Parmigianine di baccalà.

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Ricettina perfetta per domani, venerdì, venerdì pesce, almeno quando io ero fanciulla era così: il venerdì niente carne.

Questa è una ricetta che avevo già postato ma faceva parte di un post multiplo e, dal momento che ho deciso che questo blog è il ricettario mio e di alcune amiche, eccomi qui a scorporarlo e farlo brillare di luce propria.

Il parmigiano è spesso presente nelle preparazioni con il baccalà e queste parmigianine sono la conferma che il matrimonio formaggio-pesce è perfetto, funziona e dura nel tempo.

Queste parmigianine, compresa la variante con ricotta affumicata, sono deliziose e sono semplici da fare; le trovo adatte per le feste, si possono preparare il giorno prima ed infornare al momento del servizio.

Baccalà da dissalare-1

Ingredienti:

  • fettine di baccalà,
  • albume,
  • semi di zucca tritati,
  • parmigiano grattugiato,
  • ricotta affumicata (per la terza versione),
  • sale,
  • olio evo,
  • aglio,
  • passata,
  • salsa al prezzemolo.

Per il condimento, passata e salsa al prezzemolo:

  •  passata di pomodoro,
  • prezzemolo,
  • olio evo,
  • aglio,
  • peperoncino,
  • sale.

Come fare la passata:

cuocere la passata soltanto con l’aglio intero (da togliere) sale e peperoncino.

Come fare la salsa al prezzemolo:

frullare col frullino ad immersione il prezzemolo con l’olio evo e sale, aggiungere uno spicchio d’aglio schiacciato e lasciar insaporire; filtrare.

collage baccalà perparmigianine

Comporre le parmigianine:

battere delicatamente le fettine di baccalà (aiutarsi con la pellicola), passarle nell’albume leggermente sbattuto e nei semi di zucca mescolati al sale (poco).

Rosolare il baccalà, a fuoco vivo, nell’olio evo profumato con l’aglio, far asciugare su una carta assorbente e, dopo aver asciugato sulla carta comporre le parmigianine mettendo sul piatto un pò di passata, una fettina di baccalà, passata, salsina al prezzemolo, parmigiano grattugiato (2 strati) finire col parmigiano e granella di semi di zucca.

Gratinare in forno per sciogliere il formaggio.

La variante con la ricotta affumicata, che ci sta d’incanto (n.d.r.) il procedimento è uguale, sostituire soltanto il parmigiano con la ricotta affumicata.

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Buon fine settimana, a presto: un saluto speciale a chi mi ha contattato privatamente per un saluto


Sospiri, cacao… amaro

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«Eravamo in tanti nell’immensità della piantagione. Le foglie secche del cacao tappezzavano la terra dove i serpenti si scaldavano al sole dopo le grandi piogge di giugno. I frutti dorati pendevano dai rami come lanterne antiche. Meravigliosa mescolanza di colore che rendeva tutto bello ed irreale, meno il nostro lavoro sfibrante.

Alle sette del mattino eravamo già sul posto a tirare giù cacao, dopo aver affilato i coltelli di fronte allo spaccio. Alle cinque di mattina una sorsata di acquavite e un piatto di fagioli ci davano le forze per il lavoro della giornata. Honoris mi insegnò il lavoro.

Diventammo buoni amici all’ombra avvolgente della piantagione, dove il sole non penetrava. I miei piedi cominciavano a circondarsi di una crosta grossa formata dal vischio del cacao che l’acqua del fiume non riesce a tirare via…»

(Jorge Amado, Cacao, Einaudi, Torino)

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Ogni tanto mi avventuro in imprese più grandi di me,  fuori dalla mia portata, questo mi piace, mi stimola; specialmente in un momento in cui ho poco entusiasmo e, in assenza di stimoli, vivo alla giornata.

In attesa della primavera reagisco così, con prove maldestre in cucina: non so perchè questi dolcetti si chiamino sospiri, forse perchè leggendo la ricetta un sospiro nasce spontaneo: riuscirò mai a farli?

Ebbene si, dopo anni di sospiri guardando la foto, finalmente li ho fatti, assaporati e fatti assaporare: non sono perfetti nell’esecuzione come gli originali, io ho voluto esagerare con la panna che li ha resi più alti; in fondo la caratteristica di questi dolcetti sta proprio nella sorpresa di trovare un soffice strato di panna quando si addenta la crosticina di cioccolato, ecco, è questo il sospiro.

Io scrivo la ricetta originale, non avendo un coppapasta da 3 cm. li ho fatti da 2; le dosi di panna e di cioccolato sono esagerate, specialmente la cioccolata, secondo me ne bastano 250 g., lo verificherete se vi dovesse venire la tentazione di provare.

Ingredienti per 16 pezzi, per la pasta frolla:

  • 80 g. di burro,
  • 65 g. di zucchero,
  • 1 uovo,
  • 170 g. di farina,
  • 1 pizzico di sale,
  • vaniglia.

Per la decorazione:

  • 200 g. di panna da montare,
  • 500 g. di cioccolato fondente (70%).

Come fare la pasta frolla:

lavorare il burro con lo zucchero, unire l’uovo, il sale, la vaniglia fino ad ottenere un composto spumoso.

Incorporare la farina senza mescolare troppo a lungo.

Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e riporlo in frigorifero per 15 minuti (se dovesse risultare ancora morbido prolungare a 30 minuti).

Preriscaldare il fono a 220°C.

Stendere la frolla ad uno spessore di 3 mm. e ricavare 32 tartellette da 3 cm., adagiarle negli stampini (io le ho messe nei pirottini) e cuocere per c.ca 12/15 minuti.

Sfornarle, lasciarle raffreddare ed estrarle dagli stampini: nel frattempo montare la panna (non zuccherarla) e metterla nella tasca da pasticcere (sac a poche).

Distribuire la panna su 16 tartellette e metterle in freezer per 1 ora; sciogliere il cioccolato a bagnomaria ed immergervi le tartellette capovolte facendo in modo da ricoprire lo strato di panna; appoggiare sopra le rimanenti 16 tartellette e decorare col cioccolato… Meglio di come abbia fatto io ;-)

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Chi li ha assaggiati li ha apprezzati, provate se vi va.

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Buona settimana

mafalda

 


Ciambella al toffee, panna e cocco, di Elga, profumi in cucina.

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Ogni tanto mi piace rivangare il passato, mi riferisco al mio passato in cucina, quello che mi ha lasciato belli e buoni ricordi.

Ai miei esordi nel web, ancora inconsapevole ed inesperta dei vari suoi meccanismi, ero affascinata da qualche blogger, non tutte, a quei tempi dominavano la scena il cavoletto di bruxelles, Anice e cannella, le cuoche dell’altro mondo, due donne insieme nel blog ma distanti migliia di miglia, ora divise ed il blog è diventato foto e fornelli.

Poi Elga, semi di papavero: io ero incantata dalle sue foto e alcune volte ho provato qualche sua ricetta; a parte i biscotti adrenalinici che non mi sono riusciti, intendo nella forma, si sono spattaccati sulla teglia diventando un tutt’uno, un tutt’uno che poi ho ritagliato col coppapasta e mi sono pappata con voluttà, gli altri due dolci mi sono venuti un incanto.

Questa ciambella è quanto di più fragrante da portare in tavola a colazione per iniziare la giornata al meglio e quanto di più soffice per il te delle cinque, provate.

Ingredienti:

  • 3 uova,
  • 250 g. di zucchero,
  • 200 g. di farina 00,
  • 50 g. di farina di cocco,
  • 250 ml. di panna fresca,
  • 3 cucchiai di latte,
  • 5 o 6 caramelle toffee (io 6),
  • 1 bustina di lievito,
  • zucchero a velo.

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Come fare (copio dal blog di Elga):

preriscaldare il forno a 180°C.

In un pentolino mettere a scaldare il latte e le caramelle toffe, mescolando finchè queste non si saranno sciolte.

Montare le uova con lo zucchero per 5-10 minuti o comunque finchè il composto non risulti gonfio e chiaro; aggiungere la panna a filo.

Continuare a mescolare e versare il latte con le caramelle, setacciare la farina con il lievito ed unirla al composto; per ultima aggiungere la farina di cocco.

Imburrare e infarinare uno stampo da ciambella (io, al posto della farina ho adoperato la farina di cocco), versarvi l’impasto e cuocere in forno a 180° per 30 minuti.

Sfornare il dolce, rovesciarlo su un piatto e quando è tiepido ricoprirlo di zucchero a velo.

Elga dice:

Avevo già utilizzato le caramelle toffe per questi muffin, ottenendo un risultato completamente diverso, infatti rappresentavano la parte più difficile da masticare di quei dolcetti… Lasciandole sciogliere nel latte regalano al dolce un profumo e un sapore delizioso, di zucchero , latte e burro, che ha completamente invaso la mia cucina.

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Ciambella alla panna e toffee

Buon fine settimana


Cannelloni di porro, un’idea per tutti.

Cannelloni di porro cornice1

Dico la verità, mi mancate, mi mancano le/i mie fedelissime/i, mi manca leggere i loro commenti ma riesco a percepire l’affetto e la stima di chi ha imparato a conoscermi e perdonarmi capricci, e colpi di coda.

Ieri la mia dolce Perla ha fatto il vaccino ed oggi è mogia mogia così, per coccolarmela un po’, la tengo sulle ginocchia e coccolo anche il blog e voi con una ricettina semplice, versatile che può passare dal vegano al peccaminoso trasgressivo in un attimo.

Sapete già che io sono privilegiata, posso andare nel campo di Milva e raccogliermi i porri così, come piacciono a me, sporchi di terra, con tutte le barbe che non butto mai via ed ho Perla che li controlla, non posso lamentarmi :-)

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Questa, proprio per la sua versatilità, è una ricetta senza dosi, ognuno ricaverà dal porro la quantità di cannelloni e, a seconda delle proprie abitudini alimentari, scegliere e dosare i propri ingredienti quindi, se siete vegani, al posto della ricotta, potete farcirli con verdure e tofu, se siete vegetariani e mangiate pesce, potete farcirli con un composto di porro, patate e salmone ecc., se non avete problemi la scelta si estende all’infinito, lascio a voi la scelta.

Ingredienti:

  • porro,
  • scuete dal boç*,
  • funghi champignon trifolati (porcini, finferli ecc.),
  • pezzetti e striscioline di pancetta affumicata (o speck, prosciutto, di Sauris),
  • aglio di Resia in polvere,
  • burro,
  • pane grattugiato,
  • parmigiano.

cannelloni di porro cornice

Come fare:

scegliere dal porro la sezione più adatta ad ottenere un cannellone, sfilara (deve rimanere intero), lavare e cuocere a vapore per conservare il sapore ed il colore.

Preparare il ripieno, quello che vi piace di più e che si avvicina alla vostra cucina, regolare di sale ed inserirlo nel cannellone di porro aiutandosi con la sac a poche.

Io ho adoperato la ricotta frantumata di Borgotitol, funghi champignon trifolati ed aglio di Resia in polvere.

Oliare o imburrare una cocotte monoporzione o, se avete più persone in famiglia, una pirofila.

Disporre i cannelloni di porro legati con striscioline di pancetta o speck o prosciutto (io, di parte, ed amando il sapore affumicato, prediligo quelli di Sauris), fate voi, spolverizzarli con formaggio stagionato, pane grattugiato (se siete intolleranti al glutine sceglierne uno da prontuario) ed olio o burro, anche di soia per i vegani, i quali potranno sostituire il formaggio con il Parmigiano vegano.

Infornare a 180°C. per 20 minuti e con funzione grill fino a doratura.

cannelloni di porro sfornati-001

Nella foto finale ci sono tre cannelloni, non penserete mica che ello si sia accontentato di due ;-) Li ha apprezzati e non ho avuto il coraggio di sottrarglieli per fotografare l’interno, potete perdonarmi?

Alla prossima, con affetto e grazie Kiara per la fiducia

*scuete dal boç (Si tratta di una ricotta impastata con sale, pepe e semi di finocchio selvatico; quindi viene stagionato per un mese e mezzo per acidificarlo e garantirne la conservazione per lungo periodo.)


Risotto con sedano, rocchini e Formai dal Cit, la cucina di casa.

risotto con sedano-002

Cosa sono i rocchini: i rocchini sono delle polpettine di sedano, semplici semplici, perfette per utilizzare le foglie che solitamente finiscono nell’umido.

Ello mi aveva portato a casa un bellissimo cespo di sedano, peccato fosse sera perchè una bella fotografia sulla mia tavoletta storica avrebbe immortalato cotanta bellezza.

Il sedano, oltre possedere virtù salutari apportando vitamine e sali minerali: Bigazzi consiglia di berne un centrifugatola mattina a digiuno per ricaricare di energia l’organismo,  è anche afrodisiaco, forse per questo avevo fatto le polpettine a forma di cuore? (alla fine il link), non ricordo.

Ormai il risotto lo preparo sempre come insegnano i Maestri Scarello/Mazzolini: tostatura a secco del riso, idratazione ed aggiunta di cipolla matura a metà cottura; in questo caso l’ho omessa, ho smorzato il sapore del sedano con una mantecatura alla panna acida e formai dal cit.

Amo il parmigiano, lo amo moltissimo ma va a finire che spesso prenda il comando e sottometta i sapori che dovrebbero essere protagonisti ed è per questo che ultimamente lo sostituisco con altri formaggi, possibilmente della mia Regione.

formai

Formai dal cit.

Ingredienti per due:

  • 160 g. di riso vialone nano friulano (io Domenico Fraccaroli: è della zona ed è ottimo),
  • acqua di cottura del sedano (salata),
  • 50 g. di formai dal cit grattugiato,
  • 1 cucchiaio di panna acida.

bastoncini di sedano fritti-002

Come fare:

dopo aver lessato le foglie di sedano per i rocchini, prelevarle con una schiumarola e metterle da parte nel colino;

filtrare il liquido e conservare la polpa di sedano che avrà sedimentato nel fondo.

Per il procedimento dei rocchini vi rimando al link io, dopo aver fatto le polpettine al solito ho semplicemente formato dei piccoli bastoncini e delle palline per decorare il risotto.

Ho voluto fare un piatto senza glutine e quindi, per i rocchini ho adoperato la farina di riso.

Mettere il riso in un tegame, senza alcun condimento ed iniziare a tostarlo; quando si riesce ancora a prendere il riso tra le mani senza scottarsi iniziare ad idratarlo con l’acqua di sedano che in questo caso era già salata.

Io sono della scuola che si mescola continuamente, voi seguite il vostro metodo; al momento della mantecatura, togliere dal fuoco ed amalgamare il composto di panna acida e formai dal cit.

Ho mantenuto questo risotto più compatto per poterlo impiattare nel riquadro di rocchini ma si può fare all’onda e decorarlo con un trito di cuore di foglie di sedano che è più dolce ed ha un verde delicato.

Nessun effetto speciale, è la cucina di casa, in questo caso ho recuperato l’acqua di cottura del sedano e l’unico vezzo sono i rocchini croccanti, provate se vi va.

risotto con sedano pp-001

Deve piacervi il sedano perchè qui è lui il re indiscusso, buon fine settimana, alla prossima

Cuoricini di sedano fritti

Formai dal Cit


Szegediner Gulasch: spezzatino di maiale con crauti.

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Szegediner Gulasch.  È il nome stor­piato dello Székely Gulyas.  La deformazione è dovuta al fatto che Szegedin è una città un­gherese, mentre pochi sanno che Szé­kely è il nome ungherese della Transilvania, oggi rumena. La caratteristi­ca dello Székely, o Szegedin, è un gu­lasch di carne di maiale con contorno di crauti.

Ho trovato queste note nel web, come succede per le ricette tradizionali di tutto il mondo, è difficile risalire esattamente alle origini della preparazione.

Nel libro dal quale ho copiato la ricetta è contemplato anche un «Szekely gulasch» con carne mista manzo-maiale e pomodoro che qui non c’è.

La persona che mi aveva promesso un aiuto nella ricerca storica dello szegediner ha problemi di connessione ed essendo questa una ricetta invernale ed avendo io già percepito il profumo della primavera nell’aria, ebbene, va messa ora nel mio blog-ricettario.

É anche un modo per riciclare un avanzo di crauti: ne mettiamo un po’ nella jota ed un po’ in questo szegediner; il massimo sarebbe cuocere tutto sulla stufa ma sarebbe pretendere troppo.

Ho scelto questa versione perchè è la stessa che ho mangiato tanti anni fa sul Carso Goriziano, mi era piaciuto moltissimo ed era rimasto in attesa del momento giusto per provare a farla.

Non è una ricetta da foodblogger perchè non è fotogenica come non lo sono la maggior parte degli spezzatini ma è buon cibo ed è questo l’importante.

Ho voluto abbinarlo a dei cuoricini di polenta, quella di Milva, bella rustica e “gropolosa” fatta rigorosamente con la macchina del pane.

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Ingredienti, io vi scrivo la ricetta originale:

  • 1 kilo di spalla di maiale tagliata a dadini,
  • 1/2 kilo di cipolla affettata finemente,
  • brodo,
  • olio (evo),
  • capucci acidi,
  • paprica (io ho messo sia la dolce che piccante),
  • panna acida (aggiunta personale alla fine),
  • kümmel per i crauti (aggiunta personale),
  • sale.

Come fare:

soffriggere la cipolla nell’olio e toglierla quando è ben dorata; mettere a rosolare la carne, aggiungere un po’ di paprica, sale e due mestoli di brodo (alla fine ho aggiunto le cipolle perchè mi piacciono e rendono cremosa la preparazione).

Cuocere fintanto la carne risulti tenera aggiungendo, se necessario, del brodo.

Se non avete i crauti pronti procedere così:

bollire i cappucci, metterli in una casseruola dove avremo preparato un soffritto di olio e farina (einbren, roux) e, alla fine della cottura aggiungere un po’ di yogurt (questo passaggio l’ho omesso perchè ho preferito aggiungere al piatto la panna acida).

Se preferite, servire a parte i crauti come contorno, io li ho amalgamati con il goulash perchè era così che ricordavo di aver mangiato questo straordinario quanto semplice piatto: provate se vi va.

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Come fare la polenta nella Macchina del Pane:

  • 1 litro di acqua bollente salata,
  • 300 g. di farina di mais.

impostare il programma marmellate di qualsiasi marca di macchina; consiglio, al suono, di lasciar riposare ancora 10 minuti la polenta e poi di sformarla.

Alla prossima


Mozzarella di bufala in calesse, con cuore di Pitina: a spasso per il Friuli.

mozzarella in calesse n

É buona questa mozzarella di bufala?

Buonissima, e la fanno da queste parti.

Davvero? Allora ne prendo un’altra, bisogna sostenere l’economia regionale no?

Verissimo ♥

Ecco, da questo breve dialogo nel piccolo Despar vicino casa (Despar è una grande distribuzione ma nella gestione privata è possibile trovare molti dei nostri prodotti d’eccellenza: riso vialone nano di Fraccaroli, le farine del mulino Persello, formaggi, prosciutti ecc.) è arrivata l’ispirazione e così, mentre me ne tornavo a casa con due mozzarelle di bufala friulane, ho iniziato a pensare come potevo utilizzarle: ho escluso la caprese in assenza di pomodori profumati di stagione, l’ho assaggiata con un filo di buon olio extravergine e una spolveratina-ina di polvere d’aglio di Resia che ultimamente mi sta dando grandi soddisfazioni.

Ammetto che non sono una grande consumatrice di mozzarella, solitamente compero la burrata ma questo incontro, evidentemente,  è stato un segno del destino, io, appassionata della mia regione con nessi e connessi, ho avuto un’illuminazione: mozzarella in calesse, non in carrozza, quella si fa a Napoli e Roma, con acciuga e senza e, si sa, che a me le acciughe non piacciono.

Con cosa sostituire l’acciuga se non con la mia adorata Pitina? Ebbene si, quella da cuocere, del Signor Roberto, quella che ho adoperato nella ricetta precedente.

Come spesso accade in casa ello ieri, domenica, è stata giornata per fare esperimenti culinari e per friggere, in fondo siamo sotto carnevale e queste mozzarelle in calesse sembrano dei krapfen (bomboloni) e possono essere anche uno scherzo da fare agli amici che rimarranno piacevolmente sorpresi.

Essendo la mia prima volta mi sono affidata al web, devo dire con grande soddisfazione: l’idea dell’acqua e farina per sigillare i bordi l’ho trovata geniale.

Potevo osare di più con la mozzarella ma non volevo rischiare la fuoriuscita: va mangiata calda, quando la mozzarella fila e cola golosa sul pane; io ho adoperato quello al latte per tramezzini che è più sottile e si presta ad essere ritagliato a piacere ma ora andiamo in cucina.

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Ingredienti, regolate le vostre dosi a piacere:

  • pane al latte per tramezzini,
  • mozzarella di bufala della vostra zona,
  • pitina della ValTramontina del tipo da cuocere se disponibile,
  • uova intere,
  • farina,
  • acqua,
  • sale,
  • olio di arachidi per friggere.

Utensili:

  • 1 coppapasta di 6 cm. di diametro,
  • 1 coppapasta di 5 cm di diametro,
  • 1 piccolo coppapasta a forma di cuore.

collage mozzarella

Come fare:

scolare la mozzarella e tagliarla a fette, farle sgocciolare in un colino, appoggiarle su carta forno, coprirle e, col mattarello, assottigliarle.

Tagliate la pitina a fettine sottili, io lo faccio con l’affettatrice e, sempre , tra due fogli di carta forno, assottigliarle col mattarello; ritagliare i cuoricini.

Ritagliare dal pane 8 cerchi col coppapasta da 6 cm., coprire con un foglio di carta forno e appiattire delicatamente col mattarello.

Ritagliare col coppapasta da 5 cm la mozzarella e posizionatela sul pane, continuare col cuore di pitina e terminare con altra mozzarella.

Posizionare l’altra fetta di pane, coprire con carta forno e premere per far aderire bene; passare i bordi nella farina poi nell’acqua per sigillare.

Sbattere le uova, salare e posizionare le mozzarelle in calesse, 10 minuti per parte affinchè il pane si intrida perfettamente; riscaldare l’olio e far dorare dai due lati.

Il galateo non lo prevede ma io vi auguro buon appetito e, provate se vi va.

mozzarella in calesse interno n

Buona settimana, alla prossima

Mozzarella di bufala e made in Friuli

Borgotitol

Ispirazione ricetta