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Kaki-age: la parola al silenzio…

Alle elementari avevo una maestra dolcissima, spesso durante le ore di lezione ci dava dei “compiti” e, man mano si accorgeva che qualcuna aveva terminato, passava tra i banchi e ad ognuna faceva un complimento ed una carezza, alla più “brava” come alla più “asina”.

Ecco, Acquaviva l’ho vista così, come una dolcissima maestra consapevole di aver dato un “compito” difficile, ed alla “consegna” dei post è passata da tutte a lasciare una parola d’incoraggiamento.

Io ho apprezzato molto questo e la ringrazio davvero, non è da tutte le “maestre” farlo.

Ho cercato di fare il “compito” al meglio, lasciando per un’altra volta il “progetto” che non era realizzabile adoperando gli anelli di moscardino.

Ormai lo so, quando non avrò voglia di “parlare” prenderò uovo, acqua e farina e mi lascerò andare e con gesti lenti preparerò la pastella e mi prenderò tutto il tempo per pensare, come ho fatto questa volta.

Per l’ esecuzione a regolad’arte del kaki-age vi rimando al post di Acquaviva del quale riporterò mano mano qualche passo.

Ho modificato la salsa per la difficoltà a reperire gli ingredienti ed anche per rendere questa preparazione gradevole anche a chi, è risaputo, non ama i cambiamenti e rispetto troppo il cibo per sprecarlo.

Ingredienti per  il “mio” kaki-age:

  • moscardini freschi,
  • friggitelli,
  • cipolla di Tropea,
  • peperone rosso,
  • semi di sesamo,
  • fettine di zenzero in agrodolce,
  • 1 lt. di olio di arachidi, profumato con 1 cucchiaino di olio di sesamo per friggere.

Per la pastella (koromo) (dal blog di Acquaviva):

  • 125 gr. di farina 00 a basso contenuto di glutine (hakurikiko)+ qualche cucchiaio per infarinare,
  • 200 ml. c.ca di acqua ghiacciatissima (ideale è lasciarla in frigo con qualche cubetto di ghiaccio fino a che si è sciolto),
  • 1 tuorlo d’uovo.

Per la salsa a modo mio:

  • 1 cucchiaio di salsa di soia,
  • 1 cucchiaino di Tahini chiaro,
  • 1/2 cucchiaio di aceto di zenzero.

Per il sale aromatico (go mijio matcha):

  • 1 cucchiaio di sale marino in fiocchi,
  • 1/2 cucchiaino di tè verde matcha in polvere.

Come fare la pastella (dal blog di Acquaviva):

per la pastella di solito si usa acqua in quantità doppia della farina, ma il segreto sta nel setacciare un paio di volte con cura la farina e

versarla in un contenitore trasparente, quindi disporre il tuorlo in un uguale recipiente e versarvi sopra tanta acqua ghiacciata quanta

ne serve per raggiungere lo stesso livello della farina.

La vera dose dell’acqua dipende dalla dimensione del tuorlo.

Per la pastella di solito si usa acqua in quantità doppia della farina, ma il segreto sta nel setacciare un paio di volte con cura la farina e versarla in un contenitore trasparente, quindi disporre il tuorlo in un uguale recipiente e versarvi sopra tanta acqua ghiacciata quanta ne serve per raggiungere lo stesso livello della farina. La vera dose dell’acqua dipende dalla dimensione del tuorlo.

Attenzione: gli eventuali cubetti di ghiaccio vanno levati dall’acqua prima di usarla perché non devono entrare in contatto con l’uovo.

Sbattere l’uovo con l’acqua (usando un paio di bacchette di bambù) e quando è ben amalgamato unirvi  in un solo colpo la farina setacciata.

Mescolare lentamente e per poco tempo, per evitare che la pastella diventi collosa, non importa se restano dei grumi. Una scuola vuole la pastella usata subito, l’altra fatta riposare da un minimo di un’ora fino a 24 ore (Io l’ ho fatta riposare 2 ore).

Una parte degli ingredienti li ho tagliati ad anelli che ho infilato in uno spiedino, il resto degli ingredienti li ho tagliati a pezzi piccoli (mijingiri), li , mescolati al sesamo, infarinati leggermente per asciugarli ed immersi nella pastella.

Ho fritto ad immersione nell’olio a 170°C. (ho usato il termometro); vi consiglio di leggere da Acquaviva anche le indicazioni per una frittura perfetta.

Ho composto il piatto così, ai lati del contenitore ci sono fettine di zenzero sotto aceto.

 


Ferni alla Lavanda.

Questo bicchiere l’avevo pensato tempo fa, quando nei blog imperversavano lavanda e the matcha, avevo speso una piccola fortuna per comperare qualche grammo di quest’ultimo per cui lo vedrete qui e nella coppa al torrone e yogurt, con il resto mi sono tolta un pò di ruggine facendomi il the (è antiossidante).

L’idea nasce da una crema al cardamomo, il Ferni che avevo visto fare da Laura Rovaioli su sky quando ancora non avevo internet e tantomeno il blog.

Ricordo che impazzii per trovare il cardamomo, girai tutti i negozietti etnici adiacenti alla stazione ed i negozianti mi guardavano come fossi arrivata dalla luna: cardamomo? “No conosco”… mannaggia se non lo conosci tu finchè, girando gli occhi ho visto un piccolo espositore con minuscole bustine con qualche bacca di cardamomo.

Ecco, dissi, questo è il c a r d a m o m o…gli ho risparmiato lo spelling.

E così, iniziò il mio menage a troi: io, Ello e il Cardamomo.

Ello per anni non sopportò la sua presenza ed io gestii la mia relazione con discrezione e garbo finchè glielo propinai nello stufato di pollo e se lo gustò voluttuosamente, ora viviamo tutti 3 felici e contenti.

Di seguito vi indicherò  la mia variante e tra parentesi la ricetta del Ferni che consiglio vivamente alle amanti del cardamomo:

Ingredienti:

  • 750 cl di latte di soia (latte intero),
  • 150 g. di fruttosio (250 g. di zucchero semolato),
  • 50 g. di amido di mais “maizena”,
  • fiori essicati di lavanda,
  • 1/2 cucchiaino di the matcha,
  • (acqua di rose),
  • (polvere di cardamomo).

Come fare:

prelevare dalla quantità di latte una piccola parte per stemperare la maizena , il resto portarlo ad ebollizione,  appena il latte inizierà a scaldarsi aggiungere il fruttosio (zucchero), farlo sciogliere e spegnere (prelevare una parte per sciogliere il the matcha),  unire i fiori di lavanda, lasciar macerare per c.ca 30 minuti, filtrare e rimettere al fuoco.

Aggiungere la maizena stemperata nel latte e, mescolando continuamente, raggiungere la densità desiderata.

Versare il composto,filtrandolo, nel contenitore scelto e versare il latte col the, creando un effetto marmorizzato.

Per il ferni:

portare ad ebollizione il latte, quando sarà tiepido unire lo zucchero, farlo sciogliere ed incorporare la maizena, far addensare, mescolando e fuori dal fuoco unire il cardamomo.

Versare, filtrando in una coppa e guarnire con filetti di mandorle o pistacchio.


Crema allo yogurt e torrone.

Stamattina ho iniziato la lavorazione della colomba, speriamo bene!! Ho un fine settimana “operoso”, quindi dovrò trascurare il mio blogghino per dedicarmi all’altra mia “creatura”: il lievito madre (lo so non ne potete più!! :-D )

E’ così arzillo che non ne vuole sapere di starsene tranquillo nei contenitori e spinge da tutte le parti finchè riesce a far capolino e passeggiare indisturbato per il frigorifero…..questo fino a stamattina, ora lo “sistemo” io!!

Vi farò sapere chi ha vinto, anche se so già il verdetto, spero che la sua “vanità” lo induca a far lievitare le mie colombe ed a farmi fare una  bella figura con gli ospiti.

Oggi “rispolvero” questa crema, fatta tempo fa per utilizzare del torrone ed anche un pizzico del preziosissimo  the matcha.

Scrivo gli ingredienti per 6 persone, io ne  ho fatta la  metà …meglio prevenire che combattere ;-)

Ingredienti per 6 persone:

  • 500 g di panna fresca,
  • 100 g di yogurt greco,
  • 50 g di zucchero,
  • 2 tuorli,
  • 100 g di torrone bianco,
  • 2 g di gelatina in fogli.

Preparazione:

mettere i fogli di gelatina in ammollo nell’acqua fredda,

montare leggermente 400 g di panna,

in un’ altra terrina montare con la frusta elettrica i tuorli con lo zucchero e lo yogurt.

Sbriciolare e tritare il torrone.

Riscaldare i 100 g di panna rimasti senza farle raggiungere il bollore e sciogliere dentro il torrone,

far ridurre la temperatura del composto ed unire la gelatina scolata e strizzata.

Unire i 2 composti e meslolare energicamente con una frusta.

Incorporare delicatamente la panna montata e versate nei bicchieri o coppe che desiderate.

Riporre in frigorifero per 2 ore.

Decorare a piacere, io ho usato le bucce di lime, granella di nocciole e del torrone tritato.

Per l’effetto marmorizzato  ho sciolto una puntina di the matcha in un po’ di panna e l’ho versata a filo nella coppa.