Archivi del mese: gennaio 2011

Peperoncini ripieni sott’olio.

 

Due anni fa  presi in prestico alla biblioteca il libro di Simone Rugiati e, vista la  produzione di peperoncini di quell’anno (20)  pensai di copiare.

  

Ingredienti:

  • 20 peperoncini rotondi,
  • 300 g. tonno sott’olio,
  • 100 g. capperi dissalati,
  • 50 g. filetti di alici sott’olio,
  • scorza di 1 limone bio,
  • olio evo (extravergine di oliva) quanto basta a coprirli nella teglia per il forno (io ho usato quella da plum cake).

 

Come si fa:
con un coltellino affilato togliere la calotta dalla parte del picciolo ai peperoncini, batterli delicatemente per togliere i semini aiutandosi anche con un coltellino (attenzione a non inciderli) e man mano  buttarli  in acqua fredda.

 

Scolarli, asciugarli, porli in una teglia a bordi alti e coprirli di olio, infornarli a 160° per 20/30 minuti, devono cuocersi ed ammorbidirsi.

 

Prepariamo il ripieno:

mettere gli ingredienti su un tagliere e tritarli a coltello, quando i peperoncini saranno tiepidi, riempirli con il composto e metterli in un contenitore a chiusura ermetica, coprirli d’olio e chiudere.

 

L’olio va filtrato (lui dice che a 160°C l’olio non brucia, quindi si può utilizzare) e si può imbottigliare aggiungendo aglio, rosmarino e pepe in grani, diventerà un ottimo condimento per pasta, carne, verdure ecc.

 

A me è avanzato abbastanza composto, quindi l’ho messo nel mixer con una manciata di nocciole tostate e tritate ho allungato con l’olio dei peperoncini ed ho fatto un pesto per condire la pasta.

 


Terrina di carne con cuore di carciofi: la cultura del riciclo.

Terryna_picnik

Forse il nome terrina è improprio, leggo qua e là che le terrine sono piuttosto da mangiare fredde, questa no, va mangiata calda o tiepida.

Questa estate ne avevo fatta una con il cuore di zucchine,senza formaggio però.

Sono piatti che non hanno una storia, nascono così, da un avanzo, un esubero di ripieno, dalla necessità di far mangiare le verdurine ai familiari e, oltre al risparmio, permettono anche di non annoiarsi in cucina e  non annoiare i commensali con la solita minestra.

Terryna con cuore di zucchine

È stata l’occasione per inaugurare la mia terrina da forno, dimensioni 28 cm x 5 cm, ed utilizzare al meglio il:

ripieno di carciofi fatto così:

  • 500 g di carne macinata magrissima di manzo,
  • 1 uovo,
  • 1 manciata di parmigiano,
  • timo,
  • fiocchi d’aglio macinati,
  • prezzemolo,
  • semi di zucca tritati (volendo pistacchi),
  • sale affumicato.

Per il cuore:

  • gambi di carciofo tagliati a rondelle e cotti al vapore,
  • tomino piemontese (quello  con la crosticina bianca vellutata), o altro formaggio a piacere.

Come fare:

preriscaldare il forno a 180°C. , oliare la terrina e spolverizzarla con i semi di zucca tritati (o pangrattato).

Dividere l’impasto in 2 parti e formare il primo strato, appoggiare le fette di formaggio, continuare con i gambi di carciofo, formaggio e chiudere con la carne, premere bene, coprire ed infornare a 180° per c.ca 30 minuti, scoprire, mettere la funzione grill e far dorare per qualche minuto.

Per farla più grande, usare lo stampo da plum cake e foderare tutti i lati con la carne, riempire con quello che vi piace e richiudere con la carne (come la terrina ripiena di zucchine).

terrina carne carciofi fette_picnik

 

 


Macaróns di Polénte, Cultura Friulana.

Il tema “La polenta” è stato così interpretato da Polentarutti Luigi, classe terza unica, e riportato da Scuola modello 1947.

“A me mi garba molto la polenta. Io la polenta la mangio di  bonora, di mezzogiorno e di cena e anche alle quattro. La polenta se la fa con la farina de panoghie e con l’acqua e si mette anche il sale senò dicono che fa venire la pelagra.
Per fare la polenta si mette l’acqua nella calderia, poi si fa bollire sopra il fuoco e quando si vede le bolle si mette dirento una presa di farina e dopo tutto il  s’çiatulino. Poi si prende il mesculo e si la rompe e si la lascia sçialdare. Poi si mesceda…si mesceda cencia stufarsi fin quando la spussa di cotto. Poi la si giàva e la si buta sul taiere che la fuma.
Ai signori, a loro piace la polenta tenera perchè la mangiano con i luierini, ma a casa mia, la quale siamo poveri, la mangiamo dura senò lo stomaco si delibera subito.
La polenta più dura è quella dei boscadori, che la taiano con la manaria. Anche i pastori mangiano molta polenta nelle casere e prima di buttarla in bocca la stricciano e la folpeano fra le aine perchè diventi più mulisitta.
Io amo la polenta e mangio anche le croste. La polenta, se cade a terra, fa sbrisciare. Mia nonna l’altro ano ha pesçiato un poco di polenta e è colata e ha s’çiarnato un piede che abbiamo squegnuto portarla a Socchieve da quela donna che comedda gli ossi. Evviva la polenta! Anch’io mi chiamo Polentarutti.”

A pagina 106 del libro “Vecchia e Nuova Cucina di Carnia di Gianni Cosetti” è riportato questo tema, se vi va di scoprire altre storie e leggende di Carnia vi consiglio questo sito.

Come già sapete tengo particolarmente a questo libro, è stato un regalo di “ello”che ha anche avuto la fortuna ed il piacere di conoscere di persona il Signor Gianni e di mangiare nel suo ristorante (ello ha lavorato qualche anno a Tolmezzo)

Il sogno di fare questi “macarons di polente” (gnocchi di polenta) lo coltivavo da un pò ma, anche se la polenta compare spesso sulla mia tavola (mi inginocchio sul sale ma la faccio con la MDP, per sapere come Qui), non avanza, o viene “maltrattata” sul tagliere e quindi non riesco mai a recuperare delle fette intere da poter ritagliare ;-)

Riporto la ricetta originale (pagina 96).

Cosa serve (20 minuti):

  • 3 foglie alloro,
  • 800 g polenta fredda,
  • 100 g ricotta affumicata,
  • 150 g burro,
  • 100 g formaggio di malga fresco.

Come fare:

Tagliate la polenta a cubetti di 1 cm (io ho fatto piccoli cuori), versateli in acqua bollente salata e aromatizzata con alloro; lasciate cuocere per 3-4 minuti.

In una casseruola rosolate il burro fino a renderlo color nocciola, aggiungetevi la polenta ben scolata, cospargete con la ricotta affumicata e il formaggio di malga grattugiati.

Servite il tutto ben caldo.

Gianni Cosetti consiglia di bere un buon Tocai, ora  diventato “Friulano”, cambia il nome ma non la qualità del vino.

Avendo la sera prima fatto il goulash con il guanciale di manzo, una parte l’ho condita con il sugo e qualche pezzetto di carne.

Ve lo consiglio (l’ho già fatto) il guanciale per goulash e spezzatino, mangerete una carne gustosa fuori e dentro e ogni pezzo si scioglierà piacevolmente in bocca.

Il mestolo che vedete nelle foto è quello del nonno di ello..immaginate quanti anni ha, le prime volte l’ho usato anch’io (40 minuti a girare).

Ccon questa ricetta, anche lei “povera”, vi auguro un bel fine settimana.


Torta di pane-ttone e mele profumata al macis, cucina povera?

Questo dolce si fa solitamente con il pane raffermo, sembra banale e scontato però alla fine per me è il dolce.

La ricetta ho dovuto quasi strapparla con la forza alla signora  Maria, la mamma di un mio amico con il quale mi allenavo, ricordate “Il tacchino col tappo”? Ecco è lei.

Io l’ho fatta tante volte, è venuta sempre buonissima però, e c’è un però, a me sembra che nella mia manchi sempre qualcosa.

Ricordo  il mio amico che per farmi andare più forte, mentre facevamo le ripetute in salita mi diceva: dai, forza, pedala che la mamma ha fatto la torta che ti piace tanto, allora io pedalavo veloce come il vento pregustando già il sapore di quel dolce.

macis primo piano

Un panettone senza cupola (ricordate i miei vari esperimenti?) stazionava in congelatore, qualche mela grinzosa nel portafrutta, il desiderio di ello di avere qualcosa da sbocconcellare al ritorno dal lavoro e così, anche se i blog pullulano di ricette pandoro-panetton/riciclo una in più non guasta e poi l’idea di non sprecare il cibo e di riuscire a trasformarlo in qualcosa di buono mi piace e mi stimola.

Solitamente questa viene definita cucina povera ed inevitabilmente mi viene in mente qul bambino che è morto di fame e freddo nel centro di Bologna ed arrossisco di vergogna.

Cambierò qualcosa in questa ricetta: la sostituzione pane/panettone si evince, ometterò lo zucchero e l’uvetta in quanto il panettone contiene già tutto, profumerò la torta col macis per rendere omaggio all’ amica che di ritorno da un viaggio esotico che mi ha portato la noce moscata completa del suo involucro, il macis appunto.

Ingredienti per una teglia da 24 cm. (3 strati):

  • pane raffermo (panettone),
  • 1 kg. mele,
  • 1/2 litro di latte (di soia),
  • 2 uova,
  • zucchero (omesso, solitamente uso il fruttosio),
  • 50 gr. burro (di soia),
  • uvetta (omessa),
  • pinoli a piacere,
  • buccia grattugiata di 1 limone bio (io un limone di Max),
  • macis (facoltativo),
  • rhum (omesso),
  • estratto di vaniglia.

Collage Torta pane mele passo passo 2009

Come fare:

accendere il forno a 180°C.,  mettere l’uvetta in ammollo nel rhum. (nella versione pane), mettere in infusione il macis nel latte tiepido.

Tagliare il pane a fette di 1/2 cm. (io il panettone), sbucciare le mele, tagliarle a fettine sottili e metterle in una terrina con lo zucchero, i pinoli, la vaniglia, la buccia di limone e l’uvetta scolata e strizzata.

Foderare con le fette di pane  (panettone) una teglia imburrata o rivestita con carta forno (io faccio così), fare uno strato con il composto di mele, aggiungere dei fiocchi di burro e ripetere, finire con le mele.

Sbattere le uova ed unire il latte (dopo aver tolto il macis),  versare lentamente sulla torta in modo che il pane (panettone) s’inzuppi uniformemente, aggiungere qualche fioccho di burro ed infornare per 30 minuti coperto con la stagnola che evita la bruciatura della superficie, toglierla e continuare la cottura per un’altra mezz’ora  fino a doratura.

Torta pane mele versione 2010

Farla raffreddare o intiepidire prima di sformarla.


Spuma di zucca con tartare di zucchini.

Mi sto ancora dando (piccole) botte sul capino perchè non ho aderito subito al contest, magari provando a replicare tutte e 3 le ricette.

Però io devo fare le cose se e quando mi sento, un pò come ello.

Andiamo a fare una passeggiata così fai un pò di movimento?

Non mi sento.

Vieni con me in piscina?

Non mi sento.

E così invece di imparare lui da me imparo io da lui, non mi sento e le occasioni scorrono via.

L’occasione del contest verrine in rete sono riuscita a prenderlo per la coda, così oggi rispolvero una ricettina dell’ Hotel Sacher provata tempo fa e servita proprio in un bicchiere.

Scrivo la ricetta completa, io l’ho divisa a metà.

Ingredienti:

  • 300 g. di polpa di zucca,
  • 2 scalogni,
  • 3 cucchiai di olio evo,
  • 125 ml di vino bianco,
  • 1 litro di brodo di pollo o vegetale,
  • 125 ml. di panna montata,
  • sale (affumicato),
  • pepe (verde),
  • 1 pizzico noce moscata,
  • 1 pizzico di zenzero,
  • 1pizzico di cannella (solo per me),
  • olio di semi di zucca (lo trovate al Naturasì).

Per la tartare di zucchine:

  • 1 zucchina medi,
  • 1 cucchiaio di olio evo,
  • sale (affumicato),
  • pepe (verde).

Come fare:

tagliare la polpa di zucca a dadini e tritare finemente gli scalogni, far appassire nell’olio evo precedentemente scaldato, sfumare col vino e far evaporare, aggiungere il brodo, la panna e tutti gli aromi, far bollire per mezz’ora.

Frullare col minipimer ed aggiustare di sale, servire con la tartare di zucchine e qualche goccia d’olio di semi di zucca, volendo arricchire la decorazione tostare ed asciugare nel forno un crostino di pane tagliato sottilissimo.

Preparare la tartare di zucchine:

tagliare la zucchina a dadini piccolissimi e farla rosolare nell’olio evo bollente, salare ed aggiungerla alla minestra.

Buona giornata a tutte/i :-)


Mousse al Pistacchio e Fragole.

   

 

 

 

Ingredienti per 4 bicchieri:

  • 3 tuorli,
  • 20 cl. di latte intero,
  • 30 g. di zucchero,
  • 30 g di pasta al pistacchio,
  • 3 fogli di gelatina,
  • 15 cl di panna liquida,
  • 120 g di fragole,
  • 2 biscotti al pistacchio (li ho sostituiti con una meringa al pistacchio),
  • 1 manciata di pistacchi non salati tritati.

   

Meringa al pistacchio (nel link la ricetta, in questo caso ho ridotto le proporzioni a 50/50/50)

Prepariamo la crema:

mettere i fogli di gelatina in ammollo in una ciotola d’acqua fredda.

Versare il latte in un pentolino e portarlo quasi a bollore.

In una terrina montare i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso, incorporare la pasta al pistacchio, versare sul composto il latte bollente e mescolare.

Pasta al pistacchio     (nel link la fonte della ricetta, io ho dimezzato le dosi e l’ ho resa più liquida, ho tritato i pistacchi nel mortaio lasciando la pasta più grossolana, ho omesso anche l’aroma di mandorla).

Versare  tutto in un pentolino e  cuocere a fuoco basso senza smettere di mescolare, facendo attenzione a non far bollire la crema.

Strizzare i fogli di gelatina e aggiungerli al composto, mescolare.

Versare la crema al pistacchio in una terrina e far raffreddare.

Montare la panna  ben fredda  e incorporarla delicatamente alla crema raffreddata. Mettere la crema in frigorifero per almeno 2 ore.

Lavare le fragole, asciugarle con la carta assorbente da cucina e tagliarle nella misura che preferite.

Disporre sul piano di lavoro i bicchieri e sbriciolarvi sul fondo i biscotti al pistacchio.

   

Ricoprire con la crema al pistacchio e  guarnire con le fragole.

   

   

Infine cospargere con i pistacchi tritati e servire.

   


Torrette di panettone e crema all’ananas: riciclare il Natale.

E sì, si dice anno nuovo vita nuova, c’è chi butta dalla finestra i robi vecchi  NONSIFA!!

C’è chi ha iniziato a scrivere sull’agenda nuova che profuma di tipografia, c’è chi si è messo a dieta (quello non può leggere oltre ) , chi va a correre ogni mattina, chi, come me, va in piscina tutti i giorni e torna a casa con un certo languorino, c’è chi si è portato dietro dall’anno scorso questa cantilenante preghiera:

Ella fammi il panettone con la crema all’ananas :-(

Te lo farò ello te lo farò…

E così l’ho fatto.

Dei 2 panettoni con cupola del 2010 era avanzato 1/4, l’ho tagliato a fette, con un coppapasta ho ritagliato dei cerchi, con un più piccolo ho accennato un cerchio che ho scavato leggermente ed ho messo a tostare in forno a 180°C.

Per la crema all’ananas farò un copia incolla dal blog di riferimento tra parentesi le mie modifiche.

Ingredienti per la crema all’ananas:

  • 400 gr fette d’ ananas (io ho usato quello sciroppato senza zucchero),
  • 150 g. di zucchero (100 fruttosio),
  • 30 g. di  amido di mais (maizena),
  • 1 dl di latte (di riso),
  • 3 tuorli,
  • 1 uovo intero.

Come fare:

tagliare a pezzetti le fettine d’ananas e frullare,  versare il composto in una pentola con fondo spesso, aggiungere il latte e portare a bollore sul fornello più piccolo, a fiamma bassa.

Nel frattempo, in una ciotola capiente, sbattere per un minuto a velocità minima i tuorli e l’uovo con lo zucchero e l’amido di mais, unire i due composti e sbattere ancora per un minuto.

Versare  tutto in una casseruola e mettere sul fuoco e far addensare.

Una volta ottenuta la consistenza desiderata, mettere a raffreddare in una ciotola, mescolando di tanto in tanto.

Componiamo le torrette:

mettere negli incavi del panettone abbondante crema e sovrapporre, appoggiare una fetta d’ananas e riempire il foro con un pò di crema che andremo a spolverizzare con briciole di pane tostato.

Il piatto di portata è una mia creazione

Facciamo in modo che tutto ciò che ci siamo portate/i dietro dal 2010 sia così dolce.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: