Incontri e pensieri zingari di mezza estate, Par me je Ligrie (Per me è Allegria)

scultore al lavoro1

Un giorno qualcuno disse che ero una zingara, certamente lo disse per offendermi invece non sa di avermi fatto un complimento perchè io un pò zingara lo sono.

Non zingara inteso come luogo comune di ladro, scippatore e rapitore di bambini, nò, zingara nel senso di cittadina del mondo.

Per chi è, come me, senza radici, è una conseguenza naturale, si va dove porta il desiderio del momento, nulla è nessuno sono per sempre e la passione  di VIVERE tanta e così, sin da fanciulla, quando mi svegliavo con la voglia di andare, andavo, senza se e senza ma e, spesso con pochi soldini in tasca ma me la sono sempre cavata, con fantasia ed onestà e sono così tante le cose che avrei da raccontare, tante e tali da poter riempire un libro fitto fitto.

Questo desiderio di andare l’ho provato anche lunedì; via, via, non via per sempre ma per un giorno, voglia di fare altro, voglia di conoscere, di emozionarmi ancora e, cosa potrebbe emozionarmi più della natura? Della montagna? Di incontrare uno scultore per Hobby da 3 anni e di ascoltarlo parlare con gli occhi vivi ricchi di immagini di vecchi tronchi, di enormi radici da modellare?

Oppure di incontrare una persona che è da tanto tempo che desideri conoscere e vedere oltre lo schermo, via dal web che troppo spesso inganna e ferisce…

scultura insegna agriturismo

Nel web si legge spesso che una o l’altra è una persona speciale, ma speciale, speciale e che tutti si vogliono bene e che vorrebbero conoscersi, abbracciarsi e chissà cos’altro ancora, si, si, ancora ma tutto ciò è troppo, ed ostentato al punto da aver perso credibilità, il web ed il mondo dei foodblogger hanno perso credibilità.

Il mio piccolo cuore è esterefatto dopo aver saputo che c’è anche la possibilità di COMPERARE VISITE E COMMENTI, il mio cuore zingaro si ribella ed io lo assecondo, ma ora voltiamo pagina, c’è ancora così tanto di sano, pulito e genuino da scoprire che non mi va di perdere tempo ed energie in inutili sciocchezze.

Scultore al lavoro-001

Scultore al lavoro.

Eccolo qui, nella foto, in tutto il suo splendore, voleva ripulirsi dai trucioli, ma io l’ho fermato in tempo: non lo faccia sennò devo rimetteglieli i trucioli.

In fondo rimane ancorata in noi l’idea che bisogna essere puliti, invece a me piace osservare le persone che lavorano, mi piacciono nei loro abiti disegnati da macchie che parlano del loro lavoro.

zucchina e fagiolini

In Friuli Venezia Giulia c’è una bella natura, buon cibo, gente che ancora fa il proprio lavoro con passione e, ultimamente anche generosa nel raccontare agli altri la loro storia.

Una bella e promettente apertura perchè, sappiatelo, fra qualche decennio molto di tutto questo sarà soltanto storia perchè i giovani stanno andando via.

Il mio piccolo cuore zingaro mi sta ricordando che devo raccontarvi che i nostri boschi stanno bruciando dal 14 luglio e solo da pochi giorni chi è ancora più in cima delle montagne, ha capito l’emergenza ma quanto tempo è stato perso per decidere chi poteva speculare meglio sul disastro, quale società era meglio imparentata con, già.

gatto osserva possibile preda

In fondo del nostro territorio, della nostra Regione non interessa a nessuno e ancora meno a quelli che la governano, eccezion fatta per la presidente della Regione che si è molto adirata nell’aver saputo che l’Alitalia aveva soppresso i 2 voli per Roma e, dal momento che l’Alitalia è stata finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia per questi voli, ha aperto un’inchiesta, BEN FATTO.

Nel mio blog scrivo spesso e con trasporto del Friuli Venezia Giulia, senza mire economiche e tantomeno brame di fama e visibilità.

mano scultore

Vorrei che questa regione avesse visibilità, quella che merita ma poi, il mio piccolo cuore zingaro mi sussurra nel’orecchio: sei un’ ingenua, pensa, se uno paga per avere visite e commenti, cosa ti aspetti ancora dalla vita?

Ed ora la poesia per lei:

Ligrie

Mi baste

une stele ch’a brile,

un fregul di lune

ch’a cuche dal cil,

par me jè ligrie.

Mi baste un flôr tal zardìn,

il profum de ue

da la vît picjâde sul mur,

par me jè ligrie.

Mi baste

un glon di cjampane,

un ricuart di zoventût

sul cîl colôr rose,

par me jè legrie.

Mi baste

un frutin ch’a ti clame nona,

une musiche antighe

dal timp passât,

par me jè ligrie.

Mi baste

un pizzul respîr,

un pinsîr, il bati dal cûr,

ogni zornade ch’a nâs,

par me jè ligrie.

agosto

About these ads

I Commenti sono disabilitati.