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Lasagna Vegana di Tofu, Ragù di Soia, Zucca e un pò di Storia.

Lasagna di tofu al ragù di soia e zucca cornice

Se in occidente le cucurbitacee possono essere sinonimo di insipida stupidità oppure, come vedremo, contengono le luci tremolanti della notte dei morti e assumono sembianze spaventevoli, in alcuni stati africani i semi prodotti dalla zucca hanno tradizionalmente l’effetto che noi riteniamo proprio del fosforo.

Per il saggio Oriente, infine, le forme rotonde di una generosa zucca richiamano i segni della fertilità, dell’abbondanza, della rinascita.

In Laos, ad esempio, le genti fanno risalire le loro remote origini a delle enormi zucche, appese all’asse del mondo (la grande Liana, come viene chiamata laggiù), da cui nacquero i progenitori degli uomini.

La stessa idea, a ben vedere, l’hanno avuta i Taoisti con le cosidette zucche celesti, grandissime ed esistenti prima del mondo; nella loro pancia, custoditi da millenni, contengono tutti i generi umani, tutte le innumerevoli varietà di riso esistenti sulla Terra e i manuali delle scienze segrete.

L’uomo, il nutrimento, la scienza: tutto ciò che serve al mondo racchiuso in una primordiale zucca, la quale, ovviamente imbandita sulle tavole delle cerimonie e delle grandi occasioni, viene assunta come cibo dell’immortalità.

Cibo, ma anche viatico, ascesi, panciuto contatto tra il cielo e la terra. Il progenitore dei cinesi si chiamava P’an-Ku e un giorno gli fu concesso di sopravvivere ad un grande diluvio.

Se Noè aguzzò l’ingegno con un’enorme zattera, P’an-ku aguzzò l’ingegno con un’enorme zattera, P’an-Ku trovò rifugio in una altrettanto gigantesca zucca.

Da quel giorno, le zucche crescono anche nelle isole degli immortali: procurandosi un passaggio per mezzo di esse, dalla terra ci si può avvicinare al regno dei beati e raggiungere il cielo.

E cosa fare con i semi commestibili, racchiusi nel divino ventre di questo vegetale di passaggio? Si mangiano durante l’equinozio di primavera, giorno del rinnovamento e della rinascita, quando tutta la positività dello yang si sprigiona sulla terra.

Rotonda come solo certe enormi zucche sanno essere: ed infatti nella lingua cinese, che osserva leggi e regole difficilmente comprensibili in Occidente, la parola ′zucca′ designa la circonferenza del nostro pianeta.

Ramusio, nel Sommario delle Indie Orientali, narra di una zucca misteriosa, così grande da poter contenere il figliolo morto di un potente uomo chiamato Jaia: mito cosmogonico con cui i nativi delle Isole spiegavano nientemeno che l’origine dei mari e degli oceani, che fuoriuscirono dal gigantesco ortaggio una volta fatto cadere e frantumato.

Il mito si collega in qualche modo a quello indiano di Brahma, raccontato nei sacri libri di Veda, che racconta di una zucca imperatrice dei vegetali e ′regina del cosmo′.

Agli inizi dei tempi, tutto era immerso nell’oscurità; ′colui che sussiste per se stesso′ creò poi l’universo dalla propria sostanza, facendo sgorgare le acque e piantando un seme che divenne un uovo splendente come il sole.

Dentro l’uovo galleggiante sulle acque nacque Brahma, che vi rimase nascosto per un anno intero.

Brahma divise poi l’uovo in due parti, costruendo il cielo e la terra e lasciandovi in mezzo le acque, le stesse da cui era nato il seme splendente. (La Zucca-Paolo Morganti-Chiara Nardo pagg.58/59)

Quanta storia dietro ad una zucca, l’ho scoperta solo da qualche anno, non appartiene alla cultura gastronomica di Trieste, la mia città; troppo poco lo spazio, troppo ostile la tipologia del terreno, così sassoso, di natura carsica.

La prima cenetta romantica che ho preparato per ello, sono stati proprio degli gnocchi di zucca, conditi con burro, salvia e ricotta affumicata… Solo più tardi scoprii che ad ello la zucca non piaceva, potere dell’ esordiente amore

Oggi ello la zucca la mangia, recalcitra ancora ma più per uno, ormai smascherato orgoglio maschile, che per convinzione.

Pensate che ha persino mangiato questa lasagna di tofu fatta col ragù di soia, besciamella di zucca e parmigiano vegano, ma chi ha detto che le persone non cambiano? Allora ho ancora qualche speranza? Vi voglio bene, siete così pazienti e comprensivi con me ;-)

L’ispirazione è arrivata dopo aver assaggiato, a Trieste, in un ristorante vegano che mi ha fatto conoscere la mia “compagna di San Nicolò”, una lasagna di tofu con ragù di verdure, buonissimo, lo dico senza esitare, uno dei piatti più buoni che abbia mai mangiato e va da sè che, appena uscita dal ristorante il mio neurone curioso abbia iniziato ad attivarsi.

Lasagna di tofu al ragù di soia e zucca pirofila-001

Ingredienti per la lasagna:

  • tofu morbido tagliato a fette sottili,
  • ragù di soia,
  • besciamella di zucca,
  • parmigiano vegano a modo mio,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale affumicato
  • nastri di zucca a vapore per decorare.

Ingredienti per il ragù di soia:

  • granulare di soia,
  • brodo vegetale,
  • rosmarino,
  • sedano,
  • cipolla,
  • aglio,
  • la polpa della zucca ricavata dalla centrifuga,
  • peperoncino fresco,
  • sale.

Come fare il ragù di soia:

per reidratare il granulare di soia seguite le indicazioni sul pacco, io l’ho fatto bollire per 10 minuti in un brodo vegetale preparato al momento, ho spento e lasciato riposare.

Nel frattempo ho rosolato a parte la polpa di zucca in una padella con poco olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio vestito che poi ho tolto, ho aggiustato di sale, ho profumato con un pò di rosmarino ed ho preparato la besciamella di zucca, anche se il nome è inappropriato, essendo questa besciamella senza latte e senza grassi.

besciamella alla zucca e ragù di soia-001

Ingredienti per la “besciamella di zucca”:

  • 200 ml. di centrifugato fresco di zucca,
  • 20 g. di amido di riso,
  • sale affumicato.

centrifugato di zucca

Centrifugato di zucca, a differenza delle carote, sia il succo che la polpa non ossidano e mantengono il colore.

Come fare la “besciamella di zucca”:

ho sciolto l’amido di riso in una parte di succo, ho mescolato per evitare grumi, ho aggiunto il resto del liquido e salato.

Ho introdotto la ciotolina nel microonde ed ho fatto cuocere a più riprese per pochi secondi, mescolando ogni volta, fino alla consistenza desiderata, ho messo da parte.

Le altre preparazioni:

il parmigiano vegano a modo mio l’ho preparato utilizzando i fiocchi di lievito che vengono usati nella ricetta classica (da Cesca la troverete ), del tofu affumicato grattugiato, sale affumicato e un mix di semi tostati, ognuno per conto suo) che mi ha regalato Alessadra, la mia nuova insegnante d’inglese♥ (non è mai troppo tardi).

Per la decorazione ho tagliato con l’affettatrice dei nastri di zucca con la buccia e li ho cotti al vapore in microonde.

Non conoscendo le reazioni del tofu in forno e, temendo uno spatascio, ho preferito cuocere la lasagna in una pirofila con olio evo, olio che poi ho messo da parte per un’altra preparazione; lo spatascio non è avvenuto ed ho trasferito la lasagna nel piatto decorando con i nastri di zucca.

collage lasagna tofu

Spero, fino ad ora, di essere stata esaustiva, queste ricette le sviluppo più con l’ istinto che con la tecnica e la conoscenza, le dosi sono approssimative, se vi avanzano ragù, besciamella, nastri di zucca ecc, potere riutilizzarli per altre preparazioni, diciamo che questa è la cucina di casa.

In questa preparazione compare il sale affumicato, l’ho scelto perchè trovo che l’affumicato si abbini perfettamente alla zucca, regalando alla lasagna un sapore in più ma, se non amate l’affumicato a voi la scelta alternativa.

Assemblare la Lasagna:

io non ho trovato il tofu grande, probabilmente quel ristorante lo produce da se, quindi, ho unito 2 fette a formare una “sfoglia”.

Sulla base della pirofila ho messo un pò di ragù di soia mescolato con poca besciamella, ho posizionato le fette di tofu, ho aggiunto ragù di soia, besciamella, parmigiano vegano, un’ulteriore grattuggiata di tofu affumicato proseguendo per 3 strati.

Ho terminato con ragù, besciamella ed un abbondante strato di parmigiano vegano e tofu affumicato, ho aggiunto un pò di sale affumicato, un filo d’olio evo ed ho infornato, coperto per 10 minuti a 200°C. e, scoperto, sotto il grill per altri 5 minuti.

Ho trasferito la lasagna sul piatto e decorato con nastri di zucca e semini vari, provare per credere… Se lo dice ello ;-)

Lasagna di tofu al ragù di soia e zucca forchetta cornice2

Vi auguro una splendida settimana, splendida come il sole che illumina oggi il cielo di Udine e dintorni, il sole per me è vita.


♥Dolce Povero di Zucca e Bruscolini♥: La Zucca nel Mondo Contadino.

torta zucca mele  alto-001

La ricchezza di una ricetta ♥povera♥ sta proprio nella sua storia, nel suo significato, sta nella fantasia e nell’amore di chi l’ha pensata e preparata, nei pochi ma preziosi ingredienti che si trovavano in dispensa.

Questa racconta di una povertà estrema perchè è senza uova, senza latte, senza burro, senza zucchero (io ho spolverizzato sopra un cucchiaio di zucchero di canna ma si può evitare) ma è anche attuale perchè è senza glutine.

Oggi la scelta del senza è dettata più dalle intolleranze o da scelte di vita che escludono dalla propria alimentazione prodotti provenienti dal mondo animale, piuttosto che dalla necessità, ma un tempo era una scelta obbligata e, come introduzione alla ricetta, voglio condividere queste righe, tratte da un libro che ho da tempo.

zucca

Musquèe de Provence (dal campo di Milva, la mia Contadina di fiducia)

Prima di abbandonare la precarietà della vita contadina, la zucca ha scandito, non diversamente da altre piante alimentari, il ritmo delle stagioni nelle campagne.

La sucàra, o il sucàro, veniva costruito alla meglio vicino alla modesta casa, come riparo per attrezzi e animali; era sufficiente lasciar muovere in libertà, lungo un pergolato, una pianta, oppure usarne le foglie palmate a copertura di un vecchio portico.

“Te si’  sicuro come soto ‘na zucàra” si usava a indicare situazioni di insicurezza: le foglie di queste erbacee, pur robuste, possono offrire ben poca salvezza.

Le abitazioni d’altronde, per molti, non erano in migliori condizioni: “Le par baràche che ghe piove zò da par tuto, come su un sucàro”, cioè ‘sembrano baracche dove piove dentro dappertutto, come una zuccaia’.

Non c’era orto vicino a casa o campo che non ospitasse le piante serpentine e i loro generosi frutti, tanto più se si seguivano i consolidati proverbi: “la prima zobia d’april, metè le zuche che le vien come un baril”, “il primo giovedì d’aprile, piantate le zucche, cosicchè crescano grandi come un barile”, o “suche e fien, in t’un mese le vien”, “zucche e fieno crescono in un mese”.

Ma attenzione però, perchè “Dopo l’Annunziata la zuca sia posta o nata”, e “Da Santa Caterina le zuche le va in farina”.

Con l’arrivo dell’autunno i ritmi della natura, così come quelli della vita contadina; all’imbrunire, dopo una cena modesta, alla ricerca di un luogo caldo dove trascorrere in compagnia le ultime ore prima del riposo, le famiglie venete si riunivano a perpetuare la secolare tradizione del filò, ovvero una delle più antiche e popolari forme di socializzazione, grazie alla quale sono giunte a noi, oralmente, storie e leggende.

Tra il tepore procurato dal respiro degli animali nelle stalle, illuminate dalla tremolante luce di un fuoco o di una lucerna ad olio, le donne ricamavano e rammendavano.

Gli uomini costruivano, sorretti dall’esperienza e dall’ingegno, gli attrezzi necessari al lavoro, i bambini ascoltavano storie straordinarie, se l’annata era stata baciata dalla misericordia divina, a conferire tono ai canti e alle chiacchiere circolava un buon bicchiere di vino, un pò di patate dolci, castagne e zucca cotta e profumata, adattissima a soddisfare per intero molti convenuti o le famiglie più numerose.

Anche arrostita sotto la cenere, veniva offerta ai vicini accorsi in aiuto durante le giornate di lavoro più intenso.

Nelle varietà meno pregiate, la zuca porzeèra (la zucca dei maiali) serviva bene anche all’alimentazione degli animali durante l’inverno.

Anche la pianta della suca dal col o suca bever, che ancora il Boerio definisce “specie di fiasco formato da guscio di zucca che adoprano gli accattoni viandanti e dove portano la loro bevanda” era coltivata, fino a non molto tempo fa, nelle campagne venete; se ne ricavavano borrace e fiaschi da portare appresso, colmi d’acqua fresca o di vino, durante i lavori agricoli, ma in casa serviva anche per sbattere la panna e fare il burro, per conservare lo strutto e trasportare l’acqua dalla fontana.

Zucche di dimensioni più modeste diventavano, invece, vasi per fiori; recisa la parte superiore del collo, la zucca era messa ad essicare in penombra.

Un cucchiaio o un risciacquo con l’acqua serviva a liberarla dalla polpa ormai secca, la corteccia, fattasi sempre più simile al legno, veniva poi fatta impregnare di vino scadente perchè “sazia non assorbisse poi quello buono.

Ortaggio così familiare alla storia contadina, la Cucurbita entra insomma a buon diritto nei proverbi e modi di dire, nelle cantilene per i bimbi e nelle cante che scandivano il duro lavoro quotidiano.

Gli esempi, con variazioni spesso inconsistenti, si raccolgono un po’ in tutte le regioni d’Italia; altre ancora erano solo gustose “conte”, ad uso dei giochi, dal significato lontano ma dal ritmo interminabile o, come nel Veronese, quando le nenie erano null’altro che la cronaca della realtà:

“se magna de genaro
de genaro la se còse par le pute e par le spose
ma la magna anc’el paròn, e mi vago a sbrindolòn
a cercar la carità
gnanca un soldo a mi me dà”
ovvero:
‘la zuca si mangia a gennaio
in gennaio si cuoce
per le ragazze e le spose
ma la mangia anche il padrone,
mentre io vado in giro
a cercare la carità
ma non mi dann neanche un soldo”

Durante le lunghe sere d’inverno, ai bambini irrequieti gli anziani raccontavano storie paurse e fantastiche, sollecitati da qualche insofferente “Contaghe quèa de Barba (zio) Sucon”: qualsiasi storia andava bene, purchè i piccoli stessero tranquilli.

Per i burloni, poi, era sempre uno spasso presentarsi al filò facendosi annunciare da un lungo bastone bardato a dovere con un vecchio lenzuolo e una testa di zucca, a ricordare presenze inquietanti.

E tra un racconto e uno scherzo, ai bambini piaceva riascoltare la storia di Cenerentola e di quella zucca resa nobile e famosa per essersi trasformata in una lussuosa carrozza.

zucca interno1

Zucca Musquèe de Provence interno (sembra una bocca spalancata)

Ingredienti per uno stampo da plum cake da cm. 23P/10L/6h:

  • 500 g. di polpa di zucca,
  • 150 g. di farina di grano saraceno,
  • 70 g. di mirtilli rossi disidratati( o uvetta),
  • 2 mele (1 e 1/2 per il composto, mezza per la decorazione),
  • 6 prugne secche o a piacere,
  • un cucchiaino da te di zenzero fresco grattugiato,
  • 1 pizzico di sale,
  • semi di zucca tritati o pane grattugiato o biscotti secchi tritati per la teglia,
  • burro di soia o vaccino per la teglia.

vapore microonde LIDL

Foto da qui (il mio era al lavaggio).

Come ho fatto:

ho acceso il forno a 200°C., ho lavato bene sotto l’acqua corrente i mirtilli rossi e li ho messi, coperti con l’acqua, nella parte bassa della”caccavella” nella foto e, nella parte dove vedete le patate, ho messo la polpa di zucca tagliata a pezzi piccoli, ho coperto ed azionato il microonde alla massima potenza (il mio 850) per 10 minuti.

collage

Ho scolato e messo nel bicchiere del minipimer ed ho frullato il tutto (vedi collage) aggiungendo un pizzico di sale e 3 prugne secche (lavate in precedenza, la frutta disidratata, l’uvetta &C. vanno lavati benissimo prima dell’uso).

Ho unito al composto la mela grattugiata a julienne (grossa) ed ho unito la farina amalgamando bene.

Ho unto lo stampo e l’ho spolverizzato con semi di zucca tritati finemente, ho versato il composto, ho decorato con fette rotonde di mela (biologica) e riempito i fori lasciati dal torolo con pezzetti di prugna secca, ho spolverizzato con 1 cucchiaio di zucchero di canna (che si può omettere) ed ho infornato per 45/50 minuti.

Ho sfornato e rovesciato il dolce affinchè non si afflosciasse troppo, l’ho fatto intiepidire e l’ho rirovesciato sul piatto di portata.

Servire tiepido o, dopo averlo ripassato in forno per qualche minuto: consiglio e valutazione di ello ;-)

torta zucca mele fetta

Quelli della mia generazione, forse ricordano i “bruscolini”, semi di zucca tostati e salati che accompagnavano le serate davanti alla tv o la domenica pomeriggio al cinema.

Sono la conferma che della zucca non si butta nulla, come per il maiale, cultura saggia, cultura antica;  della zucca si consumano anche i filamenti (Lisa Casali docet), io li ho conservati per utilizzarli in una prossima preparazione.

bruscolini

Ingredienti per i bruscolini:

  • semi di zucca,
  • sale marino integrale.

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C., rivestire una teglia bassa e larga con carta forno, ripulire bene i semi dai residui dei filamenti, lavarli bene sotto l’acqua corrente, scolarli, tamponarli lasciandoli umidi e, in una terrina farli saltare assieme al sale affinchè ne assorbano una quantità sufficente ma non eccessiva.

Stenderli sulla teglia ed infornare avendo cura di scuotere la teglia di tanto in tanto; saranno sufficenti 15/20 minuti, quando inizieranno a scoppiettare saranno pronti.

Sfornare e gustare, caldi o freddi, il giorno dopo sono ancora più fragranti.

bruscolini1


Farfalle viola con salsa di zucca e pesto di verza per colorare queste grigie giornate.

farfalle viola con crema di zucca2-001
Ingredienti:
  • pasta formato tipo farfalle a piacere,
  • polpa di zucca cotta a vapore o al forno,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale marino integrale,
  • pinoli tostati,
  • foglie di porro per la decorazione (facoltativa)
Ingredienti per la versione con verza:
  • pasta come sopra,
  • foglie fresche dal cuore di verza (la mia superbiologica),
  • uno spicchio d’aglio soltanto per profumare il recipiente per il pesto,
  • olio extravergine di oliva,
  • pinoli tostati,
  • sale marino integrale,
  • foglia di verza per la presentazione (facoltativa).

tappeto volante farfalle-001

Come fare:
lessare la pasta nell’acqua di cottura delle carote viola e,  nel frattempo preparare le 2 salse inserendo nel bicchiere del frullatore gli ingredienti,
(separatamente per le 2 preparazioni) e frullare fino alla consistenza voluta.
Servire le farfalle con salsa di zucca in una zucca svuotata e decorata con foglia di porro a fiocco, mentre quelle con la crema di verza in una foglia.
farfalle viola verza piatto-001
È anche una bella e buona idea per far mangiare sano ai bambini che solitamente disdegnano le verdure, magari evitando il profumo d’aglio.

Budini di zucca, cardamomo, pere secche, con e senza agar agar.

budino zucca cardamomo gruppo-001

Budino zucca, cardamomo, pere secche senza agar agar.

Ingredienti per le due varianti di budini di zucca in colore diverso l’ aggiunta per la versione con agar agar:

  • 500 g. di polpa di zucca cotta al vapore (peso netto),
  • semini di cardamomo pestati al mortaio (a piacere),
  • 1 cucchiaio e 1/2 di malto d’orzo,
  • 4 pere Kaiser disidratate (le trovo in Austria) più 2 per la decorazione,
  • 1 pizzico di sale marino integrale,
  • 2 g. di agar agar in polvere,
  • semi di zucca tostati e tritati finemente.

Come fare la variante cremosa senza agar agar:

la sera prima  lavare bene le pere secche e coprirle con abbondante acqua fredda, il giorno dopo reidratarle al microonde (potete anche farle bollire).

Ottenuta la reidratazione ridurre il liquido per concentrare gli zuccheri, saranno infatti, assieme al malto d’orzo gli unici ingredienti per dolcificare.

Mettere in un pentolino la polpa di zucca con una parte di liquido, il cardamomo, il sale, il malto d’orzo e far insaporire a fuoco dolcissimo per 15 minuti.

Unire le 4 pere reidratate (togliere il picciolo e le parti dure), frullare e prelevare la parte che desiderate lasciare cremosa, aggiustate la densità adoperando l’acqua delle pere.

Versare nelle coppette e decorare con mandorle a lamelle leggermente tostate.

budino zucca cardamomo s. a.-001

Come preparare  la variante con agar agar:

io volevo una consistenza abbastanza solida per poter modellare il budino, su 300 g. di composto ho adoperato 2 g.

Io ho iniziato a pesare sempre perchè i cucchiaini hanno diverse misure e con l’agar agar il grammo fa la differenza, consiglio di provare perchè la densità spesso dipende anche dalla consistenza della preparazione che vogliamo addensare e, se verificate che il budino ha una consistenza troppo gommosa potete rimetterlo sul fuoco (bassissimo mi raccomando) , scioglierlo e diluire.

Questo è possibile farlo solo con l’agar agar, con la colla di pesce no, un altro modo per utilizzare il budino denso è tagliarlo a dadini e adoperarlo come decorazione.

Sciogliere bene l’agar agar in una parte di liquido evitando la formazione di grumi e far bollire per 5 minuti (come da istruzioni del mio agar agar Rapunzel), aggiungere una parte del composto ed amalgamare, togliere dal fuoco unire all’altra parte, mescolare, versare nelle ciotole, stampi o quello che desiderate e far raffreddare in frigorifero, mentre si addensa (in altre preparazioni, qui non c’è) potete inserire o panna, o sciroppo d’acero per creare effetti marmorizzati come qui.

budino zucca cupola pera1-002

Sformare la cupola, appoggiarla su una carta forno e cospargerla con i semi di zucca tritati, sollevare il budino con una spatola ed appoggiarlo sul piatto da portata.

Decorare con una pera tirata a lucido con una pennellata di malto d’orzo sciolto, uno spicchio di pera , zucca tagliata a julienne e un seme di cardamomo, ecco l’interno:

budino zucca agar agar interno1-002


Bottoncini di zucca e castagne al rosmarino.

Bottoncini di zucca e castagne al rosmarino, budino di zucca, cardamomo e pere secche senza/con agar agar e per novembre ♥Salutiamoci♥ così

Bottoncini zucca, castagne e rosmarino. 

Dove c’è da far viaggiare la fantasia bambina io mi trasformo.

Per i bottoncini che vi presenterò tra poco, l’omissione del parmigiano che, per altro adoro, mi turbava ma l’ho sostituito in una maniera talmente gustosa che non ne ho sentito la mancanza.

Bottoncini di zucca e castagne al rosmarino, budino di zucca, cardamomo e pere secche senza/con agar agar e per novembre ♥Salutiamoci♥ così

Ingredienti per i bottoncini:

  • 100 g. di polpa di castagne lessate,
  • 250 g. di polpa di zucca (al netto) già cotta a vapore e asciugata in padella senza condimento,
  • farina integrale d’orzo, biologica macinata a pietra q.b. per legare l’impasto,
  • sale marino integrale.
  • aghi di rosmarino secco tritati.

Come fare i bottoncini:

unire i due impasti, amalgamare il rosmarino tritato, salare e aggiungere la farina.

Non aggiungetene tanta da ottenere un impasto da gnocco, piuttosto infarinare la tavola e stendere l’impasto col mattarello ad un’altezza di 1 cm abbondante.

Ritagliare le formine che desiderate e cuocere i bottoncini in acqua salata io,  affinchè non si attacchino aggiungo un filo d’ olio evo.

Bottoncini di zucca e castagne al rosmarino, budino di zucca, cardamomo e pere secche senza/con agar agar e per novembre ♥Salutiamoci♥ così

Ingredienti per il condimento:

  • olio extravergine di oliva (io uno Pugliese straordinario, arriva dalla mia adorata Maria),
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • aghi di rosmarino fresco,
  • semi di zucca tostati e tritati,
  • semi di zucca tostati interi,
  • fiocchi di lievito di birra.

Come fare:

mettere in una padella l’olio evo, lo spicchio d’aglio vestito, aggiungere gli aghi di rosmarino e, a fuoco dolcissimo farlo insaporire.

Filtrare l’olio eliminando aglio e rosmarino, rimettere la padella sul fuoco e far saltare i bocconcini assieme ai semi di zucca tritati.

Impiattare, spolverizzare con i fiocchi di lievito di birra e decorare con fiori di rosmarino e semi di zucca interi tostati.


Gnocchi di zucca con Porcini: nulla di nuovo sotto il sole…

Gnocchi di zucca con Porcini per ♥Salutiamoci♥: nulla di nuovo sotto il sole…

… Già, nulla di nuovo sotto il sole, il web e non solo pullula di gnocchi di zucca fatti in tutti i modi, resta il fatto che per gli amanti di questa allegra e pazzerella cucurbitacea gli gnocchi sono sempre graditi.

Purtroppo ello non ama la zucca (almeno così dice prima di finire il piatto) ed io sono sempre restia a proporli, questi sono semplicssimi da fare, io ho utilizzato della polpa congelata che ho fatto asciugare un pò in padella senza condimento.

Ingredienti per gli gnocchi:

  • la polpa di 1 kilo di zucca lessata o cotta al vapore,
  • 200 g. di farina (io di farro),
  • 1 albume,
  • sale marino integrale q.b.

Ingredienti per il condimento:

  • funghi porcini (raccolti da me),
  • olio extravergine di oliva,
  • aglio,
  • sale.

Gnocchi di zucca con Porcini per ♥Salutiamoci♥: nulla di nuovo sotto il sole…

Come fare gli gnocchi:

mettere nel robot la polpa di zucca assieme alla farina, l’albume  ed il sale e ottenere una crema, il composto sarà abbastanza liquido e sarà pronto quando si formeranno delle bolle in superficie,  io preferisco non aggiungere mai farina per non alterare il sapore della zucca (la densità la potete vedere dal collage qui sopra).

Aiutandovi con due cucchiaini prendere una parte di composto e calarla in acqua bollente salata, appena salgono a galla togliere gli gnocchi con una schiumarola e scolarli.

Io li ungo con un pò d’olio affinche non si attacchino, a questo punto si possono, dopo averli fatti raffreddare, mettere in vassoietti e congelarli, in seguito, per ottimizzare lo spazio, porzionarli nei sacchetti.

Come fare il condimento:

dopo aver pulito i porcini, tagliarli a fette non troppo sottili e farli saltare in olio evo dove avremo messo uno spicchio d’aglio vestito schiacciato, basta qualche minuto, aggiustare di sale.

La cremina che vedete non è né panna né farina, è la cremosità che rilasciano gli gnocchi.

Gnocchi di zucca con Porcini per ♥Salutiamoci♥: nulla di nuovo sotto il sole…


Blinis alla zucca, farina di ceci e ricotta

Blinis zucca farina ceci equilibrio inst. zucca

É la prima volta che faccio i blinis e mi domando ancora: ma cosa stavo aspettando? Dunque i miei blinis non sono rifatti ma, semplicemente fatti.

Nessuna variante (almeno non in questo post ) ma mi si è aperto un mondo, li conosco da sempre e spesso con Oxana ne avevamo parlato ed è con grande entusiasmo che ieri, appena uscito ello, come se fossi fata Smemorina ho preso la bacchetta magica e mi sono messa al lavoro.

Sono volata da Oxana, ho stampato la sua ricetta  (il blog è rimosso) ed eccola qui, non ho modificato nulla, ho fatto metà dose, ho adoperato la ricotta di kefir (i grani di Kefir sono proprio un suo regalo).

Ingredienti per metà dose:

  • 75 gr di purea di zucca che avevo in congelatore,
  • 30 gr di ricotta di kefir,
  • 85 gr circa di farina di ceci,
  • 1 uovo,
  • 50 ml di acqua frizzante,
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato,
  • 1 puntina di cucchiaino da caffè di lievito (come da prontuario),
  • olio di semi (di mais),
  • panna acida per servire,
  • miele di grano saraceno per servire.
blinis zucca con bottoni panna e miele
Come fare:

la sera ho tolto dal congelatore la polpa di zucca e la mattina dopo l’ho messa in un colino per farle perdere il liquido, l’ho frullata e, in una terrina, ho lavorato la ricotta con le uova, la purea di zucca e lo zucchero fino ad ottenere una crema omogenea.

Ho setacciato la farina assieme al lievito e l’ho aggiunta un pò alla volta al composto di zucca e ricotta.

Ho mescolato bene ed ho aggiunto l’acqua frizzante (non avevo idea di come dovesse essere la giusta consistenza e ho fatto un pò ad occhio, la mia pastella era abbastanza densa), ho fatto riposare per circa 30 minuti.

Ho scaldato una padella di ghisa, l’ho unta con l’olio di semi togliendo l’eccesso con carta assorbente e, aiutandomi con un cucchiaio, ho versato un po’ d’impasto formando un disco.

Ho cotto i blinis a fuoco medio qualche minuto per lato,  il tempo di farli colorire.

Li ho serviti (a me medesima) con panna acida e miele di Grano Saraceno  che, essendo denso, ho fatto sciogliere a fuoco dolce.

Blinis zucca farina ceci equilibrio inst.1

Qui finisce la parte tecnica del post ed inizia la parte storica: dovete sapere che, prima di mettermi a cucinare sono andata a leggermi ancora una volta il post di zonzolina bella.

Sapendo che avrei dovuto fare la ricetta di una super fotografa che ultimamente ha arricchito il suo kit fotografico con uno strano obbiettivo stortignaccolo per effetti speciali e altri ammennicoli vari, non volevo sfigurare.

Zonzolina bella nel suo post da dei consigli diciamo…. Casalinghi ?

Così, dopo aver messo il tavolo di fronte alla porta finestra, tirato giù la tenda (Ikea) per avere una luce soffusa ( mai la luce direttamente sul piatto ), aver ricoperto il paravento col copridivano bianco, aver apparecchiato con una tovaglia color ghiaccio mi sono vestita anch’io di bianco, tanto che sembravo il grande Gatsb.

Era tutto pronto, set, blinis, voglia di assaggiare, la mia macchinina scalpitava per immortalare tutto quel bendiddio :

Per evitare le foto mosse zonzolina consiglia di trattenere il respiro, così ho fatto una breve ma intensa iperventilazione, ho inspirato e, non avendo il cavalletto, ho appoggiato al tavolo i gomiti ben saldi e… Mancava davvero pochissimo quando… Quando Perla ha sentito l’irrefrenabile desiderio di dimostrarmi il suo affetto con una capocciata sul polpaccio ed ho dovuto iniziare tutto daccap.

Alla fine, dopo essere corsa su e giù dallo studio per scaricare le foto un’infinità di volte, ho preso una decisione.

Ancora vestita da Grande Gatsby, mi sono seduta, ho fatto un minuto di raccoglimento, ho espresso un desiderio ed ho mangiato tutto quello che vedete nella foto precedente.

Blinis mangiati

E la dieta? La dieta, come il paradiso, può attendere…


POMÌ: stregata dagli Strozzapreti.

Solo pochi secondi di video (possiamo chiamarlo così?) per darvi l’idea della velocità che la Signora Nuccia ha nel preparare Tortelli, Anolini, Strozzapreti e quant’altro.

Ero riluttante a scrivere questo post perchè ho l’orgoglio ferito, vedere la mia prova di tortello venire accartocciata e messa in un angolo, è stato umiliante.

Ero emozionata come una bimba che vuole far vedere alla mamma com’è brava, ma la mamma scuote il capo sconsolata…

A scuola di tortello-002

A scuola i tortello.

Durante la lavorazione ci sono stati svelati i segreti e noi, diligentemente, abbiamo preso nota.

Ingredienti per la sfoglia:

  • 1 kilo di farina 0,
  • 8 uova intere,
  • acqua per raggiungere la consistenza.

la prova dito della consistenza-002

Consistenza impasto.

Ingredienti per il ripieno ricotta spinaci:

  • 1 kilo ricotta vaccina,
  • 200 g. di spinaci lessati, strizzati, tritati,
  • 1 uovo intero,
  • 300 g. di Parmigiano Reggiano 24 mesi,
  • sale q.b.

ParmigianoReggiano 24 mesi per ripieno e condimento-001

Ingredienti ripieno con la zucca:

  • 1 kilo di polpa di una zucca messa intera in forno a 180°C.,
  • 400 g. di amaretti,
  • 200 g. di Parmigiano Reggiano 24 mesi.

pomì stampini, rotelle-001

Mi astengo dallo spiegarvi il procedimento in toto, dico soltanto che dopo aver posizionato il ripieno, la sfoglia va ripiegata sullo stesso dal basso verso l’alto (io lo facevo a contrario), una mano va appoggiata di taglio tra le porzioni e con il mignolo dell’altra si elimina l’aria.

Se li cuocete subito bastano 3 minuti dal bollore, in frigorifero si conservano per 3 giorni, è possibile congelarli su un vassoio vassoio e poi raccoglierli in sacchetti, non scongelarli prima di cuocerli perchè in cottura si rovinerebbero.

strozzapreti-001

Strozzapreti

Ed ecco gli Strozzapreti, semplicemente farina, acqua, olio e sale, perfetti per coinvolgere i bambini nella preparazione, si divertiranno un mondo ad arrotolare la pasta tra le dita, i loro saranno più piccoli e li riconosceranno perchè lo Strozzaprete va spezzato alla larghezza di 4 dita.

Ingredienti:

  • 1 kilo di farina 0,
  • 500 acqua,
  • 1 filo d’olio,
  • sale.

Nuccia-001

Nuccia, la Maestra.

Come fare:

dopo aver amalgamato gli ingredienti si stende la sfoglia sottile e si ritagliano delle strisce di c.ca 3/4 cm., si pizzicano in cima e si rotola velocemente la pasta tra le dita, si spezzano quando lo strozzaprete (l’ho scritto prima) arriva al quarto dito, si continua così fino ad esaurimento strisce.

Abbiamo preparato anche gli gnocchi, non ho “testimonianza” fotografica ma voi fidatevi, per tagliarli ho FINAMENTE capito dove sta il segreto per manovrare il coltelo alla maniera dei cuochi, ora mi manca solo tanta pratica perchè la grammatica c’è.

Ingredienti:

  • 1 kilo di patate lessate con la buccia,
  • 200 g. di farina 00,
  • 1 uovo,
  • sale,
  • farina per la spianatoia.

Come fare:

non mi direte mica che non sapete fare gli gnocchi vero? L’importante è schiacciare le patate calde (io lo faccio con la buccia per fare prima, tranquille/i, la buccia rimane nello schiacciapatate) per il resto fate come fate sempre, anche in questo caso si possono congelare ed utilizzare al bisogno.

Queste ed altre ricette sono quelle della nonna, ed arrivano da questo splendido quaderno che Massimo, gentilmente ha sfogliato per noi.

il prezioso quaderno della nonna di Massimo1-001

Il prezioso quaderno della nonna di Massimo

Abbiamo fatto anche gli anolini con la stessa sfoglia dei tortelli, abbiamo mangiato tutto la sera stessa, gli anolini sono stati cotti in un brodo celestiale che non dmentcherò mai, se siete da quelle parti andate a trovare Massimo ed il suo staff, Le Tre Ville usa ancora in cucina ed in sala l’ingrediente segreto, la passione.

Ora vi lascio col sorriso di Linda, Nuccia ed il nostro Luca, er mejo!!! Mancava Simone che stremato era con la mamma a fare il pisolotto.

relax in cucina e il ripieno per gli anolini-001

Linda, Luca e Nuccia

Vi lascio con la maestosa opera del Correggio, la Cupola di San Giovanni che ho fotografato distesa sul pavimento, ditemi voi se non ne è valsa la pena:

Cupola di San Giovanni1-001

A presto.


Lasagne (o Pasticcio) con quel che resta della polenta, dalla Puglia con amore.

Lasagne di polenta con besciamella alla zucca.

Ore 4 e 30, l’alba è ancora intrappolata nella buia rete della notte…il trillo del telefono rompe il silenzio, un sussulto:

si?

Sono io, ho la “merce”…

Arrivo…

Sono stanca, temendo di non svegliarmi ho dormito poco, sono emozionata e agitata…quella è “merce” che scotta…

Metto in moto la macchina,  le maglie della buia rete della notte si allargano davanti a me per poi richiudersi al mio passaggio.

Ecco, lo vedo, è laggiù, scendo furtiva dall’auto, mi guardo attorno, via Libera… è arrivato il momento:

ecco la “merce”…

Ecco la mia, mettila in un posto sicuro, potrebbe far gola a qualcuno…

Appena fatto lo scambio ci salutiamo , neanche il tempo per un caffè (il bar è chiuso) e riparto; vorrei guardare nel pacco ma non c’è tempo, mi fido e lui deve fidarsi di me, se non dovesse “filare liscio” so dove trovarlo.

La buia  rete della notte si apre e si richiude al mio passaggio..arrivo a casa, apro… c’è tutto: “Orecchiette” e “Caciocavallo”, ora tutto “filerà” liscio ;-)

Cliccando sulla foto un pò di notizie sul Caciocavallo.

Finalmente ho potuto realizzare la ricetta che avevo in serbo da un pò, aspettavo la “merce”, ed è arrivata, dalla Puglia con furore e, dalla Carnia col trattore ha aggiunto ello in un raro momento di spiritosagginequando, mentre stava mangiando le orecchiette gli ho fatto notare che quello che aveva nel piatto arrivava dalla Puglia, direttamente per lui, con amore.

É il regalo di Maria, le sue orecchiette erano già comparse sulla mia tavola ma il caciocavallo no, mai, quello che mi ha mandato è quello “dolce” e mi ha conquistata al primo assaggio, mi piace la sua storia e linkando sulla foto troverete qualche informazione.

Domenica sera avevo fatto la polenta, rigorosamente con la MDP come sempre da quando Francesco di un forum me l’ha fatta conoscere nel 2009 (avevo messo il link ma ora non esiste più il blog di Francesco, non quello, almeno); troverete le indicazioni qui.

La prima volta che feci la polenta con la MDP non dissi nulla a ello (lui è per metà carnico ) e dopo i suoi complimenti confessai, fino ad allora, ripeto, mescolavo per 40 minuti.

Con gli avanzi si possono fare un sacco di cose, alla fine del post vi lascerò qualche idea.

Anche la besciamella, che prima evitavo perchè i grumi non mi davano tregua ora, con Questa fatta al microonde (anche quella del 2009, che fosse l’anno dei “geni”? ;-) ), per me è diventata un gioco, io non adopero grassi, soltanto latte (di soia) e farina (di riso), alla fine aggiungo qualche verdura ecc. a seconda della ricetta che desidero fare.

Lasagna di polenta da infornare.

Per questa “lasagna” che, come molte delle mie preparazioni nascono per “esigenze di copione” ho adoperato la polpa di zucca che avevo congelato e la polvere di porcini che faccio con i porcini secchi nel macinino da caffè, è comodissima da adoperare, ne basta un pizzico per profumare ed insaporire una pietanza.

Ingredienti per una cocottina 10×10, (è preferibile fare delle mono-porzioni):

  • 4 quadrati di polenta 10×10,
  • funghi porcini o altri a piacere,
  • polpa di zucca cotta,
  • polvere di funghi porcini,
  • caciocavallo grattugiato.

Per la besciamella:

  • 30 g. di farina di riso,
  • 200 ml di latte di soia naturale (senza aromi né zuccheri aggiunti),
  • sale,
  • polpa di zucca (aggiunta dopo),
  • polvere di funghi porcini raccolti da me (aggiunta alla fine).

Come fare:

se l’avete in programma, appena la polenta è pronta prelevarne una parte, lasciarla intiepidire, stenderla con una spatola su carta forno e lasciarla rapprendere, ritagliarne dei quadrati 10×10.

Per la besciamella seguire le  Sue indicazioni, io, ottenuta la densità desiderata (2 cotture di 3+3) ho aggiunto la polpa di zucca e la polvere di porcini, ho controllato la sapidità e ne ho messa un pò sul fondo della cocottina, ho adagiato la lasagna di polenta, altra besciamella, ho aggiunto i porcini tagliuzzati con le forbici (Nigella docet) ed il caciocavallo grattugiato, lasagna, besciamella e via di seguito per 4 strati terminando con besciamella e porcini.

Ho chiuso la cocottina ed infornato a 200°C. per 1/4 d’ora, ho tolto il coperchio, aggiunto il caciocavallo grattugiato e fatto gratinare fino a scioglimento del formaggio evitando la crosticina.

Buona giornata.

Come promesso, altre idee con la polenta MDP:

   


Strucul di cavoce (Rotolo di zucca)…

Ieri era giovedì grasso, l’ho saputo per caso parlando con Annina la vicina nel pomeriggio, per dir la verità non ci penso per niente al carnevale, feste che mi passano accanto senza che me ne accorga.

Quando vivevo a Trieste era un pò diverso, lì, anche non volendo, sentivo l’atmosfera nell’aria, vuoi per il Carnevale di Servola, vuoi per quello di Muggia e poi, diciamolo, il triestino è gioioso, compagnone e non è strano incontrare per strada più adulti mascherati e coppie di anziani che bambini.

I friulani, nemici giuratidei Triestini, hanno persino pasticciato la scritta Trieste dai cartelli stradali adiacenti lo Stadio… dicono che siamo chiassosi e superficiali, sarà anche così, ma mai come in questo momento è perfetta la strofa di una canzone triestina: “Sempre alegri, mai passion, viva là e po’ bon!”.

Nell’attesa che mi arrivi l’ispirazione per le fritole, per questo fine settimana vi lascio una ricetta Friulana, il rotolo di zucca, praticamente è simile allo  strucolo de spinaze, una pasta di patate farcita, arrotolata in un tovagliolo e cotta nell’acqua, si taglia a fette e si condisce con burro fuso e pangrattato, nelle trattorie del Carso quello con gli spinaci viene spesso condito con del sugo d’arrosto.

Prima di presentarvi la ricetta volevo parlarvi del Montasio, formaggio che compare quasi sempre nelle ricette Friulane di un tempo.

Il Montasio, prodotto in una zona che comprende il Friuli oltre alle province di Belluno, Treviso, Padova e Venezia, è un formaggio nato nel Medioevo dalle abili mani dei casari dell’Abbazia di Moggio, in Carnia.

(Ora nell’Abbazia ci sono le Clarisse, monache di clausura, se doveste passare da quelle parti vi auguro di riuscire ad ascoltarle mentre fanno le prove di canto, un’emozione indescrivibile per me poi che adoro la musica per organo.)

La sua produzione, pian piano, si allargò a tutto il territorio delle Tre Venezie, fino ad arrivare, ai giorni nostri, a oltre 100.000 quintali.

La preparazione di questo formaggio, che ancora oggi nell’uso regionale comune è più noto con il vecchio nome di Latteria, è una delle vecchie istituzioni friulane.

Si tratta di un formaggio a pasta soda, prodotto con latte di vacca, la cui preparazione è stata tramandata di padre in figlio, fino a quando le nuove generazioni lo hanno trasformato in un prodotto dalle caratteristiche organolettiche ben stabilite e distinte.

Il Montasio è apprezzabile per la presenza di fermenti lattici vivi in numero ancora elevato anche al momento del consumo: una flora lattica che riesce altamente benefica alla digestione e apportatrice di alti valori nutrizionali e di minerali.

Confezionato in forme cilindriche, piatte, di circa 5/9 kg. viemne messo in vendita nei diversi tempi di stagionatura:

  • fresco, stagionato da due a cinque mesi, di gusto delicato (da tavola);
  • mezzano, dopo una stagionatura di 5-12 mesi, a pasta più gustosa e sapida;
  • stravecchio, dopo oltre un anno di stagionatura, ormai a pasta dal gusto piccante (da grattugia)**

**Vi assicuro che quest’ultimo non vi farà rimpiangere il parmigiano!

Ingredienti per 6 persone (ricetta originale):

  • 1/2 kilo di patate,
  • 200 g. di farina,
  • 2 uova,
  • 120 g. di burro (1 cucchiaio è per la pasta di patate) (io ho usato quello di soia),
  • (ricotta affumicata per condire).

Per il ripieno:

  • 750 g. di zucca (io quella della foto),
  • 250 g. di ricotta fresca,
  • 80 g. di Montasio grattugiato,
  • 60 g. di pangrattato,
  • sale e pepe ( omesso il pepe).

Come fare la pasta di patate:

lessare le patate, sbucciarle, schiacciarle e mescolare il cucchiaio di burro morbido, 1 uovo, un pizzico di sale e la farina.

Preparare un panetto che  stenderete su un tovagliolo infarinato (usatene uno che avete lavato senza l’ammorbidente e risciacquato bene).

Come preparare la farcia (la ricetta originale dice di lessare la zucca in acqua salata):

io ho cotto la zucca in forno a 180°C., tagliata a fette che ho avvolto nella stagnola, sono cotte quando cedono alla forchetta.

Raccogliere la polpa in una terrina e mescolarla alla ricotta, al formaggio grattugiatoed il restante uovo sbattuto leggermente con il sale (assaggiate).

Stendere la farcia sulla pasta di patate, arrotolare, legare le estremità ed immergere in una pentola capiente con acqua a bollore per 20 minuti, sgocciolare, far raffreddare e togliere il tovagliolo.

Tagliare il rotolo a fette e condirlo con burro e pangrattato, io ho aggiunto la ricotta affumicata che, ripeto, con la zucca ci sta d’incanto.

Questa è una di quelle preparazioni dalle mille varianti, usando le patate viola l’effetto sarà scenografico, colorando la pasta con lo zafferano e usando per la farcia le quasi-introvabili carote nere si otterrà un giallo/nero elegantissimo, insomma c’è da sbizzarrirsi, considerando che è davvero di semplice esecuzione, provate se vi va.

Qui troverete altre informazioni, più dettagliate sul Montasio ed anche qualche ricetta.


Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico e non solo.

Tagliatelle con farina di grano arso su crema di zucca al basilico.

Non poteva mancare nella mia carrellata la mia adorata farina di grano arso, avevo preparato il panetto assieme agli altri e c’era anche l’intenzione di fare una “full immertion”, ma il sole iniziava a scendere in mare e su di me incombeva l’arrivo di “ello” con un “grande appetito” così sapendo che anche dopo un lungo riposo la farina di grano arso non mi avrebbe tradita l’ho riposto al fresco.

Il sapore affumicato della farina di grano arso (che solitamente viene mescolata alla farina di semola) richiede un abbinamento che ben si sposi con questa particolarità, anche in questo caso ho scelto la zucca, una semplice crema di zucca e basilico.

L’abbinamento zucca/basilico è stato casuale in quanto solitamente uso rosmarino, zenzero, cannella, salvia.

Stavo sgranocchiando la foglia di basilico superstite della bruschetta di panettone quando, simulando Nigella, ho aperto il frigo ed ho incominciato a vedere cosa potevo mangiare ancora e mi è capitata la ciotolina con la marmellata di zucca che avevo messo sopra i muffin, mi è piaciuto talmente tanto che ho spezzettato un’altra foglia di basilico e mi sono fatta un crostino con la marmellata di zucca al basilico (ho una zuccona a casa e credo che proverò a confezionarne qualche vasetto).

L’idea era anche di fare delle trecce e raccoglierle a chignon ma dopo la cottura non rende l’idea quindi bocciata..però mangiata :-)

Le tagliatelle avanzate le ho mescolate, alcune le ho condite con la crema di zucca e qualcuna soltanto con olio di semi di zucca e ricotta affumicata (aggiunta fuori onda ;-) )

Ed ora vi presento quella che sarebbe dovuta essere l’”Unica” mia proposta: le tagliatelle con farina di pane e di castagne con crema di radicchio tardivo e funghi porcini, buonissime ma la percentuale di farina di pane è davvero troppa, le rifarò (avanza sempre pane) aumentando la farina di castagne, con queste proporzioni è perfetta per paste ripiene, ha tenuto perfettamente la cottura ma non ha retto la lunghezza,  avevo già preparato il post ma temendo la figuraccia mi ero trattenuta dal pubblicarlo, ma in cucina si piò anche sbagliare, e poi cosa sarà mai un “Flop”?

Ingredienti per la pasta:

  • 150 g. di farina di pane ottenuta semplicemente macinando il pane finemente,
  • 50 g. di farina di castagne,
  • 3 uova.

Per il condimento:

  • funghi porcini (congelati del mio raccolto), tagliati non troppo sottili e saltati in padella con aglio vestito.
  • il rosso del radicchio tardivo,
  • olio evo,
  • farina di farro,
  • sale affumicato.

Come fare:

perla pasta ho seguito le indicazioni della “predestinata vincitrice di gennaio” mentre il condimento al radicchio  è diverso da quello di ieri.

Annina la vicina mi ha svelato il segreto di Bertilla delle Lady Chef che fa sempre il ru (roux) con l’olio d’oliva, lo adopera per addensare sughi e salse, io ho usato la farina di farro.

Ho frullato il radicchio col sale affumicato, ho versato il ru (roux) caldo, ho frullato ancora, il radicchio si è “addolcito” ed ammorbidito, da provare!

Tagliatelle con farina di pane e di castagne con crema di radicchio rosso tardivo e funghi porcini.

Ora ho finito, anzi, devo ancora “riciclare” gli avanzi di tagliatelle  oggi ne uscirà proprio un bel-buon piattino per ello :-)

Da questo momento ripongo il mattarello/matterello per tirarlo fuori soltanto in casi di litigio furibondo con ello e torno a coccolarmi la mia adorata, vetusta Nonna Papera e tanti saluti :-D


La passione del riciclo in un Muffin (Farina di Panettone e bucce di Zucca) e già che c’ero ho riciclato anche la carta forno.

Oggi ho una di quelle giornate che io definisco ludico-culinarie, mi sono svegliata ed ho ripreso subito il pensiero che avevo prima di addormentarmi cioè quello di fare una ricetta adoperando la farina di panettone che avevo già utilizzato per fare le lasagne (più sotto c’è il link).

Neanche il tempo muffo è riuscito a smontare il mio entusiasmo e complice una trasferta di lavoro di ello che lo terrà fuori casa fino a sera, io, topolina biricchina sto ballando follemente per la cucina.

Questi muffin nascono da una  serie di combinazioni che conferma la mia (e non solo) tesi che nulla succede per caso.

Tutto ha avuto inizio da 2 boccioni di plastica, si, avete letto bene 2 semplici, insignificanti, odiosissimi boccioni di plastica di ello.

Dovete sapere che mister ello ormai beve acqua soltanto se proviene dal distributore del comune ed è contenuta  in uno dei suoi 2 boccioni che a turno sposta da una macchina all’altra per cui quando è su una i boccioni sono sull’altra e viceversa.

Durante il giorno mi telefona ed io spero sempre che mi dica: amore mi manchi, ti amo ecc., invece mi dice:

dove sono i boccioni?

Amore saranno nell’altra macchina…

Tutti 2?

Non so amore, io non li adopero i tuoi boccioni.

Mah, fai sparire sempre tutto… e chiude la comunicazione.

Ieri mattina, stremata ho deciso di andargliene a comperare uno stock, però non è facile trovare i boccioni di plastica ma soltanto tanichette, o boccioni di vetro che sono anche più igienici.

L’ultima spiaggia è stata (grazie a messer pc) l’ Enologica Friulana che sta dall’altra parte della città.

Cicola e ciacola alla fine il titolare mi dice: le faccio un regalino e mi regala una rivista, l’ho sfogliata e mi si è aperto un mondo:

ma ci sono anche ricette, perfetto, perchè sa, io ho un piccolo blog di cucina.

Ah si? Allora non è un caso se è arrivata fin qui, la invito lunedì alla presentazione di un libro e le presento una persona che fa corsi su come adoperare le erbe e i fiori in cucina, s’intende di funghi e quant’altro.

Evvai!!!

Allora ci vediamo lunedì, mi ha fatto piacere conoscerla.

Anche a me, arrivederci e grazie.

Arrivo alla ricetta però non senza condividere con voi quanto ho trovato sulla storia dei muffin, io non la conoscevo ed ora mi sento molto più informata.

“Il muffin è un dolce simile al plum cake, di forma rotonda con la cima a calotta semisferica senza glassa di rivestimento.

Si possono preparare con ripieno di mirtilli, cioccolato, cetrioli (?), lampone, cannella, zucca, noce, limone, banana, arancia, pesca, fragola, mandorle e carote (e molto altro aggiungo io).

In genere i muffin si tengono in un palmo della mano e si consumano in un sol boccone.

La parola muffin viene citata per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la scritta moofin.

Qualcuno la fa derivare dal francese mouflet, che significa soffice, inteso come il pane, altri dal tedesco muffen che significa piccole torte.

Le prime versioni di muffin erano meno nobili.

Il fornaio di famiglia, inizialmente, cucinava i muffin per la servitù, con i rimasugli del pane del giorno prima e con i rimasugli di lavorazione di biscotti, mescolando il tutto con delle patate schiacciate.

Il tutto veniva fritto facendo divenire il composto così ottenuto leggero e croccante.

Quando questo dolcetto venne scoperto dai signori inglesi dell’epoca diventò l’accompagnaento preferito per l’ora del te.

La ricetta che mi ha ispirato questo riciclo l’ho trovata proprio in quella rivista ed è di un giovane chef che, assieme ad altri 2 giovani gestisce un ristorantino (soltanto per la metratura però) di pesce che ha dato una geniale alternativa alla clientela delle prosciutterie di San Daniele del Friuli.

Dal momento che in 3 non arrivano ai 75 anni voglio fargli un pò di pubblicità, se vi trovate dalle parti di San Daniele del Friuli, frazione Villanova per l’esattezza, andate a trovarli, Giulia, Nicola e Stefano (l’ideatore del muffin) vi accoglieranno in un ambiente informale, accogliente, luminoso, fresco e giovane, mangerete benissimo spendendo il giusto, qui la qualità/prezzo è indiscutibilmente rispettata:

Ristorantino ai Sapori                       Telefono: 0432 95 30 25

Via Giacomo Bernè, 33                             Giorno di chiusura: domenica

Villanova frazione di                                 Coperti: 25-30 (esterni 20)

(San Daniele del Friuli)                             Prezzo medio: 25, 30 €.

Ci siamo, ecco la ricetta originale con tra parentesi le mie varianti:

  • 350 g. di farina (250 g. farina di panettone, 50 g. farina di mandorle, 50 g. farina di castagne),
  • 200 g. di zucca (io (Butternut)gli scarti, buccia e polpa, della pumpkin pie),
  • 60 g. di zucchero bianco (50 g. zucchero aromatizzato alla vaniglia),
  • 60 g. di zucchero di canna (omesso),
  • 3 uova,
  • 150 g. di burro (di soia),
  • 1 bustina di lievito per dolci,
  • 100 ml di latte (di soia),
  • 1 cucchiaio di cannella (fiori di cannella macinati),
  • 3 cucchiaini da caffè di zenzero in polvere (io 1/2 radice di zenzero fresco grattugiato),
  • 1 pò di noce moscata (omessa).

Per fare la farina di panettone, mettere il panettone sbriciolato grossolanamente in forno a 110°C. per 10 minuti poi abbassate a 90°C. muovendo e sbriciolando il panettone,lasciare lo sportello leggermente aperto.

Il procedimento è diverso dal primo (quello dell”insolito menù) ma questa volta le fette erano più grosse, l’importante è non “abbrustolirlo” troppo.

Mettere le briciole ottenute nel robot (io assieme alla farina di mandorle e quella di castagne) e ridurre a farina (vedi collage).

Come fare da ricetta originale tra parentesi le mie varianti:

far asciugare la polpa della zucca in una padella antiaderente per circa 20 minuti

(avevo bucce e polpa già cotte).

Schiacciare la polpa rendendo il composto cremoso.

(ho frullato col minipimer assieme a poco latte di soia).

Far sciogliere il burro e lasciarlo raffreddare, unire lo zucchero e lavorare finchè risulti ben spumoso.

(ho lavorato il burro con lo zucchero ridotto a velo assieme ai fiori di cannella).

Aggiungere le uova ed incorporare nell’ordine: farina, lievito e la polpa di zucca, infine unire il latte e le spezie, mescolando delicatamente.

(soltanto lo zenzero in quanto i fiori di cannella erano già nell’impasto di burro).

Versare il composto nelle formine o in stampino di alluminio e cuocere in forno per circa 25 minuti a 180° C.

Stefano, nella sua ricetta, alla fine scava il muffin al centro ed lo farcisce con della mostarda di zucca (che proverò e condividerò) e lo serve con della crema Chantilly calda.

( io li ho farciti con la  marmellata di zucca fatta da me).

Con questa dose sono venuti 13 muffin che io ho diviso in sacchetti e messi in congelatore (Nigella docet), all’occorrenza tirarli fuori qualche ora prima e, volendo riscaldarli in forno (meglio no MW).

Mentre il panettone si stava asciugando in forno ho preparato gli stampini con la carta forno riciclata, quella dove appoggio il pane a riscaldare per ello.

L’ho stropicciata, l’ho bagnata e strizzata bene, l’ho appoggiata sopra uno stampino rotondo in alluminio ed ho appoggiato sopra un altro stampino per dargli la forma ed ho messo in forno ad asciugare, volevo avessero un aspetto rustico ed il risultato mi ha soddisfatta.

Qui come fare la farina di panettone ed altre ricette e se avete dubbi io sono a disposizione…ah dimenticavo: sono sublimi

Altre informazioni sul muffin qui, certamente il sito più completo, tecnico, esaustivo che esiste in rete (sempre secondo me)

Occhio che Perla vi tiene d’occhio.

P.S.: sapete dov’erano i boccioni? Erano sotto il sedile della macchina, però me l’ha detto stamattina con fare mogio mogio.


Pumpkin Pie (Torta di zucca)…

Eccomi qui, la mia prima volta a “Rifatte Senza Glutine”..che non è una rubrica di striscia la notizia :-D ma è una cosa seria, molto seria, perchè la celiachia per molto tempo sconosciuta ai più, ora inizia ad avere la “giusta” attenzione, non è ancora presa sul serio da molti ristoratori che sottovalutano la pericolosità della “contaminazione” del cibo glutinoso con quello non glutinoso, mandando a volte le persone all’ospedale :-(

Ed è anche per questo che è importante parlarne, anzi “cucinarne” di cibo senza glutine e se lo fanno anche persone che non sono celiache dimostra che il cibo per celiaci è semplicemente “cibo”, buono, saporito,certo, sarà più complicato “panificare”, impastare perchè le farine senza glutine non “collaborano” in questo senso.

Spesso, mentre preparo qualcosa mi accorgo che cucino senza glutine e non è così difficile ed il sapore è sorprendente.

Così è stato nel preparare questa torta, come farina ho scelto la mia “solita” farina di grano saraceno con spiga di certificazione ovviamente.

Per la ricetta integrale vi mando da lei, nel suo Castello in Giardino.

Ingredienti per la pasta brisè che, non ci crederete, è la prima volta che faccio e se avessi immaginato com’è facile avrei iniziato molto prima ;-) , ho scelto la versione che consiglia Felix (quella con l’uovo):

per una teglia di 14 cm.di diametro:

  • 100 g di farina di grano saraceno,
  • 40 g. di burro di soia,
  • 1/2 uovo,
  • pizzichino-ino di sale,
  • 1 cucchiaino d’acqua.

Come fare:

mettere il sale nella farina e mescolare assieme al burro, aggiungere l’uovo e l’acqua, riporre in frigorifero 2 ore.

Ingredienti per il ripieno:

  • 220 g. di polpa di zucca già asciugata (Butternut), ottenuta mettendo le fette in forno avvolte da stagnola (180°C. x 40 minuti),
  • 100 g. di panna di soia,
  • 50 g. di zucchero Muscovado,
  • 1 uovo,
  • 1/2 Fava Tonka grattugiata (sa di mandorla amara e “simula” gli amaretti che ci stanno benissimo con la zucca),
  • 50 g. di gocce di cioccolato fondente,
  • cioccolato fondente fuso e “bon bon arancioni” per decorare.

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C.

Setacciare (o frullare come consiglia la “capa”) la polpa della zucca ed unirla agli altri ingredienti, per ultime le gocce di cioccolato.

Versare il composto nella teglia foderata con la pasta brisè ed infornare a 200°C. per 15 minuti, abbassare poi a 180 °C. per 40/45 minuti.

Io, data la grandezza della mia teglia ho variato i tempi in 10 minuti a 200°C. e 35 minuti a 180°C.

Avrete notato che ho “riesumato” la Fava Tonka, perchè noi blogger seguiamo spesso le mode e la povera “Tonkita” dopo mesi di luci della ribalta era finita nel dimenticatoio.

Non sono una fanatica delle mode ma se una cosa mi piace mi piace e basta,  l’aroma di mandorla che rilascia è perfetto per questa torta, avrei voluto “giocare” col rosmarino o rimanere fedele a cannella e zenzero ma volevo cambiare.

Le gocce di cioccolato e l’uso dello zucchero muscovado completano l’opera.

Certamente una torta da “Rifare”…


Ah..non ho messo il nastrino per tenere assieme la torta, sono “crepe di assestamento”, potevo almeno fotografarla dall’altra parte, ma è andata così..è un pò “rustega”..come me what else?

Buona domenica e..alla prossima :-)


Ambarabaciccicoccò 3 bruschette sul comò…

Ce l’ho fatta!!! Finalmente ho “bruschettato” anch’io, per dir la verità non so se sono bruschette, crostini/oni o cosa, io ho “bruscato” la polenta ed il pane, li ho “accarezzati” con un profumatissimo spicchio d’aglio e li ho coperti con ingredienti peccaminosi e no e le foto le ho fatte su un vecchio “comò” (ambarabaciccicoccò) sul quale si era appoggiato un luminosissimo raggio di sole :-)

Da quale parto? Parto da quello più “dieteticamente corretto”, pane nero e pesto di cavolo cinese…ma arrivo al dettaglio.

Cavolo cinese (cliccare per informazioni e ricette)

Ingredienti:

  • pane nero,
  • il verde delle foglie di cavolo cinese (Cavolo di Pechino),
  • mandorle,
  • olio di semi di zucca,
  • sale,
  • qualche granello di pepe rosa in salamoia per il pesto e per la decorazione

Come fare:

tostare il pane nero, profumarlo abbondantemente di aglio, appoggiare una foglia di cavolo e sopra la salsina, decorare con foglia di cavolo sinuzzata e pepe rosa.

Com’è andata a finire…

Polenta, luganega e stracchino di Capra

Quando sono stata a Firenze il 9 ottobre l’ansia da prestazione mi aveva chiuso lo stomaco (averne di queste ansie ogni tanto :-D ) però i crostini con salsiccia e stracchino che aveva preparato Silvia mi sono rimasti nel cuore e così li ho “friulanizzati” (sconfinando un pò in Veneto) con la polenta e la luganega, ho adoperato lo stracchino di capra che ha rinforzato il sapore.

Ingredienti:

  • polenta (anche da riciclare) tagliataa sottile,
  • luganega spellata e sbriciolata,
  • stracchino di capra,
  • aglio,
  • poco origano.

Come fare:

mescolare la luganega con lo stracchino, far abbrustolire la polenta e strofinarla con l’aglio, mettere il composto ed infornare a 180°C. per 10 minuti e poi funzione grill per ottenere la crosticina (andate tranquillamente a occhio, l’importante è che non si secchi).

Bruschette polenta da infornare

Ed ecco l’ultima ma non per bontà la bruschetta di polenta con la zucca e gorgonzola.

Ingredienti:

  • polenta (anche da riciclare) tagliata sottile,
  • zucca (per questa ho adoperato la “barucca”,
  • gorgonzola dolce,
  • aglio,
  • aghi di rosmarino.

Come fare:

preparare una dadolata (piccola, piccola) con la zucca, e fatela cuocere in olio evo con l’aglio e qualche ago di rosmarino (deve comunque rimanere croccante).

Nel frattempo abbrustolire la polenta, strofinarla con l’aglio, coprire con la dadolata di zucca e spargere qualche fiocco di gorgonzola, infornare a 200°C. funzione grill per 5 minuti.

 


Variazioni di Pasta alla Zucca.

Farfalle alla zucca con uova di salmone

Mi ha sempre fatto ridere l’esclamazione: “oh…mondo zucchino”, ma ormai la stagione delle zucchine è terminata ed entrano in scena le zucche.

Come non essere sorridenti e gioiosi di fronte ad un carro di zucche? Così colorate, stortignaccole, bitorzolute, così diverse l’una dall’altra, sembra quasi di sentirle “vociare” su quel carro…

Avevo scritto un bel post (l’ultimo) nell’altro blog, mi dispiace non averlo salvato, ma qualcosa ricordo…

Parlavo di una zucca “vanitosa” che ama mettersi in mostra nelle piazze e farsi ammirare, di una zucca generosa che è stata un tempo  la carne dei poveri.

Raccontavo di una zucca disponibile e paziente che si lascia “intagliare” e diventa opera d’arte, una zucca dal carattere docile che ben accetta sia la compagnia salata che dolce ed ama “profumarsi” con aromi speziati.

E poverina, si presta anche ad essere “ingrassata” per partecipare a “gare di zucca”, proprio a Udine, nell’azienda agraria universitaria Antonio Servadei si coltivano zucche giganti ma, attenzione, no OGM ma bensì da incroci di semi di specie diverse.

Sopporta anche di essere “associata” all’ orribile festa di halloween che abbiamo avuto la malaugurata idea d’importare dall’America :-( , ma forse sapere che illumina e colora  una  buia e tenebrosa notte di festa allevia la sua fatica.

Io ho portato la zucca al mare e l’ho abbinata alle uova di salmone, esperimento riuscito, certo le uova di salmone non devono prevalere ma danno alla pasta una sapidità ed un sapore particolare (burro, uova di salmone, saltare assieme alle farfalle…fatto :-) )

Ah le farfalle si fanno pizzicando il centro dei rettangolini ;-)

Ingredienti per la sfoglia alla zucca:

  • 500 g. di farina (ho usato la semola rimacinata),
  • 350 g. di purea di zucca (ottenuta infornando la zucca con la buccia tagliata a fette nella stagnola a 180°C. per c.ca 30 minuti).
  • 1 uovo,
  • 1 pizzico di sale,
  • 1 cucchiaio di semi di papavero.

Come fare la sfoglia:

essendo un impasto che va lavorato a lungo ho optato per la macchina del pane, inserendo nel cesto tutti gli ingredienti meno i semi di papavero che ho unito all’ultimo, la purea di zucca va inserita fredda dopo aver eliminato la buccia.

Avvolgere l’impasto nella pellicola e farlo riposare al fresco per alcune ore (io l’ho preparato la sera per la mattina).

Stenderlo ed ottenere una sfoglia ( il libricino dice non troppo sottile ma io che ho fatto più formati ho diversificato lo spessore) che taglierete a rettangoli irregolari.

Immergerli come sempre in acqua bollente salata e tenerli “a galla” 3 minuti c.ca.

Scolare e condire a piacere: io ho usato questi condimenti:

Porro, pinoli semi di papavero

Ingredienti:

  • 50 g. di burro (di soia),
  • 50 g. di pinoli tostati,
  • rondelline di porro (o 1/2 cipolla),
  • parmigiano.

Come fare:

rosolare le rondelle di porro nel burro senza farle colorare, aggiungere i pinoli ed i semi di papavero, insaporire la pasta nel tegame, servire con una spolverata di parmigiano.

Cuoricini di zucca al gorgonzola

Io sono una grande estimatrice di questo abbinamento, la zucca “dolce”, il gorgonzola “piccante” ed un pò aggressivo, nella vita sarebbe la “coppia perfetta” ;-)  e lo è anche qui..

Far sciogliere il gorgonzola in poco latte, a fuoco dolce (non fate come me che l’ho perso di vista un attimo), deve rimanere cremoso e non deve rilasciare l’unto.

Blecs con burro, salvia e ricotta affumicata

Non riesco ad immaginare condimento più azzeccato, a Roma direbbero: “a morte sua”, ed è vero, il burro fuso (in Carnia lo fanno proprio diventare color bruno), la salvia e la ricotta affumicata sono il condimento perfetto.

Se non gradite l’affumicato va bene anche un Montasio o un parmigiano.

Questo taglio l’ho visto nel libro di Cosetti “Vecchia e Nuova Cucina di Carnia” (c’è chi ne sa più di me ;-) ) lui fa de triangoli e li piega, proprio come “ho cercato” di fare io :-D


Gnochi de susini e di albicocche, con zucca e patate viola: dove osano i tordi.

Gnoco di zucca con susine e rosmarino.

Avendo già confezionato il modello base, questa volta ho dato qualche pennellata di colore per rallegrare questo anticipo di autunno che da giorni vela l’atmosfera.

E, dopo aver saputo la triste notizia della morte della cagnona adorata di Dauly, sua compagna fedele per 13 anni la mia storia intorno parlerà di animali, di un tordo.

Per una giusta e naturale legge di compensazione la mia intrinseca difficoltà a relazionarmi con le persone ha fatto si che avessi, al suo posto, un rapporto speciale con gli animali.

Tanti anni fa, abitavo ancora a Trieste, stavo facendo la mia solita corsetta sulla Napoleonica, quando volli deviare verso un sentiero interno ed è lì che lo vidi: era senza piume, gli occhi chiusi, mi tolsi la maglietta, lo avvolsi e via di corsa dal mio amico per sapere cosa fare per farlo vivere.

Mah, mi disse, el xe tropo picio (è troppo piccolo), difficile ch’el vivi (difficile che viva).

Ma che specie sarà? Non si può sapere, potrebbe essere un merlo, un tordo, una ghiandaia.

Dopo aver avuto le informazioni su come nutrirlo lo portai a casa (nb, a quel tempo avevo anche Lorenzo, il mio gatto rosso).

Lo chiamai Amore e per un pò di tempo  lo portai di nascosto al lavoro, davo qualche colpo alla scatola,  lui spalancava il becco tutto agitato e col contagocce lo “imbeccavo”.

Pian piano gli crebbero le prime piume, aprì gli occhietti ed incominciammo ad amoreggiare, mi dava bacini col becco mentre Lorenzo guardava immobile e rassegnato.

Lo lasciai a casa, ormai il gatto lo considerava un suo parente e lo osservava un pò indispettito quando Amore andava a farsi il bagnetto nella sua ciotola dell’acqua.

Crebbe bene e sano, 2 volte volò dalla finestra lasciata innavertitamente aperta, ma ormai mi conosceva e se lo chiamavo arrivava anche attratto dal boccone di carne macinata che stringevo tra le dita.

Quando tornavo a casa mi volava direttamente tra i capelli e se ne stava lì tranquillo mentre io facevo le cose.

Arrivò il momento che dovetti metterlo in gabbia, una grande gabbia, una voliera, ormai non potevo più lasciarlo libero, la mattina dovevo coprire con un enorme nylon la “sua” stanza e la cosa diventava impegnativa anche per una come me che mette sempre gli animali al primo posto.

Quando lo misi in gabbia mi guardò in un modo che ricordo ancora, oserei dire con odio e da quel momento non mi venne più sulla testa, non mi dette più “bacini” e si limitò a mangiare e a starsene per conto suo.

Ed è allora che presi la decisione di liberarlo.

Una domenica lo misi in una gabbia più piccola e lo portai nel campeggio in Istria (Medulin) dove una mia amica aveva la roulotte e rimaneva lì tutta l’estate.

Arrivati a destinazione, aprii la gabbia e lui volò via, ce n’erano molti di merli e tordi nel campeggio ma lui si riconosceva perchè era un pò più piccolo degli altri ed anche perchè, quando lo chiamavano Amoreee, lui chinava il capino verso il basso e buttava l’occhio.

Non si avvicinò mai a nessuno di loro ed io non lo rividi mai più, là ho avuto la conferma che a volte, anche se è doloroso, devi lasciar andare chi ami.

Ingredienti per gli gnocchi (io ho fatto metà dose):

  • 1 kilo di polpa caldissima di zucca,
  • 250 g. di farina (c.ca),
  • 1 tuorlo,
  • 1 cucchiaino di rosmarino secco in polvere (aggiunta personale).

Ingredienti per il ripieno:

  • susine mature snocciolate e tagliate a metà,
  • zucchero quantità a piacere (ho usato il fruttosio),
  • aghi di rosmarino fresco leggermente schiacciati ma lasciati interi.

Ingredienti per il condimento:

  • burro chiarificato o burro (io uso il burro di soia),
  • pane grattugiato,
  • aghi di rosmarino,
  • lo sciroppo della maceratura delle susine.

Prepariamo il ripieno:

mettere tutti gli ingredienti in una terrina e lasciar macerare per qualche ora mescolando di tanto in tanto, nel frattempo prepariamo gli gnocchi.

Come fare gli gnocchi:

Togliere semi e filamenti alla zucca, tagliarla a fette senza sbucciarla, avvolgerle nella stagnola ed infornarle a 180° C. per c.ca 30 minuti (controllare con una forchetta la consistenza della polpa).

Togliere la polpa con un cucchiaio ed aggiungere la proporzione di farina e tuorlo, unire la polvere di rosmarino.

Il composto sarà  molle ma non aggiungere troppa farina, cercare piuttosto di infarinare bene il tavolo e la superficie dell’impasto (nel frattempo l’acqua salata sarà  sul fuoco).

Con un coppapasta o un bicchiere ritagliare dei cerchi che assottiglierete aiutandovi con le mani infarinate, al centro mettere mezza susina, riempire l’incavo del nocciolo con un pò di sciroppo e richiudere, formare delicatamente lo gnocco ed appoggiandolo sulla schiumarola metterlo a bollire e intanto prepariamo il condimento.

Come fare il condimento:

far sciogliere in un padellino il tipo di burro scelto assieme agli aghi di rosmarino “stropicciati” (che poi toglieremo) e far tostare il pane grattugiato, la colorazione è a vostra discrezione, questa volta ho scelto di lasciare il condimento più liquido e chiaro.

Prepariamo il piatto:

scolare lo/gli gnocchi ed irrorarli con il burro e pangrattato, aggiungere a piacere lo sciroppo di maceratura delle susine.

Zucca/Rosmarino, Susina/Rosmarino, 2 abbinamenti sperimentati con successo in altre preparazioni ed apprezzate, provate!!

Ecco la seconda versione:

Gnocchi di patate viola con albicocche e cardamomo.

Come potete immaginare questi li avevo preparati quando avevo ancora le albicocche fresche dello “zio”, avevo anche le patate viola (sotto, anche se è già stato divulgato, vi darò l’indirizzo mail di una ragazza che le coltiva  e vende in piccole quantità) ed è stata folgorazione.

Ingredienti per gli gnocchi (metto le proporzioni della mia ricetta originale), ho fatto metà dose:

  • 1 Kg di patate kennebek (qui viola),
  • 250 g di farina 00,
  • 1 uovo + 1 tuorlo,
  • sale q.b.

Ingredienti per il ripieno:

  • albicocche fresche dolci,
  • cardamomo in polvere,
  • zucchero (fruttosio).

Ingredienti per il condimento:

  • burro a scelta (vedi ricetta sopra),
  • pane grattugiato (facoltativo, io non l’ho messo),
  • semi di papavero leggermente tostati.
  • sciroppo della maceratura albicocche.

Come fare il ripieno:

snocciolare le albicocche e tagliarle in quarti, zuccherarle ed aggiungere la polvere di cardamomo, lasciar macerare alcune ore mescolando di tanto in tanto.

Come fare gli gnocchi:

in questo caso il procedimento è il solito , essendo un impasto più consistente del primo, per stenderlo, ho usato il mattarello.

Nel frattempo far bolire l’acqua salata per la cottura.

Ritagliare i cerchi,allargarli, appoggiare al centro le albicocche, richiudere e procedere come sopra.

Come fare il condimento:

nello stesso pentolino dove sono stati tostati i semi di papavero, far sciogliere il burro scelto.

Prepariamo il piatto:

Scolare gli gnocchi, irrorarli col burro fuso e semi di papavero, aggiungere lo sciroppo di macerazione e gustare :-)


Danubio Salato: variazione di ripieni.

Sì, ora o mai più perchè il Danubio era inserito in quella lista di ricette da guardare e non toccare, era in buona compagnia con l’Angelica ed il Kranz dal quale mi tengo alla larga per l’irreperibilità del malto secco (la ricetta che farei lo richiede).

Ho seguito la ricetta che trovate nel blog di Tery.

Ho scelto di farla con la MDP per questioni di tempo, ma ho seguito alla lettera le indicazioni attenendomi alle esigenze della MDP di inserire prima i liquidi.

La regola è ferrea, l’impasto dev’essere quello, la fantasia si può sbizzarrire nella forma, nei colori, nei ripieni.

La mia idea originale era quella di creare un’ onda con più curve di quella che poi ho fatto .

Ho giocato un pò sui ripieni con i quali sono stata un pò avara ma non avendo esperienza temevo che potessero fuoriuscire.

Ingredienti per 31 e 1/2 palline da 30 g. esatti (il numero che ho ricavato io dall’impasto):

  • 500 g. di farina (300 g. manitoba, 200 g. farina 00),
  • 150 g. di latte (anche 160, 170, regolatevi in base all’assorbimento della farina),
  • 3 tuorli ed 1 uovo intero,
  • 1 cucchiaino di sale (circa 8-10 gr),
  • 10 g. di lievito di birra,
  • 40 g. di zucchero,
  • 1 cucchiaino di miele,
  • 80 g. di strutto,
  • 20 g. di burro.

Come fare con la MDP (Macchina Del Pane):

sciogliere il lievito nel latte tiepido assieme al cucchiaino di miele e versare il composto nella MDP (programma impasto),

aggiungere le uova meno 1 tuorlo (ho rotto i tuorli affinchè non lasciassero puntini gialli), lo zucchero, le farine mescolate e setacciate.

Quando i liquidi saranno assorbiti ed amalgamati aggiungere il tuorlo rimasto con il sale ed  amalgamare completamente l’impasto.

Unire lo strutto ed il burro in 3 tempi facendo assorbire ogni volta completamente i grassi.

Io ho delegato tutto alla MDP ed ho toccato l’impasto, peraltro elastico e soffice come pochi (mi ha ricordato il panettone e la colomba), soltanto per fare la prova “trasparenza” indispensabile per verificare la sua perfetta incordatura.

Formare una palla e mettere a lievitare fino al raddoppio (ho coperto a campana con una grande ciotola).

Trascorso il tempo necessario (circa 2 ore), sgonfiare l’impasto e formare un salsicciotto.

Da questo ricavare tanti pezzetti da circa 30 grammi l’uno (31 e 1/2 i miei, il mezzo per l’assaggio) e schiacciarli con le mani per ottenere dei dischi  ponendo al centro il ripieno, nel mio caso:

zucca, gorgonzola, nociricotta, capperi, filetto d’acciugapeperoni arrostiti, patate, tonno al naturale, origano – prosciutto cotto, crescenzatonno al naturale, pomodori secchi, origano.

Chiudere i dischi sigillandoli sul fondo in modo da formare un paninetto.

Nel sigillare, cercare di stendere la superficie della pasta in modo da non formare grinze e avere un effetto liscio.

Danubio salato n

Per avere un effetto onda  appoggiare le palline su una grande teglia di alluminio e modellare l’alluminio ricavato da un’altra teglia formando degli argini di contenimento.

Far lievitare fino al raddoppio in forno tiepido.

Spennellare con il latte e cospargere con semi di papavero e sesamo.

Infornare  a 220°C. per 10-15 minuti.

È deciso: data la non particolare difficoltà d’esecuzione, il Danubio è stato da me nominato: Pane dell’anno.

E questo è l’interno, qui con tonno e pomodori secchi…

Vista anche la sua versatilità mi divertirò nelle forme e nei ripieni, ieri sera ho visto quello di Stella: il Danubio tricolore, geniale.


Coppette di zucca…..

Inizio la settimana con qualcosa di dolce, di leggero, di profumato e di colorato, perchè noi non ci facciamo mancare nulla, siamo  viziati e golosi e, in fondo, ci accontentiamo di poco.

Per fare queste coppette (io ho messo la crema nei bicchierini, ma dopo cotta) servono:

  • 750 g. di zucca,
  • 50 g. di miele,
  • 30 g. di maizena,
  • 500 ml di latte di soia,
  • 1 pizzico di sale,
  • scorza grattugiata di limone,
  • 1/2 cucchiaino di cannella,
  • 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere,
  • chicchi di melagrana per decorare (sostituibili con frutta a piacere).

Come fare:

preriscaldare il forno a 200°C., dopo aver pulito la zucca e tagliata a fette disporle sulla piastra e cuocere per 15 minuti, volendo la potete cuocere al vapore.

Frullare la polpa cotta o passarla nello schiacciapatate e trasferirla in una casseruola.

Unire il miele, lo zenzero, la cannella, la scorza di limone ed il sale, stemperare la maizena nel latte ed unire al composto.

Mescolando portare ad ebbollizione e sobbollire per 5 minuti finchè la crema sarà più asciutta.

Versarla nelle pirofile da porzione ed infornare per 20 minuti, finchè la superficie sarà dorata.

Servire nelle coppette o, come me, travasarle nei bicchieri e decorare.


Spuma di zucca con tartare di zucchini…nostalgia di “verrine”…

Mi sto ancora dando (piccole) botte sul capino perchè non ho aderito subito al contest, magari provando a replicare tutte e 3 le ricette.

Però io devo fare le cose se e quando mi sento….un pò come ello.

Andiamo a fare una passeggiata così fai un pò di movimento?

Non mi sento…..

Vieni con me in piscina?

Non mi sento…..

E così invece di “imparare” lui da me imparo io da lui..”non mi sento” e le occasioni scorrono via…

L’occasione del contest “verrine in rete” sono riuscita a prenderlo per la coda, così oggi rispolvero una ricettina dell’ Hotel Sacher provata tempo fa e servita proprio in un bicchiere.

Scrivo la ricetta completa, io l’ho divisa a metà.

Ingredienti:

  • 300 g. di polpa di zucca,
  • 2 scalogni,
  • 3 cucchiai di olio evo,
  • 125 ml di vino bianco,
  • 1 litro di brodo di pollo o vegetale,
  • 125 ml. di panna montata,
  • sale (affumicato),
  • pepe (verde),
  • 1 pizzico noce moscata,
  • 1 pizzico di zenzero,
  • 1pizzico di cannella (solo per me),
  • olio di semi di zucca (lo trovate al Naturasì).

Per la tartare di zucchine:

  • 1 zucchina medi,
  • 1 cucchiaio di olio evo,
  • sale (affumicato),
  • pepe (verde).

Come fare:

tagliare la polpa di zucca a dadini e tritare finemente gli scalogni, far appassire nell’olio evo precedentemente scaldato, sfumare col vino e far evaporare, aggiungere il brodo, la panna e tutti gli aromi, far bollire per mezz’ora.

Frullare col minipimer ed aggiustare di sale, servire con la tartare di zucchine e qualche goccia d’olio di semi di zucca, volendo arricchire la decorazione tostare ed asciugare nel forno un crostino di pane tagliato sottilissimo.

Preparare la tartare di zucchine:

tagliare la zucchina a dadini piccolissimi e farla rosolare nell’olio evo bollente, salare ed aggiungerla alla minestra.

Buona giornata a tutte/i :-)


Mezze maniche con zucca,chiodini, castagne, gorgonzola, l’autunno in tavola.

È la prima volta che adopero le mezze maniche e devo dire che hanno tenuto benissimo anche la strapazzata in padella durante il salto, con loro hanno saltato in padella: la zucca, la salsiccia (per ello), i funghi porcini, le castagne e sopra la mia porzione ho appoggiato fiocchi di gorgonzola dolce, tutti insieme allegramente e con colore.

Avevo visto questa ricetta tempo fa e ieri, complice una giornata freddissima, piovosissima e ventosissima ed un ello dormiente mi sono dedicata a lei, con il cuore.

Dosi indicative, modificabili a piacere da chi legge, con omissioni o aggiunte, per farla com’è nella foto occorre:

  • 200 g. di mezze maniche rigate,
  • 1 zucca da usare come contenitore,
  • 200 g. di polpa di zucca,
  • 1 salsiccia,
  • 3 funghi porcini (congelati :-( ),
  • 6 marroni crudi o 10 castagne,
  • 1/2 cipolla rossa di Tropea,
  • 1 spicchio d’aglio vestito,
  • brodo vegetale,
  • pepe verde,
  • sale,
  • 2 cucchiai olio evo,
  • gorgonzola dolce.

Come fare:

tritare la cipolla e farla appassire in 1 cucchiaio d’olio, tagliare a cubetti la polpa della zucca, pelare le castagne, tritarle ed unire tutto alla cipolla, bagnare col brodo vegetale e portare a cottura.

A parte tagliate i funghi a cubetti e fateli saltare con lo spicchio d’aglio vestito, toglierli dal tegame e nello stesso olio fate rosolare la salsiccia sbriciolata, eliminare l’aglio, scolare la salsiccia dal grasso e metterla da parte.

Quando zucca e castagne saranno cotte passarle al setaccio o, come me, schiacciatele lasciando qualche pezzetto intero, unire la salsiccia ed i funghi, aggiustare di sale e pepare  ed ultimare la cottura della pasta nel condimento allungando con la sua acqua.

Inzuccare (impiattare) ed ultimare con parmigiano grattuggiato per ello o con fiocchi di gorgonzola  per me.

Bene, con questo primo piatto succulento, vi auguro una deliziosa, colorata settimana.


Crostatine e rotolini alla zucca.

E perchè “dolcetto scherzetto” chiederete voi? Semplicemente perchè c’è la zucca e perchè in quel post non ho messo la ricetta :-D

Io non amo halloween, se avessi bambini probabilmente si (non potrei mica emarginarli) ma non amo l’halloween degli adulti, quelli che prendono a pretesto questa festa per combinarne di tutti i colori e non sono certo i colori dell’arcobaleno.

Finita l’introduzione passo alla ricetta che, in questo caso accontenterà anche chi è a dieta o preferisce mangiare sano.

Qui non c’è burro che è sostituito dal Tahini, chiamato anche burro di sesamo perchè è ottenuto dai semi di sesamo tostati.

Come sempre vi informerò delle difficoltà incontrate e delle mie soluzioni.

Essendo il ripieno una crema di zucca profumata alla cannella ho diviso il composto, lasciandone uno al naturale, in 4 parti ed ho unito ad una aghi di rosmarino fresco tritato e nell’altra zenzero fresco grattugiato che, come dico sempre, si sposa alla perfezione con la zucca.

Ingredienti:

  • 300 g. di farina integrale biologica,
  • 1 uovo bio ,
  • 3 cucchiai di olio evo (volendo potete usare quello di sesamo o di mais),
  • 1 cucchiaio di miele,
  • 20 g. di tahini (consiglio di aumentare la dose),
  • 2 cucchiai di kefir (aggiunto da me per ammorbidire l’impasto che non si amalgamava),
  • 1 pizzico di sale,
  • scorza grattugiata di 1/2 arancia.

Per la farcitura:

  • 500 g. di zucca,
  • 70 g. di zucchero di canna,
  • scorza grattugiata e succo di 1/2 limone,
  • un pizzico di cannella,
  • rosmarino fresco tritato e zenzero fresco grattugiato per variare il ripieno.
  • semi di zucca tritati e tostati.

Come fare:

sulla spianatoia fare la fontana e rompere al centro l’uovo, unire gli altri ingredienti e lavorare per una decina di minuti, avvolgere il composto nella pellicola e riporlo in frigorifero per 1/2 ora.

Accendere il forno a 180°C. ed intanto preparare il ripieno.

Sbucciare la zucca e tagliarla a fette spesse 1cm. , distribuitele sulla piastra forno senza sovrapporle avvolgendole nella stagnola e cuocerle per 1/4 d’ora.

Mettere la polpa di zucca nel robot con gli altri ingredienti (senza le spezie) e ridurla a purea.

Stendere la pasta ad uno spessore di 1/2 cm. e ritagliare dei rettangoli, adesso spetta a voi decidere se farcire tutto con un ripieno o, come me, variare usando l’impasto anche per qualche crostatina.

Stendere il ripieno, se usate i semi di zucca spargeteli sopra e chiudere, arrotolando i rettangoli dalla parte della lunghezza e ritagliarli in tronchetti di 3 cm. , non è un’operazione facile, usare un coltellino affilato e cercare di non premere per non far uscire il ripieno.

Appoggiare i cannoncini e le crostatine sulla piastra, mettere in frigorifero per 1/4 d’ora ed infornare per 30 minuti.

Sapendo che ello non ama la cannella e stranezze ne ho lasciata una parte senza aromi, ricoprendo il ripieno di zucca con i semi tritati e tostati, non occorre dire che ello ha mangiato anche gli altri.

Buonissima domenica !!


Pollo al forno alla maniera di Nigella, o di Jamie Oliver?

Ingredienti:

  • 4 sovracosce di pollo,
  • patate (a piacere),
  • scalogni o cipolle di Tropea (a piacere),
  • zucca (a piacere),
  • 1 peperone rosso (quello avevo),
  • 1 cucchiaio di olio e.v.o.,
  • aglio,
  • origano,
  • zenzero in polvere,
  • peperoncino,
  • sale.

Come si fa:

lavare le cosce , asciugarle ed adagiarle appoggiate sul lato con la pelle in una teglia foderata con carta forno, salarle, aggiungere gli scalogni  privati soltanto del primo strato di pelle, gli spicchi d’aglio vestiti, il peperoncino e cospargere tutto con l’origano.

Accendere il forno a 200° C.

Sbucciare le patate, lavarle, asciugarle e tagliarle a spicchi, sbucciare la zucca e ricavarne dei cubetti non troppo piccoli, dividere a falde il peperone.

Mettere il tutto in una terrina capiente,  salare, unire un’abbondante spolverata di zenzero in polvere e l’origano.

Aggiungere 1 cucchiaio abbondante di olio evo e mescolare il tutto con le mani,  versare sulla carne coprendola.

Infornare  e rosolare per c.ca 2o minuti, coprire la teglia con la stagnola e continuare la cottura per altri 20 minuti, scoprire nuovamente, girare le cosce con la pelle in alto ed appoggiarle sopra le verdure, alzare la temperatura a 220° C. e lasciare ancora 15 minuti per far sì che la pelle diventi croccante.

In stagione si possono aggiungere altre verdure, oggi ho usato la zucca ma anche  le carote vanno bene, evitere i peperoni verdi perchè li trovo poco carnosi  ed alla fine non rimarrebbe nulla, insomma, spazio alla fantasia, solitamente tolgo la pelle ma in questo caso ho usato pochissimo olio e la carta forno ha assorbito tutto il grasso rilasciato  nella prima fase di cottura.


Pappardelle di Kamut con Chiodini e Zucca: andar per funghi terza parte.

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Eccomi con la terza parte di quella che è ormai diventata una rubrica, faccio una premessa (che avrei dovuto fare nella prima parte): io non raccolgo tutto quello che vedo nel bosco, raccolgo quello che vedete qui, nel dubbio metto da parte il fungo e lo vado a far analizzare all’ispettorato micologico di zona.

Li pulisco sul posto senza strapparli dalla loro sede (penso agli anni a venire), non ribalto e calpesto tutto ciò che non raccolgo perchè se è lì è senz’altro per un motivo.

Diciamo che anche nel bosco il galateo e le buone maniere sono gradite.

Detto questo parlo di loro, i compagnoni del bosco: i chiodini.

Amano stare in gruppo, si raccolgono sotto  i vecchi ceppi ormai ricoperti di muschio che con la loro legna hanno riscaldato gli inverni di qualche famiglia ed  ascoltano volentieri i loro racconti, a volte mi sembra di sentire il loro vociare, come se intonassero un coro di montagna.

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Chiodini Austria.

Per questa ricetta li ho accompagnati alla zucca, un matrimonio perfetto completato dalle pappardelle con la farina di kamut che mi sono inventata per l’occasione.

Pappardelle di kamut con chiodini e zucca

Pappardelle di kamut con chiodini e zucca.

Ingredienti per le pappardelle:

  • 200 g di farina di kamut,
  • 2 albumi,
  • 50 g di polpa di zucca cotta al vapore,
  • 1 cucchiaino di polvere di fughi porcini (la faccio io macinando i porcini secchi),
  • prezzemolo.

Procedimento per le pappardelle:

questa volta ho usato il robot per amalgamare meglio gli ingredienti, ha fatto tutto lui.

Ho coperto l’impasto e fatto riposare per 30 minuti.

Ingredienti per il condimento:

  • 300 g di chiodini,
  • 250 g di polpa di zucca,
  • 2 cucchiai di olio evo,
  • 1 noce di burro (burro di soia),
  • 1 scalogno,
  • prezzemolo tritato,
  • parmigiano reggiano,
  • sale e pepe (peperoncino).

Procedimento per il condimento:

pulire i funghi e scottarli in acqua bollente salata, tagliare a dadini la polpa di zucca.

Scaldare in una padella il burro e l’olio e far rosolare leggermente lo scalogno tritato, aggiungere la zucca e i funghi, salare e pepare.

Bagnare con un bicchiere d’acqua bollente e cuocere scoperto ed a fuoco basso per 20 minuti.

Nel frattempo stendere la pasta e ricavarne il formato preferito (io ho usato la rondella dentata), cuocere e saltare nel condimento aggiungendo poca acqua di cottura.

Servire con il parmigiano a scaglie o lamelle.

Alla prossima.


Pasticcio di crespelle con farina di grano arso, zucca, noci..ed autunno sia!!!

Mi sento come quelle “vecchie babbione” che, non avendo nulla da dire, parlano del “tempo” …..

Bella giornata oggi…si però se venisse un po’ di pioggia, non se ne può più di questo caldo….

Basta con ‘sta pioggia…..venisse un po’ di caldo……ed avanti così…..

Diciamo che da questa “parentesi” autunnale…perchè “parentesi” è vero (?)  ;-) ho colto l’occasione per concedermi un “ritorno di fiamma” per la zucca, complice una mail di Tiziana che, conoscendo la mia passione per questo ortaggio mi ha rivelato una sua ricetta.

Per dirla tutta me ne ha rivelata più di una e sono tutte in lista d’attesa :-) .

Io vi do la sua versione, tra parentesi le mie modifiche.

Per 12 crespelle:

  • 120 g di farina ( 80 g di grano arso e 40 farina 00),
  • 3 uova,
  • 250 acqua minerale frizzante,
  • 1 pizzico di sale.
  • Per il ripieno:
  • 300 g. di zucca cotta in forno con la buccia nella stagnola,
  • 100 g di ricotta cremosa (di pecora setacciata),
  • 150 g di noci tritate,
  • io ho aggiunto dello zenzero grattugiato che, con la zucca, ci sta proprio bene!

Come si fa:

dopo aver preparato l’impasto unendo gli ingredienti cuocere le crespelle,

riempirle e piegarle a fazzoletto, disporle in una pirofila imburrata, coprirle

con una leggera besciamella e ricotta affumicata

passarle in forno solo per gratinarle.

Io ho optato per un pasticcio, ho messo sul fondo della pirofila poca besciamella di soia,

ho formato gli stati con  le crespelle aperte, il ripieno, crespella, besciamella di soia ecc.

Ho terminato con ritagli di crespella alternati a besciamella,

un’ultima spolveratina di parmigiano e via in forno!!

Non ho aggiunto la ricotta affumicata perchè la farina di grano arso ha già un sentore di fumo.

Grazie Tiziana, ora ho pronti gli asparagi!!

Buon fine settimana!!


Raviolo con farina di grano arso ripieno di zucca e piccola storia d’amore

Sono ancora sotto l’effetto-Simili ed avendo visto ancora ricette con la zucca ho rispolverato questo raviolo.

E’ fatto con la farina di grano arso, una farina che racconta una storia di fatica  e povertà, di tempi in cui anche i chicchi di grano bruciati avevano un valore.

Oggi è un prodotto di nicchia, proprio come tanti altri prodotti che hanno origine  dalla capacità dell’uomo di far di necessità virtù.

Questa farina mi è molto cara, me l’ha spedita dalla Puglia una conoscente ma la potete trovare in vendita in rete.

Mi piace il suo sapore un po’ amaro ed affumicato, mi piace giocare con il ripieno che dev’essere capace di completarlo regalandogli un po’ di dolcezza.

Ho letto in un blog  (non ricordo quale) che usata in purezza può essere tossica, ma non si presta ad essere consumata in grandi quantità, quindi niente allarmismi.

Ho scelto la zucca, ma potrebbe essere la carota, oppure il topinambour, ma trovo elegante questo effetto cromatico nero-arancione.

Per fare la pasta:

  • acqua e farina.

Per il ripieno:

  • polpa di zucca tagliata a cubetti cotta a vapore lasciandola croccante,
  • polvere di zenzero o zenzero fresco grattugiato,
  • sale.

Per il condimento:

  • ricotta vaccina o di pecora,
  • purea di zucca q.b. a colorare la fonduta,
  • latte q.b.
  • sale.

Per fare la pasta procedete come al solito, trovo l’impasto molto piacevole da lavorare.

Stendete la sfoglia, appoggiate il ripieno, richiudete con l’altra sfoglia e date la forma che preferite.

Cuocete per qualche minuto in abbondante acqua salata.

Scolate e condite con la fonduta ottenuta setacciando la ricotta e la purea di zucca, amalgamate il composto con il latte e fate cuocere fino alla densidà desiderata.

Una sfurfugliata di pepe per decorare il piatto et voilà, les jeux sont fait.

Ed ora una storia d’amore:

video con fotocamera digitale, la qualità non è alta ma c’è tanto, ma tanto sentimento.

Il pavone che corteggia la sua amata che continua a sbeccottare,  viene circuito dalla faraona che vorrebbe le sue attenzioni, tutto accade nell’indifferenza dell’altro pavoncello che aspetta  di compiere i 2 anni per veder, finalmente, crescere la sua splendida coda e diventare, quindi, il suo rivale.

Purtroppo devo fare una triste postilla a questo post:

il padrone di questo (e altri pavoni) ci ha lasciato in ottobre, loro sono stati comperati da un signore che li terrà bene (spero) le faraone saranno già finite in pentola, purtroppo è il loro destino)

Sarà una primavera diversa dalle altre, purtroppo.


Chutney, arrivederci Zucca.

Archiviata la parentesi personale me ne ritorno in cucina per archiviare anche l’argomento zucca, ormai la primavera, anche se si nasconde, è arrivata portando con se i nuovi ortaggi e le erbe di campo.

Ho aspettato 2 mesi prima di “assaggiare” il risultato di una preparazione che non conoscevo se non da riviste e libri di conserve.

Per l’esattezza questo chutney l’ho trovata nel libro del Sacher Hotel del quale mi fido essendo sempre rimasta soddisfatta delle ricette provate.

Mi è piaciuto per l’aspetto poco marmellatoso, il sapore delicato e non stucchevole, la speziatura equilibrata.

La consistenza croccante della zucca lo rende adatto ad accompagnare, come contorno, bolliti, pesce e, frullandolo diventa una crema che si sposa splendidamente con formaggi stagionati e saporiti.

Ho preparato dei piccoli vasetti-dono da regalare agli amici!

Per chi la zucca l’avesse ormai dimenticata, può essere un’idea da “rispolverare” per inaugurare l’autunno e, magari, pensare al cesto di Natale  :-D …lo so, lo so.. c’è tempo, c’è tempo…… ;-)

Cosa occorre:

  • 1,5 kg di zucca gialla,
  • 200 g di cipolle (bianche),
  • 150 g di mele (ho usato le cotogne),
  • 50 ml di olio evo,
  • 120 g di zucchero di canna,
  • 60 g di uva di Corinto,
  • 300 ml di succo di mela,
  • 50 g di zenzero grattugiato,
  • 80 ml di aceto di mele balsamico o quello comune di vino,
  • spezie miste: cumino, semi di senape, cannella, chiodi di garofano, foglie di alloro, dosatele a vostro gusto,
  • sale e pepe bianco qb.

Come fare:

sbucciare la zucca e tagliarla a cubetti, metterla in un contenitore ed unire le spezie e lo zenzero, coprire e far riposare una notte.

Il giorno dopo tagliare le cipolle  e le mele a dadini e fatele rosolare in padella con l’olio evo e lo zucchero.

Unire la zucca e l’uvetta, bagnare con il succo di mela e continuare la cottura, coperto, a fiamma bassa per 40 minuti.

Eliminare per quanto possibile le spezie, aromatizzare con l’aceto balsamico, versare in vasi di vetro sterilizzati, chiuderli ermeticamente e sterilizzarli per c.ca 15 minuti.

Conservare in luogo fresco, al riparo dalla luce.

Con questo chutney saluto l’inverno e mi proietto nei colori e nei profumi della primavera…

I pavoni del vicino stanno amoreggiando, il pavone non si è pavoneggiato e non ha aperto la sua splendida coda dai colori straordinari..ma io aspetto..lo tengo d’occhio ;-) .

Per questa foto una reflex ci sarebbe stata proprio bene!!


Pane, amore, zucca e rosmarino!!

Domenica, mentre il raggio di sole illuminava il pane mediterraneo, io m’illuminavo sull’uso della mezza zucca che troneggiava sul tavolo.

Il pane con la zucca mi piace molto ma non l’ho mai fatto, così ho scartabellato un po’ ed ho trovato uno che faceva al caso mio.

Sempre orfana del mio lievito madre (che però ieri sera ho “risvegliato” , nutrito per bene e fatto dormire al calduccio tutta la notte…..oggi ho visto che ha dato “segni di risveglio” ;-) , ho optato per il lievito di birra che, compero dal panettiere, ha un profumo ed una consistenza diversa dal “cubetto”.

Per fare questo pane occorrono:

400 g di polpa di zucca tagliata a cubetti, aghi di rosmarino tritati.

Per il primo impasto:

  • 300 g di farina ( manitoba),
  • 5 g di lievito di birra,
  • 150 g di acqua.

Per il secondo impasto:

  • 250 g di farina (manitoba),
  • 20 g di lievito di birra,
  • 150 g di acqua,
  • 40 g di olio evo (extravergine di oliva),
  • un pizzico di sale.

Come si fa questo pane:

mescolare tutti gli ingredienti del primo impasto, coprire con un canovaccio umido e lasciar riposare a temperatura ambiente per 18 ore (io l’avevo dimenticato :-(  è rimasto a riposo qualche ora in più ma non è successo nulla).

Mescolare l’acqua la farina ed il lievito del secondo impasto con il primo spezzettato.

Amalgamare il sale e l’olio, impastare bene (lo confesso, ho usato la MDP).

Far lievitare per 1 ora coperto con il canovaccio.

In una terrina mescolare la zucca a cubetti con gli aghi di rosmarino ed un po’ di sale,

Stendere la pasta col mattarello ad un’altezza di 1/2 cm.

Coprirla con la miscela di zucca e rosmarino.

Arrotolare e dividere in 4 parti.

Chiudere bene la parte tagliata e formare dei piccoli “strudel” o delle pagnottelle, volendo si possono formare  dei piccoli panini.

Disporre sulla teglia, distanziando le forme e lasciate lievitare ancora 1 ora.

Spennellarlo delicatamente con latte o acqua ed infornare a 200°C per 40 minuti c.ca, se optate per i panini il tempo sarà ridotto.

 


Terrina di zucca e verza.

Continua il tormentone: zucca, zucca, fortissimamente zucca…ma sta finendo, un po’ mi mancherà….a voi un po’ meno vero? ;-)

Per il cavolo verza ho copiato da Wiky!! ;-)

Da quando uso la zucca ho imparato a sostituire il pepe con lo zenzero, la sua nota piccante mi piace ed arrichisce di sapore la “sunnominata” !!

Sapete già che a pranzo faccio “mordi e fuggi”, cerco comunque di fare un pasto equilibrato e completo e questa terrina, secondo me, è adatta a questo scopo.

L’aggiunta dei pinoli da una piacevole nota croccante, si possono sostituire con noci, mandorle ecc.

Sappiamo già che in corso d’opera nascono nuove idee, basta solo provare.

Gli ingredienti sono:

  • 1 cavolo verza,
  • 800 g di zucca pulita,

  • 2 spicchi d’aglio,
  • 100 g di pinoli,
  • 100 g di scamorza affumicata,
  • 100 g di parmigiano grattugiato,
  • 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere (sostituisco il pepe),
  • sale a discrezione.

Come si fa:

sbollentare le foglie di verza lavate in abbondante acqua salata per 5 minuti,

scolarle e metterle ad asciugare su un canovaccio.

In una padella rosolare in poco burro chiarificato l’aglio (vestito) con i pinoli, aggiungere la zucca tagliata a pezzetti, coprire con poca acqua calda, aggiungere lo zenzero coprire e portare a cottura.

Togliere l’aglio, schiacciare la polpa di zucca rendendola una purea, amalgamare il formaggio grattugiato, lasciandone un po’ per la copertura.

Tagliare a fette sottilissime la scamorza (se avete l’affettatrice usatela).

Foderare  uno stampo da plumcake con le foglie di verza.

Fare uno strato con la polpa di zucca.

Coprire con uno strato di scamorza.

Ripetere il procedimento formando 2 o 3 strati (dipende dalla grandezza dello stampo).

Finire ripiegando  le foglie di verza a chiudere la terrina, spolverare con il rimanente parmigiano ed un filo d’olio extravergine d’oliva.

Infornare per c.ca 40 minuti a 180°C.

Sfornare la terrina e lasciarla intiepidire, capovolgerla su un piatto da portata.

Il cavolo da energia fisica attraverso i suoi glucidi e protidi. Rinforza le difese immunitarie, ha una funzione preventiva nei confronti di molti tumori, combatte l’ulcera gastrica, l’ulcera duodenale e le ulcere intestinali; svolge una funzione depurativa dell’organismo, è un antianemico, molto utile contro bronchiti, coliti, congiuntivite, contusioni, sinusite, diabete, diarree e dissenterie, dolori gastrici ed intestinali, dolori muscolari e reumatici e influenza. La ricchezza del cavolo in zolfo, arsenico, calcio, fosforo, rame, iodio può spiegare le sue virtù digestive, rimineralizzanti e ricostituente cerebrale – 1 kg di cavolo da un apporto di 2,5 gr di fosforo -. Grazie al suo contenuto di vitamina B1, è un fattore di equilibrio nervoso. Sciacqui con il succo di cavolo curano l’afonia. Sempre con il succo si cura la sordità. I cavoletti di Bruxelles sono ricchi di vitamina C – ne contengono il doppio delle arance -. C’è un antico proverbio che dice “i cavoli sono sempre in mezzo”.

Auguro a tutte/i una splendida settimana..alla prossima zucca!! :-D


Torta austriaca ai semi di zucca di Hans Peter Fink

Sfogliando il mio nuovo libro di ricette dell’Hotel Sacher di Vienna,

mi sono imbattuta in questa torta, ed è stato amore a prima letta.

Sarà stato per la presenza della zucca, del croccante fatto con i suoi semi, sta di fatto che ho pensato: ecco, questa è la torta che vorrei per il mio compleanno, o per festeggiare qualcosa di speciale, questa torta è perfetta per  Genny.

E’ stata  una scelta da incosciente, non mi sono soffermata sulla difficoltà d’esecuzione, non sono  esperta di dolci, non mi sono proprio fatta domande,  ho chiamato a raccolta gli ingredienti e sono partita a testa bassa  in un’avventura che, iniziata stamattina, è terminata questa sera con il taglio della fetta.

Fino all’ultimo ho temuto per la sua riuscita, l’approcio con il caramello è stato conflittuale,  non sono mai riuscita a farlo…a parte oggi :-D

Ingredienti per una tortiera di 28 cm:

  • 80 g. di nocciole macinate,
  • 40 (80) g. di semi di zucca macinati,
  • 100 g di polpa di zucca grattugiata,
  • 3 uova,
  • 50 g di zucchero a velo,
  • 2 cl di rhum,
  • 1 pizzico di sale,
  • la scorza di 1 limone,
  • 1 cucchiaino di zenzero grattugiato,
  • 60 g di zucchero,
  • 2 cucchiai di amido di mais (maizena),
  • 3 cucchiai di savoiardi finemente sbriciolati.

Per il croccante di semi di zucca:

  • 100 g di semi di zucca tritati grossolanamente,
  • 100 g di zucchero a velo,
  • acqua e olio per la placca da forno.

Per la crema di zucca:

  • 6 fogli di gelatina,
  • 4 cl di vov,
  • 1 uovo intero,
  • 2 tuorli d’uovo,
  • 30 g di zucchero,
  • 1 cucchiaino di zucchero vanigliato,
  • 1 pizzico di sale,
  • 50 g di torrone bianco fuso,
  • 50 g di croccante ai semi di zucca sbriciolato (io l’ho messo nel robot ad intermittenza),
  • 400 ml di panna montata.

Per la glassa al cioccolato:

  • 1 foglio di gelatina,
  • 150 ml di panna,
  • 2 cucchiai di cacao,
  • 100 g di cioccolato fondente di copertura fuso,
  • 1 noce di burro,
  • 100 g di zucchero.

Preparazione per il disco di pasta:

accendere il forno a 180°C,

imburrare o foderare di carta forno uno stampo a cerniera,

mescolare brevemente i tuorli d’uovo con le nocciole,  i semi di zucca e la polpa della zucca grattugiata,

unire lo zucchero a velo, il rhum, la scorza di limone, lo zenzero ed il sale e mescolare fino ad ottenere un composto spumoso.

Montare a neve le chiared’uovo con lo zucchero e la maizena.

Unire al composto di tuorli i savoiardi sbriciolati ed incorporare gli albumi.

Versare l’impasto nello stampo ed infornare per 25  miuti.

Sfornare e lasciar raffreddare.

Per il croccante ai semi di zucca:

caramellare lo zucchero con 3 cucchiai d’acqua fino ad ottenere un caramello chiaro, unire i semi di zucca tritati e farli tostare bene.

Versare il croccante su una teglia da forno spennellata d’olio (ho usato un foglio di silicone) e farlo raffreddare.

Per la crema di semi di zucca:

ammorbidire la gelatina in acqua fredda, strizzarla e scioglierla nel vov scaldato leggermente.

Amalgamare l’uovo intero, i tuorli, lo zucchero lo zucchero vanigliato ed il sale.

Montare la panna.

Unire il torrone fuso a bagnomaria e la gelatina sciolta, aggiungere i 50 g di croccante frantumato ed unire il tutto alla panna montata.

Versare la crema in un cerchio per torte, pareggiare la superficie con la spatola ed appoggiare sopra il disco di pasta preparato in precedenza, schiacciarlo leggermene per compattare la crema e mettere la torta in congelatore per c.ca 2 ore.

Per la glassa:

Ammorbidire la gelatina in acqua fredda, strizzarla e scioglierla in poca acqua calda.

Sciogliere il cioccolato con il burro a bagnomaria o nel microonde.

Riscaldare la panna, unire la gelatina ed amalgamare.

Incorporare il cacao, e la miscela di cioccolato e burro.

Far bollire c.ca 5 cl d’acqua con lo zucchero, portare a 125 °C e mescolare lo sciroppo con l’impasto di cioccolato.

Frullare co il mixer ad immersione evitando di incorporare aria.

Rovesciare la torta raffreddata e togliere il cerchio.

Metterla su una griglia e ricoprirla con la glassa, cospargere con il croccante ai semi di zucca.

La ricetta originale prevedeva anche una bagna alcolica che ho omesso perchè non amo i dolci “liquorosi”.

Se non avete il termometro e vi sembra complicato il procedimento per la glassa potete sostituirla con quella che usate solitamente.

 


Torta salata di zucca, gorgonzola e noci.

In attesa del Manuale di nonna papera per iniziare la riproduzone delle sue famose ricette, ed approfittando del freddo che quest’anno non ci vuole lasciare, mi dedico alla ricerca e sperimentazione di ricette con la zucca.

Girando per i blog vedo che molti amiamo la zucca ma, non so perchè, temiamo un po’ la sua dolcezza, almeno nelle ricette salate, allora via con abbinamenti forti:  zenzero, rosmarino (i miei preferiti), feta, salsa di soia e chi più ne ha più ne metta.

A me piace molto questa cosa perchè è uno stimolo continuo a rinnovarsi ed innovarsi, che senso avrebbe sennò un blog?

Avevano ragione  a dirmi che un blog diventa una specie di figlio da accudire, un po’ come il Lievito Madre.

Si cerca di fare ogni cosa per accontentarlo, farlo crescere sano e forte e per renderlo interessante.

Ho sempre avuto la passione per la cucina, anche quando ero una scapolona leggevo con avidità  libri e riviste cercando sempre qualche leccornia da realizzare.

Inventavo aprendo il frigorifero ed i miei ospiti uscivano sempre belli pasciuti e felici.

Ora di pasciuto e felice ne ho uno solo, più una pelosa mai pasciuta e viziatissima.

Sto divagando un po’ troppo, perdonatemi, mi stanno ritornando la voglia ed il piacere di scrivere e di  raccontare, per questo ora vi racconterò la ricetta!

Ingredienti:

  • 300 g di pasta brisè,
  • 500 g di polpa di zucca,
  • 4 cucchiai di farina di grano saraceno,
  • 100 g di gorgonzola al mascarpone,
  • 2 tuorli,
  • 200 g di latte di soia (si può usare quello vaccino),
  • 80 g di noci tritate grossolanamente,
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere,
  • 2 cucchiai di semi di sesamo,
  • una manciata abbondante di parmigiano grattugiato.

Preparazione:

foderare o imburrare una teglia da forno del diametro di 24 cm, rivestirla con la pasta brisè (io ho usato la sfoglia, ma la brisè non sforma le decorazioni) e mettere in frigorifero.

Pulire e e tagliare a fette la zucca e cuocerla a vapore, eliminare la buccia e ridurre la polpa in purea con il frullino ad immersione.

In una pentola mettete la purea di zucca assieme alla farina ed il latte, quando avrà raggiunto il bollore e la farina sarà cotta, aggiungere un terzo del gorgonzola e farlo sciogliere completamente.

Fuori dal fuoco aggiungere i tuorli e lo zenzero, a parte mescolate le noci tritate, il sesamo,  il parmigiano ed 1 pizzico di sale.

Versare il composto di zucca sulla pasta, cospargere la superficie con la miscela alle noci e completare con il gorgonzola rimasto tagliato a pezzetti, decorare a piacere!!

Vi consiglio di provarla, il gioco di contrasti che ritroverete in questa torta vi daràcertamente spunti per trasformarla anche in qualcosa di dolce, magari con la ricotta e lo zenzero candito.

Ciao a tutti!


Cappesante gratinate con zucca e radicchio…un’idea per San Valentino?

Non ho ancora esaurito il filone zucca – radicchio ed essendo imminente San Valentino lo propongo come antipasto per una cenetta romantica.

Anche in questo caso non ho pesato gli ingredienti ed ho fatto ad “occhio”, forse ho abbondato un po’ con la zucca ed il radicchio, perdonatemi… è stato il mio “piatto unico ” ;-)

Per chi volesse provare a farle indico le dosi per 12 cappesante.

Cosa serve:

  • 12 cappesante,
  • 1 cespo di radicchio rosso tardivo,
  • 120 g di polpa di zucca,
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • il succo di 1/2 limone,
  • sale e pepe bianco.

Come si fa:

pulire e lavare il radicchio e dopo averlo asciugato e tagliato a listarelle sottili  rosolarlo per pochi miuti a fuoco lento in una padella con l’olio e gli spicchi d’aglio vestiti e schiacciati.

Lavare la zucca, pulirla dei filamenti e semi e cuocerla a vapore o in forno a 180°C per 10 minuti.

Mettere le cappesante nella salsa di radicchio e cuocerle per pochi minuti, eliminare l’aglio e mettere da parte le cappesante.

Aggiungere il succo di limone, salare e pepare, frullare la polpa di zucca ed aggiungerla al radicchio, far insaporire per qualche minuto.

Mettere le cappesante nella loro conchiglia e coprirle con la salsa,

Infornare a 180°C.

Ovviamente questo tipo di preparazione va bene per le cappesante congelate, ma se sono fresche io le preparo in modo che il sapore sia esaltato, quindi nella maniera più semplice possibile.

Aggiungo la conchiglia di baccalà alla vicentina con perla di polenta.

E per finire, dopo essere ritornata da una cena a Vicenza con un vassoio pieno di….ebbene sì,  baccalà alla vicentina:-) seguendo il consiglio di chi ci ha ospitato ho fatto un risotto, semplicemente frullando il baccalà ed aggiungendolo al riso senza null’altro….da provare!

Credo che al mio lui sia passata la voglia di baccalà ;-)

Vi auguro un sereno fine settimana ed un romantico san Valentino.


Crema di zucca profumata allo zenzero e cannella.

Essendo quasi sempre da sola, a pranzo  approfitto per “giocare” un po’ con  ingredienti che non sono molto graditi a lui e mi sbizzarrisco con le spezie.

Zenzero e cannella , in questo caso, profumano in maniera deliziosa e delicata questa crema, lo zenzero in particolare aggiunge quella nota piccante che smorza la dolcezza della zucca.

Ho aggiunto i chicchi di melograno per colorarla un po’, ma non sono obbligatori…però portano fortuna!!

Curiosando nel mio archivio ho trovato una pagina di giornale con questa ricetta, avendo zucche da smaltire sono stata ben felice di fare l’esperimento.

Io scriverò le dosi esatte per quelli che vorranno provare la versione originale, io l’ho alleggerita dei grassi, rendendola adatta a chi vuole mangiare una cosa sfiziosa senza conseguenze per la linea.

Per prima cosa ho tagliato a metà una zucca Butternut, conservando la parte più panciuta da usare come contenitore, l’ho scavata e tenuta da parte.

L’ho infornato a 150°C per 10 minuti prima di versare la crema.

Arrivo alla ricetta.

Ingredienti per 6 persone:

  • 450 g di polpa di zucca,
  • 30 g di burro (omesso),
  • 1 cipolla,
  • la scorza di 1/4 di arancia senza il bianco,
  • 1 pizzico di cannella e di zenzero in polvere,
  • 30 g di parmigiano (ho usato ricotta affumicata stagionata),
  • 1,5 dl di brodo vegetale (acqua),
  • 10 g di farina(omessa),
  • 2 cucchiai di olio evo (omesso),
  • prezzemolo,
  • sale e pepe.

Preparazione:

far rosolare nel burro la cipolla tritata ed aggiungere la zucca (e 1/2 patata) tagliata a dadini, salare, pepare e cuocere per 10 minuti.

Aggiungere la scorza d’arancia, la cannella e lo zenzero, cuocere 10 minuti, aggiungere il brodo, portare ad ebollizione, e far sobbollire per 20 minuti, togliere la scorza d’arancia e frullare.

In un pentolino a parte scaldare l’olio ed unire la farina mescolando, bagnare il composto con un po’ di crema, aggiungere il resto e continuare la cottura per 5 minuti.

Servire con parmigiano grattugiato e prezzemolo.


Sformatini dolci di Radicchio di Treviso con salsa di Zucca

Questo sformatino unisce due prodotti che amo particolarmente e che in cucina danno sempre grandi soddisfazioni.

Leggendo gli ingredienti si può pensare ad un “riciclo”, c’è un po’ di tante cose che solitamente tutti hanno a casa.

Ne è uscito un dolcino delizioso che ho accompagnato con una leggerissima salsa di zucca che ha colorato di sole il piatto.

Cosa occorre:

  • 10 foglie di radicchio rosso tardivo,
  • la mollica di 3 panini o pan carrè,
  • 1 bicchiere di latte,
  • 1 uovo,
  • 80 g di zucchero muscovado,
  • 100 g di ricotta,
  • 20 g di cedro candito,
  • 20 g di uvetta,
  • 5 noci,
  • cannella in polvere,
  • 1 bicchierino di grappa,
  • la buccia di un limone,
  • burro e farina di mandorle per le cocottine.

Per la salsa di zucca:

  • 80 g di polpa di zucca,
  • zucchero a velo,
  • farina di mandorle.

Come fare:

accendere il forno a 180°C, cuocere a vapore la polpa di zucca, far gonfiare l’uvetta nella grappa,

mettere la mollica di pane spezzettata in ammollo nel latte, mescolando di tanto in tanto.

Aggiungere al pane lo zucchero, il radicchio tagliato a piccoli pezzi, la ricotta, l’uovo, i canditi, le noci sminuzzate, un po’ di cannella, e la buccia di limone.

Amalgamare e versare in 6 cocottine da forno imburrate e spolverizzate con la farina di mandorle.

Infornare per 40 minuti.

Frullare la polpa di zucca con lo zucchero a velo e la farina di mandorle e servirla con gli sformatini tiepidi.


Crema dolce di zucca

crema zucca cardamomo-002

Questo dolce al cucchiaio nella versione che propongo è adatto a questo periodo di buoni propositi, si può mangiare un dolcetto senza sentirsi in colpa….tra poco arriverà il carnevale con le sue frittelle, aiuto!!

Nulla vieta di usare il latte e lo zucchero, mi piace per questo, massima libertà.

Ingredienti:

  • 500 g. di polpa di zucca,
  • 50 g. di maizena (amido di mais),
  • 600 ml di latte di soia,
  • 1 tuorlo,
  • 2 cucchiai di fruttosio,
  • 1 albume,
  • scorza di 1 arancia grattugiata,
  • scorza di un’arancia ricavata con il riga-limoni per decorare,
  • il succo di 4 arance,
  • meringhette (se gradite),
  • bacche di cardamomo a piacere.

crema zucca cardamomo3-003

Come fare:
accendere il forno a 190°C, togliere i semi alla zucca, tagliarla a fette non troppo spesse (lasciare la buccia) e avvolgerle nella stagnola ed infornare per c.ca 15/20 minuti.

Sfornare e sbucciare le fette e, dopo aver ridotto la polpa in purea, metterla in un colino per eliminare il liquido in eccesso.

Nel frattempo sbattere il tuorlo con il fruttosio fino a renderlo schiumoso e versare il composto in una casseruola.

Sciogliere la maizena in un po’ di latte, unire il resto del latte di soia e versare tutto nella casseruola con l’uovo.

Riscaldare senza far raggiungere l’ebbollizione mescolando continuamente, unire i semini di cardamomo pestati nel mortaio, spegnere e lasciar raffreddare.

In una ciotola unire il composto ottenuto alla polpa di zucca, la scorza (meno quella a julienne) ed il succo d’arancia, montare l’albume a neve fermissima ed incorporarlo alla crema.

Versare in una coppa unica o porzionarla a piacere, livellare la superficie e riporre in frigorifero per 3 ore.

Decorare con delle piccole meringhe e la scorza d’arancia tagliata a julienne.

crema zucca cardamomo4-002

Se avete ancora qualche zucca che gira per casa provatela!


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