un groviglio di edera che era ancora aggrappata ad un tronco.

Buon fine settimana.


Soufflè Glacè alle Nespole del Giappone.

soufflè glacè nespole alto

Questa preparazione ha origini francesi, la base è quella del semifreddo e si presta ad un’infinità di varianti, provate, è più semplice di quanto appaia, ora andiamo in cucina.

Soufflè glacè nespole 2-001

Prima d’iniziare la preparazione, rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 6 cm e fissare con spago da cucina, riporre in frigorifero.

Mettere in congelatore la panna così da montarla più facilmente.

Sbucciare le nespole e, al solito eliminare i semi e la pellicola che li contiene, tagliarle a pezzi piccoli, irrorare con il succo di limone, aggiungere lo zucchero (ho scelto il muscovado perchè le profuma gradevolmente) e porre sul fuoco fino ad ottenere una composta che poi frulleremo; per questo soufflè ne ho adoperati 2 cucchiai, se avanza avrete un altro dessert.

Collage Soufflè Glacè nespole-001 

Ingredienti per il soufflè della foto:

  • nespole del Giappone,
  • 2 cucchiai di zucchero muscovado,
  • succo di limone,
  • 100 g. di Topfen (o ricotta o yogurt),
  • 100 g. di panna montata,
  • 4 cucchiai di composta di nespole frullata (2 per il composto e 2 per l’interno).

Ingredienti per la meringa Italiana:

  • 50 g. di albume (pizzichino ino sale e gocce succo limone per montarli),
  • 100 g. di zucchero a velo (ricavato macinando lo zucchero nel macinino da caffè, così è davvero senza glutine),
  • 50 ml. di acqua per lo sciroppo.

Come fare la meringa italiana:

montare gli albumi a neve fermissima.

Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l’acqua , facendo sciogliere sul fuoco fino ad ottenere uno sciroppo denso.

Versare a filo lo sciroppo sugli albumi montati a neve continuando a montare il composto fino a quando non sarà freddo, poi riporre in frigo.

Completiamo la preparazione:

montare la panna, setacciare il Topfen o la ricotta in una terrina, se adoperate quella (per lo yogurt non serve), unire 2 cucchiai di purea di nespole, unire la panna montata ed incorporare gli albumi.

Versare nel contenitore  e mettere in congelatore, quando sarà rappreso, tirarlo fuori , scavare un cratere profondo, spostando il composto ai lati, riempirlo con la purea di nespole, ricoprire con il composto spostato e  rimettere in congelatore per non meno di 6 ore.

Prima di servire rimuovere la carta, se vi va decorate con un cucchiaio di composta di nespole (io non l’ho messa perchè lo zucchero muscovado l’aveva scurita tanto).

soufflè glacè nespole tovagliolo

Buon fine settimana


Dolce con farina integrale di farro, banane e pere, per festeggiare la nuova arrivata.

Dolce banane pere fragole n-001

Si deve risalire nel tempo per conoscere le origini di questa pianta. Da scoperte archeologiche si è potuto accertare il suo luogo d’origine: sono stati rinvenuti, infatti, nell’Asia occidentale e nelle zone termperate dell’Europa, frutti tagliati a metà e dissecati che, per forma e consistenza, hanno fatto sicuramente pensare alla pera.

Omero ci parla dei peri coltivati nei giadini di Alcinoo e di Laerte  (non il figlio di Pappalardo); il nome del frutto (esattamente in latino: pra) verrebbe, secondo alcuni, dal vocabolo celtico peren, secondo altri da Pirro che per primo introdusse il pero in Italia.

Sotto Catone si conoscevano già 6 varietà di pere, mentre Plinio ne enumerava 41.

In Francia però furono assai più numerose anche se Quintinie, fondatore e direttore del frutteto di Luigi XIVa Versailles, ebbe a dichiarare in seduta plenaria che una sola era la vera pera, quella «bon chrétien», della quale esistono ancora oggi ben 4 varietà: quella «invernale», quella «belga», la «spagnola» e il tipo a «piumaccio».

Si tratta di una pera che ha forma di cotogna mentre le altre sono sferiche; la «bergamotta» è a trottola, la pera «Colmar» a botticella come la «burrosa».

A questi nomi si aggiungono infinite varietà che prendono il nome della polpa: soda, aspra, fondente, burrosa o quelle che portano il nome di una persona cui il frutto fu dedicato: le pere William dal coltivatore londinese che per primo rinvenne la pianta da seme: hanno forma allungata, con tipico peduncolo obliquo, buccia gialla, variegata di rosso ed un pò untuosa al tatto.

Le pere Abate dall’ Abate Fetél  che, in Francia, rinvenne per primo i frutti che sono, grossi, allungati, con buccia sottile e polpa assai zuccherina e aromatica.

Morettini, di origine italiana dà il nome alla Butirra precoce.

Per oggi è tutto, ci sarebbe da scrivere ancora molto sulla pera, per fortuna, ultimamente ci sono molti appassionati che hanno riportato in auge qualche tipo di pera che stava per scomparire per sempre e su queste specie ritornerò, ora in cucina.

Plum cake banane pere da infornare n-001

Tanta frutta in questo dolce, la cannella e lo zucchero muscovado lo profumano, l’assenza di lattosio e grassi lo rende perfetto per gli intolleranti e per chi è goloso ma attento alla linea.

Ingredienti per uno stampo da plum cake:

  • 200 g di farina integrale di farro,
  • 2 cucchiaino di cremortartaro (negozi tipo NATURASÍ),
  • 50 g di zucchero muscovado,
  • 1/2 cucchiaino di cannella,
  • 2 e 1/2 banane grandi o 3 piccole,
  • 2 albumi montati a neve ferma,
  • 2 pere William,
  • succo di limone,
  • sale per montare gli albumi,
  • olio per ungere lo stampo,
  • fragole per la decorazione.

Dolce banane pere fragole sfornato-n 001

Decorazione con le fragole:

le mie fragole erano molto grandi e ne ho messe solo 3,  se le trovate piccole potete inserirne una accanto all’altra in modo da avere le porzioni già pronte da tagliare.

Tagliare la calottina delle fragole compreso il ciuffo verde, infilare le fragole nell’impasto e, quando il dolce sarà sfornato ed intiepidito rimettete le calottine al loro posto, sarà una bella, semplice ed elegante presentazione.

Come fare:

preriscaldare il forno a 170°C.

In una terrina mescolare la farina con il cremortartaro (lievito), lo zucchero e la cannella.

In un’altra ciotola tagliare a pezzetti le banane e schiacciarne la polpa con una forchetta, sbucciare le pere e grattugiarle, irrorare col succo di limone.

Amalgamare bene la frutta ed aggiungere, poco alla volta il composto di farina, unire delicatamente gli albumi montati a neve ferma (io aggiungo un pò di sale e qualche goccia di limone).

Versare il composto in uno stampo da plum cake unto, io ho adoperato l’olio.

Infornare per 1 ora.

Dolce banane pere fragole interno n-001

Ah, dimenticavo, la nuova arrivata è la nuova Lumix, avrei potuto, accorpando tutti i compleanni, Natali, San Valentini, onomastici del resto della mia vita, farmi regalare la Reflex ma poi mi sono fatta una serie di domande e le risposte che ho ottenuto mi hanno convinta a rimanere sulla compatta, più evoluta, certo, con più funzioni, ci mancherebbe ma, dal momento che non devo diventare freelance, né lavorare per qualche casa editrice, a me basta questa, però ho imparato ad adoperare il cavalletto comperato anni fa a Firenze e mai adoperato e, la sera un pò alla volta, mi sto studiando le 128 pagine di istruzioni per l’uso, chi vivrà vedrà.


Crema di Avocado, Cocco, Arancia: se la primavera mi dà un dito, io mi prendo un braccio…

Crema avocado cocco-001

Già, dopo una notte buia e tempestosa, finalmente sabato mattina è ricomparsa la primavera e mi è venuto in mente Giacomo Leopardi che, con la sua sensibilità malinconica, scrive la sua poesia, imparata a memoria e recitata più volte in classe e a casa, con la Signora Gisella che mi ascoltava attenta e severa.

L’ ho immaginato dietro ad una finestra, di quelle alte, enormi, contornate da pesanti tende di velluto scuro, tanto scuro da non dare speranza alla luce di illuminare né la stanza né l’anima del Poeta.

L’ ho immaginato osservare le gocce  cadere dal tetto  sfiorando il davanzale e l’ ho visto dirigersi pensieroso (o pensoso) verso la scrivania ed iniziare i suoi versi:

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra

… Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’è, com’or, la vita?
Quando con tanto amore
L’uomo à suoi studi intende?
O torna all’opre? O cosa nova imprende?
Quando dè mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! Assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.

prati stabili P.d.P.jRovere di Slavonia.1-001

Non mi sono accontentata di rimanere qui, nella nostra meravigliosa ed assolata Italia (allo sfascio) ma ho voluto andare anche un pò lontano, incamminarmi verso altri mondi.

Ieri sera ho visto su Gambero Rosso Sky uno splendido documentario che parlava dell’ amara/dolcezza del cioccolato, mostrandone le varie sfaccettatura, dallo scultore-amante del cioccolato Patrick Roger che mi ha conquistata col suo gorilla a grandezza naturale (sono innamorata di Dian Fossey… ); pensate che i BAMBINI che lavorano nelle piantagioni di cacao non hanno la minima idea né di dove vadano le fave né cosa ne facciano… alla fine lo assaggiano e dicono: buono, è davvero buono…

Cosa c’entra il cioccolato qui? Nulla,è tanto per parlare :-D

Noi-001

Noi

Ed ora passo alla ricetta, non so se a Giacomo (confidenziale) sarebbe piaciuto questo dessert, non lo immagino mangione godurioso ma io ed ello invece lo siamo ed abbiamo apprezzato molto.

La ricetta arriva dalla mia solita datata dispensa a schede, alla ricetta, che non prevedeva zucchero, ho aggiunto del fruttosio ed ho sostituito le noci con le nocciole tritate che erano avanzate dalla precedente torta.

Crema avocado cocco-004

Quando ho letto la ricetta mi sono spaventata, è più il tempo di raffreddamento che quello di esecuzione? Nessun problema, sto diventando pratica e dopo 3 anni abbondanti di blog e web ho imparato ad interpretare le ricette.

Una cara persona ha scritto questo, parlando di me, della Libera di “prima”, prima che iniziasse a vagabondare nella solitudine dei campi e dei boschi:  “che non si perde nulla nelle pieghe delle ricette”, beh, quella Libera ritornerà, prima o poi… promesso♥

Ingredienti per il bicchiere nella foto e un’altra coppa grande:

  • 2 avocadi maturi,
  • 150 g di crema di polpa di cocco (NaturaSì),
  • 150 ml. di succo d’ arancia,
  • 2 cucchiai di fruttosio,
  • 150 g di yogurt greco,
  • 1 cucchiaio abbondante di scorza d’arancia gratuggiata,
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • farina di cocco e scorza d’arancia per decorare (o come vi piace).

Ingredienti per la granella/crumble:

  • 50 g di burro di cocco (o il vostro solito burro),
  • 50 g di fiocchi di mais,
  • 50 g di nocciole tritate grossolanamente,
  • 1 cucchiaio di zucchero muscovado.

Il procedimento per la granella lo trovate in grassetto/corsivo.

collage crema avocado crumble-001

Come fare:

mettere il succo d’arancia, il fruttosio e la crema di polpa di cocco in un pentolino, mescolare e riscaldare (non bollire!) il composto per amalgamarlo.

Spegnere e versare in una terrina, far raffreddare e mettere in frigo per far addensare.

Nel frattempo tagliare a metà gli avocado, eliminare il nocciolo (non gettarlo, vedere qui) e, con un cucchiaio estrarre lapolpa.

Ritirare dal frigorifero la crema di cocco, unire la polpa di avocado, lo yogurt, la scorza d’arancia ed il succo di limone e riporre ancora la terrina, coperta con la pellicola, in frigorifero per far addensare (io, per motivi di tempistica, l’ho lasciato tutta la notte).

Al momento di preparare le coppe o bicchieri, come volete, far sciogliere il burro di cocco (io) o margarina o burro di soia o burro vaccino ed unire i fiocchi di mais frantumati: io l’ho fatto con le mani, è un ottimo antistress.

Dopo che i fiocchi avranno assorbito il burro, unire le nocciole tritate e lo zucchero Muscovado, mescolare per qualche minuto, versare in una ciotola e far raffreddare.

crema avocado cocco4-001n

Presentazione:

questo dessert può essere servito in coppette, io ho scelto per voi il bicchiere che evidenzia il “crumble” (perchè di crumble si tratta) che è perfetto in questo dessert, per la croccantezza, il profumo e la consistenza e se vi avanza potete utilizzarlo per altre preparazioni.

Alternare gli strati di crema e crumble terminando con la crema, la decorazione è a gusto personale, io ho scelto una farina di cocco e una piccolissima julienne di scorza d’arancia che fa sempre la sua bella figura.

crema avocado cocco4-001

Comunicazione di sevizio: ho completato il recupero dei miei post persi per il malfunzionamento (o mia inesperienza) del PDF, questo comporta che gli iscritti via email non verranno subissati di email.


Millefoglie di Mela Kanzi, Zucca e Panettone Loison, la dolcezza di un regalo inaspettato…

millefoglie zucca mela kanzi nuovo-001
Nonostante il danno subito in novembre, hanno trovato comunque il tempo di avere un pensiero per chi ci segue con affetto, queste le parole della Signora Eleonora quando ho telefonato per ringraziare.
collage Pacco Loison millefoglie-001
Questo regalo inaspettato mi ha commossa, sono rimasta incantata dall’eleganza e dalla cura della confezione , quel  “diamante” incollato sul coperchio poi, meraviglioso, ditemi voi se non è incantevole…

Loison partnuovo-001

Non era in programma, in questi giorni non so se è il tempo ad essere tiranno o sono io che non so organizzarlo (credo la seconda che ho detto) ma è stata l’occasione perfetta per riunire in una ricetta gli ingredienti che piacciono a me: la Mela Kanzi che ho avuto la fortuna e ribadisco fortuna di scoprire a Identità Golose  che sono diventate le Mie Mele, la zucca, in questo caso la Butternut Rugosa detta anche Zucca Violina, la cannella che mi ha garantito la gioia di assaporare un dessert da sola senza le interferenze di ello e, dulcis in fundo… Briciole di panettone al mandarino contenuto nel pacco Loison che ho tostato in forno.

collage Millefoglie Panettone-001

Ingredienti:

  • 2 mele Kanzi (la ricetta prevede Red Delicius e Granny Smith),
  • la parte più sottile di una Zucca Violina,
  • 200 g. di zucchero,
  • il succo di 1 limone,
  • crema alla cannella (vedi sotto)*,
  • purea di mela ottenuta mettendo le fette di mela in un pentolino con un cucchiaio d’acqua e, se volete, 1 cucchiaio di zucchero (omesso) .

Ingredienti per la crema alla cannella:

  • 250 ml. di latte (anche di soia, riso ecc.),
  • 1 stecca di cannella,
  • 2 tuorli,
  • 60 g. di zucchero,
  • 30 g. di farina (io ho adoperato la farina di tapioca).

Come fare la crema alla cannella:

preriscaldare il forno a 100°C. funzione ventilato.

Tagliare le mele e la zucca a fette di 4 mm., (se avete l’affettatrice il risultato sarà perfetto), irroratele con il succo di limone, disporle su una teglia e spolverizzarle con lo zucchero, (io ho lasciato la buccia alla zucca per una questione “estetica” ma è meglio toglierla se si adopera questo tipo di zucca rugosa).

Infornare per 1 ora, dopo mezz’ora girare le fette, nel frattempo preparare la crema alla cannella mettendo in infusione nel latte caldo la stecca di cannella per il tempo necessario a farlo insaporire, lasciar intiepidire.

Lavorare i tuorli con lo zucchero e renderli spumosi, setacciare nel composto la farina e mescolare, unire il latte a poco a poco e cuocere a fiamma bassa finchè la crema sarà densa.

Comporre il piatto alternando le fette di mela e zucca e tra ogni fetta mettere un cucchiaio di crema alla cannella, uno di purea di mele e briciole di panettone.

Questa ricetta può essere modificata per chi è vegano o celiaco, per i primi basta eliminare i tuorli, la crema non ne risentirebbe e per il latte ho già indicato le sostituzioni, per i celiaci è perfetta così (se si eliminano le briciole di panettone), perchè ho adoperato la farina di tapioca che a sua volta può essere sostituita con le altre farine permesse dal prontuario (informazioni qui)

millefoglie zucca mela kanzi 2 si n-001

Crema fredda di Avocado al Kefir e fiocchi di sale affumicato.

Crema fredda all'avogado pp.1-001

Può essere elegante il sale ? Secondo me si, basta soffermarsi ad osservare queste piramidi ed avere la fortuna di poterne sciogliere una tra le labbra, se non fosse già in uso scriverei “scioglievolezza”.

Pensiamo all’energia che trasmettono le piramidi, al loro fascino misterioso, appena ho visto questi fiocchi ne sono rimasta attratta, oserei dire magnetizzata.

Ma è sale, direte voi, già è sale ma pensiamo a quanto sia stato importante il sale nella storia dell’uomo, utilizzato come moneta, come merce di scambio,  per conservare gli alimenti oltrechè per aromatizzarli.

Quante volte sentiamo dire o diciamo: è il sale della vita?

Come per tutte le cose belle e buone anche l’uso del sale dev’essere equilibrato, ma con i fiocchi di sale non si corre il rischio di eccedere, per me è così…

Questo sale arriva da Cipro, isola che amo e che conosco, motivo in più per considerare questo sale un gioiello prezioso.

Di seguito ho fatto un copia-incolla da questo sito , dove troverete anche le indicazioni di utilizzo dei vari aromi, sempre naturali, che valorizzeranno le vostre pietanze.

Questi fiocchi vanno aggiunti alla fine, così ne apprezzerete la consistenza, l’aroma e la sapidità.

Fiocchi di sale affumicato Falksalt-003

Come vengono prodotti questi cristalli di sale? L’acqua del mar Mediterraneo viene convogliata in apposite vasche dove il naturale processo del sole e del vento scalda lentamente l’acqua fino al punto in cui si formano i fiocchi di sale a forma piramidale.

Queste piccole piramidi croccanti, vengono poi aromatizzate con appetitose spezie.

Falksalt produce i fiocchi di sale nelle saline di Cipro attraverso un metodo di produzione molto antico fatto completamente a mano.

Il fiocco di sale è un prodotto 100% naturale, ricco di minerali, magnesio e calcio e non contiene additivi per evitare che si agglomeri, a differenza di altri sali.

Delicati e dal gusto leggero, i fiocchi vengono usati per condire le pietanze a fine cottura o appena prima di servire per dargli modo di sciogliersi lentamente e di rimanere ancora con una “croccantezza” in bocca.

Utilizzando i fiocchi di sale, in particolare quelli aromatizzati, si usa meno sale per condire i cibi e si riduce il consumo quotidiano.

Di questi “fiocchi di sale” ce ne sono 9 qualità diverse compreso quello naturale di colore bianco.

Si, perché il piacere non è solo gustativo nel momento dell’assaggio ma anche visivo per la vasta gamma di colori, olfattivo per i vari aromi che li contraddistinguono, e anche tattile perché i grani sono molto più grandi del solito e la forma ricorda proprio quella di una piccola piramide vuota.

Crema fredda all'avogado 002

Per questa crema ho adoperato i fiocchi di sale affumicato, essendo una crema senza cottura ne ho pestati alcuni al mortaio e li ho aggiunti prima di frullare l’avogado e alla fine per decorare.

Questa ricetta l’ho trovata su un ritaglio di giornale e c’è anche in rete con delle varianti: yogurt, burro, brodo di pollo, brodo vegetale ecc.

Io ho preferito mantenere il sapore dell’avogado, ho aggiunto il kefir in quantità moderata perchè a me piace densa, ma se volete potete renderla più liquida anche soltanto con acqua.

Ccon il latte di soia, riso o mandorla la renderete vegana, anche in questo caso spazio alla fantasia e porte aperte alla sperimentazione, ci vedrei bene anche i fiocchi aromatizzati al limone, all’aglio, al peperoncino e, perchè no, ai funghi porcini.

Questa crema l’ho preparata prima della partenza non avendo ancora a disposizione i funghi, la rifarò aggiungendoli alla fine leggermente scottati in padella, secondo me si stanno benissimo, provate anche voi.

Ingredienti per 2 persone:

  • 1 avogado maturo,
  • succo di mezzo limone,
  • kefir q.b. ad ottenere la consistenza desiderata,
  • fiocchi di sale affumicato Falksalt,
  • erba cipollina fresca (dalla mia terrazza).

Come fare:

tagliare a metà l’avogado ed estrarne la polpa con un cucchiaio, frullarla assieme al succo di limone ed il sale (io ho prima frantumato i fiocchi nel mortaio), aggiungere il kefir (o il liquido che avete scelto) e frullate ancora fino ad ottenere una crema omogenea.

Riporre in frigorifero per 1 ora (potete anche gustarla a temperatura ambiente), al momento di servire aggiungere un cucchiaio di kefir (o yogurt o panna acida) per ottenere un effetto marmorizzato (se vi va), l’erba cipollina tagliuzzata con le forbici e qualche fiocco di sale che darà un tocco elegante alla vostra semplicissima crema.

crema fredda avocado effetti-001

Ed ora “la storia intorno” che, per rimanere in tema, parlerà dell’Eleganza del riccio, libro che ho portato in Austria ed ho terminato ieri sera.

Per una signora demodè e romantica come me ci sarebbe voluto il lieto fine ma probabilmente il libro non avrebbe avuto il successo che ha avuto e non ne avrebbero fatto un film.

Io immagino Renè che prende in braccio Lev il gattone obeso, chiude dietro di se la porta della guardiola e si dirige verso l’appartamento del quarto piano, dove Kakuro Ozu ogni mattina le porterà la colazione a letto e non le farà mai mancare una camelia assieme al the al gelsomino.

Mi sono innamorata anch’io di Kakuro, dev’essere meraviglioso trovare una persona che senza preconcetti, senza paura, riesca a vedere cosa c’è di bello nel tuo cuore, oltre l’apparenza, ma questa è la favola, la realtà non va mai nella direzione dei nostri sogni, sennò non sarebbero sogni…


Gelato di Avocado alla soia, dall’antipasto al dolce una splendida sorpresa.

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Non possiedo una gelatiera che mi sarebbe utile per velocizzare la preparazione senza farmi correre in cantina ogni 2 ore a rimestare ma per il momento va bene così.

Ho trovato questa ricetta in uno dei miei storici fascicoli e venerdì scorso ho preso il coraggio e mi sono messa all’opera. Consigliano questo gelato come antipasto ma con l’aggiunta di sciroppo d’acero e granella di nocciole l’ho trasformato anche in un delizioso dessert .

Ho scelto di adoperare il latte e la panna di soia e di dolcificarlo col fruttosio, non contiene uova e la polpa di avocado conferisce al gelato una consistenza cremosa.

Per la versione antipasto ho adoperato la glassa di aceto balsamico e granella di semi di zucca, ci vedrei bene anche qualche gambero ma non ne avevo a casa, provate se vi piace l’idea, per noi è stata una piacevole sorpresa.

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Versione Antipasto con glassa di aceto balsamico.

Ingredienti per 1/2 kilo di gelato:

  • 225 ml di latte di soia (senza zuccheri aggiunti Naturasì),
  • 40 g. di fruttosio,
  • 2 avocadi maturi,
  • 2 cucchiai di succo d’arancia filtrato,
  • 2 cucchiai di succo di limone filtrato,
  • 1 pizzichino di sale,
  • 225 ml. di panna di soia da montare.

Gelato avocado da congelare-001

Per la guarnizione da antipasto:

  • glassa di aceto balsamico,
  • semi di zucca tostati e tritati grossolanamente.

Per la guarnizione da dessert:

  • sciroppo d’acero,
  • granella di nocciole tostate.

Gelato avocado sciroppo d'acero granella nocciole storto-002

Versione Dessert con sciroppo d’acero e granella di nocciole.

Come fare:

far sciogliere in un pentolino con il latte, a fuoco dolce, il fruttosio, spegnere e far raffreddare.

Prelevare la polpa di avocado praticando un taglio orrizzontale o trasversale se volete, come me, presentare il gelato nel guscio a mò di coppetta, eliminate l’osso che useremo per avere una bella pianta in casa (segue indicazione).

Frullare la polpa assieme al succo di limone e arancia, aggiungere il latte ed il pizzichino di sale, amalgamare ed unire la panna montata.

Mettere in congelatore il composto per 4 ore, quando sarà ghiacciato ai bordi frullare e ripetere l’operazione ancora una volta, lasciare in congelatore tutta la notte, io, prima di servirlo l’ho lasciato a temperatura ambiente per un pò e l’ho rifrullato.

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Avocado

A me piace sapere cosa mangio, da dove arriva, quali nutrienti contenga ed ho trovato questo sull’ Avocado (Persea gratissima, Fam. Lauraceae): il luogo di origine di questa specie è il Messico, è comunque coltivata in tutti i paesi tropicali, sui nostri mercati è presente quasi tutto l’anno.

Il frutto si presenta pressochè come una grossa pera (300/500 g.) dalla buccia verdastra e rugosa; all’interno v’è in buona quanttà una polpa bianco-giallognola, butirrosa e molto gradevole, con un unico grosso nocciolo dal contenuto lattiginoso.

É un frutto altamente energetico e nutriente (250 calorie x 100 g.), è consigliabile mangiarlo maturo, quando cioè la polpa cede sotto una leggera pressione delle dita.

Principali costituenti: poca acqua, molte sostanze grasse, pochi zuccheri, proteine, sali e una vasta gamma di vitamine sia liposolubili (A, E, K) che idrosolubili (B1, B2, C, PP).

Utilizzazione: si consuma come dessert, come insalata e in modo particolare come antipasto mescolato a salse e crostacei (gamberetti ecc.)

L’avocado, tagliato a metà, snocciolato e in parte svuotato dalla polpa, può, per esempio, essere riempito con aragosta, con la polpa fatta a dadini, con panna, succo di limone e pepe (avocado alla moda di Bristol).

Come antipasto, si può preparare una crema frullandolo assieme a formaggi morbidi, maionese o salsa di pomodoro; questa si serve, poi, accompagnata a crostini di pane integrale su cui potrà venire spalmata.

Fare attenzione perchè la polpa annerisce facilmente, per evitare questo è preferibile prepararlo all’ultimo momento e spruzzato di limone.

L’avocado è indicato nei periodi di crescita e di convalescenza come pure in caso di disturbi intestinali.

In cosmesi trova applicazione l’olio come abbronzante e per la cura delle rughe.

Con la polpa si realizzano maschere nutrienti per capelli.

Conservazione: in luogo fresco, meglio se in frigo, per qualche giorno.

Coltivazione: se si riesce a far emettere le radici al seme, può diventare un’esotica pianta d’appartamento, ma vediamo come utilizzare i semi di avocado:

semi avocado ciotola

… Come si fa per le patate americane, s’infilano 4 stuzzicadenti a metà seme, lasciando la parte più rotonda in basso a contatto con l’acqua che dovrà essere rabboccata quotidianamente, prima spunteranno le radici, poi, se sarete/rò fortunati/a nascerà anche il germoglio, dopo di chè si potrà interrare il seme ed attendere al caldo (mi raccomando è una pianta tropicale) che nasca la bella pianta da salotto.

seme avocado piantine grasse-001

Altra idea con l’avocado e altri gelati, cliccare sulle foto per le ricette:

Gelato di Avocado alla soia, dall’antipasto al dolce una splendida sorpresa e la categoria del “Famolo Strano” per WHB # 343 :-D Gelato di Avocado alla soia, dall’antipasto al dolce una splendida sorpresa e la categoria del “Famolo Strano” per WHB # 343 :-D Gelato di Avocado alla soia, dall’antipasto al dolce una splendida sorpresa e la categoria del “Famolo Strano” per WHB # 343 :-D

Buona giornata.


Succo di Pomodori Gialli all’Issopo, un aperitivo romantico in terrazza.

succo pomodoro issopo petali-001

É il frutto di una delle più importanti Solanacee, a torto divenuta emblematica del sole Italiano, giacchè si tratta di pianta ooriginaria del Perù e del Messico.

Molto probabilmente i conquistadores spagnoli la introdussero in Europa verso il 1500; da qui essa si diffuse nelle altre parti del mondo.

Si sa che gli Atzechi, che chiamavano il pomodoro tumatl, lo ritenevano un alimento nobile; a onor del vero, questo non incontrò nel vecchio continente una pari fortuna, e non fu tenuto subito in grande considerazione.

Lo si riteneva una pianta afrodisiaca, il suo frutto fu chiamato pomum amoris e in esso si ricercarono inesistenti proprietà.

Visto infine nella giusta luce, divenne via via un frutto mangereccio sempre più apprezzato, chiamato pomo d’oro forse perchè le prime varietà arrivate in Italia sarebbero state a buccia gialla. (Tratto da: I frutti della terra)

Collage issopo pomodori-001

Quando, cercando qualcosina da scrivere sul pomodoro, ho trovato questo estratto che menzionava i pomodori gialli mi sono detta: ma che coincidenza.

I pomodori gialli li  mangiai moltissimi anni fa, me li portò un collega che viveva in Slovenia e da quel giorno me li sognai ogni estate, ma qui non c’era verso di trovarli, neanche i semi e nemmeno in Austria, pazienza dissi finchè… Finchè Oxana (Pane Miele) mi portò 2 piantine assieme alle melanzane bianche.

Ho temuto per loro visto il caldo anomalo che ha arrecato un pò di sofferenza alle foglie ma gli ha regalato una consistenza soda ed un sapore meravigliosamente dolce.

Quest’anno ho comperato anche una varietà di erbe aromatiche che, a parte la pimpinella, sono diventate belle rigogliose, tra queste l’ Issopo che viene adoperato assieme ai pomodori per fare questo succo.

La fonte di questo succo è il ricettario allegato alla mia antica (1976 costo Lire 500 a fascicolo) enciclopedia “Le erbe medicinali, aromatiche, cosmetiche” dalla quale riporto anche qualche informazione sull’ Issopo.

issopo terrazza-001

Hissopus officinalis (Perico Liguria, Soleggio Piemonte, Erba Isopo Lombardia, Issopu, Erba odorosa Abruzzo, Erba sopu Sicilia, Esopu, Locasi Sardegna) si trova nella zona submontana e montana e spesso viene coltivata.

Le sommità fiorite si raccolgono in giugno-luglio, si tagliano i fusti nella porzione erbacea e si conservano riunite in mazzi non serrati in locale aerato ma lontano dai raggi del sole, i fiori così seccati si conservano in sacchetti di carta o di tela.

Proprietà: digestive, antispasmodiche, espettoranti, cicatrizzanti, risolventi.

Principi attivi: olio essenziale (pinocanfone, pinene, tujone), flavonoidi (diosmina), tannini, acido ursolico, e oleanolico.

Per le proprietà odorose viene utilizzato  nel settore dei profumi, mentre per quelle aromatiche nel settore liquoristico.

Nell’impiego erboristico viene usato per sedare la tosse e gli eccessi d’asma, stimolare la secrezione dei succhi gastrici, favorire i processi digestivi, eliminare i gas intestinali.

La tradizione popolare gli attribuisce anche la virtù di abbassare la pressione sanguigna, di regolare il flusso mestruale, aumentare la diuresi.

Per uso esterno l’Issopo facilita la cicatrizzazione, stimola la circolazione cutanea e il riassorbimento delle tossine.

Nel campo cosmetico si usa per ottenere bagni stimolanti per pelli pallide e atoniche.

Uso esterno (le parti fiorite)

Infuso (per detergere piaghe e ferite, purificare la pelle e la cavità orale, risolvere le ecchimosi): 5 g. in 100 ml di acqua.

Fare risciacqui, gargarismi, lavaggi, frizioni; applicare compresse imbevute di infuso sulle parti interessate.

Succo pomodoro issopo panca-003

La ricetta richiederebbe pomodori perini maturi, io ho adoperato i miei ciliegini gialli ed ho ottenuto (con le mie dosi) 1 bicchiere di succo (la ricetta originale la trovate  in rete).

Ingredienti per 1 persona (4):

  • 200 g. di pomodorini ciliegini gialli,
  • qualche fogliolina di issopo,
  • il centrifugato di 10 cm di gambo di sedano,
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • 1 puntina di zucchero,
  • 1 grattatina di pepe lungo,
  • sale.

Come fare:

incidere a croce i pomodori e scottarli per pochi secondi in acqua bollente, sbucciarli (conservare le bucce), schiacciarli per eliminare i semi e frullarli con le foglioline di Issopo.

Sciogliere lo zucchero nel succo di limone ed unirlo al succo di pomodoro assieme al pepe, il sale ed il centrifugato di sedano, mescolare e conservare in frigorifero.

Nel frattempo ho preparato i petali di buccia di pomodoro, semplicemente seccandole in forno a 6o°C. per 2 ore, utilizzarle come chips o, macinandole nel macina-caffè si ottiene una polvere con la quale rivestire palline di formaggio o spolverizzare sulle pietanze, provate.

succo pomodoro issopo alto-001

Vi consiglio di fare questo succo, potete sostituire l’Issopo con dragoncello, origano, santoreggia, adoperate quello che avete a disposizione, sarà davvero un aperitivo fresco, buono e sano, buona estate allora.


Blitz di mele di Felix.

Oggi mi intrufolo nella cucina di Felix, ho copia-incollato ingredienti e procedimento dal suo blog, tra parentesi trovate le mie varianti.

Per la torta grande ho seguito le sue indicazioni, ho soltanto spolverizzato dello zucchero muscovado prima d’infornare, nella piccola versione a cuore ho inserito nell’impasto poca mela grattugiata, aghi di rosmarino macinati e fiori di rosmarino, sulla superficie ho messo delle palline di mela, tutto qui.

Ingredienti:

  • 3 mele medie (io Kanzi),
  • 3 cucchiai di zucchero (io di canna chiaro),
  • succo di limone.

Tagliare le mele a fettine, spolverizzarle con lo zucchero, bagnarle con il succo di limone e far macerare per 30 minuti.

Ingredienti per l’ impasto:

  • 60 g di burro,
  • 150 g di zucchero,
  • 2 uova,
  • succo e scorza grattugiata di mezzo limone,
  • mezza bustina di lievito in polvere (come da prontuario), (omesso perchè già all’interno della farina),
  • 200 g di farina senza glutine (io senza glutine come da prontuario autolievitante),
  • 1 tazzina di latte (io di soia perchè ero senza l’altro :-) ),
  • 2 cucchiai di rum,
  • 3 cucchiai di zucchero a velo vanigliato (io lo ottengo macinando nel macinino da caffè lo zucchero vanigliato fatto da me),
  • zucchero muscovado per spoverizzare la torta prima d’infornare (mia aggiunta personale),
  • aghi di rosmarino macinati e fiori di rosmarino per il cuor di mela (mia aggiunta personale).

Come fare:

montare a crema  burro e zucchero e poi, sempre sbattendo, unire i tuorli, il succo e la scorza del limone.

Aggiungere la farina, il lievito il latte e il rum,  infine unire gli albumi montati a neve, versare il composto in una tortiera e affondare leggermente le mele, cuocere per 35-40 minuti a 180°C.. (io 1 ora ventilato 160°C., il piccolo blitz cuor di mela 30 minuti)

Vi auguro una bella domenica.

Vignetta di PV (Pietro Vanessi)


Insalata di Topinambur e Mela Kanzi: è nato un amore, anzi due.

   

Qual miglior modo  per iniziare la settimana se non parlando d’amore?

Ormai l’amore nato tra me e il topinambur è noto a tutti ed anche se tra poco dovremo separarci, la certezza che ci ritroveremo tra qualche mese rende meno doloroso il “distacco”, in questi mesi ci siamo conosciuti meglio e c’è l’affinità sufficiente per continuare a sperimentare assieme.

Un altro grande amore è quello nato in febbraio tra me e la mela Kanzi a Identità Golose e alla quale dedicherò presto un post ed una ricetta perchè di questa mela c’è molto da raccontare, ho preparato una scheda su GDF, la potete trovate qui     se volete saperne di più.

Mi dispiace che la sua presentazione, peraltro curatissima e raffinata, sia stata penalizzata (nelle presenze) dalla concomitanza, nella Sala Auditorium, dall’intervento di un attesissimo Massimo Bottura, peccato, a saperlo prima avrei scelto la presentazione della mela Kanzi,  Massimo Bottura avrei potuto conoscerlo meglio leggendo i resoconti delle altre blogger presenti.

   

Unire questi miei amori in una ricetta è stato un gioco, la ricetta di topinambur con le mele non è una mia idea, la cooperativa di piccoli produttori locali che c’è a Santa Caterina mi ha regalato un piccolo ricettario che comprende anche quest’insalata.

Ho già gustato il topinambur crudo qui , l’ho apprezzato per la digeribilità ed ho notato che a crudo  il sapore di carciofo che acquista in cottura non si percepisce affatto, non amanti del carciofo siete avvisati.

Insalata topinambur mela Kanzi part.-1   

Ingredienti x 4 persone (facilmente divisibile x 1 :-D ):

  • 400 g. di topinambur,
  • 400 g. di mele (io Kanzi per sempre),
  • 250 g. di coste di sedano tagliate a fiammifero,
  • olio evo (io olio di semi di vinacciolo per non interferire con i sapori),
  • succo di limone sia per evitare l’ossidazione dei topinambur e delle mele che per l’emulsione,
  • sale (fior di sale),
  • pepe (verde),
  • senape al dragoncello (facoltativa ma consigliata),
  • frutti di cappero (facoltativi ma  consigliati),
  • olio di semi di zucca per decorare (facoltativo),
  • prezzemolo per decorare (facoltativo).

Come fare:

lavare e spazzolare i topinambur, asciugarli ed eliminarne i bitorzoli, sbucciarli col pelapatate, sbucciare anche le mele.

Affettare sottilmente topinambur e mele con la mandolina ed irrorarli con poco succo di limone per evitare l’ossidazione.

Tagliare a fiammifero le coste di sedano, a parte preparare il condimento con olio, limone e senape, mescolare bene e condire l’insalata mescolando delicatamente, decorare con una goccia di olio di semi di zucca ed un frutto di cappero.

Nelle foto vedete la versione così descritta, ho voluto provare anche la versione con i frutti di cappero frantumati ed uniti al condimento, consiglio questa variante, se non avete i frutti di cappero potete usare i capperi normali controllando però la sapidità.

   

Vi auguro una splendida settimana.


Insalata di Topinambur alla moda di Bahia: a qualcuno piace Crudo.

Non chiedetemi come mai si chiami così, questa insalata l’ho trovata su un supplemento al n° 9 di Amica del 3 marzo 1978 (La cucina superveloce) e per non pubblicare cloni ho fatto una ricerca, non c’è e ve la presento.

Strano titolo alla moda di Bahia per un tubero invernale, forse per i suoi fiori gialli con i quali alla fine dell’estate rivela dove sarà possibile trovarlo qualche mese dopo?

Siccome in questi giorni sto vedendo e rivedendo il film Into the Wild (nelle terre selvagge, sono un pò condizionata) e, se Alex avesse trovato i topinambur ce l’avrebbe fatta, si, i topinambur si possono mangiare crudi senza avere problemi come invece succede a mangiare molte patate crude.

Beh, io, mi conoscete, quando mi affeziono a qualcosa o a qualcuno parto in quarta e quest’anno ho abbracciato la causa topinambur con entusiasmo e foga.

Finalmente vedo in giro per i blog ricette che valorizzano al meglio il mio amico Topinambour, sono queste le cose che amo del web e che me lo rendono  digeribile.

Noi foodblogger, piccole, grandi, vip o nop abbiamo il potere di divulgare, creiamo le mode, facciamo conoscere a tutti spezie, verdure, cereali, prodotti diversi dal solito quotidiano, contribuendo così a stimolare i produttori a non mollare.

Ultimamente, con le rifatte si sta aiutando a trasformare la celiachia da babau alla normalità e credo che questo sarà di grande utilità e di stimolo anche a quei ristoratori normali a pensarci un pò su, ci vorrà tempo ma io vedo chiaro all’orrizzonte.

Noi non siamo abituati a trattare la diversità, la temiamo e la vestiamo con un mantello scuro ed inquietante ma, se ci pensiamo ci accorgiamo che siamo tutti diversi l’uno dall’altro, ma come ci sono capitata in questo discorso che richiederebbe altra sede e altro post? Boh, sarà la mia diversità.

Non sarà mica che il titolo risente dell’ influenza Caraibica e rilasci gli effluvii di Rum?

Ho definito il Topinambur: una patata che sa di carciofo, ma è molto di più perchè è una patata che si può  mangiare anche cruda,  da bambina mi dicevano di non mangiare le patate crude perchè fa mal de pansa (fa male al pancino) ed è vero, contiene la solanina che, se ingerita in dosi elevate può causare disturbi anche gravi.

Anche se non peso mai gli ingredienti per un’insalata perchè, diciamocelo, a meno che non sia l’insalata russa, capricciosa o di pollo ecc. dove ci dev’essere un equilibrio, in questo tipo d’insalata è facile andare a occhio.

Io, ligia alla corretta condivisione per la riuscita della ricetta vi do le dosi originali che sono per 4 persone.

Ingredienti:

  • 600 g. di topinambur,
  • 6 filetti di acciuga dissalati (io ho adoperato quelli sott’olio),
  • 1spicchio d’aglio,
  • 4 uova sode,
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato finemente,
  • 5 cucchiai di olio evo,
  • 2 cucchiai di succo di limone,
  • sale,
  • pepe (verde).

Come fare:

sbucciare i topinambur (per evitare la bitorzolutaggine io li elimino e pelo agevolmente i topinambur col pelapatate, i bitorzoli che rimangono li scotto, li sbuccio con facilità e sono pronti per altre preparazioni), lavarli velocemente, asciugarli e tagliarli sottilmente con la mandolina.

Per non farli annerire metto subito il succo di limone.

In un padellino sciogliere i filetti d’acciuga in 2 cucchiai d’olio assieme ad uno spicchio d’aglio vestito/schiacciato e quando le acciughe saranno diventate poltiglia toglierlo e versare il composto sui topinambur.

In una ciotola schiacciare le uova con la forchetta (io li trito creando un effetto mimosa), lasciarne una parte per decorare ed unire il prezzemolo.

Preparare a parte il condimento con il restante olio, succo di limone (io ho aggiunto poco aceto di mele che mi piace), sale e pepe verde, emulsionare ed unire al composto di uova, solo quando è tutto ben amalgamato condire i topinambur mescolandoli delicatamente.

La ricetta diceva di fare tutto nella ciotola ma si rischia di fare una pappa.


Salmone al forno in crosta di noci di Tiziana…

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Ho pensato, in questo fine settimana, di portare accantoalcamino, le ricette che avevo postato in un altro blog nel periodo in cui ero quasi certa di non riuscire più a ritornare dove sono.

Ho saputo poi che WordPress ha subito un attacco e, giustamente, essendo il mio un blog di tendenza e di fama/e internazionale, è stato colpito assieme ad altri eletti…ah che noia essere famosi :-D

Copio incollo, spudoratamente il post proprio così come lo avevo fatto.

Che il mio adorato accantoalcamino mi manchi molto si sa, almeno chi mi conosce lo sa e Tiziana (la nonna di Blanca) ancor di più perchè ci sentiamo, ci vediamo, beviamo il caffè assieme e lei sa tante verità.

Forse per consolarmi, o per alleggerirmi la vita mi ha mandato questa meravigliosa ricetta con foto..quindi? Quindi io devo solo fare “copia-incolla”, firmare la foto e postare…così si fa Tiziana, cena pagata dalla Rosy (a proposito quando avrai la macchina completa di “batteria” mandami una bella foto che la “bannerizzo” :-D

Ovviamente un pochino devo fare anch’io, dal momento che non elenca gli ingredienti e chi legge è abituato troppo bene a trovare tutto pronto :-D

Ingredienti per due piccioncini innamorati:

  • 2 tranci di salmone fresco,
  • aneto fresco (tritato) o se non lo trovate usate quello secco,
  • olio evo (extravergine di oliva),
  • succo di limone,
  • farina di riso,
  • noci tritate grossolanamente.
  • 2 teglie meravigliose e possibilmente uguali.

Come fare:

preriscaldare il forno a 300° C. (così ha fatto Tiziana, se voi preferite cuocere meno il salmone e conoscete il vostro forno riducete pure la temperatura).

Lavare e asciugare il trancio di salmone fresco e, con un coltellino affilato, fare dei tagli obliqui ed inserire l’aneto.

Salare e infarinare il trancio , deporlo con la parte della pelle  in una pirofila da forno, aggiungere un’emulsione d’olio evo e succo di limone, cospargere con noci  tritate grossolanamente.

Coprire con la stagnola per i primi 20 minuti, scoprire e continuare la cottura per altri 10 minuti per gratinare il tutto.

Ed ora vi racconto una storia………

Non ho mai avuto un’orchidea (credo sia della specie Phalaenopsis), l’anno scorso in un supermercato ho visto un carrello pieno di orchidee di tutti i colori, l’offerta era il 2×1.

Mi piacevano tutte e le avrei comperate tutte ma ho dovuto scegliere (come si fa spesso nella vita): quella bianca, pura, candida, piena di fiori era perfetta (adoro i fiori bianchi), l’altra di un verde acido con meno fiori ma aveva tanti boccioli e…chissà, ho pensato, forse quei boccioli  diventeranno fiore prima o poi…e così è stato.

Poi, come succede per le orchidee, i fiori sfioriscono, cadono ed i rami iniziano a seccare, quello è il momento di potarle ed attendere fiduciosi l’anno prossimo.

Io ho potato solo la bianca perchè la acida continuava ad avere i 2 rami pieni di gemme ed io non me la sono sentita di potarla.

Qualche giorno fa, proprio in concomitanza del mio problemino col vecchio blog, mi sono accorta che eppur si muove, si, c’era un bocciolo e le gemme sui rami erano più rigogliose che mai.

Io, come dico spesso, sono una tontolona però queste cose mi emozionano ancora e mi fanno pensare che…….nulla succede per caso..questo bocciolo è un esempio…..mai disperare…. :-)

Buona giornata a voi…


Pane al melograno, zenzero, cannella e menta, un profumatissimo portafortuna.

Finalmente sono riuscita, a casa, a far capire l’importanza della prima colazione, sana abitudine che ho da sempre.

Per me la prima colazione è il momento più intimo della giornata, mi alzo molto presto e spesso preparo i biscotti o il dolce a quell’ora, la casa profuma di buono ed il “suo” risveglio diventa speciale.

Questo come il “pane fichi alloro” non richiedono l’uso di frullini, impastatrici e quant’altro, hanno un procedimento veloce ed accendere il forno prima delle 7 del mattino fa anche risparmiare energia, il che non guasta.

Il lavoro più lungo è sgranare la melagrana, ma il colore è così bello che per me è un piacere.

Ingredienti:
  • 220 g farina 00,
  • 10 g lievito in polvere per dolci,
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio,
  • 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere,
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere,
  • 1 melagrana media,
  • 100 g di zucchero,
  • 60 g di burro fuso,
  • 2 uova grandi,
  • 2 vasetti di yogurt,
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • 1 manciata di foglioline di menta fresca,
  • latte q.b.

Come fare:

imburrare o foderare uno stampo da plum cake e accendere il forno a 190°C.

Sgranare la melagrana e mettere i chicchi in una ciotola assieme alla farina mescolata con il lievito ed il bicarbonato, lo zucchero, lo zenzero e la cannella.

In un’altra ciotola sbattere le uova con il burro fuso ed il succo di limone.

Unire il composto agli ingredienti secchi, mescolare brevemente, il tempo di amalgamare il tutto.

Aggiungere lo yogurt, le foglioline di menta ed il latte necessario a rendere la massa morbida ma non liquida.

Versare nello stampo ed infornare per 35 minuti (prova stecchino!).

Sfornare ed aspettare 10 minuti prima di metterlo a raffreddare su una gratella.

Questo pane andrebbe servito, per il significato che ha il melagrano, le mattine di Natale e Capodanno, servito con  miele d’acacia e burro aromatizzato alla menta.
Questa mattina ho trovato delle bellissime melagrane, sono sola, piove, a Trieste (incontro a parte) in clinica mi hanno un pò “avvilita”, lui torna domani, non mi resta che mettermi d’impegno ed iniziare a “sgranare” così non ci penso :-)
E’ un pane che ho già testato e quindi posso garantire sulla sua bontà e sul suo profumo e, come accade qualche volta “faccio di necessità virtù” e metto le fotografie già fatte…, non avendo “set fotografici” nè lampade professionali ed essendo il mio posticino “allagato” non avrei potuto fare altrimenti. Mi perdonate? :-)

Buon fine settimana a voi tutti :-)


Zuppa speziata di Prugne.

 

Zuppa di prugne

Fino a pochi giorni fa a quest’ora (06 am :-) ) la notte aveva già alzato il sipario lasciando la scena ad un nuovo giorno, oggi il cambio di scena è molto lento, l’autunno, ancora comparsa, non ha imparato bene la parte e maldestramente recita a sprazzi.

Ha accorciato le giornate, ha rinfrescato l’aria, sta guardando negli armadi cosa tenere ancora e cosa riporre, osserva l’uva che, in ritardo,  sta maturando, il mais nei campi aspetta rassegnato che enormi macchinari rumorosi vengano a prenderlo per trasformarlo.

Io amo i cambi di scena, sono stimolanti, arrivano sempre nei momenti di stallo, quando manca qualcosa.

Questa zuppa? Il compromesso, mangiata calda o fredda o freddissima (come ha fatto il mio lui) è un perfetto dessert alternativo.

Ho colto l’occasione per inaugurare i fiori di cannella comperati a Mestre.

  cardamomo mortaio-001

Ingredienti:

  • 500 g di prugne (ho usato quelle dello zio non trattate),
  • 40 g di fruttosio,
  • 2 chiodi di garofano,
  • 5 fiori di cannella (sostituibili con un pezzetto di stecca), i fiori li ho schiacciati nel mortaio.
  • la buccia (solo il giallo) ed il succo di 1/2 limone,
  • 1 bicchiere di vino rosso (ho usato la Bonarda).

Preparazione:

lavare e snocciolare le prugne, metterle in una casseruola assieme a tutti gli ingredienti, coprire a filo con acqua e. mescolando di tanto in tanto far ridurre lo sciroppo e spappolare le prugne.

Passare al setaccio dopo aver eliminato la buccia di limone, i chiodi di garofano (e la stecca di cannella).

Servire calda con dei crostini di pane o fredda con granella di mandorle o nocciole.

 

Buon sabato a tutte/i voi.


Insalatadi Zucchine, Asiago e noci e il test: Siete ottimisti o pessimisti?

Mi piaceva, a proposito di ottimismo, fare un piccolo omaggio a Francesca Schiavone, prima tennista italiana a vincere il Roland Garros ed entrare nella storia!!

(foto presa dal web)

Brava Francesca, complimenti..alla prossima!!!

…….già, è un pò come il “bicchiere mezzo pieno – mezzo vuoto”,  di primo acchito propendete per la prima sequenza o la seconda?

Intanto che ci pensate su io metto la ricettina :-)

Faccio un “quasi” copia/incolla, la ricetta è dell’anno scorso, ma con le zucchine che iniziano a luccicare nell’orto è perfetta anche quest’anno ;-)

Ingredienti:

  • 2 pere Kaiser (ho usato le williams verdi e sode)
  • 150 g. formaggio Asiago,
  • 3 zucchine piccole freschissime,
  • qualche gheriglio di noce,
  • prezzemolo,
  • succo di limone,
  • olio evo,
  • pepe e..sale affumicato (regalo di Sonia)

 

Come fare:

tritare il prezzemolo, tagliare il formaggio, le zucchine ed 1 pera a fiammifero, raccogliere tutto in una ciotola;

preparare il condimento spremendo il limone, unire il sale, pepe, olio, prezzemolo e qualche gheriglio di noce tritato non troppo finemente.

Emulsionare con una frusta.

Condire l’insalata e fare insaporire intanto che tagliate a fettine sottili l’altra pera per la decorazione, regolatevi secondo le dimensioni del vosro piatto, è carino anche fare dei piattini monoporzione.

La vostra insalata è pronta e non aprite al contadino.


Kanten di Fragole e Anguria.

kanten di fragole1-1

Questa ricetta l’ho vista qui , ed è qui che ho scoperto l’alga kanten, o agar agar e me ne sono innamorata.

Le mie varianti sono tra parentesi

fragola zio

Ingredienti:

  • mezzo litro di succo di mela,
  • ½ limone – succo e buccia,
  • 10 o 12 fragole (12),
  • un pizzico di sale integrale,
  • 3 cucchiaini di agar agar in polvere (5 g di barra),
  • 1 cucchiaio di malto di riso (facoltativo), ho usato il fruttosio,
  • una punta di vaniglia in polvere.

Come fare:

mettere  il succo di mela, la barra di kanten, il sale in una pentola d’acciaio, portare ad ebbolizione e bollire per far sciogliere il kanten  mescolando di tanto in tanto per evitare che si attacchi.

Grattugiare il limone e spremerne il succo.

In una terrina di vetro mettere le fragole lavate e tagliate a pezzetti, il succo e la buccia del limone, la vaniglia, il fruttosio.

Appena l’agara agar sarà sciolto versare il succo di mela bollente sulle fragole.

Lasciare raffreddare per un paio d’ore.

Una volta che si sarà formata la gelatina frullare e mettere in fresco in uno o più contenitori alimentari.

Ha la consistenza di una mousse, quindi se volete sformarlo dovete aumentare la dose di agar agar.

Questa scoperta mi è tornata utilissima l’altra estate quando ho aperto un’anguria ed ho scoperto che era troppo matura, perfetta per me ma immangiabile per lui.

Kanten anguria cucchiaino-001

Di buttare nell’umido kili di anguria proprio non mi andava giù!!

In questo caso ho sostituito il succo di mela con il succo di anguria che ho ricavato setacciando la polpa in un colino, dopo aver eliminato i semi.

Per non buttare nulla ho messo in frigorifero il succo avanzato  con poco succo di limone, con altro succo ho formato dei ghiacciolini.

succo d'anguria e ghiacciolo-001

Altre varianti con il latte di soia, qui  però volevo una consistenza che mi permettesse di sformare, l’ho ottenuta aumentando la grammatura dell’agar agar a 7 g.

Per lo stampo da budino ho messo in fusione nel latte di soia  il macis (l’involucro della noce moscata),

Per quello piccolo semini di cardamomo pestati,

L’effetto marmorizzato l’ho ottenuto versando lentamente lo sciroppo d’acero.

Se non mi sono spiegata bene chiedete, a volte da cosa nasce cosa, quindi dosi e grammi mi sono ostici!

 


Sciroppo di fiori di sambuco.

     

Tornando dal solito giro mattutino di commissioni, approfittando che non piove da 3 ore e gentili raffiche di vento hanno asciugato foglie e fiori, prendete la strada dei campi.

Incuranti di indossare gli stivaletti con tacco (neri!) e di esservi appena lisciate i capelli, con aria da furfante vi inoltrate nella macchia.

fiore sambuco1     

Raccogliete 25 bei grappoli di fiori di sambuco, li mettete nel cesto e ve ne tornate a casa dopo esservi pulite le scarpe con le foglie d’erba.

Prendete un bel contenitore capiente adatto agli alimenti, mettete dentro i fiori NON LAVATELI (perdono tutto il polline ed il profumo, tanto vale fare uno sciroppo di zucchero senza fiori ;-) ) versate sopra 4 litri d’acqua, 4 kili di zucchero, spremete 6 limoni (biologici!) e ne tagliate altri 4 a pezzi.

Fate macerare per 48 ore, mescolando di tanto in tanto.

fiori sambuco e limoni a macerare-001       

Trascorso questo tempo chiamate una persona di fiducia che vi tenga il colino e filtrate il tutto.

Aggiungete 100 g di acido citrico (in farmacia), mescolate ancora e, sempre con l’aiuto della persona di fiducia, imbottigliate.

In questi ultimi anni ho ridotto di molto la dose di acido citrico, tenendolo in frigorifero non ha problemi di fermentazione; considerate che, l’acido citrico non è nocivo alla salute, almeno non in queste dosi.

Se poi, come me, amate il cardamomo, pestatene qualche seme ed inseritelo in una bella bottiglia di cristallo, fate riposare, diluite e sorseggiate con voluttà.

Questa è la ricetta che faccio ogni anno, me l’ha data la nonna di una mia amica e me ne sono innamorata.

Ci sono molte versioni , ma io preferisco questa perchè è semplice, non richiede sterilizzazione ed attenzioni particolari, l’unico accorgimento: conservatela in frigorifero, l’ultimo goccetto l’ho bevuto dopo Pasqua ed era ancora buonissimo.

In un lampo di genio il mio aiutante ne ha versato un po’ nel te, mmmmmmmmmmmmm!!!

Buona giornata!!

Mi raccomando, non andate per i campi con i tacchi, specialmente se hanno appena seminato e la terra è soffice ed anche bagnata, l’ho fatto io, ma io sono una mattacchiona.


Cheese cake al limone.

Cheesecake al limone intero1

Da un imbarazzante timor reverenziale per mister cheese cake sono passata ad un approcio quasi sfrontato ed ora spavaldamente mi lancio in esperimenti che mi danno e danno grosse soddisfazioni.

Questo cheese nasce dal matrimonio felice di 2 ricette, ho adoperato uno stampo apribile di 18 cm.

Le dosi indicate per la base sono adatte ad una base di 22 cm., se avanza potete conservarla in frigorifero.

Ingredienti per la base:

  • 100 g di nocciole tostate e macinate,
  • 100 g di biscotti al burro sbriciolati (ho usato 50 g di pangrattato home made),
  • 100 g di cioccolato di copertura scuro tritato,
  • 100 g di burro a temperatura ambiente,
  • 50 g di cioccolato al latte fuso.

Come fare la base:

ho mescolato ed amalgamato bene tutti gli ingredienti,

ho preparato già il piatto di portata dove ho appoggiato il cerchio apribile rivestito di pellicola,

ho formato una base di c.ca 1 cm. compattata e livellata e riposta in frigorifero.

Limone Max1

Ingredienti per il ripieno:

  • 300 g di ricotta di pecora (sostituibile con un formaggio cremoso),
  • 250 g di panna acida,
  • 4 fogli di gelatina,
  • 4 cucchiai di zucchero,
  • 3 cucchiaini di scorza di limone grattugiata (ho aggiunto anche arancia),
  • il succo di un limone grande.

Come fare il ripieno:

mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda, mescolare la ricotta setacciata con la panna acida, unire lo zucchero, il succo, la scorza di limone e la gelatina strizzata e sciolta in poca acqua calda.

Riempire il cerchio, se vi piace la superficie liscia livellatela, io ho creato un moto ondoso con la punta arrotondata di uno stendiburro.

Riporre in frigorifero per 2/3 ore.

Ho decorato il bordo con delle grandi lenti di zucchero trattenute dal solito nastrino di raso.

Ho spolverizzato la superficie con dello zucchero a velo colorato che ho ottenuto mescolando allo zucchero semolato il colorante in gel per alimenti e macinato nel macina caffè.

La colorazione in origine era pallida ma a contatto con l’umidità della crema il giallo si è intensificato.

cheesecake limone fetta-001

Buon primo maggio!!!


Torta di mele melosa, si può dire?

melosa fetta forchetta alta-001

Fai una torta di mele prima che “partano”, dice lui.

Per usarle tutte devo fare quella che, hai detto, non ti piace molto (?) , dice lei.

Basta che ne fai una, o devo fare domanda in carta bollata? dice lui.

Ok capo!! dice lei.

Così in un freddissimo ma assolato pomeriggio di gennaio lei chiama a raccolta le mele e si mette al lavoro.

Mele Granny Smith dello zio

Ingredienti:

  • 1 kilo di mele (io Granny Smith),
  • 100 g di farina 00,
  • 50 g di zucchero di canna (fruttosio),
  • 2 uova,
  • 1/2bustina di lievito in polvere,
  • 1/2 bicchiere di latte (di soia),
  • 1 cucchiaio di succo di limone,
  • la buccia del limone,
  • burro per la teglia, o carta forno.

collage melosa

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Sbucciare le mele con la mandolina, irrorarle con il succo di limone, aggiunge la buccia grattugiata, lo zucchero di canna e mescolare.

In una terrina lavorare i tuorli ed aggiungere, poco per volta, la farina setacciata con il lievito, il latte ed ottenere una pastella morbida.

Unire le mele alla pastella e, dopo aver montato a neve gli albumi aggiungerli al composto, versare tutto nella teglia imburrata da 24 cm.

Infornare per 45/50 minuti.

Farla raffreddare e sfornarla, servirla spolverizzata con zucchero a velo mescolato alla cannella.

melosa fetta1-001

Alla prossima.


Carpaccio di zucchine.

carpaccio di zucchine nuovo-001

Questo carpaccio di zucchine è quanto di più semplice si possa fare per stare in forma e quando il tempo è tiranno.

Nulla di più facile questo antipasto, chiamarla ricetta sarebbe esagerato.

La prima volta che l’ho visto è stato a Stoccarda, anni fa, era il periodo in cui avevo ancora l’orto e appena ritornata a casa l’ho rifatto con le zucchine fresche.

Per farlo servono delle zucchine piccole e sode, si affettano con il pelapatate e si condiscono con una salsina fatta con:

  • menta fresca,
  • pinoli,
  • olio,
  • succo di limone,
  • sale,
  • pepe.

Io l’ho accompagnato ad una ricottina fatta da me, semplicemente facendo bollire il latte passato, (è la Puina, come la chiamava mia madre).  che lo ha reso piatto unico.

carpaccio di zucchine-001

L’idea del canestro mi è sembrata geniale ma l’aveva già fatta Il cavoletto di Bruxelles.


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