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Crostata di riso profumata alla rosa, per tutte le Mamme, quelle con la Emme Maiuscola.

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Già, quelle con la emme maiuscola; ho già parlato e raccontato molto, forse troppo della mia storia, della mia infanzia quasi negata, di mia madre, di mio padre e chi mi legge conosce già i miei pensieri.

Con me il detto: la mamma è sempre la mamma non funziona, la mamma è quella che ti riscalda la vita ed è a quelle madri che dedico questa crostata.

L’avevo preparata anni fa, ero ancora principiante ma l’entusiasmo sempre lo stesso di oggi e le foto che ne ho conservato sono solo quelle che vedete.

A suo tempo avevo notato dei difetti che, fortunatamente, riguardavano soltanto l’estetica; avevo avuto difficoltà nello sformarla ed ho dovuto un pò aggiustarla, forse per lo stampo in silicone, o fose perchè non era ancora completamente raffreddata.

Oggi, questa crostata ve la ripropongo riveduta e corretta, se dovessi rifarla adopererei una semplice pasta frolla o una brisè dolce.

Ingredienti per la pasta sucrèe (alternativa alla frolla):

  • 300 g. farina 00,
  • 100 g. di zucchero (ne andrebbero 150 g.),
  • 150 g. di burro morbido,
  • 6 tuorli (leggermente sbattuti),
  • 1 pizzico di sale.

Come fare la pasta sucrè:

setacciare farina e sale sulla spianatoia, creare la fontana, inserire lo zucchero, il burro , i tuorli.

Dopo aver amalgamato questi ingredienti, incorporare un po’ alla volta la farina e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e setoso, avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero per un’ora.

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Ingredienti per il ripieno:

  • 750 ml. di latte,
  • 180 g di riso comune per dolci ( a chicco rotondo),
  • 50 g. di zucchero,
  • 100 g. di ciliege candite spezzettate,
  • 2 cucchiai di acqua di rose,
  • 6 albumi montati a neve (quelli avanzati dalla pasta),
  • 1 puntina di stecchino di colorante rosso per dolci o succo concentrato di barbabietola se non adoperate i coloranti.

Come fare:

accendere il forno (non ventilato) a 190° C.

Mettere latte, riso e sale in una casseruola e portare a bollore,  sobbollire per c.ca 20 minuti o finchè  il riso avrà assorbito il latte.

Versarlo in una terrina, aggiungere lo zucchero, mescolare e far raffreddare.

Unire al composto di riso raffreddato le amarene spezzettate, l’acqua di rose ed il colorante, mescolare bene ed incorporare delicatamente gli albumi.

Stendere la pasta e foderare lo stampo, riempirlo con il composto, decorare a piacere con la pasta avanzata ed infornare per 40 minuti.

Sformare la crostata quando è ben raffreddata.

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Auguri Mamme


Torta salata agli asparagi, semplice e versatile, senza limiti.

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Ho deciso di scorporare le ricette doppie dai post e, dal momento che gli asparagi sono di stagione, inizio da questa torta salata, versatile perchè può diventare senza glutine sostituendo la sfoglia (ce ne sono in commercio di affidabili e buone), sostituendo panna e burro (quest’ultimo si può omettere) con quelli di soia o di riso diventa perfetta per gli intolleranti al lattosio.

Ma non dico nulla di nuovo, si sa che le torte salate sono le amiche di chi sa cucinare, di chi non lo sa, di chi ha tempo e di chi non ne ha, insomma,  un fazzoletto di pasta sfoglia può accogliere un mondo.

Torta salata asparagi sfornata-001

Ingredienti per una tortiera apribile da 24 cm.:

  • una confezione di pasta sfoglia pronta o fatta da voi,
  • asparagi a scelta, verdi, bianchi o misti,
  • 2 uova,
  • 150 di panna,
  • prosciutto cotto a piacere, (in un’altra ho usato soltanto taleggio),
  • una noce di burro,
  • sale,
  • pepe verde.

collage torta salata asparagi-001

Come fare:

eliminare la parte coriacea degli asparagi, mettere da parte le punte e tagliare i gambi a pezzi non troppo piccoli che cuoceremo a vapore lasciandoli al dente.

Sciogliere il burro in una padella e far insaporire gli asparagi, salare, pepare e toglierli dal fuoco.

Nella terrina sbattere leggermente con la forchetta le uova con la panna, il sale ed il pepe.

Stendere la sfoglia nella teglia, bucherellare il fondo (senza andare oltre), disporre gli asparagi mescolati al prosciutto cotto, distribuire il composto di uova, ripiegare la pasta e decorare con le punte di asparago.

Infornare a 200°C. per 35/40 minuti fino a doratura.

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Buon maggio a tutti.


Torta di nocciole all’arancia,senza glutine, per A.

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Credo che ci siano ancora poche persone che pensano che senza glutine equivale a senza profumi e senza sapori.

A me è stato particolarmente utile ed istruttivo partecipare alle Rifatte senza glutine  (il link rimanda al blog di Vale e da lì troverete tutte le informazioni inerenti alla celiachia ed il regolamento per partecipare una volta al mese all’iniziativa).

Questa torta l’ho trovata su un volume dei Buonissimi, li conoscerete certamente, io li consulto spesso e tutte le ricette che ho provato sono riuscite perfettamente, diciamo che sono AFFIDABILI proprio come il blog che cito.

Ingredienti per una teglia apribile di 24 cm.:

  • 300 g. di nocciole tostate,
  • 3 arance grandi, succo e scorza (il succo di una per la glassa di copetura)*,
  • 150 g. di zucchero,
  • 6 uova,
  • zucchero a velo per la glassa di copertura (ottenuto macinando lo zucchero nel macinino da caffè)*,
  • nocciole intere per la decorazione.

collage torta nocciole arancia-001

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

Tritare le nocciole, prelevarne una parte prima di ridurle a farina ( daranno croccantezza alla torta).

Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e soffice ed aggiungere, poca alla volta, la farina di nocciole, il succo e la scorza d’arancia.

Montare a neve ferma gli albumi ed unirli delicatamente al composto e versarlo in una teglia imburrata.

Infornare per 40 minuti.

Sfornare la torta, farla intiepidire e nel frattempo preparare la glassa di copertura.

Come fare la glassa all’arancia:

la ricetta prevedeva semplice zucchero a velo aromatizzato a piacere con  un pò di cannella io, avendo ridotto lo zucchero all’interno della torta, ho fatto una glassa, semplicemente sciogliendo lo zucchero a velo nel succo d’arancia caldo  ed unendo la granella di nocciole.

Ho fatto ad occhio, senza pesare nulla ma nel web troverete dosi, tempi e modi.

torta nocciole arancia interno1-001

Buon fine settimana.


Torta alla spremuta d’arancia di Elga nell’ Aprile delle indecisioni.

Torta spremuta arancia di Elga-001

Se dovessi scegliere un aggettivo per questo Aprile, sceglierei: Indeciso, neanche lui sa più cosa fare, a volte, con una raffica di vento gelido, ci riporta nell’inverno, poi ci avvolge nel caldo abbraccio di un raggio di sole e ci porta a vedere i prati coperti di nontiscordardi me, tarassaco, viole, primule e ci dà l’ illusione della primavera, poi scarica dal cielo secchiate d’acqua e ci riporta nell’autunno più malinconico…

Ma non è solo lui l’ indeciso, c’e anche il governo, neanche il governo sa cosa fare e dove andare.

Sapete che non amo scrivere di politica perchè sono ignorante in materia ma da cittadina semplice mi accorgo di vivere in un Italia lasciata al suo destino.

Ma abbiamo i saggi… e sorrido,  pensando a Crozza quando, imitando il nostro presidente in vestaglia, ha letto una saggia proposta (finta ovvio): in estate bevete molta acqua e mangiate molta frutta e verdura… e meno male dai che ci sono i saggi, e le sagge? Le sagge sono arrabbiate.

E mentre succede tutto questo in Italia le persone muoiono, in tanti modi ma quella che mi fa più paura è la morte interiore, la voglia di lasciarsi andare, e qui mi fermo e parlo della mia indecisione.

Apro? Non apro? Chiudo? Apro, chiudo? Diciamo che lascio socchiuso, se ci fosse ancora la mia dolce Maria, mi direbbe: questo silenzio è assordante, è vero, non credo che esista nulla di più eloquente del silenzio stesso.

Eloquente perchè il silenzio è chiacchierone , dà infinite possibilità di interpretazione: nei silenzi ognuno di noi può leggervi ciò che vuole, la propria storia, le proprie idee, i propri pensieri, la propria voglia di stare in silenzio.

Il silenzio degli altri lo si può usare per dire le nostre cose,  sempre pensate e mai dette, lo si può usare per muovere dei rimproveri, trovo che il silenzio sia un grande mezzo di comunicazione.

Mannaggia, mi sono accorta che sto nuovamente filosofeggiando, e pensare che sono qui per una ricetta, non mia ma di Elga.

Cosa c’entra una torta con questa premessa, vi chiederete voi? C’entra, c’ entra, ieri un mio amico mi ha detto che nulla succede per caso e questa torta mi ricorda i tempi in cui non avevo il blog, i tempi in cui mi stavo approciando al web.

Ero fresca di corso Word, avevo anche un diploma ma non ne capivo nulla. Cercando una ricetta sono capitata in un forum.

In questo forum erano iscritte anche delle Blogger che, per partecipare a qualche contest o raccolta, avevano dovuto iscriversi al forum senza poi partecipare attivamente al forum essendo impegnate col loro blog.

Mi piaceva Elga e, come succede alle principianti, anch’io avevo il mio esempio da seguire, imitare e così, ogni volta che passava a mettere una ricetta, io correvo a guardare e nel dicembre del 2008 decisi di rifare questa sua torta.

Ricordo ancora lo scervellamento per la decorazione, volevo fare colpo, ero una principiante orgoglioa ed ambiziosa.

Timidamente le scrissi e le mandai la foto, è mancato che gliela  chiedessi indietro con l’autografo.

Cosa c’entra col post, vi continuerete a chiedere, ora ci arrivo:

mesi fa mi ritornò alla mente questa torta e mi venne voglia di rifarla, digitai su Google il nome del blog: Semi di Papavero e mi comparve la scritta: blog rimosso dall’utente, il nome… non è disponibile bla bla.

E pensai: ma perchè? Io non la seguivo regolarmente però la stimavo e mi piaceva andare a curiosare tra le sue foto, le sue ricette, i suoi racconti di vita che, ultimamente, erano sempre meno sereni.

Peccato che abbia eliminato il blog, pensai, è davvero un peccato e poi pensai di digitare il titolo della torta e la trovai, su un aggregatore e lo benedii.

Spesso mi sono lamentata degli aggregatori, ritenendoli un pò sciacalli ma mi sono ricreduta, e pensate che è soltanto merito di un aggregatore se oggi posso recuperare i miei post andati perduti (si, Paolo, ho tentato anche di salvare il blog ma mi sono ritrovata con dei geroglifici incomprensibili…)

Ci sarà qualcuno al mondo che, ho pensato, avendo voglia di fare una mia ricetta viene qui, la cerca, la stampa e la provi?

Ci sarà tra il mio pubblico anche chi viene per leggere le ricette, prendere spunti e idee?

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Torta alla spremuta di arancia

Ingredienti per l’impasto:

  • 230 gr di farina,
  • 230 gr di zucchero,
  • 230 gr di burro,
  • succo di 1 arancia non trattate,
  • 4 uova,
  • 2 bustine di lievito,
  • sale.

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C.

montare lo zucchero con le uova finchè non diventano gonfie e chiare, unire il burro sciolto precedentemente a bagnomaria, la farina setacciata a cucchiaiate e il sale.

Sciogliere il lievito nel succo d’arancia e, quando al reazione chimica sarà terminata, aggiungerlo all’impasto.

Versare in una teglia imburrata e infarinata e cuocere per 30 minuti.

Ingredienti per la glassa all’arancia:

  • succo d’arancia,
  • zucchero a velo,
  • acqua,
  • buccia d’arancia (io l’ho rigata col rigalimoni) .

Ingredienti per la glassa la cioccolato (mia decorazione):

  • cioccolato fondente,
  • buccia d’arancia rigata col rigalimoni.

Come fare la glassa all’arancia:

sciogliere lo zucchero a velo con il succo d’arancia sul fuoco, quando si sarà ridotto, versarlo sulla torta raffreddata.

Come fare la glassa al cioccolato:

ai tempi di questa torta non avevo esperienza ed ho semplicemente sciolto il cioccolato a bagnomaria, aggiungendo, alla fine, i filini di scorza d’arancia.

Concludo con un pò di musica, cosa c’è di meglio per rompere il silenzio?


Blinis alla zucca, farina di ceci e ricotta

Rifatte Senza Glutine: Blinis alla zucca, farina di ceci e ricotta di Oxana.

É la prima volta che faccio i blinis e mi domando ancora: ma cosa stavo aspettando? Dunque i miei blinis non sono rifatti ma, semplicemente fatti.

Nessuna variante (almeno non in questo post ) ma mi si è aperto un mondo, li conosco da sempre e spesso con Oxana ne avevamo parlato ed è con grande entusiasmo che ieri, appena uscito ello, come se fossi fata Smemorina ho preso la bacchetta magica e mi sono messa al lavoro.

Sono volata da Oxana, ho stampato la sua ricetta  (il blog è rimosso) ed eccola qui, non ho modificato nulla, ho fatto metà dose, ho adoperato la ricotta di kefir (i grani di Kefir sono proprio un suo regalo).

Ingredienti per metà dose:

  • 75 gr di purea di zucca che avevo in congelatore,
  • 30 gr di ricotta di kefir,
  • 85 gr circa di farina di ceci,
  • 1 uovo,
  • 50 ml di acqua frizzante,
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato,
  • 1 puntina di cucchiaino da caffè di lievito (come da prontuario),
  • olio di semi (di mais),
  • panna acida per servire,
  • miele di grano saraceno per servire.

Rifatte Senza Glutine: Blinis alla zucca, farina di ceci e ricotta di Oxana.

Come ho “ri”fatto:

ho omesso la prima parte riguardante il procedimento per cuocere la zucca (lo trovate da lei).

La sera ho tolto dal congelatore la polpa di zucca e la mattina dopo l’ho messa in un colino per farle perdere il liquido, l’ho frullata e, in una terrina, ho lavorato la ricotta con le uova, la purea di zucca e lo zucchero fino ad ottenere una crema omogenea.

Ho setacciato la farina assieme al lievito e l’ho aggiunta un pò alla volta al composto di zucca e ricotta.

Ho mescolato bene ed ho aggiunto l’acqua frizzante (non avevo idea di come dovesse essere la giusta consistenza e ho fatto un pò ad occhio, la mia pastella era abbastanza densa), ho fatto riposare per circa 30 minuti.

Ho scaldato una padella di ghisa, l’ho unta con l’olio di semi togliendo l’eccesso con carta assorbente e, aiutandomi con un cucchiaio, ho versato un po’ d’impasto formando un disco.

Ho cotto i blinis a fuoco medio qualche minuto per lato,  il tempo di farli colorire.

Li ho serviti (a me medesima) con panna acida e miele di Grano Saraceno (anche quello dono di Oxana) che, essendo denso, ho fatto sciogliere a fuoco dolce.

Rifatte Senza Glutine: Blinis alla zucca, farina di ceci e ricotta di Oxana.

Qui finisce la parte tecnica del post ed inizia la parte “storica”: dovete sapere che, prima di mettermi a cucinare sono andata a leggermi ancora una volta il post di zonzolina bella.

Sapendo che avrei dovuto fare la ricetta di una super fotografa che ultimamente ha arricchito il suo kit fotografico con uno strano obbiettivo stortignaccolo per effetti speciali e altri ammennicoli vari, non volevo sfigurare.

Zonzolina bella nel suo post da dei consigli diciamo…. Casalinghi ?

Così, dopo aver messo il tavolo di fronte alla porta finestra, tirato giù la tenda (Ikea) per avere una luce soffusa ( mai la luce direttamente sul piatto ), aver ricoperto il paravento col copridivano bianco, aver apparecchiato con una tovaglia color ghiaccio mi sono vestita anch’io di bianco, tanto che sembravo il grande Gatsb.

Era tutto pronto, set, blinis, voglia di assaggiare, la mia macchinina scalpitava per immortalare tutto quel bendiddio :

Per evitare le foto mosse zonzolina consiglia di trattenere il respiro, così ho fatto una breve ma intensa iperventilazione, ho inspirato e, non avendo il cavalletto, ho appoggiato al tavolo i gomiti ben saldi e… Mancava davvero pochissimo quando… Quando Perla ha sentito l’irrefrenabile desiderio di dimostrarmi il suo affetto con una capocciata sul polpaccio ed ho dovuto iniziare tutto daccap.

Rifatte Senza Glutine: Blinis alla zucca, farina di ceci e ricotta di Oxana.

Alla fine, dopo essere corsa su e giù dallo studio per scaricare le foto un’infinità di volte, ho preso una decisione.

Ancora vestita da Grande Gatsby, mi sono seduta, ho fatto un minuto di raccoglimento, ho espresso un desiderio ed ho mangiato tutto quello che vedete nella foto precedente.

Rifatte Senza Glutine: Blinis alla zucca, farina di ceci e ricotta di Oxana.

E la dieta? La dieta, come il paradiso, può attendere…


Tortine con Manioca e Mango (e Cocco) di Sigrid.

Tortine con Manioca e Mango di Sigrid (e Cocco) per WHB # 360

In questi giorni di pioggia e uggia sto facendo un pò di pulizia nelle cartelle delle foto e così ho trovato un sacco di ricette nuove per questo blog, quella che presento oggi non l’avevo mai pubblicata, le foto sono datate 23/10/2009 e sono come sono…

Quante volte ci è capitato di vedere sul banco dei supermercati queste radicione e di chiederci: come si usano, come si cucinano?

Tantissimi anni fa le comperai dopo che la commessa mi disse: sono come le patate e feci degli gnocchi con il goulash (quello col guanciale che trovate nel blog), buonissimi, li ricordo ancora.

Nel 2009 volli replicare ma con qualcosa di diverso ed è così che capitai nel blog di Sigrid e vidi questa ricetta, me ne innamorai e la feci.

L’unica variante che ho fatto è stata l’aggiunta del cocco, ma soltanto perchè, sovrappensiero, ho messo nell’impasto tutti 2 i mango, mentre uno andava per la decorazione, infatti i miei tortini risultano più alti e cicciottelli.

Ho inserito ingredienti e procedimento come dal suo blog.

Tortine con Manioca e Mango di Sigrid (e Cocco) per WHB # 360

Ingredienti:

  • 1 k. manioca grattugiata,
  • 300 g. di zucchero,
  • 250 g. di burro,
  • 4 uova,
  • 2 mango,
  • 5 cl. di rum (omesso),
  • farina di cocco q.b. per ottenere la giusta consistenza (se, come me, mettete i 2 mango).

Tortine con Manioca e Mango di Sigrid (e Cocco) per WHB # 360

Come fare:

lavare e sbucciare le manioche, grattuggiarne la polpa con una grattuggia tipo da parmigiano.

Sbucciare i mango e tagliarne uno (1) a dadini piccolissimi, l’altro, tagliato a fettine, servirà alla decorazione.

Mettere la polpa di manioca in una ciotola piena d’acqua e lasciarla a bagno per 20 minuti, sciacquare, strizzare bene la polpa e rimetterla un’altra volta a bagno per 2o minuti (stare attenti a buttare tutto il deposito bianco che si sarà creato nel fondo della ciotola).

Tortine con Manioca e Mango di Sigrid (e Cocco) per WHB # 360

Aggiungere il burro fuso, le uova, i dadini di mango, lo zucchero e il rum (se volete fare come me aggiungete la farina di cocco), mescolare bene il tutto e versare questo composto in piccole teglie da muffin (meglio se di silicone) e cuocere a 150° C. per circa 40 minuti, finché le tortine saranno belle dorate.

Lasciar raffreddare, spolverare con dello zucchero a velo e decorare con le fettine di mango rimaste prima di servire. (Grazie Sigrid)

Tortine con Manioca e Mango di Sigrid (e Cocco) per WHB # 360

Un pò di informazioni sulla manioca e di sicuro vi verrà voglia, la prossima volta che vedrete al mercato queste radicione, di comperarle e cucinarle.

Informazioni da questo Sito.

Tortine con Manioca e Mango di Sigrid (e Cocco) per WHB # 360

La manioca (Manihot esculenta Crantz), anche nota come cassava/casava o yuca/yucca, è una pianta della famiglia delle Euphorbiaceae originaria del Sudamerica e dell’Africa subsahariana.

Ha una radice a tubero commestibile, e per questo motivo è coltivata in gran parte delle regioni tropicali e subtropicali del mondo.

La radice di manioca è in effetti la terza più importante fonte di carboidrati nell’alimentazione umana mondiale nei Paesi tropicali, assieme all’igname e all’albero del pane, ed è una delle principali fonti di cibo per molte popolazioni africane.

La radice viene preparata e cucinata in moltissimi diversi modi; tra l’altro, se ne ricava una fecola nota come tapioca.

Tutte le varietà moderne di Manioca esculenta sono prodotto dell’addomesticamento e della selezione artificiale da parte dell’uomo.

La radica di manioca è lunga e si assottiglia a una estremità, come una carota; contiene una polpa dura, bianca o giallastra, racchiusa in una scorza spessa pochi millimetri, ruvida e marrone.

Le varietà di manioca coltivate per la commercializzazione possono essere lunghe fino a 80 cm, con un diametro di circa 5 centimetri e un cordone legnoso corre lungo l’asse del tubero.

La manioca viene raccolta a mano, sollevando la parte inferiore del gambo e tirando per estrarre la radice del terreno.

Dopo aver rimosso la radice, i gambi vengono tagliati in pezzi e ripiantati nel terreno prima della stagione umida.

Si ritiene che la manioca moderna derivi dalla sottospecie flabellifolia, proveniente dal Brasile centro-occidentale.

In quest’area la manioca viene coltivata probabilmente da non meno di 10.000 anni.

Il ritrovamento di polline nel sito archeologico di San Andrés dimostra la presenza della manioca nel Golfo del Messico 6.600 anni fa.

La più antica prova certa di coltivazione della manioca è stata trovata nel sito Maya di Joya de Ceren, in Salvador, e risale a 1.400 anni fa.

Merito delle sue proprietà nutrizionali, la manioca divenne una delle coltivazioni principali di diverse popolazioni dell’America Centrale e del Sudamerica settentrionale.

L’importanza della yuca (manioca) presso questi popoli è testimoniata dalle numerose rappresentazioni artistiche di questa pianta nell’arte precolombiana.

I colonizzatori spagnoli e portoghesi nelle Americhe mantennero la produzione di manioca nei territori conquistati. Oggi la produzione di manioca è largamente diffusa, ed uno dei principali produttori mondiali è la Nigeria.


Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire.

Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350

Ci sono ortaggi che, non facendo parte della nostra tradizione, vengono spesso trascurati, vedi il topinambour che per fortuna sta entrando nelle nostre cucine, ed il Cavolo Rapa.

Lo chef Carmelo Chiaramonte (che mi piace assai) non approverebbe, lo so, perchè quando  su Sky gli domandano: prodotto detestato, lui, senza esitare risponde: il Cavolo Rapa… Vabbè nessuno è perfetto

Il Cavolo Rapa è un tipino originale, dalla forma stravagante ed il sapore che ricorda la rapa, appunto.

Il sapore della rapa si percepisce ed è certamente la causa dell’impopolarità di questo bellissimo ortaggio.

In Austria, passeggiando,  essendo il cavolo rapa coltivabile tutto l’anno, è facilissimo vederlo  negli orti di casa:

Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350

Orto Austria con cavolo rapa viola

Le qualità  e proprietà organolettiche le trovate nel pdf cavolo rapa, oggi, dato che la ricetta è semplicissima e vista la tendenza a volersi ricavare uno spazio per l’orto, scriverò qualcosa su come poterlo coltivare da soli, magari in un’aiuola.

Caratteristica fondamentale di questo ortaggio è quella di evidenziare un ingrossamento anche molto accentuato del fusto o torso (asse epicotile) di forma sferica più o meno regolare in corrispondenza della zona del colletto.

Questa palla globosa di colore verde o violetto più o meno intenso, sulla quale si inseriscono foglie non molto sviluppate in lunghezza ed in numero limitato, rappresenta la parte commestibile.

Il Cavolo Rapa predelige il clima temperato ma in “Famiglia” (Cruciferae) è quello che resiste meglio al freddo.

Non ha preferenze di terreno, l’importante che sia fresco e ben drenato, non ama i ristagni d’acqua.

Si può coltivare tutto l’anno, sia in semenzaio che in campo, nei periodi più freddi è consigliato un riparo ed un terreno “caldo”.

Il seme germoglia in 6/7 giorni, quando ha 2/3 foglie si trapianta facendo attenzione a non superare il colletto perchè la crescita sarebbe compromessa

Quando saranno spuntate altre 2/3 foglie si può metterle definitivamente a dimora alla distanza di 25/30 cm tra piantina e 30/40 tra le file.

Le irrigazioni o, nel nostro caso “casalingo” annaffiature, devono essere regolari, il terreno deve rimanere umido.

Se passa troppo tempo tra un’annaffiatura e l’altra il Cavolo rapa diventa fibroso e riporta spaccature, in questo caso la commestibilità si riduce a cibo per  bestiame (questo succede nelle grandi produzioni).

Si conservano al fresco, in casse con torba o sabbia umida (come si fa con le patate e funziona perchè non germogliano) oppure avvolgendo i Cavoli Rapa in sacchetti di plastica o film di paraffina e posti in frigorifero a 3/4 °C.

In questo modo si conservano per mesi.

Le Cultivar sono 2:

Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350

Bianco Delicatezza: torsa o tubero di media dimensione, rotondeggiande, verde biancastra, solida, resistente alle spaccature, con fogliame eretto.

Mezzo-precoce, indicato per colture estive-autunnali.

Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350

Di Vienna Violetto: pianta di taglia media con fogliame viola intenso, torsa o tubero rotondeggiante, appiattito, viola.

Precoce, si adatta alla forzatura in serra o sotto tunnel.

Ora la ricetta, come ho scritto, semplicissima, io ho messo la salsiccia affumicata di Sauris, voi potete aggiungere speck, prosciutto cotto affumicato (l’affumicato ci sta benissimo col Cavolo Rapa), fate come vi piace di pù.

Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350

Ingredienti per una tortiera di Ø 24 cm.:

  • 1 base rotonda di pasta sfoglia (io ho adopoperato quella light),
  • 3 cavoli rapa pelati e tagliati a quadretti,
  • 2 scalogni piccoli,
  • 1 salsiccia affumicata di Sauris,
  • 1 cucchiaio di olio evo,
  • 2 uova,
  • 1 dl di latte di soia (o quello che adoperate al solito),
  • 1 cucchiaio abbondante di panna acida,
  • pepe verde macinato,
  • sale,
  • fili di erba cipollina per decorare.

Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350

Come fare:

affettare gli scalogni e rosolarli in olio evo, unire i pezzetti di cavolo rapa e far insaporire, aggiungere la salsiccia spezzettata (questa qualità non la sgrasso perchè, essendo più stagionata è più “magra”), mescolare, se vi piace potete sfumare con poco BUON vino bianco (io lo “fiammo”).

Coprire e continuare la cottura, il cavolo deve rimanere croccante, far raffreddare.

Stendere la sfoglia, bucherellarla, ed inserire il ripieno mescolato alle uova sbattute, la panna acida, il pepe, aggiustare di sale se necessario

Se vi piace potete aggiugere parmigiano grattugiato o ricotta affumicata ma sarebbe undi più.

Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350

Con questa torta salata e con un pò di informazioni sul Cavolo Rapa che o si ama o si odia (spero lo amino più persone possibili perchè tutti i Cavoli fanno bene)

Altre idee col Cavolo Rapa, cliccare sulle foto per le ricette.

Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350 Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350 Torta salata con Cavolo Rapa, un ortaggo da riscoprire per WHB # 350

 


Presnitz: il Dolce di Sissi (Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach)…Sissijina Slaščica…Der Sissi-Kuchen

Non ho fatto un corso accelerato per imparare le lingue ma, ho avuto la fortuna di trovare una rivista che tratta di turismo con le sue varie sfaccettature, itinerari, guide,  ristoranti, eventi, prodotti tipici e quant’altro possa interessare il turista d’oltreconfine che si trovi dalle parti di Trieste tutto corredato da cenni storici, piccoli “segreti”e molte informazioni interessanti.

Ogni articolo è scritto in lingua Italiana,  Lingua Slovena e Lingua Tedesca.

Sono le  lingue che accomunano 3 culture tra loro diverse ma anche molto vicine…

La storia del Presnitz è già nel web ma la voglio scrivere ugualmente perchè questa ricetta l’ho fatta ieri, così com’ è descritta ed è diversa da altre versioni, alla fine questi dolci tipici cambiavano a seconda di chi li preparava e di quello che era a disposizione.

Aggiungendo, togliendo o sostituendo qualche ingrediente si rendeva, alla fine, il prodotto unico e “personale”.

L’avevo fatto soltanto una volta adoperando la solita pasta sfoglia ma questa pasta mi ha incuriosita, è un pò/molto ricca e, credo si possa modificare  per alleggerirla, ma ho voluto farla esattamente com’è scritta, si ridorme col piumone quindi le calorie sono gradite, e poi, io non l’ho mangiato perchè ello l’ha portato dallo zio…comunque al ritorno si è sprecato con i complimenti, “da rifare”  e con questo è detto tutto ;-) ed ora il racconto, ricetta, storia ed abbinamento vini consigliati in tutte le 3 lingue.

All’ inizio dell’ottocento, tutta la città di Trieste si mise in movimento per accogliere l’Imperatrice d’Austria e Ungheria.

Una città in festa, spettacoli, gare e concorsi d’arte, artigianato e gastronomia.

Per l’occasione, una pasticceria del centro, creò un dolce, tipo ciambella con uvetta, pinoli e mandorle che portava la scritta: “se giri il mondo ritorna qui”.

Fu conferito a questo dolce il titolo di “Preis Prinzessin”, ovvero Premio Principessa, i triestini lo chiamarono subito “PRESNITZ” e restò il dolce tipico della città.

Gli ingredienti sono: frutta, noci, nocciole, mandorle, uvetta. pinoli, liquore, avvolti in un sottile strato di sfoglia.

Ingredienti per la pasta:

  • 500 g. farina 00,
  • 250 g. di burro fuso,
  • 90 g. di zucchero,
  • 3 uova,
  • 1/2 bicchiere di rum,
  • 1 pizzico di sale.

Ingredienti per il ripieno:

  • 60 g di zucchero vanigliato,
  • 60 g. di uvetta ammollata in acqua tiepida, asciugata e leggermente infarinata,
  • 60 g. di noci,
  • 60 g. di mandorle,
  • 50 g. di canditi,
  • 30 g. di pinoli,
  • 35 g. di burro fuso.

Preparazione (tra parentesi le mie note personali):

impastare assieme la farina, il burro fuso, lo zucchero, il rum, il sale e, una alla volta, le uova.

(Al secondo uovo avrete la sensazione che possa bastare ma continuando ad impastare verrà assorbito tutto ed accoglierà anche il terzo uovo senza dover aggiungere altra farina.)

Formare la palla, coprirla con un tovagliolo  e farla riposare in un luogo tiepido.

Nel frattempo preparare il ripieno, tritando finemente la frutta secca ed amalgamate tutti gli ingredienti col burro fuso.

Stendere la pasta all’altezza di 1 cm. arrotolarla ed avvolgerla a spirale (consiglio di stenderla su un tovagliolo e renderla ancora più sottile, il tovagliolo vi agevolerà nell’arrotolare il dolce, piegarlo ed appoggiarlo sulla teglia senza che si rompa.)

Spennellare la superficie con uovo sbattuto ed infornare a 180°C. per 1 ora (forno statico)

Nota personale, il mio è un pò troppo “cicciottello”, il Presnitz si distingue dalla Gubana e Putizza sia per la pasta che non ha lievito e per la forma,  molto più sottile, allungata ed arrotolata a spirale…sarà per il prossimo ;-)

Abbinamenti con il vino:

suggerito l’abbinamento con la grappa di prugne o con un Colli Orientali del Friuli Verduzzo di Ramandolo o Verduzzo Spumante amabile, Recioto di Soave, Picolit (Collio Goriziano o Colli Orientali del Friuli).

Cenni storici e geografici:

il Presnitz assomiglia alla GUBANA per il ripieno fatto con uva passa e frutta secca.

É un dolce tradizionale del periodo pasquale, la cui forma a corona richiama quella di spine che cinge il capo di Cristo.

Sissijina Slaščica (Slovenska različica)

Celo mesto Trst se je na začetku devetnajstega stoletja vneto pripravljalo na obisk cesarice Avstrije in Madžarske.

Mesto je praznovalo, vrvelo od prireditev in umetniških, obrtnih kulinaričnih tekmovanj.

Da bi počastila visoki obisk, je neka slaščičarna v središču mesta ustvarila slaščico okrogle oblike z rozinami, pinjolami in mandeljni, na kateri je pisalo: “če bošobkrožil svet, se vrni sem”.

Slaščici so podelili priznanje Preis Prinzessin-Princesina nagrada.

Tržačani so slaščico takoj poimenovali “PRESNITZ” in postala je tipična za mesto.

Sestavine so: sadje, orehi, lešniki, mandeljni, rozine, pinjole, liker, vse skupaj pa je ovito v tanko plast testa.

Sestavine za testo:

  • 500 gramov moke,
  • 250 gramov masla,
  • 90 gramov sladkorja,
  • 3 jajca,
  • pol kozarca ruma,
  • sol.

Sestavine za nadev:

  • 60 gramov vanilijevega sladkorja,
  • 60 gramov rozin, ki smo jih predhodno namočili v mlačni vodi, osušili in rahlo omokali,
  • 60 gramov mandeljni,
  • 60 gramov orehov,
  • 60 gramov lešnikov,
  • 50 gramov kandiranega sadja,
  • 30 gramov pinjol,
  • 35 gramov masla.

Priprava:

zamesimo skupaj moko, stopljeno maslo, sladkor, rum in sol in nazadnje tudi jajca, eno po eno.

Testo naj počiva na toplem, pokrito s platneno krpo.

Medtem združite na drobno narezano sadje s stoplijenim maslom in rozinami ter polijte dobljeno maso na približno centimeter debelo, razvaljano testo.

Zavijte slaščico in jo oblikujte v spiralo,  jo na skrbno namaščenem in pomokanem pecaču položite v na 180°C. stopinj Celzija segreto pečico in pecite približno eno uro.

Še preden Presnitz date v pe pečico, ga lahko namažete s stepenim jajcem.

Seznanjanje vino:

predlagamo slivovko ali vina z vzhodnih Furlanskih gričev, kot so Verduzzo di Ramandolo, Verduzzo Spumante amabile, Recioto di Soave, Picolit – (Goriška brda ali vzhodni Furlanski griči).

Zgodovinski in gografski podatki:

Presnitz je podoben klasični GUBANI, zaradi nadeva iz rozin in suhega sadja, tradicionalno pa je na tržaških mizah okrog Velike noči, kajtinjegova oblila spominja na Kristusovo krono.

Der Sissi-Kuchen (Deutsch Version)

Zu Begin des 19. Jahrunderts setzte sich die gesamte Stadt Triest in Bewegung un die Kaiserin von Österreich und Ungarn zu empfagen.

Eine ganz Stadt in Festlaune, Vorstellungen, Wettewerbe und Kunstbewerbe, Handerwerk und Gastronomie wurden geboten.

Eine Konditorei im Zentrum erfand anlässich diese Besuches einen Kuchen, ähnlich eines Kranzkuchens mit Rosinen, Pinienkernen und Mandeln und der Aufschrift  “Wenn du die Welt umreist, komm hierher zurück”.

Die Triestiner nannten ihn sofort “PRESNITZ” und er ist noch heute der typische Kuchen dieses Stadt.

Die Zutaten sind: Früchte, Nüsse, Mandeln, Rosinen, Pinienkernen, Likör, all das von einem dünnen Blätterteig umhüllt.

Zutaten für den Teig:

  • 500 Gramm Mehl,
  • 250 Gramm Butter,
  • 90 Gramm Zucker,
  • 3 Eier,
  • 1/2 Becher Rum,
  • Salz.

Für die Füllung:

  • 60 Gramm Vanillezucker,
  • 60 Gramm Rosinen, die zuvor in warmes Wassereingeweicht, abgetrocknet und leicht in Mehl gewaltz wurden,
  • 60 Gramm Walnüsse,
  • 60 Gramm Haselnüsse,
  • 60 Gramm Mandeln,
  • 50 Gramm kandierte Früchte,
  • 30 Gramm Pinienkerne,
  • 35 Gramm Butter.

Zubereitung:

Mehl, weiche Butter, Zucker, Rum, Salz und die Eier zu einem Teig kneten.

Den Teig an einem warmen Ort rasten lassen.

Die zerkleinerten Frückte mit der flüssigen Butter und den Rosinen mischen und alles auf den ausgerolten ca,. 1 cm dicken Teig geben.

Den Teig einrollen und zu einer Spirale wickeln.

Bevor man den Presnitz in den Ofen schiebt (180°C.), die Oberfläche mit einem gequirlten Ei bestreichen.

Weinbegleitung:

eine Empfehlung ist der Pflaumengrappa oder ein Verduzzo der Colli Orientali del Friuli von Ramandolo oder ein lieblicher Spumante Verduzzo, Recioto di Soave, Picolit (Collio Goriziano oder Colli Orientali del Friuli).

Historische und geografische Hinweise:

Er ähnelt wegen der Füllung mit Rosinen und den Trockenfrüchten dem klassschen Gubana (friulaner Reinling).

Es ist ein traditioneller Kuchen für die Osterzeit, dessen kronenförmige Art an die Dornenkrone Christus’ erinnert.

É stato impegnativo, più scrivere il post (no copia-incolla :-( ) che fare il dolce ma ne è valsa la pena e sono soddisfatta, unico rammarico di non conoscere “realmente” le lingue che mi proietterebbero completamente nei luoghi e nelle tradizioni che tanto amo.

 


Clafoutis di ciliegie.

Clafoutis di ciliegie.

Ricetta di Anna Moroni.

Ingredienti x 8 persone (ho usato la teglia da 30):

  • 10 tuorli
  • 250 g. di zucchero (150)
  • 1 bicchiere di latte
  • 150 farina 00
  • 250 g di panna fresca
  • 1200 g. ciliegie
  • Burro per imburrare (io ho usato la carta forno).

Si può alleggerire usando la panna di soia, il latte di soia, il fruttosio, la farina di riso ed il burro di soia.

Come fare:

snocciolare le ciliegie, lavorare i tuorli con lo zucchero, unire il latte, la farina e la panna.

Foderare una tortiera (30 cm) con carta forno, mettere sul fondo le ciliegie e versare sopra il composto.

Infornare a 180° (statico) x 40′ (50′ e lasciata nel forno spento per altri 10′).

Per l’ Abbecedario Culinario della Comunità Europea ospitato da Elena.

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Sformatini di melanzane…

Questa è la versione per un buffet, monoporzioni comode anche per un picnik all’aperto.

Questa invece è la versione adulta che ho provato a fare dimezzando le dosi e variando mettendo tra 2 strati di impasto dell’ Halloumi (formaggio greco) grattugiato, tra parentesi le mie dosi.

Ingredienti:

  • 700 g. di melanzane (2 medie),
  • 300 g. di pomodori maturi e sodi (3 San Marzano),
  • 6 cucchiai di parmigiano grattugiato (3),
  • 6 cucchiai di pangrattato (3),
  • 5 uova (2 grandi),
  • 1 mazzetto di basilico,
  • 5 cucchiai di latte (2 di soia),
  • 40 g. di burro (20 di soia),
  • sale,
  • pepe (verde).

Come fare:

tagliare a cubetti le melanzane e metterle sotto sale per un’ora affinchè perdano l’acqua di vegetazione, scottare i pomodori, pelarli, togliere i semi, tagliarli a cubetti e metterli in un colino.

Sbattere leggermente le uova col latte, il formaggio, il pangrattato (lasciando da parte 1 cucchiaio), il basilico tritato, i cubetti di melanzane scolati ed asciugati, i dadini di pomodoro, regolare di sale e pepe ed amalgamare il tutto.

Imburrare la teglia (ho usato una da 18 cm.) cospargerla col pangrattato e versare il composto.

Io tra 2 strati ho messo il formaggio  Halloumi che può essere sostituito col feta, gruviera, fontina, provola ecc. ecc.

Sciogliere il burro e versarlo sulla superficie, infornare a 200°C. per 50 minuti fino a doratura.

Per le miniporzioni a me sono bastati 40 minuti (consideriamo che le melanzane sono crude).